Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

Visualizzazione post con etichetta viaggio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta viaggio. Mostra tutti i post

domenica 11 settembre 2011

26 settembre, Mondello Valdesi (PA): Musiche senegalesi del gruppo Lilly con Matilde Politi & Doudou Diouf per l'inaugurazione del Centro Studi Avventure nel Mondo

Il CENTRO STUDI AVVENTURE NEL MONDO di Palermo
organizza per amici di Avventure nel Mondo ed appassionati di viaggi incontri
con video proiezioni e commenti, con ingresso gratuito, e distribuzione del giornalino
presso la sede dell’ HOTEL CONCHIGLIA D’ORO Via Cloe, 9 (angolo Via Galatea)
PALERMO MONDELLO
proiezioni che si svolgeranno ogni penultimo giovedì del mese alle ore 21.15.
Sono molto graditi simpatizzanti con le loro personali proposte di viaggio.

Il CENTRO STUDI AVVENTURE NEL MONDO di Palermo
(
Via Orfeo, 20 PALERMO MONDELLO Valdesi)
sarà inaugurato il 26 settembre 2011 dalle ore 18.

In occasione dell’inaugurazione, sarà offerto uno spettacolo etnomusicale:.

Lilly significa RADICI, in Bambara, la lingua dell'etnia
prevalente del Mali, cuore dell'antico impero Mandingue: “Nii yeri Lilly bedouguouma, Lilly bolo beta sanfe, Allah leba fete, Allah leba fete “ - Finchè le radici dell'albero sono nel profondo della terra, l'albero crescerà verso l'alto, così ha deciso Dio, così ha deciso Dio – Il gruppo LILLY propone musica nello stile tradizionale della cultura Mandingue, che si riferisce a un territorio che comprende
il Mali, Burkina Faso, Senegal,
Guinea e Costa d'Avorio.
Leader del gruppo, creato 16 anni fa in Senegal, è Doudou Diouf,
autore dei brani
  e, sul palco, alla voce, chitarra, tokhoro, djembe e danza.
Il Centro si pone l’obbiettivo di favorire presso i soci e i frequentatori di VnM
la formazione della cultura del viaggio. Vi sarà presente una ricca documentazione
su molti paesi del mondo: carte geografiche, guide, libri e opuscoli di ogni tipo.
Il Centro sarà aperto una volta la settimana; sarà presente Marcella Croce
www.marcellacroce.com responsabile del Centro, o uno dei fiduciari VnM, per con-
sentire la consultazione del materiale e per dare informazioni personalmente.
E’ prevista l’organizzazione di attività culturali quali
seminari, mostre, incontri con autori, eventi etnomusicali.

Gli incontri di videoproiezione della nuova programmazione Autunno/Inverno 2011/2012
si svolgeranno alle ore 21,15 presso i locali dell’
HOTEL CONCHIGLIA D’ORO
Via Cloe, 9 (angolo Via Galatea – subito prima del distributore IP venendo dal mare)
PALERMO MONDELLO www.hotelconchigliadoro.com

PROGRAMMA VIDEOPROIEZIONI

Calendario 2011-2012

22 SETT : ETIOPIA TERRA DEL PRESEPE VIVENTE
VIDEOPROIEZIONE DIGITALE di Marcella CROCE

26 SETT : inaugurazione CENTRO STUDI dell’ANGOLO AVVENTURA PALERMO
Via Orfeo, 20 PALERMO MONDELLO (dalle ore 18)


Tutta la programmazione è consultabile a questo LINK


 

venerdì 13 maggio 2011

23-30 luglio, Lampedusa: Primo campeggio per i diritti umani di Amnesty International

Il campeggio di Amnesty International a Lampedusa

Dal 23 al 30 luglio l'isola ospiterà
il primo campeggio per i diritti umani a Lampedusa.

Partito come esperimento condiviso e realizzato in collaborazione con associazioni e realtà locali, è diventata uno stimolante cantiere a cui vogliamo invitare tutti e tutte, per incontrare chi a Lampedusa vive, lavora, accoglie, si batte per i propri diritti e per il rispetto dei diritti degli altri; per chi si impegna per la salvaguardia della realtà lampedusana, dell'ambiente naturale, così prodigioso e così fragile; per chi non ha paura di accogliere, ma insieme pretende serietà nella risposta a una situazione unica nel suo genere.

Per fare tutto questo, il campo sarà realizzato in collaborazione con Alternativa Giovani Lampedusa e Legambiente Lampedusa.

Il programma si articolerà in incontri, dibattiti, laboratori di approfondimento e di formazione, gestiti e realizzati dai maggiori esperti di diritti umani, di comunicazione, attivismo in Italia.

A breve verrà reso disponibile il programma definitivo.

Per maggiori dettagli sul programma e per maggiori informazioni su come partecipare si può scrivere a campogiovani@amnesty.it

O telefonare: 064490220 - 328 7412913



lunedì 21 marzo 2011

marzo-maggio 2011, Palermo: I giovedì del CEDOC. Rassegna cinematografica e incontri tematici

Cooperazione Internazionale Sud Sud

ha il piacere di invitarvi all'iniziativa

I giovedì del CEDOC

Rassegne cinematografiche e incontri tematici

CEDOC - CEntro di DOCumentazione del CISS

Via G. Marconi n. 2/A - Palermo

Aprono ufficialmente le attività del Centro di Documentazione con un ciclo di rassegne cinematografiche su tre grandi filoni tematici.

Il primo appuntamento sarà giovedì 3 marzo 2011 alle ore 18.00 con la proiezione del film Caramel di Nadine Labaki (Libano, Francia, 2007, 97') che inaugurerà il I° ciclo "Bâb al-bahr: la porta del Mediterraneo" uno sguardo alle vicine culture del Mediterraneo, tra analogie e differenze. L'incontro si aprirà con un approfondimento tematico a cura di Sergio Cipolla e Alberto Sciortino.


Gli altri appuntamenti in programma sono: Il Giardino di Limoni di Eran Riklis (Israele, Germania, Francia, 2008, 106'), Il Canto delle Spose di Karim Albou (Francia, 2008, 96' in italiano) e Valzer con Bashir di Ari Folman (Germania, Francia, Israele, 2008, 87').


Il II° ciclo tematico "Popoli in viaggio", tra partenza e arrivo uno sguardo sui sentieri percorsi dai migranti, si aprirà giovedì 31 marzo 2011 con la proiezione di Come Un Uomo Sulla Terra di Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Riccardo Biadene (Italia, 2008, 61'); nelle settimane successive seguiranno Miss Little China. Sudano, Piangono, Sognano. L'Italia dei Cinesi di Vincenzo De Cecco, Riccardo Cremona (Italia, 2009, 60') e La terra (e)strema di Enrico Montalbano, Angela Giardina, Ilaria Sposito (Italia, 2009, 55').


Chiuderà la rassegna il ciclo "Lasciate che i bambini..." vite in "gioco" e diritti invisibili, che inaugurerà giovedì 21 aprile 2011 con il film Pa-ra-da di Marco Pontecorvo (Italia, 2008, 100'). I successivi appuntamenti sono: L'anno in cui i miei genitori andarono in vacanza di Cao Hamburger (Brasile, 2006, 104'), Born into brothels di Ross Kauffman, Zana Briski (India, Usa, 2004, 85'), Certi bambini di Andrea Frazzi, Antonio Frazzi (Italia, 2004, 94'), e per concludere tre cortometraggi presentati al concorso internazionale "CORTIAMO" organizzato dal Circolo di cultura cinematografica SEGNI NUOVI di Alcamo (TP): Der Lachende Hund di Shohren Jandaghian (Germania, 2008, 8.40'), Ez Babies of Africa di Alberto Cicala (Italia, 2009, 11') e Xie Zi di Marco Albano (Italia, 2010, 15').



Adotta il CEDOC, donaci un libro!
Regalandoci un libro sul tema di una rassegna puoi diventare sostenitore di un patrimonio culturale unico!
L'adozione del CEDOC ci permetterà di sostenere l'esistenza dei libri.
E' un modo per salvare i libri dalla possibile estinzione.

L'ingresso ad ogni appuntamento è gratuito e a conclusione di ogni proiezione sarà offerto un aperitivo.

CEntro di DOCumentazione - CEDOC
La grande raccolta di libri, riviste, articoli, video e mostre del Centro di Documentazione (CEDOC) costituisce un patrimonio unico nel suo genere. In 25 anni di attività, il CISS ha raccolto circa 3.000 testi (tra saggistica, narrativa e materiali grigi). A questi si aggiungono gli oltre 500 video (documentari, reportage di progetti, film sulle tematiche del sud del mondo, video didattici, etc.) che completano l'archivio del Centro di Documentazione. Qui è possibile consultare e chiedere in prestito qualunque testo del catalogo. Per tutte le informazioni è possibile consultare il sito cliccando qui.

Il Centro di Documentazione 'Paola Buzzola' si trova presso la sede del CISS di Palermo, via G. Marconi n. 2/A, ed è aperto dal lunedì al venerdì, ore 10.00/18.00. Tel. 091.7829611 - e.mail cedoc@cissong.org


Fonte: CISS




giovedì 17 febbraio 2011

20 febbraio, Palermo: Spettacolo di Teatro Giornale/Teatro dell'Oppresso Anime Migranti

Cooperazione Internazionale Sud Sud

ti invita allo spettacolo


Anime Migranti


Domenica 20 febbraio 2011

ore 18.00, Centro Santa Chiara


P.zza Santa Chiara 11 - Palermo

dedicato a Noureddine Adnane



La ricchezza e il viaggio delle “Anime Migranti” raccontati con una performance di Teatro Giornale *.

Seguiranno un momento di animazione teatrale con il libero coinvolgimento del pubblico e un aperitivo offerto da Francisca Assouan dalla Costa d’Avorio e Monouj da Mauritius e accompagnato dalla musica e danza del gruppo mauriziano ‘Clancy’.

Lo spettacolo è il prodotto finale del laboratorio teatrale "Anime Migranti", realizzato nell'ambito del progetto CISS "Il labirinto", il cui obiettivo è stato creare un gruppo che, attraverso lo strumento del teatro dell’oppresso*, potesse dialogare sull’esperienza del viaggio e della migrazione attraverso gli occhi e il quotidiano dei suoi partecipanti.

Il laboratorio "Anime Migranti", condotto da Sergio Di Vita presso il Centro Santa Chiara di Palermo, ha coinvolto ragazzi e ragazze italiani e stranieri che, incontrandosi settimanalmente, hanno deciso di mettersi in gioco attraverso una serie di giochi/esercizi e la sperimentazione di diverse tecniche di Teatro dell'Oppresso, come il Teatro Immagine, il Teatro Forum e il Teatro Giornale. Alla fine ne è nato uno spettacolo vario e ricco dove ognuno ha messo del proprio!

“Chi viaggia senza incontrare l'altro, non viaggia, si sposta”
Alexandra David-Néel


Per ulteriori informazioni:
Claudia Cassina
CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud
via G. Marconi 2/A - Palermo
Tel 091 6262694

Iniziativa realizzata all’interno del progetto ‘Il labirinto’ finanziato dal Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali ai sensi della lett. d) o lett. f) della L.383/2000 – Direttiva annualità 2008”

____________________________


* Il Teatro dell'Oppresso è una metodologia sorta negli anni '60 in Brasile, ad opera di Augusto Boal, accanto al lavoro di alfabetizzazione-coscientizzazione di Paulo Freire. È uno strumento potente e versatile per l'analisi e la trasformazione della realtà, basato sull'osservazione e lo studio dell'oppressione in tutte le sue forme, interiori ed esteriori, relazionali, microsociali, macrosociali; e sulla convinzione sperimentata che tutto l'essere umano, quando è nella sua interezza, pensa e di conseguenza agisce meglio di quando pretende di pensare soltanto con una piccola parte di sé, cioè con l'emisfero sinistro del cervello, dimenticando l'altro emisfero, le gambe, il collo, l'emozione, lo sguardo, il movimento interiore che si traduce in movimento esteriore, e viceversa, l'attenzione completa all'altro da me, l'ascolto-osservazione, l'empatia che si trasforma in sim-patia, dunque sentire e pensare collettivamente etc.



mercoledì 1 dicembre 2010

10 dicembre, Napoli: Spettacolo teatrale "Pulcinella Andata e Ritorno"



CISS in collaborazione con l'Associazione culturale Nakote presenta

"PULCINELLA ANDATA E RITORNO"

Venerdì 10 dicembre 2010, ore 17.00

Istituto Margherita Di Savoia
Salita Pontecorvo n. 72 - Napoli

Abbiamo voluto rappresentare attraverso la poliedrica maschera di Pulcinella il viaggio, il dolore della partenza per luoghi lontani, estranei al sentire partenopeo, evidenziando il carattere di divertimento che è un elemento imprescindibile del fare teatro …e non solo di quello. Pulcinella incarna l’uomo più semplice, quello più debole, quello che nella scala sociale occupa l’ultimo posto. Chiamato a rappresentare l’anima del popolo, i suoi istinti primitivi, appare quasi sempre in contraddizione, tanto da non avere dei tratti fissi: è ricco o povero, è prepotente o codardo, e talvolta presenta l’uno e l’altro tratto contemporaneamente.

In scena con la regia di Carlo Formigoni, Guido Primicile Carafa che firma anche le musiche, Luca Di Tommaso e Renata Wrobel, i costumi sono di Mojgan Tehrani.

Questo spettacolo popolare, giocoso, tipico della Commedia dell’Arte, affronta il ricordo delle nostre migrazioni dando spunto per affrontare i temi delle immigrazione di oggi, della tutela dei diritti, della cittadinanza attiva.

Al termine dello spettacolo sarà offerto un aperitivo con buffet.

INGRESSO GRATUITO

L'iniziativa è realizzata nell'ambito del progetto "EQUOMONDO - GIOCHI, GIOCATTOLI E SUONI DALLE STRADE DEL MONDO" finanziato dalla provincia di Napoli. Questa iniziativa è contro il "sistema"della camorra.

---

Claudia Cassina
Settore Comunicazione
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
Via G. Marconi, n.2/a - 90141 Palermo
Tel. (+39) 091.6262694
e-mail: c.cassina@cissong.org
http://www.cissong.org/


venerdì 29 ottobre 2010

4 novembre, Palermo: Inaugurazione Associazione Moltivolti Capovolti con musica e cibo etiope

Il 4 novembre l’Associazione Moltivoti Capovolti ti invita a conoscere e a condividere progetti e iniziative di cui si fa promotrice..

Matilde Politi suonerà per te mentre, rapit@ dall’aroma del caffè e dei cibi etiopi, potrai in un attimo raggiungere luoghi che non hai mai visto.

Ti aspettiamo.

Info: info@moltivolticapovolti.it
www.moltivolticapovolti.it/eventi.html
 


domenica 23 maggio 2010

27 maggio, Palermo: Presentazione viaggio di turismo responsabile in Tanzania

Giovedi 27 maggio alle ore 21,30
presso il Centro Astalli di Palermo in Piazza SS 40 Martiri n.12
avrà luogo l’incontro di presentazione
del viaggio di turismo responsabile in Tanzania
programmato per agosto 2010.
Tutti coloro i quali siano interessati o anche solo incuriositi
da una esperienza di viaggio diversa dalle solite
sono invitati a presenziare all’incontro.

Nel mese di aprile di quest’anno è nata l’associazione

Moltivolti Capovolti

Molti volti… perché sono molti i punti di osservazione della realtà.

Capovolti…perché esistono altrettanti modi per osservarla.



La prima voce dell’ articolo 3 relativo agli scopi istituzionali del nostro statuto recita:

“promozione del turismo responsabile come strumento per la creazione di occasioni di arricchimento culturale attraverso lo scambio sociale, la valorizzazione e la tutela delle risorse del territorio e la comprensione di patrimoni tradizionali differenti, finalizzato al superamento di pregiudizi e all’integrazione tra i popoli”.

Siamo solo all'inizio, ma carichi di forti motivazioni che ci spingono verso un obiettivo comune. In breve, l'idea è quella di utilizzare il viaggio come strumento per cambiare la prospettiva di osservazione di una realtà spesso legata a stereotipi. E' solo grazie al superamento di tali stereotipi che sarà possibile attivare e mantenere relazioni con l'altro/a nell'ottica dello scambio e della reciprocità. Siamo coscienti di non aver inventato niente di nuovo, però è nostra intenzione mantenere alta la vigilanza sul tema della reciprocità. Tutti i progetti nati dalle associazioni siano esse Ong, onlus, etc etc implicano, auspicano, desiderano, un cambiamento positivo nei cosiddetti "beneficiari" e noi sicuramente non ci sottrarremo a questo dovere istituzionale, ma sarà altrettanto importante considerare il nostro punto di partenza, il nostro bagaglio e quali saranno i "nostri" cambiamenti sia come individui che come società.

Al momento il nostro gruppo è formato da 4 soci fondatori, ma presto sarà allargato a nuovi soci:

Matilde Politi, antropologa e musicista, si occupa di musica popolare siciliana oltre che di recupero delle tradizioni musicali nei vari paesi del mondo e curerà quindi l’aspetto culturale e musicale delle attività dell’associazione .

Fabiana De Luca, agronoma, gestirà l'area del commercio solidale e della promozione e valorizzazione delle risorse artigianato, agricoltura e gastronomia del territorio siciliano ai fini turistici.

Roberta Vitale, avvocato, ormai da diversi anni lavora nell'ambito della cooperazione internazionale e sarà fondamentale per eventuali progetti in questo settore.

Johnny Zinna, biologo, attualmente impegnato come operatore sociale presso un centro di accoglienza per immigrati, ma “reduce” da un esperienza di un anno di cooperazione internazionale in Tanzania che metterà al servizio dei prossimi partecipanti al viaggio di turismo responsabile in Tanzania del quale vi inviamo il programma in allegato


 
Bookmark and Share

martedì 9 febbraio 2010

Illustri Visitatori e alberghi storici di Palermo

A.L.I. Ambiente Legalità Intercultura

presenta il prossimo evento in programmazione

"Illustri visitatori e alberghi storici di Palermo"
previsto per il 21 febbraio 2010 dalle ore 9.30 in partenza da AlBab.

La prenotazione è obbligatoria al numero 091/6118775 oppure 346/0553773

I biglietti dovranno essere ritirati entro e non oltre giovedì 18 febbraio presso la nostra sede di via Polara 24.

Vi aspettiamo numerosi.

La passeggiata di circa tre ore con partenza da Al Bab (piazza XIII Vittime) si snoderà da Porta Felice per le Mura delle Cattive fino a Piazza Marina, Piazza S. Francesco D'Assisi, Piazza Borsa, Quattro Canti, Hotel Centrale, per la visita del più antico tra gli alberghi cittadini ancora in attività.

L’itinerario prosegue per Corso Vittorio Emanuele, via Roma con la storia dei suoi palazzi fino all'Hotel delle Palme, che ci accoglierà all'interno delle sale più suggestive dove si concluderà il nostro itinerario.

Il Grand Tour è quel viaggio del sapere e della conoscenza, di piacere ed evasione che porta in Sicilia i rampolli delle famiglie nobili di tutta Europa, oltre ad artisti ed intellettuali che qui, nel cuore del Mediterraneo, intraprendono un percorso iniziatico alla scoperta dell'arte classica e della propria armonia interiore.Viaggio esotico ed avventuroso, da Napoli fino a Palermo con il “Postale Regio” in una traversata di tre o quattro giornata le insidie di galeotte barbaresche e poi sulla terraferma, per le mulattiere, scortati dai “campari” armati fino ai denti per prevenire l'assalto dei briganti.

Locande, alberghi, vicoli e strade di Palermo riemergono dall'oblio grazie alle parole, e commenti, le descrizioni – ammirate o indignate – degli “Illustri Visitatori” che qui hanno soggiornato.

Poeti, scrittori, musicisti, pittori, scienziati, il cui passaggio ha lasciato un segno o che a loro volta, così profondamente segnati, riportano nelle loro opere future le impressioni, le immagini e le atmosfere della nostra città.

Costo itinerario € 8 (gratis per i bambini sotto i 12 anni)

La quota comprende l’organizzazione e la visita accompagnata dalle guide della A.G.T., l’uso del supporto audio (per gruppi superiori a 25 unità).

Non è previsto l’uso del suddetto supporto per i non paganti che ne potranno usufruirne al costo di 1€. La quota non comprende quanto non indicato ne “La quota comprende”. La prenotazione è obbligatoria.

La prenotazione è obbligatoria

Info & prenotazioni
Via Polara, 24 - Palermo
Tel. 091 6118775
346/0553773
http://www.alicooperativa.com/
info@alicooperativa.com

venerdì 4 dicembre 2009

Mediterraneaonline: Viaggio nelle strade del Mediterraneo

















Viaggio nelle strade del Mediterraneo
di Gianmarco Murru

tempo di lettura stimato: 6 min

Cagliari (ITALIA)

Il numero di questo mese affronta il tema del viaggio “in strada”, in giro per il Mediterraneo.

I colori, i sapori e le avventure che possono accadere nei Paesi del mediterraneo sono assolutamente diverse da qualsiasi altro posto al mondo. Diverso, non peggiore o migliore. La peculiarità dell’ambiente mediterraneo, dobbiamo ancora scoprirla tutta, attraverso il viaggio e iniziative editoriali come quella che stiamo cercando di portare avanti noi, o come altri siti molto importanti come Bebelmed, ad esempio. Solo riconoscendo l’importanza dell’altro riesco a valutare la mia impresa, che oggettivamente sta cercando di costruirsi una strada alternativa che è fatta soprattutto di racconti di vita, quelli che ci piacciono e che costituiscono l’ossatura principale di mediterranea.

Abbiamo intervistato il fondatore e organizzatore del progetto Mediterraid Antonello Fratoddi. Un viaggio che attraversa in auto i Paesi del Mediterraneo per diffondere il messaggio di unità e di pace. Dimostrando che si può viaggiare e conoscere persone speciali proprio sotto casa nostra!

Come ha organizzato questo viaggio in giro per il Mediterraneo? Ha incontrato particolari difficoltà?

Quando, trenta anni fa, giovani avventurosi arrivammo ad Aqaba provenienti da Roma con la nostra gloriosa Renault 4, vedemmo che dal porto partiva un traghetto alla volta di Nuweiba nel Sinai.

Noi eravamo giunti alla méta del nostro viaggio e da lì dovevamo percorrere a ritroso la stessa strada dell’andata per ritornare in Italia.

La visione di quel traghetto che dalla Giordania portava in Egitto fu per noi la rivelazione che il giro avrebbe potuto continuare; dopo aver attraversato Grecia, Turchia, Siria e Giordania avremmo potuto imbarcarci per l’Egitto e poi continuare per la Libia, la Tunisia e via lungo tutto il periplo delle coste del Mediterraneo. Quell’anno tornammo indietro ma l’idea del giro completo del Mediterraneo si era ormai installata nella mia mente e periodicamente si riaffacciò negli anni successivi.

Ne dovettero passare quasi trenta perché le cose della vita mi concedessero tre mesi a disposizione per compiere quel meraviglioso viaggio. Il 15 aprile 2006, insieme a quattro compagni, partii per inseguire il mio sogno e fino al 15 luglio percorremmo tutte le coste del Mediterraneo: sedici paesi, ventiquattromila km, novantadue giorni.

Da quella volta non ci siamo più fermati e ogni anno ripetiamo la nostra avventura sotto l’egida della Associazione fondata allo scopo: http://www.mediterraid.it/.

Viaggiare nel Mediterraneo non è difficile, a patto di essere in sintonia con lo stile “mediterraneo”.

Prima della partenza contattammo tutte le ambasciate e spiegammo che avremmo voluto realizzare riprese televisive e articoli giornalistici. Apriti cielo! Si mise in moto un meccanismo perverso di permessi, moduli, spiegazioni, richiesta di dettagli su chi avremmo intervistato, come, perché, quando, e cosa avremmo filmato e dove queste immagini sarebbero state viste ecc. ecc.

Allora capimmo. Fermammo tutto e dopo un po’ ci ripresentammo a chiedere i visti come semplici turisti. A quel punto tutto divenne facile, in ogni paese siamo riusciti a intervistare e riprendere tutto quello che abbiamo voluto, solo cercando di mantenere “un basso profilo”.

Tutti ci hanno aiutato, e mai nessuno ci ha creato problemi che non si siano risolti con qualche spiegazione amichevole.

Per viaggiare nel Mediterraneo basta essere “mediterranei” e cioè flessibili, creativi, allegri, comunicativi e pazienti.

Un viaggio fatto principalmente per strada. Un modo per conoscere più profondamente i Paesi che avete visitato? La strada all’opposto di un viaggio organizzato moderno, un po’ come le esplorazioni di fine ottocento?

Quando parliamo di “Giro del Mediterraneo” tutti ci chiedono se a vela o a motore e con che tipo di imbarcazione navighiamo, solo quando spieghiamo che non ci muoviamo in acqua ma sulla terra ferma si crea una certa sorpresa.

Noi amiamo le “strade”, la polvere, la puzza di gasolio, le officine scalcinate, amiamo chiedere informazioni e perderci, fermarci nelle bettole e nei piccoli alberghi, amiamo le frontiere e i faccendieri, amiamo tutto quello che è Mediterraneo fuori dagli stereotipi e lontano dalle cartoline per turisti. E questo Mediterraneo autentico si vede solo viaggiando sulla strada.

Il “viaggio organizzato” è uno dei tanti ossimori a cui la nostra era ci ha abituato, come “libertà vigilata” o “realtà virtuale”. Il Viaggio vero non può essere organizzato. Viaggiare vuol dire “conoscere” e “scoprire”: quindi non “sapere prima” dove si andrà, dove si mangerà e dormirà, cosa si vedrà e chi si incontrerà.

Il viaggio è creazione, immaginazione, libertà di cambiare e decidere tutto all’ultimo. La sicurezza non può essere una caratteristica del Viaggio. Ormai confondiamo il Viaggio con la gita turistica. La gita turistica va bene, ti porta a vedere di persona quello che hai già visto mille volte in fotografia, ti fa stare al sicuro e ti garantisce i confort a cui sei abituato. Niente di male, ma per favore non chiamiamolo “Viaggio”.

Turisti, viaggiatori ed esploratori sono tre categorie ben distinte: i turisti hanno la prenotazione e la guida, i viaggiatori vanno alla ventura e sono pronti a tutto, gli esploratori vistano luoghi sconosciuti e difficili. Il turista è organizzato, il viaggiatore no. E “viaggio organizzato” è una contraddizione in termini.

Dopo aver viaggiato per mezzo mondo, in Paesi lontanissimi, la decisione del Mediterraneo. Un curiosità di viaggiatore o un’esigenza personale, voleva conoscere qualcosa di più profondo che ancora condiziona parte della nostra cultura?

Si, lontano si può scoprire e imparare, ma lontano vuol dire anche lontano da noi stessi.

In Mongolia, in Amazzonia, o in Mali si vede un altro mondo. E’ un’esperienza preziosa per comprendere la relatività dell’esistenza, per capire che niente è assoluto e tutto si può ribaltare. Ma in questi luoghi ti perdi, sei spaesato, “vedi” ma non “entri”, culture troppo diverse dalla tua le puoi conoscere ma non ti puoi illudere di capirle. Devi rispettarle ma saranno sempre “altro” da te.

Il Mediterraneo invece siamo noi, qui si capisce da dove veniamo, come eravamo e cosa dobbiamo conservare della nostra storia.

La cultura mediterranea che ha incontrato nel suo cammino, assomiglia in parte alla sua? Ci sono tratti comuni nei modi e nei costumi tra l’Italia, il Marocco o l’Algeria e gli altri Paesi?

Il Mediterraneo ti marchia. L’Italia, almeno al centro-sud, non è Europa, è Mediterraneo. Esiste un “Popolo Mediterraneo” che abita le coste; il mare e il sole entrano nelle coscienze. Determinano un diverso modo di concepire la vita. Forse non aiutano a produrre e a consumare, forse si lavora di più dove fa freddo e il paesaggio è grigio. Il Popolo Mediterraneo non è in linea con l’attuale tendenza mondiale di vivere per le merci. Nel Mediterraneo conta ancora il tempo perso al tavolino, le chiacchiere con gli amici, il non fare niente per percepire se stessi, nel Mediterraneo ancora non è arrivata, e forse non arriverà mai, la paura del vuoto. Quella paura che ci porta a riempire tutti gli spazi; ogni momento, ogni silenzio, ogni luogo va riempito di azioni o di merci, da produrre o da consumare. Nel Mediterraneo non è così, ed è lo stesso in Grecia, in Egitto e in Marocco.

Leggendo le notizie del vostro sito ho letto della realizzazione di un grande progetto come la fondazione del Politecnico del Mediterraneo, ma soprattutto del viaggio, ancora in corso, per portare nei Paesi rivieraschi del Mediterraneo il messaggio della assoluta necessità del rispetto dei Diritti Umani, di cui cade quest’anno il sessantesimo anniversario. Il viaggio aveva un percorso ragionato, ossia si toccavano i Paesi dove i Diritti umani hanno più difficoltà ad essere rispettati?

No, la nostra associazione non vuol fare un lavoro di denuncia, non vuole evidenziare i problemi. Non è nel nostro stile giudicare e denunciare, c’è già chi lo fa e tutti sappiamo dove e quanto i Diritti Umani non vengono rispettati. Noi vogliamo portare l’indicazione che i Diritti Umani sono importanti e bisogna conoscerli e difenderli. Poi ogni paese deve avere il tempo di evolversi e di compiere la sua parabola di avvicinamento alla democrazia e alla modernità. Lungi da noi unirci al coro di chi, dall’alto di una presunta superiorità occidentale, pretende di imporre modi e tempi di una evoluzione che in Europa, per esempio, ha richiesto secoli.

Il metodo di Mediterraid, è quello che a mio parere porta più risultati immediati nella comunicazione alle popolazioni dei Paesi visitati. Stare in strada insieme alla gente, che nella maggior parte del proprio tempo lavora, mangia, comunica in strada, è sicuramente un modo per mettersi al pari di chi ascolta. Molto più di cento conferenze accademiche, pur sempre importanti. Che risposte da parte della gente avete avuto dalla vostra iniziativa?

Prima di fondare Mediterraid abbiamo partecipato a decine di conferenze e dibattiti sul Mediterraneo, tutti utili e tutti indispensabili, ma tra pasticcini e flute di champagne, la sensazione era che mancasse qualcosa.

Quanti di quegli illustri relatori era davvero sceso in mezzo alla gente comune e quanto invece, quel mondo accademico corre il rischio di isolarsi e di elaborare teorie inattuabili “sul campo”?

Incontri, convegni e dibattiti sono utili alla diffusione della cultura mediterranea ma noi lavoriamo per portare un valore aggiunto a tali occasioni attraverso l’esperienza diretta.

Il nostro progetto, nei paesi europei, è considerato e apprezzato, ma il maggior interesse lo abbiamo sempre riscontrato nei paesi del Nord-africa e del Medio-oriente. La nostra fatica di scendere in strada senza lussi e senza confort ci ha sempre procurato una simpatia immediata e in questi paesi dove l’Occidente è percepito sempre più lontano e chiuso in se stesso, la nostra delegazione pronta a sacrificare il proprio tempo e le proprie energie è sempre stata accolta con entusiasmo dalla gente comune e dalle massime autorità.

Gli ultimi dieci anni hanno visto il Mediterraneo come nuova frontiera da esplorare da parte del mondo occidentale. Il tramonto dell’occidente risale agli inizi del 900, un testo che anticipava sicuramente la destabilizzazione che vive l’Europa occidentale. A parte l’interesse economico dei Paesi del Nord Mediterraneo verso la riva sud, c’è forse un interesse anche culturale? Ossia, forse un modo per recuperare le nostre radici storiche?

Credo che sempre di più si capisca come il Mediterraneo sia il luogo dove si incontrano, o rischiano di scontrarsi, le diverse civiltà. Occidente, Africa e Mondo Arabo nel Mediterraneo hanno la loro cerniera. Qui sono nate le religioni monoteistiche.

Cristianesimo, Ebraismo e Islam sono oggi non più solo fedi religiose ma anche il collante identitario delle rispettive culture. La radicalizzazione dell’Islam va letta come reazione a un atteggiamento occidentale colonialista e predatorio.

Nel Mediterraneo è nata la Civiltà e ora, qui, rischia di accendersi la prima scintilla di un incendio in grado di distruggerla.

E’ indispensabile tenere vivo il legame tra le sponde di questo piccolo mare che può unire o può divedere.

Quest’anno il presidente francese Sarkozy, ha orgogliosamente inaugurato l’Unione del Mediterraneo. Cosa ne pensa? Dal suo viaggio che idea si è fatta di una possibile unione tra Libia e Marocco ad esempio, oppure tra Francia e Palestina. L’Unione Africana promossa dalla Libia pare debba fare molta strada, ma questa proposta dalla Francia non rischia di essere un’idea che cade dall’alto, senza la vera partecipazione dei 43 Paesi coinvolti?

C’è voluto molto impegno da parte dei Poteri Costituiti per rendere il Mediterraneo un luogo insicuro e sede di tensioni. Un proverbio siriano dice che “le guerre sono fatte da tante persone che non si conoscono, per volontà di poche che si conoscono troppo bene”. Gli abitanti del Mediterraneo sono indolenti, fatalisti e pigri. Nessuno avrebbe voglia di combattere e di odiare.

La gente comune vuole tutta vivere in pace e desidera tutta la stessa cosa: una vita tranquilla.

I governi, gli stati e il potere, specie quello occidentale, non deve continuare a varare iniziative di facciata che teorizzano improbabili unioni che resteranno solo sulla carta. Quello che serve è che ogni paese rispetti e riconosca la sovranità degli altri e non agisca nell’ombra per dividere, sfruttare e imporre la propria influenza.

Mediterraid ha stretto rapporti con molte Istituzioni dei Paesi mediterranei. Quali sono state le maggiori soddisfazioni di queste relazioni?

Durante un convegno sul Mediterraneo a Roma, un importante esperto della materia ha aperto il suo intervento sostenendo che l’Italia può essere il portavoce della pace nel Mediterraneo perché, a differenza di altri paesi europei, non ha nulla da farsi perdonare.

Io ero da poco rientrato dalla Libia e sono saltato sulla sedia. In Italia il passato coloniale in Libia è stato rimosso. Ancora oggi, ogni anno qualche contadino libico riamane ucciso o ferito dalle mine italiane rimaste inesplose.

In Libia tutti dicono che il tempo perdona, che bisogna guardare avanti, ma nessuno dimentica le terribili malefatte del generale Graziani e dei suoi sgherri.

Durante un incontro ufficiale a Tripoli ho chiesto scusa per quello che l’Italia ha fatto negli anni venti e trenta. La platea non credeva alle proprie orecchie e da quel giorno ricevo decine di inviti da parte della Libia.

Per me è stata una grande soddisfazione dimostrare che in Italia c’è qualcuno che legge la storia in modo obiettivo ed è pronto ad ammettere anche i propri torti.

Se dovesse spiegare in due parole l’importanza del vostro viaggio?

Il nostro viaggio annuale è importante perché dimostra con i fatti che in Italia esiste la voglia di incontrare, conoscere e capire i nostri vicini. E perché crea le occasioni per parlare del Mediterraneo attraverso strumenti di comunicazione utili come il vostro giornale http://www.mediterraneaonline.eu/



Gianmarco Murru [ 01/09/2009 ]











Bookmark and Share