Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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giovedì 17 dicembre 2009

Internet strumento di Pace - Carta Etica Digitale


Abbiamo finalmente capito che Internet non è una rete di computer, ma un intreccio infinito di persone. Uomini e donne, a tutte le latitudini, si connettono tra loro, attraverso la più grande piattaforma di relazione che l'umanità abbia mai avuto. La cultura digitale ha creato le fondamenta per una nuova civiltà. E questa civiltà sta costruendo la dialettica, il confronto e la solidarietà attraverso la comunicazione. Perché da sempre la democrazia germoglia dove c'é accoglienza, ascolto, scambio e condivisione. E da sempre l'incontro con l'altro é l'antidoto più efficace all'odio e al conflitto. Ecco perché Internet è strumento di pace. Ecco perché ciascuno di noi in rete può essere un seme di non violenza. Ecco perché la Rete merita il prossimo Nobel per la pace. E sarà un Nobel dato a ciascuno di noi.

http://www.internetforpeace.org/





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Nobel per la Pace a Internet? Un’idea sbagliata

Ogni giorno deploriamo chi stigmatizza il Web come strumento di pirateria, di pedofilia o di razzismo. Internet non ne può portar colpa poiché semplicemente trasmette il messaggio che qualcuno ha prodotto. Ogni giorno urliamo la necessità di avere una rete nella quale non vi siano giudizi di valore, ove ogni bit sia uguale all’altro, affinché la Rete possa rimanere neutrale e nessuna sovrastruttura possa regolarne il flusso. Ogni giorno abbracciamo questo eccezionale strumento cercando il giusto equilibrio tra potere e controllo, calibrando le parole per fare in modo che il World Wide Web possa crescere in modo sano e forte. Ogni giorno abbiamo questa battaglia di fronte: contrastare gli usi sbagliati della Rete ed allo stesso tempo negare ogni etichetta o grado di valore. Internet è uno strumento, punto. Nel bene e nel male.

Per questo non si può ora accettare la proposta di vedere assegnato a Internet il Nobel per la Pace. Non perchè non si apprezzi la bontà dello strumento, anzi. Però accettare l’attribuzione di un valore significa compiere un passo in una direzione sbagliata. Internet non è “bene” così come non è “male”: ambasciator non porta pena. La Rete non è un mondo di pacifisti così come non è un covo di pedofili: la Rete è semplicemente il più grande degli strumenti che abbiamo a disposizione, il più grande moltiplicatore delle idee e la più grande fucina di contenuti culturali esistenti. La bontà delle idee e del profilo culturale, però, non è qualcosa che può essere attribuito al Web, in nessun caso. La sua meraviglia, anzi, è proprio nella commistione di caratteri e di nature, commistione che costringe al dialogo ed al confronto e che in questo involontario minestrone crea l’essenza rivoluzionaria che si porta nel DNA.

Lasciamo crescere la Rete in qualità di strumento. Lasciamo che rimanga nella sua fredda neutralità, nel suo splendido isolamento tecnico. Lasciamo alla scienza quella che è una tecnologia rivoluzionaria, senza in questo indicare alcunché: il cambiamento sarà buono nella misura in cui verrà piegato al bene comune. Considerare la Rete come una unione di persone, significherebbe premiare una comunità eterogenea, tenuta assieme da uno strumento che nella sua opera non formula giudizi: unisce il buono con il cattivo, fa da megafono all’Unicef come ad Al Qaeda, commistiona popoli e genti e questa opera è tanto meravigliosa quanto asettica.

E’ persin troppo facile ricordare come Alfred Nobel fu l’inventore della dinamite: è questo il caso più emblematico di quanto uno strumento non possa essere giudicato per il modo in cui viene usato. Se si accettasse poi l’eventualità di un giudizio di valore sulla Rete (ma è già in questo passaggio il peccato originale inaccettabile), occorrerebbe attribuire alla Rete anche il Nobel per la Medicina, o magari un domani quello per la Letteratura, o quello improprio per l’Economia: in tutti questi ambiti la rivoluzione dettata dal Web è sconvolgente ed i vantaggi enormi.

Si potrebbe approfondire ulteriormente la questione. Questa presa di posizione non vuole negare il significato enorme che la Rete sta ricoprendo nella rivoluzione in atto. Al tempo stesso non si vuol certo ignorare il senso comunitario che la Rete sta creando sul pianeta, portando su di una piattaforma unica miliardi di persone, milioni di comunità, centinaia di idiomi ed un’infinità di differenze. E nemmeno si vuol sminuire il valore di una iniziativa che promuove in ogni caso la Rete e le sue virtù: poche ce ne sono, ben venga ogni inno al Web ed alla sua propagazione (e ben venga il coraggio di chi vi impegna tempo e risorse). Ma il nostro discorso va oltre questi riconoscimenti.

Con il tempo il modello culturale della Rete potrebbe creare l’idea di un mondo unito nel quale le diversità saranno più propense ad incontrarsi che non a cercare motivi di scontro: è una dinamica propria del medium che diventa messaggio. Ma anche quel giorno non sarà merito della Rete: la Rete avrà solo permesso all’uomo di mettersi alle spalle modelli culturali stratificatisi nel passato, quando divisioni e distanze erano la piattaforma su cui prendeva corpo l’umano istinto alla sopravvivenza. La Rete veicola il buono così come veicola il male, e salda deve rimanere la certezza per cui in nessun caso alla Rete possa essere attribuita alcuna responsabilità in merito: questa è la vera neutralità.

Non assegnamo alla Rete il Nobel per la Pace. Speriamo, piuttosto, che lo strumento rimanga libero da lacci e possa così aiutare quel ragazzo che oggi impugna il mouse per la prima volta, ma che un domani riuscirà con un’email o un aggiornamento di stato ad accendere la giusta scintilla, nel giusto momento, su quell’ultimo muro che sarà rimasto ancora in piedi. Lottiamo per questo: per una Rete senza premi, ma con piena libertà di espressione. Anche allora non premieremo la Rete. Ma strizzeremo l’occhio allo schermo, ringraziandolo nella nostra intimità per tutte le opportunità che ci sta regalando.

Ed oggi va benedetto chiunque riproponga la Scienza come strumento di pace, perchè in quanto espressione dell’intelletto non può che andare in questa direzione un nuovo movimento per la riduzione degli armamenti:

Se vogliamo, possiamo avere davanti a noi un continuo progresso in benessere, conoscenze e saggezza. Vogliamo invece scegliere la morte perché non siamo capaci di dimenticare le nostre controversie? Noi rivolgiamo un appello come esseri umani ad esseri umani: ricordate la vostra umanità e dimenticate il resto. Se sarete capaci di farlo vi è aperta la via di un nuovo Paradiso, altrimenti è davanti a voi il rischio della morte universale.

Sono queste parole vecchie 54 anni. Era il 1955, era questo il
Manifesto Russell-Einstein.

Come sempre, la confusione del fine con il mezzo porta ad invertire la verità ed a indurre in errore. Non confondiamo dunque lo strumento con l’obiettivo, altrimenti non daremmo il giusto valore alle idee ed alle persone. Non daremmo il giusto rilievo agli usi. Non riusciremmo più a difendere la rete quando qualcuno ci dirà che è diventato strumento di odio e di calunnia.

Così Riccardo Luna, Direttore di Wired Italia, promotore primo dell’iniziativa:

Dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l’odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere della censura sono solo l’ultimo esempio di come Internet possa divenire un’arma di speranza globale.

Ogni singola parola va sottoscritta. L’errore è nel passo successivo, nel voler riconoscere un merito allo strumento invece che a chi ne sa fare uso sapiente. La confusione dei termini avviene in questa fase: nella tentazione al determinismo tecnologico di chi vede la tecnologia come causa dei cambiamenti sociali, invece che come espressione ed emergenza dei cambiamenti stessi.

I love Internet. Proprio per questo penso che non lo si debba premiare, ma solo proteggere, curare e promuovere.

Giacomo Dotta

http://blog.webnews.it/20/11/2009/nobel-per-la-pace-a-internet-unidea-sbagliata


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Carta Etica Digitale

Uso consapevole della Rete, centralità dell’uomo, neutralità degli utilizzatori prima ancora che della Rete. Venezia 25 ottobre 2009

Art.1 (Opportunità)
A chiunque deve essere universalmente garantita l’opportunità di accedere ad Internet per la diffusione del proprio libero pensiero.

Art.2 (Sviluppo)
I Governi favoriscono l'accesso locale ad Internet quale sviluppo democratico della Societa' dell’Informazione.



Art.3 (Promozione)
I Governi sostengono l'utilizzo di Internet sviluppando procedure di amministrazione che assicurino trasparenza, efficacia e tempestività nei rapporti tra Stato e cittadino.



Art.4 (Rispetto)
Chiunque nell'utilizzo di Internet e' chiamato al rispetto della risorsa tecnologica nell’interesse proprio e della collettività.



Art.5 (Verifica)
Chiunque nella diffusione di informazioni deve accertare, prima delle divulgazione delle stesse, l’attendibilità della fonte.



Art.6 (Segreto)
Chiunque condivide informazioni in Internet è tenuto a riportare la fonte di provenienza, nel caso la notizia sia frutto di autonoma attività provvede all’accertamento e alla conservazione della fonte che potrà essere resa pubblica solo su richiesta dell'autorità giudiziaria.


Art.7 (Anonimato)
Chiunque può ricorrere a sistemi di informazione anonima qualora il Governo del proprio Paese ponga in atto azioni lesive verso i diritti e le libertà fondamentali dell'uomo.



Art.8 (Compilazione)
Chiunque scrive, diffonde o esegue consapevolmente un codice o un algoritmo informatico deve operare ogni cautela per il rispetto dei diritti personali e patrimoniali altrui.



Art.9 (Standard)
Chiunque scrive ed esegue un codice o un algoritmo informatico deve operare al fine di favorire l’interoperabilità dei sistemi.



Art.10 (Gratuità)
Chiunque produce e diffonde liberamente la propria conoscenza deve essere agevolato secondo il principio di sussidiarietà.



www.innovatori.it/Iniziative/LAssociazione_Innovatori_promuove_la_Carta_Etica_Digitale.kl

mercoledì 9 dicembre 2009

10 dicembre, Palermo: Forum HRD "Diritti umani tra giustizia e pace: testimonianza dal Kenia"


Centro di Documentazione sui Diritti Umani "Peter Benenson" Movimento Internazionale per la difesa dei Diritti Umani
Premio Nobel per la Pace 1977
Premio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani 1978


COMUNICATO STAMPA

International Forum Human Rights Defender 2009

Il Centro di Documentazione sui Diritti Umani “Peter Benenson”, organizza l'International Forum Human Rights Defender , a Palazzo Steri sede del Rettorato dell'Università degli Studi di Palermo sito in Piazza Marina a Palermo, il 10 dicembre 2009 alle ore 10.00, per celebrare il 61° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Anche quest'anno, Il Centro di Documentazione sui Diritti Umani “Peter Benenson" organizza il Forum HRD dal tema “Diritti Umani tra giustizia e pace: testimonianza dal Kenya”, che culminerà con la consegna del Premio di Difensore dei Diritti Umani a Jedidah Wakonyo Waruhiu, Direttrice Esecutiva di Legal Resources Foundation, migliore ONG keniota nel 2009.

All'International Forum Human Rights Defender 2009 parteciperanno: in qualità di relatore e moderatore Francesco Njagi Kaburu, Dottorando in Tutela dei Diritti Umani, Università degli Studi di Catania, Vito Campo, Responsabile Campagne Circoscrizione Sicilia Amnesty International – Sezione Italiana, Boniface Okada Buluma, Operatore sociale della Comunità Koinonia e Collaboratore di APP (Africa Peace Point), Jedidah Wakonyo Waruhiu, Direttrice Esecutiva di Legal Resources Foundation.

Jedidah Wakonyo Waruhiu terrà, a Palermo, il 9 e il 11 dicembre 2009, tre conferenze, in tre licei, dal titolo “Difendere i Diritti Umani tra povertà e conflitti”.

Ai partecipanti all'International Forum Human Rigths Defender 2009 verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti:
Centro di Documentazione Peter Benenson
Tel. 091.329142 , e-mail info@amnestysicilia.it



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venerdì 30 ottobre 2009

La Carta per un Mondo senza Violenza: aderisci!


NELL’AMBITO DELLA MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA

http://www.marciamondiale.org/

In vista del 10° Summit, previsto per il 10 e 11 novembre 2009 a Berlino, in occasione dei festeggiamenti per il ventesimo anniversario della caduta del Muro, il Segretariato dei Premi Nobel per la Pace ha invitato i rappresentanti della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza e il suo ispiratore Silo a presentare questa grande iniziativa all’inizio della sessione dell’11 novembre.
* La “Carta per un mondo senza violenza” è il risultato di diversi anni di lavoro da parte di individui ed organizzazioni che hanno vinto il Premio Nobel per la pace. Una prima bozza è stata presentata al 7° Summit dei Premi Nobel nel 2006 e la versione definitiva è stata approvata nell’8° Summit, nel dicembre 2007 a Roma.

In quell’occasione i Nobel consegneranno ai portavoce della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza la “Carta per un mondo senza violenza” * e questi si impegneranno a presentarla alle istituzioni, organizzazioni e personalità che incontreranno durante il percorso.

Su richiesta del Segretariato, stiamo già raccogliendo adesioni alla Carta, che vorremmo portare al Summit di Berlino come segno tangibile dell’interesse e dell’appoggio a questo documento, il cui inquadramento, punti di vista e proposte sono molto vicini a quelli della Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza.

Leggi la Carta per un Mondo senza Violenza




Le adesioni vanno inviate alla e-mail charter@theworldmarch.org e compariranno sia sul sito internazionale della Marcia (http://www.theworldmarch.org/) che su quello dei Nobel (http://www.nobelforpeace-summits.org/).



Per le organizzazioni si procede così: indicare nome e paese (es. Mondo senza Guerre, Italia). Se l’adesione viene da una persona con un ruolo nell’organizzazione, indicarlo. Es. Sig…., direttore di… segretario di…



A presto,



Andrea Bulgarini
Relazione Associazioni
Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza
andrea.bulgarini@marciamondiale.org 3336104651

Fonte:
Ana Afonso, Project coordinator "Centro per lo Sviluppo Creativo Danilo Dolci - Office: Via Gorizia n. 22 - 90133 Palermo, Italy - Tel: +390916164224 - Fax: +390916230849 - http://www.danilodolci.it/


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domenica 1 febbraio 2009

Baglioni e la Fondazione O'scià propongono Lampedusa per il Nobel per la Pace

Claudio Baglioni e la Fondazione O'scià propongono l'Isola e la gente di Lampedusa per il Nobel per la Pace. "Lampedusa malgrado viva da sempre una condizione di forte disagio e gravi difficoltà, dà tutta se stessa nell'accogliere i migranti - scrive la fondazione nella motivazione - cercando di offrire futuro a quanti, nella loro patria, se lo vedono negare da persecuzioni, guerre, ingiustizie e carestie. Una terra e un popolo che insegnano al mondo il significato delle parole civiltà e sacrificio, dimostrando cosa vuol dire umanità restituendo senso e valore alla parola speranza, indicando la rotta verso un mondo nuovo, finalmente degno di essere abitato da uomini davvero degni dell'appellativo di uomini".

"Sono felicissimo. L'idea di candidare Lampedusa e i suoi abitanti al Nobel per la pace mi pare splendida. Penso sia il giusto apprezzamento verso un popolo che, da anni, accoglie e sfama i tanti migranti che affrontano i viaggi della speranza". Così il sindaco dell'isola Dino De Rubeis ha commentato la proposta del cantante Claudio Baglioni, cittadino onorario della maggiore delle Pelagie, e della fondazione 'O Scia'. "I lampedusani, accogliendo gli uomini e e le donne che affrontano il mare cercando un futuro migliore - ha aggiunto - si stanno facendo carico delle conseguenze di quello che è un fenomeno epocale".
Fonte: Siciliainformazioni 31 gennaio 2009