Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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mercoledì 16 novembre 2011

Italiani razzisti: il mito degli italiani "brava gente" a pezzi

L'ALMANACCO GUANDA 2011 SI PONE LA DOMANDA SE IL NOSTRO SIA UN PAESE RAZZISTA O NO. MA ALLA FINE IL MITO DEGLI ITALIANI BRAVA GENTE NE ESCE ASSOLUTAMENTE A PEZZI

Siamo razzisti

Eppure fino al 1973 siamo stati noi gli emigrati. Quelli che dovevano tornare nel loro Paese, quelli da evitare, quelli che girano con il coltello in tasca, quelli che non si lavano, quelli di cui avere paura

Forse dovrebbe essere l’abrogazione della legge Bossi-Fini il primo provvedimento del nuovo Governo:com’è possibile che se uno straniero perde il posto di lavoro nel giro di pochi mesi perde anche il diritto a vivere legalmente nel nostro Paese?In quanti, oggi, stiamo perdendo o ridimensionando il lavoro, senza ritrovarlo immediatamente? Perché un lavoratore immigrato regolare che paga ogni mese nella sua busta la sua quota di cassa integrazione, dopo sei mesi deve andarsene e non usufruirla tutta? La clandestinità sì: può generare reati molto più facilmente che una situazione di legalità sia pur nel disagio. E’ una legge razzista?

Quest’anno l’Almanacco di Guanda si chiede se l’Italia sia o no un Paese razzista. Gli intellettuali invitati a riflettere sul quesito - da Andrea Camilleri, a Gian Antonio Stella, da Edoardo Nesi a Marcello Fois e tanti altri ancora - non ci tranquillizzano, anzi.

Di solito passa l’assunto che gli italiani siano tutto sommato "brava gente", che negli anni non hanno mai avuto tendenze razziste, quindi neanche oggi si può dire che il nostro sia un Paese razzista: al massimo un po’ provinciale, un po’ intollerante, ma il razzismo ricorda periodi troppo bui della Storia occidentale per ammettere che esista oggi, qui da noi.

Eppure la caccia allo zingaro c'è stata fin dai tempi dello Stato Pontifico, ci ricorda Gian Antonio Stella. Ci sono stati campi di concentramento italiani a Sirte, e campi di concentramento pieni di bambini slavi alle porte di Treviso. Stella ci ricorda che l’Italia era innamorata del trio Lescano, ma appena ci si accorse che le sorelle Leschan erano ebree furono completamente dimenticate. Non siamo mai stati razzisti?

Arpad Weisz era l’allenatore dell’Inter negli anni Trenta e portò la squadra a vincere lo scudetto. Dopo le leggi razziali del ’38 (le abbiamo fatte ‘solo’ per obbedire a Hitler) i suoi tifosi si dimenticarono completamente di lui che morì ad Auschwitz. Ad oggi l’Inter non ha ancora ricordato Weisz.

Dunque sfatiamo la favola dell’italiano naturalmente e culturalmente "non razzista". Se non partiamo da una riflessione onesta e spietata sulla nostra Storia, non potremo combattere il germe del razzismo che – orribilmente – esiste anche in Italia, e si nutre di minimizzazioni.

Ranieri Polese, il curatore dell’Almanacco, racconta un aneddoto tanto banale quanto emblematico: una coppia di ragazzi esce dalle riprese del Grande Fratello e cerca di passare la notte nella stanza di albergo di lui. Lei non ha con sé i documenti e il portiere di notte – un filippino - non consente, come dice la legge, ai due di salire insieme in camera. I due, la ragazza soprattutto, inveiscono contro il portiere chiamandolo "sporco extracomunitario di merda torna al tuo Paese”. E’ troppo chiamarlo episodio di razzismo?

Eppure fino al 1973 – un battito di ciglia in termini storici, come dice Gian Antonio Stella – siamo stati noi gli emigrati. Quelli che dovevano tornare nel loro Paese, quelli da evitare, i fondamentalisti religiosi, quelli che girano con il coltello in tasca, quelli che non si lavano, quelli di cui avere paura. Da ‘diversi’ non ci volevano e oggi i ‘diversi’ non li vogliamo: dopo le piene del Po qualcuno della Lega Nord ha ringraziato il dio Po perché ha fatto quello che i politici non hanno saputo fare: sgomberare i campi nomadi. E’ razzismo? Dobbiamo allarmarci o considerare questa come l’ennesima boutade un po’ malandrina ma tutto sommato innocua?

L’Italia ha un passato razzista e un presente razzista: questo è il doloroso presupposto da cui partire per combattere questa piaga, così subdola, così pericolosa.

“L’Italia è un Paese che purtroppo non ha mai fatto i conti col razzismo come hanno fatto altri Paesi come la Francia, l’Inghilterra, l’Australia. Non avendo mai fatto i conti con noi stessi, fatichiamo ad ammettere che ci siano dei sussulti razzisti – ci dice lo scrittore Ferruccio Pinotti, che firma un contributo sulla Lega, il razzismo e la fabbrica della paura - invece credo che la società italiana sia percorsa dal razzismo, anche se ci sono Paesi molto più razzisti del nostro, come il Giappone”.

Secondo Pinotti non solo il razzismo non è in calo ma c’è la possibilità che in questo momento storico aumenti. In un Occidente governato sempre più da governi tecnocrati che rappresentano i grandi capitali, sta nascendo una base che si riconosce sempre più in un’ideologia razzista; che si riconosce nell’odio verso l’altro.Se permettiamo alla pancia di parlare dimenticandoci della testa, smettiamo di essere umani. Diventiamo un branco che - per stare unito - ha bisogno di capri espiatori su cui scaricare i disagi, le scontentezze e i problemi gravi del nostro Paese. Niente di più immediato e tranquillizzante che trovarli nel nemico ‘visibile’ identificabile, diverso: lo straniero.

Il razzismo c’è: riconosciamolo e combattiamolo. Pinotti – visto che la Lega è al governo in molte parti d’Italia - ha studiato l’evoluzione dell’ideologia leghista: prima l’odio era verso i meridionali, oggi c’è un odio militante verso gli islamici, i portatori di rapine; odio che ha coinvolto i rom fino ad arrivare all’odio attivo per i neri.

Ad Adro il comune dava 500 euro ad ogni vigile che scovava un clandestino; nel 2009 il comune leghista di Coccaglio, nel bresciano, ha lanciato l’operazione ‘White Christmas’: un porta a porta selvaggio per trovare clandestini. E’ frequente, soprattutto nei piccoli comuni del Nord che si escludano gli stranieri dai bonus bebè, dalle case popolari. Succede nel veronese come nel bresciano. Ci sono comuni che affiggono manifesti che si scagliano contro gli extracomunitari senza documenti e che invitano alla delazione. E’ razzismo o dobbiamo aspettare che succeda qualcosa di più grave per definirlo tale? Pinotti denuncia il proliferare di ordinanze comunali palesemente anticostituzionali che spesso passano nel silenzio alimentando un razzismo sempre più forte.

Il silenzio degli ‘italiani brava gente’ sta contagiando anche la Chiesa che si sta abituando all’idea che ci sia una forte avversione per l’emigrato: le parole cardine della dottrina sociale della Chiesa - l’accoglienza e l’aiuto - ormai sono declinate sempre con le parole ‘sicurezza’ e ‘regolarità’. Pinotti denuncia quello che è sotto gli occhi di tutti: sono sempre più numerosi i movimenti che si avvicinano alla Chiesa e alla Lega, come ‘Padania cristiana’, ‘regnum Christi’, etc.

Stiamo all’erta, stiamo svegli, combattiamo con la forza del pensiero, delle parole e dei gesti, il proliferare del razzismo. Restiamo umani, come ci ha chiesto Vittorio Arrigoni prima di essere ucciso in Palestina da un gruppo salafita.

DI ANGIOLA BELLU

Fonte: Mixamag



martedì 10 maggio 2011

Lettera di protesta degli italiani in Messico

Noi, italiani residenti in Messico, esprimiamo con fermezza la nostra indignazione per la grave situazione in cui versa il nostro paese: l’Italia è logorata dal decadimento del sistema politico e dai continui conflitti istituzionali che ne compromettono la vita democratica.

La pochezza ideologica, culturale ed etica del governo Berlusconi non può rappresentare il nostro essere italiani. Ci indignano l’esercizio di un potere vincolato alla finzione mediatica, l’intolleranza verso la libertà di pensiero, l’operato di una maggioranza parlamentare che dimentica le reali urgenze del paese e calpesta la solidità della nostra Costituzione con una gestione del potere corrotta e personalizzata.

Non accettiamo la politica di un governo che non sa garantire la dignità sociale ai cittadini, miope e ottuso nel gestire le dinamiche migratorie e incapace di favorire il dialogo necessario tra Europa e Mediterraneo. Un governo che mortifica la ricerca universitaria e la cultura, investe preziose energie in guerre ingiuste e non affronta il problema del precariato. Un governo che persegue con estrema irresponsabilità una politica energetica incentrata sul ritorno al nucleare e punta alla privatizzazione dell’acqua, dell’istruzione e della salute.

Sosteniamo con forza i referendum del 12 e 13 giugno e ci uniamo a quella parte di paese che non accetta più una democrazia simulata, facendo nostro lo stato d’animo delle tante persone che da mesi riempiono le piazze delle città d’Italia.

Anna Maria Satta, Rosalba Piazza, Rossella Bergamaschi, Luisa Montoni, Maria Teresa Trentin, Gabriele Ciapparella, Clara Ferri, Raffaele Cesana, Diego Barboni, Fabrizio Lorusso, Brando Torri, Stefania Zoccatelli, Luisa Rossi, Alessandra Masserotti, Paolo Pagliai, Alessandro Raveggi, Chiara Donà, Andrea Mutolo, Luciano Valentinotti, Bruna Ghidoni, Francesca Gargallo, Sabina Longhitano, Marinella Miano, Diego Lucifreddi, Paola Giovine, Larrier Giovine, Roberto Benini, Claudio Albertani, Donatella Di Benedetto, Armando Volterrani, Maddalena Forcella, Guillermo Almeyra, Federico Mastrogiovanni, Cinzia Margherita Battista, Paola Capon, Laura Lascialfare, Gianni Cannata, Manuela Loi, Raffaella De Antonellis, Marina Piazzi, Nina Caldarella, Manuela Derosas, Carlo Almeyra, Pablo Moya Rossi, Patrizia Romani, Franco Grasso, Dianora Zagato, Andrea Alì, Isabella Spagnuolo Borgia, Giovanna Serredi, Anna Lucia Coppa, Rossella M. Bergamaschi, Francesca Caregnato, Marco Persiani, Guido Persiani, Maria Luisa Scuri, Franca Bizzoni, Stefano Milano, Corina Giacomello, Gianfranco Marano, Alessio Zanier, Eleonora Biasin, Annunziata Rossi, Andrea Cirelli, Andrea Spotti, Alessandro Lanzetta, Matteo Dean, Giovanna Cavasola.

Fonte: InfoNodo.org


venerdì 4 marzo 2011

Migrazioni: Siciliani e palermitani all'estero

Comune di Palermo SETTORE SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI
U.O. Affari Generali
CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI
progetto “Osservatorio giuridico-legislativo sulle migrazioni"

Ci sembra opportuno, in tema di migrazioni, riportare anche i numeri e la consistenza della popolazione della nostra regione residente all’estero, con particolare riferimento alla provincia di Palermo.

Sono 663.776 i siciliani residenti all’estero, pari al 17 per cento del totale nazionale e conferma la Sicilia come prima regione d’Italia per numero di emigrati.

Un dato interessante è l’incidenza dei residenti all’estero rispetto al totale della popolazione siciliana (5.042.990): il 13 per cento, e le province di Agrigento , Palermo e Catania sono le uniche che hanno più di 100.000 residenti all’estero.

Nel dettaglio, la nostra provincia ha 103.419 residenti all’estero (56.299 maschi e 47.120 femmine).

Quali mete in Europa e nel resto del mondo sono preferite dai nostri conterranei?

EUROPA le prime cinque nazioni sono:
GERMANIA ( Colonia) 6636
BELGIO (Liegi) 6596
REGNO UNITO (Londra) 3837
SVIZZERA (Zurigo) 2492
FRANCIA (Parigi) 2492

RESTO DEL MONDO
STATI UNITI (New York) 7219
VENEZUELA (Caracas) 3253
ARGENTINA (Buenos Aires) 1566
BRASILE (San Paolo) 713
AUSTRALIA (Sidney) 388

Fonte: elaborazione del Centro Studi e documentazione sulle Migrazioni su dati dell’anagrafe dei siciliani residenti all’estero dell’Assessorato Regionale Famiglia


mercoledì 16 dicembre 2009

17 dicembre, Buenos Aires: Mostra "I Ricordi figurati"


Giovedì 17 dicembre verrà inaugurata a Buenos Aires la mostra

"I ricordi figurati"


Realizzata con il contributo della Regione
Siciliana Assessorato de Lavoro, della Previdenza Sociale, della Formazione professionale e dell'Emigrazione.


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martedì 17 novembre 2009

20 novembre, Palermo: Convegno "Terre senza frontiere"


Sicilia, terra di migranti: di chi ha vissuto il dramma di dover abbandonare tutto - famiglia, casa, affetti - e di chi è approdato tra mille peripezie e con lo stesso carico di sofferenza, nella speranza di un futuro migliore.

L’Associazione Istituto Fernando Santi, da tempo impegnata nell’inserimento dei siciliani all’estero, rivolge oggi l’attenzione a coloro che arrivano nella nostra Isola, che mettono a rischio anche la propria vita, per fuggire da guerre, persecuzioni e miseria.

Il vissuto degli emigrati siciliani non è molto diverso da quello dei tanti immigrati che ogni giorno approdano sulle nostre coste, provenienti dal bacino del Mediterraneo.

Mettere in relazione le due esperienze, di emigranti e di immigrati - il nostro passato e il nostro presente - può aiutarci a guardare il fenomeno migratorio come una realtà che ci appartiene e ad approntare soluzioni più mirate ed efficaci per migliorare la nostra capacità di accoglienza e di integrazione.

Sala Convegni
Via Quarto dei Mille, 6 Palermo
20 novembre 2009 ore 09.30

PROGRAMMA


Interverrano

Dott. Giovanni Barillà
Presidente dell’Associazione Istituto Fernando Santi
Delegazione Sicilia
Rappresentante dell’Assessorato Regionale Lavoro, Previdenza Sociale, Formazione Professionale ed Emigrazione

Prof.ssa Erminia De Francesco
Università di Messina - Esperta di Storia dell’Emigrazione
“Traffico dei migranti, ieri ed oggi”

Dott. Giuseppe Scozzari
Presidente nazionale Connecting People
“Migranti e migrazioni: progetti di accoglienza e inclusione sociale”

Esperienze di migranti, raccontate dai diretti protagonisti di quelle drammatiche traversate
Kossi Djka - Ingegnere Topografico
Naziha Tahar - Mediatrice Culturale
“Dall’Africa alle coste siciliane, a bordo di un barcone”

Prof. Marcello Saija
Università di Messina - Presidente della Rete dei Musei Siciliani dell’Emigrazione
“La rete dei Musei dell’emigrazione: genesi e sviluppo”



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19 novembre, Palermo: Convegno "Emigrazione di ritorno"














Le comunità siciliane all’estero rappresentano
un’immensa risorsa nei processi di internazionalizzazione. Grazie alle nuove frontiere della tecnologia, i drammi della lontananza e del distacco possono dirsi in qualche modo superati. Rimane la sovrapposizione di due identità, in cui però, oggi, è possibile intravedere un valore e non un limite. Le generazioni dei migranti siciliani rappresentano una risorsa di esperienze, di qualità e di eccellenze, con cui possiamo confrontarci per aprire nuovi orizzonti di apprendimento, di scambio, di investimento e di sviluppo.

L’Associazione Istituto Fernando Santi - Delegazione Sicilia propone una riflessione sull’emigrazione, in un luogo, qual è la Sicilia, che ha saputo, da sempre, far tesoro delle culture di coloro che, da conquistatori, turisti o immigrati, sono approdati sull’Isola.

Dai fenomeni migratori, alle forti motivazioni sottese, dalle emergenze, ai drammi, alle difficoltà d’integrazione: il convegno suggerisce un’analisi, che tenga conto anche del profondo arricchimento che proviene dall’accostarsi di diverse realtà.

Sala Convegni
Via Quarto dei Mille, 6 Palermo
19 novembre 2009 ore 16.30

Interverranno

Dott. Maurizio Scaglione
Presidente Associazione “Secolo Ventuno” – Palermo

Prof. Marcello Saija
Ordinario di Storia delle Istituzioni Politiche
UniMe e Direttore del Museo dell'Emigrazione

Dott. Mario Cavaleri
Direttore della Rivista On Line Quisicilia

Dott.ssa Tindara Ignazzitto
Docente di italiano lingua seconda
Università degli studi di Palermo

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lunedì 24 novembre 2008

Convegno internazionale ANFE: Memorie del futuro, Il rilancio del ruolo dell'associazionismo nelle politiche migratorie

Memorie del futuro
Convegno Internazionale
"Il rilancio del ruolo dell’associazionismo nelle politiche migratorie"
28 - 29 Novembre 2008 - ore 9.00
Palazzo dei Normanni, Sala Gialla, Palermo


Intesa come patrimonio di cultura, emozioni, sensazioni e ricordi, la memoria può essere considerata ciò che i primi migranti portavano dentro la loro valigia di cartone. Una volta stabilitosi nel nuovo paese, il migrante ha saputo trovare forza, sostegno e supporto nella coesione, nell'aggregazione, nel sentire vicino a sé un altro migrante, altre decine di migranti, altre centinaia di migranti. La ricomposizione nei luoghi di destinazione delle comunità originarie permetteva di ricostituire le condizioni e gli equilibri della terra di origine, private dello stato di disagio che aveva condotto alla diaspora.
Tale serie di eventi ha consentito lo sviluppo del fenomeno dell'associazionismo nell'emigrazione, fenomeno che oggi - inutile nasconderlo - è in difficoltà. Modi e tempi del vivere contemporaneo, mancato ricambio generazionale e diluizione del patrimonio culturale originario hanno fatto sì che le associazioni si siano trovate in crisi. In un mondo che cambia alla frequenza di poche frazioni di secondo, ciò rischia di condurre all'estinzione dell'associazionismo nell'emigrazione, in altri tempi capace di generare movimenti culturali, sociali ed economici di notevole portata.
Proprio a partire da queste considerazioni, in collaborazione con l'Assessorato Regionale al Lavoro e all'Emigrazione e con la Rete dei Musei dell'Emigrazione Siciliana, che l'A.N.F.E. Associazione Nazionale Famiglie degli Emigrati – Delegazione Regionale Sicilia, che da più di sessant'anni si occupa di emigrazione e ha fra i suoi compiti istituzionali quello di favorire lo scambio interculturale tra gli italiani residenti nel mondo e la loro terra di origine - ha organizzato questo evento. Il convegno intende, infatti, stimolare una riflessione sia su una normativa regionale ormai superata e inadatta alle nuove esigenze dei giovani italiani residenti all'estero, che sulla necessità di un rilancio dell'associazionismo giovanile che promuova e rivaluti il legame dei giovani con la terra d’origine.


GIOVEDI 27 NOVEMBRE 2008

Ex chiesa di San Mattia ai Crociferi - Palermo
17,00 Inaugurazione della Mostra fotografica “Sicilian Crossings to America and the derived communities”
Organizzata e diretta dal Professore Marcello Saija
Docente di Storia delle Istituzioni Politiche Università di Messina e Direttore “Rete dei musei siciliani dell’emigrazione”

Presiedono
On.le Carmelo Incardona, Assessore del Lavoro, della Previdenza Sociale della Formazione Professionale e dell’Emigrazione della Regione Siciliana
Dott. Luis Tallarini, Chairman Italian Language Foundation
Introduzione alla Mostra
Dott. Mario Cavaleri, Giornalista della Gazzetta del Sud, Direttore di QuiSicilia
Presentazione della Mostra
Prof. Marcello Saija

VENERDI 28 NOVEMBRE 2008
Palazzo dei Normanni, Sala Gialla - Palermo
09,00 Accoglienza e registrazione dei partecipanti
09,30 Apertura dei lavori
On.le Prof. Learco Saporito
Presidente Nazionale A.N.F.E.
09,45 Saluti delle autorità
Sen. Domenico Nania
Vicepresidente del Senato della Repubblica Italiana
On.le Francesco Cascio
Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana
On.le Raffaele Lombardo
Presidente della Regione Siciliana
On.le Francesco Scoma
Assessore alla famiglia, alle politiche sociali e alle autonomie locali della Regione Siciliana
Dott. Marcello Tricoli
Presidente del Consiglio della Provincia Regionale di Palermo
Dott. Giovanni Avanti
Presidente della Provincia Regionale di Palermo
On.le Diego Cammarata
Sindaco di Palermo
Prof. Roberto Lagalla
Rettore dell’Università degli Studi di Palermo
Prof. Gioacchino Lavanco
Presidente Centro Siciliano Sturzo
Dott. Luis Tallarini
Chairman Italian Language Foundation

La legislazione regionale necessaria per il rilancio dell’associazionismo nel mondo
Introduce i lavori On.le Carmelo Incardona, Assessore del Lavoro, della Previdenza Sociale, della Formazione Professionale e dell’Emigrazione della Regione Siciliana
Chairperson, Dott. Fabio Tricoli
Intervengono
11,20 Dott. Pio Guida “Analisi sull’attuale normativa sull’emigrazione L.R.55/80 e L.R.38/84 strumenti ancora validi per il rilancio dell’associazionismo?”
12,00 Dott. Salvatore Augello “Necessità di un nuovo strumento normativo per il rilancio dell’associazionismo nel mondo”
11,40 Dott. Vincenzo Arcobelli “IlCSNA ad un anno dalla nascita. Federarsi è la strada da seguire per il rilancio dell’associazionismo?”
12,20 Dott.Carmelo Pintabona “FESISUR: bilancio di una federazione storica”
12,40 Interventi programmati
Dott. Domenico Azzia, Presidente Sicilia Mondo
Dott. Francesco Viola, Segretario Regionale CISAL
Dott. Luciano Luciani, Presidente Nazionale Istituto Fernando Santi
13,30 Lunch

I caratteri dell’emigrazione siciliana tra passato e presente
Chairperson, Dott. Letizia Airos Soria
Interventi
15,15 Prof.Marcello Saija “I caratteri dell’emigrazione siciliana in America”
16,45 Prof. John Alcorn “L’emigrazione siciliana e le dinamiche della globalizzazione”
17,15 Prof. Giampiero Finocchiaro “Cu nesci arrinesci - iperbole biografica di un figlio di ciabattino”
17,45 Prof. Antonino Checco “L’emigrazione transoceanica siciliana tramito e storia”
18.15 Prof. Gioacchino Lavanco "«Il paradiso perduto». Individui, gruppi, partecipazione: associazionismo dei migranti di terza generazione fra nostalgia e assenza di memoria”
18.35 Dott. Roberto Mazzarella “Il luogo e le identità: spunti di riflessione sull’essere «siciliani»”
18,55 Dibattito

SABATO 29 NOVEMBRE
Palazzo dei Normanni, Sala Gialla - Palermo
09,00 Accoglienza e registrazione dei partecipanti
09,30 Apertura lavori
Nuove generazioni per il futuro dell’associazionismo
Introduce i lavori Dott. Gaetano Calà
Chairperson Dott. Letizia Airos Soria
Interventi
09,50 Prof. Bianca Gelli “Associazionismo e partecipazione: il ruolo dei giovanie l’identità interetnica”
10,10 Dott. Francesco Maria Talò (video intervento)
10,20 Dott. Luis Tallarini “La fondazione quale strumento per il rilancio dell’associazionismo”
10,40 Dott. Elio Carozza “Ruolo del CGIE nel rilancio dell’associazionismo giovanile: bilancio e prospettive”
11,00 Dott. Rino Giuliani “Propositi e indicazioni per un rilancio qualificato delle associazioni”
11,20 Coffee break
11,45 Dott. Stefano Albertini (video intervento)
11,50 Prof. Ellie Vasta “L’emigrazione storica dalla Sicilia all’Australia:le ultime generazioni ed il loro legame con la terra d’origine”
12,10 Dott. Renato Miracco (video intervento)
12,30 Prof. Elia Mannetta “Il mancato incontro tra vecchi e nuovi emigrati”
12,50 Dott. Antonio Tamburri (video intervento)
13,00 Dott. Salvatore Mulè “Come la Federazione in Florida ha lavorato per il coinvolgimento dei giovani”
13,20 Dibattito
13,40 Chiusura lavori Dott. Paolo Genco


A.N.F.E. Delegazione Regionale Sicilia
via della Ferrovia a San Lorenzo, 54
90146 - Palermo
tel. 091.6710267 - fax 091.6716972
http://www.sicilia.anfe.it/
memoriedelfuturo@anfe.it

Fonte:
www.sicilia.anfe.it/sub_area.php?id_sezione=3&id_articolo=321