Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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mercoledì 16 ottobre 2013

25 ottobre, Palermo: Progetto "Coltivare Valori, raccogliere responsabilità". Manifestazione conclusiva



Venerdì 25 ottobre, dalle ore 10.00, presso il Teatro Nuovo – Gregotti sito all'interno del Campus dell'Università degli studi di Palermo di viale delle Scienze si svolgerà la manifestazione conclusiva del progetto Coltivare Valori – Percorsi di legalità sulle terre liberate dalle mafie,  cofinanziato dalla Fondazione con il Sud.

Durante l'iniziativa che  si svilupperà nell'intero arco della giornata (10:00 – 20:00) verranno svolti una serie di laboratori rivolti agli studenti delle scuole medie inferiori e ai ragazzi delle comunità di migranti palermitane  sui vari temi affrontati dal progetto nell'arco dei due anni della sua durata. Educazione alla legalità, educazione alimentare, consumo critico sono solo alcuni dei temi che verranno trattati dagli operatori delle associazioni partner del progetto con le delegazioni di studenti.

Dalle ore 17:00 alle ore 19:00 a chiusura della giornata si terrà una conferenza dove i protagonisti del progetto presenteranno i risultati raggiunti dopo più di due anni di lavoro sulle terre liberate dalle mafie.


A seguire la presentazione verrà offerto un piccolo rinfresco a base di pietanze mediterranee preparato dall'Agriturismo Terre di Corleone.
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Il progetto "Coltivare Valori" ormai giunto quasi al termine del suo sviluppo ha contribuito concretamente alla crescita sociale del territorio siciliano attraverso un processo di sensibilizzazione dei giovani coinvolti: tramite il coinvolgimento dei ragazzi nei campi di volontariato, oltre che nei percorsi educativi integrati e nelle attività laboratoriali, si è offerta la possibilità di conoscere direttamente le buone pratiche, come la gestione dei patrimoni confiscati a scopo sociale. In questo percorso, si è posta particolare attenzione all'educazione, alla formazione dei giovani, all'integrazione dei coetanei immigrati e delle loro famiglie.

Si sono promossi tre tavoli tematici pianificati nell'arco della durata del progetto supportati da studio del territorio, mappatura dei beni confiscati, creazione di reti relazionali. L'ultimo atto del progetto si concretizzerà nella presentazione di una ricerca scientifica in merito ai risultati sociologici e relazionali conseguiti dallo stesso nel territorio dell'Alto Belice Corleonese.

All'interno del piano sono stati coinvolti: la Cooperativa Placido Rizzotto - Libera Terra (San Giuseppe Jato - PA) nel ruolo di soggetto responsabile, Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie, il Consorzio di Comuni Sviluppo e Legalità (che coinvolge otto comuni in provincia di Palermo: Altofonte, Camporeale, Corleone, Monreale, Roccamena, Piana degli Albanesi, San Cipirello e San Giuseppe Jato), le Cooperative Pio La Torre - Libera Terra (San Giuseppe Jato - PA), Libera-Mente (Partinico - PA), Beppe Montana - Libera Terra (Lentini - SR), il Centro Internazionale delle Culture Ubuntu e l'Associazione Onlus Bayty Baytik.

mercoledì 11 gennaio 2012

Human Rights Youth Organization: Born to talk. Creiamo un fumetto per spiegare la mafia

Human Rights Youth Organization
Born to talk
Creiamo un fumetto per spiegare la mafia

La H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization, associazione impegnata sul fronte dei diritti umani, con sede a Monreale (Salita Croci n° 5) realizzerà un progetto a livello locale dal titolo “Born To Talk”.
 
Il progetto è finanziato dalla Commissione Europea nell'ambito del programma Gioventù In Azione ed è indirizzato a tutti i ragazzi e le ragazze dai 18 ai 30 anni.
 
Il progetto si svilupperà nell'arco di 8 mesi, con data di inizio nella terza settimana di Gennaio, e porterà alla creazione di un fumetto, creato dagli stessi partecipanti, sul tema della mafia.
 
La comunicazione ai nostri giorni riveste un ruolo centrale ed importante nella vita di tutte le persone. Il linguaggio è una caratteristica preminente dell'essere umano e ciò che ci ha permesso di svilupparci e differenziarci da altri esseri viventi. Spesso, però, il linguaggio sia verbale che non verbale veicola messaggi non corretti e talvolta deleteri. Ma ciò può essere chiarito e risolto ricorrendo sempre all'uso del linguaggio con il dialogo.
 
Oggi la comunicazione e i mezzi di comunicazione rivestono un ruolo primario nella diffusione delle informazioni. La multimedialità e l'abbattimento delle barriere spaziali ha permesso e agevolato una maggiore conoscenza dell'alterità, in campo culturale, linguistico, storicogeografico, economico, politico...
 
Questi sviluppi, se da un lato hanno accresciuto le opportunità di conoscenze e di confronto, dall'altro hanno anche, talvolta, accentuato una visione distorta di quella che può essere nella realtà l'alterità. Spesso, infatti, un'errata comunicazione ha accentuato i pregiudizi e gli stereotipi già preesistenti, conducendo, in alcuni casi, alla nascita di visioni erronee della realtà.
 
Uno dei più comuni pregiudizi e stereotipi sul popolo italiano riguarda l'erronea concezione del fenomeno mafioso. Tale fenomeno è principalmente veicolato da mezzi di comunicazione quali il cinema che per ovvi motivi narrativi tende ad accentuare talune caratteristiche.
 
È innegabile che il fenomeno mafioso esiste ed è presente nel nostro territorio. Ma è altresì vero che la conoscenza di tale fenomeno al di fuori dell'Italia, ma non solo, è alterato dai mezzi che hanno sino ad ora veicolato tale conoscenze.
 
Attraverso la creazione del fumetto i giovani potranno, quindi, raccontare la loro visione della Sicilia e del fenomeno mafioso e condividere questa loro visione anche in campo Europeo. Al termine del progetto, infatti, il lavoro realizzato verrà presentato a livello locale e le copie del fumetto verranno altresì tradotte in lingua inglese e inviate ai partner dell'associazione H.R.Y.O. a livello europeo.
 
La partecipazione al progetto prevede anche il rilascio ai partecipanti dello Youthpass, un certificato nel quale viene descritto ciò che i partecipanti hanno imparato durante le attività progettuali.
 
E' possibile partecipare al progetto inviando una mail a:
info@hryo.eu oppure telefonando al 3385421643.
 
H.R.Y.O. Human Rights Youth Organization
Sede Legale via M11, 13/7 Monreale 90046
Codice Fiscale 97234960827
Tel/Fax: +39 0918052856
Legale rappresentante: Marco Farina
La H.R.Y.O. è un’associazione no-profit
volta alla salvaguardia dei Diritti Umani


giovedì 5 gennaio 2012

Addiopizzo, LiberoFuturo e ProfessionistiLiberi: UN ACCORATO APPELLO PER LE PROSSIME ELEZIONI


Newsletter n.14 04-01-2012

 
 
UN ACCORATO APPELLO PER LE PROSSIME ELEZIONI
04-01-2012





Ecco il testo della lettera aperta sottoscritta da Addiopizzo, Libero Futuro e il Comitato Professionisti Liberi, inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio e al Ministro dell'Interno per invitarli a fornire il loro appoggio in questa battaglia sulla qualità del consenso, in vista delle prossime elezioni amministrative a Palermo.

“Il voto di scambio uccide le coscienze”. Lo scrisse su uno striscione Padre Puglisi. Soprattutto nelle periferie e nelle borgate, dove la fragilità della Cosa pubblica spalanca spazi d’azione a Cosa nostra, si perpetua ancora oggi questo diabolico patto tra esponenti della classe dirigente e mafiosi, per corrodere alla radice la coscienza degli uomini e dei cittadini, e poter così arrivare dentro le istituzioni repubblicane, usate come centri di potere al servizio di opachi affari, sodali, clientele e gruppi criminali. Noi ci appelliamo a tutti i cittadini e i partiti siciliani affinché affrontino senza indugio, in vista delle prossime amministrative palermitane, una seria riflessione, da condurre attraverso e con l’opinione pubblica.

Proponiamo un’azione articolata, di ampio respiro, che connetta e integri tre punti:

1. Dibattere in modo approfondito e diffuso sulla responsabilità sociale dei pubblici poteri, sviluppando e contestualizzando nella Sicilia di oggi il monito di Borsellino: “Vi sono, oltre ai giudizi dei giudici, anche i giudizi politici cioè le conseguenze che da certi fatti accertati trae o dovrebbe trarre il mondo politico”. È doveroso e improcrastinabile che tutti i partiti si misurino seriamente con questo principio, smettendola, una volta e per tutte, di celarsi ipocritamente dietro l’attesa dell’ultimo grado di giudizio.

2. Per rendere più difficile il controllo del voto, proponiamo che lo scrutinio sia centralizzato. La legge attuale prevede che lo scrutinio si effettui nei singoli seggi, dove di fatto votano in media meno di 700 elettori. Il trucco consiste nell’aumentare appositamente il numero dei candidati e delle liste, in modo tale che ogni candidato non prenderà più di 5 voti per seggio. Pertanto, sapendo in quale seggio voterà il potenziale “sostenitore” si potrà verificare facilmente se la promessa sia stata mantenuta.

3. Tutti i partiti e gli schieramenti diano la possibilità al proprio elettorato di riferimento di partecipare in modo attivo all’individuazione dei candidati. Un metodo partecipativo per scegliere le candidature del centro destra e del centro sinistra, come le primarie, indipendentemente da alleanza e accordi,  permetterebbe di aprire già in questa fase un dibattito libero e aperto su temi vitali come la qualità del consenso e la responsabilità dei pubblici poteri, nonché sulla credibilità – finanziaria e non solo – dei programmi elettorali.

Con un’azione così articolata, ciascuno di noi sarebbe per tempo sensibilizzato sulla vitale importanza del voto libero e consapevole. Rendersi responsabili della scelta dei propri candidati, attraverso l’attuazione di questi tre punti, potrebbe rivelarsi una strepitosa azione collettiva contro il voto di scambio, che poi non è altro che l’altra faccia della medaglia dei discorsi fumosi sulla nostra Palermo.

Si discuta della responsabilità dei pubblici poteri; si cambino le modalità dello scrutinio; ciascun partito e/o schieramento decida tempestivamente di rendere partecipe il proprio elettorato di riferimento nell’individuazione e nella scelta dei propri candidati.

Subito, per il bene di tutti noi. Comitato Addiopizzo, Associazione LiberoFuturo e Comitato Professionisti Liberi

LA LETTERA A NAPOLITANO
Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
e p.c.
al Presidente del Consiglio Mario Monti
al Ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri

Oggetto: qualità del consenso tra voto di scambio e controllo del voto
Carissimo Presidente,
 

Le nostre associazioni sono attive da anni nella lotta alla Mafia con azioni di assistenza alle vittime e con una strategia, talvolta innovativa, che prevede il coinvolgimento concreto e diretto dei cittadini consumatori e dei professionisti.
 
Il Consumo critico Addiopizzo ha consentito ai consumatori di scegliere quotidianamente fra chi paga il pizzo e chi no diventando protagonisti essi stessi della lotta al racket.
 
Il Manifesto dei ProfessionistiLiberi ha consentito, invece, ai professionisti più onesti e coraggiosi di esporsi pubblicamente e di rompere il silenzio che avvolge la cosiddetta Zona grigia.
 
Condurre questa battaglia dal basso non è semplice ed è reso ancora più difficile dagli esempi negativi che provengono dall'alto ed in particolare dalla politica. Convincere un imprenditore ad avere fiducia nello Stato e a ritrovare coraggio e dignità per denunciare i propri estorsori non è semplice quando i partiti candidano e proteggono i condannati.
 
Per queste ragioni le nostre associazioni hanno deciso di denunciare la scarsa qualità del consenso e la pratica del voto di scambio inviando alla stampa la lettera aperta che alleghiamo.
 
In particolare le segnaliamo la sistematica violazione della segretezza del voto che consente a schiere di candidati senza scrupoli di ricattare soprattutto gli elettori più deboli. Naturalmente anche Cosa nostra fa un uso sapiente di queste pratiche ed i processi di Mafia lo testimoniano ampiamente.
 
La nostra Costituzione all'articolo 1 afferma che la sovranità appartiene al popolo, per questo motivo facciamo appello a Lei Signor Presidente, quale garante della Costituzione, perché intervenga nei confronti del Governo affinché venga assicurata la libertà e la segretezza del voto, con ogni strumento, dall'accorpamento dei seggi allo spoglio centralizzato e al voto elettronico.
 
Con stima, Addiopizzo, LiberoFuturo e ProfessionistiLiberi


sabato 22 ottobre 2011

Ricostruiamo il bus Pizzofree

Il 23 maggio 2011, a conclusione di una lunga mattinata vissuta a Piazza Magione da una miriade di giovani studenti provenienti da città e scuole diverse, in memoria dei Giudici Falcone e Borsellino e di coloro che insieme a loro sono caduti, vittime della mafia, il bus inglese, che era stato adibito a sede della mini redazione latua.tv veniva vandalizzato.
La scritta che è stata apposta all’esterno del bus, forza mafia - suca, ci ricorda un tifo di tipo agonistico che ben poco si addice alla realtà delle forze evocate in campo.
Su questo terreno, infatti non si gioca ma si lotta per vivere con la dignità di donne e uomini liberi, da cittadini affrancati da ogni vecchia o nuova schiavitù.
Crediamo che il gesto più opportuno sia l’esprimere tanta solidarietà nei confronti di chi subisce un danno, cooperando affinché sia ripristinato ciò che è stato distrutto, vanificando gli effetti del danno subito dai pochi
attraverso l’apporto dei tanti.
Proponiamo ai cittadini, alle scuole, ai vari enti e a coloro che insieme ai promotori dell’iniziativa si sentano coinvolti in questa scelta, di concorrere alla raccolta dei fondi necessari a riparare il Bus.
Dai preventivi esaminati occorrerebbero circa 7.000,00 euro.
E’ stata presentata un’istanza di risarcimento presso il fondo di solidarietà delle vittime di estorsione ed usura, nell’eventualità il ristoro fosse accordato le donazioni ricevute saranno impiegate per riattivare tutta una serie di iniziative sul territorio.
Per la campagna di donazione, sarà possibile versare il proprio contributo presso il conto corrente intestato a: LiberoFuturo Associazione antiracket Libero Grassi
 
IBAN: IT 77 H 02008 04676 000011076077
 
Le donazioni saranno pubblicizzate sui siti web dei promotori.
 
Il Bus che appartiene alla società Omnibus s.r.l. su richiesta della Associazione Ziggurat, era stato offerto gratuitamente per la manifestazione per il XIX Anniversario delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, promossa dalla Fondazione Falcone e dal MIUR.

O M N I B U S
 
La Omnibus s.r.l. nasce nel 2004 dall’iniziativa di 4 liberi professionisti che decidono di acquistare un originale mezzo storico inglese a due piani, un c.d. double-decker.
La Omnibus decide di utilizzarlo in virtù di approfondite e dettagliate ricerche di mercato, effettuate in Italia e negli altri paesi comunitari ed extra-comunitari, che evidenziano che gli autobus inglesi “storici” opportunamente restaurati, si prestano a molteplici attività di tipo culturale, sociale e pubblicitario.
Infatti, alle normali attività legate agli spazi esterni del doubledecker, si possono affiancare quelle realizzabili in concomitanza di particolari eventi, all’interno dell’autobus stesso; il suo interno è provvisto sia di energia elettrica (prese di corrente, luci, ecc..), sia di arredamenti di vario genere in grado di ri-creare un comodo e
spazioso ufficio mobile vero e proprio.
L’idea è quella di coniugare il fascino indiscusso che tale mezzo esercita nei confronti della gente, ed in particolar modo sui giovani che vengono attratti da un aspetto del mezzo gradevole dal punto di vista estetico, con quella di offrire un luogo che non ha bisogno di essere raggiunto, ma che raggiunge, e di offrire così opportunità di aggregazione e di confronto informativo, comunicativo ed anche lavorativo.
Purtroppo, il giorno 23 maggio 2011, durante uno di questi eventi cui la Omnibus ha partecipato, il bus di sua proprietà è stato gravemente danneggiato.

Libero Futuro Via Alcide De Gasperi 53 - 90146 PA
3339787396 info@liberofuturo.org
Comitato Addiopizzo via Lincoln, 131 - 90133 PA
091 5084262 comitato@addiopizzo.org
Professionistiliberi Via De Gasperi 53 - 90146 PA
3339787396 info@professionistiliberi.org
Piazza Marina & dintorni CCN via Vittorio Emanuele, 71 - 90133 PALERMO
3298038925 - fax 091.6114164 info@piazzamarinaedintorni.it



venerdì 13 maggio 2011

14 maggio, Palermo: Spettacolo teatrale gratuito "Il Paese della Vergogna"

Libera Palermo
Associazioni nomi e numeri contro le mafie

presenta

"Il paese della vergogna. Storie di mafia"

Spettacolo per il Decennale della
Cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra


Il 2011 è l’anno del Decennale per la Cooperativa Placido Rizzotto Libera Terra. In dieci anni di lavoro le terre del Consorzio di Comuni Sviluppo e Legalità dell’Alto Belice corleonese, restituite alla collettività, sono tornate produttive e divenute volano di un circuito economico sano e virtuoso, anche grazie alla partecipazione degli agricoltori biologici che condividono il progetto. Crescono così le cooperative sociali del progetto Libera terra, dedicando ogni sforzo a tutti coloro che ci hanno creduto quando era incredibile, alla Memoria e al loro Impegno.

Tra le iniziative del Decennale, Libera e Cogip organizzano per il 14 maggio a Palermo una data de IL PAESE DELLA VERGOGNA di Daniele Biacchessi, uno spettacolo di teatro civile che narra le storie di Peppino Impastato, Giorgio Ambrosoli, Libero Grassi, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

L’appuntamento è per il 14 maggio
alle 21.00 allo Studio 427
(via Messina Marine 427, Palermo)
Ingresso libero

"Il paese della vergogna" è un testo di Daniele Biacchessi pubblicato da Chiarelettere nel 2007.

Si è trasformato in uno spettacolo di teatro civile, portato con successo sui palchi italiani con il gruppo rock marchigiano The Gang. Daniele Biacchessi narra le storie di Peppino Impastato, direttore di Radio Aut, assassinato da Don Tano Badalamenti; Giorgio Ambrosoli, liquidatore della banca privata di Michele Sindona colpito a Milano, sotto la sua abitazione; Libero Grassi, imprenditore di Palermo che si rifiuta di pagare il pizzo: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia politica; la strage di via dei Georgofili a Firenze. Un collage narrativo di fatti e storie, carichi di emozioni.

Daniele Biacchessi, giornalista e scrittore, è vicecaporedattore di Radio24-Il Sole24ore.



lunedì 27 dicembre 2010

30 dicembre e 3 gennaio, San Cipirrello e Portella della Ginestra: Una giornata per conoscere Libera e il progetto Libera Terra

In viaggio con Libera!



Una giornata per conoscere Libera e il progetto Libera Terra

Libera il gi(u)sto di viaggiare vi invita a una visita dei terreni e delle strutture confiscate alla mafia dell’Alto Belice Corleonese, gestiti dalle Cooperative di ‘Libera Terra’. Una giornata per visitare la cantina Centopassi e ascoltare i soci delle cooperative raccontare il loro lavoro. Il percorso si conclude a Portella della Ginestra, dove il 1° maggio 1947 avvenne la prima strage del dopoguerra per mano mafiosa. Un incontro sui luoghi della Memoria con dei testimoni privilegiati.

Data: 30 dicembre 2010 e 3 gennaio 2011

Destinazione: Valle dello Jato – Alto Belice Corleonese

Durata: mezza giornata

Tappe: San Cipirello, Portella della Ginestra

Quota di partecipazione: 10 euro per persona


Per informazioni e prenotazioni:

Libera il g(i)usto di viaggiare

Tel. 091.8577655 fax 091.8579541

Enza Sorci 3405663359 - Laura Speziale 3405667849

Sito web: www.ilgiustodiviaggiare.it


Scarica il programma

Libera Palermo, Associazioni nomi e numeri contro le mafie - I Sapori ed i Saperi della Legalità - P.zza Castelnuovo 13, 90141 Palermo - 091322023 - info@liberapalermo.org

sabato 11 dicembre 2010

15 dicembre, Palermo: Campagna Natale Solidale

Il gruppo Amref Palermo
in collaborazione con il Left e il Circolo Arci Caracol presentano
la campagna Natale Solidale 2010

MERCOLEDI 15 DICEMBRE 2010

ore 21:00

presso il Left - La Casa della Sinistra

Via degli Schioppettieri, 8

Il gruppo Amici di Amref Palermo lavora da anni a supporto dei progetti in Africa rivolti all'infanzia, al recupero delle risorse idriche, all'educazione sanitaria e alla formazione di personale medico e paramedico locale. Quest'anno insieme al Left e Arci Caracol offre i prodotti della Cooperativa "Lavoro e Non Solo", nata dal progetto associativo di Arci Sicilia e che gestisce dal 2000 un'azienda agricola nei terreni confiscati alla mafia nei territori di Corleone e Monreale.
Un Pacco dono per un Natale Solidale che ci permetterà di sostenere i progetti AMREF e di supportare il difficile operato della
Cooperativa "Lavoro e Non Solo".
La serata sarà un'occasione per uno confronto
tra diverse esperienze di Cooperazione.
Verranno presentati i progetti di Amref Palermo
e l'esperienza della Cooperativa Lavoro e Non Solo.

SARA' INOLTRE POSSIBILE FARE LA TESSERA ARCI 2011.

Vi aspettiamo!


lunedì 29 novembre 2010

1 dicembre, Palermo: Presentazione del libro "La Mafia spiegata ai Ragazzi"

Il Comitato Addio Pizzo e il comitato Addiopizzo junior il giorno 1 dicembre, alle ore 17:00 presso il Kursal Kalesa in Via Foro Umberto n. 21 Palermo, vi invitano alla presentazione dei libri:

“La mafia spiegata ai ragazzi”
di Antonio Nicaso, giornalista e scrittore

e

”La Malapianta” di Nicola Gratteri, Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Reggio Calabria e di Antonio Nicaso

SARANNO PRESENTI GLI AUTORI

mercoledì 24 novembre 2010

25 novembre, Palermo: Incontro-dibattito sul concetto di Cooperazione e sulle strette relazioni economiche tra il Nord e il Sud del mondo

Il 25 Novembre alle ore 18.00 presso la Bottega di Libera Palermo (piazza Castelnuovo 13, Palermo)

  • Incontro-dibattito sul concetto di cooperazione e sulle strette relazioni economiche tra il nord e il sud del mondo, con uno spazio dedicato ad una testimonianza dal Madagascar per il ciclo di iniziative sul concetto di cooperazione e sviluppo curato dall'associazione "Simposio" e con la collaborazione di "Libera Palermo - associazioni, nomi e numeri contro le mafie".
Per tutto il programma visita il nostro sito


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Inoltre segnialiamo

  • Siamo tutti la famiglia Maniaci. In Piazza con Telejato

Il 28 Novembre alle ore 10:00 appuntamento al Palazzo dei Carmelitani per poi scendere in Piazza a Partinico e dirigersi presso la sede di Telejato, per dire ai mafiosi locali che Pino Maniaci e la sua famiglia non sono soli.


  • Radici nel futuro, Carovana della Memoria
L'Istituto Alcide Cervi di Gattatico (RE) con Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie organizza Sabato 27 novembre alle ore 9.30 a Portella della Ginestra (PA) "Radici nel futuro, Carovana della Memoria", un gemellaggio di cultura antifascista e antimafia sociale come fatto di memoria e resistenza...


  • L'Etica Libera la Bellezza
Un'opera d'arte può uccidere? Senza la cultura si può morire? Un buon testo di letteratura o un bel quadro di pittura, ce lo hanno ricordato recentemente Saviano e Benigni, possono fare male, tanto male, a mafiosi e criminali accaniti. Un libro o un bel quadro, diciamocelo apertamente, possono senz'altro sconfiggere la cultura dell'indifferenza, del pregiudizio, del sopruso...


sabato 20 novembre 2010

Lettera di Giovanni Impastato sulla questione Einaudi e Saviano

La vostra lotta è la nostra lotta, attaccare voi è attaccare la storia dell'Antimafia civile.

Saviano scrive che, prima del film "I Cento Passi", la memoria di Peppino Impastato era custodita solo da pochi, mettendo in relazione il film con i processi per l'assassinio di Peppino. Umberto Santino e, successivamente, Giovanni Impastato chiedono che venga riconosciuto la loro più che trentennale battaglia perché Peppino abbia giustizia: il processo era iniziato prima del film, grazie a questa battaglia. L'Einaudi, la casa editrice per la quale Saviano ha scritto il testo incriminato, per tutta risposta minaccia querele.

Quanto sta accadendo in queste settimane è l'emblema dell'Italia di oggi, l'Italia dei salotti e che non si indigna più, un Paese che riconosce una sola narrazione, quella della televisione e del pensiero unico che narcotizza e omologa. Una storia come quella del Centro Siciliano di Documentazione Peppino Impastato e di tutti i compagni di Peppino, del loro coraggio e della loro determinazione nel portare avanti la lotta perché venisse fatta giustizia a Peppino non può esistere. E' molto più comodo far credere che tutto sia avvenuto per un film, che questo film abbia risollevato dall'oblio la storia di Peppino e magicamente tutto è tornato in moto, anche i Tribunali. Perché questa è l'ideologia televisiva, un quarto d'ora di celebrità e tutti hanno diritto ad esistere. Ma prima di quel quarto d'ora, fuori dal recinto dorato non si esiste. Addolora e amareggia che, in questo caso, sia coinvolto Roberto Saviano. Perché tutto è nato da un suo scritto. Saviano, almeno ufficialmente, non ha ancora preso posizione. Possiamo ancora sperare che voglia esprimere forte contrarietà per quanto sta facendo la casa editrice Einaudi e voglia difendere Umberto, Giovanni e il Centro. Umberto, in più riprese, gli ha chiesto un confronto pubblico, un incontro chiarificatore. Lo ha auspicato anche Riccardo Orioles. Sarebbe molto triste se non fosse così. Per Saviano e per tutti noi.

La querela dell'Einaudi, una volta gloriosa casa editrice, riporta alla mente i fatti del 2004, allorquando l'avvocato di Tano Badalamenti querelò Giovanni Impastato per aver dichiarato al Maurizio Costanzo Show che chi sosteneva che Peppino fosse un terrorista-suicida era un imbecille. In quell'occasione Giovanni fu condannato. Oggi l'indignazione non può che essere la stessa. Viviamo tempi in cui due luminose figure dell'impegno civile e dell'antimafia vengono irrise, sminuite, attaccate mentre l'Italia sempre più precipita nell'illegalità, nell'affarismo, nella speculazione, nella penetrazione mafiosa nelle Istituzioni e in economia, nell'avanspettacolo. Il loro impegno, il loro coraggio, la loro trentennale battaglia per la giustizia e per denunciare (e documentare, che al giorno d'oggi è merce rara) i potentati mafiosi dev'essere il nostro. E' un patrimonio dell'Italia migliore, che non si arrende e alza la testa, un patrimonio da difendere e custodire quotidianamente. Persone come Giovanni e Umberto andrebbero sostenute, difese, prese da esempio. E invece, c'è il silenzio (anche di tanti presunti antimafiosi, ma da salotto). Questo silenzio, quest'omertà va spezzata. E' doveroso chiedere a Saviano di esprimersi e chiedere scusa. Tutti possiamo sbagliare, a tutti può capitare di essere fraintesi. Probabilmente, vogliamo crederlo, Saviano non è riuscito ad esprimere compiutamente e correttamente il suo pensiero. Basterebbe un suo gesto, una sua presa di posizione pubblica per fermare l'attacco dell'Einaudi e ripristinare la verità. Sarebbe un atto di giustizia, verso il Centro e verso la memoria di Peppino. Una memoria che non possiamo permettere, e ancor più non può Saviano accettare di esserne strumento, sminuita e offesa. E' la memoria di un sacrificio, assassinato dalla mafia e accusato da morto di essere un terrorista. E' la memoria di un cammino trentennale, una lotta per chiedere giustizia iniziata poche ore dopo l'assassinio e giunta ad oggi ancora in piedi, luminoso esempio di un cammino da seguire per tutti coloro che credono ancora che la mafia, parafrasando Borsellino, è umana ed è destinata a finire. Il l 9 maggio 1978 Peppino Impastato fu ucciso dalla mafia. Il boss Tano Badalamenti decise che Peppino era diventato scomodo. Quel giorno era convinto di aver messo a tacere un uomo che voleva e cercava la giustizia. Invece si sbagliò profondamente. Perché dal sacrificio di Peppino, dall'amore per la giustizia che lui aveva sempre mostrato, tante voci si levarono. Il giorno dei funerali di Peppino, centinaia di persone (in gran parte da fuori Cinisi) accompagnarono la bara. "All'improvviso, come a rispondere agli slogans dei compagni ("Peppino è vivo e lotta insieme a noi"), si levò, alto, deciso, il pugno chiuso di Giovanni. Era una prima risposta. Un filo cominciava a intrecciarsi. Dentro la famiglia Impastato qualcuno dichiarava pubblicamente di prendere il testimone, si schierava apertamente con Peppino e con i suoi compagni. Ai muri del paese in un piccolo manifesto si leggeva: Peppino Impastato è stato assassinato. L'omicidio ha un nome chiaro: Mafia" ricordano Anna e Umberto Santino.

Come fiori in primavera gli amici di Peppino decisero di proseguire il suo impegno, la sua lotta contro l'oppressione e la violenza mafiosa. Questo gruppo di irriducibili cercatori di giustizia hanno da subito trovato un motore inesauribile nella famiglia di Peppino. L'anziana mamma Felicita e il fratello Giovanni decisero di non lasciar morire la sua voce. Anche grazie a loro, oggi digitanto su un qualsiasi motore di ricerca "Peppino Impastato" si trova subito tantissime testimonianze di una Sicilia che non si arrende alla mafia. Il primo impegno fu quello di rendere giustizia proprio a lui. I mandanti del suo assassinio, insieme ai loro appoggi istituzionali accusarono Peppino di essere un terrorista e di essere morto mentre stava preparando una bomba. Si voleva infangarne la memoria, cancellare il suo impegno antimafia. Ma i suoi amici non si arresero e condussero una battaglia legale durissima. Nonostante i boicottaggi e i depistaggi alla fine la giustizia prevalse. Alle ore 17,15 dell'11 aprile 2002 la Corte d'Assise di Palermo condanna Gaetano Badalamenti all'ergastolo in quanto mandante dell'omicidio Impastato. 24 anni dopo finalmente era giustizia. Quelle poche parole di Saviano, e il comportamento dell'Einaudi, nascondono e non riconoscono tutto questo.

In questo ultratrentennale cammino, tantissimi sono i momenti che andrebbero ricordati, momenti straordinari che testimoniamo la limpidezza e l'umanità di chi lo sta conducendo. Tra i tanti pubblici, a me piacerebbe ricordarne uno quasi privato: l'incontro tra Haidi Giuliani e Felicetta, la mamma di Peppino. Le parole con le quali Umberto testimoniò l'incontro tra le due madri, l'abbraccio tra la resistenza contro la mafia e la resistenza contro la globalizzazione, due imperi economici e politici che si incontrano e fanno affari insieme da sempre. Dalla loro umanità possiamo, e dobbiamo, ripartire. Con coraggio, ovvero col cuore.

Chiediamo giustizia per Peppino, ieri, oggi e sempre. Al fianco di Umberto e Giovanni, al fianco del Centro Siciliano di Documentazione Peppino Impastato e dei compagni di Peppino. Perché esiste un'Italia migliore, un'Italia che non accetta di piegarsi e il compromesso interessato, che non si arrende e s'indigna. Quest'Italia va ringraziata, va difesa e va seguita.

I dettagli della vicenda

E' possibile sostenere, anche economicamente, il Centro (che si autofinanzia)

Centro siciliano di documentazione "Giuseppe Impastato"
via Villa Sperlinga 15
90144 Palermo
conto corrente postale
n. 1069090
 
 

mercoledì 10 novembre 2010

19 novembre, Palermo: Presentazione dell'Agenda Antimafia 2011



Il 19 novembre, alle ore 16
a Palermo
presso la Biblioteca delle Balate
via delle Balate 4
la Biblioteca dei bambini e dei ragazzi 'Le Balate'
e la rete delle biblioteche scolastiche della Provincia di Palermo

presentano

l'Agenda dell'antimafia 2011
a cura di Anna Puglisi e Umberto Santino
editore Di Girolamo

L'agenda è dedicata all'impegno delle scuole
per una cultura democratica
ed è il frutto della collaborazione di cinquanta scuole


mercoledì 20 ottobre 2010

21 ottobre, Palermo: Presentazione Agenda Antimafia 2011. Un libro-agenda per legare memoria storica e impegni del fare quotidiano

Un libro agenda per legare memoria ed impegno

Torna in libreria L'AGENDA DELL'ANTIMAFIA 2011

a cura del Centro Impastato

Di Girolamo Editore


Palermo - Giovedì 21 ottobre, ore 16.00
Istituto Comprensivo Statale "A. Ugo"
Aula Magna "Carlo Alberto Dalla Chiesa"
Via E. Arculeo, 39

Interverranno:
Gaetano Paci, Sostituto Procuratore della Repubblica
Marcella Alletti, docente
Maria Giovanna Granata, dirigente scolastico
Felicia Impastato, Associazione "Casa Memoria", Cinisi
Rosanna Montalto, sportello legalità Camera di Commercio
Adriana Saieva, docente

Saranno presenti gli autori: Umberto Santino e Anna Puglisi

Coordina: Pia Blandano, dirigente scolastica

giovedì 7 ottobre 2010

9 ottobre, Palermo: Colazione Libera

Sabato 9 Ottobre alle ore 11.00, presso la "Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità" di P.zza Castelnuovo 13 a Palermo, "Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie" presenterà il calendario delle prossime attività culturali e sociali.

Colazione Libera è l'invito a una colazione a base di prodotti dalle terre confiscate alle mafie e del consumo equo e solidale, e l'occasione per Libera di illustrare i propri progetti sociali di cittadinanza attiva per la legalità.

A Colazione Libera si presentano in particolare le campagne Libera i tuoi Libri, Le Tesine della Legalità, e Libera Fantasia, tre progetti per mettere a disposizione di tutti i locali della Bottega e dare spazio ai Saperi: presso la sede di Libera sarà infatti possibile per gli studenti delle superiori ricevere consulenze per lavori di approfondimento nello studio di mafie e antimafia, anche utilizzando i testi in consultazione. Per tutti, invece, vale l'invito a donare alla sede dell'associazione libri, mobili o qualsiasi elemento d'arredo.

Opere di artisti palermitani verranno presentate durante LiberAperitivo, una serie di aperitivi a tema, ricreando innanzitutto momenti di convivialità e di incontro e ripensando lo spazio e la biblioteca come il risultato di una creatività collettiva.

Da non perdere infine le lezioni del Corso di lingua e cultura malgascia.



martedì 27 luglio 2010

Rita Atria, 18 anni fa la sua morte. Milazzo ricorda la "picciridda" di Borsellino

A 11 anni aveva perso il padre Vito, ucciso dalla cosca a cui era legato; a 16 le avevano assassinato il fratello Nicola che voleva vendicare il padre. A 17 anni, rimasta sola dopo la morte di Paolo Borsellino, a cui aveva legato le sue speranze, Rita Atria decideva di uccidersi, lanciandosi a Roma da un balcone di viale Amelia, nome assonante con via D'Amelio, dove Borsellino e gli uomini della sua scorta sono saltati in aria. Rita Atria moriva esattamente 18 anni fa, il 26 luglio '92, una settimana dopo la strage di Palermo.

Abbandonata dalla famiglia, che non condivideva la sua scelta di collaborare con la giustizia, e sostenuta dalla cognata Piera Aiello, che aveva aperto uno squarcio e consentito a Borsellino - al tempo procuratore a Marsala - di scavare dentro i segreti dell'organizzazione criminale, Rita Atria era convinta che "la mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci". Ma sapeva che dopo l'assassinio di Borsellino non ci sarebbe stato più nessuno a proteggerla. Rita Atria sarà ricordata oggi a Milazzo (Me), la città che per prima, nel '94, le dedico' l'Associazione antimafie. L'incontro di oggi [26 luglio 2010, ndr.], che si terrà all'associazione Giglio di Capo Milazzo e prevede stasera la partecipazione di don Luigi Ciotti - chiude le iniziative cominciate due giorni fa a Partanna (Tp) - paese che ha dato i natali a Rita - e a Roma.

© Riproduzione riservata

Fonte: SiciliaInformazioni del 26 luglio 2010

domenica 18 luglio 2010

18 luglio, Corleone - 19 luglio, Monreale: Libero Cinema in Libera Terra

Libero Cinema in Libera Terra

è promosso da CINEMOVEL FOUNDATION con la presidenza onoraria di ETTORE SCOLA, e da LIBERA, associazioni, nomi e numeri contro le mafie, presieduta da DON LUIGI CIOTTI.

Tutte le proiezioni sono alle ore 21 - Ingresso libero

18 luglio - Corleone (PA)
Villa comunale
Angela
di Roberta Torre

Apertura di Giuseppe Crapisi dell'associazione Corleone Dialogos presidio Libera di Corleone, con gli interventi del Sindaco Antonino Iannazzo, di Marina Busacca dell'associazione "La Ribalta" e di Enrico Colajanni dell'associazione antiracket Libero Futuro, alle ore 19,30. Prima del film avrà luogo lo spettacolo teatrale Si muore perché si è soli - Storie di semplici eroi dell'associazione culturale "La Ribalta", dedicato al tema della Memoria delle vittime, alle ore 20. In piazza i gazebo informativi di Libera e di Addiopizzo.

19 luglio - Monreale (PA)
Piazza Gugliemo
Rough Cut di Firouzeh Khosrovani e
Persepolis di Marjane Satrapi

Dopo il saluto del Sindaco Filippo Di Matteo la proiezione sarà introdotta da Umberto Di Maggio, coordinatore siciliano di Libera e da Elisabetta Antognoni, presidente della Cinemovel Foundation.

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mercoledì 14 luglio 2010

19 luglio 2010 - 18 ANNI DOPO, PALERMO NON DIMENTICA


18 anni fa, Palermo ha assistito a stragi che hanno segnato in maniera indelebile la storia della Repubblica italiana. La nostra storia.



18 anni fa, le cittadine e i cittadini onesti di Palermo sono scesi in piazza per esprimere con forza lo sdegno contro la barbarie mafiosa.


18 anni fa alcuni di noi non erano nati, ma crescendo hanno saputo udire quel coro di gente onesta. E a questo coro si sono uniti. Per non dimenticare. Per non rendere vano il sacrificio di chi è morto per liberarci dalla mafia. Per chiedere Verità e Giustizia.


Perché 18 anni fa, allo Stato e ai suoi cittadini onesti è stata dichiarata guerra. E come in tutte le guerre, ci sono stati tradimenti e nemici mascherati da amici.


18 anni dopo siamo ancora in piedi, ma vogliamo sapere chi ha vinto.


18 anni dopo, Palermo sarà in via D’Amelio per ricordare la strage, per commemorare Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta e per tornare a chiedere Verità e Giustizia.


18 anni dopo, Palermo non dimentica.


18 anni dopo. Non è finito tutto.






PROGRAMMA

17 luglio 2010
h 19:00 - Villa Filippina, Palermo
“Non è finito tutto”
con Martin Schulz, Rita Borsellino, Antonio Ingroia, Vittorio Teresi e Sandro Ruotolo - a cura di Itaca

18 luglio 2010
h 22:00 - Via D'Amelio, Palermo
Veglia “Le morti dimenticate. Fedeltà all’impegno.”
a cura dei Gruppi AGESCI Piana degli Albanesi e Capaci 1

19 luglio 2010
h 09:00 - Via D'Amelio
Animazione per Bambini

h 16:00 - Via D'Amelio
Letture per non dimenticare

h 16:58 - Via D'Amelio
Silenzio

h 17:30 - Via D'Amelio
Concentramento Corteo verso l'Albero Falcone

h 21:00 - Biblioteca Comunale, Palermo
Legami di Memoria a cura di ARCI SICILIA

Aderiscono

Addiopizzo
AGESCI Capaci 1 e Piana degli Albanesi
ARCI
Arci Barcollo
Arci Blow Up
Arci Caracol
Arcigay
Centro Pio La Torre
Cepes
Comitato 19 Luglio
Il Quartiere
Itaca
Left
Libera
Movimento degli Universitari
Muovi Palermo
Piera Cutino
Ragazzi di Paolo
Rete degli Studenti
Ubuntu
Un'altra Storia
Zen Insieme

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martedì 29 giugno 2010

29 giugno, Palermo: Doppia presentazione Community di Addiopizzo e Volume "Da Addiopizzo a LiberoFuturo"

Martedì 29 giugno alle ore 18.30, presso il Kursaal Kalhesa (corso Umberto I, Palermo), siete invitati a un aperitivo pizzo-free per una doppia presentazione...

La Community di Addiopizzo
Addiopizzo Community è un'associazione culturale figlia del Comitato Addiopizzo che si propone di mettere in relazione tutte le realtà sociali sparse sull'intero territorio nazionale, favorendo la nascita di una vera e propria community, dando voce, grazie alle nuove tecnologie, a una generazione giovane ma pronta ad assumersi le responsabilità, sognatrice ma attiva e concreta, combattiva ma piena di gioiosa vitalità. L'obiettivo è quello di dar voce all'Altra Italia, quella spesso lontana dai media, ma che lavora dal basso, quotidianamente, per un Paese migliore.

Per maggiori informazioni, clicca qui

l volume di Fausto Gristina e Cinzia Ferrara
Da Addiopizzo a LiberoFuturo
Fausto Gristina e Cinzia Ferrara, entrambi grafici e docenti di comunicazione visiva, ricostruiscono il percorso di crescita del Comitato Addiopizzo sino alla nascita di LiberoFuturo, prima associazione antiracket palermitana, attraverso lo scorrere di alcuni dei lavori realizzati per promuovere le azioni delle due associazioni.

Per maggiori informazioni, clicca qui

Non mancate!

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domenica 23 maggio 2010

28-30 maggio, Palermo: Fiera del Consumo critico Addio Pizzo (21 maggio, Palermo: Festa PaLab X Addio Pizzo)

LiberaCittà
AddioPizzo
28-30 maggio 2010
Villa Trabia

* La fiera Pizzo Free si sposterà dal Giardino Inglese (chiuso per ragioni di sicurezza) a Villa Trabia.

Palermo, giovedì 13 maggio 2010 - NOTA STAMPA

ADDIOPIZZO
ASPETTANDO LA V EDIZIONE DELLA FESTA PIZZO- FREE

Dal 28 al 30 Maggio, dalle 09.00 alle 24.00, presso Villa Trabia a Palermo, Addiopizzo presenterà la V Edizione della Festa Pizzo - Free. Dopo un anno ricco di eventi, attività e collaborazioni. Il comitato offre la possibilità a tutti i cittadini di sostenere e poter conoscere gli imprenditori e commercianti ogni giorno fanno la scelta di dire "NO AL PIZZO". Quest'anno, dopo un percorso di progettazione partecipata con gli aderenti alla lista, abbiamo realizzato un programma di seminari, dibattiti, concerti, laboratori, eventi e servizi per rendere i tre giorni interessanti e creativi. Una nuova occasione per Addiopizzo, insieme ai consumatori, di creare un percorso, dove l'impegno e la responsabilità possano esprimersi con determinazione.

Fonte: www.addiopizzo.org/comunicati.asp



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mercoledì 10 marzo 2010

13 marzo, Palermo: concerto a palco aperto per raccogliere fondi e ricomprare le attrezzature rubate a Radio Cento Passi

Saccheggiata Tavola Tonda
 
Il messaggio è arrivato ma lo rispediamo al mittente: noi non ce ne andiamo!
Questa notte, infatti, il contenitore polifunzionale di Piazza Tavola Tonda a Palermo ha subìto un gravissimo furto che ne ha compromesso le attività.
Completamente svuotata di tutte le attrezzature la regia di Radio 100 Passi che proprio oggi avrebbe dovuto cominciare con la programmazione del palinsesto definitivo. Stessa “attenzione” hanno ricevuto la ludoteca Multiculturale Ubuntu ed il circolo Arci ai quali sono state sottratte tutte le strumentazioni e gli alimenti destinati ai bambini dell’asilo. Colpiti anche gli artigiani che ci aiutavano gratuitamente per l'allestimento dei locali, ai quali sono stati rubati tutti gli attrezzi di lavoro.
Siamo consapevoli  che ogni qual volta si cerca di costruire uno spazio di integrazione e di legalità in questa città si sconvolgono gli equilibri mafiosi che la regolano, soprattutto in un periodo in cui vige un totale disinteresse di una parte delle istituzioni.
Recuperare una piazza degradata, organizzare un asilo multietnico e una scuola serale per la licenza media, mettere in piedi un ambulatorio medico gratuito, aprire una radio web come Radio 100 Passi, creare un circolo Arci e una Scuola di Musica e Danza tradizionale a prezzi popolari, sono antimafia viva e reale e come tale danno molto fastidio.
Colpire una realtà come Tavola Tonda è un atto simbolico fortissimo in una città che vive di simboli, nel bene e nel male. 
E simbolicamente noi ricominciamo subito: da domattina Radio 100 Passi comincerà una trasmissione non stop con mezzi di fortuna e sabato 13 marzo dalle 21.00 terremo un concerto a palco aperto per raccogliere i fondi per ricomprare tutte le attrezzature rubate. 
Vi aspettiamo...
I Tavolatondieri

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giovedì 26 novembre 2009

28 novembre, Palermo: "Niente regali alle mafie" Asta simbolica alla Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità

Niente regali alle mafie

“Libera e le associazioni che la costituiscono vogliono ancora credere in quello Stato che non rinuncia ad aggredire le mafie nel modo che si è dimostrato più efficace, colpendone i patrimoni illegalmente costruiti e destinandoli a fini sociali”. Queste le parole di Umberto Di Maggio, coordinatore siciliano di Libera, che ha annunciato il lancio di “Niente regali alle mafie”, un'asta simbolica a Palermo alla Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità a Piazza Politeama il 28 novembre alle 17.00 (e in contemporanea in tutte le regioni d'Italia). “Un'asta simbolica – puntualizza Di Maggio - in cui verrà denunciato alla cittadinanza che se quest'emendamento verrà approvato anche alla Camera dei Deputati, tutti i beni confiscati in attesa di assegnazione (celebre l'abitazione palermitana di Totò Riina in via Bernini ed il feudo di Polizzi Generosa confiscato a Michele Greco) verranno probabilmente svenduti, con buona pace di tutti i progetti di sviluppo, di riqualificazione e di restituzione sociale ai cittadini dei patrimoni sottratti alle mafie”.

Partite come esperienze “di frontiera”, sperimentate per la prima volta in Sicilia - e adesso presenti anche in Calabria, Puglia e Campania – oggi le cooperative “Libera Terra”, realizzate sui beni confiscati alle mafie, hanno intrapreso un percorso deciso verso l'eccellenza delle produzioni. Imprese in cui il lavoro può gioire di se stesso, per la dignità restituita ai lavoratori e per le possibilità reali di sviluppo. E' grazie alla tenacia ed alla forza dell'associazione Libera, la rete di movimenti e gruppi antimafia presieduta da Don Luigi Ciotti, che questo cammino è iniziato. Con quella raccolta di firme nel 1997 (più di un milione) avviatasi a Corleone quando l'Italia era in ginocchio dopo il periodo stragista in cui Cosa Nostra aveva dichiarato guerra allo Stato.

Oggi quel risultato, che andava a coronare il sogno di Pio La Torre di aggressione dei patrimoni sottratti alle criminalità organizzate e che è profondamente condiviso dalla rete dei familiari delle vittime uccise dalle criminalità organizzate, è seriamente minacciato dalla proposta di vendita dei beni confiscati. In questi giorni, in seguito all'emendamento in Finanziaria già passato in Senato, è cominciata la campagna per la rettifica della proposta che prevede la vendita degli immobili di cui non sia effettuata la destinazione entro i 180 giorni imposti dalla legge. E' noto come la complessità delle procedure e la carenza di risorse finanziarie per la ristrutturazione rendono molto difficile rispettare questi termini: la norma abolisce di fatto l'uso sociale dei beni confiscati e ne impedisce la restituzione alle collettività. E' compito di tutta la società civile una responsabile presa di posizione contro l'orientamento palesato in Senato: è facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss. La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale.

Sul sito http://www.libera.it/  e presso i locali della “Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità” a P.zza Politeama è possibile firmare l'appello 'Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra'. Tremila i firmatari nelle prime 24 ore di raccolta, per una mobilitazione come quella del 1995: “Tredici anni fa - si legge nell'appello a firma di Don Luigi Ciotti - oltre un milione di cittadini firmò la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96: si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente. Oggi quell'impegno rischia di essere tradito".

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P.zza Castelnuovo 13, 90141 Palermo


"Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità"


tel/fax: +39.091.322023 / +39.091.6197467


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