Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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domenica 4 marzo 2012

Anno Accademico 2011-12 Università di Palermo: Corso su Diritto d'asilo e status costituzionale dello straniero


Facoltà di Giurisprudenza   -    Universita’ di Palermo

in collaborazione con il Dipartimento Studi su Politica, Diritto, Società
e con l’Associazione Altro Diritto
ONLUS – Università di Firenze

Diritto d'asilo e status costituzionale dello straniero
(6 CFU)     (COD. 10806)
        
 Prof. Fulvio Vassallo Paleologo

Programma dell’Anno Accademico 2011- 2012

Le fonti del diritto di asilo e immigrazione -  La legislazione interna, i regolamenti e le prassi applicative - Le norme derivate dal diritto internazionale e dal diritto comunitario - I diritti fondamentali ed i diritti di cittadinanza dei migranti nel quadro costituzionale -Gli accordi di riammissione.

I controlli alle frontiere e l’accesso alle procedure di asilo- La Convenzione di Ginevra del 1951 e l’impatto sulle normative nazionali e comunitarie- Diritto di asilo e protezione umanitaria nel quadro del diritto comunitario - La legislazione italiana in materia di asilo e protezione umanitaria - I regolamenti di attuazione. - Problemi di costituzionalità della legislazione interna.

La programmazione delle politiche migratorie: i principi generali - La disciplina dell’ingresso, del soggiorno e dell’allontanamento - Il respingimento e la espulsione- La detenzione amministrativa- Le disposizioni di carattere umanitario -I divieti di espulsione e di respingimento alla luce del dettato costituzionale e del diritto internazionale.

La disciplina del lavoro dei migranti - La Convenzione ONU sui diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie- Il lavoro subordinato - I migranti lavoratori autonomi – Il lavoro irregolare.

Il diritto all’unità familiare e la tutela dei minori nel quadro costituzionale - Le convenzioni internazionali sui diritti dei minori migranti – I minori non accompagnati.

La legislazione in materia sanitaria, di istruzione, alloggio, partecipazione alla vita pubblica e integrazione sociale - Le tutele contro la discriminazione razziale, etnica e religiosa- L’azione civile contro la discriminazione.
                                                       
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MATERIALI DI STUDIO
Al fine di garantire il necessario aggiornamento in materie in continua evoluzione, i testi di studio saranno indicati o forniti dal docente nel corso delle lezioni.
Per la parte riguardante il diritto d’asilo, dai siti www.asgi.it e www.meltingpot.org  si potrà scaricare il testo Il diritto alla protezione-  La protezione internazionale in Italia. Quale futuro?  Curato dall’ASGI
Per la parte riguardante lo status costituzionale dello straniero si potrà consultare il testo: S. Gambino e G.D’Ignazio, (a cura di), Immigrazione e diritti fondamentali,  Giuffrè editore, Milano, 2010
Per gli studenti che non frequenteranno le lezioni gli argomenti indicati in programma potranno essere studiati sulla base delle indicazioni fornite dal docente nei giorni di ricevimento.

Altri testi ( brevi articoli o sentenze) tratti dalla rivista “Diritto,immigrazione e cittadinanza”, edita da Franco Angeli, e reperibile nella biblioteca del dipartimento, saranno consigliati durante le lezioni.

Le disposizioni legislative, le norme di attuazione, le convenzioni internazionali, con alcune importanti decisioni della giurisprudenza, potranno essere consultate nei siti www.asgi.it e www.meltingpot.org
Si consiglia inoltre, per un approfondimento della materia, la consultazione del sito www.altrodiritto.unifi.it alla rubrica Diritti/Frontiere


Informazioni sulle attività didattiche

Lezioni frontali, con approfondimenti su singoli casi presentati da avvocati ed operatori legali che prestano assistenza ai migranti, a partire dal 6 marzo 2012

Giorni e orario delle lezioni : Martedì ore 9-11 e Mercoledì ore 15-18. Il mercoledì pomeriggio la lezione sarà dedicata all’esame di un caso con la presenza di un avvocato  o di un operatore di sportello

Giorni e orari di ricevimento   Martedì ore 11-13  a Piazza Bologni presso il Dipartimento studi su Politica, diritto e società, piano quarto, stanza n.3

Info: 348 3363054 
 
 
 

lunedì 22 agosto 2011

ASGI: Grave preoccupazione per le ripetute violazioni del diritto nei riguardi degli stranieri

12.08.2011

Grave preoccupazione per le ripetute violazioni del diritto nei riguardi degli stranieri respinti, espulsi o trattenuti nei CIE, dei richiedenti asilo e dei lavoratori stranieri

 
 
Il Consiglio direttivo dell’ASGI,  attraverso i suoi soci, ha raccolto e sta raccogliendo in tutta Italia in questi giorni  notizie di gravi e diffuse violazioni dei diritti elementari degli stranieri respinti, espulsi o trattenuti o che hanno presentato domanda di asilo o che svolgono in condizioni irregolari attività di lavoro stagionale in agricoltura. Tali violazioni, pur non nuove nel quadro nazionale, tendono pericolosamente ad assumere la forma di situazioni generalizzate. Rispetto a detta ipotesi si richiama pertanto la massima attenzione da parte delle Autorità competenti.

L’ASGI ha raggruppato gli elementi pervenuti una serie di punti in un documento qui pubblicato, facendo presente la gravità dei fatti, e chiede che fin da subito si adottino provvedimenti per rimediarvi, in mancanza dei quali si riserva di presentare le doverose segnalazioni alle competenti Procure della Repubblica nonché agli organismi internazionali ed alla Commissione europea.


mercoledì 6 aprile 2011

Note sulla situazione giuridica del cittadino straniero in Italia

NOTE SINTETICHE SULLA SITUAZIONE GIURIDICA DEL CITTADINO STRANIERO IN ITALIA

IMMIGRAZIONE IRREGOLARE
La legge base che regola la condizione giuridica dello straniero extracomunitario è il Testo Unico, n. 286/98, ampiamente modificato dalla L. 189/2002 meglio nota come "legge Bossi Fini". All'art. 2 il Testo Unico riconosce anche agli stranieri irregolari i diritti fondamentali della persona umana. In particolare i minori stranieri entrati irregolarmente non sono espellibili o respingibili e le autorità di polizia devono informare al più presto della loro presenza i competenti Tribunali per i minori. Anche le donne in stato di gravidanza e quelle che hanno partorito da meno di sei mesi non sono espellibili ed hanno diritto ad un permesso di soggiorno. Tutele particolari sono previste per le persone vittime di tortura e per i malati.
Gli ingressi per lavoro per i cd. “migranti economici” sono regolati dal sistema delle quote: la legge prevede che ogni anno si stabilisca per decreto il numero di stranieri non comunitari che possono entrare per lavoro subordinato, stagionale e autonomo. Tale sistema si basa esclusivamente sul principio della chiamata a distanza, con il datore di lavoro sul territorio italiano mentre il lavoratore straniero deve restare nel proprio paese di origine: attraverso una complessa procedura, se la domanda del datore di lavoro viene accolta, è rilasciata una autorizzazione all'ingresso, inviata poi al consolato italiano del paese di origine ove il cittadino straniero otterrà il visto di ingresso per lavoro, sulla base della relativa autorizzazione. Molto spesso però i decreti flussi annuali servono per regolarizzare persone già presenti in Italia, i cui datori di lavoro fanno richiesta di ingresso come se si trovassero ancora nel paese di origine.
In assenza di visto d'ingresso, qualora non venga presentata una istanza di asilo, di protezione internazionale o di protezione umanitaria ex art.5.6 del T.U. sull'immigrazione, può scattare l'ipotesi di reato relativa all'immigrazione clandestina dello straniero extracomunitario nel territorio dello Stato, punito con la contravvenzione da 5.000 a 10.000 euro, ed espulsione dello straniero da parte del giudice. Il giudice, acquisita la notizia dell'esecuzione dell'espulsione o del respingimento ai sensi dell'articolo 10, comma 2, pronuncia sentenza di non luogo a procedere. Il giudizio sul reato di immigrazione clandestina è sospeso durante la procedura per il riconoscimento dello status di asilo. In caso di espulsione scatta un divieto di reingresso per 10 anni. La disciplina delle espulsioni appare in molti punti in contrasto con la direttiva rimpatri 2008/115/CE, ma, anche se i magistrati stanno disapplicando la normativa interna in favore delle norme previste dalla direttiva, la polizia continua ad applicare le norme interne. Essenziale dunque l'intervento di un avvocato di fiducia in ogni caso nel quale sia possibile effettuare la nomina.
Qualora, a seguito di una espulsione o di un respingimento differito, che è immediatamente esecutivo con accompagnamento alla frontiera, non ne sia possibile l'esecuzione, il soggetto da espellere viene rinchiuso nei c.d. CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), previa convalida da parte dell'autorità giudiziaria, per un periodo massimo di giorni 180. In questa fase l'immigrato ha diritto ad un difensore, anche d'ufficio e può comunicare con l'esterno.
L'Italia non ha risolto la questione della legittimità della detenzione dei migranti e dei richiedenti asilo immediatamente dopo l'arrivo. Come sottolineato dal Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria delle Nazioni Unite (Wgad), che ha visitato l'Italia nel novembre 2008, durante il primo periodo di permanenza nei centri dopo l'arrivo in Italia, i richiedenti asilo sono sottoposti a una detenzione de facto, priva di basi legali certe e di controllo giudiziario. Qualunque altra forma di detenzione amministrativa che si realizza al di fuori dei CIE, che devono essere quelli previsti da un apposito decreto del ministro dell'interno, al di fuori delle 96 ore, e delle esigenze di prima identificazione, si può ritenere illegittima. Appare quindi priva di fondamento normativo il trattenimento nelle tendopoli/CIE, recentemente istituite dal ministero dell'interno con i provvedimenti che dichiarano l'ennesimo “stato di emergenza”, con una evidente limitazione della libertà personale dei migranti che vi vengono internati.
I provvedimenti di espulsione o di respingimento vanno adottati rispettivamente dal Prefetto e dal Questore del luogo nel quale è avvenuto l'ingresso irregolare. Il trasferimento di migranti privi di provvedimenti di espulsione o di respingimento differito da una parte all'altra del territorio nazionale non appare conforme a legge ed alla previsione dell'art. 13 della Costituzione. Secondo questa norma in caso di arresto da parte della polizia, entro 48 ore deve essere informata l'autorità giudiziaria, che nelle successive 48 ore deve convalidare l'arresto. Per arresto, secondo la Corte Costituzionale, si intende qualunque limitazione della libertà personale.
Se l'espulsione non viene eseguita, il soggetto riceve un ordine di lasciare il territorio entro il termine di 5 giorni : se non ottempera « senza giustificato motivo » a tale ordine, commette un reato punito da 1 a 4 anni di reclusione, con arresto obbligatorio e giudizio direttissimo. Recentemente la Corte Costituzionale ha ribadito che se si prova il “giustificato motivo” consistente nella mancanza di mezzi o di documenti, il reato non ricorre

DIRITTO DI ASILO
Chiunque voglia fare richiesta di asilo, o altra forma di protezione internazionale ha diritto di inoltrare la relativa istanza compilando il modulo C3 senza che la polizia possa impedire la formalizzazione della volontà della persona e senza che la domanda possa essere dichiarata manifestamente infondata. Tutte le domande di protezione internazionale devono essere trasmesse alla competente Commissione territoriale nel più breve termine.
Nonostante la Direttiva europea 2005/85/CE riguardante le procedure per la protezione internazionale, inserita nel diritto italiano con il Decreto legislativo n.25 del gennaio 2008, escludesse la detenzione amministrativa dei richiedenti asilo, con successivo decreto legislativo, n, 159 del 2008 è stata ripristinata la misura del trattenimento obbligatorio nei CIE di tutti i richiedenti asilo già destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento differito ex art. 10 comma 2 del T.U. sull'immigrazione, con un forte ampliamento della discrezionalità dell'autorità di pubblica sicurezza circa le modalità di accesso alla procedura di asilo.
L'aspetto più grave riguarda le modalità di tutela giurisdizionale contro le decisioni di rigetto della domande di asilo, tramite la soppressione dell'efficacia sospensiva del ricorso giurisdizionale, con grave violazione del nucleo essenziale del diritto di asilo e del diritto di difesa garantiti dalla Costituzione italiana, nonché in contrasto insanabile con il principio di effettività del ricorso di cui all'art. 13 della Convenzione Europea per i Diritti dell'Uomo.

COME COMPORTARSI IN CASO DI FERMO DA PARTE DELL'AUTORITA' DI POLIZIA
Gli ufficiali-agenti di polizia (polizia di stato, carabinieri e altri corpi appartenenti all’esercito, polizia municipale - ma questi ultimi solo se hanno la qualifica di agente di polizia di sicurezza- ) possono costringere chiunque a seguirli nei propri uffici se rifiuti dichiarare le tue generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita) o mostrare un documento d’identità oppure quando ci sono indizi sufficienti per ritenere che il nome dato o i documenti siano falsi (art. 11, d.l. 21.3.1978 n. 59): questo viene chiamato fermo di identificazione o accompagnamento.
Gli ufficiali-agenti di polizia che accompagnano in questura per identificare devono darne immediata notizia al Procuratore della Repubblica e possono trattenere per il tempo necessario alla tua identificazione1 e comunque entro le 24 ore ti devono rilasciare. Non è previsto in questo caso il diritto alla nomina di un difensore, ma si possono informare comunque le associazioni o conoscenti.
E' perciò importante e - hai diritto di pretendere - che la comunicazione al Procuratore della Repubblica venga effettuata subito al momento dell'accompagnamento, perchè solo da questo momento si contano le 24 ore entro cui devono rilasciarti.
Se rifiuti di dire le tue generalità/esibire i documenti, oltre all'accompagnamento in questura di cui abbiamo parlato, puoi essere denunciato per i seguenti reati:

- se sei cittadino extracomunitario e non fai vedere i documenti (passaporto-permesso), senza un valido motivo, ad agenti-ufficiali di polizia quando te lo chiedono puoi essere denunciato e rischi la pena dell’arresto fino a 6 mesi; se c’è motivo di dubitare della tua identità, puoi essere accompagnato in questura per rilievi segnaletici (fino a un max di 24 ore).

- se invece fornisci false generalità a un pubblico ufficiale o a un incaricato di pubblico servizio, il reato è punito con pene maggiori (che sono stata aggravate col c.d. pacchetto sicurezza - d.l. 23.5.2008, n. 92): se dichiari (a voce o per iscritto) false generalità e rischi il carcere fino a un massimo di sei anni (artt. 495 e 496 c.p.); la stessa pena è prevista se alteri il tuo corpo per impedire la tua identificazione - es. alterazioni delle impronte digitali (art. 495-ter c.p.).

Si possono fare perquisizioni personali e nei locali senza mandato del giudice, nei seguenti casi:

1) quando si sta commettendo un reato o una evasione (fuga) o quando si deve eseguire un’ordinanza di custodia cautelare o un ordine di carcerazione o un fermo (art. 352 c.p.p.); 2) la polizia giudiziaria (polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale) può perquisire le persone, i locali, le macchine, i bagagli e gli effetti personali per prevenire o reprimere il traffico di droga (art. 103 dpr n. 309/1990) o se ha fondato motivo di credere che ci sono armi, munizioni o esplosivi, qualcuno cercato dalla polizia che si nasconde, un evaso in relazione a determinati delitti di associazione mafiosa, traffico di droga o delitti con finalità di terrorismo (art. 41 tulps e art. 25 d.l.8.6.1992, n. 306).

Anche in questi casi ti devono lasciare sempre una copia del verbale di perquisizione, anche se non viene sequestrato nulla, dove si indicano le operazioni fatte, il motivo per cui hanno fatto la perquisizione senza l’autorizzazione del giudice, i nomi e la qualifica degli agenti che hanno fatto la perquisizione. Se sequestrano oggetti, documenti, devono essere specificamente indicati nel verbale di perquisizione. Se non sei in grado di leggere, hai diritto ad un interprete e comunque fai sempre scrivere che non parli l’italiano.

TUTELA LEGALE
L'uso illegittimo/arbitrario della forza e/o dell'autorità da parte delle forze dell'ordine puo' essere sempre denunciato all'autorità giudiziaria penale.
In caso di percosse, trattenimenti e perquisizioni illegali, atti di razzismo da parte delle forze dell'ordine e controllori dei mezzi di trasporto, puo' essere presentata una denuncia/querela alla Procura della Repubblica del luogo dove si è verificato il reato.
Per i reati che vengono perseguiti solo se la vittima fa denuncia (per es. percosse, lesioni lievi, ingiuria, minaccia ecc.), la denuncia-querela deve essere presentata nei tre mesi successivi al reato. La denuncia-querela può essere presentata dalla vittima personalmente; è comunque consigliabile l'assistenza di un legale o il supporto di associazioni che offrono assistenza legale, anche per contrastare le eventuali controdenunce.
Contro qualsiasi atto (anche di carattere normativo, come leggi statali, regionali, regolamenti comunali, ordinanze del sindaco, ecc.) e/o comportamento che abbia l'effetto di creare un trattamento differenziato in ragione dell'origine nazionale, etnica, razziale o religiosa può essere proposta l’azione civile contro le discriminazioni etnico-razziali.
Quando il giudice accerta che è in atto una discriminazione, puo' condannare a risarcire i danni, anche di natura esistenziale, subiti dalla vittima della discriminazione.
E' possibile in questi casi rivolgersi ad associazioni che operano nella lotta alla discriminazioni razziali: queste possono infatti avviare questo tipo di processo, sia a supporto di vittime di discriminazioni sia contro le discriminazioni collettive.

Fulvio Vassallo Paleologo

 
 

martedì 30 novembre 2010

18 e 29 dicembre, Trapani: Incontro-Dibattito e Corteo per l'anniversario della strage del "Serraino Vulpitta"

Nella notte tra il 28 ed il 29 dicembre del 1999, a Trapani, all’interno del centro di permanenza temporanea per extracomunitari “Serraino Vulpitta”, dopo un tentativo di fuga duramente sedato dalle forze dell’ordine, dodici immigrati vennero rinchiusi in una cella, bloccata dall’esterno con una sbarra di ferro. Uno di loro diede fuoco ai materassi nel tentativo di farsi aprire la porta. Fu l’inferno. Nel rogo morirono subito, bruciati vivi, tre immigrati tunisini; altri tre moriranno nei mesi successivi in ospedale a causa delle gravissime ustioni riportate.

Il processo iniziato nel 2001, a carico dell’ex Prefetto di Trapani Leonardo Cerenzia, imputato di omicidio colposo plurimo, si è poi concluso con l’assoluzione, confermata nel 2005 da una sentenza della Corte di Appello di Palermo Malgrado il processo avesse consentito l’individuazione di ritardi ed omissioni gravi che avevano determinato il tragico bilancio di morti, questa strage è rimasta impunita.

Una successiva sentenza del Tribunale civile di Palermo ha riconosciuto la responsabilità dello stato per i danni morali e patrimoniali subiti da due immigrati sopravvissuti al rogo. La decisione del giudice civile, però, non ha condotto all’accertamento di alcuna responsabilità personale.

Lo stato ha pagato i danni subiti dai sopravvissuti, ma per la morte di RABAH, NASHREDDINE, JAMAL, RAMSI, LOFTI e NASIM non c’è nessun colpevole.

A distanza di undici anni dal rogo è ormai prossima l’apertura di un nuovo centro di detenzione, denominato oggi centro di identificazione ed espulsione (CIE), in contrada Milo alla periferia di Trapani, con la capienza di oltre duecento posti. All’interno di esso vi dovrebbe essere una sezione femminile ed anche un centro di accoglienza per richiedenti asilo.

Una struttura inutile e violenta, situata alla periferia di Trapani, caratterizzata da una serie di “blocchi” di cemento, che ha già divorato ingenti risorse economiche per la sua realizzazione, e che ancora ne divorerà per la sua gestione. Così come è successo per il ”Serraino Vulpitta”: i costi della sua gestione e delle sue innumerevoli e continue ristrutturazioni, a fronte delle carenze igieniche, di inadeguatezza strutturale, di scarsa vivibilità per chi vi è trattenuto e per chi vi lavora, denunciati più volte, anche da Medici senza Frontiere, sono stati in questi anni altissimi, al di fuori di ogni controllo.

L’anniversario della strage del “Serraino Vulpitta” non è mai stata una manifestazione rituale; ma quest’anno si carica di significati particolari, perché la verità su quanto successo undici anni fa non è stata ancora fatta; perché malgrado le tensioni e le violenze che hanno continuato a caratterizzare i centri di detenzione amministrativa in tutta Italia, ed in particolare a Trapani e malgrado i costi proibitivi, la scarsa efficacia che hanno dimostrato, per quanto riguarda l’accompagnamento effettivo dei migranti in frontiera, malgrado le continue violazioni dei diritti fondamentali delle persone che vi sono rinchiuse, si sta procedendo ad una ulteriore moltiplicazione di queste strutture disumane. Oggi denunciamo ancora, oltre l’introduzione del reato di immigrazione clandestina, la truffa della regolarizzazione negata ai lavoratori in Italia da anni, che hanno persino pagato i contributi previdenziali, ed ai quali oggi si propone, come unica alternativa all’espulsione, lo sfruttamento e la criminalizzazione.

Chiediamo di riprendere le visite delle associazioni indipendenti e le ispezioni dei parlamentari in tutti i CIE, soprattutto in quelle strutture che, come il Serraino Vulpitta, avrebbero dovuto essere chiuse da anni, come richiedeva la relazione finale della Commissione ministeriale “De Mistura” che nel 2007 aveva accertato gravi irregolarità.

Chiediamo la regolarizzazione degli immigrati, la riapertura dei canali di ingresso legale e la chiusura dei centri di detenzione amministrativa, anche in vista della prossima entrata in vigore della normativa comunitaria che impone di procedere al rimpatrio volontario prima di porre in essere le pratiche amministrative di rimpatrio forzato. Per tutte queste motivazioni vi invitiamo a partecipare alle manifestazioni che a Trapani ricorderanno la “Strage del Serraino Vulpitta”.


Comitato "29 dicembre 1999"


18 Dicembre 2010 - incontro-dibattito
29 Dicembre 2010 - corteo piazza Vittorio Emanuele

Orari e luoghi saranno comunicati in seguito, con le successive adesioni

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Primi firmatari

Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Stefano Galieni, Giornalista, Roma
Valeria Bertolino, Operatrice sociale, Trapani
Michela Nuzzo, Operatrice sociale, Trapani
Vincenzo Morfino, Operatore sociale, Trapani
Fausta Ferruzza, Forum antirazzista di Palermo
Alfonso Di Stefano, Cobas Catania
Barbara Crivelli, Cgil Catania
Annamaria Rivera, Università di Bari
Marco Paggi, avvocato, A.S.G.I., Padova
Alessandra Ballerini, Avvocato, Genova
Federica Sossi, Università di Bergamo
Pietro Milazzo, CGIL Sicilia
Paolo Ferrero, Federazione della Sinistra
Judith Gleitze, Borderline Europe
Giovanna Grisafi, Social Help Cgil Agrigento
Alessandro Dal Lago, Università di Genova
Salvatore Palidda, Università di Genova
Federico Rahola, Università di Genova
Gabriella Petti,Università di Genova
Nicola Grigion, Progetto Melting Pot Europa
Ugo Mattei, Università di Torino
Elisabetta Grande, Università Piemonte Orientale
Alessandra Sciurba, Progetto Melting Pot Europa
Mario Guarino, Avvocato, Fds, Palermo
Anna Bucca, ARCI,Sicilia
Filippo Miraglia, ARCI Immigrazione,Roma
Gianfranco Schiavone, ASGI, Trieste
Salvatore Agueci, Associazione Italia-Tunisia, Trapani
Nazarena Zorzella, Avvocato, ASGI, Bologna
Marcello Maneri, Università di Milano
Mimma Grillo, Forum antirazzista, Palermo
Giuseppe Mosconi, Università di Padova
Renato Franzitta, Cobas, Palermo
Paolo Cuttitta, Università di Palermo
Emilio Santoro, Università di Firenze

Le successive adesioni potranno essere inviate per mail a: fulvassa@tin.it




giovedì 15 aprile 2010

21 aprile, Palermo: Presentazione "Il Mare di Mezzo" di Gabriele del Grande

Il 21 aprile alla facoltà di Giurisprudenza di Palermo il nuovo libro di Gabriele Del Grande

IL MARE DI MEZZO Al tempo dei respingimenti

Nell'ambito del corso "Diritto d'asilo e status costituzionale dello straniero", Gabriele Del Grande presenta il suo nuovo libro alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

Mercoledì 21 aprile alle ore 15,30
Atrio centrale, aula 1, Via Maqueda

Fulvio Vassallo Paleologo

Il nuovo libro del fondatore di Fortress Europe (http://www.fortresseurope.blogspot.com/) autore di "Mamadou va a morire"blogspot.com

Sant’ Agostino era africano. Oggi che ne sarebbe di lui? Forse respinto in Libia. Oppure disperso in mare. Magari rinchiuso in un centro di espulsione... Tre anni di inchieste, un viaggio tra memoria e attualità che vi farà trattenere il fiato dalla prima all’ultima pagina. Una raccolta di testimonianze e storie che fanno la storia. La nostra storia. E quella di un Mediterraneo sempre più blindato dalla paura dell’altro.

Gabriele Del Grande

Espulso dalla Tunisia e nella lista nera dei servizi segreti locali – si mette sulle tracce dei somali e degli eritrei respinti in Libia, facendo luce sul più misterioso naufragio mai verificatosi sulla rotta per l’Italia. La rete di informatori dell’autore si allarga dalla costa meridionale del Mediterraneo all’Italia e ai centri di espulsione. Ne nascono inchieste su truffe e pestaggi. E parecchi guai. Ma – come insegnano i pescatori di Mazara – non ci si può girare dall'altra parte. E il viaggio alla ricerca della verità continua, dal Nilo al Burkina Faso.

“A noi scrittori non restano che le parole per sovvertire la realtà. Io ho scelto le parole del mio amato Mediterraneo, il Mare di Mezzo. Ho scelto le storie dei padri di Annaba e quelle dei padrini di Tunisi. Le storie delle diaspore di due ex colonie italiane come l'Eritrea e la Somalia negli anni dei respingimenti in Libia e quelle dei pescatori del Canale di Sicilia. Le storie degli italianitravirgolette che l'Italia manda via e quelle delle tante Italie nate senza fare rumore AilatiditaliA, nelle campagne marocchine, sul delta del Nilo e nei villaggi del Burkina Faso.”

Con il patrocinio di Asgi, Associazione studi giuridici sull'immigrazione - Sezione siciliana.

L’autore

Toscano, viaggiatore e scrittore. Nato a Lucca nel 1982, si è laureato a Bologna in Studi Orientali. Scrive su L’Unità, Redattore Sociale e PeaceReporter, e collabora con Lettera27. Nel 2006 ha fondato l’osservatorio sulle vittime dell’emigrazione Fortress Europe. Per Infinito Edizioni ha pubblicato Mamadou va a morire (2007), Roma senza fissa dimora (2009) e ha collaborato a Come un uomo sulla terra (2009).
Per contattarlo: gabriele_delgrande@yahoo.it


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giovedì 25 giugno 2009

Martedì 30 giugno, MIGRAZIONI E CITTADINANZE - TRA STATO DI DIRITTO E DIRITTO DI POLIZIA






Università degli Studi di Palermo

Dipartimento Studi su Politica Diritto e Società
in collaborazione con
ASGI ( Associazione studi giuridici sull’immigrazione) e GD ( Giuristi democratici)


Martedì 30 giugno 2009 – Ore 15 – Piazza Bologni 8

MIGRAZIONI E CITTADINANZE
TRA STATO DI DIRITTO E DIRITTO DI POLIZIA


Partecipano : Salvatore Palidda dell’Università di Genova, Paolo Cuttitta, Marco Pirrone e Fulvio Vassallo Paleologo, dell’Università di Palermo, Pietro Milazzo della CGIL Sicilia.


Nel corso di questo incontro sarà presentata la ricerca
Razzismo democratico. La persecuzione degli stranieri in Europa
(a cura di Salvatore Palidda), 2009
Edizioni Agenzia X



Allo sbarramento delle frontiere esterne corrisponde l’inasprimento delle frontiere interne, con la introduzione del reato di immigrazione clandestina e con il prolungamento dei tempi della detenzione amministrativa. Per effetto di questi provvedimenti, che aumentano i ricatti subiti dagli immigrati privi di un permesso di soggiorno, il lavoro dei cd. “immigrati irregolari” si avvicina allo sfruttamento schiavistico e questo permette un abbattimento delle garanzie e dei diritti di tutti i lavoratori. Le pratiche di polizia rivolte nei confronti dei migranti si indirizzano anche verso i ceti più deboli e gli esponenti di un dissenso sociale sempre più ampio. La discrezionalità dei controlli amministrativi diventa strumento di contenimento del conflitto sociale e si estende a tutti quei soggetti che si oppongono al modello economico e politico dominante. Si tenta di impedire qualunque forma di solidarietà tra gli immigrati che rivendicano i loro diritti ed i diversi soggetti organizzati che difendono i diritti fondamentali delle persone ( lavoro, casa, salute, istruzione). Si incide sempre più spesso sulle libertà di associazione e di manifestazione. Recenti provvedimenti, in corso di approvazione da parte del parlamento, trasferiscono dalla magistratura inquirente alle autorità di polizia giudiziaria importanti prerogative nella acquisizione della ”notitia criminis” e nell’avvio dell’azione penale. In un paese nel quale il sistema elettorale nega la rappresentanza politica agli immigrati ed a milioni di cittadini insieme, si ripropone l’esigenza di individuare e praticare nuove prassi di difesa e di aggregazione sociale. In questa prospettiva va analizzata la utilizzazione del diritto penale e del diritto di polizia nel controllo del conflitto sociale, per contrastare gli abusi e per salvaguardare il principio della divisione dei poteri e le garanzie dello stato democratico previste dalla nostra Costituzione.

giovedì 14 maggio 2009

21, 22 e 27 maggio, Facoltà di Giurisprudenza: 3 lezioni aperte al pubblico

Università degli Studi di Palermo

FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA
Laurea Magistrale in Giurisprudenza con sede a Palermo
DIRITTO DI ASILO E STATUS COSTITUZIONALE DELLO STRANIERO
Anno accademico 2008-2009 ( Secondo semestre) 6 CFU

Prof. Fulvio Vassallo Paleologo

Si comunica che a conclusione del corso “ Diritto di asilo e status costituzionale dello straniero”, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, si svolgeranno tre lezioni, aperte al pubblico, sul riconoscimento dei diritti fondamentali dei migranti, sulle questioni in materia di sicurezza e coesione sociale, sugli obblighi di salvataggio in mare, sugli accordi internazionali e sulla protezione delle vittime del traffico di irregolari, con particolare riguardo ai minori non accompagnati ed alle donne vittime di tratta.
Le lezioni aperte si svolgeranno con il seguente calendario

GIOVEDI’ 21 MAGGIO ore 9
Atrio centrale della Facoltà di Giurisprudenza, Via Maqueda, Aula 1
“NON AVER PAURA - APRITI AGLI ALTRI, APRI AI DIRITTI”
una riflessione sui provvedimenti in materia di sicurezza ed immigrazione, nell’ambito della “Campagna nazionale contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’Altro” promossa da oltre venti associazioni, tra le quali ASGI, ACNUR, Amnesty International,, ARCI, Centro Astalli, CIR, Caritas italiana, Gruppo Abele, Comunità di Sant.Egidio, CGIL, CISL, SEI UGL, FCEI, ACLI, ANTIGONE, Save The Children.
Parteciperanno, tra gli altri, i rappresentanti di ACNUR ( Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), CGIL, Amnesty International, ANLAIDS, ARCI, ASGI.
Saranno presenti i professori Giuseppe Verde e Francesco Biondo dell’Università di Palermo.
VENERDI’ 22 MAGGIO ore 9
Atrio centrale della Facoltà di Giurisprudenza, Via Maqueda, Aula 1

“OBBLIGHI DI SALVATAGGIO IN MARE E ACCORDI INTERNAZIONALI. DAL CASO CAP ANAMUR AGLI ACCORDI CON LIBIA E TUNISIA FINO ALLO SCONTRO DIPLOMATICO TRA ITALIA E MALTA”.
Parteciperanno, tra gli altri, Francesco Viviano, giornalista, Paolo Cuttitta e Marco Pirrone, dell’Università di Palermo, Anna Liguori dell’Università L’Orientale di Napoli, Giuseppe Provenza di Amnesty International, Judith Gleitze dell’Associazione BORDERLINE EUROPE, Gabriele Del Grande di FORTRESSEUROPE. Saranno letti brani di testimonianze di migranti raccolte da Francesco Viviano.


MERCOLEDI’ 27 MAGGIO ore 15
Atrio centrale della Facoltà di Giurisprudenza, Via Maqueda
“DALLA PARTE DEI PIU’ DEBOLI : MINORI STRANIERI E DONNE VITTIME DEL TRAFFICO. PRIMA E DOPO GLI SBARCHI”
Parteciperanno, tra gli altri, l’avv. Daniele Papa ( ASGI), l’avv. Antonella Basilone (ACNUR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), la dott.ssa Maria Luisa Scardina dell’Ufficio Servizio Sociale Minori di Palermo (Ministero della Giustizia), la dott.ssa Giuseppina Cassarà ( Ospedale S. Raffaele di Cefalù - Unità di assistenza alle vittime di tortura).

Per informazioni sui temi trattati nel corso degli incontri si rinvia ai siti
www.asgi.it
www.fortresseurope.blogspot.com
www.meltingpot.org
www.altrodiritto.unifi.it
in particolare al link Diritti-Frontiere
Dal manifesto della campagna
“Non aver paura”
www.nonaverpaura.org

“Una società che si chiude sempre più in sé stessa, che cede alla paura degli stranieri e delle differenze è una società meno libera, meno democratica e senza futuro.
Non si possono difendere i nostri diritti senza affermare i diritti di ciascuno, a cominciare da chi è straniero e spesso più debole. Il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia
”.

lunedì 9 febbraio 2009

Alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Palermo, corso libero su “Diritto di asilo e status costituzionale dello straniero"

Nel secondo semestre dell'anno accademico in corso 2008/2009 si svolgerà presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo un corso libero su “Diritto di asilo e status costituzionale dello straniero”. “L’insegnamento – spiega il titolare del corso Fulvio Vassallo Paleologo – si propone di offrire agli studenti di Giurisprudenza, ed al pubblico che comunque sia interessato a seguire le lezioni, una formazione integrata che superi il tradizionale approccio repressivo che caratterizza questa materia, nella prospettiva della coesistenza e della inclusione dei migranti in una società ormai irreversibilmente multietnica”.
In questa direzione verrà ricostruito il sistema delle fonti interne e comunitarie del diritto delle migrazioni, saranno individuati i casi giurisprudenziali più importanti e saranno oggetto di riflessione le prassi amministrative applicate nei confronti dei migranti, al momento del loro ingresso e nelle fasi di successivo soggiorno nel territorio nazionale, con una particolare attenzione nei confronti dei diritti fondamentali della persona e della tutela civile antidiscriminatoria.
Le lezioni si svolgeranno nel secondo ciclo, presso i locali della facoltà siti in via Maqueda 172 con inizio nel mese di marzo 2009.
Il corso sarà aperto a studenti di altre facoltà che intendano ottenere il riconoscimento dei crediti formativi nell’ambito del piano di studio approvato.
Per ulteriori informazioni sullo svolgimento del corso e sui materiali di lavoro si potrà contattare il docente all’indirizzo fulviovassallo@tiscali.it

Fonte: Ateneo News, n. 13 del 9 Febbraio 2009