Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

Visualizzazione post con etichetta catania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta catania. Mostra tutti i post

mercoledì 5 marzo 2014

6 marzo, Palermo:Inaugurazione Dottorato in "Studi letterari, filologici e linguistici"


STUDI UMANISTICI E CITTADINANZA
INAUGURAZIONE DEL DOTTORATO
“STUDI LETTARARI, FILOLOGICI E LINGUISTICI”

“Studi umanistici e cittadinanza.” Questo è il tema della giornata di studio che si terrà nella Sala Magna dello Steri giorno 6 marzo e con cui si inaugurerà il nuovo dottorato in “Studi letterari, filologici e linguistici”. Il nuovo percorso formativo, che gode già di prestigiose collaborazioni e che aspira a costituire un polo di eccellenza nel processo di internazionalizzazione del nostro Ateneo, è coordinato da Mari D’Agostino e promosso dai  Dipartimenti di Scienze Umanistiche delle Università di Palermo e di Catania.
Dopo i saluti del Rettore e da Laura Auteri, Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche, ci saranno le lezioni introduttive di due maestri degli studi umanistici, i professori Giulio Ferroni e Francesco Sabatini. Sul tema si confronteranno poi esponenti diversi della cultura cittadina. Fra di essi  Adham Darawsha, Presidente della Consulta delle Culture, e Francesco Giambrone, Assessore alla Cultura del Comune di Palermo. L’obiettivo è che l’università e le altre realtà del territorio ragionino insieme sulle sfide della contemporaneità in cui umanesimo e cittadinanza democratica  sono sempre più spesso declinati insieme per il ruolo che ha avuto ed ha la cultura umanistica nell’educazione alla democrazia.
Nel pomeriggio si terrà una Tavola rotonda, coordinata da Antonio Pioletti, sul tema  Saperi umanistici oggi . Ad essa prenderanno parte Gabriella Alfieri, Enrica Cancelliere, Andrea Manganaro, Giusto Picone, Michelina Sacco e Sebastiano Vecchio.
Nel corso della Giornata di studio verrà inoltre presentato il calendario delle attività del Dottorato per l’anno accademico 2013/2014. Esso prevede una fitta serie di convegni, seminari e workshop. Inoltre, a partire dalla metà di marzo, si terranno presso la Biblioteca del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’ex Convento di Sant'Antonino una serie di presentazioni di libri curate dai  dottorandi. Per ulteriori informazioni sulle prossime iniziative vedi www. http://portale.unipa.it/dipartimenti/dipartimentoscienzeumanistiche/



sabato 1 marzo 2014

6 marzo, Palermo: Studi umanistici e cittadinanza. Inaugurazione del Dottorato in Studi letterari, filologici e linguistici

Università degli Studi di Palermo
Inaugurazione del Dottorato 
"Studi letterari, filologici e linguistici"

Giornata di studio 
"Studi umanistici e cittadinanza"
6 marzo 2014 - Palazzo Steri -Sala Magna

Il Dottorato di ricerca in “Studi letterari, filologici e linguistici” ha avvio nell’A.A. 2013/2014 sulla base di una convenzione tra i Dipartimenti di Scienze Umanistiche delle Università di   Palermo e di Catania e con l’adesione di numerosi studiosi di università italiane e straniere.




PROGRAMMA 
Ore 10.00 - 13.30
Saluti 
Roberto Lagalla, Rettore dell’Università di Palermo
Laura Auteri, Direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Università di Palermo

Relazioni
Mari D’Agostino e Giuseppe Traina, Presentazione del Dottorato
Giulio Ferroni, Francesca digitale? Per il futuro degli studi letterari
Francesco Sabatini, Lingua e cittadinanza attraverso la storia dell’italiano

Interventi
Adham Darawsha (Presidente della Consulta delle Culture) Pietro Li Causi (Docente)
Umberto Di Maggio (Libera, Associazioni nomi e numeri contro le mafie)
Donatella Natoli (Biblioteca delle Balate), Mario Palumbo e Claudia Carmina (Palumbo Editore)
Francesco Giambrone (Assessore alla Cultura, Comune di Palermo), Andrea Inzerillo (Sicilia Queer Filmfest)
Giovanni Ruffino (Presidente del Centro Studi filologici e linguistici siciliani)
Lucia Sorce (Dirigente scolastico), Orietta Sorgi (Centro per il Catalogo, Regione Sicilia)

Ore 15:30 -18:00
Tavola Rotonda, Saperi umanistici oggi
Antonio Pioletti (coordinatore), Gabriella Alfieri, Enrica Cancelliere,
Andrea Manganaro, Giusto Picone, Michelina Sacco, Sebastiano Vecchio



sabato 18 febbraio 2012

Appello per un incontro a Catania fra le realtà antirazziste sul lavoro migrante nelle campagne meridionali

In vista del 1 marzo 2012

Dal 2006 interveniamo a Cassibile per denunciare la piaga del caporalato nel siracusano durante la stagione della raccolta delle patate (aprile/giugno); come ogni anno le istituzioni attrezzano tendopoli per "accogliere" 100/150 migranti (su una presenza di 700/1000) durante l'emergenza, naturalmente l'accoglienza viene garantita solo ai "regolari" e nessuno si pone il problema della verifica dell'assunzione regolare nel lavoro; due anni fa lanciammo la campagna delle patate solidali attraverso alcuni GAS per disincentivare le ditte che non mettono in regolare i lavoratori, ma per avere un minimo d'incidenza sarebbe necessario un coordinamento strutturato fra l'associazionismo siracusano e siciliano. Consideriamo grave l'indifferenza locale che ha rimosso l'eroica lotta dei braccianti siracusani, che riuscì a debellare le piaghe delle gabbie salariali e del caporalato e che costò la vita ad Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia il 2/12/1968 ad Avola, a pochi Km da Cassibile.

Dopo le rivolte negli anni scorsi dei migranti a Castelvolturno ed a Rosarno e la significativa esperienza nell'estate scorsa a Nardò, nel Meridione si stanno esprimendo incoraggianti livelli d'autorganizzazione dei migranti e pensiamo che le reti solidali e l'associazionismo antirazzista possano sostenere questi percorsi promuovendo lo scambio d'esperienze ed il coordinamento delle iniziative.

Proponiamo un primo incontro a Catania domenica 26/2 dalle ore 11 in via Coppola 6 (c/o piazza teatro Massimo, angolo via di Sangiuliano) nella sede di Officina Rebelde.

Per organizzare l'incontro del 26 e le iniziative per il 1 marzo indiciamo una riunione mercoledì 22 alle ore 19 in sede, via Caltanissetta 4.

Rete Antirazzista Catanese – 3803266160alfteresa@libero.it
 
 

giovedì 24 novembre 2011

28 novembre, Catania: Manifestazione ed Assemblea interetnica "Lavoro Diritti Libertà. Mai più clandestini, ma cittadini"

Contro la sanatoria truffa rilanciamo la lotta per il permesso di soggiorno per tutti - Dopo le mobilitazioni della fine dell’anno scorso i migranti ritornano in piazza per rivendicare il loro diritto alla libera circolazione ed alla piena regolarizzazione. Nella nostra provincia risiedono circa 26.000 migranti ed oltre 3000 hanno richiesto nel settembre 2009 di regolarizzarsi come colf o badanti, non essendoci altra opportunità. Ciò ha costretto i lavoratori nell’agricoltura e nell’edilizia, i venditori ambulanti a trasformarsi in badanti, vittime del mercato dei contratti in mano alla criminalità organizzata, che li ha derubati ed ingannati. Dopo oltre 2 anni sono centinaia le pratiche ancora inevase, ed ancor di più le pratiche definite negativamente con motivazioni pretestuose. Praticamente si infierisce contro le vittime e marginalmente contro i carnefici. In preparazione della giornata globale di azione contro il razzismo il prossimo 18 dicembre riprendiamo la piattaforma delle precedenti mobilitazioni:

1) rilascio del permesso di soggiorno per chi ha partecipato alla “sanatoria truffa” ed estensione generalizzata della regolarizzazione a tutte le tipologie di contratto e di lavoro autonomo;

2) prolungamento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro e ritiro della circolare “Manganelli”;

3) rilascio del permesso di soggiorno per chi denuncia il datore di lavoro in nero;

4) la chiusura di tutti i centri di detenzione per migranti, compreso il megaCara di Mineo

5) riconoscimento del diritto di voto per chi vive in Italia da almeno 5 anni;

6) riconoscimento della cittadinanza per chi nasce o cresce in Italia



Basta con i governi antipopolari al servizio dei ricchi, che impoveriscono sempre più i lavoratori, condannandoci ad una vita precaria e che distruggono il futuro dei nostri figli!

LAVORO, DIRITTI, LIBERTA’

MAI PIU’ CLANDESTINI, MA CITTADINI!

LUNEDI’ 28 novembre assemblea interetnica

dalle 18 in piazza Stesicoro

Coordinamento immigrati contro la sanatoria truffa
Rete Antirazzista Catanese
Rete catanese 15ottobre

---------------------------------------------------------------------------------------

Sottoscrivete l’appello, diffondetelo. Mobilitiamoci in ogni città

Sono approdati sulle nostre coste durante il conflitto in Libia, per fuggire alle violenze o perché costretti ad imbarcarsi su pericolose carrette dalle milizie di Gheddafi. Oltre 25.000 richiedenti asilo sono ospitati all’interno del Piano di Accoglienza affidato dal Governo alla Protezione Civile.

continua:


venerdì 4 novembre 2011

A Catania un nuovo consolato per i romeni d’Italia

Appena inaugurato a Catania, servirà chi si trova in Sicilia, Basilicata, Calabria e Puglia, oltre 200 mila presenze secondo le associazioni. A guidarlo sarà Adriana Elena Moţa.

Roma – 24 ottobre 2011 - Il Ministro Romeno per gli Affari Esteri, Teodor Baconschi, ha inaugurato sabato 22 ottobre, a Catania, il nuovo Consolato della Romania in Sicilia. Assicurerà, spiega un comunicato,  “protezione e assistenza consolare per i cittadini romeni residenti, domiciliati o semplicemente turisti che si trovano in quattro regioni Sud Italia: Sicilia, Basilicata, Calabria e Puglia”.
 
La decisione di aprire un nuovo consolato in Sicilia arriva dopo la crescita costante, negli ultimi anni, del numero di richieste arrivate da parte dei cittadini romeni residenti nelle quattro regioni  e per “equilibrare la presenza consolare sul territorio italiano”.

Secondo le autorità romene, nell’area di competenza del nuovo consolato vivono circa 80.000 connazionali, ma le associazioni parlano di una comunità che ha superato i 200.000 membri.

A capo della missione diplomatica a Catania è stata nominata console Adriana Elena Moţa.  Il Consolato romeno in Italia si trova in Via Misterbianco nr. 1, CP 95131.

Orario di apertura al pubblico:

dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00.
Sito Web: catania.mae.ro
e-mail: consulat.catania@gmail.com



lunedì 17 ottobre 2011

22 ottobre, Catania: Seminario "Nuove frontiere della psicologia: il problema dell'assessment multiculturale e la risorsa dell'assessment collaborativo"

Giorno 22 Ottobre 2011 presso il Grand Hotel Excelsior di Catania, relatore Prof. Patrizia Bevilacqua (psicologa e psicoterapeuta, Docente Metodi e Tecniche deitest di personalità, Laurea Specialistica in Psicologia Clinica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano),
si svolgerà il Seminario dal titolo:
 

"Nuove frontiere della psicologia:
il problema dell'assessment multiculturale
e la risorsa dell'assessment collaborativo"
 
La Dott.ssa Bevilacqua, oltre a presentare la complessità dell’assessment di clienti provenienti da background culturali diversi, illustrerà, attraverso esemplificazioni cliniche, i principi ispiratori e le tecniche dell’Assessment Collaborativo, tra cui il TEMAS, ( tell me a story) un test proiettivo/narrativo ideato per essere utilizzato con bambini e adolescenti di diversi gruppi etnici: è uno strumento pensato fin dall’origine con validità multiculturale. Presenta, infatti, due distinti set di tavole, uno per bambini “bianchi” (Non-minority) e uno per bambini “di colore” (Minority). È, in grado di ridurre i bias culturali che, nella composita società di oggi, pregiudicano in misura crescente il lavoro degli psicologi che operano nel settore scolastico e clinico.

Per richiedere la scheda d'iscrizione da inviare (entro il 20 Ottobre) telefonare al num. 334/7350002

domenica 24 luglio 2011

LasciateCIEntrare. Il 25 luglio contro la censura. Il programma della giornata nei centri di tutta Italia

LasciateCIEntrare. Il 25 luglio contro la censura



Da Gradisca a Lampedusa. Visite parlamentari a tappeto nei centri di identificazione e espulsione (Cie) di tutta Italia per dire no alla censura imposta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, che dal primo aprile vieta l'ingresso nei Cie alla stampa e alle associazioni. L'appuntamento è per lunedì 25 luglio alle 11,00. Davanti ai Cie di Roma, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari e Trapani. Lo stesso giorno altre delegazioni visiteranno il centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Mineo (Ct) e i centri di prima accoglienza di Lampedusa, Porto Empedocle (Ag) e Cagliari, dove pure dal primo aprile la stampa non può più entrare. La visita al Cie di Bologna invece è anticipata a venerdì 22 luglio. L'iniziativa è stata promossa da sindacato e ordine dei giornalisti insieme a un gruppo di parlamentari, dopo il primo appello pubblicato due mesi fa proprio su Fortress Europe. Consultate il programma delle visite con orari e referenti.

Il gruppo dei 24 parlamentari che hanno confermato la loro partecipazione al 25 luglio è decisamente composito. Si va dal Pd all'Udc e dai Radicali all'Idv, passando per il futurista Granata. E in mezzo alla lista spunta persino il nome di Livia Turco, colei che nel 1998 firmò insieme all'attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la legge che istituì i centri di identificazione e espulsione, con l'unica differenza che allora avevano un nome più ambiguo: cpt, ovvero centri di permanenza temporanea. Che Livia Turco abbia cambiato idea sull’esistenza delle sue stesse creature?

Ci piacerebbe tanto. Ma non riusciamo a dimenticare che già nel 2005 i governatori delle Regioni del centrosinistra si riunirono a Bari alla corte del neo governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, per elaborare un acrobatico documento che chiedeva il “superamento” dei Cie ma non la loro “chiusura”. Poi nel 2006 vinse Prodi, passarono dall'opposizione al governo e si scordarono tutto. Sarà così anche questa volta?

Certo che sì. I Cie non si chiudono se alla base non c'è una visione alternativa della frontiera e del diritto alla libertà di circolazione. E quella visione oggi non c'è. Ma per crearla bisogna prima creare una massa critica. E per fare questo c'è bisogno di rompere la censura su quei luoghi. E di raccontare, raccontare, raccontare.

Per questo Fortress Europe sostiene la campagna del 25 luglio, senza timore di farsi strumentalizzare dalla politica. E invita tutti a fare lo stesso e a farsi vedere davanti i Cie della propria città. E a mandarci foto e racconti della giornata. Di seguito, il comunicato stampa e le adesioni sin qui raccolte.

LasciateCIEntrare
mobilitazione del 25 luglio

CIE (Centri di Identificazione) e CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo), sono da tempo OFF LIMITS per l’informazione, luoghi interdetti alla società civile e in cui soltanto alcune organizzazioni umanitarie arbitrariamente scelte riescono ad entrare. Una circolare del Ministro dell’interno, la n. 1305 emanata il 1 aprile 2011, ha reso ancora più inaccessibili tali luoghi, fino a data da destinarsi, in nome dell’emergenza nordafricana. Giornalisti, sindacati, esponenti di associazionismo antirazzista umanitario nazionale e internazionale, presenti nel territorio in cui sono ubicati, sono considerati secondo detta circolare “un intralcio” all’operato degli enti gestori e per questo tenuti fuori. Questo si traduce di fatto in una sospensione del diritto-dovere di informazione che si va ad aggiungere alle tante violazioni già riscontrate in questi centri. Non potendo entrare diviene legittimo pensare che in essi si determinino condizioni di vita inaccettabili e ripetute violazione dei diritti. Le poche fonti reperibili di notizie diventano i video registrati da cellulari, dagli immigrati trattenuti nei centri, le lettere che riescono a partire dall’interno, le telefonate e le testimonianze rese da chi esce o fugge, e quanto arriva non è certo dimostrazione di trattamento rispettoso dei diritti umani. Il prolungamento votato nei giorni scorsi dal parlamento, che consente di trattenere le persone non identificate nei Cie fino a 18 mesi, aumenta il disagio e la sofferenza in cui si ritrovano persone che non hanno commesso alcun reato. Gravi lacune si registrano poi nell’esercizio del diritto alla difesa. A tale scopo chi opera nell’informazione ritiene fondamentale avere modo di poter far conoscere alla pubblica opinione quanto in questi luoghi avviene, le ragioni dei continui tentativi di fuga e rivolta, dell’aumento dei casi di autolesionismo che spesso sfociano nel tentativo di suicidio. L’informazione deve poterne parlare, la società ha il diritto di sapere. Così come migranti e i cittadini stranieri hanno il diritto di essere informati ed assistiti dai legali, dalle associazioni e dai sindacati.

Per questo il 25 luglio, parlamentari di numerose forze politiche, consiglieri regionali, giornalisti, sindacalisti, associazioni e attivisti della società civile saranno davanti ad alcuni CIE e CARA italiani per reclamare il diritto ad accendere i riflettori su queste strutture e sulle persone che vi sono trattenute.


Comitato promotore
FNSI, ORDINE DEI GIORNALISTI, Art. 21, ASGI, PRIMO MARZO, OPEN SOCIETY FOUNDATION, EUROPEAN ALTERNATIVES e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta , Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi.

Adesione fin qui ricevute

GAD LERNER, GIAN ANTONIO STELLA, A BUON DIRITTO, ACLI, AMSI, ANSI, ARCI, CITTADINANZA ATTIVA Onlus, CGIL, CLASS ACTION PROCEDIMENTALE, COMAI, MIGREUROP, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, FCEI, FORUM IMMIGRAZIONE PD NAZIONALE, CIR, TERRE DES HOMMES, FRATELLI DELL’UOMO, Ass. Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, AVVENIRE, CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, EUROPA, FAMIGLIA CRISTIANA, IL FATTO QUOTIDIANO, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, LEFT, LA REPUBBLICA, LIBERAL, LIBERAZIONE, MADRE, L‘UNITA’, IL MANIFESTO, MELTING POT EUROPA, CAMPAGNA WELCOME, LA NUOVA SARDEGNA, AGENZIA STAMPA REDATTORE SOCIALE, IL RIFORMISTA, SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE, IL TEMPO Roma, LiBERACITTADINANZA, LOOKOUT.TV, JESUS, MoveOn, POPOLO VIOLA, ANTIGONE LOMBARDIA, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’, Gruppo al Consiglio Regionale del Lazio della Federazione della Sinistra, Gruppo al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di Rifondazione Comunista, Rete Immigrati Autorganizzati Milano, Collettivo Precariamente, AceA Onlus Associazione Consumi Etici e Stili di Vita Solidali, Andrea Segre ZALAB, Marco Pacciotti, Chiara Cremonesi, , Igiaba Scego, Foad Aodi Presidente Amsi e Co-mai, CGIL Modena, ARCI Modena, PRIMO Marzo Modena, CARITAS Modena, PORTA APERTA, ASSOCIAZIONE LA COLOMBA, CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO, LIBERA ASS. NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE, SEL Modena, Associazione Interculturale DAWA, Diaspora Africana Centre, i consiglieri provinciali Bergamini Serena , Baracchi Grazia, Elena Gazzotti , Fausto Cigni e i parlamentari Manuela Ghizzoni, Mariangela Bastico, Giuliano Barbolino, Ivano Miglioli

Parlamentari ad oggi confermati che parteciperanno all’iniziativa
Touadì (PD), Villecco Calipari (PD), Turco (PD), Colombo (PD), Gozi (PD), Sarubbi (PD), Pardi (IDV), Zampa (PD), Monai(IDV), Strizzolo (PD), Rossomando (PD), Marcenaro (PD), Messina (IDV), Pezzotta (UDC), Fiano (PD), Pes (PD), Di Stanislao (IDV), Perduca (RADICALI) , Orlando (IDV), Luongo (PD), Giambrone (IDV), Granata (FLI), Ginefra (PD), Ghizzoni (PD).

Presso i centri dislocati in
Roma, Bologna, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari, Cagliari, Trapani, Catania, Lampedusa, Porto Empedocle. Clicca per vedere il programma nel dettaglio

Chiunque voglia partecipare o richiedere ulteriori informazioni può mettersi in contatto con:
Gabriella Guido - Rete PRIMO MARZO - ggabrielle65@yahoo.it - 329.8113338
Renzo Santelli – FNSI - renzo.santelli@fnsi.it - 335.5325534
__________________________________________________
IL PROGRAMMA DEL 25 LUGLIO
L'appuntamento è per le 11,00 davanti ai Cie della vostra città, insieme a parlamentari e giornalisti, per dire no alla censura imposta per circolare ministeriale da Maroni. E per parlare delle condizioni dei detenuti con i parlamentari che visiteranno le strutture. Perchè gli obiettivi sono due. LasciateCIEntrare, ma anche lasciateliuscire! Di seguito il programma delle visite con orario, adesioni e referenti. Per leggere l'appello e il motivo per cui Fortress Europe aderisce alla campagna, cliccate qui.

ROMA
Cie Ponte Galeria, via Cesare Chiodi, fermata "Fiera di Roma" del treno per Fiumicino aeroporto
Referente: GABRIELLA GUIDO, ggabrielle65yahoo.it, 329.8113338
Appuntamento alle ore 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
ROSA VILLECCO CALIPARI (PD)
LIVIA TURCO (PD)
FURIO COLOMBO (PD)
SANDRO GOZI (PD)
ANDREA SARUBBI (PD)
PANCHO PARDI (IDV)
FLAVIA PERINA (FLI)
ROBERTO NATALE – FNSI
ENZO IACOPINO – ORDINE DEI GIORNALISTI
GABRIELLA GUIDO – PRIMO MARZO (referente per delegazione Roma)
VERA LAMONICA – CGIL
PIERO SOLDINI - CGIL
SILVIA IOLI - CGIL
PAOLO MONDANI – Report
MASSIMO MARNETTO – LeG
STEFANO GALIENI – RIFONDAZIONE e LIBERAZIONE
RAFFAELLA COSENTINO, free lance


GRADISCA
Appuntamento davanti al Cie in via Udine alle ore 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
CARLO MONAI (IDV)
IVANO STRIZZOLO (PD)
GIUSEPPE GIULIETTI (Misto)


TORINO
Appuntamento davanti al Cie in via Santa Maria Mazzarello alle ore 11:30
Referente: GABRIELE DEL GRANDE, gabriele_delgrande@yahoo.it, 328.3913155
Hanno confermato la loro partecipazione:
ANNA ROSSOMANDO (PD)
PIETRO MARCENARO (PD)
MAURO MARINO (PD)
GIORGIO MERLO (PD)
MAGDA NEGRI (PD)
GABRIELE DEL GRANDE, Fortress Europe


MILANO
Appuntamento davanti al Cie in via Corelli alle ore 11:00
Referente: ILARIA SCOVAZZI, Scovazzi@arci.it, cell 328.54 73 099
Hanno confermato la loro partecipazione:
JEAN LEONARD TOUADI (PD)
SAVINO PEZZOTTA (UDC)
EMANUELE FIANO (PD)
GIUSEPPE CIVATI(Cons. Regionale PD)
ENRICO MARCORA (Cons. Regionale UDC)
LIBERTA’ E GIUSTIZIA
CHIARA CREMONESI (SEL)
ARCI Milano
ANTIGONE Lombardia


BARI 
Appuntamento davanti al Cie di Bari Palese alle 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
AUGUSTO DI STANISLAO (IDV)
DARIO GINEFRA (PD)
ASSOCIAZIONE DELLA STAMPA DI PUGLIA


TRAPANI VULPITTA
Referente: Valeria Bertolino, valeria.africa@libero.it
Appuntamento alle ore 12:00 davanti al Cie Serraino Vulpitta in via Tunisi
Hanno confermato la loro partecipazione:
MARCO PERDUCA (RADICALI)
LEOLUCA ORLANDO (IDV)
FULVIO VASSALLO PALEOLOGO - ASGI
Valeria Africa – (referente per Trapani)

TRAPANI MILO
Appuntamento alle 16:00 davanti al Cie di contrada Milo
Referente: Valeria Bertolino, valeria.africa@libero.it
Hanno confermato la loro partecipazione:
LEOLUCA ORLANDO (IDV)
MARCO PERDUCA (RADICALI)
IGNAZIO MESSINA (IDV)
FULVIO VASSALLO PALEOLGO - ASGI


MODENA
Appuntamento alle 11:00 davanti al Cie in via Alessandro la Marmora
Referente: CECILE KIENGE – PRIMO MARZO, ckyenge@gmail.com, 328.5991970, 347.8854090
Hanno confermato la loro partecipazione:
MANUELA GHIZZONI (PD)
MARIANGELA BASTICO (PD)
IVANO MIGLIOLI (PD)
GIULIANO BARBOLINI (PD)
SERENA BERGAMINI - Cons. Provincia Modena (PD)
GRAZIA BARACCHI - Cons. Provincia Modena (PD)
ELENA GAZZOTTI - Cons. Provincia Modena (PD)
FAUSTO CIGNI - Cons. Provincia Modena (PD)

LAMPEDUSA
Appuntamento davanti al centro di primo soccorso e accoglienza di Contrada Imbriacola alle 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
ARCI
Terre Des Hommes
Avv. Alessandra Ballarini
Chiara Tamburini – SEL Bruxelles
referente: CHIARA TAMBURINI, chiara.tamburini@europarl.europa.eu, 333.2770422


CATANIA
Appuntamento davanti al Cara di Mineo, statale Catania Gela, alle 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
FABIO GIAMBRONE (IDV)
IGNAZIO MESSINA (IDV)
FABIO GRANATA (FLI)
Rete antirazzista Catania


CAGLIARI
Appuntamento davanti al centro di prima accoglienza di Elmas alle 11:00
Referente: m.chiaracugusi@gmail.com
Hanno confermato la loro partecipazione:
CATERINA PES (PD)
GIULIO CALVISI (PD)
ANGELA QUAQUERO ( Vice Pres. Provincia Cagliari)
FRANCO SIDDI - FNSI
PAOLA MEDDE (Sardegna24)


BOLOGNA
Appuntamento davanti al Cie di via Mattei, venerdì 22 luglio 2011 alle 16:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
SANDRA ZAMPA (PD)
Referente: CECILE KIENGE, ckyenge@gmail.com, 328.5991970, 347.8854090

E ancora a Bologna, di nuovo appuntamento lunedì 25 luglio 2011 alle 11:00
Referente: CECILE KYENGE, ckyenge@gmail.com, 328.5991970, 347.8854090
Hanno confermato la loro partecipazione:
CECILE KYENGE – REFERENTE PRIMO MARZO
ANNAROSA ROSSI – CGIL BOLOGNA
DANIELE FRIGERI – PRIMO MARZO FIRENZE
OLAWALE – PRIMO MARZO IMOLA
LUCIDAMENTE – RIVISTA TELEMATICA
PIACENZA GIUSEPPE - COMUNITA PAPA GIOVANNI XXIII
FORUM IMMIGRAZIONE REGIONALE PD


CROTONE
Appuntamento alle12 davanti al Cie - ex base aeronautica S.Anna - Isola di Capo Rizzuto
NICODEMO OLIVERIO (PD)
CARMEN MESSINETTI - CGIL CROTONE Resp. Dipartimento
Immigrazione (referente per delegazione CROTONE)
FILIPPO SESTITO - Presidente Arci Provinciale Crotone
TONIA STUMPO - Segreteria Provinciale PD Crotone
PASQUALE APRIGLIANO - Segretario generale Cgil Crotone
STEFANIA TAVERNITI - Segreteria Cgil Crotone
FRANCO GRILLO - Segretario Generale FP Cgil Crotone  

domenica 17 luglio 2011

25 luglio, Villaggio degli Aranci, Mineo: S.O.S. Mineo

Nell'aderire il 25 luglio alla giornata nazionale LasciateCI Entrare, indetta da: FNSI, ASGI, Articolo 21, rete Primo Marzo e da numerose associazioni antirazziste, indiciamo ed invitiamo a partecipare Lunedì 25/7 alle ore 11 alla conferenza stampa ed all'incontro interetnico di fronte al villaggio degli aranci di Mineo; a partire dall'assemblea nazionale delle associazioni antirazziste e dei migranti il 19 luglio a Genova ( http://www.genova2011.org/ ) lanceremo una campagna nazionale per la chiusura del megaCara di Mineo.
 
Rete Antirazzista Catanese
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

S.O.S. Mineo
Il 15 febbraio scorso, il ministro Maroni, durante la conferenza stampa tenutasi alla Prefettura di Catania, annunciava ai giornalisti l'idea del governo di ospitare a Mineo  i richiedenti asilo distribuiti nei CARA - CDA di tutto il territorio nazionale, attribuendo la paternità del Villaggio della Solidarietà di Mineo al presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Sin da allora era per noi chiara la natura speculativa e razzista dell'operazione. Da una parte la deviazione di ingenti risorse pubbliche su una struttura, il Residence degli Aranci di Mineo, un complesso di 404 unità abitative di proprietà della Pizzarotti Parma, che, dopo la revoca del contratto di locazione del Dipartimento della Marina Militare USA, difficilmente avrebbe trovato un'altra destinazione d'uso, dall'altra la sua conversione in “centro a cinque stelle” per immigrati-clandestini-richiedenti asilo. Il villaggio di Mineo, del tutto isolato, distante oltre 10 chilometri dal più vicino centro abitato, più che un villaggio della solidarietà ci faceva pensare a un centro di segregazione, un esperimento di nuove politiche di detenzione dei migranti. Quando l'abbiamo visto, in occasione della manifestazione contro la presenza dei migranti irregolari  promossa da alcuni sindaci del calatino, il villaggio aveva già assunto le caratteristiche di un centro di detenzione: doppia recinzione, telecamere, presenza massiccia di carabinieri, polizia, militari dell'esercito, ossessione securitaria mai espressasi durante la permanenza dei militari Usa di Sigonella, per anni protetti dai pericoli di attentati terroristici solo da una recinzione e da una guardiola. Il villaggio dell'accoglienza d'eccellenza si era trasformato in un carcere per i giovani tunisini provenienti da Lampedusa che andava svuotata rapidamente. La loro rabbia si è tradotta subito in una fuga di massa dal centro: a centinaia si sono avviati a piedi lungo la Catania - Gela in cerca di quella libertà che li aveva indotti a lasciare il loro paese. Nei mesi il Cara di Mineo, con funzione anche di centro d’accoglienza ha assunto la fisionomia attuale, una mega struttura segregazionista dove sono ospitati circa 2000 richiedenti asilo, in buona parte sradicati da altri Cara di tutto il territorio nazionale, liberi di uscire dal centro dalle otto di mattina alle otto di sera, sottoposti a regole tanto rigide quanto inutili. Il loro tempo trascorre in modo ripetitivo, in fila per entrare e uscire, in fila per mangiare, in fila per telefonare, tre minuti al mese di telefonate e cinque minuti di connessione internet; se va bene, otto minuti al mese è il tempo loro concesso per restare in contatto col mondo. Nel centro regna la disorganizzazione: pochi mediatori culturali, pochi corsi d'italiano, scarsa assistenza sanitaria, niente giornali e televisione, nessuna attività ricreativa e culturale, nessun percorso d'inserimento nel territorio. D'altra parte Mineo dista, andata e ritorno, 22 chilometri, da fare a piedi se non si posseggono i due euro della navetta, concessa da poco. La quantità e la qualità del cibo non sono gradite ai migranti, cucinare non è possibile, soprattutto i più giovani si sentono privati della propria identità. L'angoscia più grande  riguarda però il futuro: la lentezza della commissione, lo scadente servizio d'interpreti, i dinieghi che cominciano ad arrivare numerosi (più del 50%  stando a quanto ci hanno raccontato i migranti), le discriminazioni che colpiscono in particolare alcune comunità, come i pakistani del Punjab, le cui richieste sono state rigettate in blocco, e i migranti provenienti dall’Africa subsahariana.
Questa situazione ha portato a tre manifestazioni di protesta, tre blocchi stradali (10/5, 6/6, 20/6) che hanno sortito l'effetto di accelerare i lavori della commissione. Non tutti però hanno l'energia per continuare a lottare per i loro diritti; molti sono rassegnati. La disperazione si fa strada in tanti, come si evince dal rapporto di  Medici senza frontiere (Dall’inferno al limbo), presente nel centro per un progetto di salute mentale della durata di tre mesi, che documenta sette tentati suicidi fra i migranti rinchiusi nel CARA. Una denuncia forte che punta i riflettori sul fallimento del centro modello dove le condizioni di vita sono tali da mettere a rischio la salute mentale delle persone, soprattutto le più vulnerabili, quali le vittime di violenza e di tortura, per le quali non è stato predisposto alcun servizio. Le conclusioni del rapporto non ci sorprendono. Abbiamo infatti nei mesi documentato tanti casi di inefficienza, a cominciare dalle cure a dir poco tardive prestate ai feriti della Rivoluzione dei gelsomini, tanti casi di negazione di diritti inalienabili, la reclusione illegale da alcuni mesi di più di 40 minori,  abusi delle forze dell'ordine.
Nei mesi, l'atteggiamento delle istituzioni locali si è modificato, passando dal rifiuto della presenza dei migranti all'accettazione del centro quale possibile risorsa economica del territorio. Una risorsa malata che mette in moto un'economia anch'essa malata, basata sulla clientela e sullo spreco delle risorse pubbliche per progetti che nulla hanno a che fare con i bisogni e i diritti dei migranti (alcuni servizi del centro di Mineo, su suggerimento di Castiglione (da poco nominato « soggetto attuatore »), stanno per essere affidati al potente consorzio Sol.Co. Calatino e a Connecting People....
 Siamo in direzione diametralmente opposta ad un progetto reale di accoglienza, rispettoso dei diritti delle persone migranti, capace di mettere in moto un'economia virtuosa, con ricadute positive sull'economia e sull'occupazione, come è avvenuto nei comuni della Locride e in molti altri comuni italiani con il cosiddetto sistema Sprar, grazie alle reti solidali di enti ed associazioni.
In troppi blaterano di “bomba ad orologeria” per giustificare il Pon sicurezza; visto il mega business potenti consorzi di cooperative sociali si stanno facendo sotto per spartirsi il resto degli appalti, rinunciando a criticare a monte la scellerata decisione di aprire un Cara nel residence degli aranci.  Noi, contrariamente a chi ha cessato l’ostilità a questo dispendioso, clientelare e disumano esperimento, abbiamo sempre proposto che con meno della metà si sarebbe potuto fare reale accoglienza all’interno dei paesi limitrofi con i progetti SPRAR, come ha dimostrato il sindaco di Riace nel convegno sull’accoglienza tenutosi a Mineo il 19 marzo scorso.
In tanti mesi la Rete Antirazzista ha portato avanti a Mineo iniziative di monitoraggio, di denuncia, di solidarietà e di assistenza; continueremo a farlo ma ci rendiamo conto che  non è più rinviabile l'avvio di una campagna  nazionale  per la chiusura del Cara di  Mineo.

CHIUDERE IL VILLAGGIO DELLA « SOLIDARIETA' » IN TEMPI RAPIDI E' POSSIBILE

Intanto deve essere garantito a quanti desiderano farlo, e ne hanno la possibilità, di domiciliare la loro pratica di richiesta d'asilo presso un legale; facciamo poi  appello  alle amministrazioni locali, alle forze politiche e alle associazioni antirazziste e solidali per attivare e moltiplicare l'esperienza degli SPRAR nel territorio calatino e non solo.
E’ possibile attivare percorsi virtuosi di accoglienza e di reale inserimento sociale persino risparmiando: 20-23 euro al giorno per rifugiato a fronte del contributo oscillante dai 40 ai 52 euro che il governo versa agli enti che gestiscono i CARA (a Mineo, fino al 30 luglio, la Croce Rossa Italiana, ente individuato del governo senza l'indizione di un bando pubblico; nulla fa pensare che andrà meglio con la subentrante Protezione Civile).
Il modello di esclusione e di emarginazione del CARA di Mineo non ha motivo di esistere se non  per dipingere i richiedenti asilo, costretti a fuggire dai loro paesi, come un'emergenza nazionale tale da giustificare la militarizzazione del territorio e la gestione clientelare delle risorse.

Ct 15/7/2011

Rete Antirazzista Catanese     (info-adesioni alfteresa@libero.it)


lunedì 20 giugno 2011

20 giugno, Mineo: Nella giornata mondiale del rifugiato i richiedenti asilo di Mineo stanno manifestando di fronte al Villaggio degli Aranci e nella statale Catania-Gela

A Mineo peggiora la situazione dei richiedenti asilo

Si sono concluse ieri sera le iniziative delle associazioni antirazziste catanesi per la giornata mondiale del rifugiato. Nel pomeriggio, a differenza degli altri 4 incontri interetnici, al nostro arrivo i migranti erano pochi mentre massiccia era la presenza di carabinieri di fronte all’ingresso del villaggio della “solidarietà”. In seguito alla diffusione del volantino tradotto in varie lingue (diffuso anche nei giorni scorsi) i richiedenti asilo si sono progressivamente avvicinati formando all’inizio alcuni capannelli, dopo ci si è divisi in 2 assemblee fra francofoni ed anglofoni e per quasi 2 ore si è discusso della situazione del megaCara di Mineo;

Ciò che è emerso:

- Nonostante la manifestazione con blocco della statale del 6 giugno, la promessa di aumentare l’esame delle domande (da 2 a 6 al giorno!) è stata disattesa; la commissione lavora al rallentatore con interpreti che ancora arrivano da Roma (nonostante la disponibilità d’interpreti di madrelingua locali) e con criteri confusi (si rispetta l’ordine cronologico di chi è arrivato prima in Italia e quindi si dà priorità a chi proviene dagli altri Cara?); addirittura si impedisce l’accesso agli avvocati per difendere i propri assistiti nel ricorso contro il rigetto.

- Si continua ad impedire ai migranti di cucinare ciò che preferiscono nelle singole case (si parla di pericoli d’incendio), a parte il fatto che le singole villette sono dotate di barbecue pensiamo che si preferisca dilapidare risorse pubbliche per imporre una mensa collettiva ed un regime da caserma con interminabili file, tutti/e si lamentano della pessima qualità del cibo (non pochi hanno disturbi) e se avessero un minimo di contributo economico, con la metà di quando si spende per la mensa, potrebbero cucinare i loro cibi tradizionali;

- all’interno del Cara, con il pretesto che esso svolge anche funzioni di CDA (Centro d’accoglienza), si agisce disattendendo entrambe le normative, ai richiedenti viene concessa l’opportunità di comunicare con i propri cari telefonando addirittura 3 minuti al mese;

- Alcune decine di migranti provenienti da Lampedusa, da oltre un mese a Mineo, ancora non hanno fatto domanda d’asilo; vi sono oltre 40 minori non accompagnati, reclusi a Mineo poiché manca la possibilità d’accoglienza a Catania per esaurimento di posti ( non si potrebbe favorire l’accoglienza nei paesi del calatino con costi ben inferiori e meno segregazionisti del Vvillaggio degli Aranci?)

- I collegamenti con Mineo ed i paesi del calatino sono inesistenti, non ci vuole molto a far aggiungere una fermata ai bus di linea e/o organizzare alcuni bus navetta che colleghino il villaggio con Mineo.

E’ evidente che chi gestisce il megaCara considera i migranti come oggetti da controllare negando loro la soggettività di persone che sono sopravvissute a guerre, violenze ed hanno urgenza di costruirsi un futuro e di ricongiungersi con i propri cari. Noi invece continueremo a batterci per la chiusura di questa scellerata e disumana esperienza e per la moltiplicazione dei progetti SPRAR e per nuove politiche di reale accoglienza.

Ct 20/6/2011 Rete Antirazzista Catanese

ULTIM'ORA > Nella giornata mondiale del rifugiato i richiedenti asilo di Mineo stanno manifestando di fronte al Villaggio degli Aranci e nella statale Catania-Gela, facciamo appello ai mezzi di comunicazione ad accendere i riflettori sulle quotidiane ingiustizie e violenze che subiscono i migranti.


martedì 17 maggio 2011

19 maggio, Catania: Presentazione dell'iniziativa Identità e Incontro su Musica Sport e Accoglienza

Direzione Generale dell’Immigrazione



IL MINISTERO DEL LAVORO E LA CITTÀ DI CATANIA:


UN PROGETTO COMUNE PER FAVORIRE L’INTEGRAZIONE


Giovedì 19 maggio alle ore 12, nella sede dell'assessorato alla Cultura in Palazzo Platamone nella centralissima Via Vittorio Emanuele II, sarà presentata ‘Identità e Incontro’, iniziativa promossa dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e finanziata, nell’ambito del progetto MU.S.A. – Musica Sport e Accoglienza, con il Fondo Europeo per l’integrazione dei cittadini di paesi terzi. Il progetto di comunicazione e sensibilizzazione sul tema dell’integrazione sociale degli immigrati si inserisce nelle attività previste dal Piano per l’Integrazione nella Sicurezza “Identità e Incontro”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 giugno 2010.


Partner dell’iniziativa sono il CONI e dieci città italiane in molte delle quali l’iniziativa si è già svolta con successo: questo fine settimana la città-partner che ospiterà l’iniziativa è Catania.


Alla conferenza stampa saranno presenti Natale Forlani, Direttore Generale dell’Immigrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Raffaele Stancanelli, Sindaco di Catania, Vincenzo Santoro, Prefetto di Catania, Ottavio Vaccaro, Assessore allo Sport, Carlo Pennisi, Assessore alle Politiche sociali e Giuseppe Crisafulli, Presidente del Comitato Provinciale del CONI.


All’iniziativa parteciperanno in veste di testimonial i giocatori del Calcio Catania.


Il progetto del Ministero, giunto alla sua terza edizione, affronta i temi dell’immigrazione e dell’integrazione, mai così attuali come in questo momento, e si propone come occasione di dialogo sui diritti e i doveri di ogni cittadino. Solo con un confronto costruttivo tra le culture si può ottenere una reale e proficua convivenza delle diversità.


Durante l’incontro verrà reso noto il calendario degli eventi culturali, musicali e sportivi che coinvolgeranno la città di Catania nei giorni 20 e 21 maggio, sesta tappa delle 10 previste dall’iniziativa e sarà inaugurata la mostra fotografica Crossworlds “FORNELLI D’ITALIA”, una raccolta di immagini e storie di cuochi di varie etnie che si sono distinti in importanti ristoranti italiani.


La mostra, allestita nelle sale del Palazzo Platamone sarà aperta gratuitamente al pubblico fino al 22 maggio.


Per informazioni:


Ufficio Stampa
Paolo del Bufalo
Tel. +39 335.7127.470
Email delbufalop@gmail.com
Direzione Generale dell’Immigrazione


PROGRAMMA EVENTI


‘Identità e incontro’ vedrà il suo inizio giovedì 19 maggio con l’apertura al pubblico della Mostra Fotografica “Fornelli d’Italia”, ritratti di storie di chef immigrati che hanno avuto successo in importanti ristoranti italiani (19-22 maggio a Palazzo Platamone – Ingresso gratuito); la festa di Musica e Sport proseguirà Sabato 21 maggio alle ore 21 in Piazza dell’Università dove si potrà assistere e lasciarsi trascinare dalla loro travolgente esibizione al concerto dell’Orchestra di Piazza Vittorio, gruppo musicale multietnico nato a Roma nel 2002 e composto da 16 elementi tra italiani e stranieri provenienti da tutto il mondo (Tunisia, Brasile, Cuba, USA, Ungheria, Ecuador, Senegal e India).


La kermesse proseguirà domenica 22 maggio alle ore 9,00 con il raduno dei piccoli atleti presso la struttura sportiva del C.U.S. in Via Santa Sofia; alle 10,00 si terrà la Cerimonia d’Apertura cui seguiranno giochi ed attività ricreative con tornei di varie discipline (calcio a 5, minivolley, cricket e badminton); sarà questo il momento che vedrà impegnati bambini e adulti di varie etnie in tornei e attività sportive, un’occasione per misurarsi e confrontarsi nello spirito di integrazione e dialogo dettato dall’iniziativa. A conclusione dei tornei, alle ore 13, ci saranno la Premiazione e i saluti.


Testimonial della giornata i giocatori del Calcio Catania.


Tutti gli eventi sportivi sono organizzati e patrocinati dal Comitato Provinciale del CONI di Catania e dalle Federazioni sportive.


Nell’ambito di ogni evento sarà distribuito il vademecum “Immigrazione: come, dove, quando?” una pubblicazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, disponibile in 9 lingue (Albanese, Arabo, Cinese, Francese, Inglese, Italiano, Moldavo, Russo, Spagnolo), realizzata per accompagnare il cittadino straniero nel suo percorso d'integrazione e aiutarlo nella soluzione dei problemi quotidiani più frequenti: dal contratto di lavoro all'iscrizione dei figli a scuola, dal rilascio della patente all'apertura di un conto corrente in banca. La pubblicazione è disponibile anche in formato elettronico sul sito istituzionale http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/md/AreaSociale/Immigrazione/pubblicazioni/Anno2009_Presentazione_Vademecum_Immigrazione.htm

‘Identità e Incontro’ riunisce cultura, musica e sport in un’unica occasione di festa, per imparare a conoscersi e a riconoscersi.

La kermesse proseguirà fino al 19 giugno e coinvolgerà attivamente le città di Treviso (28-29 maggio), Roma (5 giugno), Bergamo (11 giugno) e Torino (18-19 giugno)

sabato 19 febbraio 2011

21 febbraio, Catania: Giornata internazionale della Lingua madre

L’Associazione Amici del Bangladesh (Banglades Samaj Kallan Samiti) di via Auteri 38- 95121 Catania, in collaborazione con la Rete Antirazzista Catanese e la Facoltà di Lingue- Università di Catania, vi invitano a partecipare a

21 Febbraio
Giornata Internazionale
della Lingua Madre


La Giornata Internazionale della Lingua Madre venne istituita dall’UNESCO nel 1999 per esprimere la necessità di una politica linguistica mondiale basata sul dialogo tra culture, sul multilinguismo e sulla tutela delle lingue minoritarie.

La data del 21 febbraio intende celebrare i caduti nelle sollevazioni popolari avvenute nel 1952 nell’allora Pakistan Orientale, odierno Bangladesh, in difesa della lingua madre. Il bengali, la seconda lingua più parlata nel sub continente indiano, classificata tra le prime cinque o sei lingue più parlate al mondo, ha ottenuto il riconoscimento ufficiale solo nel 1956.

Delle oltre 6700 lingue parlate nel mondo più di 200 si sono estinte nelle ultime tre generazioni mentre altre 2500 rischiano di scomparire a breve.

A seguito del preoccupante fenomeno della sparizione delle lingue nasce l’esigenza di proteggere l’insieme delle lingue mondiali, perché ogni lingua rappresenta il più potente strumento di conservazione del patrimonio materiale e immateriale di ogni cultura.

Da diversi anni la comunità bangladese celebra il momento commemorativo a Roma non solo in ricordo della lingua madre, ma per la convivenza pacifica tra i popoli e le culture che coabitano nella società italiana.

Lunedì 21 Febbraio
Giornata Internazionale della
Lingua Madre Bangla

L’inizio della Festa si terrà a Catania dalle ore 9 in via Zurria presso la struttura comunale. Dalle ore 20 alle 24 presso l’Auditorium dell’ex Monastero dei Benedettini (piazza Dante) musica, cucina, immagini, danze.

Bangladesh Samaj Kallan Samiti

Il Presidente Harun Or Rashid
Il segretario Islam Shahidul



giovedì 28 ottobre 2010

28 ottobre, Catania: Aggiornamento sulla situazione dei 128 migranti sbarcati a Catania

Le associazioni catanesi per la tutela dei diritti dei migranti lanciano l'allarme su quanto sta avvenendo relativamente alla gestione da parte delle forze dell’ordine dello sbarco di 128 stranieri avvenuto nella giornata del 26 Ottobre a Catania. Rimangono ancora confuse le modalità di intervento del blocco a mare del peschereccio carico di migranti e relativo uso della forza.
Intanto a seguito dello sbarco, in queste ore stiamo assistendo a gravissime violazioni dei diritti di questi cittadini stranieri che vengono trattenuti in detenzione al momento presso un palasport della periferia di Catania (Palanitta).
L'Arci in quanto ente di tutela riconosciuto dalla legge ha richiesto nella giornata di ieri 26/10 l'accesso dei propri legali per informare i cittadini stranieri presenti, di cui non è stata ancora accertata ufficialmente la nazionalità, sulla possibilità di richiedere la protezione internazionale.
L'accesso è stato prima negato dalla prefettura di Catania per incompatibilità di tale attività informativa con le indagini condotte dalla polizia giudiziaria su incarico della Procura. Successivamente nella mattina del 27/10 il PM Agata Consoli, incaricata delle indagini, ha firmato un nulla osta all’accesso dei legali presso la struttura del Palanitta. Nonostante il nulla osta la Prefettura di Catania non ha ritenuto di consentire l’accesso e ha verbalmente motivato tale decisione sulla base di un presunto “ripensamento” sul provvedimento da parte della Procura. Ad oggi non è stato esibito nessun atto formale che revochi la precedente autorizzazione.
Riteniamo quanto avvenuto di enorme gravità per le seguenti ragioni:

- non ci risulta la presenza all’interno del Palanitta né di indagati, i quali sono già stati condotti altrove nella giornata di ieri, né di personale della polizia giudiziaria impegnato nelle indagini, né tantomeno i locali risultano sotto sequestro, dunque non c’è alcuna incompatibilità con l’accesso delle associazioni e dei legali e l’attività informativa;

- non esiste alcun atto formale che attesti questo “ripensamento” sul nulla osta in precedenza concesso da parte della Procura di Catania;

- il diniego di accesso prolungato e tuttora vigente ai legali della nostra associazione e ad altri rappresentanti di enti di tutela quali l’Acnur, Iom e Save the children ha impedito a tali enti di esercitare il proprio ruolo di informazione e assistenza dei migranti, dei richiedenti asilo e dei minori;

- non è stato possibile accertare se corrisponde al vero l’affermazione delle forze dell’ordine secondo cui tutti gli stranieri presenti all’interno della struttura abbiano dichiarato di essere cittadini egiziani; in ogni caso viene pregiudicato il diritto di degli stranieri presenti alla richiesta di protezione internazionale; Non conosciamo infatti se siano stati informati o meno di tale facoltà e se qualcuno abbia richiesto o meno di esercitare tale diritto;

- non è stato possibile fornire informazioni agli stranieri presenti nella struttura neanche a voce attraverso amplificazione, in quanto ci è stato impedito dalle forze dell’ordine sia nella giornata di ieri che di oggi.

Rileviamo inoltre che:

- i 46 minori presenti nella struttura contrariamente a quanto previsto dalla normativa vigente hanno pernottato insieme al gruppo degli adulti, in assenza di mediatori, assistenti sociali, educatori, e non sono stati tuttora trasferiti alle comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati a oltre 24 ore dallo sbarco;

- l’assistenza fornita all’interno del Palanitta per le informazioni di cui siamo in possesso è risultata sinora molto approssimativa (mancanza di calzature, vestiario, acqua per lavarsi ecc.);

- 10 stranieri tra la giornata del 26 e del 27 ottobre sono stati ricoverati in strutture ospedaliere della città e subito dimessi pur presentando condizioni di salute assai precarie.

Rilevato tutto questo ci sembra evidente che il disegno del ministero degli interni sia quello di procedere ad una rapida espulsione di massa senza offrire le garanzie previste dalla normativa in materia di protezione umanitaria in violazione delle normative italiane e internazionali.

Da 24 ore è in corso un presidio di militanti di numerose associazioni catanesi per i diritti dei migranti dinanzi al Palanitta, al fine di sollecitare il rispetto dei diritti dei cittadini stranieri trattenuti all’interno della struttura.

Antirazzisti/e catanesi

Per informazioni è possibile contattare i seguenti
numeri tel 3284142882 oppure 3483544606

AGGIORNAMENTO DEL 28 OTTOBRE

Tutti i migranti, tranne i minori condotti in centri di accoglienza (?), sono stati spediti con un volo charter al Cairo, che non è necessariamente il loro paese di provenienza, senza avere il tempo di accertarne l'identità e l'eventuale condizione di richiedenti asilo (provenienti da paesi in guerra o da situazioni a rischio di vita). Tutto ciò in aperta violazione delle convenzioni internazionali. I diritti umani in Italia sono ancora una volta calpestati nell'indifferenza generale.
Continua la lotta per il rispetto delle persone da qualunque paese provengano e per la difesa dei diritti e della democrazia nel nostro paese.

F. F.

giovedì 7 ottobre 2010

9 e 10 ottobre, Siracusa: Laurea Honoris Causa a Wim Wenders e Convegno "In difesa del paesaggio"

Sabato 9 ottobre la Facoltà di Architettura dell'Università degli Studi di Catania - con sede a Siracusa - conferirà la laurea specialistica honoris causa a Wim Wenders, il celebre regista tedesco che del rapporto tra cinema, città e paesaggio ha fatto uno dei cardini della sua opera.

La cerimonia, che si svolgerà a partire dalle 10.30 presso l'Aula Magna dell'Ateneo di Catania, si concluderà con una lectio doctoralis di Wenders, preceduta da una presentazione del Rettore Prof. Antonino Recca e da una laudatio del Prof. Carlo Truppi, Ordinario di Progettazione ambientale e promotore dell'iniziativa, che rinnova il rapporto privilegiato tra il regista e la terra siciliana, già set del suo film Palermo Shooting.

"Ci dev'essere per me una necessità per raccontare una storia, e questa necessità non l'ho mai trovata altrove se non in un luogo, una città, un paesaggio", afferma Wenders, rimandando ai suoi titoli più conosciuti, da Alice nelle città a Il cielo sopra Berlino, da Tokyo-Ga a Lisbon Story. "Credo che noi siamo i prodotti dei luoghi in cui abitiamo molto di più di quanto non ci piacerebbe pensare. L'identità nasce definendo un contesto e credo sia così anche per l'architettura. Più conosco il contesto del mio lavoro, della mia vita, delle mie emozioni e della mia immaginazione, più mi sento in armonia con me stesso".

In occasione del conferimento della laurea, domenica 1o ottobre avrà luogo inoltre il convegno "In difesa del paesaggio", alle ore 10.00 presso il Palazzo del Senato di Siracusa. La manifestazione sarà introdotta dal saluto del Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e dei rappresentanti delle istituzioni promotrici, e si articolerà in forma di dialogo tra Wim Wenders e Carlo Truppi, partendo dall'analisi dei luoghi del cinema del regista e sollecitando una riflessione sul rapporto tra architettura e ambiente e sulla salvaguardia dei più profondi caratteri identitari del paesaggio.

Ufficio stampa
Nicoletta Billi
nibilli@tin.it
cell: 333.2432777

Goethe-Institut Palermo
Cantieri Culturali alla Zisa
Via Paolo Gili, 4
90138 Palermo
Tel. +39 091 6528680
Fax +39 091 6528676
www.goethe.de/palermo


venerdì 18 giugno 2010

19 giugno, Palermo: il programma del Sicilia Pride 2010

Ecco il programma di Sabato 19 Giugno

09.30 – 16.00
Seconda sessione del Convegno Internazionale “Queer Crossings. Contemporary Perspectives On Gender And Sexuality”. Biblioteca Comunale “Casa Professa”, piazza Professa 115.00
Concentramento in Piazza Magione. Durante il concentramento e il corteo la redazione radio e tv di Caterpillar/Il Sabato del Villaggio effettuerà dei collegamenti in diretta da Palermo per Rai3
Percorso: Piazza Magione, Via Rao, Via Lincoln, Foro italico, Corso Vittorio Emanuele, Via Roma, Via Cavour, Piazza Verdi. Madrina del Corteo e del Pride: Vladimir Luxuria20.30
Piazza Verdi: interventi politici, concerto/spettacolo di chiusura con Daniele Magro, Gennaro Cosmo Parlato e artisti da definire. Consegna dei Premi Sicilia Pride 201000:30
Exit Party per il Pride: festa di chiusura del Pride Day. Bier Garten, viale Regione Siciliana 6469

_________________________________________
 
Il 19 giugno 2010 Palermo ospiterà per la prima volta nella sua storia il Sicilia Pride LGBT. Non è un caso che proprio quest’anno le associazioni LGBT cittadine abbiano sentito come non più inviabile la necessità di porre fine ad una pesante assenza (Palermo è rimasta l’ultima tra le grandi città italiane a non avere mai ospitato un Pride): nel 2010 ricorre infatti il trentennale della nascita, proprio a Palermo, del primo circolo Arcigay. Cioè quella che entro cinque anni sarebbe diventata la più diffusa e territorialmente radicata associazione LGBT nazionale.

Questo Pride pur essendo innanzitutto la festa della visibilità e dell’orgoglio della comunità LGBT, nonché il più visibile e partecipato momento di rivendicazione di tutti i diritti a noi negati, si sta sviluppando, nella sua organizzazione, sempre più come un’occasione di confronto con l’intera società.

Il percorso da noi strutturato, ricco di seminari, convegni, dibattiti pubblici, spettacoli musicali, teatrali, di danza, cinematografici, feste, non solo a Palermo ma anche a Giarre, Termini Imerese e altri comuni siciliani, ha inoltre trasformato il Pride LGBT in una casa aperta a tutte le differenze e a tutte le istanze sociali. Tutto ciò lo rende un evento assolutamente storico, non solo per l’intera città di Palermo ma anche per tutta la Regione. Oltre al corteo finale il Sicilia Pride 2010 prevede almeno un concerto finale con artisti di rilevanza nazionale ed internazionale, unitamente ad iniziative di carattere politico, culturale, artistico e, com’è tradizione, uno o più party di chiusura. Una festa, insomma, con la quale, mettendo al centro dell’attenzione la nostra visibilità e le battaglie per i diritti a noi negati (pari opportunità, legge contro la discriminazione, unioni civili, adozioni) la comunità LGBT si apre all’intera società civile nel tentativo non solo di costruire un dialogo duraturo ma soprattutto per far comprendere che la battaglia per le nostre libertà è in realtà una battaglia per le libertà di tutte e tutti.

----------------------------------------------------------

Leggi anche il documento politico e visita il blog.

Consulta il calendario delle attività

Per contribuire:

◦IBAN: IT40W0102043074000300774654

◦Beneficiario: Articolo Tre – Associazione Omosessuale, Banco di Sicilia, Agenzia Bagheria Umbeto I B

◦Causale: Sicilia Pride 2010

◦ABI: 01020, CAB: 43074, CIN: W, C/C: 000300774654

Bookmark and Share

domenica 21 marzo 2010

Dopo il 1° marzo a Cassibile, inizia la campagna “ Io non assumo in nero”

COMUNICATO della Rete Antirazzista Catanese

Dopo i terribili giorni di Rosarno e la positiva esperienza del 1° marzo a Cassibile, quest’anno vogliamo costruire una campagna di rilievo nazionale a difesa dei diritti dei migranti stagionali supersfruttati nelle campagne siracusane.

Da anni centinaia di migranti vengono a Cassibile, soprattutto durante la stagione di raccolta delle patate (aprile/giugno), per essere sfruttati in condizioni neoschiaviste da un padronato che, grazie all’evasione contributiva, ai bassi salari ed alle condizioni disumane di lavoro, si arricchisce indistrurbato grazie all’intermediazione dei caporali ed all’inefficacia, o peggio assenza, delle istituzioni preposte e dei sindacati concertativi.

Da anni a Cassibile ci si preoccupa esclusivamente di contenere la visibilità dei migranti in paese, quando tornano dal lavoro, anche se pagano (chi può, altrimenti dorme in mezzo agli alberi) esosi affitti e consumano come i locali abitanti.

Da anni si aspettano le ultime settimane per provvedere ad un’accoglienza, sempre d’emergenza, (addirittura l’anno scorso neanche quella), ma solo per poche decine di migranti “regolari”; una regolarità pretesa per offrire loro un posto letto, ma ignorata quando si tratta delle garanzie contrattuali e delle tutele sindacali. E’ drammatico che ciò si ripeta in una terra dove 42 anni fa ci furono eroiche lotte bracciantili, che riuscirono a debellare a livello nazionale le piaghe delle gabbie salariali e del caporalato.

A Cassibile come a Rosario la maggioranza dei migranti sono regolari (rifugiati, richiedenti asilo, in attesa di rinnovo del permesso di soggiorno, da poco licenziati, alla ricerca di nuova occupazione), ma questa maggioranza con il passare del tempo viene spinta verso l’irregolarità (grazie a vergognose leggi razziali come la Bossi-Fini ed il recente “pacchetto sicurezza”), se non dimostra i contributi versati.

Il principio di “Uguale salario per uguale lavoro” o diventa la bussola dell’associazionismo antirazzista e del sindacalismo conflittuale o la differenziazione etnica dei salari può innescare fratricide guerre fra poveri, contrapponendo lavoratori italiani ai migranti e fra gli stessi migranti di diverse nazionalità, soprattutto in presenza dell’attuale devastante crisi economica. Rivendichiamo inoltre l’ottenimento del permesso di soggiorno per chi denuncia chi sfrutta il lavoro nero, ribaltando in senso estensivo i contenuti della direttiva europea n.52 del 18/6/’09.

Quest’anno, anche in seguito all’assemblea nazionale dei GAS (Gruppi d’Acquisto Solidale) in Sicilia, vogliamo proporre alle associazioni del consumo critico ed a tutte le reti di movimento solidale la campagna “Io non assumo in nero, comprate le patate socialmente eque”; già possiamo fornire alcuni recapiti di aziende che producono patate e che garantiscono l’assunzione in regola dei migranti stagionali ( alcune lo fanno da anni e subiscono una concorrenza sleale dalle altre).

Vogliamo e possiamo dimostrare che si può combattere il lavoro in nero, senza criminalizzare le vittime e con la loro partecipazione individuare chi si arricchisce con la piaga del caporalato e la consolidata rete di complicità. La lezione di civiltà, dataci dai migranti in rivolta contro i poteri criminali a Castelvorturno ed a Rosarno, deve incoraggiare la costruzione di una nuova stagione di lotta per i diritti di tutti i lavoratori, che veda i migranti come protagonisti della costruzione del proprio/nostro futuro, libero dal razzismo e dallo sfruttamento.

Rete Antirazzista Catanese alfteresa@libero.it



Bookmark and Share

sabato 6 marzo 2010

Da Catania: report su Primo Marzo 2010

Da Catania, report sul 1° marzo
Si è conclusa ieri sera l’intensa giornata d’iniziative del 1° marzo; già la sera prima in un pub alla periferia di Cassibile abbiamo fatto proiettare il video di Insu Tv su Rosario, suscitando la viva partecipazione delle decine di migranti presenti.

La mattina del 1° marzo alle 5 abbiamo iniziato a volantinare, dove nonostante il buio decine di migranti si avvicinavano ai luoghi di reclutamento dei caporali. Alle 6 all’arrivo del furgoncino della Carovana dei diritti e di una decina di giovani del coordinamento catanese per un 1° marzo migrante, si è continuato a distribuire materiale informativo e ad affiggere alcuni manifesti lungo la via Nazionale. Nei capannelli con numerosi migranti si è verificata la drammaticità dell’assenza di un minimo d’accoglienza; tranne i migranti marocchini che trovano ospitalità (pagata salatamene) dai propri connazionali (oltre 300), che vivono stabilmente a Cassibile, quasi tutti dormono in cascinali abbandonati, senza luce ed acqua o in mezzo agli alberi.

In questo periodo si raccolgono soprattutto lattughe ed il salario oscilla da 40 euro per i marocchini a 30 per i migranti dell’Africa nera.

Quest’anno stiamo preparando il lancio della campagna “Io non assumo in nero” per l’acquisto di patate socialmente eque, facendo appello ai GAS ed all’associazionismo del consumo critico a sostenere la commercializzazione dei prodotti delle ditte che non assumono in nero. Questa campagna non può essere disgiunta dalla più generale mobilitazione per Uguale salario ad uguale lavoro, dato che bisogna combattere la differenziazione etnica dei salari e prevenire fratricide guerre fra poveri; inoltre la concessione del permesso di soggiorno a chi denuncia chi sfrutta il lavoro in nero ( prevista dalla direttiva europea 52 del 18/6/ 2009) può far aumentare fra i migranti la coscienza che collettivamente possono esprimere un potere contrattuale ed ottenere obiettivi concreti.

Nella mattina abbiamo partecipato al corteo a Siracusa, indetto dal locale comitato 1° marzo, nel corso del quale si è espressa una forte solidarietà alla parrocchia di Boscominniti ed a padre Carlo.

Nel pomeriggio a Catania in piazza Stesicoro si è formato un vivacissimo corteo con centinaia di migranti (e poche decine di catanesi), aperto dalle travolgenti percussioni di un locale gruppo senegalese, che per 3 ore ha coinvolto centinaia di passanti in via Etnea; alle 19 una delegazione ( con rappresentanti dei migranti senegalesi, palestinesi, afghani e della rete antirazzista, Arci e Prc) è stata ricevuta in Prefettura. Dopo oltre 1 ora di serrato confronto ci si è riconvocati per focalizzare situazioni specifiche, anche se oltre a questi tipi d’incontri bisognerebbe moltiplicare le mobilitazioni antirazziste.

La serata si è conclusa presso la chiesa battista, dove per alcune ore si è svolto il previsto incontro interetnico con musica, cibi e video su Rosarno e sulle lotte antirazziste in Sicilia.

In tutte le iniziative della giornata abbiamo lanciato la proposta di organizzare il prossimo 1° maggio un grande evento di rilevanza nazionale a Cassibile.

Alfonso Di Stefano della Rete Antirazzista Catanese
Bookmark and Share