www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


domenica 6 marzo 2011

8 marzo, Messina: Presentazione dell'antologia "Verrà domani e avrà i tuoi occhi" [Compagnia delle Lettere e Movimento Primo Marzo]


Presentazione del libro "Verrà domani e avrà i tuoi occhi"

Casa editrice Compagnie delle Lettere

Martedi 8 marzo 2011 ore 15,30

Casa del Tango - Via Castellammare n. 6 Messina

a cura delle associazioni Stranieri come Noi, Puerto de Buenos Aires, Bookcrossing Messina e Comitato 1 Marzo Palermo


A illustrare e commentare il libro sarà Tindara Ignazzitto, referente del Comitato Primo Marzo di Palermo, docente di italiano lingua seconda presso la Scuola di lingua italiana per stranieri dell'Università di Palermo e autrice del portale siciliano su intercultura e cultura della pace http://www.stranieromavero.it/

L'articolo che segue è di Cristina Sebastiani, una delle scrittrici dell'antologia, ed è stato pubblicato il 22.02.11 su Corriere Immigrazione:

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"I racconti finalisti del concorso del Comitato Primo Marzo e della casa editrice Compagnie delle Lettere vedono finalmente la luce nell'antologia "Verrà domani e avrà i tuoi occhi" per promuovere i valori della mixité e dell'integrazione sociale. La casa editrice Compagnie delle Lettere nasce con la vocazione della letteratura della migrazione. Quando è uscito il comunicato stampa per annunciare la nascita di questa raccolta di racconti, più di una persona mi ha detto: perchè ci sei anche tu? non sei migrante. L’antologia si chiama “Verrà domani e avrà i tuoi occhi” ed è a cura del Movimento Primo Marzo (http://www.primomarzo2011.it/).

Io non sono migrante e non lo sono nemmeno alcune altre delle persone che scrivono con me in questa antologia, altre lo sono, altre ancora lo sono solo perchè è l’Italia ad appiccicar loro un etichetta che non desiderano: questa è la migrazione e questa è la risposta.

La migrazione è fatta di spostamenti e di passaggi, di modifiche e di cambiamenti, anche le etichette cambiano. Oggi sappiamo che l’emigrato non è più solo quello che parte per l’America con la valigia di cartone in mano – magari parte per una verde Università svedese che gli offre benefit da favola inimmaginabili in Italia per avere il privilegio di disporre della sua intelligenza oppure parte per l’Africa a fare ricerca sociale sul campo o a coltivare un campo con metodi eco-sostenibili mai sostenuti dalle nostre parti. E sappiamo che l’immigrato a volte è nato qui e condivide la nostra stessa italianità (sempre che esista un concetto così netto), ma le leggi non sono ancora pronte, poverine, a dirlo italiano; a volte è nato all’estero da genitori di nazionalità differenti che hanno viaggiato e scoperto luoghi e culture prima di stabilirsi in Italia, e porta in sé prima di tutto se stesso e poi la somma di tutto ciò da cui viene; a volte è nato in un villaggio nomade, in una caotica megalopoli asiatica, a volte ha studiato, altre volte non l’ha potuto fare, a volte è partito per scelta, in aereo e con i vestiti eleganti, altre volte è scappato e nessuno può veramente raccontare quello che ha passato. E anche noi, nati, cresciuti, alimentati da quest’aria e questa terra, siamo cambiati: non siamo più quelli della generazione dei nostri genitori, la migrazione è nel nostro sangue, nessuno può dirsi esente, e tutti possiamo avere qualcosa da dire.

Ecco cos’è questa antologia, il paziente lavoro di selezione e raccolta di racconti di “letteratura delle migrazioni” di un gruppo di persone, scrittori e scrittirici, poeti e letterati, studiosi e anche dilettanti che hano in comune il fatto di avere qualcosa da dire sulla migrazione. Qualcosa di importante, che non anticiperò nei dettagli di ciascuno perchè sarebbe come raccontare la fine del film. Qualcosa che non è nemmeno il solito banale, schieramento, di storie-fotografie di immigrati, più o meno tragiche, più o meno complicate: qui dentro c’è carne, cuore, pensiero e azione, c’è tutta una nuova società.

Leggetela.

I racconti sono di Julio Monteiro Martins, Giorgio Nardi, Christiana de Caldas Brito, Savina Dolores Massa, Michele Zizzari, Claudiléia Lemes Dias, Aurora Filiberto Hernandez, Paolo Piccoli, Lorenzo Mazzoni, Kathiusca Toala Olivares, Guergana Radeva, Irina Serban, Enrica Boffetta, Flore Murard-Yovanovitch, Ingy Mubiayi, Alfredo Chiatello, Cristina Sebastiani, Simone Silva, Antonia Piredda, Judicael Ouango Kiswendsida".


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