Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

Visualizzazione post con etichetta comitato primo marzo palermo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comitato primo marzo palermo. Mostra tutti i post

mercoledì 29 febbraio 2012

ll 1° marzo 2012 torna lo sciopero degli stranieri "Primo Marzo- Un giorno senza di noi" organizzato dalla Rete Primo Marzo, in tantissime città italiane

ll 1° marzo 2012 torna lo sciopero degli stranieri
"Primo Marzo- Un giorno senza di noi"
organizzato dalla Rete Primo Marzo

Tutti in piazza contro la legge Bossi-Fini. Contro il razzismo istituzionale. Per una regolarizzazione slegata dal lavoro. Per la chiusura immediata dei C.I.E.

LO SCIOPERO. Bolzano: piazza della mostra presidio con mostra fotografica ore 14.00-19.00; Milano: presidio e interventi in piazza Duomo ore 17.30-19.30; Lecco: presidio e interventi in piazza Diaz ore 18.00; Reggio Emilia: presidio piazza Prampolini ore 10.00-13.00, nei giorni 2 e 3 marzo volantinaggio e sensibilizzazione sulla sanatoria truffa ore 10.00-13.00 in piazza Prampolini.
 Bologna: Moveparade con Coordinamento Migranti e On the move, generazioni in movimento corteo da piazza dell’Unità ore 9.00; Campagna di sensibilizzazione L'Italia sono anch'io e LasciateCIEntrare ore 10.00–12.00; presidio in piazza Maggiore ore 16.00 microfono aperto; concerto Hip Hop ore 19.30; Padova: iniziativa davanti alla Prefettura; Imola: presidio e interventi piazza Caduti della libertà presidio ore 17.30 e a seguire assemblea pubblica via Morelli, sala Aurora, ore18.30; Udine: Comune ore 15.00, convegno “Immigrazione e diritti di cittadinanza”; Firenze: corteo da piazza Santissima annunziata ore 16.00 con arriva in piazza Santa Maria Novella e comizio conclusivo; Roma: iniziativa sulla comunicazione con Italiadue le generazioni in onda e Compagnia delle lettere, diretta Radio Popolare Network, 103.3 Mhz dalle ore 18.30 al Brancaleone; Napoli: corteo da piazza Garibaldi a piazza Pleibiscito ore 9.00; Campobasso: presidio in piazza municipio ore 18.00 e ore 20.00, via Muricchio, sala Alphaville, proiezione del film “Benvenuti in Italia”; Bari: presidio e manifestazione piazza Umberto, ore 16.30-19.30; Oristano: iniziativa dedicata a Rossella Urru in piazza Roma ore 16.00-17.30 e ore 18 al centro servizi culturali proiezione del film di Fred Kuwornu "18 IUS SOLI-Il diritto a essere italiani”; Palermo: dip. G.Mosca, piazza Bologni 8, aula Sturzo ore 10.00 convegno “ La tutela dei migranti contro le discriminazioni”; Vittoria: aula consiliare del Comune ore 17.30 convegno cittadinanza, legalità, sviluppo: l’immigrazione al tempo della crisi”; Corleone: (28 febbraio) aula consiliare, piazza Garibaldi, ore 12.00 convegno “Corleone: da terra di emigrazione a città di accoglienza”; Termini imprese: (29 febbraio) ore 10.30, sala conferenze ex padri riformati, piazza Sant’Antonio, convegno “immigrazione: l’inclusione è sicurezza”; Alcamo: (2 marzo) piazza Cullo, collegio dei gesuiti ore 10.00: “immigrazione, cittadinanza e cooperazione: la Sicilia al centro del mediterraneo”; Montevarchi: Ginestra fabbrica della conoscenza, ore 18.00 via della Ginestra 21; Agrigento: manifestazione a Porta di Ponte ( altezza villetta "N.Gallo"), ore 18.00 - 20.00.

MODALITÀ PER UNA PIAZZA COLORATA IN GIALLO:

Copripassaporto
Il colore di riferimento di Primo marzo è tradizionalmente il giallo, scelto per la sua neutralità politica e perché è considerato il colore del cambiamento. Ogni piazza italiana, a seconda delle modalità scelte dai gruppi locali, sarà riempita di foulard, spille, nastri e palloncini gialli; bandiere per chi è costretto al lavoro in casa come badanti o collaboratrici domestiche. Sono inoltre previsti eventi a tema, interventi di migranti e flash-mob in cui simbolicamente si taglierà un lungo nastro giallo indicando così la rottura dei confini e l’abbattimento delle frontiere. Nelle scuole s’invitano i ragazzi ad indossare indumenti gialli. Vi invitiamo, quindi, a usare già da oggi un braccialettino o un nastrino di questo colore come segno di riconoscimento.

Il Copripassaporto: quest’anno in ogni piazza italiana verrà distribuito un copripassaporto la cui stampa, scaricabile da internet, riporterà il primo e l’ultimo articolo della Carta mondiale dei migranti di Gorèe www.wcm-cmm.org. 

 


Per informazioni:
ufficio stampa 342 7265787
primo.marzo.ufficio.stampa@gmail.com

di Rete Primo Marzo

1 marzo, Palermo: Convegno "La tutela dei migranti contro le discriminazioni"



Fulvio Vassallo Paleologo, Univ. di Palermo
Profili costituzionali ed internazionali del prin­ci­pio di uguaglianza e del divieto di discriminazioni

Gaetano Pasqualino, avvocato
Lineamenti normativi in materia di divieti di discriminazioni

Daniele Papa, avvocato
La discriminazione degli stranieri nell'accesso ai rapporti di lavoro

Giorgio Bisagna, avvocato
Discriminazioni in materia di iscrizione anagrafica dei cittadini stranieri e poteri di controllo della polizia locale

Angelo Raneli, avvocato
Profili discriminatori dell’«emergenza nomadi» in Italia

Clelia Bartoli, Università di Palermo
Razzismo istituzionale e responsabilità di sistema

Ci saranno inoltre interventi di diverse associazioni, tra cui:

Tindara Ignazzitto, Rete Primo Marzo e associazione “Giù le frontiere”
Il Primo Marzo 2012 contro il razzismo istituzionale e la precarietà

Alberto Biondo, Laici Missionari Comboniani
L'Osservatorio contro le discriminazioni razziali «Noureddine Adnane»

CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud
Una proposta di coordinamento anti-tratta. La prospettiva della cooperazione internazionale

L'Arca (Federazione Associazioni e Comu­ni­tà Immigrate) e Asantesana onlus

Gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza che partecipano al convegno hanno diritto a 1 CFU previo superamento di un esame orale.


venerdì 17 febbraio 2012

1° marzo 2012: è iniziata la mobilitazione nazionale che porterà il 1 marzo allo "sciopero dei migranti"

"Il Primo Marzo a Palermo
comincia con il ricordo di
Favour e Loveth."
Tindara Ignazzitto
Fiaccolata a Palermo 
il 16 febbraio 2012
(Foto di Sergio Di Vita)
-------------------------------------------------------------

Di seguito un articolo sul Primo Marzo pubblicato su Il Manifesto

L’iniziativa era partita dalla Francia, e loro riportavano in Italia un sentire che non partiva dalla politica ma che la politica investiva: quello di vivere, con le proprie esperienze quotidiane, i propri sentimenti, la propria vita, in una realtà “meticcia”. Sui posti di lavoro, a casa, a scuola, nelle strade, nei luoghi di evasione e infine anche in quelli di impegno politico. La provocazione dello “sciopero” – a cui pure un giorno sarebbe bello arrivare, ma che come “applicazione pratica” trova da sempre grandi obiezioni nelle stesse rappresentanze sindacali, a partire da principi giusti (i lavoratori stranieri sono come tutti gli altri, non va creata né rivendicata differenza sui posti di lavoro), ma infine  anche “conservatori”, palle al piede che impediscono di osare quel salto in più, che invece sarebbe necessario – non è mai stata messa effettivamente in campo.

Il 1 marzo è diventato un giorno di presenza, di voce, ma anche – sempre di più  nonostante siano sparite le vaste eco che hanno accompagnato il primo anno – la capacità di fare un punto politico. Non è un caso che sarà il 1 marzo la giornata in cui si dirà che va tolta la “patente al razzismo”, con un richiamo esplicito alla riforma della “patente a punti” in salsa maroniana. Uno scandalo vero: la visione distorta, punitiva e maccheronica dei rapporti tra lo Stato e i migranti fatta legge. Ma è anche una giornata che sopravvive, nonostante tutto, con l’intento di offrire un occasione per riconoscersi. E’ bello che l’appello, che copio qui sotto, inviti tutti a indossare sin da subito un nastro giallo o qualcosa di simile. Facciamolo.

VIA LA PATENTE AL RAZZISMO: I PUNTI SONO FINITI

Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini avviando così un protagonismo diretto sui temi politici nodali per la nostra società, dimostrando come si possa lottare insieme per i diritti di tutti.

Il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere: uno stato di cose che produce gerarchie e clandestinità.

La condizione migrante, infatti, non è separata da quella italiana, ma con la sua specificità mostra tendenze e dinamiche che coinvolgono tutti, in particolare sul terreno del lavoro. Ma al contempo è diversa perché solo per i migranti precarietà e crisi economica possono portare a una detenzione amministrativa che mette a rischio il permesso di soggiorno e le scelte di vita relative a un processo migratorio costruito in anni di lavoro, impegno, rimessa in discussione dei propri parametri culturali e modi di vita.

Nella crisi economica e di fronte a leggi che producono razzismo e divisioni, vogliamo rilanciare un movimento che porti a cambiare questo stato di cose. Così, anche quest’anno per il primo Marzo, richiamiamo a una mobilitazione diffusa su tutto il territorio nazionale nello spirito della Carta dei Migranti approvata a Gorée (Senegal), sulla base di principi condivisi che difendono la libera circolazione delle persone e l’esercizio di una piena cittadinanza fondata sulla residenza e non sulla nazionalità. In tal senso intendiamo avviare un percorso che non si esaurisca nella data del primo marzo, ma unisca le persone in un filo giallo sovranazionale, cancellando le frontiere culturali che ancora ci limitano. Ciò è ancora più importante in Italia dopo i pogrom di Rom come quello di Torino e l’omicidio razzista a Firenze di Samb Modou e Diop Mor, che ha visto una grande reazione il 17 dicembre.

·     Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;

·     Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;

·     No al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;

·     Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per il riconoscimento di fatto del diritto d’asilo senza ritardi, lungaggini e discrezionalità;

·     Contro la precarietà, e per un welfare non basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;

·     Per costruire insieme uno sciopero di tipo nuovo ancora più grande, capace di unire e cambiare questo stato di cose.


Per informazioni a stampa, radio e tv

Telefono ufficio stampa: 342 7265787

Per interviste, inviare e-mail di richiesta all’ufficio stampa
poi chiamare: 366 5044328


Gruppo nazionale su Facebook 


Modalità di piazza:

Il colore di riferimento di Primo marzo è tradizionalmente il giallo, scelto per la sua neutralità politica e perché è considerato il colore del cambiamento.

Ogni piazza italiana, a seconda delle modalità scelte dai gruppi locali, sarà riempita di foulard, spille, nastri, palloncini gialli e le bandiere per chi è costretto al lavoro in casa, come badanti o collaboratrici domestiche. Sono inoltre previsti eventi a tema, interventi di migranti e flash-mob in cui simbolicamente si taglierà un lungo nastro giallo indicando così la rottura dei confini e l’abbattimento delle frontiere. Nelle scuole s’invitano i ragazzi ad indossare indumenti gialli.

Vi invitiamo, quindi, a usare già da oggi un braccialettino o un nastrino di questo colore come segno di riconoscimento.


In molte città italiane sono attivi comitati locali che lanceranno a breve i numerosi eventi sul territorio.

E’ il terzo anno che una variegata realtà di persone – singole, associazioni, coordinamenti, uomini, donne, grandi, piccole – danno vita a questa giornata. Che è stata un po’ un’anomalia nel panorama dell’antirazzismo italiano – da cui ha avuto sicuramente l’appoggio – però si è contraddistinta per modalità e parole nuove. Le donne che iniziarono tre anni fa a parlare – a partire da Facebook – della possiblità di indire un giorno di sciopero dei migranti in Italia erano un gruppo di amiche italiane e straniere.
Per info e contatti con il gruppo di Palermo
primomarzo2010palermo@gmail.com  3397458087



lunedì 9 gennaio 2012

15 gennaio, Firenze: Giornata di discussione aperta a tutti per la III edizione del Primo Marzo 2012


Ai comitati territoriali Primo Marzo
All' associazione Giù le Frontiere per un mondo senza muri
Alle realtà associative operanti nell’ambito dell’immigrazione
Alla rete seconde generazioni
Alla rete antirazzista



Domenica 15 gennaio 2012 a Firenze

presso la sede dei Missionari Comboniani in via G. Aldini, 2
ore 10.00 – 16.00

giornata di discussione e confronto APERTA A TUTTI

per lanciare insieme la terza edizione di

UNA GIORNATA SENZA DI NOI - PRIMO MARZO 2012
e individuare le parole d'ordine che la caratterizzeranno.

PER DISCUTERE,  DIALOGARE , PROPORRE E UNIRE LE NOSTRE IDEE SULL'IMMIGRAZIONE. AGIRE CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO PER I DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE.

Per la rete Primo Marzo
Cecile Kashetu - portavoce

Avviso importante

E’ gradito un cenno di riscontro da parte delle realtà associative che intendano partecipare. Per coloro che provengono da lontano, possibilità di pernottamento presso la casa dei comboniani: 25 euro la notte (cena e colazione). E' richiesta una conferma almeno 3 giorni prima. Contributo al pranzo 5 euro.

Per info e adesioni: primomarzo2010comitati@gmail.com

-----  Massima diffusione  -----

Alcune settimane fa in seguito ad incontri sul territorio è stato elaborato un documento (che alleghiamo di seguito) che potrebbe essere un punto di partenza per la riflessione di domenica 15 gennaio. L'assemblea essendo aperta a tutte le realtà saranno ben accette altre proposte per l'elaborazione di una piattaforma politica comune.
 
 
 LA DATA
La data del 1° marzo rappresenta un appuntamento ineludibile, non solo per comunicare le idee e la piattaforma politica della Rete, ma anche perché è entrata nella coscienza di tante persone e realtà associative. Tuttavia, una data acquisisce importanza nel tempo soprattutto in virtù dei contenuti e delle azioni che ad essa si collegano. La giornata del Primo Marzo ha un’indiscutibile rilevanza mediatica, ma rappresenta soprattutto l'occasione per ampliare e approfondire la visione dei fenomeni migratori e delle loro implicazioni nel mondo attuale, in particolare nel contesto italiano e europeo. In maniera del tutto naturale, la questione dei diritti dei migranti conduce alla questione dei diritti di tutti, come abbiamo spesso evidenziato sin dalla nascita della Rete.
 
QUALITÀ DEL LAVORO, SCIOPERO E METICCIATO
La particolarità della Rete Primo Marzo è stata e rimane quella di far emergere questioni e tematiche altrimenti misconosciute o relegate in ambiti associativi ristretti o di carattere puramente istituzionale. Tra queste:
- la qualità del lavoro del migrante, tema che ha caratterizzato il Primo Marzo 2011, in collegamento con altri movimenti e in relazione ad altri temi ed ambiti di lotta, come quello della precarietà;
- lo sciopero come diritto delle persone e non come patrimonio esclusivo delle organizzazioni sindacali;
- il meticciato, che ha da sempre caratterizzato tutte le nostre azioni.
Il cuore della discussione è stato sempre e deve continuare ad essere la condizione dei migranti. Il fatto di solidarizzare con i migranti nella crisi è un modo di poterne uscire insieme. In altre parole, "associarsi" non è una questione di mera "identificazione" nella condizione del migrante, ma piuttosto di vivere insieme gli stessi problemi e insieme individuare le soluzioni.
 
ATTUALITÀ E INTERNAZIONALIZZAZIONE
Il Primo Marzo, sia in quanto data sia in quanto Rete, non è mai stato vissuto soltanto come realtà genericamente antirazzista. D'altra parte, il fatto di sostenere e promuovere altre iniziative - come la Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati del prossimo 18 dicembre 2011 - rappresenta la possibilità di "attraversare" pienamente la nostra epoca ed è quindi un fatto positivo.
La Rete Primo Marzo, nata da un'iniziativa internazionale come lo Sciopero degli stranieri - 24 ore senza di noi, ha ulteriormente allargato il proprio raggio d'azione a livello internazionale, grazie all'iniziativa della Carta Mondiale dei Migranti. Non a caso, il 19 novembre scorso, in occasione di una Tavola rotonda di presentazione della Carta a cui hanno preso parte i referenti di Marocco, Sénégal e Mali, la
nostra portavoce, Cécile Kyenge, è stata invitata ad illustrare la situazione italiana. Il 22 ottobre 2011, con il lancio della campagna europea contro i Centri di detenzione, la Rete Primo Marzo è stata riconosciuta come il punto di riferimento italiano per la nuova campagna, che prendendo spunto dalla mobilitazione del 25 luglio LasciateCIEntrare, si concluderà alla fine del mese di marzo con una settimana di mobilitazione in tutta Europa per informare, sensibilizzare e consentire l’accesso ai diversi Centri di identificazione ed espulsione, con l’eventuale sostegno di parlamentari regionali, nazionali ed europei.
Anche inseriti in una dimensione internazionale, tuttavia, non perdiamo d'occhio la specificità del nostro Movimento: il Primo Marzo ha dato voce, attraverso quello che chiamiamo meticciato, alla questione del lavoro in generale e del lavoro migrante in particolare. La questione dello sciopero resta centrale e va perseguita con maggiore energia.
 
METODOLOGIA DI LAVORO
La questione della metodologia di lavoro è un punto centrale che la Rete si propone di prendere in particolare considerazione. In tutte le fasi che prevedono un contatto con le persone non ancora sensibilizzate ai temi proposti, verrà posta una cura particolare nella ricerca di linguaggi adeguati ad una loro maggiore comprensione ed accettazione. Si potrà perciò considerare la possibilità di introdurre elementi artistici nelle modalità di comunicazione, prendendo in considerazione ad esempio il linguaggio teatrale ed altre strategie di comunicazione, come la traduzione di contenuti salienti in lingue diverse dall'italiano, che possano renderli più accessibili a un pubblico più largo e vario.
 
SCENARI POSSIBILI
Fatte salve l’importanza e l'inderogabilità soprattutto della data del 1° marzo, e la convinzione che la questione della migrazione è centrale e prioritaria, bisognerà tuttavia tener presente, in tutte le scelte di percorsi, scadenze, metodi e forme di comunicazione, che la maggior parte della popolazione mondiale è concretamente e psicologicamente assorbita dalla crisi, sia nei suoi aspetti veritieri che in quelli presunti, e che essa è oggi potenzialmente più disattenta rispetto a temi che non la "toccano direttamente". Occorrerà dunque adeguare le proprie scelte pratiche anche alla luce di tale assunto e della ulteriore consapevolezza che dalla disattenzione si può facilmente passare a forme ancora più gravi di intolleranza, esclusione e razzismo.
 
FUTURO PROSSIMO
La Rete si propone di organizzare nella seconda metà di gennaio un'Assemblea Nazionale dei Migranti aperta a tutti, allo scopo di elaborare una piattaforma politica comune di ampio respiro. Le parole chiave che porteremo avanti nel corso del prossimo Sciopero degli Stranieri del 1° Marzo 2012 e per tutto il 2012 emergeranno anche da questa assemblea.
Ferma restando l'importanza di mantenere uno stretto rapporto tra il tema della precarietà del mondo del lavoro in generale e la precarietà dei migranti, occorre tenere ben presente anche le specificità della condizione migrante, e in particolare la sua estrema ricattabilità. Vanno pertanto evitate forme di protesta che, in base al principio del "non aver nulla da perdere", possano esporre i lavoratori migranti a gravi conseguenze penali e/o amministrative.
 
http://primomarzo2010.blogspot.com/
http://www.facebook.com/pages/Primo-Marzo-2011-Sciopero-degli-stranieri/127593393957894
http://globalmigrantsaction.org/sn_displayfull.php?row_ID=186
 


lunedì 26 settembre 2011

25 settembre, porto di Palermo: "No a CIE galleggianti"


di Tiziana Gulotta

Il rispetto dei diritti fondamentali secondo la Carta Mondiale dei Migranti ratificata a Gorè in Senegal; un’accoglienza dignitosa dei migranti tunisini trattenuti da giorni sulle navi ancorate nel porto di Palermo; la pubblicazione dei contenuti degli accordi di respingimenti con la Tunisia e con gli altri Paesi di provenienza dei migranti.

Sono alcune tra le richieste delle Rete Primo marzo che,  ieri,  insieme con il forum antirazzista di Palermo, ha manifestato al Porto di Palermo a sostegno dei migranti tunisini giunti con mezzi aerei da Lampedusa, tra giovedì e venerdì,  e rinchiusi in navi  ancorate al porto di Palermo. I migranti sono adesso in attesa di rimpatrio. Dopo aver sostato all’ingresso principale antistante Via Amari, il presidio si è spostato verso i Cantieri navali.

Sempre  ieri, con l’obiettivo di  verificare se le condizioni dei migranti erano  al limite della tollerabilità, il deputato Tonino Russo (PD) ha chiesto di entrare nelle due navi ancora presenti nel porto. Secondo quanto riferito - si tratta di stranieri non soltanto di nazionalità tunisina - sarebbero 352, di cui 151 sulla Moby Audacia e 201 nella Moby Vincent. Tra questi,  anche  alcuni malati e feriti che si trovano attualmente all’ospedale Civico di Palermo. Ai migranti non è stato fornito alcun oggetto (lamette, forchette metalliche)  che possa essere utilizzato per atti di autolesionismo. Ed ancora, secondo quanto riferito dal deputato Russo, qualsiasi possibilità di comunicazione con l’esterno è stata impedita dal ritiro di tutti i telefoni cellulari. Infine, alle persone trattenute non è stata fornita un’informazione chiara sulla loro destinazione e sul loro futuro. All’incontro era presente, tra gli altri, la portavoce della rete Primo marzo Italia, Cecile Kyenge Kashetu.

In questo momento, la rete Primo marzo ed altre associazioni ed organizzazioni internazionali e nazionali stanno portando avanti l’iniziativa “Lasciatecientrare” con l’aiuto di parlamentari italiani che hanno chiesto di entrare nei Cie di Italia”. Proprio ieri, la Kyenge Kashetu, ha anche presentato la campagna nazionale  “L’Italia sono anch’io” che prevede la raccolta di firme per due proposte di legge di iniziativa popolare: una sulla riforma della legge sulla cittadinanza e l’altra sul diritto al voto nelle consultazioni a livello locale.



 

domenica 17 luglio 2011

Campagna per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto per le persone di origine straniera


Il manifesto a cui aderire

Le persone di origine straniera che vivono in Italia sono oggi circa 5 milioni (stima Dossier Caritas Italiana Fondazione Migrantes al 1° gennaio 2010), pari all’8 % della popolazione totale. Di questi un quinto circa sono bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Nati in gran parte in questo Paese, solo al compimento della maggiore età si vedono riconosciuto il diritto a chiederne la cittadinanza. Il luogo di provenienza dei loro genitori è lontano, spesso non ci sono mai stati. A loro, alle loro famiglie, vengono per lo più frapposte soltanto barriere. Limitazioni insormontabili e ingiustificate, che danno luogo a disuguaglianze, ingiustizie e persecuzioni.
L’articolo 3 della nostra Costituzione stabilisce il principio dell’uguaglianza tra le persone, impegnando lo Stato a rimuovere gli ostacoli che ne impediscano il pieno raggiungimento. Ma nei confronti di milioni di stranieri questo principio è disatteso.
Noi, uomini e donne che considerano l’uguaglianza valore fondante di ogni democrazia e la decisione di persone di origine straniera di diventare cittadini/e italiani/e una scelta da apprezzare e valorizzare, siamo convinti che la battaglia per il riconoscimento dei diritti di ogni individuo sia decisiva per il futuro del nostro Paese.
Tutti e tutte dobbiamo assumercene la responsabilità e operare perché l’Italia sia più aperta, accogliente e civile.
Per questo ci impegniamo a:

1. Promuovere in ogni ambito l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana.

2. Agire a tutti i livelli affinché gli ostacoli che impediscono la piena uguaglianza tra italiani e stranieri vengano rimossi, determinando le condizioni per la sua concreta realizzazione.

3. Promuovere la partecipazione e il protagonismo dei migranti in tutti gli ambiti sociali, lavorativi e culturali. Siamo infatti convinti che esercizio della cittadinanza significhi innanzitutto possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte.

4. Avviare un percorso che porti alla presentazione in Parlamento di due proposte di legge di iniziativa popolare:

- una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.

- una proposta di legge che riconosca ai migranti il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di responsabilità sociale e politica.

A sostegno di quanto proposto, ricordiamo che la Convenzione europea sulla Nazionalità del 1997 già chiedeva agli Stati di facilitare l’acquisizione della cittadinanza per “le persone nate sul territorio e ivi domiciliate legalmente ed abitualmente”.
Sentiamo l’urgenza di riportare il tema della cittadinanza all’attenzione dell’opinione pubblica ed al centro del dibattito politico; per farlo, intendiamo impegnarci con una raccolta di firme e l’organizzazione di eventi e iniziative capaci di sollecitare organizzazioni e singoli a dar vita ad un movimento trasversale e unitario sul tema del diritto di cittadinanza.
Facciamo appello alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro e della cultura, a tutte le persone che vivono in Italia, affinché ognuno svolga il ruolo che gli compete per costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza in cui a ogni individuo che nasca e viva nel nostro Paese sia consentito di essere a tutti gli effetti cittadino/a italiano/a.
 
Comitato promotore
ARCI
ACLI
ASGI – ASSOCIAZIONE PER GLI STUDI GIURIDICI SULL’IMMIGRAZIONE
CARITAS ITALIANA
CENTRO ASTALLI
CGIL
CNCA - COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE COMUNITÀ D’ACCOGLIENZA
COMITATO 1° MARZO
EMMAUS ITALIA
FCEI - FEDERAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE IN ITALIA
FONDAZIONE MIGRANTES
LIBERA
LUNARIA
IL RAZZISMO È UNA BRUTTA STORIA
RETE G2 – SECONDE GENERAZIONI
TAVOLA DELLA PACE E COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI ENTI PER LA PACE E I DIRITTI UMANI
TERRA DEL FUOCO
UGL SEI
CARLO FELTRINELLI, editore
GRAZIANO DELRIO, sindaco Reggio Emilia (presidente)

Prime adesioni
REGIONE EMILIA ROMAGNA
REGIONE LIGURIA
REGIONE PUGLIA
REGIONE TOSCANA
 
Per adesioni
www.litaliasonoanchio.it
info@litaliasonoanchio.it
tel. +39 348 655 4161

Per il Comitato Primo Marzo di Palermo
primomarzo2010palermo@gmail.com
tel. + 39 3397458087


lunedì 21 marzo 2011

Autofinanziamento per le iniziative promosse dal Comitato Promotore del Primo Marzo a Palermo

Sarà possibile acquistare il volume stasera 21 marzo 2011
al Kursaal Kalhesa
in occasione dell'evento
"Il richiamo della città cosmopolita"
previsto per le ore 21.30

-------------------------------------------------

e Tindara Ignazzitto


VERRA' DOMANI E AVRA' I TUOI OCCHI
Frammenti di vita migrante dall’universo del lavoro in Italia



è il titolo di un'antologia di racconti meticci che la casa editrice Compagnia delle Lettere pubblica in colaborazione con il Movimento Primo Marzo.

ACQUISTANDO IL VOLUME
SI SOSTIENE IL MOVIMENTO PRIMO MARZO
E LE INIZIATIVE CHE VERRANNO ATTIVATE LOCALMENTE
DAL COMITATO PROMOTORE DI PALERMO

Per prenotare una o più copie dell'Antologia VERRA' DOMANI E AVRA' I TUOI OCCHI - Frammenti di vita migrante dall’universo del lavoro in Italia
[192 pp. Euro 12,00 Legatura in filo refe]

SCRIVERE A: primomarzo2010palermo@gmail.com

indicando nell'oggetto: "Verrà domani + numero di copie"

Le consegne possono essere effettuate solo nella CITTA' DI PALERMO.

Grazie per il sostegno e la collaborazione nel diffondere l'iniziativa.

Tindara & Yodit per il Comitato Promotore Primo Marzo Palermo

---------------------------------------------------------------------------

In collaborazione con il Movimento Primo Marzo Italia

http://primomarzo2010.blogspot.com/2011/02/verra-domani-e-avra-i-tuoi-occhi.html

http://www.primomarzo2011.it/

VERRA' DOMANI E AVRA' I TUOI OCCHI
Frammenti di vita migrante dall’universo del lavoro in Italia

C’è il buttafuori senegalese che canta l’amore e la lontananza che uccide i rapporti, “l’eterna attesa di mogli e mariti, di figli e figlie”. C’è la prostituta dell'Est intrappolata nel cortocircuito della propria vita e c’è la badante ecuadoriana che proprio non ci sta a farsi mettere i piedi in testa. C’è lo scrittore del Burkina Faso ingannato da un editore senza scrupoli e c’è la bambina rom con le dita sporche di inchiostro che non si cancellerà. C’è l’ingegnere disoccupato che chiede l’elemosina.

Risucchiati nell’inferno della burocrazia che cataloga e marchia, divide e sancisce loro, gli stranieri ordinari, “testimoni di due mondi, vagabondi tra le culture”. Sono loro i protagonisti di questi frammenti di vita, spaccato di una società che senza immigrati è condannata al declino, scorci di esistenze raccontati con originalità da scrittori migranti e italiani.

Siamo tutti uguali, viviamo tutti con l’ansia di non capire più che lingua sta parlando l’altro, di cambiare troppo, di non parlare più la lingua di casa. Dici «ciao» e si sente «vaffanculo», dici «amore» e si sente «chi sei?».

Racconti di: Julio Monteiro Martins, Giorgio Nardi, Christiana de Caldas Brito, Savina Dolores Massa, Michele Zizzari, Claudiléia Lemes Dias, Aurora Filiberto Hernandez, Paolo Piccoli, Lorenzo Mazzoni, Kathiusca Toala Olivares, Guergana Radeva, Irina Serban, Enrica Boffetta, Flore Murard-Yovanovitch, Ingy Mubiayi, Alfredo Chiatello, Cristina Sebastiani, Simone Silva, Antonia Piredda, Judicael Ouango Kiswendsida.

------------------------------------------------------------------------------


LA CASA EDITRICE
Compagnia delle Lettere nasce con la vocazione alla Letteratura della Migrazione. Nel nostro catalogo trovano dunque spazio le opere di scrittori stranieri che hanno scelto la lingua italiana per esprimersi. Con le loro scritture questi autori, che compongono la nuova letteratura italiana, apportano nuova linfa alla nostra lingua madre e creolizzano l’italiano, lingua di Dante e, ora, lingua delle nuove generazioni che abitano il nostro paese.

venerdì 11 marzo 2011

A un anno dal 1° di Marzo

Scritto da Giuseppe Campisi

ad un anno di distanza da un altro articolo dal titolo Primo Marzo a Palermo: Il primo colpo di scopa scritto dallo stesso autore in occasione del 1° Marzo 2010

Giovedì 10 Marzo 2011 18:29

A un anno di distanza, guardare con una certa aria di disfatta un proprio articolo, un proprio pensiero, una propria emozione, riempie la mente e il cuore di un senso di sconfitta che è difficile da descrivere. Ripercorrere le righe scritte sull’entusiasmo, sulla gioia del momento, è faticoso. È tremendo. Ma ci si prova, non per esaltazione, ma per dovere di cronaca – si dice così, mi pare.

1 Marzo 2011, piove. Una decina di gradi in meno rispetto all’anno scorso, c’è freddo. Le famiglie con i bambini sono a casa per questo, e sono pochi i piccoli sorrisi che riempiono il corteo di quella che ai miei occhi appare sempre come la splendida luce di un futuro sereno, felice, privo d’odio. Senza ingiustizie e senza cortei che rivendichino giustizia. Senza striscioni recanti foto di giovani uomini costretti alla morte dai soprusi di altri uomini, senza ragione e senz’animo, senza storia alle spalle, senza futuro negli occhi. C’è sempre forza nella voce di chi parla dal microfono, sempre quella voglia di rivalsa, quella rabbia, quel senso di liberazione e quella volontà di riappropriarsi della propria dignità ferita che si respirano a pieno anche sotto la pioggia, nel freddo, fra l’indifferenza della gente che fa shopping, gli sbuffi degli automobilisti imbottigliati nel traffico ed il deambulare disinteressato delle forze dell’ordine ad una ventina di metri dalla testa del corteo. La volontà c’era ancora questo Primo Marzo, non ha abbandonato il viso di chi s’impegna per vedere qualcosa cambiare, che s’incazza perché non cambia mai nulla, che non si arrende e che s’impegna più forte di prima, sotto la spinta dell’emozione, della disperazione a volte. La volontà c’era, come un anno fa’. E come un anno fa’ «era alta, bianca, robusta, vecchia, innocente, esperta, giovane, magra, bassa, nera. Era autoctona, ma era immigrata». E, anche quest’anno, la volontà si è espressa negli eventi più diversi, che hanno farcito i giorni di attesa per la manifestazione dell’1, così come le ore immediatamente successive ad essa.

L’assembramento delle 17 presso Porta Felice tarda di alcuni minuti, ma, completato, è tutto pronto per partire. È dal mare che parte la marcia di un’umanità soppressa dalle leggi-fantoccio, dallo sfruttamento agrario, dalle violenze dei più forti, dalle istigazioni al suicidio, dalle truffe di Stato, dal terrore orchestrato ad hoc dai mass media. Il mare il punto di partenza della lotta per i diritti negati di chi scopre il proprio inferno nel paradiso che ha cercato aldilà della guerra, della fame, della malattia, nell’eden che ha raggiunto piangendo e pregando dentro la rabbia delle onde, ammassato con altri in barcacce di cartapesta che nessuno dei Paesi d’Occidente si è arrischiato di salvare e di raccogliere dal fragore delle tempeste assassine del Mare Nostrum, il paradiso finalmente toccato attraverso le urla di dolore dei bambini che diventano uomini in viaggio, rompendosi le ossa dentro i fondi nascosti dei tir provenienti dalla Grecia e dai Balcani, bevendo la propria urina per sopravvivere al vuoto di un’aria che risucchiano in venti, distesi e intorpiditi in uno spazio alto 30 cm, per non destare sospetti ai controlli doganali. Dal mare parte anche l’urlo tremendo di chi non ha mai superato la traversata, di chi ha visto colare a picco la propria speranza, e insieme ad essa la propria vita, di chi è stato rispedito indietro dai fari intimidatori dei guardacoste, di chi ha fermato la propria corsa contro i proiettili sparati dalle barche italiane dei dittatori nordafricani tanto cari alla mamma Europa, o nei buchi neri dei gulag di quella Libia che i capi del mondo hanno considerato degna della presidenza della Commissione O.N.U. per i Diritti Umani.

Così, dal mare, si parte. In testa il furgoncino di Ubuntu, che spande nell’aria aperta di una Palermo assopita le voci impresse in un microfono davvero troppo piccolo per poter contenere l’energia vitale da loro liberata. Dietro, una bandiera del Marocco anticipa alla vista dei passanti il viso che da qualche tempo racconta la vergogna di ogni palermitano, delle Istituzioni da sempre assenti, delle Forze dell’Ordine non rare ad abusi, dei mezzi di comunicazione sordi e muti, di ogni cittadino di questa città. Anche la mia vergogna, che blocca le parole sui polpastrelli e non mi fa scrivere. È il viso di Nourredine Adnane, un ragazzo di 27 anni, un mio, un nostro concittadino mi piacerebbe dire, ucciso dalla città, dal suo governo, dalla sua amministrazione, dal suo popolo. Ucciso dal suo Stato, da quello che aveva scelto essere il suo Stato, il Paese dove vedere con gli occhi il futuro – per Nourredine il futuro si chiama Khadija, ha due anni e vive in Marocco – e portare sulle spalle l’incantevole peso della propria storia. Questo in un Paese senza storia e privo di ogni futuro. Sull’onda emotiva della morte di Nourredine, del suo corpo bruciato, a tenere lo striscione del Forum Antirazzista – con la foto del giovane – , ci sono i suoi compagni nordafricani, che espettorano la loro collera sui palazzi di un centro storico che ha già dimenticato il turbamento per un suicidio cercato, che mostrano il pane, la vera ragione, il motivo, il pane che è vita, che è dignità. Dietro loro il popolo delle lotte, le persone che riconosci sempre per la strada quando si reclama un diritto, si chiede giustizia, libertà, rispetto. «Un corteo sociale non è una festa, ad un corteo non c’è mai troppa o troppo poca gente. Ad un corteo c’è sempre chi ci deve essere» scrivevo un anno addietro. Ne sono ancora convinto. Convinto, si, ma perplesso. Confuso perché ancora non capisco cosa serva alla gente per svegliarsi, per rendersi conto che si è davvero giunti alla situazione del non ritorno, che la democrazia in questo Paese è un miraggio, che continuiamo a permettere che i più “giuridicamente” – perché in un sistema fondato su una legittimità legale-razionale si ragiona così – deboli siano continuamente schiacciati, perché permettiamo di essere noi stessi schiacciati, pronti anche noi a far valere la nostra forza, a scaricare il nostro odio sugli ultimi, rispondendo come automi agl’input dell’autorità. Un esodo di proporzioni bibliche, 300mila profughi, 10mila al giorno, li mandiamo in Europa, ci invadono, vogliono rubarci il lavoro, se ne stiano a casa loro, Gheddafi ci garantiva dall’immigrazione, viva Gheddafi, viva Gheddafi! Questi i messaggi che – quasi impercettibilmente – attraversano lo stivale, questo il terrore del diverso che si propaga giorno per giorno, che spinge gli immigrati stessi a non scioperare, ad andare a lavoro temendo le ripercussioni da parte dei padroni, temendo l’arrivo di persone disposte a farsi sfruttare per la metà del denaro per il quale si fanno sfruttare essi stessi.

Nourredine è la torcia umana di Palermo, come Jan Palach a Praga, come Mohammed al-Bouazizi a Tunisi. Tocca a noi adesso fare in modo che rassomigli all’uno o all’altro, tocca a noi cercare la strada da seguire per cambiare. Tocca a noi trovare la nostra thaura, la nostra rivoluzione. Altrimenti toccherà sempre a noi – e ne avremo la responsabilità – scegliere di aspettare e sopportare, attendere anche un tempo infinito, sacrificando anime, corpi, vite alla crudeltà di chi ci comanda, e un giorno – quasi senza rendercene conto – qualcosa cambierà. Un giorno.


إن شاء الله






domenica 6 marzo 2011

8 marzo, Messina: Presentazione dell'antologia "Verrà domani e avrà i tuoi occhi" [Compagnia delle Lettere e Movimento Primo Marzo]


Presentazione del libro "Verrà domani e avrà i tuoi occhi"

Casa editrice Compagnie delle Lettere

Martedi 8 marzo 2011 ore 15,30

Casa del Tango - Via Castellammare n. 6 Messina

a cura delle associazioni Stranieri come Noi, Puerto de Buenos Aires, Bookcrossing Messina e Comitato 1 Marzo Palermo


A illustrare e commentare il libro sarà Tindara Ignazzitto, referente del Comitato Primo Marzo di Palermo, docente di italiano lingua seconda presso la Scuola di lingua italiana per stranieri dell'Università di Palermo e autrice del portale siciliano su intercultura e cultura della pace http://www.stranieromavero.it/

L'articolo che segue è di Cristina Sebastiani, una delle scrittrici dell'antologia, ed è stato pubblicato il 22.02.11 su Corriere Immigrazione:

************************************************

"I racconti finalisti del concorso del Comitato Primo Marzo e della casa editrice Compagnie delle Lettere vedono finalmente la luce nell'antologia "Verrà domani e avrà i tuoi occhi" per promuovere i valori della mixité e dell'integrazione sociale. La casa editrice Compagnie delle Lettere nasce con la vocazione della letteratura della migrazione. Quando è uscito il comunicato stampa per annunciare la nascita di questa raccolta di racconti, più di una persona mi ha detto: perchè ci sei anche tu? non sei migrante. L’antologia si chiama “Verrà domani e avrà i tuoi occhi” ed è a cura del Movimento Primo Marzo (http://www.primomarzo2011.it/).

Io non sono migrante e non lo sono nemmeno alcune altre delle persone che scrivono con me in questa antologia, altre lo sono, altre ancora lo sono solo perchè è l’Italia ad appiccicar loro un etichetta che non desiderano: questa è la migrazione e questa è la risposta.

La migrazione è fatta di spostamenti e di passaggi, di modifiche e di cambiamenti, anche le etichette cambiano. Oggi sappiamo che l’emigrato non è più solo quello che parte per l’America con la valigia di cartone in mano – magari parte per una verde Università svedese che gli offre benefit da favola inimmaginabili in Italia per avere il privilegio di disporre della sua intelligenza oppure parte per l’Africa a fare ricerca sociale sul campo o a coltivare un campo con metodi eco-sostenibili mai sostenuti dalle nostre parti. E sappiamo che l’immigrato a volte è nato qui e condivide la nostra stessa italianità (sempre che esista un concetto così netto), ma le leggi non sono ancora pronte, poverine, a dirlo italiano; a volte è nato all’estero da genitori di nazionalità differenti che hanno viaggiato e scoperto luoghi e culture prima di stabilirsi in Italia, e porta in sé prima di tutto se stesso e poi la somma di tutto ciò da cui viene; a volte è nato in un villaggio nomade, in una caotica megalopoli asiatica, a volte ha studiato, altre volte non l’ha potuto fare, a volte è partito per scelta, in aereo e con i vestiti eleganti, altre volte è scappato e nessuno può veramente raccontare quello che ha passato. E anche noi, nati, cresciuti, alimentati da quest’aria e questa terra, siamo cambiati: non siamo più quelli della generazione dei nostri genitori, la migrazione è nel nostro sangue, nessuno può dirsi esente, e tutti possiamo avere qualcosa da dire.

Ecco cos’è questa antologia, il paziente lavoro di selezione e raccolta di racconti di “letteratura delle migrazioni” di un gruppo di persone, scrittori e scrittirici, poeti e letterati, studiosi e anche dilettanti che hano in comune il fatto di avere qualcosa da dire sulla migrazione. Qualcosa di importante, che non anticiperò nei dettagli di ciascuno perchè sarebbe come raccontare la fine del film. Qualcosa che non è nemmeno il solito banale, schieramento, di storie-fotografie di immigrati, più o meno tragiche, più o meno complicate: qui dentro c’è carne, cuore, pensiero e azione, c’è tutta una nuova società.

Leggetela.

I racconti sono di Julio Monteiro Martins, Giorgio Nardi, Christiana de Caldas Brito, Savina Dolores Massa, Michele Zizzari, Claudiléia Lemes Dias, Aurora Filiberto Hernandez, Paolo Piccoli, Lorenzo Mazzoni, Kathiusca Toala Olivares, Guergana Radeva, Irina Serban, Enrica Boffetta, Flore Murard-Yovanovitch, Ingy Mubiayi, Alfredo Chiatello, Cristina Sebastiani, Simone Silva, Antonia Piredda, Judicael Ouango Kiswendsida".


venerdì 4 marzo 2011

YOUnipa: 24 ore senza di noi! [reportage e interviste audio]

1 marzo 2011
sciopero nazionale dei migranti
Stringi la mano ad un altro amico

“No al razzismo! non chiediamo niente di speciale, ma solo gli stessi diritti di un qualsiasi cittadino italiano. No ai pregiudizi. No alla legge Bossi-Fini sull’immigrazione. No allo sfruttamento dell’immigrazione. Nessuno è clandestino: siamo tutti Noureddine!”

Erano questi gli slogan e i messaggi lanciati ieri durante lo sciopero dei migranti a Palermo dal titolo “24 ore senza di noi”. Uno sciopero nazionale che unisce autoctoni e immigrati, che da voce a chi si ritiene estraneo dal clima razzista presente oggi in Italia ed è impegnato nella promozione dei diritti dei migranti. La forma dello sciopero è stata scelta per provocare blocchi e disagi in modo da far percepire maggiormente alla popolazione l’importanza dei migranti per la società.

Quello dell’1 marzo è un movimento apartitico, non violento e laico che è già alla seconda edizione, con la numerosa partecipazione di tutte le associazioni della società civile che ogni giorno lavorano per la difesa e il rispetto dei diritti umani.

Il corteo, che simbolicamente ha raggiunto il centro della città partendo dal mare, si proponeva di diffondere informazioni sui diritti umani e le libertà fondamentali dei migranti. L’obiettivo principale della manifestazione è stato quello di sottolineare il contributo che milioni di lavoratori stranieri danno alle economie e ai benesseri dei paesi ospitanti e di origine, la lotta contro la discriminazione e il razzismo (in particolare in questa edizione contro il razzismo istituzionale), la promozione della convivenza, del rispetto delle regole, delle pari opportunità e del dialogo.

Lo sciopero è stato dedicato a Noureddine Adnane, il ragazzo marocchino di 27 anni che da diversi anni viveva e lavorava a Palermo legalmente e che si è dato fuoco in segno di protesta a causa delle continue pressioni da parte della Polizia Municipale. Un gesto che deve sicuramente essere ricordato e deve soprattutto tormentare le coscienze di chi si accanisce contro questa gente innocente abusando del proprio potere.

Non potevano mancare le associazioni universitarie e degli studenti (Al Janub, HYRO, CSF e AINRAM) che ogni giorno cercano di sensibilizzare i loro coetanei verso questi temi, dando esempio di lotta contro l’intolleranza e la xenofobia.

C’ero anch’io per YOUnipa ed ho avuto modo di intervistare Valentina Ricciardo, presidente dell’associazione Al Janub, e Bou Sufi, un ragazzo palermitano figlio di genitori tunisini che cura il blog L’angolo del patriota.

Intervista a Valentina Ricciardo, Presidente di Al Janub

Intervista a Bou Sufi

mercoledì 2 marzo 2011

Primo Marzo 2011, Palermo: Video del TeleGiornaleSicilia sul Corteo del Primo Marzo 2011 a Palermo dedicato a Noureddine Adnane

A Palermo un corteo per ricordare Noureddine Adnane, l'ambulante marocchino di 27 anni, che alcune settimane fa si è cosparso di benzina e si è dato fuoco, dopo che alcuni vigili urbani gli avevano sequestrato della merce. Il servizio di Tgs firmato da Paola Camillo.
Fonte: GDS.it





“Primo marzo” in ricordo di Noureddine

Si svolgerà oggi l’ultima giornata della manifestazione Primo marzo di sciopero e mobilitazione dei lavoratori migranti per dire no alla Bossi – Fini e al razzismo istituzionale e affermare i diritti di tutte e di tutti, ricordando Noureddine Adnane, l’ambulante regolare morto a Palermo per essersi dato fuoco come segno di protesta dopo l’ennesimo controllo ed il sequestro della merce da parte dei Vigili urbani.

Alle 10:00 nell’aula magna della Facoltà di Lettere e Filosofia (viale delle Scienze) si svolgerà un incontro su Il diritto allo studio come diritto alla cittadinanza e all’inclusione e la proiezione del film Una scuola italiana, documentario sulla scuola Pisacane di Tor Pignattara, per anni simbolo dell’integrazione tra diverse comunità.

Alle 15:00 al Dipartimento Studi su Politica, Diritto e Società (piazza Bologni) si terrà un dibattito a cura dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (ASGI) sul tema Ancora migranti tra accoglienza e detenzione.

Alle 17:00 partirà simbolicamente dal mare a Porta Felice il corteo, con destinazione finale piazza Bologni e a partire dalle 21:00 inizierà La notte nera, festa, cibo e musica nel cuore della città multietnica, la piazza di Santa Chiara a Ballarò.

Fonte: Rosalio.it
 
 

1° marzo 2011, Palermo: In diretta per Radio Onda d'Urto le voci del Forum Antirazzista e del Comitato Primo Marzo dal corteo

Fra le piazze più significative d’Italia segnaliamo Palermo che ospita una tre giorni antirazzista in ricordo di Noureddine Adnane, il venditore ambulante marocchino di 27 anni morto nel reparto grandi ustionati dell’Ospedale Civico di Palermo dopo essersi dato fuoco per protestare contro l’ennesimo sequestro della sua merce dai locali vigili urbani. Previsti incontri nelle scuole, un corteo cittadino e una speciale “Notte nera” con festa, cibo e musica nel quartiere di Ballarò, cuore della città multietnica.



A Palermo, la città di Noureddine manifestazione questo pomeriggio con un corteo che partiva da Porta Felice, dopo una tre giorni antirazzista in ricordo venditore ambulante marocchino di 27 anni morto nel reparto grandi ustionati dell’Ospedale Civico di Palermo dopo essersi dato fuoco per protestare contro l’ennesimo sequestro della sua merce dai vigili urbani locali.




 

“PRIMO MARZO” lo sciopero dei migranti. Ciclo di manifestazioni per ricordare Nourreddine, per una Palermo unita contro il razzismo istituzionale

È stata organizzata a Palermo la manifestazione in ricordo di Nourreddine Adnane, marocchino di 27 anni che lavorava legalmente a Palermo e che il 19 febbraio si è dato fuoco in segno di protesta davanti a una pattuglia della polizia municipale che minacciava di sequestrargli la merce. Il movimento “Primo Marzo 2010” ha preparato una serie di incontri per la difesa e la tutela dei diritti dei migranti.

«La Bossi-Fini costringe ad essere clandestini prima di poter divenire regolari – affermano gli organizzatori – le sanatorie sono solo per pochi fortunati, i figli di immigrati che crescono qui non hanno diritto ad essere cittadini, la burocrazia per i permessi di soggiorno fa vivere gli stranieri nella precarietà e sotto ricatto, i politici italiani fanno accordi con crudeli dittatori e, con i respingimenti, riconsegnano nelle mani dei torturatori uomini, donne e bambini che avrebbero diritto d’asilo, agenti e funzionari negligenti o che abusano del loro potere, umiliano la dignità dei migranti».

Qui di seguito il programma delle iniziative della giornata dell'1 marzo.

PROGRAMMA

Mattina

Indiverse scuole della città

Incontri tra mediatori culturali e studenti

sul tema dell'immigrazione



Ore 10.00

Facoltà di Lettere e Filosofia, Aula Magna

“Il diritto allo studio come diritto alla cittadinanza

e all'inclusione” -Tavola Rotonda e proiezione

del film “Una scuola italiana”



Ore 15.00

Dipartimento politica, diritto e società

piazza Bologni, 8

“Ancora migranti tra accoglienza e detenzione”



Ore 17.00

Da Porta Felice a Piazza Bologni

CORTEO



Ore 21.00

Santa Chiara a Ballarò

“La notte nera” festa cibo e musica nel cuore della città multietnica


Fonte: Palermoin.it