Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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lunedì 25 novembre 2013

Nuove schiavitù, Palermo dice “no” alla tratta


Scuola, associazioni e istituzioni si attivano insieme per aiutare le vittime della tratta a partire dai pregiudizi e dagli stereotipi. Un appello ai giornalisti per un uso appropriato del linguaggio

di Serena Termini, Redattore Sociale

19 novembre 2013 - 14:58

PALERMO – “Palermo non tratta” è lo slogan che rappresenta la sinergia di più forze insieme per combattere la tratta degli esseri umani e per combattere insieme tutte le nuove schiavitù e mafie nazionali ed internazionali.
Questa mattina a fare il punto della situazione sul tema, nell’aula consiliare di Palazzo delle Aquile, sono stati diversi rappresentanti del mondo politico, della scuola e dell’associazionismo.
Il comune di Palermo, nell’avviare la campagna contro la tratta degli esseri umani, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale e il coordinamento antitratta “Favour e Loveth” ha promosso la giornata europea contro la tratta degli esseri umani, celebrata ogni anno il 18 ottobre, proprio con l’iniziativa di oggi.
L’incontro è stato prevalentemente rivolto: alle scuole, per attivare, nei giovani, un percorso di informazione e di formazione alla lotta alla tratta; ai giornalisti perché si facciano essi stessi promotori, nei confronti dell’opinione pubblica; e a tutte le realtà che lavorano, in vari modi e forme, con i cittadini stranieri contro l'esclusione, la marginalizzazione sociale, il razzismo e la discriminazione e contro tutte le nuove forme di schiavitù.
“La giornata di oggi, in particolare, ha voluto centrare l’attenzione sull’importante azione di sensibilizzazione che si svolge nelle scuole - dice Tindara Ignazzitto del coordinamento antitratta “Favour e Loveth” di Palermo -. Un aspetto importante è anche però l’attenzione maggiore che chiediamo alla stampa affinché affronti il fenomeno della tratta di esseri umani non come prostituzione quando si tratta di ragazze costrette a vendere il loro corpo”.
“La scuola non tratta da due punti di vista – afferma Stella Bertuglia, insegnante e membro del Coordinamento antitratta -. La prima cosa da dire è che la scuola affronta poco l’argomento perché non diamo ai nostri ragazzi la possibilità di riflettere sui problemi sociali. La seconda cosa è che la scuola prende le distanze dalla tratta delle schiave. Insieme all’Ufficio scolastico regionale stiamo portando avanti, infatti, questo messaggio che ha un’alta valenza educativa per tutti i nostri giovani. Il Coordinamento Antitratta oltre ad un lavoro a favore di queste ragazze ha voluto che si agisse anche nelle scuole sul piano della formazione educativa. Se i ragazzi prendono consapevolezza del problema possono dare tanto alla società”.
“Dobbiamo partire dall’educazione, utilizzando tutti gli strumenti affinché i ragazzi prendano consapevolezza dei problemi – ribadisce Maria Luisa Altomonte, direttore dell’Ufficio scolastico regionale - e stiano tanto più lontani con l’anima e l’intelligenza dallo sfruttamento delle donne. Per quanto ci riguarda abbiamo organizzato un corso di due anni come Ufficio scolastico regionale proprio sulla violenza contro le donne perché credo che anche questo fenomeno della tratta viva sulla base di un contesto culturale che in qualche modo lo consenta. Anche le famiglie devono lasciarsi in qualche modo contaminare dai messaggi positivi che possono percepire a scuola e a loro volta trasmettere i ragazzi”.
“La nostra amministrazione è in prima linea nella difesa dei diritti umani e di tutte le forme in cui questi vengono violati - sottolinea Giusto Catania, assessore Partecipazione, Decentramento e Migrazione -. Lavoriamo a più livelli nei confronti dei migranti e di tutto coloro che chiedono di ricostruire il percorso della loro vita. Per questo occorre costruire percorsi di contaminazioni tra diverse culture a partire dai progetti che possono essere espletati nelle scuole come grande campagna pedagogica. Confrontarsi con le altre culture vuol dire accogliere per fare crescere e dare futuro”.
Nella seconda parte dell’incontro si è parlato soprattutto di chi opera per la prevenzione e la lotta della tratta.
“Il problema non deve essere sottovalutato e sono contento che adesso ci sia la consapevolezza di lavorare in rete tutti insieme per aiutare queste ragazze – aggiunge il pastore valdese Vivian Wiwoloku, presidente dell’associazione “Il Pellegrino della Terra”, portavoce del Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” di Palermo-. Ricordiamoci sempre che sono schiave e che se le aiutiamo ad uscire dalla loro schiavitù dobbiamo anche accompagnarle verso un’alternativa di vita possibile”.
A margine dell’incontro sono intervenuti anche diversi giornalisti che hanno testimoniato la loro esperienza sul campo relativamente a questo tema sociale. In particolare, è intervenuto il presidente dell’ordine dei giornalisti della Sicilia Riccardo Arena che, ribadendo la Carta di Roma per quanto concerne la deontologia professionale di chi scrive ha ribadito quanto lavoro ci sia ancora da fare sul piano della formazione per sforzarsi e riuscire a scrivere senza discriminare. (set)

© Copyright Redattore Sociale

domenica 20 ottobre 2013

Tre tirocini retribuiti in grandi testate nazionali rivolti ad aspiranti giornalisti/e di origine straniera

Sei un/a giovane cittadino/a di origine straniera residente in Italia con la passione per il giornalismo? Vorresti apprendere i segreti del mondo dell’informazione lavorando gomito a gomito con esperti del settore?

ANSI offre la possibilità a tre ragazzi/e tra i 20 e i 35 anni stranieri/e e/o figli/e di migranti di svolgere un tirocinio retribuito della durata di tre mesi in redazioni di testate nazionali.

Saranno la testata web Redattore Sociale e il quotidiano la Repubblica ad accogliere i giovani selezionati da un’apposita Commissione composta dai soci ANSI. Le tre redazioni ospitanti sono dislocate in tre città italiane: Firenze, per quanto riguarda la Repubblica, Roma e Capodarco (quest’ultimo stage con modalità residenziale gratuita presso la Comunità di Capodarco di Fermo) per quanto concerne invece Redattore Sociale.

L’obiettivo è quello di offrire a giovani giornalisti/e o aspiranti tali l’opportunità di operare a contatto con professionisti dell’informazione, di conoscere da vicino il lavoro di redazione e di apprendere i processi e le modalità che caratterizzano il mondo mediatico, con una particolare attenzione al web e ai new media.

Per partecipare è necessario essere in possesso di alcuni requisiti minimi, tra cui il diploma di scuola media superiore (o titolo equipollente) e un’ottima conoscenza della lingua italiana (livello B2). Conoscenze teoriche ed esperienze pratiche nel settore della comunicazione costituiscono titolo preferenziale.

Gli stage avranno una durata trimestrale, con decorrenza dal 20 novembre 2013 al 20 febbraio 2014. Per ogni tirocinante è previsto un rimborso spese di 2000 euro lordi e una copertura assicurativa per tutto lo svolgimento dello stage.

C’è tempo fino al 2 novembre 2013 per candidarsi. Farlo è semplice: è sufficiente inviare a mezzo raccomandata a/r a ANSI (Corso Stati Uniti, 27 – 10128 Torino), oppure tramite e-mail (ansi.associazione@gmail.com) la domanda di ammissione accompagnata dalla scheda di iscrizione compilata in ogni sua parte, il proprio cv e la copia di un documento di identità.

Il nome dei prescelti sarà reso noto entro il 5 novembre 2013 sul sito di ANSI http://www.associazioneansi.org
I tirocini sono parte del progetto promosso da ANSI (Associazione Nazionale Stampa Interculturale) con il finanziamento di OSI (Open Society Institute).

Bando e scheda di iscrizione sono disponibili sul sito http://www.associazioneansi.org. Per maggiori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo ansi.associazione@gmail.com o chiamare il numero 349 3918772.

Fonte: ALMA.blog

mercoledì 7 marzo 2012

17 aprile, Milano - 18 aprile, Roma - 19 aprile, Napoli: Sgomberiamoli! Giornalismo e immigrazione: come evitare stereotipi, pregiudizi, discriminazioni


UNAR
Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Redattore Sociale
Agenzia giornalistica quotidiana


in collaborazione con:
Ordine Nazionale dei Giornalisti - Federazione nazionale Stampa Italiana

presentano:

Redattore Sociale Primavera 2012

Seminari di formazione per giornalisti sui temi del disagio e delle marginalità


 

 MILANO, 17 aprile

***

ROMA, 18 aprile

***


NAPOLI, 19 aprile


Il tema dell’immigrazione, e del possibile uso di termini discriminanti, superficiali o impropri, è tra quelli che più spesso hanno esposto il giornalismo ad accuse di inadeguatezza, di incompetenza e a volte persino di razzismo. Negli ultimi anni, sull’onda di alcuni fatti di cronaca – come la strage di Erba (2006), l’uccisione di Giovanna Reggiani a Roma (2007), i roghi dei campi rom a Napoli (2008) e Torino (2011) – il dibattito pubblico su questo argomento è sensibilmente cresciuto in quantità e qualità, con toni accesi e anche esasperati, ma con risultati indubbiamente positivi perché iniziasse a diffondersi una presa di coscienza nella categoria. A ciò ha indubbiamente contribuito la stesura della “Carta di Roma” da parte di Fnsi, Ordine dei Giornalisti e Unhcr e con la collaborazione di vari altri soggetti tra cui l’Unar.
Tale presa di coscienza, tuttavia, è ancora fragile e necessita di un lavoro che punti a mantenere all’ordine del giorno la necessità di un’informazione corretta sul fenomeno immigrazione, che metta in evidenza le insidie e i tranelli insiti nelle parole e i pericoli della cattiva conoscenza di alcuni dati, situazioni, norme. E che, senza scadere in atteggiamenti prescrittivi o censori, segnali le scorrettezze e indichi i termini e le locuzioni corrette da utilizzare.
Per tutto ciò è fondamentale un’azione continua volta al dialogo e alla formazione, sia verso coloro che svolgono già la professione, soprattutto con ruoli di responsabilità nella selezione delle notizie e nell’impostazione di titoli e gerarchie, sia verso chi si è avvicinato da poco al giornalismo. E’ il contributo che questi tre seminari intendono dare.

- A BREVE I PROGRAMMI -

Informazioni



mercoledì 14 dicembre 2011

CIE: Il Ministro Cancellieri riapre ai giornalisti le porte dei CIE


Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 13 dicembre 2011
Prot. n. 205

Il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale, comunica:

“E’ un’ottima notizia la decisione del ministro Cancellieri di aprire di nuovo ai giornalisti le porte dei Cie. Finalmente viene ripristinato il nostro diritto-dovere di raccontare ciò che avviene in queste strutture. E’ una decisione che giova anche alla credibilità delle istituzioni italiane preposte all’accoglienza degli immigrati, perché il blocco disposto ad aprile dall’allora ministro Maroni autorizza da mesi il sospetto che all’interno di Cie e Cara vengano praticati trattamenti lesivi dei diritti umani. La revoca del divieto è una riaffermazione di basilari principi costituzionali, per la quale anche la Fnsi ringrazia il ministro Cancellieri e tutti i parlamentari che si sono battuti per il risultato di oggi. Ma un ringraziamento va anche alle molte organizzazioni che, insieme a Fnsi e Ordine dei Giornalisti, hanno dato vita nei mesi scorsi alla campagna “LasciateCIEntrare”: positivo esempio di come, in difesa del diritto all’informazione, si possano saldare alleanze importanti tra le rappresentanze professionali e le voci della società civile. Ora ci auguriamo che di questo diritto d’accesso ristabilito l’informazione italiana faccia uso intenso”.


______________________________________________________

Corso vittorio emanuele 349 - 00186 Roma
tel. 06/68008.1 - fax 06/6871444
sito: www.fnsi.it - e-mail: segreteria.fnsi@fnsi.it

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Abrogata la circolare 1305 dell'ex ministro dell'Interno Maroni, che impediva l'accesso ai centri per migranti (CIE, CARA, CPA) ai giornalisti

ATTUALITA'. Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha firmato oggi una direttiva che consente ai giornalisti l'accesso ai centri per migranti (CIE, CARA, CPA), revocando di fatto la circolare 1305 del 1° dell'ex ministro Roberto Maroni, che aveva scatenato le proteste della società civile, dell'Ordine dei giornalisti e della FNSI. A darne notizia una nota del ministero dell'Interno.

Poco dopo l'emanazione della discussa circolare nacque la campagna LasciateCIEntrare, con lamanifestazione del 25 luglio fuori i Cie e i Cara di tutta la penisola. 

Plaude la FNSI: "E’ un’ottima notizia la decisione del ministro Cancellieri di aprire di nuovo ai giornalisti le porte dei Cie. Finalmente viene ripristinato il nostro diritto-dovere di raccontare ciò che avviene in queste strutture. E’ una decisione che giova anche alla credibilità delle istituzioni italiane preposte all’accoglienza degli immigrati, perché il blocco disposto ad aprile dall’allora ministro Maroni autorizza da mesi il sospetto che all’interno di Cie e Cara vengano praticati trattamenti lesivi dei diritti umani. La revoca del divieto è una riaffermazione di basilari principi costituzionali, per la quale anche la Fnsi ringrazia il ministro Cancellieri e tutti i parlamentari che si sono battuti per il risultato di oggi".

Soddisfatta anche Gabriella Guido, del comitato LasciateCIEntrare: "Questo atto, che la società civile ha chiesto a gran voce, arrivando alla grande mobilitazione del 25 luglio, era un atto dovuto, ma non scontato. Garantire la libertà di informazione è una delle condizioni basilari ed essenziali per garantire una società democratica, in grado di difendere i diritti di tutti, di quei cittadini italiani e di quei cittadini stranieri che scelgono il nostro paese dove vivere e stabilirsi o come paese di transito. Da oggi, forse, ciò che avviene nei centri di identificazione ed espulsione sarà possibile renderlo pubblico. E quindi non potremo non essere ancora più fortemente convinti che una diversa gestione delle espulsioni, dei riconoscimenti e delle richieste di asilo sia possibile e necessaria".




mercoledì 2 novembre 2011

dei 140 mila ROM presenti in Italia ben il 60% è cittadino italiano: Rom e razzismo. Un Vademecum si appella ai giornalisti

Un Vademecum per spiegare quali termini vanno usati o evitati nel parlare dei rom. Perché molti giornalisti dimenticano che, nel parlare di rom, ci si riferisce prima di tutto ad una minoranza etnica. Italiana. Che va protetta
 
di Luigi Riccio

RAZZISMO. Chi sono i rom? Sono immigrati o italiani? Nomadi per definizione o vittime di stereotipi? A queste e ad altre domande dà risposta il Vademecum per i giornalisti, volume curato da dall’Associazione Stampa Romana, l’Associazione giornalisti Scuola di Perugia, la Comunità di Sant’Egidio e l’Assessorato Lavoro e Formazione della Regione Lazio.
La destinazione del volume non è causale e nasce per combattere la cattiva informazione che investe la stampa sia locale che nazionale.

Ancora molti giornalisti parlano di rom sommariamente come “di immigrati”, ignorando (o fingendo di ignorare) che dei 140 mila rom presenti in Italia ben il 60% è cittadino italiano, alcuni discendenti da migrazioni che risalgono al lontano 1400. Quindi non sono “stranieri”, e tantomeno “nomadi”. Il 90% dei rom in Italia è composto da “stanziali”, e costretti a partire e a spostarsi molto spesso più per sgomberi massivi, per l’avversione della popolazione locale che per delle scelte di vita.

Il popolo romanì ha da tempo chiesto di evitare il termine “zingari” perché col tempo ha assunto un’accezione dispregiativa. Nonostante questo, però, non solo la parola è largamente usata, ma anche declinata nelle più varie forme. A Milano, durante le ultime amministrative che hanno poi visto la vittoria di Giuliano Pisapia, la Lega Nord ha invaso la città di manifesti inneggianti alla “zingaropoli”. Come ha reagito certa stampa? Ha risposto che, sì, i modi erano un po’ grezzi, ma il rischio “zingaropoli” c’era. Quindi un articolo su Il Giornale, a firma di Giannino della Frattina, si intitolava L’ultima mossa: fare finta di non volere Zingaropoli; o un altro, della stessa testata, in risposta a Thomas Hammerberg (commissario europeo per i diritti umani) a firma di Carlo Maria Lomartire, dal titolo “Sono scioccato dai manifesti su Zingaropoli”. Ma è la verità: venga pure a Milano a verificare.

IL VOLUME. “Ho visto anche degli zingari felici. Di chi parliamo quando parliamo di rom” è il nome del Vademecum, a cura di Titty Santoriello, arricchito da disegni di bambini rom delle scuole della Pace della Comunità di Sant’Egidio. Vari contributi accompagnano il giornalista, ma anche il semplice lettore, nel variegato mondo romanes. Cinque le grandi comunità: Rom, Sinti, Kale, Manouches e Romanichals. Un’unica lingua, diciotto dialetti interni. Una bandiera: verde e azzurra con una ruota a 16 raggi. E un inno, il gelem gelem.

Del razzismo nei confronti dei rom ne parla Luca Bravi, docente all’Università di Firenze. Lo stereotipo del nomadismo nasce con il “Porrajmos” o “Barò Porrajmos” (grande divoramento) ad opera nazista, l’olocausto dei rom che fece 500 mila vittime nei campi di sterminio. “Durante il periodo nazista – spiega Bravi – rom e sinti negli Stati europei praticavano una resistenza di basso profilo che significava trovare le modalità di permanenza per restare dove si erano stanziati. Si spostavano tra i confini. In quegli anni si diffusero teorie della razza secondo le quali il nomadismo era una colpa che stava nel loro sangue. Non era così: si spostavano per ragioni lavorative, molti ad esempio erano giostrai”.

Più in dettaglio, come racconta invece Leonardo Piasere nel libro I rom d’Europa (editore Laterza), gli eccidi dei rom si consumarono nei campi di concentramento di Auschwitz, Dachau, Ravensbruck, Bergen Belsen e altri riservati solo ai rom come quello di Montreuil-Bellay nella Francia di Vichy, di Jasenovac in Croazia, di Lackenbach in Austria, di Lety in Boemia. In Italia molti rom venivano rinchiusi, a seconda della provenienza geografica, a Tossicìa (Teramo), a Prigano (Modena), a Boiano (Campobasso), ad Agnone (Isernia), a Perdasdefogu (Nuoro).

Una vera e propria persecuzione, ancora oggi fortissima, ampiamente dimostrata dai fatti di cronaca. E che questo Vademecum cerca di combattere, attraverso la stampa, che a volte più che un argine offre ai pregiudizi un veicolo. Tra l'altro è lo stesso articolo 2 della legge istitutiva dell'Ordine dei giornalisti e la Carta di Roma del 2008 a dettare un codice deontologico nell'affrontare questi argomenti.

Una buona conoscenza unita ad un'etica responsabile: così si combatte il razzismo, a cominciare dai giornali.
 
 
 

giovedì 28 luglio 2011

LasciateCIEntrare: rassegna stampa del 25 luglio


 
lasciateCIEntrare Roma, Tg3 delle 19:00 del 25 luglio

LasciateCIEntrare il giorno dopo. Come è andata la mobilitazione nazionale del sindacato e dell'ordine dei giornalisti contro la censura sui Cie? Da un punto di vista mediatico, segnaliamo in questa provvisoria rassegna stampa i servizi del Tg3 nazionale, di diversi quotidiani nazionali e locali e le decine di lanci delle principali agenzie stampa. Sulle radio e sulle tv locali, al momento non siamo in grado di fornirvi la lista dei presenti. Comunque sia, milioni di italiani hanno sentito parlare, forse per la prima volta, dei Cie. Dal punto di vista politico invece, segnaliamo le situazioni più disparate. Si va dalle denunce della delegazione di Bologna alle imbarazzanti omissioni di chi ha visitato il Cie di Trapani, dalle richieste di chiudere il Cie di Bari ma solo "per motivi di sicurezza", alla "fuga" dei parlamentari dal Cie di Torino per evitare di farsi riprendere dalle telecamere davanti a una improvvisata contestazione. Il tutto passando per le performance di Livia Turco che a Ponte Galeria proponeva di tornare ai cpt perché erano "tutta un'altra cosa".
Cosa dire? Che un po' ce l'aspettavamo ma che non abbiamo tempo da perdere in polemiche. Al Senato sta per passare la legge che estende a 18 mesi la detenzione nei Cie. Una legge che avrà effetti devastanti. Che porterà repressione, violenza e sangue per chi si ribellerà. E porterà invece abissi di emarginazione per chi se ne starà buono ad aspettare la scadenza dei 18 mesi, salvo poi uscire dal Cie con forti dipendenze da psicofarmaci e senza più una casa dove dormire e un lavoro con cui mantenersi. Per questo non abbiamo tempo da perdere in polemiche. I parlamentari andranno al mare subito dopo il voto al Senato. Noi restiamo qui. Chiediamo di entrare nei Cie. Sperando che le nostre parole e le storie che tiriamo fuori da dentro servano a liberare il nostro immaginario dai mostri della caccia all'invasore, dell'espulsione del disagio, della criminalizzazione della povertà e della violenza istituzionale. E di questo 25 luglio ci teniamo le cose positive. Tanti giornalisti interessati a parlare dei Cie e alcuni parlamentari disponibili a fare interrogazioni e nuove ispezioni. Ce ne sarà bisogno finchè questi posti saranno aperti.

LasciateCIEntrare, chi ne ha parlato
 
TELEVISIONI NAZIONALI
Rai 3, Tg3 delle 19,00, Cie, aprite quelle porte

QUOTIDIANI
La Repubblica, I parlamentari nei Cie di tutta Italia:"Chiudeteli e cambiamo la Bossi-Fini"
L'Unità, Una battaglia per la nostra e la loro libertà
Terres des hommes, sui minori a Lampedusa
La Sicilia
Liberazione
Il Piccolo di Trieste
Il Messaggero Veneto
Primorski Dnevnik , quotidiano in lingua slovena di Trieste


AGENZIE STAMPA
Ansa IMMIGRAZIONE:SALATTO,MARONI APRA CIE A STAMPA,SE NO DENUNCIO
Ansa IMMIGRAZIONE: IDV, CHIEDEREMO RAPPORTO A TUTTI I CIE
Ansa IMMIGRAZIONE: BELISARIO, MARONI APRA PORTE CIE ALLA STAMPA
Ansa IMMIGRATION: ITALY; JOURNALISTS AGAINST BAN ON CIE ACCESS
Ansa IMMIGRAZIONE: DELEGAZIONE PARLAMENTARI PD VISITA CIE TORINO
Ansa IMMIGRAZIONE:PRES.COMMISSIONE SENATO,CIE PEGGIO DEL CARCERE
Ansa IMMIGRAZIONE: ORLANDO(IDV), NO A SISTEMA CARCERAZIONE IN CIE
Ansa IMMIGRAZIONE: DE MAGISTRIS, ADERISCO A 'LASCIATECIENTRARE'
Ansa IMMIGRAZIONE: ITALIA; GIORNALISTI CONTRO DIVIETO ACCESSO CIE
Ansa IMMIGRAZIONE: GIORNATA DI MOBILITAZIONE PER ACCESSO AI CIE
Ansa IMMIGRAZIONE: GIORNATA DI MOBILITAZIONE PER ACCESSO AI CIE
AnsaP IMMIGRAZIONE: VENDOLA, IN CIE POSSIBILI VIOLAZIONI DIRITTI
Ansa IMMIGRAZIONE: VENDOLA, IN CIE POSSIBILI VIOLAZIONI DIRITTI
Ansa IMMIGRAZIONE: CIE MILANO, PRESIDIO GIORNALISTI E POLITICI
AnsaP IMMIGRAZIONE: ASSOSTAMPA PUGLIA CHIEDE ACCESSO A CIE E CARA
Ansa IMMIGRAZIONE: ASSOSTAMPA PUGLIA CHIEDE ACCESSO A CIE E CARA
Ansa IMMIGRAZIONE:CENTRI SOCIALI MANIFESTANO DAVANTI A CIE TORINO
Ansa IMMIGRAZIONE: DELEGAZIONE PD VISITA CIE ELMAS


AdnKro IMMIGRATI: TOUADI (PD), I CIE ITALIANI COME GUANTANAMO
AdnKro IMMIGRATI: BELISARIO (IDV), MARONI SI ASSUMA RESPONSABILITÀ, APRA CIE
AdnKro IMMIGRATI: GALIENI (PRC), PROTESTA SU CIE NON SIA OCCASIONALE
AdnKro IMMIGRATI: DI GIOVAN PAOLO (PD), CIE MASSIMO TRENTA GIORNI
AdnKro IMMIGRATI: GINEFRA (PD) E ZAZZERA (IDV), CIE BARI ANDREBBE CHIUSO
AdnKro IMMIGRATI: ORLANDO (IDV), CIE COME CARCERI CHE VIOLANO DIRITTI 
AdnKro IMMIGRATI: SEL, STOP A NORMA CHE PROLUNGA A 18 MESI PERMANENZA CIE
AdnKro IMMIGRATI: DE MAGISTRIS ADERISCE A 'LASCIATECIENTRARÈ
AdnKro IMMIGRATI: RADICALI IN CIE TRAPANI CONTRO DIVIETO INGRESSO GIORNALISTI
AdnKro IMMIGRATI: ACLI ADERISCE A INIZIATIVA CONTRO DIVIETO GIORNALISTI CIE
AdnKro IMMIGRATI: CGIL, NO A CIE COME LUOGHI DI DETENZIONE (2)
AdnKro IMMIGRATI: CGIL, NO A CIE COME LUOGHI DI DETENZIONE


Redattore Sociale, Crotone: domande di asilo troppo lente, tensioni e risse
Redattore Sociale, Donna reclusa al Cie di Roma denuncia: “Picchiata dai finanzieri”
Redattore Sociale, Legati con lo scotch e sedati. Il lato nascosto delle espulsioni
Redattore Sociale, Quelli che per non essere espulsi si tagliano le vene
Redattore Sociale, Touadi (Pd): "Stop al reato di clandestinità"
Redattore Sociale, Bari: metà Cie inagibile, reclusi in condizioni disumane
Redattore Sociale, Cie di Trapani, "da nessun punto di vista conviene tenerlo aperto"
Redattore Sociale, Visita al Cie di via Corelli, "si sta peggio che in carcere"
Redattore Sociale, Visita con contestazione al Cie di Torino
 
 
 

LasciateCIEntrare: ricorso al Tar contro la censura

27 July 2011

LasciateCIEntrare: ricorso al Tar contro la censura

E adesso si procede per tribunali. Dopo la mobilitazione di giornalisti e parlamentari, è arrivato il turno degli avvocati.
 
L'Unione Forense per la tutela dei diritti umani, ha appena comunicato di avere impugnato dinanzi al TAR del Lazio la circolare 1305 del Ministro dell’Interno, che dal primo aprile vieta in modo assoluto e senza possibilità di deroghe, l’accesso da parte dei giornalisti ai centri di identificazione e espulsione, nonché ai centri di accoglienza per richiedenti asilo.
 
Gli avvocati Anton Giulio Lana e Andrea Saccucci difendono i giornalisti Raffaella Cosentino (free lance, collaboratrice di Repubblica e Redattore Sociale) e Stefano Liberti (Il Manifesto), che alla loro richiesta di visita ai centri si sono visti opporre un diniego da parte delle prefetture di Crotone, Roma e Catania.
 
Tali limitazioni della libertà di stampa costituiscono, secondo i legali, "un’indebita restrizione all’esercizio della libertà di stampa ed informazione, garantita dalla Costituzione e dalle norme internazionali in materia di diritti umani. Una restrizione fondata su motivazioni del tutto arbitrarie e discriminatorie".
 
Fonte: Fortress Europe


lunedì 25 luglio 2011

Migranti e informazione: presidio a Lampedusa per il diritto di cronaca Terre des Hommes “Occorre fare luce sulle continue violazioni dei diritti dei bambini migranti”

Migranti e informazione
Presidio a Lampedusa per il diritto di cronaca
“Occorre fare luce sulle continue violazioni dei diritti dei bambini migranti”

Terre des Hommes, aderendo alla mobilitazione LasciateCIEentrare del 25 luglio (1), intende denunciare al grande pubblico le inaccettabili condizioni in cui sono lasciati i minori migranti a Lampedusa e chiede che venga avviato al più presto un sistema di accoglienza e protezione dei minori più efficiente e rispettoso dei loro diritti, in conformità agli impegni presi in sede internazionale dallo Stato Italiano.
E’ inaccettabile che centinaia di minori siano costretti a rimanere rinchiusi in strutture - di fatto detentive - in totale violazione delle disposizione di legge che ne prevedono l’opportuna tutela”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Diritti dell’Infanzia di Terre des Hommes. “Questi minori rimangono in uno stato di abbandono umano per settimane, ignari del perché sono detenuti e di cosa li attende. Durante la loro permanenza sull’isola non sono segnalati alle autorità competenti e, quindi, non sono presi in carico da nessuno fino a quando non raggiungono le comunità di accoglienza, spesso mesi dopo”. A questa situazione cerca di ovviare
Terre des Hommes con il suo progetto FARO, che offre informativa giuridica ed assistenza legale ai minori migranti sbarcati sull’isola, aiutandoli ad orientarsi tra le procedure di accoglienza vigenti in Italia e a conoscere i diritti a loro riconosciuti nel nostro Paese. FARO non è finanziato con fondi governativi. Il servizio è assolutamente gratuito grazie a una donazione della Fondazione Vodafone Italia.
Anche dal punto di vista igienico-sanitario e assistenziale le condizioni delle centinaia di ragazzi che loro malgrado restano rinchiusi per settimane sull’isola sono deprecabili”, continua Giannotta. “Il disagio e il senso di frustrazione dei ragazzi viene amplificato da questa sorta di limbo nel quale sono costretti, che li porta all’esasperazione alla frustrazione ed alla depressione. E tutto questo sfocia non di rado in atti di autolesionismo volti ad attirare l’attenzione delle autorità. E’ indispensabile quindi rendere umane le condizione di accoglienza e porre fine a queste detenzioni inaccettabili”.

Nel corso delle prime cinque settimane di attività sull’isola più di 400 persone, per la maggior parte minorenni, sono stati incontrati con colloqui individuali, informati sui loro diritti e sulle procedure giuridiche italiane. A circa il 10% è stata data assistenza diretta per problemi legali specifici. Tutti i migranti presenti nell’isola hanno ricevuto materiale informativo sui diritti e sulle procedure giuridiche.

Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente è presente in 65 paesi con quasi 1.000 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano.
 Per informazioni: www.terredeshommes.it
Milano, 25 luglio 2011

Rossella Panuzzo
Ufficio stampa Terre des Hommes
tel. 02 28970418 – 340 3104927

(1)    Comitato promotore: FNSI, ORDINE DEI GIORNALISTI, Art. 21, ASGI, PRIMO MARZO, OPEN SOCIETY FOUNDATION, EUROPEAN ALTERNATIVES e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta , Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi.

A LasciateCIEentrare aderiscono: GAD LERNER, GIAN ANTONIO STELLA, A BUON DIRITTO, ACLI, AMSI, ANSI, ARCI, CITTADINANZA ATTIVA Onlus, CGIL, CLASS ACTION PROCEDIMENTALE, COMAI, MIGREUROP, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, FCEI, , FORUM IMMIGRAZIONE PD NAZIONALE, CIR, TERRE DES HOMMES, FRATELLI DELL’UOMO, Ass. Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, AVVENIRE, CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, EUROPA, FAMIGLIA CRISTIANA, IL FATTO QUOTIDIANO, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, LEFT, LA REPUBBLICA, LIBERAL, LIBERAZIONE, MADRE, L‘UNITA’, IL MANIFESTO, MELTING POT EUROPA, CAMPAGNA WELCOME, LA NUOVA SARDEGNA, AGENZIA STAMPA REDATTORE SOCIALE, IL RIFORMISTA, SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE, IL TEMPO Roma, LiBERACITTADINANZA, LOOKOUT.TV, JESUS, MoveOn, POPOLO VIOLA, ANTIGONE LOMBARDIA, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’, Gruppo al Consiglio Regionale del Lazio della Federazione della Sinistra, Gruppo al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di Rifondazione Comunista, Rete Immigrati Autorganizzati Milano, Collettivo Precariamente, AceA Onlus Associazione Consumi Etici e Stili di Vita Solidali, Andrea Segre ZALAB, Marco Pacciotti, Chiara Cremonesi, Igiaba Scego, Foad Aodi Presidente Amsi e Co-mai

domenica 24 luglio 2011

LasciateCIEntrare. Il 25 luglio contro la censura. Il programma della giornata nei centri di tutta Italia

LasciateCIEntrare. Il 25 luglio contro la censura



Da Gradisca a Lampedusa. Visite parlamentari a tappeto nei centri di identificazione e espulsione (Cie) di tutta Italia per dire no alla censura imposta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, che dal primo aprile vieta l'ingresso nei Cie alla stampa e alle associazioni. L'appuntamento è per lunedì 25 luglio alle 11,00. Davanti ai Cie di Roma, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari e Trapani. Lo stesso giorno altre delegazioni visiteranno il centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Mineo (Ct) e i centri di prima accoglienza di Lampedusa, Porto Empedocle (Ag) e Cagliari, dove pure dal primo aprile la stampa non può più entrare. La visita al Cie di Bologna invece è anticipata a venerdì 22 luglio. L'iniziativa è stata promossa da sindacato e ordine dei giornalisti insieme a un gruppo di parlamentari, dopo il primo appello pubblicato due mesi fa proprio su Fortress Europe. Consultate il programma delle visite con orari e referenti.

Il gruppo dei 24 parlamentari che hanno confermato la loro partecipazione al 25 luglio è decisamente composito. Si va dal Pd all'Udc e dai Radicali all'Idv, passando per il futurista Granata. E in mezzo alla lista spunta persino il nome di Livia Turco, colei che nel 1998 firmò insieme all'attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la legge che istituì i centri di identificazione e espulsione, con l'unica differenza che allora avevano un nome più ambiguo: cpt, ovvero centri di permanenza temporanea. Che Livia Turco abbia cambiato idea sull’esistenza delle sue stesse creature?

Ci piacerebbe tanto. Ma non riusciamo a dimenticare che già nel 2005 i governatori delle Regioni del centrosinistra si riunirono a Bari alla corte del neo governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, per elaborare un acrobatico documento che chiedeva il “superamento” dei Cie ma non la loro “chiusura”. Poi nel 2006 vinse Prodi, passarono dall'opposizione al governo e si scordarono tutto. Sarà così anche questa volta?

Certo che sì. I Cie non si chiudono se alla base non c'è una visione alternativa della frontiera e del diritto alla libertà di circolazione. E quella visione oggi non c'è. Ma per crearla bisogna prima creare una massa critica. E per fare questo c'è bisogno di rompere la censura su quei luoghi. E di raccontare, raccontare, raccontare.

Per questo Fortress Europe sostiene la campagna del 25 luglio, senza timore di farsi strumentalizzare dalla politica. E invita tutti a fare lo stesso e a farsi vedere davanti i Cie della propria città. E a mandarci foto e racconti della giornata. Di seguito, il comunicato stampa e le adesioni sin qui raccolte.

LasciateCIEntrare
mobilitazione del 25 luglio

CIE (Centri di Identificazione) e CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo), sono da tempo OFF LIMITS per l’informazione, luoghi interdetti alla società civile e in cui soltanto alcune organizzazioni umanitarie arbitrariamente scelte riescono ad entrare. Una circolare del Ministro dell’interno, la n. 1305 emanata il 1 aprile 2011, ha reso ancora più inaccessibili tali luoghi, fino a data da destinarsi, in nome dell’emergenza nordafricana. Giornalisti, sindacati, esponenti di associazionismo antirazzista umanitario nazionale e internazionale, presenti nel territorio in cui sono ubicati, sono considerati secondo detta circolare “un intralcio” all’operato degli enti gestori e per questo tenuti fuori. Questo si traduce di fatto in una sospensione del diritto-dovere di informazione che si va ad aggiungere alle tante violazioni già riscontrate in questi centri. Non potendo entrare diviene legittimo pensare che in essi si determinino condizioni di vita inaccettabili e ripetute violazione dei diritti. Le poche fonti reperibili di notizie diventano i video registrati da cellulari, dagli immigrati trattenuti nei centri, le lettere che riescono a partire dall’interno, le telefonate e le testimonianze rese da chi esce o fugge, e quanto arriva non è certo dimostrazione di trattamento rispettoso dei diritti umani. Il prolungamento votato nei giorni scorsi dal parlamento, che consente di trattenere le persone non identificate nei Cie fino a 18 mesi, aumenta il disagio e la sofferenza in cui si ritrovano persone che non hanno commesso alcun reato. Gravi lacune si registrano poi nell’esercizio del diritto alla difesa. A tale scopo chi opera nell’informazione ritiene fondamentale avere modo di poter far conoscere alla pubblica opinione quanto in questi luoghi avviene, le ragioni dei continui tentativi di fuga e rivolta, dell’aumento dei casi di autolesionismo che spesso sfociano nel tentativo di suicidio. L’informazione deve poterne parlare, la società ha il diritto di sapere. Così come migranti e i cittadini stranieri hanno il diritto di essere informati ed assistiti dai legali, dalle associazioni e dai sindacati.

Per questo il 25 luglio, parlamentari di numerose forze politiche, consiglieri regionali, giornalisti, sindacalisti, associazioni e attivisti della società civile saranno davanti ad alcuni CIE e CARA italiani per reclamare il diritto ad accendere i riflettori su queste strutture e sulle persone che vi sono trattenute.


Comitato promotore
FNSI, ORDINE DEI GIORNALISTI, Art. 21, ASGI, PRIMO MARZO, OPEN SOCIETY FOUNDATION, EUROPEAN ALTERNATIVES e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta , Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi.

Adesione fin qui ricevute

GAD LERNER, GIAN ANTONIO STELLA, A BUON DIRITTO, ACLI, AMSI, ANSI, ARCI, CITTADINANZA ATTIVA Onlus, CGIL, CLASS ACTION PROCEDIMENTALE, COMAI, MIGREUROP, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, FCEI, FORUM IMMIGRAZIONE PD NAZIONALE, CIR, TERRE DES HOMMES, FRATELLI DELL’UOMO, Ass. Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, AVVENIRE, CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, EUROPA, FAMIGLIA CRISTIANA, IL FATTO QUOTIDIANO, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, LEFT, LA REPUBBLICA, LIBERAL, LIBERAZIONE, MADRE, L‘UNITA’, IL MANIFESTO, MELTING POT EUROPA, CAMPAGNA WELCOME, LA NUOVA SARDEGNA, AGENZIA STAMPA REDATTORE SOCIALE, IL RIFORMISTA, SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE, IL TEMPO Roma, LiBERACITTADINANZA, LOOKOUT.TV, JESUS, MoveOn, POPOLO VIOLA, ANTIGONE LOMBARDIA, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’, Gruppo al Consiglio Regionale del Lazio della Federazione della Sinistra, Gruppo al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di Rifondazione Comunista, Rete Immigrati Autorganizzati Milano, Collettivo Precariamente, AceA Onlus Associazione Consumi Etici e Stili di Vita Solidali, Andrea Segre ZALAB, Marco Pacciotti, Chiara Cremonesi, , Igiaba Scego, Foad Aodi Presidente Amsi e Co-mai, CGIL Modena, ARCI Modena, PRIMO Marzo Modena, CARITAS Modena, PORTA APERTA, ASSOCIAZIONE LA COLOMBA, CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO, LIBERA ASS. NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE, SEL Modena, Associazione Interculturale DAWA, Diaspora Africana Centre, i consiglieri provinciali Bergamini Serena , Baracchi Grazia, Elena Gazzotti , Fausto Cigni e i parlamentari Manuela Ghizzoni, Mariangela Bastico, Giuliano Barbolino, Ivano Miglioli

Parlamentari ad oggi confermati che parteciperanno all’iniziativa
Touadì (PD), Villecco Calipari (PD), Turco (PD), Colombo (PD), Gozi (PD), Sarubbi (PD), Pardi (IDV), Zampa (PD), Monai(IDV), Strizzolo (PD), Rossomando (PD), Marcenaro (PD), Messina (IDV), Pezzotta (UDC), Fiano (PD), Pes (PD), Di Stanislao (IDV), Perduca (RADICALI) , Orlando (IDV), Luongo (PD), Giambrone (IDV), Granata (FLI), Ginefra (PD), Ghizzoni (PD).

Presso i centri dislocati in
Roma, Bologna, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari, Cagliari, Trapani, Catania, Lampedusa, Porto Empedocle. Clicca per vedere il programma nel dettaglio

Chiunque voglia partecipare o richiedere ulteriori informazioni può mettersi in contatto con:
Gabriella Guido - Rete PRIMO MARZO - ggabrielle65@yahoo.it - 329.8113338
Renzo Santelli – FNSI - renzo.santelli@fnsi.it - 335.5325534
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IL PROGRAMMA DEL 25 LUGLIO
L'appuntamento è per le 11,00 davanti ai Cie della vostra città, insieme a parlamentari e giornalisti, per dire no alla censura imposta per circolare ministeriale da Maroni. E per parlare delle condizioni dei detenuti con i parlamentari che visiteranno le strutture. Perchè gli obiettivi sono due. LasciateCIEntrare, ma anche lasciateliuscire! Di seguito il programma delle visite con orario, adesioni e referenti. Per leggere l'appello e il motivo per cui Fortress Europe aderisce alla campagna, cliccate qui.

ROMA
Cie Ponte Galeria, via Cesare Chiodi, fermata "Fiera di Roma" del treno per Fiumicino aeroporto
Referente: GABRIELLA GUIDO, ggabrielle65yahoo.it, 329.8113338
Appuntamento alle ore 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
ROSA VILLECCO CALIPARI (PD)
LIVIA TURCO (PD)
FURIO COLOMBO (PD)
SANDRO GOZI (PD)
ANDREA SARUBBI (PD)
PANCHO PARDI (IDV)
FLAVIA PERINA (FLI)
ROBERTO NATALE – FNSI
ENZO IACOPINO – ORDINE DEI GIORNALISTI
GABRIELLA GUIDO – PRIMO MARZO (referente per delegazione Roma)
VERA LAMONICA – CGIL
PIERO SOLDINI - CGIL
SILVIA IOLI - CGIL
PAOLO MONDANI – Report
MASSIMO MARNETTO – LeG
STEFANO GALIENI – RIFONDAZIONE e LIBERAZIONE
RAFFAELLA COSENTINO, free lance


GRADISCA
Appuntamento davanti al Cie in via Udine alle ore 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
CARLO MONAI (IDV)
IVANO STRIZZOLO (PD)
GIUSEPPE GIULIETTI (Misto)


TORINO
Appuntamento davanti al Cie in via Santa Maria Mazzarello alle ore 11:30
Referente: GABRIELE DEL GRANDE, gabriele_delgrande@yahoo.it, 328.3913155
Hanno confermato la loro partecipazione:
ANNA ROSSOMANDO (PD)
PIETRO MARCENARO (PD)
MAURO MARINO (PD)
GIORGIO MERLO (PD)
MAGDA NEGRI (PD)
GABRIELE DEL GRANDE, Fortress Europe


MILANO
Appuntamento davanti al Cie in via Corelli alle ore 11:00
Referente: ILARIA SCOVAZZI, Scovazzi@arci.it, cell 328.54 73 099
Hanno confermato la loro partecipazione:
JEAN LEONARD TOUADI (PD)
SAVINO PEZZOTTA (UDC)
EMANUELE FIANO (PD)
GIUSEPPE CIVATI(Cons. Regionale PD)
ENRICO MARCORA (Cons. Regionale UDC)
LIBERTA’ E GIUSTIZIA
CHIARA CREMONESI (SEL)
ARCI Milano
ANTIGONE Lombardia


BARI 
Appuntamento davanti al Cie di Bari Palese alle 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
AUGUSTO DI STANISLAO (IDV)
DARIO GINEFRA (PD)
ASSOCIAZIONE DELLA STAMPA DI PUGLIA


TRAPANI VULPITTA
Referente: Valeria Bertolino, valeria.africa@libero.it
Appuntamento alle ore 12:00 davanti al Cie Serraino Vulpitta in via Tunisi
Hanno confermato la loro partecipazione:
MARCO PERDUCA (RADICALI)
LEOLUCA ORLANDO (IDV)
FULVIO VASSALLO PALEOLOGO - ASGI
Valeria Africa – (referente per Trapani)

TRAPANI MILO
Appuntamento alle 16:00 davanti al Cie di contrada Milo
Referente: Valeria Bertolino, valeria.africa@libero.it
Hanno confermato la loro partecipazione:
LEOLUCA ORLANDO (IDV)
MARCO PERDUCA (RADICALI)
IGNAZIO MESSINA (IDV)
FULVIO VASSALLO PALEOLGO - ASGI


MODENA
Appuntamento alle 11:00 davanti al Cie in via Alessandro la Marmora
Referente: CECILE KIENGE – PRIMO MARZO, ckyenge@gmail.com, 328.5991970, 347.8854090
Hanno confermato la loro partecipazione:
MANUELA GHIZZONI (PD)
MARIANGELA BASTICO (PD)
IVANO MIGLIOLI (PD)
GIULIANO BARBOLINI (PD)
SERENA BERGAMINI - Cons. Provincia Modena (PD)
GRAZIA BARACCHI - Cons. Provincia Modena (PD)
ELENA GAZZOTTI - Cons. Provincia Modena (PD)
FAUSTO CIGNI - Cons. Provincia Modena (PD)

LAMPEDUSA
Appuntamento davanti al centro di primo soccorso e accoglienza di Contrada Imbriacola alle 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
ARCI
Terre Des Hommes
Avv. Alessandra Ballarini
Chiara Tamburini – SEL Bruxelles
referente: CHIARA TAMBURINI, chiara.tamburini@europarl.europa.eu, 333.2770422


CATANIA
Appuntamento davanti al Cara di Mineo, statale Catania Gela, alle 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
FABIO GIAMBRONE (IDV)
IGNAZIO MESSINA (IDV)
FABIO GRANATA (FLI)
Rete antirazzista Catania


CAGLIARI
Appuntamento davanti al centro di prima accoglienza di Elmas alle 11:00
Referente: m.chiaracugusi@gmail.com
Hanno confermato la loro partecipazione:
CATERINA PES (PD)
GIULIO CALVISI (PD)
ANGELA QUAQUERO ( Vice Pres. Provincia Cagliari)
FRANCO SIDDI - FNSI
PAOLA MEDDE (Sardegna24)


BOLOGNA
Appuntamento davanti al Cie di via Mattei, venerdì 22 luglio 2011 alle 16:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
SANDRA ZAMPA (PD)
Referente: CECILE KIENGE, ckyenge@gmail.com, 328.5991970, 347.8854090

E ancora a Bologna, di nuovo appuntamento lunedì 25 luglio 2011 alle 11:00
Referente: CECILE KYENGE, ckyenge@gmail.com, 328.5991970, 347.8854090
Hanno confermato la loro partecipazione:
CECILE KYENGE – REFERENTE PRIMO MARZO
ANNAROSA ROSSI – CGIL BOLOGNA
DANIELE FRIGERI – PRIMO MARZO FIRENZE
OLAWALE – PRIMO MARZO IMOLA
LUCIDAMENTE – RIVISTA TELEMATICA
PIACENZA GIUSEPPE - COMUNITA PAPA GIOVANNI XXIII
FORUM IMMIGRAZIONE REGIONALE PD


CROTONE
Appuntamento alle12 davanti al Cie - ex base aeronautica S.Anna - Isola di Capo Rizzuto
NICODEMO OLIVERIO (PD)
CARMEN MESSINETTI - CGIL CROTONE Resp. Dipartimento
Immigrazione (referente per delegazione CROTONE)
FILIPPO SESTITO - Presidente Arci Provinciale Crotone
TONIA STUMPO - Segreteria Provinciale PD Crotone
PASQUALE APRIGLIANO - Segretario generale Cgil Crotone
STEFANIA TAVERNITI - Segreteria Cgil Crotone
FRANCO GRILLO - Segretario Generale FP Cgil Crotone  

sabato 23 luglio 2011

Premio L'Anello debole - 2011

Capodarco Corto Film Festival
Radio, Tv, Cinema contro l'esclusione sociale


Scadenza per la consegna delle opere
1 agosto 2011
(fa fede il timbro postale)

 

Clicca qui per il bando della VII edizione



Sezioni in concorso e durata delle opere
1) radio (da 3' a 25')
2) tv (da 3' a 25')
3) cortometraggi “della realtà” (da 3' a 25')
4) cortometraggi di fiction (da 3' a 25')
5) “I cortissimi” (video da cellulare)  (fino a 3').

Giuria di qualità

Giancarlo Santalmassi (presidente), Vinicio Albanesi, Pino Corrias, Daniela De Robert, Andrea Pellizzari, Daniele Segre.

Giuria popolare

Premi

Al primo classificato di ogni sezione: 1.500 euro e un monile con il simbolo del premio.
Ai vincitori dei premi speciali della giuria di qualità: un monile con il simbolo del premio.

Premiazione

6 novembre 2011, nell’ambito del “Capodarco Corto Film Festival” (2-6 novembre 2011). I finalisti saranno ospiti dell'organizzazione.

Sito web


Segreteria organizzativa
Comunità di Capodarco-Agenzia Redattore Sociale. Tel 0734 681001 - Fax 0734 681015 – E-mail info@premioanellodebole.it.

Clicca qui per il comunicato stampa

 

Realizzato con il contributo di

Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo - Regione Marche - Provincia di Fermo - Comune di Fermo

In collaborazione con


mercoledì 20 luglio 2011

Campagna di mobilitazione LasciateCIEntrare per il diritto all'informazione su CIE e CARA italiani


LasciateCIEntrare
mobilitazione del 25 luglio

CIE (Centri di Identificazione) e CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo), sono da tempo OFF LIMITS per l’informazione, luoghi interdetti alla società civile e in cui soltanto alcune organizzazioni umanitarie arbitrariamente scelte riescono ad entrare. Una circolare del Ministro dell’interno, la n. 1305 emanata il 1 aprile 2011, ha reso ancora più inaccessibili tali luoghi, fino a data da destinarsi, in nome dell’emergenza nordafricana. Giornalisti, sindacati, esponenti di associazionismo antirazzista umanitario nazionale e internazionale, presenti nel territorio in cui sono ubicati, sono considerati secondo detta circolare “un intralcio” all’operato degli enti gestori e per questo tenuti fuori. Questo si traduce di fatto in una sospensione del diritto-dovere di informazione che si va ad aggiungere alle tante violazioni già riscontrate in questi centri. Non potendo entrare diviene legittimo pensare che in essi si determinino condizioni di vita inaccettabili e ripetute violazione dei diritti. Le poche fonti reperibili di notizie diventano i video registrati da cellulari, dagli immigrati trattenuti nei centri, le lettere che riescono a partire dall’interno, le telefonate e le testimonianze rese da chi esce o fugge, e quanto arriva non è certo dimostrazione di trattamento rispettoso dei diritti umani. Il prolungamento votato nei giorni scorsi dal parlamento, che consente di trattenere le persone non identificate nei Cie fino a 18 mesi, aumenta il disagio e la sofferenza in cui si ritrovano persone che non hanno commesso alcun reato. Gravi lacune si registrano poi nell’esercizio del diritto alla difesa.  A tale scopo chi opera nell’informazione ritiene fondamentale avere modo di poter far conoscere alla pubblica opinione quanto in questi luoghi avviene, le ragioni dei continui tentativi di fuga e rivolta, dell’aumento dei casi di autolesionismo che spesso sfociano nel tentativo di suicidio. L’informazione deve poterne parlare, la società ha il diritto di sapere. Così come migranti e i cittadini stranieri hanno il diritto di essere informati ed assistiti dai legali, dalle associazioni e dai sindacati.
Per questo il 25 luglio, parlamentari di numerose forze politiche, consiglieri regionali, giornalisti, sindacalisti, associazioni e attivisti della società civile saranno davanti ad alcuni CIE e CARA italiani per reclamare il diritto ad accendere i riflettori su queste strutture e sulle persone che vi sono trattenute.

Comitato promotore:
FNSI, ORDINE DEI GIORNALISTI, Art. 21, ASGI, PRIMO MARZO, OPEN SOCIETY FOUNDATION, EUROPEAN ALTERNATIVES e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta , Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi.

Adesioni fin qui ricevute:
ANSI, CGIL, ACLI, ARCI, MIGREUROP, AMSI, COMAI, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, FCEI, , FORUM IMMIGRAZIONE PD NAZIONALE, CIR, TERRE DES HOMMES, Ass. Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, LIBERAL, LIBERAZIONE, L‘UNITA’, IL MANIFESTO, LiBERACITTADINANZA, LOOKOUT.TV, LEFT, AVVENIRE, MOVEON, POPOLO VIOLA, ANTIGONE LOMBARDIA, RIFONDAZIONE COMUNISTA, Gruppo al Consiglio Regionale del Lazio della Federazione della Sinistra, Gruppo al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di Rifondazione Comunista, Rete Immigrati Autorganizzati Milano.

Parlamentari ad oggi confermati che parteciperanno all’iniziativa:
Touadì (PD), Villecco Calipari (PD), Turco (PD), Colombo (PD), Gozi (PD), Sarubbi (PD), Pardi (IDV), Zampa (PD), Monai(IDV), Strizzolo (PD), Rossomando (PD), Marcenaro (PD), Messina (IDV), Pezzotta (UDC), Fiano (PD), Pes (PD), Di Stanislao (IDV), Formisano (UDC), Perduca (RADICALI) , Orlando (IDV), Luongo (PD), Giambrone (IDV), Granata (FLI), Ginefra (PD).

Presso i centri dislocati in:
Roma, Bologna, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari, Cagliari, Santa Maria Capua Vetere, Trapani, Catania, Lampedusa, Porto Empedocle.

Chiunque voglia partecipare o richiedere ulteriori informazioni può mettersi in contatto con:
Gabriella Guido - Rete PRIMO MARZO - ggabrielle65@yahoo.it - 329.8113338 
Renzo Santelli – FNSI - renzo.santelli@fnsi.it - 335.5325534


Roma, 20 luglio 2011