Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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mercoledì 5 gennaio 2011

29 gennaio-11 giugno, Palermo: Corso di lingua giapponese

Il corso, tenuto da Noriko Gunji
avrà inizio il 29 gennaio 2011
e si svolgerà ogni sabato dalle 10.00 alle 12.00
nei locali dell’UDI
via XX Settembre 57.
Durerà complessivamente 40 ore
per un costo di 180 euro
più 30 di iscrizione.
Si prevede quindi che terminerà l’11 giugno.
Per iscriversi occorre versare 30 euro
nella sede dell’UDI
nei giorni 13, 20, 27 gennaio
dalle 10.00 alle 12.30
o telefonare al 3497759198
per concordare un’altra modalità
sempre entro il 27.
Le iscrizioni si chiuderanno
raggiunto il numero di 12 partecipanti





mercoledì 24 novembre 2010

26-28 novembre, Palermo: Manifestazione "La Sicilia abbraccia il Giappone"

Manifestazione
“La Sicilia abbraccia il Giappone"
4° Edizione

Palermo, Circolo Ufficiali, 26, 27 e 28 novembre 2010

Inaugurazione giorno 26 novembre 2010 ore 16.30

26 novembre 2010 alle ore 10.00, presso i locali del Biotos,
in via XII gennaio
si terrà una conferenza stampa
con la partecipazione dei 23 artisti giapponesi

L’Associazione Culturale Sicilia-Giappone, anche quest’anno, realizzerà, nell’ambito delle proprie attività culturali, una manifestazione di Arte e Cultura Giapponese che vedrà la partecipazione di 23 Maestri giapponesi, provenienti da Tokyo e Kyoto, esperti in arti e cerimonie tradizionali giapponesi.

Sarà presente il Maestro Nagamasa Nanjo di Kyoto, discendente da un’antica famiglia di attori del teatro Noh, il quale oltre ad esibirsi in rappresentazioni teatrali (shimai-no) e nella danza Naghinata,darà dimostrazione di come si realizzano le famosissime maschere del teatro Noh (Nohmen), veri e propri volti scolpiti. Attualmente il maestro Nanjo è uno dei più famosi e rinomati scultori di maschere teatrali in Giappone.

Sarà presente anche la Sig.ra Mitsuko Oyabu, Maestra di Ikebana, la Sig.ra Toshie Nishimura, Maestra di Sado (cerimonia del tè) e di Kitsuke (vestizione del Kimono) Kazuko Miyaji, con le Signore Setsuko Matsui, Setsuko Yoshinaga e Kazuko Kitamura.

Si esibiranno anche la Maestra di Shodo (calligrafia) Keiko Shimatani, la Maestra di Sado (cerimonia del tè) Hiroko Nagatsuka con le Signore Kuniko Tokoro e Mai Tokoro.

Conosceremo anche l’antica arte marziale dello Iaido, risalente al XVI secolo, con i maestri Tokoro e Konno. Lo Iaido significa “via dell’unione di sé” ed il fine è quello di realizzare l’armonia dell’individuo con se stesso e con l’universo. Verrà anche un maestro nell’arte della medicina tradizionale (Kikoh), Sig.Toshihiro Isobe il quale riesce a curare con l’energia che promana dalle mani.

Vi saranno anche dimostrazioni di Shodo (calligrafia) e Nihongo (lingua giapponese) con Mikiko Toshima.

Vi sarà, inoltre, una dimostrazione di Origami a cura della Maestra Hiroko Niki, un’esposizione di oggetti tradizionali giapponesi a cura delle Signore Reiko Suzuki, Mieko Shikata e del Sig. Masaya Yoshino.

All’interno della manifestazione, inoltre, vi saranno spazi dedicati alla mostra fotografica di Hisashi Itoh, fotografo di fama internazionale, dal titolo “Maiko a Kyoto” ed alla esposizione di poster su “Hiroshima e Nagasaki”, donati alla Ns. Associazione dal Museo della Pace di Hiroshima.

L’evento verrà realizzato con il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone in Italia e dell’Istituto di Cultura Giapponese in Roma e sarà presente all’inaugurazione lo stesso ambasciatore del Giappone in Italia, S.E Ando.

Il giorno dell’inaugurazione (26.11.2010 ore 16.30 presso il Circolo Ufficiali) saranno presenti, inoltre, il Presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, Il Presidente della Provincia regionale di Palermo.

Associazione Culturale Sicilia Giappone

Il Presidente

Avv. Giuseppe Cannizzo - Cell. 3451217097


mercoledì 14 aprile 2010

16 aprile, Palermo: Conferenza "Hiroshighe, maestro del mondo fluttuante"


Conferenza di Marcella Croce. Interviene Maria Antonietta Spadaro

Venerdì 16 aprile ore 18.30

Museo Internazionale delle Marionette Palermo

In collaborazione con l'ANISA
Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell'Arte

Hiroshighe, maestro del mondo fluttuante (Ukyoe)

DA TOKYO A KYOTO in 55 stampe (serie Tokaido) del maestro giapponese Hiroshighe (1797-1858).

La Tokaido, la 'strada del mare orientale', da Edo (antico nome di Tokyo) capitale dello shogun, conduceva a Kyoto, residenza imperiale. Una distanza di circa 500 Km. che veniva coperta in circa 15 giorni con stazioni che distavano in media quattro ri una dall'altra, cioè 2 km. Le stampe Ukiyo-e sono un genere artistico che ebbe molto successo in Giappone fra il 17° e il 19° secolo e che influenzò profondamente numerosi artisti occidentali tra cui Whistler, Pissarro, Monet, Bonnard e, più di ogni altro, Van Gogh. L'autore di ukiyo-e più famoso in occidente è Hokusai, con la sua celebre 'Grande onda di Kanagawa', che fa parte della serie 'Trentasei vedute del Monte Fuji'. Non meno importante fu Hiroshighe (1797-1858), ultimo fra i grandi in ordine cronologico.

Marcella Croce è nata a Palermo e ha conseguito il dottorato in letteratura italiana presso la University of Wisconsin-Madison (USA). È giornalista e collabora al quotidiano "La Repubblica". Per conto del Ministero degli Esteri è stata docente di italiano all'Università di Isfahan (Iran) e di Kyoto (Giappone). Ha pubblicato vari libri sulle tradizioni popolari siciliane e Oltre il chador - Iran in bianco e nero (Medusa, Milano) con cui ha vinto il 1° Premio di scrittura femminile "Il paese delle Donne", Roma 2007. Le sue pubblicazioni Eat smart in Sicily (Ginkgo Press, USA) e "Guida ai sapori perduti - storie e segreti del cibo siciliano" (Kalòs, Palermo) sono state presentate negli Istituti Italiani di Cultura di Haifa, Copenhagen, Malta, Washington, San Francisco e Vancouver. Con il figlio, Andrea Matranga, ha presentato la mostra fotografica "Riti e teatro tradizionale a Kyoto" presso il Museo Internazionale delle Marionette di Palermo e l'Art & Culture Association di Atene.
L'ultimo suo libro è L'anima nascosta del Giappone (Marietti ed. Milano)

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lunedì 15 marzo 2010

17 marzo, Palermo: "Conferenza "Trionfo di primavera. Arte e filosofia del giardino giapponese"

L’ANISA Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell’Arte

presenta

Trionfo di primavera – arte e filosofia del giardino giapponese
Mercoledì 17 marzo ore 18 Auditorium RAI
Viale Strasburgo Palermo
Conferenza e proiezione di Marcella Croce

“Camelie, peschi, pruni, ciliegi, azalee, peonie, rododendri, iris e ortensie, da gennaio a giugno una sequenza straordinaria. ‘I ciliegi, dopo una breve ed effimera fioritura, muoiono eroicamente, ecco perché noi li amiamo tanto’, mi ha spiegato un giorno la mia dolce padrona di casa Yoko: grazie alle parole di un’amica, d’improvviso tutto mi è apparso chiaro. Il senso di struggimento della caducità, la bellezza della transitorietà e il fascino dell’incertezza, il sentimento dell’impermanenza (mono no aware) sono una costante di tutta la cultura giapponese. Era così filosoficamente giustificata l’agitazione collettiva che, a livello nazionale, si diffondeva a macchia d’olio ogni giorno di più per la fioritura dei ciliegi. Alla televisione e sulla stampa venivano addirittura rilasciati continui aggiornamenti della situazione, veri e propri bollettini dei ciliegi, come da noi ci sono quelli della neve e del mare”.

L’anima nascosta del Giappone, M. Croce, Marietti Ed., Milano

Marcella Croce è nata a Palermo e ha conseguito il dottorato in letteratura italiana presso la University of Wisconsin-Madison (USA). È giornalista e collabora al quotidiano “La Repubblica”. Per conto del Ministero degli Esteri è stata docente di italiano all’Università di Isfahan (Iran) e di Kyoto (Giappone). Ha pubblicato vari libri sulle tradizioni popolari siciliane e Oltre il chador - Iran in bianco e nero (Medusa, Milano) con cui ha vinto il 1° Premio di scrittura femminile “Il paese delle Donne”, Roma 2007. Le sue pubblicazioni Eat smart in Sicily (Ginkgo Press, USA) e “Guida ai sapori perduti – storie e segreti del cibo siciliano” (Kalòs, Palermo 2008) sono state presentate negli Istituti Italiani di Cultura di Copenhagen, Washington, San Francisco e Vancouver. Con il figlio, Andrea Matranga, ha presentato la mostra fotografica “Riti e teatro tradizionale a Kyoto” presso il Museo Internazionale delle Marionette di Palermo e l’Art & Culture Association di Atene. Il suo ultimo libro è “L’anima nascosta del Giappone” (Marietti ed. Milano 2009).
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giovedì 18 febbraio 2010

3 marzo, Palermo: Mostra Hina Matsuri, arte e magia delle bambole rituali giapponesi

Mostra
3 marzo: festa di Hina Matsuri
arte e magia delle bambole rituali giapponesi (ningyo)
a cura di Marcella Croce in collaborazione con
ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell’Arte)

inaugurazione e conferenza di Marcella Croce mercoledì 3 marzo ore 17.30
Museo Internazionale delle Marionette Palermo
La mostra rimarrà aperta fino al 15 marzo negli orari di apertura del museo

Già nel Giappone antico esistevano bambole rituali (ningyo); in epoca Edo (1603-1868), per i riti di purificazione del Giorno del Serpente, lo shogun riceveva nel 3° giorno del 3° mese lunare una bambola dal Dipartimento dello Yin/Yang di Kyoto, se la strofinava sul corpo e poi la gettava nel fiume. Non c’è paese al mondo in cui le bambole (ningyo) abbiano assunto nei secoli significati antropologici così numerosi e profondi. Considerate in origine residenza temporanea degli dei scintoisti (kami), le bambole avevano lo scopo di attirare su di sé le disgrazie dei bambini; in seguito divennero un’occasione per offrire loro un esempio di vita.
Nelle case giapponesi il 3 marzo, festa delle bambine (Hina matsuri) e dei fiori di pruno (ume), le magnifiche bambole di famiglia vengono riesumate, ritrovate con affetto, quasi come se fossero persone, e sistemate in una esibizione che, con una metafora un po’ ardita, può essere chiamata ‘presepe giapponese’. Un presepe senza Sacra Famiglia né Re Magi naturalmente, ma simile ai nostri migliori per bellezza, ricchezza e varietà. Hina matsuri intende fare specchiare le bambine, future donne, mogli e madri, in un esempio di sofisticata coppia di epoca Heian (impropriamente detta ‘imperiale’), circondata da numerosi cortigiani e suonatori e da tutte le ‘necessità’ della vita aristocratica. Si suppone che al contrario i maschietti nella celebrazione del 5 maggio (Kodomonohi) che è anche festa nazionale, trovino ispirazione per il coraggio che loro si addice: le loro bambole sono musha ningyo, cioè rappresentazioni di famosi e coraggiosissimi guerrieri. Altri simboli associati alla festa dei maschietti sono i fiori di iris, lunghi e affilati come le spade dei samurai, e le carpe (koi) volanti che risalgono la corrente dei fiumi, e che nella fantasia popolare diventano draghi, cui viene attribuita la capacità di infondere forza al bambino.
La maggior parte degli occidentali non si rende conto che nessuno degli aspetti più famosi della cultura giapponese, dalla cerimonia del tè al giardino, dal teatro Noh all’ikebana, e persino alle arti marziali e al sumo, è esente da una fortissima carica spirituale che trova sempre la sua apoteosi in un’ineffabile senso di comunione con la natura. Tutta la cultura e la storia del Giappone possono essere rivisitate attraverso le bambole. Al capitano Perry, quando nel 1868 le ‘navi nere’ degli americani entrarono nella baia di Nagasaki rompendo lo splendido isolamento secolare dell’arcipelago, furono regalate delle bambole. Un po’ come se Nixon e Mao o Reagan e Gorbaciov oltre che stringersi la mano davanti ai fotografi, nei loro storici incontri si fossero scambiati delle bambole.
Le bambole rituali in mostra sono state acquistate nel 2006 da Marcella Croce sulle bancarelle del mercato di Tenjin-san che si svolge il 25 di ogni mese nel tempio di Kitano Tenmangu di Kyoto, e che per molti genitori è un’occasione per arricchire o completare la ‘dote’ in bambole dei propri figli.
Marcella Croce è nata a Palermo e ha conseguito il dottorato in letteratura italiana presso la University of Wisconsin-Madison (USA). È giornalista e collabora al quotidiano “La Repubblica”. Per conto del Ministero degli Esteri è stata docente di italiano all’Università di Isfahan (Iran) e di Kyoto (Giappone). Ha pubblicato vari libri sulle tradizioni popolari siciliane e Oltre il chador - Iran in bianco e nero (Medusa, Milano) con cui ha vinto il 1° Premio di scrittura femminile “Il paese delle Donne”, Roma 2007. Le sue pubblicazioni Eat smart in Sicily (Ginkgo Press, USA) e “Guida ai sapori perduti – storie e segreti del cibo siciliano” (Kalòs, Palermo 2008) sono state presentate negli Istituti Italiani di Cultura di Copenhagen, Washington, San Francisco e Vancouver. Con il figlio, Andrea Matranga, ha presentato la mostra fotografica “Riti e teatro tradizionale a Kyoto” presso il Museo Internazionale delle Marionette di Palermo e l’Art & Culture Association di Atene. Il suo ultimo libro è “L’anima nascosta del Giappone” (Marietti ed. Milano 2009).

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sabato 5 dicembre 2009

11 dicembre, Palermo: "O moglie o geisha. Il mondo della donna giapponese."






Venerdì 11 dicembre ore 18.00
Libreria Kalhesa
Foro Umberto I Palermo
O MOGLIE O GEISHA
Il mondo della donna giapponese






Maria Pia Farinella ne parlerà con
Kaori Sakurada
e Marcella Croce
autrice di L'ANIMA NASCOSTA DEL GIAPPONE
(Marietti ed. Milano, prefazione di Kazufumi Takada
Direttore dell'Istituto Giapponese di Cultura di Roma)

Introduce Silvana Fernandez

Non tutti sanno che il Giappone, sebbene sia uno dei paesi più avanzati del mondo, è anche uno dei più maschilisti. Oggi molte donne giapponesi non sposate lavorano, anche se per stipendi sensibilmente inferiori a quelli dei loro colleghi di sesso maschile. Vengono definite shokuba no hana (‘fiori del lavoro’), ma di rado accedono alle più alte cariche delle ditte in cui lavorano: sia nel settore pubblico che in quello privato, rimangono confinate al rango di OL (‘Office Lady’).


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lunedì 28 settembre 2009

2 ottobre, Villa Niscemi: inaugurazione mostra del Maestro Hiroshighe e presentazione del libro di Marcella Croce "L'Anima nascosta del Giappone"



Il 2 ottobre alle ore 17.30 nello spazio espositivo di Villa Niscemi (Via Duca degli Abbruzzi Palermo) sarà inaugurata in collaborazione con l’ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti Storia dell’Arte), la mostra di 55 stampe (serie Tokaido) del maestro Hiroshighe (1797-1858) che rimarrà aperta fino all’8 ottobre con il seguente orario:
17.30-19.30
domenica chiuso
visita guidata 3-5-6-7 ottobre ore 18
info: 340-6678233
marcellacroce@gmail.com

Viene proposta in questa mostra un’edizione della serie completa della Tokaido, la ‘strada del mare orientale’, che da Edo (antico nome di Tokyo) capitale dello shogun, conduceva a Kyoto, residenza imperiale. Una distanza di circa 500 Km. che veniva coperta in circa 15 giorni con stazioni che distavano in media quattro ri una dall’altra, cioè 2 km.
Per la prima volta verranno esposte a Palermo stampe Ukiyo-e, un genere artistico che ebbe molto successo in Giappone fra il 17° e il 19° secolo e che influenzò profondamente numerosi artisti occidentali tra cui Whistler, Pissarro, Monet, Bonnard e, più di ogni altro, Van Gogh.
L’autore di ukiyo-e più famoso in occidente è Hokusai, con la sua celebre ‘Grande onda di Kanagawa’, che fa parte della serie ‘Trentasei vedute del Monte Fuji’. Non meno importante fu Hiroshighe (1797-1858), ultimo fra i grandi in ordine cronologico.

Ukiyo-e
IL MONDO FLUTTUANTE

‘Vivere semplicemente l’attimo presente, sapersi dedicare interamente alla contemplazione della luna, della neve, dei ciliegi in fiore e degli aceri rosseggianti, cantare, bere, consolarsi dimenticando la realtà, non preoccuparsi della miseria che ci sta davanti, non farsi scoraggiare, essere come una zucca vuota che galleggia sulla corrente dell’acqua, ecco quello che chiamiamo il mondo fluttuante...’
Queste famose parole scritte nel 1661 dal romanziere Asai Ryoi vengono spesso citate per descrivere quel mondo fluttuante (ukiyo-e), tipico dell’estetica e della cultura giapponese, che in origine era associato con l’effimero nella visione buddista della vita umana, e che in seguito prese il significato di impermanenza e di visione edonistica dell’attimo fuggente.
Il termine ukiyo-e finì per designare per antonomasia le xilografie a cui si dedicarono con passione numerosi artisti giapponesi, e che di quel mondo divennero l’espressione più nota e tangibile. Un fenomeno che raggiunse il suo apice nel 19° secolo, in concomitanza con l’affermarsi della ricca classe mercantile di Edo (Tokyo). A queste stampe di enorme successo si ispirarono molti pittori occidentali, fra cui Whistler, Pissarro, Monet, Bonnard e, più di ogni altro, Van Gogh.
L’autore di ukiyo-e più famoso in occidente è Hokusai, con la sua celebre ‘Grande onda di Kanagawa’, che fa parte della serie ‘Trentasei vedute del Monte Fuji’. Non meno importante fu Hiroshighe (1797-1858), ultimo fra i grandi in ordine cronologico.

LA TOKAIDO DI HIROSHIGHE

Artista straordinariamente prolifico, a Hiroshighe sono attribuite oltre 8000 opere, circa un decimo delle quali sono disegni delle 55 stazioni della Tokaido, la ‘strada del mare orientale’, che da Edo (antico nome di Tokyo) capitale dello shogun, conduceva a Kyoto, residenza imperiale. Una distanza di circa 500 Km. con stazioni che distavano in media quattro ri una dall’altra, cioè 2 km. Per percorrerla erano necessari fra undici e quindici giorni, che potevano essere anche molti di più a causa delle intemperie. Le stazioni erano posti di controllo e di manutenzione stradale nel cuore di paesaggi pittoreschi (laghi, fiumi, bracci di mare, torrenti, valichi, rocce, precipizi, risaie, foreste), nei pressi di templi buddisti e di santuari scintoisti, vicino a luoghi storici, e offrivano una vasta gamma di servizi per i numerosi viaggiatori di tutte le condizioni sociali che continuamente la percorrevano e che a secondo del loro status sociale procedevano in palanchino, in portantina, a cavallo, o a piedi, e trovavano sul loro cammino alberghi per passare la notte, scuderie, negozi di specialità locali e prodotti artigianali, ristoranti, traghettatori, guide, commessi.
I viaggiatori erano pellegrini, bonzi, turisti, mercanti, messaggeri, avventurieri, ma anche e soprattutto signori feudali (daimyo), costretti dallo shogun a una doppia residenza nella capitale e nel loro feudo e che quindi si spostavano con un seguito fra le cento e le duemila persone. Per motivi politici gli shogun non costruivano i ponti se non era strettamente necessario, e i viaggiatori venivano quindi costretti a numerosi guadi, con modalità diverse a secondo delle loro possibilità economiche.
Mestieri, cibi, usanze locali sono dettagliatamente descritti nell’opera di Hiroshighe, che riveste quindi grande interesse antropologico. Ancora intatto, cristallizzato per sempre è tutto il fascino del Giappone, ritratto qualche decennio prima dell’apertura dell’arcipelago all’Occidente dopo gli oltre due secoli di totale isolamento dell’epoca Edo o Tokugawa (1615-1868).
La Tokaido, prodotta da Hiroshighe nel 1833-34, ebbe tale successo che l’artista produsse molte altre serie, spesso totalmente diverse dalla prima. Di alcune stampe particolarmente famose furono fatte anche 20000 o 30000 esemplari.

Marcella Croce

BIBLIOGRAFIA
Bussagli, Mario, La via dell’arte fra Oriente e Occidente. Due millenni di storia, Art Dossier, Giunti, Firenze 1986.
Calza, Giancarlo, Ukiyo-e. Il Mondo Fluttuante, Electa, Milano 2004.
Caroli, Flavio, Arte d’Oriente Arte d’Occidente. Per una storia delle immagini nell’era della globalità, Electa, Milano 2006.
Croce, Marcella, L’anima nascosta del Giappone, Marietti, Milano 2009
Kobayashi, Tadashi, Ukiyo-e. An Introduction to Japanese Woodblock Prints, Kodansha, Tokyo 1982.
Lambert, Gisèle e Bouquillard, Jocelyn, Le Tokaido de Hiroshige, Bibliothèque de l’Image, Paris 2002.
Menegazzo, Rossella, Dizionari delle civiltà. Giappone, Electa, Milano 2007.
Nagata, Seiji, Hokusai. Genius of the Japanese Ukiyo-e, Kodansha, Tokyo 1995.
Oka, Isaburo, Hiroshige. Japan’s great landscape artist, Kodansha, Tokyo 1992.
Seiroku, Noma, The arts of Japan. I. Ancient and Medieval – II. Late Medieval to Modern, Kodansha, Tokyo 1966.
Shuichi, Kato, Form, Style, Tradition, Reflections on Japanese Art and Society, Kodansha, Tokyo 1981; trad. it. Arte e Società in Giappone, Fondazione Giovanni Agnelli, Torino 1991.
Spadaro, Maria Antonietta, Otama Kiyohara, “Kalòs”, suppl. al n. 1, anno XIV, gennaio-marzo 2002.
Spadaro, Maria Antonietta, O’Tama e Vincenzo Ragusa. Echi di Giappone in Italia, Kalòs, Palermo 2008.


Venerdì 2 ottobre ore 17.30
Villa Niscemi Piazza dei Quartieri 2 Palermo

Maria Antonietta Spadaro
Maurizio Carta
Kaori Sakurada

presenteranno il libro
di Marcella Croce

L’anima nascosta del Giappone
Marietti editore Milano 2009
Prefazione di Kazufumi Takada
Direttore dell’Istituto giapponese di Cultura di Roma

In concomitanza alla presentazione del libro nello spazio espositivo di Villa Niscemi sarà inaugurata in collaborazione con l’ANISA (Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte) la mostra di 55 stampe (serie Tokaido) del maestro Hiroshighe (1797-1858) che rimarrà aperta fino all’8 ottobre con il seguente orario:
17.30-19.30 domenica chiuso
visita guidata 3-5-6-7 ottobre ore 18
info: 340-6678233 marcellacroce@gmail.com

“Lo spirito del Giappone, più che spiegato o studiato, va semplicemente ‘sentito’, assorbito. Ricopiando il sutra nell’atmosfera rarefatta del tempio, l’unico rumore che avvertivo era il battere implacabile della pioggia che innaffiava naturalmente i celebrati muschi, e ad ogni tratto del pennello affondavo lentamente sempre più nel terreno inesprimibile del sacro. La pioggia continuava incessante; invece che rovinare la nostra passeggiata nel giardino, l’aveva resa ancora più suggestiva. Scendendo una dozzina di scalini, mi sono ritrovata nel buio totale di un ambiente sotterraneo, che intendeva richiamare il ventre materno, che è anche il ventre della terra, e in pochi minuti ciascun visitatore, che lo volesse o no, diventava pellegrino e avvertiva totalmente cambiata la propria dimensione.”

Marcella Croce è nata a Palermo e ha conseguito il dottorato in letteratura italiana presso la University of Wisconsin-Madison (USA). È giornalista e collabora al quotidiano “La Repubblica”. Per conto del Ministero degli Esteri è stata docente di italiano all’Università di Isfahan (Iran) e di Kyoto (Giappone). Ha pubblicato vari libri sulle tradizioni popolari siciliane e Oltre il chador - Iran in bianco e nero (Medusa, Milano) con cui ha vinto il 1° Premio di scrittura femminile “Il paese delle Donne”, Roma 2007. Le sue pubblicazioni più recenti sono Eat smart in Sicily (Ginkgo Press, USA) e “Guida ai sapori perduti – storie e segreti del cibo siciliano” (Kalòs, Palermo) che sono stati presentati negli Istituti Italiani di Cultura di Washington, San Francisco e Vancouver. Con il figlio, Andrea Matranga, ha presentato la mostra fotografica “Riti e teatro tradizionale a Kyoto” presso il Museo Internazionale delle Marionette di Palermo e l’Art & Culture Association di Atene.

martedì 4 agosto 2009

Presentazione di Marcella Croce: Guida ai Sapori perduti e L'Anima nascosta del Giappone



Due inviti per le presentazioni di due libri di Marcella Croce

‘Guida ai sapori perduti’

‘L’anima nascosta del Giappone’

rispettivamente a Cefalù e a Marsala, dove verrà presentata anche una mostra fotografica.