Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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domenica 11 marzo 2012

13-15 aprile, Oxford: Conferenza "Destination Italy: Representing Migration in Contemporary Media and Narrative"

Destination Italy


E’ stato pubblicato il programma della conferenza “Destination Italy: Representing Migration in Contemporary Media and Narrative”, che si svolgerà presso il Dipartimento di Studi Italiani dell’Università di Oxford, dal 13 al 15 aprile 2012. L’attenzione dei partecipanti si concentrerà intorno a tre filoni: la trattazione del tema della migrazione nel cinema, nella letteratura e nei media italiani.
 
L’evento si aprirà il 13 aprile con gli interventi di Gabriele Del Grande, giornalista e fondatore del blog Fortress Europe e Anilda Ibrahimi, scrittrice ed autrice del romanzo “Rosso come una sposa”. A seguire ci saranno tre giorni di dibattiti, proiezioni dei film e workshop.

Tra gli eventi dedicati ai media, il 14 aprile si parlerà di media e migrazioni nello spazio Euro-Mediterraneo, con l’intervento di Tristan Matellart dell’Universita Parigi VIII e di costruzione giornalistica dell’emergenza Lampedusa, a cura di Marco Bruno dalla Sapienza di Roma. Nella sessione parallela si discuterà di immigrazione e stampa locale in Umbria e sull’esperienza della redazione multiculturale del giornale Il Tirreno in Pontedera.
 
Il 15 aprile si terrà un incontro intitolato sul ruolo dei media, in cui si parlerà dei processi di socializzazione e mass media, dell’immagine dell’Italia e degli immigrati nei media italiani (Mahmoud Zidan), e del ruolo dei media nella promozione di una rappresentanza migliore di immigrati e minoranze (Leila Zoia). La conferenza si concluderà con la tavola rotonda dedicata ai “Media Watchdogs and Organizations”, a cui parteciperanno Carlo Cubitosa (Giornalisti contro il razzismo ), Robert Elliot (Occhioaimedia ) e Anna Meli (Carta di Roma – COSPE).

La registrazione per partecipare alla conferenza deve essere completata entro il 30 marzo 2012. Il modulo di registrazione e le informazioni sulla quota di partecipazione sono disponibili al seguente link, il programma completo è scaricabile qui .
 
Per tutte le altre informazioni si prega di contattare gli organizzatori: italianstudies@area.ox.ac.uk.



mercoledì 2 novembre 2011

dei 140 mila ROM presenti in Italia ben il 60% è cittadino italiano: Rom e razzismo. Un Vademecum si appella ai giornalisti

Un Vademecum per spiegare quali termini vanno usati o evitati nel parlare dei rom. Perché molti giornalisti dimenticano che, nel parlare di rom, ci si riferisce prima di tutto ad una minoranza etnica. Italiana. Che va protetta
 
di Luigi Riccio

RAZZISMO. Chi sono i rom? Sono immigrati o italiani? Nomadi per definizione o vittime di stereotipi? A queste e ad altre domande dà risposta il Vademecum per i giornalisti, volume curato da dall’Associazione Stampa Romana, l’Associazione giornalisti Scuola di Perugia, la Comunità di Sant’Egidio e l’Assessorato Lavoro e Formazione della Regione Lazio.
La destinazione del volume non è causale e nasce per combattere la cattiva informazione che investe la stampa sia locale che nazionale.

Ancora molti giornalisti parlano di rom sommariamente come “di immigrati”, ignorando (o fingendo di ignorare) che dei 140 mila rom presenti in Italia ben il 60% è cittadino italiano, alcuni discendenti da migrazioni che risalgono al lontano 1400. Quindi non sono “stranieri”, e tantomeno “nomadi”. Il 90% dei rom in Italia è composto da “stanziali”, e costretti a partire e a spostarsi molto spesso più per sgomberi massivi, per l’avversione della popolazione locale che per delle scelte di vita.

Il popolo romanì ha da tempo chiesto di evitare il termine “zingari” perché col tempo ha assunto un’accezione dispregiativa. Nonostante questo, però, non solo la parola è largamente usata, ma anche declinata nelle più varie forme. A Milano, durante le ultime amministrative che hanno poi visto la vittoria di Giuliano Pisapia, la Lega Nord ha invaso la città di manifesti inneggianti alla “zingaropoli”. Come ha reagito certa stampa? Ha risposto che, sì, i modi erano un po’ grezzi, ma il rischio “zingaropoli” c’era. Quindi un articolo su Il Giornale, a firma di Giannino della Frattina, si intitolava L’ultima mossa: fare finta di non volere Zingaropoli; o un altro, della stessa testata, in risposta a Thomas Hammerberg (commissario europeo per i diritti umani) a firma di Carlo Maria Lomartire, dal titolo “Sono scioccato dai manifesti su Zingaropoli”. Ma è la verità: venga pure a Milano a verificare.

IL VOLUME. “Ho visto anche degli zingari felici. Di chi parliamo quando parliamo di rom” è il nome del Vademecum, a cura di Titty Santoriello, arricchito da disegni di bambini rom delle scuole della Pace della Comunità di Sant’Egidio. Vari contributi accompagnano il giornalista, ma anche il semplice lettore, nel variegato mondo romanes. Cinque le grandi comunità: Rom, Sinti, Kale, Manouches e Romanichals. Un’unica lingua, diciotto dialetti interni. Una bandiera: verde e azzurra con una ruota a 16 raggi. E un inno, il gelem gelem.

Del razzismo nei confronti dei rom ne parla Luca Bravi, docente all’Università di Firenze. Lo stereotipo del nomadismo nasce con il “Porrajmos” o “Barò Porrajmos” (grande divoramento) ad opera nazista, l’olocausto dei rom che fece 500 mila vittime nei campi di sterminio. “Durante il periodo nazista – spiega Bravi – rom e sinti negli Stati europei praticavano una resistenza di basso profilo che significava trovare le modalità di permanenza per restare dove si erano stanziati. Si spostavano tra i confini. In quegli anni si diffusero teorie della razza secondo le quali il nomadismo era una colpa che stava nel loro sangue. Non era così: si spostavano per ragioni lavorative, molti ad esempio erano giostrai”.

Più in dettaglio, come racconta invece Leonardo Piasere nel libro I rom d’Europa (editore Laterza), gli eccidi dei rom si consumarono nei campi di concentramento di Auschwitz, Dachau, Ravensbruck, Bergen Belsen e altri riservati solo ai rom come quello di Montreuil-Bellay nella Francia di Vichy, di Jasenovac in Croazia, di Lackenbach in Austria, di Lety in Boemia. In Italia molti rom venivano rinchiusi, a seconda della provenienza geografica, a Tossicìa (Teramo), a Prigano (Modena), a Boiano (Campobasso), ad Agnone (Isernia), a Perdasdefogu (Nuoro).

Una vera e propria persecuzione, ancora oggi fortissima, ampiamente dimostrata dai fatti di cronaca. E che questo Vademecum cerca di combattere, attraverso la stampa, che a volte più che un argine offre ai pregiudizi un veicolo. Tra l'altro è lo stesso articolo 2 della legge istitutiva dell'Ordine dei giornalisti e la Carta di Roma del 2008 a dettare un codice deontologico nell'affrontare questi argomenti.

Una buona conoscenza unita ad un'etica responsabile: così si combatte il razzismo, a cominciare dai giornali.
 
 
 

sabato 15 ottobre 2011

Nasce Italia Due: un programma radiofonico dedicato ai nuovi italiani!

E’ nata ItaliaDue, una nuova trasmissione radiofonica che vuole raccontare l’Italia dei nuovi italiani, i figli d’immigrati nati o cresciuti in Italia.

Andrà in onda tutti i giovedì dalle 13 alle 13.30 sulle frequenze di Radio Popolare Roma e durante quella mezz’ora  ragazze e ragazzi protagonisti del nuovo volto di un’Italia sempre più multiculturale, racconteranno le loro storie e le loro esperienze! Tra gli argomenti della prima puntata: le seconde generazioni, la campagna “L’Italia sono anch’io” e la ricerca sulle seconde generazioni musulmani in Italia promossa da ItalianiEuropei e Genemaghrebina.

Italia Due è a cura di Khalid Chaouki e & Samia Oursana.

Ascolta il programma e visita la pagina Facebook di Italia Due



martedì 23 agosto 2011

Marinella Correggia sulla Libia

Lettera a Corradino Mineo

A Rainews 24: anche voi ignorate la strage Nato e confondete le acque (tutti sul carro del vincitore)

Tacete i massacri, ripetete banalità, confondete armati con civili, senza batter ciglio ripetete la versione Nato (o dei"ribelli")
 
22 agosto 2011 - Marinella Correggia

Leggo il vostro sito e capisco quanto siete cambiati, dal tempo di Falluja...
  
Ora perfettamente allineati, tacete i massacri, ripetete banalità, confondete armati con civili, senza batter ciglio ripetete la versione Nato (o dei"ribelli"). Siete in buona compagnia, peraltro.

Vi mando questo riscontro, frutto di una notte insonne su internet, fra le "voci" dei media e la realtà vissuta da testimoni a Tripoli (quali voi non siete). Li ho sentiti al telefono, dopo averli incontrati settimane fa. Altro che festeggiare. Sono tutti barricati in casa. Alcuni assai spaventati.
  
Cercate di essere meno banali e non indulgete anche voi nel fascino orrendo delle armi e degli armati, come i vostri colleghi e colleghe con elmetto e aria eccitata. Ah, i cronisti di guerra! 
  
E possibile che la vera ragione di questa guerra basata sulle menzogne non vi indigni?
  
 

Allegati

sabato 23 luglio 2011

Premio L'Anello debole - 2011

Capodarco Corto Film Festival
Radio, Tv, Cinema contro l'esclusione sociale


Scadenza per la consegna delle opere
1 agosto 2011
(fa fede il timbro postale)

 

Clicca qui per il bando della VII edizione



Sezioni in concorso e durata delle opere
1) radio (da 3' a 25')
2) tv (da 3' a 25')
3) cortometraggi “della realtà” (da 3' a 25')
4) cortometraggi di fiction (da 3' a 25')
5) “I cortissimi” (video da cellulare)  (fino a 3').

Giuria di qualità

Giancarlo Santalmassi (presidente), Vinicio Albanesi, Pino Corrias, Daniela De Robert, Andrea Pellizzari, Daniele Segre.

Giuria popolare

Premi

Al primo classificato di ogni sezione: 1.500 euro e un monile con il simbolo del premio.
Ai vincitori dei premi speciali della giuria di qualità: un monile con il simbolo del premio.

Premiazione

6 novembre 2011, nell’ambito del “Capodarco Corto Film Festival” (2-6 novembre 2011). I finalisti saranno ospiti dell'organizzazione.

Sito web


Segreteria organizzativa
Comunità di Capodarco-Agenzia Redattore Sociale. Tel 0734 681001 - Fax 0734 681015 – E-mail info@premioanellodebole.it.

Clicca qui per il comunicato stampa

 

Realizzato con il contributo di

Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo - Regione Marche - Provincia di Fermo - Comune di Fermo

In collaborazione con


giovedì 2 dicembre 2010

"Vieni via con me": gli elenchi dei nuovi italiani

Tanti elenchi sugli immigrati e sui temi legati agli stranieri nel programma evento di Raitre "Vieni via con me" di Roberto Saviano e Fabio Fazio, che si proponeva di descrivere la nuova Italia. Pubblichiamo quelli più interessanti, per condividerli con tutti voi.


Motivi per cui è giusto costruire la moschea a Torino
(legge Suor Giuliana Galli, Co-fondatrice dell'Associazione Mamre, centro per la cura e l'integrazione di immigrati)

1. Perché l’articolo 18 della “Carta dei diritti dell’uomo”, riconosce ad ogni individuo il diritto di “manifestare la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti”.

2. Perché la preghiera ha bisogno di un luogo dignitoso, come si addice alla adorazione di Dio.

3. Perché la Moschea, luogo di preghiera, favorisce ciò che c’è di vero, buono e bello nella comunità umana.

4. Perché la moschea di Torino si chiamerà Moschea della Misericordia, ricordando un bisogno umano importante: tutti abbiamo bisogno di misericordia.

5. Perché sarà compito eventualmente dei governi richiedere la reciprocità da parte di Riyadh, facendo corrispondere una chiesa cristiana alla costruzione della Moschea a Torino.

6. Perché rimane fermo, per i credenti cristiani, il dettato evangelico: a chi ti chiede la tunica dai anche il mantello; chi ti forza a camminare per un miglio, tu fanne due con lui.


Elenco dei pensieri, delle annotazioni, delle sensazioni di Demir e Suzana Sufali appena sbarcati sulle coste pugliesi dalla nave Vlora nel 1991
(legge Luciano Ligabue)

1. Finalmente il porto, finalmente si tocca terra.

2. Così tanta gente come farà a trovare una sistemazione?

3. È stato un errore, torniamo indietro.

4. I bisogni primari.

5. I sacchetti con panini e bottigliette d'acqua preparati dai volontari.

6. A quest'ora dovrei essere con i miei alunni.

7. Perché chi ci aiuta porta le mascherine?

8. Una donna incinta, visibilmente stremata, cerca di calmare i suoi due bambini.

9. Questa giornata non finirà mai!

10. Ritrovare così tante persone conosciute.

11. Gli sguardi buoni, sbalorditi, confortanti e curiosi dei nostri soccorritori.

12. Un signore che ci porta a casa sua, ci fa usare il suo bagno e ci fa indossare vestiti puliti.


Elenco dei motivi per cui è contenta che i suoi genitori abbiano scelto la cittadinanza italiana
(legge Gemmi Sufali, figlia di Demir e Suzana sbarcati dalla nave Vlora)

1. Perché sono stata concepita a Capo d'Orlando, in Sicilia e sono nata a Treviglio, in Lombardia.

2. Perché so che le origini della mia famiglia non vengono cancellate.

3. Perché parlo l'italiano meglio dell'albanese.

4. Perché adoro la cucina italiana, la musica italiana e la storia dell'Italia.

5. Perché l'Italia è bella.

6. Perché non ci tenevo a frequentare a scadenze fisse una questura animata spesso da funzionari poco cortesi.

7. Perché quando, dopo un viaggio all'estero, torno in Italia, sento di tornare a casa.

8. Perché con la cittadinanza è più semplice trovare lavoro.

9. Perché posso votare.

10. Perché io sono italiana.


Elenco degli sgomberi subiti da Cristina, 10 anni, Rom, iscritta alla sua scuola
(legge Flaviana Robbiati, maestra)

1. 19 novembre 2009: sgomberata del campo di via Rubattino. Perde molti vestiti ma le maestre salvano la sua cartella conservandola a scuola.

2. 20 novembre 2009: allontanata da un edificio abbandonato a Segrate.

3. 21 novembre 2009: allontanata da un capannone fatiscente sotto la tangenziale. Perde un mese di scuola

4. 2010. 2 febbraio: Altro sgombero. Cristina perde alcuni giocattoli e altri giorni di scuola.

5. 4 febbraio: allontanata da Quarto Oggiaro, torna a Segrate in un capannone. Altri giorni di scuola persi.

6. 24 febbraio: sgomberata dalla tenda dove viveva con la famiglia, in zona Bovisasca.

7. 25 febbraio: definitivamente sgomberata dalla zona della Bovisasca.

8. 10 marzo: allontanata dall'area di via Durando.

9. 6 aprile: allontanata da Segrate.

10. 7 settembre: sgomberata dell'area ex Innocenti di via Rubattino

11. 8 settembre: allontanata da via delle Regioni a Segrate.

12. 9 settembre: dorme per strada in zona Lambrate, ma al mattino è allontanata.

13. 10 settembre 2010: allontanata dal ponte della tangenziale di Rubattino.

14. 21 ottobre 2010: sgomberata dal campo di Segrate. Nello sgombero perde la cartella.

15. Da giovedì 21 ottobre 2010, Cristina e la sua famiglia dormono in vari punti della città e sono sgomberati tutti i giorni.



Elenco delle cose che mi mancano del mio Paese
(legge Joseph Masanka Kwetu, congolese, rifugiato politico, in Italia da cinque anni; http://www.progettoarca.org/)

1. Lavorare per la libertà del mio Paese

2. La foresta verde congolese

3. Il cibo del mio Paese

4. I miei fratelli

5. Luison, amico di infanzia, compagno prima di giochi e poi di scelte di vita

6. Il grido del gallo la mattina presto

7. Parlare inala, la mia lingua

8. La mia chiesa, quella accanto a casa

9. Vestirmi come un uomo del Congo

10. Divne, mia figlia, che ha 8 anni



Elenco delle cose che ho portato sulla gru
(legge Harun Javeid, uno degli operai di Brescia, che per ottenere il permesso di soggiorno, il 30 ottobre scorso è salito su una gru e vi è rimasto per 17 giorni)

1. La pazienza che mi è servita per sopportare la stanchezza e la fame

2. Il cellulare, per comunicare con i miei compagni sotto la gru

3. Il megafono, per urlare i nostri diritti e farci sentire da tutti

4. Lo striscione con la scritta “Sanatoria”

5. Una radio, per sapere le notizie e per ascoltare tutte le persone che ci volevano salutare e che telefonavano

6. La forza, per sopportare la pioggia, il vento e il freddo dei primi giorni sulla gru

7. La mia fede in Dio, perché solo Dio ci poteva aiutare



Elenco delle cose che ha visto per le strade di Luanda, Angola
(legge il responsabile di Save the Children Italia, Francesco Aureli)

1. Ho visto bambini orfani di tutto e adulti dormire e fare i bisogni lungo la strada

2. La forza degli anziani delle comunità locali e la loro consapevolezza di potercela fare da soli

3. Ho visto lamiere, lamiere, lamiere …sono i tetti delle baraccopoli

4. Ho visto decine di ragazzini, a piedi nudi tra i rifiuti, che giocano a calcio

5. L’Albero dell’Uomo, pianta sacra sotto la quale avvengono le discussioni pubbliche

6. Ho visto una mucca pelle e ossa che bruca la terra

7. Ho visto bambini vestiti di stracci che sniffano colla

8. Un altro volontario, che si avvicina ad un malato, che gli sorride …e non capisci chi dei due sta aiutando l’altro

9. La morte… accolta come fosse parte della vita



Elenco delle cose che ha visto sotto le strade di Bucarest
(legge Franco Aloisio, di Parada)

1. Ho visto gruppi di bambini, inseguiti dalla polizia, rifugiarsi nei tombini, per non esser catturati.

2. Ho sentito il gelo invernale di Bucarest e il senso di salvezza nel caldo dei canali sotterranei dove corrono le tubature dell’acqua calda.

3. Sono sceso nei canali, dove i bambini ricostruivano le loro nuove famiglie con i loro compagni di sventura.

4. Ho visto una banda di ragazzini di strada rubare un giocattolo ad un bimbo di famiglia e, di fronte al suo pianto, ridarglielo.

5. Sotto le strade di Bucarest qualcuno mi ha detto “nel momento in cui mi hai rispettato, ho capito che mi volevi bene”

6. Ho rincorso un clown franco-Algerino, Miloud Oukili, con gruppi di ragazzini di strada, stregati dalla sua magia, che oggi sono diventati veri artisti

7. E soprattutto ho capito che non esistono bambini di strada, ma bambini dimenticati in strada da adulti, e che questi adulti siamo tutti noi.



Elenco delle cose che ha visto per le strade di Kabul
(legge la presidente di Emergency, Cecilia Strada)

1. Ho visto ragazzini vestiti da soldato, con in mano fucili più grandi di loro.

2. Ho visto ventitré bambini delle elementari arrivare in ospedale insanguinati. Erano a scuola, quando un razzo è atterrato sulla loro aula. Uno mancava all’appello: era morto sul colpo.

3. Ho visto le case distrutte dai sovietici, dai mujaheddin, dai talebani, dagli occidentali.

4. Ho visto le case nuove e pacchiane come torte nuziali, di chi è diventato ricco con i soldi dell’oppio, delle armi, della corruzione.

5. Ho visto donne togliersi il burqa per le telecamere, in cambio di qualche dollaro, poi le ho viste ricoprirsi e tornare a mendicare.

6. Ho visto mezzi blindati: troppo blindati per essere una missione di pace, ma non abbastanza blindati per salvare la vita dei soldati che li guidano.

7. Ho visto decine di ragazzini mutilati dallo scoppio di una mina. E quando chiedi com’è successo ti dicono: “Portavo le pecore al pascolo, raccoglievo la legna. Giocavo”.

8. Ho visto donne che ti mettono in braccio il loro ultimo figlio: portalo via di qui, dagli una vita migliore, se puoi.

9. E ho visto elicotteri da guerra fare ombra agli aquiloni, nel cielo di Kabul.


di Chiara Semenzato (2 dicembre 2010)

MIXA Magazine. Il magazine degli italiani nuovi

martedì 16 novembre 2010

16 novembre, Palermo: http://stranieromavero.blogspot.com in diretta su Radio Cento Passi


OGGI MARTEDI' 16 dalle 15.00

SU RADIO CENTO PASSI


si parla di Immigrazione
nella trasmissione
A Sud - Finestra sul sud del mondo
con Tindara Ignazzitto
Durante la trasmissione
DIRETTA CON RADIO ONDA D'URTO DA BRESCIA *

 
* Brescia > Gli immigrati sono scesi dalla gruSi è conclusa la clamorosa protesta che ha tenuto la città con il fiato sospeso per oltre due settimane. Dopo 17 giorni di resistenza, i quattro «irriducibili» hanno lasciato la cabina posta a 35 metri di altezza al termine di interminabili trattative sotto la pioggia


Il Blog http://stranieromavero.blogspot.com/ é autogestito e non ha scopo di lucro. Il suo intento è informare su eventi e iniziative riguardanti l'intercultura e la cultura della pace a Palermo, in Sicilia e sul territorio nazionale. Esso é strumento di comunicazione al servizio di organizzazioni e associazioni che operano in questi settori. Invitiamo a contribuire inviando notizie di eventi e iniziative a tindaraignazzitto@gmail.com



giovedì 15 aprile 2010

Progetto Youth Protagonist" per la creazione di una Radio sul Web interamente gestita da giovani europei

Il CEIPES è lieto di inoltrarvi questo invito di partecipazione ad un Progetto molto interessante chiamato “Youth Protagonist” e finanziato dal programma Gioventù in Azione che prevede la creazione di una Radio sul Web interamente gestita da giovani europei!

I partners del progetto sono la Romania, la Turchia e Malta.

I giovani partecipanti si occuperanno ognuno della gestione della radio nei rispettivi paesi e si incontreranno a Palermo dal 21 al 26 Luglio 2010 per fare il punto della situazione e scambiarsi idee e suggerimenti.

Il CEIPES cerca quindi 4 partecipanti per essere i protagonisti italiani di “Youth Protagonist”!

Cerchiamo giovani molto motivati e che hanno una qualche esperienza nella gestione di progetti simili o nel settore della comunicazione.

Il progetto infatti sarà interamente gestito dai giovani partecipanti in tutte le fasi (realizzazione delle sessioni di programmi mensili su molti argomenti e gestione del meeting di luglio).

Come si accennava il progetto è co-finanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma Gioventù in Azione.

Gioventù in Azione 2007-2013 è un programma di educazione non formale e promuove progetti europei di mobilità giovanile internazionale di gruppo e individuale attraverso gli scambi e le attività di volontariato all'estero, l'apprendimento interculturale e le iniziative dei giovani di età compresa tra i 13 e i 30 anni.

Attività previste

Il progetto prevede la realizzazione di una RADIO-TV su internet per i giovani europei organizzata e gestita dai giovani stessi.

Project Summary

Il progetto si svolgerà nella città di Palermo (Italia), a Mehedinti (Romania), ad Ankara (Turchia) e a Sliema (Malta). Il progetto prevede la creazione di un RADIO-TV sul web che sarà interamente gestita da giovani provenienti dai 4 paesi partners. Questo processo, che consiste principalmente nella organizzazione, partecipazione e comunicazione, consentirà ai giovani di sviluppare se stessi e crescere acquisendo diverse competenze utili sia a livello professionale che personale.

Ci aspettiamo anche un grande impatto nella comunità locale, soprattutto nei giovani. L'approccio didattico adottato sarà quello basato sull'educazione non formale e le principali metodologie di apprendimento saranno learning by doing, cooperative learning, la partecipazione e il peer to peer.

Ogni mese il progetto sarà dedicata a un tema diverso (il dialogo interculturale, la partecipazione attiva, questioni di genere, ecc) e ogni gruppo giovanile affronterà l'argomento attraverso interviste, ricerche sul campo, giochi di ruolo e discussioni dal vivo, che creeranno una sorta di ponte con la comunità locale e con altri giovani.

I giovani coinvolti avranno un età compresa tra i 18 ei 30 anni. I temi principali saranno l'educazione non formale, la cittadinanza attiva e la partecipazione. L’intero progetto avrà una durata di 12 mesi (marzo 2010 - gennaio 2011). I primi 2 mesi saranno dedicati alla preparazione, il resto dei mesi saranno dedicati alla realizzazione delle attività e alla visibilità. Nel corso dell’ultimo mese ci sarà una valutazione finale.

Si prega diffondere l'informazione a tutti i potenziali interessati!

Grazie.

Per maggiori info
CEIPES - Centro Internazionale per la Promozione dell'Educazione e lo Sviluppo Via G. la farina 21 - 90141 Palermo, Italia Tel.: +39 091 7848236 - Fax: +39 091 6197543 Mobile +39 3405910268

http://www.ceipes.org/ info@ceipes.org calabro@ceipes.org

Alessandro Calabrò

CEIPES - Centro Internazionale per la Promozione dell'Educazione e lo Sviluppo
Via G. la farina 21 - 90141 Palermo, Italia
Tel.: +39 091 7848236 - Fax: +39 091 6197543
Mobile +39 3405910268
http://www.ceipes.org/
calabro@ceipes.org


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mercoledì 10 marzo 2010

13 marzo, Palermo: concerto a palco aperto per raccogliere fondi e ricomprare le attrezzature rubate a Radio Cento Passi

Saccheggiata Tavola Tonda
 
Il messaggio è arrivato ma lo rispediamo al mittente: noi non ce ne andiamo!
Questa notte, infatti, il contenitore polifunzionale di Piazza Tavola Tonda a Palermo ha subìto un gravissimo furto che ne ha compromesso le attività.
Completamente svuotata di tutte le attrezzature la regia di Radio 100 Passi che proprio oggi avrebbe dovuto cominciare con la programmazione del palinsesto definitivo. Stessa “attenzione” hanno ricevuto la ludoteca Multiculturale Ubuntu ed il circolo Arci ai quali sono state sottratte tutte le strumentazioni e gli alimenti destinati ai bambini dell’asilo. Colpiti anche gli artigiani che ci aiutavano gratuitamente per l'allestimento dei locali, ai quali sono stati rubati tutti gli attrezzi di lavoro.
Siamo consapevoli  che ogni qual volta si cerca di costruire uno spazio di integrazione e di legalità in questa città si sconvolgono gli equilibri mafiosi che la regolano, soprattutto in un periodo in cui vige un totale disinteresse di una parte delle istituzioni.
Recuperare una piazza degradata, organizzare un asilo multietnico e una scuola serale per la licenza media, mettere in piedi un ambulatorio medico gratuito, aprire una radio web come Radio 100 Passi, creare un circolo Arci e una Scuola di Musica e Danza tradizionale a prezzi popolari, sono antimafia viva e reale e come tale danno molto fastidio.
Colpire una realtà come Tavola Tonda è un atto simbolico fortissimo in una città che vive di simboli, nel bene e nel male. 
E simbolicamente noi ricominciamo subito: da domattina Radio 100 Passi comincerà una trasmissione non stop con mezzi di fortuna e sabato 13 marzo dalle 21.00 terremo un concerto a palco aperto per raccogliere i fondi per ricomprare tutte le attrezzature rubate. 
Vi aspettiamo...
I Tavolatondieri

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giovedì 18 febbraio 2010

19 febbraio, Torino: Nasce l'Associazione Nazionale Stampa Interculturale

NASCE L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE STAMPA INTERCULTURALE

Il 19 febbraio a Torino la presentazione nazionale

Il 19 febbraio 2010 Torino ospita la prima uscita ufficiale di ANSI, l'Associazione Nazionale Stampa Interculturale promossa dai giornalisti di origine straniera che lavorano in Italia e che, lo scorso 4 febbraio, il Consiglio Nazionale della FNSI ha riconosciuto all'unanimità come gruppo di specializzazione nazionale. La presentazione della neonata associazione avviene con una conferenza stampa ospitata presso la sede dell'Associazione Stampa Subalpina alla quale parteciperanno, tra gli altri, oltre a Viorica Nechifor presidente di ANSI, Roberto Natale e Aidan White in rappresentanza delle federazioni nazionale e internazionale dei giornalisti.

Il lancio dell'ANSI avviene all’'nterno di STAMPA INTERCULTURALE - ITALIA E EUROPA. ESPERIENZE A CONFRONTO evento pubblico che prevede un momento di scambio e dibattito con alcune tra le più interessanti esperienze di gruppi e associazioni di giornalisti di origine straniera che si sono sviluppate a livello europeo per promuovere la diversità, il pluralismo e le competenze interculturali nei mezzi d'informazione. A rappresentarle i giornalisti Marjan Parvand e Gustavo Franco Cruz. Tira le fila del dibattito Ed Klute della rete europea On Line More Colour in the Media.

L'evento, organizzato da COSPE, e realizzato con il contributo di EPIM (European Programme for Integration and Migration e del Ministero del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, inaugura Melting News - Informazione e Intercultura una rassegna di tre appuntamenti tematici promossa da Associazione Stampa Subalpina e Ordine dei Giornalisti del Piemonte.

INFO: COSPE Firenze, 055 473556, info@mmc2000.net


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lunedì 4 gennaio 2010

5 gennaio, Cinisi: 1° trasmissione ufficiale di Radio Cento Passi


Martedì 5 (compleanno di Peppino Impastato)

1° trasmissione ufficiale di RADIO 100 PASSI da "Casa Memoria" di Cinisi.

Il primo Passo trasmesso da RAI 3, potrete seguirlo all'interno della trasmissione "Buon giorno regione" alle ore 7,15 probabilmente del 6.1.10


Con gli altri c'incontriamo sul vostro computer, VI ASPETTIAMO.

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lunedì 21 dicembre 2009

Giornalisti rifugiati: la Casa dei Giornalisti di Parigi

Soltanto nell’anno in corso sono stati ventisei i giornalisti uccisi; centosessantanove i cronisti che sono stati imprigionati.

In cinque anni i giornalisti uccisi sono aumentati del 244 per cento e ogni anno sono circa novanta quelli che chiedono asilo in Francia dove esiste una “casa dei giornalisti” a Parigi che ogni anno ospita circa trenta operatori della informazione costretti a fuggire dal proprio Paese.

La struttura finanziata soprattutto dal “Fondo Europeo per i Rifugiati”, dai media francesi e dall’amministrazione comunale di Parigi, dal 2002 ha accolto centosessantatre esiliati tutti professionisti provenienti da 47 Nazioni ( dalla Cina al Congo, da Haiti alla Birmania, da Cuba al Pakistan).

L’emigrazione salva in molti casi la vita, ma obbliga questi protagonisti forzati ad abbandonare in fretta e furia affetti, un ruolo sociale e un mestiere. Prima di ottenere il “visto” viene accertato che si tratti realmente di persone con professione giornalistica e che siano vittime di repressione nell’esercizio della loro attività.

Per sei mesi sono accolti nella “Casa dei giornalisti” parigina, in attesa dello status di “rifugiato” e per iniziare una nuova vita. Nel centro di accoglienza, trovano ospitalità, frequentano un corso di francese; trovano un ambiente di lavoro dotato di computer e biblioteca.

Fonte primaria: GIORNALISTI, periodico dell’Ordine nazionale dei Giornalisti
Fonte secondaria: Centro Studi e Documentazione sulle Migrazioni,
Osservatorio giuridico-legislativo
centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it


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giovedì 17 dicembre 2009

18 dicembre, Palermo: Giornata Internazionale per i Migranti


La proclamazione della Giornata Internazionale per i Migranti da parte dell’ONU, fissata per il 18 Dicembre di ogni anno, rappresenta il punto di partenza di chiunque sia impegnato nella promozione dei diritti dei migranti. Tra gli obiettivi principali figurano il riconoscimento del contributo che milioni di migranti danno alle economie e al benessere dei paesi ospiti e di origine, la promozione del rispetto dei diritti umani fondamentali, la lotta contro la discriminazione e il razzismo, la promozione della convivenza, del rispetto delle regole, delle
           pari opportunità e del dialogo. Per celebrare questa giornata le Nazioni Unite
           invitano i propri Stati Membri e le organizzazioni governative a diffondere le informazioni sui diritti umani e le libertà fondamentali dei migranti.

Venerdì 18 dicembre 2009
il gruppo studentesco
Al Janub-Tutti i sud del mondo
in concomitanza con molti eventi in tutto il mondo, propone una intensa giornata di riflessione e confronto sulla questione “migranti”, con particolare riferimento alla realtà italiana.


L'evento è organizzato da Al Janub e Legambiente in collaborazione con Ciss, Università degli Studi di Palermo e rientra nel progetto “A scuola di partecipazione”, finanziato dalla Fondazione per il Sud.

Dalle 9.00 alle 24.00, una lunga giornata di approfondimento, divisa in tre sessioni di lavoro, che si svolgerà in presso il Teatro Gregotti (viale delle Scienze, Facoltà di Lettere di Palermo) con la partecipazione di personalità del mondo del giornalismo, documentaristi, docenti universitari, scrittori, attori della società civile e operatori delle organizzazioni non governative.

Dalle 9.00 alle 13.00, la conversazione mattutina – dal titolo “La migrazione negata: l'impatto delle politiche e delle normative sui flussi migratori” - sarà un'analisi delle azioni poste per limitare i flussi migratori e le conseguenze sulle vite dei migranti.

La migrazione “negata”
L'impatto delle politiche e delle normative sui flussi migratori

Interverranno:

Vincenzo Guarrasi
Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università degli Studi

Sergio Cipolla
Presidente CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud)
Docente di Scienza Politica dell' Università degli studi di Palermo

Nicola Romana
Docente di Diritto Internazionale dell' Università degli studi di Palermo

Fulvio Vassallo Paleologo
Docente di Diritto privato e Diritto di asilo e statuto costituzionale dello straniero dell' Università degli studi di Palermo

Giorgio Bisagna
Coordinatore regionale C.I.R.(consiglio italiano per i rifugiati)

Dalle ore 13.00 – 15.00 pausa pranzo a base di rosticceria indiana di Daniel – Ceylon Fast Food.

Nel pomeriggio, dalle 15.00 alle 19.00, si analizzerà il tema de “La migrazione mediata: come le arti e i media raccontano i migranti”.

La migrazione “mediata”: come le arti e i media raccontano i migranti

Interverranno:

Enrico Montalbano
Documentarista

Vincenzo Figlioli
Giornalista e autore del libro “Vite sospese.
Dieci Storie di resistenza contemporanea” (Navarra Editore)

Antonello Mangano
Curatore del libro “Gli africani salveranno Rosarno” (TerreLibere.org)

Tindara Ignazzitto
Docente di italiano per stranieri e blogger Stran(ier)omavero

Emilio Ajovalasit
Gruppo “Teatro Atlante”, regista e attore dello spettacolo “Deserto d'acqua”

Salvatore Pipia
Fotografo Freelance, Operatore psicopedagogico
Responsabile della fotografia della rivista SottoTraccia

Dalle 20.00 alle 24.00

Cena a base di couscous realizzato da Mama Africa

Presentazione libro “Vite sospese. Dieci Storie di resistenza contemporanea”
di Vincenzo Figlioli

Proiezione documentario “Il sogno e l'illusione”
di Enrico Montalbano

Selezione di musiche dal mondo

aljanub@gmail.com


http://www.aljanub.wordpress.com/


Dal 2005 Al Janub, in collaborazione con l’Organizzazione Non Governativa CISS – Cooperazione Internazionale Sud Sud, gestisce la Casetta della Cooperazione, un punto informativo collocato in Viale delle Scienze dedicato alla promozione del commercio equo e solidale e alla diffusione di una cultura della solidarietà e della cooperazione verso i paesi del Sud. Il gruppo è impegnato, fuori e dentro l'università, in diverse attività formative, di approfondimento e divulgative finalizzate alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulle problematiche riguardanti i paesi del cosiddetto Sud del mondo e le tematiche della cooperazione, solidarietà, intercultura, non violenza, partecipazione
.

Il gruppo è aperto agli studenti di qualsiasi Corso di Laurea e Facoltà iscritti presso l’Università degli Studi di Palermo, interessati alle tematiche affrontate.

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mercoledì 4 novembre 2009

7 novembre, Comunità di Capodarco: premiazione vincitori "L'Anello debole. Radio, TV, Cinema contro l'esclusione sociale"

Premio L'Anello Debole. Radio, TV, Cinema contro l'esclusione sociale

V edizione - 2009

Sabato 7 novembre dalle ore 17.00, presso la Comunità di Capodarco di Fermo, saranno premiati i vincitori dell'edizione 2009 del Premio L'Anello Debole.

Il riconoscimento, che la Comunità assegna dal 2005 ai migliori programmi giornalistici radiofonici e televisivi e ai migliori cortometraggi aventi come oggetto tematiche di forte contenuto sociale, è andato quest'anno a 16 opere: 6 primi premi (con due ex-aequo) e 10 menzioni speciali.

La serata prevede la proiezione e l'ascolto dei lavori prescelti e sarà presentata da Andrea Pellizzari (Le Iene Show) che animerà la discussione insieme agli altri componenti della giuria, composta dai giornalisti Giancarlo Santalmassi (presidente), Daniela De Robert (Tg2), Pino Corrias (Rai Fiction), dal regista Daniele Segre e da don Vinicio Albanesi (Comunità di Capodarco).

Il Premio è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e ha il patrocinio della nuova Provincia di Fermo.

Sul sito www.premioanellodebole.it si possono leggere i nomi dei vincitori e i soggetti delle loro opere e vedere tutti i lavori finalisti delle prime quattro edizioni.

Per informazioni: 0734.681001 – 340.2922019 (Gian Luigi Cocci – Segreteria)



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mercoledì 16 luglio 2008

XXIII Festival del Cinema latinoamericano di Trieste

XXIII FESTIVAL DEL CINEMA LATINO AMERICANO
Trieste, 11/19 ottobre 2008 - Cinema Teatro Miela

COMUNICATO STAMPA N° 1
XXIII Festival del Cinema Latino Americano (Trieste, 11-19 ottobre): aperte le iscrizioni
Sono aperte le iscrizioni al XXIII Festival del Cinema Latino Americano, la più vasta Mostraeuropea sulla produzione cinematografica, video e televisiva del continente latino. Il Festival si terrà a Trieste dall'11 al 19 ottobre, al Teatro Miela, dove verranno presentati oltre 160 tra film e documentari sulla realtà culturale, artistica, storica e sociale dell'America latina. Il Festival è organizzato dall'APCLAI (Associazione per la Promozione della Cultura Latino Americana in Italia), con la collaborazione di varie istituzioni pubbliche e private italiane, d'Europa e dell'America latina. Le schede d'iscrizione per proporre film e video sono scaricabili dal sito web del Festival di Trieste, all'indirizzo: www.cinelatinotrieste.org. Informazioni all'e-mail apclai@yahoo.it

COMUNICADO DE PRENSA N° 1
XXIII Festival de Cine Latino Americano:(Trieste, 11-19 de Octubre): abiertas las Inscripciones
Están abiertas las inscripciones para participar al XXIII Festival del Cinema Latino Americano, la más vasta Muestra europea sobre la producción cinematográfica, video y televisiva del continente latino. Il Festival se realizará en Trieste desde 11 al 19 de Octubre, en el Teatro Miela, donde serán presentadas más de 160 obras:largometrajes, documentales, cortos y cine de animación sobre la realidad cultural, artística, histórica y social de América Latina. El Festival es organizado por la APCLAI (Asociación para la Promoción de la Cultura Latino Americana en Italia), con la colaboración de instituciones públicas y privadas de Italia, Europa y América Latina. Las fichas de inscripción para proponer film y videos se pueden descargar en el sito web del Festival: www.cinelatinotrieste.org. Informaciones al correo electrónico: apclai@yahoo.it

INFORMAZIONI / INFORMACIONES:
Direzione / Dirección: Rodrigo Diaz – cell. (+39)347.2364535 - e-mail: apclai@yahoo.it
Organizzazione / Organización: APCLAI - via Massari n. 3/14, 30175 Venezia - tel. 041.5382371 – fax: 041.932286 - cell. 347.236 45 35 – e.mail: latinotrieste@yahoo.com
– web: www.cinelatinotrieste.org Ufficio Stampa / Oficina de Prensa: Maurizio Bekar – www.bekar.net, via Pauliana n. 10, 34134 Trieste - tel. 040/421591; fax 02/700.406.766; cell.340/60.23.063; e-mail: info.bekar.net@gmail.com UFFICIO STAMPA: WWW.BEKAR.NET Maurizio Bekar, via Pauliana 10, 34134 Trieste - ITALY tel. 040/421591 - fax 02/700.406.766 - cell. 340/60.23.063 e-mail: info.bekar.net@gmail.com - bekar.net@operamail.com website: www.bekar.net

martedì 17 giugno 2008

CARTA DI ROMA: protocollo deontologico per giornalisti

Sono state approvate il 13 giugno 2008 all'unanimità dal Consiglio Nazionale dell'Ordine dei giornalisti le linee guida della CARTA DI ROMA, un protocollo deontologico per giornalisti finalizzata a trattare, con più attenzione, le notizie su richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti.
Lo stesso documento era già stato approvato lo scorso mese di aprile dalla Federazione nazionale della Stampa, il sindacato dei giornalisti.
La CARTA DI ROMA esorta i giornalisti italiani ad usare termini giuridicamente appropriati e corretti (ha infatti in allegato un glossario). L'obiettivo é, fra gli altri, quello di garantire una informazione accurata che tenga conto della delicatezza della posizione dei suoi protagonisti e degli effetti che un avventato sensazionalismo può avere sull'opinione pubblica.
Un ulteriore passo in avanti verso una corretta informazione nei confronti del complesso mondo dei migranti.

Il Centro Studi e documentazione sulle migrazioni di Palermo é a disposizione dei colleghi giornalisti affinché anche nella nostra città si realizzino le linee guida della CARTA DI ROMA e si organizzino attività di formazione dei giornalisti, "dalle scuole di giornalismo ai seminari per i praticanti" e giornate di studio ad hoc.

Roberto Mazzarella
Responabile Centro Studi e documentazione sulle migrazioni di Palermo

Scarica e leggi la CARTA QUI

mercoledì 26 marzo 2008

La lingua dell'immmigrazione: a Roma tre giorni di aggiornamento e formazione per mediatori linguistico-culturali

Sono oltre 400, in maggioranza immigrati, gli interpreti e mediatori che collaborano con le sette Commissioni territoriali e la Commissione nazionale per il Diritto d'Asilo. Sono loro che, insieme ai membri delle commissioni, incontrano per primi a Roma, Milano, Gorizia, Foggia, Crotone, Trapani e Siracusa le migliaia di immigrati che sbarcano sulle coste meridionali o che attraversano i confini terrestri ed aeroportuali chiedendo asilo politico.
La loro voce - espressa in oltre 80 lingue e idiomi di tutto il mondo - è spesso il primo conforto ed orientamento per coloro che, dopo numerose peripezie, attendono la propria sorte all'interno di un Centro di Accoglienza e Identificazione.
La figura dell'interprete/mediatore ha un ruolo fondamentale nell'ambito delle Commissioni per il riconoscimento dello status di rifugiato, con funzioni non solo tecnico-linguistiche, ma come facilitatore dell'incontro tra culture. L'interprete/mediatore è indispensabile ai fini della comprensione, da parte di coloro ai quali compete la decisione di concedere l'asilo, di tutte le circostanze e condizioni riguardanti il richiedente e la relativa normativa giuridica in materia.
Gli interpreti, tutti professionisti con esperienza pluriennale, sono organizzati nel Consorzio ITC, formato da 23 soci fondatori, che dal 2005 svolge tale servizio in regime di convenzione con il Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno.
A partire da giovedì 27 marzo, per 3 giorni, gli interpreti/mediatori si riuniranno a Roma per un corso di formazione e aggiornamento professionale in cui approfondiranno con i massimi esperti gli aspetti giuridico-legali, tecnici e socio-sanitari dell'immigrazione.
Il Corso, che si svolgerà presso il Centro di formazione della Caritas diocesana di Roma (Via Aurelia, 773), verrà inaugurato con una sessione aperta al pubblico giovedì 27 marzo, alle ore 9.00, da Mario Morcone, prefetto capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno, Giulia Rodano, assessore alla Cultura della Regione Lazio, mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma, Jamil Awan, presidente del Consorzio ITC.
Nei tre giorni di formazione sono previsti gli interventi di Franco Pittau, coordinatore del Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes, Jurgen Humburg, direttore di UNHCR Italia, Salvatore Geraci, presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, Raffaele Miele, direttore di Immigrazione.it e ImmigrazioneOggi, Fausto Gianni, prefetto presidente della Commissione nazionale per il Diritto d'Asilo e numerosi esperti provenienti dal mondo accademico e dalle istituzioni nazionali ed internazionali.
I giornalisti che lo desiderano potranno assistere alle lezioni comunicando la partecipazione alla Segreteria organizzativa del convegno (tel. 06.85305564) oppure contattando l'Ufficio stampa (Alberto Colaiacomo cell. 335.1817131 - Dana Enulescu cell. 338.7617069)

venerdì 22 giugno 2007

Il progetto MEDIAM'RAD, piattaforma dei media multiculturali

Fonte: http://www.mediamrad.it/default.asp


Nella nostra società i media multiculturali si stanno affermando come un fenomeno di assoluto interesse. Studi e ricerche indicano, infatti, una crescita di testate di carta stampata, siti internet, emittenti e programmi radio-televisivi che vedono protagonisti migranti e nuove minoranze generate dall’immigrazione. Una tendenza confermata dai dati dell’ Osservatorio permanente dei Media Multiculturali del Cospe (vedi www.mmc2000.net)

I media multiculturali si caratterizzano come patrimonio di competenze e professionalità che, sebbene rappresentino una vera risorsa per l’informazione, non sempre vengono riconosciute e valorizzate. Attraverso le attività del progetto si intende infatti evidenziare ai mass-media italiani il contributo che i professionisti di origine immigrata possono portare per una corretta e plurale copertura del tema dell’immigrazione e dei paesi di provenienza dei flussi migratori. E' in quest’ottica che opera il progetto europeo Mediam’rad, con l’ulteriore obiettivo di sviluppare uno scambio continuo e collaborazioni stabili tra media multiculturali e mezzi di comunicazione a larga diffusione. A questo scopo si è costituita la piattaforma italiana dei media multiculturali per incidere a vari livelli e far valere le istanze del settore nei confronti di interlocutori diversi: dai mass media a larga diffusione, al servizio pubblico radio-televisivo; dal mondo politico agli enti locali alla società civile, dall’ordine dei giornalisti all’editoria e alle associazioni di categoria.


Gli obiettivi del progetto
- Promuovere e rafforzare il ruolo dei media multiculturali come produttori e veicoli di opinioni qualificate e di un'informazione innovativa e pluralista, incoraggiando collaborazioni durature tra media multiculturali, media comunitari e associativi e media tradizionali

- Effettuare analisi comparative sui messaggi dei media relativamente alle relazioni interculturali, alle differenze sociali, economiche e politiche

- Produrre e diffondere un'informazione più ampia e innovativa sulle culture presenti nel territorio, frutto della collaborazione tra i media multiculturali e gli altri media.


I partner del progetto

* Institut Panos Paris - Francia - www.panosparis.org

* Miramedia - Olanda - www.miramedia.nl

* Cospe - Italia - www.cospe.it


Le attività del progetto

1 - Piattaforma nazionale di rappresentanti dei vari gruppi di media (a larga diffusione, multiculturali, comunitari e associativi) e altri soggetti interessati: rappresentanti di ONG, operatori interculturali, forum degli immigrati, organizzazioni professionali dei media e centri di ricerca.

2 - Creazione e aggiornamento di un portale internet europeo e di 3 siti web nazionali

3 - Guida sui media multiculturali in Italia: mappatura e analisi tipologica

4 - Analisi comparative sui contenuti dell'informazione prodotta dai media in relazione alle relazioni internazionali e interculturali.

5 - 3 Seminari nazionali per professionisti dei media dei 3 gruppi selezionati su pratiche professionali e copertura mediatica relativamente alle relazioni internazionali e interculturali.

6 - 3 Incontri europei sui media rivolti a operatori dei 3 gruppi di media selezionati, organizzazioni di professionisti dei media e attori dello sviluppo e dell'interculturalità.

7 - Creazione e gestione del Fondo "partenariato per la coproduzione e la diffusione" di informazioni relative ai temi dello sviluppo, delle relazioni internazionali ed interculturali, basato sul partenariato tra i media muticulturali, i media a larga diffusione e quelli comunitari e associativi.

8 - Analisi finale comparativa sull'informazione dei media, che verrà prodotta dai media partecipanti al progetto 9 - Premio "Media per la Solidarietà"

giovedì 21 giugno 2007

'Intercultura nei media: solo così si demolisce l'immagine stereotipata dell'immigrazione'

Anna Meli (Cospe): ''L'informazione multiculturale nasce dall'insoddisfazione e talvolta dalla rabbia provocata dalla rappresentazione parziale e distorta che giornali e tv danno degli stranieri''

ROMA – Crescono i media multiculturali in Italia e chiedono di contare di più nel panorama dell’informazione nazionale. Sarà questo il tema al centro del terzo meeting “Media, diversità, pluralismo”, che si svolgerà domani e sabato a Roma, organizzato da Cospe, in collaborazione con il Dipartimento per i diritti e le pari opportunità.

Nei percorsi per una cittadinanza attiva dei migranti e nella lotta a ogni tipo di discriminazione – ha detto Anna Meli del Cospe durante la presentazione del meeting - l’informazione e i media rivestono un ruolo di particolare importanza: i media multiculturali nascono spesso dall’insoddisfazione e talvolta dalla rabbia che provoca nei cittadini immigrati la rappresentazione parziale e spesso distorta che i mass media fanno dell’immigrazione e dei paesi di origine e diventano dei veri e propri laboratori identitari, dei canali di espressione e di partecipazione alla vita sociale e culturale italiana”.

Attraverso i loro organi di informazione – ha ribadito l’assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Roma e giornalista Jean Leonard Touadi - gli immigrati vogliono entrare nel dibattito politico e sociale su di loro da interlocutori e non solo come oggetti silenziosi di discussione”. Dello stesso parere la giornalista Paula Baudet Vivanco, rappresentante della Piattaforma italiana per i media multiculturali, nata proprio in occasione del primo meeting nazionale a Firenze nel 2005: “Attraverso nuovi organismi di rappresentanza, come ad esempio la Piattaforma, i giornalisti di origine straniera chiedono a gran voce una vera ‘par condicio’ democratica anche sul fronte dell’informazione. E’ tempo che la classe politica a livello nazionale e locale e il mondo dell’informazione attuino delle misure efficaci per garantire uno spazio di visibilità alle istanze sociali, politiche e culturali dei cittadini immigrati. Non si tratta di una gentile concessione paternalistica, ma di valutare la reale misura della democraticità di un paese”.

Ma è anche sul piano politico e legislativo che il convegno vuole incidere. Lanciando proposte concrete. Ha infatti concluso Anna Meli: “Come Cospe dal dibattito di Roma speriamo che vengano indicazioni concrete per una revisione della legge sull’editoria, che riconosca il valore culturale e di servizio dei media multiculturali, anche alla luce della ratifica da parte dell’Italia dell’importante Convenzione Unesco sulla protezione e promozione delle diversità delle espressioni culturali”. Alla presentazione ha preso parte anche la sottosegretaria per i Diritti e le Pari Opportunità, Donatella Linguiti. Al meeting, domani e sabato, si confronteranno Maria De Lourdes Jesus, giornalista Rai - Archivio Immigrazione; Vittoria Franco, presidente Commissione cultura del Senato, Paolo Peluffo, del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della presidenza del Consiglio dei Ministri; Danilo Giorni, responsabile del Dipartimento Editoria Rifondazione Comunista e coordinatore del Gruppo di lavoro sull’editoria sociale; Inger Etzler, di Sveriges Tv; Sue Caro, della Bbc; Carlo Romeo, Segretariato sociale Rai; Paolo Serventi Longhi, Segretario Generale Fnsi.

Il Cospe da tempo lavora al progetto Mediam’rad, che ha realizzato molte iniziative tra cui la ricerca sull’offerta multiculturale nella stampa, radio e tv italiana; l’archivio dei media multiculturali: database elettronico che raccoglie schede informative su tutte le iniziative editoriali consultabile su www.mmc2000.net; la piattaforma degli operatori dei media multiculturali che esprime la comune volontà dei cittadini immigrati impegnati nei media multiculturali di autorappresentarsi e di sviluppare canali informativi propri. In modo particolare i promotori della Piattaforma chiedono un riconoscimento formale del contributo sostanziale che i media multiculturali danno alla crescita civile e allo sviluppo di una società più inclusiva in Italia; il sito web www.mediamrad.it e la newsletter mensile; il dossier sull’accesso alla professione giornalistica per i cittadini non comunitari. Sempre nell’ambito del progetto sono state realizzate due edizioni del Premio Mostafà Souhir per la multiculturalità in Italia. Il Premio – primo nel suo genere in Italia - mira a valorizzare le professionalità dei cittadini immigrati si sono affermate in ambito mediatico e a far emergere le potenzialità di un settore estremamente vivace.

La Piattaforma chiede l’accesso alle frequenze, ai finanziamenti e alle opportunità di qualificazione professionale, di riconoscere la necessità di competenze interculturali in tutte le redazioni, di operare per un maggiore coinvolgimento dei giornalisti stranieri nella vita dei giornali delle radio e tv in cui operano al fine di garantire un pluralismo culturale nell’informazione e nei media, di operare un’ampia riflessione sul linguaggio utilizzato nelle notizie sull’immigrazione e i paesi di origine dell’immigrazione di ricorrere maggiormente ad esperti di origine immigrata per l’approfondimento di questioni specifiche inerenti l’immigrazione e i paesi di origine dell’immigrazione e promuovere così il cambiamento dell’immagine stereotipata degli immigrati in Italia, di rimuovere le barriere all’accesso alla professione giornalistica per i cittadini immigrati; di rimuovere il requisito della nazionalità italiana per l’assunzione della carica di direttore responsabile di testata.


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