Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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lunedì 25 novembre 2013

Nuove schiavitù, Palermo dice “no” alla tratta


Scuola, associazioni e istituzioni si attivano insieme per aiutare le vittime della tratta a partire dai pregiudizi e dagli stereotipi. Un appello ai giornalisti per un uso appropriato del linguaggio

di Serena Termini, Redattore Sociale

19 novembre 2013 - 14:58

PALERMO – “Palermo non tratta” è lo slogan che rappresenta la sinergia di più forze insieme per combattere la tratta degli esseri umani e per combattere insieme tutte le nuove schiavitù e mafie nazionali ed internazionali.
Questa mattina a fare il punto della situazione sul tema, nell’aula consiliare di Palazzo delle Aquile, sono stati diversi rappresentanti del mondo politico, della scuola e dell’associazionismo.
Il comune di Palermo, nell’avviare la campagna contro la tratta degli esseri umani, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico regionale e il coordinamento antitratta “Favour e Loveth” ha promosso la giornata europea contro la tratta degli esseri umani, celebrata ogni anno il 18 ottobre, proprio con l’iniziativa di oggi.
L’incontro è stato prevalentemente rivolto: alle scuole, per attivare, nei giovani, un percorso di informazione e di formazione alla lotta alla tratta; ai giornalisti perché si facciano essi stessi promotori, nei confronti dell’opinione pubblica; e a tutte le realtà che lavorano, in vari modi e forme, con i cittadini stranieri contro l'esclusione, la marginalizzazione sociale, il razzismo e la discriminazione e contro tutte le nuove forme di schiavitù.
“La giornata di oggi, in particolare, ha voluto centrare l’attenzione sull’importante azione di sensibilizzazione che si svolge nelle scuole - dice Tindara Ignazzitto del coordinamento antitratta “Favour e Loveth” di Palermo -. Un aspetto importante è anche però l’attenzione maggiore che chiediamo alla stampa affinché affronti il fenomeno della tratta di esseri umani non come prostituzione quando si tratta di ragazze costrette a vendere il loro corpo”.
“La scuola non tratta da due punti di vista – afferma Stella Bertuglia, insegnante e membro del Coordinamento antitratta -. La prima cosa da dire è che la scuola affronta poco l’argomento perché non diamo ai nostri ragazzi la possibilità di riflettere sui problemi sociali. La seconda cosa è che la scuola prende le distanze dalla tratta delle schiave. Insieme all’Ufficio scolastico regionale stiamo portando avanti, infatti, questo messaggio che ha un’alta valenza educativa per tutti i nostri giovani. Il Coordinamento Antitratta oltre ad un lavoro a favore di queste ragazze ha voluto che si agisse anche nelle scuole sul piano della formazione educativa. Se i ragazzi prendono consapevolezza del problema possono dare tanto alla società”.
“Dobbiamo partire dall’educazione, utilizzando tutti gli strumenti affinché i ragazzi prendano consapevolezza dei problemi – ribadisce Maria Luisa Altomonte, direttore dell’Ufficio scolastico regionale - e stiano tanto più lontani con l’anima e l’intelligenza dallo sfruttamento delle donne. Per quanto ci riguarda abbiamo organizzato un corso di due anni come Ufficio scolastico regionale proprio sulla violenza contro le donne perché credo che anche questo fenomeno della tratta viva sulla base di un contesto culturale che in qualche modo lo consenta. Anche le famiglie devono lasciarsi in qualche modo contaminare dai messaggi positivi che possono percepire a scuola e a loro volta trasmettere i ragazzi”.
“La nostra amministrazione è in prima linea nella difesa dei diritti umani e di tutte le forme in cui questi vengono violati - sottolinea Giusto Catania, assessore Partecipazione, Decentramento e Migrazione -. Lavoriamo a più livelli nei confronti dei migranti e di tutto coloro che chiedono di ricostruire il percorso della loro vita. Per questo occorre costruire percorsi di contaminazioni tra diverse culture a partire dai progetti che possono essere espletati nelle scuole come grande campagna pedagogica. Confrontarsi con le altre culture vuol dire accogliere per fare crescere e dare futuro”.
Nella seconda parte dell’incontro si è parlato soprattutto di chi opera per la prevenzione e la lotta della tratta.
“Il problema non deve essere sottovalutato e sono contento che adesso ci sia la consapevolezza di lavorare in rete tutti insieme per aiutare queste ragazze – aggiunge il pastore valdese Vivian Wiwoloku, presidente dell’associazione “Il Pellegrino della Terra”, portavoce del Coordinamento Antitratta “Favour e Loveth” di Palermo-. Ricordiamoci sempre che sono schiave e che se le aiutiamo ad uscire dalla loro schiavitù dobbiamo anche accompagnarle verso un’alternativa di vita possibile”.
A margine dell’incontro sono intervenuti anche diversi giornalisti che hanno testimoniato la loro esperienza sul campo relativamente a questo tema sociale. In particolare, è intervenuto il presidente dell’ordine dei giornalisti della Sicilia Riccardo Arena che, ribadendo la Carta di Roma per quanto concerne la deontologia professionale di chi scrive ha ribadito quanto lavoro ci sia ancora da fare sul piano della formazione per sforzarsi e riuscire a scrivere senza discriminare. (set)

© Copyright Redattore Sociale

domenica 20 ottobre 2013

Tre tirocini retribuiti in grandi testate nazionali rivolti ad aspiranti giornalisti/e di origine straniera

Sei un/a giovane cittadino/a di origine straniera residente in Italia con la passione per il giornalismo? Vorresti apprendere i segreti del mondo dell’informazione lavorando gomito a gomito con esperti del settore?

ANSI offre la possibilità a tre ragazzi/e tra i 20 e i 35 anni stranieri/e e/o figli/e di migranti di svolgere un tirocinio retribuito della durata di tre mesi in redazioni di testate nazionali.

Saranno la testata web Redattore Sociale e il quotidiano la Repubblica ad accogliere i giovani selezionati da un’apposita Commissione composta dai soci ANSI. Le tre redazioni ospitanti sono dislocate in tre città italiane: Firenze, per quanto riguarda la Repubblica, Roma e Capodarco (quest’ultimo stage con modalità residenziale gratuita presso la Comunità di Capodarco di Fermo) per quanto concerne invece Redattore Sociale.

L’obiettivo è quello di offrire a giovani giornalisti/e o aspiranti tali l’opportunità di operare a contatto con professionisti dell’informazione, di conoscere da vicino il lavoro di redazione e di apprendere i processi e le modalità che caratterizzano il mondo mediatico, con una particolare attenzione al web e ai new media.

Per partecipare è necessario essere in possesso di alcuni requisiti minimi, tra cui il diploma di scuola media superiore (o titolo equipollente) e un’ottima conoscenza della lingua italiana (livello B2). Conoscenze teoriche ed esperienze pratiche nel settore della comunicazione costituiscono titolo preferenziale.

Gli stage avranno una durata trimestrale, con decorrenza dal 20 novembre 2013 al 20 febbraio 2014. Per ogni tirocinante è previsto un rimborso spese di 2000 euro lordi e una copertura assicurativa per tutto lo svolgimento dello stage.

C’è tempo fino al 2 novembre 2013 per candidarsi. Farlo è semplice: è sufficiente inviare a mezzo raccomandata a/r a ANSI (Corso Stati Uniti, 27 – 10128 Torino), oppure tramite e-mail (ansi.associazione@gmail.com) la domanda di ammissione accompagnata dalla scheda di iscrizione compilata in ogni sua parte, il proprio cv e la copia di un documento di identità.

Il nome dei prescelti sarà reso noto entro il 5 novembre 2013 sul sito di ANSI http://www.associazioneansi.org
I tirocini sono parte del progetto promosso da ANSI (Associazione Nazionale Stampa Interculturale) con il finanziamento di OSI (Open Society Institute).

Bando e scheda di iscrizione sono disponibili sul sito http://www.associazioneansi.org. Per maggiori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo ansi.associazione@gmail.com o chiamare il numero 349 3918772.

Fonte: ALMA.blog

mercoledì 7 marzo 2012

17 aprile, Milano - 18 aprile, Roma - 19 aprile, Napoli: Sgomberiamoli! Giornalismo e immigrazione: come evitare stereotipi, pregiudizi, discriminazioni


UNAR
Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali
Redattore Sociale
Agenzia giornalistica quotidiana


in collaborazione con:
Ordine Nazionale dei Giornalisti - Federazione nazionale Stampa Italiana

presentano:

Redattore Sociale Primavera 2012

Seminari di formazione per giornalisti sui temi del disagio e delle marginalità


 

 MILANO, 17 aprile

***

ROMA, 18 aprile

***


NAPOLI, 19 aprile


Il tema dell’immigrazione, e del possibile uso di termini discriminanti, superficiali o impropri, è tra quelli che più spesso hanno esposto il giornalismo ad accuse di inadeguatezza, di incompetenza e a volte persino di razzismo. Negli ultimi anni, sull’onda di alcuni fatti di cronaca – come la strage di Erba (2006), l’uccisione di Giovanna Reggiani a Roma (2007), i roghi dei campi rom a Napoli (2008) e Torino (2011) – il dibattito pubblico su questo argomento è sensibilmente cresciuto in quantità e qualità, con toni accesi e anche esasperati, ma con risultati indubbiamente positivi perché iniziasse a diffondersi una presa di coscienza nella categoria. A ciò ha indubbiamente contribuito la stesura della “Carta di Roma” da parte di Fnsi, Ordine dei Giornalisti e Unhcr e con la collaborazione di vari altri soggetti tra cui l’Unar.
Tale presa di coscienza, tuttavia, è ancora fragile e necessita di un lavoro che punti a mantenere all’ordine del giorno la necessità di un’informazione corretta sul fenomeno immigrazione, che metta in evidenza le insidie e i tranelli insiti nelle parole e i pericoli della cattiva conoscenza di alcuni dati, situazioni, norme. E che, senza scadere in atteggiamenti prescrittivi o censori, segnali le scorrettezze e indichi i termini e le locuzioni corrette da utilizzare.
Per tutto ciò è fondamentale un’azione continua volta al dialogo e alla formazione, sia verso coloro che svolgono già la professione, soprattutto con ruoli di responsabilità nella selezione delle notizie e nell’impostazione di titoli e gerarchie, sia verso chi si è avvicinato da poco al giornalismo. E’ il contributo che questi tre seminari intendono dare.

- A BREVE I PROGRAMMI -

Informazioni



mercoledì 14 dicembre 2011

CIE: Il Ministro Cancellieri riapre ai giornalisti le porte dei CIE


Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 13 dicembre 2011
Prot. n. 205

Il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale, comunica:

“E’ un’ottima notizia la decisione del ministro Cancellieri di aprire di nuovo ai giornalisti le porte dei Cie. Finalmente viene ripristinato il nostro diritto-dovere di raccontare ciò che avviene in queste strutture. E’ una decisione che giova anche alla credibilità delle istituzioni italiane preposte all’accoglienza degli immigrati, perché il blocco disposto ad aprile dall’allora ministro Maroni autorizza da mesi il sospetto che all’interno di Cie e Cara vengano praticati trattamenti lesivi dei diritti umani. La revoca del divieto è una riaffermazione di basilari principi costituzionali, per la quale anche la Fnsi ringrazia il ministro Cancellieri e tutti i parlamentari che si sono battuti per il risultato di oggi. Ma un ringraziamento va anche alle molte organizzazioni che, insieme a Fnsi e Ordine dei Giornalisti, hanno dato vita nei mesi scorsi alla campagna “LasciateCIEntrare”: positivo esempio di come, in difesa del diritto all’informazione, si possano saldare alleanze importanti tra le rappresentanze professionali e le voci della società civile. Ora ci auguriamo che di questo diritto d’accesso ristabilito l’informazione italiana faccia uso intenso”.


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Corso vittorio emanuele 349 - 00186 Roma
tel. 06/68008.1 - fax 06/6871444
sito: www.fnsi.it - e-mail: segreteria.fnsi@fnsi.it

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Abrogata la circolare 1305 dell'ex ministro dell'Interno Maroni, che impediva l'accesso ai centri per migranti (CIE, CARA, CPA) ai giornalisti

ATTUALITA'. Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha firmato oggi una direttiva che consente ai giornalisti l'accesso ai centri per migranti (CIE, CARA, CPA), revocando di fatto la circolare 1305 del 1° dell'ex ministro Roberto Maroni, che aveva scatenato le proteste della società civile, dell'Ordine dei giornalisti e della FNSI. A darne notizia una nota del ministero dell'Interno.

Poco dopo l'emanazione della discussa circolare nacque la campagna LasciateCIEntrare, con lamanifestazione del 25 luglio fuori i Cie e i Cara di tutta la penisola. 

Plaude la FNSI: "E’ un’ottima notizia la decisione del ministro Cancellieri di aprire di nuovo ai giornalisti le porte dei Cie. Finalmente viene ripristinato il nostro diritto-dovere di raccontare ciò che avviene in queste strutture. E’ una decisione che giova anche alla credibilità delle istituzioni italiane preposte all’accoglienza degli immigrati, perché il blocco disposto ad aprile dall’allora ministro Maroni autorizza da mesi il sospetto che all’interno di Cie e Cara vengano praticati trattamenti lesivi dei diritti umani. La revoca del divieto è una riaffermazione di basilari principi costituzionali, per la quale anche la Fnsi ringrazia il ministro Cancellieri e tutti i parlamentari che si sono battuti per il risultato di oggi".

Soddisfatta anche Gabriella Guido, del comitato LasciateCIEntrare: "Questo atto, che la società civile ha chiesto a gran voce, arrivando alla grande mobilitazione del 25 luglio, era un atto dovuto, ma non scontato. Garantire la libertà di informazione è una delle condizioni basilari ed essenziali per garantire una società democratica, in grado di difendere i diritti di tutti, di quei cittadini italiani e di quei cittadini stranieri che scelgono il nostro paese dove vivere e stabilirsi o come paese di transito. Da oggi, forse, ciò che avviene nei centri di identificazione ed espulsione sarà possibile renderlo pubblico. E quindi non potremo non essere ancora più fortemente convinti che una diversa gestione delle espulsioni, dei riconoscimenti e delle richieste di asilo sia possibile e necessaria".




domenica 19 giugno 2011

14 giugno, Italia: Lettera a Maroni della Federazione Nazionale della Stampa Italiana sull'accesso ai CIE Centri di Identificazione ed Espulsione degli Immigrati

Federazione Nazionale della Stampa Italiana
 
Roma, 14 giugno 2011
 
Prot. n. 107
 
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:
 
Vi inoltriamo il testo della lettera che Il segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, e il presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Enzo Iacopino, hanno inviato al Ministro dell'Interno, on. Roberto Maroni, in merito al divieto di accesso per i giornalisti nei Centri di Identificazione ed Espulsione degli immigrati “Con la presente Le chiediamo un urgente incontro, per segnalare alcune difficoltà insorte, tali da limitare il nostro dovere di informare liberamente i cittadini, in ottemperanza all’articolo 21 della Costituzione. In particolare, i problemi che intendiamo segnalarLe riguardano la possibilità per gli operatori dell’informazione di avere accesso – nel rispetto della privacy di tutti i soggetti interessati – ai luoghi di accoglienza e di trattenimento di migranti e profughi, in questa fase provenienti soprattutto dall’Africa settentrionale. Tale accesso, a seguito della Sua circolare prot. n. 1305 del 01.04.2011, è oggi e “sino a nuova disposizione” consentito solo ad alcuni organismi umanitari internazionali. Questo si traduce nel fatto che risulta impossibile, per chi intende esercitare il diritto di cronaca, poter verificare con i propri occhi e con i propri strumenti cosa accade in tali luoghi. A tale proposito, recentemente alcuni giornalisti hanno lanciato un appello - che l’Ordine e il Sindacato dei giornalisti hanno ritenuto di accogliere - in cui si chiede espressamente che detta circolare debba considerarsi non più applicabile.
Pur comprendendo le problematiche derivanti talvolta dalla gestione quotidiana e materiale dell’accoglienza, crediamo che non sia giusto considerare l’informazione un intralcio al funzionamento di queste strutture; anzi siamo convinti che la credibilità e la trasparenza delle stesse debbano essere considerate fondamentali per rafforzare la fiducia nelle istituzioni. Purtroppo, per quanto riguarda soprattutto i Cie (un tempo Cpt), tali limitazioni non nascono con la suddetta circolare ma sono intrinseche all’esistenza stessa delle strutture. Tutte le direttive finora emanate riguardo alle figure sociali a cui è garantito l’accesso non menzionano gli operatori dell’informazione. Accade anche se queste non sono giuridicamente definite come luoghi di detenzione, e quindi soggette alle limitazioni previste, che comportano preventive richieste di autorizzazione all’ingresso. Siamo convinti che un momento di discussione in merito risulti estremamente importante, oggi più che mai, non essendo a nostro avviso ammissibile l’esistenza di luoghi di concentramento non volontario di persone che siano inaccessibili alla libera informazione.
Si tratta di una vera e propria anomalia democratica, che peraltro non può essere rimessa - come finora è stato - né alla discrezionalità delle singole autorità prefettizie, né tantomeno alla disponibilità di parlamentari della Repubblica che si fanno garanti per i giornalisti.

Siamo certi che sia possibile addivenire ad una intesa atta a regolamentare il dovere dell’informazione anche in questi luoghi: in maniera tale da non precludere il normale funzionamento delle procedure che in essi vengono svolte e da garantire, come già affermato, l’imprescindibile diritto alla privacy per gli “ospiti”, per gli operatori degli enti gestori, per le forze di polizia predisposte alla vigilanza e alla sorveglianza.

In attesa di una Sua pronta e positiva risposta.”
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CORSO VITTORIO EMANUELE 349 - 00186 ROMA - TEL. 06/68008.1 - FAX 06/6871444
sito: www.fnsi.it - e-mail: segreteria.fnsi@fnsi.it


giovedì 2 giugno 2011

Il testo della circolare ministeriale sull' "Accesso ai centri per immigrati"

01 June 2011

Cie: ecco il testo della circolare della censura



La stampa è un intralcio.

E allora meglio tenere lontani i giornalisti. Fora da i ball come abbiamo scritto più volte nel nostro appello. Attenzione alle parole. Perché sottendono punti di vista. E perché rendono tutto banale. Anche la censura.

Le parole sono quelle scritte su un documento ufficiale. Porta la firma di Maroni, si tratta della ormai famosa circolare 1305 del primo aprile 2011. La circolare che vieta l'ingresso alla stampa nei centri di identificazione e espulsione (Cie) e nei centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) fino a nuova comunicazione.

Finalmente siamo in grado di mostrarvi il testo integrale del documento. Maroni ha scritto proprio così. Che la stampa deve stare fuori dai centri "al fine di non intralciare". Certo, perché se ci fosse un minimo contatto con l'esterno potrebbero esplodere rivolte e proteste. Come quella della settimana scorsa a Lampedusa che ha portato al pestaggio di Nizar, il marito di Winnie, la ragazza olandese, nel frattempo condannato a otto mesi per lesioni.

Qualcosa intorno però si muove. Dopo l'appello che abbiamo promosso con un primo gruppo di giornalisti, e dopo l'interrogazione parlamentare dei radicali Perduca e Poretti al Senato, adesso anche i parlamentari del Pd si sono schierati. Lo hanno annunciato ieri in conferenza stampa Touadi, Vita e Giulietti, impegnandosi a formalizzare quanto prima due interrogazioni parlamentari congiunte nei due rami del Parlamento, che chiedano a Maroni di abrogare la circolare.

Per una volta anche il sindacato dei giornalisti (Fnsi) sostiene questa campagna. E sono allo studio una serie di iniziative davanti ai Cie e alle Prefetture.

Intanto però, prima di tutto, leggetevi la circolare.


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Protocollo n. 1305

11050/110 (4)

Roma, 01.04.2011



Ai Signori Prefetti - loro sedi
Ai Signori Commissari del Governo per le Province di Trento - Bolzano

Oggetto: Accesso ai centri per immigrati

In considerazione del massiccio afflusso di immigrati provenienti dal Nord Africa e al fine di non intralciare le attività loro rivolte, l'accesso alle strutture presenti su tutto il territorio nazionale, di cui alla circolare n. 1305 del 24 aprile 2011, è consentito, fino a nuova disposizione, esclusivamente alle seguenti organizzazioni: Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Orgaizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM), Croce Rossa Italiana (CRI), Amnesty International, Medici Senza Frontiere, Save The Children, Caritas, nonchè a tutte le Associazioni che hanno in corso con il Ministero dell'Interno progetti in fase di realizzazione nelle strutture di accoglienza, finanziati con i Fondi nazionali ed europei.

Roberto Maroni