Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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giovedì 5 gennaio 2012

16 gennaio, Crotone: Incontro "Minori Stranieri Non Accompagnati. Verso una protezione efficace e consapevole

Il Consiglio Nazionale dell'Ordine degli  Assistenti sociali, di cui faccio parte, ha siglato un protocollo di intesa con l'associazione "Terre des Hommes", relativo alla realizzazione di eventi formativi sui temi dei diritti e dell'accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati.
 
Sono previste cinque tappe: la prima si è svolta a Messina lo scorso 19 dicembre, la seconda è prevista per il prossimo 16 gennaio dalle ore 11.00 alle ore 17.00 a Crotone (le altre saranno Bari, Napoli e Genova).
 
Con la presente vi chiedo di partecipare all'incontro e di dare ampia diffusione e pubblicizzazione dell'iniziativa attraverso il volantino allegato.
 
Grazie per la collaborazione.
 
M. Luisa Scardina



mercoledì 7 settembre 2011

Situazione esplosiva al CSPA di Contrada Imbriacola. Terre des Hommes: mettiamo subito al riparo i minori di Lampedusa


A Lampedusa la prolungata e illegittima permanenza di  bambini e ragazzi migranti nel CSPA li espone giornalmente alla violenza derivata dall’esasperazione delle oltre 500 persone attualmente rinchiuse e in costante attesa di trasferimento. “Non è più ammissibile che bambini piccoli possano anche solo incrociare il loro sguardo con adulti esasperati, intenti a tagliarsi braccia e gambe con lamette, così come non è accettabile che i minori possano essere colpiti com’è già successo, anche solo per sbaglio, dal lancio di sassi durante rivolte che scoppiano sempre più frequentemente dentro le mura di quei Centri che si insiste nel voler chiamare di ‘accoglienza’ e ‘soccorso’”, denuncia Federica Giannotta, responsabile del progetto FARO di Terre des Hommes, per l’assistenza giuridico-legale dei minori a Lampedusa.
Oltre alle tristemente note condizioni igienico sanitarie che più volte Terre des Hommes ha segnalato alle autorità competenti, occorre denunciare la promiscuità in cui si trovano minori, famiglie con bambini e altre categorie vulnerabili come disabili, malati e richiedenti asilo, spesso presenti nel cosiddetto “gabbio” – zone chiuse dei centri in cui le organizzazioni umanitarie non possono entrare – invece che in reparti loro dedicati, adeguati alle loro esigenze, come prescrive la normativa. Gli esigui trasferimenti di questi giorni non fanno che accrescere la rabbia dei migranti detenuti e le notizie di respingimenti allarmano”, continua Giannotta. “La tensione è gioco forza sempre più alta e sfocia nelle rivolte che hanno scandito gli ultimi giorni e che hanno spinto gli stessi minori ad azioni che denotano come il loro equilibrio psicologico sia ormai precario. Per questo chiediamo con urgenza che sia garantito un luogo sicuro e protetto a tutti i minori migranti, trattenuti in assenza di provvedimenti amministrativi e di convalide giudiziarie, in violazione delle norme di legge e delle convenzioni internazionali.

Terre des Hommes con il suo progetto FARO, che offre informativa giuridica ed assistenza legale ai minori migranti sbarcati sull’isola, aiutandoli ad orientarsi tra le procedure di accoglienza vigenti in Italia e a conoscere i diritti a loro riconosciuti nel nostro Paese. FARO non è finanziato con fondi governativi. Il servizio è assolutamente gratuito grazie a una donazione della Fondazione Vodafone Italia.
Nel corso dei due mesi di attività sull’isola più di 700 persone, per la maggior parte minorenni, sono stati incontrati con colloqui individuali, informati sui loro diritti e sulle procedure giuridiche italiane. A circa il 10% è stata data assistenza diretta per problemi legali specifici.  Tutti i migranti presenti nell’isola hanno ricevuto materiale informativo sui diritti e sulle procedure giuridiche.
Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente è presente in 72 paesi con oltre 1.000 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano. Per informazioni: www.terredeshommes.it


Rossella Panuzzo
Ufficio Stampa Terre des Hommes
02 28970418 - 340 3104927


giovedì 22 aprile 2010

Minori stranieri non accompagnati richiedenti asilo: uno su cinque non ottiene l'asilo

COMUNE DI PALERMO
Settore Servizi Socio Assistenziali
Servizio Interventi socioassistenziali e integrazione sociale
Centro Studi e Documentazione sulle migrazioni

Nel corso del 2008 sono stati 573 i minori stranieri non accompagnati che hanno presentato richiesta di asilo. Stando a quanto riportato dal secondo Rapporto dell'European migration network (Emn), nel corso dello stesso anno le Commissioni territoriali hanno riconosciuto lo status di rifugiato nel 29,6% dei casi, la protezione sussidiaria nel 31,3% e i motivi umanitari nel 18,6%. Di conseguenza, circa un quinto dei minori che hanno presentato richiesta di asilo ha ricevuto un diniego.

Tuttavia, i dati del 2008 escludono dal computo i minori provenienti dalla Romania, che fino a poco tempo fa rappresentavano la maggioranza dei minori stranieri non accompagnati in Italia: circa un terzo a partire dal 2004. Per i minori neocomunitari -viene ricordato- nell'ottobre 2007 è stato istituito, al ministero dell'Interno, l'Organismo centrale di raccordo per la tutela dei minori non accompagnati con il compito di garantire i diritti dei ragazzi che arrivano dai paesi comunitari e valutare i progetti di accoglienza e di rimpatrio.

Un'altra questione sollevata nel rapporto riguarda poi le modifiche normative introdotte dalla legge n. 94/2009 (il cosiddetto "Pacchetto sicurezza"), ( che il nostre Centro Studi ha più volte sottolineato), per effetto delle quali il rilascio del permesso di soggiorno al compimento della maggiore età è stato ristretto, ponendo la condizione che sussistano contemporaneamente -e non più alternativamente come invece previsto dalla legge n. 189/2002- i seguenti requisiti: il minore straniero non accompagnato sia sottoposto a tutela o affidamento, sia inserito da almeno due anni in un progetto di integrazione, abbia la disponibilità di un alloggio, sia iscritto a un regolare corso di studio o svolga una attività lavorativa.

Lo staff della U.O. Centro Studi e documentazione sulle migrazioni
(newsletter realizzata grazie al progetto "Osservatorio giuridico-legislativo sulle migrazioni")

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mercoledì 14 aprile 2010

In netto calo la presenza di minori stranieri non accompagnati in Sicilia

COMUNE DI PALERMO
Settore Servizi SocioAssistenziali
Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni

Sono 278 i minori non accompagnati, e successivamente collocati in comunita’ sul territorio siciliano, giunti in Sicilia da marzo 2009 a febbraio 2010. Un calo drastico rispetto all’anno precedente, che emerge dal 2° Rapporto su ”L’accoglienza dei minori in arrivo via mare’‘, nel quale confluiscono i risultati dell’attivita’ di monitoraggio condotta da Save the Children sulle strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati del territorio siciliano.

Tale drastico cambiamento nei flussi di arrivo via mare e’ dovuto sostanzialmente alle pratiche adottate dal Governo italiano in materia di contrasto all’immigrazione clandestina e agli accordi stipulati con le Autorita’ libiche.

Inoltre in una sentenza del Consiglio di Stato del 15 marzo 2010 si ribadisce che non può considerarsi minore non accompagnato il minore straniero affidato ad un parente entro il quarto grado. Nel leggere la sentenza balza agli occhi l'importanza che durante la loro minore età e successivamente all’affido formale al parente entro il quarto grado regolarmente soggiornante, venga richiesta alla questura competente a favore del minore la conversione del permesso di soggiorno da "minore età" a "motivi di famiglia", se ultraquattordicenne ovvero l’iscrizione sul permesso di soggiorno dell’affidatario. In caso di diniego da parte della questura, può essere proposto ricorso al giudice civile del tribunale di residenza.

Lo Staff della U.O. Centro Studi e documentazione sulle migrazioni

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venerdì 12 febbraio 2010

Minori non accompagnati: la Sicilia paga l’assenza di una rete interistituzionale

28/01/2010

Secondo giorno di lavori al convegno su “Minori stranieri non accompagnati tra questione penale e accoglienza”. Mazzarella (Centro studi immigrazione): “Potenziare il lavoro del Consiglio territoriale per l’immigrazione”. I media e gli stereotipi

PALERMO – Con la proiezione del video “Voci dal silenzio” di Luisa Scardina, assistente sociale dell’Ussm di Palermo, si sono aperti i lavori della seconda giornata del convegno su “Minori stranieri non accompagnati tra questione penale e accoglienza”, svoltosi presso il Centro di giustizia minorile di Palermo.

Il video di Luisa Scardina rappresenta le storie di tre donne migranti di etnie diverse ma che risultano accomunate dalle stesse paure e dalle stesse speranze. La prima donna a raccontarsi è Ogu Tonika, nigeriana vittima della tratta che adesso vive all’interno di un centro di accoglienza siciliano; la seconda è Mirveta Ilijabi, migrante kosovara abitante del campo rom di Palermo che vive da 14 anni solo di elemosina; la terza è Vitalba Gelfo migrante italiana in Argentina che racconta la sua importante esperienza di accoglienza della gente argentina nei suoi confronti. L’opera è stata selezionata la scorsa estate al Lampedusafilmfestival.

Il focus del convegno di oggi si è concentrato invece sugli aspetti sociologici che riguardano i minori stranieri non accompagnati. La prima parte dell’incontro è stata incentrata sull’analisi della rappresentazione dello straniero tra stereotipi e generalizzazioni mediatiche.

A puntare il dito sulla rappresentazione distorta e sempre più stereotipata dei temi dell’immigrazione da parte dei mezzi di informazione è stato il Massimo Lo Verde, direttore del dipartimento di scienze sociali dell’università di Palermo. “Oggi è evidente una rappresentazione mediatica dello straniero piena di forti stereotipi e pregiudizi che condizionano pesantemente la nostra relazione con i migranti – sostiene il docente -. Assistiamo, sempre ad opera dei mass media, a forme di generalizzazioni empiriche che, entrando sempre meno nel caso specifico, sono in grado di influenzare fortemente il processo di apprendimento della gente sul fenomeno migratorio, ingenerando paure spesso infondate. Lo stereotipo interpreta la realtà senza basarsi sull’esperienza ma solo poggiando su alcune idee di un gruppo prevalente. Il pericolo maggiore è l’empirismo ingenuo di chi cerca conferme proprio dalla rappresentazione che i media fanno di certe realtà”.

Nella seconda parte Roberto Mazzarella, responsabile del Centro studi sull’immigrazione del comune di Palermo, ha parlato di politiche locali in favore dei minori stranieri e del ruolo che dovrebbe avere il Consiglio Territoriale sull’Immigrazione.

“La prima cosa che dovremmo chiederci è perché il 62% dei minori stranieri non accompagnati è fuggito da alcuni centri di accoglienza siciliani subito dopo il primo mese – sottolinea Mazzarella -. I flussi migratori sono processi molto complessi all’interno dei quali i minori, in particolare, si collocano in una zona d’ombra determinata proprio dall’ambiguità dei testi normativi”.

Una strada che andrebbe percorsa al fine di un serio monitoraggio sul fenomeno “è quella di valorizzare e potenziare il lavoro del Consiglio Territoriale per l’immigrazione – continua Roberto Mazzarella -. L’auspicio è quello di creare un sistema di rete, il più possibile coerente e coordinato sul territorio, che interessa proprio l’accoglienza e il processo d’integrazione dei minori stranieri. Proprio per questo il ruolo del Consiglio territoriale per l’immigrazione è quello di mettere in rete i vari attori istituzionali e del privato sociale che lavorano per l’integrazione del minore straniero. L’assenza di attività di rete non ha permesso finora un confronto tra i vari modelli d’integrazione esistenti nelle diverse realtà territoriali con la conseguenza di lasciare ad ogni comune la gestione dei problemi in maniera troppo autonoma e differenziata”. (set)

© Copyright Redattore Sociale



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lunedì 1 febbraio 2010

28 gennaio, Palermo: Sintesi intervento Roberto Mazzarella al Convegno sui minori stranieri non accompagnati - Centro giustizia minorile

"Una caratteristica spiega bene la complessiva' dei minori stranieri non accompagnati: il loro status, che li situa all'incrocio di appartenenze giuridiche multiple: il loro essere minori, stranieri, talvolta richiedenti asilo, vittime di tratta rende articolato e problematico il rapporto e la relazione tra diversi rami del diritto. Cosi come la loro protezione, richiedendo allo stesso modo l'intervento di parti "multiple": giuridiche, amministrative e sociali. La moltiplicazione dei partecipanti al percorso di integrazione del minore spesso non garantisce una presa in carico efficace".

"Altro dato: in Sicilia da maggio 2008 a febbraio 2009 su 1860 ricoveri in strutture di minori stranieri non accompagnati ben 1119 sono state le fughe. Perché scappano? Devono aiutare nel più breve tempo possibile i genitori che si sono indebitati per il loro viaggio: 5000 euro se si parte dall'Egitto, 6/7000 euro dal Bangladesh. Solo il 34 per cento rimane nelle strutture di accoglienza oltre il primo mese."
"Come ben si vede é un fenomeno che ci interroga come Istituzioni e come società e non é facile trovare le risposte adatte. Ma come sempre la soluzione sta nell'unità, cioè nel saper fare sistema su un territorio: la comunità di quel territorio saprà trovare le risposte giuste perché, come in una famiglia, ciascuno sa farsi carico del problema dell'altro."

Roberto Mazzarella, responsabile del Centro Studi e documentazione sulle migrazioni del Comune di Palermo

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mercoledì 4 febbraio 2009

Dossier di Monitoraggio: Accoglienza e tutela dei diritti dei minori nel centro di Lampedusa realizzato da Save the Children

Lampedusa, Centro di Accoglienza: Save the Children, 2646 i minori, la gran parte dei quali non accompagnati, ospitati nel centro nel corso del 2008 spesso in condizioni critiche e inadeguate. 81 gli arrivi di minorenni, 1035 di adulti a gennaio 2009

Nonostante l'impegno delle istituzioni nella gestione dei flussi migratori nel corso degli ultimi mesi, Save the Children rileva alcune criticità relative all'accoglienza e protezione dei minori all'interno del Centro di Soccorso e Prima Accoglienza (Cspa) di Lampedusa.
Fino anche a 37 giorni la permanenza dei ragazzi nel Cspa prima del trasferimento nelle comunità d'accoglienza siciliane; mancanza di posti letto, con minori costretti a dormire per terra su materassi; inadeguate condizioni igieniche; inadeguate procedure per l'accertamento medico dell'età.Sono alcune delle evidenze emerse dal Dossier di Monitoraggio. Accoglienza e tutela dei diritti dei minori nel centro di Lampedusa realizzato da Save the Children, sulla base delle attività condotte all'interno del centro di soccorso dell'isola siciliana, nell'ambito del progetto Praesidium. Da maggio del 2008 Save the Children è impegnata nel progetto Praesidium in partenariato con CRI, OIM e UNHCR e in convenzione con il Ministero dell'Interno. L'organizzazione è dunque coinvolta nella realizzazione del modello multi-agenzia di gestione dei flussi migratori misti, basato sul soccorso e l'accoglienza dei migranti in arrivo via mare e sul successivo trasferimento in strutture appropriate sul territorio italiano.
31.250 (1) i migranti giunti nel Centro nel 2008: di essi, l'8,4% - pari a 2646 - è costituito da minori, provenienti spesso da aree afflitte da guerre o teatro di gravi violazioni dei diritti umani. Da maggio, data di avvio delle attività di Save the Children sono 1902 i minori arrivati da soli, mentre, nel mese di gennaio sono 81 i minori sbarcati e 1035 gli adulti (2).
"Il rapporto mostra con chiarezza non solo come i minori, soprattutto non accompagnati, rappresentino una quota non marginale degli arrivi”, commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, "ma anche come alla base della migrazione di tanti ragazzi o anche adulti ci sono ragioni di grave necessità che devono spingerci ad aumentare gli sforzi per dare loro adeguata accoglienza e tutela, affinché a questi minori sia garantito un futuro diverso da quello che si lasciano alle spalle. E' in tale ottica che abbiamo realizzato un rapporto di monitoraggio facendo emergere anche alcuni limiti e inadeguatezze nella tutela e accoglienza dei minori all'interno del Centro di Soccorso e Accoglienza di Lampedusa, dove operiamo dal maggio 2008”.
I migranti adulti: la gran parte provengono da Tunisia e Nigeria
Secondo il dossier di monitoraggio di Save the Children, gli arrivi di migranti adulti sono passati dai 12.169 del 2007 ai 31.250 del 2008. Sul totale dei migranti adulti, l'86% è costituito da uomini e il 14% da donne e provengono in pravalenza da Tunisia (24%), Nigeria (21%), Eritrea (12%) e Somalia (11%).
I minori migranti: vengono per lavorare o da aree di crisi
Sul totale dei 2646 minori arrivati nel 2008, la gran parte è rappresentato da minori non accompagnati: 1902 quelli giunti tra maggio e dicembre a fronte di 299 accompagnati da genitori o familiari. Quanto all'andamento degli arrivi dei minori, sia accompagnati che non, per mese, si passa dai 174 di maggio ai 411 del mese di ottobre, ai 208 del mese di novembre ai 190 di dicembre.
"Questi dati, come d'altra parte quelli relativi agli adulti, lasciano supporre che i rischi del viaggio connessi alla stagione invernale costituiscono sempre meno un deterrente alle partenze di tanti minori spinti ad abbandonare il proprio paese o a causa di guerre o perché alla ricerca di un lavoro, per sostenere sé e le proprie famiglie”, commenta ancora Valerio Neri. "Pur di arrivare in Italia, affrontano viaggi anche di 2 anni, finendo talvolta in prigione, in Libia, attraversando il deserto e rischiando di morire nel tragitto via mare sui barconi”.
Per quanto riguarda i paesi di provenienza dei minori, Egitto (25%), Eritrea (15%), Nigeria (13%), Palestina (11%), e Somalia (9%), sono le nazionalità più rappresentate; ma non mancano anche ragazzi arrivati dalla Tunisia (7%) e dal Ghana (6%) mentre è più ridotta l'incidenza di paesi come il Marocco (2%) e il Togo (2%). Quanto ai minori non accompagnati in arrivo a Lampedusa, hanno generalmente un'età compresa tra i 16 e i 17 anni, ma ve ne sono anche di età inferiore (13 e 14 anni).
Per ragazzi e ragazze, lunghe permanenze nel Centro anche fino a 37 giorni
Analizzando quindi gli standard di tutela e accoglienza, il dossier di Save the Children sottolinea come negli ultimi mesi i minori sono rimasti nel centro spesso per più di 20 giorni, con picchi di permanenza superiori ai 37 giorni, nel mese di dicembre, nonostante per legge la permanenza non possa superare le 48 ore. Inoltre, nell'ultimo periodo i minori sono stati anche trasferiti in centri per adulti anziché in comunità alloggio per minori come previsto dalla normativa.
"Si tratta di una situazione determinata dalla mancanza di posti nelle comunità per minori della Sicilia e dall'assenza di un piano nazionale che garantisca ai giovani migranti un'accoglienza adeguata su tutto il territorio”, spiega il Direttore Generale di Save the Children Italia. "In particolare in questa situazione di confusione e forte tensione, Save the Children raccomanda che venga garantito il trasferimento di tutti i migranti verso le strutture del territorio e dei minori nelle apposite comunità”.
Scarsità di posti letto e inadeguate condizioni igieniche
Nel corso del 2008 le condizioni di accoglienza del centro di Lampedusa si sono rivelate spesso critiche, si legge ancora nel dossier di Save the Children. Il centro, che ha un numero massimo di 804 posti è arrivato ad ospitare oltre 1800 migranti contemporaneamente e più di 220 minori, nell'arco di una stessa giornata, nel mese di dicembre. Tenuto conto che i minori non accompagnati vengono alloggiati insieme alle donne in un'unica struttura che dispone di circa 60 posti letto, molti ragazzi sono stati costretti a dormire, nel mese di dicembre, all'aperto su materassi di gomma sistemati sull'asfalto, sotto teli per riparasi dalla pioggia. Inoltre, spesso, anche la distribuzione di vestiario, kit igienici e beni di prima necessità è risultata inadeguata così come le generali condizioni igieniche.
"Questa situazione ormai cronica deve essere risolta con un approccio strutturale, programmando e pianificando i posti necessari nei centri di destinazione dei minori sulla base degli arrivi presunti”, precisa Valerio Neri.
Procedure inadeguate per l'accertamento dell'età A Lampedusa l'unico metodo utilizzato per l'accertamento dell'età è la radiografia del polso
Nel referto medico non viene indicato il margine di errore (calcolato in più o meno 2 anni); questo non consente di applicare il principio del beneficio del dubbio previsto dalla legge in favore del minore, con la conseguenza che questi può essere soggetto a provvedimenti di espulsione o, addirittura, al rimpatrio.
"Secondo Save the Children è importante che vengano utilizzati più metodi combinati per l'accertamento dell'età, che l'accertamento venga realizzato solo in caso di dubbio fondato, che venga sempre indicato il margine di errore nel referto e che quest'ultimo venga consegnato al minore anche per consentire un'eventuale ricorso” dichiara Valerio Neri.
Preoccupante l'istituzione del Centro di Identificazione ed espulsione (CIE)
"L'istituzione del CIE compromette il modello di gestione dei flussi migratori misti sperimentatao in questi anni, rischiando di rendere sommarie e approssimative le procedure volte all'identificazione dei gruppi vulnerabili, cioè minori, richiedenti asilo, vittime di violenza e tratta. In particolare", conclude Valerio Neri, "per i minori Save the Children ravvisa il pericolo che essi possano venire erroneamente identificati come adulti sulla base del solo accertamento medico, immediatamente trasferiti e rimpatriati, senza la possibilità di appellarsi contro la decisione relativa alla loro identificazione".

E' disponibile un Beta con immagini e interviste.

Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa Save the Children Italia
tel. 06 48070023-71
press@savethechildren.itwww.savethechildren.it

(1) I dati sono stati forniti dall’Ufficio Immigrazione della Questura di Agrigento e inseriti in un database informatico predisposto da Save the Children. Per quanto riguarda invece l’attività di rilevazione degli standard di accoglienza e tutela dei diritti nel centro di Lampedusa è stata utilizzata una griglia di monitoraggio basata sugli standard nazionali e internazionali di tutela dei diritti dei minori e, per ciò che attiene le condizioni materiali di accoglienza, anche sulla convenzione per la gestione del centro stipulata tra l’ente gestore, la cooperativa Lampedusa Accoglienza, e la Prefettura di Agrigento.

(2) Il dato si riferisce agli arrivi fino al 21 gennaio

Fonte: Save the Children, 29 gennaio 2009