Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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mercoledì 18 gennaio 2012

5 febbraio, Torino: Riunone europea verso la Marcia europea

EUROPEAN MEETING
TOWARDS THE EUROPEAN MARCH
SUNDAY 5th OF FEBRUARY 2012- TORINO (ITALIE)

We inform you that the next meeting of the "Coalition Internationale des Collectifs des Sans-Papiers" (CICSP) regarding  the european march will take place in Torino (Italy), the 5th of february 2012.
The "Coalition Internationale des Collectifs des Sans-Papiers" (CICSP)   has held its first meeting in Paris, the 23rd of october 2011. The  "Coalition Internationale des Collectifs des Sans Papiers" has decided to organize a  joint march  against the repressive laws that the european countries have adopted and demands a global regulisation and freedom of movement, etc...
To participate to this european rendez vous, please find all information below.
SUNDAY 5TH OF FEBRUARY 2012
from 11 AM to 16 PM
ADRESS: Corso Marconi, 34 (1st floor)
From the train station Torino Porta Nuova
take the TRAM 9 or the BUS 34, 67 and get off at VALENTINO stop.
 
Nota: Please contact and inform your local organiser for better coordination  in each country.
We expect a big commitment from all. 
For information, please contact: 
Aboubakar Soumahoro: +39 347 92 50 741 
Sissoko Anzoumana: +33 626 77 04 02      
Coalition Internationale des Collectifs des Sans-Papiers (CICSP)
 


==Italiano==


RIUNIONE EUROPEA 
VERSO LA MARCIA EUROPEA
DOMENICA 5 FEBBRAIO 2012 - TORINO (ITALIA)

Vi informiamo che la prossima riunione della Coalizione Internazionale dei Collettivi dei Sans Papiers (CICSP) sul tema della MARCIA EUROPEA avrà luogo a Torino, in Italia, il 5 febbraio 2012.
Portiamo alla conoscenza di tutti che la Coalizione Internazionale dei Collettivi dei Sans Papiers (CICSP) ha tenuto il suo primo incontro il 23 ottobre 2011 a Parigi. La Coalizione Internazionale dei Collettivi dei Sans Papiers (CICSP) ha deciso (vedere report allegato) di fare una marcia europea comune contro le leggi repressivi (arresti, detenzioni, espulsioni) che gli stati europei hanno adottato e rivendica la regolarizzazione globale, la libertà di circolazione, etc...
Troverete qui sotto i riferimenti per tutti coloro che vorrano fare il viaggio per questo grande appuntamento europeo.
DOMENICA 5 FEBBRAIO 2012dalle ore 11 alle ore 16
INDIRIZZO: Corso Marconi, 34 (1° piano)
Dalla stazione Torino Porta Nuova prendere il TRAM 9 o l'autobus 34, 67.
Scendere alla fermata VALENTINO

Nota: Vi preghiamo di conttatare e tenere informati i responsabili dei diversi paesi coinvolti
in questo evento per agevolare al meglio l'organizzazione  della Marcia Europea. 
Auspichiamo un impegno forte di tutti  in questa azione comune. 
Per qualsiasi informazione, conttatare la segreteria organizzativa:
Aboubakar Soumahoro: +39 347 92 50 741 
Sissoko Anzoumana: +33 626 77 04 02      
Email: marche.européenne.des.sans.papiers@gmail.com 
Coalizione Internazionale des Collettivi dei Sans-Papiers (CICSP)
 
 

domenica 24 luglio 2011

LasciateCIEntrare. Il 25 luglio contro la censura. Il programma della giornata nei centri di tutta Italia

LasciateCIEntrare. Il 25 luglio contro la censura



Da Gradisca a Lampedusa. Visite parlamentari a tappeto nei centri di identificazione e espulsione (Cie) di tutta Italia per dire no alla censura imposta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, che dal primo aprile vieta l'ingresso nei Cie alla stampa e alle associazioni. L'appuntamento è per lunedì 25 luglio alle 11,00. Davanti ai Cie di Roma, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari e Trapani. Lo stesso giorno altre delegazioni visiteranno il centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Mineo (Ct) e i centri di prima accoglienza di Lampedusa, Porto Empedocle (Ag) e Cagliari, dove pure dal primo aprile la stampa non può più entrare. La visita al Cie di Bologna invece è anticipata a venerdì 22 luglio. L'iniziativa è stata promossa da sindacato e ordine dei giornalisti insieme a un gruppo di parlamentari, dopo il primo appello pubblicato due mesi fa proprio su Fortress Europe. Consultate il programma delle visite con orari e referenti.

Il gruppo dei 24 parlamentari che hanno confermato la loro partecipazione al 25 luglio è decisamente composito. Si va dal Pd all'Udc e dai Radicali all'Idv, passando per il futurista Granata. E in mezzo alla lista spunta persino il nome di Livia Turco, colei che nel 1998 firmò insieme all'attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la legge che istituì i centri di identificazione e espulsione, con l'unica differenza che allora avevano un nome più ambiguo: cpt, ovvero centri di permanenza temporanea. Che Livia Turco abbia cambiato idea sull’esistenza delle sue stesse creature?

Ci piacerebbe tanto. Ma non riusciamo a dimenticare che già nel 2005 i governatori delle Regioni del centrosinistra si riunirono a Bari alla corte del neo governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, per elaborare un acrobatico documento che chiedeva il “superamento” dei Cie ma non la loro “chiusura”. Poi nel 2006 vinse Prodi, passarono dall'opposizione al governo e si scordarono tutto. Sarà così anche questa volta?

Certo che sì. I Cie non si chiudono se alla base non c'è una visione alternativa della frontiera e del diritto alla libertà di circolazione. E quella visione oggi non c'è. Ma per crearla bisogna prima creare una massa critica. E per fare questo c'è bisogno di rompere la censura su quei luoghi. E di raccontare, raccontare, raccontare.

Per questo Fortress Europe sostiene la campagna del 25 luglio, senza timore di farsi strumentalizzare dalla politica. E invita tutti a fare lo stesso e a farsi vedere davanti i Cie della propria città. E a mandarci foto e racconti della giornata. Di seguito, il comunicato stampa e le adesioni sin qui raccolte.

LasciateCIEntrare
mobilitazione del 25 luglio

CIE (Centri di Identificazione) e CARA (Centri di Accoglienza per Richiedenti Asilo), sono da tempo OFF LIMITS per l’informazione, luoghi interdetti alla società civile e in cui soltanto alcune organizzazioni umanitarie arbitrariamente scelte riescono ad entrare. Una circolare del Ministro dell’interno, la n. 1305 emanata il 1 aprile 2011, ha reso ancora più inaccessibili tali luoghi, fino a data da destinarsi, in nome dell’emergenza nordafricana. Giornalisti, sindacati, esponenti di associazionismo antirazzista umanitario nazionale e internazionale, presenti nel territorio in cui sono ubicati, sono considerati secondo detta circolare “un intralcio” all’operato degli enti gestori e per questo tenuti fuori. Questo si traduce di fatto in una sospensione del diritto-dovere di informazione che si va ad aggiungere alle tante violazioni già riscontrate in questi centri. Non potendo entrare diviene legittimo pensare che in essi si determinino condizioni di vita inaccettabili e ripetute violazione dei diritti. Le poche fonti reperibili di notizie diventano i video registrati da cellulari, dagli immigrati trattenuti nei centri, le lettere che riescono a partire dall’interno, le telefonate e le testimonianze rese da chi esce o fugge, e quanto arriva non è certo dimostrazione di trattamento rispettoso dei diritti umani. Il prolungamento votato nei giorni scorsi dal parlamento, che consente di trattenere le persone non identificate nei Cie fino a 18 mesi, aumenta il disagio e la sofferenza in cui si ritrovano persone che non hanno commesso alcun reato. Gravi lacune si registrano poi nell’esercizio del diritto alla difesa. A tale scopo chi opera nell’informazione ritiene fondamentale avere modo di poter far conoscere alla pubblica opinione quanto in questi luoghi avviene, le ragioni dei continui tentativi di fuga e rivolta, dell’aumento dei casi di autolesionismo che spesso sfociano nel tentativo di suicidio. L’informazione deve poterne parlare, la società ha il diritto di sapere. Così come migranti e i cittadini stranieri hanno il diritto di essere informati ed assistiti dai legali, dalle associazioni e dai sindacati.

Per questo il 25 luglio, parlamentari di numerose forze politiche, consiglieri regionali, giornalisti, sindacalisti, associazioni e attivisti della società civile saranno davanti ad alcuni CIE e CARA italiani per reclamare il diritto ad accendere i riflettori su queste strutture e sulle persone che vi sono trattenute.


Comitato promotore
FNSI, ORDINE DEI GIORNALISTI, Art. 21, ASGI, PRIMO MARZO, OPEN SOCIETY FOUNDATION, EUROPEAN ALTERNATIVES e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta , Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi.

Adesione fin qui ricevute

GAD LERNER, GIAN ANTONIO STELLA, A BUON DIRITTO, ACLI, AMSI, ANSI, ARCI, CITTADINANZA ATTIVA Onlus, CGIL, CLASS ACTION PROCEDIMENTALE, COMAI, MIGREUROP, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, FCEI, FORUM IMMIGRAZIONE PD NAZIONALE, CIR, TERRE DES HOMMES, FRATELLI DELL’UOMO, Ass. Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, AVVENIRE, CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, EUROPA, FAMIGLIA CRISTIANA, IL FATTO QUOTIDIANO, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, LEFT, LA REPUBBLICA, LIBERAL, LIBERAZIONE, MADRE, L‘UNITA’, IL MANIFESTO, MELTING POT EUROPA, CAMPAGNA WELCOME, LA NUOVA SARDEGNA, AGENZIA STAMPA REDATTORE SOCIALE, IL RIFORMISTA, SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE, IL TEMPO Roma, LiBERACITTADINANZA, LOOKOUT.TV, JESUS, MoveOn, POPOLO VIOLA, ANTIGONE LOMBARDIA, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’, Gruppo al Consiglio Regionale del Lazio della Federazione della Sinistra, Gruppo al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di Rifondazione Comunista, Rete Immigrati Autorganizzati Milano, Collettivo Precariamente, AceA Onlus Associazione Consumi Etici e Stili di Vita Solidali, Andrea Segre ZALAB, Marco Pacciotti, Chiara Cremonesi, , Igiaba Scego, Foad Aodi Presidente Amsi e Co-mai, CGIL Modena, ARCI Modena, PRIMO Marzo Modena, CARITAS Modena, PORTA APERTA, ASSOCIAZIONE LA COLOMBA, CENTRO MISSIONARIO DIOCESANO, LIBERA ASS. NOMI E NUMERI CONTRO LE MAFIE, SEL Modena, Associazione Interculturale DAWA, Diaspora Africana Centre, i consiglieri provinciali Bergamini Serena , Baracchi Grazia, Elena Gazzotti , Fausto Cigni e i parlamentari Manuela Ghizzoni, Mariangela Bastico, Giuliano Barbolino, Ivano Miglioli

Parlamentari ad oggi confermati che parteciperanno all’iniziativa
Touadì (PD), Villecco Calipari (PD), Turco (PD), Colombo (PD), Gozi (PD), Sarubbi (PD), Pardi (IDV), Zampa (PD), Monai(IDV), Strizzolo (PD), Rossomando (PD), Marcenaro (PD), Messina (IDV), Pezzotta (UDC), Fiano (PD), Pes (PD), Di Stanislao (IDV), Perduca (RADICALI) , Orlando (IDV), Luongo (PD), Giambrone (IDV), Granata (FLI), Ginefra (PD), Ghizzoni (PD).

Presso i centri dislocati in
Roma, Bologna, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari, Cagliari, Trapani, Catania, Lampedusa, Porto Empedocle. Clicca per vedere il programma nel dettaglio

Chiunque voglia partecipare o richiedere ulteriori informazioni può mettersi in contatto con:
Gabriella Guido - Rete PRIMO MARZO - ggabrielle65@yahoo.it - 329.8113338
Renzo Santelli – FNSI - renzo.santelli@fnsi.it - 335.5325534
__________________________________________________
IL PROGRAMMA DEL 25 LUGLIO
L'appuntamento è per le 11,00 davanti ai Cie della vostra città, insieme a parlamentari e giornalisti, per dire no alla censura imposta per circolare ministeriale da Maroni. E per parlare delle condizioni dei detenuti con i parlamentari che visiteranno le strutture. Perchè gli obiettivi sono due. LasciateCIEntrare, ma anche lasciateliuscire! Di seguito il programma delle visite con orario, adesioni e referenti. Per leggere l'appello e il motivo per cui Fortress Europe aderisce alla campagna, cliccate qui.

ROMA
Cie Ponte Galeria, via Cesare Chiodi, fermata "Fiera di Roma" del treno per Fiumicino aeroporto
Referente: GABRIELLA GUIDO, ggabrielle65yahoo.it, 329.8113338
Appuntamento alle ore 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
ROSA VILLECCO CALIPARI (PD)
LIVIA TURCO (PD)
FURIO COLOMBO (PD)
SANDRO GOZI (PD)
ANDREA SARUBBI (PD)
PANCHO PARDI (IDV)
FLAVIA PERINA (FLI)
ROBERTO NATALE – FNSI
ENZO IACOPINO – ORDINE DEI GIORNALISTI
GABRIELLA GUIDO – PRIMO MARZO (referente per delegazione Roma)
VERA LAMONICA – CGIL
PIERO SOLDINI - CGIL
SILVIA IOLI - CGIL
PAOLO MONDANI – Report
MASSIMO MARNETTO – LeG
STEFANO GALIENI – RIFONDAZIONE e LIBERAZIONE
RAFFAELLA COSENTINO, free lance


GRADISCA
Appuntamento davanti al Cie in via Udine alle ore 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
CARLO MONAI (IDV)
IVANO STRIZZOLO (PD)
GIUSEPPE GIULIETTI (Misto)


TORINO
Appuntamento davanti al Cie in via Santa Maria Mazzarello alle ore 11:30
Referente: GABRIELE DEL GRANDE, gabriele_delgrande@yahoo.it, 328.3913155
Hanno confermato la loro partecipazione:
ANNA ROSSOMANDO (PD)
PIETRO MARCENARO (PD)
MAURO MARINO (PD)
GIORGIO MERLO (PD)
MAGDA NEGRI (PD)
GABRIELE DEL GRANDE, Fortress Europe


MILANO
Appuntamento davanti al Cie in via Corelli alle ore 11:00
Referente: ILARIA SCOVAZZI, Scovazzi@arci.it, cell 328.54 73 099
Hanno confermato la loro partecipazione:
JEAN LEONARD TOUADI (PD)
SAVINO PEZZOTTA (UDC)
EMANUELE FIANO (PD)
GIUSEPPE CIVATI(Cons. Regionale PD)
ENRICO MARCORA (Cons. Regionale UDC)
LIBERTA’ E GIUSTIZIA
CHIARA CREMONESI (SEL)
ARCI Milano
ANTIGONE Lombardia


BARI 
Appuntamento davanti al Cie di Bari Palese alle 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
AUGUSTO DI STANISLAO (IDV)
DARIO GINEFRA (PD)
ASSOCIAZIONE DELLA STAMPA DI PUGLIA


TRAPANI VULPITTA
Referente: Valeria Bertolino, valeria.africa@libero.it
Appuntamento alle ore 12:00 davanti al Cie Serraino Vulpitta in via Tunisi
Hanno confermato la loro partecipazione:
MARCO PERDUCA (RADICALI)
LEOLUCA ORLANDO (IDV)
FULVIO VASSALLO PALEOLOGO - ASGI
Valeria Africa – (referente per Trapani)

TRAPANI MILO
Appuntamento alle 16:00 davanti al Cie di contrada Milo
Referente: Valeria Bertolino, valeria.africa@libero.it
Hanno confermato la loro partecipazione:
LEOLUCA ORLANDO (IDV)
MARCO PERDUCA (RADICALI)
IGNAZIO MESSINA (IDV)
FULVIO VASSALLO PALEOLGO - ASGI


MODENA
Appuntamento alle 11:00 davanti al Cie in via Alessandro la Marmora
Referente: CECILE KIENGE – PRIMO MARZO, ckyenge@gmail.com, 328.5991970, 347.8854090
Hanno confermato la loro partecipazione:
MANUELA GHIZZONI (PD)
MARIANGELA BASTICO (PD)
IVANO MIGLIOLI (PD)
GIULIANO BARBOLINI (PD)
SERENA BERGAMINI - Cons. Provincia Modena (PD)
GRAZIA BARACCHI - Cons. Provincia Modena (PD)
ELENA GAZZOTTI - Cons. Provincia Modena (PD)
FAUSTO CIGNI - Cons. Provincia Modena (PD)

LAMPEDUSA
Appuntamento davanti al centro di primo soccorso e accoglienza di Contrada Imbriacola alle 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
ARCI
Terre Des Hommes
Avv. Alessandra Ballarini
Chiara Tamburini – SEL Bruxelles
referente: CHIARA TAMBURINI, chiara.tamburini@europarl.europa.eu, 333.2770422


CATANIA
Appuntamento davanti al Cara di Mineo, statale Catania Gela, alle 11:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
FABIO GIAMBRONE (IDV)
IGNAZIO MESSINA (IDV)
FABIO GRANATA (FLI)
Rete antirazzista Catania


CAGLIARI
Appuntamento davanti al centro di prima accoglienza di Elmas alle 11:00
Referente: m.chiaracugusi@gmail.com
Hanno confermato la loro partecipazione:
CATERINA PES (PD)
GIULIO CALVISI (PD)
ANGELA QUAQUERO ( Vice Pres. Provincia Cagliari)
FRANCO SIDDI - FNSI
PAOLA MEDDE (Sardegna24)


BOLOGNA
Appuntamento davanti al Cie di via Mattei, venerdì 22 luglio 2011 alle 16:00
Hanno confermato la loro partecipazione:
SANDRA ZAMPA (PD)
Referente: CECILE KIENGE, ckyenge@gmail.com, 328.5991970, 347.8854090

E ancora a Bologna, di nuovo appuntamento lunedì 25 luglio 2011 alle 11:00
Referente: CECILE KYENGE, ckyenge@gmail.com, 328.5991970, 347.8854090
Hanno confermato la loro partecipazione:
CECILE KYENGE – REFERENTE PRIMO MARZO
ANNAROSA ROSSI – CGIL BOLOGNA
DANIELE FRIGERI – PRIMO MARZO FIRENZE
OLAWALE – PRIMO MARZO IMOLA
LUCIDAMENTE – RIVISTA TELEMATICA
PIACENZA GIUSEPPE - COMUNITA PAPA GIOVANNI XXIII
FORUM IMMIGRAZIONE REGIONALE PD


CROTONE
Appuntamento alle12 davanti al Cie - ex base aeronautica S.Anna - Isola di Capo Rizzuto
NICODEMO OLIVERIO (PD)
CARMEN MESSINETTI - CGIL CROTONE Resp. Dipartimento
Immigrazione (referente per delegazione CROTONE)
FILIPPO SESTITO - Presidente Arci Provinciale Crotone
TONIA STUMPO - Segreteria Provinciale PD Crotone
PASQUALE APRIGLIANO - Segretario generale Cgil Crotone
STEFANIA TAVERNITI - Segreteria Cgil Crotone
FRANCO GRILLO - Segretario Generale FP Cgil Crotone  

venerdì 4 marzo 2011

Torino, tunisini in sciopero della fame al centro espulsioni: ridateci la libertà!

“Siamo uomini liberi, è una questione di onore, di dignità, non potete rinchiuderci come animali in questa prigione per sei mesi.
Anche in Tunisia stanno arrivando migliaia di stranieri dalla Libia, ma non li abbiamo arrestati!
Ridateci la nostra libertà.
Siamo diretti in Francia, lasceremo l’Italia, dateci soltanto cinque ore!”.

TORINO - Tensione alle stelle al centro di identificazione e espulsione di Torino. Dopo l’incendio che domenica scorsa ha devastato un’intera sessione rendendo inagibili 30 dei 180 posti della struttura, adesso è la volta di uno sciopero della fame a oltranza. Anche qui i protagonisti delle rivolte, come a Gradisca e a Modena, sono i tunisini trasferiti da Lampedusa. Si tratta di 104 persone, tutti uomini, su un totale di 144 trattenuti. Arrivano dalle città di Zarzis, Gabes, Ben Guerdane, Djerba, le zone più colpite dalla crisi del turismo seguita alla caduta di Ben Ali. Hanno iniziato a rifiutare il cibo tre giorni fa e oggi entrano nel quarto giorno di sciopero della fame. Alla protesta aderisce un’intera sezione del centro espulsioni, ovvero una trentina di ragazzi, pronti a portare avanti la protesta fino al giorno della loro liberazione.

Per quasi tutti è la prima volta in Europa. I parenti li aspettano in Francia. Sono comunità ben integrate e con forti legami di solidarietà. Lo si vede dai calli sulle mani che è brava gente, che ha attraversato il mare per rimboccarsi le maniche. Dall’Italia non chiedono documenti, ma soltanto la libertà e un foglio di via per continuare il loro viaggio verso la Francia, dove poter finalmente raggiungere i familiari già pronti a ospitarli e a farsene carico.

In carcere non ci sono mai stati e ritrovarsi dietro le sbarre, sorvegliati da polizia e militari come se fossero dei criminali, è un’umiliazione che non riescono a mandare giù. “Cos’è un canile? Cos’è questa gabbia? Non siamo mica dei pitbull! Fateci uscire!” Mi grida in arabo Saif da dietro la grata che ci separa. Gli occhi piantati dritti nei miei, la faccia rossa di rabbia, e le mani strette attorno ai ferri. Ha la mia stessa età, 29 anni. Ha appena telefonato agli amici in Tunisia, e gli ha detto di scrivere ad Al Jazeera per denunciare la loro situazione. In Francia l’aspetta Stéphanie, una ragazza francese conosciuta in vacanza a Zarzis. Mi mostra tutti gli sms sul cellulare. “Amore mi manchi, sii forte, verrò a trovati”.

“Siamo uomini liberi, è una questione di onore, di dignità, non potete rinchiuderci come animali in questa prigione per sei mesi. Anche in Tunisia stanno arrivando migliaia di stranieri dalla Libia, ma non li abbiamo arrestati! Ridateci la nostra libertà. Siamo diretti in Francia, lasceremo l’Italia, dateci soltanto cinque ore!”.

Tra di loro c’è anche un minorenne. Si chiama Basam e dice di essere nato il 31 luglio del 1994. Tra qualche mese compirà 17 anni. Per legge non può essere trattenuto in un centro di identificazione e espulsione. Il problema è che fino ad oggi non lo aveva dichiarato a nessuno. Dice che aveva paura che lo portassero via da solo, si sentiva più sicuro rinchiuso ma con gli amici. Il problema è che non ha documenti di identità, e non li ha per lui neanche il fratello che vive a Milano, sposato con la compagna italiana. E allora adesso non gli rimane che la radiografia del polso. Un test che si fa in questi casi per verificare la minore età.

Comunque anche se dovessero rilasciarlo, dice che tenterà di nuovo di raggiungere gli zii in Francia. E c’è da sperare che non lo rispediscano di nuovo in Italia. E sì perché alla frontiera di Ventimiglia ormai si gioca una partita di ping pong tra l’Italia e la Francia, e i tunisini di Lampedusa sono la pallina. Roma chiude un occhio per lasciarli passare oltralpe, e Parigi fa le retate per rispedirli al mittente. Al centro espulsioni di Torino, ne sono già ritornati 7 in pochi giorni. Ahmed l’hanno preso alla stazione di Nice, dove era arrivato in treno da Foggia. Con lui sono stati respinti in Italia anche Salim, Nizam e Basam, il diciassettenne. Loro tre li hanno presi che erano ancora in automobile con un tale che avevano pagato per portarli di là dalla frontiera.

I numeri per ora sono bassi, ma soltanto perché i cie sono pieni e non c’è posto dove mettere i respinti. Ma i controlli oltralpe si fanno sempre più serrati. Nella sola prefettura di Alpes Maritimes, la regione al confine con Ventimiglia, negli ultimi giorni sono stati identificati 301 tunisini. Vengono tutti da Lampedusa. E rischiano di tornarci se non si trova un accordo politico tra Italia e Francia.

Perché è chiaro a tutti, anche ai funzionari di polizia del cie di Torino, che difficilmente qualcuno dei seimila nuovi arrivati sarà mai rimpatriato in Tunisia. Il motivo è semplice: sono troppi per essere identificati in tempo utile. E il governo transitorio tunisino gode di un consenso popolare troppo debole - in Tunisia come in Italia e in Francia - per sobbarcarsi la responsabilità politica di un'espulsione di massa di centinaia o migliaia di suoi cittadini.




sabato 12 febbraio 2011

Noi non siamo d’Accordo! Contro un'esistenza a punti, sit-in davanti al CTP Besta

Sabato 12 febbraio presso il CTP “Besta” di Bologna cominciano i test di italiano per i cittadini stranieri che richiedono il permesso di soggiorno di lungo periodo.

La Rete delle scuole di italiano per migranti organizza un sit-in di protesta contro le misure di questo governo in materia di immigrazione.

Invitiamo tutte e tutti coloro che hanno sottoscritto la lettera della Rete SIM "Contro un'esistenza a punti" a partecipare all'evento.

Vi terremo inoltre aggiornate/i sui prossimi incontri che stiamo organizzando con altri soggetti di diverse realtà italiane per costruire insieme un'unica ed efficace iniziativa contro l'accordo di integrazione.

Vi aspettiamo numerose/i

sabato 12 febbraio, ore 8.30
Viale Aldo Moro 31, Bologna

* Respingiamo l’Accordo di Integrazione previsto dal Pacchetto Sicurezza, che introduce un sistema di prove e crediti ai fini dell’ottenimento del permesso di soggiorno, ponendo ulteriori vincoli e ostacoli al diritto di soggiorno;

* Respingiamo l’idea che la lingua italiana, che insegniamo gratuitamente nelle nostre scuole a centinaia di migranti, divenga un requisito per l’accesso ai diritti piuttosto che un diritto da garantire attraverso specifiche politiche culturali e di inclusione;

* Respingiamo il fatto che l’apprendimento dell’italiano diventi un vincolo propedeutico ai diritti delle persone, sconvolgendo la nostra idea di conoscenza della lingua e creando un odioso legame di causalità con il reato di clandestinità, che riteniamo illegittimo e a cui ci opponiamo concretamente aprendo le nostre scuole anche a chi non ha il permesso di soggiorno;

* Respingiamo ogni ipotesi di trasformazione dei centri del sapere, dell’incontro e della condivisione in centri per il controllo, votati all’accertamento di competenze funzionali al mantenimento di diritti raggiunti attraverso sacrifici e pagando prezzi altissimi;

* Denunciamo la mancanza di un piano nazionale di politiche di integrazione e di un piano per l’apprendimento e l’insegnamento dell’italiano L2 rivolto ad adulti extracomunitari e dotato di risorse e strutture adeguate;

* Denunciamo la mancanza di un coerente programma di formazione rivolto agli operatori delle amministrazioni pubbliche, in primis Questura e Prefettura, sulle problematiche migratorie: su doveri, diritti e procedure formali su cui troppo spesso si riscontra una scarsa conoscenza da parte dei soggetti “competenti” e una difformità di giudizio da città a città, da regione a regione;

* Chiediamo infine ai CTP della provincia di Bologna di rigettare l’Accordo, come è già stato fatto dai Ctp della regione Piemonte con la campagna “Per non essere complici”.

Rete Scuole di Italiano per Migranti di Bologna

http://www.retesim.it/

Qui le foto del Sit-in di Bologna


lunedì 3 gennaio 2011

Contro l'introduzione del permesso di soggiorno a punti e della certificazione: Campagna "Per non essere complici"

Vi inviamo per conoscenza il documento (contro l'introduzione del permesso di soggiorno a punti e della "certificazione") prodotto da alcuni insegnanti dei CTP (scuole per adulti statali) di Torino.

Vi chiediamo di leggerlo e, se ne condividete il contenuto, di sottoscriverlo (individualmente o come associazione) inviando la vostra adesione a pernonesserecomplici@libero.it

Il nostro obiettivo è quello di contrastare democraticamente l'introduzione di nuove norme che colpiscono ancora una volta le/gli immigrate/i

Gli insegnanti sottoscrittori
 
*****************************************************
 
Torino, 15 dicembre 2010

Ai CTP di Torino e Provincia

Alle Organizzazioni sindacali

Alle Associazioni dei migranti

Alle Associazioni che lavorano sul territorio

All’ASGI

Agli Organi di informazione

Per non essere complici

In breve:

# Il 9 dicembre 2010 è entrato in vigore il D.M. del 4/6/10(1), interpretazione italiana del permesso CE per i richiedenti il soggiorno di lungo periodo.

# Tutti i mesi ed entro 10 giorni dal preavviso ricevuto, ai CTP (i CPIA non esistono ancora), verrà richiesto di certificare con appositi test le competenze linguistiche dei richiedenti permesso inviati dalle Prefetture.

# E’ verosimile che circa cinquemila persone in Torino e Provincia si trovino nella condizione di poter richiedere il permesso di lunga durata.

# Le Università in calce al decreto non hanno dato, come enti certificatori, la loro disponibilità a somministrare e valutare i test.

# Nove Regioni hanno espresso motivato parere contrario.

I docenti sottoscrittori:

# Ritengono onerosa e dannosa la certificazione posta in questi termini.

# Ritengono opportuno potenziare le risorse pubbliche esistenti che già operano per integrare e offrire strumenti linguistici e culturali, alfabetizzare, e rilasciare certificati al termine del percorso formativo.

# Chiedono un incontro con le Istituzioni.

Gli insegnanti dei CTP della Provincia di Torino considerano lesive dei diritti fondamentali delle persone le nuove norme indicate nel Decreto Ministeriale 4/6/2010 necessarie per ottenere il permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo (in vigore dal 9 dicembre 2010) e la prossima introduzione dell’accordo di integrazione per coloro che richiedono, per la prima volta, il permesso di soggiorno.

E’ prevista la sottoscrizione da parte di ogni immigrato maggiore di 16 anni di una serie di impegni ciascuno dei quali valutato con un punteggio. Il conseguimento o meno di un punteggio determina la possibilità di rilascio del permesso, il procrastinarsi di un anno, o l’espulsione.

Ritengono le soluzioni proposte contrarie ad una politica finalizzata all’inserimento consapevole e virtuoso delle donne e degli uomini immigrati nella società italiana e nello stesso tempo denunciano come tali proposte determinino uno spreco di denaro pubblico.

Per quanto riguarda il permesso di soggiorno di lungo periodo, il decreto prevede che gli esami di accertamento siano effettuati presso i Centri Territoriali per gli Adulti da un’apposita commissione formata da due docenti di italiano e dal Dirigente Scolastico con modalità definite dalle prossime linee guida (Circolare del Ministero dell’Interno n.7589 del 16 novembre 2010).

Per fare ciò il personale previsto è composto da insegnanti del CTP che sarebbero però retribuiti, in orario eccedente, dal Ministero degli Interni (come gli Organi di Polizia). Tali insegnanti svolgerebbero le loro mansioni di “accertamento” al di fuori dell’orario di servizio con una conseguente netta separazione tra i percorsi di educazione e formazione tipici dei CTP e un esame di certificazione, che “seleziona” gli immigrati in base agli studi fatti in precedenza e penalizza le persone che per svantaggi sociali ereditati dai propri paesi e confermati in Italia, non hanno potuto acquisire strumenti culturali e linguistici sufficienti.

Invece di potenziare le opportunità scolastiche e formative, del tutto insufficienti, nella provincia di Torino, verranno stanziati 500.000 euro per istituire le commissioni “giudicanti”.

Lo spreco di denaro pubblico è in relazione all’inadeguatezza dello strumento individuato: un esame non produce cultura.

Un ulteriore onere sarà ancora più immotivato qualora entrasse in vigore l’Accordo di Integrazione previsto per chi ha diritto di richiedere il permesso di soggiorno.

Il permesso di soggiorno, nella vigente Legislazione Italiana, si ottiene attraverso i periodici Decreti Flussi o le Sanatorie, quindi solo avendo un lavoro.

Il meccanismo del permesso di soggiorno a punti ricaccerebbe nella clandestinità e nel lavoro nero, centinaia di migliaia di persone che lavorano con conseguenti minori entrate nelle casse dello stato.

La situazione è evidente:

a) se le commissioni giudicanti riterranno di livello A2 tutti i candidati, lo stanziamento di fondi da parte del Ministero degli Interni risponderebbe solo a finalità politiche (dare l’impressione all’opinione pubblica di controllare e selezionare il fenomeno migratorio) pagate con una “integrazione” dello stipendio per alcuni insegnanti e con un aumento delle mansioni burocratiche delle segreterie.

b) Se le commissioni giudicanti opereranno una selezione oggettiva metteranno i presupposti per lo sviluppo di un rigoglioso mercato: in assenza di un adeguato potenziamento dell’offerta scolastica pubblica molti immigrati saranno vittime di strutture private che venderanno a caro prezzo corsi finalizzati alla preparazione per ottenere il certificato o l’attestato A2.

Il nostro rifiuto a diventare esecutori di norme che non condividiamo non si basa solo su considerazioni economiche ma dal profondo convincimento che ben altri siano i compiti che la Costituzione Italiana chiede a chi insegna.

Basti citare gli articoli 1 e 3 dei principi fondamentali della Costituzione

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Le donne e gli uomini che vengono in Italia da altri paesi lo fanno per lavorare, affermazione avvalorata dal fatto che nella legislazione italiana il permesso di soggiorno è legato al lavoro (situazione che non condividiamo ma che caratterizza lo status dell’immigrato) e quindi sono contemplati pienamente nell’affermazione dell’art.1 che includerebbe anche le lavoratrici e i lavoratori clandestini in quanto giustamente mette l’accento sull’aspetto lavoro.

Che gli immigrati siano in gran parte lavoratori emerge anche dai dati statistici: l’ultimo dossier della Caritas del 2010 afferma che gli immigrati finanziano lo stato italiano con quasi 11 miliardi, fra tasse, contributi, spese di regolarizzazione, contro una spesa inferiore ai 10 miliardi per servizi sanitari, scolastici, giudiziari, servizi che in buona misura si ridistribuiscono anche sugli italiani.

L’art 3 impegna lo Stato Italiano a rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno inserimento sociale del cittadino-lavoratore. E’ facile comprendere che l’introduzione delle certificazioni per i richiedenti il permesso di lunga durata e la prossima introduzione del “permesso di soggiorno a punti” hanno una filosofia esattamente opposta a quella Costituzionale, in quanto non operano per rimuovere gli ostacoli ma anzi hanno l’effetto di penalizzare ulteriormente i soggetti sociali più deboli che, costretti a esistenze precarie, non hanno potuto studiare.

La scuola deve avere un ruolo fondamentale nel rimuovere gli ostacoli sociali non certo nel sancire, con un esame, la differenza tra chi ha studiato e chi non ha potuto farlo. I CTP e i futuri CPIA sono gli eredi dei Corsi per Adulti e dei Corsi di Alfabetizzazione, le ex “150 ore” nate appunto per permettere l’acquisizione di strumenti culturali e titoli di studio da parte delle lavoratrici e dei lavoratori. Un momento alto di politiche per il diritto allo studio. In Italia, finora, nessuno ha mai pensato di mettere in discussione il Diritto allo studio come un diritto naturale e democratico senza distinzione di razza, colore, condizione sociale.

Il bisogno di percorsi scolastici e formativi per gli adulti, non solo per i migranti, è indubbio come dimostrano i dati statistici veramente disastrosi sul livello di preparazione linguistica, culturale e tecnica in Italia.

Gli immigrati sono pienamente consapevoli dell’esigenza di imparare la lingua italiana e di conoscere i diritti ed i doveri di cittadinanza. Il loro bisogno nasce dall’esigenza di padroneggiare gli strumenti necessari per il lavoro e per essere inclusi nel tessuto sociale del nostro paese. La richiesta di imparare o migliorare il proprio italiano, di conoscere il nostro paese, le sue regole e i suoi servizi, di acquisire una professionalità, è un dato oggettivo in considerazione delle decine di migliaia di donne e uomini di altri paesi che hanno frequentato e frequentano i CTP, i corsi di Formazione Professionale, le scuole superiori, fino ad oggi in maniera del tutto volontaria.

Quello che è mancato in questi anni è un serio adeguamento dell’offerta scolastica e formativa di fronte ad una richiesta di formazione della popolazione adulta sempre maggiore.

I CTP, come tutte le scuole italiane, ha subito importanti tagli di fondi e di organico.

Una scelta del Governo che va contro i processi di crescita culturale e sociale della popolazione intera e degli immigrati in particolare, in quanto una produttiva politica di inclusione deve necessariamente passare attraverso un potenziamento dei percorsi didattici e formativi.

Infine gli insegnanti del CTP, conoscendo profondamente per motivi professionali il mondo dei migranti, ritengono le modalità di attuazione della certificazione, l’ennesima negativa misura finalizzata ad escludere dalla piena cittadinanza una parte ormai consistente della popolazione che vive in Italia.

Sono tanti gli aspetti che oggettivamente fanno percepire agli immigrati la propria diversità, il proprio essere cittadini di una serie “B”: permesso di soggiorno legato ad un contratto di lavoro (ormai vera chimera per tutti), il non riconoscimento dei titoli di studio, il reato di clandestinità, le reclusioni “amministrative”, l’organizzazione delle umilianti trafile per il rinnovo dei permessi di soggiorno, l’arbitrarietà nella concessione della Cittadinanza Italiana, l’arbitrarietà dei visti turistici per i parenti e tanto altro ancora!

Ora si aggiunge la prospettiva di una sorta di “vita a punti”. Che significa ulteriore precarietà in vite già molto precarie.

In conclusione le insegnanti e gli insegnanti dei CTP

1) dichiarano la propria indisponibilità a diventare meri esecutori di norme e pratiche che rendono più precaria la vita dei migranti e, di fatto, tendono ad espellerli dal tessuto sociale.

2) Dichiarano invece la propria totale condivisione qualora venissero individuati seri percorsi linguistici e culturali basati sul riconoscimento di un diritto (allo studio, alla formazione, all’educazione permanente…..) e non su un obbligo.

3) Chiedono siano potenziati i finanziamenti del Ministero dell’Istruzione per aumentare l’offerta di corsi per adulti sia finalizzati all’attestazione di competenze linguistiche sia al conseguimento di titoli di studio.

4) Chiedono alla Prefettura e alle Istituzioni Scolastiche Regionali, di segnalare ai rispettivi Ministeri la negatività delle disposizioni emanate e la richiesta di sospenderne l’attuazione.

5) Chiedono, alle reti scolastiche, alle organizzazioni di migranti, alle associazioni culturali, ai sindacati, di organizzare una forte mobilitazione con momenti di confronto, informazione, formazione e protesta affinché la conoscenza della lingua e della cultura italiana diventino un diritto di cittadinanza e non un momento di esclusione.

6) Chiedono alle forze politiche democratiche di proporre leggi che favoriscano l’accesso allo studio dei migranti attraverso norme incentivanti come, per esempio, potrebbe essere il riconoscimento, in caso di avvenuta disoccupazione, di un percorso di studi ai fini del rinnovo del permesso di soggiorno oppure la regolarizzazione automatica di un immigrato clandestino che stia contemporaneamente lavorando e seguendo un corso di studi statale.

Avanzi Ennio (CTP Gabelli-TO), Baiocchi Adriana (CTP Drovetti-TO), Benalli Alessandra (CTP Gabelli), Coppo Maria Teresa (CTP Gabelli), Crudo Roberto (CTP Gabelli), De Castelli Luigi (CTP Gabelli), Donatini Enrica (CTP Chieri), Favasuli Angelo (CTP Saba), Gonella Paola (CTP-Gabelli), Macrí Sandra (CTP Parini), Manzone Anna (CTP Saba), Marchese Antonello (CTP Gabelli), Passanisi Rosanna (CTP Gabelli), Spanò Graziella (CTP Gabelli), Tarino Paola (CTP Saba), Vottero Maria Teresa (CTP Gabelli)

Sostengono individualmente gli obiettivi del documento:

Marrella Erika (Collettivo Gabelli), Melano Marco (Avvocato ASGI), Ciancio Claudio (docente di Filosofia teoretica dell'Università del Piemonte orientale) Roggero Maria Adele (MEIC), Golzio Giovanna (insegnante del liceo annesso al convitto nazionale) Donna Maria Angela USR Piemonte, Alessandria Adriano (direttivo regionale fiom-cgil) Stramazzo Aljossa, Marchetto Daniela, Marina Eusebi (insegnante MEIC), Elia Margherita (Associazione MEIC)

Arnello Michela (Convitto Nazionale Umberto I), Della Valle Bruna (volontaria MEIC), Amedura Giovanni (Coop Senza Frontiere), Esposito Mariasonia (educatrice del liceo convitto

Umberto I –To), Paolillo Pierluigi, Brusasco Stefano (ex dipendente Assessorato Istruzione), Piovano Pierangela (insegnante in pensione), Grandis Teresa (Assistente Sociale), Ccanto Luz Margot, Carlin.

Giorgio, Yamfu Luyindula (Gruppo teatro Gabelli), Merlo Paola, Morgano Francesca (Traduttrice e Interprete), Argiolas Liliana (Assistente Giudiziario Corte d'Appello di Torino), Merletti Angelo (insegnante al liceo scientifico M.Curie di Pinerolo), D'Aleo Giorgio (volontario di "Scuola senza frontiere), Ghirardotti Domenico (Scuola senza frontiere), Avaro Franca (Scuola senza frontiere), Picatti Emanuela (Scuola senza frontiere), Bolognesi Gianni (Scuola senza frontiere), Pussetto Paola (Scuola senza frontiere), Benedetto Paolo (Scuola senza frontiere), Bai Andreina (Scuola senza frontiere), Camusso Gabriella (Scuola senza frontiere), Gottero Consuelo (Scuola senza frontiere), Cogno Dino (Scuola senza frontiere), Dovio Ada(Scuola senza frontiere), Nicolazzo Maurizio, Garombo Graziella (insegnante L2 del MEIC)

Iniziative di sostegno in Consiglio Regionale

In Consiglio Regionale Eleonora Artesio (Gruppo: Federazione della Sinistra), Monica Cerutti (Gruppo: Sinistra Ecologia Libertà) e Mercedes Bresso (gruppo: Uniti Per Bresso) hanno presentato un O.d.G. sulla base del testo “Per non essere complici”

Sostengono collettivamente gli obiettivi del documento:

CUB Scuola, MEIC-Gruppo di Torino, Cooperativa Sociale Senza Frontiere, Gruppo della Federazione della Sinistra in Consiglio Regionale, Segreteria provinciale Sinistra Critica, Federazione Regionale della CUB, Gruppo Emergency di Torino, Arci Comitato di Torino, Fondazione Dravelli, Associazione La Tenda Onlus, Circolo Arci MAURICE



sabato 20 novembre 2010

Luoghi comuni sui migranti in Italia: Mandiamoli a casa, il film


Perché non è soltanto che
“un altro mondo è possibile”:
un altro mondo c’è già,
basta aprire gli occhi.


COS’E’ «MANDIAMOLI A CASA», I LUOGHI COMUNIÈ un documento che sfata in modo concreto e diretto i luoghi comuni sull’immigrazione: un luogo comune, un insieme di dati che lo smentiscono; un altro luogo comune, e altri dati. Il documento nasce da un’idea di Andrea Civati ed è stato scritto con la collaborazione di Giuseppe Civati, Ilda Curti, Ernesto Ruffini, Francesca Terzoni e Roberto Tricarico.Il testo lo potete scaricare da civati.it. Il libro che è nato da questo lavoro, invece, è pubblicato da Melampo e può essere prenotato qui: andiamooltre.it


COS’E’ QUESTO VIDEOE' un video che fa da contraltare al documento trasformando i numeri in persone vere, che camminano per le strade di San Salvario e che raccontano un quartiere, una città e un paese molto diversi da quelli dei luoghi comuni.Il video nasce da un’idea di Sara Marconi e Francesco Mele ed è stato realizzato da Federico Tonozzi di Shantimedia con la collaborazione per la fotografia di Augusto Montaruli.Racconta la storia di tre donne egiziane che vivono a Torino – e attraverso di loro racconta di scuola e di lavoro, di moschea e di socialità: di vita, insomma.




MANDIAMOLI A CASA i luoghi comuni from testardo on Vimeo.

25 novembre e 1 dicembre a Genova e Torino: I Giovani e il Futuro. Le Scuole e il pluralismo delle Fedi. Religione e Cittadinanza.

La Coreis Italiana è lieta di invitarla ai convegni del progetto:







I Giovani e il Futuro





GENOVA, Giovedì 25 novembre 2010

Teatro della Gioventù



“Le scuole e il pluralismo delle fedi”

modelli e proposte



Dibattito tra i giovani e i rappresentanti religiosi del Monoteismo Abramico

Concerto interculturale

Mosaico di suoni e parole per la Pace

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Claudio Burlando Presidente della Regione Liguria


Giorgio Devoto Assessore alla Cultura della Provincia di Genova


Andrea Ranieri Assessore alla Cultura del Comune di Genova


Aureliano Deraggi Dirigente Scolastico Ufficio Scolastico Regionale Liguria


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Mustafa Roma Rappresentante CO.RE.IS. Italiana / Sezione Giovani


Daniel Funaro Rappresentante UGEI / Unione Giovani Ebrei d’Italia


Fabrizio Lertora Rappresentante Caritas / Genova


Ibrahim Wade Rappresentante Comunità Senegalese di Genova


Gokhan Eller Rappresentante Associazione Interculturale Italo Turca D.I.T.I.B. (Diyanet)


Rav Giuseppe Momigliano Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Genova


Don Bruno Sopranzi Direttore Ufficio Educazione Scuola / Curia di Genova


Imam Yahya Pallavicini Membro Comitato per l’Islam Italiano del Ministero dell’Interno


Dott.ssa Rosaria Pagano Dirigente dell’Ufficio Scolastico Provincia di Genova


Prof.ssa Renza Cerri Vice Preside Facoltà Scienze Formazione Univ. Genova


Laura Enriello Presidente Accademia ISA (Interreligious Studies Academy)










TORINO, Mercoledì 1 dicembre 2010



“Religione e cittadinanza”

Percorsi di integrazione e dialogo



Mattina: Biblioteca Civica Villa Amoretti





Marta Levi Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Torino


Paolo Messina Direttore delle Biblioteche Civiche


Francesco de Sanctis Direttore Generale M.I.U.R. Ufficio Scolastico Regionale Piemonte


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Maryam Turrini Sezione Giovani CO.RE.IS. (Comunità Religiosa Islamica) Italiana


Sharon Reichel Giovani dell’UGEI (Unione Giovani Ebrei d’ Italia)


Tarik El Ouariti UMI (Unione dei Musulmani in Italia)


Emanuele Bordello ex Presidente F.U.C.I.


Imam Yahya Pallavicini Vicepresidente della CO.RE.IS. Italiana


Laura Enriello Accademia ISA (Interreligious Studies Academy)






Pomeriggio: Sala Conferenze GAM Galleria Civica d’Arte Moderna





Fiorenzo Alfieri Assessore alla Cultura del Comune di Torino


Ilda Curti Assessore alle Politiche per l’Integrazione Comune di Torino


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Adam Andrea Cocilovo Sezione Giovani CO.RE.IS. Italiana


Victor Robiati Bendaud UGEI (Unione Giovani Ebrei d’ Italia)


Tarik El Ouariti UMI (Unione dei Musulmani in Italia)


Emanuele Bordello ex Presidente F.U.C.I.


‘Abd al Aziz Khounati Presidente UMI


Maria Chiara Giorda Associazione ACMOS


Sarah Kaminski Responsabile culturale della Comunità Ebraica di Torino


Maria Teresa Lupidi Sciolla Presidente Regione Piemonte UCIIM


IlhamAllah Chiara Ferrero Segretario Generale della CO.RE.IS. Italiana






Vera Schiavazzi Giornalista


Donatella Ferrero Accademia ISA (Interreligious Studies Academy)






A richiesta è possibile inviare il programma completo in pdf


Coreis Palermo
palermo@coreis.it



sabato 6 novembre 2010

7 novembre, Tornino: Piazze Antiraziste > Sanatoria 2009: A Verona i truffati avranno un permesso per protezione sociale (ex art. 18 T. U. Immigrazione)



Sanatoria 2009 - A Verona i truffati avranno un permesso per protezione sociale (ex art 18 TU)

a cura dell’Avv. Roberto Malesani

Un grosso passo in avanti per i migranti vittime a Verona delle c.d. truffe della sanatoria 2009/2010. Si apre infatti la concreta possibilità di ottenere un permesso per protezione sociale ai sensi dell’art 18 T.U. Immigrazione, permesso che permette di esercitare attività lavorativa e che è poi convertibile in permesso per lavoro. A questa svolta – per molti versi unica in Italia- si è giunti dopo settimane di mobilitazione di piazza di alcune centinai di migranti veronesi, coordinati da Cittadinanza Globale e sostenuti dal Sindacato ADL USB, e dopo un confronto pubblico con la Procura della Repubblica di Verona e con la Questura.

Ma vediamo nel dettaglio la vicenda nelle sue premesse e negli aspetti tecnico giuridici.

Come è purtroppo ben noto, ancora una volta, nell’ambito della procedura di regolarizzazione di cittadini stranieri prevista dalla legge 102/2009 - che più precisamente si connota come procedura di emersione del lavoro nero - si sono in tutta Italia verificati fatti di tipo criminale, posti in essere da organizzazioni o singoli cittadini, per lucrare denaro ai cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno in cambio della presentazione della domanda di emersione; domanda di emersione di solito del tutto falsa, costruita a tavolino con documentazione ad hoc, oppure priva sin dall’inizio dei requisiti richiesti dalla legge.

Ebbene, a Verona, alcune centinai di cittadini stranieri hanno senza paura presentato denunce circostanziate alla Procura della Repubblica, rendendosi disponibili a confermare testimonialmente i fatti, e infatti indagini sono già in corso da tempo.

La fattispecie criminosa che è stata ipotizzata dalla Procura di Verona, e che ci trova consenzienti, è quella prevista dall’art 12 comma 5 del T.U. Immigrazione, che punisce “…chiunque, al fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero o nell’ambito delle attività punite a norma del presente articolo, favorisce la permanenza di questi nel territorio dello Stato in violazione delle norme del presente testo unico, è punito con la reclusione fino a quattro anni e con la multa fino a lire trenta milioni. Quando il fatto e’ commesso in concorso da due o più persone, ovvero riguarda la permanenza di cinque o più persone, la pena e’ aumentata da un terzo alla metà.”

Dal confronto con il Procuratore Capo della Repubblica di Verona, che ha valutato positivamente e fatto proprie le posizioni dei migranti, è emerso:

1. I migranti sfruttati verranno, salvo evidenze singole diverse, considerati parti offese nei procedimenti penali instaurati o instaurandi, in quanto vittime di grave sfruttamento. A questo riguardo sono state tenute in particolare considerazione anche le argomentazioni della circolare 4 agosto 2007 del Ministro dell’Interno Giuliano Amato, la quale invitava le Amministrazioni a trovare soluzioni che, all’interno del T.U. Immigrazione, permettessero la regolarizzazione del cittadino straniero vittima di sfruttamento nei luoghi di lavoro e/o di lavoro nero; queste argomentazioni sono state peraltro confermate dalla Direttiva CE 52/2009, sia pure non recepita dallo Stato Italiano.

Si è quindi convenuto, anche alla luce di tali argomentazioni, che la sfera della tutela prevista dell’art 18 T.U. Immigrazione potesse essere estesa a tutte le forme di sfruttamento lavorativo e non solo ai casi di sfruttamento di carattere sessuale della vittima.

Pertanto l’art. 18 diventa lo strumento tipico di tutela di tali situazioni e di cui la Direttiva 52/09 invita gli Stati membri a dotarsi.

2. Conseguentemente, a fronte di istanze ad hoc che sono in corso di presentazione, il Procuratore di Verona darà parere favorevole al rilascio, da parte della Questura, di permessi per protezione sociale, come appunto previsto dall’art 18 T.U. Immigrazione, che permetteranno ai lavoratori sfruttati di lavorare e poi di convertire il premesso in uno per lavoro.

Si tratta di una interpretazione innovativa del disposto dell’art. 18 T.U. Immigrazione che, sull’onda delle lotte dei migranti, mette a punto un prezioso strumento giuridico che andrebbe applicato su larga scala, in tutti casi di sfruttamento, come peraltro prevede la Direttiva europea citata.

[venerdì 29 ottobre 2010]





giovedì 18 febbraio 2010

19 febbraio, Torino: Nasce l'Associazione Nazionale Stampa Interculturale

NASCE L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE STAMPA INTERCULTURALE

Il 19 febbraio a Torino la presentazione nazionale

Il 19 febbraio 2010 Torino ospita la prima uscita ufficiale di ANSI, l'Associazione Nazionale Stampa Interculturale promossa dai giornalisti di origine straniera che lavorano in Italia e che, lo scorso 4 febbraio, il Consiglio Nazionale della FNSI ha riconosciuto all'unanimità come gruppo di specializzazione nazionale. La presentazione della neonata associazione avviene con una conferenza stampa ospitata presso la sede dell'Associazione Stampa Subalpina alla quale parteciperanno, tra gli altri, oltre a Viorica Nechifor presidente di ANSI, Roberto Natale e Aidan White in rappresentanza delle federazioni nazionale e internazionale dei giornalisti.

Il lancio dell'ANSI avviene all’'nterno di STAMPA INTERCULTURALE - ITALIA E EUROPA. ESPERIENZE A CONFRONTO evento pubblico che prevede un momento di scambio e dibattito con alcune tra le più interessanti esperienze di gruppi e associazioni di giornalisti di origine straniera che si sono sviluppate a livello europeo per promuovere la diversità, il pluralismo e le competenze interculturali nei mezzi d'informazione. A rappresentarle i giornalisti Marjan Parvand e Gustavo Franco Cruz. Tira le fila del dibattito Ed Klute della rete europea On Line More Colour in the Media.

L'evento, organizzato da COSPE, e realizzato con il contributo di EPIM (European Programme for Integration and Migration e del Ministero del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, inaugura Melting News - Informazione e Intercultura una rassegna di tre appuntamenti tematici promossa da Associazione Stampa Subalpina e Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

INFO: COSPE Firenze, 055 473556, info@mmc2000.net


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