Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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mercoledì 16 ottobre 2013

25 ottobre, Palermo: Progetto "Coltivare Valori, raccogliere responsabilità". Manifestazione conclusiva



Venerdì 25 ottobre, dalle ore 10.00, presso il Teatro Nuovo – Gregotti sito all'interno del Campus dell'Università degli studi di Palermo di viale delle Scienze si svolgerà la manifestazione conclusiva del progetto Coltivare Valori – Percorsi di legalità sulle terre liberate dalle mafie,  cofinanziato dalla Fondazione con il Sud.

Durante l'iniziativa che  si svilupperà nell'intero arco della giornata (10:00 – 20:00) verranno svolti una serie di laboratori rivolti agli studenti delle scuole medie inferiori e ai ragazzi delle comunità di migranti palermitane  sui vari temi affrontati dal progetto nell'arco dei due anni della sua durata. Educazione alla legalità, educazione alimentare, consumo critico sono solo alcuni dei temi che verranno trattati dagli operatori delle associazioni partner del progetto con le delegazioni di studenti.

Dalle ore 17:00 alle ore 19:00 a chiusura della giornata si terrà una conferenza dove i protagonisti del progetto presenteranno i risultati raggiunti dopo più di due anni di lavoro sulle terre liberate dalle mafie.


A seguire la presentazione verrà offerto un piccolo rinfresco a base di pietanze mediterranee preparato dall'Agriturismo Terre di Corleone.
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Il progetto "Coltivare Valori" ormai giunto quasi al termine del suo sviluppo ha contribuito concretamente alla crescita sociale del territorio siciliano attraverso un processo di sensibilizzazione dei giovani coinvolti: tramite il coinvolgimento dei ragazzi nei campi di volontariato, oltre che nei percorsi educativi integrati e nelle attività laboratoriali, si è offerta la possibilità di conoscere direttamente le buone pratiche, come la gestione dei patrimoni confiscati a scopo sociale. In questo percorso, si è posta particolare attenzione all'educazione, alla formazione dei giovani, all'integrazione dei coetanei immigrati e delle loro famiglie.

Si sono promossi tre tavoli tematici pianificati nell'arco della durata del progetto supportati da studio del territorio, mappatura dei beni confiscati, creazione di reti relazionali. L'ultimo atto del progetto si concretizzerà nella presentazione di una ricerca scientifica in merito ai risultati sociologici e relazionali conseguiti dallo stesso nel territorio dell'Alto Belice Corleonese.

All'interno del piano sono stati coinvolti: la Cooperativa Placido Rizzotto - Libera Terra (San Giuseppe Jato - PA) nel ruolo di soggetto responsabile, Libera - associazioni, nomi e numeri contro le mafie, il Consorzio di Comuni Sviluppo e Legalità (che coinvolge otto comuni in provincia di Palermo: Altofonte, Camporeale, Corleone, Monreale, Roccamena, Piana degli Albanesi, San Cipirello e San Giuseppe Jato), le Cooperative Pio La Torre - Libera Terra (San Giuseppe Jato - PA), Libera-Mente (Partinico - PA), Beppe Montana - Libera Terra (Lentini - SR), il Centro Internazionale delle Culture Ubuntu e l'Associazione Onlus Bayty Baytik.

lunedì 6 giugno 2011

11 giugno, Agrigento: Giornata di Studi e Incontri "Immigrazione, problema giudiziario o progetto sociale?"



Sabato 11 giugno 2011, dalle ore 9.30 alle 18 presso il Museo Archeologico Regionale di Agrigento, Contrada San Nicola, si terrà una giornata di studi e incontri dal titolo “Immigrazione, problema giudiziario o progetto sociale?”.

All’incontro, organizzato dal Centro Pio La Torre, hanno aderito e interverranno molte associazioni operanti nel settore tra le quali Amnesty, Caritas, Arci e Libera.

Tra gli interventi previsti quelli di Antonio Balsamo, magistrato della Corte di Cassazione, Rita Borsellino, europarlamentare, Renato Di Natale, procuratore di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento e Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre.

La manifestazione sarà trasmessa in streaming sul sito del centro Pio La Torre http://www.piolatorre.it/ e sul portale legalità dell’Ansa www.ansa.it/legalita



lunedì 27 dicembre 2010

30 dicembre e 3 gennaio, San Cipirrello e Portella della Ginestra: Una giornata per conoscere Libera e il progetto Libera Terra

In viaggio con Libera!



Una giornata per conoscere Libera e il progetto Libera Terra

Libera il gi(u)sto di viaggiare vi invita a una visita dei terreni e delle strutture confiscate alla mafia dell’Alto Belice Corleonese, gestiti dalle Cooperative di ‘Libera Terra’. Una giornata per visitare la cantina Centopassi e ascoltare i soci delle cooperative raccontare il loro lavoro. Il percorso si conclude a Portella della Ginestra, dove il 1° maggio 1947 avvenne la prima strage del dopoguerra per mano mafiosa. Un incontro sui luoghi della Memoria con dei testimoni privilegiati.

Data: 30 dicembre 2010 e 3 gennaio 2011

Destinazione: Valle dello Jato – Alto Belice Corleonese

Durata: mezza giornata

Tappe: San Cipirello, Portella della Ginestra

Quota di partecipazione: 10 euro per persona


Per informazioni e prenotazioni:

Libera il g(i)usto di viaggiare

Tel. 091.8577655 fax 091.8579541

Enza Sorci 3405663359 - Laura Speziale 3405667849

Sito web: www.ilgiustodiviaggiare.it


Scarica il programma

Libera Palermo, Associazioni nomi e numeri contro le mafie - I Sapori ed i Saperi della Legalità - P.zza Castelnuovo 13, 90141 Palermo - 091322023 - info@liberapalermo.org

lunedì 8 novembre 2010

16 novembre, Palermo: Etica E' Legalità

etica è legalità

un obiettivo per creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo

16 novembre 2010, ore 9

Palermo, Palazzo Steri, Aula Magna


saluti di Rita De Padova, consigliere di amministrazione Banca Etica
coordina Roberto Mazzarella, giornalista
introduce Guglielmo Faldetta, Università di Palermo

Interventi


Luigino Bruni, Università di Milano-Bicocca


Stefano Zamagni, Università di Bologna


Francesco Viola, Università di Palermo


Marco Piccolo, vice direttore generale Banca Etica


Gaetano Paci, magistrato Procura di Palermo

Esperienze di imprenditori di economia civile

Aldo Schilirò, TS srl (Catania)


Donatella Natoli, Le Balate (Palermo)

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Fare economia civile coniugando impresa e solidarietà,
impegno civile e fraternità

16 novembre 2010, ore 16,30

Palermo, Assemblea Regionale Siciliana, sala Gialla



saluti del Presidente dell’ARS On. Francesco Cascio
coordina Steni Di Piazza, direttore filiale di Palermo Banca Etica

Interventi


Stefano Zamagni, Università di Bologna


Luigino Bruni, Università di Milano-Bicocca


Ugo Biggeri, Presidente Banca Etica


Giuseppe Gallo, segretario nazionale FIBA-CISL


Fabio Granata, Vice Presidente Commissione Antimafia

Esperienze di imprenditori di economia civile

Gaetano Giunta, Fondazione di Comunità di Messina (Messina)


Calogero Parisi, Lavoro e non solo (Corleone)


Rita Sipala, Bioturismo (Siracusa)

Contatti


Banca Etica filiale di Palermo: tel. 0917829770

mercoledì 9 giugno 2010

14 giugno, Palermo: Convegno Diritto di critica e Conflitto sociale tra Mitologie e Libertà di ricerca

DIPARTIMENTO STUDI SU POLITICA, DIRITTO E SOCIETA'
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PALERMO

DIRITTO DI CRITICA E CONFLITTO SOCIALE
TRA MITOLOGIE E LIBERTA' DI RICERCA

Palermo, 14 giugno 2010
Piazza Bologni 8, Aula Sturzo, ore 16

Introduce e coordina
Fulvio Vassallo Paleologo

Partecipano
Giovanni Abbagnato (Cooperativa Solidaria)
Totò Cavaleri (Laboratorio ZETA - Palermo)
Alessandro Dal Lago (Università di Genova)
Vincenzo Guarrasi (Università di Palermo)
Marco Pirrone (Università di Palermo)

Seguirà il dibattito tra i partecipanti ed i relatori

Due disegni di legge, apparentemente distanti tra loro, stanno attaccando contemporaneamente il diritto di critica ed i saperi critici, sovvertendo i canoni della legalità costituzionale. Il provvedimento sulle intercettazioni telefoniche sanzionerà il libero esercizio del diritto di informazione, non solo dei giornalisti ma di tutti i cittadini, mentre l'ennesimo tentativo di riforma delle università, oltre ai pesanti tagli di bilancio, produrrà l'abbattimento del sistema pubblico degli atenei italiani, con l'aumento delle tasse, la precarizzazione del corpo docente, e la emarginazione del pensiero critico.

In questo quadro si diffonde la strumentalizzazione di figure simboliche in lotta contro il male, contro le mafie, come in passato contro il terrorismo, in modo da comunicare ai cittadini valori trasversali di legalità e di impegno solidale, valori che poi vengono costantemente contraddetti dai decisori politici. Anche in alcune forze di opposizione la omologazione culturale al nuovo assetto di poteri sembra prevalere sulla capacità di produrre conflitto sociale e ci si affida ai nuovi eroi della legalità per colmare il vuoto della proposta politica e l'assenza di una vera capacità di aggregazione. La mitizzazione dell'eroe solitario rischia così di fare passare in secondo piano i movimenti e la loro conflittualità diffusa, repressa sempre più duramente da interventi delle forze di polizia.

Come osserva Alessandro Dal Lago in un suo recente intervento, “la trasformazione di Saviano, a sinistra, in icona del bene contro il male (rappresentato dal crimine organizzato) sposta il conflitto politico in una dimensione morale e moralistica fondamentalmente diversiva e consolatoria. Una dimensione illusoria, in cui - ma questa è solo un'ipotesi - molti scaricano le frustrazioni di una sinistra che in buona parte non è più rappresentata, oppure è impotente di fronte al trionfo della destra. Ecco allora che il conflitto è evacuato, che tutto (dalla questione del lavoro all'ignobile condizione delle nostre carceri o al razzismo imperante) viene minimizzato o comunque messo in secondo piano. Ed è inevitabile se, in nome della legalità, ci mettiamo a priori dalla parte dell'ordine, politico o simbolico che sia”.

Su questi temi, e sulle possibili vie da praticare per difendere la libertà di informazione, il diritto di critica e l'autonomia del sistema universitario pubblico, i relatori promuoveranno un confronto con il pubblico che parteciperà all'iniziativa.

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mercoledì 12 maggio 2010

12 maggio, Palermo: Relax On Left + Human Rights In The Streets

Mercoledì 12 Maggio dalle ore 21:00 H.R.Y.O. in collaborazione con Left, organizzano una serata all'insegna del relax, del divertimento, ma anche dell'impegno sociale.

Durante la serata, infatti, si svolgerà "Human Rights In the Streets", un cine-festival sui diritti umani: proiezioni di foto e video, dibattito aperto a tutti, mostre fotografiche a tema, performance musicali e, naturalmente, la possibilità di visitare gli stand delle associazioni partecipanti.

TEMA DELLA SERATA
La Legalità tra le strade di Palermo

Un nuovo momento ricco di iniziative per affrontare le problematiche della quotidiana realtà palermitana.

Siete tutti invitati a partecipare.

Prendono parte all'evento le associazioni:
A.P.A., Addio Pizzo, Al Janub, Arcigay Palermo, Articolo 3 Palermo, C.E.I.P.E.S., C.E.S.I.E., C.I.S.S., Centro Danilo Dolci, Centro Ewam, Centro Muni Gyana Palermo, Centro Sangye Cioeling, Cittadini Invisibili? No, grazie!, Fuori dal Coro, I.U.P., Kepos, Kronos, Lettere Aperte, Libera Terra, Liberi Tutti, Life and Life, M.D.U. Movimento degli Universitari, M.I.R., Mani Tese, Meditamondi, Muovi Palermo, Narramondi, Photofficine, Rita Atria, Saltatempo, Stanze al Genio, Stran(ier)omavero, Ubuntu

Per maggiori informazioni è possibile telefonare al numero
3485644084 / 3385421643

LEFT, VIA DEGLI SCHIOPPETTIERI N°8

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venerdì 2 aprile 2010

5 maggio-24 settembre 2010: Human Rights in the streets

“ Human Rights In The Streets “ nasce dall’entusiasmo dei giovani attivisti per i diritti umani di Palermo; è un cine-festival su diritti umani e nonviolenza che mira a coinvolgere i partecipanti nella realizzazione di un documentario sulla reale situazione nel nostro contesto locale in merito ai diritti umani.

I giovani da pubblico partecipante andranno ad elaborare e creare poi un video-documentario sulla situazione in merito ai diritti umani per le strade di Palermo entrando in contatto con le comunità locali, autoctone ed immigrate; il documentario verrà incrementato con le risorse a disposizione della Human Rigths Youth Organization e di tutti gli operatori in merito ai diritti umani che lavorano a Palermo trattando le problematiche della immigrazione clandestina e del problema della ghettizzazione dei quartieri svantaggiati.

Temi

Immigrazione 05 Maggio ore 16:00

Legalità 11 Maggio ore 16:00

Diversità 09 Giugno ore 16:00

Diritti Umani 23 Giugno 16:00

Documentario 24 Settembre ore 10:00

Si invitano tutte le associazioni a partecipare e ad intervenire durante l'evento che sarà aperto a tutti.

Per adesione inviare una mail a:
info@humanrightsyouthorganization.net


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giovedì 26 novembre 2009

28 novembre, Palermo: "Niente regali alle mafie" Asta simbolica alla Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità

Niente regali alle mafie

“Libera e le associazioni che la costituiscono vogliono ancora credere in quello Stato che non rinuncia ad aggredire le mafie nel modo che si è dimostrato più efficace, colpendone i patrimoni illegalmente costruiti e destinandoli a fini sociali”. Queste le parole di Umberto Di Maggio, coordinatore siciliano di Libera, che ha annunciato il lancio di “Niente regali alle mafie”, un'asta simbolica a Palermo alla Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità a Piazza Politeama il 28 novembre alle 17.00 (e in contemporanea in tutte le regioni d'Italia). “Un'asta simbolica – puntualizza Di Maggio - in cui verrà denunciato alla cittadinanza che se quest'emendamento verrà approvato anche alla Camera dei Deputati, tutti i beni confiscati in attesa di assegnazione (celebre l'abitazione palermitana di Totò Riina in via Bernini ed il feudo di Polizzi Generosa confiscato a Michele Greco) verranno probabilmente svenduti, con buona pace di tutti i progetti di sviluppo, di riqualificazione e di restituzione sociale ai cittadini dei patrimoni sottratti alle mafie”.

Partite come esperienze “di frontiera”, sperimentate per la prima volta in Sicilia - e adesso presenti anche in Calabria, Puglia e Campania – oggi le cooperative “Libera Terra”, realizzate sui beni confiscati alle mafie, hanno intrapreso un percorso deciso verso l'eccellenza delle produzioni. Imprese in cui il lavoro può gioire di se stesso, per la dignità restituita ai lavoratori e per le possibilità reali di sviluppo. E' grazie alla tenacia ed alla forza dell'associazione Libera, la rete di movimenti e gruppi antimafia presieduta da Don Luigi Ciotti, che questo cammino è iniziato. Con quella raccolta di firme nel 1997 (più di un milione) avviatasi a Corleone quando l'Italia era in ginocchio dopo il periodo stragista in cui Cosa Nostra aveva dichiarato guerra allo Stato.

Oggi quel risultato, che andava a coronare il sogno di Pio La Torre di aggressione dei patrimoni sottratti alle criminalità organizzate e che è profondamente condiviso dalla rete dei familiari delle vittime uccise dalle criminalità organizzate, è seriamente minacciato dalla proposta di vendita dei beni confiscati. In questi giorni, in seguito all'emendamento in Finanziaria già passato in Senato, è cominciata la campagna per la rettifica della proposta che prevede la vendita degli immobili di cui non sia effettuata la destinazione entro i 180 giorni imposti dalla legge. E' noto come la complessità delle procedure e la carenza di risorse finanziarie per la ristrutturazione rendono molto difficile rispettare questi termini: la norma abolisce di fatto l'uso sociale dei beni confiscati e ne impedisce la restituzione alle collettività. E' compito di tutta la società civile una responsabile presa di posizione contro l'orientamento palesato in Senato: è facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss. La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale.

Sul sito http://www.libera.it/  e presso i locali della “Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità” a P.zza Politeama è possibile firmare l'appello 'Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra'. Tremila i firmatari nelle prime 24 ore di raccolta, per una mobilitazione come quella del 1995: “Tredici anni fa - si legge nell'appello a firma di Don Luigi Ciotti - oltre un milione di cittadini firmò la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96: si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente. Oggi quell'impegno rischia di essere tradito".

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P.zza Castelnuovo 13, 90141 Palermo


"Bottega dei Sapori e dei Saperi della Legalità"


tel/fax: +39.091.322023 / +39.091.6197467


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mercoledì 7 ottobre 2009

La notizia dell'anno: Cap Anamur, tutti assolti. Il salvataggio non è un reato

AGRIGENTO – Salvare vite umane non costituisce reato. Molti lo riterranno scontato, eppure è la notizia dell'anno. Anzi degli ultimi cinque anni. Tanto infatti è passato dal 12 luglio 2004, quando l'equipaggio della nave Cap Anamur della omonima ong tedesca, venne arrestato con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina dopo aver salvato la vita a 37 naufraghi soccorsi nel Canale di Sicilia. Dopo un estenuante processo durato 5 anni e oltre 30 udienze in cui sono stati sentiti più di 40 testimoni, il Tribunale di Agrigento oggi ha assolto con formula piena gli imputati: Elias Bierdel e Stefan Schmidt, rispettivamente presidente dell'associazione Cap Anamur e comandante dell’omonima nave, perché "il fatto non costituisce reato". Una sentenza per niente scontata, che smonta l'impianto accusatorio dei pubblici ministeri Santo Fornasier e Gemma Milani, che avevano sostenuto che non si fosse trattato di un salvataggio, quanto piuttosto di “una grande speculazione mediatica per pubblicizzare un film documentario e trarne vantaggi di notorietà”. Per questo l'accusa aveva chiesto la condanna degli imputati a 4 anni di carcere e 400.000 euro di multa.

Finisce così il calvario degli imputati, finiti sotto giudizio per aver rispettato il diritto marittimo, che obbliga al salvataggio e all'accompagnamento dei naufraghi nel porto sicuro più vicino. Una norma che però stride con il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, di cui si rende autore chiunque accompagni sul territorio italiano cittadini stranieri privi di un regolare visto d'ingresso. E infatti il caso Cap Anamur non è l'unico. In molti ricorderanno le vicende del cargo
Pinar, che ad aprile rimase bloccato per giorni in mare con dei naufraghi a bordo, in attesa che l'Italia ne autorizzasse lo sbarco. Quanti invece ricordano il caso dei sette pescatori tunisini di Teboulbah? L'8 agosto 2007 salvarono 44 naufraghi e li sbarcarono a Lampedusa, dove vennero arrestati in flagranza di reato, con l'accusa – di nuovo – di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Per loro la sentenza è fissata al 17 novembre 2009.

Gli avvocati di Bierdel e Schmidt si sono detti soddisfatti. “Oggi viene ristabilito un principio di diritto internazionale tra i più antichi al mondo: quello del salvataggio in mare, già codificato ai tempi dei Fenici”. Così l’avvocato Liana Nesta commenta l’assoluzione dell’equipaggio della Cap Anamur dopo un processo durato 5 anni, e che ha visto l’audizione di oltre 40 testimoni in 30 udienze. “Salvare vite umane – continua l’avvocato – è sempre un dovere e mai un reato”. E l’avvocato Vittorio Porzio aggiunge: “Con questa sentenza viene ristabilito anche un altro principio di diritto internazionale: e cioè che il salvataggio non si esaurisce prendendo a bordo i naufraghi ma portandoli in un porto sicuro, e a decidere quale sia questo porto spetta unicamente al comandante della nave, come previsto dalle convenzioni internazionali”. Gli avvocati della difesa attendono adesso la pubblicazione delle motivazioni della sentenza per valutare eventuali azioni di richiesta di risarcimento danni per l’ingiusta detenzione di 4 giorni dei loro assistiti successivamente allo sbarco nel 2004 e per il danno di immagine subito.

Ma dove sono finiti oggi i 37 naufraghi soccorsi? 35 di loro furono rimpatriati nei mesi successivi al salvataggio: 17 in Ghana e 18 in Nigeria. E soltanto 2 di loro rimasero in Italia. Tra i 35 rimpatriati ben 24 avevano ottenuto il riconoscimento dello status umanitario dalla commissione di Caltanissetta. Non solo. Come ha ricordato Elias Bierdel in conferenza stampa, subito dopo il salvataggio oltre 37 città italiane si offrirono per accogliere i naufraghi, ma la loro disponibilità non venne raccolta dal governo italiano. “Attenzione però a non censurare soltanto il comportamento del governo italiano – aggiunge l’avvocato Porzio –. Lo stesso deprecabile comportamento fu tenuto allora dal governo tedesco, il quale rifiutò di concordare il diritto di transito dei naufraghi verso la Germania per poter esaminare là le loro richieste di asilo”.

Fonte: Fortress Europe, 7 ottobre 2009

sabato 16 maggio 2009

Stop alla tratta delle persone

Si terrà a Palermo il 21 e 22 maggio la conferenza internazionale promossa dall'organizzazione internazionale per le migrazioni sulla tratta degli esseri umani, a 10 anni dal protocollo di Palermo.
Un summit, organizzato in partenership con l'Università di Palermo, l'Istituto internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia e l'Aiccre, per fare il punto su quale sia lo stato di ratifica del protocollo e quali le prospettive per il futuro.
"Si indagherà sul fenomeno della tratta nei suoi aspetti giuridici nazionali e internazionali - spiegano durante la conferenza stampa di presentazione a Roma - e in particolare l'applicazione del protocollo di Palermo e dei suoi aspetti critici", secondo i dati dell'Oim, sono un milione le vittime di tratta nel mondo, 500milioni solo in Europa; 12.3 milioni sono le persone sottoposte a sfruttamento lavorativo e sessuale: di questi l’80% sono donne e ragazze e più del 50 per cento sono minori.
"Il compito che assumerà il dipartimento per le Pari opportunità è l'impegno attraverso i nostro progetti del recupero delle vittime - ha detto Isabella Rauti capo dipartimento - e dunque l'assistenza immediata, l'accompagnamento psico-giuridici il recupero dell'identità e il reinserimento".

Fonte: Palermo24H.com

giovedì 14 maggio 2009

21, 22 e 27 maggio, Facoltà di Giurisprudenza: 3 lezioni aperte al pubblico

Università degli Studi di Palermo

FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA
Laurea Magistrale in Giurisprudenza con sede a Palermo
DIRITTO DI ASILO E STATUS COSTITUZIONALE DELLO STRANIERO
Anno accademico 2008-2009 ( Secondo semestre) 6 CFU

Prof. Fulvio Vassallo Paleologo

Si comunica che a conclusione del corso “ Diritto di asilo e status costituzionale dello straniero”, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, si svolgeranno tre lezioni, aperte al pubblico, sul riconoscimento dei diritti fondamentali dei migranti, sulle questioni in materia di sicurezza e coesione sociale, sugli obblighi di salvataggio in mare, sugli accordi internazionali e sulla protezione delle vittime del traffico di irregolari, con particolare riguardo ai minori non accompagnati ed alle donne vittime di tratta.
Le lezioni aperte si svolgeranno con il seguente calendario

GIOVEDI’ 21 MAGGIO ore 9
Atrio centrale della Facoltà di Giurisprudenza, Via Maqueda, Aula 1
“NON AVER PAURA - APRITI AGLI ALTRI, APRI AI DIRITTI”
una riflessione sui provvedimenti in materia di sicurezza ed immigrazione, nell’ambito della “Campagna nazionale contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’Altro” promossa da oltre venti associazioni, tra le quali ASGI, ACNUR, Amnesty International,, ARCI, Centro Astalli, CIR, Caritas italiana, Gruppo Abele, Comunità di Sant.Egidio, CGIL, CISL, SEI UGL, FCEI, ACLI, ANTIGONE, Save The Children.
Parteciperanno, tra gli altri, i rappresentanti di ACNUR ( Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), CGIL, Amnesty International, ANLAIDS, ARCI, ASGI.
Saranno presenti i professori Giuseppe Verde e Francesco Biondo dell’Università di Palermo.
VENERDI’ 22 MAGGIO ore 9
Atrio centrale della Facoltà di Giurisprudenza, Via Maqueda, Aula 1

“OBBLIGHI DI SALVATAGGIO IN MARE E ACCORDI INTERNAZIONALI. DAL CASO CAP ANAMUR AGLI ACCORDI CON LIBIA E TUNISIA FINO ALLO SCONTRO DIPLOMATICO TRA ITALIA E MALTA”.
Parteciperanno, tra gli altri, Francesco Viviano, giornalista, Paolo Cuttitta e Marco Pirrone, dell’Università di Palermo, Anna Liguori dell’Università L’Orientale di Napoli, Giuseppe Provenza di Amnesty International, Judith Gleitze dell’Associazione BORDERLINE EUROPE, Gabriele Del Grande di FORTRESSEUROPE. Saranno letti brani di testimonianze di migranti raccolte da Francesco Viviano.


MERCOLEDI’ 27 MAGGIO ore 15
Atrio centrale della Facoltà di Giurisprudenza, Via Maqueda
“DALLA PARTE DEI PIU’ DEBOLI : MINORI STRANIERI E DONNE VITTIME DEL TRAFFICO. PRIMA E DOPO GLI SBARCHI”
Parteciperanno, tra gli altri, l’avv. Daniele Papa ( ASGI), l’avv. Antonella Basilone (ACNUR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), la dott.ssa Maria Luisa Scardina dell’Ufficio Servizio Sociale Minori di Palermo (Ministero della Giustizia), la dott.ssa Giuseppina Cassarà ( Ospedale S. Raffaele di Cefalù - Unità di assistenza alle vittime di tortura).

Per informazioni sui temi trattati nel corso degli incontri si rinvia ai siti
www.asgi.it
www.fortresseurope.blogspot.com
www.meltingpot.org
www.altrodiritto.unifi.it
in particolare al link Diritti-Frontiere
Dal manifesto della campagna
“Non aver paura”
www.nonaverpaura.org

“Una società che si chiude sempre più in sé stessa, che cede alla paura degli stranieri e delle differenze è una società meno libera, meno democratica e senza futuro.
Non si possono difendere i nostri diritti senza affermare i diritti di ciascuno, a cominciare da chi è straniero e spesso più debole. Il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia
”.

sabato 7 febbraio 2009

A spasso con Mohamed per capire la difficile vita degli immigrati

Lo chiameremo Mohamed. Proviene da uno dei paesi del Nordafrica ed è in Italia dal 1987. Al suo arrivo, poco più che un ragazzo, senza neppure tanti sforzi trovò casa, lavoro, donne. Oggi è Cittadino Italiano, con la sua pelle color caffellatte, la nostalgia per la sua terra e il suo bagaglio di vita tra qui e altrove.

E’ Musulmano, Mohamed, ed è convinto che il Dio Misericordioso, il Più Grande al quale, immancabilmente, nel giorno di Venerdì rivolge lodi e preghiere non ha nulla a che vedere con i bombaroli col turbante, che alimentano odio e seminano discordia, lutti, dolore e morte.

Vive a Milano, separato da una moglie italiana ed è padre di due figli adolescenti. Ha una impresa tutta sua che gli dà soddisfazione e decoro, ma rischia di fallire.

Chiedetegli cosa pensa del fiume di Mohamed o di Tatiane che arrivano dal sud o dall’ est del mondo. Scoprirete che soffre il disagio di chi è respinto, anche solo da una occhiata distratta; scoprirete che non ama trascorrere, come prima, parte del suo tempo libero con gente del suo paese; scoprirete che si vergogna delle condizioni di vita e dei comportamenti criminali di chi, come lui, è arrivato con una valigia piena di stracci e sogni; scoprirete che non riesce più ad essere un sostegno per i suoi ragazzi e che a dargli la possibilità di andare avanti sono proprio loro, la sua determinazione e un innato ottimismo; scoprirete che ha maturato una avversione viscerale per quei barconi (della disperazione più che della speranza), che ogni giorno vomitano sulle nostre spiagge centinaia e centinaia di facce stravolte e impaurite.

Non immaginereste neanche quali pensieri lo incendiano nelle animate discussioni su permessi di soggiorno e fogli di via.

Sono tanti i Mohamed che, come il nostro, ritengono inadeguate le misure governative per fronteggiare questa immigrazione inarrestabile e drammatica.

E noi? Gli italiani? Discutiamo, organizziamo convegni, finanziamo associazioni. Quante chiacchiere su integrazione, tolleranza (che brutta parola!), solidarietà, pietà: un mix di buoni sentimenti che galleggia nell’umore nero del sospetto e della diffidenza.

Non c’è un concreto progetto politico, ma solo bagarre di parte, che sottolinea l’insensata strada intrapresa da larga parte della classe politica, impegnata molto spesso (questa è l’impressione che se ne riceve) a sottolineare la propria appartenenza a destra o a sinistra, a recitare, a turno, ogni sera la giaculatoria su questo o quell’argomento, a palleggiare con nuove o vecchie responsabilità, ad insultarsi dai diversi, e non sempre indipendenti, palcoscenici mediatici.
Un deprimente gioco delle parti che ci vede spettatori impotenti.

Ma la gente comune può ritenersi estranea al disordine sociale in cui stiamo scivolando pericolosamente? Tirarsi fuori dalla mischia non è gioco facile. Noi, gli Italiani, in particolare quelli che inveiscono, giudicano, condannano o, persino, tentano il linciaggio per i tanti reati commessi da cittadini stranieri, possiamo veramente dirci liberi da responsabilità? Il nostro è il Paese dove la corruzione è diffusa quasi capillarmente, il nostro è lo Stato dove si sfornano leggi e regolamenti che hanno spesso l’obiettivo di essere aggirate e dove chi delinque ha quasi la certezza dell’impunità ; la nostra è la Patria dove chi fa il proprio dovere finisce, in qualche occasione, con il sentirsi un perfetto cretino. Se l’esempio dei padroni di casa viene rappresentato, largamente, da disonestà e mancanza di senso civico, perché gli ospiti dovrebbero agire altrimenti?

Maddalena Di Santo

Fonte: Siciliainformazioni

mercoledì 4 febbraio 2009

Approvato definitivamente dal Senato il testo dell’accordo di amicizia partenariato e cooperazione e tra Italia Libia

Accordo bilaterale tra Italia e Libia.
La mobilità passa per la tortura
Intervista a Gabriele Del Grande, curatore del blog Fortress Europe

Cattivi contro gli irregolari ma non solo in Italia. Il Parlamento appoggia le violazioni dei diritti umani praticate da sempre in Libia.

E’ stato approvato definitivamente dal Senato il testo dell’accordo di amicizia partenariato e cooperazione e tra Italia Libia. L’accordo è l’ultimo tassello di una serie di intese bilaterali tra i due paesi, utile ad ottenere in cambio, da parte della Libia, l’attuazione degli accordi di pattugliamento al fine di contrastare le partenze dalla Libia verso l’Italia.
(Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra la Repubblica italiana e la grande Giamariria libica popolare socialista)

Su questo argomento abbiamo intervistato Gabriele del Grande, fondatore e curatore del blog Fortress Europe.

D: Il Senato ha approvato definitivamenteil testo dell’accordo Italia – Libia. Cosa avverrà ora?

R: Si tratta fondamentalmente di fornire alla Libia un risarcimento per i danni coloniali, in cambio di un pattugliamento delle coste libiche al Nord e delle frontiera Sud, nel deserto, attraverso un impianto elettronico che sarà installato da Finmeccanica con un finanziamento europeo. Ovvio, questa è la teoria. Nella pratica, con questi accordi, si darà ancora una volta mano libera alla Libia per arrestare, come già si fa da anni, decine di migliaia di migranti e rifugiati per poi rimpatriarli e soprattutto si farà poi partire l’accordo di pattugliamento congiunto che fu firmato dall’allora Governo Prodi nel 2007 e che prevede l’invio in acque libiche di sei motovedette della Guardia di finanza italiana per respingere verso la Libia i migranti intercettati in mare, che fino ad oggi vengono invece scortati a Lampedusa.

D: Sono diversi i reportage che anche Fortress Europe ha prodotto sulle condizioni di detenzione dei migranti in Libia. Un paese strategico per il governo delle migrazioni europeo. Ma cosa avviene li?

R: In Libia avvengono ormai quotidianamente retate nei quartieri dove vivono gli immigrati africani, a Tripoli, a Bengasi, ad Agedabia , le principali città della costa. I migranti vengono arrestati durante queste retate e poi detenuti in vere e proprie carceri. Si tratta di una ventina di prigioni, tre delle quali sarebbero state finanziate dal Governo italiano secondo un documento dell’Unione Europea del 2004. Parliamo di un paese, lo dicono i rapporti di tutte le più grandi organizzazioni umanitarie ( Human Rights Watch, Amnesty International), abituato a praticare la tortura ed in cui le condizioni di detenzione sono assolutamente disumane. Esiste un intero corpo di polizia addestrato alla tortura, non soltanto dei migranti ma anche dei dissidenti. I racconti che abbiamo potuto ascoltare dai prigionieri libici (su pressione del figlio di Gheddafi ne sono stati rilasciati circa un migliaio negli ultimi anni) parlano di queste cose. Un trattamento uguale se non peggiore viene riservato agli stranieri, soprattutto a quelli dell’Africa subsahariana, soprattutto verso le donne. Le persone vengono ammassate in 40, 50, in stanze di quattro metri per cinque, vengono mantenuti in vita da acqua e riso e vengono rimpatriate verso i loro paesi anche quando si tratta di rifugiati politici. In Libia infatti non esiste nessuna forma di tutela per i rifugiati. La Libia, ricordiamolo, non ha mai firmato la Convenzione di Ginevra. C’è solo una presenza dell’Alto Commissariato delle nazioni Unite, che fra l’altro entra nei centri. Anche su questo argomento ci sarebbero molti dubbi da sollevare visto che, se guardiamo alle condizioni del campo di Misratah, dove da oltre tre anni sono detenuti seicento rifugiati politici eritrei, l’unico risultato ottenuto dall’ Onu è stato quello di spostare un centinaio di loro verso l’Italia o verso la Romania e la Svezia.Quella dei rifugiati è una questione fondamentale: metà delle persone che viaggiano dalla Libia verso Lampedusa sono rifugiati politici della Somalia, dell’Eritrea, del Sudan o dell’Etiopia.

D: Con un appello ai senatori italiani si è ricordato la richiesta lanciata dai registi del film Come un uomo sulla terra e da Fortress Europe, di istituire una commissione di inchiesta internazionale sul caso Libia. La risposta di oggi sembra chiara: il Senato ha approvato l’accordo tra l’Italia ed uno dei Paesi maggiormente implicato nella violazione dei diritti umani.

R: Ovviamente la commissione di inchiesta non si farà, è evidente l’allineamento di tutte le forze politiche rispetto alla necessità di collaborare con la Libia per il respingimento dei migranti. A Roma in queste ore le strade sono tappezzate di manifesti del Partito Democratico che criticano il Governo Berlusconi, per aver fatto raddoppiare gli sbarchi di “clandestini”. Amato poi rivendica la paternità dell’accordo con la Libia. C’è una perfetta sintonia su queste tematiche, insieme ad una perfetta ipocrisia, italiana ed europea. Perché le commissioni ci sono state, anche se non d’inchiesta, hanno viaggiato, hanno visitato la Libia, nel 2004, nel 2007,. Erano missioni che evidentemente valutavano le possibilità tecniche di rendere operativi gli accordi, di cooperare con la polizia di quello stato. I loro rapporti però non dicono una sola parola sullo stato di detenzione in Libia e tacciono completamente gli abusi, le torture e le violenze che migliaia di uomini e donne subiscono nelle carceri libiche.
Sulle conseguenze tecniche che avrà questo accordo, comunque, sarebbe sbagliato pensare che saranno le navi italiane o quelle libiche a fermare il fenomeno delle migrazioni. La Libia ha duemila chilometri di costa ed è razionalmente inimmaginabile che si riescano a pattugliare. Fintanto che ci sarà una esigenza di mobilità da Sud verso Nord, fintanto che non ci saranno possibilità di spostarsi legalmente, continueremo a vedere i viaggi sulle carrette del mare. L’esperienza della Spagna è emblematica: le rotte semplicemente si allungano, si modificano. Si parte sempre più da Est, sempre più dall’Egitto, come già avviene da alcuni anni, dall’Algeria verso la Sardegna. Ci saranno insomma rotte sempre più lunghe e più pericolose. L’unica conseguenza prevedibile è proprio questa: da un lato l’arresto di decine di migliaia di persone che saranno malmenate e torturate nelle carceri libiche prima di essere rimpatriate, dall’altro molti più morti nel Mediterraneo per tentare di aggirare quei pattugliamenti.

D: I migranti vengono torturati in Libia, o muoiono in mare, oppure chi arriva qui e non viene espulso, anche se dobbiamo ricordare sempre che solo una minima parte di chi entra in Italia lo fa attraverso il mare, rischia di essere bruciato, come a Nettuno, o ucciso, come è avvenuto a Civitavecchia.

R: Quando un Ministro rivendica il diritto ad essere cattivi contro chi sbarca sulle coste italiane, come se le barche che arrivano a Lampedusa fossero cariche di criminali pronti ad assaltare la “civile Italia” compie una operazione molto pericolosa. Poi non è possibile stupirsi di fronte alla barbarie di certi fatti.


Vedi anche:
L’Italia e il regime euro-africano dei controlli migratori
di Paolo Cuttitta, Università di Palermo
Accordi bilaterali e tutela dei diritti fondamentali dei migranti: il caso Italia-Libia
di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Fallisce la politica delle intese bilaterali con la Libia. Sempre a rischio la vita dei migranti
di Fulvio Vassallo Paleologo, Università di Palermo
Libia: siamo entrati a Misratah. Ecco la verità sui 600 detenuti eritrei
da Fortress Europe
Le condizioni dei migranti in Libia Intervista a Silja klepp,
ricercatrice in antropologia culturale presso l’Università di Lipsia

Il trattato Italia-Libia. Un appello ai senatori italiani
Il rapporto di Amnesty International
Il rapporto di Human Rights Watch
Trattato Italia-Libia - Appello ai senatori italiani


Fonte: Melting Pot Europa [ mercoledì 4 febbraio 2009 ]

venerdì 12 dicembre 2008

Appello della FIMP Federazione Italiana Medici Pediatri di Modena

Curare gli indigenti, soprattutto i bambini, è un dovere deontologico per tutti i medici, ma è un imperativo etico per un paese civile. Non cancelliamo con un decreto un diritto costituzionale.

"chi di questi ti sembra stato il prossimo di colui che fu ferito dai briganti ?"
Quello rispose: "chi ha avuto compassione e si è preso cura di lui" ed Egli disse "va e fa anche tu lo stesso" (Vangelo secondo Luca)

Appello promosso dalla Segreteria Provinciale FIMP ( Federazione Italiana Medici Pediatri ) di Modena

L'art. 32 della Costituzione Italiana sancisce come diritto fondamentale dell'individuo il diritto alla tutela della salute e garantisce agli indigenti il diritto alle cure gratuite, anche nell'interesse della collettività.
Il DL 286/ 98 all'art. 35 prevede la gratuità delle cure urgenti ed essenziali anche agli stranieri non iscritti al SSN, privi di permesso di soggiorno, e privi di risorse economiche e non prevede nessuna segnalazione, salvo i casi di obbligatorietà di referto, come per i cittadini italiani.

La Lega Nord - Padania ha presentato attraverso 5 Senatori un emendamento che prevede l'abrogazione del comma 5 dell'art. 35 e abolisce la gratuità della prestazione urgente ed essenziale agli stranieri non iscritti al SSN e privi di risorse economiche, e propone inoltre l'obbligo per le autorità sanitarie di segnalarli all'autorità competente.

I Pediatri di libera scelta aderenti alla FIMP (Federazione Italiana Medici Pediatri) operanti nel SSN, sottoscrittori di questo appello, ritengono gravissimo tale emendamento che finirebbe per respingere in sacche di esclusione la popolazione più indigente e ne richiedono il ritiro: esso non è soltanto la negazione di un diritto costituzionalmente sancito, ma costituisce anche un pericolo per la tutela della salute della collettività, per la mancata cura di patologie anche gravi, con conseguente rischio di diffusione e rappresenta inoltre un pericoloso passo legislativo verso l'abolizione del diritto alla cura.

Ritengono inoltre che la segnalazione all'autorità competente di un paziente indigente sia in aperto contrasto con il codice etico ordinistico al quale i medici debbono attenersi e di cui affermano il primato.

Denunciano con preoccupazione che tale emendamento priverà della assistenza sanitaria essenziale migliaia di bambini divenuti "per Decreto invisibili e senza diritti" in totale contrasto con la Convezione ONU sui diritti del fanciullo e richiedono che lo Stato Italiano firmatario con L. 176/91 della Convenzione ONU di New York del 20.11. 1989 sui diritti del fanciullo garantisca ad ogni minore straniero il pieno diritto di usufruire delle prestazioni mediche pediatriche a prescindere dalla regolarità del soggiorno.

Richiedono quindi a tutti i colleghi Pediatri, a tutti i Medici, agli Operatori Sanitari e a tutti i Cittadini Italiani ai quali stanno a cuore i fondamenti dello stato sociale e la solidarietà di sottoscrivere questo appello.

Per firmare, basta cliccare sull'indirizzo: http://appelli.arcoiris.tv/salute

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertolt Brecht, Berlino, 1932

martedì 25 novembre 2008

TuttaPorto Prima edizione 26 - 29 Novembre 2008 Immagini, parole e suoni su Palermo

TuttaPorto
Prima edizione
26 - 29 Novembre 2008
Immagini, parole e suoni su Palermo


Prenotazioni alle visite della mattina c/o Il cinema Lubitsch
o telefonando a 328 4663141 - 091 447164
Cinema Lubitsch, Palermo

Ingressi: Abbonamento 20€ e 15 €
ridotto studenti - proiezioni pomeriggio e sera (5€), per l'intera giornata (8€)

MERCOLEDI' 26 AMBIENTE 12.00
"Manifestazione Salvalarte Sicilia 2008"
Legambiente Sicilia Area Quaroni via Maqueda
Iniziativa per far acquisire l’area al Comune e trasformarla in un giardino pubblico
16.00 Apertura festival: Roberto Manzone - Paolo Greco - Massimo Arciresi
16.30 Un metro sotto i pesci Alessandro Rossi e Michele Mellara
17.30 Il quinto mondo Luca Bellino in presenza dell'autore
18.30 Tavola rotonda: IL PAESAGGIO URBANO TRA DEGRADO E RIQUALIFICAZIONE Legambiente, festival energie alternative, Arch. Giuseppe Scuderi, ecc.
Moderatore: Franco Marineo
a seguire Inaugurazione mostra "Mirror" e presentazione rivista Gente di Fotografia
20.30 Intervento musicale Dario Chillemi
21.30 Pirrera Piero Messina in presenza dell'autore
22.45 Paesaggi Rubati Nino Criscenti

GIOVEDI’ 27 LEGALITA’
10.30 Palermo PizzoFree a cura di AddioPizzo
10,30: partenza da piazza Vittoria (di fronte la Questura)
11,30: Punto PizzoFree
12,30: piazza Marina
13,00: piazza Magione
13,30: pranzo presso un esercizio pizzofree
16.30 Noi dobbiamo deciderci Felice D’Agostino e Arturo Lavorato
17.30 Una voce nel vento Alberto Castiglione in presenza dell'autore
I libri Navarra Editore: uno scorcio sulla Sicilia e la Cultura della Legalità
18.30 Tavola rotonda: CONTRASTARE LA MAFIA: I DISTRETTI DI ECONOMIA SOLIDALE Comitato Addiopizzo, Banca Etica, LiberoFuturo, Biosicilyexport, ecc.
Moderatore Alessandro Amato (TGS)
a seguire Presentazione del libro "Breve Storia del movimento antimafia e dell'agenda antimafia 2009"
Umberto Santino/ Centro Peppino Impastato
21.00 Pizzo Carola Mamberto
21.30 Terra libera tutti Emanuele Piano e Luigi Abramo in presenza dell'autore
22.30 Il trentasette, memorie di una città ferita Roberto Greco in presenza dell'autore

VENERDI' 28 MIGRAZIONI
10.00 Visita alla Comunità di accoglienza "Missione di Speranza e Carità" Via Archirafi, 31
12.30 visita al Ce.Mi. Centro Migranti via Noce, 135
16.30 Il mondo addosso Costanza Quatriglio in presenza dell'autrice
17.30 Il canto dei nuovi emigranti Felice D’Agostino e Arturo Lavorato
18.30 Tavola rotonda: IMMIGRAZIONE E CONFLITTI A PALERMO
Univ. Di Palermo, Centro Migranti, Missione di Speranza e Carità, ecc.
Moderatore: Fabrizio Scibilia
20.30 Spettacolo: Il cuore in una barca di carta
Testo e narrazione, tamburo, canto Yousif Latif Jaralla
21.15 Come un uomo sulla terra Andrea Segre, Dagmawi Yimer e Riccardo Biadene
22.15 Le ferie di Licu Vittorio Moroni in presenza dell'autore
23.30 Sgomberi Michael Beltrami

SABATO 29 LAVORO
Visite a cura della CGIL Sicilia
10.00 Cantieri Navali di Palermo
a seguire Visita al Call Center
16.00 Il lato grottesco della vita Federica Di Giacomo in presenza dell'autrice
17.15 Parole Sante Ascanio Celestini
18.30 Tavola Rotonda: VALORE LAVORO: MENO POVERTA' E PIU' SICUREZZA a cura della CGIL SICILIA Segr. Gen. CGIL Sicilia Italo Tripi, Segr. Camera del lavoro Maurizio Calà, Cresm, ecc. - Coordina: Daniela Ciralli
a seguire "Danilo Dolci - La Radio dei Poveri Cristi" a cura di Guido Orlando e Salvo Vitale. Navarra Editore in collaborazione con associazione Casa Memoria Peppino Impastato - Cinisi 21.00 Il Magnifico 7 Paolo Pisanelli in presenza dell'autore
21.15 Il Teatro e il Professore Paolo Pisanelli
22.15 ThyssenKrupp Blues Pietro Balla e Monica Repetto in presenza degli autori
23.30 Io non sono un moderato Andrea Nobile in presenza dell'autore

venerdì 31 ottobre 2008

Simposio La Babele delle Differenze a Villa Pantelleria

L’evento si svolgerà nella splendida cornice del Parco di Villa Pantelleria, bene confiscato alla mafia e restituito alla collettività, nelle giornate 6, 7, 8 e 9 novembre, con i temi:
I Luoghi delle Differenze, Marginalità ed Ambiente e Legalità
Scarica il programma

Spazi e tempi

Le giornate saranno quattro e saranno composte da due momenti fondamentali:

Prima parte - dalle 17:00 (ora in cui inizieranno le attività di ogni giornata) fino alle 22:00

Seconda parte - dalle 22:00 alle 24:00 ed oltre.

Le attività dalle 18:00 alle 22:00 prevedono proiezioni e spettacoli.

La prima parte della serata prevede anche un momento in cui verranno offerte degustazioni tematiche.

La seconda parte si svolgerà dalle 22:00 in poi dove due gruppi musicali si alterneranno.

Per tutta la durata dell’evento saranno presenti delle Attività permanenti e fuori programma

• Sarà presente nel corpo basso, una mostra di foto, giochi, strumenti musicali. Tale mostra verrà realizzata con l’aiuto di tutte le associazioni che hanno aderito all’iniziativa ed avrà lo scopo di promuovere il loro lavoro mettendo in risalto le affinità tra queste, per incrementare sempre più una collaborazione di rete.

• Uno spazio sarà dedicato alle associazioni per i loro stand informativi e banchetti espositivi.

• Esibizioni artisti da strada offerta dalla “Compagnia dei focolieri”

• Esibizioni di percussioni etniche offerte dalla “Bottega delle percussioni”

• Performance di “Arte Estemporanea” a cura dell’associazione Kepos

• Sarà creato un percorso che si sviluppa all’ interno del parco con teloni che riproducono immagini sulla tematica dell’intercultura a cura dell’ associazione “Simposio”

• “Mostra Mercato” esposizione di quadri all’aperto a cura del C.I.S.S. ed Al Janub

Ambiente e Marginalità
Giovedì 6 Novembre 2008 Primo giorno

Spazio cinema e spettacoli

• Dalle ore 18:30 sino alle 20:00
La Babele climatica con proiezione del documentario dal titolo "An Inconvenient truth" di Al Gore. Il rivale a cui Bush scippò lo scettro nel Duemila, parla con ragionata passione dell’emergenza planetaria. Il film è diretto da David Guggenheim.

• Ore 20:30 sino alle 22:00
Proiezione di un documentario sul messaggio sociale e culturale che P. Paolo Pasolini rappresenta con la sua vita (scrittore poeta e regista italiano, internazionalmente considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali del XX secolo. Attento osservatore della trasformazione della società del dopoguerra; ha suscitato spesso forti polemiche per la radicalità dei suoi giudizi, assai critici nei riguardi della classe borghese e della nascente società dei consumi. Molti dei suoi scritti e delle sue visioni artistiche, spesso in equilibrio tra lirismo ed impegno civile, si sono rivelati nel tempo profetici).

Spazio concerti

• Ore 22:00
Concerto di “INCANTO D’AZIZ” ed “AKKURA”

Intercultura
Venerdì 7 Novembre 2008 Secondo giorno

Spazio cinema e spettacoli

• Ore 19:00 Proiezioni a cura di Amref, Asantesana, Narramondi e Simposio

• Ore 21:00 Spettacolo teatrale sul tema dell’ immigrazione

• Ore 21:45 Spettacolo di danza dal titolo “Mosse” offerto dal Centro delle Arti Teatrali

• Esibizione di Capoeira degli allievi del Maestro Zoi Nascimento

Spazio concerti

• Ore 22:00 Concerto di “Cabeça Negra” (Palermo-Capoverde WORLD MUSIC vincitori italian wave 08) e “Mano Manca”(Compagnia dei Focolieri)

Legalità
Sabato 8 novembre 2008 Terzo giorno

Spazio cinema e spettacolo

• Ore 19:00 Proiezione del film documentario sulla vita di Pio La Torre dal titolo “Figlio della terra” di Catamo ed Hendel

• Ore 21:00 La compagnia “Quartiatri” presenta lo spettacolo dal titolo “…Dove le stesse mani…” Monologo sulle vittime di mafia.

Spazio concerti

• Ore 22:00 Concerto di “Roberto Fiandaca trio” (folck-cantautoriale) e “Wines” (rock-Palermo)

Giornata di chiusura
Domenica 9 novembre 2008 Quarto giorno

Giornata di chiusura dell’evento. Continueranno nell’arco di tutta la giornata le attività permanenti e tutti i fuori programma.

Si ringraziano per l’adesione e per l’attiva partecipazione le seguenti associazioni:

Addio Pizzo, Agroethica, Al Janub, Amref, Asantesana, A.S.S, Associazione Famiglie e Solidarietà, AttivaMente, A.P.A., Centro Studi Pio La Torre, C.I.S.S., Compagnia delle Arti Teatrali, Compagnia dei Focolieri, Accademia La Bottega delle Percussioni, ContrariaMente, Eco-Arte, Eidos, Emergency, I.U.P., Kemonia, Spazio Musica, Kepos, Libera Palermo, Narramondi, Navarra Editore, Palermo Ciclabile, Palma Nana, Photo Nature,Pole Pole