Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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giovedì 13 marzo 2014

14-15 marzo, Palermo: Convegno nazionale Giunti "A scuola nessuno è straniero. Pratiche interculturali in classe e nella città"

CONVEGNO NAZIONALE


A SCUOLA NESSUNO È STRANIERO
PRATICHE INTERCULTURALI IN CLASSE E NELLA CITTÀ

Palermo, 14 e 15 marzo 2014
Cantieri Culturali alla Zisa
Via Paolo Gili 4, Palermo


Venerdì 14 Marzo 2014

CONDIVIDERE E SCAMBIARE
Sessioni parallele di confronto di esperienze e materiali, ore 15:00 - 18:30

Prima sessione. L’inclusione comincia dai più piccoli
Sala Blu Cobalto
Introduce: Giovanna Criscione, dirigente tecnico MIUR, USR per la Sicilia
Coordina: Emilia Passaponti, caporedattore “La Vita Scolastica” e “Scuola dell’infanzia”, Giunti Scuola
• Laura Pollichino, I.C. “Perez- M. Teresa di Calcutta”, Palermo, Facilitare il passaggio dei bambini stranieri alla scuola primaria
• Ivana Blundo, I.C. “Pascoli”, Ragusa, Tra scuola e famiglia: accogliere e costruire ponti
• Paola Pasqualon, Rete delle scuole di Treviso, Il nome, le storie, le lingue: l’importanza della narrazione
• Domenico Ciccarello, Biblioteca diocesana G.B. Amico, sezione “Piccolo principe”, Erice Trapani, A voce alta. Fiabe interculturali per bambini e genitori

Seconda sessione. L’italiano L2 della comunicazione e le altre lingue 
Goethe Institute
Introduce: Barbara D’Annunzio, assegnista di ricerca Università Ca’ Foscari di Venezia, Docente a contratto Università di Catania (sede di Ragusa)
Coordina: Maria Cristina Peccianti, linguista esperta in glottodidattica
• Maria Pia Magliokeen, Referente regionale USR Sicilia, Lingue, plurilinguismo e progetti europei
• Angela Maltoni, Cornigliano-Genova, Daniela Carpani, Università di Genova, Tante lingue in classe
• Maria Corte, dirigente scolastico I.C. Ajello, Mazara del Vallo, Insegnare in una scuola multilingue
• Vincenza Allegra e Dorotea Polizzi, docenti I.C. Ajello, Mazara del Vallo, Noi bambini del mondo
• Giuseppe Rizzuto, Centro educativo interculturale "Casa-Officina", Palermo, "Riconoscersi in tante lingue. L'esperienza della Casa-Officina"
 • Anna Formuso, docente I.C. “Perez- Madre Teresa di Calcutta”, Palermo, Alla scoperta delle nostre radici linguistiche

Terza sessione. Una lingua per imparare: l’italiano L2 per lo studio
Centro Sperimentale di Cinematografia
Introduce: Chiara Amoruso, Università di Palermo
Coordina, Maria Frigo, formatrice e autrice testi di italiano L2, Milano
• Maria Rosa Turrisi, Referente “Intercultura” e progetti di formazione di L2, USR Sicilia, La formazione degli insegnanti di italiano L2: bisogni ed esperienze
• Gabriella Debetto, esperta di educazione linguistica, Padova, Scrivere in italiano L2: pratiche per lo sviluppo della competenza scritta
• Stefania Ferrari, Università di Verona Multicentro Educativo M.E.MO Modena, L’italiano con i task: il metodo, il sito, le proposte
• Caterina Corrao, Rosa Maria Belluccia, Scuola Primaria Statale "Alcide De Gasperi", Palermo, Strategie per non sbagliare

Quarta sessione. Per una scuola interculturale: la via della narrazione e dei sapori
Institute Francais
Introduce e coordina: Della Passarelli, Sinnos Editrice, Roma
• Giusi Quarenghi, scrittrice, Pane e fame non hanno confini
• Gabriella Zammataro dirigente scolastico del Circolo Didattico di Zafferana Etnea, Narrare interculturalmente. Libri per conoscere e conoscersi
• Cettina Capizzi, responsabile mediateca comunale “La casa di Giufà”, Enna, Giufà: un personaggio “ponte” tra qui e là
• Angela Cristaldi, dirigente scolastico Scuola Secondaria di Primo grado “Grassa”, Mazara Del Vallo, Scambi e intrecci: la cucina comparata

Quinta sessione. Costruire il futuro. Allievi stranieri nella scuola secondaria
BIblioteca Istituto Gramsci
Introduce: Maurizio Gentile, USR Sicilia, referente per la dispersione scolastica
Coordina: Lorenzo Luatti, ricercatore, Oxfam Italia
• Andrea Rampini, ricercatore, CODICI – Agenzia di Ricerca Sociale, Gli adolescenti cinesi neoarrivati e le sfide del ricongiungimento: verso un racconto in prima persona
• Donatella Natoli, Biblioteca “Le Balate”, Palermo, La biblioteca: uno spazio per promuovere la prosecuzione degli studi
• Alessandra Minerbi, SSPG Quintino di Vona, Centro COME, Milano, Orientare e accompagnare i ragazzi stranieri nei passaggi di scuola: materiali e buone pratiche
• Egle Mocciaro, Adele Pellitteri, Scuola di Lingua italiana per Stranieri, Università di Palermo, Imparare con gli alunni stranieri. Progetti di tutoring scolastico

Sesta sessione. Insieme nella città e negli spazi di tutti. Famiglie e territorio
Centro Sperimentale di Cinematografia - sala cinema
Introduce: Caterina Fasone, Referente regionale USR Sicilia - “Educazione/istruzione degli adulti - Formazione linguistica (L2) ed educazione civica per l’integrazione
Coordina: Gilberto Bettinelli, Centro COME di Milano
• Valentina Anselmi e Behts Ampuero, Associazione Asinitas, Roma, La scuola delle mamme immigrate
• Stephanie V. Love, M. Ed. Università di Washington, Seattle, USA, Insegnare l’italiano agli adulti con bassa scolarità
• Paola Scuderi, Casa dei popoli, Comune di Catania, Tra passato e futuro: i progetti e la dimensione del tempo nelle famiglie migranti
• Marcello Amoruso, Tindara Ignazzitto, Scuola di Lingua italiana per Stranieri, Università di Palermo, Imparare la lingua, rompere l’isolamento
• Alessandro La Grassa, CRESM, Palermo, Il progetto Comunità Urbane Solidali: la cultura delle comunità per una comunità di culture. Partecipazione delle comunità di immigrati di Palermo alla vita della città attraverso il protagonismo culturale dal basso

Sabato 15 Marzo 2014

PER UNA SCUOLA DI TUTTI E DI CIASCUNO
LE IDEE, PER OGGI E PER DOMANI
Sessione plenaria, ore 9:30 - 13:00

Benvenuto dell’orchestra multietnica dei bambini della scuola primaria “F. Raciti”

Introduce: Gaetano Calà, Anfe
Apertura istituzionale e saluti

Benvenuto dell’orchestra multietnica dei bambini della scuola primaria “F. Raciti”

Introduce: Gaetano Calà, Anfe

Apertura istituzionale e saluti

• Pietro Grasso, Presidente del Senato

• Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo

• Rosario Crocetta, Presidente della Regione Siciliana

• Maria Luisa Altomonte, Direttore Generale Ufficio Scolastico Regionale
per la Sicilia

• Carla Ida Salviati, Direttore de “La Vita Scolastica” e “Scuola dell’Infanzia”.
Giunti Scuola

Relazioni
Coordina: Giusto Catania, Assessore alla Partecipazione, Comunicazione, Decentramento, Servizio Demografici e Migrazione, Comune di Palermo

• Parole/chiave per una scuola dell’inclusione in situazione di pluralità, Graziella Favaro, pedagogista, referente scientifico del convegno

• Come saremo fra vent’anni. Parlare d’integrazione immaginando il futuro, Stefano Molina, dirigente di ricerca, Fondazione Giovanni Agnelli, Torino

• Come si scrive Lampedusa? Luoghi, lingue, emozioni, Mari D’Agostino, Scuola di Lingua italiana per Stranieri, Università di Palermo

• La città cosmopolita: le sfide e le opportunità, Vincenzo Guarrasi, geografo
• Vivere insieme nei “luoghi comuni”, Kossi Komla Ebri, scrittore e medico

Conclusioni e proposte: Barbara Evola, Assessore scuola, edilizia scolastica,
Comune di Palermo

martedì 5 novembre 2013

4 novembre, Bologna: Una classe tutta di stranieri alla scuola media Besta, il preside: "Non è un ghetto"


Una classe tutta di stranieri alla scuola media Besta, il preside: "Non è un ghetto"

Lettera del Consiglio d'Istituto: "Annullate le potenzialità di educazione tra pari".

Il preside: "Sperimentazione per integrare ragazzi arrivati qui ad agosto,
che ancora non parlano italiano"

Scuola: a Bologna una classe solo con alunni stranieri (Ansa)

Bologna, 4 novembre 2013 - Le scuole medie Besta di Bologna, quest’anno, sono partite con una prima in piu’: e’ la “1^A sperimentale”, ed è davvero ‘speciale’. Infatti, in quell’aula siedono solo ragazzi stranieri di diverse nazionalita’ ed eta’ che non parlano italiano.

Una classe che, il Consiglio di istituto della scuola, in una lettera inviata al Coordinamento dei Consigli di istituto, critica ponendo parecchi dubbi sia sulla separazione degli alunni stranieri da quelli italiani “che ha il risultato immediato di dividere”, sia su una decisione presa senza consultazione preventiva dei genitori e dello stesso Consiglio di istituto. Roberto Panzacchi, ex consigliere comunale e oggi presidente del Consiglio d’istituto, assieme agli altri componenti dell’organismo (Alessia Orsi, Stefania Santini, Stefano Iotti, Teresa La Torretta), infatti, nella missiva, mette in fila i motivi della contrarietà a questa novità. Tra i rappresentanti, peraltro, scrivono Panzacchi e colleghi, c’è chi si è dimesso proprio perché in contrasto con la scelta di avviare la classe di soli stranieri senza prima sentire il Consiglio.

I problemi, per i genitori che compongono il Consiglio d’istituto, sarebbero sia formali, sia politici che pratici. La classe e’ composta solo da allievi stranieri, di nazionalità ed età diverse (comprese tra gli 11 e i 15 anni) e la composizione del gruppo puo’ variare perché gli allievi possono essere essere spostati in altre classi e nella ‘1^A’ possono arrivare anche nuovi alunni. Gli allievi stranieri, quindi analizzano i genitori, non parleranno in aula con altri italiani e avranno come unico riferimento italiano solo l’insegnante, “annullando tutte le potenzialità della educazione tra pari”.

Un altro problema rispetto all’istituzione della ‘1^A’ e’ che la classe non ha una composizione fissa e quindi i giovani non avranno mai un gruppo di riferimento stabile. Il timore di Panzacchi e colleghi, poi, e’ che questa soluzione sia l’anticamera della riproposizione delle classi differenziali. Inoltre il Consiglio e’ convinto che una scelta del genere contrasti con i principi di inclusione e confronto “ai quali la scuola si deve ispirare”.
Poi c’è la questione formale e il fatto che la sesta sezione, scrivono i componenti del Consiglio d’istituto, “è sembrata piovere dal cielo nel momento in cui le altre cinque classi erano già formate”, una decisione che andrebbe contro le prerogative del Consiglio, che dovrebbe dare le linee guida del progetto formativo.
Nella lettera si sottolinea inoltre che il Consiglio non ha potuto analizzare questa sperimentazione prima che partisse, ma ha ricevuto spiegazioni solo dopo aver preteso una presentazione “a cose gia’ avviate in un clima di grande sfiducia da parte nostra nei confronti della dirigenza scolastica e di del collegio docenti a noi parsi reticenti”.

E’ vero, ammettono poi i genitori, che alle Besta si lavora sempre in deroga alla disposizione Gelmini col limite massimo di stranieri per classe del 30% e che quindi “gli insegnanti sono sulla frontiera del confronto continuamente”, ma questo problema c’è anche nell’intero quartiere San Donato. Per questo i genitori sono convinti che anche i sindacati, le associazioni e tutti i protagonisti attivi dei progetti sul territorio, debbano avere un ruolo importante “su come si determinano le politiche scolastiche e di accoglienza dei giovani stranieri”.

LA RISPOSTA DEL PRESIDE
La ‘1^A’ sperimentale delle scuole medie Besta di Bologna, “non e’ nata affatto come classe ghetto ma, al contrario, e’ stata istituita per integrare, per dare una classe a ragazzi arrivati ad agosto in Italia e per evitare l’abbandono scolastico”. E poi la classe e’ stata autorizzata dall’Ufficio scolastico provinciale. Il dirigente dell’Istituto comprensivo 10, Emilio Porcaro, che conta anche le Besta, difende il progetto della classe tutta composta da stranieri, criticato fortemente con una lettera da alcuni componenti del consiglio d’istituto e ora anche da Sel.

In realtà, racconta Porcaro, gli alunni della ‘1^A’, che non parlano italiano perché arrivati da poco, “fanno diverse materie coi compagni delle altre classi, mangiano insieme e partecipano alle uscite assieme agli altri”. Inoltre, per alcune materie, per esempio inglese “molti fanno lezione con gli altri allievi”, quindi “l’idea che ci muove e’ quella di insegnare loro l’italiano e, nel frattempo, fare in modo che si integrino”.

La genesi del progetto è appunto di agosto, spiega, quando alle Besta sono arrivate 18 famiglie che, col ricongiungimento familiare, avevano appena riavuto i figli. Stavano cercando di iscriverli in diverse scuole e alle Besta c’era lo spazio per accoglierli. Quindi “ho chiamato l’Ufficio scolastico e ho chiesto l’autorizzazione per le ore, che ho ottenuto, e ho chiesto agli insegnanti se volevano assumersi l’onere di un progetto di formazione e integrazione”, aggiunge Porcaro.

Ne e’ nato un piano, “grazie alla voglia di mettersi in gioco dei miei insegnanti, che va nella direzione di aiutare i ragazzi” e pure le loro famiglie. Tant’e’, che nei giorni scorsi i loro genitori hanno eletto i loro rappresentanti nel consiglio di classe e “ho ricevuto da un genitore una lettera di apprezzamento per la nostra iniziativa”.(SEGUE)

Se questi alunni non fossero arrivati a classi gia’ istituite (si fanno a giugno), precisa poi Porcaro, sarebbero stati inseriti con gli altri allievi. Le altre aule, infatti, sono state create al termine del periodo di iscrizione e sono composte da italiani e stranieri, ma, in agosto, di fronte al bisogno espresso dalle famiglie appena ricongiunte “io non me la sono sentita di non rispondere”.

Quanto alle proteste di parte del consiglio di istituto, (“i contrari sono cinque o sei su 18 componenti”), Porcaro ricorda i ruoli degli organismi scolastici: il Consiglio da’ le linee generali, in questo caso l’integrazione, il Collegio docenti crea progetti e studia come muoversi operativamente e il dirigente scolastico, “quello che per legge ha maggiore discrezionalita’”, approva i progetti.

Ecco perche’ a fronte di un progetto “importante, sperimentale e inclusivo, ho dato il mio benestare”. Anche nel collegio dei docenti ci sono dei contrari alla classe sperimentale, ammette Porcaro, ma sono una decina su 100 insegnanti. Le scuole Besta, “da anni si occupano di integrazione e la nostra intenzione, al di la’ delle interpretazioni, e’ l’esatto contrario di quanto si creda: cerchiamo di creare inclusione e integrazione”.



martedì 7 febbraio 2012

11 febbraio, Palermo: Viaggio nella Scuola a colori


VIAGGIO... NELLA SCUOLA A COLORI!
 
SABATO 11 FEBBRAIO, ORE 16.30
scuola media "A.RONCALLI"
in via Randazzo, 3 - Palermo
 
La giornata finale del POR INTERCULTURA "Una scuola a colori. Parole e immagini per imparare a convivere" sarà un viaggio reale e metaforico nei mille modi di vivere l'educazione.

I visitatori potranno così conoscere direttamente le attività svolte durante il progetto, ma soprattutto saranno chiamati a partecipare con il cuore e la fantasia e ad arricchire la mostra con nuovi prodotti da loro creati: i bambini e gli esperti guideranno infatti grandi e piccoli in un percorso narrativo con attività, giochi, musica, racconti, teatro per esplorare - divertendosi - la bellezza della diversità di ognuno di noi. Potrete vedere le foto e i video delle attività dei laboratori, i prodotti dei bambini e dei ragazzi della scuola e le due performance teatrali realizzati con gli studenti in questi mesi. A testimoniare l’incontro tra culture diverse nella musica, inoltre, saranno presenti il pianista Giulio Potenza, il tenore cinese Zhu Yizhang e la cantante capoverdiana Jerusa Barros (in trio con Rosario Punzo alle percussioni e Bernardo Viviano alla chitarra). Alle 20,00, a conclusione dell’evento, tutti potranno ammirare dalla terrazza le Lanterne lanciate verso il cielo a portare in alto i nostri desideri e i ricordi di questa serata speciale.


lunedì 12 dicembre 2011

20 dicembre, Palermo: Siamo tutti qua! 9 anni a favore dell'intercultura

Evento conclusivo del Progetto Mowgli


Siamo tutti qua!
Nove anni a favore dell'intercultura
 

Martedì 20 Dicembre 2011

presso il Salone Generale Carlo Alberto dalla Chiesa 

dell' I.C.S. " Antonio Ugo" Via Arculeo 39, Palermo


Dalle ore 20.00 cena interculturale











Parte dall'Irlanda del Nord il nuovo progetto LLP – Grundtvig della Scuola di Lingua italiana per Stranieri

Il Programma d'azione comunitaria nel campo dell'apprendimento permanente, o Lifelong Learning Programme (LLP), istituito dal Parlamento e dal Consiglio europei allo scopo di promuovere iniziative di cooperazione europea nell'ambito dell’istruzione e della formazione, si propone di promuovere scambi, cooperazione e mobilità tra i sistemi d'istruzione e formazione in modo che essi diventino un punto di riferimento di qualità a livello mondiale.


In particolare, il programma settoriale Grundtvig risponde alle esigenze didattiche e di apprendimento delle persone coinvolte in ogni forma di istruzione degli adulti, nonché degli istituti e delle organizzazioni che sono preposti a questo tipo di istruzione o lo agevolano.

Il progetto Learning for Living, di cui il Dipartimento di Studi filologici e linguistici dell'Università degli Studi di Palermo e la Scuola di Lingua italiana per Stranieri sono beneficiari per l'Italia, prevede la partecipazione di altri tre Enti di formazione europei: il Southern Regional College (Irlanda del Nord), l'Helsinki Deaconess Institute (Finlandia) e il Cumbernauld College (Scozia), riuniti in occasione del primo incontro organizzativo a Portadown, Irlanda del Nord, il 5 e 6 dicembre in uno dei Campus del Southern Regional College, partner coordinatore del progetto.

Il progetto, della durata complessiva di 2 anni, promuove lo scambio di buone pratiche nella formazione linguistica e culturale di migranti adulti, attraverso l'organizzazione di visite e seminari formativi a cui prenderanno parte docenti e studenti dei quattro partner. Ciò consentirà la condivisione e l'arricchimento reciproco di approcci e metodi di apprendimento/insegnamento linguistico e interculturale praticati nei diversi Paesi coinvolti, con particolare riferimento alle comunità migranti. I contenuti e le iniziative promossi nel corso della realizzazione del progetto, verranno opportunamente diffusi attraverso strumenti di comunicazione creati ad hoc.

http://portale.unipa.it/specializzazioni/scuolaitalianastranieri

http://www.facebook.com/itastra




16 dicembre, Palermo: Incontro con Cesare Moreno, fondatore del Progetto Chance e dei Maestri di Strada Onlus, Napoli


Venerdì, 16 Dicembre 2011 - ore 16.00 

Scienze della Formazione, via Pascoli 6, Palermo - Aula Magna


incontro 

con Cesare Moreno
fondatore insieme a Marco Rossi Doria 
del Progetto Chance e dei Maestri di Strada a Napoli

a partire dal libro di Carla Melazzini, Insegnare al Principe di Danimarca, Sellerio 2011 Michele Cometa Preside facoltà di Scienze della Formazione, Gioacchino Lavanco Presidente del Consiglio di Coord. dei Corsi di studio di Scienze dell'educazione, Cesare Moreno Maestri di strada onlus (Napoli), curatore del volume, Beatrice Monroy Scrittrice, Clelia Bartoli docente Diritti umani, Facoltà di Giurisprudenza.

In quartieri popolari e popolosi di Napoli l’apprendistato di un gruppo di insegnanti di media cultura ed umanità per conoscere le periferie della città e le periferie dell’animo degli adolescenti, cercando di stabilire con loro un dialogo educativo e di vita. 

«Era dai tempi di Lettera a una professoressa che non leggevamo pagine così emozionanti» Adriano Sofri


venerdì 21 ottobre 2011

Roma: Linea 40. Un rapporto sulla scolarizzazione dei bambini rom

Un’azione legale contro il Comune di Roma per lesione del diritto allo studio e all’istruzione nei confronti dei minori rom presenti nel campo di via di Salone è stata promossa dall’Antenna Territoriale Anti-Discriminazione, che ha deciso di affiancare alcune famiglie rom, alla luce dell’indagine presentata il 14 ottobre, a Roma, dall’Associazione 21 Luglio. “Un precedente importante”- sottolinea Carlo Stasolla, presidente dell’associazione, che prosegue: “È la prima volta che una famiglia rom esercita un’azione per violazione del diritto allo studio. Una violazione che contrasta con il diritto interno, nonché con quello europeo e internazionale”.

Linea 40. Lo scuolabus per soli bambini rom, questo il titolo del rapporto, analizza i progetti di scolarizzazione avviati dal Comune di Roma all’interno dei campi rom della capitale concentrandosi sul “villaggio attrezzato” in via di Salone, dove risiedono molte delle persone presenti nel vecchio campo “tollerato”, il Casilino 900 sgomberato nel febbraio 2010. Quello di via di Salone è uno dei “villaggi” voluti dal sindaco Alemanno all’interno del Piano nomadi del Comune di Roma. Per garantire la continuità educativa dei bambini presenti, il Comune ha deciso di instaurare una linea bus ad hoc, che accompagni i bambini nelle scuole che frequentavano prima dello sgombero, visto che, tra l’altro, in prossimità del campo di via di Salone non esiste alcun trasporto pubblico.

Ogni mattina, alle 7.30, in via di Salone arriva quindi uno scuolabus giallo. Si riempie di bambini -55 in tutto- , e li porta alle rispettive scuole, 10 scuole diverse. Le scuole sono tante, quindi il bus impiega diverso tempo a raggiungerle tutte: il ritardo accumulato rispetto all’orario scolastico raggiunge per molti bambini i 60 minuti. Gli stessi bambini non sentono l’ultima campanella, che segna la fine delle lezioni: il bus arriva, per molti di loro, un’ora prima, visto che il giro da fare è lungo.

Le criticità rilevate dall’indagine sono molteplici: il ritardo con cui i bambini raggiungono le scuole, oltre che l’uscita anticipata, li danneggia sul piano dell’apprendimento, ma ostacola anche il loro inserimento in classe e la socializzazione con gli altri bambini: i bambini rom vengono etichettati come “diversi” e alcune delle persone intervistate hanno riferito episodi di razzismo avvenuti in classe. Inoltre, come spiega un’insegnante, “tra ritardi e uscite, nella migliore delle ipotesi i bambini perdono 10 ore a settimana”, trascurando dunque alcune materie.

L’associazione 21 luglio chiede nuovamente nel rapporto l’interruzione della politica del Piano nomadi di Roma definendo i cosiddetti villaggi attrezzati degli “spazi istituzionali di segregazione” ed evidenzia che le molte risorse destinate ai progetti di scolarizzazione (per l’anno scolastico 2010-2011 2,084 milioni di euro per la scolarizzazione di 1205 bambini residenti in sette “villaggi della solidarietà” e 498.960 euro per la scolarizzazione di 542 minori residenti in otto insediamenti non attrezzati) garantiscono l’accompagnamento a scuola ma non assicurano un’adeguata attività di mediazione con le famiglie e con le istituzioni scolastiche.






martedì 4 ottobre 2011

Scuola: quasi 750mila gli studenti figli di stranieri. Le dieci parole per una scuola multiculturale

Quelli nati in Italia sono più della metà. Nelle scuole dell'infanzia raggiungono l'80%. Boom di iscrizioni negli istituti tecnici e professionali
 
Foto di

Quasi 750mila gli alunni stranieri nelle scuole italiane nell’anno 2011/12 (quasi l’8,5% del totale). E' la previsione di Vinicio Ongini, membro dell'ufficio integrazione alunni stranieri del ministero dell'Istruzione. La rilevazione ufficiale si terrà tra dicembre e gennaio. La loro crescita è però sempre minore. Se fino al 2007 gli alunni stranieri crescevano di 60-70mila ogni anno, dal 2008 l’aumento si aggira sui 35-40 mila. Il dato è riconducibile alla crisi economica che ha spinto diverse famiglie a far ritorno in patria.

A dimostrazione che la maggior parte di loro sono nati qui o sono in Italia sin da piccoli, il fatto che siano le scuole elementari quelle in cui è concentrato il maggior numero di studenti figli di stranieri. Quelli nati nel Bel Paese sono il 50% del totale, ma oltre l’80% nelle scuole dell’infanzia.

Aumentano anche gli alunni immigrati alle scuole secondarie superiori, soprattutto negli istituti tecnici e professionali, dove si trova l’80% degli scolari stranieri delle superiori. La nazionalità maggiormente presente è quella romena, seguita da quelle albanese, marocchina, cinese ed ecuadoregna, in linea con le comunità più rappresentate in Italia.

Intanto si apprende che sono circa 500 le classi italiane dove il tetto di alunni stranieri supera il 50%. Sono molte le aule quindi che non rispettano la circolare del ministro dell’Istruzione secondo cui ogni classe può contenere un tetto massimo di stranieri pari al 30%. Queste classi hanno comunque ottenuto la deroga e possono tranquillamente fare lezioni. Sul tema Ongini si spinge addirittura in una critica verso il suo ministero, sostenendo che “la politica ha proposto in modo secco il tetto del 30% di alunni stranieri”, una decisione che “non è stata accompagnata da azioni di formazione di insegnanti, dirigenti e famiglie”, un’azione che “ha contribuito a trasformare la presenza di stranieri in classe come un fattore ansiogeno”.
di Red (29 settembre 2011)

Le dieci parole per una scuola multiculturale

Dieci parole per spiegare perché la scuola multiculturale è più virtuosa. E' il decalogo voluto da Vinicio Ongini, che oltre che essere responsabile dell'ufficio integrazione alunni stranieri del ministero dell'Istruzione è stato maestro per vent'anni. 

‘Qualità’: “La presenza di alunni stranieri nelle scuole migliora il livello di istruzione”. 

‘Le chiavi di casa’: “Le famiglie degli immigrati e i loro figli portano nelle nostre classi idee diverse di infanzia”. 

‘Matematica’: “Gli studenti asiatici delle nostre scuole eccellono in matematica e nelle materie scientifiche”.   

‘Impegno’: “Gli alunni stranieri ci tengono di più alla scuola, si impegnano di più, per loro è ancora importante la scuola".

‘Le lingue’: "Gli studenti stranieri sono più predisposte a imparare le lingue. 

‘Lo scambio’: “Scambiando si impara”, è lo slogan delle scuole toscane che fanno periodicamente, da dieci anni, visite e scambi di studenti, presidi, professori, con lo Zhejiang, la regione della Cina da cui viene la gran parte dei cinesi in Italia. 

‘Internazionale’: “Nelle classifiche internazionali delle Università, la percentuale degli studenti stranieri sul totale degli iscritti è uno degli indicatori della qualità e del prestigio dell'Istituto”.

‘Il merito’: "Gli alunni stranieri, rispetto agli italiani, ricorrono meno alle raccomandazioni, un vizio nazionale figlio di un familismo ancora persistente, ostacolo, questo sì, per la conquista di una piena cittadinanza”.

‘L’evidenziatore’: “Gli studenti stranieri nelle nostre scuole sono un evidenziatore dei nostri modelli, delle nostre pratiche e dei nostri stili educativi". 

‘L’occasione’: “I sindaci di due piccoli comuni hanno riaperto la scuola che stava per chiudere perché sono arrivati nuovi alunni indiani nelle campagne lombarde”.


Fonte: MixaMag 


 

21 ottobre, Palermo: CILS, l'italiano per stranieri certificato. Iscrizioni all'esame entro il 21 ottobre 2011





Sono aperte le iscrizioni alla sessione invernale di esami per ottenere la Certificazione CILS che attesta la conoscenza della lingua italiana da parte di un parlante non madrelingua.


La CILS è un titolo di studio culturale rilasciato dal Centro CILS dell’Università per Stranieri di Siena riconosciuto dallo Stato italiano - Ministero degli Affari Esteri e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca - e utile agli stranieri che desiderano dimostrare la propria conoscenza della lingua italiana per motivi lavorativi, di studio o culturali.

L'esame avrà luogo giovedì 1 dicembre presso la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Ateneo palermitano sita in Piazza Sant’Antonino 1 nei pressi della stazione centrale.

Per iscriversi all'esame è necessario presentare alla segreteria della Scuola la propria adesione e un modulo firmato per il consenso al trattamento dei dati personali, scaricabili al seguente link www.gedi.it/cils/file/88/176/file/proposta_di_adesione_cils_per_sedi_in_italia.doc

È necessario indicare il livello scelto: elementare A1 e A2, intermedio B1 e B2 o avanzato C1 e C2. Alla domanda di adesione bisogna allegare la copia di un documento di identità (carta di identità o passaporto), valido anche il giorno dell'esame, e la ricevuta del pagamento della tassa d'esame.

Da questa pagina del sito della Scuola www.itastra.unipa.it/certificazioni.htm  è possibile prendere visione e scaricare alcune prove di esame e una tabella delle tasse. L’ultimo giorno utile per la presentazione delle domande è il 21 ottobre 2011.

Gli studenti afferenti ai corsi della Scuola di Lingua italiana per Stranieri e i candidati con ridotte capacità economiche provenienti da Centri Provinciali per l'istruzione degli Adulti, Scuole pubbliche e Organizzazioni del volontariato sociale potranno beneficiare di una riduzione delle tasse. Ad esempio, per il livello A2 valido per la richiesta del Permesso di soggiorno CE di lunga durata, la tassa è ridotta da 40 a 30 euro.

Oltre ai moduli certificatori destinati a stranieri adulti e per tutti i livelli, sono disponibili
moduli certificatori per bambini e ragazzi figli di immigrati residenti in Italia limitatamente ai livelli elementari A1 e A2.

Per iscrizioni e informazioni Piazza Sant’Antonino n. 1 lunedì dalle 9 - 13 tel. 091/23869601

Fonte: Ateneo News 

venerdì 16 settembre 2011

Milano: Via Paravia, giù le mani dalla scuola!

Istituto preziosissimo per l'integrazione tra italiani e figli degli immigrati,
ma il provveditorato la vuole chiudere,
perché supera il tetto del 30%

Foto di Via Paravia: giù le mani dalla scuola!
La vicenda della scuola elementare Radice, in via Paravia 83, pare non abbia fine. Nonostante sia uno degli esempi di eccellenza didattica, la sua anima multietnica non sembra in sintonia con il decreto Gelmini – 83 nuovi iscritti non italiani su 96 alla prima classe: supera la soglia del 30% di stranieri – e l’Ufficio scolastico provinciale ha deciso per la soppressione della prima elementare, dando così il via alla morte della scuola.

Insegnati, genitori, alunni non ci stanno: non solo è la scuola del quartiere, ma da anni offre ben 18 progetti scolastici mirati all’integrazione degli alunni. C’è un laboratorio linguistico di italiano, c’è un prezioso supporto didattico in orario extrascolastico, poi ancora corsi di musica, di educazione civica, di lingue straniere: un luogo quindi che prepara con livelli di eccellenza gli italiani di domani, siano o no figli di italiani. Da non dimenticare il primo premio vinto dalla biblioteca della scuola per le buone pratiche di lettura, assegnato addirittura dall’ufficio scolastico regionale. 

I genitori, gli insegnanti e gli alunni non si danno per vinti e - dopo aver raccolto le lettere dei bambini, le firme degli abitanti del quartiere, organizzato presidi e manifestazioni - hanno fatto causa per discriminazione contro il ministro Gelmini e l’Ufficio scolastico. 

Il 14 settembre c’è stato il primo round. Per la scuola di via Paravia si è mosso anche il comitato italiano per l’Unicef: “La maggior parte degli alunni di origine straniera iscritti alla prima classe della Lombardo Radice è nato in Italia e ha dimestichezza con la lingua italiana. Anche alla luce di questi episodi risulta quindi urgente un ripensamento dell'attuale normativa in materia di acquisizione della cittadinanza”.

Dei nuovi iscritti, infatti, meno di 10 hanno problemi con la lingua italiana: la stragrande maggioranza dei bimbi ha frequentato la scuola materna ed è ben inserita nel tessuto sociale del quartiere. Tutto questo pare non interessare ai piani alti dell’amministrazione scolastica: il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Giuseppe Colosso rilascia interviste a mezzo stampa per difendere strenuamente la scelta di sopprimere la prima elementare della Lombardo Radice. 

Secondo il dottor Colosso la legge è ‘dalla sua’ e non ha intenzione di tornare indietro: non sarebbe un problema di conoscenza o meno dell’italiano, ma una questione di mancato scambio culturale tra bambini e famiglie (!). In attesa che la causa intentata dai genitori di via Paravia faccia il suo corso, la Storia fa inesorabilmente il suo: viviamo in una società multietnica destinata ad esserlo sempre di più, decreto Gelmini o meno.
di Angiola Bellu (14 settembre 2011)


Fonte: MixaMag

martedì 17 maggio 2011

19 maggio, Palermo: Che succede quando si impara una lingua? Seminario alla Facoltà di Lettere e Filosofia

DIPARTIMENTO DI SCIENZE FILOLOGICHE E LINGUISTICHE

CATTEDRA DI LINGUISTICA ITALIANA

SCUOLA DI LINGUA ITALIANA PER STRANIERI

MASTER IN “DIDATTICA DELL’ITALIANO COME LINGUA NON MATERNA”

19 maggio, ore 15.30-18.30

Facoltà di Lettere e Filosofia

Viale delle Scienze, Ed.12

Aula Columba

Prof. Luciano Mariani

Che succede quando si impara una lingua?

Una riflessione in chiave didattica su

strategie, motivazioni e atteggiamenti che

fondano l’apprendimento linguistico

mercoledì 2 marzo 2011

Palermo Primo Marzo 2011 Sciopero degli Stranieri nelle scuole palermitane: l'annessa all'Istituto d'Arte


Anche quest'anno la Sms Annessa all'Istituto d'Arte di Palermo, nell'ambito delle Manifestazioni del 1° Marzo - Sciopero degli Stranieri, ha invitato dei migranti a raccontare agli alunni, ai loro genitori e a tutto il Personale Scolastico, la loro storia di migrazione e la loro "integrazione" nella nostra città.

Il primo marzo le terze classi hanno incontrato Samira Zalteni, una ragazza di origini tunisine, mediatrice interculturale a Palermo, e Marie-Ange Bissessur, di origini mauriziane, operatrice interculturale presso l'associazione Centro Astalli di Palermo. Le due relatrici, dopo aver spiegato le ragioni della giornata del Primo Marzo, si sono soffermate sulle loro esperienze migratorie e hanno concluso col ricordare Noureddine Adnane, l'ambulante di origini marocchine cui è stata dedicata simbolicamente la seconda edizione della Manifestazione palermitana, che si è dato fuoco ed è morto a seguito di presunte persecuzioni, per le quali sono in corso delle indagini della Magistratura, ad opera di rappresentanti delle Forze dell'Ordine. Al termine delle relazioni, moderate dal Prof. Buscetta, referente per l'intercultura della scuola, gli alunni e le alunne hanno voluto porre interessanti e curiose domande alle ospiti.

Il due marzo, giornata in cui si sono prolungate in molte scuole le attività, che sono talvolta addirittura partite a fine febbraio, le classi prime e seconde hanno incontrato Nadege Candeh, cittadina italiana di origini mauriziane, e Zenaida Boaventura, di origini capoverdiane, le quali, dopo aver anche loro sintetizzato le ragioni di queste manifestazioni ed attività ad opera di migranti residenti e operanti nel nostro territorio nazionale, e nello specifico nella nostra città, hanno parlato del loro percorso migratorio e risposto a moltissime domande di alunne ed alunni.

Un lungo ed emozionato applauso, dedicato al povero Nourredine, ha chiuso l'incontro, che ha certamente aperto la strada a prossime riflessioni ed incontri interculturali, così come sottolineato dalla Vicaria, Prof.ssa Infurnari.

Fonte: Facebook



martedì 15 febbraio 2011

20 e 23 febbraio e 7 marzo, Roma: Proiezioni di "Una Scuola Italiana" Asinitas Onlus



Prossime proiezioni del film

Una scuola italiana

di Giulio Cederna e Angelo Loy

Premio Avanti! Torino Film Festival

Menzione speciale CINEMA.DOC
 
il documentario girato nel 2009, è un racconto corale della vita della scuola Carlo Pisacane, situata nello storico quartiere di Roma Tor Pignattara, e definita ghetto dalla stampa e dalla politica nazionale  perché gli alunni di origine straniera arrivano a superare l’80%.  Attraverso le voci di maestre, operatori, bambini e mamme,  la scuola appare come un laboratorio sull’Italia che verrà.  L'invito è a riflettere su un tema epocale e complesso, che non può essere risolto senza interrogarsi a fondo sul tema della cittadinanza ai bambini figli di genitori stranieri ma nati in Italia.

Potete seguire il calendario delle proiezioni del film al seguente indirizzo

Per contattare la segreteria del film
e/o per organizzare una proiezione del film:

Asinitas Onlus
 
____________________________
 
 
Venerdì 23 febbraio, ore 17.00
 
Sala Di Liegro della Provincia di Roma

Palazzo Valentini, Via 4 novembre 119

Intervengono:
Luigia Panarello: responsabile pari opportunità Avvocatura dello Stato; On. Jean Leonard Touadì; Claudio Cecchini: Ass. servizi sociali Provincia di Roma; Maria Rita Stella: Ass. alla scuola Provincia di Roma; Patrizia Prestipino: Ass. politiche giovanili, sport e turismo Provincia di Roma; Paolo Masini: vicepresidente commissione politiche educative e scolastiche - Assemblea capitolina, Comune di Roma; Carla Di Veroli: Ass. politiche culturali, giovanili e pari opportunità Municipio XI, Comune di Roma; Paola Vaccari: associazione Fare la differenza; Francesca Nodo: scuola Gramsci; Annarita Marino: coordinatrice educativa scuola di infanzia Carlo Pisacane; Le maestre della scuola d’infanzia e della scuola elementare Carlo Pisacane.

Modera Cecilia Bartoli: Asinitas onlus



Domenica 20 febbraio, ore 21.30

FUSOLAB

via G. Pitacco 29, Roma

A seguire dibattito con gli autori, le maestre della scuola C.Pisacane, S. Salacone (ex dirigente Iqbal Masih), Gianmarco Palmieri (presidente Municipio VI), l’osservatorio antirazzista Pigneto-Prenestino




Lunedì 7 marzo, ore 17.00

Campidoglio, Sala protomoteca

On. Andrea Sarubbi; On. Fabio Granata; Claudio Cecchini: Ass. servizi sociali Provincia di Roma; Vinicio Ongini: MIUR; Gianluigi De Palo: Ass. alle politiche scolastiche e della famiglia, Comune di Roma; Gianmarco Palmieri: presidente MunicipioVI; Della Passarelli; casa editrice Sinnos; Dal mondo della scuola: Maria Letizia Ciferri, dirigente scuola elementare Di Donato; Flora Longhi: dirigente istituto Laparelli (ex Carlo Pisacane); Annarita Marino: coordinatrice educativa scuola dell’infanzia Carlo Pisacane; Vania Borsetti: insegnante scuola elementare Carlo Pisacane; Claudio Tosi: CEMEA del mezzogiorno; Cecilia Bartoli: Asinitas onlus.

Modera Paolo Masini: vicepresidente alla Commissione politiche educative e scolastiche, Assemblea capitolina, Comune di Roma



Sarà possibile firmare l'appello nel corso delle proiezioni del film, altrimenti puoi stampare l'appello e spedirlo firmato al seguente indirizzo:

Asinitas onlus, via Minturno 57, 00177 Roma





venerdì 3 dicembre 2010

LISTA: Dar voce ai bambini con cognome straniero

Dar voce ai bambini
con cognome straniero


· Io non sono un immigrato, sono figlio di persone coraggiose che hanno deciso di lasciare il loro Paese in cerca di un futuro migliore.

· Io sono un bambino, non sono l'interprete della scuola, dell'ospedale, dell'ufficio vaccinazioni. Voglio giocare e non perdermi la ricreazione.

· Io sono stato istruito in un'altra scuola, non sono ignorante se non conosco la storia degli antichi romani e quanto è lungo il Po.

· Io sono nato in Italia, sono italiano, non sono nato nel Paese dei miei genitori e non ci sono neanche mai andato perché costa troppo.

· Io sono amato, non sono stato abbandonato dai miei genitori che per alcuni anni non hanno potuto tenermi con loro e con molto dispiacere mi hanno affidato ai nonni.

· Io sono trilingue, parlo italiano, filippino e ilocano. Tu, quante lingue parli?

· Io non sono un cinesino, sono un bambino cinese.

· Io non sono integralista, sono di religione musulmana.

· Io sono un cittadino non comunitario, come gli americani, gli svizzeri, i giapponesi, non sono un extracomunitario e neanche un extraterrestre.

· Io non sono né adattabile, né smemorato. Penso spesso ai miei cugini, ai miei amici e ai miei parenti e ho molta nostalgia di tutto quello che ho lasciato.

· Io sbaglio le doppie, non sono sbagliato.

· Io non sono nomade , sono nato e cresciuto al campo di via Triboniano. È brutto, ma è la mia casa.

· Io sono un lettore veloce, leggo 3000 caratteri, non sono un analfabeta da alfabetizzare.

· Io non sono clandestino, sono nel permesso di soggiorno scaduto di mio padre che lavora in nero e fa il panettiere di notte.

· Io sono un nuovo cittadino dell'Italia, ma la Padania dov’è?

· Io non sono figlio di coppia mista, sono figlio di mio padre e di mia madre.

· Io non ho la musica nel sangue, sono stonato e non sono veloce come una gazzella.

· Io sono un bambino che ama due cose, il cous cous e la cotoletta.
 
Lista inviata da:
Arcangela Mastromarco
Docente Referente Polo StarT 1
ICS Casa del Sole
Via Giacosa, 46
Tel. 02.26809126
Cell. 333.3292020
 
*** Grazie ad Arcangela Mastromarco e ai bambini e ragazzi che hanno
        scritto la lista. Basterebbe un semplice grazie, ma forse no.
        Voglio ringraziarli perché è anche:
- grazie a loro che io e tanti altri come me
   possiamo diventare (e siamo diventate)
   delle persone migliori;
- grazie alla loro pazienza, possiamo avere
   il tempo di capire quanto sia importante
   averli tra noi;
- grazie alla loro generosità, possiamo capire
   di quanti luoghi comuni e di quante idee
   "stupide" siano piene le nostre piccole
   ed etnocentriche teste da adulti;
- grazie alla loro capacità di sorridere
e sdrammatizzare, possiamo ancora
ridere, nonostante tutto :-) ***

*** NEW ***
Inauguriamo una nuova pagina dedicata alle LISTE :-)