Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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sabato 31 marzo 2012

Diritti in campo: Sportpertutti per una società interculturale


 Ha preso il via a settembre 2011 "Diritti in campo: Sportpertutti per una società interculturale", il nuovo progetto Uisp finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nell'ambito della Legge383 di promozione sociale. 

Con "Diritti in campo", l'Uisp interviene in otto città dove il fenomeno migratorio è fortemente presente: Firenze, Palermo, Torino, Genova, Milano, Bologna, Napoli e Roma. L'obiettivo è quello di favorire l'accesso alla pratica sportiva dei cittadini migranti riducendo al contempo l'impatto delle barriere economiche, linguistiche, culturali o religiose che ne ostacolano la partecipazione.


Il progetto si propone infatti di difendere e tutelare il diritto allo sport e di favorire i processi di inclusione sociale attraverso lo sportpertutti e l'interculturalità, avviando azioni con la diretta partecipazione di cittadini/e stranieri, migranti di 1° e 2° generazione, impegnati in tornei di calcio e cricket, gruppi di cammino, laboratori sportivi.

"Diritti in campo" che nasce come la naturale prosecuzione delle strategie intraprese dall'Uisp in tema di integrazione e multiculturalità, prevede anche corsi di formazione per dirigenti sportivi e arbitri al fine di avviare la costituzione e gestione di società sportive miste o a conduzione dei migranti e per  favorire la loro presenza come dirigenti all'interno dell'Uisp.

Il monitoraggio e la valutazione delle azioni intraprese è a cura dell'Università degli Studi di Cassino e del Lazio meridionale: i risultati saranno presentati in occasione dell'evento finale nazionale che si terrà durante l'edizione 2012 dei Mondiali Antirazzisti.

Materiali

Opuscolo multilingue in italiano, inglese e arabo a cura di: Ufficio stampa e comunicazione Uisp Emilia-Romagna e Arsea S.r.l., redatta a supporto dei progetti sviluppati nell'ambito della legge regionale n. 34/2002 per l'annualità 2009.
Xenoi - Guida multilingue ai servizi è una pubblicazione redatta a supporto dei progetti sviluppati nell'ambito della legge regionale numero 34/2002 per l'annualità 2008.

Informazioni per costituire un'associazione sportiva dilettantistica

I gruppi di migranti che partecipano alle attività del progetto e vogliono costituire una associazione sportiva possono rivolgersi ai comitati territoriali Uisp per informazioni e consulenze in merito. Di seguito l'elenco dei comitati a cui rivolgersi:

- Comitato territoriale Palermo
  Via Bari, 52
  90133 - Palermo (PA)
  Tel. 091/6118846 + Fax
  Email palermo@uisp.it
  Sito web www.uisp.it/palermo
  Pres. Gioacchino Guagliardito

- Comitato territoriale Napoli 
   Corso Umberto I, 381
   80138 - Napoli (NA)
   Tel. 081/207250 - Fax 081/268137
   Email napoli@uisp.it
   Comm. Ivo Capone

- Comitato territoriale Roma
   Viale Giotto, 16
   00153 - Roma (RM)
   Tel. 06/5758395 - Fax 06/5745009
   Email roma@uisp.it
   Sito web www.uisproma.it
   Comm. Gianluca Di Girolami

- Comitato territoriale Firenze
   Via F. Bocchi, 32
   50126 - Firenze (FI)
   Tel. 055/6583501 - Fax 055/685064
   Email firenze@uisp.it
   Sito web www.uisp.it/firenze
   Pres. Mauro Dugheri

- Comitato territoriale Bologna
  Via Dell'Industria, 20
  40138 - Bologna (BO)
  Tel. 051/6013511 - Fax 051/6013530
  Email bologna@uisp.it
  Sito web www.uisp.it/bologna
  Pres. Fabio Casadio

- Comitato territoriale Genova
  Piazza Campetto, 7/13-14
  16123 - Genova (GE)
  Tel. 010/2471463 - Fax 010/2470482
  Email genova@uisp.it
  Sito web www.uisp.it/genova
  Pres. Isabella Di Grumo

- Comitato territoriale Torino
  Via Nizza, 102
  10126 - Torino (TO)
  Tel. 011/677115 - Fax 011/673694
  Email torino@uisp.it
  Sito web www.uisp.it/torino
  pres. Maria Teresa Alfano

Link utili

www.asgi.it - ASGI, Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione, essenziale per l’aggiornamento su leggi, decreti, sentenze, circolari e regolamenti attuativi.

www.immigrazione.it - Rivista che si rivolge a un’utenza professionale interessata
alle tematiche dell’immigrazione nell’ambito giuridico e sociale.

www.meltingpot.org - Progetto Melting Pot Europa di consulenza sulla normativa
agli operatori del settore pubblico e privato coinvolti dal fenomeno migratorio e dai suoi effetti. Il sito è multilingue.

www.immigrazioneoggi.it - Sito per la consulenza giuridica dove non mancano le notizie sulla società civile e le iniziative culturali legate all’immigrazione.

www.stranieriinitalia.it/briguglio/immigrazione-e-asilo - Archivio molto ricco, che pubblica documenti e articoli su immigrazione e diritto all'asilo.

Foto di Marco Quinti - S4C

Fonte: UISP.it 

 

lunedì 9 gennaio 2012

15 gennaio, Firenze: Giornata di discussione aperta a tutti per la III edizione del Primo Marzo 2012


Ai comitati territoriali Primo Marzo
All' associazione Giù le Frontiere per un mondo senza muri
Alle realtà associative operanti nell’ambito dell’immigrazione
Alla rete seconde generazioni
Alla rete antirazzista



Domenica 15 gennaio 2012 a Firenze

presso la sede dei Missionari Comboniani in via G. Aldini, 2
ore 10.00 – 16.00

giornata di discussione e confronto APERTA A TUTTI

per lanciare insieme la terza edizione di

UNA GIORNATA SENZA DI NOI - PRIMO MARZO 2012
e individuare le parole d'ordine che la caratterizzeranno.

PER DISCUTERE,  DIALOGARE , PROPORRE E UNIRE LE NOSTRE IDEE SULL'IMMIGRAZIONE. AGIRE CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO PER I DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE.

Per la rete Primo Marzo
Cecile Kashetu - portavoce

Avviso importante

E’ gradito un cenno di riscontro da parte delle realtà associative che intendano partecipare. Per coloro che provengono da lontano, possibilità di pernottamento presso la casa dei comboniani: 25 euro la notte (cena e colazione). E' richiesta una conferma almeno 3 giorni prima. Contributo al pranzo 5 euro.

Per info e adesioni: primomarzo2010comitati@gmail.com

-----  Massima diffusione  -----

Alcune settimane fa in seguito ad incontri sul territorio è stato elaborato un documento (che alleghiamo di seguito) che potrebbe essere un punto di partenza per la riflessione di domenica 15 gennaio. L'assemblea essendo aperta a tutte le realtà saranno ben accette altre proposte per l'elaborazione di una piattaforma politica comune.
 
 
 LA DATA
La data del 1° marzo rappresenta un appuntamento ineludibile, non solo per comunicare le idee e la piattaforma politica della Rete, ma anche perché è entrata nella coscienza di tante persone e realtà associative. Tuttavia, una data acquisisce importanza nel tempo soprattutto in virtù dei contenuti e delle azioni che ad essa si collegano. La giornata del Primo Marzo ha un’indiscutibile rilevanza mediatica, ma rappresenta soprattutto l'occasione per ampliare e approfondire la visione dei fenomeni migratori e delle loro implicazioni nel mondo attuale, in particolare nel contesto italiano e europeo. In maniera del tutto naturale, la questione dei diritti dei migranti conduce alla questione dei diritti di tutti, come abbiamo spesso evidenziato sin dalla nascita della Rete.
 
QUALITÀ DEL LAVORO, SCIOPERO E METICCIATO
La particolarità della Rete Primo Marzo è stata e rimane quella di far emergere questioni e tematiche altrimenti misconosciute o relegate in ambiti associativi ristretti o di carattere puramente istituzionale. Tra queste:
- la qualità del lavoro del migrante, tema che ha caratterizzato il Primo Marzo 2011, in collegamento con altri movimenti e in relazione ad altri temi ed ambiti di lotta, come quello della precarietà;
- lo sciopero come diritto delle persone e non come patrimonio esclusivo delle organizzazioni sindacali;
- il meticciato, che ha da sempre caratterizzato tutte le nostre azioni.
Il cuore della discussione è stato sempre e deve continuare ad essere la condizione dei migranti. Il fatto di solidarizzare con i migranti nella crisi è un modo di poterne uscire insieme. In altre parole, "associarsi" non è una questione di mera "identificazione" nella condizione del migrante, ma piuttosto di vivere insieme gli stessi problemi e insieme individuare le soluzioni.
 
ATTUALITÀ E INTERNAZIONALIZZAZIONE
Il Primo Marzo, sia in quanto data sia in quanto Rete, non è mai stato vissuto soltanto come realtà genericamente antirazzista. D'altra parte, il fatto di sostenere e promuovere altre iniziative - come la Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati del prossimo 18 dicembre 2011 - rappresenta la possibilità di "attraversare" pienamente la nostra epoca ed è quindi un fatto positivo.
La Rete Primo Marzo, nata da un'iniziativa internazionale come lo Sciopero degli stranieri - 24 ore senza di noi, ha ulteriormente allargato il proprio raggio d'azione a livello internazionale, grazie all'iniziativa della Carta Mondiale dei Migranti. Non a caso, il 19 novembre scorso, in occasione di una Tavola rotonda di presentazione della Carta a cui hanno preso parte i referenti di Marocco, Sénégal e Mali, la
nostra portavoce, Cécile Kyenge, è stata invitata ad illustrare la situazione italiana. Il 22 ottobre 2011, con il lancio della campagna europea contro i Centri di detenzione, la Rete Primo Marzo è stata riconosciuta come il punto di riferimento italiano per la nuova campagna, che prendendo spunto dalla mobilitazione del 25 luglio LasciateCIEntrare, si concluderà alla fine del mese di marzo con una settimana di mobilitazione in tutta Europa per informare, sensibilizzare e consentire l’accesso ai diversi Centri di identificazione ed espulsione, con l’eventuale sostegno di parlamentari regionali, nazionali ed europei.
Anche inseriti in una dimensione internazionale, tuttavia, non perdiamo d'occhio la specificità del nostro Movimento: il Primo Marzo ha dato voce, attraverso quello che chiamiamo meticciato, alla questione del lavoro in generale e del lavoro migrante in particolare. La questione dello sciopero resta centrale e va perseguita con maggiore energia.
 
METODOLOGIA DI LAVORO
La questione della metodologia di lavoro è un punto centrale che la Rete si propone di prendere in particolare considerazione. In tutte le fasi che prevedono un contatto con le persone non ancora sensibilizzate ai temi proposti, verrà posta una cura particolare nella ricerca di linguaggi adeguati ad una loro maggiore comprensione ed accettazione. Si potrà perciò considerare la possibilità di introdurre elementi artistici nelle modalità di comunicazione, prendendo in considerazione ad esempio il linguaggio teatrale ed altre strategie di comunicazione, come la traduzione di contenuti salienti in lingue diverse dall'italiano, che possano renderli più accessibili a un pubblico più largo e vario.
 
SCENARI POSSIBILI
Fatte salve l’importanza e l'inderogabilità soprattutto della data del 1° marzo, e la convinzione che la questione della migrazione è centrale e prioritaria, bisognerà tuttavia tener presente, in tutte le scelte di percorsi, scadenze, metodi e forme di comunicazione, che la maggior parte della popolazione mondiale è concretamente e psicologicamente assorbita dalla crisi, sia nei suoi aspetti veritieri che in quelli presunti, e che essa è oggi potenzialmente più disattenta rispetto a temi che non la "toccano direttamente". Occorrerà dunque adeguare le proprie scelte pratiche anche alla luce di tale assunto e della ulteriore consapevolezza che dalla disattenzione si può facilmente passare a forme ancora più gravi di intolleranza, esclusione e razzismo.
 
FUTURO PROSSIMO
La Rete si propone di organizzare nella seconda metà di gennaio un'Assemblea Nazionale dei Migranti aperta a tutti, allo scopo di elaborare una piattaforma politica comune di ampio respiro. Le parole chiave che porteremo avanti nel corso del prossimo Sciopero degli Stranieri del 1° Marzo 2012 e per tutto il 2012 emergeranno anche da questa assemblea.
Ferma restando l'importanza di mantenere uno stretto rapporto tra il tema della precarietà del mondo del lavoro in generale e la precarietà dei migranti, occorre tenere ben presente anche le specificità della condizione migrante, e in particolare la sua estrema ricattabilità. Vanno pertanto evitate forme di protesta che, in base al principio del "non aver nulla da perdere", possano esporre i lavoratori migranti a gravi conseguenze penali e/o amministrative.
 
http://primomarzo2010.blogspot.com/
http://www.facebook.com/pages/Primo-Marzo-2011-Sciopero-degli-stranieri/127593393957894
http://globalmigrantsaction.org/sn_displayfull.php?row_ID=186
 


martedì 20 dicembre 2011

17 gennaio, Palermo: Scadenza Avviso di Selezione Progetto "Produrre Sociale x Fare Comunità rivolto a 1000 giovani e 1192 immigrati


AVVISO DI SELEZIONE  
PROGETTO “PRODURRE SOCIALE X FARE COMUNITA’” 

Programma Operativo Obiettivo Convergenza 2007/2013, Fondo Sociale Europeo,  Regione 
Siciliana, Progetti sperimentali per l’inclusione sociale di soggetti in condizione di svantaggio. 
Il  Comune di Palermo in ATS con l’Università degli Studi di Palermo per l’attuazione del Progetto 
“ Produrre Sociale x Fare Comunità” con il presente avviso intende selezionare: 

N. 1000 giovani e/o giovani genitori in condizione di disagio e devianza giovanile e residenti a Palermo: 

Requisiti di Accesso 
- Età tra i 16 ed i 30 anni non compiuti,  
- Inoccupati/disoccupati da un minimo  di  6 mesi (con precedenza per gli inoccupati), 
- in possesso di titolo di studio (almeno licenza media), 
- Reddito familiare insufficiente  documentato da ISEE non superiore a € 5.000,00 
(Cinquemila/00); 
Criteri di Valutazione 
Saranno altresì valutati, in caso di domande in numero superiore a quello indicato, ai fini della 
compilazione della graduatoria: 
- Reddito familiare ISEE, 
- Fragilità sociale, 
- Dispersione e/o abbandono scolastico documentato dai servizi sociali e/o dalle scuole di 
appartenenza, 
- Precedenti istituzionalizzazioni o con  rischio di  istituzionalizzazione per i loro figli.( 
documentata da decreto del TM di affidamento al servizio sociale e/o interventi di 
limitazione di potestà genitoriale), 
- 65% femmine e 35% maschi; 


N. 1192 immigrati in regola con il permesso di soggiorno e residenti a Palermo: 

Requisiti di Accesso 

- età tra i 20 ed i 44 anni non compiuti, 
- inoccupati/disoccupati da un minimo  di  6 mesi (con precedenza per gli inoccupati), 
- in possesso di  titolo di studio (almeno licenza media inferiore), 
- Reddito familiare insufficiente  documentato da ISEE non superiore a € 5.000,00 
(Cinquemila/00);          
Criteri di Valutazione 
Saranno altresì valutati, in caso di domande in numero superiore a quello indicato, ai fini della 
compilazione della graduatoria: 
- Reddito familiare ISEE, 
- rischio di disagio psichico (documentato dai servizi competenti ASP), 
- Precedenti istituzionalizzazioni o con  rischio di istituzionalizzazione per i loro figli.( 
documentata da decreto del TM di affidamento al servizio sociale e/o interventi di 
limitazione di potestà genitoriale), 
- presenza di indicatori di marginalità sociale. 
- 65% femmine ed il 35% maschi, 
In riferimento alle graduatorie si specifica che queste terranno conto dei Criteri di Valutazione su 
indicati, delle percentuali indicate dall’allegato  F (destinatari del progetto) allegato al presente 
avviso. 

MODALITA’ DI SELEZIONE PER L’ACCESSO AI PERCORSI DI INCLUSIONE 

Ai selezionati verrà offerta, attraverso un colloquio di orientamento e relativo bilancio delle 
competenze personali e professionali, la possibilità di accedere a  percorsi di orientamento ed 
opportunità  di inclusione sociale esplicabili nelle seguenti azioni: 

a) mediazione sociale e promozione delle risorse personali; 
b) percorsi di sostegno alla genitorialità; 
c)  percorsi formativi e work  experiences; 
d) atelier cognitivi e di lingua.

Per consultare il Bando e scaricare il modulo della domanda




lunedì 17 ottobre 2011

“L’Italia sono anch’io”, mobilitazione popolare per disegni di legge sui diritti alla cittadinanza


E’ promossa da 19 organizzazioni della società civile la campagna “L’Italia sono anch’io” (www.litaliasonoanchio.it), che nei prossimi sei mesi vedrà banchetti e volontari mobilitati in tutta Italia per raccogliere le firme necessarie a presentare in Parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare: una che riformi la normativa sulla cittadinanza; l’altra per riconoscere il diritto di voto ai lavoratori stranieri regolarmente presenti sul nostro territorio. A Palermo, del comitato promotore della campagna fanno parte le associazioni aderenti al Forum delle Associazioni per l’Immigrazione, nato pochi mesi fa nel capoluogo siciliano, nel quale si trovano oltre venti rappresentanti e organizzazioni, enti e ordini professionali, tutti impegnati attivamente in questo settore.
 
Una bella notizia è che, condividendone lo spirito e le finalità, l’assessore regionale alla Famiglia e alle Politiche Sociali, Andrea Piraino, ha fatto idealmente propri i due testi, annunciando che é in via di definizione un disegno di legge che prevederà interventi a sostegno dei diritti degli immigrati, una specifica consulta e un osservatorio, ma soprattutto il diritto di voto alle elezioni amministrative.
 
Un percorso che potrebbe trovare compimento grazie anche al contributo del Forum, che ha fatto presente le istanze e richieste degli addetti ai lavori, primi tra tutti gli stressi stranieri.
 
“Quello che diciamo - spiega Pippo Cipriani, coordinatore nazionale dell’Istituto Italiano “Fernando Santi” - è che le politiche dell’immigrazione in Sicilia devono avere un coordinamento. Per questo è nato il Forum delle Associazioni per l’Immigrazione, che non vuole essere una struttura di rappresentanza. Ogni volta che ci riuniamo, infatti, chi parla, rappresentante di organizzazione o di ordine professionale, porta la propria storia, la propria esperienza. Con l’assessore Piraino abbiamo avviato l’iter per arrivare ad avere una legge regionale sull’immigrazione, disegno di legge che in parte anticiperà quello nazionale. Molto semplicemente, il testo prevede che chi nasce in Italia, con almeno uno dei genitori in regola con la legge, ha diritto di avere la cittadinanza. Il principio dello “ius solis” è, infatti, più rispondente ai canoni di una società, in cui la gente deve essere affezionata alla terra, al luogo in cui vive. La seconda proposta di legge, invece, chiede che le persone che vivono e lavorano regolarmente nel nostro Paese da almeno 5 anni possano avere il diritto di voto amministrativo, che è l’elemento della partecipazione alle scelte della comunità”.
 
A evidenziare, nell’ultima riunione del Forum, tenutasi recentemente all’Assemblea Regionale Siciliana, la gravità del fatto che la Sicilia, assieme alla Lombardia e al Molise, non ha ancora una legge sull’immigrazione, è stato il presidente nazionale dell’Istituto Italiano “Fernando Santi”, Luciano Luciani, facendo altresì notare come “a Palermo, al contrario di realtà come Mazara del Vallo, Marsala, Strasatti, Vittoria e Comiso, esistono decine di comunità che in gran parte non conoscono la legislazione che consentirebbe loro di inserirsi meglio nella società civile e nell’associazionismo”.
 
L’orientamento dell’assessore Piraino è volto a rivendicare la competenza esclusiva della Sicilia sulla legge elettorale, quindi, al di là di quello che intende fare il parlamento nazionale, avremmo l’opportunità di anticipare la riforma, ponendo la nostra regione al centro di un dibattito positivo, nell’ambito di un contesto mediterraneo di importanza non da poco.
 
Per esempio, due settimane fa la Camera ha concesso il diritto di voto passivo ai ragazzi di 18 anni. Prima ne occorrevano 25. “Non capisco veramente - si chiede l’onorevole Tonino Russo, componente la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera dei Deputati - perché chi da anni lavora in Italia e produce reddito, addirittura l’11% del Pil, non abbia almeno il diritto di voto alle amministrative. Io credo che il tempo per concederlo sia ormai maturo. Non so se è un’iniziativa demagogica del ministro Meloni, ma non è possibile pensare che a 18 anni si sia in grado di diventare parlamentari e a 40, per il semplice colore della pelle, non si possa votare. Un controsenso, un paradosso che spero possa essere superato molto presto”.
 
Nella legge sull’immigrazione passata, che non è mai giunta in porto, erano stati inseriti investimenti per strutture e interventi di carattere sociale, prevedendo elementi di coordinamento con la legislazione generale, la creazione di strutture peculiari nostre e anche un’attenzione per i rifugiati, per le categorie più fragili.
 
Oggi, tutto questo si coordina con l’elemento della concessione della libertà e della partecipazione, grazie anche alla costituzione di una consulta e di un osservatorio che siano veramente rappresentativi di questo mondo, sia dal punto di vista dell’associazionismo sia delle comunità di immigrati.
 
“L’impostazione che abbiamo dato - conclude Cipriani - è del lavoro in comune, della partecipazione, non certo della semplificazione della rappresentanza. Le forze che sono dentro il Forum sono anche espressione politica, ma sempre a titolo personale. Stiamo cercando di creare un fronte quanto più ampio possibile, ci interessa solo il risultato e cioè una legge regionale che consenta di avere strutture, risorse e strumenti per affrontare le emergenze e programmare una società migliore. Da questo punto di vista, il contributo di tutti è gradito”.
 
Banchetti a parte, che sono in via di organizzazione e si vedranno al più presto in città, la raccolta delle firme per ora si effettua nella sede dell’Istituto “Fernando Santi”, al civico 14 di via Nicolò Gallo, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30, mentre il martedì e giovedì dalle 15 alle 17.

Di Gilda Sciortino

Fonte: A Sud Europa


sabato 15 ottobre 2011

15 ottobre, Palermo: Inaugurazione nuovo poliambulatorio per immigrati


Sabato 15 ottobre, alle 10, si inaugura il Poliambulatorio per immigrati irregolari: Ippocrate.

La struttura, che si trova dentro il centro Agàpe a Palermo e ha un accesso indipendente da via Benfratelli, 27, è della Caritas Diocesana di Palermo data in comodato d'uso gratuito all'associazione AgisciPalermo.

Responsabile sarà il dottore Sergio Gargano, che gestirà gli ampi locali che potranno ospitare persone bisognose di cure e assistenza, grazie alla collaborazione di nuovi medici e volontari. Un altro importante servizio che il Poliambulatorio fornirà sarà quello di dispensare farmaci, non solo da banco, forniti dal Banco Farmaceutico.

Le attività cominceranno martedì 18 ottobre e si svolgeranno nei giorni di martedì, dalle 8:30 alle 11:30, mercoledì dalle 18 alle 21 e giovedì dalle 16 alle 19.


sabato 17 settembre 2011

Test di italiano per gli immigrati richiedenti il Permesso di Soggiorno di Lungo periodo

Test di italiano, i libri che aiutano gli immigrati

Si moltiplicano gli eserciziari che aiutano gli immigrati a preparare la prova d'italiano per il permesso di soggiorno: solo nel 2011 ne sono usciti tre. L'ultimo in ordine di tempo, edito da "La Linea" editore, riproduce per intero le prove d'esame

martedì 13 settembre 2011

Campagna per la Somalia: Il Poco che può Salvare Tanti


Federazione Associazioni
Comunità Immigrati

                                                                                                               
Palermo, 12 Settembre 2011 - Comunicato stampa

CAMPAGNA PER LA SOMALIA
IL POCO CHE PUO' SALVARE TANTI
               
Esodi di dimensioni bibliche, vite umane perse giornalmente, alcune statistiche parlano di 20 bambini al giorno che muoiono per mal nutrimento . La Somalia, un paese del cosiddetto corno d'Africa,  sotto la stretta della carenza di generi alimentari da una parte, e di carestia e siccità dall’altra parte, condizione nella quale vivono oramai da una decina di anni.

                Gli interventi umanitari sono pochissimi, scarsa anche la presenza di organizzazioni umanitarie operanti in quella zona.

                L'ARCA “Federazione delle Associazioni e delle Comunità Immigrate” in collaborazione con le comunità immigrate a Palermo, crede sia doveroso un impegno che vede coinvolti individui, associazioni, organizzazioni, partiti, ma anche la stampa per fare fronte alla tragedia che si sta consumando nel vecchio continente, le cui vittime sono per la maggior parte i bambini, e pertanto rivolge un caloroso appello a tutti per aderire all'iniziativa di raccolta fondi per sostenere la popolazione somala intitolata “IL POCO CHE PUO' SALVARE TANTI”.

                In varie parti del mondo, questa campagna, già partita da diverso tempo, è particolarmente attiva. in tal senso, anche Islamic Relief (IR) in Somalia promuove campagne alimentari, Ramadan e Qurbani, dal 1996. Dal 2006 nella regione del Puntland è operativo un ufficio che porta avanti progetti nei settori dell’acqua, della sanità e dell’educazione per le comunità pastorali e gli sfollati, vittime di conflitti o catastrofi naturali, e sono presenti in questi giorni in una missione straordinaria anche con una troupe televisiva egiziana.

                L'Arca ha già distribuito in vari punti della città, contando anche sulla sensibilità delle comunità immigrate, diversi contenitori in cui possono essere raccolte le offerte. Di seguito un allegato  con un elenco provvisorio dei punti di raccolta, ma attendiamo altri suggerimenti per estendere ancora meglio sul territorio palermitano le offerte.

                Inoltre, avendo già ricevuto la disponibilità di alcuni artisti locali a partecipare ad una serata, domenica 18 settembre a Villa Filippina, il cui ricavato sarà interamente devoluto all'iniziativa, facciamo appello a tutti, individui, associati, organizzazioni, partiti, stampa, ecc., per dare ciascuno ogni contributo capace di migliorare i risultati dell'iniziativa stessa.

                Al momento l'unico mezzo di comunicazione che possiamo utilizzare è il social network “Facebook” all'indirizzo :https://www.facebook.com/pages/IL-POCO-CHE-PUO-SALVARE-TANTI/235872373122588 e le mail come la presente, ma sabato prossimo all’aula Rostagno del Comune di Palermo, lanceremo l’iniziativa con una conferenza stampa alla quale parteciperà una parte degli artisti che hanno aderito.

                Fra i vari gruppi artistici, hanno aderito finora Le Cozze, Matilde Politi, Said Benmsafer  ma altri ancora si stanno aggiungendo.

                Con la certezza che Palermo non farà mancare il suo vitale contributo, anche sul numero di c/c con donazioni da utilizzare per i versamenti : IT 66L 02008 04650 000101460329, presso UNICREDIT,  filiale di Palermo, V. Vittorio Emanuele (28602) indicando nella causale “IL POCO CHE PUÒ SALVARE”, rinnovo l'appello di contribuire con ogni mezzo, anticipatamente a buon rendere.

                Inoltre, ogni contributo utile sarà gradito alla riunione organizzativa che avrà luogo giovedì pomeriggio alle ore 17,30 nella sede dell'arca in Via Porta di Castro 171.

Il Presidente dell'Arca
Federazione delle Associazione e delle Comunità Immigrate
Zaher DARWISH
federazione.larca@gmail.com
 


venerdì 29 luglio 2011

Chiudere il centro di Mineo superando una gestione ideologica e irrazionale dell'accoglienza dei rifugiati

COMUNICATO STAMPA del 28 Luglio 2011

Lo scoppio delle gravi violenze nel centro di accoglienza di Mineo avvenuto tra il 26 e il 27 luglio, ha colto le Autorità locali di sorpresa e per molte ore tutti - rifugiati, tra cui donne e minori e gli stessi operatori delle organizzazioni umanitarie - sono di fatto rimasti esposti alla violenza che si è scatenata all’interno del centro. Ciò ha evidenziato una grave impreparazione nella gestione di una situazione che era assolutamente prevedibile.
 
L’ASGI ricorda che dal momento della sua istituzione, nel marzo del corrente anno, fino a tutt’oggi, il cd. “Villaggio della solidarietà” di Mineo non ha ancora una natura giuridica chiara e, fatta salva la sistemazione alloggiativa, i servizi di informazione legale, di orientamento sociale e di presa in carico delle situazioni maggiormente vulnerabili non sono stati di fatto attivati ovvero sono gestiti attraverso interventi tampone realizzati da UNHCR e da altri pochi altri enti che chiaramente non possono (e forse neppure dovrebbero) supplire a carenze di tipo strutturale. 
 
Il Centro, nel quale mancano in particolare personale adeguatamente formato e mediatori linguistici, si configura come una sorta di non-luogo, totalmente isolato dal territorio (la struttura è priva persino di mezzi di collegamento pubblici) dove le persone conducono la loro quotidianità in una condizione di apatia e rassegnazione. Il Centro non ha alcuna interazione sociale e culturale con il territorio che lo circonda, sia per mancanza di un progetto in tal senso, ma anche per l’insanabile squilibrio tra il gigantismo del Centro stesso e un territorio che già soffre una condizione di marginalità e scarso sviluppo. 
 
In questo contesto cresce, evidentemente ed inevitabilmente, la sfiducia verso le istituzioni italiane e verso un futuro che non si intravede affatto, così che è fin troppo facile lo sviluppo di tensioni e conflitti, anche gravi, che divampano a seguito del rincorrersi di notizie vere o inventate, ovvero per il riaccendersi di rivalità e contrapposizioni tra gruppi nazionali che possono percepire l’esistenza di trattamenti differenziati, senza che le istituzioni siano in grado (o vogliano) approntare strumenti adeguati per gestire questa complessità. 
 
Non si tratta dunque di rimediare a questa o quella carenza: il centro di Mineo è oggi ed è destinato a rimanere una polveriera che va chiusa quanto prima. L’idea stessa di potere gestire delle macrostrutture ove segregare di fatto migliaia di persone per mesi o forse per anni (tali sono le attuali previsioni per la conclusione dell’esame delle domande di asilo delle quasi 2000 persone presenti) costituisce un progetto irrazionale che produce disagio, alimenta circuiti di violenza ed è fonte di spreco di denaro pubblico. 
 
L’ASGI ricorda nuovamente che l’accoglienza dei rifugiati deve avvenire secondo modalità quanto più possibile decentrate, con un rapporto congruo tra strutture di accoglienza e servizi del territorio e garantendo fin dalla prima accoglienza, i servizi di informazione, supporto e orientamento legale e sociale previsti dalla normativa comunitaria e dal diritto interno.
 
A.S.G.I. - Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazioneSegreteria Organizzativa - Udine - tel/fax +39.0432.507115 - cell. 3470091756
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domenica 26 giugno 2011

Comune di Palermo: Statistiche sugli immigrati. Popolazione minorile

Comune di Palermo
SETTORE SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI
U.O. Affari Generali
“CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI”
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
(newsletter realizzata grazie al progetto “Osservatorio giuridico-legislativo sulle migrazioni”)

Qual è la consistenza della popolazione minorile (0 – 17 anni) a Palermo?

Quanti fra questi sono stranieri?

La popolazione minorile a Palermo, al 31.12.2010, è di 129.332; gli stranieri sono 4.932 pari quindi al 3,8 per cento del totale dei residenti. Le circoscrizione con più stranieri minorenni sono: la prima circoscrizione (1250) e la quinta circoscrizione (1.034).

Nella prossima newsletter riporteremo quali sono, per fasce di età, le circoscrizioni più popolate da minorenni stranieri e quelle più popolate da palermitani.


lunedì 20 giugno 2011

19 giugno, Milano: Immigrati incatenati presso la sede della Lega a Milano

Gli immigrati si sono incatenati alla sede della Lega in Piazza 24 maggio a
MILANO.


ECCO IL LORO MESSAGGIO

"Chiediamo che si rispetti la decisione del Consiglio di Stato e si rilascino i permessi di soggiorno. Chiediamo di incontrare il procuratore per aprire indagini sulle truffe. Venite a sostenerci. Rimaniamo tutta la notte fino a domani."

Fonte: Mailing list della Rete Primo Marzo Italia

sabato 4 giugno 2011

Lampedusa, ancora proteste, Altri dieci ingoiano lamette e vetro

Emergenza sull'isola per i tunisini che danno vita ad atti di autolesionismo per evitare il rimpatrio. Numerosi i ricoveri negli ospedali di Agrigento e Palermo.

E' diventata un'emergenza vera e propria la protesta attuata da molti immigrati tunisini ospiti del centro di accoglienza di Lampedusa. Dopo i dieci migranti trasferiti fino a ieri pomeriggio tra gli ospedali di Agrigento e Palermo per avere ingoiato lamette e pezzi di vetro per protestare contro il rimpatrio, anche nella tarda serata di ieri altri maghrebini hanno compiuto gli stessi atti di autolesionismo.

Altri dieci tunisini hanno ingoiato lamette e si sono procurati ferite. Alcuni di loro sono già stati dimessi dal poliambulatorio, mentre gli altri sono ancora ricoverati in osservazione e verranno certamente trasferiti oggi in elisoccorso fino all'ospedale "Cervello" di Palermo dove dovrebbero essere sottoposti ad intervento chirurgico.

I migranti tentano così l'ultima carta per evitare il rimpatrio ma rischiano la vita, come conferma anche il direttore del poliambulatorio, Pietro Bartolo. Finora i casi sono stati una trentina. "Sono sempre di più i migranti che arrivano al pronto soccorso con le lamette in gola. Alcuni, sapendo di rischiare la morte immediata, mettono dello scotch intorno alle lame che però rischia spesso di rompersi mettendo in pericolo la vita di queste persone".

(03 giugno 2011) © Riproduzione riservata

Fonte: Repubblica Palermo

venerdì 3 giugno 2011

Class action contro il Viminale per i diritti degli immigrati

Ostacoli burocratici, questure che prendono tempo, pratiche di rinnovo che si smarriscono o si perdono

ROMA. Novanta giorni di tempo al ministero dell’Interno per un intervento chiarificatore che faccia in modo che i tempi previsti dalla legge per l’ottenimento della cittadinanza italiana o dei ricongiungimenti familiari siano effettivamente rispettati. Sono i termini della diffida inviata dalla Cgil con il suo patronato Inca e Federconsumatori, al Viminale sotto forma di class action a tutela degli immigrati residenti in Italia.

L’obiettivo è quello di mutare la prassi attuale, con i cittadini stranieri costretti ad attendere oltre i termini previsti dalla legge per ottenere diritti che sulla carta sono sanciti ma nella pratica vengono ancora negati.

L'idea, presentata oggi in conferenza stampa, nasce dall’esperienza sul campo del sindacato e del patronato, entrati in contatto con decine di migliaia di immigrati che hanno avuto la necessità di assistenza e di tutela nei loro rapporti con la pubblica amministrazione, nelle pratiche di rinnovo o di rilascio del permesso di soggiorno, nelle procedure di regolarizzazione della posizione lavorativa, nelle richieste di ricongiungimento familiare. Già numerose azioni di tutela e vertenze individuali sono state svolte nel corso degli anni, ma ora viene messa in atto un’azione collettiva “per il ripristino della correttezza e dell’efficienza dei procedimenti amministrativi”. Il riferimento è soprattutto alla “sistematica e gravissima violazione dei termini massimi per la conclusione dei procedimenti amministrativi”: la legge prevede che le procedure di naturalizzazione debbano concludersi entro due anni dalla presentazione della domanda ma in concreto vi sono casi di attese di tre, quattro e più anni senza alcun cenno di riscontro da parte dell’Amministrazione.

Un disservizio, precisa la Cgil, ancor più grave alla luce del contributo di 200 euro che i richiedenti versano all’atto della domanda dal 2009, una vera e propria “tassa” senza alcun ritorno in termini di efficienza della procedura. La Cgil ha messo insieme 63 casi, fra i tanti segnalati, che costituiscono oggetto della class action insieme ad una decina di casi di rilascio del titolo di soggiorno permanente ai familiari. Si tratta, in questo caso, del diritto per i familiari (genitori e figli) di lungo soggiornanti, di ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno a carattere permanente: “Molte questure – denuncia la Cgil – si ostinano a procrastinare la concessione del titolo fino a che ciascuno dei familiari non abbia autonomamente maturato il requisito della presenza ultraquinquennale sul territorio italiano”.

Di fronte a questa realtà, Cgil, Inca e Federconsumatori hanno inviato diffida al ministero dell’Interno che è tenuto a fornire risposta entro 90 giorni dal ricevimento. In assenza di risposta o con risposta insoddisfacente, può essere promossa entro un anno una vera e propria azione di classe in sede giurisdizionale innanzi al Tar del Lazio, alla quale possono partecipare tutti coloro che versano nella situazione analizzata. Il Tar emette una sentenza che può accertare la violazione con un ordine di rimozione del disservizio. E proprio questo, immediatamente dal Viminale o successivamente attraverso il Tar, è l’obiettivo della Cgil: fare in modo che i tempi che la legge indica siano effettivamente rispettati. In seguito alla delibera del Tar, peraltro, potrà eventualmente essere svolta un’ulteriore azione per il risarcimento dei danni subiti: un’intenzione per il momento non prioritaria e che – viene assicurato – se il principio sarà riconosciuto, a suo tempo verrà realizzata.

di Redattore Sociale





L’esercito dei freelance. Il lavoro sta cambiando, è noto.

Nei paesi industrializzati si trasformano i lavori e i lavoratori, assumendo in modo sempre più dinamico nuove forme e identità, che non necessariamente però corrispondono a condizioni economiche e di vita migliori.

Quello che cresce, in particolare, è il lavoro autonomo legato all’economia della conoscenza, alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ma anche alla continua esternalizzazione dei servizi. È il cosiddetto “terziario avanzato di seconda generazione”, se con “prima generazione” si intende il lavoro delle professioni, degli albi e degli ordini.

Dal traduttore al webmaster, dal formatore all’organizzatore di eventi, dal giornalista al consulente informatico, sono tutti lavori necessariamente flessibili e ad alto contenuto intellettuale e creativo. Tutti parte, comunque, della grande famiglia dei freelance, che abbiamo la partita Iva o un contratto di collaborazione a progetto.

Si tratta di una categoria che le organizzazioni sindacali ancora fanno fatica a rappresentare, se non addirittura a comprendere nella rapida, costante evoluzione. D’altra parte, spesso si tratta di lavori che solo formalmente risultano autonomi e flessibili, perché di fatto sono dipendenti camuffati, pagati poco e con contratti precari. Si stima che questi ultimi, tra contratti a tempo determinato, cocopro e partite Iva, oggi siano circa 4 milioni in Italia.

In occasione del Primo Maggio, il linguista Noam Chomsky ha scritto sul sito Truthout un editoriale dal titolo L’attacco internazionale al lavoro: “Il termine “precarietà”, coniato dagli attivisti italiani, all’inizio si riferiva alla precarietà esistenziale dei lavoratori ai margini, come le donne, i giovani e gli immigrati”. In seguito, secondo Chomsky, l’applicazione del termine si è estesa a una condizione di precarietà crescente per la base della forza lavoro, che subisce progressivamente la desindcalizzazione, la flessibilizzazione e la deregolamentazione.

In ogni caso, la novità è che l’esercito dei nuovi professionisti comincia a sentire il bisogno di muoversi per “rivendicare collettivamente ” – tanto per usare un’espressione fordista – tutele e garanzie, quelle contrattuali così come quelle previdenziali, ad esempio. Sono per lo più giovani, molto qualificati ma con poca esperienza e con pochi contatti, anzi spesso isolati e in competizione tra loro, che però oggi sentono il bisogno – detto in chiave post-fordista – di creare coalizioni, di attivare reti.

Nascono così le prime associazioni e organizzazioni. Un buon esempio in Italia è Acta, Associazione consulenti terziario avanzato, che proprio oggi a Roma presenta il Manifesto. “È un nuovo programma per il riconoscimento del valore del lavoro professionale in Italia – si legge nella presentazione – e intende incentivare e rinforzare la coalizione tra chi non gode oggi di un’adeguata rappresentanza sociale”.

L’esperienza di Acta e delle altre associazioni nate in paesi ad alta intensità di lavoro autonomo – come Stati Uniti e Regno Unito – è illustrata nel saggio appena uscito “Vita da freelance” di Sergio Bologna e Dario Banfi, con una ben documentata analisi delle dinamiche che queste professioni stanno seguendo.

Dal testo emerge con chiarezza anche il ritardo della giurisprudenza italiana. “È necessario portare questi lavoratori nella maglie del diritto del lavoro, sottraendoli alla pura esposizione verso il diritto commerciale. I freelance non sono merce, sono sono imprenditori o capitalisti… sono lavoratori”, scrivono Bologna e Banfi. Dunque, aggiungiamo, hanno diritto a condizioni di lavoro dignitoso, per come lo intendono anche le norme internazionali.

In effetti, per quanto inedite nella forma, le condizioni di lavoro autonomo avanzato, specialmente quando questo è frutto di esternalizzazione, non sembrano poi tanto innovative nella sostanza.

“Nel cosiddetto lavoro a domicilio questo sfruttamento diventa più spudorato che nella manifattura, perché la capacità di resistenza degli operai diminuisce quando sono dispersi (…) perché cresce la irregolarità dell’occupazione e perché la concorrenza fra operai arriva di necessità al massimo”. Lo scriveva nel 1867 Karl Marx, nel libro I del Capitale.


Fonte: Lavoro Dignitoso di Vittorio Longhi



lunedì 30 maggio 2011

PETIZIONE: Chiudere il Cie di S. Maria Capua Vetere, già oltre 300 firme

La petizione lanciata da Maurizio Braucci, Goffredo Fofi, Alessandro Leogrande e Roberto Saviano raccoglie le adesioni di intellettuali e personaggi pubblici. "Situazione oltre ogni tollerabilità"

ROMA- Una petizione per chiudere il Cie di S. Maria Capua Vetere dove sono recluse 102 persone di nazionalità tunisina. A proporla sono Maurizio Braucci, Goffredo Fofi, Alessandro Leogrande e Roberto Saviano. “Lunedì 2 maggio – si legge nella petizione -, al seguito dei senatori Annamaria Carloni (Pd) e Mario Perduca (Radicali), siamo entrati nel Centro di identificazione ed espulsione di S. Maria Capua Vetere. Già con una posizione fortemente critica verso il ricorso a luoghi del genere per gestire un’emergenza umanitaria, abbiamo constatato insieme agli altri visitatori che nel Cie in questione la situazione è oltre ogni tollerabilità in termini di diritti umani e di condizioni igienico sanitarie. Così, in collaborazione con la Rete Antirazzista Campana e il Centro Sociale Ex Canapificio di Caserta, abbiamo scritto una petizione al ministero dell’Interno per la chiusura del Cie di S. Maria Capua Vetere e per un trattamento democratico delle persone lì segregate. La petizione è sottoscrivibile al sito http://www.firmiamo.it/liberimigranti

La petizione chiede l’immediata chiusura del Centro al fine di riservare un trattamento democratico delle persone lì senza motivo detenute e cessare l’umiliante situazione che, lungi dall’affrontare l’emergenza attuale, sta soltanto creando un assurdo meccanismo di uomini trasformati in bestie e in aguzzini; la valutazione equa, condotta caso per caso da parte degli organi incaricati, del riconoscimento di protezione umanitaria per le 102 persone recluse con un’illecita procedura che viola l’articolo 13 della Costituzione”. Si chiede inoltre “che la stessa disposizione di chiusura venga estesa agli altri Centri di identificazione ed espulsione in cui i profughi della recente emergenza del Nord Africa sono reclusi senza le necessarie condizioni igieniche e sanitarie e senza il rispetto delle procedure previste dalla legge”.

Finora, in tre giorni, hanno aderito 321 persone tra artisti, intellettuali e personaggi pubblici tra cui Fabrizio Gifuni, Nicola La Gioia, Toni Servillo, Gianni Berengo Gardin, Paolo Mereghetti, Valeria Parrella, Giacomo Panizza, Marco Martinelli, Helena Janeczek, Roberto Koch, Roberta Carlotto, Vittorio Giacopini, Edoardo Brugnatelli, Carlo De Maria, Rodolfo Sacchettini, Fausta Orecchio, Stefano Liberti, Enzo Ferrara, Stefano Trasatti, Roberta Mazzanti, Costantino Cossu, Silvia Dai Pra', Maria Salvati, Adriano Prosperi, Gianni Volpi, Luca Rastello, Giovanni Maria Bellu, Maria Nadotti.

Intanto mercoledì 11 maggio la Commissione per i diritti umani del Senato sarà [è stata, ndr.] al Cie di Santa Maria Capua Vetere.

Copyright di Redattore Sociale

lunedì 23 maggio 2011

Concorso "Mandami una canzone" aperto a tutti gli emigrati italiani con residenza nell'ambito dei Paesi europei e non

BANDO “MANDAMI UNA CANZONE”


in collaborazione con Ministero degli Affari Esteri e Rai Internazionale


REGOLAMENTO


Art. 1 - Presentazione -


Con lo scopo di promuovere e preservare la lingua italiana presso i nostri emigrati, l’Associazione Mecenate 90, con sede legale in Corso Vittorio Emanuele II, 21 00186 Roma, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Ministero Affari Esteri, il Centro per il Libro e la Lettura, il Censis, la Società Dante Alighieri e Rai Internazionale, promuove il concorso “Mandami una canzone”.


Il concorso è aperto a tutti gli emigrati italiani, con residenza nell’ambito dei Paesi europei e non.


ORGANISMI:


Giuria popolare;


Il risultato della graduatoria e la scelta del vincitore verranno resi noti sul sito http://www.trofeodellalinguaitaliana.it/ entro il 30 settembre 2011.


STRUTTURA


Il vincitore del concorso “Mandami una canzone” sarà invitato ad esibirsi nella giornata conclusiva e celebrativa del “1° Trofeo della Lingua Italiana”, che si terrà a Firenze, nella seconda quindicina del mese di ottobre 2011.


Art. 2 - Categoria di cantanti -


Il concorso è aperto a tutti gli emigrati non professionisti che desiderano confrontarsi con la loro lingua d’origine o avvicinarsi al fascino della stessa.


Sono ammessi cantanti solisti, gruppi musicali, band e gruppi vocali.


Art. 3 - Tipologia dei partecipanti -


I partecipanti devono essere liberi da vincoli contrattuali con le case discografiche o da impegni con terzi che abbiano carattere continuativo, aventi oggetto le loro prestazioni artistiche e l’uso della loro immagine nei settori della televisione, della musica e dello spettacolo in genere, ciò a pena di inammissibilità al concorso, dato lo spirito assolutamente “dilettantistico” del concorso.


Art. 4 - Iscrizione degli artisti -


Le iscrizioni al concorso sono aperte fino al 15 aprile 2011.


Gli artisti potranno iscriversi on line sul sito http://www.trofeodellalinguaitaliana.com/ inserendo, a seguito della loro registrazione e dell’inserimento di una foto personale sul sito stesso, username e password.


La canzone dovrà essere inviate sul sito http://www.trofeodellalinguaitaliana.com/ entro il 15 luglio 2011.


Iscrizione on line e invio canzone:


• Compilare il form con tutti i dati richiesti.


• Allegare il testo “parolato” della canzone inedita.


• Allegare in mp3 o in mp4 l’intero testo della canzone inedita.


Il materiale inviato non verrà in alcun modo restituito (art.11) e sarà facoltà dell’Organizzazione inviarlo al macero dopo la conclusione della manifestazione.


L’Organizzazione non si assume responsabilità di eventuali disguidi o ritardi postali in alcuna fase del Concorso.


Art. 5 - Verifica delle iscrizioni -


L’Associazione Mecenate 90 provvederà al controllo e alla gestione delle iscrizioni degli aspiranti candidati.


Art. 6 - Caratteristica dei brani -


I brani dovranno avere le seguenti caratteristiche:


• avere una durata non superiore ai 4’00’’ (quattro) minuti;


• essere in lingua italiana o anche dialetti della lingua italiana;


• non potranno essere puramente strumentali;


• potranno essere eseguiti anche senza base musicale;


• non contenere messaggi, anche indirettamente pubblicitari, promozionali o offensivi;


• non contenere elementi che si pongano in violazione della legge o lesivi di diritti, anche di terzi, o messaggi che offendano il comune senso del pudore, le persone, lo Stato e le Pubbliche Istituzioni.


Art. 7 - Premio -


I candidati (singoli o non) concorreranno per l’assegnazione del:


“ 1° Premio del 1° Trofeo della Lingua Italiana - sezione “Mandami una canzone” -


“ Alla ricerca delle proprie origini ”, che consisterà in un week end nella rispettiva terra natia.


Art. 8 – Responsabile del procedimento –


Il responsabile del procedimento, ai sensi e per gli effetti della Legge n. 241/1990, è il dott. Leonardo Vincenzo Prato.


Art. 10 – Utilizzo e diffusione dei dati –


Ai sensi dell’art. 13 del Decreto legislativo 30/06/2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” si informa che:


a) I dati personali richiesti o acquisiti possono essere raccolti, trattati, comunicati e diffusi a soggetti esterni per finalità connesse allo svolgimento di altre attività affini.


b) Il conferimento dei dati personali di cui al punto a) è obbligatorio.


c) Per le medesime finalità di cui al punto a) i dati personali possono essere comunicati ad altri soggetti pubblici, enti ed associazioni, anche fuori dal territorio nazionale.


d) Il trattamento dei dati può essere effettuato tramite gli strumenti manuali, informatici e telematica atti a gestire i dati stessi ed avviene in modo da garantirne la sicurezza e la riservatezza.


e) Gli interessati sono titolari dei diritti di cui all’art. 7 della citata legge, tra i quali figura il diritto di accesso ai dati che li riguardano, nonché alcuni diritti complementari tra cui il diritto di rettificare, aggiornare, completare o cancellare i dati erronei, incompleti o raccolti in termini non conformi alla legge, nonché il diritto di opporsi al loro trattamento per motivi legittimi.


f) Titolare del trattamento dei dati è Mecenate 90, con sede in Corso Vittorio Emanuele II, 21 00186 Roma.


Roma, 24/1/2011        Associazione Mecenate 90

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