Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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martedì 24 aprile 2012

Aprile 2012, Italia: Campagna di mobilitazione nazionale "LasciateCIEntrare"

La rete Primo Marzo promuove insieme ad oltre 30 organizzazioni nazionali  la campagna " Lasciatecientrare".

"LasciateCIEntrare"
APPELLO e MOBILITAZIONE
Aprile 2012

Centri di identificazione ed espulsione per stranieri: ancora difficile l'accesso ai giornalisti nonostante le rassicurazioni del ministero dell'Interno, denunciano i promotori della campagna "LasciateCIEntrare". Al via un appello e una campagna di MOBILITAZIONE in Italia e in Europa contro le detenzioni amministrative.

La campagna "LasciateCIEntrare" è nata a seguito del divieto di informazione nei CIE (Centri di identificazione e di espulsione) e nei C.A.R.A. (Centri di accoglienza per richiedenti asilo) espresso nella circolare n.1305 del primo aprile 2011 firmata dall'allora Ministro dell'Interno Roberto Maroni che bloccava l'accesso della stampa nei centri. Il 25 luglio giornalisti, avvocati, sindacalisti, moltissime associazioni della società civile hanno accompagnato "dal di fuori" parlamentari di diverse forze politiche in visita nei centri per migranti. Una mobilitazione civile e politica per affermare il diritto di poter sapere, conoscere e informare sulle condizioni di migliaia di migranti, uomini donne e minori presenti nei centri.

Da allora siamo andati avanti e a dicembre la decisione del nuovo Ministro Anna Maria Cancellieri di sospendere il divieto è stata accolta con soddisfazione perchè raccontare ciò che avviene in queste strutture è un diritto-dovere di chi fa informazione.

Eppure, ancora oggi la sospensione del divieto non rappresenta de facto la garanzia della libertà di informazione. Capire e raccontare cosa accade in questi luoghi è estremamente difficile a causa della discrezionalità con la quale le richieste di accesso vengono gestite e trattate.

Grazie all'attenzione di molti giornalisti, avvocati e attivisti sono venute fuori storie di persone rinchiuse ingiustamente, di errori giuridico amministrativi, di rivolte, di mancata assistenza, di trattamenti al limite del rispetto dei diritti umani e civili.

Abbiamo visto giovani nati e cresciuti in Italia che sono stati chiusi in un CIE, poi liberati con una sentenza, perchè i loro genitori "stranieri" avevano perso insieme al lavoro anche il permesso di soggiorno. Abbiamo incontrato potenziali richiedenti asilo, donne vittime di abusi sessuali o dell'ignobile tratta delle schiave, lavoratrici e lavoratori residenti in Italia da anni la cui unica colpa è stata quella di aver perso il proprio posto di lavoro e di non averne trovato un altro in tempo utile. Abbiamo visto e sentito l'assurdità delle condizioni in cui lavora anche chi si occupa della loro vigilanza e assistenza.

Ci chiediamo quanto questo sistema rappresenti un inutile costo per la pubblica amministrazione.

Crediamo, al di là delle nostre differenti estrazioni e delle nostre posizioni politiche, che trattenere fino a 18 mesi rappresenti un'ulteriore aberrazione di questo sistema e di queste procedure.

Crediamo che un uomo o una donna non possano essere privati di un diritto fondamentale ed inalienabile come quello della libertà personale, per una detenzione amministrativa.

Siamo coscienti che non si tratta di una questione unicamente italiana ma che riguarda l'intera Europa, diviene perciò sempre più urgente aprire un dibattito che porti a rivedere le condizioni di movimento dei cittadini migranti.
E' tempo di trovare una soluzione alternativa alla detenzione amministrativa e crediamo convintamene che questo vada fatto ora.

E questo chiediamo inoltre alla politica, che si apra subito un confronto a livello nazionale e internazionale per rivedere nei termini e nella sostanza l'attuale normativa.

Anche per questo la campagna LasciateCIEntrare aderisce a quella europea OPEN ACCESS NOW, rilanciando la mobilitazione nel mese di aprile, con organizzazioni di tutta Europa, parlamentari e operatori dell'informazione, che visiteranno i centri per riportare la pubblica attenzione su questo tema. Senza un'informazione libera di poter informare, alla società civile e a un paese intero vengono sottratti i fondamentali strumenti di democrazia.

La firma di tutti noi a questo appello è per ricordare e ribadire insieme la volontà che la nostra democrazia non arretri di fronte a nessun muro.

Nè quello dei diritti umani, nè tantomeno quello del silenzio e della censura.


COMITATO PROMOTORE: FNSI, Art.21, EUROPEAN ALTERNATIVES, CGIL, rete PRIMO MARZO, GIU' LE FRONTIERE, ASGI, TERRE DES HOMMES, ARCI, MEDU, OPEN SOCIETY FOUNDATIONS, STUDIO LANA, ASSOCIAIONE ANTIGONE, REDATTORE SOCIALE, Raffaella Cosentino, Stefano Galieni, Fulvio Vassallo Paleologo, Alessandra Ballerini, Gabriella Guido, TANA DE ZULUETA, Francesca Koch, CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE, LIBERTA' E GIUSTIZIA, ARCHIVIO MEMORIE MIGRANTI, ALTRO DIRITTO Onlus, ISTITUTO ITALIANO FERNANDO SANTI, Associazione SOS Donne di Bologna, Associazione intercultrale DAWA, Associazione Donne Nel Mondo, Assoc. Donne Migranti per la Pace, Rete della Diaspora Africana Nera in Italia, Studio Legale Associato Luigi Paccione & Rossella Malcangio, Associazione Class Action Procedimentale, Borderline-Sicilia, Borderline-Europe, Flore Murard-Yovanovitch,

On. Rosa Villecco Calipari, Sen. Vincenzo Vita, On. Francesco Pardi, On. Sandra Zampa, On. Jean leonard Touadi, Sen. Roberto Di Giovanpaolo, On. Livia Turco, On. Ghizzoni, On. Silvia Costa, On. Paola Concia, On. Rita Bernardini, On. Marco Perduca, On. Andrea Sarubbi, On. Sandro Brandolini, Monica Cerutti Consigliera Regionale Torino SEL, Nicola Fratoianni Assessore alle Politiche Giovanili, Cittadinanza Sociale e Attuazione del Programma della Regione Puglia, Stefano Bonaccini Segretario regionale e consigliere regionale PD dell'Emilia-Romagna, Luciano Vecchi Consigliere regionale PD, NICHI VENDOLA, Marco Pacciotti, Khalid Chaouki FORUM IMMIGRAZIONE PD, RIFONDAZIONE COMUNISTA, PAOLO FERRERO, Roberto Antonaz, Consigliere Regionale Friuli Venezia Giulia, Antonio Mumolo Consigliere Regionale PD Emilia Romagna, Thomas Casadei Consigliere Regionale PD Emilia-Romagna, Daniela Vannini vicecapogruppo PD Provincia di Bologna, Responsabile Diritti e Migranti PD Bologna, Palma Costi Consigliere Regionale Assemblea Legislativa Emilia Romagna – Gruppo consiliare Partito Democratico, Fausto Cigni Presidente della Consulta Immigrazione Provincia di Modena, Grazia Baracchi Consigliere Provincia Modena, Anna Pariani Consigliera Regionale e Coordinatrice Segreteria Regionale Partito Democratico Emilia-Romagna, Luciano Luciani, Massimo Mezzetti - assessore regionale Emilia Romagna SEL, Eliana Borsari, Elena Gazzotti

Hanno inoltre aderito:

Andrea Camilleri, Erri De Luca, Ettore Scola, Enzo Iacopino (presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti), Stefano Disegni, Igiaba Scego, Dagmawi Yimer, Fabrizio Gatti, Andrea Segre, Tiziana Ferrario, Nando Dalla Chiesa, Vladimiro Polchi, Pino Ligabue, Amarò Ternipè, Fadil Drini, Antonella Miriello, Laura Galesi, Antonello Mangano, ANSI, Paolo Butturini Segretario Associazione Stampa Romana, FCEI Federazione Chiese Evangeliche in Italia, Diletta Berardinelli, Coordinatrice FORUM "POLITICHE DI INTEGRAZIONE E NUOVI CITTADINI", Letizia Gonzales Presidente Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Associazione Progetto Diritti onlus, Avv. Arturo Salerni, Avv. Mario Angelelli, Vladimiro Polchi, Volontari per lo Sviluppo, Radio Zero, Associazione A BUON DIRITTO, Luigi Manconi, Valentina Brinis


Campagna “LasciateCIEntrare”
Mobilitazione italiana ed europea con OPEN ACCESS NOW
in ITALIA dal 23 al 28 APRILE con il seguente programma
 

BOLOGNA - 23 aprile
Referente:
Annarosa Rossi ; Stefano Brugnara; Claudio Borgatti ; Cécile Kyenge
Per maggiori informazioni sulla campagna locale:
ufficio stampa Silvia Bonacini tel: 3427265787 primo.marzo.ufficio.stampa@gmail.com
 

TRAPANI – Serraino Vulpitta – 23 aprile
Referente: Fulvio Vassallo Paleologo – 392.1246325 - fulvassa@tin.it
 

MODENA - 24 aprile
Referente:
Eliana Borsari ; Ciro Spagnulo; Silvia Bonacini; Cécile Kyenge
Per maggiori informazioni sulla campagna locale:
ufficio stampa Silvia Bonacini tel: 3427265787 primo.marzo.ufficio.stampa@gmail.com
 

MILANO - Via Corelli - 25 aprile
Referente: Ilaria Scovazzi – 328.5473099
 

ROMA – Ponte Galeria - 27 aprile
Referente: Gabriella Guido . 329.8113338 – ggabrielle65@yahoo.it
 

CALTANISETTA – CIE/CDA/CARA di Pian Del Lago - 27 aprile
Referente: Fulvio Vassallo Paleologo – 392.1246325 - fulvassa@tin.it
 

TORINO - 27 aprile
Referente: Lamine Sow – 335.7629613 - sow@cgiltorino.it
 

CROTONE – in attesa di definizione programma
Referente: Carmen Messinetti – 393.9012511 - carmenmessinetti@cgilcrotone.it
 

GRADISCA – in attesa di definizione programma
Referente: Corinna Opara - oparacorinna@yahoo.it
Per maggiori informazioni sulla campagna:

GABRIELLA GUIDO – ggabrielle65@yahoo.it - 329.8113338
RAFFAELLA COSENTINO – raffaella.cosentino@gmail.com - 333.7401795
BARBARA PERVERSI – barbara.perversi@gmail.com - 347.9464485
 

Su FACEBOOK: LasciateCIEntrare
 

Sito web: http://www.openaccessnow.eu/it/


23 aprile, Trapani: Campagna "LasciateCIEntrare" davanti al CIE Serraino Vulpitta di Trapani

lunedì 23 aprile 2012

LasciateCIEntrare – 23 aprile davanti al Serraino Vulpitta, CIE* di Trapani

Ci siamo incontrati stamattina alle 10.30 con diversi rappresentanti di associazioni per la campagna nazionale „LasciateCIEntrare“. Abbiamo saputo che la prefettura di Trapani al momento non sta rilasciando le autorizzazioni per la visita dei giornalisti. Il rifiuto non arriva per iscritto ma nei lunghi tempi di attesa per chi ha fatto richiesta. Siccome non si può entrare per parlare con i migranti detenuti, loro si affacciano alle finestre e parlano con noi. Denunciano l'isolamento in cui sono finiti. Braccia e mani sono le uniche parti dei loro corpi che riescono a passare il ferro mostrandoci i segni e le cicatrici dei tagli autoinflitti per protesta. Gridano „aiuto, libertà, vogliamo vivere, siamo trattati come animali, la gente non lo fa più“.
È infatti si parla di atti di autolesionismo e tentativi di suicidio. Un ragazzo, così ci raccontano poi al telefono, poco fa ha cercato di impiccarsi con le lenzuola. Vediamo un raggazzo con la benda al polso, tagli con le lamette... 
 
Continuano anche i tentativi di fuga, un migrante è stato beccato dalla polizia e, così ci raccontano i compagni al telefono, è stato massacrato di botte. Gli hanno rotto un dito ed un braccio. „Non ci sono avvocati, nessuno si occupa di noi, voi siete i primi che si interessano! È una vergogna!“ Quasi tutti dicono di non aver mai visto un giudice per la convalida della detenzione.

Vengono dalla Tunisia, Albania, Colombia, Ghana, Algeria ed sicuramente qualche altro paese. Alcuni di loro si trovano al Vulpitta da sette, otto mesi, spesso spostati da altri CIE a Trapani. Sono stati prima a Bari, Roma, Torino, ci dicono.
Sono più di 50 con una capienza di 43 posti. „Dormiamo a terra, senza materessi, tutto è sporco. Un bagno per 20 persone, non mi sono fatta la doccia da settimane perché è tutto così sporco. Il cibo fa schifo, abbiamo fame“, ci raccontano. I poliziotti hanno tolto i cellulari ad alcuni e hanno rotto le macchine fotografiche o la funzione foto del cellulare. Alcuni si trovano qui dentro da ben otto mesi, hanno fatto anche lo sciopero della fame.

Ci sono pure due minori, uno di loro ha 17 anni, ci dicono. Assolutamente illegale.
Vogliono parlare con gli avvocati, ma nessuno comunica aloro che possono chiamare un avvocato. Nessuna informazione, nessuna convalida, nessun diritto.

Tutto questo avviene sotto gli occhi divertiti di agenti ed operatori, „ci ridono, ci provocano. Abbiamo paura degli abusi della polizia.“ Vengono picchiati, retate di notte con i manganelli, e anche stanotte, dopo aver parlato con noi, temono il peggio. 
 
 
 

sabato 18 febbraio 2012

CIE e CARA istruzioni per l`uso. Trapani 20 febbraio

Workshop gratuito per giornalisti
CIE e CARA istruzioni per l`uso. Trapani 20 febbraio
terrelibere.org terrediconfine - autore dell"articolo Raffaella Cosentino
Proseguono gli incontri di formazione per giornalisti "CIE e CARA – Istruzioni per l'uso ?" a cura della campagna LasciateCIEntrare in collaborazione con la Federazione nazionale della stampa italiana e l`Ordine nazionale dei Giornalisti. Prossimo appuntamento a Trapani il 20 febbraio.
Dopo il successo della campagna con la rimozione del divieto di accesso alla stampa a tutti i centri per migranti, dal dicembre 2011 i giornalisti possono di nuovo chiedere l`autorizzazione ai prefetti per visitare i centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) e i centri di identificazione e di espulsione (Cie), che sono invece dei luoghi di detenzione amministrativa.

LasciateCIEntrare
CIE e CARA – Istruzioni per l`uso
Incontro di formazione ed approfondimento con i giornalisti
Trapani – lunedì 20 febbraio 2012 – ore 10.00
Presso : Il Caffè Sotto il Mare - Circolo Arci, Via Libertà 78 - Trapani

Programma del workshop

INTRODUZIONE E SALUTI
10,00 Accoglienza e registrazione
10,15 Saluto di apertura da parte di Mariza D`Anna – Segretaria provinciale Associazione Stampa Sicilia
10,30 Raffaella Cosentino – campagna LasciateCIEntrare - Brevi cenni della campagna realizzata nel 2011, la mobilitazione, l`abrogazione della Circolare n. 1305, lo sviluppo della fase di informazione e sensibilizzazione in Italia e la rete a livelo europeo

FORMAZIONE
10,45 Prof. Fulvio Vassallo Paleologo – giurista ASGI e docente di Diritto di asilo all`Università di Palermo – Normativa in tema di espulsione e detenzione amministrativa (testo unico, regolamento di attuazione, Cedu e direttive); Normativa in tema di diritto di asilo, protezione e Art. 18; Diritti Umani inviolabili e casi si inespellibilità; informazioni sui singoli centri e sulle realtà che lavorano sul territorio, enti gestori e regolamenti
11,30 Stefano Galieni, giornalista di Liberazione - testimonianza sul Cie Serraino Vulpitta
12,00 Valeria Bertolino- operatrice umanitaria
12,30 Domande e chiusura dei lavori

domenica 12 febbraio 2012

18 febbraio, Bologna: Rete Primo Marzo 2012 contro razzismo istituzionale e precarietà e incontro di formazione CIE e CARA Istruzioni per l'uso?




Anche quest'anno la rete Primo Marzo sarà in molte Piazze d'Italia.


Come da informazioni inviate in precedenza, l'appello della mobilitazione del 2012 è contro il razzismo istituzionale e la precarietà.

Durante l'ultima assemblea, aperta a tutte le realtà, è stata elaborata la nostra piattaforma politica nazionale, che accompagnerà il vostro documento locale verso il 1 marzo.

Tra i diversi appuntamenti sul territorio nazionale, organizzati dalle realtà locali, segnaliamo la giornata del 18 febbraio a Bologna.
 
La rete I marzo intende riflettere sui temi,  razzismo istituzionale e precarietà,  lanciando il primo di una serie di appuntamenti in programma a Palermo, Napoli, Oristano e Milano. 
Ricordiamo che il movimento Primo Marzo è stato uno dei convinti sostenitori della giornata mondiale contro il razzismo, il 18 dicembre, che ha mobilitato numerose persone in tutto il mondo adottando la carta mondiale dei migranti.
 S’inizia quindi sabato 18 Febbraio a Bologna discutendone con:
  • Cécile Kyenge Kashetu - Portavoce nazionale primo marzo, Associazione Giù le Frontiere
  • Clelia Bartoli - docente di "Diritti umani" nella facoltà di giurisprudenza dell'università di Palermo
  • Alessandra Ballerini – Avvocato ASGI
  • Sara Saleri - European Alternative Italia
  • Pap Diaw - ingegnere, rappresentante comunità senegalese di Firenze
  • Mirco Pieralisi - insegnante, consigliere comunale Bologna.
  • Giorgio Grappi Sene Buz - Coordinamento Migranti Bologna
Sabato 18 Febbraio 2012
Sala Silentium, dalle ore 15.30 alle ore 19
Quartiere San Vitale, Vicolo Bolognetti, 2  - Bologna

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Sempre il 18 febbraio al mattino, nell'ambito della campagna "Lasciatecientrare", la rete primo marzo collabora alla formazione dei giornalisti presso l'ordine dei giornalisti dell'Emilia Romagna a Bologna: 
 
CIE e CARA – Istruzioni per l’uso?”
Incontro di formazione ed approfondimento con i giornalisti 
 
Bologna – 18 febbraio 2012 – ore 9.30
Ordine dei Giornalisti dell'Emilia-Romagna
Strada Maggiore 6 - 40125 - Bologna


domenica 18 dicembre 2011

Comunicato del Comitato della campagna LasciateCIEntrare: dar voce ai cittadini stranieri e migranti rinchiusi nei CIE di tutta Italia


COMUNICATO STAMPA

Comitato della campagna LasciateCIEntrare:
dar voce ai cittadini stranieri e migranti rinchiusi nei CIE di tutta Italia

In occasione della Giornata Mondiale del Migrante e a pochi giorni dai tragici, inaccettabili fatti di Torino e Firenze, il comitato della campagna LasciateCIEntrare vuole dare voce anche a quei cittadini stranieri e migranti, rinchiusi nei CIE di tutta Italia.

E’ di pochi giorni fa l’abrogazione della circolare 1305, promulgata dall’ex Ministro dell’Interno Maroni, ed ora cancellata dal neo Ministro Cancellieri, che negava l’accesso alla stampa nei CIE, per “non dare intralcio” alle attività, in una situazione dichiarata emergenziale per gli sbarchi in Italia.

Ora i giornalisti potranno entrare, e raccontare le condizioni, spesso disumane, che gli immigrati stranieri vivono in attesa di conoscere il loro destino. In attesa di un atto burocratico che sancisca il loro respingimento, oppure la “concessione” di un permesso di soggiorno nel nostro paese. Destinati ad aspettare questo atto amministrativo, e privati totalmente della loro libertà, anche fino a 18 mesi.

Le storie sono tante, impossibile avere un dato definitivo dei cittadini immigrati presenti oggi negli 11 CIE aperti, strutture spesso danneggiate e fatiscenti, dove le condizioni di vita sono molte lontane dal definirsi “civili”, dove le tensioni psicologiche, spesso gli abusi fisici, insieme a quelli legali, degradano l’essere umano, quello rinchiuso, e colui che rinchiude, a qualcosa di umanamente inaccettabile.

Uomini, donne, bambini che hanno cercato riparo nel nostro paese. E che il nostro paese ha il diritto e dovere di accogliere e proteggere.

Per questo continueremo a fare pressione ed informazione sull’opinione pubblica, attraverso la stampa, attraverso agli avvocati, ai sindacati e a tante di quelle organizzazioni, e ai cittadini e cittadine italiani che si sono mobilitati e che continueranno a sostenere la campagna LasciateCIEntare.

Queste le parole di Mohamed Amine Chouchane, tunisino rinchiuso nel CIE di Ponte Galeria dal novembre scorso, ed in attesa di “giudizio”: “Sto aspettando che la mia situazione si risolva, insieme a centinaia di immigrati di diversi paesi. Molti di loro sono stati truffati dai datori di lavoro, ed ora si ritrovano privati della loro libertà e minacciati di espulsione da un momento e l’altro. Ma la cosa veramente ridicola è che veniamo chiamati ospiti, sappiamo che sei ospite quando visiti qualcuno per scelta, e quella persona ti tratta nei migliori dei modi. Ma gli “ospiti” in questa prigione sono stati portati con la forza, e in quanto “ospiti” sono stati umiliati nei “migliori dei modi”, in un paese che di dice di proteggere le libertà ed i diritti dell’uomo.”


mercoledì 14 dicembre 2011

CIE: Il Ministro Cancellieri riapre ai giornalisti le porte dei CIE


Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Roma, 13 dicembre 2011
Prot. n. 205

Il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale, comunica:

“E’ un’ottima notizia la decisione del ministro Cancellieri di aprire di nuovo ai giornalisti le porte dei Cie. Finalmente viene ripristinato il nostro diritto-dovere di raccontare ciò che avviene in queste strutture. E’ una decisione che giova anche alla credibilità delle istituzioni italiane preposte all’accoglienza degli immigrati, perché il blocco disposto ad aprile dall’allora ministro Maroni autorizza da mesi il sospetto che all’interno di Cie e Cara vengano praticati trattamenti lesivi dei diritti umani. La revoca del divieto è una riaffermazione di basilari principi costituzionali, per la quale anche la Fnsi ringrazia il ministro Cancellieri e tutti i parlamentari che si sono battuti per il risultato di oggi. Ma un ringraziamento va anche alle molte organizzazioni che, insieme a Fnsi e Ordine dei Giornalisti, hanno dato vita nei mesi scorsi alla campagna “LasciateCIEntrare”: positivo esempio di come, in difesa del diritto all’informazione, si possano saldare alleanze importanti tra le rappresentanze professionali e le voci della società civile. Ora ci auguriamo che di questo diritto d’accesso ristabilito l’informazione italiana faccia uso intenso”.


______________________________________________________

Corso vittorio emanuele 349 - 00186 Roma
tel. 06/68008.1 - fax 06/6871444
sito: www.fnsi.it - e-mail: segreteria.fnsi@fnsi.it

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Abrogata la circolare 1305 dell'ex ministro dell'Interno Maroni, che impediva l'accesso ai centri per migranti (CIE, CARA, CPA) ai giornalisti

ATTUALITA'. Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri ha firmato oggi una direttiva che consente ai giornalisti l'accesso ai centri per migranti (CIE, CARA, CPA), revocando di fatto la circolare 1305 del 1° dell'ex ministro Roberto Maroni, che aveva scatenato le proteste della società civile, dell'Ordine dei giornalisti e della FNSI. A darne notizia una nota del ministero dell'Interno.

Poco dopo l'emanazione della discussa circolare nacque la campagna LasciateCIEntrare, con lamanifestazione del 25 luglio fuori i Cie e i Cara di tutta la penisola. 

Plaude la FNSI: "E’ un’ottima notizia la decisione del ministro Cancellieri di aprire di nuovo ai giornalisti le porte dei Cie. Finalmente viene ripristinato il nostro diritto-dovere di raccontare ciò che avviene in queste strutture. E’ una decisione che giova anche alla credibilità delle istituzioni italiane preposte all’accoglienza degli immigrati, perché il blocco disposto ad aprile dall’allora ministro Maroni autorizza da mesi il sospetto che all’interno di Cie e Cara vengano praticati trattamenti lesivi dei diritti umani. La revoca del divieto è una riaffermazione di basilari principi costituzionali, per la quale anche la Fnsi ringrazia il ministro Cancellieri e tutti i parlamentari che si sono battuti per il risultato di oggi".

Soddisfatta anche Gabriella Guido, del comitato LasciateCIEntrare: "Questo atto, che la società civile ha chiesto a gran voce, arrivando alla grande mobilitazione del 25 luglio, era un atto dovuto, ma non scontato. Garantire la libertà di informazione è una delle condizioni basilari ed essenziali per garantire una società democratica, in grado di difendere i diritti di tutti, di quei cittadini italiani e di quei cittadini stranieri che scelgono il nostro paese dove vivere e stabilirsi o come paese di transito. Da oggi, forse, ciò che avviene nei centri di identificazione ed espulsione sarà possibile renderlo pubblico. E quindi non potremo non essere ancora più fortemente convinti che una diversa gestione delle espulsioni, dei riconoscimenti e delle richieste di asilo sia possibile e necessaria".




martedì 27 settembre 2011

LasciateCIEntrare, comunicato stampa


Da: Gabriella Guido <ggabrielle65@yahoo.it>

con preghiera di massima diffusione

LasciateCIEntrare - comunicato stampa
 
Come liberi cittadini, avvocati, operatori umanitari, giornalisti, esponenti politici o di associazioni che si occupano di diritti umani siamo estremamente preoccupati per la sorte dei migranti imbarcati senza nessun preavviso e poi trattenuti sulle navi Moby Fantasy, Moby Vincent e Audacia, attraccate al porto di Palermo da giovedì 21 settembre. Tutte le istanze, proteste e denunce circa l'inaccettabile violazione dei diritti che si sta perpetuando in questi giorni sono state finora disattese.

Chiediamo quindi che Parlamentari ma anche Sindaci e Governatori si mobilitino in maniera più efficace e richiedano con più forza le informazioni che agli avvocati, ai giornalisti e alle organizzazioni da sempre impegnate sulla difesa dei diritti umani non vengono fornite. In particolare chiediamo di conoscere:  l’identità delle persone imbarcate sulle tre Navi Moby Fantasy, Moby Vincent e Audacia anche al fine di potere sapere se vi siano tra di esse categorie vulnerabili (minori, malati e richiedenti asilo); la destinazione delle navi e dei migranti ivi trattenuti e di sapere se è stato notificato loro qualche tipo di provvedimento di trattenimento o respingimento e se vi è stata tempestiva convalida giudiziaria.

Ricordiamo infatti che il trattenimento di persone, in luoghi peraltro assolutamente inidonei, in assenza di un provvedimento tempestivamente convalidato dall'autorità giudiziaria costituisce una violazione della nostra costituzione (art. 13), delle leggi interne (d.l.vo 286/98 e reg. att.) e delle convenzioni internazionali (5 cedu), così come costituirebbe una violazione del Prot. 4 alla Cedu il respingimento di massa di questi migranti.

Gli avvocati, le associazioni, la stampa, l’opinione pubblica, gli operatori umanitari, gli amministratori locali, i parlamentari che hanno preso parte alla mobilitazione nazionale dello scorso 25 luglio, i sindacati, ma anche molti responsabili delle forze dell’ordine e dei Giudici che lavorano nei Tribunali civili si chiedono quando e se queste informazioni verranno mai fornite. Oppure se si nascondono, dietro ad una vera e propria censura di stato, reati per i quali si intravedono possibili denunce penali. A carico di questo Governo.

Alle interrogazioni presentate in parlamento il Ministro Maroni non ha mai dato una risposta ufficiale. Rimanendo quindi indifferente alle grida di allarme sociale e politico lanciate più volte.

L’incendio divampato al centro di Contrada Imbriacola di Lampedusa, la struttura totalmente distrutta, lo scontro tra immigrati ed italiani, sono insieme il segnale di un allarme sociale e la dimostrazione della irresponsabile responsabilità delle istituzioni. A chi prova a fare informazione è proibito avvicinarsi per capire e documentare.

A Montecampione, in Valcamonica, 116 profughi provenienti dalla Libia sono stati deportati, 3 mesi fa  in un residence lontano 21 km dal centro abitato, a 1800 metri di altitudine, con infradito e pantaloncini. Anche la Croce Rossa dichiara che è indisponibile a tenervi un presidio medico. L’intero piano di accoglienza per chi è giunto in Italia andrebbe sottoposto ad attenta verifica e ridiscusso, troppi i luoghi di degrado da cui giungono segnalazioni (Crotone, Manduria, Civitavecchia, Rogliano ecc..) a questo si aggiunga che le migliaia di cittadini tunisini che avevano ottenuto una protezione temporanea di 6 mesi stanno per vederla scadere senza che poco o nulla nel proprio paese sia cambiato dal giorno della fuga.

Nel Cie di Ponte Galeria, dove sono stati già trasferiti decine e decine di profughi tunisini, si mangia per terra e si vive rinchiusi aspettando la fine, nel silenzio. Ed allora la rabbia sale. Scoppia la rivolta, e si riesce anche a riconquistare la libertà con fughe in massa. Notizie simili, nel silenzio quasi assoluto giungono da molti Cie, da Modena a Torino, quanto pesa in questo l’inutile e malvagio prolungamento dei tempi massimi di trattenimento?

Cosa vuole fare e ottenere il Ministro Maroni, lasciando che oltre 1300 persone restino concentrate per mesi in un isola angusta? E ora facendoli “scomparire” nelle navi da crociera ? Dove sono finiti i minori non accompagnati ? Chi sta gestendo le procedure dei richiedenti asilo che ora non sono forse più neanche sul territorio italiano ? Quali sono gli accordi “ufficiali” con i paesi nei quali vengono rimpatriati i destinatari di un provvedimento di espulsione coatta ?

Chiediamo quindi che ora il Governo inizi a rispondere di queste politiche disumane, che negano il rispetto della dignità dei cittadini italiani e stranieri. Chiediamo che il parlamento tutto, riappropriandosi del proprio ruolo, ponga questo tema nella propria agenda politica.

Ci rivolgiamo alle istituzioni europee e internazionali affinché impongano all’Italia di rispettare le convenzioni firmate e le direttive emanate.
Esigiamo che il Governo annulli la circolare del 1 aprile 2011 consentendo quindi ai giornalisti di poter accedere e documentare le realtà dei CIE  e dei CARA presenti nel nostro Paese. Il nostro vuole essere anche un grido d’allarme per la credibilità delle istituzioni: oggi luoghi come quelli raccontati sono vere e proprie polveriere. Volete farle esplodere?


Il coordinamento di
LasciateCIEntrare



Lo zoo di Bobo, visita al CIE di Ponte Galeria di Andrea Sarubbi

Dopo aver saputo – non da molti organi di stampa, per la verità – della nuova fuga di immigrati dal Cie e dell’ennesima battaglia con le forze dell’ordine,  oggi ho preso il motorino e sono corso a Ponte Galeria. L’ultima volta c’ero stato a fine luglio, all’indomani di un episodio simile; la prossima occasione sarà in un giorno anonimo, come questo, senza avvisare nessuno del mio arrivo e senza nessun altro obiettivo che non sia quello di portare lì dentro, in quel carcere a cielo aperto, un pezzetto di Stato. Portarlo a tutti, intendo, perché le forze dell’ordine ne hanno bisogno almeno quanto i detenuti: più ci vado, più me ne convinco, tornando a casa ogni volta con il cuore pesantissimo e la testa piena di pensieri.

A Ponte Galeria, ma forse ve l’ho già raccontato, c’è di tutto. C’è la badante moldava senza passaporto che è stata spedita dentro da un prefetto di terra leghista, mentre magari a Roma, non considerandola un pericolo sociale, avrebbero chiuso un occhio. C’è la lavoratrice cinese che il console si rifiuta di riconoscere, con il pretesto di non sapere da quale parte della Cina provenga, e che pensava di aver toccato il fondo lavorando in un sottoscala, mentre la vita le ha riservato una sorpresa ancora più amara. C’è il delinquente abituale tunisino che ha alle spalle una lunga lista di reati contro la persona, ma che nessuno – in due anni di carcere, poi altri tre, poi non so quanti – si è preso la briga di identificare una volta per tutte e di rimandare a casa, e quindi finisce al Cie appena lo trovano per strada senza documenti, per poi riuscirne 6 mesi dopo e ricominciare tutto da capo. “Qui dentro è uno zoo”, mi ha detto un operatore, prendendomi da parte, e non c’è stato bisogno che aggiungesse nulla, perché l’idea che ti viene, entrandoci, è proprio quella: tra atti di autolesionismo e isterie collettive, anche un sano di mente perderebbe il senno; che sia l’immigrato più pacifico o il poliziotto più ragionevole, tre mesi a Ponte Galeria lo trasformerebbero in una persona peggiore. 
Nonostante l’umanità di molti funzionari, peraltro piuttosto critici con questa politica dell’immigrazione, il Cie è un luogo diseducativo al massimo, capace di essere nello stesso tempo il contrario dell’accoglienza e il fallimento della sicurezza: in quel clima di alta tensione e di profonda ingiustizia, infatti, le rivolte sono all’ordine del giorno e l’unico obiettivo – dipende dai punti di vista, naturalmente – è quello di fuggire o di impedire la fuga. Quello che era nato per essere un punto di smistamento ragionevolmente rapido – il tempo di capire se una persona fosse identificabile o meno – ora si è trasformato in una prigione vera e propria, per l’inerzia (volontaria, si capisce) di molti consolati e per l’incapacità del nostro governo di affrontare la situazione. Ci vuole un ministro degli Esteri coraggioso, capace di prendere di petto i Paesi non collaborativi e di minacciarli con le armi che la diplomazia gli mette a disposizione. Poi ci vuole un ministro dell’Interno meno ideologico, che concentri gli sforzi dei prefetti sulle situazioni di reale pericolo sociale, che non alimenti emergenze per motivi elettorali e che ogni tanto – anche a tempo perso – vada a mettere piede in un Cie: se non vuol farlo per gli immigrati, lo faccia almeno per quei ragazzi in divisa che manda lì, per 1300 euro al mese, a prendere pietre in testa e a restituire in cambio manganellate.


lunedì 26 settembre 2011

25 settembre, porto di Palermo: "No a CIE galleggianti"


di Tiziana Gulotta

Il rispetto dei diritti fondamentali secondo la Carta Mondiale dei Migranti ratificata a Gorè in Senegal; un’accoglienza dignitosa dei migranti tunisini trattenuti da giorni sulle navi ancorate nel porto di Palermo; la pubblicazione dei contenuti degli accordi di respingimenti con la Tunisia e con gli altri Paesi di provenienza dei migranti.

Sono alcune tra le richieste delle Rete Primo marzo che,  ieri,  insieme con il forum antirazzista di Palermo, ha manifestato al Porto di Palermo a sostegno dei migranti tunisini giunti con mezzi aerei da Lampedusa, tra giovedì e venerdì,  e rinchiusi in navi  ancorate al porto di Palermo. I migranti sono adesso in attesa di rimpatrio. Dopo aver sostato all’ingresso principale antistante Via Amari, il presidio si è spostato verso i Cantieri navali.

Sempre  ieri, con l’obiettivo di  verificare se le condizioni dei migranti erano  al limite della tollerabilità, il deputato Tonino Russo (PD) ha chiesto di entrare nelle due navi ancora presenti nel porto. Secondo quanto riferito - si tratta di stranieri non soltanto di nazionalità tunisina - sarebbero 352, di cui 151 sulla Moby Audacia e 201 nella Moby Vincent. Tra questi,  anche  alcuni malati e feriti che si trovano attualmente all’ospedale Civico di Palermo. Ai migranti non è stato fornito alcun oggetto (lamette, forchette metalliche)  che possa essere utilizzato per atti di autolesionismo. Ed ancora, secondo quanto riferito dal deputato Russo, qualsiasi possibilità di comunicazione con l’esterno è stata impedita dal ritiro di tutti i telefoni cellulari. Infine, alle persone trattenute non è stata fornita un’informazione chiara sulla loro destinazione e sul loro futuro. All’incontro era presente, tra gli altri, la portavoce della rete Primo marzo Italia, Cecile Kyenge Kashetu.

In questo momento, la rete Primo marzo ed altre associazioni ed organizzazioni internazionali e nazionali stanno portando avanti l’iniziativa “Lasciatecientrare” con l’aiuto di parlamentari italiani che hanno chiesto di entrare nei Cie di Italia”. Proprio ieri, la Kyenge Kashetu, ha anche presentato la campagna nazionale  “L’Italia sono anch’io” che prevede la raccolta di firme per due proposte di legge di iniziativa popolare: una sulla riforma della legge sulla cittadinanza e l’altra sul diritto al voto nelle consultazioni a livello locale.



 

lunedì 25 luglio 2011

Migranti e informazione: presidio a Lampedusa per il diritto di cronaca Terre des Hommes “Occorre fare luce sulle continue violazioni dei diritti dei bambini migranti”

Migranti e informazione
Presidio a Lampedusa per il diritto di cronaca
“Occorre fare luce sulle continue violazioni dei diritti dei bambini migranti”

Terre des Hommes, aderendo alla mobilitazione LasciateCIEentrare del 25 luglio (1), intende denunciare al grande pubblico le inaccettabili condizioni in cui sono lasciati i minori migranti a Lampedusa e chiede che venga avviato al più presto un sistema di accoglienza e protezione dei minori più efficiente e rispettoso dei loro diritti, in conformità agli impegni presi in sede internazionale dallo Stato Italiano.
E’ inaccettabile che centinaia di minori siano costretti a rimanere rinchiusi in strutture - di fatto detentive - in totale violazione delle disposizione di legge che ne prevedono l’opportuna tutela”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Diritti dell’Infanzia di Terre des Hommes. “Questi minori rimangono in uno stato di abbandono umano per settimane, ignari del perché sono detenuti e di cosa li attende. Durante la loro permanenza sull’isola non sono segnalati alle autorità competenti e, quindi, non sono presi in carico da nessuno fino a quando non raggiungono le comunità di accoglienza, spesso mesi dopo”. A questa situazione cerca di ovviare
Terre des Hommes con il suo progetto FARO, che offre informativa giuridica ed assistenza legale ai minori migranti sbarcati sull’isola, aiutandoli ad orientarsi tra le procedure di accoglienza vigenti in Italia e a conoscere i diritti a loro riconosciuti nel nostro Paese. FARO non è finanziato con fondi governativi. Il servizio è assolutamente gratuito grazie a una donazione della Fondazione Vodafone Italia.
Anche dal punto di vista igienico-sanitario e assistenziale le condizioni delle centinaia di ragazzi che loro malgrado restano rinchiusi per settimane sull’isola sono deprecabili”, continua Giannotta. “Il disagio e il senso di frustrazione dei ragazzi viene amplificato da questa sorta di limbo nel quale sono costretti, che li porta all’esasperazione alla frustrazione ed alla depressione. E tutto questo sfocia non di rado in atti di autolesionismo volti ad attirare l’attenzione delle autorità. E’ indispensabile quindi rendere umane le condizione di accoglienza e porre fine a queste detenzioni inaccettabili”.

Nel corso delle prime cinque settimane di attività sull’isola più di 400 persone, per la maggior parte minorenni, sono stati incontrati con colloqui individuali, informati sui loro diritti e sulle procedure giuridiche italiane. A circa il 10% è stata data assistenza diretta per problemi legali specifici. Tutti i migranti presenti nell’isola hanno ricevuto materiale informativo sui diritti e sulle procedure giuridiche.

Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente è presente in 65 paesi con quasi 1.000 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano.
 Per informazioni: www.terredeshommes.it
Milano, 25 luglio 2011

Rossella Panuzzo
Ufficio stampa Terre des Hommes
tel. 02 28970418 – 340 3104927

(1)    Comitato promotore: FNSI, ORDINE DEI GIORNALISTI, Art. 21, ASGI, PRIMO MARZO, OPEN SOCIETY FOUNDATION, EUROPEAN ALTERNATIVES e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta , Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi.

A LasciateCIEentrare aderiscono: GAD LERNER, GIAN ANTONIO STELLA, A BUON DIRITTO, ACLI, AMSI, ANSI, ARCI, CITTADINANZA ATTIVA Onlus, CGIL, CLASS ACTION PROCEDIMENTALE, COMAI, MIGREUROP, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, FCEI, , FORUM IMMIGRAZIONE PD NAZIONALE, CIR, TERRE DES HOMMES, FRATELLI DELL’UOMO, Ass. Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, AVVENIRE, CORRIERE DEL MEZZOGIORNO, EUROPA, FAMIGLIA CRISTIANA, IL FATTO QUOTIDIANO, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, LEFT, LA REPUBBLICA, LIBERAL, LIBERAZIONE, MADRE, L‘UNITA’, IL MANIFESTO, MELTING POT EUROPA, CAMPAGNA WELCOME, LA NUOVA SARDEGNA, AGENZIA STAMPA REDATTORE SOCIALE, IL RIFORMISTA, SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE, IL TEMPO Roma, LiBERACITTADINANZA, LOOKOUT.TV, JESUS, MoveOn, POPOLO VIOLA, ANTIGONE LOMBARDIA, RIFONDAZIONE COMUNISTA, SINISTRA ECOLOGIA E LIBERTA’, Gruppo al Consiglio Regionale del Lazio della Federazione della Sinistra, Gruppo al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di Rifondazione Comunista, Rete Immigrati Autorganizzati Milano, Collettivo Precariamente, AceA Onlus Associazione Consumi Etici e Stili di Vita Solidali, Andrea Segre ZALAB, Marco Pacciotti, Chiara Cremonesi, Igiaba Scego, Foad Aodi Presidente Amsi e Co-mai