Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

Visualizzazione post con etichetta situazione nelle scuole. Mostra tutti i post
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mercoledì 27 novembre 2013

Sulla vicenda della classe separata della scuola media Besta di Bologna


Due segnalazioni di Arcangela Mastromarco del Polo StarT1 di Milano

 Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione
Come promuovere pari opportunità d'istruzione per gli studenti stranieri?http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=2973&l=it

Graziella Favaro
Contro le geografie della separazione. Ancora sulle classi "ponte" cinque anni dopo

martedì 7 febbraio 2012

11 febbraio, Palermo: Viaggio nella Scuola a colori


VIAGGIO... NELLA SCUOLA A COLORI!
 
SABATO 11 FEBBRAIO, ORE 16.30
scuola media "A.RONCALLI"
in via Randazzo, 3 - Palermo
 
La giornata finale del POR INTERCULTURA "Una scuola a colori. Parole e immagini per imparare a convivere" sarà un viaggio reale e metaforico nei mille modi di vivere l'educazione.

I visitatori potranno così conoscere direttamente le attività svolte durante il progetto, ma soprattutto saranno chiamati a partecipare con il cuore e la fantasia e ad arricchire la mostra con nuovi prodotti da loro creati: i bambini e gli esperti guideranno infatti grandi e piccoli in un percorso narrativo con attività, giochi, musica, racconti, teatro per esplorare - divertendosi - la bellezza della diversità di ognuno di noi. Potrete vedere le foto e i video delle attività dei laboratori, i prodotti dei bambini e dei ragazzi della scuola e le due performance teatrali realizzati con gli studenti in questi mesi. A testimoniare l’incontro tra culture diverse nella musica, inoltre, saranno presenti il pianista Giulio Potenza, il tenore cinese Zhu Yizhang e la cantante capoverdiana Jerusa Barros (in trio con Rosario Punzo alle percussioni e Bernardo Viviano alla chitarra). Alle 20,00, a conclusione dell’evento, tutti potranno ammirare dalla terrazza le Lanterne lanciate verso il cielo a portare in alto i nostri desideri e i ricordi di questa serata speciale.


mercoledì 11 gennaio 2012

23 gennaio, Milano: Dieci buone ragioni per cambiare. I vantaggi della scuola multiculturale

Siamo molto lieti di ospitare presso la chiesetta del Parco Trotter

la presentazione del libro
 
Noi domani Un viaggio nella scuola multiculturale 
 
di Vinicio Ongini
funzionario dell'Ufficio Integrazione Alunni Stranieri del MIUR
e autore di numerosi saggi e libri per bambini


Vi aspettiamo numerosi
 
 
 
 

lunedì 12 dicembre 2011

20 dicembre, Palermo: Siamo tutti qua! 9 anni a favore dell'intercultura

Evento conclusivo del Progetto Mowgli


Siamo tutti qua!
Nove anni a favore dell'intercultura
 

Martedì 20 Dicembre 2011

presso il Salone Generale Carlo Alberto dalla Chiesa 

dell' I.C.S. " Antonio Ugo" Via Arculeo 39, Palermo


Dalle ore 20.00 cena interculturale











venerdì 21 ottobre 2011

Roma: Linea 40. Un rapporto sulla scolarizzazione dei bambini rom

Un’azione legale contro il Comune di Roma per lesione del diritto allo studio e all’istruzione nei confronti dei minori rom presenti nel campo di via di Salone è stata promossa dall’Antenna Territoriale Anti-Discriminazione, che ha deciso di affiancare alcune famiglie rom, alla luce dell’indagine presentata il 14 ottobre, a Roma, dall’Associazione 21 Luglio. “Un precedente importante”- sottolinea Carlo Stasolla, presidente dell’associazione, che prosegue: “È la prima volta che una famiglia rom esercita un’azione per violazione del diritto allo studio. Una violazione che contrasta con il diritto interno, nonché con quello europeo e internazionale”.

Linea 40. Lo scuolabus per soli bambini rom, questo il titolo del rapporto, analizza i progetti di scolarizzazione avviati dal Comune di Roma all’interno dei campi rom della capitale concentrandosi sul “villaggio attrezzato” in via di Salone, dove risiedono molte delle persone presenti nel vecchio campo “tollerato”, il Casilino 900 sgomberato nel febbraio 2010. Quello di via di Salone è uno dei “villaggi” voluti dal sindaco Alemanno all’interno del Piano nomadi del Comune di Roma. Per garantire la continuità educativa dei bambini presenti, il Comune ha deciso di instaurare una linea bus ad hoc, che accompagni i bambini nelle scuole che frequentavano prima dello sgombero, visto che, tra l’altro, in prossimità del campo di via di Salone non esiste alcun trasporto pubblico.

Ogni mattina, alle 7.30, in via di Salone arriva quindi uno scuolabus giallo. Si riempie di bambini -55 in tutto- , e li porta alle rispettive scuole, 10 scuole diverse. Le scuole sono tante, quindi il bus impiega diverso tempo a raggiungerle tutte: il ritardo accumulato rispetto all’orario scolastico raggiunge per molti bambini i 60 minuti. Gli stessi bambini non sentono l’ultima campanella, che segna la fine delle lezioni: il bus arriva, per molti di loro, un’ora prima, visto che il giro da fare è lungo.

Le criticità rilevate dall’indagine sono molteplici: il ritardo con cui i bambini raggiungono le scuole, oltre che l’uscita anticipata, li danneggia sul piano dell’apprendimento, ma ostacola anche il loro inserimento in classe e la socializzazione con gli altri bambini: i bambini rom vengono etichettati come “diversi” e alcune delle persone intervistate hanno riferito episodi di razzismo avvenuti in classe. Inoltre, come spiega un’insegnante, “tra ritardi e uscite, nella migliore delle ipotesi i bambini perdono 10 ore a settimana”, trascurando dunque alcune materie.

L’associazione 21 luglio chiede nuovamente nel rapporto l’interruzione della politica del Piano nomadi di Roma definendo i cosiddetti villaggi attrezzati degli “spazi istituzionali di segregazione” ed evidenzia che le molte risorse destinate ai progetti di scolarizzazione (per l’anno scolastico 2010-2011 2,084 milioni di euro per la scolarizzazione di 1205 bambini residenti in sette “villaggi della solidarietà” e 498.960 euro per la scolarizzazione di 542 minori residenti in otto insediamenti non attrezzati) garantiscono l’accompagnamento a scuola ma non assicurano un’adeguata attività di mediazione con le famiglie e con le istituzioni scolastiche.






martedì 4 ottobre 2011

Scuola: quasi 750mila gli studenti figli di stranieri. Le dieci parole per una scuola multiculturale

Quelli nati in Italia sono più della metà. Nelle scuole dell'infanzia raggiungono l'80%. Boom di iscrizioni negli istituti tecnici e professionali
 
Foto di

Quasi 750mila gli alunni stranieri nelle scuole italiane nell’anno 2011/12 (quasi l’8,5% del totale). E' la previsione di Vinicio Ongini, membro dell'ufficio integrazione alunni stranieri del ministero dell'Istruzione. La rilevazione ufficiale si terrà tra dicembre e gennaio. La loro crescita è però sempre minore. Se fino al 2007 gli alunni stranieri crescevano di 60-70mila ogni anno, dal 2008 l’aumento si aggira sui 35-40 mila. Il dato è riconducibile alla crisi economica che ha spinto diverse famiglie a far ritorno in patria.

A dimostrazione che la maggior parte di loro sono nati qui o sono in Italia sin da piccoli, il fatto che siano le scuole elementari quelle in cui è concentrato il maggior numero di studenti figli di stranieri. Quelli nati nel Bel Paese sono il 50% del totale, ma oltre l’80% nelle scuole dell’infanzia.

Aumentano anche gli alunni immigrati alle scuole secondarie superiori, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, dove si trova l’80% degli scolari stranieri delle superiori. La nazionalità maggiormente presente è quella romena, seguita da quelle albanese, marocchina, cinese ed ecuadoregna, in linea con le comunità più rappresentate in Italia.

Intanto si apprende che sono circa 500 le classi italiane dove il tetto di alunni stranieri supera il 50%. Sono molte le aule quindi che non rispettano la circolare del ministro dell’Istruzione secondo cui ogni classe può contenere un tetto massimo di stranieri pari al 30%. Queste classi hanno comunque ottenuto la deroga e possono tranquillamente fare lezioni. Sul tema Ongini si spinge addirittura in una critica verso il suo ministero, sostenendo che “la politica ha proposto in modo secco il tetto del 30% di alunni stranieri”, una decisione che “non è stata accompagnata da azioni di formazione di insegnanti, dirigenti e famiglie”, un’azione che “ha contribuito a trasformare la presenza di stranieri in classe come un fattore ansiogeno”.
di Red (29 settembre 2011)

Le dieci parole per una scuola multiculturale

Dieci parole per spiegare perché la scuola multiculturale è più virtuosa. E' il decalogo voluto da Vinicio Ongini, che oltre che essere responsabile dell'ufficio integrazione alunni stranieri del ministero dell'Istruzione è stato maestro per vent'anni. 

‘Qualità’: “La presenza di alunni stranieri nelle scuole migliora il livello di istruzione”. 

‘Le chiavi di casa’: “Le famiglie degli immigrati e i loro figli portano nelle nostre classi idee diverse di infanzia”. 

‘Matematica’: “Gli studenti asiatici delle nostre scuole eccellono in matematica e nelle materie scientifiche”.   

‘Impegno’: “Gli alunni stranieri ci tengono di più alla scuola, si impegnano di più, per loro è ancora importante la scuola".

‘Le lingue’: "Gli studenti stranieri sono più predisposte a imparare le lingue. 

‘Lo scambio’: “Scambiando si impara”, è lo slogan delle scuole toscane che fanno periodicamente, da dieci anni, visite e scambi di studenti, presidi, professori, con lo Zhejiang, la regione della Cina da cui viene la gran parte dei cinesi in Italia. 

‘Internazionale’: “Nelle classifiche internazionali delle Università, la percentuale degli studenti stranieri sul totale degli iscritti è uno degli indicatori della qualità e del prestigio dell'Istituto”.

‘Il merito’: "Gli alunni stranieri, rispetto agli italiani, ricorrono meno alle raccomandazioni, un vizio nazionale figlio di un familismo ancora persistente, ostacolo, questo sì, per la conquista di una piena cittadinanza”.

‘L’evidenziatore’: “Gli studenti stranieri nelle nostre scuole sono un evidenziatore dei nostri modelli, delle nostre pratiche e dei nostri stili educativi". 

‘L’occasione’: “I sindaci di due piccoli comuni hanno riaperto la scuola che stava per chiudere perché sono arrivati nuovi alunni indiani nelle campagne lombarde”.


Fonte: MixaMag 


 

venerdì 16 settembre 2011

Milano: Via Paravia, giù le mani dalla scuola!

Istituto preziosissimo per l'integrazione tra italiani e figli degli immigrati,
ma il provveditorato la vuole chiudere,
perché supera il tetto del 30%

Foto di Via Paravia: giù le mani dalla scuola!
La vicenda della scuola elementare Radice, in via Paravia 83, pare non abbia fine. Nonostante sia uno degli esempi di eccellenza didattica, la sua anima multietnica non sembra in sintonia con il decreto Gelmini – 83 nuovi iscritti non italiani su 96 alla prima classe: supera la soglia del 30% di stranieri – e l’Ufficio scolastico provinciale ha deciso per la soppressione della prima elementare, dando così il via alla morte della scuola.

Insegnati, genitori, alunni non ci stanno: non solo è la scuola del quartiere, ma da anni offre ben 18 progetti scolastici mirati all’integrazione degli alunni. C’è un laboratorio linguistico di italiano, c’è un prezioso supporto didattico in orario extrascolastico, poi ancora corsi di musica, di educazione civica, di lingue straniere: un luogo quindi che prepara con livelli di eccellenza gli italiani di domani, siano o no figli di italiani. Da non dimenticare il primo premio vinto dalla biblioteca della scuola per le buone pratiche di lettura, assegnato addirittura dall’ufficio scolastico regionale. 

I genitori, gli insegnanti e gli alunni non si danno per vinti e - dopo aver raccolto le lettere dei bambini, le firme degli abitanti del quartiere, organizzato presidi e manifestazioni - hanno fatto causa per discriminazione contro il ministro Gelmini e l’Ufficio scolastico. 

Il 14 settembre c’è stato il primo round. Per la scuola di via Paravia si è mosso anche il comitato italiano per l’Unicef: “La maggior parte degli alunni di origine straniera iscritti alla prima classe della Lombardo Radice è nato in Italia e ha dimestichezza con la lingua italiana. Anche alla luce di questi episodi risulta quindi urgente un ripensamento dell'attuale normativa in materia di acquisizione della cittadinanza”.

Dei nuovi iscritti, infatti, meno di 10 hanno problemi con la lingua italiana: la stragrande maggioranza dei bimbi ha frequentato la scuola materna ed è ben inserita nel tessuto sociale del quartiere. Tutto questo pare non interessare ai piani alti dell’amministrazione scolastica: il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosso rilascia interviste a mezzo stampa per difendere strenuamente la scelta di sopprimere la prima elementare della Lombardo Radice. 

Secondo il dottor Colosso la legge è ‘dalla sua’ e non ha intenzione di tornare indietro: non sarebbe un problema di conoscenza o meno dell’italiano, ma una questione di mancato scambio culturale tra bambini e famiglie (!). In attesa che la causa intentata dai genitori di via Paravia faccia il suo corso, la Storia fa inesorabilmente il suo: viviamo in una società multietnica destinata ad esserlo sempre di più, decreto Gelmini o meno.
di Angiola Bellu (14 settembre 2011)


Fonte: MixaMag

venerdì 9 settembre 2011

9 settembre, Palermo: Seminario "I Rom. Istruzione e inclusione sociale"

Seminario

I ROM: istruzione e inclusione sociale
9 Settembre 2011 - ore 9-19

Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia
Università di Palermo (Viale delle Scienze)
coordina Maria Giovanna Granata
Dirigente scolastico DD De Gasperi, Palermo
 


lunedì 5 settembre 2011

30 settembre, Firenze: Convegno "A Scuola Nessuno E' Straniero"

A SCUOLA NESSUNO È STRANIERO
   
Nuovi cittadini nell’Italia plurale (150 anni dopo)

Ancora pochi giorni per iscriversi al convegno “A scuola nessuno è straniero. Nuovi cittadini nell’Italia plurale (150 anni dopo)”, organizzato dalla Regione Toscana in collaborazione con Giunti Scuola, che si terrà venerdì 30 settembre presso il Palazzo dei Congressi di Firenze (Piazza Adua 1).

L’iniziativa, gratuita, è rivolta a docenti di ogni ordine e grado, dirigenti scolastici e operatori del settore scolastico.
Il convegno ha ottenuto l’esonero dal servizio del MIUR prot. n. A00DGPER5585 del 06/07/2011.
L’evento intende fornire un quadro aggiornato delle metodologie e degli strumenti educativi per superare il concetto di “integrazione degli stranieri” e approdare a quello di “inclusione nelle differenze”.
Tanti i motivi per partecipare: una motivazione di carattere strutturale e demografico, poiché sta progressivamente aumentando il numero dei bambini stranieri nati in Italia; una motivazione pedagogica, in quanto si avverte sempre più la necessità di crescere, insegnare e apprendere in contesti eterogenei; una motivazione di tipo sociale ed etico che guarda con preoccupazione al clima attuale di chiusura e distanza nei confronti degli altri, che rischia di erodere il lavoro educativo e di rendere più fragile la scuola che “costruisce uguaglianza”.
La mattina si terranno cinque sessioni tematiche parallele:
  • L’integrazione comincia dai più piccoli
  • L’italiano e le altre lingue
  • La scuola prepara il futuro: gli studenti stranieri nella scuola secondaria
  • La scuola fa cittadinanza. Coesione sociale con le famiglie e nella città
  • La scuola intreccia i saperi: per un curricolo interculturale
Il pomeriggio si terrà una sessione plenaria dal titolo Le idee e le proposte per un’educazione inclusiva, durante la quale interverranno, fra gli altri, Graziella Favaro (pedagogista, referente scientifica del convegno), Elio Satti (Dirigente settore Istruzione e Educazione della Regione Toscana), Vinicio Ongini (Ministero Istruzione Università e Ricerca), Cristina Allemann-Ghionda (Università di Colonia), Eden Yseak, Sara Sayed, Hassan El Aouni.

L'evento è gratuito, è necessaria l'iscrizione.

Informazioni, iscrizioni e programma completo:



domenica 4 settembre 2011

Liceo Regina Margherita di Palermo: On-line il nuovo spazio di consultazione dedicato alle risorse sull'Educazione Interculturale


Il progetto (circ. 541 del 19/5/2011) nasce per iniziativa della Commissione Intercultura dell'Istituto per mettere a disposizione di docenti, alunni e genitori le normative nazionali e i documenti internazionali, la mappa dei servizi del territorio, la documentazione delle attività svolte a Scuola e alcuni contributi.

La Commissione è composta dai docenti
Antonella Ardito (antonellardito@libero.it) e
Giuseppe Calderone (giuscaldrone@inwind.it)

L'OFFERTA FORMATIVA

LICEO SOCIO-PSICO-PEDAGOGICO
LICEO SCIENZE SOCIALI A INDIRIZZO MOTORIO-SPORTIVO
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO MUSICALE D.A.M.S.
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO MUSICALE
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO UMANISTICO
LICEO SCIENZE SOCIALI AD INDIRIZZO ARTISTICO-LINGUISTICO
LICEO SCIENZE SOCIALI
LICEO LINGUISTICO E LINGUISTICO/AZIENDALE

 

 

sabato 9 aprile 2011

Milano: A rischio chiusura la Scuola Paravia. Troppi bambini extracomunitari

RICEVIAMO E SOLIDALI PUBBLICHIAMO


Cari tutti,
Un po' svogliata, ieri mi accingevo a scrivere l'ennesimo articolo sulle vicende della scuola di via Paravia.
Non è che siamo indovini, ma la facile predizione si è avverata. Ne hanno fatto un ghetto, i nativi sono fuggiti, sono rimasti gli extracomunitari che poi sono tutti nati in Italia. Atto finale: chiusura e bambini iscritti in una scuola a 4 chilometri di distanza.
Da anni dire, inascoltati, sempre le stesse cose!
Un moto di ribellione. Non servirà lo stesso, ma cambio linguaggio.
Partigiani del terzo millennio unitevi!

Arcangela Mastromarco

Alla scuola di Via Paravia...



Dedicata a Labò Anita che ama questa scuola da una vita


Alla scuola di via Paravia


i bimbi scompaiono per magia.


Magia bianca… magia nera …


… prepari il peggio ed ecco, si avvera.


Bolle, bolle la pozione:


cosa mettiamo nel calderone?


Un pizzico di periferia,


un po’ di razzismo e xenofobia,


una tonnellata di politica della paura


e tanti bei tagli alla cultura.


Togli la scuola ai nostri Italiani


e la regali a quei mussulmani


che disgustano i veri Padani?


Mesta e rimesta e poi, che stupore …


… il filtro funziona e semina orrore!


Fugge di corsa l’etnia dei nativi,


arrivano solo i brutti e i cattivi:


Ahmed, Carlos, Sumila e Li Li


ma dovete venire proprio qui?


Per colpa vostra è a rischio il Programma


e l’autoctono se la smamma.


Zaino in spalla e pronti, via, andare


per cinque anni dovrete marciare.


Un po’ di chilometri vi faranno bene,


in fondo prima eravate in catene!


Tornate alla giungla, tornate al deserto,


se non gradite quanto profferto


dall’Ufficio Scolastico Provinciale


e dalla Moioli, star comunale.


Che il cielo si allarghi,


che il sole risplenda,


che questo mondo diventi una tenda,


grande, grandissima, come il mare,


in cui insieme possiamo giocare


a fare finta che i nostri diritti,


il rispetto, l’incontro, la storia di tutti


siano tappeti sui quali volare


per arrivare vicino, nel cuore.


Vi chiamano ancora extracomunitari


anche se siete nati e cresciuti a Bari,


ma è la paura che alza i confini


perfino tra i banchi e tra i bambini.


Piccoli extracomunitari


siete scolari preziosi e cari


a questa vostra vecchia insegnante


che vi chiede scusa seduta stante.


Milano 8 aprile 2011
Arcangela Mastromarco, maestra da sempre
 
Per maggiori informazioni sulla Scuola Paravia di Milano
 
http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2011/04/08/486933-italiani_scappano.shtml
 
http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2011/04/08/487141-paura_cambia_sguardi.shtml
 

venerdì 8 aprile 2011

Monza: la provocazione del preside D'Alterio

Nell’ottimo istituto tecnico di Monza Mapelli – certificato ISO 900 – sta scoppiando il finimondo. Il Dirigente Scolastico Antonio D'Alterio ha deciso che da quest’anno gli studenti stranieri avranno la priorità, rispetto agli italiani, nelle iscrizioni alle prime classi. La Lega ha subito dichiarato guerra al preside e i rappresentati del Carroccio hanno già scritto una lettera al ministro dell’Istruzione Gelmini per chiedere verifiche sulla validità della provvedimento. Pare che alla base della decisione della scuola ci siano fondi da ricevere…




Professor D’Alterio, la sua decisione sta scatenando un putiferio. La Lega è sul piede di guerra.

Sì, ma non me ne importa un fico secco! Loro mi vogliono vedere "morto" e io voglio vedere "morti" loro, su questa faccenda. Non hanno capito niente.

Allora ce la spieghi.

Lei immagini 27 ragazzi in classe. Immagini la terminologia che si utilizza nella nostra scuola dove si studia Fisica, Chimica, Scienza delle costruzioni: se è "arabo" per l’italiano, è "cinese" per l’arabo. Se io metto al primo posto gli stranieri lo faccio per chiedere un progetto, per aiutare queste persone perché non debbano fare da zavorra agli studenti italiani con un enorme dispendio di energia.

Ma perché mettere una corsia preferenziale per gli stranieri?

E’ una provocazione: se li fai arrivare dall’Africa, perché non vuoi dare loro un’istruzione in Italia? Un ragazzo straniero è muto e sordo: non sa parlare italiano e non capisce ciò che gli si dice. Quindi è un disabile. Per me, a scuola è sullo stesso piano del disabile.

Ma lei avrà più finanziamenti per la sua scuola quanti più stranieri riesce a iscrivere?

Ma va! Io non avrò un soldo! Io non voglio soldi, voglio un progetto.

Da chi lo vuole?

Dal Ministero della pubblica istruzione o dalla Regione Lombardia.

Scusi ma sul suo caso ho letto che più stranieri lei ha a scuola, più finanziamenti riesce ad avere.

Non è vero: è una grande sciocchezza. I soldi che riceviamo a scuola sono sempre gli stessi.

Allora chi aiuta gli stranieri che lei favorisce?

Appunto: è quello che sto chiedendo. Voglio un progetto all’interno della mia scuola in cui possa dare insegnamenti - anche tecnici - agli alunni stranieri in modo che possano imparare la lingua italiana.

Devo riscrivere il pezzo: lei non avrà più finanziamenti.

Ma no! Io devo prendere i soldi dal fondo d’istituto, quelli che mi manda il ministero. E devo organizzare con questi anche i professori che insegnano l’italiano. Tutto con quattro soldi. I famosi CTP (Centri Territoriali Permanenti) secondo lei, funzionano? E quanti soldi arrivano in questi centri? Indaghi, ci metta le mani dentro. Non venga da me che non ho niente: venga a vedere i bilanci.


Fonte: MixaMag di Angiola Bellu (7 aprile 2011)



venerdì 25 marzo 2011

29 marzo, Alcamo: Seminario "Le azioni di accoglienza del nostro territorio" nell'ambito del progetto "Io e te cittadini del mondo"

IO E TE CITTADINI DEL MONDO

Conoscere per capire, capire per accettare, accettare per convivere

Gli studenti siciliani si preparano ad essere cittadini di una nuova Europa...
In questa dimensione l’Istituto Autonomo Comprensivo “Nino Navarra” di Alcamo, la direzione didattica del III Circolo “Maria Montessori” di Alcamo e l’Istituto Autonomo Comprensivo “Pitrè” di Castellammare del Golfo, hanno avuto autorizzato, sulla base dei criteri di valutazione approvati dal Comitato di sorveglianza del Programma, dalla Regione Siciliana cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo, un Progetto in rete riguardante l’educazione interculturale dal titolo: “Io e te cittadini del mondo”.

Seminario

Le azioni di accoglienza del nostro territorio

29 marzo 2011

ore 9.30

Auditorium dell'Istituto Comprensivo "Nino Navarra" di Alcamo


lunedì 21 marzo 2011

Terza edizione del rapporto Mipex: Alunni immigrati, li istruiamo poco e male. Italia al 19^ posto in Europa


Il rapporto Mipex segnala un risultato particolarmente basso riguardo l'integrazione degli alunni stranieri: "Punto di debolezza per l'Italia"


ROMA - Le politiche italiane per l'integrazione dei migranti sono nel complesso un po' meglio della media europea, anche se si registra un passo indietro, seppure contenuto, rispetto ai risultati registrati nel 2007, anno della seconda edizione del rapporto Mipex. Giunto quest'anno alla terza edizione, il rapporto Mipex colloca l'Italia al decimo posto nella classifica generale sulle politiche per l'integrazione in 31 paesi tra europei e nordamericani, ma registra la perdita in un anno di un punto complessivo nella media dei vari indicatori monitorati: in una scala di valori percentuali da 0 a 100, l'Italia ottiene il punteggio di 60 e viene superata dalla Spagna, che invece rispetto all'edizione precedente ha 3 punti in piu', "per via del suo ininterrotto impegno verso l'integrazione economica, famigliare e sociale nonostante la recessione - si legge nel rapporto - Le nuove politiche dell'Italia, in particolare la legge per la sicurezza, hanno reso le condizioni nel paese leggermente meno favorevoli all'integrazione".

Nello specifico, l'Italia ottiene il punteggio piu' alto (74) per quanto riguarda il ricongiungimento familiare (anche se comunque piu' basso rispetto all'anno scorso: 78), posizionandosi al 6° posto nella classifica dei 31 Paesi, anche se si segnalano alcune difficolta': i soggiornanti "devono soddisfare requisiti sproporzionatamente elevati di reddito e alloggio per ricongiungere le loro famiglie", inoltre si segnala che i costi amministrativi per l'edempimento delle pratiche "sono balzati da 80 a 200 euro; il 50% copre tutti i costi della procedura e l'altro 50% copre i costi dell'espulsione di altri immigrati".

Invece il punteggio piu' basso e' quello relativo all'istruzione (41), che corrisponde al 19esimo posto e rientra appena nella fascia di punteggio considerata "in via di miglioramento" (dai 41 ai 59 punti). Un risultato non brillante ottenuto perche' "a parte i progetti della societa' civile, il sistema di istruzione italiano non sostiene attivamente nuove opportunita' e un'istruzione interculturale", tanto che "L'istruzione di alunni immigrati e' un'area di debolezza per l'Italia". Per la partecipazione politica l'Italia e' al 14esimo posto (con un punteggio stabile a 50), mentre sulle politiche antidiscriminazione e' al 15esimo (punteggio stabile a 62), anche se tra i singoli indicatori si segnala il pessimo punteggio ottenuto sulle politiche di parita' (11), il che vuol dire che "l'accesso alla giustizia puo' essere negato dal momento che il punteggio delle politiche di parita' e' di 35 punti al di sotto della media europea".

Appena poco piu' alto il punteggio sull'accesso alla cittadinanza (63, con una perdita di due punti rispetto al precedente rapporto), un risultato che posiziona l'Italia al 7° posto nella classifica, ma che non e' considerato brillante: "Gli immigrati e i loro discendenti nati in Italia sono esclusi da molte aree della vita perche' l'Italia non ha ancora riformato le leggi sulla cittadinanza, diversamente da altri nuovi paesi di immigrazione", anche se si segnalano buone potenzialita' per il futuro: "L'alto punteggio del paese mostra che, con una riforma dell'idoneita' alla cittadinanza, sussistono le basi per una cittadinanza sicura e paritaria". L'Italia perde punti anche sugli indicatori per il soggiorno di lungo periodo (66, rispetto ai 69 del 2007), posizionandosi all'ottavo posto, mentre per la mobilita' lavorativa l'Italia e' al decimo posto (punteggio stabile a 69) "L'Italia permette ai lavoratori non comunitari legali e alle loro famiglie di integrarsi nell'economia generale, con tutti i suoi punti di forza e debolezza, mentre ignora la loro specifica situazione all'interno di essa", si legge.

28 febbraio 2011



mercoledì 2 marzo 2011

Palermo Primo Marzo 2011 Sciopero degli Stranieri nelle scuole palermitane: l'annessa all'Istituto d'Arte


Anche quest'anno la Sms Annessa all'Istituto d'Arte di Palermo, nell'ambito delle Manifestazioni del 1° Marzo - Sciopero degli Stranieri, ha invitato dei migranti a raccontare agli alunni, ai loro genitori e a tutto il Personale Scolastico, la loro storia di migrazione e la loro "integrazione" nella nostra città.

Il primo marzo le terze classi hanno incontrato Samira Zalteni, una ragazza di origini tunisine, mediatrice interculturale a Palermo, e Marie-Ange Bissessur, di origini mauriziane, operatrice interculturale presso l'associazione Centro Astalli di Palermo. Le due relatrici, dopo aver spiegato le ragioni della giornata del Primo Marzo, si sono soffermate sulle loro esperienze migratorie e hanno concluso col ricordare Noureddine Adnane, l'ambulante di origini marocchine cui è stata dedicata simbolicamente la seconda edizione della Manifestazione palermitana, che si è dato fuoco ed è morto a seguito di presunte persecuzioni, per le quali sono in corso delle indagini della Magistratura, ad opera di rappresentanti delle Forze dell'Ordine. Al termine delle relazioni, moderate dal Prof. Buscetta, referente per l'intercultura della scuola, gli alunni e le alunne hanno voluto porre interessanti e curiose domande alle ospiti.

Il due marzo, giornata in cui si sono prolungate in molte scuole le attività, che sono talvolta addirittura partite a fine febbraio, le classi prime e seconde hanno incontrato Nadege Candeh, cittadina italiana di origini mauriziane, e Zenaida Boaventura, di origini capoverdiane, le quali, dopo aver anche loro sintetizzato le ragioni di queste manifestazioni ed attività ad opera di migranti residenti e operanti nel nostro territorio nazionale, e nello specifico nella nostra città, hanno parlato del loro percorso migratorio e risposto a moltissime domande di alunne ed alunni.

Un lungo ed emozionato applauso, dedicato al povero Nourredine, ha chiuso l'incontro, che ha certamente aperto la strada a prossime riflessioni ed incontri interculturali, così come sottolineato dalla Vicaria, Prof.ssa Infurnari.

Fonte: Facebook



venerdì 25 febbraio 2011

1° marzo, Palermo: Il Diritto allo Studio come Diritto alla Cittadinanza e all'inclusione

Facoltà di Lettere e Filosofia
Scuola di Lingua italiana per Stranieri
presentano



Martedì 1° marzo 2011 alle ore 10
alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo

verrà proiettato il film “Una Scuola Italiana” a cui seguirà una tavola rotonda sul tema "Diritto allo studio come diritto alla cittadinanza e all'inclusione": è il contributo che la Facoltà di Lettere e Filosofia e la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo daranno al Primo Marzo 2011 - Sciopero dei Migranti, che anche quest'anno in molte città italiane ed europee, vedrà scendere in piazza italiani e stranieri uniti per i diritti di tutti.

Alla proiezione del film “Una scuola italiana”, prodotto da Asinitas Onlus e vincitore del premio “Avanti” al Festival di Torino 2010, seguirà una tavola rotonda in cui avranno spazio le voci di

ragazze e ragazzi di origine straniera
che hanno frequentato o frequentano la scuola in Italia

e gli interventi di:

Rachid Berradi
atleta palermitano di origine marocchina


Bijù Furaha Nzirirane
Mediatrice culturale Sportello Stranieri del COT
Università di Palermo

Giuseppe Burgio
Università di Palermo

Mari D’Agostino
Scuola di Lingua italiana per Stranieri
Università di Palermo

Fatima Del Castillo
D. D. De Gasperi

Maurizio Gentile
Direzione Scolastica Regionale

Mario Giacomarra
Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia

L’intento è di invitare ad una riflessione sulla situazione nelle scuole del nostro territorio rispetto alla presenza di alunni con cittadinanza non italiana, così come l’obiettivo del Primo Marzo 2011, conosciuto anche come la Giornata senza di noi, è (di)mostrare provocatoriamente che esiste un'Italia in cui la mixité è un dato di fatto, come nelle scuole di ogni ordine e grado, ai cui banchi siedono, accanto agli italiani, bambini e ragazzi di origine straniera spesso nati e cresciuti in Italia e che parlano la nostra lingua meglio dei loro coetanei italiani.

All’interno dell'Ateneo di Palermo, impegnato da anni in un forte processo di internazionalizzazione della sua offerta formativa, è progressivamente cresciuta l’importanza della Scuola di Lingua italiana per Stranieri, nata qualche anno fa in seno al Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche, e che oggi accoglie ogni mese centinaia di studenti provenienti da ogni parte del mondo.

Oltre ai corsi di italiano come lingua seconda rivolti ad adulti stranieri di ogni nazionalità ed estrazione culturale e sociale - siano essi iscritti ad UniPA, partecipanti a progetti di mobilità internazionale; badanti, ragazze alla pari o lavoratori residenti stabilmente a Palermo - la Scuola offre un Master di I livello in Didattica dell'italiano come lingua non materna. Organizza inoltre un seminario di formazione permanente per insegnanti in servizio e operatori del volontariato (“La lingua come luogo d’incontro”) e seminari di perfezionamento per docenti di italiano come lingua straniera all'estero.


* Il film UNA SCUOLA ITALIANA si snoda all’interno della Carlo Pisacane nel quartiere di Tor Pignattara/Marranella a Roma, una “scuola/scandalo” perché gli alunni di origine straniera arrivano a superare l’80%. Con le associazioni impegnate al suo interno, la scuola Pisacane è stata per anni simbolo dell’integrazione tra le diverse comunità, attivando felici occasioni di incontro e di scambio e percorsi di reciproca conoscenza. Da qualche anno però i valori sembrano essersi rovesciati: quello che prima appariva come auspicabile è diventato qualcosa da nascondere, rifuggire se non perseguire con politiche mirate. L’Altro, lo straniero, va respinto, si dice: “non ci permette di educare i nostri figli secondo le nostre tradizioni, abbassa la qualità dei nostri contesti di vita, usurpa le nostre risorse”. La riflessione pedagogica di chi ci lavora, il disarmante calore che vi si respira all’interno, ma soprattutto gli sguardi e l’amicizia dei bambini che la frequentano, la collocano invece immediatamente dentro la migliore tradizione pedagogica italiana lasciandoci solo una domanda:

FINO A QUANDO VORREMMO CONSIDERARE QUESTI BAMBINI STRANIERI?

SCARICA LA LOCANDINA DELL'EVENTO

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On The Move, Utopia e Bartleby danno appuntamento martedì alle 8.00 davanti all’Ipsia Fioravanti di via Don Minzoni, Bologna, frequentato per l’80% da studenti migranti, minacciato di essere chiuso o spostato fuori città.

25 febbraio 2011 - 13:45
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Il comunicato del Laboratorio OnTheMove

IL PRIMO MARZO SCIOPERIAMO ANCHE NOI STUDENTI
NON FACCIAMOCI TRATTARE COME GLI ULTIMI DELLA CLASSE!
Per info e adesioni: laboratorio.onthemove@gmail.com






martedì 15 febbraio 2011

20 e 23 febbraio e 7 marzo, Roma: Proiezioni di "Una Scuola Italiana" Asinitas Onlus



Prossime proiezioni del film

Una scuola italiana

di Giulio Cederna e Angelo Loy

Premio Avanti! Torino Film Festival

Menzione speciale CINEMA.DOC
 
il documentario girato nel 2009, è un racconto corale della vita della scuola Carlo Pisacane, situata nello storico quartiere di Roma Tor Pignattara, e definita ghetto dalla stampa e dalla politica nazionale  perché gli alunni di origine straniera arrivano a superare l’80%.  Attraverso le voci di maestre, operatori, bambini e mamme,  la scuola appare come un laboratorio sull’Italia che verrà.  L'invito è a riflettere su un tema epocale e complesso, che non può essere risolto senza interrogarsi a fondo sul tema della cittadinanza ai bambini figli di genitori stranieri ma nati in Italia.

Potete seguire il calendario delle proiezioni del film al seguente indirizzo

Per contattare la segreteria del film
e/o per organizzare una proiezione del film:

Asinitas Onlus
 
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Venerdì 23 febbraio, ore 17.00
 
Sala Di Liegro della Provincia di Roma

Palazzo Valentini, Via 4 novembre 119

Intervengono:
Luigia Panarello: responsabile pari opportunità Avvocatura dello Stato; On. Jean Leonard Touadì; Claudio Cecchini: Ass. servizi sociali Provincia di Roma; Maria Rita Stella: Ass. alla scuola Provincia di Roma; Patrizia Prestipino: Ass. politiche giovanili, sport e turismo Provincia di Roma; Paolo Masini: vicepresidente commissione politiche educative e scolastiche - Assemblea capitolina, Comune di Roma; Carla Di Veroli: Ass. politiche culturali, giovanili e pari opportunità Municipio XI, Comune di Roma; Paola Vaccari: associazione Fare la differenza; Francesca Nodo: scuola Gramsci; Annarita Marino: coordinatrice educativa scuola di infanzia Carlo Pisacane; Le maestre della scuola d’infanzia e della scuola elementare Carlo Pisacane.

Modera Cecilia Bartoli: Asinitas onlus



Domenica 20 febbraio, ore 21.30

FUSOLAB

via G. Pitacco 29, Roma

A seguire dibattito con gli autori, le maestre della scuola C.Pisacane, S. Salacone (ex dirigente Iqbal Masih), Gianmarco Palmieri (presidente Municipio VI), l’osservatorio antirazzista Pigneto-Prenestino




Lunedì 7 marzo, ore 17.00

Campidoglio, Sala protomoteca

On. Andrea Sarubbi; On. Fabio Granata; Claudio Cecchini: Ass. servizi sociali Provincia di Roma; Vinicio Ongini: MIUR; Gianluigi De Palo: Ass. alle politiche scolastiche e della famiglia, Comune di Roma; Gianmarco Palmieri: presidente MunicipioVI; Della Passarelli; casa editrice Sinnos; Dal mondo della scuola: Maria Letizia Ciferri, dirigente scuola elementare Di Donato; Flora Longhi: dirigente istituto Laparelli (ex Carlo Pisacane); Annarita Marino: coordinatrice educativa scuola dell’infanzia Carlo Pisacane; Vania Borsetti: insegnante scuola elementare Carlo Pisacane; Claudio Tosi: CEMEA del mezzogiorno; Cecilia Bartoli: Asinitas onlus.

Modera Paolo Masini: vicepresidente alla Commissione politiche educative e scolastiche, Assemblea capitolina, Comune di Roma



Sarà possibile firmare l'appello nel corso delle proiezioni del film, altrimenti puoi stampare l'appello e spedirlo firmato al seguente indirizzo:

Asinitas onlus, via Minturno 57, 00177 Roma





sabato 12 febbraio 2011

12 febbraio, Bologna: Partono i test di italiano per stranieri. Tra le proteste

12 feb. - Un test di italiano necessario per ottenere il “permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo”, la vecchia carta di soggiorno che permette di restare sul territorio italiano a tempo indeterminato. Lo hanno affrontato oggi in 37, immigrati in Italia da più di 5 anni, provenienti da tutto il mondo e primi a Bologna e provincia a sottoporsi ad un esame di lingua diviso in tre parti: una prova orale, una prova di comprensione scritta e una prova di comprensione della lettura.

L’esame si è svolto al Centro Territoriale Permanente per la formazione in età adulta “Besta” di viale Aldo Moro. In aula una commissione di docenti a coordinare le prove e un funzionario della Prefettura a monitorare le operazioni. I 37 migranti sono entrati alle 9 e 30, poi man mano sono usciti una volta terminato l’esame che, come previsto dal Decreto del 4 giugno 2010, ha lo scopo di accertare una conoscenza dell’italiano di livello A2, un livello cioè che “consente di comprendere frasi ed espressioni di uso frequente in ambiti correnti”. I risultati sono previsti per lunedì pomeriggio. In caso di bocciatura i 37 potranno comunque ritentare ma tutti si sono detti fiduciosi. “Era facile“, è stata la frase più comune all’uscita.

Ad attenderli fuori dal CTP una trentina di attivisti e docenti della rete Scuole d’Italiano per Migranti (SIM) di Bologna che, con cartelli e adesivi, hanno protestato contro “Un’esistenza a punti”. “Fino ad oggi - ha spiegato un manifestante - sono stati i migranti a doversi arrangiare, studiare di sera o tra un turno di lavoro e un altro e perdere giornate di lavoro in code allo sportello immigrazione. Invece bisognerebbe fare di tutto per aiutarli ad inserirsi. La priorità deve essere l’insegnamento della lingua, non il test“.

Attualmente solo coloro che sostengono un corso di 4 mesi presso i CTP cittadini sono esentati dal test, ma il numero dei posti disponibili è largamente inferiore alla domanda.

“Il test è uno strumento di esclusione, che limita l’accesso al diritto di soggiorno e che rende ancora più faticoso l’inserimento dei migranti nella società”, ha detto Neva Cocchi dell’associazione Ya Basta.

Pubblicato il 12.02.2011



 
 
 

venerdì 11 febbraio 2011

8 febbraio, Milano: I test d'italiano. L'unica certezza è la confusione

Partiti anche a Milano gli esami per ottenere il permesso di soggiorno CE di lunga durata. Molte le cose ancora da chiarire, sopratutto sui corsi che lo Stato dovrebbe garantire e sulla mancanza di uniformità delle prove.

Guarda il video di Angiola Bellu e Amos Caparrotta

L'8 febbraio è stato il giorno del primo test d’italiano per stranieri nella provincia di Milano a cui hanno partecipato 662 persone. Tra dubbi e riscontri positivi MIXA è andata a vedere in che modo si è svolto l'esame in uno tra i Centri territoriali permanenti (Ctp) della città che hanno ospitato l’esame: la scuola Media Via Zuara 7, sezione associata dell'Istituto comprensivo Leone Tolstoj.

Non ci è concessa la possibilità di fare riprese all’interno dell’aula in cui verrà svolta la prova, ma per fortuna, e a titolo personale, ci spiega come funziona il test la professoressa Anna Picetti, da anni insegnante di italiano per stranieri nei cosiddetti corsi di alfabetizzazione: le lezioni hanno vari livelli; da quelli per analfabeti totali, cioè per “quanti non hanno avuto possibilità di studiare neanche la propria lingua nel Paese d’origine – ci racconta – e per coloro i quali sanno parlare l’italiano ma non sanno leggere né scrivere. Tra loro è capitato anche qualche italiano analfabeta che segue i corsi degli stranieri".

Picetti ci racconta che i programmi delle classi organizzate dalla sua scuola si rifanno al quadro europeo, con livelli A1, A2, etc.

Purtoppo, la professoressa - che da anni si occupa di formazione per stranieri (e per italiani analfabeti, questa notizia sorprendente ci lascia molto amareggiati) – ci conferma la difficoltà di lavorare serenamente perché, spesso, gli studenti hanno problemi di lavoro, di spostamenti delle famiglie, per cui si inizia con classi di 20/25 partecipanti e alla fine del corso, a giugno, le classi sono più che dimezzate: “Cerchiamo per questo di lasciare le iscrizioni aperte tutto l’anno e di inserire sempre, previo test, gli studenti”. I corsi sono prevalentemente gratuiti; c’è da pagare una cifra simbolica che comprende l’assicurazione. In alcune scuole – come quella di via Zuara – si ha diritto ad avere il libro di testo gratis. Ci sono naturalmente anche i corsi normali delle scuole medie, in cui gli stranieri, insieme agli italiani, possono conseguire la licenza media.

Lei che insegna italiano agli stranieri da tanti anni, cosa pensa del test per ottenere il permesso di soggiorno di lungo periodo? Com’è strutturato, com’è organizzato?

Devo ammettere che c’è stata molta disorganizzazione: noi abbiamo saputo il tutto una settimana fa. Abbiamo dovuto preparare tutto in una sola settimana.

Dal ministro vi è arrivata notizia del test solo una settimana fa?

Sapevamo del decreto, certamente, ma ufficialmente abbiamo saputo solo una settimana fa di avere quaranta candidati. I Ctp di Milano, infatti, hanno fatto un documento contro questo tipo di organizzazione; per sottolineare il loro disaccordo su questo decreto: ci sono molte cose che non vanno.

Ce ne dice qualcuna?

Intanto ci sono contraddizioni: prima di fare un test bisognerebbe organizzare dei corsi che permettano un'adeguata preparazione (come succede praticamente in tutti gli altri Paesi europei e negli Stati Uniti, ndr). Poi avremmo dovuto avere un testo di esame uguale per tutti: ogni Ctp ha preparato il proprio testo, non ci pare corretto. Anche questo, avrebbe dovuto essere organizzato come qualunque altro esame di stato.

Mi scusi ma nel sito del ministero dell’Interno c’è scritto che il contenuto delle prove che compongono il test, i criteri di assegnazione e la durata della prova sono stabiliti uniformemente su tutto il territorio nazionale: mi conferma quindi che i test variano non solo da città a città ma addirittura da Ctp a Ctp?

Sì, è sconvolgente. Ne abbiamo parlato proprio venerdì scorso durante l’assemblea sindacale.

Dal ministro non è arrivata una traccia uguale per tutti, ma l’eventuale promozione dei vostri iscritti al test ha valore ministeriale?

Sì: così ci hanno detto e se così non fosse, a questo punto, sarebbe una buffonata. Dopo la convocazione delle persone e lo svolgimento dell’esame, invalidare il tutto sarebbe estremamente scorretto.

Ma allora chi prepara i test?

Appunto, altra questione. È vero che nel nostro caso lavoriamo da dieci, quindici, vent’anni nei corsi di italiano per stranieri e quindi abbiamo un po’ di esperienza, ma un discorso è preparare un test, seguendo certi criteri, un altro è fare lezione d’italiano.

Chi decide chi è competente alla formulazione del test?

Nel decreto c’è scritto che dovrebbero esserci nelle commissioni adibite alla preparazione del test preferibilmente insegnanti che hanno svolto corsi di aggiornamento rispetto a questi argomenti.

Qualora non ci fossero?

Non lo so.

Quali sono le comunità di stranieri che seguono di più i corsi? Ci sono più iscritti tra gli uomini o tra le donne?

Questo dipende dalle annate: non posso fare una statistica di provenienza o di genere. Ci sono sempre molti cinesi. Il loro problema è che – nonostante abbiano una grandissima volontà – lavorando la maggior parte di loro nella ristorazione, possono venire a scuola solo nell’intervallo, con grandi sacrifici. La loro difficoltà è che parlano l’italiano solo quando vengono a scuola.

È quindi più difficile sostenere l’esame di italiano per loro?

Per i cinesi è più complicato: si ritrovano ad essere un po’ esclusi rispetto a persone che vengono dal Sud America, quindi di lingua spagnola, simile all’italiano. Anche per gli arabi esiste lo stesso problema; anche loro sono molto penalizzati con l’alfabeto e le regole grammaticali. Naturalmente stiamo facendo un discorso generale: nel particolare dipende dal background di ciascuno. Se cinesi e arabi provengono da famiglie d’orgine agiate e hanno fatto l’università o corsi d’italiano in patria, il discorso cambia completamente.

di Angiola Bellu (9 febbraio 2011)

Fonte: MixaMag

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