Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

Visualizzazione post con etichetta minori. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta minori. Mostra tutti i post

venerdì 14 febbraio 2014

12 febbraio, Palermo: Ninna nanne da tutto il mondo contro la violenza sulle donne. Gli studenti stranieri di ItaStra aderiscono al progetto NOT(T)E D'ORO



Anche gli studenti della Scuola di Lingua italiana per Stranieri ItaStra hanno dato il loro contributo all’'iniziativa “Not(t)e d'oro”, nata per aiutare donne e bambini vittime di violenza in Madagascar.

Mercoledì pomeriggio 12 febbraio, circa 20 studenti stranieri, tra cui 2 tirocinanti straniere del CdL in Mediazione linguistica e Italiano L2, provenienti da Spagna, Francia, Giappone, Tailandia, Ucraina, Ungheria, Venezuela, Argentina, Estonia, Polonia e Brasile hanno incontrato il regista e psicoterapeuta Martino Lo Cascio per cantare e registrare ninna nanne tipiche dei loro paesi di provenienza.

“Lo scopo dell'iniziativa “Not(t)e d'oro” - spiega Lo Cascio – non è solo quello di conservare un patrimonio culturale che rischia di essere perduto, ma anche sociale. Con le ninna nanne raccolte costruiremo un archivio e alcune verranno s reinterpretate da noti artisti siciliani e italiani. Verranno prodotti un cd, un libro illustrato e un concerto. Il ricavato servirà per aprire il primo centro di ascolto e intervento per bambini e donne vittime di abuso e di maltrattamenti in Madagascar”.

L’iniziativa di Lo Cascio si inserisce all’interno del progetto “Une chance contre la violence” promosso dalla Ong Co.P.E (Cooperazione Paesi Emergenti) di Catania in collaborazione con la ONG palermitana CE.S.I.E.


Il regista Lo Cascio ha apprezzato in particolare la ricchezza degli idiomi presenti in aula. Sono state infatti raccolte ninna nanne in più di 10 lingue: giapponese, tailandese, portoghese, spagnolo, francese, arabo, catalano, russo, polacco, ungherese, inglese ed estone. “Sono colpito dalla ricchezza linguistica e culturale che ho trovato oggi qui. Una ricchezza di cui è possibile fare esperienza soltanto in posti come questi. Ciò dovrebbe far riflettere anche sulla chiusura delle frontiere che molti auspicano.”


giovedì 6 ottobre 2011

Terre des Hommes: è dovere delle ONG denunciare le violazioni dei diritti umani, specie se si tratta di minori - “A Lampedusa operato solo con fondi privati”

Terre des Hommes: è dovere delle ONG denunciare le violazioni dei diritti umani, specie se si tratta di minori - “A Lampedusa operato solo con fondi privati”

A seguito dell’articolo pubblicato oggi su “Il Giornale” (Il business dei diritti umani), Terre des Hommes vuole precisare che ha operato a Lampedusa esclusivamente con fondi privati, senza ricevere il benché minimo contributo dal Viminale, per garantire il rispetto dei diritti dei minori migranti secondo la legge italiana e le convenzioni internazionali su cui lo Stato Italiano si è impegnato.

“Operare per la tutela dei diritti dell’infanzia, come fa la nostra Fondazione da 50 anni, non significa operare contro il Governo italiano, ma svolgere un’importante azione di sollecitazione nei suoi confronti al rispetto delle leggi vigenti che, chiaramente, non possono essere soggette a interpretazioni di parte”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile diritti dei Bambini di Terre des Hommes. “Attivare le procedure per l’apertura della tutela e del rilascio del permesso di soggiorno per minore età, vuole dire, semmai, garantire la legalità ed il diritto di difesa, costituzionalmente previsto, anche in stato di emergenza”.

“A Lampedusa abbiamo riscontrato alcune gravi violazioni della normativa italiana in materia di accoglienza dei minori stranieri e, come è nostro compito, le abbiamo prontamente segnalate alle autorità competenti per ristabilire lo stato di diritto. La denuncia del permanere delle violazioni è anch’essa un importante strumento di democrazia a cui non intendiamo né possiamo rinunciare, visto che si tratta della vita di adolescenti, bambini e perfino neonati, alcuni dei quali sono stati trattenuti anche 60 giorni in assenza di provvedimenti amministrativi e di convalide giudiziarie, all’interno di strutture in condizioni igienico-sanitarie assolutamente inadeguate. Purtroppo il risultato è che ci è stato negato, dopo tre mesi di strenuo lavoro, il rinnovo delle autorizzazioni a operare a Lampedusa”, conclude Giannotta.


Rossella Panuzzo
Ufficio Stampa Terre des Hommes
02 28970418 - 340 3104927

mercoledì 7 settembre 2011

Situazione esplosiva al CSPA di Contrada Imbriacola. Terre des Hommes: mettiamo subito al riparo i minori di Lampedusa


A Lampedusa la prolungata e illegittima permanenza di  bambini e ragazzi migranti nel CSPA li espone giornalmente alla violenza derivata dall’esasperazione delle oltre 500 persone attualmente rinchiuse e in costante attesa di trasferimento. “Non è più ammissibile che bambini piccoli possano anche solo incrociare il loro sguardo con adulti esasperati, intenti a tagliarsi braccia e gambe con lamette, così come non è accettabile che i minori possano essere colpiti com’è già successo, anche solo per sbaglio, dal lancio di sassi durante rivolte che scoppiano sempre più frequentemente dentro le mura di quei Centri che si insiste nel voler chiamare di ‘accoglienza’ e ‘soccorso’”, denuncia Federica Giannotta, responsabile del progetto FARO di Terre des Hommes, per l’assistenza giuridico-legale dei minori a Lampedusa.
Oltre alle tristemente note condizioni igienico sanitarie che più volte Terre des Hommes ha segnalato alle autorità competenti, occorre denunciare la promiscuità in cui si trovano minori, famiglie con bambini e altre categorie vulnerabili come disabili, malati e richiedenti asilo, spesso presenti nel cosiddetto “gabbio” – zone chiuse dei centri in cui le organizzazioni umanitarie non possono entrare – invece che in reparti loro dedicati, adeguati alle loro esigenze, come prescrive la normativa. Gli esigui trasferimenti di questi giorni non fanno che accrescere la rabbia dei migranti detenuti e le notizie di respingimenti allarmano”, continua Giannotta. “La tensione è gioco forza sempre più alta e sfocia nelle rivolte che hanno scandito gli ultimi giorni e che hanno spinto gli stessi minori ad azioni che denotano come il loro equilibrio psicologico sia ormai precario. Per questo chiediamo con urgenza che sia garantito un luogo sicuro e protetto a tutti i minori migranti, trattenuti in assenza di provvedimenti amministrativi e di convalide giudiziarie, in violazione delle norme di legge e delle convenzioni internazionali.

Terre des Hommes con il suo progetto FARO, che offre informativa giuridica ed assistenza legale ai minori migranti sbarcati sull’isola, aiutandoli ad orientarsi tra le procedure di accoglienza vigenti in Italia e a conoscere i diritti a loro riconosciuti nel nostro Paese. FARO non è finanziato con fondi governativi. Il servizio è assolutamente gratuito grazie a una donazione della Fondazione Vodafone Italia.
Nel corso dei due mesi di attività sull’isola più di 700 persone, per la maggior parte minorenni, sono stati incontrati con colloqui individuali, informati sui loro diritti e sulle procedure giuridiche italiane. A circa il 10% è stata data assistenza diretta per problemi legali specifici.  Tutti i migranti presenti nell’isola hanno ricevuto materiale informativo sui diritti e sulle procedure giuridiche.
Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente è presente in 72 paesi con oltre 1.000 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano. Per informazioni: www.terredeshommes.it


Rossella Panuzzo
Ufficio Stampa Terre des Hommes
02 28970418 - 340 3104927


lunedì 25 luglio 2011

Migranti e informazione: presidio a Lampedusa per il diritto di cronaca Terre des Hommes “Occorre fare luce sulle continue violazioni dei diritti dei bambini migranti”

Migranti e informazione
Presidio a Lampedusa per il diritto di cronaca
“Occorre fare luce sulle continue violazioni dei diritti dei bambini migranti”

Terre des Hommes, aderendo alla mobilitazione LasciateCIEentrare del 25 luglio (1), intende denunciare al grande pubblico le inaccettabili condizioni in cui sono lasciati i minori migranti a Lampedusa e chiede che venga avviato al più presto un sistema di accoglienza e protezione dei minori più efficiente e rispettoso dei loro diritti, in conformità agli impegni presi in sede internazionale dallo Stato Italiano.
“E’ inaccettabile che centinaia di minori siano costretti a rimanere rinchiusi in strutture - di fatto detentive - in totale violazione delle disposizione di legge che ne prevedono l’opportuna tutela”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Diritti dell’Infanzia di Terre des Hommes. “Questi minori rimangono in uno stato di abbandono umano per settimane, ignari del perché sono detenuti e di cosa li attende. Durante la loro permanenza sull’isola non sono segnalati alle autorità competenti e, quindi, non sono presi in carico da nessuno fino a quando non raggiungono le comunità di accoglienza, spesso mesi dopo”. A questa situazione cerca di ovviare
Terre des Hommes con il suo progetto FARO, che offre informativa giuridica ed assistenza legale ai minori migranti sbarcati sull’isola, aiutandoli ad orientarsi tra le procedure di accoglienza vigenti in Italia e a conoscere i diritti a loro riconosciuti nel nostro Paese. FARO non è finanziato con fondi governativi. Il servizio è assolutamente gratuito grazie a una donazione della Fondazione Vodafone Italia.
“Anche dal punto di vista igienico-sanitario e assistenziale le condizioni delle centinaia di ragazzi che loro malgrado restano rinchiusi per settimane sull’isola sono deprecabili”, continua Giannotta. “Il disagio e il senso di frustrazione dei ragazzi viene amplificato da questa sorta di limbo nel quale sono costretti, che li porta all’esasperazione alla frustrazione ed alla depressione. E tutto questo sfocia non di rado in atti di autolesionismo volti ad attirare l’attenzione delle autorità. E’ indispensabile quindi rendere umane le condizione di accoglienza e porre fine a queste detenzioni inaccettabili”.

Nel corso delle prime cinque settimane di attività sull’isola più di 400 persone, per la maggior parte minorenni, sono stati incontrati con colloqui individuali, informati sui loro diritti e sulle procedure giuridiche italiane. A circa il 10% è stata data assistenza diretta per problemi legali specifici. Tutti i migranti presenti nell’isola hanno ricevuto materiale informativo sui diritti e sulle procedure giuridiche.

Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente è presente in 65 paesi con quasi 1.000 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano.
 Per informazioni: www.terredeshommes.it
Milano, 25 luglio 2011

Rossella Panuzzo
Ufficio stampa Terre des Hommes
tel. 02 28970418 – 340 3104927

(1)    Comitato promotore: FNSI, ORDINE DEI GIORNALISTI, Art. 21, ASGI, PRIMO MARZO, OPEN SOCIETY FOUNDATION, EUROPEAN ALTERNATIVES e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta , Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi.

A LasciateCIEentrare aderiscono: GAD LERNER, GIAN ANTONIO STELLA, A BUON DIRITTO, ACLI, AMSI, ANSI, ARCI, CITTADINANZA ATTIVA Onlus, CGIL, CLASS ACTION PROCEDIMENTALE, COMAI, MIGREUROP, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, FCEI, , FORUM IMMIGRAZIONE PD NAZIONALE, CIR, TERRE DES HOMMES, FRATELLI DELL’UOMO, Ass. Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, AVVENIRE, CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, EUROPA, FAMIGLIA CRISTIANA, IL FATTO QUOTIDIANO, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, LEFT, LA REPUBBLICA, LIBERAL, LIBERAZIONE, MADRE, L‘UNITA’, IL MANIFESTO, MELTING POT EUROPA, CAMPAGNA WELCOME, LA NUOVA SARDEGNA, AGENZIA STAMPA REDATTORE SOCIALE, IL RIFORMISTA, SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE, IL TEMPO Roma, LiBERACITTADINANZA, LOOKOUT.TV, JESUS, MoveOn, POPOLO VIOLA, ANTIGONE LOMBARDIA, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’, Gruppo al Consiglio Regionale del Lazio della Federazione della Sinistra, Gruppo al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di Rifondazione Comunista, Rete Immigrati Autorganizzati Milano, Collettivo Precariamente, AceA Onlus Associazione Consumi Etici e Stili di Vita Solidali, Andrea Segre ZALAB, Marco Pacciotti, Chiara Cremonesi, Igiaba Scego, Foad Aodi Presidente Amsi e Co-mai

domenica 26 giugno 2011

Comune di Palermo: Statistiche sugli immigrati. Popolazione minorile

Comune di Palermo
SETTORE SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI
U.O. Affari Generali
“CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI”
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
(newsletter realizzata grazie al progetto “Osservatorio giuridico-legislativo sulle migrazioni”)

Qual è la consistenza della popolazione minorile (0 – 17 anni) a Palermo?

Quanti fra questi sono stranieri?

La popolazione minorile a Palermo, al 31.12.2010, è di 129.332; gli stranieri sono 4.932 pari quindi al 3,8 per cento del totale dei residenti. Le circoscrizione con più stranieri minorenni sono: la prima circoscrizione (1250) e la quinta circoscrizione (1.034).

Nella prossima newsletter riporteremo quali sono, per fasce di età, le circoscrizioni più popolate da minorenni stranieri e quelle più popolate da palermitani.


mercoledì 12 gennaio 2011

Rapporto sulle migrazioni a Palermo

Comune di Palermo

SETTORE SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI

U.O. Affari Generali

“CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI”


Progetto “Osservatorio giuridico-legislativo sulle migrazioni”

______________________________________________________________

RAPPORTO SULLE MIGRAZIONI A PALERMO

Al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente presso il Comune di Palermo è pari a 24.205 unità, con una lieve maggioranza maschile: 12.402 maschi e 11.803 donne.

Il numero degli stranieri residenti è sempre aumentato (da 20.888 nel 2005 ad esempio, a 24.205 nel 2009). Unica eccezione è stato l’anno 2006 che ha visto la flessione di tutte le comunità, incluse quelle storicamente in crescita come Sri Lanka, Tunisia, Maurizius, Marocco e Filippine e altre comunità che hanno invece registrato un incremento come Bangladesh, Cina, Serbia e Montenegro.

Un dato interessante. La comunità proveniente dalla Romania è balzata dal sedicesimo posto nel 2005 (quando era ancora Repubblica socialista) al terzo posto, decuplicando la propria presenza.

Ancora un dato interessante. Nella nostra città si registrano 128 comunità straniere ma le prime due rappresentano già oltre il 33 per cento del totale che diventa ben il 56 per cento se si considerano le prime cinque comunità straniere per presenze in città.

Un dato evidenzia la trasformazione dell’immigrazione, anche nella nostra città, da “forza lavoro a “famiglie di lavoratori”, ed è quello relativo alla presenza di minori.

Negli ultimi cinque anni, infatti, questa presenza è rimasta costante, segno inequivocabile di una stabilizzazione definitiva. Dai 4.143 minori presenti nel 2005, si passa ai 4.750 presenti nel 2009 (2.463 maschi e 2287 femmine), giungendo a rappresentare poco meno del 20 per cento del totale della popolazione straniera presente in città.

Nel dettaglio:

MASCHI
o – 5 anni
202 Bangladesh
196 Sri Lanka
79 Cina
71 Ghana
63 Tunisia

6 – 10 anni
164 Sri Lanka
144 Bangladesh
64 Tunisia
49 Maurizio
42 Marocco

11-14 anni
100 Bangladesh
86 Sri Lanka
41 Tunisia
35 Maurizio
26 Serbia e Montenegro

15-17 anni
84 Sri Lanka
75 Bangladesh
42 Tunisia
33 Cina
29 Filippine

FEMMINE
0 - 15 anni
226 Sri Lanka
180 Bangladesh
66 Ghana
63 Cina
50 Tunisia

6 – 10 anni
170 Sri Lanka
117 Bangladesh
64 Tunisia
51 Maurizio
42 Cina

11 – 14 anni
94 Bangladesh
87 Sri Lanka
50 Tunisia
36 Serbia e Montenegro
33 Maurizio

15 – 17 anni
62 Sri Lanka
46 Bangladesh
30 Tunisia
27 Serbia e Montenegro
26 Maurizio

Fonte
Elaborazione del Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni
su dati forniti dall’Ufficio statistica del Comune di Palermo

mercoledì 14 luglio 2010

Forum delle Associazioni familiari. Progetto Con-Tatto. Contributo del Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni del Comune di Palermo

Comune di Palermo - Settore Servizi Socioassistenziali
CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
Newsletter realizzata grazie al progetto “Osservatorio giuridico-legislativo”

Il Forum delle Associazioni familiari, ha avviato un progetto denominato “Con-tatto”, finanziato con i Fondi del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e avente per tema proprio la migrazione.

Abbiamo ritenuto opportuno predisporre lo schema, di seguito riportato, relativo alla legislazione Sul DIRITTO ALLA UNITA’ FAMILIARE, perché lo riteniamo un contributo utile non solo alla ricerca che il Forum delle associazioni familiari sta svolgendo ma anche al tema complessivo sulla famiglia e l’immigrazione: sempre di più soggetto di mediazione interculturale.

Da cosa è disciplinato in Italia il diritto dello straniero all’unità familiare?
Dagli articoli 28.29,29bis, 30 e 31 del Testo Unico Immigrazione. Condizioni, presupposti e termini per completare le relative procedure amministrative sono state modificati dalla legge 15 luglio 2009, n. 94.

Chi ha diritto ad accedere, o mantenere o riacquistare l’unità familiare?
L’art. 28, comma 1 T.U., prevede che lo straniero deve essere in possesso del titolo di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo o di permesso di soggiorno, purché di durata non inferiore ad un anno, rilasciato per motivi di lavoro, subordinato o autonomo, ovvero per asilo, per studio, per motivi religiosi o per motivi familiari.

Chi non può accedere a tale diritto?
I lavoratori stagionali, nonché tutti coloro che sono autorizzati a soggiornare per breve periodo al fine di svolgere attività occasionali.

Cosa accade se il ricongiungimento viene richiesto, per familiare straniero, da cittadini italiani o dell’Unione Europea?
Si applicano le disposizioni del D.l.vo 6 febbraio 2007, n. 30 Attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione Europea e dei loro familiari di circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri, fatte salve quelle più favorevoli previste dal Testo Unico di cui al D.l.vo 286/1998 e dal D.P.R. 394/1999.

Per quali familiari può essere richiesto il ricongiungimento?

CONIUGE, non legalmente separato e di età non inferiore ai 18 anni. IMPORTANTE: IL PARTNER NON LEGATO DA VINCOLI DI MATRIMONIO, NON PUO’ BENEFICIARE DEL RICONGIUNGIMENTO.
Non è ammesso il ricongiungimento del coniuge qualora il soggetto interessato sia coniugato con un cittadino straniero regolarmente soggiornante con altro coniuge nel territorio nazionale. (comma 1 ter dell’art.29. T-U- (inserito dall’art. 1, comma 22 lett. s), L. 94/2009).

FIGLI MINORI, anche del coniuge o nati fuori dal matrimonio, non coniugati, a condizione che l’altro genitore, qualora esistente, abbia dato il suo consenso. Ai fini del ricongiungimento si considerano minori i figli di età inferiore a 18 ani, al momento della presentazione dell’istanza di ricongiungimento; i minori adottati o affidati o sottoposti a tutela sono equiparati ai figli. (sull’argomento dell’affidamento è in corso un approfondimento sul tema dell’affidamento volontario correlato ad aspetti particolari del diritto familiare straniero e rilevanza o meno dell’istituto musulmano della Kafalah).

FIGLI MAGGIORENNI a carico qualora per ragioni oggettive non possano provvedere alle proprie indispensabili esigenza di vita.

GENITORI a carico qualora non abbiano altri figli nel Paese di origine o di provenienza. NON E’ CONSENTITO IL RICONGIUNGIMENTO DELL’ASCENDENTE QUALORA IL SOGGETTO INTERESSATO SIA CONIUGATO CON UN CITTADINO STRANIERO REGOLARMENTE SOGGIORNANTE CON ALTRO CONIUGE NEL TERRITORIO NAZIONALE.

Se vi sono difficoltà a documentare i presupposti di parentela o vi sono fondati dubbi sulla autenticità della documentazione?
Le rappresentanze diplomatiche o consolari provvedono al rilascio di certificazioni, ai sensi dell’art. 49 del D.P.R. 5 gennaio 1967 n. 200, sulla base dell’esame del D.N.A.( ART. 29, comma 1 bis, T.U.).

IMPORTANTE: Il Tribunale per i minorenni può autorizzare l’ingresso o la permanenza, per un periodo di tempo determinato, del familiare di un minore che si trova in Italia, se ricorrono gravi motivi connessi con lo sviluppo psico-fisico del minore e tenuto conto dell’età e delle sue condizioni di salute. Al familiare autorizzato all’ingresso, ovvero alla permanenza sul territorio nazionale ex articolo 31, comma 3, è rilasciato, in deroga a quanto previsto dall’art. 5, comma 3 bis, un permesso per assistenza minori, rinnovabile, di durata corrispondente a quella stabilita dal Tribunale per i minorenni.

Quali sono le condizioni e le modalità per l’esercizio del diritto all’unità familiare?
Ai sensi dell’art. 29, comma 3, T.U., lo straniero che richiede il ricongiungimento familiare, salvo che si tratti di rifugiato, deve dimostrare la disponibilità di:

UN ALLOGGIO conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali. Nel caso di un figlio di età inferiore ai 14 anni al seguito di uno dei genitori, è sufficiente il consenso del titolare del’alloggio nel quale il minore abiterà;

UN REDDITO minimo non inferiore all’importo annuo dell’assegno sociale per ogni familiare da ricongiungere.

Per il ricongiungimento di due o più figli di età inferiore ai 14 anni o per il ricongiungimento di due o più familiari titolari dello status di protezione sussidiaria è richiesto, in ogni caso, un reddito non inferiore al doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale;

UNA ASSICURAZIONE sanitaria o altro titolo idoneo a garantire la copertura di tutti i rischi nel territorio nazionale a favore dell’ascendente ultrasessantacinquenne ovvero la sua iscrizione al Servizio sanitario nazionale.

Dove si presenta la domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare?
Tutta la documentazione relativa ai requisiti di cui al comma 3 dell’art. 29, deve essere presentata allo sportello unico presso la Prefettura competente per il luogo di dimora del richiedente.

Il rilascio del visto in favore del familiare per il quale è stato ottenuto il nulla osta al ricongiungimento, è subordinato naturalmente all’ effettivo accertamento dell’autenticità della documentazione , da parte dell’autorità consolare italiana competente al rilascio del visto ( artt. 29, comma 7, T.U. e 6, comma 1 D.P.R. 394/1999).

Quali sono i tempi di rilascio?
Il nulla osta è rilasciato entro 180 giorni dalla richiesta, ai sensi del comma 8 dell’art. 29 T.U. (cosi sostituito dall’art. 1, comma 22, lett. u, L. 94/2009).

Cosa si può fare contro il diniego del nulla osta?
Avverso il diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare, nonché contro gli altri provvedimenti dell’autorità amministrativa in materia di diritto all’unità familiare, l’interessato può presentare ricordo al Tribunale in composizione monocratica del luogo in cui risiede, IL QUALE PROVVEDE, SENTITO L’INTERESSATO, NEI MODI DI CUI AGLI ARTICOLI 737 E SEGUENTI DEL CODICE DI PROCEDURA CIVILE.

ATTENZIONE: GLI ATTI DEL PROCEDIMENTO SONO ESENTI DA IMPOSTA DI BOLLO E DI REGISTRO E DA OGNI ALTRA TASSA (art. 30, comma 6, T.U.).

Bookmark and Share

venerdì 25 giugno 2010

L'italia vista dai bambini immigrati. Intervista a Giuseppe Caliceti sul suo libro Italiani, per esempio

"Quanti alunni stranieri avrò conosciuto in questi venticinque anni di scuola? Duecento? Quattrocento? Di più? Non so, ma ho sempre cercato di accogliere tutti e di ascoltarli con attenzione, clandestini compresi. Ho cercato di rispettare i loro silenzi finché, in modo inaspettato, è scattata in loro la voglia di raccontarsi e rileggere, a volte anche in modo fantastico, la propria esperienza. Hanno aiutato me e tanti alunni italiani a guardare con occhi nuovi al complesso fenomeno dell’immigrazione e ai problemi a esso connessi, mettendo spesso in discussione le nostre presunte superiorità e certezze."



Giuseppe Caliceti

Giuseppe Caliceti insegna nelle scuole elementari di Reggio Emilia. In Italiani per esempio ha raccolto le storie, le riflessioni, le confidenze di alunni non italiani incontrati negli ultimi vent'anni di scuola. Ne viene fuori un ritratto inedito dell'Italia di oggi e degli italiani.


Qui di seguito proponiamo una serie di definizioni - tratte dal libro - che i bambini immigrati hanno dato ad alcune parole-chiave del nostro mondo.

Abbronzato
Non è vero che io in estate non mi sdraio e non prendo il sole, anche io prendo il sole. Anche se sono già con la pelle nera, io lo voglio prendere e infatti lo prendo. Anche mia madre, anche mio padre, ma non in Italia, in Africa. Infatti in Italia mio padre non ha tempo perché deve sempre lavorare. In Africa però lo prendeva e infatti era più nero di adesso. Era abbronzato. In Italia invece lui ha la pelle meno nera.
(Tamu, 10 anni, Burkina Faso)

Albanesi
Gli italiani sono un po’ più scuri rispetto ai polacchi, agli svizzeri. Sono bassi, simpatici, allegri, sempre alla moda. Gli italiani assomigliano agli albanesi. (Vera, 9 anni, Albania)

Arroganti
Certe volte degli italiani, non dico tutti, sono un pochino arroganti. Cioè si sentono superiori, vogliono avere sempre ragione, si sentono i padroni del mondo solo perché i loro parenti sono italiani.
(Dinkar, 11 anni, Sri Lanka)

Chiesa
In Italia c’è libertà di religione ma quasi tutti vanno a pregare in chiesa.
(Samir, 11 anni, Marocco)

Contaminato
Quando un bambino nasce la madre trasmette i colori: se lei ha la pelle nera nasci nero, se lei ha la pelle bianca nasci bianco, se invece la mamma ha la pelle nera e il padre la pelle bianca nasci contaminato, ma non vuol dire essere inferiore, perché tutti siamo uguali.
(Omar, 9 anni, Marocco)

Democrazia
Democrazia è quando si sente alla tv che si picchiano per la democrazia.
(Sheela, 9 anni, Sri Lanka)

Dittatura
La dittatura sono delle persone che lavorano tutte in una ditta.
(Sheela, 9 anni, Sri Lanka)

Euro
È una marca di soldi tutti uguali che ogni cento anni cambia nome, per esempio in Italia prima di un euro c’erano i dollari.
(Samir, 9 anni, Marocco)

Giornali
Un mio amico italiano di questa scuola, che non dico il nome, lui dice sempre che lui non va mai ai ristoranti cinesi perché i cinesi mangiano i gatti. Io dico che non è vero e lui dice che a lui lo ha detto sua mamma, perché sua mamma aveva letto sopra un giornale italiano e sopra quel giornale c’era scritto così. Io non so proprio che giornali ci sono in Italia!
(Tong, 10 anni, Cina)

GrandeFratello
In Italia tanta gente guarda un programma della tv dove ci sono dei ragazzi e delle ragazze che sono chiusi in una casa per tanto tempo e mangiano e dormono insieme e si innamorano. È come una prigione, però tutti li guardano.
(Sheela, 10 anni, Sri Lanka)

Immigrati 1
Io sono nata in Italia, a Montecchio, però mia mamma e mio papà sono albanesi e anche io allora sono albanese. Io ho fatto l’asilo qui, la scuola qui. Io vorrei chiedere al maestro due cose. La prima cosa è questa: io sono italiana o albanese o tutti e due? La seconda: ma io sono immigrata o no?(Vera, 11 anni, Albania)

Italia Politica
In Italia ci sono due re: un re è Berlusconi, l’altro re è il Papa. Berlusconi comanda l’Italia, il Papa comanda gli italiani.
(Lili, 9 anni, Cina)

Lega Nord
Loro sono persone italiane che il capo è un italiano. Lui alla tv parla un po’ male perché è malato, ha la faccia storta. Loro vogliono mandare via dall’Italia tutti gli uomini, le donne e i bambini non italiani. Oppure anche quelli come me che sono nata in Italia ma i miei genitori e dei miei fratelli e sorelle grandi no. Loro sono contro tutti tranne loro. Loro si chiamano Lega Nord e sono contro il Sud, l’Ovest e l’Est.
(Naima, 11 anni, Marocco)

Mangiare
Un’altra differenza è il mangiare. Buddha dice: “Non mangiare mucca!”. Allah dice: “Non mangiare maiale!”. Gesù invece dice: “Mangia tutto!”.
(Amir, 11 anni, Marocco)

Montone
In Marocco in gennaio c’è la festa del montone, invece in Italia non mi sembra che si festeggia nessun animale. Perché? Non vi piace nessun animale?(Naima, 7 anni, Marocco)

Più
Secondo me in Italia le donne lavorano di più dei mariti. Come in Africa.
(Ada, 6 anni, Camerun)

Razzismo
In alcuni paesi dell’Italia secondo me ci sono le strade un po’ sporche, poi c’è anche un po’ di razzismo: lo sporco nei paesi più poveri, il razzismo nei paesi più ricchi.
(Damian, 10 anni, Romania)

Razzista
Io voglio dire al maestro che non voglio stare col banco vicino a lui tutto il mese perché io ho i miei amici preferiti. Io lo so che noi dobbiamo abituarci a stare con tutti, ma io posso avere le mie preferenze, no? Oppure non le posso avere? Non posso avere neanche un migliore amico? Io preferisco non stare col banco vicino a lui non perché è cinese, ma perché ci sono già stato tutto il mese scorso e lui sputa, calcia, mi fa cadere le matite, mi dà i pizzicotti. Anche se lui era italiano io non ci volevo stare. Poi io sono tunisino anche io, perciò in Italia posso essere razzista se lui è cinese? Non credo, perché siamo tutti e due stranieri.
(Alì, 10 anni, Tunisia)

Vicino
Qui in Italia gli italiani sono molti, ma vicino a casa mia non ne vedo nessuno.(Iruwa, 6 anni, Costa d’Avorio)

Yak
Lo yak è un animale asiatico che può essere alto circa 6000 metri. Però si chiama così anche una barca molto grande per i ricchi.
(Kuma, 10 anni, Senegal)

Zucca
Io non capisco bene perché tanti bambini italiani prendono una zucca per Halloween se Halloween è una festa americana e non italiana. Allora perché non fanno anche la festa del Ramadan? Solo Halloween? Solo perché a scuola noi impariamo inglese?
(Milena, 10 anni, Albania)

Ascolta l'intervista a Giuseppe Caliceti sul sito di Feltrinelli

Fonte: Feltrinellieditore.it

Bookmark and Share

martedì 11 maggio 2010

Milano, 22 maggio: Nei bambini, tutti i bambini, il futuro di Milano", tavola rotonda




A Milano, sabato 22 maggio, tavola rotonda

Nei bambini, tutti i bambini,
il futuro di Milano

nell'ambito della festa "Via Padova è meglio di Milano"



Bookmark and Share

giovedì 22 aprile 2010

Minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo: uno su cinque non ottiene l'asilo

COMUNE DI PALERMO
Settore Servizi Socio Assistenziali
Servizio Interventi socioassistenziali e integrazione sociale
Centro Studi e Documentazione sulle migrazioni

Nel corso del 2008 sono stati 573 i minori stranieri non accompagnati che hanno presentato richiesta di asilo. Stando a quanto riportato dal secondo Rapporto dell'European migration network (Emn), nel corso dello stesso anno le Commissioni territoriali hanno riconosciuto lo status di rifugiato nel 29,6% dei casi, la protezione sussidiaria nel 31,3% e i motivi umanitari nel 18,6%. Di conseguenza, circa un quinto dei minori che hanno presentato richiesta di asilo ha ricevuto un diniego.

Tuttavia, i dati del 2008 escludono dal computo i minori provenienti dalla Romania, che fino a poco tempo fa rappresentavano la maggioranza dei minori stranieri non accompagnati in Italia: circa un terzo a partire dal 2004. Per i minori neocomunitari -viene ricordato- nell'ottobre 2007 è stato istituito, al ministero dell'Interno, l'Organismo centrale di raccordo per la tutela dei minori non accompagnati con il compito di garantire i diritti dei ragazzi che arrivano dai paesi comunitari e valutare i progetti di accoglienza e di rimpatrio.

Un'altra questione sollevata nel rapporto riguarda poi le modifiche normative introdotte dalla legge n. 94/2009 (il cosiddetto "Pacchetto sicurezza"), ( che il nostre Centro Studi ha più volte sottolineato), per effetto delle quali il rilascio del permesso di soggiorno al compimento della maggiore età è stato ristretto, ponendo la condizione che sussistano contemporaneamente -e non più alternativamente come invece previsto dalla legge n. 189/2002- i seguenti requisiti: il minore straniero non accompagnato sia sottoposto a tutela o affidamento, sia inserito da almeno due anni in un progetto di integrazione, abbia la disponibilità di un alloggio, sia iscritto a un regolare corso di studio o svolga una attività lavorativa.

Lo staff della U.O. Centro Studi e documentazione sulle migrazioni
(newsletter realizzata grazie al progetto "Osservatorio giuridico-legislativo sulle migrazioni")

Bookmark and Share

mercoledì 14 aprile 2010

In netto calo la presenza di minori stranieri non accompagnati in Sicilia

COMUNE DI PALERMO
Settore Servizi SocioAssistenziali
Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni

Sono 278 i minori non accompagnati, e successivamente collocati in comunita’ sul territorio siciliano, giunti in Sicilia da marzo 2009 a febbraio 2010. Un calo drastico rispetto all’anno precedente, che emerge dal 2° Rapporto su ”L’accoglienza dei minori in arrivo via mare’‘, nel quale confluiscono i risultati dell’attivita’ di monitoraggio condotta da Save the Children sulle strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati del territorio siciliano.

Tale drastico cambiamento nei flussi di arrivo via mare e’ dovuto sostanzialmente alle pratiche adottate dal Governo italiano in materia di contrasto all’immigrazione clandestina e agli accordi stipulati con le Autorita’ libiche.

Inoltre in una sentenza del Consiglio di Stato del 15 marzo 2010 si ribadisce che non può considerarsi minore non accompagnato il minore straniero affidato ad un parente entro il quarto grado. Nel leggere la sentenza balza agli occhi l'importanza che durante la loro minore età e successivamente all’affido formale al parente entro il quarto grado regolarmente soggiornante, venga richiesta alla questura competente a favore del minore la conversione del permesso di soggiorno da "minore età" a "motivi di famiglia", se ultraquattordicenne ovvero l’iscrizione sul permesso di soggiorno dell’affidatario. In caso di diniego da parte della questura, può essere proposto ricorso al giudice civile del tribunale di residenza.

Lo Staff della U.O. Centro Studi e documentazione sulle migrazioni

Bookmark and Share

lunedì 1 febbraio 2010

28 gennaio, Palermo: Sintesi intervento Roberto Mazzarella al Convegno sui minori stranieri non accompagnati - Centro giustizia minorile

"Una caratteristica spiega bene la complessiva' dei minori stranieri non accompagnati: il loro status, che li situa all'incrocio di appartenenze giuridiche multiple: il loro essere minori, stranieri, talvolta richiedenti asilo, vittime di tratta rende articolato e problematico il rapporto e la relazione tra diversi rami del diritto. Cosi come la loro protezione, richiedendo allo stesso modo l'intervento di parti "multiple": giuridiche, amministrative e sociali. La moltiplicazione dei partecipanti al percorso di integrazione del minore spesso non garantisce una presa in carico efficace".

"Altro dato: in Sicilia da maggio 2008 a febbraio 2009 su 1860 ricoveri in strutture di minori stranieri non accompagnati ben 1119 sono state le fughe. Perché scappano? Devono aiutare nel più breve tempo possibile i genitori che si sono indebitati per il loro viaggio: 5000 euro se si parte dall'Egitto, 6/7000 euro dal Bangladesh. Solo il 34 per cento rimane nelle strutture di accoglienza oltre il primo mese."
"Come ben si vede é un fenomeno che ci interroga come Istituzioni e come società e non é facile trovare le risposte adatte. Ma come sempre la soluzione sta nell'unità, cioè nel saper fare sistema su un territorio: la comunità di quel territorio saprà trovare le risposte giuste perché, come in una famiglia, ciascuno sa farsi carico del problema dell'altro."

Roberto Mazzarella, responsabile del Centro Studi e documentazione sulle migrazioni del Comune di Palermo

Bookmark and Share

mercoledì 15 aprile 2009

Liberati sei bambini dalle catene della schiavitù. Sventata una tratta di minori extracomunitari ad Agrigento

Una stanza con pannelli insonorizzati era la loro prigione. La schiavitù o il ritorno alla libertà dietro riscatto, il loro destino. Ad Agrigento, dietro ai grandi viaggi della speranza si consumava la tratta di piccoli extracomunitari. Almeno fino a oggi. Per sei di loro la salvezza infatti non è arrivata dietro ad un riscatto ma grazie al blitz della polizia.Un’operazione che si è resa possibile solo attraverso l’ennesima dimostrazione di coraggio di due ragazzini egiziani riusciti a sfuggire dal controllo dei sequestratori.
Hanno percorso un paio di chilometri tra il Villaggio Mosé e la località balneare di San Leone. Qui si sono rivolti ad un vigile urbano che li ha accompagnati in questura. Momenti concitati nei quali i piccoli fuggiaschi hanno potuto raccontare la loro storia con l'ausilio di un interprete.Immediato il blitz. Al loro arrivo gli agenti hanno trovato altri quattro minori, anche loro egiziani, e tre connazionali adulti, tra i 30 e i 35 anni.
I due piccoli testimoni hanno detto che si trovavano in una comunità alloggio a Palma di Montechiaro, nell'Agrigentino. Un paio di giorni fa sono usciti e ad attenderli fuori c'erano i loro sequestratori, che in macchina li avrebbero portati fino ad Agrigento. La polizia, per individuare l'alloggio, ha percorso a ritroso, insieme ai due bambini, la strada da San Leone a Villaggio Mosé.
Le pareti dell'appartamento dove erano rinchiusi i ragazzini erano state ricoperte da materiale che serviva da isolante acustico. I tre egiziani sono attualmente in questura per essere interrogati.Secondo i primi accertamenti ad Agrigento l'organizzazione avrebbe aiutato i minori a scappare dalle comunità alloggio, dove venivano portati dopo il loro approdo a Lampedusa, e successivamente li destinava alla schiavitù o li rilasciava dietro il pagamento di un riscatto da parte di parenti che vivono in Italia.

Fonte: SiciliaInformazioni.it, 14 aprile 2009


mercoledì 4 febbraio 2009

Dossier di Monitoraggio: Accoglienza e tutela dei diritti dei minori nel centro di Lampedusa realizzato da Save the Children

Lampedusa, Centro di Accoglienza: Save the Children, 2646 i minori, la gran parte dei quali non accompagnati, ospitati nel centro nel corso del 2008 spesso in condizioni critiche e inadeguate. 81 gli arrivi di minorenni, 1035 di adulti a gennaio 2009

Nonostante l'impegno delle istituzioni nella gestione dei flussi migratori nel corso degli ultimi mesi, Save the Children rileva alcune criticità relative all'accoglienza e protezione dei minori all'interno del Centro di Soccorso e Prima Accoglienza (Cspa) di Lampedusa.
Fino anche a 37 giorni la permanenza dei ragazzi nel Cspa prima del trasferimento nelle comunità d'accoglienza siciliane; mancanza di posti letto, con minori costretti a dormire per terra su materassi; inadeguate condizioni igieniche; inadeguate procedure per l'accertamento medico dell'età.Sono alcune delle evidenze emerse dal Dossier di Monitoraggio. Accoglienza e tutela dei diritti dei minori nel centro di Lampedusa realizzato da Save the Children, sulla base delle attività condotte all'interno del centro di soccorso dell'isola siciliana, nell'ambito del progetto Praesidium. Da maggio del 2008 Save the Children è impegnata nel progetto Praesidium in partenariato con CRI, OIM e UNHCR e in convenzione con il Ministero dell'Interno. L'organizzazione è dunque coinvolta nella realizzazione del modello multi-agenzia di gestione dei flussi migratori misti, basato sul soccorso e l'accoglienza dei migranti in arrivo via mare e sul successivo trasferimento in strutture appropriate sul territorio italiano.
31.250 (1) i migranti giunti nel Centro nel 2008: di essi, l'8,4% - pari a 2646 - è costituito da minori, provenienti spesso da aree afflitte da guerre o teatro di gravi violazioni dei diritti umani. Da maggio, data di avvio delle attività di Save the Children sono 1902 i minori arrivati da soli, mentre, nel mese di gennaio sono 81 i minori sbarcati e 1035 gli adulti (2).
"Il rapporto mostra con chiarezza non solo come i minori, soprattutto non accompagnati, rappresentino una quota non marginale degli arrivi”, commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, "ma anche come alla base della migrazione di tanti ragazzi o anche adulti ci sono ragioni di grave necessità che devono spingerci ad aumentare gli sforzi per dare loro adeguata accoglienza e tutela, affinché a questi minori sia garantito un futuro diverso da quello che si lasciano alle spalle. E' in tale ottica che abbiamo realizzato un rapporto di monitoraggio facendo emergere anche alcuni limiti e inadeguatezze nella tutela e accoglienza dei minori all'interno del Centro di Soccorso e Accoglienza di Lampedusa, dove operiamo dal maggio 2008”.
I migranti adulti: la gran parte provengono da Tunisia e Nigeria
Secondo il dossier di monitoraggio di Save the Children, gli arrivi di migranti adulti sono passati dai 12.169 del 2007 ai 31.250 del 2008. Sul totale dei migranti adulti, l'86% è costituito da uomini e il 14% da donne e provengono in pravalenza da Tunisia (24%), Nigeria (21%), Eritrea (12%) e Somalia (11%).
I minori migranti: vengono per lavorare o da aree di crisi
Sul totale dei 2646 minori arrivati nel 2008, la gran parte è rappresentato da minori non accompagnati: 1902 quelli giunti tra maggio e dicembre a fronte di 299 accompagnati da genitori o familiari. Quanto all'andamento degli arrivi dei minori, sia accompagnati che non, per mese, si passa dai 174 di maggio ai 411 del mese di ottobre, ai 208 del mese di novembre ai 190 di dicembre.
"Questi dati, come d'altra parte quelli relativi agli adulti, lasciano supporre che i rischi del viaggio connessi alla stagione invernale costituiscono sempre meno un deterrente alle partenze di tanti minori spinti ad abbandonare il proprio paese o a causa di guerre o perché alla ricerca di un lavoro, per sostenere sé e le proprie famiglie”, commenta ancora Valerio Neri. "Pur di arrivare in Italia, affrontano viaggi anche di 2 anni, finendo talvolta in prigione, in Libia, attraversando il deserto e rischiando di morire nel tragitto via mare sui barconi”.
Per quanto riguarda i paesi di provenienza dei minori, Egitto (25%), Eritrea (15%), Nigeria (13%), Palestina (11%), e Somalia (9%), sono le nazionalità più rappresentate; ma non mancano anche ragazzi arrivati dalla Tunisia (7%) e dal Ghana (6%) mentre è più ridotta l'incidenza di paesi come il Marocco (2%) e il Togo (2%). Quanto ai minori non accompagnati in arrivo a Lampedusa, hanno generalmente un'età compresa tra i 16 e i 17 anni, ma ve ne sono anche di età inferiore (13 e 14 anni).
Per ragazzi e ragazze, lunghe permanenze nel Centro anche fino a 37 giorni
Analizzando quindi gli standard di tutela e accoglienza, il dossier di Save the Children sottolinea come negli ultimi mesi i minori sono rimasti nel centro spesso per più di 20 giorni, con picchi di permanenza superiori ai 37 giorni, nel mese di dicembre, nonostante per legge la permanenza non possa superare le 48 ore. Inoltre, nell'ultimo periodo i minori sono stati anche trasferiti in centri per adulti anziché in comunità alloggio per minori come previsto dalla normativa.
"Si tratta di una situazione determinata dalla mancanza di posti nelle comunità per minori della Sicilia e dall'assenza di un piano nazionale che garantisca ai giovani migranti un'accoglienza adeguata su tutto il territorio”, spiega il Direttore Generale di Save the Children Italia. "In particolare in questa situazione di confusione e forte tensione, Save the Children raccomanda che venga garantito il trasferimento di tutti i migranti verso le strutture del territorio e dei minori nelle apposite comunità”.
Scarsità di posti letto e inadeguate condizioni igieniche
Nel corso del 2008 le condizioni di accoglienza del centro di Lampedusa si sono rivelate spesso critiche, si legge ancora nel dossier di Save the Children. Il centro, che ha un numero massimo di 804 posti è arrivato ad ospitare oltre 1800 migranti contemporaneamente e più di 220 minori, nell'arco di una stessa giornata, nel mese di dicembre. Tenuto conto che i minori non accompagnati vengono alloggiati insieme alle donne in un'unica struttura che dispone di circa 60 posti letto, molti ragazzi sono stati costretti a dormire, nel mese di dicembre, all'aperto su materassi di gomma sistemati sull'asfalto, sotto teli per riparasi dalla pioggia. Inoltre, spesso, anche la distribuzione di vestiario, kit igienici e beni di prima necessità è risultata inadeguata così come le generali condizioni igieniche.
"Questa situazione ormai cronica deve essere risolta con un approccio strutturale, programmando e pianificando i posti necessari nei centri di destinazione dei minori sulla base degli arrivi presunti”, precisa Valerio Neri.
Procedure inadeguate per l'accertamento dell'età A Lampedusa l'unico metodo utilizzato per l'accertamento dell'età è la radiografia del polso
Nel referto medico non viene indicato il margine di errore (calcolato in più o meno 2 anni); questo non consente di applicare il principio del beneficio del dubbio previsto dalla legge in favore del minore, con la conseguenza che questi può essere soggetto a provvedimenti di espulsione o, addirittura, al rimpatrio.
"Secondo Save the Children è importante che vengano utilizzati più metodi combinati per l'accertamento dell'età, che l'accertamento venga realizzato solo in caso di dubbio fondato, che venga sempre indicato il margine di errore nel referto e che quest'ultimo venga consegnato al minore anche per consentire un'eventuale ricorso” dichiara Valerio Neri.
Preoccupante l'istituzione del Centro di Identificazione ed espulsione (CIE)
"L'istituzione del CIE compromette il modello di gestione dei flussi migratori misti sperimentatao in questi anni, rischiando di rendere sommarie e approssimative le procedure volte all'identificazione dei gruppi vulnerabili, cioè minori, richiedenti asilo, vittime di violenza e tratta. In particolare", conclude Valerio Neri, "per i minori Save the Children ravvisa il pericolo che essi possano venire erroneamente identificati come adulti sulla base del solo accertamento medico, immediatamente trasferiti e rimpatriati, senza la possibilità di appellarsi contro la decisione relativa alla loro identificazione".

E' disponibile un Beta con immagini e interviste.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children Italia
tel. 06 48070023-71
press@savethechildren.itwww.savethechildren.it

(1) I dati sono stati forniti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Agrigento e inseriti in un database informatico predisposto da Save the Children. Per quanto riguarda invece l’attività di rilevazione degli standard di accoglienza e tutela dei diritti nel centro di Lampedusa è stata utilizzata una griglia di monitoraggio basata sugli standard nazionali e internazionali di tutela dei diritti dei minori e, per ciò che attiene le condizioni materiali di accoglienza, anche sulla convenzione per la gestione del centro stipulata tra l’ente gestore, la cooperativa Lampedusa Accoglienza, e la Prefettura di Agrigento.

(2) Il dato si riferisce agli arrivi fino al 21 gennaio

Fonte: Save the Children, 29 gennaio 2009