Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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giovedì 16 febbraio 2012

16 febbraio, Palermo: Fiaccolata in Memoria di Favour e Loveth. Comunicato


Il Coordinamento “Favour - Lowet” vi invita a partecipare e diffondere!
FIACCOLATA IN MEMORIA DI FAVOUR e LOVETH
Giovedì 16 Febbraio
alle ore 17.00 
concentramento in Piazza G. Verdi
di fronte il Teatro Massimo

Invitiamo tutti/e i/le cittadini/e a partecipare a una fiaccolata in memoria di due giovani donne nigeriane, Favour e Loveth, vittime di una violenza brutale. 
Per chiedere giustizia e promuovere un’azione di radicale lotta contro lo sfruttamento della prostituzione e la tratta.
Per difendere i diritti fondamentali di tutte coloro le quali ne sono vittime.
La nostra città è stata colpita da due tragici eventi, rispetto ai quali la società civile non può restare in silenzio! Come non posso restare in silenzio i media e le istituzioni.

Il 20 dicembre scorso è scomparsa Favour Nike Adekunle, giovane donna nigeriana il cui cadavere è stato ritrovato il 22 dicembre presso le campagne di Misilmeri. Domenica 5 gennaio, invece, in via Filippo Juvara, è stato ritrovato il corpo senza vita di Loveth Edward, giovane ventiduenne nigeriana.
Sui due casi si sta indagando, ma forte è la paura, lo sgomento e la rabbia della comunità nigeriana, che chiede giustizia e sicurezza.
A questo bisogno e a questa richiesta rispondiamo con la nostra presenza e partecipazione, chiedendo che le indagini procedano velocemente, che giustizia venga fatta e che vengano rispettate e protette tutte le donne e gli uomini nei loro diritti umani fondamentali.

La manifestazione è promossa dal “Coordinamento Favour – Loveth” *, recentemente costituito per: richiedere giustizia dinnanzi alle istituzioni ed autorità competenti per la scomparsa di Favour Nike Adekunle e Loveth Edward; denunciare pubblicamente i diritti violati delle donne sottoposte a condizione di sfruttamento, ponendo al centro la dignità della persona; costruire una rete di lavoro e studio per portare avanti percorsi di prevenzione e riflessione sul fenomeno della tratta.


Per informazioni:
Segreteria Coordinamento
c/o CISS, Via Marconi, 2/A Palermo 90141
Tel: 091/6262694

* Aderiscono al Coordinamento: ACLI, Azione Cattolica, Centro Impastato, Centro per lo Sviluppo Creativo “Danilo Dolci”, CESIE, CGIL Sportello Immigrazione, CISS, Comitato 1 Marzo, Comunità Nigeriana di Palermo, Csoa ex karcere - Studentato Autogestito Anomalia, Di.A.Ri.A,Forum Antirazzista, Gruppo Teatro Totem, Laboratorio Zeta – Sportello COBAS, Le Onde, Mezzocielo, Laici Missionari Comboniani, LVIA, Parrocchia Sant’Antonino, Pellegrino della Terra , Progetto Maddalena, Santa Chiara, UDIPALERMO


martedì 14 febbraio 2012

16 febbraio, Palermo: Fiaccolata in memoria di Favour e Loveth

Vi invitiamo a partecipare!
FIACCOLATA IN MEMORIA DI FAVOUR e LOVETH
Giovedì 16 Febbraio
alle ore 17.00 
concentramento in Piazza G. Verdi
di fronte il Teatro Massimo

Invitiamo tutti i cittadini a prendere parte a una fiaccolata in memoria delle giovani donne nigeriane Favour e Loveth, vittime di una violenza brutale.  
Per chiedere giustizia e promuovere un’azione di radicale lotta contro lo sfruttamento della prostituzione e la tratta. Per difendere i diritti fondamentali di tutte coloro le quali ne sono vittime.

La manifestazione, dal Teatro Massimo raggiungerà il Tribunale, per poi dirigersi verso la vicina Via Filippo Juvara, dove è stato ritrovato il corpo senza vita di una delle due giovani.


La manifestazione è promossa dal “Coordinamento Favour – Loveth”*, recentemente costituito per: richiedere giustizia dinnanzi alle istituzioni ed autorità competenti per la scomparsa di Favour Nike Adekunle e Loveth Edward; denunciare pubblicamente i diritti violati delle donne sottoposte a condizione di sfruttamento, ponendo al centro la dignità della persona; costruire una rete di lavoro e studio per portare avanti percorsi di prevenzione e riflessione sul fenomeno della tratta.


Per informazioni:
Segreteria Coordinamento
c/o CISS, Via Marconi, 2/A Palermo 90141
Tel: 091/6262694


Aderiscono al Coordinamento

ACLI, Azione Cattolica, Centro Impastato, Centro per lo Sviluppo Creativo Danilo Dolci” CESIE, CGIL Sportello Immigrazione, CISS, Comitato 1 Marzo, Comunità Nigeriana di Palermo, D.I.A.R.I.A Forum Antirazzista, Gruppo Teatro Totem, Info-Out, Laboratorio Zeta – Sportello COBAS, Le Onde, Mezzocielo, Laici Missionari Comboniani, LVIA, Parrocchia Sant’Antonino, Pellegrino della Terra, Progetto Maddalena, Santa Chiara, UDIPALERMO


lunedì 18 luglio 2011

Un giudice contro il governo: sequestri a Lampedusa

La libertà personale è un diritto inviolabile. A volte qualcuno se lo ricorda. Di sicuro non se l'è mai scordato il giudice di pace di Palermo Giuseppe Alioto, che in una sentenza della scorso 4 luglio ha espressamente condannato come illegali e addirittura incostituzionali le pratiche di detenzione arbitraria dei tunisini nel centro di accoglienza di Lampedusa. Si tratta della prima sentenza del genere da quando il centro di accoglienza dell'isola è stato trasformato, nell'aprile scorso, in un carcere a tutti gli effetti. Ed è un bel colpo per il governo, che sullo stato di eccezione ha costruito tutta la politica sui rimpatri in Tunisia. Ma stavolta le violazioni erano troppo grosse per far finta di niente.

 
 
 

lunedì 29 novembre 2010

ASGI - Rom: Dalla Commissione europea al tribunale di Milano. Contro la discriminazione dei rom e l'emergenza nomadi in Italia

25 Novembre 2010

Dalla Commissione europea al tribunale di Milano: contro la discriminazione dei rom e l’emergenza nomadi in ItaliaIl 19 novembre Open Society Justice Initiative ha notificato alla Commissione europea un memorandum redatto in collaborazione con alcune ONG italiane in cui si sollecita la Commissione a verificare la compatibilità col diritto dell'Unione europea delle misure di emergenza che, dal giugno 2008, colpiscono rom e sinti in Italia. Il memorandum documenta infatti come il “Decreto emergenza nomadi” abbia istituzionalizzato le discriminazioni nei confronti dei rom, violando tra l’altro il loro diritto alla protezione dei dati personali e alla libertà di movimento e producendo numerosi effetti collaterali quali sfratti e discontinuità scolastica.

Per evitare ulteriori discriminazioni, OSJI sollecita la Commissione europea a dichiarare chiaramente che le misure italiane riguardanti i rom violano il diritto dell'Unione europea. La Commissione dovrebbe inoltre considerare l’avvio di procedure d'infrazione contro l'Italia.

Oltre all’iniziativa di livello europeo, giovedi 25 novembre andrà a udienza presso il Tribunale Civile di Milano un procedimento antidiscriminazione riguardante ancora il “decreto emergenza nomadi”, “Omerovic e altri c. Italia”. L'Open Society Justice Initiative è intervenuta a sostegno dei ricorrenti e degli avvocati locali chiedendo al giudice italiano un rinvio alla Corte di giustizia dell'Unione europea in base agli argomenti giuridici invocati nel memorandum.

Per oltre due anni, le comunità rom e sinti sono state stigmatizzate dalle autorità italiane, violando il loro diritto alla protezione dei dati personali, alla parità di trattamento e alla libertà di movimento. Il decreto emergenza nomadi ha infatti condotto a un censimento di tutte le comunità rom e alla creazione di varie banche dati etniche nelle regioni “colpite dall’emergenza nomadi”. Durante l'emergenza, la stigmatizzazione della comunitò rom, i controlli di polizia e gli sfratti improvvisi sono aumentati notevolmente, raggiungendo i 209 nella sola città di Milano per il solo 2010. Un recente disegno di legge del governo, inoltre, è stato espressamente concepito per facilitare le espulsioni dei rom dall’Italia, espulsioni già effettuate sotto forma di “contratti di rimpatrio” da alcuni comuni come Pisa, in Toscana.

Il memorandum per la Commissione presenta le prove di come centinaia di rom siano stati schedati in un’apposita banca dati e quindi perseguiti o sfrattati, e in alcuni casi anche rimpatriati. Molti dei loro figli non hanno potuto andare a scuola a causa dello “stato di emergenza” e dei conseguenti frequenti sfratti.

Gli argomenti sollevati da Justice Initiative si concentrano su come la raccolta di dati personali sensibili dei soli rom e sinti durante il censimento ponga l'Italia in violazione della direttiva comunitaria sulla protezione dei dati personali (95/46/EC). Il coinvolgimento intimidatorio e illegale della polizia e di militari e la partecipazione forzata al censimento ignorano i diritti fondamentali al rispetto della vita privata e domestica.

L’attuazione del decreto di emergenza individua nei rom e sinti una minoranza etnica pericolosa traducendosi in una palese discriminazione che oltretutto ha dato luogo a veri e propri trattamenti degradanti. I contratti di rimpatrio destinati ai soli rom rumeni, infine, violano sia le norme contro la discriminazione sia i principi di libertà di movimento.

Dettagli sul caso Omerovic e sul memorandum inviato alla Commissione europea sono disponibili online.

Per ulteriori informazioni o una versione italiana del memorandum:

Costanza Hermanin, +39 392 4807212
chermanin@justiceinitiative.org

mercoledì 14 luglio 2010

19 luglio 2010 - 18 ANNI DOPO, PALERMO NON DIMENTICA


18 anni fa, Palermo ha assistito a stragi che hanno segnato in maniera indelebile la storia della Repubblica italiana. La nostra storia.



18 anni fa, le cittadine e i cittadini onesti di Palermo sono scesi in piazza per esprimere con forza lo sdegno contro la barbarie mafiosa.


18 anni fa alcuni di noi non erano nati, ma crescendo hanno saputo udire quel coro di gente onesta. E a questo coro si sono uniti. Per non dimenticare. Per non rendere vano il sacrificio di chi è morto per liberarci dalla mafia. Per chiedere Verità e Giustizia.


Perché 18 anni fa, allo Stato e ai suoi cittadini onesti è stata dichiarata guerra. E come in tutte le guerre, ci sono stati tradimenti e nemici mascherati da amici.


18 anni dopo siamo ancora in piedi, ma vogliamo sapere chi ha vinto.


18 anni dopo, Palermo sarà in via D’Amelio per ricordare la strage, per commemorare Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta e per tornare a chiedere Verità e Giustizia.


18 anni dopo, Palermo non dimentica.


18 anni dopo. Non è finito tutto.






PROGRAMMA

17 luglio 2010
h 19:00 - Villa Filippina, Palermo
“Non è finito tutto”
con Martin Schulz, Rita Borsellino, Antonio Ingroia, Vittorio Teresi e Sandro Ruotolo - a cura di Itaca

18 luglio 2010
h 22:00 - Via D'Amelio, Palermo
Veglia “Le morti dimenticate. Fedeltà all’impegno.”
a cura dei Gruppi AGESCI Piana degli Albanesi e Capaci 1

19 luglio 2010
h 09:00 - Via D'Amelio
Animazione per Bambini

h 16:00 - Via D'Amelio
Letture per non dimenticare

h 16:58 - Via D'Amelio
Silenzio

h 17:30 - Via D'Amelio
Concentramento Corteo verso l'Albero Falcone

h 21:00 - Biblioteca Comunale, Palermo
Legami di Memoria a cura di ARCI SICILIA

Aderiscono

Addiopizzo
AGESCI Capaci 1 e Piana degli Albanesi
ARCI
Arci Barcollo
Arci Blow Up
Arci Caracol
Arcigay
Centro Pio La Torre
Cepes
Comitato 19 Luglio
Il Quartiere
Itaca
Left
Libera
Movimento degli Universitari
Muovi Palermo
Piera Cutino
Ragazzi di Paolo
Rete degli Studenti
Ubuntu
Un'altra Storia
Zen Insieme

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sabato 16 maggio 2009

Stop alla tratta delle persone

Si terrà a Palermo il 21 e 22 maggio la conferenza internazionale promossa dall'organizzazione internazionale per le migrazioni sulla tratta degli esseri umani, a 10 anni dal protocollo di Palermo.
Un summit, organizzato in partenership con l'Università di Palermo, l'Istituto internazionale delle Nazioni Unite per la ricerca sul crimine e la giustizia e l'Aiccre, per fare il punto su quale sia lo stato di ratifica del protocollo e quali le prospettive per il futuro.
"Si indagherà sul fenomeno della tratta nei suoi aspetti giuridici nazionali e internazionali - spiegano durante la conferenza stampa di presentazione a Roma - e in particolare l'applicazione del protocollo di Palermo e dei suoi aspetti critici", secondo i dati dell'Oim, sono un milione le vittime di tratta nel mondo, 500milioni solo in Europa; 12.3 milioni sono le persone sottoposte a sfruttamento lavorativo e sessuale: di questi l’80% sono donne e ragazze e più del 50 per cento sono minori.
"Il compito che assumerà il dipartimento per le Pari opportunità è l'impegno attraverso i nostro progetti del recupero delle vittime - ha detto Isabella Rauti capo dipartimento - e dunque l'assistenza immediata, l'accompagnamento psico-giuridici il recupero dell'identità e il reinserimento".

Fonte: Palermo24H.com

giovedì 14 maggio 2009

21, 22 e 27 maggio, Facoltà di Giurisprudenza: 3 lezioni aperte al pubblico

Università degli Studi di Palermo

FACOLTA’ DI GIURISPRUDENZA
Laurea Magistrale in Giurisprudenza con sede a Palermo
DIRITTO DI ASILO E STATUS COSTITUZIONALE DELLO STRANIERO
Anno accademico 2008-2009 ( Secondo semestre) 6 CFU

Prof. Fulvio Vassallo Paleologo

Si comunica che a conclusione del corso “ Diritto di asilo e status costituzionale dello straniero”, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, si svolgeranno tre lezioni, aperte al pubblico, sul riconoscimento dei diritti fondamentali dei migranti, sulle questioni in materia di sicurezza e coesione sociale, sugli obblighi di salvataggio in mare, sugli accordi internazionali e sulla protezione delle vittime del traffico di irregolari, con particolare riguardo ai minori non accompagnati ed alle donne vittime di tratta.
Le lezioni aperte si svolgeranno con il seguente calendario

GIOVEDI’ 21 MAGGIO ore 9
Atrio centrale della Facoltà di Giurisprudenza, Via Maqueda, Aula 1
“NON AVER PAURA - APRITI AGLI ALTRI, APRI AI DIRITTI”
una riflessione sui provvedimenti in materia di sicurezza ed immigrazione, nell’ambito della “Campagna nazionale contro il razzismo, l’indifferenza e la paura dell’Altro” promossa da oltre venti associazioni, tra le quali ASGI, ACNUR, Amnesty International,, ARCI, Centro Astalli, CIR, Caritas italiana, Gruppo Abele, Comunità di Sant.Egidio, CGIL, CISL, SEI UGL, FCEI, ACLI, ANTIGONE, Save The Children.
Parteciperanno, tra gli altri, i rappresentanti di ACNUR ( Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), CGIL, Amnesty International, ANLAIDS, ARCI, ASGI.
Saranno presenti i professori Giuseppe Verde e Francesco Biondo dell’Università di Palermo.
VENERDI’ 22 MAGGIO ore 9
Atrio centrale della Facoltà di Giurisprudenza, Via Maqueda, Aula 1

“OBBLIGHI DI SALVATAGGIO IN MARE E ACCORDI INTERNAZIONALI. DAL CASO CAP ANAMUR AGLI ACCORDI CON LIBIA E TUNISIA FINO ALLO SCONTRO DIPLOMATICO TRA ITALIA E MALTA”.
Parteciperanno, tra gli altri, Francesco Viviano, giornalista, Paolo Cuttitta e Marco Pirrone, dell’Università di Palermo, Anna Liguori dell’Università L’Orientale di Napoli, Giuseppe Provenza di Amnesty International, Judith Gleitze dell’Associazione BORDERLINE EUROPE, Gabriele Del Grande di FORTRESSEUROPE. Saranno letti brani di testimonianze di migranti raccolte da Francesco Viviano.


MERCOLEDI’ 27 MAGGIO ore 15
Atrio centrale della Facoltà di Giurisprudenza, Via Maqueda
“DALLA PARTE DEI PIU’ DEBOLI : MINORI STRANIERI E DONNE VITTIME DEL TRAFFICO. PRIMA E DOPO GLI SBARCHI”
Parteciperanno, tra gli altri, l’avv. Daniele Papa ( ASGI), l’avv. Antonella Basilone (ACNUR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati), la dott.ssa Maria Luisa Scardina dell’Ufficio Servizio Sociale Minori di Palermo (Ministero della Giustizia), la dott.ssa Giuseppina Cassarà ( Ospedale S. Raffaele di Cefalù - Unità di assistenza alle vittime di tortura).

Per informazioni sui temi trattati nel corso degli incontri si rinvia ai siti
www.asgi.it
www.fortresseurope.blogspot.com
www.meltingpot.org
www.altrodiritto.unifi.it
in particolare al link Diritti-Frontiere
Dal manifesto della campagna
“Non aver paura”
www.nonaverpaura.org

Una società che si chiude sempre più in sé stessa, che cede alla paura degli stranieri e delle differenze è una società meno libera, meno democratica e senza futuro.
Non si possono difendere i nostri diritti senza affermare i diritti di ciascuno, a cominciare da chi è straniero e spesso più debole. Il benessere e la dignità di ognuno di noi sono strettamente legati a quelli di chi ci vive accanto, chiunque esso sia
”.

Messaggio al Premier. Clandestini, nigeriani, neri e per giunta arrivati con il barcone, hanno fatto giustizia a Palermo

Non lo ha ricordato nessuno, è sfuggito anche alle agenzie ed alle testate più attente, eppure avrebbe meritato la prima pagina. E il giorno dopo una puntata di Porta a Porta, o Matrix, magari Ballarò, a scelta. Invece niente.

Due “delinquenti” di pelle scura, nigeriani e clandestini, hanno assicurato alla giustizia un energumeno che alla biglietteria della stazione centrale di Palermo aveva ridotto in fin di vita a martellate una coppia di anziani.

Non fosse stato per la legge premiale a favore dei collaboratori di giustizia – quando l’hanno approvata di certo non pensarono ai clandestini - Kennedy Anetor, 25 anni, e John Paul, 18 anni, sbarcati a Lampedusa nel novembre scorso, sarebbero stati processati, condannati e, probabilmente sarebbero finiti in galera. La Polizia ha invece chiesto il permesso di soggiorno per entrambi al Questore di Palermo.

I due nigeriani non lo sanno ma hanno inviato uno straordinario messaggio al capo del governo della nazione in cui sono sbarcati con il loro barcone. Non solo nel loro barcone non c’erano delinquenti assoldati dalle organizzazioni criminali per invadere l’Italia, come sostiene il Presidente del Consiglio con una tesi assai azzardata, ma c’erano due giovanotti che tengono in gran conto le regole, la legge e la giustizia. Più di quanto accada ad alcuni italiani.

Consideriamo con animo aperto e senza pregiudizi ciò che è accaduto.

I nigeriani avevano tutto da perdere nel farsi coinvolgere, avrebbero dovuto voltarsi dall’altra parte e darsela alle gambe. Perché? Sarebbe stato assai probabile che da lì a qualche minuto, dopo l’aggressione dell’energumeno, sarebbero arrivati i poliziotti.

Invece loro non si sono voltati dall’altra parte e avendo assistito alla violenza, hanno deciso di non fare scappare l’energumeno, l’hanno inseguito, gli sono saltati addosso, hanno lottato con lui fino a che l’hanno fermato e consegnato alla polizia ferroviaria.

Nessuno era intervenuto né durante le martellate né dopo. Nessuno aveva osato “immischiarsi”. Tanta gente aveva assistito alla terribile sequenza attonita e spaventata. I due presunti “delinquenti” – tali perché clandestini e ospiti di un barcone noleggiato dalle mafie africane – si sono immischiati quando si sono accorti di ciò che stava accadendo ed hanno corso gravi rischi pur di fare giustizia. Non con le loro mani, come accade talvolta dalle nostre parti, ma affidando il colpevole alle autorità di sicurezza. Avrebbero potuto essere colpiti dall’energumeno, avrebbero potuto essere fermati dai poliziotti dopo la “consegna”. A questo non hanno affatto pensato, ritenendo che fosse necessario fare ciò che era loro dovere.
Dovere di cittadini?
Sì, cittadini e non clandestini.
I clandestini non hanno questo dovere.

Ciò che è accaduto dopo, quando l’energumeno è stato caricato in una vettura della polizia, merita di essere raccontato.- Un gruppo piuttosto folto di buoni cittadini hanno cercato di raggiungere l’energumeno, hanno urlato e protestato. Fra loro ci sono quelli che hanno assisttito alla violenza senza muovere un dito?

Non lo sappiamo, ma potrebbe essere accaduto proprio questo. In ogni caso, è ininfluente. A Palermo una coppia di anziani è stata ridotta in fin di vita a martellate da un uomo violento senza alcun motivo senza che alcuno intervenisse. Ma quando il colpevole, Fabio Conti Tozzo, 39 anni, è stato ammanettato ce n’erano cento pronti a bastonarlo.
Un’ultima osservazione assai utile a nostro avviso.

Agire per assicurare alla giustizia un malvivente testimonia civiltà e cultura “alta”. Non si è mossi dall’istintivo bisogno di salvare qualcuno che corre pericolo, di salvare un essere umano – atto pur questo di straordinaria rilevanza – ma da un profondo bisogno di giustizia. Richiede cioè una abitudine a comportarsi in questo modo.

Ed ora interroghiamoci. Quanti di noi avrebbero fato altrettanto? Quanti si voltano dall’altra parte allorché assistono ad un crimine: una rapina, un furto, una violenza?
Ecco, nei barconi che portano i clandestini sulle nostre coste, ci sarà magari qualche delinquente – così come ce n’è nelle nostre navi passeggeri, ma ci sono anche giovanotti come i due nigeriani che potrebbero insegnare ad alcuni fra noi, che cosa è la giustizia e come va rispettata.

L’equazione clandestino uguale criminale è insensata, oltre che disumana. Con tutto il rispetto del Presidente del Consiglio che regala le sue verità un giorno sì ed uno no.
Infine un suggerimento aglio autori di un vergognoso test sul razzismo in Italia. Fra le domande come queste – che fate se vedete due neri che pisciano nel giardino della vostra città – aggiungetene anche un’altra: che fate se qualcuno sta prendendo a martellate due vecchietti e siete di pelle bianca?

Fonte: SiciliaInformazioni del 13 maggio 2009

martedì 10 marzo 2009

Comunicato "Noi non denunciamo" (comunità migranti, CGIL FP, Anlaids, Emergency, laici comboniani Palermo)


Il 13 marzo la Camera dei Deputati inizierà la discussione sulla norma che concede la possibilità ai medici di denunciare immigrati irregolari.
Questo pericoloso provvedimento, già di per sé fortemente lesivo del fondamentale diritto alla salute garantito dalla Costituzione italiana, contribuisce a un clima sempre più pesante nei confronti degli stranieri ed in particolare dei cosiddetti “clandestini”, divenuti tali non perché abbiano commesso qualche reato, ma perché le leggi italiane rendono di fatto impossibile la regolarizzazione e riducono al lumicino le possibilità d’ingresso legale nel nostro paese.
I promotori dell’incontro esprimono preoccupazione ed allarme per le conseguenze della possibile approvazione del comma 1 lettera t) dell'articolo 45 del DDL 2180 in esame all'Assemblea della Camera, già approvato al Senato in occasione delle votazioni al DDL 733, volto a sopprimere il comma 5 dell'articolo 35 del Decreto Legislativo 286 del 1998 (Testo Unico sull'immigrazione) che sancisce il principio di "non segnalazione alle autorità".
Il suddetto comma 5 attualmente prevede che "l'accesso alle strutture sanitarie (sia ospedaliere, sia territoriali n.d.r.) da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano". Questa disposizione normativa è presente nell'ordinamento italiano già dal 1995, attraverso l'art. 13, proposto da una vasta area della società civile, del decreto legge n. 489/95, più volte reiterato, voluto ed approvato dal centro destra anche con i voti della Lega. La "logica" della norma non è solo quella di "aiutare/curare l'immigrato irregolare", ma anche quella di dare piena attuazione all'art. 32 della Costituzione, in base al quale la salute è tutelata dalle istituzioni in quanto riconosciuta come diritto pieno ed incondizionato della persona in sé, senza limitazioni di alcuna natura, comprese - nello specifico - quelle derivanti dalla cittadinanza o dalla condizione giuridica dello straniero. Il concreto rischio di segnalazione e/o denuncia contestuale alla prestazione sanitaria creerebbe nell'immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie. Tutto ciò potrebbe provocare una pericolosa "marginalizzazione sanitaria" di una fetta della popolazione straniera presente sul territorio, anche aumentando i fattori di rischio per la salute collettiva. Il citato obbligo di non segnalazione risulta quindi essere una disposizione fondamentale al fine di garantire la tutela del diritto costituzionale alla salute. Appare pertanto priva di significato l'ipotesi di affidare alla libera scelta del personale sanitario se procedere o meno alla segnalazione dello straniero poiché ciò, in contrasto con il principio della certezza della norma, lascerebbe al mero arbitrio dei singoli l'applicazione di principi normativi di portata fondamentale. La cancellazione di questo comma vanificherebbe inoltre un'impostazione che nei 13 anni di applicazione ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri testimoniato, ad esempio, dalla riduzione dei tassi di Aids, dalla stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, dalla riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale…). E tutto questo con evidente effetto sul contenimento dei costi, in quanto l'utilizzo tempestivo e appropriato dei servizi (quando non sia impedito da problemi di accessibilità) si dimostra non solo più efficace, ma anche più "efficiente" in termini di economia sanitaria.
Riteniamo pertanto inutile e dannoso il provvedimento perché:

- spingerà verso l'invisibilità una fetta di popolazione straniera, che in tal modo sfuggirà ad ogni tutela sanitaria;
- incentiverà la nascita e la diffusione di percorsi sanitari ed organizzazioni sanitarie "parallele", al di fuori dei sistemi di controllo e di verifica della sanità pubblica (gravidanze non tutelate, rischio di aborti clandestini, minori non assistiti…);
- creerà condizioni di salute particolarmente gravi poiché gli stranieri non accederanno ai servizi se non in situazioni di urgenza indifferibile;
- avrà ripercussione sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili, a causa dei ritardi negli interventi e della probabile irreperibilità dei destinatari di interventi di prevenzione;
- spingerà molti operatori ad una "obiezione di coscienza" per il primato di scelte etiche e deontologiche.

Partendo dal diritto primario alla salute si chiederà al Governo Regionale, ed in particolare all’Assessore alla sanità Dott. Russo, che sarà presente all’incontro, di pronunciarsi come già fatto in Puglia,dove l’assemblea regionale ha deciso che nel territorio pugliese gli immigrati irregolari non solo possono accedere gratuitamente e anonimamente alle cure di medicina d´urgenza, ma hanno diritto anche (a carico della Regione) al medico di base. "Questo per curare anche le malattie croniche - aveva detto il presidente della Regione, Nichi Vendola - per lavorare sulla prevenzione e soprattutto per dare a tutti la stessa possibilità di curarsi."
Si ritiene inoltre fondamentale l’inizio di un percorso di mobilitazioni contro tutte le discriminazioni per una vera integrazione basata innanzitutto sul rispetto dei diritti.

VENERDI’ 13 MARZO ALLE ORE 16.30
COMPLESSO AULE NUOVE DEL POLICLINICO
AULA “ H “ VIA PARLAVECCHIO (VICINO METROPOLITANA STAZIONE VESPRI)

Non posso dire ai miei ragazzi che l'unico modo di amare la legge è di obbedirla.
Posso solo dir loro che essi dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste (cioè quando sono la forza del debole).
Quando invece vedranno che non sono giuste (cioè quando sanzionano il sopruso del forte) essi dovranno battersi perché siano cambiate.

Don Lorenzo Milani – da: “ L'obbedienza non è più una virtù “

L’INCONTRO E’ PROMOSSO DA:
Comunità Migranti
CGIL FP
Anlaids
Emergency
Laici Comboniani Palermo