Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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mercoledì 27 novembre 2013

Sulla vicenda della classe separata della scuola media Besta di Bologna


Due segnalazioni di Arcangela Mastromarco del Polo StarT1 di Milano

 Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione
Come promuovere pari opportunità d'istruzione per gli studenti stranieri?http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=2973&l=it

Graziella Favaro
Contro le geografie della separazione. Ancora sulle classi "ponte" cinque anni dopo

martedì 14 settembre 2010

16 settembre, Palermo: Riunione organizzativa ClanDestino Day… anche a Palermo!


Per difendere e costruire la Scuola e l’Università pubbliche, di qualità e multiculturali

“Siamo tutti clandestini”. Non è uno slogan provocatorio, né una scelta terminologica solidale, è l’effettiva condizione a cui sono condannate moltitudini di donne e uomini con storie a volte profondamente differenti, ma accomunate dall’impossibilità di far valere i propri diritti di persone libere e dignitose.

La crisi economica in atto rende più palesi le disuguaglianze sociali ed economiche strutturali del sistema capitalistico, nel quale il lavoro, i diritti, la cultura e le ambizioni di ogni individuo perdono il loro valore in nome della salvaguardia dei privilegi di pochi. E’ in questo quadro che ognuno di noi è diventato a tutti gli effetti clandestino, inteso nel suo senso letterale, esistente ma nascosto eppure necessario proprio per la sua condizione di subalternità.

E’ clandestina ogni persona che proviene da un Paese povero, unico motivo sufficiente per essere rinchiusi in veri e propri centri di detenzione legalmente autorizzati; sono clandestini tutti coloro che riescono a sfuggire a questi centri, ma che rimangono “invisibili”, privi di diritti ma economicamente utili in quanto manodopera a basso costo a vantaggio di chi sfrutta il lavoro nero; è clandestina ogni famiglia rimasta senza casa ma la cui indigenza è uno straordinario strumento di ricattabilità a fini elettorali; sono clandestini tutti quei lavoratori a cui la legge 30 impedisce di progettare il futuro e la cui precarietà viene sfruttata per ottimizzare i profitti delle aziende; è clandestina la libertà di informazione quando non è funzionale ai cosiddetti “poteri forti”…

Ma non è solo il profitto a determinare la clandestinità di ognuno di noi. Le fobie e le suggestioni collettive infatti sempre più spesso alimentano le frammentazioni sociali, ogni individuo si vede sopraffatto da nuove insicurezze e cerca di riaffermare una propria identità la cui forza confortante risiede nella criminalizzazione delle differenze. Così la xenofobia irrompe in ogni ambito della società, il razzismo assume forme istituzionali, il maschilismo e il patriarcato rimangono indiscutibili e la clandestinità diventa la condizione comune a tutti noi, da ciò che attiene al nostro genere e orientamento sessuale o colore della pelle a ciò che riguarda le convinzioni più o meno religiose e culturali di ognuno.

E’ per questo che il Collettivo Malaussène, il Forum Antirazzista di Palermo e Arci Palermo aderiscono con orgoglio al ClanDestino day promosso dal settimanale CARTA e accolgono con entusiasmo il suggerimento di dedicare alla scuola e alla formazione pubbliche, di qualità e multiculturali la giornata del 24 settembre.

Per l’occasione sarà indetta un’assemblea pubblica che dia voce ai movimenti di protesta e di proposta che stanno animando anche a livello cittadino il mondo della Scuola e dell’Università. Durante l’assemblea sarà spiegato come i tagli imposti dai ministri Tremonti e Gelmini peggiorano gravemente la qualità dell’Istruzione pubblica, abbattendo anche i principali servizi di gestione delle scuole e delle università, diminuendo per esempio le ore di “tempo pieno” e “tempo prolungato” rispettivamente per scuola elementare e scuola media, trasformando migliaia di precari in disoccupati, senza risolvere in alcun modo le inadeguatezze strutturali relative al libero accesso alla formazione e peggiorando la già drammatica situazione relativa all’integrazione degli studenti delle comunità immigrate. Saranno promosse e rilanciate le battaglie antirazziste più urgenti, a cominciare da quelle contro i Cie fino alla campagna contro la “sanatoria-truffa”, quella per il diritto di voto agli immigrati e quelle contro il tetto scolastico per i figli degli immigrati. L’assemblea si terrà nel centro storico di Palermo, in Piazzetta di Resuttano. Nella stessa piazza quel giorno saranno esposte le opere di alcuni scultori siciliani che hanno deciso di sostenere l’iniziativa e di denunciare attraverso il linguaggio dell’arte la necessità di liberare dalla clandestinità anche la cultura, in tutte le sue forme. La giornata si concluderà con una cena e un concerto multietnici.

Il programma definitivo e dettagliato della giornata sarà concordato alla riunione organizzativa che si terrà giovedì 16 settembre alle ore 18.00 al Malaussène.

Forum Antirazzista, Collettivo Malaussène, Arci Palermo
lucianor85@msn.com forumantirazzistapalermo@gmail.com

lunedì 23 febbraio 2009

Tetto al numero di alunni stranieri nelle scuole e classi ponte

Tetto al numero di alunni stranieri? Classi ponte? Metropoli lo ha chiesto ai presidi di alcune delle scuole più multietniche d'Italia.
Ernesto Passante è direttore didattico del 18esimo comprensivo Veronetta-Porto. "Sulle quote -- dice -- non ho pregiudiziali, ma dietro alla parola "stranieri" non ci sono bisogni uniformi. A un ragazzino cinese serve più tempo, rispetto a un moldavo, per colmare il gap linguistico". Quanto ai patti tra scuole, "non hanno senso se non coinvolgono i Comuni. Poi non conosco una scuola che accoglierebbe stranieri "in più". Sarebbe già molto che ognuna accogliesse i "suoi", anziché accampare scuse per respingere chi arriva in corso d'anno". Classi ponte? "Un'ipotesi che quasi non merita risposta: mira a far credere che gli studenti stranieri siano stupidi. E' un'iniziativa strumentale: li si vuole fuori e basta". "Il "tetto" potrebbe essere un'idea di buon senso, ma da solo è illogico e trasmette un messaggio diesclusione", afferma Michele Falco, dirigente del comprensivo di Calcinato, nel bresciano. "Gli stranieri vivono nelle zone industriali o nei centri storici. Come si fa a dirgli che i loro figli non possono andare alla scuola più vicina? Almeno bisognerebbe garantire un servizio di trasporti gratuito". Anche sulle classi ponte Falco ha le idee chiare: "Rischiano di creare separazione. Meglio i laboratori di lingua". "I bambini che superano il tetto che fine fanno? Li caricano su un pullman e li spediscono in altre scuole?", si chiede Maria Amigoni, dirigente del comprensivo n. 11 nel quartiere San Donato. "La vicinanza della scuola, oltre ad essere comoda, è importante per le amicizie, e poi il trasporto costa". Amigoni è contraria anche alle classi ponte: "Non hanno senso, l'italiano si impara stando con i coetanei o potenziando i corsi pomeridiani". E per arginare la fuga degli italiani, assemblee con i genitori per dimostrare che la scuolamultietnica funziona. "Pensare a una classe ponte per me è assurdo, sono per i curricula interculturali -- afferma Gelsomina Viscione, preside della elementare Salvatori di Fermo (77 studenti stranieri, 47 italiani -- . Con una concentrazione così alta la didattica diventa un pilastro. Studiamo percorsi tarati sulle diverse competenze dei bimbi. Dividiamo la classe in gruppi, scegliamo un alunno che funga da tutor, con la supervisione dei docenti". La Salvatori non ha subito una fuga di italiani: "Ogni plesso è servito dall'autobus; nessuno ha mai fatto crociate". Nella Sandro Pertini di Martinsicuro, in ogni classe ci sono 6 bimbi stranieri. "Da tre anni -- spiega la preside Leonilde Maloni -- seguiamo un protocollo per una distribuzione equa. Credo che una classe per funzionare debba essere disomogenea per etnia, stato sociale, conoscenze e modo di interiorizzare le regole". I bimbi di recente immigrazione possono seguire laboratori di italiano,"ma pensare a classi isolate mi farebbe orrore". Alla Lessona di Porta palazzo gli stranieri sono il 60-70%. Ma per la preside Giulia Guglielmini, "l'idea di un tetto è poco efficace. E anche la soluzione dei "patti fra scuole" si scontra con un principio democratico: i genitori hanno libertà di scelta, per rifiutare un'iscrizione valgono solo criteri oggettivi. E credo che nemmeno le classi ponte siano una risposta: meglio che l'alunno stia in classe il più possibile". Abbandono degli italiani? "Non da noi". "Da quattro anni, grazie all'intraprendenza dei Comuni, abbiamo intese territoriali per un'equa distribuzione degli studenti -- dice Alessandra Barbaresi, preside del 2ï¾° circolo di Arzignano -- . In Comune abbiamo il 18% di stranieri: grazie a un sistema di pulmini e a un lavoro con i genitori nessuna scuola ha mai superato la media. I figli di immigrati devono stare con gli altri, ma per farlo servono docenti e risorse". Per AlessandraSalvati, che coordina l'accoglienza degli stranieri nel comprensivo Marco Polo, "è complesso accogliere chi arriva dal Paese d'origine, ma è molto diverso seguire un ragazzo cresciuto qui. Se un "tetto" per i non italofoni può essere utile, non ha senso distinguere sulla base della cittadinanza". La Marco Polo lavora in rete con le scuole vicine per la distribuzione degli alunni stranieri, ma "per il resto l'inserimento in classe è la strada più efficace se affiancata da laboratori linguistici". Per Bonifacio De Vido, preside del comprensivo di Susegana, "quando si supera il 30% si ha un calo dell'apprendimento e una seria difficoltà con le famiglie. Quanto alle classi ponte, è necessario dare spazio allo studio dell'italiano, ma senza isolare i bambini". "I nostri "stranieri" -- ribatte Orazio Colosio, preside ad Asolo -- sono soprattutto di seconda generazione. Per questo vorrei capire bene di separarli vorrei capire di chi si parla, ancheperché isolandoli si rischia che non imparino nulla. Il punto vero è avere più risorse". Al "Narcisi" di Milano gli stranieri sono il 70%, ma perlopiù nati e cresciuti in Italia. "Chi arriva da fuori -- spiega la preside Chiara Conti -- per la prima settimana studia italiano. Noi osserviamo, poi decidiamo dove inserirlo. Dopodiché continua il labratorio di lingua per due ore, per il resto va a lezione coi compagni". Quanto all'ipotesi di un tetto, Conti si limita a osservare che "soprattutto chi va alle elementari dovrebbe avere la scuola vicino a casa".
(22 febbraio 2009)
Edscuola.it/stranieri.html rubrica specializzata della rivista on line Edscuola. Reg. Trib. Lecce n. 662 del 01.07.1997 - ISSN 1973-252X - Dir. resp. Dario Cillo. Per proporre testi da recensire, articoli, recensioni, news, info, convegni e incontri scrivere alla redazione stranieri.edscuola@yahoo.it