Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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giovedì 9 gennaio 2014

“Riammessi”: la nuova video-inchiesta di ZaLab

RIAMMESSI

Paolo Martino 
Italy, 2013 9'
SINOSSI
Saddam, Hamza e Omar si lasciano alle spalle migliaia di chilometri. Le rotte che hanno percorso partono dalle macerie della guerra afghana, dal Corno d’Africa, dal  Medio Oriente. Arrivati in Grecia, ormai a un passo dall’Europa che sognano, trascorrono mesi nelle retrovie del porto di Patrasso nel tentativo di imbarcarsi nelle grandi navi che solcano l’Adriatico. Il coraggio che mostrano nell’affrontare la traversata però non trova riscontro da parte dall’autorità portuale italiana: scoperti durante le operazioni di sbarco, i ragazzi vengono riconsegnati alla stessa nave cui avevano affidato il loro destino, "respinti" (tecnicamente si chiamano riammissioni) immediatamente in Grecia, violati nei loro diritti di richiedenti asilo e rifugiati.
SCHEDA TECNICA
Italia 2013 - 9' - di Paolo Martino 
Fotografia: Kami Fares 
Montaggio: Matteo Cusato, Sara Zavarise 
Musiche: Stefano Piro 
Interviste: Rahell Ali Mohammad 
Con il sostegno di: Open Society Foundations

sabato 25 agosto 2012

Bando per iscrizione agevolata Università Ca' Foscari di Venezia per 10 studenti stranieri in possesso dello status di rifugiato, protezione umanitaria o permesso di soggiorno per motivi umanitari

L'Università Ca' Foscari, in collaborazione con il Comune di Venezia,

ha pubblicato un bando per l'iscirizione agevolata di

10 studenti stranieri in possesso dello status di rifugiato,

di protezione sussidiaria

o di permesso di soggiorno per motivi umanitari

per l'anno accademico 2012/2013.


Il termine per presentare la propria domanda è fissato al 21 settembre 2012.

Le modalità di partecipazione sono descritte nel bando disponibile cliccando qui.

Tutte le informazioni sono alla pagina: http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=140778

e alla pagina della cooperazione allo sviluppo di Ca' Foscari, su


Ulteriori informazioni sono disponibili scrivendo a


giovedì 28 luglio 2011

Comunicato della comunità nigeriana di Mineo

Oggi pomeriggio, davanti al Cara di Mineo, una decina di migranti nigeriani ci ha pregato di far pervenire alla stampa la loro piattaforma rivendicativa, alla base della protesta odierna.

Per tutti parla F., proviene dalla Libia e ha affrontato un lungo viaggio in cui sono morti alcuni suoi amici.

F. e i suoi connazionali hanno guardato all’Italia con speranza; il loro sogno, che adesso vedono infranto, era semplicemente un’accoglienza dignitosa in un continente, l’Europa, che negli anni ha sfruttato le risorse dei loro territori suscitando anche violenti conflitti. Oggi la loro rabbia è esplosa perché l’Europa appare loro una fortezza inespugnabile.

Intanto nel campo non è possibile vivere dignitosamente: cibo di pessima qualità, difficoltà di comunicazione, carenza di mediatori culturali, difficoltà a contattare un legale, impossibilità a raggiungere a piedi il centro abitato per chi non possiede i soldi per la navetta, maltrattamenti e insulti razzisti da parte delle forze dell’ordine e di alcuni operatori (scimmia nera), repressione violenta delle manifestazioni di protesta (molti hanno addosso i segni delle manganellate e gli occhi arrossati per i lacrimogeni).


La comunità nigeriana, la più numerosa, constatato il numero altissimo di dinieghi tra gli africani, ritiene di essere vittima di una discriminazione e chiede che venga riconosciuto lo status di rifugiato a tutti coloro che provengono dalla Libia, paese dove è in atto un conflitto che, come ogni guerra, produce profughi

Per il loro diritto alla vita continueranno a lottare.

Comunità Nigeriana di Mineo

Fonte: Messaggio di Barbara Crivelli


lunedì 20 giugno 2011

20 giugno, Mineo: Nella giornata mondiale del rifugiato i richiedenti asilo di Mineo stanno manifestando di fronte al Villaggio degli Aranci e nella statale Catania-Gela

A Mineo peggiora la situazione dei richiedenti asilo

Si sono concluse ieri sera le iniziative delle associazioni antirazziste catanesi per la giornata mondiale del rifugiato. Nel pomeriggio, a differenza degli altri 4 incontri interetnici, al nostro arrivo i migranti erano pochi mentre massiccia era la presenza di carabinieri di fronte all’ingresso del villaggio della “solidarietà”. In seguito alla diffusione del volantino tradotto in varie lingue (diffuso anche nei giorni scorsi) i richiedenti asilo si sono progressivamente avvicinati formando all’inizio alcuni capannelli, dopo ci si è divisi in 2 assemblee fra francofoni ed anglofoni e per quasi 2 ore si è discusso della situazione del megaCara di Mineo;

Ciò che è emerso:

- Nonostante la manifestazione con blocco della statale del 6 giugno, la promessa di aumentare l’esame delle domande (da 2 a 6 al giorno!) è stata disattesa; la commissione lavora al rallentatore con interpreti che ancora arrivano da Roma (nonostante la disponibilità d’interpreti di madrelingua locali) e con criteri confusi (si rispetta l’ordine cronologico di chi è arrivato prima in Italia e quindi si dà priorità a chi proviene dagli altri Cara?); addirittura si impedisce l’accesso agli avvocati per difendere i propri assistiti nel ricorso contro il rigetto.

- Si continua ad impedire ai migranti di cucinare ciò che preferiscono nelle singole case (si parla di pericoli d’incendio), a parte il fatto che le singole villette sono dotate di barbecue pensiamo che si preferisca dilapidare risorse pubbliche per imporre una mensa collettiva ed un regime da caserma con interminabili file, tutti/e si lamentano della pessima qualità del cibo (non pochi hanno disturbi) e se avessero un minimo di contributo economico, con la metà di quando si spende per la mensa, potrebbero cucinare i loro cibi tradizionali;

- all’interno del Cara, con il pretesto che esso svolge anche funzioni di CDA (Centro d’accoglienza), si agisce disattendendo entrambe le normative, ai richiedenti viene concessa l’opportunità di comunicare con i propri cari telefonando addirittura 3 minuti al mese;

- Alcune decine di migranti provenienti da Lampedusa, da oltre un mese a Mineo, ancora non hanno fatto domanda d’asilo; vi sono oltre 40 minori non accompagnati, reclusi a Mineo poiché manca la possibilità d’accoglienza a Catania per esaurimento di posti ( non si potrebbe favorire l’accoglienza nei paesi del calatino con costi ben inferiori e meno segregazionisti del Vvillaggio degli Aranci?)

- I collegamenti con Mineo ed i paesi del calatino sono inesistenti, non ci vuole molto a far aggiungere una fermata ai bus di linea e/o organizzare alcuni bus navetta che colleghino il villaggio con Mineo.

E’ evidente che chi gestisce il megaCara considera i migranti come oggetti da controllare negando loro la soggettività di persone che sono sopravvissute a guerre, violenze ed hanno urgenza di costruirsi un futuro e di ricongiungersi con i propri cari. Noi invece continueremo a batterci per la chiusura di questa scellerata e disumana esperienza e per la moltiplicazione dei progetti SPRAR e per nuove politiche di reale accoglienza.

Ct 20/6/2011 Rete Antirazzista Catanese

ULTIM'ORA > Nella giornata mondiale del rifugiato i richiedenti asilo di Mineo stanno manifestando di fronte al Villaggio degli Aranci e nella statale Catania-Gela, facciamo appello ai mezzi di comunicazione ad accendere i riflettori sulle quotidiane ingiustizie e violenze che subiscono i migranti.


venerdì 17 giugno 2011

Il 20 giugno 2011 si celebra la giornata mondiale del rifugiato. Appello di Melting Pot

Non sarà una giornata come le altre. Il nostro paese infatti è travolto da un’emergenza. Non per gli sbarchi, non per il numero dei migranti approdato sulle nostre coste. Si tratta invece di una emergenza democratica, una emergenza accoglienza, un’emergenza dignità e giustizia, creata da questo Governo con le sue scelte scellerate, ancora una volta, per giocare sulla pelle dei migranti la sua partita.

Hanno istituito CIE temporanei in cui le condizioni di vita sono invivibili. Stanno trattenendo illegalmente i migranti senza il rispetto dei principi costituzionali, senza garanzie di difesa, fuori da ogni protocollo, in deroga all’ordinamento giuridico nazionale ed alle direttive europee. Hanno oscurato agli occhi del Paese ciò che avviene all’interno dei CIE e dei CARA. Hanno costruito tendopoli disumane. Intorno all’emergenza finta hanno costruito anche l’accoglienza finta, mettendo all’angolo i circuiti del sistema SPRAR per dare corpo ad un sistema di distribuzione dei migranti che non prevede diritti e garanzie abbandonando i cosiddetti “profughi” ad un destino senza prospettive. Intanto le Commissioni tardano a procedere con l’esame delle domande. Hanno abbandonato ancora una volta l’Isola di Lampedusa creando lì e altrove tante piccole e grandi situazioni di ingiustizia e di conflitto, per alimentare la retorica dell’invasione. Alcune Regioni hanno scatenato un dibattito infuocato contro l’accoglienza pur avendo sottoscritto il Piano del Governo. Non esiste nessuna garanzia di ospitalità per i migranti tunisini titolari del permesso umanitario nonostante il Piano del governo lo preveda. Hanno rimpatriato e respinto, pattugliato e stretto accordi ed intanto nel mare che ci separa dall’altra sponda del Mediterraneo si muore. Negli ultimi 4 mesi un numero di morti senza precedenti nel mare più frequentato del mondo a causa della guerra contro Gheddafi.

Le rivolte ed i conflitti del Nordafrica si sono trasformati nell’ennesima occasione per ridisegnare la mappa del confinamento dei migranti in un Paese che invece aveva bisogno di nuove pratiche di accoglienza, di una spinta per la costruzione di un vero diritto d’asilo europeo, di una nuova normativa sull’immigrazione, di nuovi diritti di cittadinanza.

Per questo facciamo appello a tutti, perché il prossimo 20 giugno 2011 i tanti luoghi del confinamento presenti in questo paese, le strade, le piazze, siano attraversate da un vento diverso.

Per una giornata di mobilitazione contro il confinamento e per l’accoglienza degna.

RETE WELCOME
ARCI
BRIGATE DELLA SOLIDARIETA’ ATTIVA
RETE PER AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE
RETE ANTIRAZZISTA CATANESE

per adesioni: redazione@meltingpot.org 

--

Nicola Grigion
Progetto Melting Pot Europa
Tel: 348 2483727


martedì 17 maggio 2011

I rifugiati potranno acquisire il diritto di residenza a lungo termine

Comune di Palermo - SETTORE SERVIZI SOCIOASSISTENZIALI
U.O. Affari Generali
“CENTRO STUDI E DOCUMENTAZIONE SULLE MIGRAZIONI”
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
Progetto “Osservatorio giuridico-legislativo sulle migrazioni”

Nelle seduta del 14 dicembre scorso, il Parlamento europeo ha approvato la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2003/109/CE per estenderne il campo di applicazione ai beneficiari di protezione internazionale.***


Cosa prevede, in buona sostanza, questo provvedimento?


Consente ai cittadini rifugiati e agli altri beneficiari di protezione internazionale di acquisire diritti di residenza a lungo termine equiparandoli agli altri cittadini immigrati lungo soggiornanti.


Inoltre, le nuove regole consentiranno ai richiedenti asilo di lunga permanenza di prendere la residenza in uno Stato membro diverso da quello che ha garantito la protezione. E’ previsto un aumento delle garanzie contro il “refoulement” (espulsione).


Gli Stati membri avranno due anni di tempo per conformarsi alle nuove norme che sono state approvato con 561 voti a favore, 29 contrari e 61 astensioni.


Regno Unito, Irlanda e Danimarca hanno deciso di astenersi dal recepire la direttiva.


*** COM(2007)0298 –C6-0196/2007 – 2007/0112 (COD)
 

venerdì 18 marzo 2011

Comunicato stampa dell'ASGI Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione: Il sistema italiano dell'asilo verso il caos: perchè?

L’ASGI esprime il proprio sconcerto per le evidenti e gravissime carenze che stanno caratterizzando la gestione degli interventi statali di accoglienza dei rifugiati in fuga dalla Tunisia e dalle altre aree di crisi. Ad un mese dall’inizio della situazione di crisi l’ASGI ritiene che il Parlamento italiano, l’opinione pubblica e la Commissione Europea debbano sapere:

1. per quale ragione non sono stati reperiti con prontezza nuovi posti di accoglienza, come fu fatto nel 2008 di fronte ad una situazione numericamente simile a quella attuale, individuando strutture idonee in tutto il territorio nazionale, in un’ottica di decentramento degli interventi;

2. per quale ragione in particolare non si è fatto ricorso alla rete dello SPRAR chiedendo ai comuni che hanno progetti attivi di allargare le disponibilità di posti e attingendo altresì alla probabile disponibilità da parte dei molti comuni che solo alcuni mesi fa avevano chiesto di entrare nello SPRAR ma la cui domanda non era stata accolta per esaurimento del fondo ordinario;

3. per quale ragione si è scelto di puntare, anche con grande enfasi demagogica, sul residence degli aranci a Mineo prevedendo irrazionalmente di deportarvi, come sta avvenendo, richiedenti asilo già accolti nei vari CARA in Italia, adducendo come motivazione quella di liberare in tal modo nei CARA posti di accoglienza per nuovi arrivi, ma in realtà producendo un gioco a somma zero posto che con tutta evidenza detta operazione non determina alcun aumento dei posti complessivi di accoglienza del sistema asilo. I trasferimenti forzati, iniziati dal CARA di Bari e che stanno avvenendo manu militari, senza alcun provvedimento individuale, oltre che comportare inutili ingentissime spese, pongono, come già sollevato da tutti gli enti di tutela e dall’UNHCR, rilevanti problemi di legittimità per lo sradicamento delle competenze in sede amministrativa e giurisdizionale. Nei trasferimenti forzati in corso non si rinviene alcun criterio di ragionevolezza ed utilità relativamente ad un esame equo e veloce delle istanze di asilo già depositate (anzi appare evidente come l’intera procedura venga fortemente rallentata) e comunque avvengono senza tenere conto delle condizioni di vulnerabilità psico-fisica di molti richiedenti (persone traumatizzate, vittime di tortura, disabili, famiglie con minori, etc.) che avevano già intrapreso percorsi di accoglienza e di cura presso i servizi socio-sanitari nei vari territori, che vengono così bruscamente interrotti.

Mentre il sistema italiano di accoglienza, incapace di fare fronte un numero di arrivi significativo ma finora del tutto gestibile, sta velocemente sprofondando verso il caos, il commissario straordinario per l’emergenza Prefetto Caruso da una settimana ignora la richiesta di incontro urgente avanzata da tutti gli enti di tutela italiani (ASGI, ACLI, ARCI, Caritas Italiana, CIR, FCEI, Comunità di S. Egidio, Ass. Senza Confine) di concerto con l’UNHCR. L’ASGI considera questo silenzio del Prefetto Caruso, un fatto gravissimo.

L’ASGI rinnova la richiesta che il Governo adotti un provvedimento di protezione temporanea ex art. 20 del D.Lgs 286/98 nei confronti di coloro che stanno arrivando dalla Tunisia e lancia un appello affinché:

a) la gestione dell’accoglienza avvenga in modo decentrato, reperendo nuovi posti su tutto il territorio nazionale, con priorità attraverso lo SPRAR evitando le concentrazioni in Sicilia e a Mineo in particolare (area che per la sua vicinanza alla base militare di Sigonella è altresì la più esposta a possibili ritorsioni militari da parte del regime libico);

b) le deportazioni forzate dei richiedenti asilo dai vari CARA vengano immediatamente sospese.




venerdì 4 marzo 2011

Centro Astalli: "No al trasferimento dei richiedenti asilo in Sicilia"

Il ministero dell'Interno intende portarli dalle varie strutture italiane nel centro unico di Mineo, vicino a Catania. Lamanna: "Spesi soldi per progetti con categorie vulnerabili, perchè interrompere il percorso?"

ROMA - "Mi domando che senso abbia spostare delle persone vulnerabili interrompendo in modo traumatico un difficile percorso di recupero che si sta portando avanti anche con un considerevole uso di risorse". A dirlo è il direttore del Centro Astalli padre Giovanni Lamanna, che mostra tutta la sua perplessità di fronte all'ipotesi avanzata dal ministero dell'Interno di trasferire nel "Villaggio della solidarietà" di Mineo, in provincia di Catania, i rifugiati richiedenti asilo dislocati nelle varie strutture italiane. Nella cittadina etnea verrebbero trasferiti - pare in tempi brevi, entro una settimana - anche i rifugiati attualmente presenti nelle altre strutture dedicate ai richiedenti asilo.

Ma, fa notare il Centro Astalli, l'idea ha conseguenze particolarmente negative per quei richiedenti asilo che appartengono alle categorie vulnerabili e che già ora stanno attuando, nei rispettivi territori, delle adeguate terapie di supporto. Si tratta di persone vittime di tortura o con problemi psichici e psichiatrici, per le quali, anche attraverso l'utilizzo di risorse economiche del Fondo Fer (Fondo europeo rifugiati). Nel Cara di Castelnuovo di Porto, vicino Roma, fa notare il Centro Astalli, sono almeno una trentina le persone vulnerabili che stanno usufruendo di un percorso personale di questo tipo, che irrimediabilmente rischia di essere interrotto se la destinazione finale sarà quella di Mineo. "Si tratta di persone - spiega padre Lamanna - che hanno cicatrici non solo fisiche e che sono oggi seguiti da psicologi e pschiatri di primo livello, con una terapia personalizzata basata sulla fiducia e sulla continuità che si instaura fra i soggetti coinvolti: che ne sarà di questi progetti se queste persone saranno sradicate dal contesto in cui vivono attualmente? E secondo quale logica, poi, abbiamo investito risorse importanti su questi percorsi per poi procedere ad un trasferimento forzato che li interrompe? In questo modo si vanificherebbe tutto il lavoro fin qui svolto, causando loro ulteriori danni". Lamanna si chiede allora "quale è la finalità di una decisione simile": "Noi - dice - offriamo i nostri servizi e la nostra esperienza: quali servizi e quale esperienza queste persone potranno contare? E comunque perchè interrompere il loro percorso?".

Più in generale, poi, Lamanna critica la tendenza a impiegare risorse per la prima accoglienza senza rendersi conto che oltre al pasto caldo e all'alloggio c'è bisogno di servizi capaci di prendere immediatamente in carico la persona e di incentivarne la voglia di fare, senza rischiare di mortificare la loro dignità negando loro autonomia. (ska)

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Berardino Guarino
Fondazione Centro Astalli
via del Collegio Romano 1, Roma
tel 06 69925099
fax 0669782898
 
 

sabato 15 gennaio 2011

16 e 23 gennaio, Palermo: Raccolta fondi per la nuova casa di accoglienza "Una Casa lontano da Casa" del Centro Astalli

Su iniziativa del p. Beneduce, Rettore del Centro Educativo Ignaziano, domenica 23 Gennaio, nella S. Messa delle 11 in cappela S. Giuseppe sarà effettuata una raccolta di fondi per il sostegno delle attività del Centro Astalli ed, in particolare, per la nuova casa di accoglienza, "UNA CASA LONTANO DA CASA", di prossima apertura che ospiterà migranti in situazioni di particolare vulnerabilità sociale, quali donne con bambini e giovani rifugiati.

Per assicurare la diffusione dell'iniziativa domani 16 gennaio, al termine della S. Messa, saranno distribuite, con un depliant del Centro, le buste che potranno essere utilizzate per la consegna delle offerte.

Nel ringraziare il p. Beneduce e l'intera comunità dei Padri per la sensibilità nei riguardi dell'opera, raccomandiamo a tutti voi la diffusione dell'iniziativa in un momento che ci vede particolarmente impegnati nel reperimento di fondi a sostegno delle attività.
 
 
 

giovedì 11 novembre 2010

Trattato Italia-Libia: Meglio tardi che mai!

Approvata ieri dalla Camera una mozione per la revisione del trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, che mette in discussione un accordo scellerato che non tiene conto del diritto internazionale e comunitario e non rispetta i diritti umani dei migranti richiedenti asilo.

Per quanto la mozione giunga in ritardo rispetto a tutte le denunce di abusi e maltrattamenti fatti fino ad oggi dalla società civile italiana e dalle autorità internazionali e sia evidentemente spinta dall’esigenza di riequilibrare politiche interne, riconosciamo la fondamentale importanza di questo risultato.

Ci auguriamo che l’esito effettivo sia - come previsto - l’introduzione di procedure di controllo delle operazioni di contrasto dell’immigrazione clandestina e l’adozione di ogni iniziativa utile volta ad acquisire notizie certe sulle condizioni e la destinazione dei richiedenti asilo in Libia, anche – come recita la mozione stessa – “attivandosi con il Governo libico per consentire l'invio di una delegazione parlamentare italiana in visita ai centri di detenzione libici”.

Gli autori e la produzione di Come un uomo sulla terra continuano, con questo e con altri film, a denunciare le situazione di ingiustizia e discriminazione e le violenze subite da migliaia di migranti quotidianamente.

Per leggere il testo completo della mozione:

 

mercoledì 10 novembre 2010

17 novembre, Napoli: Inizio corsi di Lingua italiana e cittadinanza per migranti e rifugiati

Cooperazione Internazionale Sud Sud

nell’ambito del progetto “I Migranti e il Diritto alla Cittadinanza”

organizza

Laboratori di lingua italiana e cittadinanza per Migranti e Rifugiati




I laboratori, della durata di 60 ore, partiranno il 17 novembre 2010 e si svolgeranno presso la sede del Forum delle Culture, via Giuseppe Maffei, n. 18 (traversa di San Gregorio Armeno) - Napoli.

Gli incontri si terranno tutti i lunedì e i mercoledì dalle ore 18,00 alle ore 20,00.

Per info e iscrizioni:
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
Sede territoriale di Napoli
Piazza Bellini, 75
tel. 081/5571060 (h. 10,00/18.00)


giovedì 28 ottobre 2010

28 ottobre, Catania: Aggiornamento sulla situazione dei 128 migranti sbarcati a Catania

Le associazioni catanesi per la tutela dei diritti dei migranti lanciano l'allarme su quanto sta avvenendo relativamente alla gestione da parte delle forze dell’ordine dello sbarco di 128 stranieri avvenuto nella giornata del 26 Ottobre a Catania. Rimangono ancora confuse le modalità di intervento del blocco a mare del peschereccio carico di migranti e relativo uso della forza.
Intanto a seguito dello sbarco, in queste ore stiamo assistendo a gravissime violazioni dei diritti di questi cittadini stranieri che vengono trattenuti in detenzione al momento presso un palasport della periferia di Catania (Palanitta).
L'Arci in quanto ente di tutela riconosciuto dalla legge ha richiesto nella giornata di ieri 26/10 l'accesso dei propri legali per informare i cittadini stranieri presenti, di cui non è stata ancora accertata ufficialmente la nazionalità, sulla possibilità di richiedere la protezione internazionale.
L'accesso è stato prima negato dalla prefettura di Catania per incompatibilità di tale attività informativa con le indagini condotte dalla polizia giudiziaria su incarico della Procura. Successivamente nella mattina del 27/10 il PM Agata Consoli, incaricata delle indagini, ha firmato un nulla osta all’accesso dei legali presso la struttura del Palanitta. Nonostante il nulla osta la Prefettura di Catania non ha ritenuto di consentire l’accesso e ha verbalmente motivato tale decisione sulla base di un presunto “ripensamento” sul provvedimento da parte della Procura. Ad oggi non è stato esibito nessun atto formale che revochi la precedente autorizzazione.
Riteniamo quanto avvenuto di enorme gravità per le seguenti ragioni:

- non ci risulta la presenza all’interno del Palanitta né di indagati, i quali sono già stati condotti altrove nella giornata di ieri, né di personale della polizia giudiziaria impegnato nelle indagini, né tantomeno i locali risultano sotto sequestro, dunque non c’è alcuna incompatibilità con l’accesso delle associazioni e dei legali e l’attività informativa;

- non esiste alcun atto formale che attesti questo “ripensamento” sul nulla osta in precedenza concesso da parte della Procura di Catania;

- il diniego di accesso prolungato e tuttora vigente ai legali della nostra associazione e ad altri rappresentanti di enti di tutela quali l’Acnur, Iom e Save the children ha impedito a tali enti di esercitare il proprio ruolo di informazione e assistenza dei migranti, dei richiedenti asilo e dei minori;

- non è stato possibile accertare se corrisponde al vero l’affermazione delle forze dell’ordine secondo cui tutti gli stranieri presenti all’interno della struttura abbiano dichiarato di essere cittadini egiziani; in ogni caso viene pregiudicato il diritto di degli stranieri presenti alla richiesta di protezione internazionale; Non conosciamo infatti se siano stati informati o meno di tale facoltà e se qualcuno abbia richiesto o meno di esercitare tale diritto;

- non è stato possibile fornire informazioni agli stranieri presenti nella struttura neanche a voce attraverso amplificazione, in quanto ci è stato impedito dalle forze dell’ordine sia nella giornata di ieri che di oggi.

Rileviamo inoltre che:

- i 46 minori presenti nella struttura contrariamente a quanto previsto dalla normativa vigente hanno pernottato insieme al gruppo degli adulti, in assenza di mediatori, assistenti sociali, educatori, e non sono stati tuttora trasferiti alle comunità di accoglienza per minori stranieri non accompagnati a oltre 24 ore dallo sbarco;

- l’assistenza fornita all’interno del Palanitta per le informazioni di cui siamo in possesso è risultata sinora molto approssimativa (mancanza di calzature, vestiario, acqua per lavarsi ecc.);

- 10 stranieri tra la giornata del 26 e del 27 ottobre sono stati ricoverati in strutture ospedaliere della città e subito dimessi pur presentando condizioni di salute assai precarie.

Rilevato tutto questo ci sembra evidente che il disegno del ministero degli interni sia quello di procedere ad una rapida espulsione di massa senza offrire le garanzie previste dalla normativa in materia di protezione umanitaria in violazione delle normative italiane e internazionali.

Da 24 ore è in corso un presidio di militanti di numerose associazioni catanesi per i diritti dei migranti dinanzi al Palanitta, al fine di sollecitare il rispetto dei diritti dei cittadini stranieri trattenuti all’interno della struttura.

Antirazzisti/e catanesi

Per informazioni è possibile contattare i seguenti
numeri tel 3284142882 oppure 3483544606

AGGIORNAMENTO DEL 28 OTTOBRE

Tutti i migranti, tranne i minori condotti in centri di accoglienza (?), sono stati spediti con un volo charter al Cairo, che non è necessariamente il loro paese di provenienza, senza avere il tempo di accertarne l'identità e l'eventuale condizione di richiedenti asilo (provenienti da paesi in guerra o da situazioni a rischio di vita). Tutto ciò in aperta violazione delle convenzioni internazionali. I diritti umani in Italia sono ancora una volta calpestati nell'indifferenza generale.
Continua la lotta per il rispetto delle persone da qualunque paese provengano e per la difesa dei diritti e della democrazia nel nostro paese.

F. F.

venerdì 8 ottobre 2010

14 ottobre, Palermo: il Centro Astalli riapre le porte

                PALERMO


Carissimi,

anche quest’anno il Centro Astalli di Palermo “ apre le porte ” il prossimo 14 Ottobre a volontari, associati ed amici, invitandoli ad una festa che vuole essere principalmente momento di incontro e di mutua conoscenza.

Vogliamo riproporre, innanzitutto, le attività, tradizionali e non, che dopo un breve rallentamento nei mesi estivi hanno ripreso il loro ritmo usuale: è un’occasione per farle conoscere, in particolare a chi non ha ancora frequentato il Centro, ma è anche un’opportunità preziosa di proporle a quanti avvertono il desiderio di dedicare una porzione della propria vita ad un servizio a favore degli ultimi.

In quella occasione presenteremo lo stato di avanzamento del progetto “Una casa lontano da casa” che consentirà l’apertura, nel prossimo gennaio, di un centro di accoglienza anche notturno per rifugiati e richiedenti asilo: una iniziativa avviata nell’ottobre 2008 che ha subito notevolissimi ritardi per la lentezza della burocrazia.

Peraltro andiamo constatando che, confrontata con il volume di lavoro che giorno dopo giorno viene svolto, in particolare nel centro diurno di piazza SS 40 Martiri, la “notizia” della esistenza del Centro Astalli a Palermo, dopo 4 anni di attività, raggiunge un numero di persone ancora modesto, persino presso quegli ambienti che per familiarità con la Compagnia di Gesù o per tradizionale impegno di servizio dovrebbero non solo conoscere, ma promuovere forme di concreta collaborazione e sostegno.

E’ questo un problema che investe soprattutto gli aspetti del sostentamento economico di un’associazione che, per garantire i servizi con la qualità e la costanza dovute, ha assoluto bisogno di una base finanziaria che assicuri sostenibilità alla struttura, prescindendo da eventuali e sempre più difficili interventi di finanziamento pubblico.

Peraltro l’ultimo intervento, relativo alla casa di accoglienza, a causa dell’enorme ritardo, ha visto diluire in modo drammatico il relativo finanziamento.

Sarà quindi con grande gioia che, tra i tanti, accoglieremo voi, che avendo aderito all’associazione avete già manifestato la volontà di partecipare alla sua crescita e, soprattutto, di contribuire a che il servizio reso agli ultimi sia sempre più caratterizzato da incisività e qualità.

E’ un invito che speriamo possa raggiungere, per vostro tramite, tanti vostri amici che accoglieremo con uguale gioia.

Un affettuoso saluto.

Alfonso Cinquemani


giovedì 7 ottobre 2010

Sulla questione rifugiati in Libia

QUESTIONE RIFUGIATI IN LIBIA

Ieri pomeriggio vi è stato un incontro tra il C.I.R. (Consiglio Italiano per i Rifugiati) e il Ministro dell’Interno Maroni con all’ordine del giorno la situazione dei migranti e rifugiati in Libia.

Riteniamo importante riportare le conclusioni di questo incontro.

Il CIR ha chiesto ed ottenuto dal Ministro Maroni, il sostegno del Ministero dell’Interno per mantenere la sua presenza e le sue attività in Libia. Maroni da parte sua ha ribadito che tutta la questione dei rifugiati in Libia dovrà essere una azione congiunta con l’Unione Europea ed ha ricordato l’importanza dell’Ufficio dell’Unione Europea di supporto al sistema asilo con sede a Malta, la cui apertura è prevista entro la fine dell’anno.

Va ricordato che la Commissione europea ha recentemente approvato un’azione che il CIR deve realizzare nei prossimi tre anni in Algeria e che è finalizzata a migliorare le condizioni di rifugiati e migranti. Il progetto cofinanziato dal Ministero dell’Interno, sarà attuato in partenariato con l’UNHCR Algeri, l’Unione Forense per la tutela dei diritti dell’Uomo e la Commissione algerina per la tutela dei diritti umani.

Notizia a cura di:
COMUNE DI PALERMO - Settore servizi Socioassistenziali
Centro studi e Documentazione sulle Migrazioni
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
Progetto “Osservatorio giuridico-legislativo sulle migrazioni”


martedì 21 settembre 2010

21 settembre, Palermo: Presentazione libro "Tutti indietro" e dibattito "La nostra Africa"


Africa e Migranti
due eventi di Carta 9 gennaio

Si terranno martedì 21 settembre, presso il Centro Educativo Ignaziano in via Piersanti Mattarella 38/42 a Palermo, due aventi organizzati da Carta 9 Gennaio, gruppo palermitano che sta elaborando un nuovo progetto politico per la Sicilia. Protagonista dei due incontri sarà Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr).

Nel primo dei due eventi, alle 17,30 nella Sala Loyola, Laura Boldrini presenterà infatti il suo libro “Tutti Indietro”. Un testo di denuncia dei trattamenti subiti dai migranti ed in particolare sui richiedenti asilo respinti in mare aperto, a seguito dei recenti accordi italo-libici, senza che abbiano la possibilità di far valere il loro diritto, riconosciuto dalle norme di tutela del diritto internazionale, una volta giunti nel nostro paese. Al fianco dell’autrice Carta 9 Gennaio ha chiamato a dibattere sul tema Giovanni Pitruzzella, Fulvio Vassallo Paleologo, Alfonso Cinquemani, Antonio Piraino, Franco Nuccio.

Alle 20,30 invece, nel Salone Teatro del Centro Educativo Ignaziano, si aprirà la discussione su “La nostra africa”. Dibattito che Carta 9 Gennaio ha voluto per provare a guardare alla complessità del continente africano attraverso i due punti di vista delle opportunità economiche e delle emergenze umanitarie, consapevoli che senza sviluppo economico difficilmente potrà esserci uno sviluppo umano che garantisca il rispetto della dignità degli individui.

Ed in questo percorso di sviluppo dei diritti dei cittadini africani e di sviluppo economico che ruolo potrebbe svolgere la Sicilia?

Il dibattito, moderato da Antonio Piraino di Carta 9 Gennaio, vedrà protagonisti la stessa Laura Boldrini, Michele Masellis, Giovanni Tumbiolo, Antonino Salerno, Pietro Di Marco, p. Vincenzo Sorce, Francesco Beneduce s.j.

Per informazioni: Anna Brighina 338/195897, 091/8887219

mercoledì 7 luglio 2010

8 luglio, Napoli/Italia: Sit-in per il diritto di asilo dei rifugiati eritrei respinti dall'Italia e segregati nella prigione di Brak, Libia

L'UMANITA' NON E' UNA MERCE

Giovedi 8 luglio 2010 dalle ore 19.00
Piazza Bellini - Napoli

SIT-IN in contemporanea
con altre analoghe iniziative promosse in tutta Italia
per il diritto d'asilo dei rifugiati eritrei respinti dall'Italia
e segregati nella prigione di Brak (Libia)

Da giorni gli appelli dei 250 eritrei rinchiusi nella prigione di Brak, in Libia, ed esposti ad ogni tipo di violenza e al rischio di morte stanno raggiungendo l'Italia e cercando di risvegliare le nostre coscienze.

Le torture e le violazioni subite in Libia da queste persone legittimamente in fuga da guerra e persecuzione non sono certo un caso isolato!

Così come i corpi dei profughi e dei migranti abbandonati a morire nel deserto sono una realtà che solo per convenienza e calcolo i governi europei fingono spesso di dimenticare. Quelle torture, quelle violenze, ci raccontano però soprattutto della disumanità e dei crimini contro la vita umana di cui i governi italiani degli ultimi anni si sono macchiati delegando alla politica di Gheddafi la gestione di migliaia di profughi, ovvero il potere e l'arbitrio assoluto su migliaia di esseri umani inermi e titolari di diritti fondamentali come quello di chiedere e ottenere asilo politico. Prima con l'embargo e la minaccia di esclusione da Euromed, poi con accordi e finanziamenti, si è spinto la Libia a fare il lavoro sporco della “Fortezza Europa”. A operare quei soprusi che è meglio tenere il più lontano possibile da telecamere e informazione...

I "respingimenti collettivi" violano ogni minimo principio di protezione internazionale, ma sono definiti con crudeltà e ipocrisia da Maroni come "una grande vittoria contro l'immigrazione clandestina"! Sono in realtà solo l'ultimo atto di una storia di complicità e ridefinizione di equilibri politici ed economici che ha usato e continua ad usare il corpo vivo dei migranti come moneta di scambio, la vita delle persone come una merce qualunque. Con i respingimenti verso la Libia la classe politica al potere in Italia sta dichiarando a gran voce che la vita umana non vale nulla, specie se si tratta di quella di persone considerate ormai sotto-uomini da sfruttare e dominare.

I richiedenti asilo come tutti gli altri migranti sono stati stigmatizzati e criminalizzati da leggi come quella sul reato di immigrazione clandestina e da decenni di razzismo istituzionale che ha imbarbarito questo paese.

Restare in silenzio mentre le donne, gli uomini e i bambini respinti dall'Italia rischiano la morte in Libia o la deportazione verso l'Eritrea, dove subirebbero altre persecuzioni, significa rendersi complici di questa vergogna! Salvare queste persone significa lottare per i diritti e le libertà di tutti, per il diritto di ognuno di noi di vivere in un paese civile. Mobilitarci è una nostra responsabilità comune!

Libertà e diritto d'asilo per 250 profughi eritrei deportati nel deserto Libico.
Fermiamo le violenze contro i migranti e i rifugiati.
Rivediamo gli accordi Italia/Libia e fermiamo la politica dei respingimenti.

Intervengono di persona o in diretta streaming:

RIFUGIATI IN CAMPANIA che hanno conosciuto le violenze e il carcere libico
AGENZIA ERITREA ABESHA
DAGMAWI YIMER (regista di 'Come un uomo sulla terra')
FULVIO VASSALLO PALEOLOGO (Docente università di Palermo e membro dell'ASGI)
Video-Proiezioni: estratti da 'Come un uomo sulla Terra', 'L'amico Isaias', 'Morire nel deserto', 'Welcome'. Pannelli e materiali informativi
FORUM ANTIRAZZISTA DI NAPOLI

HANNO ADERITO:
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud, LESS, Centro territoriale Mammut, Chi rom e chi no, Assopace, ASGI, Associazione rifugiati Napoli, CGIL, Comitato Immigrati di Napoli, Rdb, Cobas, Laboratorio occupato Insurgencia, Orientale 2.0, RadioazionI.

PER ADESIONE inviare email a dirittodasilo@gmail.com

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SOSTENIAMO L'APPELLO DELL'UNITA'
Serve un’ampia mobilitazione per rompere il silenzio di morte che pesa sui lager libici. Per questo motivo possiamo inviare una e-mail al Ministro dell’Interno Maroni, DipartimentoAffariInternieTerritoriali@interno.it
perché la legga e la inoltri al resto del governo.

Questo il testo: «Io, (nome e cognome) sono convinto che un Paese civile non possa essere complice di un crimine contro l’umanità. Fermate il massacro dei prigionieri eritrei in Libia»

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Per un approfondimento della notizia leggi i seguenti articoli sul sito web del CISS:
Emergenza in LIBIA. Fermiamo le deportazioni - 5 luglio 2010
L'Italia ripensi al colonialismo. La lettera di Dagmawi Yimer per gli eritrei

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giovedì 24 giugno 2010

26 giugno, Roma: Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura. In scena "Lampedusa mon amour, ovvero la barca dei supplizi"



Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura
Spettacolo teatrale CIR “Lampedusa Mon amour...”
26 giugno ore 21.00
Teatro Argentina Roma
Regia di Nube Sandoval e Bernardo Rey
(ingresso libero)

il CIR porta in scena un gruppo di 14 rifugiati coinvolti nelle attività del laboratorio di riabilitazione psico-sociale con lo spettacolo teatrale “Lampedusa Mon amour…” liberamente ispirato alla tragedia di Eschilo
“Le Supplici”.

Lo spettacolo è stato costruito all'interno del laboratorio durato 5 mesi
portato avanti da Nube Sandoval e Bernardo Rey
registi e formatori.

____________________________
 
6 giugno 2010 - Lo scorso 29 aprile, la Commissaria Europea agli Affari Interni Cecilia Malmström si è recata a Roma in visita ufficiale. Per questa occasione, il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno ha chiesto al CIR di organizzare una visita della Commissaria al Laboratorio Teatrale di Riabilitazione psico-sociale, che quest’anno il CIR realizza nell’ambito del progetto “Servizi per la riabilitazione delle Vittime di Tortura e per rifugiati altamente vulnerabili”, finanziato dal Ministero dell’Interno attraverso il Fondo Europeo Rifugiati- FER.

Il laboratorio si svolge con incontri trisettimanali su un suggestivo barcone ormeggiato sul Tevere. Nell’attività di laboratorio teatrale sono coinvolti 12 richiedenti asilo/rifugiati sopravvissuti a tortura, presi in carico a “tutto tondo” dal progetto CIR.

La Commissaria Malmström durante la sua visita al ”barcone” del laboratorio, insieme al suo staff, ad alcuni membri della delegazione Italiana presso la Commissione Europea e al vice-Prefetto Sandra Sarti, ha assistito ad alcuni momenti significativi del lavoro di gruppo, intrattenendosi singolarmente con i vari partecipanti. Alcuni rifugiati hanno preso la parola per sottolineare l’importanza di iniziative di supporto come quelle rese possibili dal Fondo FER e la Commissaria si è congedata dal gruppo ribadendo l’impegno Europeo nel garantire protezione a chi è costretto a fuggire dal proprio paese a causa di gravi persecuzioni.

Come le altre persone inserite nel progetto infatti, i 12 ragazzi
e si avvalgono al contempo anche degli altri servizi e percorsi previsti e messi a disposizione in ambito sociale, legale, medico e psicologico, in linea con lo spirito e il senso di fondo del progetto, che non prescinde mai dalla consapevolezza che un corretto intervento con persone sopravvissute a tortura deve agire su vari piani e mirare a ricomporre quella frammentazione identitaria che è proprio una delle conseguenze più caratteristiche della tortura.

Quest’anno il gruppo, sotto la guida esperta di Nube Sandoval e Bernardo Rey, sta lavorando su un testo di Eschilo: “ Le supplici”, utilizzando appieno il potente e attualissimo messaggio contenuto nella tragedia sul tema dell’asilo, dell’accoglienza, della protezione. Il prodotto finale del laboratorio, con il titolo “ Lampedusa mon amour, ovvero la barca dei supplizi” sarà portato in scena al Teatro Argentina, il prossimo 26 giugno, in occasione della Giornata Internazionale a sostegno delle vittime di tortura.

Per la Galleria fotografica: si ringrazia: Elena Montani, Settore Affari Politici- Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Credit foto: Rappresentanza in Italia della Commissione europea

GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA DELLA VISITA DELLA COMMISSARIA UE MALMSTROM AL LABORATORIO TEATRALE DEL CIR A ROMA

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domenica 13 giugno 2010

Diritti umani: ONU, no dell'Italia alla tortura nel codice penale

DIRITTI UMANI: ONU, NO ITALIA A TORTURA IN CODICE PENALE

10 giugno 2010 - L'Italia – riferisce un’agenzia ANSA da Ginevra di ieri - non ha accettato di introdurre una definizione esplicita di ''tortura'' nel Codice penale cosi' come raccomandato dal Consiglio diritti umani dell'Onu che a febbraio ha esaminato la situazione italiana formulando una serie di raccomandazioni (Roma ne ha accettate 80 respingendone 12). Lo ha riferito l'ambasciatore d'Italia presso le Nazioni Unite Laura Mirachian presentando stamani a Ginevra le risposte dell'Italia al Consiglio Onu. (ANSA).

L'Italia si e' invece detta determinata a ratificare il protocollo facoltativo relativo alla Convenzione contro la tortura ''quando si sara' dotata di un meccanismo nazionale di prevenzione indipendente''.

''Manca un testo unico ma in vari capitoli dei nostri codici per la tortura sono gia' previste pesanti sanzioni''. Cosi' l'ambasciatore italiano presso le organizzazioni internazionali a Ginevra, Laura Mirachian, ha motivato all'ANSA il 'no' dell'Italia all'introduzione di una definizione esplicita di 'tortura' nel codice penale come raccomandato nel febbraio scorso dal Consiglio dell'Onu per i diritti umani. L'ambasciatrice, precisando che il dibattito all'interno del Consiglio di Ginevra si e' concentrato ''sulle problematiche dell'immigrazione e non sulla tortura'', ha spiegato, inoltre, che l'Italia ''ha gia' sottoscritto il protocollo facoltativo relativo alla Convezione contro la tortura e lo ratifichera' '', inserendo anche ''un meccanismo di vigilanza per la tortura all'interno della prevista Autorita' nazionale per il rispetto dei diritti umani''. La revisione del cosiddetto pacchetto di sicurezza sull'immigrazione e' stata invece respinta - ha spiegato la diplomatica - in quanto l'Italia ha una sua politica ''basata sulla divisione tra immigrati regolari e irregolari, sul dialogo con i Paesi d'origine e di transito''. Per questo, ha concluso la Mirachian, l'Italia ''non puo' aderire alla Convenzione internazionale sui migranti, che non distingue gli irregolari da una immigrazione sana che invece va incoraggiata''. (ANSA).

Critiche sulla decisioni dal Comitato per la Prevenzione e la Tortura del Consiglio d’Europa, da Amnesty International.

Fonte: CIR Consiglio Italiano per i Rifugiati Onlus Bookmark and Share

martedì 8 giugno 2010

10 giugno, Palermo: Welcome: Indietro non si torna

WELCOME. INDIETRO NON SI TORNA
Verso il Mediterraneo Antirazzista 2010

Giovedì, 10 giugno 2010, 19:30 - 23:00

L'Associazione culturale Malaussène e il Forum Antirazzista Palermo invitano tutti a partecipare all'aperitivo a sostegno del "Mediterraneo Antirazzista" che si terrà il 10 giugno alle 19:30, presso la sede della stessa associazione Malaussène, in piazzetta di Resuttano n 4.

Il Mediterraneo Antirazzista è una manifestazione sportiva, artistica e culturale la cui prima edizione si è svolta a Palermo nel giugno del 2008. L’obiettivo della manifestazione, che si svolgerà dal 5 al 13 giugno, è la promozione delle relazioni interculturali tra le diverse componenti che abitano nella città metropolitana, provando a mettere in discussione le dicotomie centro/periferia ed inclusione/esclusione.

Dopo l'aperitivo, alle 21:00, verrà presentato il video "Indietro non si torna", documentario, prodotto dalla Rete Tuttiidirittiumanipertutti e da Melting Pot Europa, messo a disposizione come strumento di costruzione della

campagna "Welcome. Indietro non si torna"

che porterà, il 20 giugno, giornata mondiale del rifugiato, a una mobilitazione che coinvolgerà i porti italiani dell’Adriatico e quelli greci di Igoumenitsa e Patrasso.

Il video racconta la violenta realtà dei respingimenti tra l’Italia e la Grecia, le condizioni dei profughi nella Repubblica ellenica, e la militarizzazione di questa frontiera interna ad un’ Unione Europea che, sull’altare della "sicurezza", ha sacrificato nei fatti ogni prospettiva politica e sociale basata sulla reale tutela dei diritti fondamentali e di un nuovo modello di cittadinanza possibile.

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sabato 29 maggio 2010

3 giugno, Palermo: Contro tutti i respingimenti Proiezione video "Indietro non si torna" di A. Sciurba

Contro tutti i respingimenti
INDIETRO NON SI TORNA

Proiezione Video, discussione per la mobilitazione e cena

3 giugno 2010

Laboratorio Zeta, Palermo

Il Forum Antirazzista Palermo presenta il documentario "Indietro non si torna" al Laboratorio Zeta, Palermo.

Il video mostra e racconta, meglio di ogni parola, la violenta realtà dei respingimenti tra l'Italia e la Grecia, le condizioni dei profughi nella Repubblica ellenica e la militarizzazione di questa frontiera interna all'Unione europea.

Prodotto dalla Rete Tuttiidirittiumanipertutti e da Melting Pot Europa, viene messo a disposizione come strumento di costruzione della campagna "Welcome" che porterà, il 20 giugno, giornata mondiale del rifugiato, a una mobilitazione che coinvolgerà i porti italiani dell'Adriatico e quelli greci di Igoumenitsa e Patrasso.

Intervengono: Mimma Grillo, Fulvio Vassallo Paleologo, Judith Gleitze

Dove: ZetaLab, Via Arrigo Boito 7, Palermo
Quando: 3 giugno 2010 ore 19.00
Cosa: proiezione video, cena solidale organizzata dal dipartimento migranti

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