Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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sabato 24 marzo 2012

Dal Primo Marzo parte la riscossa dei Migranti

Un corso sul diritto degli stranieri, un comitato per le vittime della tratta ed un osservatorio contro le discriminazioni razziali.
 
Dal Primo marzo, giornata contro il razzismo istituzionale, partono tre importanti iniziative per la tutela dei diritti dei migranti. Sono stati mesi difficili, gli ultimi, per le comunità di stranieri residenti a Palermo. Mesi di abusi, di violenze, di lutti. Ci sono stati i raid razzisti alla Zisa, con tre tamil pestati a sangue dal branco. Quindi, le frequenti ruberie ai danni di ambulanti nel centro storico. Infine, la morte di due ragazze nigeriane. Prima è toccato a Favour Nike Adekunle, il cui corpo senza vita è stato ritrovato il 22 dicembre nelle campagne di Misilmeri. Poi, lo scorso 5 febbraio, è stata la volta della ventiduenne Loveth Edward, il cui è cadavere è stato abbandonato in via Filippo Juvara, come fosse un rifiuto di cui disfarsi in tutta fretta. A loro è intitolato il coordinamento, composto da una ventina di associazioni e parrocchie, che chiede giustizia per le ragazze uccise e tutela per le altre vittime di un sistema di sfruttamento che mercifica le vite umane e ne fa
carne da macello. “Il problema della tratta rappresenta la peggiore violazione diritti umani che possa concepire l’uomo, eppure avviene ogni giorno sotto i nostri occhi, anche nella nostra città - denuncia il presidente del Ciss, Sergio Cipolla -. Se un secolo e mezzo fa uno schiavo costava 70mila dollari, oggi viene comprato con 10-15mila euro, una cifra che scende a mille euro se si tratta di un minore. Il fenomeno passa sotto silenzio e si interviene sulle prostitute solo per ridare decoro alla città”.

È attivo da qualche giorno anche l’osservatorio che porta il nome di Nourredine Adnane, l’ambulante tunisino [marocchino, ndr.] che si diede fuoco giusto un anno fa, come reazione agli asfissianti controlli dei vigili urbani. In Tunisia un gesto analogo accese la miccia della primavera araba; a Palermo, l’operato di alcuni agenti della polizia municipale ha innescato un’indagine della Procura, ancora in corso. “La Polizia municipale si è dimostrata particolarmente attiva nell’attuazione di un’ordinanza comunale che vieta agli ambulanti di sostare per più di un’ora nello stesso posto”, ricorda Giorgio Bisagna, legale di diversi venditori immigrati. Nella città delle mille bancarelle improvvisate, gli stranieri sarebbero oggetto di particolare attenzione da parte dei caschi bianchi. La discriminazione istituzionale è uno dei punti all’attenzione dell’osservatorio, assieme a quella veicolata dai media, il cui linguaggio finisce spesso per deumanizzare e deindividualizzare i migranti, ma anche per incattivire le stesse vittime.
 
“L’isolamento produce autoesclusione: vogliamo stare vicino alle vittime e fare rete con gli sportelli per i migranti operativi nel territorio”, spiega Alberto Biondo, laico comboniano. Già attiva una segreteria telefonica (0917524593) per denunce anche in forma anonima, un numero di cellulare (3881749722) e un indirizzo email (palermonondiscrimina@gmail.com), mentre lo sportello sarà attivo presso la sede dei laici missionari comboniani due volte la settimana, per raccogliere testimonianze e offrire consulenza legale e psicologica. Un’iniziativa per spingere a denunciare, vincendo la paura di possibili ritorsioni.
 
“La crisi economica e la crescente disoccupazione fanno ritenere quasi giusto trattare gli immigrati come bestie, legittimo il loro sfruttamento”, dice Fulvio Vassallo Paleologo, docente di diritto d’asilo della Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, che annuncia: “Per dare un quadro normativo in materia di protezione internazionale il prossimo 6 marzo partirà il corso su diritto d’asilo e status di rifugiato, che intende coinvolgere avvocati ed esperti del settore”. In cantiere ci sono inoltre corsi di formazione sul tema per legali, magistrati e assistenti sociali.
 
Intanto, si guarda alla frontiera lampedusana. Il bollettino degli arrivi tace da tempo ma le notizie che arrivano da oltremare parlano di migliaia di persone pronte ad affrontare la traversata.
 
“Auspichiamo che non ci sarà una nuova emergenza, ma dobbiamo prepararci perché non ci colga di sorpresa” ha detto il ministro per la Cooperazione, Andrea Riccardi, atterrato venerdì sull’isola assieme al ministro degli Interni Cancellieri.

Fonte: ASUD'EUROPA Anno 6 N. 9 - 5 marzo 2012
di Luca Insalaco

venerdì 17 febbraio 2012

1 marzo 2012, Italia: Un giorno senza di noi, senza operai, braccianti, infermieri, muratori, imprenditori, colf e badanti. È lo sciopero degli immigrati.

La Repubblica, 15-02-2012 

VLADIMIRO POLCHI

ROMA - Un giorno senza di noi, senza operai, braccianti, infermieri, muratori, imprenditori, colf e badanti. È lo sciopero degli immigrati. Riparte il passaparola su internet: il terzo appuntamento è fissato per il prossimo primo marzo. "Nel 2010 e 2011 - si legge nell'appello del comitato promotore 1  - in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro la legge Bossi-Fini. La data del primo marzo è diventata così un punto di riferimento importante e anche quest'anno vogliamo che sia un giorno di mobilitazione".

Gli "scioperi" del 2010 e 2011. Più che di sciopero si dovrebbe parlare di "mobilitazione". Le esperienze dei due anni passati ne sono la riprova: salvo parziali astensioni dal lavoro in alcune fabbriche del Centro-Nord (soprattutto in Emilia-Romagna), lo sciopero, in senso tecnico, degli immigrati non ha funzionato. Perché? Tanti i motivi: primo, i sindacati non hanno voluto, né potuto, indire uno sciopero su base etnica; secondo, i lavoratori stranieri sono facilmente ricattabili dai datori di lavoro (difficile pensare allo sciopero di un bracciante) e lavorano in molti casi in nero; terzo, gli immigrati sono spesso divisi e non un corpo omogeneo capace di muoversi compatto. Ma l'iniziativa (soprattutto nel 2010) non è stata un flop: decine di manifestazioni locali e buona visibilità mediatica della protesta.

E ora il tam tam sulla rete riparte.

Dopo i fatti di Firenze. "La mobilitazione - scrivono i promotori del Primo marzo - questo anno è ancora più importante dopo l'uccisione a Firenze di Samb Modou e Diop Mor. È ora di fare chiarezza e dire che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere.  È così nel contratto di soggiorno per lavoro e nella presenza dei Cie. È stato così nella sanatoria truffa del 2009 e nella logica dei flussi. È così per i figli dei migranti che, compiuti 18 anni, devono sottostare alle impossibili regole di un permesso di soggiorno per studio, o diventare subito braccia da sfruttare con un permesso per lavoro".

Le richieste. Diverse le richieste con le quali il primo marzo si scenderà in piazza: "Per l'abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i Cie in Italia e in Europa; per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia; per dire no al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno; per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno".


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1 marzo 2012: Appello per una mobilitazione nazionale contro il razzismo istituzionale e la precarietà
 
Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini, mentre in decine di piazze si sono avuti presidi, cortei e iniziative. Lo hanno fatto autonomamente, trovando il supporto di tanti lavoratori e lavoratrici e di tante RSU. 

Migliaia di persone hanno manifestato con i migranti, mostrando che anche nella crisi si può lottare insieme per i diritti di tutti. La data del primo marzo è diventata così un punto di riferimento importante: anche quest’anno vogliamo che sia un giorno di mobilitazione e sperimentazione di nuove forme di lotta.
 


Questo è ancora più importante dopo i pogrom di Rom come quello di Torino e l’uccisione a Firenze di Samb Modou e Diop Mor. Un omicidio razzista che ha visto una grande reazione il 17 dicembre, guidata da migliaia di migranti scesi in strada a Firenze. E’ ora di fare chiarezza e dire che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere.
 

È così nel contratto di soggiorno per lavoro e nella presenza dei CIE (ex-CPT).
E’ stato così nella sanatoria truffa del 2009 e nella logica dei flussi.
E’ stato così nella creazione dell’emergenza profughi dopo le rivoluzioni in Nord Africa e nel mancato riconoscimento di fatto del diritto d’asilo.
È così per i figli dei migranti che, compiuti 18 anni, devono sottostare alle impossibili regole di un permesso di soggiorno per studio, o diventare subito braccia da sfruttare con un permesso per lavoro.
E’ così nel principio di un permesso di soggiorno “a punti” e nella tassa sul permesso di soggiorno, che vorrebbe scaricare sul salario dei migranti il costo di queste politiche. I migranti pagano le tasse e i costi della crisi come tutti gli altri lavoratori e lavoratrici e la nuova tassa andrà a sommarsi a tutto questo, a quanto già oggi costa rinnovare il permesso e ai 30 euro che si devono inspiegabilmente pagare alle Poste.
 


Se non si punta a cambiare radicalmente questo stato di cose che produce gerarchie e clandestinità, denunciare il razzismo diventa un gesto ipocrita.
La condizione migrante non è separata da quella di tutti gli altri, ma con la sua specificità mostra tendenze e dinamiche che ci coinvolgono tutti, in particolare sul terreno del lavoro. D’altro canto la condizione dei migranti è diversa da quella di tutti gli altri, perché solo per i migranti la precarietà e la crisi economica possono portare alla detenzione amministrativa e mette a rischio il permesso di soggiorno. Fuori da ogni retorica della solidarietà, quindi, riconosciamo che la clandestinità politica dei migranti e il razzismo istituzionale hanno reso tutti più insicuri. Per questo vogliamo scendere nuovamente in piazza assieme e allargare la mobilitazione contro una precarietà sempre
più diffusa.
 

Le lotte portate avanti dai migranti in questi anni hanno insegnato che non ci possono essere miglioramenti reali senza il protagonismo diretto. Lo sciopero del primo marzo ha fatto vedere in più che è possibile scioperare al di fuori delle logiche tradizionali, che la lotta sui posti di lavoro può unire là dove le leggi e la precarietà dividono.
 

Nella crisi economica e di fronte a leggi che producono razzismo e divisioni, vogliamo rilanciare un movimento che porti a cambiare questo stato di cose. Per questo lanciamo una mobilitazione diffusa su tutto il territorio, con iniziative articolate in base alle diverse possibilità e capacità, che non si esaurisca nella data del primo marzo, nello spirito della Carta dei Migranti approvata a Gorée (Senegal) e sulla base di alcuni principi condivisi:
 

· Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;
· Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;
· No al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;
· Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per il riconoscimento di fatto del diritto d’asilo senza ritardi, lungaggini e discrezionalità;
· Contro la precarietà, e per un welfare non basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;
· Per costruire insieme uno sciopero di tipo nuovo ancora più grande, capace di unire e cambiare questo stato di cose.
 

Per adesioni: primomarzo2010comitati@gmail.com


lunedì 9 gennaio 2012

15 gennaio, Firenze: Giornata di discussione aperta a tutti per la III edizione del Primo Marzo 2012


Ai comitati territoriali Primo Marzo
All' associazione Giù le Frontiere per un mondo senza muri
Alle realtà associative operanti nell’ambito dell’immigrazione
Alla rete seconde generazioni
Alla rete antirazzista



Domenica 15 gennaio 2012 a Firenze

presso la sede dei Missionari Comboniani in via G. Aldini, 2
ore 10.00 – 16.00

giornata di discussione e confronto APERTA A TUTTI

per lanciare insieme la terza edizione di

UNA GIORNATA SENZA DI NOI - PRIMO MARZO 2012
e individuare le parole d'ordine che la caratterizzeranno.

PER DISCUTERE,  DIALOGARE , PROPORRE E UNIRE LE NOSTRE IDEE SULL'IMMIGRAZIONE. AGIRE CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO PER I DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE.

Per la rete Primo Marzo
Cecile Kashetu - portavoce

Avviso importante

E’ gradito un cenno di riscontro da parte delle realtà associative che intendano partecipare. Per coloro che provengono da lontano, possibilità di pernottamento presso la casa dei comboniani: 25 euro la notte (cena e colazione). E' richiesta una conferma almeno 3 giorni prima. Contributo al pranzo 5 euro.

Per info e adesioni: primomarzo2010comitati@gmail.com

-----  Massima diffusione  -----

Alcune settimane fa in seguito ad incontri sul territorio è stato elaborato un documento (che alleghiamo di seguito) che potrebbe essere un punto di partenza per la riflessione di domenica 15 gennaio. L'assemblea essendo aperta a tutte le realtà saranno ben accette altre proposte per l'elaborazione di una piattaforma politica comune.
 
 
 LA DATA
La data del 1° marzo rappresenta un appuntamento ineludibile, non solo per comunicare le idee e la piattaforma politica della Rete, ma anche perché è entrata nella coscienza di tante persone e realtà associative. Tuttavia, una data acquisisce importanza nel tempo soprattutto in virtù dei contenuti e delle azioni che ad essa si collegano. La giornata del Primo Marzo ha un’indiscutibile rilevanza mediatica, ma rappresenta soprattutto l'occasione per ampliare e approfondire la visione dei fenomeni migratori e delle loro implicazioni nel mondo attuale, in particolare nel contesto italiano e europeo. In maniera del tutto naturale, la questione dei diritti dei migranti conduce alla questione dei diritti di tutti, come abbiamo spesso evidenziato sin dalla nascita della Rete.
 
QUALITÀ DEL LAVORO, SCIOPERO E METICCIATO
La particolarità della Rete Primo Marzo è stata e rimane quella di far emergere questioni e tematiche altrimenti misconosciute o relegate in ambiti associativi ristretti o di carattere puramente istituzionale. Tra queste:
- la qualità del lavoro del migrante, tema che ha caratterizzato il Primo Marzo 2011, in collegamento con altri movimenti e in relazione ad altri temi ed ambiti di lotta, come quello della precarietà;
- lo sciopero come diritto delle persone e non come patrimonio esclusivo delle organizzazioni sindacali;
- il meticciato, che ha da sempre caratterizzato tutte le nostre azioni.
Il cuore della discussione è stato sempre e deve continuare ad essere la condizione dei migranti. Il fatto di solidarizzare con i migranti nella crisi è un modo di poterne uscire insieme. In altre parole, "associarsi" non è una questione di mera "identificazione" nella condizione del migrante, ma piuttosto di vivere insieme gli stessi problemi e insieme individuare le soluzioni.
 
ATTUALITÀ E INTERNAZIONALIZZAZIONE
Il Primo Marzo, sia in quanto data sia in quanto Rete, non è mai stato vissuto soltanto come realtà genericamente antirazzista. D'altra parte, il fatto di sostenere e promuovere altre iniziative - come la Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati del prossimo 18 dicembre 2011 - rappresenta la possibilità di "attraversare" pienamente la nostra epoca ed è quindi un fatto positivo.
La Rete Primo Marzo, nata da un'iniziativa internazionale come lo Sciopero degli stranieri - 24 ore senza di noi, ha ulteriormente allargato il proprio raggio d'azione a livello internazionale, grazie all'iniziativa della Carta Mondiale dei Migranti. Non a caso, il 19 novembre scorso, in occasione di una Tavola rotonda di presentazione della Carta a cui hanno preso parte i referenti di Marocco, Sénégal e Mali, la
nostra portavoce, Cécile Kyenge, è stata invitata ad illustrare la situazione italiana. Il 22 ottobre 2011, con il lancio della campagna europea contro i Centri di detenzione, la Rete Primo Marzo è stata riconosciuta come il punto di riferimento italiano per la nuova campagna, che prendendo spunto dalla mobilitazione del 25 luglio LasciateCIEntrare, si concluderà alla fine del mese di marzo con una settimana di mobilitazione in tutta Europa per informare, sensibilizzare e consentire l’accesso ai diversi Centri di identificazione ed espulsione, con l’eventuale sostegno di parlamentari regionali, nazionali ed europei.
Anche inseriti in una dimensione internazionale, tuttavia, non perdiamo d'occhio la specificità del nostro Movimento: il Primo Marzo ha dato voce, attraverso quello che chiamiamo meticciato, alla questione del lavoro in generale e del lavoro migrante in particolare. La questione dello sciopero resta centrale e va perseguita con maggiore energia.
 
METODOLOGIA DI LAVORO
La questione della metodologia di lavoro è un punto centrale che la Rete si propone di prendere in particolare considerazione. In tutte le fasi che prevedono un contatto con le persone non ancora sensibilizzate ai temi proposti, verrà posta una cura particolare nella ricerca di linguaggi adeguati ad una loro maggiore comprensione ed accettazione. Si potrà perciò considerare la possibilità di introdurre elementi artistici nelle modalità di comunicazione, prendendo in considerazione ad esempio il linguaggio teatrale ed altre strategie di comunicazione, come la traduzione di contenuti salienti in lingue diverse dall'italiano, che possano renderli più accessibili a un pubblico più largo e vario.
 
SCENARI POSSIBILI
Fatte salve l’importanza e l'inderogabilità soprattutto della data del 1° marzo, e la convinzione che la questione della migrazione è centrale e prioritaria, bisognerà tuttavia tener presente, in tutte le scelte di percorsi, scadenze, metodi e forme di comunicazione, che la maggior parte della popolazione mondiale è concretamente e psicologicamente assorbita dalla crisi, sia nei suoi aspetti veritieri che in quelli presunti, e che essa è oggi potenzialmente più disattenta rispetto a temi che non la "toccano direttamente". Occorrerà dunque adeguare le proprie scelte pratiche anche alla luce di tale assunto e della ulteriore consapevolezza che dalla disattenzione si può facilmente passare a forme ancora più gravi di intolleranza, esclusione e razzismo.
 
FUTURO PROSSIMO
La Rete si propone di organizzare nella seconda metà di gennaio un'Assemblea Nazionale dei Migranti aperta a tutti, allo scopo di elaborare una piattaforma politica comune di ampio respiro. Le parole chiave che porteremo avanti nel corso del prossimo Sciopero degli Stranieri del 1° Marzo 2012 e per tutto il 2012 emergeranno anche da questa assemblea.
Ferma restando l'importanza di mantenere uno stretto rapporto tra il tema della precarietà del mondo del lavoro in generale e la precarietà dei migranti, occorre tenere ben presente anche le specificità della condizione migrante, e in particolare la sua estrema ricattabilità. Vanno pertanto evitate forme di protesta che, in base al principio del "non aver nulla da perdere", possano esporre i lavoratori migranti a gravi conseguenze penali e/o amministrative.
 
http://primomarzo2010.blogspot.com/
http://www.facebook.com/pages/Primo-Marzo-2011-Sciopero-degli-stranieri/127593393957894
http://globalmigrantsaction.org/sn_displayfull.php?row_ID=186
 


venerdì 11 marzo 2011

A un anno dal 1° di Marzo

Scritto da Giuseppe Campisi

ad un anno di distanza da un altro articolo dal titolo Primo Marzo a Palermo: Il primo colpo di scopa scritto dallo stesso autore in occasione del 1° Marzo 2010

Giovedì 10 Marzo 2011 18:29

A un anno di distanza, guardare con una certa aria di disfatta un proprio articolo, un proprio pensiero, una propria emozione, riempie la mente e il cuore di un senso di sconfitta che è difficile da descrivere. Ripercorrere le righe scritte sull’entusiasmo, sulla gioia del momento, è faticoso. È tremendo. Ma ci si prova, non per esaltazione, ma per dovere di cronaca – si dice così, mi pare.

1 Marzo 2011, piove. Una decina di gradi in meno rispetto all’anno scorso, c’è freddo. Le famiglie con i bambini sono a casa per questo, e sono pochi i piccoli sorrisi che riempiono il corteo di quella che ai miei occhi appare sempre come la splendida luce di un futuro sereno, felice, privo d’odio. Senza ingiustizie e senza cortei che rivendichino giustizia. Senza striscioni recanti foto di giovani uomini costretti alla morte dai soprusi di altri uomini, senza ragione e senz’animo, senza storia alle spalle, senza futuro negli occhi. C’è sempre forza nella voce di chi parla dal microfono, sempre quella voglia di rivalsa, quella rabbia, quel senso di liberazione e quella volontà di riappropriarsi della propria dignità ferita che si respirano a pieno anche sotto la pioggia, nel freddo, fra l’indifferenza della gente che fa shopping, gli sbuffi degli automobilisti imbottigliati nel traffico ed il deambulare disinteressato delle forze dell’ordine ad una ventina di metri dalla testa del corteo. La volontà c’era ancora questo Primo Marzo, non ha abbandonato il viso di chi s’impegna per vedere qualcosa cambiare, che s’incazza perché non cambia mai nulla, che non si arrende e che s’impegna più forte di prima, sotto la spinta dell’emozione, della disperazione a volte. La volontà c’era, come un anno fa’. E come un anno fa’ «era alta, bianca, robusta, vecchia, innocente, esperta, giovane, magra, bassa, nera. Era autoctona, ma era immigrata». E, anche quest’anno, la volontà si è espressa negli eventi più diversi, che hanno farcito i giorni di attesa per la manifestazione dell’1, così come le ore immediatamente successive ad essa.

L’assembramento delle 17 presso Porta Felice tarda di alcuni minuti, ma, completato, è tutto pronto per partire. È dal mare che parte la marcia di un’umanità soppressa dalle leggi-fantoccio, dallo sfruttamento agrario, dalle violenze dei più forti, dalle istigazioni al suicidio, dalle truffe di Stato, dal terrore orchestrato ad hoc dai mass media. Il mare il punto di partenza della lotta per i diritti negati di chi scopre il proprio inferno nel paradiso che ha cercato aldilà della guerra, della fame, della malattia, nell’eden che ha raggiunto piangendo e pregando dentro la rabbia delle onde, ammassato con altri in barcacce di cartapesta che nessuno dei Paesi d’Occidente si è arrischiato di salvare e di raccogliere dal fragore delle tempeste assassine del Mare Nostrum, il paradiso finalmente toccato attraverso le urla di dolore dei bambini che diventano uomini in viaggio, rompendosi le ossa dentro i fondi nascosti dei tir provenienti dalla Grecia e dai Balcani, bevendo la propria urina per sopravvivere al vuoto di un’aria che risucchiano in venti, distesi e intorpiditi in uno spazio alto 30 cm, per non destare sospetti ai controlli doganali. Dal mare parte anche l’urlo tremendo di chi non ha mai superato la traversata, di chi ha visto colare a picco la propria speranza, e insieme ad essa la propria vita, di chi è stato rispedito indietro dai fari intimidatori dei guardacoste, di chi ha fermato la propria corsa contro i proiettili sparati dalle barche italiane dei dittatori nordafricani tanto cari alla mamma Europa, o nei buchi neri dei gulag di quella Libia che i capi del mondo hanno considerato degna della presidenza della Commissione O.N.U. per i Diritti Umani.

Così, dal mare, si parte. In testa il furgoncino di Ubuntu, che spande nell’aria aperta di una Palermo assopita le voci impresse in un microfono davvero troppo piccolo per poter contenere l’energia vitale da loro liberata. Dietro, una bandiera del Marocco anticipa alla vista dei passanti il viso che da qualche tempo racconta la vergogna di ogni palermitano, delle Istituzioni da sempre assenti, delle Forze dell’Ordine non rare ad abusi, dei mezzi di comunicazione sordi e muti, di ogni cittadino di questa città. Anche la mia vergogna, che blocca le parole sui polpastrelli e non mi fa scrivere. È il viso di Nourredine Adnane, un ragazzo di 27 anni, un mio, un nostro concittadino mi piacerebbe dire, ucciso dalla città, dal suo governo, dalla sua amministrazione, dal suo popolo. Ucciso dal suo Stato, da quello che aveva scelto essere il suo Stato, il Paese dove vedere con gli occhi il futuro – per Nourredine il futuro si chiama Khadija, ha due anni e vive in Marocco – e portare sulle spalle l’incantevole peso della propria storia. Questo in un Paese senza storia e privo di ogni futuro. Sull’onda emotiva della morte di Nourredine, del suo corpo bruciato, a tenere lo striscione del Forum Antirazzista – con la foto del giovane – , ci sono i suoi compagni nordafricani, che espettorano la loro collera sui palazzi di un centro storico che ha già dimenticato il turbamento per un suicidio cercato, che mostrano il pane, la vera ragione, il motivo, il pane che è vita, che è dignità. Dietro loro il popolo delle lotte, le persone che riconosci sempre per la strada quando si reclama un diritto, si chiede giustizia, libertà, rispetto. «Un corteo sociale non è una festa, ad un corteo non c’è mai troppa o troppo poca gente. Ad un corteo c’è sempre chi ci deve essere» scrivevo un anno addietro. Ne sono ancora convinto. Convinto, si, ma perplesso. Confuso perché ancora non capisco cosa serva alla gente per svegliarsi, per rendersi conto che si è davvero giunti alla situazione del non ritorno, che la democrazia in questo Paese è un miraggio, che continuiamo a permettere che i più “giuridicamente” – perché in un sistema fondato su una legittimità legale-razionale si ragiona così – deboli siano continuamente schiacciati, perché permettiamo di essere noi stessi schiacciati, pronti anche noi a far valere la nostra forza, a scaricare il nostro odio sugli ultimi, rispondendo come automi agl’input dell’autorità. Un esodo di proporzioni bibliche, 300mila profughi, 10mila al giorno, li mandiamo in Europa, ci invadono, vogliono rubarci il lavoro, se ne stiano a casa loro, Gheddafi ci garantiva dall’immigrazione, viva Gheddafi, viva Gheddafi! Questi i messaggi che – quasi impercettibilmente – attraversano lo stivale, questo il terrore del diverso che si propaga giorno per giorno, che spinge gli immigrati stessi a non scioperare, ad andare a lavoro temendo le ripercussioni da parte dei padroni, temendo l’arrivo di persone disposte a farsi sfruttare per la metà del denaro per il quale si fanno sfruttare essi stessi.

Nourredine è la torcia umana di Palermo, come Jan Palach a Praga, come Mohammed al-Bouazizi a Tunisi. Tocca a noi adesso fare in modo che rassomigli all’uno o all’altro, tocca a noi cercare la strada da seguire per cambiare. Tocca a noi trovare la nostra thaura, la nostra rivoluzione. Altrimenti toccherà sempre a noi – e ne avremo la responsabilità – scegliere di aspettare e sopportare, attendere anche un tempo infinito, sacrificando anime, corpi, vite alla crudeltà di chi ci comanda, e un giorno – quasi senza rendercene conto – qualcosa cambierà. Un giorno.


إن شاء الله






domenica 6 marzo 2011

8 marzo, Messina: Presentazione dell'antologia "Verrà domani e avrà i tuoi occhi" [Compagnia delle Lettere e Movimento Primo Marzo]


Presentazione del libro "Verrà domani e avrà i tuoi occhi"

Casa editrice Compagnie delle Lettere

Martedi 8 marzo 2011 ore 15,30

Casa del Tango - Via Castellammare n. 6 Messina

a cura delle associazioni Stranieri come Noi, Puerto de Buenos Aires, Bookcrossing Messina e Comitato 1 Marzo Palermo


A illustrare e commentare il libro sarà Tindara Ignazzitto, referente del Comitato Primo Marzo di Palermo, docente di italiano lingua seconda presso la Scuola di lingua italiana per stranieri dell'Università di Palermo e autrice del portale siciliano su intercultura e cultura della pace http://www.stranieromavero.it/

L'articolo che segue è di Cristina Sebastiani, una delle scrittrici dell'antologia, ed è stato pubblicato il 22.02.11 su Corriere Immigrazione:

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"I racconti finalisti del concorso del Comitato Primo Marzo e della casa editrice Compagnie delle Lettere vedono finalmente la luce nell'antologia "Verrà domani e avrà i tuoi occhi" per promuovere i valori della mixité e dell'integrazione sociale. La casa editrice Compagnie delle Lettere nasce con la vocazione della letteratura della migrazione. Quando è uscito il comunicato stampa per annunciare la nascita di questa raccolta di racconti, più di una persona mi ha detto: perchè ci sei anche tu? non sei migrante. L’antologia si chiama “Verrà domani e avrà i tuoi occhi” ed è a cura del Movimento Primo Marzo (http://www.primomarzo2011.it/).

Io non sono migrante e non lo sono nemmeno alcune altre delle persone che scrivono con me in questa antologia, altre lo sono, altre ancora lo sono solo perchè è l’Italia ad appiccicar loro un etichetta che non desiderano: questa è la migrazione e questa è la risposta.

La migrazione è fatta di spostamenti e di passaggi, di modifiche e di cambiamenti, anche le etichette cambiano. Oggi sappiamo che l’emigrato non è più solo quello che parte per l’America con la valigia di cartone in mano – magari parte per una verde Università svedese che gli offre benefit da favola inimmaginabili in Italia per avere il privilegio di disporre della sua intelligenza oppure parte per l’Africa a fare ricerca sociale sul campo o a coltivare un campo con metodi eco-sostenibili mai sostenuti dalle nostre parti. E sappiamo che l’immigrato a volte è nato qui e condivide la nostra stessa italianità (sempre che esista un concetto così netto), ma le leggi non sono ancora pronte, poverine, a dirlo italiano; a volte è nato all’estero da genitori di nazionalità differenti che hanno viaggiato e scoperto luoghi e culture prima di stabilirsi in Italia, e porta in sé prima di tutto se stesso e poi la somma di tutto ciò da cui viene; a volte è nato in un villaggio nomade, in una caotica megalopoli asiatica, a volte ha studiato, altre volte non l’ha potuto fare, a volte è partito per scelta, in aereo e con i vestiti eleganti, altre volte è scappato e nessuno può veramente raccontare quello che ha passato. E anche noi, nati, cresciuti, alimentati da quest’aria e questa terra, siamo cambiati: non siamo più quelli della generazione dei nostri genitori, la migrazione è nel nostro sangue, nessuno può dirsi esente, e tutti possiamo avere qualcosa da dire.

Ecco cos’è questa antologia, il paziente lavoro di selezione e raccolta di racconti di “letteratura delle migrazioni” di un gruppo di persone, scrittori e scrittirici, poeti e letterati, studiosi e anche dilettanti che hano in comune il fatto di avere qualcosa da dire sulla migrazione. Qualcosa di importante, che non anticiperò nei dettagli di ciascuno perchè sarebbe come raccontare la fine del film. Qualcosa che non è nemmeno il solito banale, schieramento, di storie-fotografie di immigrati, più o meno tragiche, più o meno complicate: qui dentro c’è carne, cuore, pensiero e azione, c’è tutta una nuova società.

Leggetela.

I racconti sono di Julio Monteiro Martins, Giorgio Nardi, Christiana de Caldas Brito, Savina Dolores Massa, Michele Zizzari, Claudiléia Lemes Dias, Aurora Filiberto Hernandez, Paolo Piccoli, Lorenzo Mazzoni, Kathiusca Toala Olivares, Guergana Radeva, Irina Serban, Enrica Boffetta, Flore Murard-Yovanovitch, Ingy Mubiayi, Alfredo Chiatello, Cristina Sebastiani, Simone Silva, Antonia Piredda, Judicael Ouango Kiswendsida".


venerdì 4 marzo 2011

8 marzo, Messina: Spicchi di cultura a confronto. Esperienze di integrazione al femminile

Il tuo Cristo è ebreo e la tua democrazia è greca.
La tua scrittura è latina e i tuoi numeri sono arabi.
La tua auto è giapponese e il tuo caffé è brasiliano.
Il tuo orologio è svizzero e il tuo walkman è coreano.
La tua pizza è italiana e la tua camicia è hawaiana.
Le tue vacanze sono turche, tunisine o marocchine.
Cittadino del Mondo, non rimproverare il tuo vicino di essere straniero.


Siamo tutti "stranieri" agli occhi degli altri, noi compresi.

Ma se tutti siamo stranieri, nessuno è straniero: vi pare?




L’associazione “Stranieri come Noi”, in collaborazione con i sodalizi “Puerto de Buenos Aires” e “Messina Futura” e in raccordo con Anolf Messina, Centro di Mondialità Senza Frontiere e Movimento Primo Marzo Palermo, organizza un Incontro-dibattito sul tema:

"Spicchi di cultura a confronto. Esperienze di integrazione al femminile”

Martedi 8 marzo 2011 Sala Consiliare

ore 10,30 Provincia Regionale di Messina

L’incontro, a cui parteciperanno tra l’altro studenti e docenti dei maggiori licei cittadini, vedrà donne di diversa origine raccontare la loro “esperienza Italia” con particolare riguardo al loro inserimento nel tessuto sociale, culturale ed economico di Messina.


Sede dell'Associazione Stranieri come noi:
Messina, Via Castellammare n. 6
InfoPoint: Messina, Via Ugo Bassi n. 123
Tel. 3939080172











YOUnipa: 24 ore senza di noi! [reportage e interviste audio]

1 marzo 2011
sciopero nazionale dei migranti
Stringi la mano ad un altro amico

No al razzismo! non chiediamo niente di speciale, ma solo gli stessi diritti di un qualsiasi cittadino italiano. No ai pregiudizi. No alla legge Bossi-Fini sull’immigrazione. No allo sfruttamento dell’immigrazione. Nessuno è clandestino: siamo tutti Noureddine!

Erano questi gli slogan e i messaggi lanciati ieri durante lo sciopero dei migranti a Palermo dal titolo “24 ore senza di noi”. Uno sciopero nazionale che unisce autoctoni e immigrati, che da voce a chi si ritiene estraneo dal clima razzista presente oggi in Italia ed è impegnato nella promozione dei diritti dei migranti. La forma dello sciopero è stata scelta per provocare blocchi e disagi in modo da far percepire maggiormente alla popolazione l’importanza dei migranti per la società.

Quello dell’1 marzo è un movimento apartitico, non violento e laico che è già alla seconda edizione, con la numerosa partecipazione di tutte le associazioni della società civile che ogni giorno lavorano per la difesa e il rispetto dei diritti umani.

Il corteo, che simbolicamente ha raggiunto il centro della città partendo dal mare, si proponeva di diffondere informazioni sui diritti umani e le libertà fondamentali dei migranti. L’obiettivo principale della manifestazione è stato quello di sottolineare il contributo che milioni di lavoratori stranieri danno alle economie e ai benesseri dei paesi ospitanti e di origine, la lotta contro la discriminazione e il razzismo (in particolare in questa edizione contro il razzismo istituzionale), la promozione della convivenza, del rispetto delle regole, delle pari opportunità e del dialogo.

Lo sciopero è stato dedicato a Noureddine Adnane, il ragazzo marocchino di 27 anni che da diversi anni viveva e lavorava a Palermo legalmente e che si è dato fuoco in segno di protesta a causa delle continue pressioni da parte della Polizia Municipale. Un gesto che deve sicuramente essere ricordato e deve soprattutto tormentare le coscienze di chi si accanisce contro questa gente innocente abusando del proprio potere.

Non potevano mancare le associazioni universitarie e degli studenti (Al Janub, HYRO, CSF e AINRAM) che ogni giorno cercano di sensibilizzare i loro coetanei verso questi temi, dando esempio di lotta contro l’intolleranza e la xenofobia.

C’ero anch’io per YOUnipa ed ho avuto modo di intervistare Valentina Ricciardo, presidente dell’associazione Al Janub, e Bou Sufi, un ragazzo palermitano figlio di genitori tunisini che cura il blog L’angolo del patriota.

Intervista a Valentina Ricciardo, Presidente di Al Janub

Intervista a Bou Sufi

mercoledì 2 marzo 2011

Primo Marzo 2011, Palermo: Video del TeleGiornaleSicilia sul Corteo del Primo Marzo 2011 a Palermo dedicato a Noureddine Adnane

A Palermo un corteo per ricordare Noureddine Adnane, l'ambulante marocchino di 27 anni, che alcune settimane fa si è cosparso di benzina e si è dato fuoco, dopo che alcuni vigili urbani gli avevano sequestrato della merce. Il servizio di Tgs firmato da Paola Camillo.
Fonte: GDS.it





“Primo marzo” in ricordo di Noureddine

Si svolgerà oggi l’ultima giornata della manifestazione Primo marzo di sciopero e mobilitazione dei lavoratori migranti per dire no alla Bossi – Fini e al razzismo istituzionale e affermare i diritti di tutte e di tutti, ricordando Noureddine Adnane, l’ambulante regolare morto a Palermo per essersi dato fuoco come segno di protesta dopo l’ennesimo controllo ed il sequestro della merce da parte dei Vigili urbani.

Alle 10:00 nell’aula magna della Facoltà di Lettere e Filosofia (viale delle Scienze) si svolgerà un incontro su Il diritto allo studio come diritto alla cittadinanza e all’inclusione e la proiezione del film Una scuola italiana, documentario sulla scuola Pisacane di Tor Pignattara, per anni simbolo dell’integrazione tra diverse comunità.

Alle 15:00 al Dipartimento Studi su Politica, Diritto e Società (piazza Bologni) si terrà un dibattito a cura dell’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (ASGI) sul tema Ancora migranti tra accoglienza e detenzione.

Alle 17:00 partirà simbolicamente dal mare a Porta Felice il corteo, con destinazione finale piazza Bologni e a partire dalle 21:00 inizierà La notte nera, festa, cibo e musica nel cuore della città multietnica, la piazza di Santa Chiara a Ballarò.

Fonte: Rosalio.it
 
 

A sud d'Europa: Sciopero degli stranieri il primo marzo “Ventiquattro ore senza di noi”








“Diritto al lavoro, diritti e sicurezza nel lavoro, orgoglio per una nuova cittadinanza fondata sulla mixité, ma inevitabilmente anche sciopero”. Sono le parole d’ordine che caratterizzeranno le prossime “24h senza di noi”, ovvero lo sciopero che gli stranieri organizzeranno domani, martedì 1 marzo, in tutta Italia, con una manifestazione che si configura come giornata di vera e propria mobilitazione partita dal basso per sottolineare la rilevanza economica e sociale dell’immigrazione.

La prima edizione, quella dell’anno scorso, ha toccato oltre 60 piazze e coinvolto più di 300mila persone, inaugurando una stagione di impegno e di lotta, di rifiuto dei ricatti e dello sfruttamento, passata dallo sciopero delle rotonde in Campania alle occupazioni della gru e della torre a Brescia e Milano, da Pomigliano a Mirafiori, dalle mobilitazioni degli studenti allo sciopero dei metalmeccanici, poi marcata dalle manifestazioni antirazziste a Bologna, Firenze, Trieste e in tante altre città italiane. Stagione che ha avuto come protagonisti ovviamente gli immigrati e la società civile.

“La situazione italiana di oggi è diversa da quella di un anno fa e forse ancora più grave. Non c’è stata un’altra Rosarno - si legge nell’appello nazionale del “Movimento Primo Marzo” - ma gli effetti della crisi si sentono sempre di più e colpiscono soprattutto migranti: in migliaia rischiano di perdere il permesso di soggiorno, in migliaia che il permesso non lo hanno vengono indicati come criminali e condannati al lavoro nero gestito dai caporali. Per tutte e tutti vige il ricatto quotidiano del razzismo istituzionale. La questione della cittadinanza rimane insoluta e centinaia di giovani, nati o cresciuti in Italia, continuano a sottostare a una legge, che non riconosce loro diritti né cittadinanza. Le rivoluzioni di piazza che stanno attraversando il Nord Africa segnalano un’aspirazione alla libertà, che ha nelle migrazioni una delle sue declinazioni, e che sta portando a un prevedibile aumento degli sbarchi (per altro mai interrotti) sulle nostre coste: di fronte a tutto questo la risposta italiana si sta rivelando ipocrita e inadeguata. Si evoca ancora una volta un inesistente “stato di emergenza” solo per non rispettare il diritto di asilo ed evitare di accogliere le persone che continuano ad arrivare. Mentre si lotta per la democrazia in Nord Africa, non possiamo accettare la logica razzista dell’ ”aiutiamoli a casa loro”, perché i migranti ci dicono che si combatte anche per muoversi e cambiare le proprie condizioni di vita”.

In questo particolare quadro, gli immigrati dimostrano di essere ancora di più una forza: producendo una parte consistente del Pil (11%); alimentando le casse dello Stato con le tasse e i contributi previdenziali; sopperendo con il loro lavoro di cura alle carenze strutturali del welfare italiano. “Rappresentano, però, una parte attiva e determinante anche nella costruzione di una società diversa, più ricca, variegata, multiculturale e capace di guardare al futuro. Senza di loro, senza i bambini figli di migranti e coppie miste - prosegue il documento -, l’Italia sarebbe oggi una nazione destinata a estinguersi. Tutti loro sono soprattutto una forza politica per costruire una società diversa, per non limitarsi a difendere i diritti, ma per reagire ai ricatti conquistandone di nuovi. Per questo lanciamo un appello affinché domani sia una nuova grande giornata di sciopero e mobilitazione per i migranti e con i migranti. Ai sindacati chiediamo, invece, di attivarsi a tutti i livelli per sostenere concretamente i lavoratori, stranieri e italiani insieme, che decideranno di astenersi dal lavoro nelle fabbriche, nelle cooperative e in tutti i luoghi di lavoro più o meno formali”.

La difesa del diritto al lavoro e degli altri diritti fondamentali rimane, quindi, una battaglia che riguarda tutti, non solo per ragioni etiche o altruistiche. Purtroppo, però, proprio gli immigrati diventano il terreno su cui oggi sperimentare le politiche repressive che colpiranno domani segmenti sempre più ampi di popolazione.

Ecco anche perché diventa necessario che i lavoratori e gli aspiranti tali, italiani e stranieri indistintamente, comprendano che la loro unione e la solidarietà reciproca sono indispensabili per contrastare questa pericolosa deriva. I molti, da più parti, lo hanno già capito. Allo sciopero di domani aderiscono, per esempio, Gran Bretagna, Germania, Spagna e Austria, come pure il Senegal, luogo simbolo dello schiavismo, dove per l’occasione verrà ufficializzata la “Carta Mondiale dei Migranti”, alla cui stesura ha dato un grosso contributo anche il movimento “Primo Marzo”.

“Per una Palermo unita contro il razzismo istituzionale” è lo slogan che caratterizzerà l’1 marzo palermitano, rivendicando i diritti di tutti quegli stranieri che “la legge Bossi Fini costringe aessere clandestini prima di potere diventare regolari”. Partendo dalla considerazione che “i diritti non hanno colore”, il capoluogo siciliano, ma non solo, dedicherà la giornata di domani a Noureddine Adnane, il giovane marocchino, che da dieci anni viveva e lavorava legalmente a Palermo, purtroppo morto il 19 febbraio.

Veramente tante le iniziative in programma, come numerose sono quelle che già da qualche giorno stanno animando la città e che, per esempio, sia oggi sia domani vedranno prendere corpo una serie di incontri nelle scuole tra mediatori culturali e studenti sul tema dell’immigrazione. A partecipare, l’anno scorso, alla prima edizione dello “sciopero dei migranti”, è stata una quindicina di istituti di ogni ordine e grado. L’obiettivo é, però, quello di lavorare sempre di più con le scuole che solitamente non hanno la possibilità di incontrare gli stranieri perché nelle zone in cui ricadono non ce ne sono. Entusiasmante fu, per esempio, l’esperienza che fecero nel 2010 due classi del liceo classico “Vittorio Emanuele”, vivendo una giornata da stranieri nei luoghi in cui lavorano e vivono la loro quotidianità gli immigrati di Palermo. E’ ovvio che si tratta di un percorso da seguire oltre l’1 marzo.

Ma andiamo avanti. La giornata di domani si aprirà alle 10 nell’aula magna della Facoltà di Lettere e Filosofia di viale delle Scienze, con una tavola rotonda su “Il diritto allo studio come diritto alla cittadinanza e all’inclusione”, organizzata in collaborazione con la Scuola di Lingua italiana per Stranieri dello stesso Ateneo palermitano. Sarà una riflessione sulla situazione nelle scuole del nostro territorio, rispetto alla presenza di alunni con cittadinanza straniera, arricchita dalla proiezione del film “Una scuola italiana” e dagli interventi di ragazze e ragazzi di origine straniera che hanno frequentato la scuola nel nostro Paese. Con l’occasione si potrà acquistare “Verrà domani e avrà i tuoi occhi”, antologia di racconti meticci, pubblicata dalla casa editrice “Compagnia delle Lettere” in collaborazione con il “Movimento Primo Marzo”. Un’iniziativa da sostenere, anche perché il 40% del ricavato è destinato a sostenere le iniziative per l’edizione 2011 della manifestazione. Il volume si potrà, però, anche ordinare, sempre a 12 euro, scrivendo all’e-mail primomarzo2010palermo@gmail.com Importante indicare nell’oggetto “Verrà domani + il numero di copie richieste”.

Si proseguirà alle 15, al “Dipartimento Politica, Diritto e Società” di piazza Bologni 8, con una riflessione, organizzata dall’associazione “Studi giuridici sull’immigrazione”, sul tema “Ancora migranti tra accoglienza e detenzione”. Il momento clou per tutta la città sarà, però, il corteo, che partirà alle 17 da Porta Felice per raggiungere Piazza Bologni, dove ci si ritroverà tutti insieme per conoscersi e confrontarsi sul senso di questa particolare giornata.

Chi, poi, vorrà concludere in allegria, non ha che da partecipare alla “Notte Nera”, che da Santa Chiara a Ballarò animerà il cuore della città multietnica con tanto cibo, musica e voglia di fare festa a cura delle associazioni e delle comunità straniere.

Un’occasione unica per cercare di entrare in contatto con un mondo, quello dei migranti, che chiede di essere conosciuto, abbattendo le barriere e i pregiudizi che solitamente creano paura. E che impediscono un dialogo e un confronto alla pari con persone che vengono da realtà geografiche e culture diverse, ma che non hanno alcuna voglia di portare altrove le guerre e le violenze da cui molti di loro scappano.

Articolo di Gilda Sciortino




1° marzo 2011, Palermo: In diretta per Radio Onda d'Urto le voci del Forum Antirazzista e del Comitato Primo Marzo dal corteo

Fra le piazze più significative d’Italia segnaliamo Palermo che ospita una tre giorni antirazzista in ricordo di Noureddine Adnane, il venditore ambulante marocchino di 27 anni morto nel reparto grandi ustionati dell’Ospedale Civico di Palermo dopo essersi dato fuoco per protestare contro l’ennesimo sequestro della sua merce dai locali vigili urbani. Previsti incontri nelle scuole, un corteo cittadino e una speciale “Notte nera” con festa, cibo e musica nel quartiere di Ballarò, cuore della città multietnica.



A Palermo, la città di Noureddine manifestazione questo pomeriggio con un corteo che partiva da Porta Felice, dopo una tre giorni antirazzista in ricordo venditore ambulante marocchino di 27 anni morto nel reparto grandi ustionati dell’Ospedale Civico di Palermo dopo essersi dato fuoco per protestare contro l’ennesimo sequestro della sua merce dai vigili urbani locali.




 

1 MARZO: GIORNATA DI SCIOPERO E MOBILITAZIONE PER I DIRITTI DI TUTTI

Notizia scritta il 01/03/11 alle 12:06.
Ultimo aggiornamento: 02/03/11 alle: 16:14

Aggiornamenti:

Ore 19.00 : molto partecipato e colorato il corteo a Padova. Nel pomeriggio una delegazione ha incontrato i funzionari della prefettura per ottenere risposte alle richieste del blocco delle espulsioni a seguito della recente sospensiva del Consiglio di Stato.

Ore 18.30: Si manifesta anche a Torino, una manifestazione che assume una valenza maggiore visto che è proprio di oggi la notizia che un immigrato tunisino di 46 anni si è dato fuoco nel cortile dell’Ufficio immigrazione della questura dopo che gli era stato rifiutato il permesso di soggiorno.

A Palermo, la città di Noureddine manifestazione questo pomeriggio con un corteo che partiva da Porta Felice, dopo una tre giorni antirazzista in ricordo venditore ambulante marocchino di 27 anni morto nel reparto grandi ustionati dell’Ospedale Civico di Palermo dopo essersi dato fuoco per protestare contro l’ennesimo sequestro della sua merce dai vigili urbani locali.

Presidio anche a Brescia in piazza della Loggia che ha visto la partecipazione di un centianio di persone e che si concluderà alle 19.

Ore 17.15: Manifestazione rinviata a domenica a Rosarno a causa del cattivo tempo, una manifestazione che doveva ricordare Marcus, il lavoratore gambiano morto a novembre scorso per una polmonite perchè viveva al freddo nelle campagene di Gioia Tauro.

Anche a Roma questo pomeriggio manifestazione per i diritti dei migranti. Da piazza Aldo Moro è partito un corteo ” siamo tutti libici, siamo tutti egiziani, siamo tutti tunisini” che ha visto uniti immigrati antirazzisti e studenti e che si concluderà in Piazza Esquilino.

Ore 16.30: è iniziato da poco più di un’ora il presidio regionale a Bologna in una piazza Nettuno che si sta riempiendo sempre di più e nel corso del pomeriggio potrebbe partire anche un corteo.

Anche a Napoli questa mattina circa un migliaio di immigrati e antirazzisti si sono ritrovati in piazza Garibaldi, per poi dirigersi verso piazza Plebiscito. Sempre in mattinata una trentina di attivisti del Centro sociale Insurgencia hanno occupato la sede dell’ispettorato del lavoro di Napoli, dove hanno affisso diversi striscioni contro il razzismo e contro lo sfruttamento, denunciando la mancanza di intervento dell’ispettorato che non effettua controlli nei cantieri e nelle campagne della zona. Dopo alcune ore di occupazione gli attivisti hanno ottenuto un incontro con i dirigenti dell’ispettorato del lavoro.

Scioperi, presidi, cortei e manifestazioni in tutta la penisola nell’ambito della “giornata senza di noi”, giornata di sciopero e mobilitazione per i diritti dei migranti, contro il razzismo istituzionale, la legge Bossi-Fini e la sanatoria truffa. Sono circa 40 le citta’ italiane interessate dalle iniziative. In mattinata si sono svolti cortei a Napoli e Reggio Emilia, mentre a Bologna si sono svolti scioperi in diverse aziende e un centinaio di attivisti della Rete antirazzista Welcome ha occupato l’area intorno al CIE del capoluogo emiliano, tra il muro di cinta e le cancellate. A Padova contro la sanatoria truffa prosegue l’occupazione dell’impalcatura della Basilica del Santo.

Un primo elenco delle aziende bolognesi che aderendo all’appello del Coordinamento Migranti Bologna e provincia hanno scioperato, vede la Ducati, la Bonfiglioli riduttori di Lippo di Calderara, la Titan di Crespellano, l’Euroricambi di Crespellano, la Mape spa di Bazzano, la Toyota di Bologna e la MD di Bargellano; hanno scioperato anche le lavoratrici dell’albergo Holiday Inn Fiera di Bologna.

Un centinaio di attivisti e attiviste della rete antirazzista Welcome ha occupato l’area tra la cancellata ed il muro di cinta del CIE di Bologna al grido di: “Liberta’ per tutti e tutte”. All’interno i prigionieri hanno salutato l’iniziativa con cori ed urla ed hanno poi incendiato materassi e lenzuola.

Sempre nel capoluogo emiliano c’e’ stata una iniziativa di sciopero studentesco con presidio davanti all’Istituto professionale Fioravanti, dove la presenza di studenti di seconda generazione e’ dell’80% e successivo corteo fino alla Provincia.

A Padova, dopo quattro giorni di presidio permanente, davanti alla prefettura, alcuni migranti sono saliti ieri sera sull’impalcatura della basilica di Sant’Antonio per protestare contro la sanatoria truffa 2009. Poco prima erano stati ricevuti dai responsabili della prefettura, un incontro però che si è risolto con un nulla di fatto. Nel frattempo un presidio spontaneo di migranti e antirazzisti si è formato sotto la basilica.

In mattinata corteo meticcio a Reggio Emilia dove c’e’ stata anche una contestazione nei confronti della Provincia per gli stretti rapporti con il regime libico di Gheddafi.

A Napoli prima della manifestazione attivisti della Rete Antirazzista hanno occupato la sede dell’Ispettorato del lavoro per protestare contro la mancanza di controlli nei confronti dello sfruttamento e del lavoro nero imposto ai migranti.

A Brescia, il presidio organizzato dal Comitato primo marzo di Brescia, si svolgera’ dalle ore 15 alle 19 in Piazza Loggia.