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lunedì 9 gennaio 2012
18 gennaio, Napoli: La scuola e gli alunni non italiani (a partire da due libri)
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Tindara Ignazzitto
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lunedì 4 aprile 2011
Lavorare in Pace: la prima newsletter quindicinale di "peace placement" in Italia
Lavorare in Pace è la prima newsletter quindicinale di “peace placement” in Italia con offerte di lavori e tirocini in Italia e all’estero nel settore della pace.
Il Csdc da vari anni dedica attenzione alla professionalizzazione su pace, prevenzione, trasformazione e prevenzione dei conflitti. Il servizio vuole essere un ulteriore passo in questa direzione.
Il servizio è offerto a tutti i soci e a studenti di corsi convezionati.
Questo numero è consultabile gratuitamente come esempio.
Iscriviti al Csdc per riceverla per un anno o contattaci a roma@pacedifesa.org
per maggiori informazioni.
In Italia - Mediatore culturale e altre posizioni
In previsione di sbarchi consistenti a Lampedusa e in Sicilia di immigrati provenienti dai paesi del Nord Africa, Save the Children prevede di intensificare le proprie attività a Lampedusa, Sicilia, Puglia e Calabria. Per questo motivo ha creato un roster di esperti, ossia un database di curricula di personale specializzato, pronto ad intervenire immediatamente. I candidati dovranno avere certificazione come mediatori e/o essere madrelingua nelle primarie lingue parlate dai migranti e dovranno essere disponibili a partire con un preavviso di 48 ore.
Scadenza: inviare la candidatura il prima possibile.
"Lavorare in Pace" è il servizio di "peace placement" a cura del Centro Studi Difesa Civile (CSDC). Il servizio è offerto a tutti i soci del CSDC e a studenti di corsi convenzionati con il CSDC.
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Tindara Ignazzitto
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martedì 10 agosto 2010
Progetto "Palermo multietnica": Corso gratuito per Mediatore linguistico e culturale
Aperte le iscrizioni al corso gratuito
per Mediatore Culturale
Nella società moderna dove l’intreccio tra culture ed etnie è sempre più forte, la presenza di operatori professionisti i n grado di agevolare la mediazione linguistica e culturale è la strategia efficace per sostenere politiche sociali d’integrazione nel territorio.
Il progetto Palermo Multietnica, cofinanziato dalla Provincia Regionale di Palermo promuove un percorso formativo nell’ambito della mediazione multiculturale volto alla formazione permanente degli operatori del Sociale.
L’ intervento formativo è rivolta a 20 soggetti residenti nella Provincia di Palermo in possesso del Diploma di Scuola Media Superiore che intendano acquisire specifiche skills e competenze nell’ambito della mediazione multiculturale.
Gli interessati potranno rivolgere richiesta di partecipazione secondo il modello disponibile presso la sede di
ASTERISCO
Via Marchese di Villabianca, 70
90143 Palermo
o scaricare il bando e la domanda di iscrizione dal sito
http://www.asterisco.sicilia.it/
Per Informazioni:
Telefono +39 091.6268334
info@asterisco.sicilia.it
Il presente progetto è realizzato da Asterisco
grazie al cofinanziamento della
PROVINCIA REGIONALE DI PALERMO
Assessorato Politiche del Lavoro Formazione Professionale
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Tindara Ignazzitto
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venerdì 19 febbraio 2010
21 febbraio, UNESCO: Giornata Internazionale della Lingua Madre / International Mother Language Day
La Giornata Internazionale della Lingua Madre, proclamata dalla Conferenza Generale dell’UNESCO nel novembre 1999, viene celebrata ogni anno a partire dal febbraio 2000 per promuovere la diversità linguistica e culturale e il multilinguismo.
L’undicesima Giornata Internazionale della Lingua Madre avrà luogo il 21 febbraio 2010 e sarà celebrata nell’ambito dell’Anno Internazionale per l’Avvicinamento delle Culture.
In occasione di questa giornata è stato organizzato a Parigi il 22 e 23 febbraio dall’UNESCO un simposio internazionale che avrà come argomento la traduzione e la mediazione culturale.
Durante questo simposio internazionale si riuniranno a Parigi numerosi esperti per discutere di diversi argomenti quali la necessità di mettere in collegamento le lingue ufficiali con quelle “locali”, la questione della traduzione, della comprensione reciproca e degli stereotipi.
Tra le varie sessioni informative sulle attività dell’UNESCO riguardanti le lingue e il multilinguismo ne avrà luogo una sul Nuovo Atlante mondiale delle lingue a rischio d’estinzione. Inoltre si terranno due presentazioni riguardanti l’istruzione, la prima sull’insegnamento della lingua madre nell’ambito di un’educazione bilingue o multilingue e la seconda intitolata “La tecnologia e la lingua madre: amici o nemici?”.
Programma
L’undicesima Giornata Internazionale della Lingua Madre avrà luogo il 21 febbraio 2010 e sarà celebrata nell’ambito dell’Anno Internazionale per l’Avvicinamento delle Culture.
In occasione di questa giornata è stato organizzato a Parigi il 22 e 23 febbraio dall’UNESCO un simposio internazionale che avrà come argomento la traduzione e la mediazione culturale.
Durante questo simposio internazionale si riuniranno a Parigi numerosi esperti per discutere di diversi argomenti quali la necessità di mettere in collegamento le lingue ufficiali con quelle “locali”, la questione della traduzione, della comprensione reciproca e degli stereotipi.
Tra le varie sessioni informative sulle attività dell’UNESCO riguardanti le lingue e il multilinguismo ne avrà luogo una sul Nuovo Atlante mondiale delle lingue a rischio d’estinzione. Inoltre si terranno due presentazioni riguardanti l’istruzione, la prima sull’insegnamento della lingua madre nell’ambito di un’educazione bilingue o multilingue e la seconda intitolata “La tecnologia e la lingua madre: amici o nemici?”.
Programma
martedì 26 gennaio 2010
“Tetto” di stranieri nelle scuole dell’infanzia, le insegnanti: “Difficile da applicare”
Le testimonianze raccolte a Roma: "L’integrazione non dipende dal numero dei bimbi, ma dall’apertura delle loro famiglie. Meglio limiti più ristretti, validi solo per le scuole in cui mancano progetti per l’inserimento”
ROMA - Le scuole materne della Capitale si adeguano alla circolare comunale dell’assessore Marsilio: non più di 5 bimbi stranieri (sia nati in Italia, che fuori) per classe. Un limite imposto già in un regolamento della scuola dell’infanzia ’96, che oggi l’assessore vuole applicare, per regolarizzare le nuove iscrizioni, previste entro il 12 febbraio. Restrizione, spesso difficilmente applicabile, e che può essere trascurata, “se ci sono progetti che facilitino l’integrazione”, spiegano dalle scuole materne Deledda e Toti (dove in una classe si superano già i 5 studenti), grazie alla presenza dei mediatori culturali, messi a disposizione dal dipartimento IX.
Il limite è invece già stato rispettato, senza difficoltà, in alcune zone della Capitale. Alla scuola Giovanni XXIII, la percentuale di bimbi stranieri è bassissima: circa cinque su un totale di 180. Stessa situazione a Colli d’Oro, periferia nord di Roma, dove in qualche sezione si contano al massimo quattro bimbi stranieri: “è una zona troppo dislocata per loro”, spiega la responsabile. Alla Giulio Cesare, zona Prenestina, su 41 nuovi iscritti, finora se ne contano otto stranieri, tutti nati in Italia. “Abbiamo sempre rispettato il limite previsto dal Comune - spiegano alla scuola -, per favorire l’integrazione. È fondamentale che i bimbi stranieri siano a contatto con gli italiani”.
Ma ci sono casi in cui il tetto è difficilmente applicabile. Come in una piccola scuola sulla Cassia, che conta 77 iscritti complessivi, di cui il 70% stranieri e con singole classi che superano i 15 alunni immigrati. O come alla scuola materna Deledda, a Tor Pignattara, zona con un alto numero di immigrati.
“Un provvedimento utile ma non applicabile, soprattutto in realtà come il sesto municipio”, spiega Alessandra Ziaco, che insegna alla Grazia Deledda e l’anno scorso seguiva una classe di 22 bambini, di cui 11 stranieri. “E poi i bambini dove vanno? Bisognerebbe creare altre scuole. Il problema dell’integrazione non è tanto nel numero ma nel contesto culturale, che a volte è più chiuso. Come nel caso delle famiglie cinesi, o del Bangladesh, dove le madri non lavorano e non comunicano. Mentre i bimbi albanesi e romeni sono molto più integrati e più vicini agli stili di vita europei”.
Senza dimenticare che la maggior parte dei bimbi stranieri è nata nel nostro Paese: “Parlano l’italiano perfettamente”, spiega Maria Cernuto, maestra alla scuola Leonardo Angelini, “non dovrebbero essere considerati stranieri. E anche per quelli nati fuori Italia, non c’è mai stato alcun problema: nel giro di due mesi comprendono già tante parole. E poi sono sempre riuscita a farmi capire anche dai genitori, attraverso gesti o messaggi scritti. Ciò che conta è l’approccio: anche il bimbo immigrato è uguale agli altri”. (Maria Chiara Cugusi)
© Copyright Redattore Sociale
ROMA - Le scuole materne della Capitale si adeguano alla circolare comunale dell’assessore Marsilio: non più di 5 bimbi stranieri (sia nati in Italia, che fuori) per classe. Un limite imposto già in un regolamento della scuola dell’infanzia ’96, che oggi l’assessore vuole applicare, per regolarizzare le nuove iscrizioni, previste entro il 12 febbraio. Restrizione, spesso difficilmente applicabile, e che può essere trascurata, “se ci sono progetti che facilitino l’integrazione”, spiegano dalle scuole materne Deledda e Toti (dove in una classe si superano già i 5 studenti), grazie alla presenza dei mediatori culturali, messi a disposizione dal dipartimento IX.
Il limite è invece già stato rispettato, senza difficoltà, in alcune zone della Capitale. Alla scuola Giovanni XXIII, la percentuale di bimbi stranieri è bassissima: circa cinque su un totale di 180. Stessa situazione a Colli d’Oro, periferia nord di Roma, dove in qualche sezione si contano al massimo quattro bimbi stranieri: “è una zona troppo dislocata per loro”, spiega la responsabile. Alla Giulio Cesare, zona Prenestina, su 41 nuovi iscritti, finora se ne contano otto stranieri, tutti nati in Italia. “Abbiamo sempre rispettato il limite previsto dal Comune - spiegano alla scuola -, per favorire l’integrazione. È fondamentale che i bimbi stranieri siano a contatto con gli italiani”.
Ma ci sono casi in cui il tetto è difficilmente applicabile. Come in una piccola scuola sulla Cassia, che conta 77 iscritti complessivi, di cui il 70% stranieri e con singole classi che superano i 15 alunni immigrati. O come alla scuola materna Deledda, a Tor Pignattara, zona con un alto numero di immigrati.
“Un provvedimento utile ma non applicabile, soprattutto in realtà come il sesto municipio”, spiega Alessandra Ziaco, che insegna alla Grazia Deledda e l’anno scorso seguiva una classe di 22 bambini, di cui 11 stranieri. “E poi i bambini dove vanno? Bisognerebbe creare altre scuole. Il problema dell’integrazione non è tanto nel numero ma nel contesto culturale, che a volte è più chiuso. Come nel caso delle famiglie cinesi, o del Bangladesh, dove le madri non lavorano e non comunicano. Mentre i bimbi albanesi e romeni sono molto più integrati e più vicini agli stili di vita europei”.
Senza dimenticare che la maggior parte dei bimbi stranieri è nata nel nostro Paese: “Parlano l’italiano perfettamente”, spiega Maria Cernuto, maestra alla scuola Leonardo Angelini, “non dovrebbero essere considerati stranieri. E anche per quelli nati fuori Italia, non c’è mai stato alcun problema: nel giro di due mesi comprendono già tante parole. E poi sono sempre riuscita a farmi capire anche dai genitori, attraverso gesti o messaggi scritti. Ciò che conta è l’approccio: anche il bimbo immigrato è uguale agli altri”. (Maria Chiara Cugusi)
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Tindara Ignazzitto
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lunedì 21 dicembre 2009
28 dicembre, Palermo: Scuola In Scuola: Incontri & Integrazioni
Il CISS è lieto di invitarvi all'incontro dibattito
"Scuola In Scuola: Incontri & Integrazioni"
Lunedì 28 Dicembre 2009
Ore 10.00
presso la sede CISS di Palermo
Via G. Marconi n. 2/A
L'incontro si inserisce all'interno dell'omonimo progetto "Scuola IN - Scuola, Incontri & Integrazione" promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, finanziato con il Fondo per l'Inclusione Sociale degli Immigrati, e si propone come un momento di riflessione sui risultati e gli strumenti.
PROGRAMMA
10:00 Apertura e Introduzione
Sergio Cipolla – Lita Favetti
10: 25 Dal territorio all’azione progettuale: Scuola In
Aurelio Scaglione
10:40 T. Colonna e T. Calcutta: due esempi di sviluppo educativo sul territorio
Maria Cardone — Giuseppina Sorce
11:00 Accoglienza linguistica: dall’apprendimento della lingua al diritto alla cittadinanza
Gemma Insalaco – Fiorenza Polisano - Rossella Pizzuto
11:40 Genitori e scuola:
Roana Kazi- Sabrina Jabeur- Lamia Tebourbi
12:10 Equomondo: un percorso per i 5 continenti
12.30 Conclusioni e interventi
13.30 Buffet
Per informazioni:
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
tel. 091 6262694
info@cissong.org - l.favetti@cissong.org
http://www.cissong.org/
--
Claudia Cassina
Settore Comunicazione
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
e-mail: c.cassina@cissong.org
"Scuola In Scuola: Incontri & Integrazioni"
Lunedì 28 Dicembre 2009
Ore 10.00
presso la sede CISS di Palermo
Via G. Marconi n. 2/A
L'incontro si inserisce all'interno dell'omonimo progetto "Scuola IN - Scuola, Incontri & Integrazione" promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, finanziato con il Fondo per l'Inclusione Sociale degli Immigrati, e si propone come un momento di riflessione sui risultati e gli strumenti.
PROGRAMMA
10:00 Apertura e Introduzione
Sergio Cipolla – Lita Favetti
10: 25 Dal territorio all’azione progettuale: Scuola In
Aurelio Scaglione
10:40 T. Colonna e T. Calcutta: due esempi di sviluppo educativo sul territorio
Maria Cardone — Giuseppina Sorce
11:00 Accoglienza linguistica: dall’apprendimento della lingua al diritto alla cittadinanza
Gemma Insalaco – Fiorenza Polisano - Rossella Pizzuto
11:40 Genitori e scuola:
Roana Kazi- Sabrina Jabeur- Lamia Tebourbi
12:10 Equomondo: un percorso per i 5 continenti
12.30 Conclusioni e interventi
13.30 Buffet
Per informazioni:
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
tel. 091 6262694
info@cissong.org - l.favetti@cissong.org
http://www.cissong.org/
--
Claudia Cassina
Settore Comunicazione
CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud
e-mail: c.cassina@cissong.org
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Tindara Ignazzitto
lunedì 22 giugno 2009
Sabato 27 giugno, Seminario di Alta Formazione "Dalle parole ai fatti. Cosa cambiare e come cambiare?
UCODEP - SEGNI INVISIBILI - COORDINAMENTO ITALIANO PER IL DIRITTO DEGLI STRANIERI A VIVERE IN FAMIGLIA - SIMM SOCIETA' ITALIANA DI MEDICINA DELLE MIGRAZIONI
presentano il
Seminario di Alta Formazione per Dirigenti e Operatori dei Servizi e di Specializzazione per Mediatori culturali
Dalle parole ai fatti
COSA CAMBIARE E COME CAMBIARE?
Sabato 27 Giugno 2009
Palermo
Centro Astalli, Quartiere Libertà in Via P. Mattarella n.38/42
Programma
Ore 9:00 accoglienza dei partecipanti
Ore 9:15 Cosa cambiare nell’approccio di operatori e servizi pubblici e privati con le famiglie “nel guado” della migrazione tra diverse appartenenze. Indicazioni per percorsi innovativi
Relazione introduttiva e lavori di gruppo
Ore 10:30 Plenaria
(pausa)
Ore 11:30 Come creare una rete di monitoraggio delle situazioni problematiche e di intervento sinergico a sostegno delle famiglie “nel guado” della migrazione
Introduzione, lavori di gruppo e plenaria
Ore 13:00 Conclusioni e presentazione del Convegno Internazionale di chiusura del Progetto nazionale Segni Invisibili - Palermo, Settembre 2009
Intervengono: Germano Garatto, esperto di processi d inclusione sociale
Letizia Drogo, esperta di comunicazione interculturale (IntegrAzioni Sicilia)
Mario Affronti, Presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni
Ore 13:30 Buffet interetnico e saluti finali tra i partecipanti
Progetto promosso e finanziato dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità
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Tindara Ignazzitto
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martedì 19 maggio 2009
Corso gratuito per Immigrati in "Mediazione culturale": 10 allievi nelle province di Palermo, Trapani, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Catania, Messina

Il progetto CHANCE intende realizzare nel territorio siciliano (province di Palermo, Messina, Catania, Siracusa, Ragusa, Agrigento e Trapani) una rete di agenzie di servizio, dedicate ai lavoratori immigrati.
In particolare si intende implementare un'agenzia regionale a capo di una rete provinciale, finalizzata ad erogare servizi specifici per l'integrazione occupazionale e sociale dei lavoratori immigrati e delle loro famiglie.
I servizi saranno promossi ed erogati attraverso un contatto diretto con le comunità e i gruppi locali e l'impiego di uno staff di mediatori culturali, formati ad hoc attraverso la realizzazione di specifici corsi di formazione, parte integrante del progetto.
Ai servizi di base offerti dalle agenzie, si integreranno azioni per l'inserimento lavorativo, capitalizzando la rete regionale delle Parti Sociali (sindacati e associazioni datoriali).
Il network sarà completato da una attenta ricerca di integrazione e collaborazione con i servizi promossi dagli Enti Locali e dal privato sociale.
Il progetto, offrirà a 70 immigrati, l'opportunità di accedere a percorsi di formazione e inserimento occupazionale, attraverso la realizzazione di corsi per "Mediatore culturale" e il successivo coinvolgimento nello staff di operatori impegnati nelle agenzie CHANCE.
L'attività capitalizza ed estende l'esperienza del progetto "Azienda multietnica", realizzata nell'ambito del Programma di iniziativa comunitaria EQUAL II fase, nel periodo 2005-2008.
BANDO di selezione ai corsi di formazione per MEDIATORE CULTURALE
PROGETTO SPECIALE ART. 26 LEGGE 845/78
CHANCE
BANDO DI SELEZIONE
per l’ammissione di n° 70 allievi, ai corsi di formazione per
MEDIATORE CULTURALE SPECIALIZZATO IN ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO DIPENDENTE ED AUTONOMO
La società consortile Ass.For.Seo a r.l., nell’ambito del progetto speciale “Chance” organizza 7 corsi (uno per ciascuna provincia indicata nella sezione
sedi) finalizzati alla formazione della figura professionale di “Mediatore Culturale” specializzato nell’accompagnamento al lavoro dipendente ed
autonomo.
Obiettivo del corso: Ciascun corso si propone di formare 10 “mediatori culturali” specializzati nell’accompagnamento al lavoro dipendente ed autonomo, in grado di dare una risposta efficace alle difficoltà relazionali, alla necessità di analisi delle “nuove“ domande, alla comunicazione interetnica, alla difficoltà d'integrazione lavorativa dei “nuovi cittadini” nel campo del lavoro subordinato e della creazione d’impresa.
Destinatari: Ciascun corso è rivolto a n. 10 immigrati, in possesso dei seguenti requisiti e relativa documentazione:
In particolare si intende implementare un'agenzia regionale a capo di una rete provinciale, finalizzata ad erogare servizi specifici per l'integrazione occupazionale e sociale dei lavoratori immigrati e delle loro famiglie.
I servizi saranno promossi ed erogati attraverso un contatto diretto con le comunità e i gruppi locali e l'impiego di uno staff di mediatori culturali, formati ad hoc attraverso la realizzazione di specifici corsi di formazione, parte integrante del progetto.
Ai servizi di base offerti dalle agenzie, si integreranno azioni per l'inserimento lavorativo, capitalizzando la rete regionale delle Parti Sociali (sindacati e associazioni datoriali).
Il network sarà completato da una attenta ricerca di integrazione e collaborazione con i servizi promossi dagli Enti Locali e dal privato sociale.
Il progetto, offrirà a 70 immigrati, l'opportunità di accedere a percorsi di formazione e inserimento occupazionale, attraverso la realizzazione di corsi per "Mediatore culturale" e il successivo coinvolgimento nello staff di operatori impegnati nelle agenzie CHANCE.
L'attività capitalizza ed estende l'esperienza del progetto "Azienda multietnica", realizzata nell'ambito del Programma di iniziativa comunitaria EQUAL II fase, nel periodo 2005-2008.
BANDO di selezione ai corsi di formazione per MEDIATORE CULTURALE
PROGETTO SPECIALE ART. 26 LEGGE 845/78
CHANCE
BANDO DI SELEZIONE
per l’ammissione di n° 70 allievi, ai corsi di formazione per
MEDIATORE CULTURALE SPECIALIZZATO IN ACCOMPAGNAMENTO AL LAVORO DIPENDENTE ED AUTONOMO
La società consortile Ass.For.Seo a r.l., nell’ambito del progetto speciale “Chance” organizza 7 corsi (uno per ciascuna provincia indicata nella sezione
sedi) finalizzati alla formazione della figura professionale di “Mediatore Culturale” specializzato nell’accompagnamento al lavoro dipendente ed
autonomo.
Obiettivo del corso: Ciascun corso si propone di formare 10 “mediatori culturali” specializzati nell’accompagnamento al lavoro dipendente ed autonomo, in grado di dare una risposta efficace alle difficoltà relazionali, alla necessità di analisi delle “nuove“ domande, alla comunicazione interetnica, alla difficoltà d'integrazione lavorativa dei “nuovi cittadini” nel campo del lavoro subordinato e della creazione d’impresa.
Destinatari: Ciascun corso è rivolto a n. 10 immigrati, in possesso dei seguenti requisiti e relativa documentazione:
• Passaporto valido o documento equipollente o documento di viaggio (in caso di permesso di soggiorno per asilo politico);
• Permesso di soggiorno o carta di soggiorno, in corso di validità, rilasciati ai sensi delle disposizioni contenute nel D. Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 e
successive modifiche e nel D.P.R. 31 agosto 1999, n. 394 e successive modifiche;
• Diploma di scuola media superiore (conseguito anche nel Paese di provenienza)
• Dichiarazione relativa al titolo di studio rilasciata dal Consolato del Paese di provenienza (da consegnare non oltre 20 giorni dall’avvio dell’attività
corsuale)
• Età non inferiore ai 18 anni
• Conoscenza lingua italiana
Sedi di svolgimento
Palermo via Dante, 57
Trapani via Cuba 21
Agrigento via Mazzini, 124/a
Siracusa c.so Umberto, 80
Ragusa via Sofocle s.n. (angolo via Boris Giuliano)
Catania via Perugia, 10
Messina via A. Valore is. 301/bis.
Durata ed articolazione del corso: 600 ore articolate in 300 di formazione di base e 300 di formazione specialistica (con modalità on thejob/stage), per 5 (cinque) ore giornaliere in orario pomeridiano, dal lunedì al sabato, per la durata di circa 5 mesi (eventuali modifiche agli orari saranno per tempo comunicate).
Principali moduli:
L’approccio psicosociale e mediazione interculturale
L’orientamento ed il bilancio di competenza
Culture dell'organizzazione e formazione psicosociale
Italiano avanzato
La legislazione in immigrazione
Informatica e comunicazione
Essere imprenditori
Il business plan
Prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.
La partecipazione al corso è gratuita e la frequenza è obbligatoria, è consentita l’assenza dalle lezioni fino ad un massimo del 30% delle ore previste.
Al termine del corso è previsto un esame finale, finalizzato alla valutazione complessiva dell’acquisizione del quadro di conoscenze/competenze richieste per il profilo professionale. A coloro che avranno superato la prescritta prova di esame, verrà rilasciato il certificato di qualifica professionale di “Mediatore Culturale con specializzazione nell’accompagnamento al lavoro dipendente ed autonomo”.
L’attestato è valido ai sensi dei pubblici concorsi.
Al termine del corso a tutti gli allievi in regola con la frequenza sarà offerta la possibilità di sperimentare, all’interno dell’Agenzia prevista dal progetto, le competenze apprese, sottoscrivendo un contratto di collaborazione per un periodo di 12 mesi e con un compenso lordo mensile di circa € 500,00 (euro cinquecento/00).
Modalità di iscrizione e di accesso: nelle domande di ammissione alla selezione, redatte in carta libera, gli interessati dovranno dichiarare, sotto la propria responsabilità, oltre alle generalità, complete di recapito postale e telefonico, il possesso dei requisiti e l’eventuale conseguimento di qualifiche ottenute a seguito della partecipazione ad altre iniziative formative. Alla domanda dovranno essere allegate: copia del passaporto valido o documento equipollente o documento di viaggio , copia del permesso di soggiorno o carta di soggiorno in corso di validità, copia dei titoli di studio, copia del documento di riconoscimento, e copia del codice fiscale.
I candidati che supereranno le prove di selezione, entro 20 giorni dall’avvio del corso - pena l’esclusione dallo stesso - dovranno produrre documento rilasciato dal consolato straniero, in lingua italiana, relativo al titolo di studio posseduto.
Modalità di selezione: Qualora il numero di domande pervenute sia superiore ai posti disponibili, i candidati in possesso dei requisiti richiesti saranno invitati, tramite telegramma, ad una prova di selezione che verrà effettuata sulla base di questionari e/o colloqui volti a verificare le attitudini e la motivazione. Le selezioni si svolgeranno presso le sedi dei corsi.
Le domande di ammissione alla selezione dovranno pervenire ad Ass.For.SEO Sede Regionale Sicilia - via Dante n. 57 - 90141 Palermo entro e non oltre le ore 12.00 del 20/06/2009. Non fa fede la data del timbro postale.
SCARICA LA DOMANDA
Per ulteriori informazioni rivolgersi ad Ass.For.SEO, Sede Regionale Sicilia, via Dante, 57 - Palermo, tel. 091.315499 - 091.311299 - 091.6736511 - 091.6730539 - fax 091.315092 o collegarsi al sito http://www.assforseo.it/
Società Consortile Ass.For.SEO a r.l. - Regione Siciliana - Palermo, lì 13/05/2009
Palermo via Dante, 57
Trapani via Cuba 21
Agrigento via Mazzini, 124/a
Siracusa c.so Umberto, 80
Ragusa via Sofocle s.n. (angolo via Boris Giuliano)
Catania via Perugia, 10
Messina via A. Valore is. 301/bis.
Durata ed articolazione del corso: 600 ore articolate in 300 di formazione di base e 300 di formazione specialistica (con modalità on thejob/stage), per 5 (cinque) ore giornaliere in orario pomeridiano, dal lunedì al sabato, per la durata di circa 5 mesi (eventuali modifiche agli orari saranno per tempo comunicate).
Principali moduli:
L’approccio psicosociale e mediazione interculturale
L’orientamento ed il bilancio di competenza
Culture dell'organizzazione e formazione psicosociale
Italiano avanzato
La legislazione in immigrazione
Informatica e comunicazione
Essere imprenditori
Il business plan
Prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.
La partecipazione al corso è gratuita e la frequenza è obbligatoria, è consentita l’assenza dalle lezioni fino ad un massimo del 30% delle ore previste.
Al termine del corso è previsto un esame finale, finalizzato alla valutazione complessiva dell’acquisizione del quadro di conoscenze/competenze richieste per il profilo professionale. A coloro che avranno superato la prescritta prova di esame, verrà rilasciato il certificato di qualifica professionale di “Mediatore Culturale con specializzazione nell’accompagnamento al lavoro dipendente ed autonomo”.
L’attestato è valido ai sensi dei pubblici concorsi.
Al termine del corso a tutti gli allievi in regola con la frequenza sarà offerta la possibilità di sperimentare, all’interno dell’Agenzia prevista dal progetto, le competenze apprese, sottoscrivendo un contratto di collaborazione per un periodo di 12 mesi e con un compenso lordo mensile di circa € 500,00 (euro cinquecento/00).
Modalità di iscrizione e di accesso: nelle domande di ammissione alla selezione, redatte in carta libera, gli interessati dovranno dichiarare, sotto la propria responsabilità, oltre alle generalità, complete di recapito postale e telefonico, il possesso dei requisiti e l’eventuale conseguimento di qualifiche ottenute a seguito della partecipazione ad altre iniziative formative. Alla domanda dovranno essere allegate: copia del passaporto valido o documento equipollente o documento di viaggio , copia del permesso di soggiorno o carta di soggiorno in corso di validità, copia dei titoli di studio, copia del documento di riconoscimento, e copia del codice fiscale.
I candidati che supereranno le prove di selezione, entro 20 giorni dall’avvio del corso - pena l’esclusione dallo stesso - dovranno produrre documento rilasciato dal consolato straniero, in lingua italiana, relativo al titolo di studio posseduto.
Modalità di selezione: Qualora il numero di domande pervenute sia superiore ai posti disponibili, i candidati in possesso dei requisiti richiesti saranno invitati, tramite telegramma, ad una prova di selezione che verrà effettuata sulla base di questionari e/o colloqui volti a verificare le attitudini e la motivazione. Le selezioni si svolgeranno presso le sedi dei corsi.
Le domande di ammissione alla selezione dovranno pervenire ad Ass.For.SEO Sede Regionale Sicilia - via Dante n. 57 - 90141 Palermo entro e non oltre le ore 12.00 del 20/06/2009. Non fa fede la data del timbro postale.
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Per ulteriori informazioni rivolgersi ad Ass.For.SEO, Sede Regionale Sicilia, via Dante, 57 - Palermo, tel. 091.315499 - 091.311299 - 091.6736511 - 091.6730539 - fax 091.315092 o collegarsi al sito http://www.assforseo.it/
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domenica 22 febbraio 2009
Alunni dallo strano cognome oppure dalla faccia troppo scura...
Porsi il problema del concentramento di alunni di passaporto straniero nelle scuole è senza dubbio legittimo. Ma per il sociologo Maurizio Ambrosini, direttore della rivista Mondi migranti e docente di Sociologia delle migrazioni all'università di Milano, "il tetto di presenze proposto dalla Lega per questi studenti risponde più a un discorso di tipo etnico che pedagogico". Secondo Ambrosini, "quello che si vuole evitare in realtà è la vicinanza di troppi alunni dallo strano cognome oppure dalla faccia troppo scura, mentre non è stato affrontato seriamente il problema dell'apprendimento dell'italiano, che secondo alcuni rallenterebbe le classi". Per Ambrosini c'è un problema a monte della creazione di classi d'inserimento e di tetti percentuali: a scrivere le proposte sono essenzialmente politici, non esperti in materia. "Tant'è - continua - che nessuno pone il problema delle risorse per migliorare la situazione. Ad esempio non si parla delfatto che ad esempio nella Provincia di Milano, negli ultimi dieci anni, il rapporto tra facilitatori linguistici come i meditatori culturali e alunni stranieri è passato da un facilitatore ogni 50 studenti ad uno ogni 500". Infine, secondo il sociologo, "sarebbe doverosa una distinzione interna agli stessi alunni stranieri, tra chi è nato in Italia o comunque qui è cresciuto e chi invece è giunto nel Paese da poco. Perché è fondamentale sapere ad esempio che la maggior parte dei minori di origine immigrata è nata qui: per loro il problema della lingua italiana si risolve senza troppi interventi".
p.b.v.
22 febbraio 2009
Edscuola.it/stranieri.html
rubrica specializzata della rivista on line Edscuola. Reg. Trib. Lecce n. 662 del 01.07.1997 - ISSN 1973-252X - Dir. resp. Dario Cillo.
Per proporre testi da recensire, articoli, recensioni, news, info, convegni e incontri scrivere alla redazione stranieri.edscuola@yahoo.it
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Tindara Ignazzitto
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lunedì 15 dicembre 2008
Insegnamento della lingua italiana agli stranieri nella scuola: corto-circuito fra gli addetti ai lavori
Riportiamo integralmente il messaggio che la Prof.ssa Tindara Ignazzitto, insegnante di Italiano Lingua Seconda agli Stranieri, ha inviato a colleghi insegnanti italiani e stranieri su una lista di discussione gestita dall'Università per Stranieri di Perugia, a proposito della proposta di legge che la deputata Sandra Zampa ha presentato a proposito dell'integrazione scolastica degli immigrati e a sostegno dell'educazione interculturale.
Ho letto con molta attenzione la "Proposta di legge per l'integrazione scolastica degli immigrati e a sostegno dell'educazione interculturale" della deputata Sandra Zampa scaricabile al seguente link, come recentemente suggerito alla lista* dalla nostra amica Arcangela Mastromarco (che saluto cordialmente).
Devo dire che, benché io ne approvi quasi integralmente sia le premesse che le proposte, essa presenta a mio avviso, e ancora una volta, una sorta di corto-circuito interno all'ambiente dei cosiddetti "addetti ai lavori".
All'Art. 2 si propone, infatti, il c) potenziamento dell'organico funzionale degli insegnanti, attraverso il ricorso a mediatori culturali e linguistici, anche di origine extracomunitaria ovvero individuati nell'ambito delle famiglie di appartenenza dei minori stranieri.
In tutto il testo non viene fatto alcun riferimento a quel "personale specializzato - l'insegnante di italiano L2" a cui si faceva invece riferimento nella recente "Nota tecnica alla mozione Cota ecc." presentata dalle società scientifiche SIG, SLI, AItLA, GISCEL e scaricabile sempre dal sito del Centro Come a questo link.
In particolare, nella suddetta Nota si legge: "Le criticità emerse nell'attuale sistema possono essere affrontate prevedendo forme diversificate di sostegno linguistico affidato a personale specializzato, con l'istituzionalizzazione della figura dell'insegnante di italiano L2, la cui presenza nelle scuole andrebbe garantita in numero proporzionale alla presenza di alunni stranieri, e la cui utilizzazione dovrebbe riguardare non solo il normale tempo-scuola, ma anche i corsi pomeridiani di lingua italiana [...]."
Ricordo, inoltre, una riflessione della sociolinguista Mari D'Agostino, la quale sostiene che: "Accanto, e non in sostituzione, l'apprendimento può e deve essere guidato, in momenti particolari, da docenti esperti che sappiano aiutare e rendere più veloce il cammino. Questo modello è l'unico capace di funzionare davvero, ponendo un freno all'insuccesso scolastico e all'emarginazione dei bambini stranieri, e, nel contempo, abituando al dialogo interculturale e a un consapevole plurilinguismo tanto i bambini stranieri quanto quelli italiani." > link
Allora, io VERAMENTE mi domando: ma qualcuno, le legge queste cose?
Nella fattispecie, questi "qualcuno" che sono i nostri parlamentari, i nostri deputati, quelli che propongono le leggi e le contro-leggi, le leggono queste cose affermate da chi queste cose le studia, le analizza, le elabora tramite l'esperienza, lo studio, l'osservazione e la ricerca, tra l'altro all'interno delle NOSTRE - ed anche LORO - universita', università pubbliche...
E' di qualche utilità - mi domando ancora - continuare, ad esempio, a formare "docenti esperti" e "personale specializzato" che mai verrà utilizzato, almeno nella maniera migliore e opportuna? E' di qualche utilità - mi domando infine - continuare a sformare... OPS... sfornare giovani "esperti" che, nella migliore delle ipotesi, riusciranno ad insegnare in qualche progetto - PON, POR, POF e qui le sigle si sprecano - in Italia o, nella peggiore, ad emigrare?
Ma allora, diciamoglielo una buona volta!
Tindara Ignazzitto
Insegnante di italiano lingua seconda
http://www.itastra.unipa.it/
Operatrice interculturale
http://stranieromavero.blogspot.com/
* Italiano_l2 - Università per Stranieri Perugia
La mailing list per i docenti di italiano L2
Italiano_l2@elearning.unistrapg.it
http://elearning.unistrapg.it/mailman/listinfo/italiano_l2
Ho letto con molta attenzione la "Proposta di legge per l'integrazione scolastica degli immigrati e a sostegno dell'educazione interculturale" della deputata Sandra Zampa scaricabile al seguente link, come recentemente suggerito alla lista* dalla nostra amica Arcangela Mastromarco (che saluto cordialmente).
Devo dire che, benché io ne approvi quasi integralmente sia le premesse che le proposte, essa presenta a mio avviso, e ancora una volta, una sorta di corto-circuito interno all'ambiente dei cosiddetti "addetti ai lavori".
All'Art. 2 si propone, infatti, il c) potenziamento dell'organico funzionale degli insegnanti, attraverso il ricorso a mediatori culturali e linguistici, anche di origine extracomunitaria ovvero individuati nell'ambito delle famiglie di appartenenza dei minori stranieri.
In tutto il testo non viene fatto alcun riferimento a quel "personale specializzato - l'insegnante di italiano L2" a cui si faceva invece riferimento nella recente "Nota tecnica alla mozione Cota ecc." presentata dalle società scientifiche SIG, SLI, AItLA, GISCEL e scaricabile sempre dal sito del Centro Come a questo link.
In particolare, nella suddetta Nota si legge: "Le criticità emerse nell'attuale sistema possono essere affrontate prevedendo forme diversificate di sostegno linguistico affidato a personale specializzato, con l'istituzionalizzazione della figura dell'insegnante di italiano L2, la cui presenza nelle scuole andrebbe garantita in numero proporzionale alla presenza di alunni stranieri, e la cui utilizzazione dovrebbe riguardare non solo il normale tempo-scuola, ma anche i corsi pomeridiani di lingua italiana [...]."
Ricordo, inoltre, una riflessione della sociolinguista Mari D'Agostino, la quale sostiene che: "Accanto, e non in sostituzione, l'apprendimento può e deve essere guidato, in momenti particolari, da docenti esperti che sappiano aiutare e rendere più veloce il cammino. Questo modello è l'unico capace di funzionare davvero, ponendo un freno all'insuccesso scolastico e all'emarginazione dei bambini stranieri, e, nel contempo, abituando al dialogo interculturale e a un consapevole plurilinguismo tanto i bambini stranieri quanto quelli italiani." > link
Allora, io VERAMENTE mi domando: ma qualcuno, le legge queste cose?
Nella fattispecie, questi "qualcuno" che sono i nostri parlamentari, i nostri deputati, quelli che propongono le leggi e le contro-leggi, le leggono queste cose affermate da chi queste cose le studia, le analizza, le elabora tramite l'esperienza, lo studio, l'osservazione e la ricerca, tra l'altro all'interno delle NOSTRE - ed anche LORO - universita', università pubbliche...
E' di qualche utilità - mi domando ancora - continuare, ad esempio, a formare "docenti esperti" e "personale specializzato" che mai verrà utilizzato, almeno nella maniera migliore e opportuna? E' di qualche utilità - mi domando infine - continuare a sformare... OPS... sfornare giovani "esperti" che, nella migliore delle ipotesi, riusciranno ad insegnare in qualche progetto - PON, POR, POF e qui le sigle si sprecano - in Italia o, nella peggiore, ad emigrare?
Ma allora, diciamoglielo una buona volta!
Tindara Ignazzitto
Insegnante di italiano lingua seconda
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Operatrice interculturale
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* Italiano_l2 - Università per Stranieri Perugia
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sabato 18 ottobre 2008
L'Italiano PER o CONTRO gli stranieri?
Tra i punti di un recentissimo <Appello alla mobilitazione contro la privatizzazione della Scuola Pubblica in difesa della libertà d'insegnamento e dei diritti dei lavoratori> si legge:
- La salvaguardia dell’insegnamento di sostegno e del diritto all’istruzione per tutti, senza discriminazioni etniche e linguistiche e quindi difesa dell’insegnamento di sostegno in classe e per tutte le ore necessarie e garanzia dell’ausilio didattico dei mediatori linguistico-culturali per assicurare il diritto allo studio degli alunni stranieri.
Noi della redazione di stran(ier)omavero aderiamo all'appello, benché il nostro punto di vista, sopratutto per quanto riguarda l'insegnamento della lingua italiana agli alunni non italofoni nella scuola pubblica, sia più complesso ed articolato.
Crediamo, infatti, che l' <ausilio didattico dei mediatori linguistico-culturali> non sia sufficiente né sufficientemente all'altezza dello specifico compito di insegnare una lingua che, per questi alunni, é a tutti gli effetti una lingua straniera, o seconda come viene tecnicamente definita quando la si impara nel Paese di cui essa é anche lingua ufficiale (a proposito della figura del mediatore linguistico-culturale, si veda ad esempio la scheda relativa al Corso di Laurea in Mediazione Linguistica e Culturale dell'Università di Padova o il profilo che ne dà il CIES, Centro Informazione Educazione allo Sviluppo).
Benché non se ne parli mai se non all'interno di ambienti di "addetti ai lavori", in Italia esistono da decenni percorsi di studio a livello universitario, e quindi corsi di Laurea, Master e Certificazioni in Didattica dell'Italiano come lingua seconda/straniera. Esistono, di conseguenza, anche insegnanti qualificati e con - oramai - decenni di esperienza sul campo, i quali si vedono negato il diritto ad esercitare la propria professione all'interno della Scuola cosidetta "pubblica": non esiste ad oggi nessuna classe di concorso che permetta a questi docenti l'accesso ad eventuali incarichi di insegnamento dell'italiano agli stranieri, incarichi attualmente ricoperti - con grande fatica e difficoltà perché spesso non adeguatamente formati - da altri docenti già di ruolo nella scuola, in genere insegnanti di sostegno o di lettere o di lingue straniere nei casi più fortunati.
In molte scuole italiane, esistono progetti di facilitazione linguistica e/o di apprendimento dell'italiano come lingua seconda per studenti in età scolare o adulti in formazione permanente, affidati ad esperti esterni, cioé laboratori attivati al di fuori della normale attività didattica grazie a interventi e fondi speciali (il PON Scuola, ad esempio, Programma Operativo Nazionale, gestito dal Ministero dell'Istruzione, si avvale di due Fondi, il Fondo Sociale Europeo [FSE] e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale [FESR] e ha come ambito di riferimento territoriale le scuole pubbliche di 6 regioni del Mezzogiorno, ossia: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia).
Si tratta in genere, come in quest'ultimo caso, di misure di breve-media durata che, proprio in quanto tali, sono insufficienti e non possono rispondere alla sempre crescente domanda di formazione e integrazione da parte di studenti non italofoni sia in età scolare che adulti.
Ebbene, al diritto-negato di tanti insegnanti qualificati - che si vedono preclusa la possibilità di esercitare all'interno del sistema scolastico italiano la professione a cui aspirano e per la quale hanno regolarmente studiato nelle università italiane [statali!!!] - corrisponde specularmente il diritto-negato di tanti bambini e ragazzi non-italofoni regolarmente iscritti nelle nostre scuole [statali!!!], che vedono in tal modo ulteriormente eroso il loro diritto di accesso all'istruzione e all'integrazione nella società italiana.
E' di questi giorni una nuova iniziativa del governo nazionale che, lungi dall'essere migliorativa rispetto alla situazione attuale già così precaria, comporterà al contrario un ulteriore impoverimento delle risorse formative e di integrazione a disposizione dei nostri studenti stranieri.
A tale proposito, pubblichiamo il breve testo di riflessione sull'argomento di Mari D'Agostino, docente di Linguistica Italiana presso la Facoltà di Scienze della Formazione e Direttrice della Scuola di Lingua Italiana per Stranieri dell'Università di Palermo:
L’italiano per gli stranieri o contro gli stranieri?
Il 14 ottobre in tutta fretta, senza che vi sia stato alcun dibattito nel Paese, senza che insegnanti, genitori, esperti di apprendimento delle lingue e di didattica, abbiano potuto confrontarsi e discutere, la Camera dei deputati ha approvato una mozione che intende cambiare radicalmente la politica scolastica riguardante l’inserimento dei bambini e ragazzi stranieri individuati come “causa dei rallentamenti degli insegnamenti” e quindi ostacolo allo sviluppo delle competenze culturali e linguistiche dei bambini italiani.
Il testo, presentato dalla Lega Nord, e approvato a maggioranza dal Parlamento, introduce accanto alle classi “normali” quelle per bambini/ragazzi immigrati che non siano capaci di padroneggiare la lingua come i loro coetanei. Nello stesso testo si vieta alle scuole di immettere nelle classi bambini stranieri dopo il 31 dicembre.
Il testo, presentato dalla Lega Nord, e approvato a maggioranza dal Parlamento, introduce accanto alle classi “normali” quelle per bambini/ragazzi immigrati che non siano capaci di padroneggiare la lingua come i loro coetanei. Nello stesso testo si vieta alle scuole di immettere nelle classi bambini stranieri dopo il 31 dicembre.
Viene così cancellato con un dibattito parlamentare di poche ore il principio essenziale che ha regolato fino ad oggi l’inserimento dei bambini stranieri nelle nostre scuole: la scelta di metterli insieme ai coetanei italiani, accanto nel banco e alla mensa, nei giochi e nello studio, il più presto possibile e per più tempo possibile. Si apprendono le lingue anzitutto ascoltando e parlando, giocando e studiando, imparando insieme ad orientarsi in un nuovo mondo culturale e in un nuovo mondo linguistico. Accanto, e non in sostituzione, l’apprendimento può e deve essere guidato, in momenti particolari, da docenti esperti che sappiano aiutare e rendere più veloce il cammino. Questo modello è l’unico capace di funzionare davvero, ponendo un freno all’insuccesso scolastico e all’emarginazione dei bambini stranieri, e, nel contempo, abituando al dialogo interculturale e a un consapevole plurilinguismo tanto i bambini stranieri quanto quelli italiani.
La scuola di domani, più povera e senza risorse, con classi “normali” e classi “per diversi” rischia di essere un incubo per gli uni e per gli altri.
Mari D’Agostino
Docente di Linguistica italiana
Docente di Linguistica italiana
Direttore della Scuola di lingua italiana per stranieri, Ateneo di Palermo
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Tindara Ignazzitto
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L´italiano ci serve per lavorare
Fonte: Repubblica Palermo del 17 ottobre 2008
Ogni pomeriggio le porte della Cascino, nel cuore dell´Albergheria, si aprono a 120 immigrati
Ieri in Africa, oggi sui banchi"L´italiano ci serve per lavorare"
Claudia Brunetto
Ieri in Africa, oggi sui banchi"L´italiano ci serve per lavorare"
Claudia Brunetto
Vengono da Ghana Costa d´Avorio Senegal:alcuni di loro puntano alla licenza media. La prima cosa è imparare l´alfabeto. E soprattutto la differenza fra le vocali e le consonanti. Così uno alla volta scandiscono le parole seduti nei banchetti della scuola elementare Cascino, succursale della Nuccio, nel cuore dell´Albergheria, a pochi passi dal mercato di Ballarò.
Dopo aver imparato l´italiano cominceranno a cercare un lavoro. Non sono più bambini, ma uomini fatti che hanno rischiato la vita per arrivare in Italia: da pochi mesi centoventi immigrati frequentano ogni pomeriggio la scuola dalle 16,30 alle 20 per imparare la lingua. Alcune classi, invece, si preparano a conseguire il diploma di terza media. Ghanesi, senegalesi, ivoriani, afgani, indiani, alloggiati fra la comunità di Biagio Conte e un istituto religioso di Camporeale, pendono dalle labbra dei professori perché sanno che in quelle ore di scuola si giocano l´avvenire. Lo sa bene Seuleimane, del Burkina Faso, che lavora come mediatore culturale al corso serale per stranieri: «Conosco tutti i dialetti dell´Africa - dice - così aiuto i miei connazionali nel rapporto con gli insegnanti. Alle spalle hanno vite molto difficili, situazioni drammatiche e sono soli. Hanno lasciato le loro famiglie nel Paese d´origine e, come me, hanno scommesso su una nuova vita».
A ogni domanda si alzano in piedi e rispondono con sorrisi smaglianti e occhi luminosi. «Non ho ancora un lavoro - dice Robert, del Ghana - In due mesi mi sono reso conto di molte cose ma non so bene l´italiano. Mia moglie e i miei figli non sono venuti con me: forse un giorno, quando avrò un´occupazione sicura, mi farò raggiungere. Intanto cerco di imparare bene la lingua».
Moris, 17 anni a giugno, punta alla licenzia media: «Sono qui da tre mesi - dice - ogni giorno viaggio da Camporeale con i miei compagni. In Nigeria ho lasciato tutto e mi sono imbarcato. Ho lavorato per raccogliere i soldi per il viaggio e ora che sono qui voglio trovare un lavoro e mandare i soldi alla mia famiglia. Nel cassetto conservo la speranza di fare l´attore, mi piace cantare e - chissà - un giorno ci riuscirò».
Sogna un ruolo importante nel ramo della tecnologia, Yakuba del Burkina Faso. Anche lui a 17 anni ha cambiato vita: «Amo la matematica - dice - E anche se sono a Palermo da cinque mesi faccio passi da gigante in italiano. Questa città ci ha accolto bene, certo non facciamo la vita degli altri ragazzi, ma non potevamo neanche continuare a morire di fame nel nostro Paese. Adesso voglio solo guardare avanti». Anche Amin, dell´Afghanistan, studia per trovare un lavoro: «Va bene qualsiasi cosa - dice - Noi abbiamo bisogno di aiuto. Ci impegniamo al massimo, ma la burocrazia non ci aiuta e rischiamo di non andare avanti. È per questo che siamo qui».
L´avventura didattica per gli stranieri è partita quest´anno grazie a una convenzione fra la scuola media statale Pertini, che vede impegnati sette docenti di ruolo nell´insegnamento pomeridiano, e la direzione didattica Nuccio, che ha messo a disposizione i locali. «È una grande soddisfazione insegnare a queste persone - dice Livia Trainito, prof della Pertini - sono tutti molto motivati e nascondono grandi dolori. In classe sembrano sereni e comunicativi. Hanno voglia di imparare».
Con un piccolo contributo regionale di tremila euro gli studenti stranieri hanno ricevuto dalla scuola il materiale didattico essenziale. «L´obiettivo - dice Rosario Ognibene, preside della Pertini - è quello di rendere coeso un centro cittadino multiculturale attraverso l´acquisizione di conoscenze comuni come la lingua italiana, le competenze di base, le tecnologie dell´informazione».
sabato 5 aprile 2008
Stranieri a Palermo: siglati due protocolli d'intesa
Agevolare e semplificare i rapporti tra l'Amministrazione comunale di Palermo e le oltre cento comunità straniere che risiedono in città, realizzare un data-base per creare un portale sulle migrazioni e costituire un Osservatorio sui minori non accompagnati.
Sono questi gli obiettivi dei protocolli d'intesa, firmati nei giorni scorsi, dal "Centro studi e documentazione sulle migrazioni" che fa parte dell'assessorato Attività sociali del Comune.
Un protocollo d'intesa, messo a punto con l'associazione "Apriti Cuore onlus", che riguarda l'attività di interpretariato e mediazione culturale, intesi come dimensione costante delle politiche di integrazione. L'abbattimento delle barriere linguistiche aiuta, infatti, il cittadino straniero ad inserirsi nella società, favorendo la conoscenza dei diritti e dei doveri, l'uso dei servizi sociali, sanitari e dell'educazione, sia pubblici che privati.
Il servizio, al momento sperimentale, vuole agevolare i rapporti tra l'Amministrazione comunale di Palermo e le comunità straniere che risiedono in città, in modo da poter meglio comunicare nella loro lingua madre.
Il servizio verrà svolto attraverso il centro studi sulle migrazioni che curerà l'invio di un interprete o mediatore culturale nell'ufficio del Comune di Palermo che ne avrà fatto richiesta.
Sono questi gli obiettivi dei protocolli d'intesa, firmati nei giorni scorsi, dal "Centro studi e documentazione sulle migrazioni" che fa parte dell'assessorato Attività sociali del Comune.
Un protocollo d'intesa, messo a punto con l'associazione "Apriti Cuore onlus", che riguarda l'attività di interpretariato e mediazione culturale, intesi come dimensione costante delle politiche di integrazione. L'abbattimento delle barriere linguistiche aiuta, infatti, il cittadino straniero ad inserirsi nella società, favorendo la conoscenza dei diritti e dei doveri, l'uso dei servizi sociali, sanitari e dell'educazione, sia pubblici che privati.
Il servizio, al momento sperimentale, vuole agevolare i rapporti tra l'Amministrazione comunale di Palermo e le comunità straniere che risiedono in città, in modo da poter meglio comunicare nella loro lingua madre.
Il servizio verrà svolto attraverso il centro studi sulle migrazioni che curerà l'invio di un interprete o mediatore culturale nell'ufficio del Comune di Palermo che ne avrà fatto richiesta.
L'altro protocollo d'intesa, stipulato con la delegazione regionale dell'Associazione Nazionale Famiglie Emigrati (Anfe), che tra i suoi obiettivi ha la valorizzazione delle culture dei migranti, riguarda la collaborazione gratuita, per un anno (rinnovabile), per una serie di attività. In particolare, l'Anfe si occuperà di: ricerca e raccolta di dati utili a realizzare un portale, gestito dal Centro, per una conoscenza aggiornata del fenomeno migratorio e per l'integrazione dei migranti nel tessuto socio-lavorativo comunale; attivazione nel Centro di uno sportello multifunzionale per i migranti; ricerca ed elaborazione dati e informazioni per pubblicare un vademecum sui diritti e sull'accesso ai servizi; collaborazione nella programmazione di un Osservatorio sui minori stranieri non accompagnati; raccolta di pubblicazioni per adulti e bambini per contribuire all'avvio di un'emeroteca e biblioteca interculturale nel Centro; partecipazione alla realizzazione di una sezione del Centro destinata alla ricerca e alla documentazione dei siciliani all'estero.
Per informazioni il Centro si trova in Vicolo delle Neve all'Alloro oppure si può scrivere all'e-mail: centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
Per informazioni il Centro si trova in Vicolo delle Neve all'Alloro oppure si può scrivere all'e-mail: centrostudi.migrazioni@comune.palermo.it
Fonte: Newsletter del Comune di Palermo, 5 aprile 2008
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mercoledì 26 marzo 2008
La lingua dell'immmigrazione: a Roma tre giorni di aggiornamento e formazione per mediatori linguistico-culturali
Sono oltre 400, in maggioranza immigrati, gli interpreti e mediatori che collaborano con le sette Commissioni territoriali e la Commissione nazionale per il Diritto d'Asilo. Sono loro che, insieme ai membri delle commissioni, incontrano per primi a Roma, Milano, Gorizia, Foggia, Crotone, Trapani e Siracusa le migliaia di immigrati che sbarcano sulle coste meridionali o che attraversano i confini terrestri ed aeroportuali chiedendo asilo politico.
La loro voce - espressa in oltre 80 lingue e idiomi di tutto il mondo - è spesso il primo conforto ed orientamento per coloro che, dopo numerose peripezie, attendono la propria sorte all'interno di un Centro di Accoglienza e Identificazione.
La figura dell'interprete/mediatore ha un ruolo fondamentale nell'ambito delle Commissioni per il riconoscimento dello status di rifugiato, con funzioni non solo tecnico-linguistiche, ma come facilitatore dell'incontro tra culture. L'interprete/mediatore è indispensabile ai fini della comprensione, da parte di coloro ai quali compete la decisione di concedere l'asilo, di tutte le circostanze e condizioni riguardanti il richiedente e la relativa normativa giuridica in materia.
Gli interpreti, tutti professionisti con esperienza pluriennale, sono organizzati nel Consorzio ITC, formato da 23 soci fondatori, che dal 2005 svolge tale servizio in regime di convenzione con il Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno.
A partire da giovedì 27 marzo, per 3 giorni, gli interpreti/mediatori si riuniranno a Roma per un corso di formazione e aggiornamento professionale in cui approfondiranno con i massimi esperti gli aspetti giuridico-legali, tecnici e socio-sanitari dell'immigrazione.
Il Corso, che si svolgerà presso il Centro di formazione della Caritas diocesana di Roma (Via Aurelia, 773), verrà inaugurato con una sessione aperta al pubblico giovedì 27 marzo, alle ore 9.00, da Mario Morcone, prefetto capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno, Giulia Rodano, assessore alla Cultura della Regione Lazio, mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma, Jamil Awan, presidente del Consorzio ITC.
Nei tre giorni di formazione sono previsti gli interventi di Franco Pittau, coordinatore del Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes, Jurgen Humburg, direttore di UNHCR Italia, Salvatore Geraci, presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, Raffaele Miele, direttore di Immigrazione.it e ImmigrazioneOggi, Fausto Gianni, prefetto presidente della Commissione nazionale per il Diritto d'Asilo e numerosi esperti provenienti dal mondo accademico e dalle istituzioni nazionali ed internazionali.
I giornalisti che lo desiderano potranno assistere alle lezioni comunicando la partecipazione alla Segreteria organizzativa del convegno (tel. 06.85305564) oppure contattando l'Ufficio stampa (Alberto Colaiacomo cell. 335.1817131 - Dana Enulescu cell. 338.7617069)
La loro voce - espressa in oltre 80 lingue e idiomi di tutto il mondo - è spesso il primo conforto ed orientamento per coloro che, dopo numerose peripezie, attendono la propria sorte all'interno di un Centro di Accoglienza e Identificazione.
La figura dell'interprete/mediatore ha un ruolo fondamentale nell'ambito delle Commissioni per il riconoscimento dello status di rifugiato, con funzioni non solo tecnico-linguistiche, ma come facilitatore dell'incontro tra culture. L'interprete/mediatore è indispensabile ai fini della comprensione, da parte di coloro ai quali compete la decisione di concedere l'asilo, di tutte le circostanze e condizioni riguardanti il richiedente e la relativa normativa giuridica in materia.
Gli interpreti, tutti professionisti con esperienza pluriennale, sono organizzati nel Consorzio ITC, formato da 23 soci fondatori, che dal 2005 svolge tale servizio in regime di convenzione con il Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno.
A partire da giovedì 27 marzo, per 3 giorni, gli interpreti/mediatori si riuniranno a Roma per un corso di formazione e aggiornamento professionale in cui approfondiranno con i massimi esperti gli aspetti giuridico-legali, tecnici e socio-sanitari dell'immigrazione.
Il Corso, che si svolgerà presso il Centro di formazione della Caritas diocesana di Roma (Via Aurelia, 773), verrà inaugurato con una sessione aperta al pubblico giovedì 27 marzo, alle ore 9.00, da Mario Morcone, prefetto capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione del Ministero dell'Interno, Giulia Rodano, assessore alla Cultura della Regione Lazio, mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma, Jamil Awan, presidente del Consorzio ITC.
Nei tre giorni di formazione sono previsti gli interventi di Franco Pittau, coordinatore del Dossier Statistico Immigrazione Caritas-Migrantes, Jurgen Humburg, direttore di UNHCR Italia, Salvatore Geraci, presidente della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni, Raffaele Miele, direttore di Immigrazione.it e ImmigrazioneOggi, Fausto Gianni, prefetto presidente della Commissione nazionale per il Diritto d'Asilo e numerosi esperti provenienti dal mondo accademico e dalle istituzioni nazionali ed internazionali.
I giornalisti che lo desiderano potranno assistere alle lezioni comunicando la partecipazione alla Segreteria organizzativa del convegno (tel. 06.85305564) oppure contattando l'Ufficio stampa (Alberto Colaiacomo cell. 335.1817131 - Dana Enulescu cell. 338.7617069)
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