Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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giovedì 17 ottobre 2013

Apprendere per vivere-Learning for living: Pubblicati su EST, Banca Dati Europea, i risultati del progetto Grundtvig della Scuola di Lingua italiana per Stranieri, Università di Palermo


Dopo due anni di attività e cinque incontri internazionali che hanno permesso a docenti e studenti della Scuola di Lingua italiana per Stranieri di condividere esperienze, materiali e idee innovative con docenti e studenti di altri tre istituti europei che si occupano di apprendimento di una lingua seconda da parte di migranti adulti, si è concluso il Partenariato di apprendimento Grundtvig “Learning for living - Apprendere per vivere” con la pubblicazione dei risultati sulla Banca Dati EST - European Shared Treasure (Tesoro Europeo Condiviso) che è possibile consultare a questo link (in inglese e italiano).

Quali sono le principali barriere all’integrazione con cui un/a migrante straniero/a deve confrontarsi all’arrivo nel Paese ospitante? Di quali servizi di supporto all’integrazione linguistica, sociale e professionale può disporre sul nuovo territorio? In particolare, quali sono i bisogni linguistici e le risorse formative e didattiche di cui può disporre un/a migrante neo-arrivato/a che non conosce la lingua e la cultura del Paese d’arrivo?

A tutte queste domande, gli studenti e i docenti dei quattro istituti coinvolti provenienti da Irlanda del Nord, Scozia, Finlandia e Italia, hanno cercato di dare risposte concrete, sia indagando nella realtà dei rispettivi Paesi di provenienza, sia formulando proposte originali soprattutto sul versante dei bisogni linguistici di base. Interessante a questo proposito è il cosiddetto “Sillabo di Palermo” elaborato in occasione dell’incontro internazionale organizzato dalla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Ateneo palermitano e che può essere consultato a questo link.


Si tratta di un programma di studio per apprendenti stranieri con nessuna conoscenza dell’italiano (A1 - Principianti assoluti) da svolgersi nell’arco delle prime dieci settimane dall’arrivo in Italia. Il sillabo riflette il punto di vista degli stessi apprendenti ed è stato, infatti, elaborato da un gruppo di studenti stranieri della Scuola di Lingua italiana per Stranieri che hanno partecipato al progetto e che hanno vissuto in prima persona l’esperienza dell’apprendimento dell’italiano come lingua seconda nella condizione di neo-arrivati.

Altro importante risultato congiunto, nato dall’elaborazione di quattro diversi sillabi prodotti dagli studenti stranieri dei quattro istituti partner del progetto, è un corso completo in otto lezioni disponibile nella versione in lingua inglese sul sito del progetto, di cui sono disponibili le due unità tematiche su Cibo e Acquisti elaborate dagli studenti di italiano del nostro Istituto. Anche in questo caso si tratta di un prodotto realizzato dagli stessi apprendenti che hanno quindi potuto esprimere il loro punto di vista sull’apprendimento di una lingua seconda sia in termini di bisogni linguistici che culturali.

Per maggiori informazioni sul progetto e sui materiali disponibili, scrivere a scuolaitalianostranieri@unipa.it



sabato 14 aprile 2012

16 aprile, Palermo: Presentazione del libro "Lingua italiana e televisione"



COMUNICATO STAMPA
Presentazione del libro  “Lingua italiana e televisione”
di Ilaria Bonomi e Gabriella Alfieri.
Incontro con le autrici e docenti esperti.

Sarà presentato il 16 aprile presso l’Aula Magna della Facoltà di Scienze della Formazione  (viale delle Scienze, edificio 15) il volume  “Lingua italiana e televisione”, di Gabriella Alfieri e Ilaria Bonomi edito da Carocci e già recensito da La Repubblica e Il Corriere della Sera.
 
Il volume indaga il complesso rapporto fra italiano e televisione, cercando di stabilire se questi due mondi siano alleati o in conflitto.

“Verrà a cadere la prevalenza di quell' italiano «serio-semplice» che ha presidiato i teleschermi alla nascita, sia pure animato da intercalari appartenenti a idoli della tivù: Mario Riva, per esempio, con il suo «Nientepopodimenoché» o Mike Bongiorno con «Allegria!», «Esatto!»e «Colpo di scena!». Ogni intenzione pedagogica viene contraddetta da un invadente populismo verbale, fino a segnare una decisa «degradazione a teatrino» e a «chiacchiera». […] Ascoltando le parole «a braccio» cui indulgono tanti anchormen sembra di viaggiare su un autobus che dal centro della Capitale conduca a un quartiere del contado. […] L' italiano «prodotto dalla scuola o dai giornali» è ormai lontano anniluce. L' audio è inflessibile nel divulgare il nulla”. (Nello Ajello  – La Repubblica, 30 marzo 2012)

Del tema discuteranno le autrici con i professori Mari D’Agostino, Marina Castiglione e Roberto Sottile (Università di Palermo). Coordinerà il prof. Giovanni Ruffino, presidente del Centro di studi filologici e linguistici siciliani.
 
L’incontro è previsto dalle ore 9 alle ore 12 ed è organizzato dal Dipartimento di scienze filologiche e linguistiche e dalla Scuola di Lingua Italiana per Stranieri (ItaStra) dell’ateneo palermitano nell’ambito delle attività del master di II livello in Teoria, progettazione e didattica dell’italiano come lingua seconda e straniera.


giovedì 22 dicembre 2011

Il significato di extracomunitario di Lubna Ammoune


RACCONTI

Mi è stato letto questo racconto e penso sia buona cosa diffondere il messaggio che vi è contenuto. Può aiutare a volgere lo sguardo verso altre direzioni e invitarci a dare un altro peso e un altro significato alle parole che vengono pronunciate in modo sbrigativo per il loro apparente senso dispregiativo nell’immaginario comune.

IL FUTURO DEI MIEI
Un bellissimo racconto, un dialogo fra zio e nipote su una carretta del mare, che può aiutarci a dare un significato diverso alle parole extracomunitario, immigrato, clandestino. Alessandro Ghebreigziabiher

Su una nave. In mare. Da qualche parte.
«Zio Amadou?».
«Sì…»
«Zio?».
«Sì?».
«Mi senti?».
«Sì che ti sento…».
«Ma non mi guardi.. .».
L’uomo si volta ed accontenta il nipote. «Stai tranquillo, gli dice inarcando il sopracciglio sinistro, le mie orecchie funzionano bene anche senza l’aiuto degli occhi…». E si volta a studiare le onde.
Il ragazzino, poco più di sei anni, lo osserva dubbioso, tuttavia si fida e riattacca: «Zio… Tu conosci bene l’Italiano?» .
«Certo, laggiù ci sono già stato due volte».
«Conosci proprio tutte le parole?»
«Sicuro,Ousmane».
Il nipote si guarda in giro, come se avesse timore di essere udito da altri, e arriva al sodo: «Cosa vuol dire extracomunitario?».
L’uomo, alto e magro, ha trent’anni, ma la barba grigia gliene aggiunge almeno una decina. Non appena coglie l’ultima parola del bambino, si gira di scatto e fissa i propri occhi nei suoi.
Trascorre un breve istante che tra i due sa di eternità, possibile solo in un viaggio in cui è in gioco la vita.
«Extracomunitario, dici?, ripete abbozzando un sorriso sincero, extracomunitario è una bellissima parola. I comunitari sono quelli che vivono tutti in una stessa comunità, come gli italiani, e l’extracomunitario è colui che ne entra a farne parte arrivando da lontano. Non appena i comunitari lo vedono capiscono subito che ha qualcosa che loro non hanno, qualcosa che non hanno mai visto, un extra, cioè qualcosa in più. Ecco, un extracomunitario è qualcuno che viene da lontano a portare qualcosa in più».
«E questo qualcosa in più è una cosa bella?».
«Certamente!, esclama Amadou accalorato, tu ed io, una volta giunti in Italia, diventeremo extracomunitari. lo sono così così, ma tu sei di sicuro una cosa bella, bellissima».
L’uomo riprende a far correre lo sguardo sulla superficie dell’acqua, quando Ousmane lo informa che l’interrogatorio non è ancora terminato: «Cosa vuol dire immigrato?».
Lo zio stavolta sembra più preparato e risponde immediatamente: «Immigrato è una parola ancora più bella di extracomunitario. Devi sapere che quando noi extra comunitari arriveremo in Italia e inizieremo a vivere lì, diventeremo degli immigrati».
«Anche io?».
«Sì, anche tu. Un bambino immigrato. E siccome sei anche un extracomunitario, cioè uno che porta alla comunità qualcosa in più di bello, tutti gli italiani con cui faremo amicizia ci diranno grazie, cioè ci saranno grati. Da cui, immigrati. Chiaro?».
«Chiaro, zio. Prima extracomunitari e poi immigrati».
«Bravo», approva Amadou e ritorna soddisfatto ad ammirare il mare che abbraccia la nave.
Ciò nonostante, non ha il tempo di lasciarsi rapire nuovamente dai flutti che il bambino richiama ancora la sua attenzione: «Zio…».
«Sì?», fa l’uomo voltandosi per l’ennesima volta.
«E cosa vuol dire clandestino?».
Questa volta Amadou compie un enorme sforzo per sorridere, tuttavia riesce nell’impresa: «Clandestino… Sai, questa è la parola più importante. Noi extracomunitari, prima di diventare immigrati, siamo dei clandestini. I comunitari, come quasi tutti gli italiani che incontrerai di passaggio, molto probabilmente ancora non lo sanno che tu hai qualcosa in più di bello e qualcuno di loro potrà al contrario insinuare che sia qualcosa di brutto. Tu non devi credere a queste persone, mai. Promettilo!». Il tono dell’uomo diviene
all’improvviso aggressivo, malgrado Amadou non se ne accorga.
«Lo prometto!» si affretta a rispondere il bambino, sebbene non sia affatto spaventato.
«Per quante persone possano negarlo, prosegue lo zio, tu sei qualcosa in più di bello e questo a prescindere se tu diventi un immigrato o meno, a prescindere da quel che pensano gli altri. E lo sai perché?».
«Perché?».
«Perché tu sei un clandestino. Tu sei il destino del tuo clan, cioè della tua famiglia. Tu sei il futuro dei tuoi cari…».
L’uomo riprende ad osservare il mare.
Ousmane finalmente smette di fissare lo zio e si volta anch’egli verso le onde.
Mi correggo, il suo sguardo le sovrasta e punta oltre, all’orizzonte. «Sono il futuro dei miei…», pensa il bambino. Le parole si mescolano ad orgoglio e commozione, gioia e fierezza. E chi può essere così ingenuo da pensare di poterlo fermare?



sabato 1 ottobre 2011

2 ottobre, Palermo: Open Day all'Associazione Sicilia-Russia

С И Ц И Л И Я – Р О С С И Я
Associazione culturale
S i c i l i a – R u s s i a
Palermo 90144 , via Nunzio Morello, 3
Domenica 2 ottobre 2 0 1 1
Open Day
День открытых дверей

Dalle ore10.00 alle13
e dalle 16-alle 18.00
  Presentazione del programma delle attività
per l'anno 2011-12
  Lezione gratuita di lingua russa: l'alfabeto cirillico
  
Iscrizione ai nostri corsi:
   Lingue: russo ed italiano per russi
Corso per interpreti ed accompagnatori turistici
  Corsi di musica: canto, chitarra, pianoforte
 Corso di cucina russa
Corso di ceramica
Club dei bambini “CIPOLLINO”
  Biblioteca russa

E-mail: info@sicilia-russia.it
Sito WEB:
http://www.sicilia-russia.it



domenica 19 giugno 2011

Le parole creano mondi > Respingimenti

respingimenti : la resistibile ascesa di una parola di regime

pina piccolo

Impugnata a mo’ di randello dal ministro degli interni Maroni, dal 6 maggio 2009, la poco elegante parola respingimenti si è imposta con prepotenza nel lessico italiano. In molti si augurano che non prenda piede radicandosi nel vocabolario e nella Weltaschaaung italiana, come purtroppo è invece avvenuto per altri termini relativi al fenomeno migrazione, come l’apparentemente spiritoso ma denso di eurocentrismo “vúcumprà”, l’asettico-sociologico flussi migratori, o il grondante di “eau de questura” permesso di soggiorno.

Respingimenti: in origine parola dalla forte connotazione burocratica, evoca file di impiegati operosi alle prese con pile di pratiche su cui appongono dei timbri. Tra aloni d’inchiostro a stento si decifra su alcune la parola “ammesso” e su altre “respinto”, mentre in alto, sopra uno scaffale, un faldone polveroso reca la dicitura “Respingimenti” - termine astratto che vorrebbe r/accogliere l’intera categoria oscurando le ben più concrete singole vite dei respinti. Respinti, parola che a sua volta ha un non so ché di scolastico, fa pensare ad una bocciatura, a una lunga fila di compagni di classe poco studiosi che abbiamo perso di vista l’anno successivo alla loro condanna, e che oggi con dicitura forse ancor meno elegante e decisamente più pragmatica, presa di peso dall’americano “loser”, verrebbero definiti “perdenti”. Un passaggio semantico in linea con una visione del mondo da periferia dell’impero agli albori del XXI secolo ormai secoli lontana dal “ciclo dei vinti” di verghiana memoria, da agognati riscatti del proletariato o da reminiscenze evangeliche sugli ultimi che saranno i primi.

In epoca pre-maroniana, la parola “respingimenti” poteva riportare alla mente una qualche poesia neo-classica/romanticheggiante, forse un epigono di Monti o di Foscolo che verseggiava sui “respingimenti” sofferti da uno spasimante poco fortunato il cui ardore fosse stato rifiutato/respinto da una caparbia amata circondata da crinoline. Certo non poteva fare venire in mente barconi di africani disperati rimandati da gendarmi europei a soffrire le pene dell'inferno in paesi poco ossevanti dei diritti umani come la Libia.

Ma invece no, dal 6 maggio, il vocabolo è irrotto con prepotenza nel territorio semantico di quella “push/pull” teoria della migrazione del geografo inglese Ernest Ravenstein che utilizzò dati demografici dell’Inghilterra e del Galles per elaborare la sua teoria esposta nel libro “Laws of Migration” (1889). Inizialmente la teoria si riferiva alle migrazioni interne, ed è stata rielaborata in epoca più recente da Everett S. Lee (1966) in contesto di migrazioni internazionali. La teoria ipotizzava che la migrazione fosse governata da un meccanismo di “push-pull” cioè dei fattori che “spingevano” (push) il migrante via dalla terra d’origine e altri che lo “attraevano” (pull) verso un’altra destinazione. Una teoria che, nonostante i limiti, potrebbe fornire degli elementi per capire quei fattori che spingono via dai più diversi paesi del Sud del mondo -- miseria, dittature, guerre, torture – e quelli che invece attraggono verso i centri ricchi del mondo – migliori prospettive economiche, relativa protezione da regimi autoritari, assenza di guerre. Grazie al contributo berlusconiano siamo adesso pionieri nella pratica del push-pull-push back, un’innovazione che è in chiara violazione della Convenzione di Ginevra sul diritto all’asilo e della quale c’è poco da andare fieri.

È interessante notare la difficoltà linguistica suscitata da questa parola nella traduzione in articoli della stampa internazionale. Il termine “respingimento” viene tradotto in francesce “refoule” che richiama di più “represso” (cioè quello che, secondo il trattato di Ginevra, non bisognerebbe fare a potenziali rifugiati), mentre invece nei giornali di lingua inglese utilizzano la parola “deportation”, anche se gli Stati Uniti non sono esenti da simili politiche con riguardo agli haitiani i cui barconi sono ormai da decenni tranquillamente “returned” o “pushed back” da dove sono venuti (anche in epoca clintoniana o obamiana).

Sono ormai alcuni anni che la logica del push-pull non fa presa sull’ethos sviluppatesi nel periodo craxiano per una grande fetta della popolazione italiana che in quello specchio deformante si riconosce. In preda ad amnesia storica, milioni di italiani adulti hanno dimenticato che milioni di loro connazionali, non delinquenti, a cavallo tra ottocento e novecento hanno lasciato l’Italia per le Americhe (spinti o da necessità economica o dallo stato autoritario, basta ricordare le migliaia di anarchici che sono andati in esilio o in America o in altre parti del mondo), che durante il periodo fascista un gran numero di fuoriusciti (un chiaro richiamo al fattore “push”) si era rifugiato in paesi più ospitali d’Europa o d’America, e che dagli anni 50 molti hanno cercato fortuna in altri paesi d’Europa, chi per motivi economici, chi per poter studiare o fare passi avanti nella carriera non condizionati dai clientelismi che contraddistinguono la situazione italiana (seppur non riconosciuta come tale, la fuga di cervelli è anch’essa una forma di migrazione che segue meccanismi di push-pull). Lo specchio deformante, che ha radici nel periodo craxiano ma che si è insediato con il massimo della volgarità in epoca berlusconiana, rimanda l’immagine di un’Italia come paese in cui si sta bene (a parte qualche sacca di degrado principalmente nel sud) che attirerebbe orde di malintenzionati attratti dal pugno poco fermo dei politici italiani e dal buocuore e disponibilità degli Italiani “buona gente”. Da qui a quello che è successo il 6 maggio il passo è breve. In quella data, infatti, la parola si sposta da polverosi scaffali e crinoline ottocentesche a barconi nel mediterraneo, gli stessi che solo qualche settimana prima brulicanti di umanità varia erano stati oggetto di scaricabarilato tra Malta e Italia, mentre disidradati centinaia di africani dalle varie tonalità di pelle aspettavano in balia del fato e delle onde. Nel trasbordo da una nave all’altra una di loro, la diciottenne Esceth Ekos, era scivolata tra i flutti e annegata. Il corpo recuperato era stato sistemato in un telo a poppa, una specie di Nike inversa simbolo della depredazione e sconfitta di un’intero continente e denuncia delle responsabilità dell’occidente. Vista da questa prospettiva, la parola sembra essere entrata in un territorio a cui non appartiene.

La nuova accezione della parola “respingimenti” è approdata nel lessico italiano dunque solo qualche settimana dopo l’episodio di cui sopra, quando con mossa fulminea, il tiranno che spadroneggia su un’altra isola del mediterraneo, dove con cadenza settimanale dall’aria fa sbarcare a spese dei contribuenti giullari e odalische, forte dell’entrata in vigore del Trattato Italia-Libia, ha decretato la fine dei tentennamenti riguardo gli sbarchi di africani sulle coste italiane. Ai mesi di martellamenti ideologici ad opera della stampa e delle tv a lui asservite e alla discussione dei decreti e disegni di legge come il pacchetto di sicurezza o le ronde, è seguita una escalation di episodi di crudeltà da parte dell’italica gente che va dagli incendi appiccati ai campi Rom, all’indifferenza dei bagnanti per le ragazzine Rom annegate, all’uccisione di Abba, alla strage di africani a Castelvolturno, all’aggressione da parte della polizia di Immanuel Bonsu a Parma, al rogo del migrante indiano nella stazione di Terni e innumerevoli altri episodi ad ogni latitudine del paese. Una volta appurato il “consenso” di larga parte della popolazione, il governo si è sentito libero di fare quest’ulteriore passo avanti, nonostante le critiche dell’ONU, degli organismi per i diritti umani e a livello internazionale. E da qui a “respingimenti” di altri elementi scomodi, che magari non arrivano in barconi ma sono già residenti sull’italico suolo il passo potrebbe essere breve. Invece che respingimenti verso la Libia, si potrebbe ritornare a respingimenti verso il confino o alle isole di mussoliniana memoria.

In inglese l’assonanza tra le parole “words” e “worlds” rende ancora più evocativo il concetto “words create worlds” (le parole creano mondi), un’idea che trova universale risonanza nell’importanza attribuita alle parole e ai proverbi nella cultura africana, nella bibbia (“La morte e la Vita stanno nel potere della lingua”, è scritto nel Libro dei Proverbi), e, in un contesto “moderno” nel concetto lacaniano di linguaggio non come mero strumento per la rappresentazione della realtà ma come elemento di fondo della sua strutturazione. Da questo punto di vista adottare e accogliere un termine come respingimenti significa quindi partire dal linguaggio per preparare il terreno (mondo) in cui sia normale “re-spingere” altre persone verso destini poco felici assolvendoci da ogni responsabilità per quello che li attende sull’altra sponda.

Il rischio è che se non si pone freno e non si fa emergere un largo dissenso verso il dilagare di questo spirito di violenta chiusura, un termine come “respingimenti’ si sedimenterà nel lessico e nella coscienza italiana, rendendolo normale come un altro termine a cui ormai ci siamo assuefatti: i cosidetti “danni collaterali”. O storicamente a un altro termine che l’italiano ha regalato al lessico modiale: la parola ghetto. Il fatto che le vittime civili abbiano ormai cambiato nome per essere avvolte in in sudario di malevolo tecnicismo, potrebbe suggerire che accettando la parola “respingimenti” oltre a decretare ulteriori malanni e torture a migliaia di persone già provate e represse, ci abitueremo a mascherare con tali neologismi la vocazione a infierire sui più deboli, rassegnandoci all’inaugurazione di un’altra stagione di tolleranza verso la repressione.


1Da un’esauriente esposizione pubblicata in Melting Pot Europa del 13 maggio 2009, http://www.meltingpot.org/articolo14502.html: Il “”principio del non respingimento (non refoulement) è uno dei principi cardine del diritto internazionale del rifugiato e può essere sintetizzato come il divieto che il richiedente asilo o il rifugiato sia respinto verso luoghi ove la sua libertà e la sua vita sarebbero minacciati. Molteplici sono gli strumenti di diritto internazionale che codificano tale principio, in primis la Convenzione di Ginevra relativa allo Status dei Rifugiati del 1951 che all’art. 33 proibisce che un il richiedente asilo o il rifugiato sia espulso o respinto in alcun modo “ […] verso i confini di territori in cui la sua vita o la sua libertà sarebbero minacciate a motivo della sua razza, della sua religione, della sua cittadinanza, della sua appartenenza a un gruppo sociale o delle sue opinioni politiche.” (4) Lo stesso principio è riaffermato sia direttamente che indirettamente da numerose Convenzioni Internazionali in difesa dei diritti umani, sia a livello universale(5) che a livello regionale.”



lunedì 23 maggio 2011

Concorso "Mandami una canzone" aperto a tutti gli emigrati italiani con residenza nell'ambito dei Paesi europei e non

BANDO “MANDAMI UNA CANZONE”


in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri e Rai Internazionale


REGOLAMENTO


Art. 1 - Presentazione -


Con lo scopo di promuovere e preservare la lingua italiana presso i nostri emigrati, l’Associazione Mecenate 90, con sede legale in Corso Vittorio Emanuele II, 21 00186 Roma, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministero Affari Esteri, il Centro per il Libro e la Lettura, il Censis, la Società Dante Alighieri e Rai Internazionale, promuove il concorso “Mandami una canzone”.


Il concorso è aperto a tutti gli emigrati italiani, con residenza nell’ambito dei Paesi europei e non.


ORGANISMI:


Giuria popolare;


Il risultato della graduatoria e la scelta del vincitore verranno resi noti sul sito http://www.trofeodellalinguaitaliana.it/ entro il 30 settembre 2011.


STRUTTURA


Il vincitore del concorso “Mandami una canzone” sarà invitato ad esibirsi nella giornata conclusiva e celebrativa del “1° Trofeo della Lingua Italiana”, che si terrà a Firenze, nella seconda quindicina del mese di ottobre 2011.


Art. 2 - Categoria di cantanti -


Il concorso è aperto a tutti gli emigrati non professionisti che desiderano confrontarsi con la loro lingua d’origine o avvicinarsi al fascino della stessa.


Sono ammessi cantanti solisti, gruppi musicali, band e gruppi vocali.


Art. 3 - Tipologia dei partecipanti -


I partecipanti devono essere liberi da vincoli contrattuali con le case discografiche o da impegni con terzi che abbiano carattere continuativo, aventi oggetto le loro prestazioni artistiche e l’uso della loro immagine nei settori della televisione, della musica e dello spettacolo in genere, ciò a pena di inammissibilità al concorso, dato lo spirito assolutamente “dilettantistico” del concorso.


Art. 4 - Iscrizione degli artisti -


Le iscrizioni al concorso sono aperte fino al 15 aprile 2011.


Gli artisti potranno iscriversi on line sul sito http://www.trofeodellalinguaitaliana.com/ inserendo, a seguito della loro registrazione e dell’inserimento di una foto personale sul sito stesso, username e password.


La canzone dovrà essere inviate sul sito http://www.trofeodellalinguaitaliana.com/ entro il 15 luglio 2011.


Iscrizione on line e invio canzone:


• Compilare il form con tutti i dati richiesti.


• Allegare il testo “parolato” della canzone inedita.


• Allegare in mp3 o in mp4 l’intero testo della canzone inedita.


Il materiale inviato non verrà in alcun modo restituito (art.11) e sarà facoltà dell’Organizzazione inviarlo al macero dopo la conclusione della manifestazione.


L’Organizzazione non si assume responsabilità di eventuali disguidi o ritardi postali in alcuna fase del Concorso.


Art. 5 - Verifica delle iscrizioni -


L’Associazione Mecenate 90 provvederà al controllo e alla gestione delle iscrizioni degli aspiranti candidati.


Art. 6 - Caratteristica dei brani -


I brani dovranno avere le seguenti caratteristiche:


• avere una durata non superiore ai 4’00’’ (quattro) minuti;


• essere in lingua italiana o anche dialetti della lingua italiana;


• non potranno essere puramente strumentali;


• potranno essere eseguiti anche senza base musicale;


• non contenere messaggi, anche indirettamente pubblicitari, promozionali o offensivi;


• non contenere elementi che si pongano in violazione della legge o lesivi di diritti, anche di terzi, o messaggi che offendano il comune senso del pudore, le persone, lo Stato e le Pubbliche Istituzioni.


Art. 7 - Premio -


I candidati (singoli o non) concorreranno per l’assegnazione del:


“ 1° Premio del 1° Trofeo della Lingua Italiana - sezione “Mandami una canzone” -


“ Alla ricerca delle proprie origini ”, che consisterà in un week end nella rispettiva terra natia.


Art. 8 – Responsabile del procedimento –


Il responsabile del procedimento, ai sensi e per gli effetti della Legge n. 241/1990, è il dott. Leonardo Vincenzo Prato.


Art. 10 – Utilizzo e diffusione dei dati –


Ai sensi dell’art. 13 del Decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” si informa che:


a) I dati personali richiesti o acquisiti possono essere raccolti, trattati, comunicati e diffusi a soggetti esterni per finalità connesse allo svolgimento di altre attività affini.


b) Il conferimento dei dati personali di cui al punto a) è obbligatorio.


c) Per le medesime finalità di cui al punto a) i dati personali possono essere comunicati ad altri soggetti pubblici, enti ed associazioni, anche fuori dal territorio nazionale.


d) Il trattamento dei dati può essere effettuato tramite gli strumenti manuali, informatici e telematica atti a gestire i dati stessi ed avviene in modo da garantirne la sicurezza e la riservatezza.


e) Gli interessati sono titolari dei diritti di cui all’art. 7 della citata legge, tra i quali figura il diritto di accesso ai dati che li riguardano, nonché alcuni diritti complementari tra cui il diritto di rettificare, aggiornare, completare o cancellare i dati erronei, incompleti o raccolti in termini non conformi alla legge, nonché il diritto di opporsi al loro trattamento per motivi legittimi.


f) Titolare del trattamento dei dati è Mecenate 90, con sede in Corso Vittorio Emanuele II, 21 00186 Roma.


Roma, 24/1/2011        Associazione Mecenate 90

SCARICA IL BANDO

martedì 17 maggio 2011

19 maggio, Palermo: Che succede quando si impara una lingua? Seminario alla Facoltà di Lettere e Filosofia

DIPARTIMENTO DI SCIENZE FILOLOGICHE E LINGUISTICHE

CATTEDRA DI LINGUISTICA ITALIANA

SCUOLA DI LINGUA ITALIANA PER STRANIERI

MASTER IN “DIDATTICA DELL’ITALIANO COME LINGUA NON MATERNA”

19 maggio, ore 15.30-18.30

Facoltà di Lettere e Filosofia

Viale delle Scienze, Ed.12

Aula Columba

Prof. Luciano Mariani

Che succede quando si impara una lingua?

Una riflessione in chiave didattica su

strategie, motivazioni e atteggiamenti che

fondano l’apprendimento linguistico

sabato 5 febbraio 2011

14 febbraio, Palermo: Prima lezione del corso di lingua araba - livello principianti

CORSO DI LINGUA ARABA – LIVELLO PRINCIPIANTI
avrà inizio

LUNEDI’ 14 FEBBRAIO – ORE 16-18

presso la casa-officina

in Piazza Zisa, 17

Il corso, di durata trimestrale, prevede lezioni settimanali

e incontri informali “AL AZIZ” sulla cultura araba

Info: 3296653514 – 3297439670


Daniele Sicari è nato a Palermo, e ha 32 anni.
Nel marzo del 2005 ha conseguito una laurea quadriennale (v.o.) in Lingue e Letterature Straniere (Francese, Inglese e Arabo) presso l’Università degli Studi di Palermo riportando il massimo punteggio. Ha approfondito gli studi in Lingua Araba al Cairo (DEAC, luglio 2000) e a Damasco, qui usufruendo di due borse di studio ministeriali (dal novembre 2002 al maggio 2003, e dal novembre 2006 al gennaio 2007).
Nel settembre 2010 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Civiltà Islamica presso l’Università di Roma “La Sapienza” con una tesi sul ruolo dell’educazione islamica tradizionale a Damasco alla fine del periodo ottomano.
Sempre a Damasco, per la preparazione della tesi di Dottorato, Daniele Sicari è tornato più volte negli ultimi tre anni, conducendo ricerche su fonti manoscritte in lingua araba nei più importanti archivi storici della città.
Nel periodo novembre 2005 – marzo 2007 ha svolto corsi di lingua araba per principianti presso l’Università Europea del Tempo Libero a Palermo.


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Associazione di promozione sociale
"Officina Creativa Interculturale"
Piazza Zisa,17 90135 Palermo
3296653514 - 3297439670
facebook: http://www.facebook.com/pages/edit/?id=156610845280&sk=permissions#!/pages/Officina-Creativa-Interculturale/156610845280




giovedì 27 gennaio 2011

3 e 9 febbraio, Palermo: Incontri GISCEL Società di Linguistica Italiana

GISCEL
Società di Linguistica Italiana
Gruppo di intervento e studio
nel campo dell’educazione linguistica

3 febbraio 2011 - ore 16.00
Aula “Lia Marchese” D.D. “De Gasperi”
P.za Papa Giovanni Paolo II, 24 Palermo

Spunti di riflessione su:

"La comprensione come problema.
Il punto di vista cognitivo”


A partire dal testo di Lucia Lumbelli dal titolo "La comprensione come problema. Il punto di vista cognitivo" Luisa Amenta offrirà una sintesi dei principali nodi tematici affrontati dall'autrice e metterà a fuoco alcune possibili piste di riflessione e prospettive educative.

Destinatari

L’incontro è rivolto agli iscritti e simpatizzanti del Giscel Sicilia, agli insegnanti di ogni ordine di scuola, agli studenti delle lauree specialistiche in Tecnologie e Didattica delle Lingue e Filologia Moderna.


Il Giscel è associazione qualificata per l’aggiornamento e la formazione docente (D.M.18/7/2005)

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9 febbraio 2011 - ore 16.00

Aula “Lia Marchese” D.D. “De Gasperi”
P.za Papa Giovanni Paolo II, 24 Palermo

I libri di testo:
insidie e possibilità didattiche

A partire dai materiali presentati “In parole semplici. La riscrittura funzionale dei testi nella classe plurilingue” Chiara Amoruso, autrice del volume, mostrerà le difficoltà che si nascondono nei libri scolastici e le strategie che si possono attuare per potenziare, negli studenti, la capacità di comprensione e di rielaborazione dei contenuti.

Destinatari

L’incontro è rivolto agli iscritti e simpatizzanti del Giscel Sicilia, agli insegnanti di ogni ordine di scuola, agli studenti delle lauree specialistiche in Tecnologie e Didattica delle Lingue e Filologia Moderna.


Il Giscel è associazione qualificata per l’aggiornamento e la formazione docente (D.M.18/7/2005).

La partecipazione agli incontri è libera.

Ai partecipanti verrà rilasciato attestato di partecipazione.



domenica 23 gennaio 2011

Due chiacchiere con l'APIDIS (Albo Professionale Italiano dei Docenti di Italiano a Stranieri)

Nella nostra centocinquantennale nazione per fare la guida turistica ci vuole il patentino, per fare il tassista ci vuole la licenza personale, per fare il giornalista ci vuole l’iscrizione all’albo. Per fare la badante? Sì, ci vuole l’iscrizione all’albo, mica ti puoi improvvisare ! (vedi qui)

Indovinate un po’ qual è una delle professioni che possono fare tutti, ma proprio tutti.

Bravi, avete indovinato.

Come forse avrete letto, da poco esiste un esamino per gli immigrati che richiedono il permesso di soggiorno permanente. Nulla di difficile. Ma chi li fa questi esami, personale qualificato? Boh!

Ma chi sarebbe poi questo personale qualificato? Boh!

Poi ovviamente c’è l’annosa questione dell’integrazione linguistica dei figli degli immigrati che si inseriscono nella scuola dell’obbligo. Chi dovrebbe essere impiegato nelle azioni di supporto? Boh!

Non ultimo c’è il fatto che le scuole di lingua possono assumere chi vogliono. Anche nonna con la terza elementare, in astratto. Il settore delle scuole di lingua (ASILS) è una fetta non piccola del lavoro per gli insegnanti di italiano per stranieri e si colloca come settore collaterale al turismo, più precisamente in quello del turismo culturale. Ebbene, se vuoi aprire un B&B le istituzioni pubbliche si preoccupano molto di cosa fai, degli standard che offri, anche di quante sedie e lampadine hai sul comodino. Non sia mai che si faccia una brutta figura all’estero. Però alle stesse istituzioni non frega assolutamente nulla se nelle scuole che loro variamente patrocinano viene impiegato questo signore qui (sempre in linea teorica astratta, s’intende).

La questione degli albi professionali è una questione di alti princìpî di teoria politica: liberalismo o non liberalismo. In proposito, nella nostra centocinquantennale nazione in verità se ne sono sviluppate due: la Prussia federiciana (per giornalisti, tassisti, affittacamere, venditori ambulanti, badanti, istruttori di nuoto, etc.) e gli Stati Uniti jeffersoniani (per traduttori, istruttori di pilates, noi e sicuramente qualche altro idiota).

Che fare? Ognuno si regola secondo la sua coscienza, però intanto qualcosa si muove.

L’APIDIS (Albo Professionale Italiano dei Docenti di Italiano a Stranieri) (http://www.apidis.it/) è un’iniziativa nata nel 2008 con lo scopo di creare massa critica per ottenere il riconoscimento legale di una professionalità che ormai, da più di un decennio, molte persone sono andate acquisendo e perfezionando attraverso corsi di specializzazione, corsi professionali, tesi, corsi universitari e pratica in classe, spesso anche all’estero.

Noi de Il due Blog, con in nostri potentessimi mezzi abbiamo contattato Emilio Porcaro, il presidente dell’APIDIS, che ci ha spiegato che l’associazione svolge un’attività di contatto con le istituzioni, per fare noto a qualche politico o dirigente di ministero che esistiamo anche noi. Ma serve numero.

Quindi ascoltate qui l’intervista e se vi piace iscrivetevi all’APIDIS e magari fate anche proseliti presso la vostra scuola.

Altrimenti, ma questa è una previsione mia personalissima, temo che finirà male per noi: i sindacati confederati che devono sistemare tutti i loro precari faranno valere 100 punti un’ora di supplenza per insegnare Dante e Foscolo in un liceo di italianissimi bambinacci e noi che abbiamo specializzazioni e esperienze decennali con Yuko, John, Karl e Didier avremo 1 punto e andremo tutti a fare l’esame all’albo per badanti. Dove ovviamente ci bocceranno perché non abbiamo la necessaria esperienza.

Autore articolo: Ciro

Fonte: Il Due Blog. Blog di italiano per stranieri 


mercoledì 8 dicembre 2010

Selezione per assistenti di lingua italiana all'estero - Anno scolastico 2011/2012

Il Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca, Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, Direzione Generale per gli Affari Internazionali, informa che per l'anno scolastico 2011-2012, sulla base degli accordi culturali e dei relativi protocolli esecutivi tra l'Italia ed i Paesi sotto indicati, sono disponibili dei posti retribuiti di assistenti di lingua italiana all'estero.

I posti, distribuiti presso scuole di vario ordine e grado, sono ripartiti orientativamente come segue:

a. AUSTRIA: 12

b. BELGIO (lingua francese): 3

c. FRANCIA: 180

d. IRLANDA: 6

e. REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA: 30

f. REGNO UNITO: 25

g. SPAGNA: 23

Il numero dei posti sopra indicati si riferisce a dati storici e potrà subire delle variazioni in conseguenza della effettiva disponibilità dei Paesi ospitanti.

I posti di assistente di lingua italiana all'estero sono attribuiti previa selezione dei candidati e riservati esclusivamente a studenti universitari di madrelingua e cittadinanza italiana in possesso di tutti i requisiti previsti ed indicati nell'Avviso prot. AOODGAI/14367 del 6/12/2010 raggiungibile all'indirizzo
http://archivio.pubblica.istruzione.it/dg_affari_internazionali/area_assistenti.shtml

Le comunicazioni relative alla procedura selettiva dovranno essere inviate al seguente indirizzo:

Ministero Istruzione, Università e Ricerca
Dipartimento per la programmazione
e la gestione delle risorse umane,
finanziarie e strumentali
Direzione Generale per gli
Affari Internazionali
Ufficio V
Viale Trastevere, n°76/A
00153 ROMA

I chiarimenti telefonici possono essere richiesti al numero:
0658493777 dal lunedì al venerdì
dalle ore 11.00 alle ore 13.00
e dalle ore 14.00 alle ore 15.00
esclusi i giorni prefestivi
e il 7 gennaio 2011.
Il numero di fax è:
0658492776.

Per la compilazione della domanda si consiglia di consultare la sezione "Domande e risposte" nella pagina dedicata sul sito del Ministero al programma di scambio di assistenti di lingua UE.

ATTENZIONE:
il modulo della domanda sarà disponibile on-line
dal 13 dicembre 2010



giovedì 2 dicembre 2010

Carta di soggiorno, test d’italiano obbligatorio

Gli stranieri che vogliono restare a lungo in Italia dovranno conoscere la nostra lingua: a partire dal 9 dicembre prossimo il superamento del test sarà obbligatorio per chiedere il permesso di soggiorno CE, in pratica la carta di soggiorno.

Lo ha stabilito il decreto firmato il 4 giugno 2010 dai ministri dell’Interno e dell’Istruzione Roberto Maroni e Maria Stella Gelmini e che ora entra in vigore. Il Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Viminale ha messo a punto una procedura telematica: gli immigrati che vogliono il documento dovranno prima chiedere alla prefettura di partecipare a questo esame inoltrando la domanda all’indirizzo web www.testitaliano.interno.it (che al momento, però, non è attivo).

Entro 60 giorni, se tutti i requisiti saranno in regola, lo straniero sarà convocato per sapere data e luogo della prova che si basa sulla comprensione di frasi ed espressioni dell’italiano comune e di brevi testi. L’immigrato dovrà dimostrare un livello di conoscenza A2 dell’italiano, nel quadro di riferimento europeo: in pratica un italiano base con cui farsi capire al bar, negli uffici, al supermercato. Anche il risultato si saprà on line allo stesso indirizzo a cui si inviano le domande. L’esame sarà superato se lo straniero risponderà in modo corretto all’80% dei quesiti: solo in questo caso potrà presentare la domanda per ottenere la carta di soggiorno.

Per tutte le informazioni clicca qui


di CS (30 novembre 2010)