Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

Visualizzazione post con etichetta sanatoria truffa. Mostra tutti i post
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giovedì 24 novembre 2011

28 novembre, Catania: Manifestazione ed Assemblea interetnica "Lavoro Diritti Libertà. Mai più clandestini, ma cittadini"

Contro la sanatoria truffa rilanciamo la lotta per il permesso di soggiorno per tutti - Dopo le mobilitazioni della fine dell’anno scorso i migranti ritornano in piazza per rivendicare il loro diritto alla libera circolazione ed alla piena regolarizzazione. Nella nostra provincia risiedono circa 26.000 migranti ed oltre 3000 hanno richiesto nel settembre 2009 di regolarizzarsi come colf o badanti, non essendoci altra opportunità. Ciò ha costretto i lavoratori nell’agricoltura e nell’edilizia, i venditori ambulanti a trasformarsi in badanti, vittime del mercato dei contratti in mano alla criminalità organizzata, che li ha derubati ed ingannati. Dopo oltre 2 anni sono centinaia le pratiche ancora inevase, ed ancor di più le pratiche definite negativamente con motivazioni pretestuose. Praticamente si infierisce contro le vittime e marginalmente contro i carnefici. In preparazione della giornata globale di azione contro il razzismo il prossimo 18 dicembre riprendiamo la piattaforma delle precedenti mobilitazioni:

1) rilascio del permesso di soggiorno per chi ha partecipato alla “sanatoria truffa” ed estensione generalizzata della regolarizzazione a tutte le tipologie di contratto e di lavoro autonomo;

2) prolungamento del permesso di soggiorno per chi ha perso il lavoro e ritiro della circolare “Manganelli”;

3) rilascio del permesso di soggiorno per chi denuncia il datore di lavoro in nero;

4) la chiusura di tutti i centri di detenzione per migranti, compreso il megaCara di Mineo

5) riconoscimento del diritto di voto per chi vive in Italia da almeno 5 anni;

6) riconoscimento della cittadinanza per chi nasce o cresce in Italia



Basta con i governi antipopolari al servizio dei ricchi, che impoveriscono sempre più i lavoratori, condannandoci ad una vita precaria e che distruggono il futuro dei nostri figli!

LAVORO, DIRITTI, LIBERTA’

MAI PIU’ CLANDESTINI, MA CITTADINI!

LUNEDI’ 28 novembre assemblea interetnica

dalle 18 in piazza Stesicoro

Coordinamento immigrati contro la sanatoria truffa
Rete Antirazzista Catanese
Rete catanese 15ottobre

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Sottoscrivete l’appello, diffondetelo. Mobilitiamoci in ogni città

Sono approdati sulle nostre coste durante il conflitto in Libia, per fuggire alle violenze o perché costretti ad imbarcarsi su pericolose carrette dalle milizie di Gheddafi. Oltre 25.000 richiedenti asilo sono ospitati all’interno del Piano di Accoglienza affidato dal Governo alla Protezione Civile.

continua:


lunedì 20 giugno 2011

19 giugno, Milano: Immigrati incatenati presso la sede della Lega a Milano

Gli immigrati si sono incatenati alla sede della Lega in Piazza 24 maggio a
MILANO.


ECCO IL LORO MESSAGGIO

"Chiediamo che si rispetti la decisione del Consiglio di Stato e si rilascino i permessi di soggiorno. Chiediamo di incontrare il procuratore per aprire indagini sulle truffe. Venite a sostenerci. Rimaniamo tutta la notte fino a domani."

Fonte: Mailing list della Rete Primo Marzo Italia

giovedì 3 marzo 2011

Sanatoria colf e badanti: il Consiglio di Stato boccia la circolare Manganelli

Tutto da rifare. Una ordinanza del Consiglio di Stato fa saltare il lavoro fatto finora dal ministero dell'Interno e del Welfare con la sanatoria per colf e badanti del 2009. Al centro della questione la circolare Manganelli diffusa a marzo 2010 che stabiliva che non avrebbero potuto ottenere la regolarizzazione coloro che avevano ricevuto il decreto di espulsione. In pratica poteva partecipare alla sanatoria l'irregolare che non era stato fermato per un controllo da parte delle forze dell'ordine. Una lotteria. Se la fortuna era dalla parte dell'immigrato senza permesso di soggiorno, si poteva partecipare alla sanatoria, altrimenti no. Tra l'altro la circolare del capo della polizia è arrivata a marzo, 6 mesi dopo la scadenza per la sanatoria, fissata per settembre 2009. Avendolo saputo prima, molte persone non avrebbero denunciato le loro generalità e non avrebbero versato soldi. Perché occorre ricordare che per poter partecipare alla sanatoria occorreva sborsare 500 euro a testa. Ora lo stesso ministro dell'Interno Maroni, la settimana scorsa, rispondendo ad un'interpellanza parlamentare, ha detto che almeno 30.000 domande di sanatoria sono state respinte per questo tipo di problema. In totale un milione e mezzo di euro nelle casse dell'Inps.

A questo punto, l'intervento del Consiglio di Stato che ha accolto l'appello cautelare contro un'ordinanza negativa del TAR Emilia Romagna che proibiva l'emersione del lavoro domestico irregolare ai sensi della Legge 102/2009 (cd. sanatoria per colf e badanti) perché il lavoratore straniero aveva una precedente condanna per clandestinità. La decisione del Consiglio di Stato obbliga i Tribunali Amministrativi Regionali ad accogliere tutte le sospensive e a ridare speranza ai lavoratori stranieri vittime della sanatoria-truffa e alle famiglie dove essi lavorano.

Insomma il Consiglio di Stato in seduta plenaria (quindi vincolante per la giurisprudenza) ha accolto quello che veniva detto in molti ambienti giuridici. Negli articoli 380 e 381 del codice di procedura penale (che prevedono l'arresto in flagranza ndr) il reato previsto dalla Bossi-Fini non è espressamente indicato. Trattandosi di una sanatoria l’inottemperanza non è inclusa tra i reati che non consentono la regolarizzazione.

Nonostante, dunque, la sanatoria contenga in sé il concetto di portare alla luce situazioni irregolari, a persone che hanno scelto un percorso di legalità vengono negati i documenti, perché considerati “troppo irregolari”. Altra ingiustizia, l’assoluta casualità dei controlli: solo chi è più sfortunato, viene fermato per strada e quindi escluso dalla regolarizzazione.

Come hanno già spiegato illustri giuristi – spiega Gianfranco Schiavone del direttivo dell’Asgi – è abbastanza evidente che questa interpretazione successiva alla sanatoria è errata. Non si può paragonare l’inottemperanza a reati come il furto, la violenza sessuale o la riduzione in schiavitù. Si aggiunge poi una componente discriminante: un ragazzo di colore o asiatico viene senza dubbio fermato di più di una donna bianca”.

di Francesco Bianco (26 febbraio 2011)

Fonte: MixaMag

giovedì 27 gennaio 2011

Informazioni per i migranti (italiano e inglese) sul Decreto flussi 2011 e la Sanatoria truffa 2009

Evita le truffe e conosci i tuoi diritti

Il decreto flussi 2011 vale solo per far entrare in Italia i migranti residenti all'estero che hanno già un datore di lavoro disposto ad accoglierli che intende stipulare un contratto di lavoro subordinato non stagionale o per la conversione di alcuni permessi di soggiorno (studio, formazione o lavoro stagionale); se non hai questi requisiti o non sei sicuro di averli rivolgiti ad uno sportello ma non pagare e non dare soldi ad altri a tuo nome se non sei sicuro: moltissimi migranti sono stati truffati nel 2009.

Se hai fatto richiesta di regolarizzazione nel 2009 non puoi rientrare nei flussi del 2011.

Se hai fatto domanda di regolarizzazione nel 2009 e non hai ricevuto ancora risposta, rivolgiti ad un sportello perchè alcuni contratti annullati possono essere ancora firmati grazie ad una nuova sentenza.

Se hai avuto un decreto di espulsione dopo il 25 dicembre 2010, rivolgiti immediatamente ad uno sportello perchè con una nuova legge comunitaria è possibile bloccare la tua espulsione.

Se sai che alcuni cittadini tunisini stanno per essere rimpatriati, rivolgiti subito ad uno sportello e comunica tutte le informazioni di cui sei in possesso.

Rete degli sportelli migranti - Palermo
SportelliMigrantiPalermo mailing list
 
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Information leaflet for migrants

Avoid frauds and be aware of your rights

The new immigration quotas decree (“decreto flussi”) only applies to migrants who live abroad willing to come in Italy and already having an employer willing to receive them and stipulate a non-seasonal dependent employment contract. It also applies to the conversion of some kind of residence permits (for study, training or seasonal work purposes). If you don’t have any of these requirements or you are not sure about that, please refer to a migrants’counter, but do not pay or give your money to anyone in your name, if you’re not really sure: many migrants have been tricked in 2009.

If you have done a regularization request in 2009 you can’t fall into the quotas for 2011.

If you have done a regularization request in 2009 and you still have not received any answer, please contact a migrants’counter because some rescinded contracts can still be signed, thanks to a new law.

If you have received a deportation order after 25 December 2010 please contact a migrants’counter immediately, because thanks to a new European law it is possible to withhold your removal.

If you know of Tunisian citizens who are to be repatriated please contact a migrants’counter immediately, giving all the information you have.

Rete degli sportelli - Palermo

For further information please contact:

Giorgia:3492687860
Alberto: 3280920872
Fausta: 3471134486
Laura: 3297114133

SportelliMigrantiPalermo@inventati.org
www.autistici.org/mailman/listinfo/sportellimigrantipalermo

Or come and visit us at:
Laboratorio Zeta, via Arrigo Boito 7
(nearby Notarbartolo Station)
every Tuesday: h. 20.00-22.30

sabato 11 dicembre 2010

14 dicembre, Italia: La Sfiducia dei Migranti

14 dicembre, la sfiducia dei migranti

L'appello delle associazioni di immigrati e antirazziste che hanno animato le proteste dell'ultimo anno.

Il 14 dicembre a Roma il Governo Berlusconi chiederà al parlamento la fiducia. Il protagonismo dei migranti, le mobilitazioni dei lavoratori e delle lavoratrici, degli studenti e delle studentesse, dei comitati territoriali che si ribellano allo sfruttamento del lavoro e rifiutano la precarizzazione della vita e la devastazione dell’ambiente sono il segno che può finalmente cambiare il clima sociale che ha sostenuto fino a oggi il governo Berlusconi.

Sappiamo che il razzismo istituzionale e il ricatto della legge Bossi-Fini non nascono con il governo Berlusconi e non scompariranno per incanto insieme a esso. I migranti però saranno a Roma il 14 dicembre, quando il governo chiederà la fiducia. I migranti porteranno con se' il patrimonio delle lotte che li hanno visti protagonisti: dalla battaglia della gru di Brescia, sulla torre di Milano, allo sciopero delle rotonde di Caserta, allo sciopero del primo marzo, alla manifestazione dei migranti dell'Emilia Romagna, ai cortei che hanno attraversato varie città e territori.

Ci saranno per affrancarsi dal ricatto della legge Bossi-Fini, per aprirsi una strada verso la regolarizzazione permanente, per avere giustizia per le truffe della sanatoria 2009, per mettere fine alla violenza della clandestinità, dei respingimenti, della detenzione nei Centri di Identificazione ed Espulsione. Ci saranno per dire che la lotta dei migranti riguarda tutti: prima della crisi e dentro la crisi, il lavoro migrante parla della precarizzazione che investe il lavoro nel suo complesso. Il razzismo alimentato dalle istituzioni è un gioco a perdere per tutti i soggetti colpiti dal pesante e inaccettabile costo sociale della crisi.

Per questo, dopo la manifestazione contro la sanatoria truffa dell’11 dicembre a Brescia, la piazza che il 14 dicembre porterà alla Camera la sfiducia sociale al governo Berlusconi, sarà anche la piazza dei migranti in lotta. I migranti, che sono una parte essenziale di questo Paese, saranno stranieri rispetto a ogni governo che non ponga completamente fine al razzismo istituzionale. Saranno stranieri anche tra tutti quegli oppositori a questo governo che non assumono con continuità l’importanza delle loro lotte, che si dimenticano dei migranti appena pensano che ci siano altre e più pressanti “questioni politiche”.

Consapevoli della centralità della nostra condizione sociale e lavorativa, della nostra forza, nella giornata del 14 dicembr

  • saremo a Roma insieme agli operai in lotta contro la deroga alla contrattazione collettiva, agli studenti che stanno dando vita alle mobilitazioni per bocciare il ddl Gelmini, alle comunità che resistono contro la trasformazione dei territori in discariche, ai cittadini aquilani che non smettono di lottare per la loro dignità.
  • saremo a Roma con loro, uniti contro la crisi, il razzismo e lo sfruttamento.
  • saremo a Roma per noi e per loro perché nessuna persona è illegale.

Associazione Diritti per Tutti Brescia
Associazione Todo Cambia Milano
Coordinamento migranti basso mantovano
Associazione Razzismo Stop Padova
Cittadinanza Globale Verona
Rete Tuttiidirittiumanipertutti Venezia
Migranti Senza Frontiere Alessandria
Centro Sociale Tpo Bologna
Coordinamento migranti Bologna e Provincia
Coordinamento migranti Castel Maggiore
Città Migrante Reggio Emilia
Riminesi Globali contro il Razzismo Rimini
Migranti in Lotta La Spezia
Laboratorio Antirazzista e delle Resistenze Sociali La Spezia
Associazione Città Meticcia Empoli
Ambasciata dei Diritti Ancona
Ambasciata dei Diritti Jesi
Ambasciata dei Diritti Falconara
Ambasciata dei Diritti Senigallia
Ambasciata dei Diritti Macerata
Action-Diritti in movimento Roma
Yo migro Roma
Esc-Infomigrante Roma
Centro Sociale ex canapificio Caserta
Comitato di supporto ex Socrate Bari

per adesioni



giovedì 18 novembre 2010

18 novembre, Palermo: Iniziative a sostegno dei migranti. Presidio davanti la Prefettura e, a seguire, fiaccolata

LAVORO DIGNITA’ RISPETTO



Lettera aperta al Ministro Maroni e al Ministro Sacconi


Con questo appello, le organizzazioni firmatarie, chiedono al governo italiano e alle istituzioni competenti di intervenire sulla situazione di emergenza in cui vivono migliaia di migranti residenti nel nostro Paese.


Richiamano all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica la condizione critica in cui vivono i cittadini migranti, tra i più colpiti dalle conseguenze della crisi economica, e sottolinea come la negazione dei diritti colpisce tutti e si estende man mano dai più deboli, quali i migranti, a tutti i lavoratori.


Chiediamo ai Ministri Maroni e Sacconi di aprire un tavolo di trattativa, che possa individuare soluzioni serie e strutturali contro il lavoro nero e per i diritti degli immigrati, con priorità a:


• il contrasto allo sfruttamento del lavoro nero, attraverso il recepimento della Direttiva Europea 52, l’applicazione e l’estensione dell’articolo 18 del Testo Unico anche a chi denuncia di essere stato costretto all'irregolarità del lavoro;


• un percorso di emersione strutturale che, oltre a riconoscere il permesso di soggiorno a chi è stato truffato nel corso dell'ultima sanatoria e a chi è rimasto vittima della circolare Manganelli, offra la possibilità di uscire dalla schiavitù e dallo sfruttamento a centinaia di migliaia di migranti, costretti all’irregolarità del soggiorno;


• una proroga del permesso di soggiorno per chi oggi ha perso il lavoro e fatica a reperirne uno nuovo, senza che incomba la minaccia di espulsione;


• un intervento sulla situazione di estrema difficoltà in cui versano gli sportelli Unici per l’immigrazione che, per effetto della manovra finanziaria sono costretti a licenziare 1300 operatori che sono oltre il 50% del totale degli addetti.


Il 18 novembre prossimo saremo presenti con presidi e assemblee che si svolgeranno a Roma e in molte città capoluogo con la richiesta di essere ascoltati dal Governo e dai Prefetti.


Gli immigrati e tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, hanno bisogno di atti concreti e responsabili.


ACLI, ANTIGONE, ARCI, ASGI, CGIL, CIR, CNCA, EMMAUS ITALIA, FCEI, LIBERA, TERRA DEL FUOCO, PROGETTO DIRITTI ONLUS, SEI-UGL
 
______________________


FIACCOLATA DI SOSTEGNO AI MIGRANTI
Giovedì 18 novembre dalle ore 19:00


Partenza dal presidio di fronte la prefettura in via CavourMobilitiamoci per sensibilizzare le istituzioni ad intervenire sulle situazioni di emergenza che vivono migliaia di immigrati


Contro la "SANATORIA" TRUFFA- Per il Permesso di Soggiorno e la sanatoria per tutti/e- Diritto d'Asilo- Per la chiusura immediata di tutte la galere etniche chiamati C.I.E.- Per il ritiro immediato del pacchetto sicurezza- Contro i respingimenti in mare e gli accordi bilaterali di espulsione- Per agevolare l’emersione dal lavoro nero e combattere lo sfruttamentoForum antirazzista palermitanoAderiscono
Cobas Sportello Migranti
Confederazione Cobas
Movimento Primo Marzo – Palermo
Assoc. La Danza delle Ombre (Centro San Camillo De Lellis)
Assoc. Malaussène
Collettivo 20 Luglio
Laici Missionari Comboniani Palermo
Laboratorio Zeta
Laboratorio Antifascista Palermo
Collettivo Malefimmine
Ass. Radio Aut
Rifondazione Comunista
CSP


lunedì 8 novembre 2010

I Migranti sulla gru di Brescia

I MIGRANTI SULLA GRU A BRESCIA

Confederazione Cobas

Sabato 30 ottobre la Questura, la Prefettura e soprattutto il Comune di Brescia hanno tentato di imporre con la forza militare la fine della lotta dei migranti che vogliono liberarsi dalla clandestinità. Prima hanno vietato una pacifica manifestazione dimigranti e antirazzisti, usando come pretesto la concomitanza con l’adunata degli alpini che in realtà si svolgeva in tutt’altra zona del centro storico. Poi hanno ordinato a polizia e carabinieri di manganellare in via San Faustino gli oltre mille manifestanti che si erano radunati nonostante numerosi reparti delle forze dell’ordine da ore stessero ostacolando o impedendo, soprattutto ai migranti, l’accesso al luogo di ritrovo per il corteo. La violenza di polizia in via San Faustino è costata forti contusioni a numerosi manifestanti, uno dei quali è stato addirittura arrestato. Contemporaneamente, approfittando delle cariche di polizia in corso nel centro storico, il vicesindaco Rolfi ha inviato le ruspe a distruggere le strutture del presidio permanente per i permessi di soggiorno, in quel momento incustodito, nei pressi della Prefettura in via lupi di Toscana. Il presidio era in corso da più di un mese senza che fosse ancora stata data una risposta.

E’ in conseguenza di tutto questo – della chiusura totale, dell’arroganza, della violenza e dall’incapacità di dare risposte vere ad un grave problema sociale da parte del Comune e delle altre autorità - che dal pomeriggio dello stesso sabato 30 ottobre alcuni immigrati resistono in condizioni difficilissime in cima alla gru del cantiere della metropolitana in via San Faustino – p.zza Cesare Battisti. Un’azione forte, estrema e disperata perché sia finalmente ascoltata la richiesta di uscire dalla clandestinità fatta da tanti immigrati che da anni vivono e lavorano a Brescia senza aver commesso alcun reato.

Sono i migranti la cui domanda di regolarizzazione presentata con la sanatoria del 2009 è stata respinta per colpa delle truffe fatte ai loro danni da datori di lavoro senza scrupoli e anche, di fatto, dal governo, che prima ha raccolto le domande (che sono costate migliaia di € a ciascun richiedente) e poi ha cambiato le condizioni necessarie per l’ottenimento del permesso di soggiorno.

E’ questo il problema che Paroli e Rolfi, insieme al prefetto e al questore, hanno tentato di eliminare con la violenza pur di non affrontarlo. Ora la protesta risulta più grande ed evidente di prima, con i migranti ancora più numerosi e determinati nel chiedere nient’altro che la regolarizzazione, indispensabile per avere dignità e giustizia. Ma ancora una volta, nonostante le sollecitazioni della stessa Chiesa bresciana, le autorità politiche non propongono ne’ accettano soluzioni reali e concrete, che sarebbero a portata di mano e che permetterebbero finalmente ai ragazzi di scendere da quella gru. Preferiscono spacciare per aperture false concessioni e prese in giro, in modo da poter poi minacciare e giustificare nuova repressione. Sta diventando del tutto chiaro cosa intendono Paroli, Rolfi e i loro complici quando parlano della “sicurezza” che avevano promesso a tutta la città. Intendono il lavoro garantito negli uffici comunali per i loro parenti. Il poter magnare a più non posso a spese della collettività grazie alle carte di credito da assessore. Il poter svendere beni pubblici ai loro amici, o il realizzare “grandi opere” e grandi speculazioni ad impatto ambientale devastante come a San Polo. E intendono anche il continuare a garantire le proprie carriere politiche e i propri privilegi assicurando clandestinità e sfruttamento agli immigrati; odio verso gli immigrati e nient’altro ai cittadini e lavoratori italiani. Una ricetta perfetta per creare rabbia e tensioni sociali destinate ad esplodere.

Con i lavoratori, gli studenti e i cittadini di Brescia, in particolare nel quartiere del Carmine, ci scusiamo per i disagi che può arrecare la protesta sulla gru e nei dintorni. Ma vi invitiamo a pensare anche a questo:

- La colpa di questa situazione molto difficile è degli amministratori politici che non sanno e non vogliono dare risposta ai gravi problemi che già conoscono ma che continuano ad ignorare.

- Sono quindi questi amministratori e il Ministro degli interni, non certo i cittadini bresciani, che devono pagare gli eventuali costi aggiuntivi causati dal blocco del cantiere dellametropolitana (costi aggiuntivi che peraltro sarebbero una frazione assolutamente minima del costo stratosferico di questa grande opera, lievitato negli anni non certo per colpa degli immigrati!)

- La libertà di espressione attraverso un presidio o una manifestazione oggi è messa a rischio per i migranti, ma se non la difendiamo tutti insieme domani può essere negata anche a chiunque altro.

- Non solo per i migranti i diritti, le condizioni di vita e lavoro sono sotto attacco. E’ così anche per le donne e gli uomini italiani, con i licenziamenti, gli sfratti, i tagli a servizi e beni comuni come la scuola e gli ospedali: la precarietà crescente rende migranti anche il reddito e il lavoro degli italiani.

In realtà appesi ad una gru ci sono anche le vite e i diritti della grande maggioranza degli italiani.

Presidio sopra e sotto la gru di via San Faustino – P.zza Cesare Battisti

Videomessaggio degli occupanti sulla gru:


Le interviste:


Video della manifestazione:

 
 

Dalla gru di Brescia alla torre di Milano: Protesta dei migranti contro la Santoria truffa

Da una settimana siamo sulla gru per i nostri diritti, per il permesso di soggiorno dopo essere stati truffati dallo Stato e da padroni senza scrupoli. Sono stati giorni molto difficili a 30 metri di altezza in condizioni precarie sfidando il freddo, la pioggia e le minacce razziste delle istituzioni. Solo la solidarietà e il sostegno dei nostri fratelli e degli antirazzisti ci hanno consentito di resistere in questa lotta che riguarda non solo i truffati dalla sanatoria del 2009. Riguarda tutti i migranti che lottano contro la precarietà delle loro condizioni di lavoro e di vita. L’occupazione della torre in via Imbonati a Milano ci dà ulteriore forza e speranza, non solo a noi ma a tutti i migranti che non accettano di essere confinati nella clandestinità e nell’invisibilità. Di essere rinchiusi in un CIE perché non hanno la libertà di circolare.

Siamo con voi. Ora non siamo solo sulla gru a Brescia ma siamo insieme a voi anche sulla torre a Milano.

Basta truffa !

Basta pagare !

Abbiamo la forza ? Sì.

Presidio migranti sopra e sotto la gru – Via S. Faustino, Brescia

Associazione Diritti per tutti - Brescia





La lotta per la dignità è contagiosa. Dalla gru di Brescia alla torre di Milano

Assemblea pubblica sabato 6 novembre alle ore 10.30 in via Imbonati 49 in solidarietà con gli immigrati che hanno occupato la torre in protesta per il permesso di soggiorno.

Portate coperte, acqua, tende, cibo e la vostra solidarietà al presidio permanente



Gli immigrati salgono su una torre per protesta

Oggi 5 novembre 2010 siamo saliti sulla torre di via Imbonati anzitutto per manifestare la nostra solidarietà ai nostri compagni immigrati di Brescia, che da sabato scorso sfidano il freddo e le intemperie in un gesto estremo di protesta contro la condizione cui siamo costretti a vivere. La protesta di noi immigrati nasce infatti dalle profonde ingiustizie cui ci condanna lo Stato italiano, che attraverso la legge Bossi Fini non permette a chi lo desidera di regolarizzarsi e condanna molti di noi, che lavorano, alla condizione di clandestini, ora divenuta anche reato.

La sanatoria del 2009 poteva aiutare alcuni di noi, ma è stata studiata e gestita non per permetterci di uscire dalla forzata clandestinità, ma per far trarre il massimo beneficio alle casse dello Stato (attraverso i contributi versati a fondo perduto e alla gabella dovuta per presentare la domanda di sanatoria, ovviamente non rimborsabile in caso di rifiuto) e a quegli imbroglioni, soprattutto italiani, che in cambio di molto denaro avevano garantito di sbrigare le pratiche e assicurarci il permesso di soggiorno. Così siamo stati truffati due volte: dallo Stato, e dai parassiti che in un paese come questo traggono dall'alto l'ispirazione per i loro loschi comportamenti, sicuri della propria impunità.

Inoltre, alla truffa si sta aggiungendo la presa in giro: molti di noi hanno visto rifiutarsi il permesso di soggiorno perché erano stati precedentemente trovati senza documenti e dunque macchiati del reato di "clandestinità", oppure perché alla data di presentazione della domanda, più di un anno fa, avevano un contratto a tempo determinato (cosa che ci accomuna alla stragrande maggiornaza degli italiani che trovano lavoro in questi anni di precarietà diffusa) che ora, grazie alle lungaggini delle questure, sta per scadere e dunque non viene considerato "valido" per ottenere il permesso.

Noi però ci siamo stufati di essere trattati come bestie, sfruttati nei luoghi di lavoro per salari più bassi di quelli dei nostri colleghi, addetti ai lavori più duri e dequalificati anche se abbiamo lauree e professionalità alte, guardati sempre male se camminiamo per la strada o chiacchieriamo nelle piazze come sse fossimo tutti delinquenti, e in più spremuti quando serve fare cassa da uno Stato che in cambio non ci dà nulla, nemmeno la dignità di essere riconosciuti come persone e non come "stranieri".

Per questo ora diciamo basta, chiediamo il rispetto che si deve a persone che lavorano, pagano le tasse, contribuiscono alla ricchezza del paese e al benessere di questa Italia.

Chiediamo che venga concesso il permesso di soggiorno a tutti coloro che hanno partecipato alla sanatoria, che in quanto tale deve "sanare" tutte le irregolarità precedenti, compresa la posizione di chi ha il reato di "clandestinità"; che venga allungata la durata del permesso di soggiorno, visto che le questure ci impiegano dai 9 e più, mesi ogni volta per rinnovarlo e che venga esteso a chi perde il lavoro e ne sta cercando un altro, tanto più in questi tempi di crisi.

Comitato Immigrati in Italia - Milano

per contatti: 3200118441 - 3392328678



per contatti con gli occupanti della torre: 347-0672632
 
 

sabato 6 novembre 2010

7 novembre, Tornino: Piazze Antiraziste > Sanatoria 2009: A Verona i truffati avranno un permesso per protezione sociale (ex art. 18 T. U. Immigrazione)



Sanatoria 2009 - A Verona i truffati avranno un permesso per protezione sociale (ex art 18 TU)

a cura dell’Avv. Roberto Malesani

Un grosso passo in avanti per i migranti vittime a Verona delle c.d. truffe della sanatoria 2009/2010. Si apre infatti la concreta possibilità di ottenere un permesso per protezione sociale ai sensi dell’art 18 T.U. Immigrazione, permesso che permette di esercitare attività lavorativa e che è poi convertibile in permesso per lavoro. A questa svolta – per molti versi unica in Italia- si è giunti dopo settimane di mobilitazione di piazza di alcune centinai di migranti veronesi, coordinati da Cittadinanza Globale e sostenuti dal Sindacato ADL USB, e dopo un confronto pubblico con la Procura della Repubblica di Verona e con la Questura.

Ma vediamo nel dettaglio la vicenda nelle sue premesse e negli aspetti tecnico giuridici.

Come è purtroppo ben noto, ancora una volta, nell’ambito della procedura di regolarizzazione di cittadini stranieri prevista dalla legge 102/2009 - che più precisamente si connota come procedura di emersione del lavoro nero - si sono in tutta Italia verificati fatti di tipo criminale, posti in essere da organizzazioni o singoli cittadini, per lucrare denaro ai cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno in cambio della presentazione della domanda di emersione; domanda di emersione di solito del tutto falsa, costruita a tavolino con documentazione ad hoc, oppure priva sin dall’inizio dei requisiti richiesti dalla legge.

Ebbene, a Verona, alcune centinai di cittadini stranieri hanno senza paura presentato denunce circostanziate alla Procura della Repubblica, rendendosi disponibili a confermare testimonialmente i fatti, e infatti indagini sono già in corso da tempo.

La fattispecie criminosa che è stata ipotizzata dalla Procura di Verona, e che ci trova consenzienti, è quella prevista dall’art 12 comma 5 del T.U. Immigrazione, che punisce “…chiunque, al fine di trarre un ingiusto profitto dalla condizione di illegalità dello straniero o nell’ambito delle attività punite a norma del presente articolo, favorisce la permanenza di questi nel territorio dello Stato in violazione delle norme del presente testo unico, è punito con la reclusione fino a quattro anni e con la multa fino a lire trenta milioni. Quando il fatto e’ commesso in concorso da due o più persone, ovvero riguarda la permanenza di cinque o più persone, la pena e’ aumentata da un terzo alla metà.

Dal confronto con il Procuratore Capo della Repubblica di Verona, che ha valutato positivamente e fatto proprie le posizioni dei migranti, è emerso:

1. I migranti sfruttati verranno, salvo evidenze singole diverse, considerati parti offese nei procedimenti penali instaurati o instaurandi, in quanto vittime di grave sfruttamento. A questo riguardo sono state tenute in particolare considerazione anche le argomentazioni della circolare 4 agosto 2007 del Ministro dell’Interno Giuliano Amato, la quale invitava le Amministrazioni a trovare soluzioni che, all’interno del T.U. Immigrazione, permettessero la regolarizzazione del cittadino straniero vittima di sfruttamento nei luoghi di lavoro e/o di lavoro nero; queste argomentazioni sono state peraltro confermate dalla Direttiva CE 52/2009, sia pure non recepita dallo Stato Italiano.

Si è quindi convenuto, anche alla luce di tali argomentazioni, che la sfera della tutela prevista dell’art 18 T.U. Immigrazione potesse essere estesa a tutte le forme di sfruttamento lavorativo e non solo ai casi di sfruttamento di carattere sessuale della vittima.

Pertanto l’art. 18 diventa lo strumento tipico di tutela di tali situazioni e di cui la Direttiva 52/09 invita gli Stati membri a dotarsi.

2. Conseguentemente, a fronte di istanze ad hoc che sono in corso di presentazione, il Procuratore di Verona darà parere favorevole al rilascio, da parte della Questura, di permessi per protezione sociale, come appunto previsto dall’art 18 T.U. Immigrazione, che permetteranno ai lavoratori sfruttati di lavorare e poi di convertire il premesso in uno per lavoro.

Si tratta di una interpretazione innovativa del disposto dell’art. 18 T.U. Immigrazione che, sull’onda delle lotte dei migranti, mette a punto un prezioso strumento giuridico che andrebbe applicato su larga scala, in tutti casi di sfruttamento, come peraltro prevede la Direttiva europea citata.

[venerdì 29 ottobre 2010]





sabato 12 giugno 2010

Il Tar del Friuli Venezia Giulia blocca l'espulsione di un senegalese. Contestato il reato di clandestinità

IL CASO

Il Tar blocca l'espulsione di un senegalese. Smentita la Questura che gli negò la regolarizzazione in base alla Bossi-Fini. Contestato il reato di clandestinità.

di CLAUDIO ERNÈ

Una secca smentita alla Questura e alla Prefettura di Trieste. Viene dai magistrati del Tribunale amministrativo regionale che hanno bloccato l'espulsione di un giovane senegalese che aveva chiesto di regolarizzare la propria posizione di giardiniere ma che in base a una interpretazione minoritaria della legge Bossi-Fini aveva ricevuto dal questore un decreto che gli imponeva di lasciare il territorio italiano.

Il Tar ha bloccato l'iniziativa del ministero degli Interni e ha implicitamente concesso a Ibraima Faye di continuare a lavorare a Trieste almeno fino al momento in cui il suo ricorso verrà discusso nel merito.

La vittoria in questa causa-pilota, promossa da Daniela Schifani Corfini, vedova del giornalista Marco Luchetta ucciso nel 1994 a Sarajevo, consente ad almeno altri 70 senegalesi che vivono a Trieste di evitare l'immediata espulsione decretata dalla Questura. Tutti avevano aderito alla "sanatoria" prevista dalla legge Bossi- Fini, ma l'interpretazione fornita allo stesso provvedimento dalle autorità locali ha riservato loro e ai loro datori di lavori una amara sorpresa.

«Mi sono autodenunciata; ho pagato tra i 700 e gli 800 euro per la sanatoria. Ho versato quanto dovuto all'Inps per i contributi previdenziali. Il ministero degli Interni da Roma mi aveva assicurato che nulla ostava all'applicazione della sanatoria nonostante la condanna subita per clandestinità» spiega Daniela Schifani Corfini. «Invece si sono fatti beffa di quanto avevano affermato e a Trieste hanno respinto la domanda, sostenendo che Ibraima aveva subito una condanna. Subito dopo l'hanno espulso. Volevano metterlo sull'aereo a brevissima scadenza. Per questo sono ricorsa al Tar. Poi ho protestato col ministero ma mi hanno risposto sostenendo che quanto avevano detto in precedenza valeva poco o nulla perché il parere mi era stato trasmesso via Internet e non con un documento ufficiale. I soldi che in tanti abbiamo pagato però se li sono tenuti ben stretti».

Il Tribunale amministrativo nei giorni scorsi ha fatto chiarezza su questa situazione, bloccando l'espulsione perché la pena inflitta al giovane senegalese per il reato di clandestinità, è inferiore a quelle che secondo la legge Bossi-Fini consentono di adottare un provvedimento ultimativo. Va aggiunto che il Tar del Friuli Venezia Giulia si affianca con questa decisione a quelli del Veneto e della Toscana. Di parere opposto il Tribunale amministrativo dell'Emilia Romagna che ha confermato le espulsioni decise dai questori di quella regione indipendentemente dall'entità della condanna subita.

«Non credo che la guerra per salvare questi ragazzi dal rimpatrio forzato sia vinta. È solo una battaglia che si è conclusa favorevolmente e per questo in tanti oggi tiriamo un sospiro di sollievo. La vera delinquenza sta in altre sedi, in altri palazzi» dice, tra il soddisfatto e il polemico, Daniela Schifani Corfini.

Da Il Piccolo di Trieste

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venerdì 4 giugno 2010

Sanatoria, “truffati tantissimi stranieri”

Hanno pagato migliaia di euro, ma non possono sporgere denuncia, pena l'arresto e l'espulsione perché irregolari. Domani 5 giugno manifestazione a Milano

MILANO - "Almeno 25 lavoratori stranieri sono venuti direttamente per raccontarci di essere stati truffati". Una stima, quella di Edda Pando, dello sportello immigrazione Arci, che però non tiene conto di quanti chiedono informazioni per "gli amici" o di chi, per timore, non denuncia nemmeno alle associazioni la truffa subita. Anche al Naga, lo stesso problema: "Tantissimi stranieri sono stati truffati durante la sanatoria dello scorso settembre". Truffati per migliaia di euro, ma non possono sporgere denuncia, pena l'arresto e l'espulsione perché irregolari. È uno dei volti della "sanatoria truffa" che il movimento Primo Marzo, insieme e in sostegno al Comitato nazionale immigrati denuncia con una manifestazione in programma sabato 5 giugno a Milano (ritrovo in piazza Cordusio, ore 15).

Avere un'idea delle reali dimensioni del fenomeno, però, è impossibile. Le cifre estorte sono esorbitanti: raramente scendono sotto i 2 mila euro, ma possono arrivare fino a 6 mila euro e oltre. E gli stratagemmi messi in atto dai truffatori, molto fantasiosi (vedi lancio successivo). "Le truffe rimangono sotto silenzio, nessuno ne parla -spiegano dal Naga-. Ci sono storie di un'ingenuità incredibile: molti di questi ragazzi sono stati abbagliati dal miraggio di una regolarizzazione e, in buona fede, si sono fidati". A monte, la disperazione di chi, dopo anni di lavoro in Italia, non era riuscito a mettersi in regola: la sanatoria per colf e badanti rappresentava l'unica possibilità di mettersi in regola. L'ultima possibilità prima dell'entrata in vigore del reato di clandestinità.

Durante la manifestazione contro la "Sanatoria truffa" verrà richiesta la concessione del permesso di soggiorno per chi ha fatto domanda di emersione nella sanatoria 2009. "La regolarizzazione riservata solo a colf e badanti ha permesso che si creasse un mercato nero di vendita di documenti falsi e di prestanomi per il permesso di soggiorno -denuncia Edda Pando-. Sono anni che non si fa una sanatoria e, per i lavoratori stranieri irregolari residenti in Italia da tanto tempo, non c'era altra alternativa". Per i promotori della manifestazione l'ultima regolarizzazione ha dimostrato che "non sono gli stranieri che vogliono rimanere nella 'clandestinità' ma che, appena il governo offre una possibilità, cercano di mettersi in regola". Per questo motivo urge una nuova regolarizzazione per tutti gli immigrati.

Mentre, per i lavoratori che sono stati truffati ma che non possono sporgere denuncia senza rischiare l'espulsione "chiediamo che possano denunciare la truffa subita ed essere regolarizzati per il lavoro che svolgono -aggiunge Francesca Terzoni, Primo Marzo-. Sono persone integrate, che in molti casi vivono in Italia da anni". Infine, i promotori della manifestazione, chiedono un occhio di riguardo per i lavoratori stranieri colpiti dalla crisi economica e che, avendo perso il posto di lavoro, rischiano di scivolare nuovamente nella clandestinità e chiedono il prolungamento del permesso di soggiorno di almeno due anni per chi ha perso il lavoro. Tra le altre richieste, la concessione del permesso di soggiorno a chi è costretto a lavorare in nero e l'abolizione del reato di clandestinità. (vedi lanci successivi) (is)

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Sanatoria truffa: a Massa Carrara "riapre" agenzia in liquidazione

A promettere l'emersione dall'irregolarità un'agenzia in liquidazione dal 2003, ma "temporaneamente" tornata ad essere attiva in occasione della sanatoria. Più di 300 stranieri sono caduti in questa trappola

MILANO - Alcuni lavoratori stranieri sono arrivati a sborsare fino a 4mila euro convinti di poter ottenere un lavoro in regola come colf o badante e un permesso di soggiorno. Un foglio di carta per emergere dall'irregolarità. A promettere tutto questo un'agenzia con sede a Massa Carrara, in liquidazione dal 2003, ma che in occasione della sanatoria dello scorso settembre aveva "temporaneamente" riaperto i battenti. "Il passaparola tra gli stranieri, soprattutto marocchini ha fatto il resto - spiega Carlotta Orlandi dell'associazione Culture Migranti-. Promettevano un posto di lavoro come colf o badante e il permesso di soggiorno. I ragazzi erano convinti di fare tutto in regola". Più di 300 lavoratori stranieri sono caduti in questa trappola.

"Avevano le ricevute, ovviamente finte, in mano. Ed erano tranquilli, convinti che tutto andasse per il verso giusto - aggiunge Carlotta Orlandi-. Hanno iniziato a insospettirsi per i lunghi tempi di attesa, per la convocazione in Prefettura". Avendo capito di essere stati raggirati, alcuni lavoratori marocchini hanno sporto denuncia, troppo tardi però: i truffatori erano già scomparsi nel nulla. Parallelamente ha inizio la mobilitazione, con presidi sotto la Prefettura per chiedere la concessione di un permesso di lavoro temporaneo (sei mesi per attesa occupazione) per i lavoratori truffati.

Grazie alla denuncia sporta dai lavoratori marocchini (che attualmente hanno un permesso per motivi di giustizia e non possono essere epulsi) è in corso un'indagine. "Ma non possono lavorare e si trovano in un limbo -spiega Carlotta Orlandi-. Chiediamo che venga concesso loro un permesso di soggiorno di sei mesi per ricerca lavoro. A questi ragazzi non interessa avere indietro i soldi, quello che chiedono è la possibilità di trovare un'occupazione regolare". Anche il parlamentare Fabio Evangelisti ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno per chiedere "quali provvedimenti intenda adottare per consentire a tutti i lavoratori extracomunitari irregolari truffati di poter accedere alla sanatoria". Richieste che, per ora, non hanno avuto risposta.

Per denunciare questa situazione, l'associazione Culture Migranti ha organizzato un corteo di protesta sabato 5 giugno (a partire dalle ore 19.30) a Marina di Massa, in contemporanea con quelle in programma a Milano e Trieste. "Gli immigrati truffati scenderanno in piazza per rivendicare il loro diritto ad avere un permesso di soggiorno -si legge nel comunicato-. A oggi la sanatoria si è rivelata una trappola per topi". (vedi lanci successivi) (is)

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Sanatoria truffa: oltre 1.300 firme raccolte da comitato Primo Marzo di Trieste

L'associazione: "Vari i ricorsi presentati contro i rigetti dai datori di lavoro e ancora in attesa del giudizio del Tar del Friuli Venezia Giulia"

MILANO - Sono 1.315 le firme raccolte dalla petizione "Sanatoria - per una scelta di equità e giustizia" lanciata dal comitato Primo Marzo di Trieste che domani, sabato 5 giugno, tornerà in piazza per protestare contro la "Sanatoria truffa": il giro di vite sulla regolarizzazione di colf badanti impresso dalla circolare del capo della polizia Antonio Manganelli in base alla quale devono essere rigettate le domande presentate da quei lavoratori che hanno avuto una condanna per inottemperanza al provvedimento di espulsione. "In città abbiamo visto diversi tentativi di espulsione, quasi tutti falliti, assolutamente arbitrari - denunciano i rappresentanti dell'associazione-. Tentativi arbitrari perché attualmente sono vari i ricorsi presentati contro i rigetti dai datori di lavoro e ancora in attesa del giudizio del Tar del Friuli Venezia Giulia".

Dopo gli arresti e i momenti di difficoltà degli scorsi mesi (vedi lancio del 19 aprile) la situazione sembra essersi tranquillizzata. "Siamo in una situazione di attesa. Ci sono alcuni ricorsi pendenti davanti al Tar regionale e sembra che ci sia maggiore disponibilità delle amministrazioni ad attendere l'esito di questi ricorsi -spiega Gianfranco Schiavone, di Asgi-. La giurisprudenza, del resto, sta riconoscendo l'infondatezza dell'interpretazione data da Manganelli". Come dimostrano le sentenze del Tar della Toscana e dell'Emilia Romagna.

Appuntamento in piazza Ponterosso alle 18.30, per "mantenere la pressione su Prefetura, Questura e ministero", si legge nel comunicato diffuso dall'associazione che, contestualmente, chiede la concessione del permesso di soggiorno a chi ha perso il lavoro, la conversione automatica del permesso di soggiorno al compimento del 18mo anno d'età, la chiusura dei Cie e la cancellazione del reato di clandestinità. (is)

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