www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Pledge to Peace - Dichiarazione di Bruxelles - 28 novembre 2011



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 4 giugno 2016

Palermo, 4 giugno 2016: Palermo per la Pace al Teatro di Verdura

https://www.youtube.com/watch?v=SfDh_K1DI7M

4 giugno 2016 dalle ore 20.30

Palermo For Peace in diretta streaming

Teatro di Verdura Palermo

I saluti di Leoluca Orlando sindaco di Palermo
L’intervento di Prem Rawat ambasciatore di pace
Presenta Filippa Dolce
Direttore artistico Nanni Zedda

Evento organizzato e promosso da Associazione Percorsi, Segretariato della Dichiarazione di Bruxelles


giovedì 2 giugno 2016

1 giugno 2016, Palermo: Media for Peace-Media per la Pace

Si è svolta ieri a Palermo nell'Aula Magna "Li Donni" dell'ex Facoltà di Economia (ora Dipartimento SEAS, Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche) la seconda di tre iniziative dedicate alla Pace nel corso di questa settimana.

La prima, “Ospedali per la Pace” , si è svolta martedì 31 maggio all’Ospedale Cervello. La terza ed ultima avrà luogo al Teatro di Verdura sabato 4 giugno e sarà una serata che vedrà non solo la partecipazione di Prem Rawat, cittadino onorario della città di Palermo, ambasciatore di Pace e della Dichiarazione di Bruxelles “Pledge to Peace”, ma anche interventi musicali, video e tanto altro.

L’iniziativa di ieri è stata dedicata al ruolo che i mezzi di comunicazione di massa e gli operatori della comunicazione hanno e possono avere nel promuovere e sostenere una vera cultura di Pace. Tra gli intervenuti, Michele Zanzucchi, giornalista e scrittore e direttore della rivista “Città Nuova”, Anna Maria Giordano, giornalista Rai Radio3 e conduttrice di Radio3 Mondo, Teresa Di Fresco, Vice Presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia e Gianfranco Marrone, ordinario di Semiotica e delegato del Rettore allo Sviluppo e al Coordinamento delle attività di comunicazione dell’Ateneo palermitano.

Particolarmente incisivo, il breve ma intenso discorso che Prem Rawat ha rivolto ad una vasta platea di uditori provenienti non solo dalla Sicilia ma da ogni parte del mondo.

Che cos’è un giornalista e che cos’è la pace?”, ha esordito Prem Rawat. “Anche un giornalista è un essere umano e, in quanto tale, ha un obbligo nei confronti di tutta l’umanità: preservare l’umanità e creare le condizioni affinché il “buono” che esiste in essa possa essere perpetuato. È questa la responsabilità primaria che abbiamo tutti.” Non solo i giornalisti, dunque, ma ogni essere umano ha responsabilità nei confronti dell’umanità in generale. Tuttavia, i giornalisti e gli organi di informazione, che hanno il compito di “confezionare” e divulgare notizie presso il pubblico dei loro lettori, hanno se possibile una responsabilità maggiore, poiché “le parole possono guarire, possono gettare luce sulle cose o distruggere. Di conseguenza, la responsabilità che avete voi giornalisti non è solo quella di riportare un fatto. Il modo in cui usate le virgole, i punti interrogativi, i punti fermi avrà un effetto anche sul modo di pensare dei vostri lettori.”

È dunque spesso il “punto di vista” a fare la differenza quando si tratta di questioni che riguardano gli esseri umani. E a tale proposito, Prem Rawat – che non è un giornalista, come ha detto di sé stesso, ma un grande “comunicatore” secondo le parole del semiologo Gianfranco Marrone – ha accennato ad un esperimentocondotto in Gabon, nell'Africa Centrale, dal fotografo Xavier Hubert Brierre, il quale ha posizionato un grande specchio nella giungla per filmare le reazioni degli animali, tra cui alcuni gorilla.  “Come raccontereste la notizia? Direste che il gorilla ha visto sé stesso, cioè la propria immagine riflessa nello specchio, o un altro gorilla? Il gorilla si è visto allo specchio, ma non essendo in grado di capire che si trattava della propria immagine, ha avuto reazioni aggressive, attaccando “l’altro” gorilla per difendere il proprio territorio.

Riferendosi all’essere umano, Prem Rawat ha quindi posto l’accento sul modo in cui un essere umano vede “gli altri”: “Una delle caratteristiche degli esseri umani è che, a differenza dei gorilla, sono in grado di riconoscere la propria immagine allo specchio. Ma cosa vede un essere umano quando ha di fronte a sé un altro essere umano? Cosa ci hanno insegnato a vedere? Vediamo una donna o un maschio, un vecchio o un giovane, una persona colta o non colta, un ricco o un povero. Ci bastano pochi secondi per formulare un giudizio sulla persona che abbiamo di fronte. Se di notte, mentre state camminando in una strada poco illuminata, incrociate una bella ragazza, vi sentite minacciati? No. Eppure potrebbe benissimo trattarsi di una rapinatrice. Ma se incrociate un uomo grande e grosso, con una cicatrice sul volto, probabilmente avrete paura, anche se in realtà è una persona per bene.

È questo, secondo l’ambasciatore del Pledge to Peace, il meccanismo che scatta nella mente della maggior parte degli esseri umani di fronte ai propri simili: categorizzare, valutare secondo parametri non sempre a misura di essere “umano”, giudicare gli altri secondo schemi prefabbricati che non sempre corrispondono alla realtà dei fatti: “Ma funziona questo meccanismo? Non credo. Oggi, durante un’intervista che ho rilasciato, ho citato Albert Einstein, il quale ha dato la seguente definizione di “follia”: continuare a fare la stessa cosa, in continuazione, e aspettarsi un risultato diverso. Continuano ad esserci guerre nel mondo, ma quali sono i risultati? I poveri diventano sempre più poveri, i ricchi sempre più ricchi, più del 50% del cibo prodotto viene sprecato e chi ha fame ha sempre più fame… Non funziona. Non vi è alcun riconoscimento di cosa e di chi sia veramente l’essere umano. Non si comprende cosa sia veramente un essere umano. E vogliamo il benessere, ma non comprendiamo cosa sia la pace.”

Prem Rawat  giunge così al “cuore” di uno dei temi centrali della conferenza di oggi: Che cos’è allora la pace? In una prospettiva “spirituale”, si pensa che “sentirsi in pace” sia un po’ come essere una pianta: te ne stai fermo immobile, non proferisci parola, non mangi molto, non vai al cinema, tieni gli occhi chiusi, forse ti radi anche la testa… È  questa la pace? La vera pace è quella che si è in grado di sentire dentro di sé. È uno stato dell’essere che tutti noi abbiamo in questo medesimo istante. Proprio in questo momento. Qui e adesso. La pace non è qualcosa a cui “dare origine”, che dev’essere “creata”.”

Se, allora, come afferma Rawat, la pace è una risorsa di cui ogni essere umano dispone, cos’è che spinge le persone a combattere, ad essere perennemente in guerra [con sé stessi e con gli altri, ndr.], nonostante gli scarsi o nulli risultati?: “Le guerre si combattono non tanto perché gli esseri umani non capiscono la pace, quanto perché non capiscono e non conoscono sé stessi. Non si comprende che siamo tutti fatti nello stesso modo. Che “io” sono fatto della stessa materia di cui sono fatti “gli altri”.”

Sembra essere questo il vero problema dell’umanità: non riconoscersi uguali al di là delle differenze che certamente ci sono, non comprendere l’essenza vera e profonda dell’essere “umani”. Ma soprattutto – ed è questo un assunto a cui forse non si pone sufficiente attenzione e non si dedica abbastanza sforzo di comprensione – la capacità di trovare e sperimentare la pace non già fuori di noi, ma dentro noi stessi. Una pace che non dev’essere “costruita” – come dimostrano abbondantemente i tentativi fallimentari di tanti governi e politici di ogni parte del mondo – ma una pace insita nell’essere umano già dalla nascita: “La pace non è assenza di guerra, ma qualcosa che si può sentire dentro, anche in mezzo alla guerra.”

Una felice opportunità quindi, che merita, anche secondo noi, tutta la nostra attenzione e i nostri sforzi. Un dovere e una responsabilità di cui ognuno dovrebbe farsi carico; non solo quindi giornalisti e chi si occupa di comunicazione, ma ogni essere umano, tanto più se non si vuole contribuire a perpetuare all’infinito atteggiamenti e comportamenti i cui risultati devastanti per l’intera umanità sono sotto gli occhi di tutti.

Noi che nel nostro piccolo seguiamo Prem Rawat  sin dalla nascita del nostro Blog e conosciamo le attività della Fondazione Prem Rawat Foundation, consigliamo di approfondire attraverso i seguenti siti:

http://tprf.org/it/home2/ il sito della The Prem Rawat Foundation (italiano) e la pagina dedicata al Programma di Educazione alla Pace http://tprf.org/it/peace-education-program-4/
http://www.wopg.org/it/ la pagina della Fondazione Parole di Pace (italiano)
http://www.associazionepercorsi.com/ la pagina dell’Associazione Percorsi che promuove iniziative di pace e assolve la funzione di Segretariato in Italia della Dichiarazione di Bruxelles "Pledge to Peace".

A chi si è perso Media for Peace e a chi desidera riascoltare il messaggio di Prem Rawat, inoltre, ricordiamo che interverrà sabato 4 giugno al Teatro di Verdura, alla serata Palermo for Peace – Palermo per la Pace (link all’evento su Facebook https://www.facebook.com/events/523192941201083/ e alla pagina dell’Associazione Percorsi http://www.associazionepercorsi.com/for-peace/), iniziativa promossa da Comune di Palermo, Associazione Percorsi, Fondazione Prem Rawat, e che ospiterà i seguenti interventi artistici:
Lello Analfino, leader dei Tinturia
il compositore Mario Crispi
la cantante e attrice Noemi Smorra
le elaborazioni video di Cinzia Garofalo
gli Spiritual Ensemble.
con la direzione artistica di Nanni Zedda. Presenterà l'evento la giornalista di Radio Azzurra Filippa Dolce.




Tindara Ignazzitto, 1 giugno 2016

lunedì 1 giugno 2015

30 maggio 2015, Mazara: Conferenza per la pace alla presenza di Prem Rawat, ambasciatore internazionale della pace

Conferenza per la pace, Prem Rawat con le sue parole incanta Mazara, ''città di integrazione e di pace''

Termina con un lungo applauso carico di emozione l'intervento di Prem Rawat alla conferenza di pace organizzata a Mazara dall'amministrazione comunale in collaborazione con l'associazione Percorsi.

Indiano, da 49 anni va in giro per il mondo a raccontare che la pace si può imparare, e si può costruire.

Un discorso, il suo, semplice ed immediato, pronunciato con parole chiare ed inequivocabili, che incanta il pubblico presente perché penetra le coscienze, dilegua i dubbi, annulla gli alibi, inchioda alla responsabilità di ognuno. Perché la pace è un concetto semplice, e spogliato di ogni orpello e sovrastruttura, ridotto al nocciolo della sua essenzialità, altro non è che '' un essere umano che abbraccia un altro essere umano per quello che è, senza chiedersi se sia uomo o donna, cristiano , musulmano o ateo.'' (in foto n.1 Prem Rawat durante il suo discorso).

La platea lo ascolta in silenzio, nel chiostro del Collegio dei Gesuiti di questa città che lui sente un po sua, di cui è cittadino onorario. Una città, Mazara, che tutti gli intervenuti in questa conferenza dichiarano città di integrazione e di accoglienza, dove da 30 anni i bambini tunisini giocano con quelli mazaresi.


Come Lampedusa isola che accoglie, Mazara città che integra. O che almeno ci prova. Ma fino a che punto la nostra è città di tolleranza e di pace? Tolleranza e integrazione sono concetti diversi tra loro e benché la convivenza tra le due etnie sia pacifica, siamo ben lontani dall'aver realizzato una vera integrazione. La ghettizzazione esiste, così come esiste la diffidenza e la cultura del sospetto, e ancora poche sono le vere occasioni di condivisione.

Eppure, il più grande esempio di pace e di generosità lo danno proprio i nostri pescatori, che tirano in barca le reti ogni volte che c'è un'emergenza, per andare a salvare i migranti in pericolo nel Mediterraneo, seguendo la legge del mare e della propria coscienza, eroi moderni di una tragedia che non ci sono più parole per raccontare.

E a tal proposito, oltre ad organizzare conferenze di pace e costruire processi di aggregazione che uniscano religioni, tradizioni e culture diverse, oltre a definire Mazara capitale del Mediterraneo, non sarebbe forse il caso, da parte del nostro primo cittadino, prendere le distanze, con parole chiare ed inequivocabili, da quei partiti e quei politici che sbandierato il razzismo e la xenofobia come un vessillo e un valore, che strumentalizzano le tragedie di uomini, donne e bambini che fuggono dalla guerra e dalla disperazione per far presa sulle paure degli italiani e rastrellare una manciata di voti in più? Politici che seminano odio, che di fronte ad un fatto di cronaca si chiedono di quale nazionalità o religione sia il responsabile. La costruzione della pace è un processo lungo e faticoso, un seme che va piantato, è un viaggio culturale in cui rispecchiarsi senza dubbi e senza ombre.

Molto belle ed intense, alla fine, le pagine di letteratura lette ed interpretate con straordinaria bravura dall'attore mazarese Rosario Lisma (in foto n.2), a dimostrazione che forse, più che la politica, rimangono l'arte e la cultura a tracciare il solco.

Catia Catania

Fonte: Primapaginamazara.it


Nel 2011 Prem Rawat risponde alle domande degli studenti delle scuole superiori nella Settimana della pace e della solidarietà a Mazara del Vallo. Con traduzione in italiano. Per saperne di più visita http://wopg.org


25 maggio 2015, Palermo: Medicina per la pace. Prem Rawat: Dramma emigrazione prevedibile


Parla di egoismo e avidità discutendo dei barconi di migranti che attraversano il Mediterraneo. Per Prem Rawat, leader spirituale indiano e ambasciatore di Medicina per la pace, il dramma nel Canale di Sicilia era prevedibile: "Abbiamo tralasciato la pace inseguendo la prosperità. Il risultato è quello che sta accadendo", ha detto al convegno internazionale "Medicina per la pace", al castello Utvegio di Palermo. All'incontro c'era anche Fabrizio Pulvirenti, il medico di Emergency guarito dall'Ebola, che manda un augurio all'infermiere sardo che lotta contro il virus: "Ce la farai"
(di Giorgio Ruta)


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(PRIMAPRESS) - PALERMO - Altre nove importanti istituzioni si aggiungono al lungo elenco dei firmatari del Pledge to Peace, la Dichiarazione di Bruxelles che esorta ad attuare azioni concrete rivolte al raggiungimento della pace.

I presidenti degli ordini dei Medici delle nove province siciliane si sono dati appuntamento questa mattina a Castello Utveggio, sede del Cerisdi, e alla presenza del presidente del Segretariato della dichiarazione Piero Scutari, e dell'ambasciatore internazionale di Pace Prem Rawat, hanno sottoscritto il documento.

Una mattinata ricca di riflessioni e testimonianze di persone illustri del mondo della medicina, che hanno messo nella loro vita al primo posto il benessere dell'individuo piuttosto che la patologia.

Prem Rawat, ambasciatore di Pace, ispiratore del Pledge to Peace, che da anni gira il mondo esortando alla Pace anche in questa occasione ha stimolato alla ricerca della propria pace interiore. "Ho - dice - una domanda: Che cosa sta praticando questo mondo? Abbiamo sempre ignorato la pace. E' sempre stato dal tempo dei greci e molto prima. Non ci concentriamo sulla Pace ma miriamo alla prosperità. Oggi la prosperità è minacciata, il progresso è minacciato. La sostenibilità del mondo è minacciata - ha continuato -. Dovremmo accoglierci l'un l'altro, invece ci stiamo respingendo a vicenda. Ogni singolo essere umano dovrebbe abbracciare la pace".

Infine un monito ai leader mondiali: "Oggi i capi di Stato se ne stanno seduti nei loro uffici…ciò che deve cambiare è il loro atteggiamento perché loro devono essere in prima linea".

Fonte:  PrimaPress

martedì 7 aprile 2015

3 marzo, Palermo: L’Istituto Penitenziario Pagliarelli di Palermo aderisce al Pledge to Peace


La Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo sottoscrive la Dichiarazione di Bruxelles il Pledge to Peace.

E’ il primo passo per una serie di iniziative che vedrà protagonisti i detenuti e gli operatori e le guardie dell’istituto penitenziario.

Educare e sensibilizzare alla Pace per convivere più serenamente, è solo uno degli obiettivi del progetto.

Questa è la prima iniziativa di Educazione alla Pace all’interno di un carcere che avviene in Italia.

I primi risultati già si sono rivelati incoraggianti, grande l’entusiamo degli ospiti della casa circondariale, che hanno richiesto di far parte del progetto.

Un’occasione che sicuramente contribuirà a creare migliori rapporti con se stessi e gli altri; che aiuterà i detenuti a scoprire che esiste una dignità innata, che è propria delle persone a prescindere dalle circostanze.

I programmi di Educazione alla Pace sono realizzati dalla The Prem Rawat Foundation, già firmataria della Dichiarazione di Bruxelles Pledge to Peace, dichiarazione di intendi che nata al Parlamento Europeo l'11 novembre 2011, per incoraggiare le istituzioni, le organizzazioni pubbliche e private a intraprendere iniziative per sensibilizzare sul tema della pace.

La sottoscrizione alla Dichiarazione di Bruxelles Pledge to Peace da parte del penitenziario ha avuto luogo lo scorso 3 marzo 2015, in occasione di un incontro tra la Direttrice del Pagliarelli la Dott.ssa Francesca Vazzana e Piero Scutari presidente di Percorsi e Segretariato del Pledge to Peace.

Fonte: Associazione Percorsi

venerdì 30 gennaio 2015

“I saperi per l'inclusione": 20 donne migranti a scuola di taglio e cucito


22 dicembre - Natale di tutte le genti
Al via dal 15 dicembre scorso il laboratorio di Taglio e cucito curato dall’associazione Pellegrino della Terra Onlus  nell’ambito del progetto FEI “I Saperi per l’Inclusione”, promosso dalla Scuola di Lingua Italiana per Stranieri (Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università degli Studi di Palermo) in collaborazione con i partner Pellegrino della terra Onlus, Incontrosenso, Casa di tutte le genti, Le Balate e Kappelle Comunicazione & Eventi e cofinanziato dal Fondo Europeo per l’integrazione dei cittadini dei paesi terzi (Annualità 2013 – Azione 1).

Il laboratorio accoglie 20 donne migranti di diverse nazionalità, in particolar modo del sud est asiatico e dell’Africa, e prevede quindici incontri, il lunedì e il venerdì dalle 14.30 alle 18.30, di cui una prima parte già realizzati, per un totale di 60 ore.

Il progetto e, nello specifico, i laboratori di adeguamento professionale come quello già attivo del Taglio e cucito – afferma Graziella Scalzo, referente del Pellegrino della Terra per il progetto - si propongono di favorire l’autonomo e attivo re-inserimento sociale delle donne migranti nei molteplici ruoli di donne lavoratrici, madri, cittadine, ecc. Obiettivo generale del laboratorio è quello di trasferire alle partecipanti competenze di base nella complessa e variegata arte della sartoria, mettendo a disposizione un saper fare da utilizzare nel loro contesto di vita o altrove.”
22 dicembre - Natale di tutte le genti


Le allieve, che durante le lezioni al centro operativo del Pellegrino della terra possono usufruire anche di un servizio di baby-sitting per i loro figli gestito dall’Associazione partner La Casa di tutte le genti, sono guidate da un formatore esperto in materia, il sarto ghanese Francis Ayim e da un’assistente.



I prodotti sartoriali realizzati sono destinati ad una vendita solidale attraverso il portale di merchandising UniPaStore dell’Ateneo palermitano.

Previsto un secondo laboratorio per altre 20 donne orientato a fornire competenze sulla Gestione di strutture di accoglienza, a cura del Pellegrino della Terra e che sarà ospitato del Centro Diaconale “La Noce” di Palermo.

Per info:
Ufficio Stampa: Giovanni Lo Conte 320-9263239
Associazione “Pellegrino della Terra” Graziella Scalzo, tel. 091-9825968
Scuola di Lingua Italiana per Stranieri 091-23869601 

Il progetto è realizzato in partenariato con
Pellegrino della Terra, La casa di tutte le genti, Incontrosenso, Kappaelle Comunicazione & Eventi
e in collaborazione con
Comune di Palermo - Assessorato alla Scuola e Assessorato alla Cittadinanza sociale
Associazione di promozione sociale Le Balate
Istituti comprensivi statali Perez-Madre Teresa di Calcutta e La Masa-Federico II


giovedì 22 gennaio 2015

Gennaio-Febbraio 2015, Palermo: Nuovi corsi gratuiti di lingua e cultura italiana per donne migranti provenienti da Paesi terzi

CORSI GRATUITI PER DONNE MIGRANTI PROVENIENTI DA PAESI TERZI
RIAPERTE LE ISCRIZIONI AI CORSI DI LINGUA E CULTURA ITALIANA
CON CERTIFICAZIONE FINALE

Nuove opportunità per le donne migranti della città di Palermo che potranno seguire, gratuitamente, i corsi de "I Saperi per l'Inclusione."

Promosso dalla Scuola di Lingua italiana per Stranieri (Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Palermo), il progetto è stato finanziato dal Fondo Europeo per l'integrazione dei cittadini di paesi terzi e ha già dato il via a lezioni di lingua e cultura italiana. A breve partirà anche il secondo dei due percorsi di adeguamento professionale sulla Gestione di strutture di accoglienza, mentre è già stato avviato un modulo teorico-pratico di Taglio e cucito che permetterà a 20 donne di realizzare una collezione di manufatti sartoriali destinati alla vendita attraverso il portale di merchandising UniPaStore.

I nuovi corsi di lingua italiana avranno inizio a febbraio 2015. A conclusione del percorso formativo, tutte le partecipanti potranno accedere a corsi di preparazione all'esame per ottenere il certificato Cils (Certificazione di Italiano come lingua straniera) utile per richiedere il permesso o la carta di soggiorno e la cittadinanza italiana, e partecipare alle relative sessioni di esame.

I corsi di lingua permetteranno di ampliare le proprie conoscenze linguistiche dal livello A1 e A2 (elementare) al livello B1 (intermedio), ma si prevede di attivare anche un corso di prima alfabetizzazione per donne prive di competenze nella letto-scrittura anche nella lingua d'origine.

In programma anche incontri seminariali sulla Salute della donna e del bambino, Lettura ad alta voce e Sessioni informative di Educazione civica. Ove necessario, per garantire la partecipazione alle attività, verrà attivato un servizio gratuito di baby-sitting.

Le attività sono destinate esclusivamente a donne provenienti da paesi extra-europei regolarmente soggiornanti in Italia, a Palermo e provincia, che devono avere un'età compresa tra 18 anni compiuti e 65 anni.

A tutte le iscritte che avranno portato a termine un corso con una presenza di almeno il 70% delle ore verrà rilasciato un Certificato di frequenza.

Le donne interessate possono scrivere a scuolaitalianostranieri@unipa.it (Scuola di lingua italiana per stranieri), contattare il numero 091-23869601 o recarsi alla segreteria dei corsi (Piazza Sant'Antonino n.1) secondo il seguente calendario:



lunedì dalle 11 alle 13.30
martedì e venerdì dalle 10 alle 13
mercoledì e giovedì dalle 14 alle 17


Il progetto è realizzato in partenariato con
Pellegrino della Terra, La casa di tutte le genti, Incontrosenso, Kappaelle Comunicazione & Eventi
e in collaborazione con
Comune di Palermo - Assessorato alla Scuola e Assessorato alla Cittadinanza sociale
Associazione di promozione sociale Le Balate
Istituti comprensivi statali Perez-Madre Teresa di Calcutta e La Masa-Federico II


lunedì 5 gennaio 2015

6 gennaio, Palermo: Tutti i colori del mondo. Concerto multietnico per l'Epifania



Ci sono i grandi "griot" africani (Badara Seck), cantori-narratori che tramandano le storie in parole e musica (Moustapha Dembélé, kora e balafon).

C’è il pakistano Hussain Iqtidar con il suo "qawwalli", il canto devozionale della tradizione sufi.

E poi ci sono loro, i 27 bambini delle comunità immigrate di Palermo del “Coro Arcobaleno” che debutteranno affiancando il Coro di voci bianche del Teatro Massimo (Direttore Salvatore Punturo), il Gruppo di danza tradizionale Tamil, Teatri Alchemici.

Tutto questo nel concerto multietnico dell’Epifania “Tutti i colori del mondo”
diretto dal maestro Salvatore Punturo
Martedì 6 gennaio alle 17.30 - Sala Grande
appuntamento conclusivo della rassegna‪#‎ilmassimopertutti

Il concerto è organizzato in collaborazione con la Consulta delle culture del Comune di Palermo. I biglietti ridotti per le comunità - dal prezzo di € 5.00 cadauno - sono acquistabili presso il botteghino del Teatro Massimo.

domenica 28 dicembre 2014

22 dicembre, Palermo: Natale di tutte le genti alla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università degli Studi di Palermo


Foto della festa Natale di tutte le genti presso il complesso di Sant'Antonino, sede della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo, realizzate da Antonio Gervasi. Grazie a tutti per aver partecipato e per aver voluto condividere anche quest'anno, con noi, la nostra festa di Natale!




Gli auguri di Buon Natale e felice 2015 con un video che ha per protagoniste le studentesse - donne migranti del progetto Fei "I Saperi per l'Inclusione", promosso dalla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo. Il progetto permette alle donne straniere di poter frequentare gratuitamente corsi di lingua italiana, laboratori di Taglio e cucito e di Gestione di strutture di accoglienza e altre attività. I prodotti di sartoria realizzati in aula saranno venduti on line sull'e-commerce dell'Università di Palermo.

mercoledì 3 dicembre 2014

Insegnare lingua italiana a stranieri e migranti. Torna il Master di II livello in Teoria, Progettazione e Didattica dell'italiano come lingua seconda e straniera

INSEGNARE LINGUA ITALIANA A STRANIERI E MIGRANTI
TORNA IL MASTER DELL'UNIVERISITA' DI PALERMO



Torna con un nuovo bando il "Master di II livello in Teoria, progettazione e didattica dell'italiano come lingua seconda e straniera". Il percorso formativo, che prenderà avvio durante il primo semestre dell'anno accademico 2014/ 2015, ha come obiettivo quello di formare docenti esperti per l'insegnamento della lingua italiana sia come lingua seconda che come lingua straniera. 

In questo modo verranno creati profili professionali di alta qualificazione per diversi sbocchi occupazionali come insegnanti di italiano a stranieri e a immigrati, collaboratori ed esperti linguistici presso i Centri Linguistici di Ateneo e presso Scuole, Istituti italiani di cultura e Università straniere, progettisti di percorsi formativi nell'ambito dell'italiano L2/ LS, progettisti di strumenti di certificazione e di verifica delle conoscenze, progettisti e realizzatori di materiali didattici e progettisti in ambito comunitario in riferimento all'italiano L2/LS.


Il Master è erogato dal Dipartimento di Scienze Umanistiche dell'Università di Palermo e gestito in stretta collaborazione della Scuola di Lingua Italiana per Stranieri dello stesso Ateneo.

Leggi la scheda informativa (clicca qui per leggere e scaricare la versione pdf http://portale.unipa.it/strutture/scuolaitalianastranieri/.content/documenti/scheda-master-II-livello-14_15.pdf

Si ricorda, inoltre, che Inps eroga cinque borse di studio per dipendenti pubblici in servizio a copertura delle spese di immatricolazione.

Nel sito della Scuola di Lingua italiana per Stranieri trovate diverse interviste a ex studenti, alcuni dei quali sono già inseriti nel mondo del lavoro grazie alla formazione offerta dal Master (link diretto http://portale.unipa.it/strutture/scuolaitalianastranieri/master/master-di-ii-livello/)

Per maggiori informazioni masteritastra@unipa.it 

lunedì 27 ottobre 2014

24 ottobre, Palermo: Dalla lingua al lavoro per 100 donne immigrate. Parte il progetto “I saperi per l’inclusione”




Cento donne immigrate della città, tra cui cinquanta ex vittime della tratta, sono state ospiti venerdì 24 ottobre pomeriggio delle aule del Complesso di Sant'Antonino dell'Università di Palermo per la presentazione di un progetto interamente dedicato a loro.

“I saperi per l'inclusione”, voluto dalla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Ateneo e sostenuto da numerose associazioni che da anni operano a Palermo nel nome dell'integrazione, permetterà alle donne straniere selezionate di seguire gratuitamente corsi di lingua italiana, di taglio e cucito, di educazione civica, per la gestione di strutture d'accoglienza e sulla salute del bambino.

Il progetto, finanziato dal Fondo Europeo per l'Integrazione, è stato presentato con l'evento Latte, libri, lingua, legalità e lavoro: le cinque elle per l'inclusione realizzato all'interno del Festival “Le Vie dei Tesori" e che ha anche ricevuto una visita e i saluti del sottosegretario alla presidenza dei Ministri Delrio. 

Ospite d'onore del pomeriggio è stata la poetessa e scrittrice Isoke Aikpitanyi, ex vittima della tratta e che ha avuto la forza di ribellarsi a questa forma di schiavitù. Per l'occasione, è stato realizzato un reading di suoi versi e a recitare è stato lo stesso pubblico presente in sala, composto principalmente dalle donne a cui il progetto si rivolge. Tra i tanti versi toccanti, quello letto dalla presentatrice della serata, Tindara Ignazzitto, ha spinto i presenti ad un momento di riflessione. “C'è un silenzio terribile intorno a me. E tu, donna italiana, perché non sei la mia voce?

In contemporanea al reading, i bambini delle donne straniere sono stati intrattenuti con letture ad alta voce di racconti e fiabe da tutto il mondo. 

Dopo il reading e i saluti del direttore della Scuola Mari D'Agostino, degli assessori Barbara Evola e Giusto Catania, l'artista capoverdiana Jerusa Barros si è esibita regalando le melodie di un racconto cantato del suo paese d'origine e di una ninna nanna del Congo.

Canti per bambini in lingue provenienti da tutto il mondo sono stati intonati anche dalle stesse donne protagoniste del progetto nel video del regista Martino Lo Cascio, “Everyday capisci niente”, con cui si è chiuso il pomeriggio.

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venerdì 17 ottobre 2014

19 ottobre, Palermo: Minori stranieri non accompagnati protagonisti. Real Fonderia

Attraversare il mare, una scelta spesso dolorosa e drammatica, ieri ed oggi. Ancora di più se nella barca, e anche dopo, si è soli; senza l'aiuto e il sostegno di una mano o di una voce amica. Ancora di più se si è poco più che bambini.

E poi un nuovo viaggio dentro lingue, culture, modi di vita, radicalmente altri. Poco o nulla scolarizzati- in questo così simili ai nostri migranti dei primi decenni del secolo scorso- questi adolescenti, precocemente adulti, troppo spesso restano ai margini del nostro mondo nel quale, con sempre più rabbia e frustrazione, chiedono con forza di entrare.

Sono più di diecimila i minori giunti nell'ultimo anno in Italia senza un genitore o un adulto di riferimento. Al loro presente e al loro futuro è dedicato questo evento inserito nelle "Vie dei Tesori,"straordinario festival della città di Palermo che per quattro weekend prova a fare rete per rilanciarsi come grande polo della cultura e del turismo del Mediterraneo. Anche quest'anno uno dei temi della manifestazione è l'interculturalità, i mille volti della città di Palermo. Uno di questi volti vogliamo qui mettere a fuoco attraverso una performance multimediale, coronamento di due anni di percorsi di inclusione linguistica per minori stranieri non accompagnati della Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo in collaborazione con l'Ufficio Nomadi ed Immigrati del Comune di Palermo e con una ventina di comunità alloggio.

Diretti da Yousif Latif Jaralla, narratore e regista iracheno, e attraverso il linguaggio narrativo e cinematografico, i ragazzi raccontano il loro drammatico viaggio nel video Butterfly Trip.

Nello stesso spazio, e frutto del medesimo percorso, le foto di Antonio Gervasi.

lunedì 6 ottobre 2014

10 ottobre, Palermo: Itastra a Le vie dei tesori. Rilassati, salta, canta, mettiti a testa in giù: stai imparando una lingua!

Il 10 ottobre
alle ore 18 alla Real Fonderia della Cala
la Scuola di Lingua italiana per Stranieri
e il Master di II livello in “Teoria, progettazione e didattica dell’italiano lingua seconda e straniera”
presentano l'evento “Rilassati, canta, salta, mettiti a testa in giù... Stai imparando una lingua.”

Alcuni laboratori (di canto, di movimento, di teatro)
e la presentazione di un volume

Verso una didattica linguistica riflessiva.Percorsi di formazione iniziale per insegnanti di italiano lingua non materna
a cura di Egle Mocciaro e Adriana Arcuri, mostreranno ad esperti ed a giovani in formazione,
o anche a semplici curiosi, l’affascinante percorso che porta a costruire insegnanti di lingua e, in particolare,
insegnanti di italiano lingua seconda.
Il Master, attivo da alcuni anni nell’Ateneo di Palermo e che ha già formato decine di docenti
che oggi insegnano in Italia e all’estero
presenterà il suo percorso formativo

lunedì 22 settembre 2014

Palermo, settembre-ottobre: Palermo, capitale della lingua italiana. Un mese di convegni, laboratori, corsi, incontri PER TUTTI

Palermo capitale
della lingua italiana
Un mese di convegni, laboratori, corsi, incontri PER TUTTI


22 - 24 settembre:
XIII Congresso della Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana - SILFI

Congresso SILFI 2014: "La lingua variabile nei testi letterari, artistici e funzionali contemporanei. Analisi, interpretazione, traduzione".
Palazzo Chiaramonte-Steri / Orto Botanico

22 settembre - 22 ottobre: Impariamo l'italiano

Corsi intensivi e semi - intensivi di lingua italiana per migranti, studenti Erasmus, studenti stranieri UNIPA e studenti da tutto il mondo.  
Avvio del corso avanzato per studenti della Università SISU (Cina) con laboratori di scrittura e di produzione orale, seminari con scrittori, giornalisti e attori. 
Ore 9.00 – 22.00, tutti i giorni. Complesso di Sant'Antonino

10 ottobre: Rilassati, canta, salta, mettiti a testa in giù...Stai imparando una lingua 

Laboratori di didattica dell'italiano L2 e presentazione del libro "Verso una didattica linguistica riflessiva. Percorsi di formazione iniziale per insegnanti di italiano lingua non materna" a cura di Adriana Arcuri e Egle Mocciaro. 
Ore 18.00 - Real Fonderia della Cala    [all'interno del Festival Le Vie dei Tesori]

                   19 ottobre: L'isola che (non) c'è 

Due anni di percorsi di inclusione linguistica per minori stranieri non accompagnati presso la Scuola di Lingua italiana per Stranieri. Performance multimediale coordinata da Yousif Latif Jaralla. 
Ore 17.00 - Real Fonderia della Cala    [all'interno del Festival Le Vie dei Tesori]

                21 ottobre: L'italiano in movimento...destinazione Cina! 

Giornata di studi in occasione della Settimana della lingua italiana nel mondo con gli scrittori Viola Di Grado, Francesco Maino e Evelina Santangelo. E con le traduzioni degli studenti cinesi in soggiorno di studio a Palermo, coordinati da Vincenzo Pinello dell'Ateneo di Palermo e da Chen Ying e Yan Lin, docenti dell'Università SISU.Ore 9.00-13.00 - Aula Magna - Complesso di Sant'Antonino

24 ottobre:
Latte, libri, lingue, legalità e lavoro. Le 5 elle del progetto "I saperi per l'inclusione" 

Presentazione del progetto per donne migranti finanziato dal Fondo Europeo per l'Integrazione. Laboratori, video, ninne nanne e tanto altro ancora per donne e bambini. Ore 17.00 - Complesso di Sant'Antonino    [all'interno del Festival Le Vie dei Tesori]


Eventi organizzati da:
Centro di studi filologici e linguistici siciliani, Consolato Generale italiano di Chongquing, Dipartimento di Scienze Umanistiche, Dottorato di Ricerca in "Studi letterari, filologici e linguistici", Master di II livello in "Teoria, progettazione e didattica dell'italiano come lingua seconda e straniera", Scuola di Lingua italiana per Stranieri, Corsi di Lingua e Letteratura italiana della Sichuan International Studies University (SISU), Società internazionale di linguistica e filologia italiana, Festival Le Vie dei Tesori dell'Università di Palermo

Per maggiori informazioni: 
Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana www.csfls.it/silfi2014/
Scuola di Lingua Italiana per Stranieri www.itastra.unipa.it
Festival Le Vie dei Tesori www.leviedeitesori.it

sabato 12 luglio 2014

29 giugno, Genova: Io non tratto. Riunita l’assemblea delle vittime della tratta


Nelle foto Favour & Loveth
da cui il Coordinamento Antitratta di Palermo prende nome

"Io non tratto" è la denominazione della campagna di informazione, sensibilizzazione, azione contro la tratta, promossa dal Coordinamento Antitratta di Palermo; undici donne nigeriane, da diverse località italiane, rilanciano l’appello per il riconoscimento della rappresentatività delle nigeriane vittime della tratta.

Un anno fa, a Genova, lanciammo un appello per il riconoscimento della rappresentatività delle nigeriane vittime della tratta. Oggi, 29 giugno 2014, ancora a Genova, ribadiamo l’importanza di quella richiesta. Eravamo nove operatrici pari lo scorso anno, oggi siamo undici a fare accoglienza in modo autogestito e autofinanziato in diverse località italiane.

Esprimiamo anzitutto grande soddisfazione per il lavoro portato avanti dal Cordinamento Antitratta di Palermo, intitolato alla memoria delle nostre sorelle recentemente assassinate a Palermo, Favour e Loveth, volgendo il nostro pensiero anche a Bose, uccisa poco tempo dopo di loro.

Le nostre sorelle uccise in Italia, una dopo l’altra, in diverse località, sono tantissime; un giorno riusciremo a raccogliere tutti i loro nomi per ricordarle. Il Coordinamento di Palermo dimostra che per affrontare i nostri problemi è indispensabile che le istituzioni, gli enti, le associazioni, lavorino insieme riconoscendo a noi una vera e diretta rappresentatività perchè non siamo solo l’oggetto di un lavoro sociale, ma siamo le protagoniste, i soggetti attivi, le donne che rappresentano se stesse.

Abbracciamo per questo la nostra sorella Osas che a Palermo muove i suoi primi coraggiosi passi nell’affermare la dignità delle giovani nigeriane che sono o sono state vittime della tratta.

Chiediamo che tutti coloro che sono impegnati contro la tratta, riconoscano la nostra voce, ascoltino le nostre proposte.

Ringraziamo Isoke che ci rappresenta e le chiediamo un altro anno di impegno perchè noi non siamo ancora pronte a confrontarci, come lei fa, con i media, con le istituzioni, con l’opinione pubblica che spesso intepretano le nostre difficoltà culturali e linguistiche, come il segno della incapacità di rappresentarci: solo chi vuole affermare la sua superiorità, culturale, sociale, ecc. può chiudere gli occhi di fronte al fatto che esistiamo e che ci rappresentiamo.

Il nostro pensiero va alle studentesse rapite in Nigeria; sono oltre 200 che si aggiungono alle centinaia di migliaia che in circa 20 anni la Nigeria ha venduto all’Occidente come schiave al mercato del sesso, dei bambini, degli organi.

Isoke, Genova - Pat,Torino - Joy, Milano - Sharon, Firenze - Evelyn, Roma - Stella, Napoli - Linda, Verona - Iziegbe, Asti - Sandra, Cagliari - Susan, Pavia - Ruth, Aosta

Fonte: Womenews

immagine da




Palermo, 12 luglio: Presidio per Gaza. Da Gaza al mondo, parla un gruppo di cooperanti italiani in Palestina

Oggi alle ore 18
Piazza Verdi - Teatro Massimo

Con la Palestina nel Cuore.
Presidio di solidarietà con Gaza e con la Palestina

Basta con chi fa finta di non vedere. Basta con chi pensa che una partita di pallone sia più importante di un’intera popolazione inerme sotto le bombe…Basta con chi dà del terrorista a un’intera popolazione senza mai aver voluto ascoltare le voci di Gaza. Basta con giornalisti che scrivono articoli comodamente seduti da casa o dalle redazioni a Roma e Milano. Basta con l’equidistanza a tutti i costi. Basta con le condanne bipartisan e con le parole misurate.

Siamo operatori umanitari e condanniamo la violenza verso i civili, SEMPRE.
Per questo non possiamo restare silenti dinanzi ad un attacco armato indiscriminato verso una popolazione che non ha rifugi, posti sicuri o possibilità di fuga. Una popolazione strangolata economicamente e assediata fisicamente, rinchiusa in una prigione a cielo aperto.

Non possiamo far finta di nulla. Noi Gaza la conosciamo perché ci lavoriamo, perché la viviamo e lì abbiamo imparato cos’è la sofferenza, ma anche la resistenza. E non parliamo di lancio di razzi: per i circa due milioni di persone che risiedono a Gaza, che vivono da 48 anni sotto occupazione, dimenticate dal mondo, che piangono morti che sono sempre e solo numeri, che subiscono interessi politici sempre più importanti della vita umana... resistere è essere capaci, nonostante tutto, di andare avanti.

Gaza ci ha insegnato semplicemente la dignità umana.
Siamo qui e ci sentiamo inermi e, ancora una volta, esterrefatti perché continuiamo a leggere articoli di giornale che a nostro avviso non rispecchiano la realtà. Non raccontano lo squilibrio tra una forza occupante e una popolazione occupata. Enfatizzano la paura israeliana dei razzi lanciati da Gaza, che condanniamo ma che, fortunatamente, non hanno procurato morti e riducono a semplici numeri le oltre 100 vite spezzate a causa dei bombardamenti Israeliani in meno di tre giorni.

Tutto ciò che scriviamo non è frutto di opinioni personali o giudizi morali; è sancito e ribadito dai principi del diritto internazionale e del diritto umanitario internazionale, che muovono il nostro operato ogni giorno.

Riteniamo inaccettabile che la risposta all’omicidio dei 3 coloni, avvenuto in circostanze ancora ignote, sia l’indiscriminata punizione di una popolazione civile indifesa: il diritto umanitario vieta le punizioni collettive - definite crimini di guerra dalla IV Convenzione di Ginevra (art. 33).

Israele ha addossato la responsabilità ad Hamas, attaccando immediatamente la Striscia, causando la risposta dei gruppi palestinesi con il lancio di missili su Israele. Il governo israeliano sostiene di voler colpire gli esponenti di Hamas e le sue strutture militari. E’ davanti agli occhi di tutti che ad essere colpiti finora sono soprattutto bambini e donne. Basta con lo scrivere che Israele reagisce ai missili da Gaza, la verità per chi vuol vederla e i numeri, se non interpretati con slealtà, sono chiari.

Dall’8 luglio, inizio dell’operazione militare “Protective Edge”, Israele ha bombardato 950 volte la Striscia, distruggendo deliberatamente oltre 120 case, (violando l’articolo 52 del Protocollo aggiuntivo I del 77 della convenzione di Ginevra), uccidendo 102 persone (inclusi 30 minori 16 donne,15 anziani e 1 giornalista) ferendo oltre 600 persone, di cui 50 in condizioni molto gravi.
Oltre 900 persone sono rimaste senza casa, 7 moschee, 25 edifici pubblici, 25 cooperative agricole, 7 centri educativi sono stati distrutti e 1 ospedale, 3 ambulanze, 10 scuole e 6 centri sportivi danneggiati.

Dall’altro lato, il lancio di razzi da Gaza, secondo il Magen David Adom (servizio emergenza nazionale israeliano), ha causato 123 feriti di cui: 1 ferito grave; 2 moderati; 19 leggeri; 101 persone che soffrono di shock traumatico.

Di fronte a questi numeri ci sembra intollerabile la non obiettiva copertura di gran parte della stampa internazionale e nazionale dell’attacco israeliano verso la Striscia di Gaza. Per questo riteniamo necessario prendere posizione e ribadire la necessità di riportare l’informazione, sullo scenario militare in corso, alle dovute proporzioni. 

Ci appelliamo infine ai responsabili politici in causa e a quanti possano agire da mediatori, affinchè le operazioni militari cessino immediatamente e perchè si ponga fine all’assedio nella Striscia di Gaza.


Gerusalemme, 11 Luglio 2014


Siamo un gruppo di cooperanti che vive e lavora in Palestina. Tutto ciò che scriviamo è verificato da testimonianze sul campo e da fonti di agenzie internazionali. Per maggiori informazioni scrivete a: 



martedì 1 luglio 2014

Cento donne immigrate per un anno alla Scuola di Lingua Italiana per Stranieri dell’Università di Palermo. Tra di loro anche donne analfabete e vittime della tratta.

Lingua, diritti, lavoro
Cento donne immigrate
per un anno alla Scuola di Lingua Italiana per Stranieri
dell'Università di Palermo
Tra di loro anche donne analfabete e vittime della tratta



Importante riconoscimento della qualità dei percorsi di inclusione sociale che ormai da anni vengono  realizzati dalla Scuola di Lingua italiana per Stranieri dell'Università di Palermo. Il suo progetto "I Saperi per l'inclusione" è risultato vincitore di un bando del Ministero dell'Interno – Dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione (Fondo Europeo per l'Integrazione di cittadini di Paesi terzi). Si tratta dell'unica Università ammessa al finanziamento ed una delle poche realtà del Sud fra le migliaia di progetti presentati soprattutto da Onlus ed Enti territoriali.

Il progetto permetterà a donne immigrate che vivono a Palermo, tra cui vittime ed ex vittime della tratta, di seguire un percorso integrato di formazione linguistica e civica e di essere avviate al lavoro attraverso due corsi professionali: uno per la gestione di strutture di accoglienza e l'altro di taglio e cucito. I prodotti del laboratorio di sartoria saranno venduti attraverso un portale di e-commerce realizzato dall'agenzia di comunicazione Kappaelle, che si occupa del merchandising ufficiale dell'Ateneo di Palermo ed è partner del progetto presentato dal Dipartimento di Scienze Umanistiche insieme al Comune di Palermo, la Biblioteca delle Balate, le associazioni Pellegrino della Terra, Casa di tutte le genti e Incontrosenso,  l'Istituto Comprensivo Perez – Calcutta e il Ctp La Masa – Federico II.

"L'importanza del progetto sta nel coniugare inclusione linguistica e inclusione sociale attraverso un percorso articolato che vede le donne protagoniste e che potrà proseguire in futuro utilizzando i proventi della vendita dei prodotti dei laboratori che entreranno anche nei circuiti universitari – dichiara Mari D'Agostino, referente del progetto e direttrice della Scuola di Lingua italiana per Stranieri. - Siamo particolarmente felici di questo successo che ci consente di sostenere il nostro impegno nei confronti del mondo dell'immigrazione e in particolare delle categorie più vulnerabili, in questo caso le donne analfabete e vittime della tratta. Lavoreremo in sinergia con realtà con le quali collaboriamo quotidianamente da anni come le scuole, la Biblioteca delle Balate e l'ufficio Nomadi e Immigrati del Comune di Palermo, preziosi alleati e direi compagni di strada in questo ed altri progetti che vedono l'Università arricchirsi anche di idee e progettualità scientifica. La tematica dell'insegnamento delle lingue a soggetti a bassa e bassissima scolarizzazione è divenuto un tema rilevante del dibattito internazionale nell'ambito della didattica delle lingue e il nostro gruppo di lavoro è in prima fila con ampi riscontri nella comunità scientifica. Chiediamo da anni e senza alcun successo alla Regione Sicilia, che gestisce parte rilevante dei Finanziamenti europei per l'immigrazione, di dedicare attenzione al tema dell'insegnamento della lingua italiana, pensando a percorsi di qualità. Si preferisce disperdere  e sprecare. Anche in questo caso la lontananza fra la nostra realtà e quella di tante altre Regioni italiane è enorme. Senza l'italiano non vi è possibilità di inclusione sociale e senza una didattica di qualità il raggiungimento di traguardi linguistici sufficienti è lento e spesso non avviene affatto. Per "altre italie" questo è senso comune; per la nostra è una conquista ancora di là da venire."