Visualizzazione post con etichetta identità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta identità. Mostra tutti i post
domenica 30 marzo 2014
3 aprile, Palermo: Presentazione del libro "Una nazione di carta" di M. Di Gesù
Pubblicato da
Tindara Ignazzitto
martedì 15 ottobre 2013
30 novembre, Palermo: "Teatro dei popoli. Intercultura in scena". Nuova scadenza per la presentazione di spettacoli
FESTIVAL “TEATRO DEI POPOLI, INTERCULTURA IN SCENA”
NUOVA SCADENZA 30 NOVEMBRE!
Teatro Atlante e Piccolo Teatro Patafisico
presentano
“Teatro dei Popoli, intercultura in scena”
Teatro dei Popoli
Nell’ambito del progetto Comunità Urbane Solidali il Teatro Atlante e il Piccolo Teatro Patafisico invitano tutti i musicisti, danzatori, narratori, performers di origine extra-UE e Rom residenti, o di passaggio, a Palermo e in Sicilia per realizzare insieme il 22 Dicembre una festa/spettacolo delle culture e dei popoli di Palermo e della Sicilia.
La festa si svolgerà presso la sede di Comunità Urbane Solidali al padiglione 33. I partecipanti alla festa avranno la possibilità di proporre un proprio spettacolo per la rassegna “Identità” curata dal Piccolo Teatro Patafisico, all’interno di Comunità Urbane Solidali, con un compenso variabile dai 500 ai 1000 euro dell’ex ospedale psichiatrico (via La Loggia).
Gli spettacoli proposti verranno selezionati da una commissione composta da Piccolo Teatro Patafisico e Teatro Atlante.
Per maggiori informazioni è possibile contattare
Teatro Atlante: 366 5010982
Piccolo Teatro Patafisico: 339 8649301
e-mail: tdp@comunitaurbanesolidali.org
Questo il Bando di partecipazione
Scarica la Scheda di Partecipazione da far pervenire all’indirizzo tdp@comunitaurbanesolidali.org
Le richieste dovranno pervenire entro il 30 Novembre 2013
domenica 30 ottobre 2011
12-13 novembre, Perugia: Seminario nazionale "Parole per esserci"
Seminario nazionale
PAROLE PER ESSERCI
Condividere esperienze per individuare buone pratiche
di insegnamento dell'Italiano L2 come lingua per la cittadinanza
sabato 12 e domenica 13 novembre 2011
Istituto Comprensivo Volumnio - Via Cestellini
Ponte San Giovanni, Perugia
PAROLE PER ESSERCI
Condividere esperienze per individuare buone pratiche
di insegnamento dell'Italiano L2 come lingua per la cittadinanza
sabato 12 e domenica 13 novembre 2011
Istituto Comprensivo Volumnio - Via Cestellini
Ponte San Giovanni, Perugia
L’insegnamento della Lingua ai non parlanti quella del paese ospite dovrebbe partire da questa premessa: gli apprendenti la Lingua 2 sono persone che hanno un ricco patrimonio di mezzi linguistici, non sono “tabula rasa”. Questo patrimonio di conoscenze e di linguaggi dovrebbe essere salvaguardato e rispettato, proprio perché è lì che insiste la prima radice dell’apprendimento linguistico più complesso e dell’apprendimento di un'altra lingua.
Quali sono le strategie, i metodi, le tecniche che consentono di far evolvere in ciascuno competenze linguistiche che valorizzino e realizzino la propria unicità e autenticità espressiva?
Ogni parlante è un “autore” e la lingua con la quale si esprime è uno strumento culturale generativo di relazioni di senso quando consente di affermare i propri diritti, di lasciare tracce di sé, di produrre cambiamenti, di affrontare in modo creativo l’inesprimibile che c’è nel nuovo. La persona, parla con il suo esserci, seleziona, costruisce e sceglie un senso comune, con l’altro. All’interno di tale processo è dunque basilare promuovere le parole del sé: il vissuto, la memoria e i suoi echi emotivi, l’impatto col nuovo nel presente, le routine spaziotemporali ed infine la dimensione progettuale, fatta di desideri, sogni e aspettative.
Sulla base di questa prospettiva dell’educazione linguistica, nel corso del Seminario cercheremo di far interloquire, confrontare, connettere, e anche “contaminare” teorie e pratiche della Glottodidattica con il patrimonio di teorie e pratiche del MCE. Daremo altresì spazio al confronto di esperienze sul campo di insegnamento/apprendimento dell’italiano L2 con docenti che operano in differenti contesti (scuola, CTP, associazioni del privato sociale), con l’obiettivo di condividere con loro i criteri di una ricerca-azione, che verifichi la concretezza delle nostre ipotesi circa la necessità di “contaminazione” tra linguaggi, metodologie e strumenti che attingono a modelli diversi di insegnamento della Lingua 2.
La partecipazione prevede un contributo di 10 €, comprensivo di cartellina.
Verrà rilasciato un attestato di partecipazione di 13 ore.
È necessario iscriversi.
Per informazioni
sifmce@alice.it – 349 5652041
benerita@email.it – 3475920524
Programma dei lavori
· Sabato 12 novembre 10,30 – 13,30
Saluti autorità. Sono stati invitati:
Carla Casciari, Vice Presidente della Regione Umbria; Angela Maria Piccionne, Dirigente Scolastica
Istituto Volumnio, Perugia
Apprendere l’italiano L2 per laboratori: video di un’esperienza significativa
Dialoghi a due voci
Percorsi di italiano L2 come lingua della cittadinanza
Miriam Traversi, consulente pedagogica progetto “SeiPiù”, promosso dalla Fondazione del Monte,
Bologna; Denisa Collaku, rappresentante di II Generazione, Perugia
Dare voce, prendersi la parola
Pino Petruzzelli, Centro Teatro Ipotesi, Genova; Cristina Ubax Ali Farah, scrittrice, Roma
Lingua, lingue, linguaggi: quali strumenti
Maria Frigo, formatrice e autrice di materiali di italiano L2, Centro Come, Milano; Graziella Conte,
insegnante di italiano L2, Scuola Interculturale di Formazione MCE
Coordina: Renzo Zuccherini, coordinatore Punto Arlecchino, Perugia
· Pausa
· 15,30 – 19,30
Portatori di parole, prima parteFlavia Gallo, insegnante di italiano L2 e drammaturga
· Lavori di gruppo
Nei gruppi, si lavorerà sulle esperienze concrete dei partecipanti, analizzandole e approfondendole nella prospettiva dell’individuazione di buone pratiche da consolidare e verificare nella ricerca-azione che seguirà al seminario, secondo una griglia di osservazione proposta dagli organizzatori.
· Domenica 13 novembre, 9,00 – 13,00 Lavori di gruppo
Nella prima parte, si costruirà la restituzione da presentare agli altri gruppi, nella seconda si discuterà la griglia di osservazione utilizzata nei gruppi, per condividerla, e si raccoglieranno le adesioni alla ricercaazione.
Comunicazioni dei gruppi
Portatori di parole, seconda parteFlavia Gallo, insegnante di italiano L2 e drammaturga
Conclusioni: Angela Fossa, danza terapeuta e formatrice, Scuola Interculturale di Formazione MCE
Informazioni
Movimento di Cooperazione Educativa
Sede nazionale: Via dei Sabelli 119, Roma - Tel. 064457228
Il MCE è soggetto qualificato per la formazione ai sensi del D.M. 177/2000
Pubblicato da
Tindara Ignazzitto
Etichette:
didattica Italiano L2/LS,
identità,
italiano lingua seconda,
migranti,
perugia
mercoledì 20 luglio 2011
Campagna nazionale L'ITALIA SONO ANCH'IO sui diritti di cittadinanza e il diritto di voto promossa da 18 associazioni nazionali
L’ITALIA SONO ANCH’IO è la campagna nazionale per i diritti di cittadinanza e il diritto di voto promossa nel 150° anniversario dell’Unità d’Italia da 18 associazioni
Arci, Acli, Asgi Associazione studi giuridici sull’immigrazione, Caritas Italiana, Centro Astalli, Cgil, Cnca Coordinamento nazionale delle comunità d’accoglienza, Comitato 1° Marzo, Emmaus Italia, Fcei Federazione Chiese Evangeliche In Italia, Fondazione Migrantes, Libera, Lunaria, Il Razzismo è una Brutta Storia, Rete G2 Seconde Generazioni, Tavola della Pace e Coordinamento nazionale degli enti per la pace e i diritti umani, Terra del Fuoco, Ugl Sei e dall’editore Carlo Feltrinelli.
Il Comitato promotore è presieduto dal sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio.
La campagna vuole promuovere l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana che vivono, crescono, studiano e lavorano in Italia, contribuendo a rimuovere gli ostacoli che la legislazione attuale frappone al raggiungimento di questo obbiettivo. Fa appello alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro e della cultura, a tutte le persone che vivono in Italia, affinché ciascuno responsabilmente contribuisca a costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza per chiunque nasca e viva nel nostro Paese.
Vuole riportare il tema della cittadinanza all'attenzione dell’opinione pubblica ed al centro del dibattito politico per creare un movimento trasversale e unitario: l’esercizio della cittadinanza è la possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte, con uguali diritti e responsabilità.
Propone l’adesione al manifesto della Campagna e un programma di iniziative di sensibilizzazione ed eventi culturali. Dall’autunno 2011 inizierà la raccolta di firme per la presentazione in Parlamento di
DUE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE
- una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.
- una proposta di legge che riconosca ai migranti regolari il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di partecipazione e responsabilità sociale e politica.
Il Comitato promotore è presieduto dal sindaco di Reggio Emilia Graziano Delrio.
La campagna vuole promuovere l’uguaglianza tra persone di origine straniera e italiana che vivono, crescono, studiano e lavorano in Italia, contribuendo a rimuovere gli ostacoli che la legislazione attuale frappone al raggiungimento di questo obbiettivo. Fa appello alle Istituzioni, alle forze politiche e sociali, al mondo del lavoro e della cultura, a tutte le persone che vivono in Italia, affinché ciascuno responsabilmente contribuisca a costruire un futuro di convivenza, giustizia e uguaglianza per chiunque nasca e viva nel nostro Paese.
Vuole riportare il tema della cittadinanza all'attenzione dell’opinione pubblica ed al centro del dibattito politico per creare un movimento trasversale e unitario: l’esercizio della cittadinanza è la possibilità di partecipare alla vita e alle scelte della comunità di cui si fa parte, con uguali diritti e responsabilità.
Propone l’adesione al manifesto della Campagna e un programma di iniziative di sensibilizzazione ed eventi culturali. Dall’autunno 2011 inizierà la raccolta di firme per la presentazione in Parlamento di
DUE PROPOSTE DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE
- una proposta di legge che riformi la normativa sulla cittadinanza, aggiornando i concetti di nazione e nazionalità sulla base del senso di appartenenza ad una comunità determinato da percorsi condivisi di studio, di lavoro e di vita.
- una proposta di legge che riconosca ai migranti regolari il diritto di voto nelle consultazioni elettorali locali, quale strumento più alto di partecipazione e responsabilità sociale e politica.
oppure con versamenti sul c/c Associazione Arci - "Campagna Cittadinanza"
Banca Popolare Etica IBAN: IT 15 F 05018 03200 000000137258
CODICE BIC: CCRTIT2T84A
mail: info@litaliasonoanchio.it
mobile: + 39 348 655 41 61
Per informazioni e adesioni nella città di Palermo e in Sicilia e per la Rete Primo Marzo contattare primomarzo2010palermo@gmail.com
Banca Popolare Etica IBAN: IT 15 F 05018 03200 000000137258
CODICE BIC: CCRTIT2T84A
mail: info@litaliasonoanchio.it
mobile: + 39 348 655 41 61
Per informazioni e adesioni nella città di Palermo e in Sicilia e per la Rete Primo Marzo contattare primomarzo2010palermo@gmail.com
Pubblicato da
Tindara Ignazzitto
Etichette:
campagna cittadinanza,
cittadinanza,
identità,
italia,
leggi,
palermo,
politiche migratorie,
sicilia,
voto
sabato 20 novembre 2010
5-26 novembre, Palermo: Manifestazione "La città aperta: intercultura e identità a Palermo"
(4 Novembre 2010) - Nove seminari per parlare di intercultura, di diritti dei migranti e di dialogo interreligioso; un laboratorio di musica e poi la cucina etnica unita ai colori ed ai suoni delle comunità immigrate residenti in città.
È un cartellone ricco di appuntamenti quello de “La Città Aperta: intercultura e identità a Palermo”, in programma a Palermo fino al 26 novembre.
La manifestazione intende promuovere l’incontro tra le diverse culture e tradizioni presenti in città ed è organizzata dall’Associazione culturale Sociale News, dal portale Medeu.it, dal blog Forza Palermo.com, con il sostegno dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, e realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Extra, con l’IPSSAR “Pietro Piazza”, con la Libreria Universitas, con l’Istituto San Giuseppe delle Figlie della Croce, con lo Studio legale Raneli e con l’associazione Fare Mondi.
Venerdì 5 novembre, in programma un seminario sul tema “Spazi urbani e vitali”, curato dall’associazione “Fare Mondi”, presso la Libreria Universitas (Corso Tukory 140).
Si proseguirà, martedì 9, con un seminario dal titolo “Immigrazione e percezione sociale: il punto di vista dei giovani”, che si terrà all’IPSSAR “Pietro Piazza” (Corso dei Mille 181, alle ore 15.30), a cura dell’associazione “Extra”, costituita a Palermo nel 1996 e composta da donne immigrate e mediatori interculturali.
Il giorno successivo, mercoledì 10 novembre, sempre alle ore 15.30, l’istituto scolastico ospiterà un seminario sul tema “Identità e alterità nel processo interculturale”.
Due seminari (giovedì 11 e martedì 16 novembre) saranno dedicati al tema della condizione giuridica dello straniero, della disciplina dell’ingresso e dei permessi di soggiorno nell’ordinamento italiano. I seminari saranno tenuti dallo Studio legale Raneli, specializzato in diritto dell’immigrazione.
Ci sarà spazio anche per la musica. Il programma di intercultura prevede infatti un laboratorio di percussioni rivolto agli studenti dell’IPSSAR “Pietro Piazza”, che si esibiranno nel corso della serata conclusiva.
Il 18 novembre sarà la volta dei sapori, dei colori e delle danze della comunità mauriziana presente nel capoluogo siciliano. Si chiuderà venerdì 26 novembre, con il saggio musicale degli studenti dell’IPSSAR e la degustazione dei piatti tradizionali preparati da alcune delle comunità immigrate presenti in città.
La manifestazione si inserisce nel programma di intercultura dal titolo “Colori, parole e sapori in rete”, organizzata lo scorso mese di giugno nell’elegante scenario di Palazzo Mirto. La rassegna è stata ideata per conoscere da vicino le culture immigrate, attraverso un percorso itinerante di incontri, laboratori, reportage e attività formative, capaci di coinvolgere in modo paritetico le diverse comunità e creare uno spazio interculturale attivo in città.
Foto, video e programma sono presenti sul sito ufficiale della manifestazione: http://www.saporiecolori.forzapalermo.com/
Adattato da: Redazione Medeu.it
05/11/2010
**********************************************
PROGRAMMA
In-Formazione “La Città Aperta: intercultura e identità a Palermo”
28 Ottobre, h.17.45, Istituto San Giuseppe – C.so Tukory, 204 - Palermo
“Il dialogo interreligioso: identità e ospitalità a Palermo’’ Abdoulaye Ba (mediatore culturale), Michelangelo Nasca (docente di Teologia Dogmatica), Samira Zalteni (mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).
5 Novembre, h. 18.00, LIBRERIA UNIVERSITAS, c.so Tukory, 140 - Palermo “L’Intercultura a Palermo: Spazi urbani e spazi vitali” (Arch. Davide Leone, Assoc. Fare Mondi).
9 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “Immigrazione e percezione sociale: il punto di vista dei giovani” Samira Zalteni (mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).
10 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “Identità e alterità nel processo interculturale” (Yodit Abraha, mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).
11 Novembre, h. 18.00, LIBRERIA UNIVERSITAS, c.so Tukory, 140 – Palermo "Immigrazione e condizione giuridica dello straniero". (Avv. Angelo Raneli, esperto diritto migrazioni - Dott. Luca Insalaco, giornalista).
15 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “La realtà migratoria in Sicilia” (Nathera Ahmad, mediatore culturale).
16 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo "La disciplina dell'ingresso e del soggiorno in Italia. Tipologia e casistica". (Avv. Angelo Raneli - Dott. Luca Insalaco).
17 Novembre, h.15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “La negoziazione interculturale come risorsa” (Nadege Candeh, mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).
23 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “L’Attività di mediazione nel sistema dei servizi agli immigrati” (Samira Zalteni, mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).
EVENTI
18 Novembre, h. 17.30, Istituto San Giuseppe – C.so Tukory, 204 - Palermo “Colori&Sapori” (Degustazione piatti tipici e sfilata e balli tradizionali della comunità Mauriziana di Palermo).
26 Novembre, h. 17.00, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “Colori, Ritmo&Sapori’’ (Report conclusivo del progetto, saggio di percussioni a cura degli studenti dell’IPSSAR Pietro Piazza, Degustazione piatti tipici a cura delle comunità immigrate).
“Colori e percussioni” - Laboratorio Musicale a cura di Gattuso Musica - Palermo
Ufficio Stampa e info: Associazione culturale SocialeNews Palermo, redazione@medeu.it, 338 8503443 - 3932366437
**********************************************
PROGRAMMA
In-Formazione “La Città Aperta: intercultura e identità a Palermo”
28 Ottobre, h.17.45, Istituto San Giuseppe – C.so Tukory, 204 - Palermo
“Il dialogo interreligioso: identità e ospitalità a Palermo’’ Abdoulaye Ba (mediatore culturale), Michelangelo Nasca (docente di Teologia Dogmatica), Samira Zalteni (mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).
5 Novembre, h. 18.00, LIBRERIA UNIVERSITAS, c.so Tukory, 140 - Palermo “L’Intercultura a Palermo: Spazi urbani e spazi vitali” (Arch. Davide Leone, Assoc. Fare Mondi).
9 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “Immigrazione e percezione sociale: il punto di vista dei giovani” Samira Zalteni (mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).
10 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “Identità e alterità nel processo interculturale” (Yodit Abraha, mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).
11 Novembre, h. 18.00, LIBRERIA UNIVERSITAS, c.so Tukory, 140 – Palermo "Immigrazione e condizione giuridica dello straniero". (Avv. Angelo Raneli, esperto diritto migrazioni - Dott. Luca Insalaco, giornalista).
15 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “La realtà migratoria in Sicilia” (Nathera Ahmad, mediatore culturale).
16 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo "La disciplina dell'ingresso e del soggiorno in Italia. Tipologia e casistica". (Avv. Angelo Raneli - Dott. Luca Insalaco).
17 Novembre, h.15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “La negoziazione interculturale come risorsa” (Nadege Candeh, mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).
23 Novembre, h. 15.30, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “L’Attività di mediazione nel sistema dei servizi agli immigrati” (Samira Zalteni, mediatrice culturale, Assoc. Donne Extra).
EVENTI
18 Novembre, h. 17.30, Istituto San Giuseppe – C.so Tukory, 204 - Palermo “Colori&Sapori” (Degustazione piatti tipici e sfilata e balli tradizionali della comunità Mauriziana di Palermo).
26 Novembre, h. 17.00, I.P.S.S.A.R. ‘Pietro Piazza’ - Palermo “Colori, Ritmo&Sapori’’ (Report conclusivo del progetto, saggio di percussioni a cura degli studenti dell’IPSSAR Pietro Piazza, Degustazione piatti tipici a cura delle comunità immigrate).
“Colori e percussioni” - Laboratorio Musicale a cura di Gattuso Musica - Palermo
Ufficio Stampa e info: Associazione culturale SocialeNews Palermo, redazione@medeu.it, 338 8503443 - 3932366437
Pubblicato da
Tindara Ignazzitto
Etichette:
città interetnica,
cucina,
diritti,
identità,
intercultura,
migranti,
palermo,
spazio
sabato 19 luglio 2008
Itaca
Se per Itaca volgi il tuo viaggio,
fa’ voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
o Posidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via;
se resta il tuo pensiero alto, e squisita
è l’emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrìgoni o Ciclopi
né Posidone asprigno incontrerai,
se no li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.
Fa’ voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa’ scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti più puoi voluttuosi aromi.
Rècati in molte città dell’Egitto,
a imparare e imparare dai sapienti.
Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.
Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.
E se la trovi povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.
Costantino Kavafis
(traduzione di Filippo Maria Pontani)
fa’ voti che ti sia lunga la via,
e colma di vicende e conoscenze.
Non temere i Lestrigoni e i Ciclopi
o Posidone incollerito: mai
troverai tali mostri sulla via;
se resta il tuo pensiero alto, e squisita
è l’emozione che ti tocca il cuore
e il corpo. Né Lestrìgoni o Ciclopi
né Posidone asprigno incontrerai,
se no li rechi dentro, nel tuo cuore,
se non li drizza il cuore innanzi a te.
Fa’ voti che ti sia lunga la via.
E siano tanti i mattini d’estate
che ti vedano entrare (e con che gioia
allegra!) in porti sconosciuti prima.
Fa’ scalo negli empori dei Fenici
per acquistare bella mercanzia,
madrepore e coralli, ebani e ambre,
voluttuosi aromi d’ogni sorta,
quanti più puoi voluttuosi aromi.
Rècati in molte città dell’Egitto,
a imparare e imparare dai sapienti.
Itaca tieni sempre nella mente.
La tua sorte ti segna quell’approdo.
Ma non precipitare il tuo viaggio.
Meglio che duri molti anni, che vecchio
tu finalmente attracchi all’isoletta,
ricco di quanto guadagnasti in via,
senza aspettare che ti dia ricchezze.
Itaca t’ha donato il bel viaggio.
Senza di lei non ti mettevi in via.
Nulla ha da darti più.
E se la trovi povera, Itaca non t’ha illuso.
Reduce così saggio, così esperto,
avrai capito che vuol dire un’Itaca.
Costantino Kavafis
(traduzione di Filippo Maria Pontani)
Pubblicato da
Tindara Ignazzitto
Etichette:
arte,
i-solitudine,
identità,
itaca,
kafavis,
narrazione,
nomadi,
poesia
martedì 30 ottobre 2007
IMMIGRAZIONE: non siamo invasi!
''Non siamo invasi. 3 milioni di persone non sono una minaccia''
Dossier Caritas-Migrantes. Mons Vincenzo Paglia sul valore del dialogo: "L´unica possibilità che abbiamo per salvare la nostra identità’’
ROMA - "I numeri ci aiutano a capire che l’immigrazione è prima di tutto una grande opportunità per l’Italia" Commenta così monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Commissione episcopale per l’Ecumenismo ed il Dialogo della Cei, il contributo offerto dal dossier statistico Caritas Migrantes per la conoscenza dei fenomeni connessi ai flussi e alla presenza di immigrati nel nostro paese. "Non siamo stati invasi: tre milioni di persone, tra cui 700.000 bambini, non sono certo una minaccia, così come non lo è l´allargamento della comunità europea ad altri stati nazionali", ha detto monsignor Paglia presentando questa mattina a Roma il XVII Rapporto, significativamente intitolato all’"Anno europeo del dialogo interculturale" che sarà celebrato in tutta l´Europa nel 2008.
"L´ignoranza è foriera di conflitti", ha infatti specificato l´esponente della Conferenza episcopale italiana, definendo "l´apertura al confronto" e alla "reciproca conoscenza" come veri e propri "doveri".
"Il dialogo non è una scelta facile né scontata: ma è l´unica possibilità che abbiamo per salvare la nostra diversità, a meno che non pensiamo ad un futuro, assai poco auspicabile, di omologazione. Praticare il dialogo è segno di forza e di maturità culturale: chi ne ha paura, chi teme di perdere così la propria identità, in realtà l´ha già perduta".
Puntare dunque non sull’annullamento ma sulla valorizzazione delle differenze, a partire proprio dalla differenza religiosa. "Il dialogo con altri cristiani è un obbligo della cristianità" ha puntualizzato Paglia, dichiarando pubblicamente di aver accolto con piacere la proposta avanzata dal patriarca della Romania di costituire una diocesi ortodossa a Roma, dove i rumeni costituiscono la comunità straniera più numerosa. "Più problematico il rapporto con l´Islam, inquinato dai virus del fondamentalismo e del terrorismo" ammette Paglia, cogliendo tuttavia alcuni segnali incoraggianti di apertura. La lettera inviata da 138 esponenti islamici a Benedetto XVI e a tutti i leader delle diverse Chiese e confessioni cristiane, "dove per la prima volta la figura di Gesù viene presentata a partire dalla tradizione dei Vangeli e non dal testo sacro di Maometto". Ma anche il successo riscosso dal recente incontro interreligioso organizzato a Napoli dalla comunità di Sant´Egidio: "Ricordo le difficoltà che avevamo nel ´97 a far sedere allo stesso tavolo ebrei e musulmani. A distanza di dieci anni c´è stata invece una gara per essere ripresi nell´atto di stringersi la mano. Queste immagini ci dicono che l´incontro e la convivenza sono possibili". (Ilaria Costantini)
© Copyright Redattore Sociale
Dossier Caritas-Migrantes. Mons Vincenzo Paglia sul valore del dialogo: "L´unica possibilità che abbiamo per salvare la nostra identità’’
ROMA - "I numeri ci aiutano a capire che l’immigrazione è prima di tutto una grande opportunità per l’Italia" Commenta così monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Commissione episcopale per l’Ecumenismo ed il Dialogo della Cei, il contributo offerto dal dossier statistico Caritas Migrantes per la conoscenza dei fenomeni connessi ai flussi e alla presenza di immigrati nel nostro paese. "Non siamo stati invasi: tre milioni di persone, tra cui 700.000 bambini, non sono certo una minaccia, così come non lo è l´allargamento della comunità europea ad altri stati nazionali", ha detto monsignor Paglia presentando questa mattina a Roma il XVII Rapporto, significativamente intitolato all’"Anno europeo del dialogo interculturale" che sarà celebrato in tutta l´Europa nel 2008.
"L´ignoranza è foriera di conflitti", ha infatti specificato l´esponente della Conferenza episcopale italiana, definendo "l´apertura al confronto" e alla "reciproca conoscenza" come veri e propri "doveri".
"Il dialogo non è una scelta facile né scontata: ma è l´unica possibilità che abbiamo per salvare la nostra diversità, a meno che non pensiamo ad un futuro, assai poco auspicabile, di omologazione. Praticare il dialogo è segno di forza e di maturità culturale: chi ne ha paura, chi teme di perdere così la propria identità, in realtà l´ha già perduta".
Puntare dunque non sull’annullamento ma sulla valorizzazione delle differenze, a partire proprio dalla differenza religiosa. "Il dialogo con altri cristiani è un obbligo della cristianità" ha puntualizzato Paglia, dichiarando pubblicamente di aver accolto con piacere la proposta avanzata dal patriarca della Romania di costituire una diocesi ortodossa a Roma, dove i rumeni costituiscono la comunità straniera più numerosa. "Più problematico il rapporto con l´Islam, inquinato dai virus del fondamentalismo e del terrorismo" ammette Paglia, cogliendo tuttavia alcuni segnali incoraggianti di apertura. La lettera inviata da 138 esponenti islamici a Benedetto XVI e a tutti i leader delle diverse Chiese e confessioni cristiane, "dove per la prima volta la figura di Gesù viene presentata a partire dalla tradizione dei Vangeli e non dal testo sacro di Maometto". Ma anche il successo riscosso dal recente incontro interreligioso organizzato a Napoli dalla comunità di Sant´Egidio: "Ricordo le difficoltà che avevamo nel ´97 a far sedere allo stesso tavolo ebrei e musulmani. A distanza di dieci anni c´è stata invece una gara per essere ripresi nell´atto di stringersi la mano. Queste immagini ci dicono che l´incontro e la convivenza sono possibili". (Ilaria Costantini)
© Copyright Redattore Sociale
domenica 1 luglio 2007
Palermo, città europea (?)

Questo è il testo di una lettera che ho inviato a Repubblica e che è stata pubblicata mercoledì 27 giugno 2007... Il titolo era in realtà PALERMO, CITTA' EUROPEA, ma evidentemente o non era chiaro, oppure hanno ritenuto piu' OPPORTUNO attribuire un titolo piu' COMMOVENTE... Non so. Sinceramente ormai non mi stupisco piu' di niente. In ogni caso, il tono della mia lettera era abbastanza GRAFFIANTE - per non dire INCAZZATO... Dire che: il mio sogno è quello di restare a Palermo... mi pare un po' eccessivo... Infatti, mi domandavo proprio come si possa anche solo sperare - altro che sognare! - di poter restare a Palermo e vivere una vita dignitosa... Non so: forse sono io un po' troppo INCAZZATA... Forse la frustrazione mi rende cieca e troppo dura... Forse sono davvero troppo fuori dagli schemi comunemente acccettati... Forse sono nata nel posto, nella nazione sbagliata... nel pianeta sbagliato ;-) Forse sono davvero un' extraterrestre!!!!
Pubblicato da
Tindara Ignazzitto
mercoledì 2 maggio 2007
Non è facile essere stranieri in Italia
Fonte: www.internazionale.it/home/primopiano.php?id=15850
Primo piano - Lettera dall'Italia
Mai davvero cittadini
Non è facile essere stranieri in Italia. Si è circondati dalla diffidenza, e spesso giornali e televisioni alimentano i luoghi comuni e i pregiudizi, scrive Irene Mayer. Qualche tempo fa una mia collega italiana, sfogliando i quotidiani all'improvviso mi ha detto: "Odio questi zingari. Non li sopporto". È successo il giorno dopo l'assurda morte di una ragazza romana nella metropolitana. Per i mezzi d'informazione italiani era già chiaro chi fossero le "assassine": due straniere, provenienti dai paesi dell'Est, quasi certamente "zingare". Ma un paio di giorni dopo un giornalista dell'edizione domenicale del quotidiano la Repubblica si fa venire un dubbio: ma una delle donne non ha forse i lineamenti da sudamericana? Dalle immagini molto mosse riprese da una telecamera si vedevano solo due giovani donne dall'abbigliamento moderno, che avrebbero potuto venire dai Parioli, un quartiere chic di Roma, dagli Stati Uniti o dall'Austria. Dopo il loro arresto, per le tv e i giornali era già tutto chiaro: l'assassina e la sua complice erano le due prostitute rumene. Ora, senza voler sminuire questa spaventosa tragedia, mi sembra che i mezzi d'informazione seri dovrebbero rispettare un minimo di deontologia professionale: non dovrebbero emettere sentenze prima del processo e dovrebbero evitare stereotipi e pregiudizi. Sembra quasi che tv e giornali italiani, non sapendo che paesi come Romania e Bulgaria sono recentemente entrati nell'Unione europea, hanno ridisegnato l'atlante geografico a modo loro. Chi viene dall'Europa dell'est è comunque considerato extracomunitario, mentre giapponesi, americani e svizzeri – tanto per fare qualche esempio – sono cittadini occidentali e quindi in qualche modo europei. Ma non sarebbe l'Italia se non ci fosse anche l'altra faccia della medaglia, quella positiva. Nella stessa edizione domenicale di Repubblica, infatti, poche pagine più avanti, c'è un ottimo inserto settimanale interamente dedicato all'immigrazione, che potrebbe essere preso a modello in Europa. È appassionante assistere alla costruzione di un'Italia multiculturale. Temo però che il cammino di questo paese verso il cambiamento sarà lungo e difficile. In Italia, a parte poche eccezioni, le culture straniere sono poco valorizzate. Gli italiani esitano ad aprirsi. Di recente una mia compagna di tai chi, che parla sempre di luce e calore umano, mi ha detto che nel quartiere romano di piazza Vittorio le viene "l'angoscia" perché lì non si sente "a suo agio": ci sono troppi stranieri. Per giunta, molte italiane e italiani della mia età, nonostante i loro studi non parlano nessuna lingua straniera. Basterebbe studiare l'inglese per fare qualche passo avanti. Inoltre le stesse persone che se la prendono con gli stranieri non hanno il minimo scrupolo a prendere – a pochi euro, e naturalmente in nero – una colf, una badante o una babysitter che viene dalla Romania, dall'Ucraina o dalla Moldova. Per non parlare delle imprese agricole del meridione, in cui i lavoratori stranieri sono trattati come bestie e dove c'è una forma moderna di schiavitù. La nuova legge sull'immigrazione che sta per essere approvata contiene elementi positivi per l'integrazione: per esempio, dopo cinque anni gli immigrati avranno diritto di voto alle elezioni comunali. Ma servono anche dei provvedimenti che puniscano chi assume lavoratori in nero. Altrimenti per gli italiani sarà sempre più conveniente sfruttare i clandestini, che sono ricattabili e possono essere licenziati impunemente se provano a ribellarsi alle loro condizioni di lavoro disumane. Per quanto riguarda me personalmente, non avrei mai pensato che in un altro paese dell'Unione europea mi sarei sentita tanto spesso straniera, anche se ci vivo da anni e parlo bene la lingua.
Chi è l'autrice: Irene Mayer è corrispondente della rivista austriaca Extradienst. Nata a Vienna nel 1972, è a Roma dal 2000.
Per scrivere ai giornalisti stranieri: corrispondente@internazionale.it
Mai davvero cittadini
Non è facile essere stranieri in Italia. Si è circondati dalla diffidenza, e spesso giornali e televisioni alimentano i luoghi comuni e i pregiudizi, scrive Irene Mayer. Qualche tempo fa una mia collega italiana, sfogliando i quotidiani all'improvviso mi ha detto: "Odio questi zingari. Non li sopporto". È successo il giorno dopo l'assurda morte di una ragazza romana nella metropolitana. Per i mezzi d'informazione italiani era già chiaro chi fossero le "assassine": due straniere, provenienti dai paesi dell'Est, quasi certamente "zingare". Ma un paio di giorni dopo un giornalista dell'edizione domenicale del quotidiano la Repubblica si fa venire un dubbio: ma una delle donne non ha forse i lineamenti da sudamericana? Dalle immagini molto mosse riprese da una telecamera si vedevano solo due giovani donne dall'abbigliamento moderno, che avrebbero potuto venire dai Parioli, un quartiere chic di Roma, dagli Stati Uniti o dall'Austria. Dopo il loro arresto, per le tv e i giornali era già tutto chiaro: l'assassina e la sua complice erano le due prostitute rumene. Ora, senza voler sminuire questa spaventosa tragedia, mi sembra che i mezzi d'informazione seri dovrebbero rispettare un minimo di deontologia professionale: non dovrebbero emettere sentenze prima del processo e dovrebbero evitare stereotipi e pregiudizi. Sembra quasi che tv e giornali italiani, non sapendo che paesi come Romania e Bulgaria sono recentemente entrati nell'Unione europea, hanno ridisegnato l'atlante geografico a modo loro. Chi viene dall'Europa dell'est è comunque considerato extracomunitario, mentre giapponesi, americani e svizzeri – tanto per fare qualche esempio – sono cittadini occidentali e quindi in qualche modo europei. Ma non sarebbe l'Italia se non ci fosse anche l'altra faccia della medaglia, quella positiva. Nella stessa edizione domenicale di Repubblica, infatti, poche pagine più avanti, c'è un ottimo inserto settimanale interamente dedicato all'immigrazione, che potrebbe essere preso a modello in Europa. È appassionante assistere alla costruzione di un'Italia multiculturale. Temo però che il cammino di questo paese verso il cambiamento sarà lungo e difficile. In Italia, a parte poche eccezioni, le culture straniere sono poco valorizzate. Gli italiani esitano ad aprirsi. Di recente una mia compagna di tai chi, che parla sempre di luce e calore umano, mi ha detto che nel quartiere romano di piazza Vittorio le viene "l'angoscia" perché lì non si sente "a suo agio": ci sono troppi stranieri. Per giunta, molte italiane e italiani della mia età, nonostante i loro studi non parlano nessuna lingua straniera. Basterebbe studiare l'inglese per fare qualche passo avanti. Inoltre le stesse persone che se la prendono con gli stranieri non hanno il minimo scrupolo a prendere – a pochi euro, e naturalmente in nero – una colf, una badante o una babysitter che viene dalla Romania, dall'Ucraina o dalla Moldova. Per non parlare delle imprese agricole del meridione, in cui i lavoratori stranieri sono trattati come bestie e dove c'è una forma moderna di schiavitù. La nuova legge sull'immigrazione che sta per essere approvata contiene elementi positivi per l'integrazione: per esempio, dopo cinque anni gli immigrati avranno diritto di voto alle elezioni comunali. Ma servono anche dei provvedimenti che puniscano chi assume lavoratori in nero. Altrimenti per gli italiani sarà sempre più conveniente sfruttare i clandestini, che sono ricattabili e possono essere licenziati impunemente se provano a ribellarsi alle loro condizioni di lavoro disumane. Per quanto riguarda me personalmente, non avrei mai pensato che in un altro paese dell'Unione europea mi sarei sentita tanto spesso straniera, anche se ci vivo da anni e parlo bene la lingua.
Chi è l'autrice: Irene Mayer è corrispondente della rivista austriaca Extradienst. Nata a Vienna nel 1972, è a Roma dal 2000.
Per scrivere ai giornalisti stranieri: corrispondente@internazionale.it
Pubblicato da
Tindara Ignazzitto
Etichette:
esempi,
identità,
immigrati,
intercultura,
nomadi,
stereotipi
domenica 18 marzo 2007
Intrecci di culture
Fonte: Didattica interculturale, Duccio Demetrio e Graziella Favaro (a cura di), Franco Angeli, 2004, pp. 108-10
Al termine di ogni viaggio e a seguito delle situazioni di scambio, l'identità di ciascuno di noi non è più definibile in termini binari, ma diventa comprensibile solo in termini additivi, di stratificazione di esperienze, saperi, informazioni, pratiche. E questo avviene spesso senza che vi sia la consapevolezza di tali processi di cambiamento reciproco e di interazione con gli altri.
[...]
Una mappa per esplorare la realtà: ecco come possiamo definire la cultura. Essa media tra individui e ambiente, collocando e avvolgendo ciascuno all'interno di una rete di senso. Non è uno stampo che ci rende uniformi, al contrario, permette di leggere e conoscere le differenze umane, accogliendole, nel caso, nella trama della propria storia.
[...]
Il peggior torto che si possa dunque fare a una tradizione, a un riferimento culturale è quello di conservarli sotto vetro come fossero una cosa morta.
[...]
Come le radici mostrano la loro potenza nell'albero che si alza su di loro, così la forza di una cultura si manifesta nella sua capacità di accogliere altri mondi e di aprire le menti dei suoi membri e nella loro volontà di vedere le differenze e di apprezzarle, anche se ciò può risultare disorientante.
[...]
Per fornire un esempio divertente delle stratificazioni culturali presenti nella vita, negli oggetti e nei gesti di ogni giorno, ecco, ad esempio, un frammento tratto da un vecchio manuale di antropologia (Lo studio dell'uomo, di Ralph Linton, 1936).
Il cittadino americano medio si sveglia in un letto costruito secondo un modello che ebbe origine nel vicino Oriente, ma che venne poi modificato nel Nord Europa prima di essere importato in America. Egli scosta le lenzuola e le coperte che possono essere di cotone, pianta originaria del vicino Oriente, o di lana di pecora, animale originariamente addomesticato sempre in Oriente; o di seta, il cui uso fu scoperto in Cina. Tutti questi materiali sono stati filati e tessuti secondo procedimenti inventati nel vicino Oriente.
Si infila i mocassini, inventati dagli indiani delle contrade boscose dell'Est e va in bagno, i cui accessori sono un misto di invenzioni europee e americane, entrambi di data recente. Si leva il pigiama, indumento inventato in India e si lava con il sapone, inventato dalle antiche popolazioni galliche. Poi si fa la barba, rito masochista che sembra sia derivato dai sumeri o dagli antichi egizi. Andando a fare colazione, si ferma a comprare un giornale, pagando con le monete, che sono un'antica invenzione della Lidia. Al ristorante viene a contatto con tutta una serie di elementi presi da diverse culture: il suo piatto è fatto di un tipo di terraglia inventata in Cina; il suo coltello è d'acciaio, lega fatta per la prima volta nell'India del sud, la sua forchetta ha origini medievali italiane, il cucchiaio è un derivato dell'originale romano...
Quando il nostro amico ha finito di mangiare, si appoggia alla spalliera della sedia e fuma, secondo un'abitudine degli indiani d'America.
Mentre fuma, legge le notizie del giorno, stampate in un carattere inventato dagli antichi semiti, su un materiale inventato in Cina secondo un procedimento inventato in Germania.
Mentre legge il resoconto dei problemi che si agitano all'estero, con un linguaggio indo-europeo, ringrazierà Dio, di origine ebraica, di averlo fatto al cento per cento americano (cit. da U. Fabietti, 2000).
Il brano che qui proponiamo è tratto da Mediazione e intrecci di culture. Percorsi di didattica interculturale di Graziella Favaro, in Didattica interculturale, Duccio Demetrio e Graziella Favaro (a cura di), Franco Angeli, 2004, pp. 108-10
domenica 11 marzo 2007
Sulla differenza
Tendiamo a credere alle differenze tra di noi.
E’ il mondo a insegnarcele e noi cominciamo a credere che esistano veramente: tu sei di una nazionalità, tu di un'altra; tu parli una lingua, tu un'altra; a te piace questo, a te quest'altro. E così facendo, dimentichiamo che la forza che ci muove è la stessa. Dimentichiamo che pur parlando lingue diverse diciamo esattamente la stessa cosa.
E’ il mondo a insegnarcele e noi cominciamo a credere che esistano veramente: tu sei di una nazionalità, tu di un'altra; tu parli una lingua, tu un'altra; a te piace questo, a te quest'altro. E così facendo, dimentichiamo che la forza che ci muove è la stessa. Dimentichiamo che pur parlando lingue diverse diciamo esattamente la stessa cosa.
Dalla conferenza di Prem Rawat alla Camera dei deputati di Roma, Italia http://it.tprf.org/prem_rawat.htm
Siamo diventati abilissimi nel notare le differenze ma è arrivato il momento di vedere quello che abbiamo in comune.
Dalla conferenza di Prem Rawat all'Università di Salamanca, Spagna http://it.tprf.org/prem_rawat.htm
Occorre collocarsi in un orizzonte che mette al centro la conflittualità delle relazioni culturali, i disequilibri tra culture, le tentazioni di esclusione e la giusta reazione di chi si vede confinato in territori separati quando vorrebbe partecipare come cittadino del mondo e non tanto come straniero, immigrato, comunità etnica, alla possibilità di essere considerato un individuo a prescindere dalla nazionalità di origine.
Duccio Demetrio, Didattica interculturale, F. Angeli, p. 19-20
Duccio Demetrio, Didattica interculturale, F. Angeli, p. 19-20
Considerare la persona umana come fondamento dell’interculturalità significa non solo il rispetto della stessa, ma anche l’esigenza di unire i diversi nel valore universale della persona umana; significa distinguere per unire e unire rispettando e valorizzando la diversità, cioè unire nella differenza.
B. Rossi, Identità e differenza, La Scuola, Brescia, 1994, p. 163
Non ci incontriamo mai con le culture in astratto ma con due individui che reciprocamente mettono in scena la loro cultura… Per cui occorre scoprire ogni volta la dimensione unica (appunto individuale) della cultura dell’altro, che implica un’apertura e un dialogo con lui o lei, ma ciò implica una riflessione sulla nostra cultura interiorizzata.
M. Abdallah-Pretceille, L’Education interculturelle, Puf, Paris, 1999, p. 170
L’umanità, pur essendo molteplice, è in primo luogo una.
A. Maalouf, L’identità, Bompiani, Milano, 1999, pp.118-119
Iscriviti a:
Post (Atom)





