www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 12 giugno 2010

Gli immigrati e quell'esame di italiano

METROPOLI

Gli immigrati e quell'esame di italiano

Test più rigidi per avere la cittadinanza. La Cgil: colpa del pacchetto sicurezza. La storia di un camionista marocchino, che risiede a Imola dall'82, bocciato dalla Prefettura per problemi con la nostra lingua

di SARA SCHEGGIA

"Non conosci l'italiano, non possiamo darti la cittadinanza". Ha risposto così la Prefettura di Bologna alla richiesta di un marocchino di 60 anni, in Italia da 30, di diventare cittadino. Il colloquio con la polizia di Imola, dove risiede dal 1982, non è andato a buon fine e ora Assan (il nome è di fantasia), che quella domanda l'aveva presentata ben 5 anni fa, sta provando la strada del ricorso. "Il giro di vite del decreto sicurezza comincia a farsi sentire - dicono al centro Stranieri della Cgil, pronto a ripartire con i corsi di lingua estivi - la responsabilità per la formazione, però, non può ricadere solo sul volontariato".

"Ho fatto per 14 anni il camionista all'Interporto. La mia famiglia è tutta qui, in Marocco non ho più nessuno. Cittadinanza o no, io vivrò qui per sempre". L'italiano di Assan non è perfetto e, ogni tanto, qualche parola della sua conversazione si perde. La sua storia, però, è chiarissima. "Sono andato al colloquio, tre anni fa - racconta - mi hanno solo chiesto di prendere carta e penna e scrivere perché volevo la cittadinanza. Io ho risposto che ho sempre lavorato senza avere tempo di imparare bene, e che non ho fatto la scuola qui". I suoi diritti di cittadino si sono dunque arenati sull'alfabeto italiano, e a poco è servita la casa di proprietà o la piccola società edile che ha messo su col figlio. Ora ha deciso di fare ricorso al Tar, ma sa che non sarà facile.

Assan non è l'unico a Bologna ad essersi visto rifiutare la cittadinanza per via della lingua. "Stiamo ricevendo le prime segnalazioni - spiega Roberto Morgantini, del Centro Lavoratori Stranieri della Cgil - è l'effetto del pacchetto sicurezza dello scorso luglio, che prevede un test di lingua. A quanto pare cominciano già ad applicarlo". L'esame, inoltre, è complicato, tanto che certe domande, forse, metterebbero in crisi anche gli italiani. Il consiglio, allora, è di mettersi sui libri, magari frequentando uno dei corsi gratuiti che tante associazioni organizzano in città, a partire dalla Cgil (in via Marconi 69) o l'Xm 24 (via Fioravanti). "Noi continueremo per tutta l'estate - conclude Morgantini - lo Stato chiede agli stranieri di conoscere il nostro paese, ma taglia i fondi per la formazione: è una contraddizione a cui per ora sta riparando solo il volontariato".

Fonte: La Repubblica Bologna.it

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