Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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mercoledì 5 febbraio 2014

Palermo: Tratta, appello ai giornalisti: “Non basta raccontare i fatti di cronaca”


Il coordinamento antitratta di Palermo chiede alla stampa un sostegno per stimolare le procure e le altre istituzioni ad avviare un monitoraggio sul fenomeno e delle indagini capillari sullo sfruttamento delle ragazze straniere. 04 febbraio 2014

PALERMO – “Non basta il fatto di cronaca che racconta la retata o la morte di una ragazza vittima della tratta, occorre attivarsi per cercare di stimolare le istituzioni, in primis le procure ma anche gli altri enti pubblici, ad avviare indagini sulla criminalità internazionale che gira intorno alle ragazze straniere, prevalentemente nigeriane e romene, costrette a vendere il loro corpo”. E’ questo l’appello che il coordinamento antitratta di Palermo ha fatto questa mattina alla stampa, invitata ad intervenire sullo stato del fenomeno e su quali strumenti si possono mettere in campo per cercare di arginarlo. Nino Rocca, del Coordinamento antitratta, ha puntato il dito sul giro di profitti altissimi che gravitano attorno al mercato del sesso: “Sappiamo che esiste una criminalità internazionale, soprattutto che schiavizza romene e nigeriane, che è ben radicata sul nostro territorio e soprattutto ben collegata con la criminalità locale. Ci chiediamo perché nessuno ne parli, invitiamo voi giornalisti a fare da pungolo alle istituzioni perché indaghino su una realtà che è sotto gli occhi di tutti”.

Un altro grave neo sul tema è che non esiste nessuna mappatura del fenomeno perché non c’è un osservatorio specifico. Si presume, da quello che dicono tutte le associazioni impegnate nel coordinamento antitratta che, solo a Palermo, la prostituzione interessi circa 500 nigeriane, 200 romene e poi in numeri minori le moldave e le tunisine negli appartamenti.

Dal canto suo, quanto prima il Coordinamento chiederà di avere un incontro con il procuratore capo di Palermo e con il questore per cercare di indagare su chi sta dietro questo giro di ragazze, alcune minorenni, che popolano sempre più diverse strade cittadine.“Chiediamo la costituzione di un pool di esperti che segua le piste contro la tratta - incalza ancora Nino Rocca -. Ci rendiamo conto che il fenomeno è complesso e molto ramificato ma occorre attivarsi. Ai giornalisti chiediamo di non occuparsi soltanto di raccontare le retate oppure di intervenire quando muore qualcuna di loro ma di sostenerci in tutta questa nostra battaglia”.

“Senza avere avuto la possibilità di accertarlo siamo venuti a sapere che quando uno sfruttatore romeno deve sposare una figlia, per raccogliere la somma di denaro di cui ha bisogno intensifica il lavoro sulla strada delle sue ‘ragazze’ - racconta una mediatrice culturale -. Pensiamo che gli intrecci tra la criminalità locale e quella straniera siano forti e ben radicati”. Il coordinamento antitratta di Palermo oltre ad effettuare un giro notturno, alcuni giorni alla settimana, cerca anche, a vario livello, di sensibilizzare le scuole a parlare in maniera adeguata del fenomeno. “Ma ancora tutto questo non basta - continua Rocca - e la criminalità continua ad avere introiti economici enormi”. “Ai giornalisti chiediamo anche di avviare una riflessione sulle strategie di formazione e comunicazione culturale sociale sulla tratta - aggiunge don Enzo Volpe, direttore del centro Santa Chiara - proprio per le forti ripercussioni che ha sul territorio nostro e straniero. Aspettiamo intanto, finalmente, di potere celebrare il funerale di Bose (l’ultima ragazza trovata morta in provincia di Trapani nel dicembre scorso e il cui corpo si trova ancora presso l’ufficio di medicina legale di Trapani, ndr) a Santa Chiara dove i suoi bambini frequentavano la scuola. Quando parliamo di tratta non si deve, poi, relegare il fenomeno soltanto alle straniere perché è una realtà che interessa anche le italiane e dietro ci sono anche italiani”. (set)

© Copyright Redattore Sociale

venerdì 4 novembre 2011

A Catania un nuovo consolato per i romeni d’Italia

Appena inaugurato a Catania, servirà chi si trova in Sicilia, Basilicata, Calabria e Puglia, oltre 200 mila presenze secondo le associazioni. A guidarlo sarà Adriana Elena Moţa.

Roma – 24 ottobre 2011 - Il Ministro Romeno per gli Affari Esteri, Teodor Baconschi, ha inaugurato sabato 22 ottobre, a Catania, il nuovo Consolato della Romania in Sicilia. Assicurerà, spiega un comunicato,  “protezione e assistenza consolare per i cittadini romeni residenti, domiciliati o semplicemente turisti che si trovano in quattro regioni Sud Italia: Sicilia, Basilicata, Calabria e Puglia”.
 
La decisione di aprire un nuovo consolato in Sicilia arriva dopo la crescita costante, negli ultimi anni, del numero di richieste arrivate da parte dei cittadini romeni residenti nelle quattro regioni  e per “equilibrare la presenza consolare sul territorio italiano”.

Secondo le autorità romene, nell’area di competenza del nuovo consolato vivono circa 80.000 connazionali, ma le associazioni parlano di una comunità che ha superato i 200.000 membri.

A capo della missione diplomatica a Catania è stata nominata console Adriana Elena Moţa.  Il Consolato romeno in Italia si trova in Via Misterbianco nr. 1, CP 95131.

Orario di apertura al pubblico:

dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 17.00.
Sito Web: catania.mae.ro
e-mail: consulat.catania@gmail.com



giovedì 15 aprile 2010

Progetto Youth Protagonist" per la creazione di una Radio sul Web interamente gestita da giovani europei

Il CEIPES è lieto di inoltrarvi questo invito di partecipazione ad un Progetto molto interessante chiamato “Youth Protagonist” e finanziato dal programma Gioventù in Azione che prevede la creazione di una Radio sul Web interamente gestita da giovani europei!

I partners del progetto sono la Romania, la Turchia e Malta.

I giovani partecipanti si occuperanno ognuno della gestione della radio nei rispettivi paesi e si incontreranno a Palermo dal 21 al 26 Luglio 2010 per fare il punto della situazione e scambiarsi idee e suggerimenti.

Il CEIPES cerca quindi 4 partecipanti per essere i protagonisti italiani di “Youth Protagonist”!

Cerchiamo giovani molto motivati e che hanno una qualche esperienza nella gestione di progetti simili o nel settore della comunicazione.

Il progetto infatti sarà interamente gestito dai giovani partecipanti in tutte le fasi (realizzazione delle sessioni di programmi mensili su molti argomenti e gestione del meeting di luglio).

Come si accennava il progetto è co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Gioventù in Azione.

Gioventù in Azione 2007-2013 è un programma di educazione non formale e promuove progetti europei di mobilità giovanile internazionale di gruppo e individuale attraverso gli scambi e le attività di volontariato all'estero, l'apprendimento interculturale e le iniziative dei giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni.

Attività previste

Il progetto prevede la realizzazione di una RADIO-TV su internet per i giovani europei organizzata e gestita dai giovani stessi.

Project Summary

Il progetto si svolgerà nella città di Palermo (Italia), a Mehedinti (Romania), ad Ankara (Turchia) e a Sliema (Malta). Il progetto prevede la creazione di un RADIO-TV sul web che sarà interamente gestita da giovani provenienti dai 4 paesi partners. Questo processo, che consiste principalmente nella organizzazione, partecipazione e comunicazione, consentirà ai giovani di sviluppare se stessi e crescere acquisendo diverse competenze utili sia a livello professionale che personale.

Ci aspettiamo anche un grande impatto nella comunità locale, soprattutto nei giovani. L'approccio didattico adottato sarà quello basato sull'educazione non formale e le principali metodologie di apprendimento saranno learning by doing, cooperative learning, la partecipazione e il peer to peer.

Ogni mese il progetto sarà dedicata a un tema diverso (il dialogo interculturale, la partecipazione attiva, questioni di genere, ecc) e ogni gruppo giovanile affronterà l'argomento attraverso interviste, ricerche sul campo, giochi di ruolo e discussioni dal vivo, che creeranno una sorta di ponte con la comunità locale e con altri giovani.

I giovani coinvolti avranno un età compresa tra i 18 ei 30 anni. I temi principali saranno l'educazione non formale, la cittadinanza attiva e la partecipazione. L’intero progetto avrà una durata di 12 mesi (marzo 2010 - gennaio 2011). I primi 2 mesi saranno dedicati alla preparazione, il resto dei mesi saranno dedicati alla realizzazione delle attività e alla visibilità. Nel corso dell’ultimo mese ci sarà una valutazione finale.

Si prega diffondere l'informazione a tutti i potenziali interessati!

Grazie.

Per maggiori info
CEIPES - Centro Internazionale per la Promozione dell'Educazione e lo Sviluppo Via G. la farina 21 - 90141 Palermo, Italia Tel.: +39 091 7848236 - Fax: +39 091 6197543 Mobile +39 3405910268

http://www.ceipes.org/ info@ceipes.org calabro@ceipes.org

Alessandro Calabrò

CEIPES - Centro Internazionale per la Promozione dell'Educazione e lo Sviluppo
Via G. la farina 21 - 90141 Palermo, Italia
Tel.: +39 091 7848236 - Fax: +39 091 6197543
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