Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

Visualizzazione post con etichetta napoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta napoli. Mostra tutti i post

mercoledì 7 marzo 2012

17 aprile, Milano - 18 aprile, Roma - 19 aprile, Napoli: Sgomberiamoli! Giornalismo e immigrazione: come evitare stereotipi, pregiudizi, discriminazioni


UNAR
Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Redattore Sociale
Agenzia giornalistica quotidiana


in collaborazione con:
Ordine Nazionale dei Giornalisti - Federazione nazionale Stampa Italiana

presentano:

Redattore Sociale Primavera 2012

Seminari di formazione per giornalisti sui temi del disagio e delle marginalità


 

 MILANO, 17 aprile

***

ROMA, 18 aprile

***


NAPOLI, 19 aprile


Il tema dell’immigrazione, e del possibile uso di termini discriminanti, superficiali o impropri, è tra quelli che più spesso hanno esposto il giornalismo ad accuse di inadeguatezza, di incompetenza e a volte persino di razzismo. Negli ultimi anni, sull’onda di alcuni fatti di cronaca – come la strage di Erba (2006), l’uccisione di Giovanna Reggiani a Roma (2007), i roghi dei campi rom a Napoli (2008) e Torino (2011) – il dibattito pubblico su questo argomento è sensibilmente cresciuto in quantità e qualità, con toni accesi e anche esasperati, ma con risultati indubbiamente positivi perché iniziasse a diffondersi una presa di coscienza nella categoria. A ciò ha indubbiamente contribuito la stesura della “Carta di Roma” da parte di Fnsi, Ordine dei Giornalisti e Unhcr e con la collaborazione di vari altri soggetti tra cui l’Unar.
Tale presa di coscienza, tuttavia, è ancora fragile e necessita di un lavoro che punti a mantenere all’ordine del giorno la necessità di un’informazione corretta sul fenomeno immigrazione, che metta in evidenza le insidie e i tranelli insiti nelle parole e i pericoli della cattiva conoscenza di alcuni dati, situazioni, norme. E che, senza scadere in atteggiamenti prescrittivi o censori, segnali le scorrettezze e indichi i termini e le locuzioni corrette da utilizzare.
Per tutto ciò è fondamentale un’azione continua volta al dialogo e alla formazione, sia verso coloro che svolgono già la professione, soprattutto con ruoli di responsabilità nella selezione delle notizie e nell’impostazione di titoli e gerarchie, sia verso chi si è avvicinato da poco al giornalismo. E’ il contributo che questi tre seminari intendono dare.

- A BREVE I PROGRAMMI -

Informazioni



domenica 22 gennaio 2012

Napoli: gli immigrati entreranno in consiglio comunale, i sedicenni voteranno al referendum

La Giunta De Magistris ha approvato due provvedimenti: il primo contiene il regolamento che disciplina l’elezione di un cittadino extracomunitario per la partecipazione al Consiglio comunale, il secondo estende il diritto di voto nei referendum ai sedicenni

NAPOLI. La Giunta De Magistris ha approvato - a firma degli assessori ai Beni comuni e alle Politiche sociali, Alberto Lucarelli e Sergio D’Angelo - due provvedimenti di proposta al Consiglio comunale. Con il primo provvedimento si è approvato il regolamento che disciplina l’elezione di un cittadino extracomunitario per la partecipazione al Consiglio comunale.
 
Grazie a questo provvedimento alle sedute del consiglio comunale potrà partecipare, con solo diritto di parola, un cittadino extracomunitario eletto secondo modalità fissate da un apposito regolamento.

Con il secondo provvedimento, invece, è stato approvato il regolamento con il quale si da la possibilità di estendere il diritto al voto, per i referendum consultivi, ai cittadini che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età, ai residenti cittadini dell’Unione e ai residenti extracomunitari.

“Con l’approvazione di queste due delibere - ha dichiarato l’assessore Lucarelli - si conferma il cammino di questa amministrazione per la costruzione di un modello di partecipazione democratica ed inclusiva esteso a tutti i membri della comunità, in controtendenza con la prassi sempre più diffusa a livello nazionale di pratiche accentratrici ed escludenti”.
 
“La regolamentazione dell’elezione di un rappresentante degli extracomunitari per la partecipazione al Consiglio Comunale - ha dichiarato da parte sua l’assessore D’Angelo - e l’estensione del diritto di voto nei referendum anche ai residenti non cittadini italiani, siano essi appartenenti ai paesi della comunità Europea o extracomunitari, nasce in considerazione del carattere ormai multietnico della comunità cittadina”.

di Redattore Sociale
 
 

lunedì 12 dicembre 2011

16 dicembre, Palermo: Incontro con Cesare Moreno, fondatore del Progetto Chance e dei Maestri di Strada Onlus, Napoli


Venerdì, 16 Dicembre 2011 - ore 16.00 

Scienze della Formazione, via Pascoli 6, Palermo - Aula Magna


incontro 

con Cesare Moreno
fondatore insieme a Marco Rossi Doria 
del Progetto Chance e dei Maestri di Strada a Napoli

a partire dal libro di Carla Melazzini, Insegnare al Principe di Danimarca, Sellerio 2011 Michele Cometa Preside facoltà di Scienze della Formazione, Gioacchino Lavanco Presidente del Consiglio di Coord. dei Corsi di studio di Scienze dell'educazione, Cesare Moreno Maestri di strada onlus (Napoli), curatore del volume, Beatrice Monroy Scrittrice, Clelia Bartoli docente Diritti umani, Facoltà di Giurisprudenza.

In quartieri popolari e popolosi di Napoli l’apprendistato di un gruppo di insegnanti di media cultura ed umanità per conoscere le periferie della città e le periferie dell’animo degli adolescenti, cercando di stabilire con loro un dialogo educativo e di vita. 

«Era dai tempi di Lettera a una professoressa che non leggevamo pagine così emozionanti» Adriano Sofri


domenica 10 aprile 2011

13 aprile, Napoli: Proiezione di "Soltanto il Mare - Omaggio a Lampedusa"

CISS, CEICC, Less, Ltm, Associazione Rifugiati Napoli, Caracol, Jolie Rouge, Osservatorio Euromediterraneo e del Mar Nero, Università degli Studi di Napoli l'Orientale, Assopace, Shangri-là

vi invitano alla presentazione di

SOLTANTO IL MARE - Omaggio a Lampedusa

Mercoledì 13 aprile 2011 - ore 20.00
CINEMA ACADEMY ASTRA
Via Mezzocannone 109 - Napoli

Un film di Dagmawi Yimer, Giulio Cederna, Fabrizio Barraco
Musiche di Nicola Alesini (50', colore, 2011)

Intervengono:
SANDRO TRIULZI
MARCO GUADAGNINO
DAGMAWI YIMER
GIULIO CEDERNA

"Soltanto il mare" girato a Lampedusa nel corso del 2010, periodo nel quale l'isola aveva smesso di fare notizia, e completato all'inizio del 2011, quando i nuovi sbarchi l'hanno riportata su tutti i media, il film propone lo sguardo incrociato di due realtà che a Lampedusa raramente dialogano tra loro: quella di un migrante, in questo caso Dagmawi Yimer, sbarcato da clandestino sulle coste dell'isola nel 2006, e quella dei lampedusani.

Per info e contatti:
Francesca Giolivo - ONG CISS
(+39) 081/5571060

(ingresso gratuito fino ad esaurimento posti)


mercoledì 1 dicembre 2010

10 dicembre, Napoli: Spettacolo teatrale "Pulcinella Andata e Ritorno"



CISS in collaborazione con l'Associazione culturale Nakote presenta

"PULCINELLA ANDATA E RITORNO"

Venerdì 10 dicembre 2010, ore 17.00

Istituto Margherita Di Savoia
Salita Pontecorvo n. 72 - Napoli

Abbiamo voluto rappresentare attraverso la poliedrica maschera di Pulcinella il viaggio, il dolore della partenza per luoghi lontani, estranei al sentire partenopeo, evidenziando il carattere di divertimento che è un elemento imprescindibile del fare teatro …e non solo di quello. Pulcinella incarna l’uomo più semplice, quello più debole, quello che nella scala sociale occupa l’ultimo posto. Chiamato a rappresentare l’anima del popolo, i suoi istinti primitivi, appare quasi sempre in contraddizione, tanto da non avere dei tratti fissi: è ricco o povero, è prepotente o codardo, e talvolta presenta l’uno e l’altro tratto contemporaneamente.

In scena con la regia di Carlo Formigoni, Guido Primicile Carafa che firma anche le musiche, Luca Di Tommaso e Renata Wrobel, i costumi sono di Mojgan Tehrani.

Questo spettacolo popolare, giocoso, tipico della Commedia dell’Arte, affronta il ricordo delle nostre migrazioni dando spunto per affrontare i temi delle immigrazione di oggi, della tutela dei diritti, della cittadinanza attiva.

Al termine dello spettacolo sarà offerto un aperitivo con buffet.

INGRESSO GRATUITO

L'iniziativa è realizzata nell'ambito del progetto "EQUOMONDO - GIOCHI, GIOCATTOLI E SUONI DALLE STRADE DEL MONDO" finanziato dalla provincia di Napoli. Questa iniziativa è contro il "sistema"della camorra.

---

Claudia Cassina
Settore Comunicazione
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
Via G. Marconi, n.2/a - 90141 Palermo
Tel. (+39) 091.6262694
e-mail: c.cassina@cissong.org
http://www.cissong.org/


mercoledì 10 novembre 2010

17 novembre, Napoli: Inizio corsi di Lingua italiana e cittadinanza per migranti e rifugiati

Cooperazione Internazionale Sud Sud

nell’ambito del progetto “I Migranti e il Diritto alla Cittadinanza”

organizza

Laboratori di lingua italiana e cittadinanza per Migranti e Rifugiati




I laboratori, della durata di 60 ore, partiranno il 17 novembre 2010 e si svolgeranno presso la sede del Forum delle Culture, via Giuseppe Maffei, n. 18 (traversa di San Gregorio Armeno) - Napoli.

Gli incontri si terranno tutti i lunedì e i mercoledì dalle ore 18,00 alle ore 20,00.

Per info e iscrizioni:
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
Sede territoriale di Napoli
Piazza Bellini, 75
tel. 081/5571060 (h. 10,00/18.00)


sabato 15 maggio 2010

Al via la I° edizione della Summer School Internazionale del CISS (TUNISIA)

“La progettazione internazionale e gli strumenti ENPI” – Luglio 2010

La Summer school punta ad offrire una formazione approfondita, che unisca le conoscenze teoriche all'esperienza sul terreno, in un ambito specifico della cooperazione internazionale, il processo di progettazione, con una particolare attenzione all’applicazione del ciclo del progetto nell’ambito delle politiche di cooperazione mediterranea.

La durata della scuola è di 12 giorni, per un totale di 80 ore di formazione sia frontale che sul campo. Il pacchetto formativo è onnicomprensivo, includendo spostamenti, soggiorno, attività didattica e visite di campo.

La partecipazione è riservata ai primi sedici fra gli studenti provenienti dalle Università di Palermo (cui sono riservati 8 posti), Napoli, Bari, Lecce e Foggia (per i rimanenti 8) che inoltreranno l’iscrizione via mail all’indirizzo summerschool@cissong.org nella settimana tra il 24 e il 30 maggio. I primi sedici richiedenti verranno contattati dal CISS per perfezionare l’iscrizione entro tre giorni versando un acconto di € 50,00; in caso di mancato versamento dell’acconto, rientreranno in gioco le altre richieste pervenute, sempre in ordine cronologico.

Il costo totale di partecipazione è di 500 euro per i residenti in Sicilia e 450 euro per i partecipanti provenienti dalle Università di Napoli, Bari, Foggia, Lecce.

Gli studenti dei corsi di Laurea in 'Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale e Scienze per la Cooperazione allo Sviluppo' dell’Università di Palermo, che ne faranno richiesta, potranno ottenere il riconoscimento di sei crediti formativi, previo superamento dell’esame finale.

Obiettivi formativi della Summer School:

- Conoscere le politiche di cooperazione in atto nel Mediterraneo e le loro prospettive (sociali ed economiche) per il prossimo futuro.

- Acquisire competenze metodologiche e pratiche per formulare con successo proposte progettuali e per gestire interventi di sviluppo in tale ambito.

- Conoscere direttamente interventi di sviluppo in loco ed entrare in contatto con i partner locali e internazionali.

Per maggiori informazioni e dettagli
www.cissong.org/it/press/news/al-via-la-1b0-edizione-della-summer-school


Bookmark and Share

giovedì 28 gennaio 2010

31 gennaio, Palermo: SoleLuna, un ponte tra culture. Contonua il ciclo di proiezioni alla GAM

SOLE LUNA, UN PONTE TRA LE CULTURE
CONTINUA IL CICLO DI PROIEZIONI ALLA GAM

Continua, alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo ex convento di Sant’Anna, il ciclo di proiezioni che propone una selezione dei più bei film documentari dell’archivio dell’associazione Sole Luna, Un ponte tra le culture.

Domenica 31 gennaio 2010 alle 16.30
ISTI’MARIYAH – CONTROVENTO TRA NAPOLI E BAGHDAD
di Michelangelo Severgnini - Italia, 2006, 75’ (italiano e arabo con sottotitoli in italiano)
Un giornalista radiofonico napoletano raccoglie la storia di un giovane siriano, Shadi, come di altri giovani mediorientali. Ne emerge il ritratto di una generazione controvento, stretta tra contraddizioni e speranza, in un perenne stato di guerra. Il documentario sarà introdotto e presentato da Gabriella D’Agostino, direttore scientifico del Sole Luna Festival e dal direttore artistico Giovanni Massa.

Sole Luna, Un ponte tra le culture, presieduta da Lucia Gotti Venturato, è un’associazione onlus nata con il preciso intento di avviare processi di amicizia tra culture diverse nella profonda convinzione che la conoscenza sia l’unico tramite per la comprensione dei diversi mondi e delle loro tradizioni. Ulteriore scopo dell’associazione è l’individuazione e la promozione di giovani talenti provenienti dai paesi mediterranei. Le proiezioni proseguiranno con cadenza quindicinale.

INGRESSO LIBERO
http://www.solelunaunpontetraleculture.com/
Per informazioni: Alessandra Amorello, Via Tavola Tonda, 4
091 6268404 - 3493736127
info@solelunaunpontetraleculture.com

Bookmark and Share

lunedì 11 gennaio 2010

Primo Marzo 2010, Italia: Sciopero degli Stranieri e degli Italiani insieme. Anche a Palermo un comitato




Primo marzo 2010 si propone di organizzare una grande manifestazione per far capire all'opinione pubblica italiana quanto sia determinante l'apporto dei migranti alla tenuta e al funzionamento della nostra società.
Questo gruppo nasce meticcio
ed è orgoglioso di riunire al proprio interno italiani, stranieri, seconde generazioni, e chiunque condivida il rifiuto del razzismo e delle discriminazioni verso i più deboli.
Siamo collegati e ci ispiriamo a La journée sans immigrés: 24h sans nous, il movimento che in Francia sta organizzando uno sciopero degli immigrati per il 1 marzo 2010. Come sta accadendo per La journée sans immigrés, ci stiamo articolando anche noi attraverso comitati locali.

Sono già stati creati comitati a Milano, Roma, Napoli e Palermo.

Per avere informazioni e ricevere i nostri aggiornamenti è necessario iscriversi alla mailing list. Per farlo basta mandare una mail a:
primomarzo2010@gmail.com specificando nell'oggetto "iscrizione" e nel testo la città in cui ci si trova.

Siamo anche su Facebook all'indirizzo:

Il nostro logo è opera dell'artista siciliano Giuseppe Cassibba.

Per informazioni ed adesioni al
COMITATO DI PALERMO

o telefonare al numero 3397458087
(Italian, French, English, Spanish)

Gruppo del COMITATO DI PALERMO su Facebook


Cosa succederebbe se migliaia di infermieri, pizzaioli, muratori semplici e specializzati, saldatori, mulettisti, badanti, baby sitter, cassiere, capireparto, artisti, mediatori culturali ed educatori, addetti alle pulizie negli uffici, custodi e concierge, camerieri, operatori turistici, centralinisti, magazzinieri, operatori informatici, insegnanti, medici, politici, opinionisti, giornalisti… si fermassero tutti insieme?
E cosa succederebbe se insieme a loro si fermassero studenti medi e universitari, casalinghe, liberi professionisti dell’edilizia, dei trasporti privati, dei settori dei servizi?
E se a questi si aggiungessero anche i loro colleghi italiani, impiegati negli stessi settori, partecipi delle stesse attività, accomunati dal senso di squilibrio e disuguaglianza che colpisce tutti?
Basterebbero poche ore di sciopero generale per raggiungere l’obiettivo: affermarsi come lavoratori e come persone.
Il 1 maggio del 2006 negli Stati Uniti si sono fermati 12 milioni di persone, la stragrande maggioranza senza permesso di soggiorno, per protestare contro l’introduzione, nell’ordinamento legislativo americano, del reato di clandestinità.
Lo stesso reato introdotto dall’Italia ad agosto di quest’anno.
Ma qui non si è ancora lamentato nessuno, né tra i sans papier né tra chi un documento ce l'ha e se lo tiene stretto, né tra gli italiani.

Silenzio.

Perché gli americani ce la fanno e noi no? Da quando siamo meno intelligenti di quei bistecconi palestrati che amano piangere al cinema e pensano che il Colosseo sia la copia di quello di Las Vegas?
Dal momento che non credo in un’immutabile destino avverso, allora è davvero il caso di dire che ci stiamo facendo battere dagli americani sul piano dei diritti e che sarebbe ora di darsi una mossa.
Una spiegazione di questo silenzio potrebbe stare in un diffuso (sia tra i cittadini italiani che tra quelli stranieri) senso di inferiorità, nella mancanza di consapevolezza del proprio valore, nella sensazione fatalista che nulla si possa fare contro le Potenze del Male.
Un’altra spiegazione potrebbe stare nella sensazione di isolamento che taglia qualunque desiderio di ribellione e di affermazione.
Credo che siano valide entrambe le spiegazioni e che la soluzione stia nel dire semplicemente che entrambe possono essere cambiate.
Siamo in tanti, abbiamo lo stesso obiettivo e abbiamo la capacità e gli strumenti per organizzarci.
Siamo consapevoli del valore che ciascuna persona ha e del fatto che deve essergli riconosciuto.
Siamo convinti che fare, agire, muoversi, sia lo strumento più efficace che ci sia per affermare le proprie convinzioni e soprattutto per dire: siamo qui, non potete ignorarci.
L’Italia vive grazie al lavoro di migliaia di cittadini provenienti da altri paesi e se ne vergogna – di conseguenza cerca di ignorarli, chiuderli fuori, annegarli in mare come si fa con le cucciolate di gattini troppo numerose (letteralmente).
Io non me ne vergogno, anzi la mia vita ha subito dei cambiamenti, a volte in maniera semplice e facile, altre volte con difficoltà e fatica, grazie alle persone che ho incontrato: mi sono trasformata e sono cresciuta, ho imparato forme di pensiero e stili di vita nuovi, alcuni li ho fatti miei, altri li ho lasciati alla persona che me li ha proposti perchè non ho mai, in nessun caso, smesso di essere me stessa (e in questo me risiede anche il fatto di avere cittadinanza e cultura italiane) – né le persone che ho incontrato hanno mai smesso di essere sé stesse.
Il valore che la migrazione porta in sé è connesso alla forza lavoro e alla necessità economica, ma poi va al di là di questa e significa un insieme di caratteristiche umane e culturali, filosofiche e sociologiche che è impossibile e stupido ignorare.
Il valore che la migrazione porta in sé è superiore a qualunque difficoltà, che poi, ammettiamolo, non va al di là di qualche lentezza linguistica, del dare allo stesso Dio un nome diverso, nell’aggiungere spezie sconosciute alla stessa carne e allo stesso pesce.

Provare per credere.

Se smettiamo di farci spaventare da una tempesta in un bicchiere d’acqua e contribuiamo a creare una società migliore e più accogliente per chi arriva, siamo migliori noi.
In questa battaglia dobbiamo essere insieme: chi è straniero, con o senza permesso di soggiorno deve assumersi la responsabilità di non farsi calpestare, di affermare la propria dignità umana e morale; chi è italiano, con più o meno senso civico, deve assumersi la responsabilità di non lasciarsi rubare la società migliore che possa desiderare per sé e per i propri figli.
Non tutti hanno la forza di intraprendere un cammino politico, né credo sia necessario che tutti lo facciano, ma ci sono momenti in cui un gesto semplice sostiene e dà la spinta per un grosso cambiamento e in questi momenti è necessaria la presenza di tutti: lamentarsi non serve a nulla, scappare è sciocco, fare finta di niente è un grosso errore.

Fermiamoci il 1 marzo 2010.

Fonte: Primo Marzo 2010 Sciopero degli Stranieri




Bookmark and Share

mercoledì 11 novembre 2009

13 novembre, Napoli: Manifestazione CISS "A Sud-Est del Vesuvio"


A Sud-Est del Vesuvio
Una festa per l'intercultura e il dialogo tra i popoli

Venerdì 13 novembre 2009
dalle ore 10.00
Stazione Circumvesuviana “Pomigliano”
Pomigliano D'Arco (NA)

Questa momento di festa interculturale è il secondo evento realizzato da Circumvesuviana e CISS all’interno di un percorso che mira ad uno scambio di esperienze tra diversi attori territoriali e al coinvolgimento diretto e attivo della società civile.

Il programma della giornata prevede:
Ore 10-13: animazione, musica e laboratori interculturali a cura delle associazioni aderenti;
Dalle 17:00:
- performance della Scuola comunale Pomigliano Danza, direzione artistica di Fabio Molfesi
- performance di musica e danza con artisti dal Burkina Faso, Benin, Costa d’Avorio, e Camerun a cura dell’Associazione Rifugiati Napoli
- A Sud da Est, lettura da “Voci di donne migranti” racconti di vita al femminile e frammenti di esistenza in viaggio, con Mariela Cafazzo e Tonia Garante, adattamento e regia di Linda Dalisi, a cura della ONG CISS.
- musica e danza dal Senegal a cura del gruppo Libougoree

Durante il corso della giornata saranno proiettati i video realizzati dall’Ass. Chi rom e chi no:

A metà, lungometraggio, un doppio sguardo dall'alba al tramonto, la scelta di un luogo d'osservazione privilegiato al di fuori dagli spazi di mediazione: la strada.
Dal cemento, cortometraggio di animazione realizzato con la tecnica della stop motion.
Quarto piano, cortometraggio realizzato in un appartamento della vela gialla di Scampia con bambini rom e napoletani del quartiere.

E i video-documentari realizzati nel corso dei laboratori della scuola d’italiano ASINITAS ONLUS di Roma.

******************************************************

«Noi difendiamo l’Europa!»

Opposizione politica e lotta all’immigrazione in Libia
Audio documentario di Roman Herzog (2009,70’)

Venerdì 20 novembre 2009 ore 18.30
Nuovo Teatro Nuovo
Via Montecalvario 16 – Napoli

Dopo l’ascolto, ne discutono con l’autore:
- Alessandro Triulzi, Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”
- Sergio Cipolla, Ong CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud

L'evento è realizzato con il contributo della Provincia di Napoli, in collaborazione con il Comune di Napoli e la IV Municipalità San Lorenzo/Vicaria/Poggioreale e nell'ambito del progetto "I giorni della partenza e i giorni dell'arrivo: narrazioni e sensibilizzazione sui percorsi migratori nella provincia di Napoli" - finanziato dalla Provincia di Napoli, Assessorato al Lavoro e Pace - DD. 8961 del 27/07/2009.

Per maggiori informazioni, sito «Noi difendiamo l’Europa!» o contatta la sede CISS di Napoli: Tel: 081.5571060. E-mail: napoli@cissong.org


Fonte: Claudia Cassina
Settore Comunicazione CISS, Cooperazione Internazionale Sud Sud
Via G. Marconi, n.2/a - 90141 Palermo
Tel. (+39) 091.6262004
http://www.cissong.org/ c.cassina@cissong.org


Bookmark and Share

domenica 27 maggio 2007

L'insegnamento della lingua italiana agli stranieri nei corsi E.D.A di Napoli. L'esperienza di un'operatrice scolastica



Clelia Bartoli è insegnante di ruolo di Scuola Statale dal 2000. Siciliana di Palermo, città dove è nata nel 1973, da tre anni si è trasferita a Napoli, dove insegna storia e geografia nei corsi di scuola media per adulti ed italiano agli stranieri, presso il centro di educazione degli adulti (E.d.A.) istituito dal centro territoriale permanente (C.T.P.) dell’Istituto Comprensivo “Casanova” di piazza Cavour. Laureata in Filosofia all’università degli Studi di Firenze, ha conseguito il dottorato in «Diritti dell’Uomo» presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.E’ docente a contratto presso la cattedra di “Diritti umani” all’Università delle Scienze Giuridiche di Trapani.

Clelia da quanto tempo insegni al Casanova? E da quanto tempo il CTP del Casanova ha istituito l’insegnamento della lingua italiana per stranieri?
Insegno al Casanova da circa due anni. Mentre l’insegnamento della lingua italiana è stato istituito da circa una decina di anni…credo…
Quanti sono gli studenti stranieri qui al Casanova?
C’è una sola classe di italiano L2, gli iscritti in un anno possono anche essere una ottantina, generalmente frequentano per dei periodi circoscritti …ci sono due turni al giorno.
Come sono organizzati i turni?
L’idea iniziale era di dividerli per livello di conoscenza della lingua, poi non è stato possibile perché molti corsisti hanno esigenze di lavoro, o di altro genere… per cui nell’organizzazione dei turni hanno prevalso le esigenze personali dei frequentanti che il livello di conoscenza della lingua, anche se sarebbe stato più opportuno fare diversamente. Poi si è costituito un gruppo di ragazzi sud asiatici che preferiscono stare insieme alle lezioni…
Per sud Asia intendi Sri Lanka e…
…anche Pakisthan, Bangladesh…
I cinesi frequentano i corsi di italiano?
Abbiamo avuto un solo corsista cinese, un insegnante di Thai Chi, parlava già bene l’italiano e frequentava il corso più che altro per il piacere di perfezionare la lingua italiana…
Chi sono i frequentanti del corso di italiano adesso?
Sono persone molto diverse, sia per condizione che per provenienza. Abbiamo iscritti di circa venti nazionalità differenti. Ma principalmente sono lavoratori e ragazzi che hanno appena raggiunto i genitori dopo aver vissuto, anche per anni, con i nonni nel paese d’origine… Spesso alcune mamme dei ragazzi che hanno appena effettuato il ricongiungimento si iscrivono insieme ai figli: sia per inserirli, sia, facendo un’attività insieme, per riguadagnare l’intimità messa in discussione dalla lunga distanza. Questi genitori, pur vivendo in Italia già da molti anni, spesso non parlano ancora bene la lingua, e quasi sempre vengono rapidamente superati dai figli. Abbiamo avuto parecchie coppie di madri e figli…
Per quanto riguarda l’apprendimento della lingua italiana, avete riscontrato approcci diversi in base alla provenienza e alla “cultura”? Che idea vi siete fatti rispetto a ciò?
Si… normalmente chi viene dall’Est Europa ha una grande facilità ad apprendere la lingua italiana…
…e questo come ve lo spiegate?
Mah… sicuramente nei paesi dell’Est hanno delle buone scuole, le lingue straniere sono insegnate bene… inoltre hanno una buona disposizione verso lo studio, direi che la scuola rappresenta spesso per chi viene dall’est Europa un’occasione di preservare la propria autostima, a discapito di impieghi poco gratificanti…
E per quanto riguarda le persone che vengono da altre aree?
…gli studenti che vengono dall’Asia meridionale hanno più difficoltà ad imparare la lingua…ma credo che dipenda dal fatto che hanno pochi rapporti con gli italiani… e meno occasioni per esercitarsi con la lingua locale… e poi credo che ci sia una difficoltà legata anche al fatto che lingue asiatiche sono molto distanti per struttura linguistica…
…e gli studenti arabi e dell’Africa?
…gli studenti arabi che abbiamo qui apprendono molto velocemente la lingua italiana, avendo anche il francese come appoggio. Per quanto riguarda gli studenti africani subsahariani dipende se vengono da aree francofone, anglofone o dove si parla portoghese, come molti nostri frequentanti capoverdiani. Evidentemente chi parla una lingua neolatina è facilitato, lo stesso vale per i corsisti sudamericani. Bisogna dire che però a Napoli il problema dell’integrazione e dell’intercultura comprende anche la popolazione “indigena”, anche per lo stesso apprendimento della lingua italiana. Una cosa divertente che accade molto spesso nelle classi per adulti di scuola media è che i napoletani copiano dagli stranieri, che hanno a volte un italiano migliore dei napoletani. Anche la cultura del napoletano di quartiere è un’alterità rispetto alle istituzioni… .
Spesso a Napoli si vedono i giovani immigrati della seconda generazione parlare in napoletano e gesticolare come i ragazzi dei vicoli dei quartieri popolari. I giovani immigrati che frequentano i vostri corsi di lingua hanno riferimenti culturali simili?
Mah… i ragazzi cingalesi che non sono scolarizzati e che non sono cresciuti in Italia hanno come riferimento la musica Hip Hop, ci sono anche dei gruppi musicali cingalesi napoletani. Quando cammino per Napoli, guardandomi in giro, anch’io noto questa cosa, penso che crescendo insieme per i bambini sia veloce e inevitabile l’impatto con la cultura dominante. Secondo me Napoli, sopratutto nei quartieri popolari, è una specie di nazione a sé stante, che ha una sua cultura, una sua lingua, dei suoi generi artistici. In alcuni zone di Napoli sembra che la cultura italiana venga vissuta come straniera dagli stessi napoletani, un po’ come quella delle istituzioni nei paesi colonizzati, e quindi crescendo in questi quartieri è ovvio che i ragazzini di origine straniera apprendano più facilmente la lingua napoletana che l’italiano, che assumano gli stili e i comportamenti degli altri ragazzini napoletani. Poi capita anche che, rispetto a come viene vissuta l’immigrazione al nord, ci siano dei preconcetti ribaltati, non è raro che i genitori dei bambini stranieri dicano ai loro figli di non giocare con i bambini napoletani.
Che lavori fanno i vostri studenti?
…ci sono i ragazzi più giovani che vanno a scuola o che seguono il corso di lingua italiana per poi iscriversi a scuola, spesso hanno già finito le superiori nel loro paese, vanno dai 15 ai 20 anni, e vogliono recuperare gli anni di studio in Italia, e andare all’università. Gli asiatici adulti e gli africani sono soprattutto venditori ambulanti o commercianti, gli uomini e le donne dell’est badanti, domestici o operai…
Tu trovi una relazione tra il lavoro che fanno ed un’aspettativa che corrisponda ad una preparazione di base, precedente l’ingresso in Italia?
Gli africani hanno titoli di studio più alti, diplomi o lauree, ed quindi è sicuramente una sottoaspettativa quella di fare gli ambulanti. I pakistani che abbiamo conosciuto qui non avevano titoli di studio elevati, anche se si tratta di un dato non generalizzabile. I srilankesi sono molto giovani e non hanno potuto terminare gli studi, spesso proprio perché sono entrati in Italia con i ricongiungimenti familiari. Normalmente sono tutti scolarizzarti oltre l’obbligo. Personalmente non vedo una relazione diretta tra lo sbocco occupazionale che gli immigrati trovano a Napoli e la loro formazione scolastica pregressa, anche se questa, secondo me, è una cosa molto importante, da affrontare. L’altro giorno ascoltavo un dibattito in televisione durante il quale si diceva che bisognerebbe fare entrare solo immigrati con titoli di studio elevato, il problema in realtà però è che ci sono già, sono già quasi tutti in possesso di titoli di studio, semplicemente non è agevolato il percorso per riconoscerli ed utilizzarli. Ci si preoccupa della ‘fuga dei cervelli’ e non si presta attenzione a quanti ne arrivino di ‘cervelli’!
Nel lavoro che fate vi trovate spesso a confronto con i progetti migratori e le aspettative dei migranti che scommettono sull’integrazione, a partire dal desiderio di conoscere la lingua italiana. Nella tua esperienza, trovi che c’è soddisfazione nella condizione di migranti a Napoli?
L’anno scorso abbiamo fatto un’intervista ad un buon numero di studenti sia stranieri che italiani che frequentavano la terza media serale. La cosa più interessante che è venuta fuori è che gli stranieri avevano dei progetti di vita molto più strutturati e più lungimiranti rispetto agli italiani, ovviamente mi riferisco ai cittadini napoletani di ceto basso che frequentano la scuola media per adulti. Ad esempio, l’ultima domanda di questo questionario era: “Cosa faresti con un milione di euro?”, le risposte degli immigrati come quelle dei napoletani menzionavano: beneficenza, acquisto di oggetti per la gratificazione personale, doni ai membri della famiglia, ma a differenza dei napoletani gli immigrati citavano degli investimenti: “apro una attività”, “investo…” , ed altre risposte di questo tipo. I napoletani si dimostravano meno capaci di progettare il futuro. Un’altra differenza interessante era che gli stranieri esprimevano il desiderio di perfezionare le loro capacità (acquistandone di nuove o vedendo riconosciuti i propri titoli in Italia), insomma di concentrarsi su un miglioramento di sé. Per i napoletani, al contrario, nelle risposte si leggeva il desiderio di compensare una soddisfazione non avuta rimandandola ai figli. Per semplificare, i napoletani dicevano: “spero che i miei figli stiano meglio”, gli stranieri: “io voglio stare meglio per far stare meglio i miei figli”. Poi magari accade che gli immigrati siano assolutamente non valorizzati, sottoimpiegati, abbrutiti. A tal fine, secondo me, sarebbe molto utile incentivare la cooperazione, stimolare l’associazionismo per creare una maggiore forza di impatto, un’efficacia progettuale, per superare la debolezza dovuta alla posizione di straniero. Molte delle persone che sono riuscite a realizzare un progetto di migrazione hanno una grande capacità di proiettarsi verso il futuro, un certo istinto imprenditoriale, alcune hanno anche incredibili esperienze umane e professionali acquisite nel loro paese, ma tutto ciò è sprecato e offeso dal fatto di essere stranieri e per il fatto di essere isolati…
Nel percorso formativo, che tu sappia e rispetto agli sbocchi formativo professionale, ritieni adeguata l’offerta formativa o l’attività di orientamento alla formazione professionale? Per esempio voi indirizzate alla formazione professionale?
Qui facciamo orientamento alla formazione, abbiamo giovani che devono completare gli studi o adulti che vogliono proseguire; ma c’è il problema che molti non hanno il permesso, noi accettiamo tutti, mentre nei corsi professionali trovano degli ostacoli a potersi inserire. Una cosa che organizziamo è un corso molto breve e concentrato di circa cinquanta ore che permette l’iscrizione ad altri istituti serali di scuole superiori, non al primo anno ma al terzo se non addirittura al quarto anno, a seconda delle loro competenze. Questo è una buona opportunità sia per gli stranieri che per gli italiani, senza distinzione. Percorsi di inserimento professionale non sono stati sviluppati o almeno io non ne conosco, né generali, né specifici per gli stranieri. Io insegno italiano, storia e geografia nella scuola media e molti di quelli che iniziano la classe di italiano per gli stranieri passano nella scuola media, così almeno hanno un titolo riconosciuto in Italia, ed il titolo può essere utile perché spesso in patria hanno undici anni di scuola riconosciuti e con questo aggiungono il dodicesimo, così possono iscriversi all’università.
I CTP possono presentare progetti agli enti pubblici?
Si. Anzi molte scuole traggono vantaggio dall’avere dei CTP perché possono aspirare a finanziamenti ulteriori…
Per l’insegnamento della lingua italiana, a Napoli, l’offerta formativa viene principalmente dal terzo settore, dalle associazioni, alcune delle quali attivano finanziamenti specifici, anche se spesso non in modo continuativo, e dai CTP attraverso i corsi EDA. Da un punto di vista formale i CTP dovrebbero essere uno per ogni distretto scolastico, e a Napoli ce ne sono 50 di distretti, pochi hanno attivato insegnamenti per la lingua italiana agli stranieri, da questo punto di vista non pensi che sia sottovalutata la potenzialità di queste strutture per costruire una strategia per l’integrazione degli immigrati, a partire dalla lingua italiana?
Sicuramente i CTP rappresentano una potenzialità enorme di intervento, anche perché c’è una libertà che la scuola del mattino non ha, possiamo ad esempio attivare non solo corsi di italiano ma anche costruire percorsi di inclusione sociale, di consulenza, di arte e socializzazione. Si potrebbe fare moltissimo, il problema è che da un lato non si investe sui CTP, dall’altra gli insegnanti non ricevono una formazione specifica, non sono né specializzati per l’insegnamento agli adulti, né per insegnare l’italiano come seconda lingua agli stranieri, mancando non di rado di competenze e sensibilità interculturale. Per cui potrebbe addirittura essere rischioso dare più forza a qualcosa che è intrinsecamente debole. Un altro aspetto da considerare, tanto positivo che negativo, è che ai CTP ci si iscrive volontariamente, quindi le persone che vengono da noi sono estremamente motivate a istruirsi per migliorare la propria vita; molto spesso l’iscrizione coincide con un momento di svolta per la persona, e diventa momento di socializzazione, la sola frequenza è un’occasione di inclusione sociale. Al contrario, in Inghilterra ci sono dei programmi di alfabetizzazione del governo obbligatoriper gli stranieri, altrimenti non perdono alcuni benefici offerti dal wellfare. In questo caso l’intervento è molto più incisivo, diffuso e meglio pianificato, ma accade che venga vissuto come un’ingiusta costrizione