Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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lunedì 21 ottobre 2013

21 ottobre, Palermo: L'elenco dei 21 candidati eletti alla Consulta delle culture del Comune di Palermo


Ott. 21, 2013; 2:57pm

Trasmettiamo elenco dei 21 candidati eletti alla Consulta delle Culture. Durante la votazione che si è svolta ieri, in totale sono stati 6.857 i votanti su 20.381 aventi diritto, pari al 33.60%. In allegato anche elenco totale preferenze dei  45 candidati alla Consulta delle Culture e file con foto degli eletti.

ARULNESAN Thayaraj detto Thay (M) / Sri Lanka 1 / Asia Centro Meridionale / 706 voti

AKTAR Sumi Dalia (F)  / Bangladesh 1 / Asia Centro Meridionale / 609 voti

EDWARD PUVANENDRARAJAH Stefano (M) / Sri Lanka 1 / Asia Centro Meridionale / 480 voti

HOSSAIN MD Anwar  / (M)  Bangladesh 1 / Asia Centro Meridionale / 440 voti

MD Alamin / (M)  Bangladesh 1 / Asia Centro Meridionale / 436 voti

GUL Afsar / ( M)  Pakistan 1 / Asia Centro Meridionale / 41 voti

HUSSAIN Iqtidar / (M)  Pakistan 1 / Asia Centro Meridionale / 33 voti

SASTRILLO Medelenia detta Unica, detta Diding  / (F) Filippine 2 / Asia Orientale e Asia Occidentale 482 voti

MINION Edna / (F) Filippine 2 / Asia Orientale e Asia Occidentale / 264 voti

ABDIA Nesrine / (F)  Tunisia 3 / Africa Settentrionale /  82 voti

BRIKI Jalel / (M) / Tunisia 3 / Africa Settentrionale / 56 voti

BERRADI Rida / (M) / Marocco 3 / Africa Settentrionale / 35 voti

MINKAH Alexander Osei (M) / Ghana 4 / Africa Occidentale / 427 voti

BOAVENTURA NUNES  (F) / Capo verde 4  /Africa Occidentale / 77 voti

BITRAYYA Rajendra detto Mahen (M) / Mauritius 5 / Africa Orientale e Africa Centro Meridionale / 184 voti

VAYNAHIY Maryna (F) /  Ucraina 6 / Paesi membri del Consiglio d’Europa / 62 voti

BODOGA Vasile (M) /  Romania 6 / Paesi membri del Consiglio d’Europa / 53 voti

KOWALCZYK Beata Elzbieta (F) /  Polonia 6 / Paesi membri del Consiglio d’Europa / 30 voti

GAMALIE Dorina (F) /  Romania 6  / Paesi membri del Consiglio d’Europa  / 14 voti

DARAWSHA Adham (M) / Israele 6 / Paesi membri del Consiglio d’Europa / 8 voti

QUINONEZ Sofia Elisabeth (F) / Ecuador / 7 Americhe ed Oceania 90 voti


LINK_FOTO_ELETTI

http://mc.tt/63D9EUv50BY
http://mc.tt/39D9EXGrNXu
http://mc.tt/51D9EZSNAk0
http://mc.tt/66D9E138oGw
http://mc.tt/94D9E5qQYpy
http://mc.tt/e5D9E8BcMM4
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http://mc.tt/3fD9Ee9faSC
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http://mc.tt/07D9FPgeH2o
http://mc.tt/5dD9FRrzupU


link_nominativi_eletti

http://mc.tt/93D9GTLMAWS

link_ripilogo_preferenze

http://mc.tt/29D9GVW7nio

20 ottobre, Palermo: Consulta Culture. Seggi chiusi. Larghissima partecipazione al voto


Fonte: Comune di Palermo - Ufficio Informazione Istituzionale

20 ottobre 2013 20:58:36

Si sono concluse alle 20 le operazioni di voto della Consulta delle Culture, l’Istituzione cittadina per la partecipazione politica dei cittadini stranieri, extracomunitari, comunitari ed apolidi, presente per la prima volta a Palermo. Gli aventi diritto al voto erano 20.381 (10.207 donne, 10.174 uomini). Larghissima la partecipazione alla consultazione che ha permesso l'elezione dei 21 membri del parlamentino degli stranieri della città di Palermo: in cinque seggi vista ancora la presenza di votanti, si prolungherà la modalità di voto. Questo fattore, inevitabilmente ritarderà le operazioni dello scrutino. Al termine dello spoglio, i presidenti di seggio si recheranno all'Ufficio Elettorato per depositare i verbali. Domani, alle ore 9.00, la Commissione Elettorale li visionerà e alle ore 13 sarà comunicato il dato delle preferenze e il dato ufficioso degli eletti.

“Con l'elezione della Consulta delle Culture – ha detto il Sindaco Leoluca Orlando – Palermo si conferma città dell'accoglienza, dell'intercultura e della pace con 125 nazionalità diverse e 100 lingue parlate. Oggi, ho visto la grande partecipazione degli stranieri aventi diritto al voto ed il loro inequivocabile messaggio è stato quello di essere protagonisti e parte integrante della vita politica e sociale della città che da questa sera può chiamarsi con maggiore forza Capitale della Cultura. Voglio poi ringraziare i dipendenti comunali che oggi hanno esercitato il ruolo di presidente di seggio e scrutatori e il personale dell'Ufficio Anagrafe e dell'Ufficio Elettorato che in questi giorni ha sapientemente lavorato per far si che la macchina elettorale procedesse senza ostacoli, nello spirito comune di dare un nuovo importante segnale del cambiamento cittadino”.

“Da questa sera – ha detto l'Assessore alla Partecipazione Giusto Catania – gli stranieri di Palermo hanno dato vita alla quarta istituzione della città. Abbiamo vissuto un giorno di straordinaria partecipazione di varie comunità attive e impegnate nell'organizzazione politica del territorio e da questo spirito auspico che della consulta possa uscire il sindaco di Palermo del 2050, quando magari il primo cittadino sarà tamil o bengalese.

LA CONSULTA DELLE CULTURE

La Consulta delle Culture è dunque composta da 21 membri in rappresentanza di sette aree geografiche diverse con un presidente, un vicepresidente e un ufficio di presidenza. Il presidente parteciperà ai lavori del consiglio comunale, dove avrà diritto di parola ma non di voto e sarà portavoce della Consulta. Il mandato degli eletti, per questa prima volta, durerà quattro anni e l’incarico di presidente sarà rinnovato dopo due. Il prossimo mandato durerà invece cinque anni e l’incarico di presidente sarà rinnovato dopo due anni e mezzo. Questo è stato deciso per far coincidere le elezioni della consulta a quelle del prossimo consiglio comunale. Sala delle Lapidi, infatti, eleggerà tre consiglieri che rappresenteranno il consiglio all’interno della consulta e lo stesso farà la giunta scegliendo un proprio delegato, che può essere lo stesso sindaco, un assessore o una persona scelta dal primo cittadino. L’obiettivo è evitare che la Consulta sia un corpo separato dal resto dell’amministrazione ma organismo attivamente interagente con le altre istituzioni.

La nazione che ha avuto più candidature è stato il Bangladesh (otto candidati). Le candidature sono state raggruppate in sette aree geografiche e gli eletti sono stati scelti in proporzione al numero di residenti nella città di Palermo. Sono state presentate 15 candidature per Asia Centro Meridionale (7 eletti); 3 per Asia Orientale e Asia Occidentale (2 eletti); 8 per Africa Settentrionale (3 eletti); 9 per Africa Occidentale (2 eletti); 5 per l’Africa Orientale e Africa Centro Meridionale (1 eletto); 9 dei Paesi membri del Consiglio d’Europa (5 eletti), 8 per Americhe ed Oceania (1 eletto).

Le dieci più numerose comunità presenti a Palermo hanno presentato almeno una candidatura: Sri Lanka (5 candidati); Bangladesh (8); Romania (3); Ghana (5); Tunisia (4); Filippine (3); Marocco (4); Mauritius (4); Repubblica Popolare Cinese (1); Costa d'Avorio (2); Inoltre tra i candidati ci sono cittadini di Cuba (2), Brasile (2), Capo Verde (2); Pakistan (2) e un rappresentante per Israele, Russia, Belgio, Ucraina, Paraguay, Argentina, Ecuador, Gabon, Colombia, Bulgaria, Polonia.

DOVE SI E' VOTATO

I circoscrizione: scuola Valverde (via Valverde,1) 
scuola Madre Teresa di Calcutta (via Maqueda, 53)
II circoscrizione: scuola Amari (via G. F. Ingrassia, 33)
III circoscrizione: scuola F. P. Perez (piazza F. P. Perez, 1)
IV circoscrizione: scuola Montegrappa (via Gustavo Roccella, 37)
V circoscrizione: scuola De Amicis (via Nazario Sauro, 11)
VI circoscrizione: scuola Collodi (via Briuccia, 89)
VII circoscrizione: scuola S. Domenico Savio (viale della Resurrezione, 1)
VIII circoscrizione: scuola Archimede (piazza Castelnuovo, 40)
scuola Marconi (via Antonino Di Giorgio, 4)

Link_Orlando_Catania_Seggi

domenica 10 giugno 2012

Campagna "L'Italia sono anch'io": il Comune di Palermo, primo Comune in Italia dopo quello di Reggio Emilia ad aderire all'iniziativa, aderisce alla Campagna

 
Palermo - (Adnkronos) - "E' un modo per dire sì - ha spiegato il sindaco Leoluca Orlando - alla proposta di legge per il riconoscimento della cittadinanza italiana per chi è nato in Italia anche se non da genitori italiani. Al tempo stesso la campagna vuole dare il diritto di voto a chi vive in Italia pur essendo nati all'estero. Questo e' in piena sintonia con l'impostazione di una Palermo aperta e multiculturale''.
 
Palermo, 7 giu. - (Adnkronos) - Il Comune di Palermo ha deciso di aderire alla campagna per i diritti di cittadinanza "L'Italia sono anch'io". Lo aveva gia' fatto il commissario Luisa Latella e lo ha confermato oggi nel corso di una conferenza stampa il sindaco Leoluca Orlando e l'assessore Comunale alla Partecipazione e al decentramento, Giusto Catania. Sono centinaia di migliaia i migranti che vivono e lavorano in Italia e che per la complessita' delle procedure richieste dalla legge non possono ottenere la cittadinanza quindi non possono votare.

A sanare questa ferita del sistema democratico e' mirata la campagna "L'Italia sono anch'io" organizzata da una vasta rete di Associazioni, Enti pubblici, sindacati, coordinate dal sindaco di Reggio Emilia, Graziano Delrio. Il Comune di Palermo e' il primo Comune in Italia dopo quello di Reggio Emilia ad aderire all'iniziativa, esponendo presso gli uffici dell'assessorato per il bene comune della Partecipazione, in piazza Giulia Cesare (Ripartizione elettorato) lo striscione della campagna.
 
"Abbiamo una legge vecchia di 20 anni - ha detto Catania - secondo la quale gli stranieri possono acquisire la cittadinanza in tre casi: se hanno trascorso 10 anni in Italia, se hanno compiuto 18 anni e ne fanno richiesta, ed infine se la hanno persa e chiedono di riacquisirla. La nostra e' un'azione politica per dire che la legge di cittadinanza e' inadeguata". La campagna delle 31 associazioni, infatti, chiede che la cittadinanza sia acquisita alla nascita e che abbia diritto di voto chi vive in Italia da piu' di 5 anni.
 
"E' un modo per dire si' - ha spiegato Orlando - alla proposta di legge per il riconoscimento della cittadinanza italiana per chi e' nato in Italia anche se non da genitori italiani. Parliamo di numeri che oscillano tra il 14 e il 25% dei nuovi nati nel Paese: un numero enorme. Al tempo stesso la campagna vuole dare il diritto di voto a chi vive in Italia pur essendo nati all'estero. Questo e' in piena sintonia con l'impostazione di una Palermo aperta e multiculturale. L'attuale normativa - ha concluso - e' contro la storia e i fatti".
 
Fonte: Adnkronos 
 
 

domenica 11 marzo 2012

6/7 maggio, Palermo: Voto dei cittadini comunitari alle elezioni amministrative del Comune di Palermo

I cittadini dei paesi dell’Unione Europea residenti in città, in occasione delle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio 2012, potranno votare per il Sindaco, il Consiglio Comunale ed i Consigli Circoscrizionali.
 
I cittadini che vorranno potranno esprimere il diritto al voto, presentando un’apposita istanza al Sig. Commissario Straordinario, presso l’ufficio elettorale di Piazza Giulio Cesare n. 52 entro il 40° giorno antecedente la data della consultazione.
 
Gli uffici del Comune accoglieranno le domande dal lunedì al venerdì, dalle 8,30 alle 13,00 ed il mercoledì anche dalle 15,30 alle 17,30.
 



giovedì 5 gennaio 2012

Addiopizzo, LiberoFuturo e ProfessionistiLiberi: UN ACCORATO APPELLO PER LE PROSSIME ELEZIONI


Newsletter n.14 04-01-2012

 
 
UN ACCORATO APPELLO PER LE PROSSIME ELEZIONI
04-01-2012





Ecco il testo della lettera aperta sottoscritta da Addiopizzo, Libero Futuro e il Comitato Professionisti Liberi, inviata al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio e al Ministro dell'Interno per invitarli a fornire il loro appoggio in questa battaglia sulla qualità del consenso, in vista delle prossime elezioni amministrative a Palermo.

“Il voto di scambio uccide le coscienze”. Lo scrisse su uno striscione Padre Puglisi. Soprattutto nelle periferie e nelle borgate, dove la fragilità della Cosa pubblica spalanca spazi d’azione a Cosa nostra, si perpetua ancora oggi questo diabolico patto tra esponenti della classe dirigente e mafiosi, per corrodere alla radice la coscienza degli uomini e dei cittadini, e poter così arrivare dentro le istituzioni repubblicane, usate come centri di potere al servizio di opachi affari, sodali, clientele e gruppi criminali. Noi ci appelliamo a tutti i cittadini e i partiti siciliani affinché affrontino senza indugio, in vista delle prossime amministrative palermitane, una seria riflessione, da condurre attraverso e con l’opinione pubblica.

Proponiamo un’azione articolata, di ampio respiro, che connetta e integri tre punti:

1. Dibattere in modo approfondito e diffuso sulla responsabilità sociale dei pubblici poteri, sviluppando e contestualizzando nella Sicilia di oggi il monito di Borsellino: “Vi sono, oltre ai giudizi dei giudici, anche i giudizi politici cioè le conseguenze che da certi fatti accertati trae o dovrebbe trarre il mondo politico”. È doveroso e improcrastinabile che tutti i partiti si misurino seriamente con questo principio, smettendola, una volta e per tutte, di celarsi ipocritamente dietro l’attesa dell’ultimo grado di giudizio.

2. Per rendere più difficile il controllo del voto, proponiamo che lo scrutinio sia centralizzato. La legge attuale prevede che lo scrutinio si effettui nei singoli seggi, dove di fatto votano in media meno di 700 elettori. Il trucco consiste nell’aumentare appositamente il numero dei candidati e delle liste, in modo tale che ogni candidato non prenderà più di 5 voti per seggio. Pertanto, sapendo in quale seggio voterà il potenziale “sostenitore” si potrà verificare facilmente se la promessa sia stata mantenuta.

3. Tutti i partiti e gli schieramenti diano la possibilità al proprio elettorato di riferimento di partecipare in modo attivo all’individuazione dei candidati. Un metodo partecipativo per scegliere le candidature del centro destra e del centro sinistra, come le primarie, indipendentemente da alleanza e accordi,  permetterebbe di aprire già in questa fase un dibattito libero e aperto su temi vitali come la qualità del consenso e la responsabilità dei pubblici poteri, nonché sulla credibilità – finanziaria e non solo – dei programmi elettorali.

Con un’azione così articolata, ciascuno di noi sarebbe per tempo sensibilizzato sulla vitale importanza del voto libero e consapevole. Rendersi responsabili della scelta dei propri candidati, attraverso l’attuazione di questi tre punti, potrebbe rivelarsi una strepitosa azione collettiva contro il voto di scambio, che poi non è altro che l’altra faccia della medaglia dei discorsi fumosi sulla nostra Palermo.

Si discuta della responsabilità dei pubblici poteri; si cambino le modalità dello scrutinio; ciascun partito e/o schieramento decida tempestivamente di rendere partecipe il proprio elettorato di riferimento nell’individuazione e nella scelta dei propri candidati.

Subito, per il bene di tutti noi. Comitato Addiopizzo, Associazione LiberoFuturo e Comitato Professionisti Liberi

LA LETTERA A NAPOLITANO
Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
e p.c.
al Presidente del Consiglio Mario Monti
al Ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri

Oggetto: qualità del consenso tra voto di scambio e controllo del voto
Carissimo Presidente,
 

Le nostre associazioni sono attive da anni nella lotta alla Mafia con azioni di assistenza alle vittime e con una strategia, talvolta innovativa, che prevede il coinvolgimento concreto e diretto dei cittadini consumatori e dei professionisti.
 
Il Consumo critico Addiopizzo ha consentito ai consumatori di scegliere quotidianamente fra chi paga il pizzo e chi no diventando protagonisti essi stessi della lotta al racket.
 
Il Manifesto dei ProfessionistiLiberi ha consentito, invece, ai professionisti più onesti e coraggiosi di esporsi pubblicamente e di rompere il silenzio che avvolge la cosiddetta Zona grigia.
 
Condurre questa battaglia dal basso non è semplice ed è reso ancora più difficile dagli esempi negativi che provengono dall'alto ed in particolare dalla politica. Convincere un imprenditore ad avere fiducia nello Stato e a ritrovare coraggio e dignità per denunciare i propri estorsori non è semplice quando i partiti candidano e proteggono i condannati.
 
Per queste ragioni le nostre associazioni hanno deciso di denunciare la scarsa qualità del consenso e la pratica del voto di scambio inviando alla stampa la lettera aperta che alleghiamo.
 
In particolare le segnaliamo la sistematica violazione della segretezza del voto che consente a schiere di candidati senza scrupoli di ricattare soprattutto gli elettori più deboli. Naturalmente anche Cosa nostra fa un uso sapiente di queste pratiche ed i processi di Mafia lo testimoniano ampiamente.
 
La nostra Costituzione all'articolo 1 afferma che la sovranità appartiene al popolo, per questo motivo facciamo appello a Lei Signor Presidente, quale garante della Costituzione, perché intervenga nei confronti del Governo affinché venga assicurata la libertà e la segretezza del voto, con ogni strumento, dall'accorpamento dei seggi allo spoglio centralizzato e al voto elettronico.
 
Con stima, Addiopizzo, LiberoFuturo e ProfessionistiLiberi


venerdì 9 dicembre 2011

11 dicembre, Corleone: Presentazione della Campagna dei Diritti di Cittadinanza "L'Italia sono Anch'Io"

COMUNICATO STAMPA 




Il Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo, domenica 11 dicembre 2011 ore 17,00, presso il Salone del CIDMA - Centro documentazione sulle mafie e sull’antimafia - Convento di San Ludovico a Corleone, organizza la presentazione della campagna dei diritti di cittadinanza “L’Italia sono anch’io”. 

Dopo i saluti istituzionali seguiranno gli interventi di Clelia Bartoli, Docente di Diritti umani presso il Dipartimento Politica Diritto e Società, Università degli Studi di Palermo - Movimento “Primo Marzo”, Mons. Benedetto Genualdi, Presidente Caritas di Palermo, Luciano Luciani, Presidente Istituto Italiano Fernando Santi della Consulta regionale dell’emigrazione e dell’immigrazione, Mons. Vincenzo Noto, Presidente Caritas Monreale, Anna Bucca, Presidente regionale ARCI Sicilia, Zaher Darwish, Responsabile immigrazione CGIL Palermo, Dino Paternostro, Segretario CGIL Corleone, Giuseppe Musacchia, Dirigente medico Ospedale di Corleone e operatore dell’ambulatorio di Lampedusa. 

Seguiranno alcune testimonianze delle parrocchie di Corleone e il dibattito. 

Concluderà i lavori Andrea Piraino, Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro; introduce e coordina i lavori Pippo Cipriani del Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo. 


Segreteria Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo
Cell. 335.5786169 – 338.9576705


sabato 22 ottobre 2011

23 ottobre, Palermo: Banchetto per la raccolta firme a favore della Campagna L'Italia sono anch'io" sulla riforma delle leggi sulla cittadinanza e per il diritto al voto





Domenica 23 ottobre, in Via Roma, a Palermo, dalle ore 10.00 e per tutto il giorno, all'interno della manifestazione EVERY ONE - SAVE THE CHILDREN - Festa del Diritto allo Sport UISP, si potrà trovare un banchetto per la raccolta delle firme in favore della Campagna sulla cittadinanza "L' Italia sono anch'io".



lunedì 17 ottobre 2011

“L’Italia sono anch’io”, mobilitazione popolare per disegni di legge sui diritti alla cittadinanza


E’ promossa da 19 organizzazioni della società civile la campagna “L’Italia sono anch’io” (www.litaliasonoanchio.it), che nei prossimi sei mesi vedrà banchetti e volontari mobilitati in tutta Italia per raccogliere le firme necessarie a presentare in Parlamento due proposte di legge di iniziativa popolare: una che riformi la normativa sulla cittadinanza; l’altra per riconoscere il diritto di voto ai lavoratori stranieri regolarmente presenti sul nostro territorio. A Palermo, del comitato promotore della campagna fanno parte le associazioni aderenti al Forum delle Associazioni per l’Immigrazione, nato pochi mesi fa nel capoluogo siciliano, nel quale si trovano oltre venti rappresentanti e organizzazioni, enti e ordini professionali, tutti impegnati attivamente in questo settore.
 
Una bella notizia è che, condividendone lo spirito e le finalità, l’assessore regionale alla Famiglia e alle Politiche Sociali, Andrea Piraino, ha fatto idealmente propri i due testi, annunciando che é in via di definizione un disegno di legge che prevederà interventi a sostegno dei diritti degli immigrati, una specifica consulta e un osservatorio, ma soprattutto il diritto di voto alle elezioni amministrative.
 
Un percorso che potrebbe trovare compimento grazie anche al contributo del Forum, che ha fatto presente le istanze e richieste degli addetti ai lavori, primi tra tutti gli stressi stranieri.
 
“Quello che diciamo - spiega Pippo Cipriani, coordinatore nazionale dell’Istituto Italiano “Fernando Santi” - è che le politiche dell’immigrazione in Sicilia devono avere un coordinamento. Per questo è nato il Forum delle Associazioni per l’Immigrazione, che non vuole essere una struttura di rappresentanza. Ogni volta che ci riuniamo, infatti, chi parla, rappresentante di organizzazione o di ordine professionale, porta la propria storia, la propria esperienza. Con l’assessore Piraino abbiamo avviato l’iter per arrivare ad avere una legge regionale sull’immigrazione, disegno di legge che in parte anticiperà quello nazionale. Molto semplicemente, il testo prevede che chi nasce in Italia, con almeno uno dei genitori in regola con la legge, ha diritto di avere la cittadinanza. Il principio dello “ius solis” è, infatti, più rispondente ai canoni di una società, in cui la gente deve essere affezionata alla terra, al luogo in cui vive. La seconda proposta di legge, invece, chiede che le persone che vivono e lavorano regolarmente nel nostro Paese da almeno 5 anni possano avere il diritto di voto amministrativo, che è l’elemento della partecipazione alle scelte della comunità”.
 
A evidenziare, nell’ultima riunione del Forum, tenutasi recentemente all’Assemblea Regionale Siciliana, la gravità del fatto che la Sicilia, assieme alla Lombardia e al Molise, non ha ancora una legge sull’immigrazione, è stato il presidente nazionale dell’Istituto Italiano “Fernando Santi”, Luciano Luciani, facendo altresì notare come “a Palermo, al contrario di realtà come Mazara del Vallo, Marsala, Strasatti, Vittoria e Comiso, esistono decine di comunità che in gran parte non conoscono la legislazione che consentirebbe loro di inserirsi meglio nella società civile e nell’associazionismo”.
 
L’orientamento dell’assessore Piraino è volto a rivendicare la competenza esclusiva della Sicilia sulla legge elettorale, quindi, al di là di quello che intende fare il parlamento nazionale, avremmo l’opportunità di anticipare la riforma, ponendo la nostra regione al centro di un dibattito positivo, nell’ambito di un contesto mediterraneo di importanza non da poco.
 
Per esempio, due settimane fa la Camera ha concesso il diritto di voto passivo ai ragazzi di 18 anni. Prima ne occorrevano 25. “Non capisco veramente - si chiede l’onorevole Tonino Russo, componente la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione alla Camera dei Deputati - perché chi da anni lavora in Italia e produce reddito, addirittura l’11% del Pil, non abbia almeno il diritto di voto alle amministrative. Io credo che il tempo per concederlo sia ormai maturo. Non so se è un’iniziativa demagogica del ministro Meloni, ma non è possibile pensare che a 18 anni si sia in grado di diventare parlamentari e a 40, per il semplice colore della pelle, non si possa votare. Un controsenso, un paradosso che spero possa essere superato molto presto”.
 
Nella legge sull’immigrazione passata, che non è mai giunta in porto, erano stati inseriti investimenti per strutture e interventi di carattere sociale, prevedendo elementi di coordinamento con la legislazione generale, la creazione di strutture peculiari nostre e anche un’attenzione per i rifugiati, per le categorie più fragili.
 
Oggi, tutto questo si coordina con l’elemento della concessione della libertà e della partecipazione, grazie anche alla costituzione di una consulta e di un osservatorio che siano veramente rappresentativi di questo mondo, sia dal punto di vista dell’associazionismo sia delle comunità di immigrati.
 
“L’impostazione che abbiamo dato - conclude Cipriani - è del lavoro in comune, della partecipazione, non certo della semplificazione della rappresentanza. Le forze che sono dentro il Forum sono anche espressione politica, ma sempre a titolo personale. Stiamo cercando di creare un fronte quanto più ampio possibile, ci interessa solo il risultato e cioè una legge regionale che consenta di avere strutture, risorse e strumenti per affrontare le emergenze e programmare una società migliore. Da questo punto di vista, il contributo di tutti è gradito”.
 
Banchetti a parte, che sono in via di organizzazione e si vedranno al più presto in città, la raccolta delle firme per ora si effettua nella sede dell’Istituto “Fernando Santi”, al civico 14 di via Nicolò Gallo, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30, mentre il martedì e giovedì dalle 15 alle 17.

Di Gilda Sciortino

Fonte: A Sud Europa


sabato 15 ottobre 2011

"L'Italia sono anch'io": diritto di voto e cittadinanza

Le due proposte di legge di iniziativa popolare per le quali è partita oggi la raccolta di firme. I casi limite di chi ha dovuto fare 10 anni di battaglie legali dopo un diniego ingiusto. Il Viminale condannato a pagare le spese
di Raffaella Cosentino, Redattore Sociale
ROMA. Competenza dei sindaci nella procedura di attribuzione della cittadinanza, passaggio dallo ius sanguinis allo ius soli e diritto di voto alle amministrative per gli stranieri. Sono queste le proposte della campagna di raccolta firme per due leggi di iniziativa popolare promossa da 19 associazioni e partita oggi con il primo banchetto al Pantheon con lo slogan "L’Italia sono anch’io" (Pagina Facebook).

Per quanto riguarda i cambiamenti alla normativa sulla concessione della cittadinanza italiana, la proposta di legge stabilisce che chi nasce in Italia da almeno un genitore legalmente presente sul territorio da un anno è italiano. Per le seconde generazioni si propone lo ius soli anche per chi non è nato in Italia ma va a scuola nel nostro paese. I bambini nati in Italia da genitori privi del titolo di soggiorno o entrati in Italia entro il decimo anno d’età possono diventare italiani se fanno richiesta entro due anni dalla maggiore età. Per gli adulti, si abbassa il requisito da 10 anni di soggiorno regolare, com’è oggi, a cinque anni per poter chiedere di diventare italiano. Infine, per il diritto di voto nelle comunità locali, la proposta è di concederlo per le elezioni in città, province e regioni agli stranieri in possesso del titolo di soggiorno da cinque anni.

Alla campagna con raccolta firme hanno aderito le regioni Liguria, Toscana, Puglia, Emilia Romagna e Umbria. Tra le iniziative programmate nei prossimi giorni ci sono i banchetti per la raccolta anche a Sesto San Giovanni domani in occasione del concerto di Daniele Silvestri e domenica 25 durante la Marcia per la Pace Perugia – Assisi. Sabato 1 ottobre è previsto il lancio nazionale nelle piazze di tutta Italia. A giustificare la necessità di cambiare passo sulla cittadinanza sono anche le storie di diritti negati raccolte dal comitato promotore. Hamid è un operaio metalmeccanico che vive a Trento da 22 anni con la famiglia e tre figli nati in Italia e nel 2000 si è visto respingere la richiesta per essere stato fermato cinque anni prima alla guida in stato d’ebbrezza. Era stato condannato a 5 giorni di carcere, poi sostituiti da un’ammenda. Da qui è partita una battaglia legale con ricorso al Tar del Trentino Alto Adige, inizialmente respinto. Hamid e il suo avvocato hanno fatto di nuovo ricorso nel 2006 al Consiglio di Stato che ha ribaltato la decisione precedente. Hamid ha diritto alla cittadinanza e il Ministero dell’Interno dovrà pagare le spese processuali. 

martedì 27 settembre 2011

Report del Forum delle Associazioni per l'immigrazione di Palermo del 24 settembre 2011


COMUNICATO STAMPA del 27 settembre 2011

Si è tenuta la riunione del Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo, sabato 24 settembre 2011, alla Sala Rossa dell’Assemblea Regionale Siciliana.

All’incontro hanno preso parte rappresentanze associative e istituzionali della provincia di Palermo, della Regione Siciliana e del Parlamento Nazionale.



Ha aperto i lavori il Presidente dell’Istituto Italiano Fernando Santi e animatore del Forum, Luciano Luciani, il quale ha evidenziato in primo luogo come la Regione Sicilia non sia riuscita ad approvare una legge regionale sull’immigrazione; con i diversi Governi, infatti, si sono susseguiti vari tentativi con disegni di legge diversi approntati dal Governo o da parlamentari. La Sicilia, assieme alla Lombardia e al Molise, non ha infatti una legge sull’immigrazione e considerate le emergenze di oggi, questo è un fatto molto grave. La legge nazionale 943 del 1986 costituisce un valido precedente che ha posto le basi per legiferare a livello regionale. Luciani ha fatto notare come a Palermo, al contrario di realtà come Mazara del Vallo, Marsala, Strasatti, Vittoria, Comiso, esistono decine di comunità che in gran parte non conoscono la legislazione che consentirebbe loro di inserirsi meglio nella società civile e nell’associazionismo. I quadri dirigenti immigrati secondo Luciani debbono diventare operatori di cooperazione dell’Italia con i loro paesi di origine così come gli italiani nel mondo hanno fatto in passato e tuttora operano in tal senso. Secondo Luciani gli organi di rappresentanza (Consulte, Osservatori) nella loro composizione debbono vedere fortemente presenti gli immigrati, le comunità immigrate, le istituzioni e le organizzazioni che si occupano concretamente dell’immigrazione. Ha inoltre ringraziato della presenza il dr. Antonio Grasso, Capo di Gabinetto dell’Assessore alla Famiglia, al Lavoro e alle Politiche Sociali, Prof. Andrea Piraino, il quale in precedenza ha più volte incontrato il Forum assumendo l’impegno di costituire subito un osservatorio regionale per l’immigrazione e di adoperarsi per la presentazione di un disegno di legge regionale in materia. Luciani ha infine evidenziato che più il cittadino straniero si sente parte di integrante della nostra nazione, maggiormente avviene l’inclusione sociale e la pacifica convivenza. Gli italiani nel mondo hanno fatto un diverso percorso all’estero. L’Associazionismo degli italiani nel mondo ha sempre riguardato quale punto di riferimento le Istituzioni italiane e l’Associazionismo e il mondo del Sindacato del loro Paese e se oggi abbiamo immigrati italiani residenti nei diversi Paesi rappresentati nelle Consulte comunali dei Comuni italiani di provenienza, nelle Consulte regionali, nei Comitati degli Italiani all’estero, nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e nel Parlamento italiano, lo dobbiamo a questa diversa strategia ed organizzazione. Anche per questo più volte è stata indicata l’opportunità che le Associazioni degli immigrati in Italia ispirino la loro azione al modello delle Associazioni degli italiani all’estero, che si è reso anche utile per rafforzare rapporti di cooperazione economica e sociale tra i Paesi di accoglienza e l’Italia.

È intervenuta poi la portavoce nazionale del Movimento “Primo Marzo”, Cècile Kyenge Kashetu, la quale ha evidenziato che nella società di oggi occorre ragionare da migrante e cambiare modo di fare; l’immigrazione è un fenomeno naturale a cui occorre dare risposte concrete. La portavoce ha illustrato le due proposte  di legge sul diritto di voto e sulla cittadinanza ed inoltre ha citato il diritto di elettorato dei cittadini europei, il documento di Strasburgo del 5 febbraio 1992 e la campagna nazionale “L’Italia sono anch’io”. Occorre cambiare modalità con cui viene riconosciuta la cittadinanza: da ius sanguinis occorre privilegiare lo ius soli; bisogna abbreviare i tempi per la richiesta di cittadinanza (da 10 anni a 5), l’integrazione dei ragazzi che arrivano in Italia in età inferiore a 10 anni e che compiano tutto il loro ciclo scolastico in Italia.

Ha preso la parola poi Rosario Filoramo, Consigliere Comunale di Palermo e rappresentante della UISP provinciale, il quale ha evidenziato l’importanza di raccogliere le firme per la campagna nazionale “L’Italia sono anch’io” da parte del Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo; Filoramo ha dato la disponibilità come autenticatore per la campagna nazionale. È importante riaprire dibattiti e questioni sul tema dell’immigrazione e consegnare il documento degli atti dei lavori al Governo regionale.

Sono intervenuti inoltre al dibattito dando un importante contributo (sarà diffusa la relazione completa dei lavori) Clelia Bartoli, docente di Diritti umani presso il Dipartimento Politica Diritto e Società dell’Università degli Studi di Palermo, Claudio Lombardo dell’ARCI Sicilia, delegato dalla Presidente Anna Bucca, Giovanni Gambino dell’Istituto europeo di studi psicologici e dell’Osservatorio nazionale italiano di psicologia, Zaher Darwish, Segretario della CGIL immigrazione di Palermo, Olga Marotti, del Dipartimento Pari Opportunità Presidenza del Consiglio dei Ministri, Pippo Cipriani, animatore del Forum in rappresentanza dell’Istituto Regionale Siciliano Fernando Santi, Mohamed Riad, originario del Togo, Sirus Nikkhoo, mediatore culturale ed architetto di origine iraniana ed ex Presidente della Consulta degli immigrati del Comune di Palermo e la mediatrice culturale Delfina Nunes.


Luciano Luciani poi si è soffermato sul senso e sugli obiettivi del Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo: “esso rappresenta uno spaccato della società con varie entità quali docenti, mediatori, istituzioni e associazioni”. “A Palermo ci sono troppe divisioni e articolazioni, occorre mettere insieme tutte le esperienze e le conoscenze e fare una battaglia unitaria predeterminando le priorità e le strategie una volta per tutte.

È intervenuto poi l’On.le Tonino Russo della Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione alla Camera dei Deputati, il quale ha evidenziato la grande passione che caratterizza tutti gli aderenti al Forum delle Associazioni. “Credo che questa battaglia sia fondamentale; senza diritti politici sono più deboli tutti gli altri diritti. In questi anni c’è stata una involuzione, non una involuzione determinata dal nuovo contesto che si è aperto; ho apprezzato tantissimo le analisi fatte dalla prof.ssa Bartoli che vanno oltre le politiche immigratorie, che sono in gran parte di tipo assistenziali. Occorre una maggiore responsabilità a livello politico e dei partiti per una maggiore partecipazione dei migranti. L’unico parlamentare di colore è del Partito Democratico, già Assessore al Comune di Roma, Jean-Léonard Touadi, ed è per tutti noi un riferimento. L’immigrazione è un processo lungo, occorre una grande responsabilità politica, solo attraverso una grande alleanza e condivisione tra migranti e italiani si possono fare grandi cose; diventa così una eccezionale risorsa. O si crea un progetto di lavoro serio al di là della critica e delle opposizione o si affossa e non saranno risolte le questioni. Occorre superare le critiche interne. Si deve fare uno sforzo in questa direzione; i fatti giungono al termine di un processo. È un processo lungo, non semplice, legato alla capacità di astrazione che si fa sui problemi. Non cadiamo nella demagogia di chi dice che gli altri fanno chiacchiere o parole. Le parole sono importanti; attraverso le parole che si usano si esprimono anche i fatti. Molte cose che sono state dette non sono chiacchiere, altrimenti non abbiamo dove andare. Sandra Zampa ha ripreso con una interpellanza parlamentare la questione dei minori immigrati. Nel pieno del dibattito alla Camera abbiamo sollevato con forza l’incongruenza di estendere l’elettorato passivo per diventare deputato al Parlamento italiano a un diciottenne non all’altezza e allo stesso tempo di non concedere il voto alle amministrative a chi risiede nel territorio, vive e dà un contributo con il proprio apporto al territorio. Si era intuito che la Sicilia aveva l’opportunità di distinguersi da altre aree del Paese del territorio europeo ma purtroppo non ha saputo fronteggiare al meglio l’emergenza umanitaria. Speriamo si possa riprendere il filo per creare la possibilità di essere un nuovo modello culturale”.


È intervenuto a seguire il dr. Antonio Grasso, Capo di Gabinetto dell’Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, ringraziando i promotori ed evidenziando che le risorse sono di meno anche dal punto di vista dei trasferimenti dello Stato. “Per quanto riguarda il disegno di legge è in fase avanzata anche grazie al Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo. Bisogna essere costruttivi e operativi dal punto di vista tecnico per promuovere i disegni di legge non da un punto di vista pregiudiziale. Il piano strategico si attuerà in piani annuali di attuazione e sarà prevista una Consulta con gli attori più utili. Si terranno presto riunioni di gruppi di lavoro che si incontreranno per discutere il disegno di legge”.

Luciano Luciani ha poi ripreso la parola dicendo che il Forum si aspetta di essere utilizzato tecnicamente per l’elaborazione del disegno di legge e chiedendo l’istituzione, con un decreto assessoriale, dell’Osservatorio regionale per l’immigrazione.
Ha concluso i lavori del Forum l’On.le Tonino Russo dicendo: “mi impegno subito con l’Assessore Regionale Piraino per vedere i tempi e le modalità: se il testo è in dirittura di arrivo non dobbiamo scoraggiarci. La prima bozza chiederemo che venga diffusa al Forum e agli altri organismi rappresentativi per permettere l’elaborazione rapida di emendamenti; ciò in modo tale che arrivi in Commissione un testo quanto più condiviso possibile”.


Forum della Associazioni
per l’Immigrazione di Palermo
Tel. 091588719 - 091320744
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La Sicilia si doterà prsto di una sua legge regionale sull'immigrazione

L'assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro On. Andrea Piraino ha confermato la condivisione della campagna nazionale "L'Italia sono anch'io" dando conferma che la Sicilia anticiperà con una propria legge il diritto di voto agli immigrati.

Cordiali saluti,
Pippo Cipriani

Forum della Associazioni per l'Immigrazione di Palermo
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IMMIGRATI: PIRAINO INCONTRA FORUM ASSOCIAZIONI PER L'IMMIGRAZIONE
PALERMO, 26 set 2011 (SICILIAE)

Oggi, nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera. Una buona percentuale di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti qui, che tuttavia solo al compimento del 18° anno di eta' si vedono riconosciuta la possibilita' di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico. Per fare si' che ci sia una piena integrazione, ben 19 organizzazioni della societa' civile hanno lanciato una campagna nazionale "L'Italia sono anch'io" per promuovere in ogni ambito l'uguaglianza tra persone di origine italiana e straniera.

Stamattina, l'assessore regionale alla Famiglia e alle politiche sociali, Andrea Piraino, e il capo di gabinetto, Antonio Grasso, hanno incontrato Ce'cile Kyenge Kashetu, coordinatrice nazionale del movimento "Primo Marzo", e alcuni rappresentanti del Forum delle Associazioni per l'immigrazione di Palermo, tra cui Pippo Cipriani, che hanno presentato le due proposte di legge di iniziativa popolare "Nuove norme di cittadinanza" e "Norme per la partecipazione politica e amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni".

"Comprendo lo stato di difficolta' che vivono gli stranieri in Italia e mi sono sempre battuto in ogni ambito per debellare le disuguaglianze e le ingiustizie". Lo ha sottolineato l'assessore Piraino, che ha aggiunto:  "Dobbiamo impegnarci sempre di piu' per far si' che ci sia una totale integrazione tra cittadini italiani e stranieri".  L'assessore alla Famiglia, condividendone lo spirito e le finalita', ha fatto idealmente propri i due disegni di legge annunciando che e' in via di definizione un disegno di legge che prevedera' interventi a sostegno dei diritti degli immigrati, una consulta e un osservatorio sugli immigrati e soprattutto il diritto di voto alle elezioni amministrative. La coordinatrice nazionale e portavoce del movimento "Primo Marzo" Ce'cile Kyenge Kashetu, ha evidenziato la necessita' che si arrivi, un giorno, ad avere "un mondo senza muri che divida le genti". "Si continua ancora a parlare di immigrazione legata all'insicurezza - dice - e a terrorizzare le persone enfatizzando solo i fatti di cronaca nera e mai le buone pratiche di cui e' pieno questo paese. Accomunare gli immigrati solo alla violenza e all'insicurezza, significa aumentare il danno gia' compiuto. Troppo spesso, soprattutto nei grandi giornali, le notizie non sono riportate per far conoscere la realta' ma per distorcerla. Un esempio? Si parla delle classi scolastiche piene di stranieri, eppure gran parte dei bambini sono nati o cresciuti in Italia, del proprio paese di origine non sanno nulla, perche' chiamarli stranieri?".
ef/sl
26 set 2011 (SICILIAE)



mercoledì 20 luglio 2011

Campagna nazionale L'ITALIA SONO ANCH'IO sui diritti di cittadinanza e il diritto di voto promossa da 18 associazioni nazionali

L’ITALIA SONO ANCH’IO è la campagna nazionale per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto promossa nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia da 18 associazioni




Arci, Acli, Asgi Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Emmaus Italia, Fcei Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo è una Brutta Storia, Rete G2 Seconde Generazioni, Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del Fuoco, Ugl Sei e dall’editore Carlo Feltrinelli.

Il Comitato promotore è presieduto dal sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio.

La campagna vuole promuovere l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana che vivono, crescono, studiano e lavorano in Italia, contribuendo a rimuovere gli ostacoli che la legislazione attuale frappone al raggiungimento di questo obbiettivo. Fa appello alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro e della cultura, a tutte le persone che vivono in Italia, affinché ciascuno responsabilmente contribuisca a costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza per chiunque nasca e viva nel nostro Paese.

Vuole riportare il tema della cittadinanza all'attenzione dell’opinione pubblica ed al centro del dibattito politico per creare un movimento trasversale e unitario: l’esercizio della cittadinanza è la possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte, con uguali diritti e responsabilità.

Propone l’adesione al manifesto della Campagna e un programma di iniziative di sensibilizzazione ed eventi culturali. Dall’autunno 2011 inizierà la raccolta di firme per la presentazione in Parlamento di

DUE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

- una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.

- una proposta di legge che riconosca ai migranti regolari il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di partecipazione e responsabilità sociale e politica.

 
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mobile: + 39 348 655 41 61

Per informazioni e adesioni nella città di Palermo e in Sicilia e per la Rete Primo Marzo contattare primomarzo2010palermo@gmail.com



domenica 17 luglio 2011

Campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera


Il manifesto a cui aderire

Le persone di origine straniera che vivono in Italia sono oggi circa 5 milioni (stima Dossier Caritas Italiana Fondazione Migrantes al 1° gennaio 2010), pari all’8 % della popolazione totale. Di questi un quinto circa sono bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Nati in gran parte in questo Paese, solo al compimento della maggiore età si vedono riconosciuto il diritto a chiederne la cittadinanza. Il luogo di provenienza dei loro genitori è lontano, spesso non ci sono mai stati. A loro, alle loro famiglie, vengono per lo più frapposte soltanto barriere. Limitazioni insormontabili e ingiustificate, che danno luogo a disuguaglianze, ingiustizie e persecuzioni.
L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell’uguaglianza tra le persone, impegnando lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Ma nei confronti di milioni di stranieri questo principio è disatteso.
Noi, uomini e donne che considerano l’uguaglianza valore fondante di ogni democrazia e la decisione di persone di origine straniera di diventare cittadini/e italiani/e una scelta da apprezzare e valorizzare, siamo convinti che la battaglia per il riconoscimento dei diritti di ogni individuo sia decisiva per il futuro del nostro Paese.
Tutti e tutte dobbiamo assumercene la responsabilità e operare perché l’Italia sia più aperta, accogliente e civile.
Per questo ci impegniamo a:

1. Promuovere in ogni ambito l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana.

2. Agire a tutti i livelli affinché gli ostacoli che impediscono la piena uguaglianza tra italiani e stranieri vengano rimossi, determinando le condizioni per la sua concreta realizzazione.

3. Promuovere la partecipazione e il protagonismo dei migranti in tutti gli ambiti sociali, lavorativi e culturali. Siamo infatti convinti che esercizio della cittadinanza significhi innanzitutto possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte.

4. Avviare un percorso che porti alla presentazione in Parlamento di due proposte di legge di iniziativa popolare:

- una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.

- una proposta di legge che riconosca ai migranti il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di responsabilità sociale e politica.

A sostegno di quanto proposto, ricordiamo che la Convenzione europea sulla Nazionalità del 1997 già chiedeva agli Stati di facilitare l’acquisizione della cittadinanza per “le persone nate sul territorio e ivi domiciliate legalmente ed abitualmente”.
Sentiamo l’urgenza di riportare il tema della cittadinanza all’attenzione dell’opinione pubblica ed al centro del dibattito politico; per farlo, intendiamo impegnarci con una raccolta di firme e l’organizzazione di eventi e iniziative capaci di sollecitare organizzazioni e singoli a dar vita ad un movimento trasversale e unitario sul tema del diritto di cittadinanza.
Facciamo appello alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro e della cultura, a tutte le persone che vivono in Italia, affinché ognuno svolga il ruolo che gli compete per costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza in cui a ogni individuo che nasca e viva nel nostro Paese sia consentito di essere a tutti gli effetti cittadino/a italiano/a.
 
Comitato promotore
ARCI
ACLI
ASGI – ASSOCIAZIONE PER GLI STUDI GIURIDICI SULL’IMMIGRAZIONE
CARITAS ITALIANA
CENTRO ASTALLI
CGIL
CNCA - COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE COMUNITÀ D’ACCOGLIENZA
COMITATO 1° MARZO
EMMAUS ITALIA
FCEI - FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE IN ITALIA
FONDAZIONE MIGRANTES
LIBERA
LUNARIA
IL RAZZISMO È UNA BRUTTA STORIA
RETE G2 – SECONDE GENERAZIONI
TAVOLA DELLA PACE E COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI PER LA PACE E I DIRITTI UMANI
TERRA DEL FUOCO
UGL SEI
CARLO FELTRINELLI, editore
GRAZIANO DELRIO, sindaco Reggio Emilia (presidente)

Prime adesioni
REGIONE EMILIA ROMAGNA
REGIONE LIGURIA
REGIONE PUGLIA
REGIONE TOSCANA
 
Per adesioni
www.litaliasonoanchio.it
info@litaliasonoanchio.it
tel. +39 348 655 4161

Per il Comitato Primo Marzo di Palermo
primomarzo2010palermo@gmail.com
tel. + 39 3397458087


domenica 19 giugno 2011

22 giugno, Roma: Conferenza Stampa di presentazione di L'Italia sono anche io Campagna per i Diritti alla Cittadinanza e il Diritto di voto per i cittadini di origine straniera

Ora
mercoledì 22 giugno · 11.30 - 14.30

Luogo
Presso l'Associazione della Stampa Romana a Piazza della Torretta 36, a Roma.

PerPrimo Marzo 2011 sciopero degli Stranieri - Gruppo di Roma

Maggiori informazioni
Invito alla conferenza stampa di presentazione di L'ITALIA SONO ANCHE IO, Campagna per i Diritti alla Cittadinanza e il diritto di voto per i cittadini di origine straniera, che si terrà il prossimo Mercoledì 22 giugno alle ore 11.30 presso l'Associazione della Stampa Romana a Piazza della Torretta 36, a Roma.

Associazioni e organizzazioni della società civile si sono unite per dare corpo ad una campagna di sensibilizzazione e per una raccolta di firme finalizzata alla proposta di due leggi di iniziativa popolare che saranno promosse per il prossimo autunno.

Vi aspettiamo e vi preghiamo di dare diffusione dell'evento.

Gabriella Guido
PRIMO MARZO
Comitato di Roma
 
Fonte: Facebook 

domenica 1 maggio 2011

Elezioni amministrative 2011: al voto anche i cittadini comunitari

Comune di Palermo SETTORE SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI
U.O. Affari Generali
“CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI”
progetto “Osservatorio giuridico-legislativo sulle migrazioni”

Elezioni amministrative 2011: il 15 e il 16 maggio al voto anche i cittadini comunitari. Indispensabile iscriversi alla Lista elettorale aggiunta del Comune di residenza.

Il 15 e il 16 maggio prossimo anche i cittadini comunitari residenti in Italia saranno chiamati alle urne in oltre 1300 Comuni per eleggere il Sindaco ed i consiglieri comunali. Nella nostra provincia, sono interessati i comuni di Bagheria, Campofelice di Roccella e Terrasini.

Sarà tutelato comunque anche il diritto di voto dei “ritardatari”. Dopo il 5 aprile, infatti, chi non si è ancora iscritto alla lista elettorale potrà comunque presentare una domanda al Comune di residenza, che gli rilascerà un certificato valido per votare.

ATTENZIONE: in questo caso non sarà iscritto definitivamente alla lista.

Da tenere bene presente che i cittadini comunitari non possono candidarsi alla carica di Sindaco.