Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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sabato 24 marzo 2012

Dal Primo Marzo parte la riscossa dei Migranti

Un corso sul diritto degli stranieri, un comitato per le vittime della tratta ed un osservatorio contro le discriminazioni razziali.
 
Dal Primo marzo, giornata contro il razzismo istituzionale, partono tre importanti iniziative per la tutela dei diritti dei migranti. Sono stati mesi difficili, gli ultimi, per le comunità di stranieri residenti a Palermo. Mesi di abusi, di violenze, di lutti. Ci sono stati i raid razzisti alla Zisa, con tre tamil pestati a sangue dal branco. Quindi, le frequenti ruberie ai danni di ambulanti nel centro storico. Infine, la morte di due ragazze nigeriane. Prima è toccato a Favour Nike Adekunle, il cui corpo senza vita è stato ritrovato il 22 dicembre nelle campagne di Misilmeri. Poi, lo scorso 5 febbraio, è stata la volta della ventiduenne Loveth Edward, il cui è cadavere è stato abbandonato in via Filippo Juvara, come fosse un rifiuto di cui disfarsi in tutta fretta. A loro è intitolato il coordinamento, composto da una ventina di associazioni e parrocchie, che chiede giustizia per le ragazze uccise e tutela per le altre vittime di un sistema di sfruttamento che mercifica le vite umane e ne fa
carne da macello. “Il problema della tratta rappresenta la peggiore violazione diritti umani che possa concepire l’uomo, eppure avviene ogni giorno sotto i nostri occhi, anche nella nostra città - denuncia il presidente del Ciss, Sergio Cipolla -. Se un secolo e mezzo fa uno schiavo costava 70mila dollari, oggi viene comprato con 10-15mila euro, una cifra che scende a mille euro se si tratta di un minore. Il fenomeno passa sotto silenzio e si interviene sulle prostitute solo per ridare decoro alla città”.

È attivo da qualche giorno anche l’osservatorio che porta il nome di Nourredine Adnane, l’ambulante tunisino [marocchino, ndr.] che si diede fuoco giusto un anno fa, come reazione agli asfissianti controlli dei vigili urbani. In Tunisia un gesto analogo accese la miccia della primavera araba; a Palermo, l’operato di alcuni agenti della polizia municipale ha innescato un’indagine della Procura, ancora in corso. “La Polizia municipale si è dimostrata particolarmente attiva nell’attuazione di un’ordinanza comunale che vieta agli ambulanti di sostare per più di un’ora nello stesso posto”, ricorda Giorgio Bisagna, legale di diversi venditori immigrati. Nella città delle mille bancarelle improvvisate, gli stranieri sarebbero oggetto di particolare attenzione da parte dei caschi bianchi. La discriminazione istituzionale è uno dei punti all’attenzione dell’osservatorio, assieme a quella veicolata dai media, il cui linguaggio finisce spesso per deumanizzare e deindividualizzare i migranti, ma anche per incattivire le stesse vittime.
 
“L’isolamento produce autoesclusione: vogliamo stare vicino alle vittime e fare rete con gli sportelli per i migranti operativi nel territorio”, spiega Alberto Biondo, laico comboniano. Già attiva una segreteria telefonica (0917524593) per denunce anche in forma anonima, un numero di cellulare (3881749722) e un indirizzo email (palermonondiscrimina@gmail.com), mentre lo sportello sarà attivo presso la sede dei laici missionari comboniani due volte la settimana, per raccogliere testimonianze e offrire consulenza legale e psicologica. Un’iniziativa per spingere a denunciare, vincendo la paura di possibili ritorsioni.
 
“La crisi economica e la crescente disoccupazione fanno ritenere quasi giusto trattare gli immigrati come bestie, legittimo il loro sfruttamento”, dice Fulvio Vassallo Paleologo, docente di diritto d’asilo della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, che annuncia: “Per dare un quadro normativo in materia di protezione internazionale il prossimo 6 marzo partirà il corso su diritto d’asilo e status di rifugiato, che intende coinvolgere avvocati ed esperti del settore”. In cantiere ci sono inoltre corsi di formazione sul tema per legali, magistrati e assistenti sociali.
 
Intanto, si guarda alla frontiera lampedusana. Il bollettino degli arrivi tace da tempo ma le notizie che arrivano da oltremare parlano di migliaia di persone pronte ad affrontare la traversata.
 
“Auspichiamo che non ci sarà una nuova emergenza, ma dobbiamo prepararci perché non ci colga di sorpresa” ha detto il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi, atterrato venerdì sull’isola assieme al ministro degli Interni Cancellieri.

Fonte: ASUD'EUROPA Anno 6 N. 9 - 5 marzo 2012
di Luca Insalaco

mercoledì 29 febbraio 2012

ll 1° marzo 2012 torna lo sciopero degli stranieri "Primo Marzo- Un giorno senza di noi" organizzato dalla Rete Primo Marzo, in tantissime città italiane

ll 1° marzo 2012 torna lo sciopero degli stranieri
"Primo Marzo- Un giorno senza di noi"
organizzato dalla Rete Primo Marzo

Tutti in piazza contro la legge Bossi-Fini. Contro il razzismo istituzionale. Per una regolarizzazione slegata dal lavoro. Per la chiusura immediata dei C.I.E.

LO SCIOPERO. Bolzano: piazza della mostra presidio con mostra fotografica ore 14.00-19.00; Milano: presidio e interventi in piazza Duomo ore 17.30-19.30; Lecco: presidio e interventi in piazza Diaz ore 18.00; Reggio Emilia: presidio piazza Prampolini ore 10.00-13.00, nei giorni 2 e 3 marzo volantinaggio e sensibilizzazione sulla sanatoria truffa ore 10.00-13.00 in piazza Prampolini.
 Bologna: Moveparade con Coordinamento Migranti e On the move, generazioni in movimento corteo da piazza dell’Unità ore 9.00; Campagna di sensibilizzazione L'Italia sono anch'io e LasciateCIEntrare ore 10.00–12.00; presidio in piazza Maggiore ore 16.00 microfono aperto; concerto Hip Hop ore 19.30; Padova: iniziativa davanti alla Prefettura; Imola: presidio e interventi piazza Caduti della libertà presidio ore 17.30 e a seguire assemblea pubblica via Morelli, sala Aurora, ore18.30; Udine: Comune ore 15.00, convegno “Immigrazione e diritti di cittadinanza”; Firenze: corteo da piazza Santissima annunziata ore 16.00 con arriva in piazza Santa Maria Novella e comizio conclusivo; Roma: iniziativa sulla comunicazione con Italiadue le generazioni in onda e Compagnia delle lettere, diretta Radio Popolare Network, 103.3 Mhz dalle ore 18.30 al Brancaleone; Napoli: corteo da piazza Garibaldi a piazza Pleibiscito ore 9.00; Campobasso: presidio in piazza municipio ore 18.00 e ore 20.00, via Muricchio, sala Alphaville, proiezione del film “Benvenuti in Italia”; Bari: presidio e manifestazione piazza Umberto, ore 16.30-19.30; Oristano: iniziativa dedicata a Rossella Urru in piazza Roma ore 16.00-17.30 e ore 18 al centro servizi culturali proiezione del film di Fred Kuwornu "18 IUS SOLI-Il diritto a essere italiani”; Palermo: dip. G.Mosca, piazza Bologni 8, aula Sturzo ore 10.00 convegno “ La tutela dei migranti contro le discriminazioni”; Vittoria: aula consiliare del Comune ore 17.30 convegno cittadinanza, legalità, sviluppo: l’immigrazione al tempo della crisi”; Corleone: (28 febbraio) aula consiliare, piazza Garibaldi, ore 12.00 convegno “Corleone: da terra di emigrazione a città di accoglienza”; Termini imprese: (29 febbraio) ore 10.30, sala conferenze ex padri riformati, piazza Sant’Antonio, convegno “immigrazione: l’inclusione è sicurezza”; Alcamo: (2 marzo) piazza Cullo, collegio dei gesuiti ore 10.00: “immigrazione, cittadinanza e cooperazione: la Sicilia al centro del mediterraneo”; Montevarchi: Ginestra fabbrica della conoscenza, ore 18.00 via della Ginestra 21; Agrigento: manifestazione a Porta di Ponte ( altezza villetta "N.Gallo"), ore 18.00 - 20.00.

MODALITÀ PER UNA PIAZZA COLORATA IN GIALLO:

Copripassaporto
Il colore di riferimento di Primo marzo è tradizionalmente il giallo, scelto per la sua neutralità politica e perché è considerato il colore del cambiamento. Ogni piazza italiana, a seconda delle modalità scelte dai gruppi locali, sarà riempita di foulard, spille, nastri e palloncini gialli; bandiere per chi è costretto al lavoro in casa come badanti o collaboratrici domestiche. Sono inoltre previsti eventi a tema, interventi di migranti e flash-mob in cui simbolicamente si taglierà un lungo nastro giallo indicando così la rottura dei confini e l’abbattimento delle frontiere. Nelle scuole s’invitano i ragazzi ad indossare indumenti gialli. Vi invitiamo, quindi, a usare già da oggi un braccialettino o un nastrino di questo colore come segno di riconoscimento.

Il Copripassaporto: quest’anno in ogni piazza italiana verrà distribuito un copripassaporto la cui stampa, scaricabile da internet, riporterà il primo e l’ultimo articolo della Carta mondiale dei migranti di Gorèe www.wcm-cmm.org. 

 


Per informazioni:
ufficio stampa 342 7265787
primo.marzo.ufficio.stampa@gmail.com

di Rete Primo Marzo

1 marzo, Palermo: Convegno "La tutela dei migranti contro le discriminazioni"



Fulvio Vassallo Paleologo, Univ. di Palermo
Profili costituzionali ed internazionali del prin­ci­pio di uguaglianza e del divieto di discriminazioni

Gaetano Pasqualino, avvocato
Lineamenti normativi in materia di divieti di discriminazioni

Daniele Papa, avvocato
La discriminazione degli stranieri nell'accesso ai rapporti di lavoro

Giorgio Bisagna, avvocato
Discriminazioni in materia di iscrizione anagrafica dei cittadini stranieri e poteri di controllo della polizia locale

Angelo Raneli, avvocato
Profili discriminatori dell’«emergenza nomadi» in Italia

Clelia Bartoli, Università di Palermo
Razzismo istituzionale e responsabilità di sistema

Ci saranno inoltre interventi di diverse associazioni, tra cui:

Tindara Ignazzitto, Rete Primo Marzo e associazione “Giù le frontiere”
Il Primo Marzo 2012 contro il razzismo istituzionale e la precarietà

Alberto Biondo, Laici Missionari Comboniani
L'Osservatorio contro le discriminazioni razziali «Noureddine Adnane»

CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud
Una proposta di coordinamento anti-tratta. La prospettiva della cooperazione internazionale

L'Arca (Federazione Associazioni e Comu­ni­tà Immigrate) e Asantesana onlus

Gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza che partecipano al convegno hanno diritto a 1 CFU previo superamento di un esame orale.


sabato 18 febbraio 2012

Appello per un incontro a Catania fra le realtà antirazziste sul lavoro migrante nelle campagne meridionali

In vista del 1 marzo 2012

Dal 2006 interveniamo a Cassibile per denunciare la piaga del caporalato nel siracusano durante la stagione della raccolta delle patate (aprile/giugno); come ogni anno le istituzioni attrezzano tendopoli per "accogliere" 100/150 migranti (su una presenza di 700/1000) durante l'emergenza, naturalmente l'accoglienza viene garantita solo ai "regolari" e nessuno si pone il problema della verifica dell'assunzione regolare nel lavoro; due anni fa lanciammo la campagna delle patate solidali attraverso alcuni GAS per disincentivare le ditte che non mettono in regolare i lavoratori, ma per avere un minimo d'incidenza sarebbe necessario un coordinamento strutturato fra l'associazionismo siracusano e siciliano. Consideriamo grave l'indifferenza locale che ha rimosso l'eroica lotta dei braccianti siracusani, che riuscì a debellare le piaghe delle gabbie salariali e del caporalato e che costò la vita ad Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia il 2/12/1968 ad Avola, a pochi Km da Cassibile.

Dopo le rivolte negli anni scorsi dei migranti a Castelvolturno ed a Rosarno e la significativa esperienza nell'estate scorsa a Nardò, nel Meridione si stanno esprimendo incoraggianti livelli d'autorganizzazione dei migranti e pensiamo che le reti solidali e l'associazionismo antirazzista possano sostenere questi percorsi promuovendo lo scambio d'esperienze ed il coordinamento delle iniziative.

Proponiamo un primo incontro a Catania domenica 26/2 dalle ore 11 in via Coppola 6 (c/o piazza teatro Massimo, angolo via di Sangiuliano) nella sede di Officina Rebelde.

Per organizzare l'incontro del 26 e le iniziative per il 1 marzo indiciamo una riunione mercoledì 22 alle ore 19 in sede, via Caltanissetta 4.

Rete Antirazzista Catanese – 3803266160alfteresa@libero.it
 
 

venerdì 17 febbraio 2012

1 marzo 2012, Italia: Un giorno senza di noi, senza operai, braccianti, infermieri, muratori, imprenditori, colf e badanti. È lo sciopero degli immigrati.

La Repubblica, 15-02-2012 

VLADIMIRO POLCHI

ROMA - Un giorno senza di noi, senza operai, braccianti, infermieri, muratori, imprenditori, colf e badanti. È lo sciopero degli immigrati. Riparte il passaparola su internet: il terzo appuntamento è fissato per il prossimo primo marzo. "Nel 2010 e 2011 - si legge nell'appello del comitato promotore 1  - in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro la legge Bossi-Fini. La data del primo marzo è diventata così un punto di riferimento importante e anche quest'anno vogliamo che sia un giorno di mobilitazione".

Gli "scioperi" del 2010 e 2011. Più che di sciopero si dovrebbe parlare di "mobilitazione". Le esperienze dei due anni passati ne sono la riprova: salvo parziali astensioni dal lavoro in alcune fabbriche del Centro-Nord (soprattutto in Emilia-Romagna), lo sciopero, in senso tecnico, degli immigrati non ha funzionato. Perché? Tanti i motivi: primo, i sindacati non hanno voluto, né potuto, indire uno sciopero su base etnica; secondo, i lavoratori stranieri sono facilmente ricattabili dai datori di lavoro (difficile pensare allo sciopero di un bracciante) e lavorano in molti casi in nero; terzo, gli immigrati sono spesso divisi e non un corpo omogeneo capace di muoversi compatto. Ma l'iniziativa (soprattutto nel 2010) non è stata un flop: decine di manifestazioni locali e buona visibilità mediatica della protesta.

E ora il tam tam sulla rete riparte.

Dopo i fatti di Firenze. "La mobilitazione - scrivono i promotori del Primo marzo - questo anno è ancora più importante dopo l'uccisione a Firenze di Samb Modou e Diop Mor. È ora di fare chiarezza e dire che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere.  È così nel contratto di soggiorno per lavoro e nella presenza dei Cie. È stato così nella sanatoria truffa del 2009 e nella logica dei flussi. È così per i figli dei migranti che, compiuti 18 anni, devono sottostare alle impossibili regole di un permesso di soggiorno per studio, o diventare subito braccia da sfruttare con un permesso per lavoro".

Le richieste. Diverse le richieste con le quali il primo marzo si scenderà in piazza: "Per l'abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i Cie in Italia e in Europa; per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia; per dire no al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno; per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno".


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1 marzo 2012: Appello per una mobilitazione nazionale contro il razzismo istituzionale e la precarietà
 
Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini, mentre in decine di piazze si sono avuti presidi, cortei e iniziative. Lo hanno fatto autonomamente, trovando il supporto di tanti lavoratori e lavoratrici e di tante RSU. 

Migliaia di persone hanno manifestato con i migranti, mostrando che anche nella crisi si può lottare insieme per i diritti di tutti. La data del primo marzo è diventata così un punto di riferimento importante: anche quest’anno vogliamo che sia un giorno di mobilitazione e sperimentazione di nuove forme di lotta.
 


Questo è ancora più importante dopo i pogrom di Rom come quello di Torino e l’uccisione a Firenze di Samb Modou e Diop Mor. Un omicidio razzista che ha visto una grande reazione il 17 dicembre, guidata da migliaia di migranti scesi in strada a Firenze. E’ ora di fare chiarezza e dire che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere.
 

È così nel contratto di soggiorno per lavoro e nella presenza dei CIE (ex-CPT).
E’ stato così nella sanatoria truffa del 2009 e nella logica dei flussi.
E’ stato così nella creazione dell’emergenza profughi dopo le rivoluzioni in Nord Africa e nel mancato riconoscimento di fatto del diritto d’asilo.
È così per i figli dei migranti che, compiuti 18 anni, devono sottostare alle impossibili regole di un permesso di soggiorno per studio, o diventare subito braccia da sfruttare con un permesso per lavoro.
E’ così nel principio di un permesso di soggiorno “a punti” e nella tassa sul permesso di soggiorno, che vorrebbe scaricare sul salario dei migranti il costo di queste politiche. I migranti pagano le tasse e i costi della crisi come tutti gli altri lavoratori e lavoratrici e la nuova tassa andrà a sommarsi a tutto questo, a quanto già oggi costa rinnovare il permesso e ai 30 euro che si devono inspiegabilmente pagare alle Poste.
 


Se non si punta a cambiare radicalmente questo stato di cose che produce gerarchie e clandestinità, denunciare il razzismo diventa un gesto ipocrita.
La condizione migrante non è separata da quella di tutti gli altri, ma con la sua specificità mostra tendenze e dinamiche che ci coinvolgono tutti, in particolare sul terreno del lavoro. D’altro canto la condizione dei migranti è diversa da quella di tutti gli altri, perché solo per i migranti la precarietà e la crisi economica possono portare alla detenzione amministrativa e mette a rischio il permesso di soggiorno. Fuori da ogni retorica della solidarietà, quindi, riconosciamo che la clandestinità politica dei migranti e il razzismo istituzionale hanno reso tutti più insicuri. Per questo vogliamo scendere nuovamente in piazza assieme e allargare la mobilitazione contro una precarietà sempre
più diffusa.
 

Le lotte portate avanti dai migranti in questi anni hanno insegnato che non ci possono essere miglioramenti reali senza il protagonismo diretto. Lo sciopero del primo marzo ha fatto vedere in più che è possibile scioperare al di fuori delle logiche tradizionali, che la lotta sui posti di lavoro può unire là dove le leggi e la precarietà dividono.
 

Nella crisi economica e di fronte a leggi che producono razzismo e divisioni, vogliamo rilanciare un movimento che porti a cambiare questo stato di cose. Per questo lanciamo una mobilitazione diffusa su tutto il territorio, con iniziative articolate in base alle diverse possibilità e capacità, che non si esaurisca nella data del primo marzo, nello spirito della Carta dei Migranti approvata a Gorée (Senegal) e sulla base di alcuni principi condivisi:
 

· Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;
· Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;
· No al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;
· Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per il riconoscimento di fatto del diritto d’asilo senza ritardi, lungaggini e discrezionalità;
· Contro la precarietà, e per un welfare non basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;
· Per costruire insieme uno sciopero di tipo nuovo ancora più grande, capace di unire e cambiare questo stato di cose.
 

Per adesioni: primomarzo2010comitati@gmail.com


1° marzo 2012: è iniziata la mobilitazione nazionale che porterà il 1 marzo allo "sciopero dei migranti"

"Il Primo Marzo a Palermo
comincia con il ricordo di
Favour e Loveth."
Tindara Ignazzitto
Fiaccolata a Palermo 
il 16 febbraio 2012
(Foto di Sergio Di Vita)
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Di seguito un articolo sul Primo Marzo pubblicato su Il Manifesto

L’iniziativa era partita dalla Francia, e loro riportavano in Italia un sentire che non partiva dalla politica ma che la politica investiva: quello di vivere, con le proprie esperienze quotidiane, i propri sentimenti, la propria vita, in una realtà “meticcia”. Sui posti di lavoro, a casa, a scuola, nelle strade, nei luoghi di evasione e infine anche in quelli di impegno politico. La provocazione dello “sciopero” – a cui pure un giorno sarebbe bello arrivare, ma che come “applicazione pratica” trova da sempre grandi obiezioni nelle stesse rappresentanze sindacali, a partire da principi giusti (i lavoratori stranieri sono come tutti gli altri, non va creata né rivendicata differenza sui posti di lavoro), ma infine  anche “conservatori”, palle al piede che impediscono di osare quel salto in più, che invece sarebbe necessario – non è mai stata messa effettivamente in campo.

Il 1 marzo è diventato un giorno di presenza, di voce, ma anche – sempre di più  nonostante siano sparite le vaste eco che hanno accompagnato il primo anno – la capacità di fare un punto politico. Non è un caso che sarà il 1 marzo la giornata in cui si dirà che va tolta la “patente al razzismo”, con un richiamo esplicito alla riforma della “patente a punti” in salsa maroniana. Uno scandalo vero: la visione distorta, punitiva e maccheronica dei rapporti tra lo Stato e i migranti fatta legge. Ma è anche una giornata che sopravvive, nonostante tutto, con l’intento di offrire un occasione per riconoscersi. E’ bello che l’appello, che copio qui sotto, inviti tutti a indossare sin da subito un nastro giallo o qualcosa di simile. Facciamolo.

VIA LA PATENTE AL RAZZISMO: I PUNTI SONO FINITI

Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini avviando così un protagonismo diretto sui temi politici nodali per la nostra società, dimostrando come si possa lottare insieme per i diritti di tutti.

Il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere: uno stato di cose che produce gerarchie e clandestinità.

La condizione migrante, infatti, non è separata da quella italiana, ma con la sua specificità mostra tendenze e dinamiche che coinvolgono tutti, in particolare sul terreno del lavoro. Ma al contempo è diversa perché solo per i migranti precarietà e crisi economica possono portare a una detenzione amministrativa che mette a rischio il permesso di soggiorno e le scelte di vita relative a un processo migratorio costruito in anni di lavoro, impegno, rimessa in discussione dei propri parametri culturali e modi di vita.

Nella crisi economica e di fronte a leggi che producono razzismo e divisioni, vogliamo rilanciare un movimento che porti a cambiare questo stato di cose. Così, anche quest’anno per il primo Marzo, richiamiamo a una mobilitazione diffusa su tutto il territorio nazionale nello spirito della Carta dei Migranti approvata a Gorée (Senegal), sulla base di principi condivisi che difendono la libera circolazione delle persone e l’esercizio di una piena cittadinanza fondata sulla residenza e non sulla nazionalità. In tal senso intendiamo avviare un percorso che non si esaurisca nella data del primo marzo, ma unisca le persone in un filo giallo sovranazionale, cancellando le frontiere culturali che ancora ci limitano. Ciò è ancora più importante in Italia dopo i pogrom di Rom come quello di Torino e l’omicidio razzista a Firenze di Samb Modou e Diop Mor, che ha visto una grande reazione il 17 dicembre.

·     Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;

·     Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;

·     No al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;

·     Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per il riconoscimento di fatto del diritto d’asilo senza ritardi, lungaggini e discrezionalità;

·     Contro la precarietà, e per un welfare non basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;

·     Per costruire insieme uno sciopero di tipo nuovo ancora più grande, capace di unire e cambiare questo stato di cose.


Per informazioni a stampa, radio e tv

Telefono ufficio stampa: 342 7265787

Per interviste, inviare e-mail di richiesta all’ufficio stampa
poi chiamare: 366 5044328


Gruppo nazionale su Facebook 


Modalità di piazza:

Il colore di riferimento di Primo marzo è tradizionalmente il giallo, scelto per la sua neutralità politica e perché è considerato il colore del cambiamento.

Ogni piazza italiana, a seconda delle modalità scelte dai gruppi locali, sarà riempita di foulard, spille, nastri, palloncini gialli e le bandiere per chi è costretto al lavoro in casa, come badanti o collaboratrici domestiche. Sono inoltre previsti eventi a tema, interventi di migranti e flash-mob in cui simbolicamente si taglierà un lungo nastro giallo indicando così la rottura dei confini e l’abbattimento delle frontiere. Nelle scuole s’invitano i ragazzi ad indossare indumenti gialli.

Vi invitiamo, quindi, a usare già da oggi un braccialettino o un nastrino di questo colore come segno di riconoscimento.


In molte città italiane sono attivi comitati locali che lanceranno a breve i numerosi eventi sul territorio.

E’ il terzo anno che una variegata realtà di persone – singole, associazioni, coordinamenti, uomini, donne, grandi, piccole – danno vita a questa giornata. Che è stata un po’ un’anomalia nel panorama dell’antirazzismo italiano – da cui ha avuto sicuramente l’appoggio – però si è contraddistinta per modalità e parole nuove. Le donne che iniziarono tre anni fa a parlare – a partire da Facebook – della possiblità di indire un giorno di sciopero dei migranti in Italia erano un gruppo di amiche italiane e straniere.
Per info e contatti con il gruppo di Palermo
primomarzo2010palermo@gmail.com  3397458087



domenica 12 febbraio 2012

Primo Marzo 2012, Italia: Razzismo istituzionale, come e dove in Italia ed in Europa. Migranti e precari, insieme per la stessa causa


RAZZISMO ISTITUZIONALE: COME E DOVE IN ITALIA ED IN EUROPA
Migranti e precari, insieme per la stessa causa

Il razzismo istituzionale è stato definito come quel complesso di leggi, costumi e pratiche vigenti che sistematicamente riflettono e producono le disuguaglianze nella società. Se conseguenze razziste sono imputabili a leggi, costumi e pratiche istituzionali, l’istituzione è razzista sia se gli individui che mantengono queste pratiche hanno intenzioni razziste, sia se non le hanno”.
 
MacPherson Report

È semplicistico additare come «razzista» l’uomo che offende ed aggredisce un altro uomo solo perché lo sente «diverso», più difficile è cogliere leggi, procedure burocratiche e prassi amministrative che costruiscono e consacrano la disuguaglianza. Dare un nome alle cose serve a riconoscerle e a cambiarle.
Per questo, nell’ambito della movimentazione del terzo anno di sciopero degli stranieri, la rete I marzo intende riflettere sul tema lanciando il primo di una serie di appuntamenti in programma a Palermo, Napoli, Oristano e Milano. 

Ricordiamo inoltre che il movimento Primo Marzo è stato uno dei convinti sostenitori della giornata mondiale contro il razzismo , il 18 dicembre, che ha mobilitato numerose persone in tutto il mondo adottando la carta mondiale dei migranti. 

L’Italia è permeata di casi di razzismo istituzionale: un’insieme di leggi, procedure burocratiche e prassi amministrative che costruiscono e consacrano la disuguaglianza: tracciano una linea divisoria nella popolazione tra chi ha diritti e chi dispone solo di concessioni temporanee, tra chi ha piena cittadinanza e chi ne è escluso. Migranti, donne, precari, omosessuali, anziani, malati, emarginati: sono tutti vittime di una disparità sistemica. 

L’idea del primo convegno sul razzismo istituzionale è quella di condividere la denuncia di tali prassi per avviare un progetto culturale ampio capace di coinvolgere sia coloro che sentono lesi i propri diritti a causa della discriminazione istituzionale, sia le stesse istituzioni, per costruire assieme una riflessione comune che porti a mutare questo stato di cose.


18 febbraio, Bologna: Rete Primo Marzo 2012 contro razzismo istituzionale e precarietà e incontro di formazione CIE e CARA Istruzioni per l'uso?




Anche quest'anno la rete Primo Marzo sarà in molte Piazze d'Italia.


Come da informazioni inviate in precedenza, l'appello della mobilitazione del 2012 è contro il razzismo istituzionale e la precarietà.

Durante l'ultima assemblea, aperta a tutte le realtà, è stata elaborata la nostra piattaforma politica nazionale, che accompagnerà il vostro documento locale verso il 1 marzo.

Tra i diversi appuntamenti sul territorio nazionale, organizzati dalle realtà locali, segnaliamo la giornata del 18 febbraio a Bologna.
 
La rete I marzo intende riflettere sui temi,  razzismo istituzionale e precarietà,  lanciando il primo di una serie di appuntamenti in programma a Palermo, Napoli, Oristano e Milano. 
Ricordiamo che il movimento Primo Marzo è stato uno dei convinti sostenitori della giornata mondiale contro il razzismo, il 18 dicembre, che ha mobilitato numerose persone in tutto il mondo adottando la carta mondiale dei migranti.
 S’inizia quindi sabato 18 Febbraio a Bologna discutendone con:
  • Cécile Kyenge Kashetu - Portavoce nazionale primo marzo, Associazione Giù le Frontiere
  • Clelia Bartoli - docente di "Diritti umani" nella facoltà di giurisprudenza dell'università di Palermo
  • Alessandra Ballerini – Avvocato ASGI
  • Sara Saleri - European Alternative Italia
  • Pap Diaw - ingegnere, rappresentante comunità senegalese di Firenze
  • Mirco Pieralisi - insegnante, consigliere comunale Bologna.
  • Giorgio Grappi Sene Buz - Coordinamento Migranti Bologna
Sabato 18 Febbraio 2012
Sala Silentium, dalle ore 15.30 alle ore 19
Quartiere San Vitale, Vicolo Bolognetti, 2  - Bologna

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Sempre il 18 febbraio al mattino, nell'ambito della campagna "Lasciatecientrare", la rete primo marzo collabora alla formazione dei giornalisti presso l'ordine dei giornalisti dell'Emilia Romagna a Bologna: 
 
CIE e CARA – Istruzioni per l’uso?”
Incontro di formazione ed approfondimento con i giornalisti 
 
Bologna – 18 febbraio 2012 – ore 9.30
Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna
Strada Maggiore 6 - 40125 - Bologna


lunedì 9 gennaio 2012

15 gennaio, Firenze: Giornata di discussione aperta a tutti per la III edizione del Primo Marzo 2012


Ai comitati territoriali Primo Marzo
All' associazione Giù le Frontiere per un mondo senza muri
Alle realtà associative operanti nell’ambito dell’immigrazione
Alla rete seconde generazioni
Alla rete antirazzista



Domenica 15 gennaio 2012 a Firenze

presso la sede dei Missionari Comboniani in via G. Aldini, 2
ore 10.00 – 16.00

giornata di discussione e confronto APERTA A TUTTI

per lanciare insieme la terza edizione di

UNA GIORNATA SENZA DI NOI - PRIMO MARZO 2012
e individuare le parole d'ordine che la caratterizzeranno.

PER DISCUTERE,  DIALOGARE , PROPORRE E UNIRE LE NOSTRE IDEE SULL'IMMIGRAZIONE. AGIRE CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO PER I DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE.

Per la rete Primo Marzo
Cecile Kashetu - portavoce

Avviso importante

E’ gradito un cenno di riscontro da parte delle realtà associative che intendano partecipare. Per coloro che provengono da lontano, possibilità di pernottamento presso la casa dei comboniani: 25 euro la notte (cena e colazione). E' richiesta una conferma almeno 3 giorni prima. Contributo al pranzo 5 euro.

Per info e adesioni: primomarzo2010comitati@gmail.com

-----  Massima diffusione  -----

Alcune settimane fa in seguito ad incontri sul territorio è stato elaborato un documento (che alleghiamo di seguito) che potrebbe essere un punto di partenza per la riflessione di domenica 15 gennaio. L'assemblea essendo aperta a tutte le realtà saranno ben accette altre proposte per l'elaborazione di una piattaforma politica comune.
 
 
 LA DATA
La data del 1° marzo rappresenta un appuntamento ineludibile, non solo per comunicare le idee e la piattaforma politica della Rete, ma anche perché è entrata nella coscienza di tante persone e realtà associative. Tuttavia, una data acquisisce importanza nel tempo soprattutto in virtù dei contenuti e delle azioni che ad essa si collegano. La giornata del Primo Marzo ha un’indiscutibile rilevanza mediatica, ma rappresenta soprattutto l'occasione per ampliare e approfondire la visione dei fenomeni migratori e delle loro implicazioni nel mondo attuale, in particolare nel contesto italiano e europeo. In maniera del tutto naturale, la questione dei diritti dei migranti conduce alla questione dei diritti di tutti, come abbiamo spesso evidenziato sin dalla nascita della Rete.
 
QUALITÀ DEL LAVORO, SCIOPERO E METICCIATO
La particolarità della Rete Primo Marzo è stata e rimane quella di far emergere questioni e tematiche altrimenti misconosciute o relegate in ambiti associativi ristretti o di carattere puramente istituzionale. Tra queste:
- la qualità del lavoro del migrante, tema che ha caratterizzato il Primo Marzo 2011, in collegamento con altri movimenti e in relazione ad altri temi ed ambiti di lotta, come quello della precarietà;
- lo sciopero come diritto delle persone e non come patrimonio esclusivo delle organizzazioni sindacali;
- il meticciato, che ha da sempre caratterizzato tutte le nostre azioni.
Il cuore della discussione è stato sempre e deve continuare ad essere la condizione dei migranti. Il fatto di solidarizzare con i migranti nella crisi è un modo di poterne uscire insieme. In altre parole, "associarsi" non è una questione di mera "identificazione" nella condizione del migrante, ma piuttosto di vivere insieme gli stessi problemi e insieme individuare le soluzioni.
 
ATTUALITÀ E INTERNAZIONALIZZAZIONE
Il Primo Marzo, sia in quanto data sia in quanto Rete, non è mai stato vissuto soltanto come realtà genericamente antirazzista. D'altra parte, il fatto di sostenere e promuovere altre iniziative - come la Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati del prossimo 18 dicembre 2011 - rappresenta la possibilità di "attraversare" pienamente la nostra epoca ed è quindi un fatto positivo.
La Rete Primo Marzo, nata da un'iniziativa internazionale come lo Sciopero degli stranieri - 24 ore senza di noi, ha ulteriormente allargato il proprio raggio d'azione a livello internazionale, grazie all'iniziativa della Carta Mondiale dei Migranti. Non a caso, il 19 novembre scorso, in occasione di una Tavola rotonda di presentazione della Carta a cui hanno preso parte i referenti di Marocco, Sénégal e Mali, la
nostra portavoce, Cécile Kyenge, è stata invitata ad illustrare la situazione italiana. Il 22 ottobre 2011, con il lancio della campagna europea contro i Centri di detenzione, la Rete Primo Marzo è stata riconosciuta come il punto di riferimento italiano per la nuova campagna, che prendendo spunto dalla mobilitazione del 25 luglio LasciateCIEntrare, si concluderà alla fine del mese di marzo con una settimana di mobilitazione in tutta Europa per informare, sensibilizzare e consentire l’accesso ai diversi Centri di identificazione ed espulsione, con l’eventuale sostegno di parlamentari regionali, nazionali ed europei.
Anche inseriti in una dimensione internazionale, tuttavia, non perdiamo d'occhio la specificità del nostro Movimento: il Primo Marzo ha dato voce, attraverso quello che chiamiamo meticciato, alla questione del lavoro in generale e del lavoro migrante in particolare. La questione dello sciopero resta centrale e va perseguita con maggiore energia.
 
METODOLOGIA DI LAVORO
La questione della metodologia di lavoro è un punto centrale che la Rete si propone di prendere in particolare considerazione. In tutte le fasi che prevedono un contatto con le persone non ancora sensibilizzate ai temi proposti, verrà posta una cura particolare nella ricerca di linguaggi adeguati ad una loro maggiore comprensione ed accettazione. Si potrà perciò considerare la possibilità di introdurre elementi artistici nelle modalità di comunicazione, prendendo in considerazione ad esempio il linguaggio teatrale ed altre strategie di comunicazione, come la traduzione di contenuti salienti in lingue diverse dall'italiano, che possano renderli più accessibili a un pubblico più largo e vario.
 
SCENARI POSSIBILI
Fatte salve l’importanza e l'inderogabilità soprattutto della data del 1° marzo, e la convinzione che la questione della migrazione è centrale e prioritaria, bisognerà tuttavia tener presente, in tutte le scelte di percorsi, scadenze, metodi e forme di comunicazione, che la maggior parte della popolazione mondiale è concretamente e psicologicamente assorbita dalla crisi, sia nei suoi aspetti veritieri che in quelli presunti, e che essa è oggi potenzialmente più disattenta rispetto a temi che non la "toccano direttamente". Occorrerà dunque adeguare le proprie scelte pratiche anche alla luce di tale assunto e della ulteriore consapevolezza che dalla disattenzione si può facilmente passare a forme ancora più gravi di intolleranza, esclusione e razzismo.
 
FUTURO PROSSIMO
La Rete si propone di organizzare nella seconda metà di gennaio un'Assemblea Nazionale dei Migranti aperta a tutti, allo scopo di elaborare una piattaforma politica comune di ampio respiro. Le parole chiave che porteremo avanti nel corso del prossimo Sciopero degli Stranieri del 1° Marzo 2012 e per tutto il 2012 emergeranno anche da questa assemblea.
Ferma restando l'importanza di mantenere uno stretto rapporto tra il tema della precarietà del mondo del lavoro in generale e la precarietà dei migranti, occorre tenere ben presente anche le specificità della condizione migrante, e in particolare la sua estrema ricattabilità. Vanno pertanto evitate forme di protesta che, in base al principio del "non aver nulla da perdere", possano esporre i lavoratori migranti a gravi conseguenze penali e/o amministrative.
 
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