Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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martedì 25 marzo 2014

25 marzo, Palermo: Tavola rotonda "La direttiva anti-tratta dell'Unione Europea


La Direttiva "Anti-tratta" dell'Unione Europea
Le prospettive di un'azione comune di contrasto
prevenzione e protezione delle vittime


Martedì 25 marzo 2014 - ore 17.00
Fonderia Reale - Palermo
(piazza Fonderia, di fronte l'antico porto La Cala)
TAVOLA ROTONDA
APERTA AL PUBBLICO

Che cos'è la tratta di esseri umani? Quali sono i reati connessi, quali le sanzioni possibili? E cosa fare per rafforzare la prevenzione del fenomeno e la protezione delle vittime? L'Unione Europea ha adottato una nuova direttiva per definire norme minime in comune tra gli Stati membri.

Martedi 25 marzo, Ciss Cooperazione Internazionale Sud Sud organizza una tavola rotonda per conoscere la nuova direttiva e discutere delle prospettive di una azione comune di contrasto, prevenzione e protezione delle vittime, anche a Palermo. L’incontro si terrà alle 17.00 presso la Fonderia Reale (di fronte la Cala).

Sarà presente l’Assessore alla partecipazione del Comune di Palermo, Giusto Catania.

Intervengono Sergio CIPOLLA  presidente del CISS/Cooperazione Internazionale Sud Sud, l’avv. Giorgio BISAGNA Associazione Adduma Onlus / CISS / Foro di Palermo, il prof. Fulvio Vassallo PALEOLOGO (Università degli Studi di Palermo) Letizia PALUMBO  (assegnista di ricerca dell’Università degli Studi di Palermo), l’avv. Gaetano PASQUALINO (Associazione Adduma Onlus / Foro di Palermo), l’avv. Monica PALAZZO (Foro di Palermo), Lo staff del Progetto ROOT – Azioni integrate contro la Tratta, Le Associazioni aderenti al Coordinamento Anti Tratta Favour e Loveth.
L’iniziativa si svolge nell’ambito  di Root Un progetto di ricerca e azione per lo sradicamento della tratta'cofinanziato dalla UE.



mercoledì 5 febbraio 2014

Palermo: Tratta, appello ai giornalisti: “Non basta raccontare i fatti di cronaca”


Il coordinamento antitratta di Palermo chiede alla stampa un sostegno per stimolare le procure e le altre istituzioni ad avviare un monitoraggio sul fenomeno e delle indagini capillari sullo sfruttamento delle ragazze straniere. 04 febbraio 2014

PALERMO – “Non basta il fatto di cronaca che racconta la retata o la morte di una ragazza vittima della tratta, occorre attivarsi per cercare di stimolare le istituzioni, in primis le procure ma anche gli altri enti pubblici, ad avviare indagini sulla criminalità internazionale che gira intorno alle ragazze straniere, prevalentemente nigeriane e romene, costrette a vendere il loro corpo”. E’ questo l’appello che il coordinamento antitratta di Palermo ha fatto questa mattina alla stampa, invitata ad intervenire sullo stato del fenomeno e su quali strumenti si possono mettere in campo per cercare di arginarlo. Nino Rocca, del Coordinamento antitratta, ha puntato il dito sul giro di profitti altissimi che gravitano attorno al mercato del sesso: “Sappiamo che esiste una criminalità internazionale, soprattutto che schiavizza romene e nigeriane, che è ben radicata sul nostro territorio e soprattutto ben collegata con la criminalità locale. Ci chiediamo perché nessuno ne parli, invitiamo voi giornalisti a fare da pungolo alle istituzioni perché indaghino su una realtà che è sotto gli occhi di tutti”.

Un altro grave neo sul tema è che non esiste nessuna mappatura del fenomeno perché non c’è un osservatorio specifico. Si presume, da quello che dicono tutte le associazioni impegnate nel coordinamento antitratta che, solo a Palermo, la prostituzione interessi circa 500 nigeriane, 200 romene e poi in numeri minori le moldave e le tunisine negli appartamenti.

Dal canto suo, quanto prima il Coordinamento chiederà di avere un incontro con il procuratore capo di Palermo e con il questore per cercare di indagare su chi sta dietro questo giro di ragazze, alcune minorenni, che popolano sempre più diverse strade cittadine.“Chiediamo la costituzione di un pool di esperti che segua le piste contro la tratta - incalza ancora Nino Rocca -. Ci rendiamo conto che il fenomeno è complesso e molto ramificato ma occorre attivarsi. Ai giornalisti chiediamo di non occuparsi soltanto di raccontare le retate oppure di intervenire quando muore qualcuna di loro ma di sostenerci in tutta questa nostra battaglia”.

“Senza avere avuto la possibilità di accertarlo siamo venuti a sapere che quando uno sfruttatore romeno deve sposare una figlia, per raccogliere la somma di denaro di cui ha bisogno intensifica il lavoro sulla strada delle sue ‘ragazze’ - racconta una mediatrice culturale -. Pensiamo che gli intrecci tra la criminalità locale e quella straniera siano forti e ben radicati”. Il coordinamento antitratta di Palermo oltre ad effettuare un giro notturno, alcuni giorni alla settimana, cerca anche, a vario livello, di sensibilizzare le scuole a parlare in maniera adeguata del fenomeno. “Ma ancora tutto questo non basta - continua Rocca - e la criminalità continua ad avere introiti economici enormi”. “Ai giornalisti chiediamo anche di avviare una riflessione sulle strategie di formazione e comunicazione culturale sociale sulla tratta - aggiunge don Enzo Volpe, direttore del centro Santa Chiara - proprio per le forti ripercussioni che ha sul territorio nostro e straniero. Aspettiamo intanto, finalmente, di potere celebrare il funerale di Bose (l’ultima ragazza trovata morta in provincia di Trapani nel dicembre scorso e il cui corpo si trova ancora presso l’ufficio di medicina legale di Trapani, ndr) a Santa Chiara dove i suoi bambini frequentavano la scuola. Quando parliamo di tratta non si deve, poi, relegare il fenomeno soltanto alle straniere perché è una realtà che interessa anche le italiane e dietro ci sono anche italiani”. (set)

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giovedì 28 novembre 2013

“Come fossi una bambola”: va in scena l’orrore della tratta

Un monologo scritto e diretto da Martino Lo Cascio, interpretato da Jennifer Din Chin che prende spunto da “Le ragazze di Benin city”, autobiografia di Isoke Aikpitanyi

di Serena Termini, Redattore sociale
26 novembre 2013 - 14:43

PALERMO – Il lungo applauso di tanti spettatori, ieri sera, ha accolto la pièce teatrale “Come fossi una bambola” nel nuovo teatro Montevergini di Palermo. L’opera scritta e diretta da Martino Lo Cascio è stata interpretata da Jennifer Din Chin che, con grande bravura, pur non essendo una professionista, è riuscita a rendere, in tutte le sue più dure sfaccettature, l’orrore delle ragazze costrette a mercificare il loro corpo.
Il monologo, a tratti intervallato da alcuni video e dalla musica, prende spunto dal libro “Le ragazze di Benin city”, autobiografia ‘audace e lucida’ di Isoke Aikpitanyi, nigeriana vittima della Tratta che è riuscita coraggiosamente a riscattare la propria condizione di schiavitù. Oggi, Isoke, insieme al marito, ha creato un centro per aiutare concretamente altre “schiave” costrette a vendersi per le strada d’Italia.
A dare un contributo organizzativo allo spettacolo sono stati anche l’associazione “Per Esempio Onlus” e la Fondazione Intervita, impegnata dal 1999 in Italia, Asia, Africa e America Latina a tutela dell’infanzia, delle donne e delle comunità locali nonché nella lotta alla povertà e le disuguaglianze, per uno sviluppo sostenibile. Lo spettacolo riceverà presto il premio “Ragazze di Benin city 2013”. Le parole non lasciano dubbi sul dramma vissuto dalle giovani schiave del sesso a pagamento.
“Nessuno mi ha obbligato a partire, nessuno mi ha costretto ma mi ci sono messa in questa situazione con le mie mani – sono alcune delle parole forti interpretate da Jennifer Din Chin -. Qui tutto si paga e nessuno ti da niente per niente. Fuori sembra tutto a posto ma dentro sto male. Io non sono migliore delle altre, di quelle che sono morte. Vive o morte non ci ascolta mai nessuno”.
“Noi ragazze di Benin City sopravviviamo perché accettiamo l’inaccettabile – dicono le parole di Isoke recitate da Jennifer -. C’è chi si rifugia nella droga e altre invece si rompono dentro diventando totalmente insensibili”.
Le parole sono state intervallate da un primo cortometraggio, abbastanza crudo, in cui una ragazza viene ripresa mentre si trova incatenata dentro una cella frigorifera insieme alle carni da macello, un luogo da dove difficilmente potrà uscire.  
L’opera, attraverso le parole di Isoke, attraversa anche altri aspetti altrettanto drammatici della vita di queste ragazze: l’impossibilità di essere aiutate e credute dalla famiglia d’origine e l’ipocrisia dei pastori della chiesa locale: due muri di gomma dove per loro ‘diventa inutile gridare il proprio dolore’. Un affondo viene dato anche alle forze dell’ordine e agli ospedali nel limitarsi, molte volte, soltanto a “refertare una violenza subita o a registrare un aborto provocato”.
“Non è con il foglio di via che si risolve il problema perché se ritorniamo in patria – recita Jennifer - subiamo due volte prima il rifiuto e poi la vergogna della famiglia, rimanendo bollate per sempre”. “Speriamo che oggi qualcuno mi aiuti e speriamo che oggi non succeda niente – recita ancora Jennifer Din Chin – La tratta è un business che fa un sacco di soldi che dividono bianchi e neri. Parlo in nome di tutte quelle che una voce non ce l’hanno. Vedetevela voi adesso”. Jennifer Din Chin, l’interprete del monologo ha 27 anni ed è originaria del Ghana.
“Anche se prima ho avuto due piccole esperienze di recitazione, questa per me è stata la prima esperienza impegnativa di tipo teatrale – dice -. Desideravo tanto impegnarmi nel sociale e dopo un provino ho accettato la proposta di Martino Lo Cascio. Ho cercato di rendere al meglio una realtà così difficile come la Tratta. Secondo me è giusto che la gente sappia della disperazione e di come vivono queste ragazze. L’idea, che speriamo di portare a termine, è di proporre lo spettacolo in altri teatri d’Italia”.
 “Jennifer Din Chin è stata molto brava, non ha studiato teatro e ha cercato di farlo solo con me in occasione di questo spettacolo – racconta Martino Lo Cascio -. All’inizio non è stato per niente facile ma poi alla fine gradualmente ce l’abbiamo fatta riuscendo a trovare la sintonia giusta che ci ha permesso di lavorare bene. Lo spettacolo anche per questo è stato particolarmente impegnativo, richiedendo tempi lunghi per la sua realizzazione. La mia idea è stata quella di rendere uno spettacolo duro, come di fatto è questa realtà, ma con una serie di passaggi che danno agli spettatori dei punti di vista diversi e a volte spiazzanti. I quattro video che spezzano il monologo, sono quattro cortometraggi che cercano di rappresentare nel miglior modo possibile un tema così forte”.
“L’idea di realizzare lo spettacolo mi è nata subito dopo avere letto il libro di Isoke Aikpitanyi - continua Martino Lo Cascio -. Ho visto per la prima volta Jennifer mentre leggeva una piccola parte di uno spettacolo al teatro Biondo e mi era piaciuta molto. A distanza di tempo, l’ho chiamata insieme ad altre ragazze per il provino e alla fine ho scelto lei. Ringrazio tutti per l’impegno volontario che hanno avuto. Per me ci sono sempre due cose molto importanti nel lavoro che faccio: l’azione sociale precisa che incide nella realtà e la parte artistica in sé in cui mi riconosco e in cui penso che gli altri possono trovare più significati. L’intenzione è di riproporre lo spettacolo anche in altre città, in particolare spero di farlo arrivare a Genova, Torino e Milano. (set)

© Copyright Redattore Sociale

lunedì 25 novembre 2013

Nuove schiavitù, Palermo dice “no” alla tratta


Scuola, associazioni e istituzioni si attivano insieme per aiutare le vittime della tratta a partire dai pregiudizi e dagli stereotipi. Un appello ai giornalisti per un uso appropriato del linguaggio

di Serena Termini, Redattore Sociale

19 novembre 2013 - 14:58

PALERMO – “Palermo non tratta” è lo slogan che rappresenta la sinergia di più forze insieme per combattere la tratta degli esseri umani e per combattere insieme tutte le nuove schiavitù e mafie nazionali ed internazionali.
Questa mattina a fare il punto della situazione sul tema, nell’aula consiliare di Palazzo delle Aquile, sono stati diversi rappresentanti del mondo politico, della scuola e dell’associazionismo.
Il comune di Palermo, nell’avviare la campagna contro la tratta degli esseri umani, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale e il coordinamento antitratta “Favour e Loveth” ha promosso la giornata europea contro la tratta degli esseri umani, celebrata ogni anno il 18 ottobre, proprio con l’iniziativa di oggi.
L’incontro è stato prevalentemente rivolto: alle scuole, per attivare, nei giovani, un percorso di informazione e di formazione alla lotta alla tratta; ai giornalisti perché si facciano essi stessi promotori, nei confronti dell’opinione pubblica; e a tutte le realtà che lavorano, in vari modi e forme, con i cittadini stranieri contro l'esclusione, la marginalizzazione sociale, il razzismo e la discriminazione e contro tutte le nuove forme di schiavitù.
“La giornata di oggi, in particolare, ha voluto centrare l’attenzione sull’importante azione di sensibilizzazione che si svolge nelle scuole - dice Tindara Ignazzitto del coordinamento antitratta “Favour e Loveth” di Palermo -. Un aspetto importante è anche però l’attenzione maggiore che chiediamo alla stampa affinché affronti il fenomeno della tratta di esseri umani non come prostituzione quando si tratta di ragazze costrette a vendere il loro corpo”.
“La scuola non tratta da due punti di vista – afferma Stella Bertuglia, insegnante e membro del Coordinamento antitratta -. La prima cosa da dire è che la scuola affronta poco l’argomento perché non diamo ai nostri ragazzi la possibilità di riflettere sui problemi sociali. La seconda cosa è che la scuola prende le distanze dalla tratta delle schiave. Insieme all’Ufficio scolastico regionale stiamo portando avanti, infatti, questo messaggio che ha un’alta valenza educativa per tutti i nostri giovani. Il Coordinamento Antitratta oltre ad un lavoro a favore di queste ragazze ha voluto che si agisse anche nelle scuole sul piano della formazione educativa. Se i ragazzi prendono consapevolezza del problema possono dare tanto alla società”.
“Dobbiamo partire dall’educazione, utilizzando tutti gli strumenti affinché i ragazzi prendano consapevolezza dei problemi – ribadisce Maria Luisa Altomonte, direttore dell’Ufficio scolastico regionale - e stiano tanto più lontani con l’anima e l’intelligenza dallo sfruttamento delle donne. Per quanto ci riguarda abbiamo organizzato un corso di due anni come Ufficio scolastico regionale proprio sulla violenza contro le donne perché credo che anche questo fenomeno della tratta viva sulla base di un contesto culturale che in qualche modo lo consenta. Anche le famiglie devono lasciarsi in qualche modo contaminare dai messaggi positivi che possono percepire a scuola e a loro volta trasmettere i ragazzi”.
“La nostra amministrazione è in prima linea nella difesa dei diritti umani e di tutte le forme in cui questi vengono violati - sottolinea Giusto Catania, assessore Partecipazione, Decentramento e Migrazione -. Lavoriamo a più livelli nei confronti dei migranti e di tutto coloro che chiedono di ricostruire il percorso della loro vita. Per questo occorre costruire percorsi di contaminazioni tra diverse culture a partire dai progetti che possono essere espletati nelle scuole come grande campagna pedagogica. Confrontarsi con le altre culture vuol dire accogliere per fare crescere e dare futuro”.
Nella seconda parte dell’incontro si è parlato soprattutto di chi opera per la prevenzione e la lotta della tratta.
“Il problema non deve essere sottovalutato e sono contento che adesso ci sia la consapevolezza di lavorare in rete tutti insieme per aiutare queste ragazze – aggiunge il pastore valdese Vivian Wiwoloku, presidente dell’associazione “Il Pellegrino della Terra”, portavoce del Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” di Palermo-. Ricordiamoci sempre che sono schiave e che se le aiutiamo ad uscire dalla loro schiavitù dobbiamo anche accompagnarle verso un’alternativa di vita possibile”.
A margine dell’incontro sono intervenuti anche diversi giornalisti che hanno testimoniato la loro esperienza sul campo relativamente a questo tema sociale. In particolare, è intervenuto il presidente dell’ordine dei giornalisti della Sicilia Riccardo Arena che, ribadendo la Carta di Roma per quanto concerne la deontologia professionale di chi scrive ha ribadito quanto lavoro ci sia ancora da fare sul piano della formazione per sforzarsi e riuscire a scrivere senza discriminare. (set)

© Copyright Redattore Sociale

venerdì 15 novembre 2013

19 novembre, Palermo: Palermo non TRATTA: combattere insieme nuove schiavitù e nuove mafie


L’Amministrazione Comunale della Città di Palermo
in collaborazione con
Ufficio Scolastico Regionale Sicilia
Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” 
organizzano 

PALERMO NON TRATTA
Combattere insieme nuove schiavitù e nuove mafie
Azioni di sensibilizzazione e informazione per la città

Martedì 19 Novembre 2013 – ore 9.30
Aula Consiliare Comune di Palermo
Palazzo delle Aquile

Evento su Facebook

La giornata antitratta, inserita nella campagna di sensibilizzazione per la costruzione di una società interculturale, promuove una cultura della legalità in contrapposizione alle nuove forme di schiavitù gestite dalle mafie internazionali.

Si rivolge alle scuole, per attivare, nei giovani, un percorso di informazione e di formazione alla lotta alla tratta, ai giornalisti perché si facciano essi stessi promotori, nei confronti dell’opinione pubblica, e a tutte le realtà che lavorano, in vari modi e forme, con i cittadini stranieri contro l'esclusione, la marginalizzazione sociale, il razzismo e la discriminazione e contro tutte le nuove forme di schiavitù.

PROGRAMMA

Coordina e modera l’incontro:
Tindara Ignazzitto
Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” di Palermo

Le Istituzioni contro le nuove mafie emergenti a Palermo
Saluti e introduzione dei lavori di
Leoluca Orlando
Sindaco della Città di Palermo

Presentazione della campagna di sensibilizzazione
del Comune di Palermo
Giusto Catania
Assessore Partecipazione, Decentramento, Migrazione
Agnese Ciulla
Assessore Cittadinanza Sociale, Pari opportunità
Adam Darawsha
Presidente della “Consulta delle Culture”

I volti dalle strade di Palermo
Reverendo Vivian Wiwoloku
Presidente dell’associazione “Il Pellegrino della Terra”
Portavoce del Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” di Palermo

Le testimonianze degli operatori delle unità di strada di Palermo
Unità di Strada BETANIA
Unità di strada del Centro Salesiano Santa Chiara / CARITAS di Palermo

La scuola NON tratta... Perchè?
Barbara Evola
Assessore alle Politiche educative
Maria Luisa Altomonte
Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale

Presentazione della sezione “Il valore della differenza di genere"
del sito web USR Sicilia
Bernardo Moschella
Ufficio Scolastico Regionale

Presentazione del DVD e del progetto didattico-formativo
Trattando di tratta... La scuola NON tratta
Stella Bertuglia
Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth”
Roberto Tripodi e Margherita Santangelo
Dirigenti scolastici dell’I.I.S.S. “A. Volta” di Palermo

Interventi di giornalisti siciliani
Riccardo Arena
Presidente del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia
Silvana Polizzi
Giornalista del Tg3 Rai - Sicilia
Serena Termini
Giornalista dell’Agenzia Redattore Sociale
Elvira Terranova
Responsabile della redazione siciliana dell'Agenzia Adnkronos

Qui è possibile scaricare il PROGRAMMA in formato pdf


giovedì 21 giugno 2012

25 giugno, Palermo: Seminario "Tratta di esseri umani e protezione delle vittime"



Lunedì 25 giugno 2012
ore 15.30 - 18.30
UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI PALERMO
Dipartimento studi su politica, diritto e società, Aula Sturzo
Piazza Bologni 8

SEMINARIO
Promosso dal  Dottorato di Ricerca in Diritti Umani dell’Università di Palermo
In collaborazione con ASGI, Associazione AltroDiritto Onlus,
Osservatorio contro le discriminazioni di Palermo, Borderline Sicilia,
Centro Impastato, Coordinamento anti-tratta di Palermo

Tratta di esseri umani
e
protezione delle vittime


Fulvio Vassallo Paleologo
Verso l’attuazione in Italia della Direttiva 2011/36/CE

Alessandra Ballerini
La protezione sociale nelle prassi applicative dell’art. 18 del T.U. 286 del 1998

Umberto Santino

Traffico di esseri umani e ruolo delle organizzazioni criminali

Gianguido Palumbo-Pagi
Noi Uomini Italiani: di che si ‘tratta’”   

Stella Bertuglia
Esperienza del coordinamento antitratta di Palermo 

Con la partecipazione delle associazioni e degli operatori antitratta



sabato 2 giugno 2012

Sentenza esemplare della Corte d'Assise d'Appello de L'Aquila: Riconosciuto il risarcimento dei danni a giovani nigeriane vittime della tratta. Sequestrati i beni dei trafficanti

Con una sentenza esemplare la Corte d'assise d'appello de L'Aquila si è espressa a favore di diciassette donne nigeriane costrette a prostituirsi sulla Bonifica del Tronto in condizioni di grave sfruttamento: 50.000 euro di provvisionale immediata per ogni ragazza, la revoca della confisca dei beni sequestrati agli imputati in favore dello stato e il sequestro conservativo in favore delle vittime.

QUALCHE VOLTA GIUSTIZIA E' FATTA! Scrive Angela Ammirati in un comunicato della associazione Bee Free, raccontando i dettagli della vicenda.

"La storia era cominciata quattro anni fa, quando la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Teramo trasmetteva alla sezione Anticrimine dell'Aquila apposita delega tendente a verificare la riduzione in schiavitù di giovani nigeriane, che, grazie al sostegno di On The Road e di BeFree, cooperativa sociale contro la tratta, violenze e discriminazioni, erano riuscite a vincere il terrore e a fornire elementi importanti per le
indagini sul racket dei trafficanti di esseri umani.

A conclusione del processo il GUP de l'Aquila aveva decretato condanne per oltre 100 anni per 19 imputati, riconoscendoli colpevoli di gravissimi reati quali associazione per delinquere finalizzata alla tratta, riduzione in
schiavitù, immigrazione clandestina.

Ma gli avvocati delle associazioni attive nel contrasto al traffico di esseri umani (Guido Talarico e Michela Manente per OnThe Road, Cristina Perozzi che lavorano tra Abruzzo e Marche, e Carla Quinto di BeFree,
radicata a Roma) volevano altro: volevano che le vittime fossero immediatamente risarcite con il danaro ed i beni sequestrati al ricco e spietato racket.

E questa è stata la richiesta dalla quale è partito l'appello, che si motivava con il richiamo a disposizioni specifiche: l'art. 600 septies c.p. (norma che esprime la clausola di salvezza "fatti salvi i diritti della
persona offesa", introducendo una sorta di privilegio a vantaggio del danneggiato dall'illecito, le cui pretese civilistiche si impongono su quelle ablative dello Stato), e la direttiva UE n. 36/2011 che impone il
risarcimento alle vittime di tratta in particolare l'art. 13 impone di "...promuovere l'uso degli strumenti e proventi sequestrati e confiscati provenienti dai reati di cui alla presente direttiva per finanziare l'assistenza e la protezione delle vittime, compreso il loro risarcimento."

La vittoria dei legali specializzati sul traffico di esseri umani rappresenta un fatto  importante nella lotta alla tratta e nella costruzione di una società civile consapevole di quanto il reato sia grave e devastante per le vittime. Esprime un valore altamente simbolico, oltre che immediatamente monetario: riconosce come profondamente devastante il danno che deriva alle vittime dalla condizione nella quale sono imprigionate, in
un momento in cui i governi nazionali e locali non sanno che esprimere politiche repressive, securitarie e di "decoro urbano" nei confronti delle cosiddette "prostitute".

Che sono invece, e questa sentenza lo ribadisce, vittime di un gravissimo reato transnazionale che ne lede i diritti fondamentali.

BeFree e On The Road, costituitesi parte civile nel processo, hanno ottenuto 10.000 euro di risarcimento.

E' una gande vittoria per le vittime della tratta, a nome delle quali, come Associazione, abbiamo sempre formulato la speranza che si potesse arrivare a questo risultato, nel solco di una cultura che vede l'associazione Libera e l'ass. Flare battersi contro le mafie e puntare sul sequesto dei beni da queste accumulate.

Si apre una nuova stagione di lotta alla tratta: ora bisogna puntare ad sequestro dei beni dei capi del traffico in Nigeria. In tal senso chiederemo che siano per prime le comunità nigeriane che rappresentano i migranti in
Italia e in Europa a far propia la cultura della legalità e a fermare il turpe mercato degli esseri umani a partire dalla Nigeria.

Isoke Aikpitanyi
Ass. Vittime ed ex vittime della tratta

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Risarcimento in favore delle vittime di tratta


On the Road: “Importantissima sentenza a L’Aquila,
ora lavoriamo per una proposta di legge”

Quattro anni di indagine, 19 condanne e adesso una sentenza del tribunale della Corte d’assise d’appello di L’Aquila che farà giurisprudenza: 17 donne nigeriane costrette a prostituirsi tra Marche e Abruzzo, sulla “Bonifica del Tronto”, si sono viste riconoscere, come risarcimento compensativo, una provvisionale immediata di € 50.000. L’operazione Sahel, avviata nel 2007 dai Carabinieri del Ros di L’Aquila, si conclude dunque con un risultato che apre un nuovo scenario: il riconoscimento del diritto al risarcimento del danno per le vittime della tratta di esseri umani. La sentenza prevede infatti che la confisca dei beni sequestrati vada a beneficio delle vittime e delle associazioni che si sono costituite a loro sostegno (On the Road Onlus e Coop Be Free) anziché a beneficio dello stato.

“Lavoriamo sul tema del risarcimento del danno con determinazione – commenta il presidente dell’associazione On the Road Onlus  – perché siamo convinti che la direttiva europea n. 36 del 2011 possa e debba trovare piena applicazione. Conosciamo bene il dolore di tante giovani donne costrette alla prostituzione da criminali senza scrupoli o di uomini stranieri sfruttati sul lavoro talvolta fino alla riduzione in schiavitù: il risarcimento del danno deve essere un diritto pienamente praticabile”.

Non ha visto l’esito positivo della sua denuncia la giovane Lilian Solomon, deceduta nell’ottobre scorso per un linfoma non curato in tempo proprio perché gli sfruttatori condannati a L’Aquila glielo impedivano. La sua storia, raccontata nel documentario di Raitre “Schiavi” di Giuseppe Laganà, ha avuto un esito drammatico ma per un lungo tratto è stata simile a quella delle ragazze che beneficeranno del risarcimento. Gli elementi comuni sono stati il miraggio di un lavoro in Europa che mettesse fine alla povertà della famiglia in Nigeria, un rito voodoo per sancire l’impegno di pagare decine di migliaia di euro agli sfruttatori, le minacce, la violenza, la paura ma anche la disperata speranza di riuscire ad uscirne e a ricominciare a vivere liberamente.

Sul risarcimento del danno in favore delle vittime di tratta l’associazione On the Road intende coinvolgere anche il legislatore nazionale, come spiega Vincenzo Castelli: “Stiamo coordinando il lavoro in Italia di un progetto europeo proprio su questo tema, (progetto CompAct),  e la prossima settimana abbiamo in calendario un incontro tra operatori della giustizia e del sociale presso lo studio legale Hogan Lovells a Roma per definire una proposta di legge sulla compensation”. [cb]

 Leggi la sentenza
Fonte 2° articolo: http://www.ontheroadonlus.it/2012/risarcimento-in-favore-delle-vittime-di-tratta/


venerdì 27 aprile 2012

A Palermo è nato il coordinamento Antitratta "Favour & Loveth"


di Serena Termini

A Palermo è nato il Coordinamento Antitratta “Favour & Loveth”
Vi aderiscono numerose associazioni che apportano forze e competenze diverse per lottare contro il fenomeno della tratta. Previste azioni di recupero delle donne schiavizzate, azioni di sensibilizzazione, lotta alle organizzazioni mafiose

PALERMO – Presentato ufficialmente questa mattina nella sede dell’associazione Pellegrino della Terra, il Coordinamento Antitratta “Favour & Loveth”. Raggruppa tutte quelle associazione che da anni lottano contro la tratta delle donne, italiane e straniere, costrette a prostituirsi a Palermo.

Ogni giorno, infatti, una moltitudine di giovani donne, molte delle quali minorenni, nigeriane, romene, etiopi e albanesi, sono costrette a battere i marciapiedi della città o del parco della Favorita per accontentare i loro clienti. Molte di queste giovani sono vittime di minacce, percosse, sevizie nel momento in cui manifestano la volontà di volere cambiare vita: più di 200 ragazze sono state uccise in Italia e a Palermo hanno perduto drammaticamente la vita le due ragazze nigeriane Favour e Loveth trovate morte per cause ancora da chiarire.

L’obiettivo del Coordinamento antitratta  è quello di lavorare al contrasto del fenomeno della tratta attraverso varie tipologie di interventi, analisi e studio della tratta per avviare percorsi di riflessione, confronto e prevenzione dello stesso; azioni di recupero delle donne schiavizzate; azioni di sensibilizzazione della cittadinanza; lotta alle organizzazioni mafiose.

Scopo di questi interventi è far emergere, studiare e contrastare il fenomeno della tratta legata allo sfruttamento sessuale, le cui cause sono investigate nei paesi di origine così come sul nostro territorio a partire dalle problematiche culturali, socio-economiche e politico-istituzionali del nostro territorio e in particolare del radicamento della criminalità organizzata.

Il coordinamento è composto da numerose associazioni ed enti rappresentanti diverse anime della società civile che opera sul territorio: ASGI, Associazione Amunì, Azione Cattolica, Centro Siciliano di Documentazione “Peppino Impastato”, CESIE, CISS, Comitato antirazzista migranti Cobas, Comunità Nigeriana di Palermo, DiARiA Palermo, Forum Antirazzista, Gruppo Teatro Totem, I.I.S.S. A. Volta, La Migration - Sportello migranti Lgbt - Arcigay Palermo, Laici Missionari Comboniani, Le Onde, Parrocchia Sant’Antonino, Pellegrino della Terra, Rete 1 Marzo - Giù le frontiere, Santa Chiara, Suore Missionarie Comboniane di Palermo,  UDIPALERMO.

“Sotto i nostri occhi, ogni giorno, si consumano centinaia di tragedie e di violenze – dice Vivian Wiwoloku, presidente dell’associazione Pellegrino della Terra, da 20 anni impegnato a livello nazionale nell’antitratta -. Abbiamo la ferma volontà di lavorare insieme  per aiutare tutte le donne che sono schiavizzate per la strada. Ogni associazione contribuirà in maniera diversa, a secondo delle sue competenze, per cercare di fronteggiare il fenomeno. C’è infatti chi è esperto nell’ascolto, chi nella prevenzione, chi nella ricerca e chi nel portare avanti vere e proprie campagne di sensibilizzazione. Contiamo anche di realizzare un vademecum per fare conoscere la condizione di queste donne e di attivare delle forme di collaborazione con alcuni paesi stranieri per prevenire il fenomeno”.

“Tutti insieme dobbiamo aiutare con tutti i mezzi possibili chi è vittima della strada – aggiunge Osas, una ragazza nigeriana -. Occorre soprattutto fare capire che vogliamo sostenerle nel loro bisogno di uscire dal giro della prostituzione anche trovando loro un lavoro”.

“Intendiamo altresì rivolgerci alle istituzioni e in modo particolare ai candidati sindaci perché recepiscano tra le loro priorità la lotta alle mafia locali e internazionali – sottolinea Nino Rocca del Cesie [CISS, ndr.] - attraverso iniziative significative e inserendo nel bilancio un capitolo di spesa specifico per la lotta alla tratta e per il recupero delle donne schiavizzate. Riteniamo che sia urgente un tale impegno contribuendo, con l'aiuto dell'associazionismo, ad aprire una casa famiglia per avviare le ragazze in difficoltà al lavoro”. “Solo mettendo insieme forze e competenze diverse – continua padre Giovanni D’Andrea, responsabile del centro Santa Chiara - cercheremo di ridurre il fenomeno che purtroppo cresce  a vista d’occhio”.

“Sono ragazze, spesso giovanissime che entrano violentemente in un giro spietato di sfruttamento e di possesso del loro corpo da parte dei clienti e del gruppo criminale che le tiene sotto torchio. Le ragazze ci raccontano che non vedono l’ora di uscirne – dice pure Giacinta Lilla, dell’Azione Cattolica -. Percepiamo pure tutta la loro paura e preoccupazione perché per uscire dal giro hanno bisogno di saldare un grosso debito che sappiamo sia di circa 60 mila euro”.

“Riteniamo urgente denunciare pubblicamente i diritti violati delle donne sottoposte a condizione di sfruttamento - afferma Sergio Cipolla del Ciss -, ponendo al centro la dignità della persona per costruire una rete di lavoro e studio che porti avanti percorsi di prevenzione e riflessione su questa forma di schiavitù e sfruttamento che è la tratta legata allo sfruttamento sessuale”. (set)

© Copyright Redattore Sociale

martedì 24 aprile 2012

26 aprile, Palermo: Conferenza stampa di presentazione del "Coordinamento Antitratta Favour e Loveth"


C.S. - Con richiesta di diffusione
Conferenza stampa di presentazione del
COORDINAMENTO ANTITRATTA “FAVOUR E LOVETH”
Giovedì 26 Aprile ore 10.30 presso l’associazione
“Pellegrino della terra” in Via Oreto 206

Le nuove schiavitù sono estremamente visibili anche a Palermo. Ogni giorno una moltitudine di giovani donne, molte delle quali minorenni, nigeriane, rumene, etiopi e albanesi, sono costrette a battere i marciapiedi della città o della Favorita. Minacce, percosse, sevizie sono l’alternativa alla prostituzione nella strada o in case chiuse.

Più di 200 ragazze sono state uccise in Italia e a Palermo hanno perduto drammaticamente la vita due ragazze nigeriane. Le organizzazioni mafiose si sono radicate nel nostro territorio. Le mafie nigeriane, rumene, albanesi la fanno da padrone.

Sotto i nostri occhi si consumano centinaia di tragedie e di violenze.

Alla tratta noi diciamo no!

Oggi nasce il Coordinamento Antitratta “Favour & Loveth”, Associazione Amunì, Azione Cattolica, Centro Siciliano di Documentazione “Peppino Impastato”, CESIE, CISS, Comitato antirazzista migranti Cobas, Comunità Nigeriana di Palermo, DiARiA Palermo, Forum Antirazzista, Gruppo Teatro Totem, I.I.S.S. A. Volta, La Migration - Sportello migranti Lgbt - Arcigay Palermo, Laici Missionari Comboniani, Le Onde, Parrocchia Sant’Antonino, Pellegrino della Terra, Rete 1 Marzo - Giù le frontiere, Santa Chiara, Suore Missionarie Comboniane di Palermo,  UDIPALERMO.
Esso vuole lavorare al contrasto del fenomeno della tratta attraverso varie tipologie di interventi, analisi e studio della tratta per avviare percorsi di riflessione, confronto e prevenzione dello stesso; azioni di recupero delle donne schiavizzate; azioni di sensibilizzazione della cittadinanza; lotta alle organizzazioni mafiose, solo per fare degli esempi. Scopo di questi interventi è far emergere, studiare e contrastare il fenomeno della tratta legata allo sfruttamento sessuale, le cui cause sono investigate nei paesi di origine così come sul nostro territorio a partire dalle problematiche culturali, socio-economiche e politico-istituzionali del nostro territorio e in particolare del radicamento della criminalità organizzata.

Intendiamo, altresì rivolgerci alle istituzioni e in modo particolare ai candidati sindaci perché recepiscano tra le loro priorità la lotta alle mafia locali e internazionali attraverso iniziative significative e inserendo nel bilancio un capitolo di spesa specifico per la lotta alla tratta e per il recupero delle donne schiavizzate. Riteniamo che sia urgente un tale impegno dell'A.C. contribuendo, con l'aiuto dell'associazionismo ad aprire una casa famiglia per avviare le ragazze in difficoltà al lavoro.

Riteniamo urgente e necessario denunciare pubblicamente i diritti violati delle donne sottoposte a condizione di sfruttamento, ponendo al centro la dignità della persona e costruire una rete di lavoro e studio per portare avanti percorsi di prevenzione e riflessione su questa forma di schiavitù e sfruttamento che è la tratta legata allo sfruttamento sessuale.

Per informazioni:
Segreteria Coordinamento
c/o CISS, Via Marconi, 2/A Palermo 90141
Tel: 091/6262694