Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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mercoledì 29 febbraio 2012

ll 1° marzo 2012 torna lo sciopero degli stranieri "Primo Marzo- Un giorno senza di noi" organizzato dalla Rete Primo Marzo, in tantissime città italiane

ll 1° marzo 2012 torna lo sciopero degli stranieri
"Primo Marzo- Un giorno senza di noi"
organizzato dalla Rete Primo Marzo

Tutti in piazza contro la legge Bossi-Fini. Contro il razzismo istituzionale. Per una regolarizzazione slegata dal lavoro. Per la chiusura immediata dei C.I.E.

LO SCIOPERO. Bolzano: piazza della mostra presidio con mostra fotografica ore 14.00-19.00; Milano: presidio e interventi in piazza Duomo ore 17.30-19.30; Lecco: presidio e interventi in piazza Diaz ore 18.00; Reggio Emilia: presidio piazza Prampolini ore 10.00-13.00, nei giorni 2 e 3 marzo volantinaggio e sensibilizzazione sulla sanatoria truffa ore 10.00-13.00 in piazza Prampolini.
 Bologna: Moveparade con Coordinamento Migranti e On the move, generazioni in movimento corteo da piazza dell’Unità ore 9.00; Campagna di sensibilizzazione L'Italia sono anch'io e LasciateCIEntrare ore 10.00–12.00; presidio in piazza Maggiore ore 16.00 microfono aperto; concerto Hip Hop ore 19.30; Padova: iniziativa davanti alla Prefettura; Imola: presidio e interventi piazza Caduti della libertà presidio ore 17.30 e a seguire assemblea pubblica via Morelli, sala Aurora, ore18.30; Udine: Comune ore 15.00, convegno “Immigrazione e diritti di cittadinanza”; Firenze: corteo da piazza Santissima annunziata ore 16.00 con arriva in piazza Santa Maria Novella e comizio conclusivo; Roma: iniziativa sulla comunicazione con Italiadue le generazioni in onda e Compagnia delle lettere, diretta Radio Popolare Network, 103.3 Mhz dalle ore 18.30 al Brancaleone; Napoli: corteo da piazza Garibaldi a piazza Pleibiscito ore 9.00; Campobasso: presidio in piazza municipio ore 18.00 e ore 20.00, via Muricchio, sala Alphaville, proiezione del film “Benvenuti in Italia”; Bari: presidio e manifestazione piazza Umberto, ore 16.30-19.30; Oristano: iniziativa dedicata a Rossella Urru in piazza Roma ore 16.00-17.30 e ore 18 al centro servizi culturali proiezione del film di Fred Kuwornu "18 IUS SOLI-Il diritto a essere italiani”; Palermo: dip. G.Mosca, piazza Bologni 8, aula Sturzo ore 10.00 convegno “ La tutela dei migranti contro le discriminazioni”; Vittoria: aula consiliare del Comune ore 17.30 convegno cittadinanza, legalità, sviluppo: l’immigrazione al tempo della crisi”; Corleone: (28 febbraio) aula consiliare, piazza Garibaldi, ore 12.00 convegno “Corleone: da terra di emigrazione a città di accoglienza”; Termini imprese: (29 febbraio) ore 10.30, sala conferenze ex padri riformati, piazza Sant’Antonio, convegno “immigrazione: l’inclusione è sicurezza”; Alcamo: (2 marzo) piazza Cullo, collegio dei gesuiti ore 10.00: “immigrazione, cittadinanza e cooperazione: la Sicilia al centro del mediterraneo”; Montevarchi: Ginestra fabbrica della conoscenza, ore 18.00 via della Ginestra 21; Agrigento: manifestazione a Porta di Ponte ( altezza villetta "N.Gallo"), ore 18.00 - 20.00.

MODALITÀ PER UNA PIAZZA COLORATA IN GIALLO:

Copripassaporto
Il colore di riferimento di Primo marzo è tradizionalmente il giallo, scelto per la sua neutralità politica e perché è considerato il colore del cambiamento. Ogni piazza italiana, a seconda delle modalità scelte dai gruppi locali, sarà riempita di foulard, spille, nastri e palloncini gialli; bandiere per chi è costretto al lavoro in casa come badanti o collaboratrici domestiche. Sono inoltre previsti eventi a tema, interventi di migranti e flash-mob in cui simbolicamente si taglierà un lungo nastro giallo indicando così la rottura dei confini e l’abbattimento delle frontiere. Nelle scuole s’invitano i ragazzi ad indossare indumenti gialli. Vi invitiamo, quindi, a usare già da oggi un braccialettino o un nastrino di questo colore come segno di riconoscimento.

Il Copripassaporto: quest’anno in ogni piazza italiana verrà distribuito un copripassaporto la cui stampa, scaricabile da internet, riporterà il primo e l’ultimo articolo della Carta mondiale dei migranti di Gorèe www.wcm-cmm.org. 

 


Per informazioni:
ufficio stampa 342 7265787
primo.marzo.ufficio.stampa@gmail.com

di Rete Primo Marzo

1 marzo, Palermo: Convegno "La tutela dei migranti contro le discriminazioni"



Fulvio Vassallo Paleologo, Univ. di Palermo
Profili costituzionali ed internazionali del prin­ci­pio di uguaglianza e del divieto di discriminazioni

Gaetano Pasqualino, avvocato
Lineamenti normativi in materia di divieti di discriminazioni

Daniele Papa, avvocato
La discriminazione degli stranieri nell'accesso ai rapporti di lavoro

Giorgio Bisagna, avvocato
Discriminazioni in materia di iscrizione anagrafica dei cittadini stranieri e poteri di controllo della polizia locale

Angelo Raneli, avvocato
Profili discriminatori dell’«emergenza nomadi» in Italia

Clelia Bartoli, Università di Palermo
Razzismo istituzionale e responsabilità di sistema

Ci saranno inoltre interventi di diverse associazioni, tra cui:

Tindara Ignazzitto, Rete Primo Marzo e associazione “Giù le frontiere”
Il Primo Marzo 2012 contro il razzismo istituzionale e la precarietà

Alberto Biondo, Laici Missionari Comboniani
L'Osservatorio contro le discriminazioni razziali «Noureddine Adnane»

CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud
Una proposta di coordinamento anti-tratta. La prospettiva della cooperazione internazionale

L'Arca (Federazione Associazioni e Comu­ni­tà Immigrate) e Asantesana onlus

Gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza che partecipano al convegno hanno diritto a 1 CFU previo superamento di un esame orale.


venerdì 17 febbraio 2012

1 marzo 2012, Italia: Un giorno senza di noi, senza operai, braccianti, infermieri, muratori, imprenditori, colf e badanti. È lo sciopero degli immigrati.

La Repubblica, 15-02-2012 

VLADIMIRO POLCHI

ROMA - Un giorno senza di noi, senza operai, braccianti, infermieri, muratori, imprenditori, colf e badanti. È lo sciopero degli immigrati. Riparte il passaparola su internet: il terzo appuntamento è fissato per il prossimo primo marzo. "Nel 2010 e 2011 - si legge nell'appello del comitato promotore 1  - in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro la legge Bossi-Fini. La data del primo marzo è diventata così un punto di riferimento importante e anche quest'anno vogliamo che sia un giorno di mobilitazione".

Gli "scioperi" del 2010 e 2011. Più che di sciopero si dovrebbe parlare di "mobilitazione". Le esperienze dei due anni passati ne sono la riprova: salvo parziali astensioni dal lavoro in alcune fabbriche del Centro-Nord (soprattutto in Emilia-Romagna), lo sciopero, in senso tecnico, degli immigrati non ha funzionato. Perché? Tanti i motivi: primo, i sindacati non hanno voluto, né potuto, indire uno sciopero su base etnica; secondo, i lavoratori stranieri sono facilmente ricattabili dai datori di lavoro (difficile pensare allo sciopero di un bracciante) e lavorano in molti casi in nero; terzo, gli immigrati sono spesso divisi e non un corpo omogeneo capace di muoversi compatto. Ma l'iniziativa (soprattutto nel 2010) non è stata un flop: decine di manifestazioni locali e buona visibilità mediatica della protesta.

E ora il tam tam sulla rete riparte.

Dopo i fatti di Firenze. "La mobilitazione - scrivono i promotori del Primo marzo - questo anno è ancora più importante dopo l'uccisione a Firenze di Samb Modou e Diop Mor. È ora di fare chiarezza e dire che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere.  È così nel contratto di soggiorno per lavoro e nella presenza dei Cie. È stato così nella sanatoria truffa del 2009 e nella logica dei flussi. È così per i figli dei migranti che, compiuti 18 anni, devono sottostare alle impossibili regole di un permesso di soggiorno per studio, o diventare subito braccia da sfruttare con un permesso per lavoro".

Le richieste. Diverse le richieste con le quali il primo marzo si scenderà in piazza: "Per l'abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i Cie in Italia e in Europa; per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia; per dire no al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno; per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno".


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1 marzo 2012: Appello per una mobilitazione nazionale contro il razzismo istituzionale e la precarietà
 
Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini, mentre in decine di piazze si sono avuti presidi, cortei e iniziative. Lo hanno fatto autonomamente, trovando il supporto di tanti lavoratori e lavoratrici e di tante RSU. 

Migliaia di persone hanno manifestato con i migranti, mostrando che anche nella crisi si può lottare insieme per i diritti di tutti. La data del primo marzo è diventata così un punto di riferimento importante: anche quest’anno vogliamo che sia un giorno di mobilitazione e sperimentazione di nuove forme di lotta.
 


Questo è ancora più importante dopo i pogrom di Rom come quello di Torino e l’uccisione a Firenze di Samb Modou e Diop Mor. Un omicidio razzista che ha visto una grande reazione il 17 dicembre, guidata da migliaia di migranti scesi in strada a Firenze. E’ ora di fare chiarezza e dire che il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere.
 

È così nel contratto di soggiorno per lavoro e nella presenza dei CIE (ex-CPT).
E’ stato così nella sanatoria truffa del 2009 e nella logica dei flussi.
E’ stato così nella creazione dell’emergenza profughi dopo le rivoluzioni in Nord Africa e nel mancato riconoscimento di fatto del diritto d’asilo.
È così per i figli dei migranti che, compiuti 18 anni, devono sottostare alle impossibili regole di un permesso di soggiorno per studio, o diventare subito braccia da sfruttare con un permesso per lavoro.
E’ così nel principio di un permesso di soggiorno “a punti” e nella tassa sul permesso di soggiorno, che vorrebbe scaricare sul salario dei migranti il costo di queste politiche. I migranti pagano le tasse e i costi della crisi come tutti gli altri lavoratori e lavoratrici e la nuova tassa andrà a sommarsi a tutto questo, a quanto già oggi costa rinnovare il permesso e ai 30 euro che si devono inspiegabilmente pagare alle Poste.
 


Se non si punta a cambiare radicalmente questo stato di cose che produce gerarchie e clandestinità, denunciare il razzismo diventa un gesto ipocrita.
La condizione migrante non è separata da quella di tutti gli altri, ma con la sua specificità mostra tendenze e dinamiche che ci coinvolgono tutti, in particolare sul terreno del lavoro. D’altro canto la condizione dei migranti è diversa da quella di tutti gli altri, perché solo per i migranti la precarietà e la crisi economica possono portare alla detenzione amministrativa e mette a rischio il permesso di soggiorno. Fuori da ogni retorica della solidarietà, quindi, riconosciamo che la clandestinità politica dei migranti e il razzismo istituzionale hanno reso tutti più insicuri. Per questo vogliamo scendere nuovamente in piazza assieme e allargare la mobilitazione contro una precarietà sempre
più diffusa.
 

Le lotte portate avanti dai migranti in questi anni hanno insegnato che non ci possono essere miglioramenti reali senza il protagonismo diretto. Lo sciopero del primo marzo ha fatto vedere in più che è possibile scioperare al di fuori delle logiche tradizionali, che la lotta sui posti di lavoro può unire là dove le leggi e la precarietà dividono.
 

Nella crisi economica e di fronte a leggi che producono razzismo e divisioni, vogliamo rilanciare un movimento che porti a cambiare questo stato di cose. Per questo lanciamo una mobilitazione diffusa su tutto il territorio, con iniziative articolate in base alle diverse possibilità e capacità, che non si esaurisca nella data del primo marzo, nello spirito della Carta dei Migranti approvata a Gorée (Senegal) e sulla base di alcuni principi condivisi:
 

· Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;
· Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;
· No al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;
· Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per il riconoscimento di fatto del diritto d’asilo senza ritardi, lungaggini e discrezionalità;
· Contro la precarietà, e per un welfare non basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;
· Per costruire insieme uno sciopero di tipo nuovo ancora più grande, capace di unire e cambiare questo stato di cose.
 

Per adesioni: primomarzo2010comitati@gmail.com


1° marzo 2012: è iniziata la mobilitazione nazionale che porterà il 1 marzo allo "sciopero dei migranti"

"Il Primo Marzo a Palermo
comincia con il ricordo di
Favour e Loveth."
Tindara Ignazzitto
Fiaccolata a Palermo 
il 16 febbraio 2012
(Foto di Sergio Di Vita)
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Di seguito un articolo sul Primo Marzo pubblicato su Il Manifesto

L’iniziativa era partita dalla Francia, e loro riportavano in Italia un sentire che non partiva dalla politica ma che la politica investiva: quello di vivere, con le proprie esperienze quotidiane, i propri sentimenti, la propria vita, in una realtà “meticcia”. Sui posti di lavoro, a casa, a scuola, nelle strade, nei luoghi di evasione e infine anche in quelli di impegno politico. La provocazione dello “sciopero” – a cui pure un giorno sarebbe bello arrivare, ma che come “applicazione pratica” trova da sempre grandi obiezioni nelle stesse rappresentanze sindacali, a partire da principi giusti (i lavoratori stranieri sono come tutti gli altri, non va creata né rivendicata differenza sui posti di lavoro), ma infine  anche “conservatori”, palle al piede che impediscono di osare quel salto in più, che invece sarebbe necessario – non è mai stata messa effettivamente in campo.

Il 1 marzo è diventato un giorno di presenza, di voce, ma anche – sempre di più  nonostante siano sparite le vaste eco che hanno accompagnato il primo anno – la capacità di fare un punto politico. Non è un caso che sarà il 1 marzo la giornata in cui si dirà che va tolta la “patente al razzismo”, con un richiamo esplicito alla riforma della “patente a punti” in salsa maroniana. Uno scandalo vero: la visione distorta, punitiva e maccheronica dei rapporti tra lo Stato e i migranti fatta legge. Ma è anche una giornata che sopravvive, nonostante tutto, con l’intento di offrire un occasione per riconoscersi. E’ bello che l’appello, che copio qui sotto, inviti tutti a indossare sin da subito un nastro giallo o qualcosa di simile. Facciamolo.

VIA LA PATENTE AL RAZZISMO: I PUNTI SONO FINITI

Il primo marzo del 2010 e 2011 in decine di città italiane lavoratori migranti e italiani hanno scioperato assieme contro il razzismo istituzionale della legge Bossi-Fini avviando così un protagonismo diretto sui temi politici nodali per la nostra società, dimostrando come si possa lottare insieme per i diritti di tutti.

Il razzismo non è solo un fenomeno culturale, ma si appoggia su leggi e provvedimenti amministrativi che considerano i migranti come braccia da sfruttare o nemici da combattere: uno stato di cose che produce gerarchie e clandestinità.

La condizione migrante, infatti, non è separata da quella italiana, ma con la sua specificità mostra tendenze e dinamiche che coinvolgono tutti, in particolare sul terreno del lavoro. Ma al contempo è diversa perché solo per i migranti precarietà e crisi economica possono portare a una detenzione amministrativa che mette a rischio il permesso di soggiorno e le scelte di vita relative a un processo migratorio costruito in anni di lavoro, impegno, rimessa in discussione dei propri parametri culturali e modi di vita.

Nella crisi economica e di fronte a leggi che producono razzismo e divisioni, vogliamo rilanciare un movimento che porti a cambiare questo stato di cose. Così, anche quest’anno per il primo Marzo, richiamiamo a una mobilitazione diffusa su tutto il territorio nazionale nello spirito della Carta dei Migranti approvata a Gorée (Senegal), sulla base di principi condivisi che difendono la libera circolazione delle persone e l’esercizio di una piena cittadinanza fondata sulla residenza e non sulla nazionalità. In tal senso intendiamo avviare un percorso che non si esaurisca nella data del primo marzo, ma unisca le persone in un filo giallo sovranazionale, cancellando le frontiere culturali che ancora ci limitano. Ciò è ancora più importante in Italia dopo i pogrom di Rom come quello di Torino e l’omicidio razzista a Firenze di Samb Modou e Diop Mor, che ha visto una grande reazione il 17 dicembre.

·     Per l’abrogazione della legge Bossi-Fini, la cancellazione del contratto di soggiorno per lavoro e la chiusura di tutti i CIE in Italia e in Europa;

·     Per la cittadinanza immediata ai bambini nati in Italia;

·     No al permesso a punti e a nuove tasse sul rinnovo del permesso di soggiorno;

·     Per una regolarizzazione generale di chi non ha un permesso di soggiorno, senza truffe e senza produrre altre gerarchie, per il riconoscimento di fatto del diritto d’asilo senza ritardi, lungaggini e discrezionalità;

·     Contro la precarietà, e per un welfare non basato sullo sfruttamento e l’esclusione di alcuni;

·     Per costruire insieme uno sciopero di tipo nuovo ancora più grande, capace di unire e cambiare questo stato di cose.


Per informazioni a stampa, radio e tv

Telefono ufficio stampa: 342 7265787

Per interviste, inviare e-mail di richiesta all’ufficio stampa
poi chiamare: 366 5044328


Gruppo nazionale su Facebook 


Modalità di piazza:

Il colore di riferimento di Primo marzo è tradizionalmente il giallo, scelto per la sua neutralità politica e perché è considerato il colore del cambiamento.

Ogni piazza italiana, a seconda delle modalità scelte dai gruppi locali, sarà riempita di foulard, spille, nastri, palloncini gialli e le bandiere per chi è costretto al lavoro in casa, come badanti o collaboratrici domestiche. Sono inoltre previsti eventi a tema, interventi di migranti e flash-mob in cui simbolicamente si taglierà un lungo nastro giallo indicando così la rottura dei confini e l’abbattimento delle frontiere. Nelle scuole s’invitano i ragazzi ad indossare indumenti gialli.

Vi invitiamo, quindi, a usare già da oggi un braccialettino o un nastrino di questo colore come segno di riconoscimento.


In molte città italiane sono attivi comitati locali che lanceranno a breve i numerosi eventi sul territorio.

E’ il terzo anno che una variegata realtà di persone – singole, associazioni, coordinamenti, uomini, donne, grandi, piccole – danno vita a questa giornata. Che è stata un po’ un’anomalia nel panorama dell’antirazzismo italiano – da cui ha avuto sicuramente l’appoggio – però si è contraddistinta per modalità e parole nuove. Le donne che iniziarono tre anni fa a parlare – a partire da Facebook – della possiblità di indire un giorno di sciopero dei migranti in Italia erano un gruppo di amiche italiane e straniere.
Per info e contatti con il gruppo di Palermo
primomarzo2010palermo@gmail.com  3397458087



domenica 12 febbraio 2012

18 febbraio, Bologna: Rete Primo Marzo 2012 contro razzismo istituzionale e precarietà e incontro di formazione CIE e CARA Istruzioni per l'uso?




Anche quest'anno la rete Primo Marzo sarà in molte Piazze d'Italia.


Come da informazioni inviate in precedenza, l'appello della mobilitazione del 2012 è contro il razzismo istituzionale e la precarietà.

Durante l'ultima assemblea, aperta a tutte le realtà, è stata elaborata la nostra piattaforma politica nazionale, che accompagnerà il vostro documento locale verso il 1 marzo.

Tra i diversi appuntamenti sul territorio nazionale, organizzati dalle realtà locali, segnaliamo la giornata del 18 febbraio a Bologna.
 
La rete I marzo intende riflettere sui temi,  razzismo istituzionale e precarietà,  lanciando il primo di una serie di appuntamenti in programma a Palermo, Napoli, Oristano e Milano. 
Ricordiamo che il movimento Primo Marzo è stato uno dei convinti sostenitori della giornata mondiale contro il razzismo, il 18 dicembre, che ha mobilitato numerose persone in tutto il mondo adottando la carta mondiale dei migranti.
 S’inizia quindi sabato 18 Febbraio a Bologna discutendone con:
  • - Cécile Kyenge Kashetu - Portavoce nazionale primo marzo, Associazione Giù le Frontiere
  • - Clelia Bartoli - docente di "Diritti umani" nella facoltà di giurisprudenza dell'università di Palermo
  • - Alessandra Ballerini – Avvocato ASGI
  • - Sara Saleri - European Alternative Italia
  • - Pap Diaw - ingegnere, rappresentante comunità senegalese di Firenze
  • - Mirco Pieralisi - insegnante, consigliere comunale Bologna.
  • - Giorgio Grappi e Sene Buz - Coordinamento Migranti Bologna
Sabato 18 Febbraio 2012
Sala Silentium, dalle ore 15.30 alle ore 19
Quartiere San Vitale, Vicolo Bolognetti, 2  - Bologna

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Sempre il 18 febbraio al mattino, nell'ambito della campagna "Lasciatecientrare", la rete primo marzo collabora alla formazione dei giornalisti presso l'ordine dei giornalisti dell'Emilia Romagna a Bologna: 
 
“CIE e CARA – Istruzioni per l’uso?”
Incontro di formazione ed approfondimento con i giornalisti 
 
Bologna – 18 febbraio 2012 – ore 9.30
Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna
Strada Maggiore 6 - 40125 - Bologna


lunedì 9 gennaio 2012

15 gennaio, Firenze: Giornata di discussione aperta a tutti per la III edizione del Primo Marzo 2012


Ai comitati territoriali Primo Marzo
All' associazione Giù le Frontiere per un mondo senza muri
Alle realtà associative operanti nell’ambito dell’immigrazione
Alla rete seconde generazioni
Alla rete antirazzista



Domenica 15 gennaio 2012 a Firenze

presso la sede dei Missionari Comboniani in via G. Aldini, 2
ore 10.00 – 16.00

giornata di discussione e confronto APERTA A TUTTI

per lanciare insieme la terza edizione di

UNA GIORNATA SENZA DI NOI - PRIMO MARZO 2012
e individuare le parole d'ordine che la caratterizzeranno.

PER DISCUTERE,  DIALOGARE , PROPORRE E UNIRE LE NOSTRE IDEE SULL'IMMIGRAZIONE. AGIRE CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO PER I DIRITTI DI TUTTI E DI TUTTE.

Per la rete Primo Marzo
Cecile Kashetu - portavoce

Avviso importante

E’ gradito un cenno di riscontro da parte delle realtà associative che intendano partecipare. Per coloro che provengono da lontano, possibilità di pernottamento presso la casa dei comboniani: 25 euro la notte (cena e colazione). E' richiesta una conferma almeno 3 giorni prima. Contributo al pranzo 5 euro.

Per info e adesioni: primomarzo2010comitati@gmail.com

-----  Massima diffusione  -----

Alcune settimane fa in seguito ad incontri sul territorio è stato elaborato un documento (che alleghiamo di seguito) che potrebbe essere un punto di partenza per la riflessione di domenica 15 gennaio. L'assemblea essendo aperta a tutte le realtà saranno ben accette altre proposte per l'elaborazione di una piattaforma politica comune.
 
 
 LA DATA
La data del 1° marzo rappresenta un appuntamento ineludibile, non solo per comunicare le idee e la piattaforma politica della Rete, ma anche perché è entrata nella coscienza di tante persone e realtà associative. Tuttavia, una data acquisisce importanza nel tempo soprattutto in virtù dei contenuti e delle azioni che ad essa si collegano. La giornata del Primo Marzo ha un’indiscutibile rilevanza mediatica, ma rappresenta soprattutto l'occasione per ampliare e approfondire la visione dei fenomeni migratori e delle loro implicazioni nel mondo attuale, in particolare nel contesto italiano e europeo. In maniera del tutto naturale, la questione dei diritti dei migranti conduce alla questione dei diritti di tutti, come abbiamo spesso evidenziato sin dalla nascita della Rete.
 
QUALITÀ DEL LAVORO, SCIOPERO E METICCIATO
La particolarità della Rete Primo Marzo è stata e rimane quella di far emergere questioni e tematiche altrimenti misconosciute o relegate in ambiti associativi ristretti o di carattere puramente istituzionale. Tra queste:
- la qualità del lavoro del migrante, tema che ha caratterizzato il Primo Marzo 2011, in collegamento con altri movimenti e in relazione ad altri temi ed ambiti di lotta, come quello della precarietà;
- lo sciopero come diritto delle persone e non come patrimonio esclusivo delle organizzazioni sindacali;
- il meticciato, che ha da sempre caratterizzato tutte le nostre azioni.
Il cuore della discussione è stato sempre e deve continuare ad essere la condizione dei migranti. Il fatto di solidarizzare con i migranti nella crisi è un modo di poterne uscire insieme. In altre parole, "associarsi" non è una questione di mera "identificazione" nella condizione del migrante, ma piuttosto di vivere insieme gli stessi problemi e insieme individuare le soluzioni.
 
ATTUALITÀ E INTERNAZIONALIZZAZIONE
Il Primo Marzo, sia in quanto data sia in quanto Rete, non è mai stato vissuto soltanto come realtà genericamente antirazzista. D'altra parte, il fatto di sostenere e promuovere altre iniziative - come la Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati del prossimo 18 dicembre 2011 - rappresenta la possibilità di "attraversare" pienamente la nostra epoca ed è quindi un fatto positivo.
La Rete Primo Marzo, nata da un'iniziativa internazionale come lo Sciopero degli stranieri - 24 ore senza di noi, ha ulteriormente allargato il proprio raggio d'azione a livello internazionale, grazie all'iniziativa della Carta Mondiale dei Migranti. Non a caso, il 19 novembre scorso, in occasione di una Tavola rotonda di presentazione della Carta a cui hanno preso parte i referenti di Marocco, Sénégal e Mali, la
nostra portavoce, Cécile Kyenge, è stata invitata ad illustrare la situazione italiana. Il 22 ottobre 2011, con il lancio della campagna europea contro i Centri di detenzione, la Rete Primo Marzo è stata riconosciuta come il punto di riferimento italiano per la nuova campagna, che prendendo spunto dalla mobilitazione del 25 luglio LasciateCIEntrare, si concluderà alla fine del mese di marzo con una settimana di mobilitazione in tutta Europa per informare, sensibilizzare e consentire l’accesso ai diversi Centri di identificazione ed espulsione, con l’eventuale sostegno di parlamentari regionali, nazionali ed europei.
Anche inseriti in una dimensione internazionale, tuttavia, non perdiamo d'occhio la specificità del nostro Movimento: il Primo Marzo ha dato voce, attraverso quello che chiamiamo meticciato, alla questione del lavoro in generale e del lavoro migrante in particolare. La questione dello sciopero resta centrale e va perseguita con maggiore energia.
 
METODOLOGIA DI LAVORO
La questione della metodologia di lavoro è un punto centrale che la Rete si propone di prendere in particolare considerazione. In tutte le fasi che prevedono un contatto con le persone non ancora sensibilizzate ai temi proposti, verrà posta una cura particolare nella ricerca di linguaggi adeguati ad una loro maggiore comprensione ed accettazione. Si potrà perciò considerare la possibilità di introdurre elementi artistici nelle modalità di comunicazione, prendendo in considerazione ad esempio il linguaggio teatrale ed altre strategie di comunicazione, come la traduzione di contenuti salienti in lingue diverse dall'italiano, che possano renderli più accessibili a un pubblico più largo e vario.
 
SCENARI POSSIBILI
Fatte salve l’importanza e l'inderogabilità soprattutto della data del 1° marzo, e la convinzione che la questione della migrazione è centrale e prioritaria, bisognerà tuttavia tener presente, in tutte le scelte di percorsi, scadenze, metodi e forme di comunicazione, che la maggior parte della popolazione mondiale è concretamente e psicologicamente assorbita dalla crisi, sia nei suoi aspetti veritieri che in quelli presunti, e che essa è oggi potenzialmente più disattenta rispetto a temi che non la "toccano direttamente". Occorrerà dunque adeguare le proprie scelte pratiche anche alla luce di tale assunto e della ulteriore consapevolezza che dalla disattenzione si può facilmente passare a forme ancora più gravi di intolleranza, esclusione e razzismo.
 
FUTURO PROSSIMO
La Rete si propone di organizzare nella seconda metà di gennaio un'Assemblea Nazionale dei Migranti aperta a tutti, allo scopo di elaborare una piattaforma politica comune di ampio respiro. Le parole chiave che porteremo avanti nel corso del prossimo Sciopero degli Stranieri del 1° Marzo 2012 e per tutto il 2012 emergeranno anche da questa assemblea.
Ferma restando l'importanza di mantenere uno stretto rapporto tra il tema della precarietà del mondo del lavoro in generale e la precarietà dei migranti, occorre tenere ben presente anche le specificità della condizione migrante, e in particolare la sua estrema ricattabilità. Vanno pertanto evitate forme di protesta che, in base al principio del "non aver nulla da perdere", possano esporre i lavoratori migranti a gravi conseguenze penali e/o amministrative.
 
http://primomarzo2010.blogspot.com/
http://www.facebook.com/pages/Primo-Marzo-2011-Sciopero-degli-stranieri/127593393957894
http://globalmigrantsaction.org/sn_displayfull.php?row_ID=186
 


venerdì 16 dicembre 2011

17 dicembre, Firenze: RAZZA UMANA. Manifestazione contro l'Italia razzista



RAZZA UMANA
Manifestazione contro l'Italia razzista

Quel che è successo a Firenze non è la conseguenza di un'isolata follia, ma il prodotto dell'intolleranza promossa dal razzismo istituzionale. Come accaduto pochi giorni fa a Torino con l'incendio pianificato di un campo Rom e le violenze contro i Tamil a Palermo, l'uccisione di due senegalesi e il grave ferimento di un terzo, mostrano che l'intreccio tra razzismo delle istituzioni e razzismo da bar continua a produrre il suo orrore.


Per la legge Bossi-Fini i migranti sono solo braccia da sfruttare, da riccattare o da richiudere in un CIE senza documenti. Questa, anche, è la radice del razzismo presente oggi in Italia: se è lo Stato stesso a fare dei migranti i

nemici, bisogna alzare la voce contro le leggi sbagliate.

Mentre si discute della finanziaria, vogliamo dire a chi pensa che siano questioni separate, che senza lottare contro il razzismo istituzionale non sarà nemmeno possibile uscire dalla crisi e dalla precarietà, che è stata costruita in questi anni anche sulla pelle dei migranti legando il permesso di soggiorno al contratto di lavoro.


Anche per questo dobbiamo reagire, tornare in piazza a fianco della comunità senegalese, dei rom e di tutte le vittime del razzismo:


- per lottare assieme a loro contro la cultura dell'odio

- per una società multiculturale e solidale, che riconosca i diritti
delle persone e la libertà di circolazione
- per chiedere a questo governo segnali di discontinuità reali
rispetto alla vergognosa politica di quello che lo ha preceduto.

Aderiamo alla manifestazione di sabato 17 dicembre a Firenze in P.zza
Dalmazia alle ore 15:00 e invitiamo tutti a partecipare

Rete Comitati 1° Marzo


venerdì 18 novembre 2011

20 novembre, Palermo: Migranti, missione compiuta?



Domenica 20 novembre dalle ore 10.30
Via Giovanni Grasso 13/a (accanto mercato Ballarò)
Palermo, Italy

Sinistra Ecologia Libertà vi invita alla prima giornata di incontro-confronto sul tema delle migrazioni. Dalle navi della vergogna ormeggiate al porto per giorni alle testimonianze delle comunità che popolano la nostra città. Dallo sfruttamento nei campi alle recenti aggressioni avvenute a Palermo.


Tanti, troppi diritti negati. Ma anche tante possibili soluzioni.

Dalle 10.30 per tutta la giornata si svolgeranno dibattiti, proiezioni, mostre fotografiche e documentali.

E poi musica e danza dal vivo, cucina multietnica, ed altro ancora...

All'iniziativa hanno dato la loro adesione numerose associazioni e comunità, tra cui Askavusa, Youth in Action, A Sud, Primo Marzo, la comunità tunisina, la comunità senegalese, la comunità bengalese, la comunità tamil...

PROGRAMMA

10.30 - Apertura dei lavori : dibattito aperto dedicato all'ascolto delle esigenze dei migranti e sulla creazione del fenomeno "emergenza".

Fra gli altri interverranno:
Fulvio Vassallo Paleologo
Adam Raslen
Tindara Ignazzitto
Abdoullaye Ba detto Lai
Daniela Tomasino
Nomen Beji
Vincenzo Figlioli

13.30 - Pranzo Tunisino (€ 7,00)

15.00 : Ripresa dei lavori con la creazione di tavoli di lavoro per l'elaborazione di proposte

Dalle 17.30 Proiezione dei video:

"La terra (e)strema" di Enrico Montalbano

"Né più né meno. La scuola Pisacane" di Lucio Arisci

"Shukri, una nuova vita" di Rossella Schillaci

A seguire dibattito con gli autori.

20.30 CENA MULTIETNICA

21.00 AFRICAN N'GUEWEL GROUP (percussioni e danze senegalesi)

22.00 LIVE - FAMIGLIA DEL SUD

Evento su Facebook



lunedì 7 novembre 2011

Per non dimenticare mai: 2 novembre ad Imola

PER NON DIMENTICARE MAI
2 novembre ad Imola

Sul ponte delle Acque (accesso all’autodromo) le auto, le biciclette e i pedoni passano appena curiosi di noi che attacchiamo lo striscione del 1° Marzo ad una delle balaustre. Nello striscione, giallo, c’è scritto: “Solo il razzismo ci è straniero”.

Sul parapetto di fronte, invece, mettiamo in fila e fissiamo i cartelli che compongono, ognuno con una lettera, la scritta RAZZA UMANA. E’ un’idea nata per il 1° Marzo 2010 e da allora i cartelli ci accompagnano in ogni iniziativa pubblica del Comitato ad Imola.

Mettiamo i lumini in fila sulla balaustra fino al centro del ponte, sotto al lampione che raggiungeremo quando sarà il momento di lanciare i fiori e i petali. Apriamo il quaderno (in caso qualcuno voglia scrivere un pensiero…), prepariamo il megafono, aspettiamo le cinque. Il sole, intanto, tramonta.
Abbiamo diffuso la notizia anche con un volantino che diceva: “… Porta un fiore e raggiungici sul ponte, la morte di 17.856 persone ti riguarda…”.

Puntualissimi iniziamo la lettura delle 25 pagine tratte dalle 111 che Gabriele Del Grande ha redatto dal 1° novembre 1988 al 27 settembre 2011 sul suo blog, “Fortresse Europe”, segnando meticolosamente tutte le notizie di morti migranti alle frontiere europee, specie nel Mar Mediterraneo.

Venticinque pagine “soltanto” perché abbiamo selezionato quelle che citano direttamente l’Italia, anche come meta, o il territorio italiano, escludendo i morti attorno a Malta, molto probabilmente annoverabili tra i morti verso l’Italia.

La lettura, al megafono, è accompagnata dal suono di un tamburo e un sax. Le persone arrivano e in effetti ognuna porta almeno un fiore. Molti si conoscono ma è difficile conversare sotto il racconto ininterrotto di quelle morti e delle più tragiche ma anche assurde circostanze che le hanno procurate. Così il silenzio prevale tra le persone mentre si fa buio e i lumini risplendono e le auto passano frenando un poco per cercare di capire cosa stia succedendo.

Trasmettiamo sicuramente un’immagine di commemorazione, se non altro per i fiori (molti crisantemi) e per le candele, ma di chi siano i morti che, lì sul ponte, andiamo ricordando, diventa difficile da interpretare.

Sono morti sconosciuti e senza nome e, quel che è forse ancor peggio, molte volte negati, rimossi, cancellati.

Siamo in pochi, al massimo in quaranta, e il corteo che a un certo punto si muove verso il centro del ponte è un’unica ombra scura non troppo grande. Cadono uno alla volta ma anche assieme fiori e petali giù nell’acqua, mentre l’elenco del numero dei morti continua da lontano. Immaginiamo che il fiume porti i nostri fiori al mare, sapendo bene che non sarà così. E anche se davvero qualcuno dei nostri fiori arrivasse all’Adriatico, raggiungerebbe una parte di quel Nostro Mare lontana dalle tragedie di cui stiamo ascoltando, da quei disperati, grandi e bambini, maschi e femmine, aggrappati alle reti per i tonni, mangiati dai pesci e accatastati sopra le tubature dei gasdotti.

Ma nessun luogo è così lontano da non poter essere raggiunto dalla nostra coscienza e la tragedia di queste morti, non solo per il numero, ma soprattutto per le cause, è così grande e sporca che la vergogna immensa e inarrestabile inquina tutto questo mare e risale i fiumi e arriva fino a noi.

Dal quaderno:

… in fondo al mare abbiamo lasciato un pezzo della nostra umanità… nessun voto ai politici che non si impegnino a dare diritti di cittadinanza… è questa indifferenza ad essere tragedia nella tragedia… questo “nostro mare” spazio di speranza e spazio di morte… siamo tutti migranti… ci vuole musica per continuare ad ascoltare l’elenco dei fatti e dei nomi… non si può morire così cercando la vita e la libertà… fiori e petali scivolano leggeri nelle acque del mio fiume: ma il cuore non si alleggerisce… si cantava una volta: “Nostra patria è il mondo intero, nostra legge è la libertà”. Torneremo a cantarlo? Non voglio nessuna frontiera…

Associazione Giù le frontiere
Rete primo marzo Imola



martedì 27 settembre 2011

Report del Forum delle Associazioni per l'immigrazione di Palermo del 24 settembre 2011


COMUNICATO STAMPA del 27 settembre 2011

Si è tenuta la riunione del Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo, sabato 24 settembre 2011, alla Sala Rossa dell’Assemblea Regionale Siciliana.

All’incontro hanno preso parte rappresentanze associative e istituzionali della provincia di Palermo, della Regione Siciliana e del Parlamento Nazionale.



Ha aperto i lavori il Presidente dell’Istituto Italiano Fernando Santi e animatore del Forum, Luciano Luciani, il quale ha evidenziato in primo luogo come la Regione Sicilia non sia riuscita ad approvare una legge regionale sull’immigrazione; con i diversi Governi, infatti, si sono susseguiti vari tentativi con disegni di legge diversi approntati dal Governo o da parlamentari. La Sicilia, assieme alla Lombardia e al Molise, non ha infatti una legge sull’immigrazione e considerate le emergenze di oggi, questo è un fatto molto grave. La legge nazionale 943 del 1986 costituisce un valido precedente che ha posto le basi per legiferare a livello regionale. Luciani ha fatto notare come a Palermo, al contrario di realtà come Mazara del Vallo, Marsala, Strasatti, Vittoria, Comiso, esistono decine di comunità che in gran parte non conoscono la legislazione che consentirebbe loro di inserirsi meglio nella società civile e nell’associazionismo. I quadri dirigenti immigrati secondo Luciani debbono diventare operatori di cooperazione dell’Italia con i loro paesi di origine così come gli italiani nel mondo hanno fatto in passato e tuttora operano in tal senso. Secondo Luciani gli organi di rappresentanza (Consulte, Osservatori) nella loro composizione debbono vedere fortemente presenti gli immigrati, le comunità immigrate, le istituzioni e le organizzazioni che si occupano concretamente dell’immigrazione. Ha inoltre ringraziato della presenza il dr. Antonio Grasso, Capo di Gabinetto dell’Assessore alla Famiglia, al Lavoro e alle Politiche Sociali, Prof. Andrea Piraino, il quale in precedenza ha più volte incontrato il Forum assumendo l’impegno di costituire subito un osservatorio regionale per l’immigrazione e di adoperarsi per la presentazione di un disegno di legge regionale in materia. Luciani ha infine evidenziato che più il cittadino straniero si sente parte di integrante della nostra nazione, maggiormente avviene l’inclusione sociale e la pacifica convivenza. Gli italiani nel mondo hanno fatto un diverso percorso all’estero. L’Associazionismo degli italiani nel mondo ha sempre riguardato quale punto di riferimento le Istituzioni italiane e l’Associazionismo e il mondo del Sindacato del loro Paese e se oggi abbiamo immigrati italiani residenti nei diversi Paesi rappresentati nelle Consulte comunali dei Comuni italiani di provenienza, nelle Consulte regionali, nei Comitati degli Italiani all’estero, nel Consiglio Generale degli Italiani all’Estero e nel Parlamento italiano, lo dobbiamo a questa diversa strategia ed organizzazione. Anche per questo più volte è stata indicata l’opportunità che le Associazioni degli immigrati in Italia ispirino la loro azione al modello delle Associazioni degli italiani all’estero, che si è reso anche utile per rafforzare rapporti di cooperazione economica e sociale tra i Paesi di accoglienza e l’Italia.

È intervenuta poi la portavoce nazionale del Movimento “Primo Marzo”, Cècile Kyenge Kashetu, la quale ha evidenziato che nella società di oggi occorre ragionare da migrante e cambiare modo di fare; l’immigrazione è un fenomeno naturale a cui occorre dare risposte concrete. La portavoce ha illustrato le due proposte  di legge sul diritto di voto e sulla cittadinanza ed inoltre ha citato il diritto di elettorato dei cittadini europei, il documento di Strasburgo del 5 febbraio 1992 e la campagna nazionale “L’Italia sono anch’io”. Occorre cambiare modalità con cui viene riconosciuta la cittadinanza: da ius sanguinis occorre privilegiare lo ius soli; bisogna abbreviare i tempi per la richiesta di cittadinanza (da 10 anni a 5), l’integrazione dei ragazzi che arrivano in Italia in età inferiore a 10 anni e che compiano tutto il loro ciclo scolastico in Italia.

Ha preso la parola poi Rosario Filoramo, Consigliere Comunale di Palermo e rappresentante della UISP provinciale, il quale ha evidenziato l’importanza di raccogliere le firme per la campagna nazionale “L’Italia sono anch’io” da parte del Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo; Filoramo ha dato la disponibilità come autenticatore per la campagna nazionale. È importante riaprire dibattiti e questioni sul tema dell’immigrazione e consegnare il documento degli atti dei lavori al Governo regionale.

Sono intervenuti inoltre al dibattito dando un importante contributo (sarà diffusa la relazione completa dei lavori) Clelia Bartoli, docente di Diritti umani presso il Dipartimento Politica Diritto e Società dell’Università degli Studi di Palermo, Claudio Lombardo dell’ARCI Sicilia, delegato dalla Presidente Anna Bucca, Giovanni Gambino dell’Istituto europeo di studi psicologici e dell’Osservatorio nazionale italiano di psicologia, Zaher Darwish, Segretario della CGIL immigrazione di Palermo, Olga Marotti, del Dipartimento Pari Opportunità Presidenza del Consiglio dei Ministri, Pippo Cipriani, animatore del Forum in rappresentanza dell’Istituto Regionale Siciliano Fernando Santi, Mohamed Riad, originario del Togo, Sirus Nikkhoo, mediatore culturale ed architetto di origine iraniana ed ex Presidente della Consulta degli immigrati del Comune di Palermo e la mediatrice culturale Delfina Nunes.


Luciano Luciani poi si è soffermato sul senso e sugli obiettivi del Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo: “esso rappresenta uno spaccato della società con varie entità quali docenti, mediatori, istituzioni e associazioni”. “A Palermo ci sono troppe divisioni e articolazioni, occorre mettere insieme tutte le esperienze e le conoscenze e fare una battaglia unitaria predeterminando le priorità e le strategie una volta per tutte.

È intervenuto poi l’On.le Tonino Russo della Commissione Cultura, Scienza ed Istruzione alla Camera dei Deputati, il quale ha evidenziato la grande passione che caratterizza tutti gli aderenti al Forum delle Associazioni. “Credo che questa battaglia sia fondamentale; senza diritti politici sono più deboli tutti gli altri diritti. In questi anni c’è stata una involuzione, non una involuzione determinata dal nuovo contesto che si è aperto; ho apprezzato tantissimo le analisi fatte dalla prof.ssa Bartoli che vanno oltre le politiche immigratorie, che sono in gran parte di tipo assistenziali. Occorre una maggiore responsabilità a livello politico e dei partiti per una maggiore partecipazione dei migranti. L’unico parlamentare di colore è del Partito Democratico, già Assessore al Comune di Roma, Jean-Léonard Touadi, ed è per tutti noi un riferimento. L’immigrazione è un processo lungo, occorre una grande responsabilità politica, solo attraverso una grande alleanza e condivisione tra migranti e italiani si possono fare grandi cose; diventa così una eccezionale risorsa. O si crea un progetto di lavoro serio al di là della critica e delle opposizione o si affossa e non saranno risolte le questioni. Occorre superare le critiche interne. Si deve fare uno sforzo in questa direzione; i fatti giungono al termine di un processo. È un processo lungo, non semplice, legato alla capacità di astrazione che si fa sui problemi. Non cadiamo nella demagogia di chi dice che gli altri fanno chiacchiere o parole. Le parole sono importanti; attraverso le parole che si usano si esprimono anche i fatti. Molte cose che sono state dette non sono chiacchiere, altrimenti non abbiamo dove andare. Sandra Zampa ha ripreso con una interpellanza parlamentare la questione dei minori immigrati. Nel pieno del dibattito alla Camera abbiamo sollevato con forza l’incongruenza di estendere l’elettorato passivo per diventare deputato al Parlamento italiano a un diciottenne non all’altezza e allo stesso tempo di non concedere il voto alle amministrative a chi risiede nel territorio, vive e dà un contributo con il proprio apporto al territorio. Si era intuito che la Sicilia aveva l’opportunità di distinguersi da altre aree del Paese del territorio europeo ma purtroppo non ha saputo fronteggiare al meglio l’emergenza umanitaria. Speriamo si possa riprendere il filo per creare la possibilità di essere un nuovo modello culturale”.


È intervenuto a seguire il dr. Antonio Grasso, Capo di Gabinetto dell’Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, ringraziando i promotori ed evidenziando che le risorse sono di meno anche dal punto di vista dei trasferimenti dello Stato. “Per quanto riguarda il disegno di legge è in fase avanzata anche grazie al Forum delle Associazioni per l’immigrazione di Palermo. Bisogna essere costruttivi e operativi dal punto di vista tecnico per promuovere i disegni di legge non da un punto di vista pregiudiziale. Il piano strategico si attuerà in piani annuali di attuazione e sarà prevista una Consulta con gli attori più utili. Si terranno presto riunioni di gruppi di lavoro che si incontreranno per discutere il disegno di legge”.

Luciano Luciani ha poi ripreso la parola dicendo che il Forum si aspetta di essere utilizzato tecnicamente per l’elaborazione del disegno di legge e chiedendo l’istituzione, con un decreto assessoriale, dell’Osservatorio regionale per l’immigrazione.
Ha concluso i lavori del Forum l’On.le Tonino Russo dicendo: “mi impegno subito con l’Assessore Regionale Piraino per vedere i tempi e le modalità: se il testo è in dirittura di arrivo non dobbiamo scoraggiarci. La prima bozza chiederemo che venga diffusa al Forum e agli altri organismi rappresentativi per permettere l’elaborazione rapida di emendamenti; ciò in modo tale che arrivi in Commissione un testo quanto più condiviso possibile”.


Forum della Associazioni
per l’Immigrazione di Palermo
Tel. 091588719 - 091320744
Fax. 091320521
Cell. 3316432911 - 3355786169




La Sicilia si doterà prsto di una sua legge regionale sull'immigrazione

L'assessore regionale alla Famiglia, alle Politiche sociali e al Lavoro On. Andrea Piraino ha confermato la condivisione della campagna nazionale "L'Italia sono anch'io" dando conferma che la Sicilia anticiperà con una propria legge il diritto di voto agli immigrati.

Cordiali saluti,
Pippo Cipriani

Forum della Associazioni per l'Immigrazione di Palermo
Tel.  091588719 - 091320744
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Cell. 3355786169

IMMIGRATI: PIRAINO INCONTRA FORUM ASSOCIAZIONI PER L'IMMIGRAZIONE
PALERMO, 26 set 2011 (SICILIAE)

Oggi, nel nostro Paese vivono oltre 5 milioni di persone di origine straniera. Una buona percentuale di loro sono bambini e ragazzi nati o cresciuti qui, che tuttavia solo al compimento del 18° anno di eta' si vedono riconosciuta la possibilita' di ottenere la cittadinanza, iniziando nella maggior parte dei casi un lungo percorso burocratico. Per fare si' che ci sia una piena integrazione, ben 19 organizzazioni della societa' civile hanno lanciato una campagna nazionale "L'Italia sono anch'io" per promuovere in ogni ambito l'uguaglianza tra persone di origine italiana e straniera.

Stamattina, l'assessore regionale alla Famiglia e alle politiche sociali, Andrea Piraino, e il capo di gabinetto, Antonio Grasso, hanno incontrato Ce'cile Kyenge Kashetu, coordinatrice nazionale del movimento "Primo Marzo", e alcuni rappresentanti del Forum delle Associazioni per l'immigrazione di Palermo, tra cui Pippo Cipriani, che hanno presentato le due proposte di legge di iniziativa popolare "Nuove norme di cittadinanza" e "Norme per la partecipazione politica e amministrativa e per il diritto di elettorato senza discriminazioni".

"Comprendo lo stato di difficolta' che vivono gli stranieri in Italia e mi sono sempre battuto in ogni ambito per debellare le disuguaglianze e le ingiustizie". Lo ha sottolineato l'assessore Piraino, che ha aggiunto:  "Dobbiamo impegnarci sempre di piu' per far si' che ci sia una totale integrazione tra cittadini italiani e stranieri".  L'assessore alla Famiglia, condividendone lo spirito e le finalita', ha fatto idealmente propri i due disegni di legge annunciando che e' in via di definizione un disegno di legge che prevedera' interventi a sostegno dei diritti degli immigrati, una consulta e un osservatorio sugli immigrati e soprattutto il diritto di voto alle elezioni amministrative. La coordinatrice nazionale e portavoce del movimento "Primo Marzo" Ce'cile Kyenge Kashetu, ha evidenziato la necessita' che si arrivi, un giorno, ad avere "un mondo senza muri che divida le genti". "Si continua ancora a parlare di immigrazione legata all'insicurezza - dice - e a terrorizzare le persone enfatizzando solo i fatti di cronaca nera e mai le buone pratiche di cui e' pieno questo paese. Accomunare gli immigrati solo alla violenza e all'insicurezza, significa aumentare il danno gia' compiuto. Troppo spesso, soprattutto nei grandi giornali, le notizie non sono riportate per far conoscere la realta' ma per distorcerla. Un esempio? Si parla delle classi scolastiche piene di stranieri, eppure gran parte dei bambini sono nati o cresciuti in Italia, del proprio paese di origine non sanno nulla, perche' chiamarli stranieri?".
ef/sl
26 set 2011 (SICILIAE)



lunedì 26 settembre 2011

25 settembre, porto di Palermo: "No a CIE galleggianti"


di Tiziana Gulotta

Il rispetto dei diritti fondamentali secondo la Carta Mondiale dei Migranti ratificata a Gorè in Senegal; un’accoglienza dignitosa dei migranti tunisini trattenuti da giorni sulle navi ancorate nel porto di Palermo; la pubblicazione dei contenuti degli accordi di respingimenti con la Tunisia e con gli altri Paesi di provenienza dei migranti.

Sono alcune tra le richieste delle Rete Primo marzo che,  ieri,  insieme con il forum antirazzista di Palermo, ha manifestato al Porto di Palermo a sostegno dei migranti tunisini giunti con mezzi aerei da Lampedusa, tra giovedì e venerdì,  e rinchiusi in navi  ancorate al porto di Palermo. I migranti sono adesso in attesa di rimpatrio. Dopo aver sostato all’ingresso principale antistante Via Amari, il presidio si è spostato verso i Cantieri navali.

Sempre  ieri, con l’obiettivo di  verificare se le condizioni dei migranti erano  al limite della tollerabilità, il deputato Tonino Russo (PD) ha chiesto di entrare nelle due navi ancora presenti nel porto. Secondo quanto riferito - si tratta di stranieri non soltanto di nazionalità tunisina - sarebbero 352, di cui 151 sulla Moby Audacia e 201 nella Moby Vincent. Tra questi,  anche  alcuni malati e feriti che si trovano attualmente all’ospedale Civico di Palermo. Ai migranti non è stato fornito alcun oggetto (lamette, forchette metalliche)  che possa essere utilizzato per atti di autolesionismo. Ed ancora, secondo quanto riferito dal deputato Russo, qualsiasi possibilità di comunicazione con l’esterno è stata impedita dal ritiro di tutti i telefoni cellulari. Infine, alle persone trattenute non è stata fornita un’informazione chiara sulla loro destinazione e sul loro futuro. All’incontro era presente, tra gli altri, la portavoce della rete Primo marzo Italia, Cecile Kyenge Kashetu.

In questo momento, la rete Primo marzo ed altre associazioni ed organizzazioni internazionali e nazionali stanno portando avanti l’iniziativa “Lasciatecientrare” con l’aiuto di parlamentari italiani che hanno chiesto di entrare nei Cie di Italia”. Proprio ieri, la Kyenge Kashetu, ha anche presentato la campagna nazionale  “L’Italia sono anch’io” che prevede la raccolta di firme per due proposte di legge di iniziativa popolare: una sulla riforma della legge sulla cittadinanza e l’altra sul diritto al voto nelle consultazioni a livello locale.