Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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lunedì 20 giugno 2011

20 giugno, Mineo: Nella giornata mondiale del rifugiato i richiedenti asilo di Mineo stanno manifestando di fronte al Villaggio degli Aranci e nella statale Catania-Gela

A Mineo peggiora la situazione dei richiedenti asilo

Si sono concluse ieri sera le iniziative delle associazioni antirazziste catanesi per la giornata mondiale del rifugiato. Nel pomeriggio, a differenza degli altri 4 incontri interetnici, al nostro arrivo i migranti erano pochi mentre massiccia era la presenza di carabinieri di fronte all’ingresso del villaggio della “solidarietà”. In seguito alla diffusione del volantino tradotto in varie lingue (diffuso anche nei giorni scorsi) i richiedenti asilo si sono progressivamente avvicinati formando all’inizio alcuni capannelli, dopo ci si è divisi in 2 assemblee fra francofoni ed anglofoni e per quasi 2 ore si è discusso della situazione del megaCara di Mineo;

Ciò che è emerso:

- Nonostante la manifestazione con blocco della statale del 6 giugno, la promessa di aumentare l’esame delle domande (da 2 a 6 al giorno!) è stata disattesa; la commissione lavora al rallentatore con interpreti che ancora arrivano da Roma (nonostante la disponibilità d’interpreti di madrelingua locali) e con criteri confusi (si rispetta l’ordine cronologico di chi è arrivato prima in Italia e quindi si dà priorità a chi proviene dagli altri Cara?); addirittura si impedisce l’accesso agli avvocati per difendere i propri assistiti nel ricorso contro il rigetto.

- Si continua ad impedire ai migranti di cucinare ciò che preferiscono nelle singole case (si parla di pericoli d’incendio), a parte il fatto che le singole villette sono dotate di barbecue pensiamo che si preferisca dilapidare risorse pubbliche per imporre una mensa collettiva ed un regime da caserma con interminabili file, tutti/e si lamentano della pessima qualità del cibo (non pochi hanno disturbi) e se avessero un minimo di contributo economico, con la metà di quando si spende per la mensa, potrebbero cucinare i loro cibi tradizionali;

- all’interno del Cara, con il pretesto che esso svolge anche funzioni di CDA (Centro d’accoglienza), si agisce disattendendo entrambe le normative, ai richiedenti viene concessa l’opportunità di comunicare con i propri cari telefonando addirittura 3 minuti al mese;

- Alcune decine di migranti provenienti da Lampedusa, da oltre un mese a Mineo, ancora non hanno fatto domanda d’asilo; vi sono oltre 40 minori non accompagnati, reclusi a Mineo poiché manca la possibilità d’accoglienza a Catania per esaurimento di posti ( non si potrebbe favorire l’accoglienza nei paesi del calatino con costi ben inferiori e meno segregazionisti del Vvillaggio degli Aranci?)

- I collegamenti con Mineo ed i paesi del calatino sono inesistenti, non ci vuole molto a far aggiungere una fermata ai bus di linea e/o organizzare alcuni bus navetta che colleghino il villaggio con Mineo.

E’ evidente che chi gestisce il megaCara considera i migranti come oggetti da controllare negando loro la soggettività di persone che sono sopravvissute a guerre, violenze ed hanno urgenza di costruirsi un futuro e di ricongiungersi con i propri cari. Noi invece continueremo a batterci per la chiusura di questa scellerata e disumana esperienza e per la moltiplicazione dei progetti SPRAR e per nuove politiche di reale accoglienza.

Ct 20/6/2011 Rete Antirazzista Catanese

ULTIM'ORA > Nella giornata mondiale del rifugiato i richiedenti asilo di Mineo stanno manifestando di fronte al Villaggio degli Aranci e nella statale Catania-Gela, facciamo appello ai mezzi di comunicazione ad accendere i riflettori sulle quotidiane ingiustizie e violenze che subiscono i migranti.


venerdì 17 giugno 2011

Il 20 giugno 2011 si celebra la giornata mondiale del rifugiato. Appello di Melting Pot

Non sarà una giornata come le altre. Il nostro paese infatti è travolto da un’emergenza. Non per gli sbarchi, non per il numero dei migranti approdato sulle nostre coste. Si tratta invece di una emergenza democratica, una emergenza accoglienza, un’emergenza dignità e giustizia, creata da questo Governo con le sue scelte scellerate, ancora una volta, per giocare sulla pelle dei migranti la sua partita.

Hanno istituito CIE temporanei in cui le condizioni di vita sono invivibili. Stanno trattenendo illegalmente i migranti senza il rispetto dei principi costituzionali, senza garanzie di difesa, fuori da ogni protocollo, in deroga all’ordinamento giuridico nazionale ed alle direttive europee. Hanno oscurato agli occhi del Paese ciò che avviene all’interno dei CIE e dei CARA. Hanno costruito tendopoli disumane. Intorno all’emergenza finta hanno costruito anche l’accoglienza finta, mettendo all’angolo i circuiti del sistema SPRAR per dare corpo ad un sistema di distribuzione dei migranti che non prevede diritti e garanzie abbandonando i cosiddetti “profughi” ad un destino senza prospettive. Intanto le Commissioni tardano a procedere con l’esame delle domande. Hanno abbandonato ancora una volta l’Isola di Lampedusa creando lì e altrove tante piccole e grandi situazioni di ingiustizia e di conflitto, per alimentare la retorica dell’invasione. Alcune Regioni hanno scatenato un dibattito infuocato contro l’accoglienza pur avendo sottoscritto il Piano del Governo. Non esiste nessuna garanzia di ospitalità per i migranti tunisini titolari del permesso umanitario nonostante il Piano del governo lo preveda. Hanno rimpatriato e respinto, pattugliato e stretto accordi ed intanto nel mare che ci separa dall’altra sponda del Mediterraneo si muore. Negli ultimi 4 mesi un numero di morti senza precedenti nel mare più frequentato del mondo a causa della guerra contro Gheddafi.

Le rivolte ed i conflitti del Nordafrica si sono trasformati nell’ennesima occasione per ridisegnare la mappa del confinamento dei migranti in un Paese che invece aveva bisogno di nuove pratiche di accoglienza, di una spinta per la costruzione di un vero diritto d’asilo europeo, di una nuova normativa sull’immigrazione, di nuovi diritti di cittadinanza.

Per questo facciamo appello a tutti, perché il prossimo 20 giugno 2011 i tanti luoghi del confinamento presenti in questo paese, le strade, le piazze, siano attraversate da un vento diverso.

Per una giornata di mobilitazione contro il confinamento e per l’accoglienza degna.

RETE WELCOME
ARCI
BRIGATE DELLA SOLIDARIETA’ ATTIVA
RETE PER AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE
RETE ANTIRAZZISTA CATANESE

per adesioni: redazione@meltingpot.org 

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Nicola Grigion
Progetto Melting Pot Europa
Tel: 348 2483727


venerdì 18 marzo 2011

Comunicato stampa dell'ASGI Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione: Il sistema italiano dell'asilo verso il caos: perchè?

L’ASGI esprime il proprio sconcerto per le evidenti e gravissime carenze che stanno caratterizzando la gestione degli interventi statali di accoglienza dei rifugiati in fuga dalla Tunisia e dalle altre aree di crisi. Ad un mese dall’inizio della situazione di crisi l’ASGI ritiene che il Parlamento italiano, l’opinione pubblica e la Commissione Europea debbano sapere:

1. per quale ragione non sono stati reperiti con prontezza nuovi posti di accoglienza, come fu fatto nel 2008 di fronte ad una situazione numericamente simile a quella attuale, individuando strutture idonee in tutto il territorio nazionale, in un’ottica di decentramento degli interventi;

2. per quale ragione in particolare non si è fatto ricorso alla rete dello SPRAR chiedendo ai comuni che hanno progetti attivi di allargare le disponibilità di posti e attingendo altresì alla probabile disponibilità da parte dei molti comuni che solo alcuni mesi fa avevano chiesto di entrare nello SPRAR ma la cui domanda non era stata accolta per esaurimento del fondo ordinario;

3. per quale ragione si è scelto di puntare, anche con grande enfasi demagogica, sul residence degli aranci a Mineo prevedendo irrazionalmente di deportarvi, come sta avvenendo, richiedenti asilo già accolti nei vari CARA in Italia, adducendo come motivazione quella di liberare in tal modo nei CARA posti di accoglienza per nuovi arrivi, ma in realtà producendo un gioco a somma zero posto che con tutta evidenza detta operazione non determina alcun aumento dei posti complessivi di accoglienza del sistema asilo. I trasferimenti forzati, iniziati dal CARA di Bari e che stanno avvenendo manu militari, senza alcun provvedimento individuale, oltre che comportare inutili ingentissime spese, pongono, come già sollevato da tutti gli enti di tutela e dall’UNHCR, rilevanti problemi di legittimità per lo sradicamento delle competenze in sede amministrativa e giurisdizionale. Nei trasferimenti forzati in corso non si rinviene alcun criterio di ragionevolezza ed utilità relativamente ad un esame equo e veloce delle istanze di asilo già depositate (anzi appare evidente come l’intera procedura venga fortemente rallentata) e comunque avvengono senza tenere conto delle condizioni di vulnerabilità psico-fisica di molti richiedenti (persone traumatizzate, vittime di tortura, disabili, famiglie con minori, etc.) che avevano già intrapreso percorsi di accoglienza e di cura presso i servizi socio-sanitari nei vari territori, che vengono così bruscamente interrotti.

Mentre il sistema italiano di accoglienza, incapace di fare fronte un numero di arrivi significativo ma finora del tutto gestibile, sta velocemente sprofondando verso il caos, il commissario straordinario per l’emergenza Prefetto Caruso da una settimana ignora la richiesta di incontro urgente avanzata da tutti gli enti di tutela italiani (ASGI, ACLI, ARCI, Caritas Italiana, CIR, FCEI, Comunità di S. Egidio, Ass. Senza Confine) di concerto con l’UNHCR. L’ASGI considera questo silenzio del Prefetto Caruso, un fatto gravissimo.

L’ASGI rinnova la richiesta che il Governo adotti un provvedimento di protezione temporanea ex art. 20 del D.Lgs 286/98 nei confronti di coloro che stanno arrivando dalla Tunisia e lancia un appello affinché:

a) la gestione dell’accoglienza avvenga in modo decentrato, reperendo nuovi posti su tutto il territorio nazionale, con priorità attraverso lo SPRAR evitando le concentrazioni in Sicilia e a Mineo in particolare (area che per la sua vicinanza alla base militare di Sigonella è altresì la più esposta a possibili ritorsioni militari da parte del regime libico);

b) le deportazioni forzate dei richiedenti asilo dai vari CARA vengano immediatamente sospese.