Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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venerdì 14 febbraio 2014

12 febbraio, Palermo: Ninna nanne da tutto il mondo contro la violenza sulle donne. Gli studenti stranieri di ItaStra aderiscono al progetto NOT(T)E D'ORO



Anche gli studenti della Scuola di Lingua italiana per Stranieri ItaStra hanno dato il loro contributo all’'iniziativa “Not(t)e d'oro”, nata per aiutare donne e bambini vittime di violenza in Madagascar.

Mercoledì pomeriggio 12 febbraio, circa 20 studenti stranieri, tra cui 2 tirocinanti straniere del CdL in Mediazione linguistica e Italiano L2, provenienti da Spagna, Francia, Giappone, Tailandia, Ucraina, Ungheria, Venezuela, Argentina, Estonia, Polonia e Brasile hanno incontrato il regista e psicoterapeuta Martino Lo Cascio per cantare e registrare ninna nanne tipiche dei loro paesi di provenienza.

“Lo scopo dell'iniziativa “Not(t)e d'oro” - spiega Lo Cascio – non è solo quello di conservare un patrimonio culturale che rischia di essere perduto, ma anche sociale. Con le ninna nanne raccolte costruiremo un archivio e alcune verranno s reinterpretate da noti artisti siciliani e italiani. Verranno prodotti un cd, un libro illustrato e un concerto. Il ricavato servirà per aprire il primo centro di ascolto e intervento per bambini e donne vittime di abuso e di maltrattamenti in Madagascar”.

L’iniziativa di Lo Cascio si inserisce all’interno del progetto “Une chance contre la violence” promosso dalla Ong Co.P.E (Cooperazione Paesi Emergenti) di Catania in collaborazione con la ONG palermitana CE.S.I.E.


Il regista Lo Cascio ha apprezzato in particolare la ricchezza degli idiomi presenti in aula. Sono state infatti raccolte ninna nanne in più di 10 lingue: giapponese, tailandese, portoghese, spagnolo, francese, arabo, catalano, russo, polacco, ungherese, inglese ed estone. “Sono colpito dalla ricchezza linguistica e culturale che ho trovato oggi qui. Una ricchezza di cui è possibile fare esperienza soltanto in posti come questi. Ciò dovrebbe far riflettere anche sulla chiusura delle frontiere che molti auspicano.”


lunedì 11 novembre 2013

Petizione: Analfabetismo. Paralisi e cura per l'Italia



Appello rivolto a: 

- al Ministro dell’ Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza 
- al Ministro dell’Integrazione Cècile Kyenge 
e per conoscenza: 
- alle autorità italiane ed europee che hanno responsabilità nell’ambito dell’alfabetizzazione degli 
adulti 
- alle persone, comunità e organizzazioni interessate alla tutela dei diritti umani 

Premessa 

Esiste in Italia un problema quasi sempre ignorato, che costituisce una reale paralisi per la vita del paese. 
L’intento di questo appello è quello di far emergere questo problema, indicare alcune delle sofferenze e delle disfunzioni che può comportare sia per i singoli individui che per l’intera collettività e indicare alcune proposte urgenti di intervento. 

Far emergere il problema 

L’8 ottobre 2013 è stata pubblicata l’indagine PIAAC1 (Programme for the International Assessment of Adult Competencies), promossa dall’OCSE con l’obiettivo di rilevare le competenze alfanumeriche degli adulti tra i 16 e i 65 anni. I paesi coinvolti sono stati 24 e in Italia è stata realizzata da ISFOL su incarico del Ministero del Lavoro. 157.000 le persone che hanno effettuato il test nei diversi paesi, 260 i comuni italiani coinvolti, 4500 gli italiani testati.
Su 24 paesi l’Italia è ultima nelle competenze alfabetiche (literacy) e penultima in quelle matematiche (numeracy). L’allarme è da codice rosso al pronto soccorso. Leggere i dati di questo paese paralizzato, analizzare le fratture che le radiografie delle competenze fondamentali per la vita ed il lavoro mostrano è indispensabile per procedere alla diagnosi dei problemi e per stabilire gli interventi politici di terapia e di cura.
I test graduati individuano 5 livelli di competenze (che diventano 6 se si considera la fascia di coloro che non raggiungono il primo livello). La capacità di saper leggere e scrivere (alfabetizzazione strumentale) è necessaria ma a volte non sufficiente per saper effettuare alcuni compiti di lettura e scrittura che frequentemente la vita quotidiana richiede (alfabetizzazione funzionale). Ecco alcuni esempi di compiti presenti nelle prove: seguire le istruzioni riportate su un foglietto illustrativo, leggere l'orario dei voli all'aeroporto, leggere le informazioni di un'etichetta di un prodotto alimentare; leggere una mappa. 

[...]

Il 5,6% è al di sotto del livello 1(below level 1). Si tratta di persone che non hanno superato un facile test di screening iniziale, nel quale era necessario fare una somma, reperire un numero di telefono scritto su un volantino informativo, trovare il prezzo di un prodotto su una targhetta ecc. Chi non ha superato questa prova non ha ricevuto il test completo, ma semplici prove per individuare la comprensione di un testo scritto (reading components). Un esempio di esercizio: un’immagine (ad esempio un fiore) sotto la quale occorre scegliere la parola giusta tra le 4 parole proposte: spalla, nuvola, fiore, bandiera.
Questo è il dato peggiore: 3.000.000 di italiani non superano o non raggiungono la soglia della singola parola. Se sommiamo i dati degli italiani che si collocano tra l’analfabetismo totale e il livello 2 otteniamo che circa il 70% della popolazione italiana tra i 16 e i 65 anni si colloca al di sotto del livello 3. Il livello 3 è considerato il minimo indispensabile per vivere e lavorare nel XXI secolo. L’allarme di questa indagine ci dice che il 70% degli italiani non ha le competenze sufficienti per vivere e lavorare nella società attuale. 

[...]

A livello istituzionale la voce “adulti analfabeti” quali risorse riceve in Italia? Quanti insegnanti, quali e quanti percorsi, quante ore, quante classi, quale ricerca, quale formazione, quali materiali didattici? Manca una letteratura sui livelli, sui tempi e sulle problematiche di chi si trova a dover imparare l’italiano come L2 a partire da una situazione di analfabetismo.

Proposte di intervento urgenti 

Come ha sempre sostenuto Paulo Freire, il tema dell’ alfabetizzazione non è neutro e chiede un’opzione politica molto chiara, poiché “dare la parola a chi non ne ha il dominio” significa fare una scelta che realizza il diritto di tutti ad una vita dignitosa. La paralisi di una parte del corpo sociale è paralisi di tutto il corpo, decidere di dare priorità alla cura è scegliere la cosa migliore per tutti e per ciascuno.
Solamente pochi anni fa i disturbi specifici di apprendimento (DSA) non erano riconosciuti; le persone con questi disturbi non erano tutelate e non avevano diritto a strumenti compensativi. Dopo un percorso faticoso siamo giunti ad una situazione nella quale la legge interviene stabilendo chi certifica e a quali strumenti, supporti, semplificazioni, tempi gli studenti hanno diritto. Crediamo che sia necessario avviare un processo simile nei confronti delle problematiche connesse all’analfabetismo. La civiltà di un paese si misura dal modo in cui tratta i soggetti più deboli: un modo non occasionale, ma scelto consapevolmente come legge che tutela la debolezza e come comportamento spontaneo diffuso, frutto di un’educazione e di una cultura solidali. 
 
Chiediamo quindi al Governo italiano, e in particolare: 
al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza 
al Ministro dell’Integrazione Cècile Kyenge 
i seguenti impegni nell’ambito dell’istruzione degli adulti: 



martedì 5 novembre 2013

4 novembre, Bologna: Una classe tutta di stranieri alla scuola media Besta, il preside: "Non è un ghetto"


Una classe tutta di stranieri alla scuola media Besta, il preside: "Non è un ghetto"

Lettera del Consiglio d'Istituto: "Annullate le potenzialità di educazione tra pari".

Il preside: "Sperimentazione per integrare ragazzi arrivati qui ad agosto,
che ancora non parlano italiano"

Scuola: a Bologna una classe solo con alunni stranieri (Ansa)

Bologna, 4 novembre 2013 - Le scuole medie Besta di Bologna, quest’anno, sono partite con una prima in piu’: e’ la “1^A sperimentale”, ed è davvero ‘speciale’. Infatti, in quell’aula siedono solo ragazzi stranieri di diverse nazionalita’ ed eta’ che non parlano italiano.

Una classe che, il Consiglio di istituto della scuola, in una lettera inviata al Coordinamento dei Consigli di istituto, critica ponendo parecchi dubbi sia sulla separazione degli alunni stranieri da quelli italiani “che ha il risultato immediato di dividere”, sia su una decisione presa senza consultazione preventiva dei genitori e dello stesso Consiglio di istituto. Roberto Panzacchi, ex consigliere comunale e oggi presidente del Consiglio d’istituto, assieme agli altri componenti dell’organismo (Alessia Orsi, Stefania Santini, Stefano Iotti, Teresa La Torretta), infatti, nella missiva, mette in fila i motivi della contrarietà a questa novità. Tra i rappresentanti, peraltro, scrivono Panzacchi e colleghi, c’è chi si è dimesso proprio perché in contrasto con la scelta di avviare la classe di soli stranieri senza prima sentire il Consiglio.

I problemi, per i genitori che compongono il Consiglio d’istituto, sarebbero sia formali, sia politici che pratici. La classe e’ composta solo da allievi stranieri, di nazionalità ed età diverse (comprese tra gli 11 e i 15 anni) e la composizione del gruppo puo’ variare perché gli allievi possono essere essere spostati in altre classi e nella ‘1^A’ possono arrivare anche nuovi alunni. Gli allievi stranieri, quindi analizzano i genitori, non parleranno in aula con altri italiani e avranno come unico riferimento italiano solo l’insegnante, “annullando tutte le potenzialità della educazione tra pari”.

Un altro problema rispetto all’istituzione della ‘1^A’ e’ che la classe non ha una composizione fissa e quindi i giovani non avranno mai un gruppo di riferimento stabile. Il timore di Panzacchi e colleghi, poi, e’ che questa soluzione sia l’anticamera della riproposizione delle classi differenziali. Inoltre il Consiglio e’ convinto che una scelta del genere contrasti con i principi di inclusione e confronto “ai quali la scuola si deve ispirare”.
Poi c’è la questione formale e il fatto che la sesta sezione, scrivono i componenti del Consiglio d’istituto, “è sembrata piovere dal cielo nel momento in cui le altre cinque classi erano già formate”, una decisione che andrebbe contro le prerogative del Consiglio, che dovrebbe dare le linee guida del progetto formativo.
Nella lettera si sottolinea inoltre che il Consiglio non ha potuto analizzare questa sperimentazione prima che partisse, ma ha ricevuto spiegazioni solo dopo aver preteso una presentazione “a cose gia’ avviate in un clima di grande sfiducia da parte nostra nei confronti della dirigenza scolastica e di del collegio docenti a noi parsi reticenti”.

E’ vero, ammettono poi i genitori, che alle Besta si lavora sempre in deroga alla disposizione Gelmini col limite massimo di stranieri per classe del 30% e che quindi “gli insegnanti sono sulla frontiera del confronto continuamente”, ma questo problema c’è anche nell’intero quartiere San Donato. Per questo i genitori sono convinti che anche i sindacati, le associazioni e tutti i protagonisti attivi dei progetti sul territorio, debbano avere un ruolo importante “su come si determinano le politiche scolastiche e di accoglienza dei giovani stranieri”.

LA RISPOSTA DEL PRESIDE
La ‘1^A’ sperimentale delle scuole medie Besta di Bologna, “non e’ nata affatto come classe ghetto ma, al contrario, e’ stata istituita per integrare, per dare una classe a ragazzi arrivati ad agosto in Italia e per evitare l’abbandono scolastico”. E poi la classe e’ stata autorizzata dall’Ufficio scolastico provinciale. Il dirigente dell’Istituto comprensivo 10, Emilio Porcaro, che conta anche le Besta, difende il progetto della classe tutta composta da stranieri, criticato fortemente con una lettera da alcuni componenti del consiglio d’istituto e ora anche da Sel.

In realtà, racconta Porcaro, gli alunni della ‘1^A’, che non parlano italiano perché arrivati da poco, “fanno diverse materie coi compagni delle altre classi, mangiano insieme e partecipano alle uscite assieme agli altri”. Inoltre, per alcune materie, per esempio inglese “molti fanno lezione con gli altri allievi”, quindi “l’idea che ci muove e’ quella di insegnare loro l’italiano e, nel frattempo, fare in modo che si integrino”.

La genesi del progetto è appunto di agosto, spiega, quando alle Besta sono arrivate 18 famiglie che, col ricongiungimento familiare, avevano appena riavuto i figli. Stavano cercando di iscriverli in diverse scuole e alle Besta c’era lo spazio per accoglierli. Quindi “ho chiamato l’Ufficio scolastico e ho chiesto l’autorizzazione per le ore, che ho ottenuto, e ho chiesto agli insegnanti se volevano assumersi l’onere di un progetto di formazione e integrazione”, aggiunge Porcaro.

Ne e’ nato un piano, “grazie alla voglia di mettersi in gioco dei miei insegnanti, che va nella direzione di aiutare i ragazzi” e pure le loro famiglie. Tant’e’, che nei giorni scorsi i loro genitori hanno eletto i loro rappresentanti nel consiglio di classe e “ho ricevuto da un genitore una lettera di apprezzamento per la nostra iniziativa”.(SEGUE)

Se questi alunni non fossero arrivati a classi gia’ istituite (si fanno a giugno), precisa poi Porcaro, sarebbero stati inseriti con gli altri allievi. Le altre aule, infatti, sono state create al termine del periodo di iscrizione e sono composte da italiani e stranieri, ma, in agosto, di fronte al bisogno espresso dalle famiglie appena ricongiunte “io non me la sono sentita di non rispondere”.

Quanto alle proteste di parte del consiglio di istituto, (“i contrari sono cinque o sei su 18 componenti”), Porcaro ricorda i ruoli degli organismi scolastici: il Consiglio da’ le linee generali, in questo caso l’integrazione, il Collegio docenti crea progetti e studia come muoversi operativamente e il dirigente scolastico, “quello che per legge ha maggiore discrezionalita’”, approva i progetti.

Ecco perche’ a fronte di un progetto “importante, sperimentale e inclusivo, ho dato il mio benestare”. Anche nel collegio dei docenti ci sono dei contrari alla classe sperimentale, ammette Porcaro, ma sono una decina su 100 insegnanti. Le scuole Besta, “da anni si occupano di integrazione e la nostra intenzione, al di la’ delle interpretazioni, e’ l’esatto contrario di quanto si creda: cerchiamo di creare inclusione e integrazione”.



venerdì 25 ottobre 2013

23 ottobre, Palermo: Laurea in lingua italiana per quattro studentesse vietnamite. Università di Palermo

Le neo-laureate con il prorettore Pasquale Assennato

Grazie all’accordo fra l’Università di Palermo e quella di Hanoi, quattro studentesse vietnamite si sono laureate nella facoltà di Lettere e Filosofia in Mediazione linguistica e italiano come lingua seconda. Il progetto offre la possibilità di trascorrere un intero anno accademico nell’Ateneo siciliano e di conseguire un titolo di studio che ha validità sia in Italia che in Vietnam. Le quattro  studentesse si chiamano Tue Quyen Nguyen, Nhat Anh Le, Hoang Van Ho, Thi Thuy Dung Nguyen.

Dopo avere fatto una parte del loro percorso di studio ad Hanoi, hanno scelto di venire a Palermo  e di proseguire qui il loro percorso accademico. Dopo la laurea di primo livello si sono tutte iscritte in una laurea specialistica. Presenti Pasquale Assennato, prorettore alle Relazioni internazionali e Thi Phuong Thao Dang, docente dell’Università di Hanoi, che insieme a Mari D’Agostino, docente di Linguistica italiana e direttrice della Scuola di lingua italiana per Stranieri dell’Ateneo di Palermo (Itastra), coordina il progetto di collaborazione fra le due Università. “Una delle frasi che ho riportato nella mia tesi sulla Didattica dell’Italiano - dice emozionata e felice Tue Quyen Nguyen, una delle studentesse neo-laureate - è capace di sintetizzare anche il nostro percorso: se l’ambiente lo permette chiunque può imparare tutto quello che sceglie di imparare. Palermo e la sua Università mi hanno accolto e mi hanno permesso di crescere. Di questo sarò sempre grata”.

“Questo accordo – dice Mari D’Agostino - ha aperto la strada ad altre collaborazioni. Ne è stata testimonianza l’aula della facoltà di Lettere gremita di studenti vietnamiti iscritti a vari corsi di laurea dell’Ateneo. Fra loro un gruppo di una decina di studenti e dottorandi di Ingegneria elettrica che beneficiano pure di un accordo di collaborazione e scambio fra la nostra Università e quella di Hanoi”.

Un altro successo di Itastra, l’unica scuola di lingua italiana per stranieri del Sud Italia, nata nel 2008 per promuovere attività didattiche,di formazione, di consulenza e di ricerca nel campo dell’insegnamento dell’italiano come lingua seconda e straniera. Una realtà che guarda ai processi di internazionalizzazione dell’Ateneo, promuovendo corsi mirati a studenti Erasmus, studenti stranieri iscritti all’Ateneo, dottorandi stranieri, visiting scholar e visiting professori; al complesso e variegato mondo dell’immigrazione nelle sue diverse componenti (adulti, bambini e ragazzi) e tipologie (associazioni, organizzazioni, organismi pubblici); all’emigrazione siciliana all’estero e in particolare alle seconde e terze generazioni; al turismo internazionale culturale e giovanile interessato a corsi di lingua all’interno di soggiorni-studio o vacanza.

Itastra organizza corsi intensivi di lingua e cultura italiana Summer School (da luglio a settembre) e Winter School (febbraio). Durante tutto l’anno attiva corsi ordinari intensivi e semi-intensivi rivolti sia a studenti del progetto Erasmus e Marco Polo che a studenti stranieri iscritti all’Università di Palermo.

Fonte: Ateneo News


giovedì 17 ottobre 2013

Apprendere per vivere-Learning for living: Pubblicati su EST, Banca Dati Europea, i risultati del progetto Grundtvig della Scuola di Lingua italiana per Stranieri, Università di Palermo


Dopo due anni di attività e cinque incontri internazionali che hanno permesso a docenti e studenti della Scuola di Lingua italiana per Stranieri di condividere esperienze, materiali e idee innovative con docenti e studenti di altri tre istituti europei che si occupano di apprendimento di una lingua seconda da parte di migranti adulti, si è concluso il Partenariato di apprendimento Grundtvig “Learning for living - Apprendere per vivere” con la pubblicazione dei risultati sulla Banca Dati EST - European Shared Treasure (Tesoro Europeo Condiviso) che è possibile consultare a questo link (in inglese e italiano).

Quali sono le principali barriere all’integrazione con cui un/a migrante straniero/a deve confrontarsi all’arrivo nel Paese ospitante? Di quali servizi di supporto all’integrazione linguistica, sociale e professionale può disporre sul nuovo territorio? In particolare, quali sono i bisogni linguistici e le risorse formative e didattiche di cui può disporre un/a migrante neo-arrivato/a che non conosce la lingua e la cultura del Paese d’arrivo?

A tutte queste domande, gli studenti e i docenti dei quattro istituti coinvolti provenienti da Irlanda del Nord, Scozia, Finlandia e Italia, hanno cercato di dare risposte concrete, sia indagando nella realtà dei rispettivi Paesi di provenienza, sia formulando proposte originali soprattutto sul versante dei bisogni linguistici di base. Interessante a questo proposito è il cosiddetto “Sillabo di Palermo” elaborato in occasione dell’incontro internazionale organizzato dalla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Ateneo palermitano e che può essere consultato a questo link.


Si tratta di un programma di studio per apprendenti stranieri con nessuna conoscenza dell’italiano (A1 - Principianti assoluti) da svolgersi nell’arco delle prime dieci settimane dall’arrivo in Italia. Il sillabo riflette il punto di vista degli stessi apprendenti ed è stato, infatti, elaborato da un gruppo di studenti stranieri della Scuola di Lingua italiana per Stranieri che hanno partecipato al progetto e che hanno vissuto in prima persona l’esperienza dell’apprendimento dell’italiano come lingua seconda nella condizione di neo-arrivati.

Altro importante risultato congiunto, nato dall’elaborazione di quattro diversi sillabi prodotti dagli studenti stranieri dei quattro istituti partner del progetto, è un corso completo in otto lezioni disponibile nella versione in lingua inglese sul sito del progetto, di cui sono disponibili le due unità tematiche su Cibo e Acquisti elaborate dagli studenti di italiano del nostro Istituto. Anche in questo caso si tratta di un prodotto realizzato dagli stessi apprendenti che hanno quindi potuto esprimere il loro punto di vista sull’apprendimento di una lingua seconda sia in termini di bisogni linguistici che culturali.

Per maggiori informazioni sul progetto e sui materiali disponibili, scrivere a scuolaitalianostranieri@unipa.it



mercoledì 16 ottobre 2013

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Offerta valida per materiale in catalogo fino ad esaurimento scorte. 



Newsletter n° 2 della Scuola di Lingua italiana per Stranieri, Università degli Studi di Palermo




Newsletter n. 2 – settembre 2013

Corsi

Summer School 2013: studenti da tutto il mondo per conoscere la lingua italiana (leggi)
Speciale Summer School 2013 (leggi)
A lezione di pupi siciliani antimafia con il Corso Avanzato (leggi)

Progetti di mobilità
Corsi di lingua italiana per studenti Erasmus, Erasmus Placement ed Erasmus Mundus (leggi)
Dalla Cina a Palermo per imparare l'italiano: studenti Sisu alla Scuola di Lingua italiana (leggi)
Dalla Cina a Palermo per imparare l'italiano: studenti del progetto Marco Polo (leggi)
Si sviluppano gli accordi internazionali con Cina ed Egittto (leggi)

CILS
A cosa serve e prossime date (leggi)
Corsi di preparazione (leggi)

Formazione
Master di II livello in in "Teoria, progettazione e didattica dell'italiano come lingua seconda e straniera" (leggi)
Master di I livello in "Didattica dell'Italiano come Lingua non materna" (leggi)
Tirocini (leggi)
Tirocini nelle scuole cittadine (leggi)

Progetti per l'integrazione ed eventi
Minori non accompagnati nei corsi di italiano dalla Winter alla Summer School (leggi)
La Scuola incontra la Ministra Cécile Kyenge (leggi)
La Scuola dà un calcio al razzismo con Mediterraneo Antirazzista (leggi)
Presentazione del libro"Insegnare italiano nella classe plurilingue - Un'esperienza di formazione in servizio" (leggi)
Summer School "Differenze ed identità plurali" (leggi)
Spiaggia pulita: minori non accompagnati, Erasmus e Marco Polo insieme a Barcarello (leggi)
Tredicesimo Congresso Internazionale di Studi dell'Associazione Italiana di Linguistica Applicata (AitLA) a Palermo (leggi)

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Scuola di Lingua italiana per Stranieri  - Università di Palermo 
Piazza Sant'Antonino n° 1
90134 - Palermo
Tel. - +3909123899202
Tel.  - +3909123869601
Mail: scuolaitalianostranieri@unipa.it
Website: www.itastra.unipa.it
Facebook: www.facebook.com/itastra
YouTube: www.youtube.com/user/ITASTRA

giovedì 19 settembre 2013

30 novembre, Firenze: XXII Convegno ILSA. Contesti di apprendimento dell'italiano L2: gestione del fenomeno migratorio fra sperimentazione e quadro normativo

XXII Convegno nazionale ILSA

Contesti di apprendimento dell’italiano L2:
gestione del fenomeno migratorio fra sperimentazione e quadro normativo

Firenze, 30 novembre 2013
Eurocentres Firenze, Piazza Santo Spirito, 9
50125 Firenze



venerdì 1 giugno 2012

28-29 maggio, Palermo: Scuola di Lingua italiana per Stranieri. Progetto LLP-Grundtvig "Learning for living"

A Palermo la seconda tappa del Progetto Grundtvig

“Learning for living”

 Visita a Palazzo Chiaramonte/Steri, sede de Rettorato

pubblicata da Itastra Unipa Italiano per Stranieri il giorno mercoledì 30 maggio 2012 alle ore 13.53


Si è svolto lunedì 28 e martedì 29 maggio, presso la sede della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’ex-convento di Sant’Antonino, il secondo incontro del progetto europeoLLP-Grundtvig Learning for Living di cui la Scuola e il Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche sono partner. Tema dell’incontro, l’abbattimento delle barriere linguistiche e sociali all’integrazione di migranti adulti nelle rispettive aree di studio e di residenza.

Il progetto prevede la partecipazione di quattro istituti di formazione europei: oltre alla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università di Palermo, il Southern Regional College (Irlanda del Nord), l’Helsinki Deaconess Institute (Finlandia) e il Cumbernauld College (Scozia), e ha l’obiettivo di promuovere lo scambio di buone pratiche nella formazione linguistica e culturale di migranti adulti attraverso l'organizzazione di visite e seminari formativi. L’incontro di Palermo appena concluso è la seconda delle quattro tappe previste dal progetto e ha coinvolto docenti e studenti stranieri iscritti ai corsi di inglese, finlandese e italiano come lingua seconda nei quattro istituti di formazione e appartenenti a ben 11 diverse nazionalità: Lituania, India, Polonia, Afganistan, Tailandia, Taiwan, Vietnam, Ucraina, Senegal, Bangladesh, Nepal. All’incontro hanno partecipato anche gli iscritti al Master di II livello in Teoria, progettazione e didattica dell'italiano come lingua seconda e straniera erogato dal Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche (Dipli) dell’Università di Palermo.

Dopo gli incontri di Portadown, Irlanda del Nord (dicembre 2011) e di Palermo, il progetto prevede due prossimi incontri formativi in Scozia (novembre 2012) e Finlandia (marzo 2013).

http://portale.unipa.it/specializzazioni/scuolaitalianastranieri
http://portale.unipa.it/master/italianolinguastraniera
http://www.facebook.com/itastra

giovedì 31 maggio 2012

28-29 maggio 2012, Palermo: Scuola di Lingua italiana per Stranieri, seconda tappa del Progetto Grundtvig “Learning for living”


Palazzo Chiaramonte-Steri, sede del Rettorato
Scuola di Lingua italiana per Stranieri
A Palermo la seconda tappa del Progetto Grundtvig “Learning for living”

Si è svolto lunedì 28 e martedì 29 maggio, presso la sede della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’ex-convento di Sant’Antonino, il secondo incontro del progetto europeo LLP-Grundtvig Learning for Living di cui la Scuola e il Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche sono partner. Tema dell’incontro, l’abbattimento delle barriere linguistiche e sociali all’integrazione di migranti adulti nelle rispettive aree di studio e di residenza.

Il progetto prevede la partecipazione di quattro istituti di formazione europei: oltre alla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell’Università di Palermo, il Southern Regional College (Irlanda del Nord), l’Helsinki Deaconess Institute (Finlandia) e il Cumbernauld College (Scozia), e ha l’obiettivo di promuovere lo scambio di buone pratiche nella formazione linguistica e culturale di migranti adulti attraverso l'organizzazione di visite e seminari formativi. L’incontro di Palermo appena concluso è la seconda delle quattro tappe previste dal progetto e ha coinvolto docenti e studenti stranieri iscritti ai corsi di inglese, finlandese e italiano come lingua seconda nei quattro istituti di formazione e appartenenti a ben 11 diverse nazionalità: Lituania, India, Polonia, Afganistan, Tailandia, Taiwan, Vietnam, Ucraina, Senegal, Bangladesh, Nepal. All’incontro hanno partecipato anche gli iscritti al Master di II livello in Teoria, progettazione e didattica dell'italiano come lingua seconda e straniera erogato dal Dipartimento di Scienze filologiche e linguistiche (Dipli) dell’Università di Palermo.

Dopo gli incontri di Portadown, Irlanda del Nord (dicembre 2011) e di Palermo, il progetto prevede due prossimi incontri formativi in Scozia (novembre 2012) e Finlandia (marzo 2013).

http://portale.unipa.it/specializzazioni/scuolaitalianastranieri
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