Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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mercoledì 27 novembre 2013

Sulla vicenda della classe separata della scuola media Besta di Bologna


Due segnalazioni di Arcangela Mastromarco del Polo StarT1 di Milano

 Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione
Come promuovere pari opportunità d'istruzione per gli studenti stranieri?http://www.asgi.it/home_asgi.php?n=2973&l=it

Graziella Favaro
Contro le geografie della separazione. Ancora sulle classi "ponte" cinque anni dopo

lunedì 16 gennaio 2012

24 gennaio, Palermo: Primo incontro del Laboratorio "Stereotipi e integrazione: Differenza come risorsa" - Percorso di Teatro-Forum rivolto all'integrazione e al dialogo tra culture diverse





Il teatro “Forum” non è una tecnica, ma un metodo aperto che si evolve nelle sue dinamiche sequenziali, per rispondere sempre meglio alle varie forme di oppressione soggettiva e oggettiva del proprio status sociale. Il nostro percorso nello specifico avrà come scopo la costruzione di un dialogo tra culture diverse attraverso la sperimentazione teatrale e relazionale. Tramite la ricerca e lo sviluppo della teatralità umana, cioè della capacità di ogni persona di approcciarsi al linguaggio espressivo, si punterà all’individuazione delle proprie potenzialità, dei propri limiti e come e cosa fare per sviluppare le proprie abilità: emotive, corporee, strategiche e progettuali che costituiscono una conoscenza maggiore di se e una preparazione eco-socio-relazionale. Un Forum in cui l’accettazione del diverso e la condivisione di attività diventino risorse comuni e condivise.
 

Il nostro progetto si dividerà in quattro fasi:
 
I Fase di conoscenza e di presentazione reciproca attraverso interviste e incontri di gruppo per raccontare e raccontarsi - N° 3 incontri
 
II Fase laboratorio Teatro-forum
1- indagine, costruzione e condivisione del tema da rappresentare - N° 20 incontri

III Fase laboratorio Teatro-forum
2- elaborazione e messa in scena di un testo teatrale, N° 9 incontri

IV Fase percorso Teatro-forum: rappresentazione e attività forum con il pubblico. N° 6 incontri
 
PRIMO INCONTRO DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
MARTEDI 24 GENNAIO
PRESSO IL CENTRO DELLE CULTURE DI TAVOLA TONDA
a Piazza Tavola Tonda, 21 

Gli incontri si svolgeranno il martedì dalle ore 15.30 alle 18.30 e il venerdì dalle ore 16.30 alle 19.30 - presso il Centro delle Arti e delle Culture “Tavola Tonda”, Piazza Tavola Tonda 23, Palermo.
 
Il gruppo di lavoro sarà composto Max 15 da ragazzi/e tra i 18 e i 25 anni provenienti da paesi e culture diverse.
 
Se sei interessato a partecipare di seguito trovi i nostri contatti:
 
Gea Gambaro, cell. 3889318940, email gea.gambaro@libero.it
Oana Manole, cell. 3333379113, email oana_manole61@yahoo.com


giovedì 5 gennaio 2012

16 gennaio, Crotone: Incontro "Minori Stranieri Non Accompagnati. Verso una protezione efficace e consapevole

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli  Assistenti sociali, di cui faccio parte, ha siglato un protocollo di intesa con l'associazione "Terre des Hommes", relativo alla realizzazione di eventi formativi sui temi dei diritti e dell'accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati.
 
Sono previste cinque tappe: la prima si è svolta a Messina lo scorso 19 dicembre, la seconda è prevista per il prossimo 16 gennaio dalle ore 11.00 alle ore 17.00 a Crotone (le altre saranno Bari, Napoli e Genova).
 
Con la presente vi chiedo di partecipare all'incontro e di dare ampia diffusione e pubblicizzazione dell'iniziativa attraverso il volantino allegato.
 
Grazie per la collaborazione.
 
M. Luisa Scardina



lunedì 2 gennaio 2012

Da 80 a 200 euro, arriva la tassa sui permessi di soggiorno


Stranieri in Italia 2.1.2012
Elvio Pasca

Stangata per gli immigrati: bisognerà pagarla ogni volta che si chiede il rilascio o il rinnovo del documento. In vigore dal 30 gennaio, servirà a finanziare le espulsioni e l’attività degli sportelli unici per l’immigrazione

Roma – 2 gennaio 2012- Per le tasche degli stranieri in Italia il 2012 si apre malissimo. Oltre che con la stangata che li colpirà, causa crisi, insieme agli italiani, gli immigrati dovranno fare i conti con una nuova tassa da versare ogni volta che chiedono o rinnovano il permesso di soggiorno.

Già prevista dalle legge sulla sicurezza del 2009, era finora rimasta sulla carta, forse in considerazione di un servizio tutt’altro che efficiente. Ora però diventa realtà, grazie a un decreto firmato a ottobre dagli allora ministri dell’Interno e dell’Economia Roberto Maroni e Giulio Tremonti e arrivato il 31 dicembre in Gazzetta Ufficiale.

L’importo del “contributo per il rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno” varia in base alla durata del permesso: ottanta euro se è compresa tra tre mesi e un anno, cento euro se è superiore a un anno e inferiore o pari a due anni, duecento euro per il “permesso Ce per soggiornanti di lungo periodo”, la cosiddetta “carta di soggiorno”. L’esborso si aggiunge al contributo di 27,50 euro per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico e ai trenta euro che si prende Poste italiane per il servizio.

La nuova tassa non riguarda i permessi dei minori, compresi quelli arrivati con un ricongiungimento familiare. Non pagano nemmeno gli stranieri che entrano in Italia per sottoporsi a cure mediche e i loro accompagnatori, così come chi chiede un permesso per asilo, richiesta d’asilo, protezione sussidiaria o motivi umanitari. Il contributo non tocca, infine, a chi chiede solo di aggiornare o convertire un permesso di soggiorno valido.

Che ci farà lo Stato con questi soldi? Metà dei nuovi introiti servirà a finanziare il “Fondo Rimpatri”, con il curioso risultato che gli immigrati regolari pagheranno le espulsioni dei clandestini, l’altra metà andrà al ministero dell’Interno per spese di ordine pubblico e sicurezza, per finanziare gli sportelli unici e l’attuazione dell’accordo di integrazione.

La novità scatterà dal 30 gennaio. Chi ha un permesso in scadenza, farebbe bene a chiedere il rinnovo prima di quella data per evitare il salasso.


lunedì 22 agosto 2011

ASGI: Grave preoccupazione per le ripetute violazioni del diritto nei riguardi degli stranieri

12.08.2011

Grave preoccupazione per le ripetute violazioni del diritto nei riguardi degli stranieri respinti, espulsi o trattenuti nei CIE, dei richiedenti asilo e dei lavoratori stranieri

 
 
Il Consiglio direttivo dell’ASGI,  attraverso i suoi soci, ha raccolto e sta raccogliendo in tutta Italia in questi giorni  notizie di gravi e diffuse violazioni dei diritti elementari degli stranieri respinti, espulsi o trattenuti o che hanno presentato domanda di asilo o che svolgono in condizioni irregolari attività di lavoro stagionale in agricoltura. Tali violazioni, pur non nuove nel quadro nazionale, tendono pericolosamente ad assumere la forma di situazioni generalizzate. Rispetto a detta ipotesi si richiama pertanto la massima attenzione da parte delle Autorità competenti.

L’ASGI ha raggruppato gli elementi pervenuti una serie di punti in un documento qui pubblicato, facendo presente la gravità dei fatti, e chiede che fin da subito si adottino provvedimenti per rimediarvi, in mancanza dei quali si riserva di presentare le doverose segnalazioni alle competenti Procure della Repubblica nonché agli organismi internazionali ed alla Commissione europea.


sabato 9 aprile 2011

Milano: A rischio chiusura la Scuola Paravia. Troppi bambini extracomunitari

RICEVIAMO E SOLIDALI PUBBLICHIAMO


Cari tutti,
Un po' svogliata, ieri mi accingevo a scrivere l'ennesimo articolo sulle vicende della scuola di via Paravia.
Non è che siamo indovini, ma la facile predizione si è avverata. Ne hanno fatto un ghetto, i nativi sono fuggiti, sono rimasti gli extracomunitari che poi sono tutti nati in Italia. Atto finale: chiusura e bambini iscritti in una scuola a 4 chilometri di distanza.
Da anni dire, inascoltati, sempre le stesse cose!
Un moto di ribellione. Non servirà lo stesso, ma cambio linguaggio.
Partigiani del terzo millennio unitevi!

Arcangela Mastromarco

Alla scuola di Via Paravia...



Dedicata a Labò Anita che ama questa scuola da una vita


Alla scuola di via Paravia


i bimbi scompaiono per magia.


Magia bianca… magia nera …


… prepari il peggio ed ecco, si avvera.


Bolle, bolle la pozione:


cosa mettiamo nel calderone?


Un pizzico di periferia,


un po’ di razzismo e xenofobia,


una tonnellata di politica della paura


e tanti bei tagli alla cultura.


Togli la scuola ai nostri Italiani


e la regali a quei mussulmani


che disgustano i veri Padani?


Mesta e rimesta e poi, che stupore …


… il filtro funziona e semina orrore!


Fugge di corsa l’etnia dei nativi,


arrivano solo i brutti e i cattivi:


Ahmed, Carlos, Sumila e Li Li


ma dovete venire proprio qui?


Per colpa vostra è a rischio il Programma


e l’autoctono se la smamma.


Zaino in spalla e pronti, via, andare


per cinque anni dovrete marciare.


Un po’ di chilometri vi faranno bene,


in fondo prima eravate in catene!


Tornate alla giungla, tornate al deserto,


se non gradite quanto profferto


dall’Ufficio Scolastico Provinciale


e dalla Moioli, star comunale.


Che il cielo si allarghi,


che il sole risplenda,


che questo mondo diventi una tenda,


grande, grandissima, come il mare,


in cui insieme possiamo giocare


a fare finta che i nostri diritti,


il rispetto, l’incontro, la storia di tutti


siano tappeti sui quali volare


per arrivare vicino, nel cuore.


Vi chiamano ancora extracomunitari


anche se siete nati e cresciuti a Bari,


ma è la paura che alza i confini


perfino tra i banchi e tra i bambini.


Piccoli extracomunitari


siete scolari preziosi e cari


a questa vostra vecchia insegnante


che vi chiede scusa seduta stante.


Milano 8 aprile 2011
Arcangela Mastromarco, maestra da sempre
 
Per maggiori informazioni sulla Scuola Paravia di Milano
 
http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2011/04/08/486933-italiani_scappano.shtml
 
http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2011/04/08/487141-paura_cambia_sguardi.shtml
 

mercoledì 6 aprile 2011

Note sulla situazione giuridica del cittadino straniero in Italia

NOTE SINTETICHE SULLA SITUAZIONE GIURIDICA DEL CITTADINO STRANIERO IN ITALIA

IMMIGRAZIONE IRREGOLARE
La legge base che regola la condizione giuridica dello straniero extracomunitario è il Testo Unico, n. 286/98, ampiamente modificato dalla L. 189/2002 meglio nota come "legge Bossi Fini". All'art. 2 il Testo Unico riconosce anche agli stranieri irregolari i diritti fondamentali della persona umana. In particolare i minori stranieri entrati irregolarmente non sono espellibili o respingibili e le autorità di polizia devono informare al più presto della loro presenza i competenti Tribunali per i minori. Anche le donne in stato di gravidanza e quelle che hanno partorito da meno di sei mesi non sono espellibili ed hanno diritto ad un permesso di soggiorno. Tutele particolari sono previste per le persone vittime di tortura e per i malati.
Gli ingressi per lavoro per i cd. “migranti economici” sono regolati dal sistema delle quote: la legge prevede che ogni anno si stabilisca per decreto il numero di stranieri non comunitari che possono entrare per lavoro subordinato, stagionale e autonomo. Tale sistema si basa esclusivamente sul principio della chiamata a distanza, con il datore di lavoro sul territorio italiano mentre il lavoratore straniero deve restare nel proprio paese di origine: attraverso una complessa procedura, se la domanda del datore di lavoro viene accolta, è rilasciata una autorizzazione all'ingresso, inviata poi al consolato italiano del paese di origine ove il cittadino straniero otterrà il visto di ingresso per lavoro, sulla base della relativa autorizzazione. Molto spesso però i decreti flussi annuali servono per regolarizzare persone già presenti in Italia, i cui datori di lavoro fanno richiesta di ingresso come se si trovassero ancora nel paese di origine.
In assenza di visto d'ingresso, qualora non venga presentata una istanza di asilo, di protezione internazionale o di protezione umanitaria ex art.5.6 del T.U. sull'immigrazione, può scattare l'ipotesi di reato relativa all'immigrazione clandestina dello straniero extracomunitario nel territorio dello Stato, punito con la contravvenzione da 5.000 a 10.000 euro, ed espulsione dello straniero da parte del giudice. Il giudice, acquisita la notizia dell'esecuzione dell'espulsione o del respingimento ai sensi dell'articolo 10, comma 2, pronuncia sentenza di non luogo a procedere. Il giudizio sul reato di immigrazione clandestina è sospeso durante la procedura per il riconoscimento dello status di asilo. In caso di espulsione scatta un divieto di reingresso per 10 anni. La disciplina delle espulsioni appare in molti punti in contrasto con la direttiva rimpatri 2008/115/CE, ma, anche se i magistrati stanno disapplicando la normativa interna in favore delle norme previste dalla direttiva, la polizia continua ad applicare le norme interne. Essenziale dunque l'intervento di un avvocato di fiducia in ogni caso nel quale sia possibile effettuare la nomina.
Qualora, a seguito di una espulsione o di un respingimento differito, che è immediatamente esecutivo con accompagnamento alla frontiera, non ne sia possibile l'esecuzione, il soggetto da espellere viene rinchiuso nei c.d. CIE (Centri di Identificazione ed Espulsione), previa convalida da parte dell'autorità giudiziaria, per un periodo massimo di giorni 180. In questa fase l'immigrato ha diritto ad un difensore, anche d'ufficio e può comunicare con l'esterno.
L'Italia non ha risolto la questione della legittimità della detenzione dei migranti e dei richiedenti asilo immediatamente dopo l'arrivo. Come sottolineato dal Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria delle Nazioni Unite (Wgad), che ha visitato l'Italia nel novembre 2008, durante il primo periodo di permanenza nei centri dopo l'arrivo in Italia, i richiedenti asilo sono sottoposti a una detenzione de facto, priva di basi legali certe e di controllo giudiziario. Qualunque altra forma di detenzione amministrativa che si realizza al di fuori dei CIE, che devono essere quelli previsti da un apposito decreto del ministro dell'interno, al di fuori delle 96 ore, e delle esigenze di prima identificazione, si può ritenere illegittima. Appare quindi priva di fondamento normativo il trattenimento nelle tendopoli/CIE, recentemente istituite dal ministero dell'interno con i provvedimenti che dichiarano l'ennesimo “stato di emergenza”, con una evidente limitazione della libertà personale dei migranti che vi vengono internati.
I provvedimenti di espulsione o di respingimento vanno adottati rispettivamente dal Prefetto e dal Questore del luogo nel quale è avvenuto l'ingresso irregolare. Il trasferimento di migranti privi di provvedimenti di espulsione o di respingimento differito da una parte all'altra del territorio nazionale non appare conforme a legge ed alla previsione dell'art. 13 della Costituzione. Secondo questa norma in caso di arresto da parte della polizia, entro 48 ore deve essere informata l'autorità giudiziaria, che nelle successive 48 ore deve convalidare l'arresto. Per arresto, secondo la Corte Costituzionale, si intende qualunque limitazione della libertà personale.
Se l'espulsione non viene eseguita, il soggetto riceve un ordine di lasciare il territorio entro il termine di 5 giorni : se non ottempera « senza giustificato motivo » a tale ordine, commette un reato punito da 1 a 4 anni di reclusione, con arresto obbligatorio e giudizio direttissimo. Recentemente la Corte Costituzionale ha ribadito che se si prova il “giustificato motivo” consistente nella mancanza di mezzi o di documenti, il reato non ricorre

DIRITTO DI ASILO
Chiunque voglia fare richiesta di asilo, o altra forma di protezione internazionale ha diritto di inoltrare la relativa istanza compilando il modulo C3 senza che la polizia possa impedire la formalizzazione della volontà della persona e senza che la domanda possa essere dichiarata manifestamente infondata. Tutte le domande di protezione internazionale devono essere trasmesse alla competente Commissione territoriale nel più breve termine.
Nonostante la Direttiva europea 2005/85/CE riguardante le procedure per la protezione internazionale, inserita nel diritto italiano con il Decreto legislativo n.25 del gennaio 2008, escludesse la detenzione amministrativa dei richiedenti asilo, con successivo decreto legislativo, n, 159 del 2008 è stata ripristinata la misura del trattenimento obbligatorio nei CIE di tutti i richiedenti asilo già destinatari di un provvedimento di espulsione o di respingimento differito ex art. 10 comma 2 del T.U. sull'immigrazione, con un forte ampliamento della discrezionalità dell'autorità di pubblica sicurezza circa le modalità di accesso alla procedura di asilo.
L'aspetto più grave riguarda le modalità di tutela giurisdizionale contro le decisioni di rigetto della domande di asilo, tramite la soppressione dell'efficacia sospensiva del ricorso giurisdizionale, con grave violazione del nucleo essenziale del diritto di asilo e del diritto di difesa garantiti dalla Costituzione italiana, nonché in contrasto insanabile con il principio di effettività del ricorso di cui all'art. 13 della Convenzione Europea per i Diritti dell'Uomo.

COME COMPORTARSI IN CASO DI FERMO DA PARTE DELL'AUTORITA' DI POLIZIA
Gli ufficiali-agenti di polizia (polizia di stato, carabinieri e altri corpi appartenenti all’esercito, polizia municipale - ma questi ultimi solo se hanno la qualifica di agente di polizia di sicurezza- ) possono costringere chiunque a seguirli nei propri uffici se rifiuti dichiarare le tue generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita) o mostrare un documento d’identità oppure quando ci sono indizi sufficienti per ritenere che il nome dato o i documenti siano falsi (art. 11, d.l. 21.3.1978 n. 59): questo viene chiamato fermo di identificazione o accompagnamento.
Gli ufficiali-agenti di polizia che accompagnano in questura per identificare devono darne immediata notizia al Procuratore della Repubblica e possono trattenere per il tempo necessario alla tua identificazione1 e comunque entro le 24 ore ti devono rilasciare. Non è previsto in questo caso il diritto alla nomina di un difensore, ma si possono informare comunque le associazioni o conoscenti.
E' perciò importante e - hai diritto di pretendere - che la comunicazione al Procuratore della Repubblica venga effettuata subito al momento dell'accompagnamento, perchè solo da questo momento si contano le 24 ore entro cui devono rilasciarti.
Se rifiuti di dire le tue generalità/esibire i documenti, oltre all'accompagnamento in questura di cui abbiamo parlato, puoi essere denunciato per i seguenti reati:

- se sei cittadino extracomunitario e non fai vedere i documenti (passaporto-permesso), senza un valido motivo, ad agenti-ufficiali di polizia quando te lo chiedono puoi essere denunciato e rischi la pena dell’arresto fino a 6 mesi; se c’è motivo di dubitare della tua identità, puoi essere accompagnato in questura per rilievi segnaletici (fino a un max di 24 ore).

- se invece fornisci false generalità a un pubblico ufficiale o a un incaricato di pubblico servizio, il reato è punito con pene maggiori (che sono stata aggravate col c.d. pacchetto sicurezza - d.l. 23.5.2008, n. 92): se dichiari (a voce o per iscritto) false generalità e rischi il carcere fino a un massimo di sei anni (artt. 495 e 496 c.p.); la stessa pena è prevista se alteri il tuo corpo per impedire la tua identificazione - es. alterazioni delle impronte digitali (art. 495-ter c.p.).

Si possono fare perquisizioni personali e nei locali senza mandato del giudice, nei seguenti casi:

1) quando si sta commettendo un reato o una evasione (fuga) o quando si deve eseguire un’ordinanza di custodia cautelare o un ordine di carcerazione o un fermo (art. 352 c.p.p.); 2) la polizia giudiziaria (polizia di stato, carabinieri, guardia di finanza, corpo forestale) può perquisire le persone, i locali, le macchine, i bagagli e gli effetti personali per prevenire o reprimere il traffico di droga (art. 103 dpr n. 309/1990) o se ha fondato motivo di credere che ci sono armi, munizioni o esplosivi, qualcuno cercato dalla polizia che si nasconde, un evaso in relazione a determinati delitti di associazione mafiosa, traffico di droga o delitti con finalità di terrorismo (art. 41 tulps e art. 25 d.l.8.6.1992, n. 306).

Anche in questi casi ti devono lasciare sempre una copia del verbale di perquisizione, anche se non viene sequestrato nulla, dove si indicano le operazioni fatte, il motivo per cui hanno fatto la perquisizione senza l’autorizzazione del giudice, i nomi e la qualifica degli agenti che hanno fatto la perquisizione. Se sequestrano oggetti, documenti, devono essere specificamente indicati nel verbale di perquisizione. Se non sei in grado di leggere, hai diritto ad un interprete e comunque fai sempre scrivere che non parli l’italiano.

TUTELA LEGALE
L'uso illegittimo/arbitrario della forza e/o dell'autorità da parte delle forze dell'ordine puo' essere sempre denunciato all'autorità giudiziaria penale.
In caso di percosse, trattenimenti e perquisizioni illegali, atti di razzismo da parte delle forze dell'ordine e controllori dei mezzi di trasporto, puo' essere presentata una denuncia/querela alla Procura della Repubblica del luogo dove si è verificato il reato.
Per i reati che vengono perseguiti solo se la vittima fa denuncia (per es. percosse, lesioni lievi, ingiuria, minaccia ecc.), la denuncia-querela deve essere presentata nei tre mesi successivi al reato. La denuncia-querela può essere presentata dalla vittima personalmente; è comunque consigliabile l'assistenza di un legale o il supporto di associazioni che offrono assistenza legale, anche per contrastare le eventuali controdenunce.
Contro qualsiasi atto (anche di carattere normativo, come leggi statali, regionali, regolamenti comunali, ordinanze del sindaco, ecc.) e/o comportamento che abbia l'effetto di creare un trattamento differenziato in ragione dell'origine nazionale, etnica, razziale o religiosa può essere proposta l’azione civile contro le discriminazioni etnico-razziali.
Quando il giudice accerta che è in atto una discriminazione, puo' condannare a risarcire i danni, anche di natura esistenziale, subiti dalla vittima della discriminazione.
E' possibile in questi casi rivolgersi ad associazioni che operano nella lotta alla discriminazioni razziali: queste possono infatti avviare questo tipo di processo, sia a supporto di vittime di discriminazioni sia contro le discriminazioni collettive.

Fulvio Vassallo Paleologo

 
 

venerdì 4 marzo 2011

8 marzo, Messina: Spicchi di cultura a confronto. Esperienze di integrazione al femminile

Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese e il tuo caffé è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine.
Cittadino del Mondo, non rimproverare il tuo vicino di essere straniero.


Siamo tutti "stranieri" agli occhi degli altri, noi compresi.

Ma se tutti siamo stranieri, nessuno è straniero: vi pare?




L’associazione “Stranieri come Noi”, in collaborazione con i sodalizi “Puerto de Buenos Aires” e “Messina Futura” e in raccordo con Anolf Messina, Centro di Mondialità Senza Frontiere e Movimento Primo Marzo Palermo, organizza un Incontro-dibattito sul tema:

"Spicchi di cultura a confronto. Esperienze di integrazione al femminile”

Martedi 8 marzo 2011 Sala Consiliare

ore 10,30 Provincia Regionale di Messina

L’incontro, a cui parteciperanno tra l’altro studenti e docenti dei maggiori licei cittadini, vedrà donne di diversa origine raccontare la loro “esperienza Italia” con particolare riguardo al loro inserimento nel tessuto sociale, culturale ed economico di Messina.


Sede dell'Associazione Stranieri come noi:
Messina, Via Castellammare n. 6
InfoPoint: Messina, Via Ugo Bassi n. 123
Tel. 3939080172











martedì 15 febbraio 2011

Corsi di italiano per stranieri ed educazione civica utili a richiedere il permesso di soggiorno CE di lunga durata


SCUOLA DI LINGUA ITALIANA PER STRANIERI
UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI PALERMO


Dal 9 dicembre 2010, per poter richiedere il Permesso di soggiorno CE di lunga durata (ex Carta di soggiorno) è necessario superare un test di lingua, da cui è esentato lo straniero già in possesso di un titolo di studio o che abbia una certificazione linguistica riconosciuta o un certificato di frequenza ad un corso di lingua italiana presso i Centri provinciali per l'istruzione degli adulti o presso un’università italiana.

Questo nuovo pre-requisito rischia di trasformarsi in un ulteriore ostacolo anche per chi risiede da tempo in Italia. Il Decreto non prevede tra l'altro una preparazione al test, perché come si legge all'art. 7 del Decreto: “...dall'attuazione delle disposizioni del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”.

La Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Ateneo palermitano, proseguendo il proprio impegno affinchè la conoscenza della lingua italiana non sia una barriera all'inclusione, organizza, in sinergia con le associazioni di volontariato presenti sul territorio, corsi di lingua ed educazione civica rivolti a stranieri adulti che vogliano raggiungere un livello finale corrispondente al livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue. Alla fine dei corsi è possibile richiedere un Certificato di frequenza utile ai partecipanti per dimostrare la propria conoscenza della lingua.

I corsi prevedono la frequenza di una singola lezione settimanale combinata allo studio autonomo guidato dai docenti. Per partecipare ai corsi non sono necessari requisiti particolari.

Gli iscritti potranno partecipare ai prossimi esami CILS di Certificazione di Italiano come Lingua straniera dell'Università per Stranieri di Siena che si terranno a Palermo il 9 giugno e il 2 dicembre 2011.

PER INFORMAZIONI E ISCRIZIONI: scuolaitalianostranieri@unipa.it

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Scuola di Lingua Italiana per Stranieri

Master in Didattica dell'Italiano Lingua Seconda e Straniera

Università degli Studi di Palermo

Piazza Sant'Antonino n° 1

90134 - Palermo

Tel. +3909123869601

Fax +3909123860708

 
 

martedì 8 febbraio 2011

15 febbraio, Palermo: Al via il primo test di conoscenza della lingua italiana per gli stranieri che hanno chiesto il permesso di soggiorno CE

Permesso soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo.
Test lingua italiana.
Decreto Ministro Interno 4 giugno 2010.

Il 15 febbraio 2010 alle ore 14.30 si svolgerà nella provincia di Palermo il primo test di conoscenza della lingua italiana per gli stranieri che hanno chiesto il permesso di soggiorno CE.

La prova, che avrà inizio alle ore 14.30, sarà effettuata presso il locale Istituto Comprensivo Statale CTP EdA Antonio Ugo, via E. Arculeo, 39- Palermo.

Parteciperanno al test 39 cittadini stranieri.

Sono state già programmate ulteriori tornate di esami per i prossimi mesi di aprile e maggio.

Fonte: Prefettura di Palermo Pubblicato il 02/02/2011




martedì 25 gennaio 2011

Primo Marzo 2011: Le parole d'ordine

25 gennaio 2011

Le parole d'ordine (1)

Diritto al lavoro, diritti nel lavoro, orgoglio per una nuova cittadinanza fondata sulla mixité ma inevitabilmente anche sciopero.

Nel corso di un incontro tenutosi alla libreria Griot di Roma, Cécile Kashetu Kyenge, coordinatrice e portavoce del movimento Primo Marzo, ha illustrato le parole d’ordine che caratterizzeranno la prossima “giornata senza di noi”.

«Il Primo Marzo è nato come giornata senza di noi e sciopero degli stranieri. E’ stata una mobilitazione partita dal basso per sottolineare la rilevanza economica e sociale dell’immigrazione», ha ricordato Kyenge. «Questa giornata, che ha toccato oltre 60 piazze e coinvolto più di 300mila persone, ha inaugurato una stagione intensa di iniziative spontanee (lo sciopero delle rotonde a Castelvolturno, la gru a Brescia, la torre a Milano,la manifestazione Agire contro il Razzismo a Bologna, il corteo antirazzista del 12 dicembre a Firenze...), che hanno avuto come protagonisti i migranti e la società civile».

«Sappiamo che il momento è delicato e difficile. Proprio per questo non possiamo e non dobbiamo dimenticare l'elemento che più di ogni altro ha qualificato e dato forza al Primo Marzo.Come semplici cittadini e lavoratori, non abbiamo il potere di convocare uno sciopero. Chiederlo rientra però tra i nostri diritti. Ed è quello che i comitati Primo Marzo di molte città stanno già facendo».

«Non puntiamo allo sciopero generale, non ci interessa uno sciopero etnico (che si scontrerebbe con il valore della mixité). Quel che vogliamo è esercitare un diritto riconosciuto anche dalla Costituzione per dire con forza no al razzismo e alle politiche di esclusione, sì all’uguaglianza e diritti per tutti».

«Chiediamo a tutti - singoli, associazioni, realtà sindacali e politiche - di sostenere le mobilitazioni del prossimo Primo Marzo.In particolare, ai sindacati chiediamo di attivarsi per sostenere concretamente i lavoratori, migranti e italiani, che vorranno astenersi dal lavoro nelle fabbriche, nelle cooperative e in tutti i luoghi di lavoro più o meno formali».
 
Le parole d'ordine (2)
 
C’è un collegamento diretto tra il razzismo (in particolare il razzismo istituzionale) e la graduale erosione dei diritti dei lavoratori in Italia.«Il razzismo istituzionale, le politiche di esclusione, le leggi inique e inefficaci (come la Bossi-Fini e il pacchetto sicurezza che, lungi dal contrastarla, producono clandestinità) colpiscono in primo luogo gli immigrati ma rappresentano una minaccia per tutti», ha detto Kyenge. «Queste leggi, infatti, hanno reso il lavoratore migrante estremamente ricattabile, aprendo la strada agli ingaggi in nero e ai contratti capestro. Da qui alla perdita per tutti dei diritti acquisiti, degli standard di sicurezza sul lavoro, delle tutele sindacali il passo è breve. Come rivelano molte vicende dei nostri tempi (Mirafiori, ma non solo)».

«Per questo il movimento Primo Marzo, attraverso la rete dei suoi comitati territoriali e in collegamento con la rete del No-Razzismo Day, ha deciso di centrare le mobilitazioni del prossimo 1° marzo sul tema del diritto al lavoro e dei diritti e della sicurezza sul lavoro».

«La difesa del diritto al lavoro e degli altri diritti fondamentali è una battaglia che riguarda tutti, e non solo per ragioni etiche o altruistiche. Gli stranieri sono infatti il ‘terreno’ dove vengono sperimentate oggi le politiche repressive che colpiranno domani segmenti sempre più ampi di popolazione».

«E’ necessario che i lavoratori e gli aspiranti lavoratori, italiani e stranieri, comprendano che la loro unione e la solidarietà reciproca sono indispensabili per contrastare questa pericolosa deriva», ha aggiunto la coordinatrice nazionale e portavoce del movimento Primo Marzo».

«Il superamento della legge Bossi-Fini, il riconoscimento della piena cittadinanza per chi nasce o cresce in Italia, il diritto di voto amministrativo per gli immigrati - ma anche la chiusura dei Cie e l’approvazione di una vera legge che tuteli rifugiati e richiedenti asilo - sono i passi fondamentali da fare necessariamente in questa direzione».
 
Fonte: Primo Marzo 2011
 
 
 
 

sabato 22 gennaio 2011

24 gennaio, Roma: Conferenza stampa di presentazione di "Primo Marzo 2011. 24h senza di noi"

COMUNICATO STAMPA

con preghiera di cortese diffusione


VERSO IL PRIMO MARZO 2011

per dire anche quest’anno

SI a un’Italia multiculturale e arcobaleno

Libreria Griot

24 gennaio 2011, alle11h00

via di Santa Cecilia 1/A - Roma


Lunedì 24 gennaio prossimo, alle 11h00, il Movimento ‘Primo Marzo’ invita i giornalisti alla conferenza stampa per la presentazione di

‘Primo Marzo 2011, 24h senza di Noi’

la giornata di mobilitazione nazionale e internazionale contro il razzismo e per la difesa dei diritti umani giunta alla sua seconda edizione. La conferenza stampa si terrà presso la Libreria Griot (via Santa Cecilia 1/A-Roma).

Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di incrociare le braccia per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?

Partendo da questa domanda provocatoria lo scorso anno il Movimento ‘Primo Marzo’ - in collegamento con altri Paesi europei - ha promosso una mobilitazione antirazzista e per i diritti umani che ha interessato oltre 60 città e coinvolto più di 300 mila persone in tutta Italia. Il movimento crede che anche quest’anno il Primo Marzo debba essere una giornata di mobilitazione nazionale e internazionale volta a unire autoctoni e immigrati, vecchi e nuovi cittadini.

Nel corso della conferenza stampa saranno presentati i temi e le parole d’ordine che caratterizzeranno l’edizione di quest’anno.

Sarà fatto il punto, inoltre, sulla Carta Mondiale dei Migranti, alla cui redazione il movimento Primo Marzo ha contribuito attivamente, e che sarà presentata ufficialmente al Social Forum di Dakar (febbraio 2011).

Partecipano alla conferenza stampa:

Cécile Kashetu Kyenge,
coordinatrice nazionale e portavoce del Movimento ‘Primo Marzo’,

Jelloul Ben Hamida,
coordinatore del progetto Carta Mondiale dei diritti dei Migranti,

Gabriella Guido,
comitato ‘Primo Marzo Roma’,

Carmine Curci,
missionario comboniano e direttore responsabile dell’agenzia Misna.


Contatti:

Flora Cappelluti
Sala Stampa Nazionale - via Cordusio, 4 - 20123 Milano
Mob: +39 328 4189510





sabato 20 novembre 2010

Avviso pubblico per la costituzione di un catalogo di profili professionali per l'assistenza socio-sanitaria per le popolazioni migranti, straniere ed indigenti in Sicilia

INMP - Sicilia
Istituto Nazionale per la promozione della salute
delle popolazioni Migranti
e per il contrasto
delle malattie della Povertà
Centro di Riferimento Regionale Siciliano
AVVISO PUBBLICO PER LA COSTITUZIONE DI UN CATALOGO DEI PROFILI PROFESSIONALI PER L'ATTIVAZIONE DI PROGETTI E SPERIMENTAZIONI RELATIVI A MODELLI GESTIONALI DI ASSISTENZA SOCIO-SANITARIA PER LE POPOLAZIONI MIGRANTI, STRANIERE ED INDIGENTI IN SICILIA.

Il Catalogo sarà suddiviso in cinque aree professionali, determinate in relazione a categorie omogeee di competenze:

1) Area comunicazione linguistico-culturale
2) Area socio-psico-pedagogica-educativa

3) Area sanitaria e socio-assistenziale

4) Area giuridico/amministrativa/gestionale/tecnica

5) Area profili esecutivi

Il Catalogo verrà aggiornato con cadenza trimestrale, sia attraverso l'inserimento di nuovi soggetti in possesso dei requisiti, che attraverso l'aggiornamento e l'integrazione dei profili già presenti.

Sarà esclusiva cura dei soggetti interessati procedere alle comunicazioni relative alle modifiche e/o integrazioni curriculari.

Le istanze dovranno pervenire entro le seguenti scadenze:

Entro le ore 13,00 del 6 dicembre 2010 per il primo inserimento;
Entro le ore 13,00 del 6 marzo, 6 giugno e 6 settembre 2011 per i successivi inserimenti e/o integrazioni.

Coloro che, in possesso di idonei requisiti, intendono essere inseriti nel Catalogo dovranno produrre domanda, presentandola esclusivamente a mano e/o a mezzo raccomandata A/R presso CURS Soc. Coop. Via N. Garzilli n° 34 - 90141 Palermo entro e non oltre le ore 13,00 il 6 dicembre 2010.
Per le domanda presentate a mezzo raccomandata non farà fede la data apposta dall'ufficio postale accettante.

Alla domanda – redatta ai sensi del DPR 445/2000 secondo il modello allegato (Allegato A) - dovranno essere allegati, pena esclusione:

- Copia del documento di identità in corso di validità;
- Curriculum vitae et studiorum redatto secondo il formato europeo;
- Copia dei titoli di studio, carriera e professionali dichiarati nella domanda;
- Due fotografie formato tessera.

Il curriculum dovrà riportare la numerazione delle pagine, essere siglato in ogni pagina e firmato in calce nell'ultima pagina, che dovrà contenere la dichiarazione di responsabilità ai sensi del DPR 445/00 circa la veridicità dei fatti contenuti.

CURS Soc. Coop.
Via N. Garzilli, 34
90141 Palermo
tel./fax. 091/6258994

Il Direttore Scientifico INMP - Regione Sicilia, Dott. Tullio Prestileo
Il Presidente CURS, Prof. Angelo Livreri Console





giovedì 25 marzo 2010

Prossimi esami CILS-Certificazione di Italiano come Lingua Straniera il 10 giugno 2010: iscrizioni entro il 29 aprile



La prossima sessione di esami CILS presso la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università di Palermo, sede convenzionata con l’Università per Stranieri di Siena, avrà luogo il 10 giugno 2010.
La scadenza per le iscrizioni è fissata per il 29 aprile. Le iscrizioni devono essere effettuate presso la sede della Scuola di Piazza Sant’Antonino 1 (angolo Corso Tukory / Via Oreto / Via Maqueda).

La Certificazione CILS è la prima certificazione di italiano ad aver adottato il sistema di sei livelli di competenza linguistico-comunicativa proposto dal Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue del Consiglio d'Europa e ad aver realizzato moduli di certificazione specifici per lavoratori di origine straniera in Italia. Dal 1993 ad oggi, si sono iscritti circa 90.000 candidati, in più di 550 sedi in Italia e nel mondo. Nel 2009 i candidati sono stati 15.000. Esistono moduli specifici di livello A1 e A2 per bambini e adolescenti iscritti nelle scuole italiane di ogni ordine e grado.

La Certificazione CILS è titolo ufficiale di competenza in Italiano come Lingua straniera (legge 17/02/1992 n. 204 e Art. 11 dello Statuto dell’Università per Stranieri di Siena) riconosciuto dal Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Italiana. Essa si articola nei seguenti sei livelli di competenza:

Elementare A1 CILS A1
Elementare A2 CILS A2
Base B1 CILS UNO – B1
Intermedio B2 CILS DUE – B2
Superiore C1 CILS TRE – C1
Avanzato C2 CILS QUATTRO – C2

L’esame prevede cinque prove: ascolto, lettura, produzione scritta, produzione orale, analisi delle strutture di comunicazione. Ogni candidato può prepararsi agli esami anche in modo autonomo, senza necessariamente avere frequentato un corso di lingua italiana. Se una o più prove non vengono superate, si può ripetere l’esame solo per le prove non superate nelle due sessioni di esame successive (2 dicembre 2010 o 9 giugno 2011).

Alcuni esempi di prove di esame possono essere scaricati a
questo link.


I LIVELLI CILS

I livelli A1 e A2 sono differenziati per tipo di pubblico: stranieri adulti residenti in Italia; stranieri adulti con lingue quali giapponese, cinese, ecc.; bambini e adolescenti. L’esame dura circa 2 ore.

Il livello UNO – B1 indica il livello necessario per usare la lingua italiana con autonomia e in modo adeguato nelle situazioni più frequenti della vita quotidiana. L’esame dura circa 3 ore.

Il livello DUE – B2 permette di gestire una maggiore varietà di situazioni della vita quotidiana anche per motivi di studio e lavoro. Questo certificato permette ad esempio ad uno straniero extracomunitario di iscriversi nelle università italiane senza dovere sostenere la prova di conoscenza della lingua italiana. L’esame dura circa 4 ore.

Il livello TRE – C1 permette di comunicare non solo in situazioni tipiche della vita quotidiana, ma anche in rapporti formali e di lavoro. L’esame dura circa 5 ore.

Il livello QUATTRO – C2 è il livello più vicino al madrelingua e permette di interagire non solo in tutte le situazioni informali e formali di comunicazione, ma anche in quelle professionali. L’esame dura circa 5 ore e mezza.

A CHE COSA SERVE LA CILS?

La CILS è utilizzabile da cittadini stranieri residenti in Italia o all’estero e da cittadini italiani residenti all’estero. La CILS serve a:

• chi studia l’italiano
• chi lavora
• chi studia in contatto con la realtà italiana
• chi vuole misurare la propria competenza in italiano.

Un certificato CILS può essere utilizzato per motivi di lavoro, di studio, personali o per qualsiasi altro motivo per il quale sia richiesta una dichiarazione ufficiale e garantita di competenza linguistica.

Molte aziende italiane o straniere richiedono il certificato CILS in base alle funzioni lavorative che i dipendenti devono svolgere.

Di seguito alcuni esempi di corrispondenza fra i livelli CILS e varie figure professionali e di studio (adattato dal documento del Ministero degli Affari Esteri “Sistema Coordinato delle Certificazioni dell’italiano per Stranieri”, Roma 1998):

• Corso di formazione professionale regionale
CILS UNO – B1
• Assistenti sociali
CILS DUE – B2
• Immigrati stranieri in Italia inseriti in corsi per il conseguimento della licenza media
CILS DUE – B2
• Competenza per l’accesso al sistema universitario italiano
CILS DUE – B2
• Mediatore linguistico in classi di scuola di base con figli di immigrati stranieri
in Italia
CILS TRE – C1
• Funzionari presso alcuni settori dell’Amministrazione italiana (ad es. Ministero di Grazia e Giustizia)
CILS TRE – C1
• Assistenti legali
CILS TRE – C1
• Docenti di discipline scientifiche e tecniche presso le scuole italiane legalmente riconosciute
CILS TRE – C1 / CILS QUATTRO – C2
• Interpreti presso la rete diplomatico – consolare
CILS QUATTRO – C2
• Traduttori giurati presso la rete diplomatico – consolare
CILS QUATTRO – C2
• Diploma universitario (laurea breve) per insegnanti di italiano a stranieri
CILS QUATTRO – C2

CILS CERTIFICAZIONE DI ITALIANO COME LINGUA STRANIERA
Prossime sessioni d'esame
10 giugno 2010
2 dicembre 2010
9 giugno 2011

TASSE

A1 € 40
A2 € 40
UNO B1 € 90
DUE B2 € 105
TRE C1 € 135
QUATTRO C2 € 160

Procedure per l’iscrizione

• L’iscrizione viene effettuata on-line direttamente presso la Scuola di Lingua italiana per Stranieri e consiste nella compilazione di una griglia contenente le generalità dei candidati. Il candidato deve anche indicare il livello per il quale intende presentarsi il giorno dell’esame. Il livello scelto non potrà essere variato in alcun modo.
• Il termine ultimo per le iscrizioni è il 29 aprile 2010.
• È necessario compilare il Modulo di adesione anche su formato cartaceo (Modulo di adesione e Modulo della Privacy) e allegare una Fotocopia di un documento di identità (passaporto o carta di identità italiana o straniera).
• Al momento dell’iscrizione, i candidati devono pagare la tassa d’iscrizione, aggiungendo una marca da bollo di € 1,81.
• I candidati che hanno già sostenuto l'esame CILS superando solo alcune delle abilità previste, possono ripetere le prove non superate entro 1 anno dal primo esame. Il costo di ogni abilità è indicato nella tabella allegata.
• La tassa d'esame non può essere rimborsata per alcun motivo. Solo in casi eccezionali e documentati (motivi di salute, motivi familiari gravi; impegni di studio improrogabili) la tassa pagata potrà essere trasferita alla sessione d'esame successiva. In questo caso, ogni studente dovrà versare comunque una quota di € 10,00 al momento della nuova iscrizione.

Per ulteriori informazioni relative alle procedure di iscrizione e consulenza sulla scelta del livello
Dott.ssa Tindara Ignazzitto, Settore Certificazione CILS, Scuola di Lingua Italiana per Stranieri, Università di Palermo
Tel. 09123869601 - E-mail scuolaitalianostranieri@unipa.it
Ricevimento per la sola CILS nel mese di aprile 2010
Lunedì ore 17.00-18.00 e Mercoledì ore 12.00-13.00
Scuola di Lingua italiana per Stranieri
Ex-Convento di Sant’Antonino
Piazza Sant’Antonino 1 (angolo Corso Tukory / Via Oreto / Via Maqueda)

Google Map - Dove siamo


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sabato 27 febbraio 2010

Primo Marzo 2010: Lettera da un leghista del Sud

Caro Ministro Maroni, sono un ragazzo di Palermo, una piccola cittadina purtroppo piena di meridionali ed extracomunitari.
Io volevo dirle che la stimo profondamente per le innumerevoli battaglie di legalità che lei ha condotto negli ultimi anni in Italia. Volevo soprattutto riferirle che ho apprezzato molto la sua ultima idea di verificare la conoscenza da parte degli immigrati del testo costituzionale.
Sa (e mi scusi se abbasso il tono, ma non si sa mai), qua si vedono cose strane in questi giorni. Si, gira la voce che si stia per organizzare una grande manifestazione per il 1° marzo. Una manifestazione piena di extracomunitari e tanta altra gente solidale con loro. Dicono di essere un movimento nato dal basso, dalla gente; dicono di non volere etichette, di essere apartitici e stanchi di farsi sfruttare da tutte le bandiere; dicono di essere un movimento eterogeneo, interrazziale; dicono di voler rivendicare i diritti degli stranieri in Italia, di voler sensibilizzare la società civile sull’importanza, sia dal punto di vista economico, che politico, che della crescita interculturale (???), dell’immigrazione; dicono che l’Italia è un paese razzista, e dicono che dire la verità non è anti-italiano, ma anzi un atto di rispetto nei confronti di tutti (e sottolineano questo tutti) gli italiani.
Devo darle un’altra brutta notizia. In realtà ho sentito dire che non si svolgerà solo qui, ma che si tratta di un movimento molto più ampio, nato tramite internet (sa, quel mare di informazioni libere contro cui più volte lei si è eroicamente scagliato) e diffusosi in Italia, Francia, Spagna, Grecia, e pure qua in Sicilia pensi! Qua, però, mi pare un po’ diverso. Il movimento qui si chiama “24 ore con noi, presenti e visibili”. L’idea iniziale di “vediamo come fate senza di noi” si è completamente trasformata in “ehi, guardate che ci siamo, e non abbiamo paura di rivendicare i nostri diritti”. Le mando questa mia proprio perché penso che questi siano molto più pericolosi.
La verità, glielo dico con franchezza (e alzo un po’ il tono, ma quando ci vuole ci vuole), è che a questi non basta più di venire accolti “all’italiana” nella nostra Guantanamo (come lei ha scherzosamente definito Lampedusa), non basta più venire sfruttati per 12 ore al giorno in condizioni disumane, non basta più venire ricattati per un pezzo di pane, non basta più rischiare di essere denunciati da chiunque sappia che esistono, non basta più morire dissanguati per paura dell’ospedale, non basta più, non basta più, non basta più! La verità è che a questi non basta più essere trattati di merda. Ministro, questi vogliono essere deportati! Qui a Palermo questi tizi dello sciopero si stanno infilando dovunque. Nella scuole signor Ministro, fra i ragazzi, dalle materne alle superiori, con le loro strane idee di incontro interculturale, conoscenza reciproca, sensibilizzazione dei giovani, i “nostri” giovani (giusto?). Nelle piazze Maroni (e scusi per la forma, ma voglio essere diretto), nelle “nostre piazze”, le piazze di noi palermitani, le piazze di un centro storico che ci siamo dimenticati. E non si limitano ad occuparle, con tutti i loro dibattiti, gli spettacoli teatrali, le danze, questi ci invitano pure a partecipare!
Ci invitano a riprendere possesso dei luoghi della nostra città, ci invitano al confronto, allo scambio, ad un unanime rifiuto di ogni forma di razzismo. Credono di poter cambiare le cose, che se ci provi qualcosa puoi smuovere; sono pazzi mi dico, ma loro ci credono proprio fermamente, e fanno paura. Questi ci provano sul serio, perché hanno coinvolto un gran numero di associazioni, che vanno dallo Zetalab a Biagio Conte e Centro Astalli! Ha capito, signor Ministro? Centro Astalli! I gesuiti! Anche la Chiesa Cattolica sta con loro, altro che il magico connubio “cristiano-europeo-bianco” tanto sventolato dalla sua Lega Nord. E non è finita, questi coinvolgono pure l’Università, i commercianti, preparano una “Notte nera” che sia una festa della città con tutti i cittadini. Tutto questo in attesa del “loro” 1° marzo, nelle scuole, nei centri di aiuto ed accoglienza, nelle strade del centro storico, fra chi è loro indifferente, chi si infurierà per il blocco del traffico, e chi si interesserà alla loro gialla marcia, ai flash mob (non si allarmi per questa parola, è una stravaganza occidentale) e al vento fresco che sperano possa allontanare il tanfo di pregiudizio a volte insopportabile. Vogliono essere un fiume in piena che spazzi via la xenofobia serpeggiante nel nostro paese. Pensi che qui è nato tutto dall’iniziativa di due donne, una docente ed una psicologa, una bianca e una nera. Io quest’ultima l’ho incontrata. Si chiama Yodit Abraha, ha origini etiopi (l’Etiopia si, penso che il suo collega La Russa le parli spesso degli antichi fasti italiani laggiù). L’ho incontrata si, le ho parlato anche (spero non si offenderà). Dice di avere molta paura, ma a me è parsa agguerrita, dice di essere pessimista sul futuro italiano, ma tutto questo non la ferma. Difende a denti stretti l’iniziativa e dice che la cosa che li unisce è la consapevolezza di essere tutti persone. Sa persone, quelle che piangono di gioia o di dolore, che ridono, che defecano, che vanno a lavoro, che si incazzano. Io adesso non so, ma questi mi sembrano abbastanza incazzati (altrimenti non l’avrei neanche disturbata), e la cosa fa paura, perché se sono incazzati avranno pure un qualche motivo. Mi scusi per lo sfogo, caro ministro, ma io queste cose le vedo, ed ho paura.
Ha proprio ragione lei, se questi stranieri conoscessero almeno fino al secondo principio della nostra Costituzione, saprebbero (come anche lei ben sa) che (e scusi se scandisco bene) “la Repubblica Italiana riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. E’ questo che mi da ai nervi, non solo non la conoscono, ma pretendono anche che si applichi. Caro ministro, qua la questione è più seria del previsto, questi pretendono di essere garantiti dalla Costituzione. Insomma, questi pretendono di stare meglio di noi! Ministro, io non vorrei allarmarla, ma si dice che il 1° marzo 2010 un popolo giallo riempirà le piazze d’Italia dicono contro la politica xenofoba, o meglio (osano dire) razzista del suo governo. Ma non è possibile,forse sto sognando. Si, sarà un altro paese! Un altro paese si. Sarà, a me pare un altro mondo.
Scritto da Giuseppe Campisi su Il carrettino delle idee
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martedì 23 febbraio 2010

27 febbraio, Palermo: Liberi tutti - Migranti, tra diritti e occupazione



            LIBERI TUTTI - MIGRANTI, TRA DIRITTI E OCCUPAZIONE
           Palermo, Circolo ARCI Blow Up - 27 febbraio 2010, h 18,30


Quando si parla di stranieri residenti in Italia, quasi sempre l’accento viene posto sul tema della sicurezza, creando così un legame diretto tra immigrazione e problemi di ordine pubblico. Eppure, stando alle statistiche, questo legame ha pochissime ragioni d’esistere. Piuttosto, sarebbe opportuno cominciare a parlare degli scarsi investimenti fatti dallo Stato e dagli enti locali sul fronte dell’integrazione e dell’inclusione sociale. Così procedendo, si potrebbe anche affrontare la questione dell’implementazione dei diritti di quella larghissima fascia di lavoratori stranieri che, in quanto a garanzie di welfare, scontano un forte deficit rispetto ai loro colleghi italiani. E se proprio si volesse seguire il buon senso, bisognerebbe anche cominciare ad abbattere la distinzione (linguistica e giuridica) tra “italiani” e “stranieri nati in Italia”. Il punto da cui partire, infatti, non può essere più quello della mera accoglienza: si tratta, semmai, di affrontare con decisione l’inclusione di una fascia di popolazione “italiana” che ha toccato quota 500 mila (tanti sono i figli di stranieri nati nel Belpaese).

Solo all’Università di Palermo, oggi ci sono quasi 300 studenti della cosiddetta “seconda generazione” di stranieri. E sono proprio loro i protagonisti di “Liberi tutti”, di questo periodico d’informazione nato nell’ambito del progetto “Instrada” e finanziato dall’ateneo del capoluogo siciliano. Si tratta di una rivista che racconta storie di vita, disagi e problematiche delle comunità straniere e che è stata scritta interamente dai figli di queste comunità. A loro, abbiamo demandato il compito di raccontare la città, la “loro” città.

Lo abbiamo fatto per due ragioni. La prima riguarda il mondo dell’informazione, dove troppo spesso gli afflati umanitari e gli impeti nazionalistici e simil razzisti si scontrano, generando confusione e travisando la realtà. La seconda ragione riguarda il messaggio che vogliamo lanciare: il fatto di aver dato voce agli “stranieri di seconda generazione” non ha alcuna pretesa politica. Piuttosto, è una provocazione che abbiamo voluto lanciare per mettere in risalto il paradosso di un Paese che considera ancora “straniera” una larghissima fetta di popolazione “italiana”.

Per questo, la nostra speranza è che, una volta superato il paradosso, la redazione di “Liberi tutti” venga definita per quella che è: una redazione di giovani studenti palermitani che parla di Palermo e dei suoi deficit di cittadinanza.

ORE 18,30 - Presentazione Rivista e Dibattito

Intervengono:

Rita Borsellino
(Eurodeputato e Presidente Un'altra Storia)

Roberto Mazzarella
(Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni del comune di Palermo)

Aurelio Angelini
(Docente dell'Università degli Studi di Palermo)

Fulvio Vassallo Paleologo
(Docente dell'Università degli Studi di Palermo)

Tindara Ignazzitto
(Comitato Sciopero 1 Marzo)

Anna Bucca
(Presidente ARCI Sicilia)

Mohammed Abdul Fatha
(Responsabile ambulatorio Emergency)

Zaher Darwish
(Responsabile Immigrazione CGIL)

Mimmo Di Matteo
(Responsabile ufficio Stranieri CISL Palermo)

ORE 20,00 - Aperitivo

ORE 22,00 - Gli "Hank" in concerto e a seguire DJ BASH

Vi aspettiamo numerosi!

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