Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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sabato 12 aprile 2014

Cittadinanza: Una storia al giorno

Corriere delle migrazioni

8 aprile 2014

La proposta per una nuova legge di cittadinanza “giace” in Parlamento e sembra esserci poco interesse a riprenderla in mano. Per contrastare questo colpevole oblio, un gruppo trasversale di parlamentari (ne resta fuori solo la Lega), con il supporto di enti impegnati nella tutela dei diritti dei minori e della società civile (Unicef, Garante per l’infanzia, campagna l’Italia sono anch’io, Rete G2 e molti altri), su proposta dell’ex ministro Cécile Kyenge, ha deciso di avviare una singolare iniziativa. «Ogni giorno, finché in questa stessa aula non sarà discussa la nuova legge, racconteremo la storia di un ragazzo o di una ragazza ancora senza cittadinanza», spiega Kyenge. «Sono storie di speranze, dolori, peripezie burocratiche, disillusioni, storie di tutti i giorni, fatte anche di successi in salita ma successi, ancora più veri e specchio della loro voglia di essere italiani». Come quella di Samira, che è stata letta dalla deputata Fucsia Nissoli Fitzgerald. eletta nella circoscrizione America Settentrionale e Centrale – Gruppo Per L’ Italia.

Questa è la storia di Samira , attivista della Rete G2, nata a Roma nel 1980 da madre filippina e padre egiziano, al compimento dei 18 anni non fece richiesta della cittadinanza italiana. Non fece domanda, perché si sentiva italiana dalla nascita. Così Samira denunciava la sua situazione nel 2007: «Ho una laurea come assistente sociale e lavoro per uno sportello informativo sull’handicap del Comune di Roma. Dopo un contratto a tempo determinato me ne hanno fatto uno a progetto mentre tutte le mie colleghe hanno avuto un contratto a tempo determinato, più lungo e che da più tutele rispetto a me. E questo non per mie incapacità professionali ma perché non ho ottenuto il passaporto italiano e le leggi sono poco chiare. A 18 anni non avevo fatto domanda per diventare cittadina italiana. Nessuno me lo aveva detto. Così ora, nonostante la mia laurea, il Comune non mi assume perché sono una cittadina filippina. Io sono nata qui e sono sempre vissuta qui. Mi considero italiana eppure devo accontentarmi di meno soldi e garanzie e fare causa al Comune per discriminazione».

Samira è morta il 20 febbraio del 2010 sempre a Roma a soli 29 anni, prima che il giudice decidesse sul suo caso. Il problema di Samira Mangoud, come di molte seconde generazioni, è quello di non sapere di dover richiedere la cittadinanza italiana tra i 18 e i 19 anni , come previsto dalla legge per l’acquisizione della cittadinanza italiana per i figli di immigrati extracomunitari. Di conseguenza, Samira è rimasta cittadina straniera in un paese a lei non affatto estraneo, visto che era l’unico dove avesse mai vissuto.

sabato 1 marzo 2014

6 marzo, Palermo: Studi umanistici e cittadinanza. Inaugurazione del Dottorato in Studi letterari, filologici e linguistici

Università degli Studi di Palermo
Inaugurazione del Dottorato 
"Studi letterari, filologici e linguistici"

Giornata di studio 
"Studi umanistici e cittadinanza"
6 marzo 2014 - Palazzo Steri -Sala Magna

Il Dottorato di ricerca in “Studi letterari, filologici e linguistici” ha avvio nell’A.A. 2013/2014 sulla base di una convenzione tra i Dipartimenti di Scienze Umanistiche delle Università di   Palermo e di Catania e con l’adesione di numerosi studiosi di università italiane e straniere.




PROGRAMMA 
Ore 10.00 - 13.30
Saluti 
Roberto Lagalla, Rettore dell’Università di Palermo
Laura Auteri, Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Università di Palermo

Relazioni
Mari D’Agostino e Giuseppe Traina, Presentazione del Dottorato
Giulio Ferroni, Francesca digitale? Per il futuro degli studi letterari
Francesco Sabatini, Lingua e cittadinanza attraverso la storia dell’italiano

Interventi
Adham Darawsha (Presidente della Consulta delle Culture) Pietro Li Causi (Docente)
Umberto Di Maggio (Libera, Associazioni nomi e numeri contro le mafie)
Donatella Natoli (Biblioteca delle Balate), Mario Palumbo e Claudia Carmina (Palumbo Editore)
Francesco Giambrone (Assessore alla Cultura, Comune di Palermo), Andrea Inzerillo (Sicilia Queer Filmfest)
Giovanni Ruffino (Presidente del Centro Studi filologici e linguistici siciliani)
Lucia Sorce (Dirigente scolastico), Orietta Sorgi (Centro per il Catalogo, Regione Sicilia)

Ore 15:30 -18:00
Tavola Rotonda, Saperi umanistici oggi
Antonio Pioletti (coordinatore), Gabriella Alfieri, Enrica Cancelliere,
Andrea Manganaro, Giusto Picone, Michelina Sacco, Sebastiano Vecchio



domenica 4 marzo 2012

9 marzo, Palermo: Convegno "L'immigrazione... che non si dice"


CONVEGNO
L’immigrazione … che non si dice 
Palermo, venerdì 9 marzo 2012
ore 09.30

Venerdì 9 marzo, alle ore 09.30, a Palermo presso la “Sala Gialla” di Palazzo dei Normanni (piazza del Parlamento, 1) si terrà il convegno “L’immigrazione … che non si dice”, durante il quale verranno presentati il Dossier Statistico Immigrazione, realizzato a cura di Caritas di Roma, Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, e il libro “Sullo stesso barcone. Lampedusa e Linosa si raccontano”, realizzato dai cronisti volontari dell’Ufficio Migrantes di Messina.

Introdurrà i lavori il dott. Mario AFFRONTI, direttore dell’Ufficio Diocesano Migrantes di Palermo; a seguire, i saluti dell’on. Francesco CASCIO, presidente dell’Ars, dell’on. Giovanni ARDIZZONE, deputato dell’Ars e presidente dell’Associazione Parlamentare “Amicizia Sicilia-Tunisia”, di mons. Benedetto GENUALDI, direttore della Caritas Diocesana di Palermo, del dott. Alfonso CINQUEMANI, direttore del Centro Astalli di Palermo e di don Domenico LUVARÀ, delegato ispettoriale VIS Sicilia.
 
Il titolo del convegno è stato scelto allo scopo di raccontare un altro volto dell’immigrazione troppo spesso tenuto in secondo piano: L’immigrazione … che è risorsa; L’immigrazione … che è cronaca di prossimità; L’immigrazione … che è persona. Uomini e donne con progetti, sogni, desideri: che sono indispensabili per l’economia e la crescita del nostro Paese; che fanno fatica a praticare la cittadinanza a causa di una legge che li discrimina; che lanciano un appello a riconsiderare il nostro sistema di accoglienza nei confronti di chi è costretto a scappare dal proprio Paese e chiede protezione.
 
Il diac. Santino TORNESI, direttore dell’Ufficio regionale per le Migrazioni della C.E.Si., presenterà il fenomeno migratorio, nel contesto nazionale e regionale, alla luce del nuovo Rapporto; quindi, la dott.ssa Elena DE PASQUALE e il dott. Nino ARENA, autori del libro e don Stefano NASTASI, parroco di Lampedusa, racconteranno l’esperienza vissuta durante l’emergenza sbarchi 2011, evidenziando, anche attraverso la proiezione di un video, come la comunità di Lampedusa e Linosa vi abbia fatto fronte.
 
I lavori saranno moderati da don Sergio NATOLI, dell’Ufficio Migrantes di Palermo, e le conclusioni verranno affidate a mons. Giancarlo PEREGO, direttore generale della Fondazione Migrantes.

L’evento è realizzato in collaborazione con l’Associazione Parlamentare “Amicizia Sicilia - Tunisia” (grazie alla quale sarà possibile distribuire ai partecipanti copia del libro presentato), con il Centro Astalli di Palermo e con la Ong VIS Sicilia.

A quanti lo richiederanno, a conclusione dei lavori, verrà rilasciato l’attestato di partecipazione.

Per informazioni:
diacono Santino TORNESI cell. 338.2017995; e-mail: migrantes.me@tiscali.it




giovedì 22 dicembre 2011

22 dicembre, Palermo: Il Consiglio comunale di Palermo approva la mozione a sostegno del disegno di legge per il diritto alla cittadinanza ai figli degli extra-comunitari nati in Italia


Con voto bipartisan, il Consiglio Comunale di Palermo ha approvato la mozione a sostegno del disegno di legge popolare per la concessione del diritto di cittadinanza ai figli degli extracomunitari nati in Italia. Dopo le parole del capo dello Stato Giorgio Napolitano, che ha chiesto due volte la riforma della cittadinanza, anche dalla città di Palermo un consenso a questa iniziativa di grande civiltà. Dopo 20 anni il nuovo clima politico potrebbe riuscire a cambiare una legge pensata per un Paese ormai completamente diverso.

Sono quasi un milione i minori, figli dell’immigrazione, che vivono in Italia; di questi oltre 570.000 sono nati nel nostro Paese e in più di 700.000 frequentano le nostre scuole. Nel confermare la piena soddisfazione per questo, che è un obiettivo intermedio rispetto a quello più importante dell’approvazione della legge, invito tutti i palermitani a continuare con la firma della petizione presso i tavoli del comitato promotore “ L’Italia sono anch’io”.

Comunicato Stampa del Consigliere Rosario Filoramo



venerdì 9 dicembre 2011

11 dicembre, Corleone: Presentazione della Campagna dei Diritti di Cittadinanza "L'Italia sono Anch'Io"

COMUNICATO STAMPA 




Il Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo, domenica 11 dicembre 2011 ore 17,00, presso il Salone del CIDMA - Centro documentazione sulle mafie e sull’antimafia - Convento di San Ludovico a Corleone, organizza la presentazione della campagna dei diritti di cittadinanza “L’Italia sono anch’io”. 

Dopo i saluti istituzionali seguiranno gli interventi di Clelia Bartoli, Docente di Diritti umani presso il Dipartimento Politica Diritto e Società, Università degli Studi di Palermo - Movimento “Primo Marzo”, Mons. Benedetto Genualdi, Presidente Caritas di Palermo, Luciano Luciani, Presidente Istituto Italiano Fernando Santi della Consulta regionale dell’emigrazione e dell’immigrazione, Mons. Vincenzo Noto, Presidente Caritas Monreale, Anna Bucca, Presidente regionale ARCI Sicilia, Zaher Darwish, Responsabile immigrazione CGIL Palermo, Dino Paternostro, Segretario CGIL Corleone, Giuseppe Musacchia, Dirigente medico Ospedale di Corleone e operatore dell’ambulatorio di Lampedusa. 

Seguiranno alcune testimonianze delle parrocchie di Corleone e il dibattito. 

Concluderà i lavori Andrea Piraino, Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro; introduce e coordina i lavori Pippo Cipriani del Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo. 


Segreteria Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo
Cell. 335.5786169 – 338.9576705


sabato 15 ottobre 2011

"L'Italia sono anch'io": diritto di voto e cittadinanza

Le due proposte di legge di iniziativa popolare per le quali è partita oggi la raccolta di firme. I casi limite di chi ha dovuto fare 10 anni di battaglie legali dopo un diniego ingiusto. Il Viminale condannato a pagare le spese
di Raffaella Cosentino, Redattore Sociale
ROMA. Competenza dei sindaci nella procedura di attribuzione della cittadinanza, passaggio dallo ius sanguinis allo ius soli e diritto di voto alle amministrative per gli stranieri. Sono queste le proposte della campagna di raccolta firme per due leggi di iniziativa popolare promossa da 19 associazioni e partita oggi con il primo banchetto al Pantheon con lo slogan "L’Italia sono anch’io" (Pagina Facebook).

Per quanto riguarda i cambiamenti alla normativa sulla concessione della cittadinanza italiana, la proposta di legge stabilisce che chi nasce in Italia da almeno un genitore legalmente presente sul territorio da un anno è italiano. Per le seconde generazioni si propone lo ius soli anche per chi non è nato in Italia ma va a scuola nel nostro paese. I bambini nati in Italia da genitori privi del titolo di soggiorno o entrati in Italia entro il decimo anno d’età possono diventare italiani se fanno richiesta entro due anni dalla maggiore età. Per gli adulti, si abbassa il requisito da 10 anni di soggiorno regolare, com’è oggi, a cinque anni per poter chiedere di diventare italiano. Infine, per il diritto di voto nelle comunità locali, la proposta è di concederlo per le elezioni in città, province e regioni agli stranieri in possesso del titolo di soggiorno da cinque anni.

Alla campagna con raccolta firme hanno aderito le regioni Liguria, Toscana, Puglia, Emilia Romagna e Umbria. Tra le iniziative programmate nei prossimi giorni ci sono i banchetti per la raccolta anche a Sesto San Giovanni domani in occasione del concerto di Daniele Silvestri e domenica 25 durante la Marcia per la Pace Perugia – Assisi. Sabato 1 ottobre è previsto il lancio nazionale nelle piazze di tutta Italia. A giustificare la necessità di cambiare passo sulla cittadinanza sono anche le storie di diritti negati raccolte dal comitato promotore. Hamid è un operaio metalmeccanico che vive a Trento da 22 anni con la famiglia e tre figli nati in Italia e nel 2000 si è visto respingere la richiesta per essere stato fermato cinque anni prima alla guida in stato d’ebbrezza. Era stato condannato a 5 giorni di carcere, poi sostituiti da un’ammenda. Da qui è partita una battaglia legale con ricorso al Tar del Trentino Alto Adige, inizialmente respinto. Hamid e il suo avvocato hanno fatto di nuovo ricorso nel 2006 al Consiglio di Stato che ha ribaltato la decisione precedente. Hamid ha diritto alla cittadinanza e il Ministero dell’Interno dovrà pagare le spese processuali. 

venerdì 16 settembre 2011

"L'Italia sono anch'io": la rivoluzione della cittadinanza. Sta per diventare realtà il progetto "L'Italia sono anch'io" che punta alla cittadinanza per i figli degli immigrati nati in Italia


Foto di Italiano chi nasce in Italia da un almeno un genitore con il permesso di soggiorno da un anno, e possibilità di diventare italiano a 18 anni per i bambini nati in Italia da genitori senza documenti o nati all’estero ed entrati qui entro il decimo anno di età. Punta al passaggio allo ius soli (si prende la cittadinanza del Paese in cui si nasce) la proposta contenuta nell'iniziativa popolare “L’Italia sono anch’io”, che è stata depositata in Cassazione per il controllo delle firme.


Attualmente la legge italiana non fa alcuna distinzione tra i minori non nati qui, ma che nel nostro Paese hanno passato gran parte della loro vita e che magari hanno frequentato le nostre scuole, e gli immigrati adulti. In sostanza sono stranieri punto e basta. Per stare in Italia devono avere il permesso di soggiorno e a 18 anni, se vogliono la cittadinanza, devono dimostrare 10 anni di residenza regolare ininterrotta, con lavoro o studio regolari, come tutti gli altri stranieri.


La proposta di legge di iniziativa popolare "L'Italia sono anch'io" finalmente distingue le due situazioni e riconosce un diritto per i minori che crescono e vivono qui: i bambini, nati in Italia da genitori senza documenti, o entrati in Italia entro i 10 anni di età, e che vi abbiano soggiornato legalmente, possono diventare italiani con la maggiore età se ne fanno richiesta entro due anni. Di più. Su richiesta dei genitori, diventano cittadini italiani i minori che hanno frequentato almeno un ciclo della nostra scuola.


E'previsto anche il dimezzamento dei tempi per ottenere la cittadinanza per gli stranieri: sarà sufficiente dimostrare una permanenza legale di 5 anni, e non più di 10 anni come previsto attualmente.


Un’altra importante novità è quella della competenza dei sindaci nella procedura di attribuzione della cittadinanza.


L'iniziativa "L'Italia sono anch'io" prevede anche il diritto di voto in città, province e regioni per gli stranieri in possesso di titolo di soggiorno da 5 anni
.

di Francesco Bianco (14 settembre 2011)

Fonte: MixaMag

venerdì 2 settembre 2011

APPELLO : Venezia 2011 - Il cinema con i migranti

Con questo appello noi registi, attori, produttori e artisti del mondo del cinema vogliamo lanciare un messaggio all'opinione pubblica e alle istituzioni, per contribuire con la nostra voce, oltre che con i nostri racconti, alla costruzione di una società meno soggetta a chiusure e derive xenofobe e più preparata a comprendere i flussi di immigrazione e a dialogare con i nuovi cittadini.
 
Chiediamo che:

1. Si intensifichino gli sforzi a livello internazionale per ridurre l'eccidio intollerabile di profughi in fuga dalla Libia. E' disumano ciò che è successo dal marzo 2011 ad oggi: civili in fuga da un Paese sotto attacco militare sono stati lasciati completamente soli ad affrontare il mare, con un bilancio di almeno 1500 vittime. E' dovere umanitario internazionale ed italiano in primis fare di tutto perché chi fugge da una guerra a cui il nostro stesso paese partecipa, peraltro con l’obiettivo dichiarato di proteggere i civili, sia adeguatamente tutelato.

2. Si riconosca senza esitazione a tutti i profughi in fuga dalla Libia la possibilità di ottenere o una protezione umanitaria in Italia o, se espressamente richiesto dalla persona interessata, un rimpatrio assistito nel proprio Paese di provenienza.

3. Contemporaneamente ci si impegni a non replicare mai in futuro la scellerata politica dei respingimenti, attivata nel maggio 2009 con l'allora “amico” Gheddafi nonostante le denunce di vari organismi internazionali. Nessun respingimento in mare è accettabile, né verso la Libia né verso altri Paesi, come purtroppo sembra stia succedendo nelle ultime settimane verso la Tunisia.

4. Venga abolito il reato di clandestinità e si blocchi il prolungamento a 18 mesi della detenzione nei CIE, Centri di Identificazione ed espulsione, la cui organizzazione e funzione va completamente ripensata essendo diventati luoghi di intollerabile sospensione dei diritti, di forte umiliazione delle dignità personali e di isolamento civile e democratico. Venga a questo proposito revocata la circolare ministeriale che impedisce l'accesso di giornalisti e altri osservatori nei Centri stessi.

5. Venga pensato e finanziato un vasto programma di diffusione culturale e sociale di pratiche di accoglienza e integrazione. Da una parte vengano rivisti i modi di gestione dei vari centri di accoglienza, in particolare i CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo), troppo spesso ridotti a semplici dormitori isolati e spersonalizzati; dall'altra si attivino percorsi culturali di conoscenza, incontro e informazione per ricostruire una società aperta e solidale.

6. Venga riconosciuta la piena cittadinanza ai giovani 2g, ovvero i cittadini cresciuti in Italia ma figli di stranieri.

In collaborazione con le reti attive della società civile antirazzista, terremo alta l'attenzione su questi temi e rimaniamo sin da subito disponibili a collaborare con i nostri film a percorsi di educazione e conoscenza in scuole, università, biblioteche e altri luoghi di incontro in tutte le Regioni Italiane.

Primi firmatari:

Andrea Segre, Guido Lombardi, Marco Paolini, Giuseppe Battiston, Valerio Mastrandrea, Elio Germano, Roberto Citran, Gaetano Di Vaio, Luca Bigazzi, Francesco Bonsembiante, Marco Tullio Giordana, Daniele Vicari, Daniele Gaglianone

Invitiamo altri registi, attori, produttori e artisti del mondo del cinema ad unirsi all'appello inviando un breve messaggio e la propria firma a:
o via sms al +39 333/6127483

L'8 settembre alle 14.30 presso la Casa delle Giornate degli Autori verrà reso noto l'elenco completo dei firmatari e verranno letti alcuni messaggi.
 
 

mercoledì 20 luglio 2011

Campagna nazionale L'ITALIA SONO ANCH'IO sui diritti di cittadinanza e il diritto di voto promossa da 18 associazioni nazionali

L’ITALIA SONO ANCH’IO è la campagna nazionale per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto promossa nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia da 18 associazioni




Arci, Acli, Asgi Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Emmaus Italia, Fcei Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo è una Brutta Storia, Rete G2 Seconde Generazioni, Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del Fuoco, Ugl Sei e dall’editore Carlo Feltrinelli.

Il Comitato promotore è presieduto dal sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio.

La campagna vuole promuovere l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana che vivono, crescono, studiano e lavorano in Italia, contribuendo a rimuovere gli ostacoli che la legislazione attuale frappone al raggiungimento di questo obbiettivo. Fa appello alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro e della cultura, a tutte le persone che vivono in Italia, affinché ciascuno responsabilmente contribuisca a costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza per chiunque nasca e viva nel nostro Paese.

Vuole riportare il tema della cittadinanza all'attenzione dell’opinione pubblica ed al centro del dibattito politico per creare un movimento trasversale e unitario: l’esercizio della cittadinanza è la possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte, con uguali diritti e responsabilità.

Propone l’adesione al manifesto della Campagna e un programma di iniziative di sensibilizzazione ed eventi culturali. Dall’autunno 2011 inizierà la raccolta di firme per la presentazione in Parlamento di

DUE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

- una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.

- una proposta di legge che riconosca ai migranti regolari il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di partecipazione e responsabilità sociale e politica.

 
ADERISCI E SOSTIENI

Sostieni la campagna con il tuo contributo dal sito www.litaliasonoanchio.it 
oppure con versamenti sul c/c Associazione Arci - "Campagna Cittadinanza"

Banca Popolare Etica IBAN: IT 15 F 05018 03200 000000137258

CODICE BIC: CCRTIT2T84A

mail: info@litaliasonoanchio.it


mobile: + 39 348 655 41 61

Per informazioni e adesioni nella città di Palermo e in Sicilia e per la Rete Primo Marzo contattare primomarzo2010palermo@gmail.com



domenica 17 luglio 2011

Campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera


Il manifesto a cui aderire

Le persone di origine straniera che vivono in Italia sono oggi circa 5 milioni (stima Dossier Caritas Italiana Fondazione Migrantes al 1° gennaio 2010), pari all’8 % della popolazione totale. Di questi un quinto circa sono bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Nati in gran parte in questo Paese, solo al compimento della maggiore età si vedono riconosciuto il diritto a chiederne la cittadinanza. Il luogo di provenienza dei loro genitori è lontano, spesso non ci sono mai stati. A loro, alle loro famiglie, vengono per lo più frapposte soltanto barriere. Limitazioni insormontabili e ingiustificate, che danno luogo a disuguaglianze, ingiustizie e persecuzioni.
L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell’uguaglianza tra le persone, impegnando lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Ma nei confronti di milioni di stranieri questo principio è disatteso.
Noi, uomini e donne che considerano l’uguaglianza valore fondante di ogni democrazia e la decisione di persone di origine straniera di diventare cittadini/e italiani/e una scelta da apprezzare e valorizzare, siamo convinti che la battaglia per il riconoscimento dei diritti di ogni individuo sia decisiva per il futuro del nostro Paese.
Tutti e tutte dobbiamo assumercene la responsabilità e operare perché l’Italia sia più aperta, accogliente e civile.
Per questo ci impegniamo a:

1. Promuovere in ogni ambito l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana.

2. Agire a tutti i livelli affinché gli ostacoli che impediscono la piena uguaglianza tra italiani e stranieri vengano rimossi, determinando le condizioni per la sua concreta realizzazione.

3. Promuovere la partecipazione e il protagonismo dei migranti in tutti gli ambiti sociali, lavorativi e culturali. Siamo infatti convinti che esercizio della cittadinanza significhi innanzitutto possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte.

4. Avviare un percorso che porti alla presentazione in Parlamento di due proposte di legge di iniziativa popolare:

- una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.

- una proposta di legge che riconosca ai migranti il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di responsabilità sociale e politica.

A sostegno di quanto proposto, ricordiamo che la Convenzione europea sulla Nazionalità del 1997 già chiedeva agli Stati di facilitare l’acquisizione della cittadinanza per “le persone nate sul territorio e ivi domiciliate legalmente ed abitualmente”.
Sentiamo l’urgenza di riportare il tema della cittadinanza all’attenzione dell’opinione pubblica ed al centro del dibattito politico; per farlo, intendiamo impegnarci con una raccolta di firme e l’organizzazione di eventi e iniziative capaci di sollecitare organizzazioni e singoli a dar vita ad un movimento trasversale e unitario sul tema del diritto di cittadinanza.
Facciamo appello alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro e della cultura, a tutte le persone che vivono in Italia, affinché ognuno svolga il ruolo che gli compete per costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza in cui a ogni individuo che nasca e viva nel nostro Paese sia consentito di essere a tutti gli effetti cittadino/a italiano/a.
 
Comitato promotore
ARCI
ACLI
ASGI – ASSOCIAZIONE PER GLI STUDI GIURIDICI SULL’IMMIGRAZIONE
CARITAS ITALIANA
CENTRO ASTALLI
CGIL
CNCA - COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE COMUNITÀ D’ACCOGLIENZA
COMITATO 1° MARZO
EMMAUS ITALIA
FCEI - FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE IN ITALIA
FONDAZIONE MIGRANTES
LIBERA
LUNARIA
IL RAZZISMO È UNA BRUTTA STORIA
RETE G2 – SECONDE GENERAZIONI
TAVOLA DELLA PACE E COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI PER LA PACE E I DIRITTI UMANI
TERRA DEL FUOCO
UGL SEI
CARLO FELTRINELLI, editore
GRAZIANO DELRIO, sindaco Reggio Emilia (presidente)

Prime adesioni
REGIONE EMILIA ROMAGNA
REGIONE LIGURIA
REGIONE PUGLIA
REGIONE TOSCANA
 
Per adesioni
www.litaliasonoanchio.it
info@litaliasonoanchio.it
tel. +39 348 655 4161

Per il Comitato Primo Marzo di Palermo
primomarzo2010palermo@gmail.com
tel. + 39 3397458087


domenica 19 giugno 2011

22 giugno, Roma: Conferenza Stampa di presentazione di L'Italia sono anche io Campagna per i Diritti alla Cittadinanza e il Diritto di voto per i cittadini di origine straniera

Ora
mercoledì 22 giugno · 11.30 - 14.30

Luogo
Presso l'Associazione della Stampa Romana a Piazza della Torretta 36, a Roma.

PerPrimo Marzo 2011 sciopero degli Stranieri - Gruppo di Roma

Maggiori informazioni
Invito alla conferenza stampa di presentazione di L'ITALIA SONO ANCHE IO, Campagna per i Diritti alla Cittadinanza e il diritto di voto per i cittadini di origine straniera, che si terrà il prossimo Mercoledì 22 giugno alle ore 11.30 presso l'Associazione della Stampa Romana a Piazza della Torretta 36, a Roma.

Associazioni e organizzazioni della società civile si sono unite per dare corpo ad una campagna di sensibilizzazione e per una raccolta di firme finalizzata alla proposta di due leggi di iniziativa popolare che saranno promosse per il prossimo autunno.

Vi aspettiamo e vi preghiamo di dare diffusione dell'evento.

Gabriella Guido
PRIMO MARZO
Comitato di Roma
 
Fonte: Facebook 

martedì 31 maggio 2011

Nuovi italiani: cifre relative all'Italia e alla provincia di Palermo

Comune di Palermo SETTORE SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI
U.O. Affari Generali
CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
Progetto “Osservatorio giuridico-legislativo sulle migrazioni”

Sono 40.223 (inclusi i 2.210 residenti all’estero) i procedimenti di concessione della cittadinanza italiana che si sono conclusi positivamente nel 2010.

Le prime dieci province italiane con maggior numero di procedimenti conclusi favorevolmente sono:


Milano (3.109)
Roma (2.593)
Torino (2.285)
Brescia (1.459)
Vicenza (1.153)
Treviso (1.083)
Padova (854)
Firenze (836)
Verona (778)
Bologna (763)

per un totale di 14.913 nuove cittadini rispetto ai 40.223 in tutta Italia.

Il 37 per cento.

Nella nostra provincia [Palermo] i procedimenti di concessione della cittadinanza italiana sono stati 225 (119 per matrimonio e 106 per residenza).

Un dato inquietante: rispetto al 2009 i procedimenti che si sono conclusi negativamente sono in forte aumento: da 859 a 1.634. Un incremento del 90,22 per cento.

lunedì 14 febbraio 2011

Rete per i Diritti dei Senza Voce, Bolzano: Informativa per la richiesta di cittadinanza

La Rete per i Diritti dei Senza Voce
http://dirittideisenzavoce.blogspot.com/

Il Presidente

Al Sindaco di Bolzano

Bressanone

Brunico

Merano

Laives



Oggetto: Informativa per la richiesta di cittadinanza (Art.4 comma 2 della legge 5.2.1992 n.91-Nuove norme sulla cittadinanza - DPR N.572 del 12.10.1993 artt. 1,3 comma 4 e 14 - DPR N.396 del 3.11.2000 artt. 23-26)


Il sottoscritto, in qualità di Presidente dell’Associazione

CHIEDE

di informare i neomaggiorenni stranieri del diritto a richiedere la cittadinanza italiana entro il 19° anno di età, come previsto dalla legge vigente.

Come è noto, il problema della cittadinanza è fortemente sentito da chi è nato in Italia da genitori stranieri, ma non può godere degli stessi diritti dei cittadini italiani, pertanto la concessione della cittadinanza rappresenta un atto tangibile per una effettiva integrazione.

Auspichiamo che venga attivata una procedura per informare gli interessati, inviando loro una lettera in occasione del diciottesimo compleanno di età.

La norma è poco conosciuta e per questo motivo in Regioni come la Toscana e il Veneto è stata già avviata una campagna di informazione.

Ringrazio a nome dell’ Associazione e porgo

Distinti saluti.

Il Presidente
(Amir Sadeghi)

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And en Herrn Bürgermeister von

Bozen

Brixen

Bruneck

Meran

Leifers

Information zur Beantragung der Staatsbürgerschaft

Der Unterfertigte, in seiner Eigenschaft als Präsident des Vereins La Rete per i Diritti dei Senza Voce fordert Sie auf,

die JungbürgerInnen ausländischer Herkunft, welche das 18. Lebensjahr vollenden, darüber zu informieren, dass sie innerhalb ihres 19. Geburtstages das Recht haben, die italienische Staatsbürgerschaft zu beantragen, wie vom italienischen Recht vorgesehen.

Wie man weiß, gilt das Problem der Staatsbürgerschaft insbesondere für jene, welche in Italien von ausländischen Eltern geboren wurden, aber trotzdem nicht dieselben Rechte beanspruchen können wie die italienischen StaatsbürgerInnen.

Folglich ist die Gewährung der Staatsbürgerschaft ein wichtiger Meilenstein für eine effektive Integration.

Wir wünschen und fordern, dass in Ihrer Gemeinde eine Vorgangsweise entwickelt wird, um die Betroffenen gut und rechtzeitig über ihre Rechte zu informieren, sobald sie das 18. Lebensjahr vollenden.

Da unter den BürgerInnen mit Migrationshintergrund dieses Recht noch kaum bekannt ist, haben andere Regionen, wie die Toskana und Venetien, bereits entsprechende Informationskampagnen gestartet.

Ich danke im Namen des Vereins und verbleibe mit freundlichen Grüßen.

Amir Sadeghi

(Präsident)

venerdì 11 febbraio 2011

1 marzo, Palermo e Italia: Una giornata senza di noi: Si rinnova l'impegno dei Comitati Primo Marzo

Diritto al lavoro, diritti nel lavoro, una nuova cittadinanza fondata sulla mixité e lo sciopero degli stranieri.

(28 Gennaio 2010)

Lo scorso anno la manifestazione ha toccato oltre 60 piazze e coinvolto più di 300mila persone immigrati e non. Una mobilitazione partita dal basso con lo scopo di sottolineare la rilevanza economica e sociale dell’immigrazione. Nel corso di un incontro tenutosi alla libreria Griot di Roma, Cécile Kashetu Kyenge, coordinatrice e portavoce del movimento Primo Marzo ha affermato che nonostante il momento difficile che sta attraversando il nostro Paese non bisogna dimenticare il Primo Marzo.

In molte città diversi Comitati si stanno muovendo per richiedere un nuovo sciopero, per esercitare un diritto e dire con forza no al razzismo e alle politiche di esclusione, sì all’uguaglianza e diritti per tutti.

“Chiediamo a tutti - singoli, associazioni, realtà sindacali e politiche - di sostenere le mobilitazioni del prossimo Primo Marzo. In particolare, ai sindacati chiediamo di attivarsi per sostenere concretamente i lavoratori, migranti e italiani, che vorranno astenersi dal lavoro nelle fabbriche, nelle cooperative e in tutti i luoghi di lavoro più o meno formali” ha continuato Cécile Kashetu Kyenge. Nel suo discorso ha ricordato che c’è un collegamento diretto tra il razzismo e la graduale erosione dei diritti dei lavoratori in Italia e ha sottolineato che la Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza che, lungi dal contrastarla, producono clandestinità, rendendo il lavoratore migrante estremamente ricattabile “colpiscono in primo luogo gli immigrati ma rappresentano una minaccia per tutti”.

Il movimento Primo Marzo, attraverso la rete dei suoi comitati territoriali e in collegamento con la rete del No-Razzismo Day centrerà le mobilitazioni del 1° marzo 2011 sul tema del diritto al lavoro e dei diritti e della sicurezza sul lavoro.

Anna Laura Casano


Fonte: Medeu.it


martedì 8 febbraio 2011

15 febbraio, Palermo: Al via il primo test di conoscenza della lingua italiana per gli stranieri che hanno chiesto il permesso di soggiorno CE

Permesso soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.
Test lingua italiana.
Decreto Ministro Interno 4 giugno 2010.

Il 15 febbraio 2010 alle ore 14.30 si svolgerà nella provincia di Palermo il primo test di conoscenza della lingua italiana per gli stranieri che hanno chiesto il permesso di soggiorno CE.

La prova, che avrà inizio alle ore 14.30, sarà effettuata presso il locale Istituto Comprensivo Statale CTP EdA Antonio Ugo, via E. Arculeo, 39- Palermo.

Parteciperanno al test 39 cittadini stranieri.

Sono state già programmate ulteriori tornate di esami per i prossimi mesi di aprile e maggio.

Fonte: Prefettura di Palermo Pubblicato il 02/02/2011




mercoledì 5 gennaio 2011

14 e 16 gennaio, Palermo: Incontri su Nuovi comportamenti del cittadino per il Bene Collettivo "Dalla Costituzione allo Statuto e Regolamento comunale"

Quest'anno il Comitato per il Bene Collettivo organizza un ciclo di incontri su tematiche relative a "Nuovi comportamenti del cittadino per il Bene Collettivo".

Il primo tema trattato sara' la "democrazia diretta" cioe' la partecipazione diretta dei cittadini al governo della citta' attraverso gli strumenti a disposizione (proposte, petizioni, denuncie, referendum, etc.). Tema molto importante perche' da al cittadino la possibilita' di partecipare attivamente alla gestione dei beni in comune della nostra citta'.

Su tale tema il Comitato, assieme all'Associazione "Impariamo la Costituzione, Incontriamoci a Palermo", terra' venerdi 14 gennaio, alle ore 21.00 e domenica, 16 gennaio, alle ore 17.30, due incontri dal titolo "Dalla Costituzione allo Statuto e Regolamento comunale", strumenti, esempi, applicazioni.

"La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione." Art. 1 della Costituzione italiana

Comitato per il Bene Collettivo



sabato 20 novembre 2010

25 novembre e 1 dicembre a Genova e Torino: I Giovani e il Futuro. Le Scuole e il pluralismo delle Fedi. Religione e Cittadinanza.

La Coreis Italiana è lieta di invitarla ai convegni del progetto:







I Giovani e il Futuro





GENOVA, Giovedì 25 novembre 2010

Teatro della Gioventù



“Le scuole e il pluralismo delle fedi”

modelli e proposte



Dibattito tra i giovani e i rappresentanti religiosi del Monoteismo Abramico

Concerto interculturale

Mosaico di suoni e parole per la Pace

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Claudio Burlando Presidente della Regione Liguria


Giorgio Devoto Assessore alla Cultura della Provincia di Genova


Andrea Ranieri Assessore alla Cultura del Comune di Genova


Aureliano Deraggi Dirigente Scolastico Ufficio Scolastico Regionale Liguria


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Mustafa Roma Rappresentante CO.RE.IS. Italiana / Sezione Giovani


Daniel Funaro Rappresentante UGEI / Unione Giovani Ebrei d’Italia


Fabrizio Lertora Rappresentante Caritas / Genova


Ibrahim Wade Rappresentante Comunità Senegalese di Genova


Gokhan Eller Rappresentante Associazione Interculturale Italo Turca D.I.T.I.B. (Diyanet)


Rav Giuseppe Momigliano Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Genova


Don Bruno Sopranzi Direttore Ufficio Educazione Scuola / Curia di Genova


Imam Yahya Pallavicini Membro Comitato per l’Islam Italiano del Ministero dell’Interno


Dott.ssa Rosaria Pagano Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provincia di Genova


Prof.ssa Renza Cerri Vice Preside Facoltà Scienze Formazione Univ. Genova


Laura Enriello Presidente Accademia ISA (Interreligious Studies Academy)










TORINO, Mercoledì 1 dicembre 2010



“Religione e cittadinanza”

Percorsi di integrazione e dialogo



Mattina: Biblioteca Civica Villa Amoretti





Marta Levi Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Torino


Paolo Messina Direttore delle Biblioteche Civiche


Francesco de Sanctis Direttore Generale M.I.U.R. Ufficio Scolastico Regionale Piemonte


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Maryam Turrini Sezione Giovani CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana


Sharon Reichel Giovani dell’UGEI (Unione Giovani Ebrei d’ Italia)


Tarik El Ouariti UMI (Unione dei Musulmani in Italia)


Emanuele Bordello ex Presidente F.U.C.I.


Imam Yahya Pallavicini Vicepresidente della CO.RE.IS. Italiana


Laura Enriello Accademia ISA (Interreligious Studies Academy)






Pomeriggio: Sala Conferenze GAM Galleria Civica d’Arte Moderna





Fiorenzo Alfieri Assessore alla Cultura del Comune di Torino


Ilda Curti Assessore alle Politiche per l’Integrazione Comune di Torino


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Adam Andrea Cocilovo Sezione Giovani CO.RE.IS. Italiana


Victor Robiati Bendaud UGEI (Unione Giovani Ebrei d’ Italia)


Tarik El Ouariti UMI (Unione dei Musulmani in Italia)


Emanuele Bordello ex Presidente F.U.C.I.


‘Abd al Aziz Khounati Presidente UMI


Maria Chiara Giorda Associazione ACMOS


Sarah Kaminski Responsabile culturale della Comunità Ebraica di Torino


Maria Teresa Lupidi Sciolla Presidente Regione Piemonte UCIIM


IlhamAllah Chiara Ferrero Segretario Generale della CO.RE.IS. Italiana






Vera Schiavazzi Giornalista


Donatella Ferrero Accademia ISA (Interreligious Studies Academy)






A richiesta è possibile inviare il programma completo in pdf


Coreis Palermo
palermo@coreis.it



mercoledì 10 novembre 2010

17 novembre, Napoli: Inizio corsi di Lingua italiana e cittadinanza per migranti e rifugiati

Cooperazione Internazionale Sud Sud

nell’ambito del progetto “I Migranti e il Diritto alla Cittadinanza”

organizza

Laboratori di lingua italiana e cittadinanza per Migranti e Rifugiati




I laboratori, della durata di 60 ore, partiranno il 17 novembre 2010 e si svolgeranno presso la sede del Forum delle Culture, via Giuseppe Maffei, n. 18 (traversa di San Gregorio Armeno) - Napoli.

Gli incontri si terranno tutti i lunedì e i mercoledì dalle ore 18,00 alle ore 20,00.

Per info e iscrizioni:
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
Sede territoriale di Napoli
Piazza Bellini, 75
tel. 081/5571060 (h. 10,00/18.00)


sabato 12 giugno 2010

Gli immigrati e quell'esame di italiano

METROPOLI

Gli immigrati e quell'esame di italiano

Test più rigidi per avere la cittadinanza. La Cgil: colpa del pacchetto sicurezza. La storia di un camionista marocchino, che risiede a Imola dall'82, bocciato dalla Prefettura per problemi con la nostra lingua

di SARA SCHEGGIA

"Non conosci l'italiano, non possiamo darti la cittadinanza". Ha risposto così la Prefettura di Bologna alla richiesta di un marocchino di 60 anni, in Italia da 30, di diventare cittadino. Il colloquio con la polizia di Imola, dove risiede dal 1982, non è andato a buon fine e ora Assan (il nome è di fantasia), che quella domanda l'aveva presentata ben 5 anni fa, sta provando la strada del ricorso. "Il giro di vite del decreto sicurezza comincia a farsi sentire - dicono al centro Stranieri della Cgil, pronto a ripartire con i corsi di lingua estivi - la responsabilità per la formazione, però, non può ricadere solo sul volontariato".

"Ho fatto per 14 anni il camionista all'Interporto. La mia famiglia è tutta qui, in Marocco non ho più nessuno. Cittadinanza o no, io vivrò qui per sempre". L'italiano di Assan non è perfetto e, ogni tanto, qualche parola della sua conversazione si perde. La sua storia, però, è chiarissima. "Sono andato al colloquio, tre anni fa - racconta - mi hanno solo chiesto di prendere carta e penna e scrivere perché volevo la cittadinanza. Io ho risposto che ho sempre lavorato senza avere tempo di imparare bene, e che non ho fatto la scuola qui". I suoi diritti di cittadino si sono dunque arenati sull'alfabeto italiano, e a poco è servita la casa di proprietà o la piccola società edile che ha messo su col figlio. Ora ha deciso di fare ricorso al Tar, ma sa che non sarà facile.

Assan non è l'unico a Bologna ad essersi visto rifiutare la cittadinanza per via della lingua. "Stiamo ricevendo le prime segnalazioni - spiega Roberto Morgantini, del Centro Lavoratori Stranieri della Cgil - è l'effetto del pacchetto sicurezza dello scorso luglio, che prevede un test di lingua. A quanto pare cominciano già ad applicarlo". L'esame, inoltre, è complicato, tanto che certe domande, forse, metterebbero in crisi anche gli italiani. Il consiglio, allora, è di mettersi sui libri, magari frequentando uno dei corsi gratuiti che tante associazioni organizzano in città, a partire dalla Cgil (in via Marconi 69) o l'Xm 24 (via Fioravanti). "Noi continueremo per tutta l'estate - conclude Morgantini - lo Stato chiede agli stranieri di conoscere il nostro paese, ma taglia i fondi per la formazione: è una contraddizione a cui per ora sta riparando solo il volontariato".

Fonte: La Repubblica Bologna.it

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giovedì 27 maggio 2010

Punti all’asta, in premio il permesso di soggiorno

Immigrati, nuovo meccanismo per ottenere i documenti. Scatterà forse in autunno. Un percorso di due anni per imparare lingua, funzionamento dello Stato e obblighi fiscali, sanitari e scolastici. I crediti si perderanno anche con condanne non definitive. I pareri degli esperti

Vincere un bel dottorato di ricerca: questa la cosa migliore da fare per un immigrato a caccia del permesso di soggiorno. Perché, secondo le nuove regole per ottenere il documento, si metterebbe così in saccoccia ben 64 punti. Altre mosse vincenti: 54 punti per una docenza all’università, 46 per una laurea, 35 per un semplice diploma professionale. Meno produttivi, invece, gli aspetti legati alla vita sociale: solo 6 punti per un contratto d’affitto o di acquisto di una casa, altrettanti per un’onorificenza data dallo Stato italiano, 4 invece per la scelta di un medico della Asl o per le attività di volontariato.

Dopo mesi di annunci, prima sussurrati e poi roboanti, ha preso finalmente vita e corpo l’accordo d’integrazione, più conosciuto ormai come “permesso di soggiorno a punti”. Niente a che vedere, però, con quiz e concorsi: come sempre, agli immigrati non si regala nulla. Anzi: dovranno sudare almeno due anni per guadagnarsi il tanto sospirato documento. Il provvedimento, di cui Mixa si è già occupata, ha ottenuto il 20 maggio scorso il primo via libera dal Consiglio dei ministri. Per il testo nessun iter parlamentare: passerà al vaglio del Consiglio di stato e della Conferenza unitaria Stato – Regioni prima di approdare sul tavolo del presidente della Repubblica. Il regolamento entrerà in vigore 120 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Quindi, se tutto va bene, se ne riparlerà in autunno.

Permesso a punti, ecco cos’è. Previsto dall’articolo 4 bis del Testo unico sull’immigrazione e dal pacchetto sicurezza dello scorso luglio, il regolamento varato dal governo è un accordo che lo Stato stipula con l’immigrato che chiede un permesso di soggiorno di almeno un anno. Un vero e proprio contratto, destinato a chi ha un’età tra i 16 e i 65 anni e arriva in Italia dopo l’entrata in vigore del provvedimento. Un'intesa in cui lo straniero si impegna a raggiungere in due anni tutta una serie di obiettivi che saranno valutati con un meccanismo di crediti: si parte da 16 e non da zero come previsto all’inizio. Fondamentale anche iscrivere a scuola i figli minorenni. Esentati dall’accordo i minori non accompagnati, i disabili, le vittime di tratta, di violenza o di grave sfruttamento e chi ha frequentato un intero ciclo di studi alla scuola dell’obbligo.

I punti si guadagneranno raggiungendo un livello elementare di conoscenza dell’italiano, della Costituzione, delle regole e del funzionamento dello Stato. Si perderanno, invece, se si sarà condannati, anche in via non definitiva, e se si commetteranno illeciti amministrativi o tributari. La verifica scatterà alla fine dei due anni: accordo estinto e permesso rilasciato con 30 o più crediti, proroga di un anno alle stesse condizioni per chi resta al di sotto della soglia, bocciatura ed espulsione per chi si ferma a zero o addirittura ci va sotto.

Tanti, dunque, gli impegni che l’immigrato dovrà sottoscrivere per ottenere, alla fine, un documento solo temporaneo, che non cambia di una virgola il suo status giuridico: tante le prove da superare per restare, comunque, uno straniero in Italia. Non altrettanti gli impegni che si assumeranno le istituzioni. “Lo Stato – si legge nella bozza del regolamento – si impegna a sostenere il processo di integrazione dello straniero” attraverso iniziative da concordare con enti locali e associazioni no profit. E poi ancora: organizza un corso di formazione civica di minimo 5 massimo 10 ore a un mese dalla richiesta del permesso di soggiorno e garantisce il godimento dei diritti fondamentali delle persone nonché l’accesso ai servizi sanitari e scolastici.

La parola all’esperto: un patto al ribasso. “Il permesso di soggiorno a punti non è un’idea del tutto nuova – spiega l’avvocato Ennio Codini, docente all’università Cattolica di Milano e responsabile del settore giuridico della Fondazione Ismu – né un’idea particolarmente strana. Patti e accordi di integrazione vengono siglati con gli immigrati in molti Paesi. Il meccanismo che si adotterà in Italia è molto legato al modello francese”.

Quali sono gli aspetti positivi del provvedimento?

“Una lettura positiva è possibile: se si parla di accordo di integrazione vuol dire che in qualche modo l’immigrazione è accettata. C’è un alto profilo simbolico, è come se si dicesse allo straniero: “Pensiamo che sarai dei nostri, noi puntiamo su di te”. Con questo testo si dà poi per scontato che lo standard per l’immigrato sia venire in Italia per restarci in modo stabile. Un altro aspetto positivo è legato alla frequenza obbligatoria di almeno un corso di formazione civica, quello organizzato dallo Stato. Questo consentirà ai membri delle comunità più chiuse di aprirsi un po’ all’esterno, di creare qualche relazione”.

Quali sono, invece, le criticità?

“Sarò sincero: penso che l’integrazione proposta nell’accordo sia molto modesta. E’ un patto fatto al ribasso, a costo zero, in cui non si investono risorse. In realtà all’immigrato si chiede molto poco: il livello A2, ad esempio, che vale solo per la lingua parlata, è un livello elementare che in due anni raggiungono tutti gli immigrati, anche stando chiusi dentro casa”. Il quadro di riferimento è quello europeo che individua 6 livelli di competenza linguistica: l’A2 è il secondo, quindi tra i più bassi, e comprende parole, frasi ed espressioni usate per dare informazioni personali, per fare la spesa, per le attività quotidiane. “Buongiorno, grazie, panino” tanto per capirsi. “Pensiamo poi – continua l’avvocato Ennio Codini – alla formazione civica: cosa potranno mai imparare gli immigrati in 10 ore sulla vita civile nel nostro Paese? E questi sono gli unici obblighi, il resto è tutto vago”.

Altri punti oscuri?

“Un dato lascia perplessi: sembra che per gli stranieri valgano regole diverse. Una sorta di disciplina speciale che mette nero su bianco, ad esempio, l’obbligo scolastico per i figli. Un obbligo che vale per tutti, immigrati e italiani. Non è poi garantista la norma che prevede la decurtazione dei punti anche in caso di condanne non definitive”.

Che impianto dovrebbe avere allora l’accordo di integrazione?

“Questo accordo poteva essere un’occasione per creare, ad esempio, una corsia speciale d’accesso per la cittadinanza. Mi piacerebbe un provvedimento che sì, fissasse appuntamenti regolari per l’immigrato, prove e controlli, che anche chiedesse di più nella sostanza, nei saperi utili per l’integrazione, ma che, di contro, offrisse di più nella concessione dei diritti, con percorsi preferenziali e più snelli per chi risolve l’accordo con successo”.

L’iter non è ancora concluso: il testo, dunque, già alleggerito in Consiglio dei ministri, potrebbe subire altri cambiamenti. Servirebbero però idee forti e contesti diversi che, al momento, non si vedono all’orizzonte.

di Chiara Semenzato

Fonte: http://www.mixamag.it/

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