www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 12 febbraio 2011

12 febbraio, Bologna: Partono i test di italiano per stranieri. Tra le proteste

12 feb. - Un test di italiano necessario per ottenere il “permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo”, la vecchia carta di soggiorno che permette di restare sul territorio italiano a tempo indeterminato. Lo hanno affrontato oggi in 37, immigrati in Italia da più di 5 anni, provenienti da tutto il mondo e primi a Bologna e provincia a sottoporsi ad un esame di lingua diviso in tre parti: una prova orale, una prova di comprensione scritta e una prova di comprensione della lettura.

L’esame si è svolto al Centro Territoriale Permanente per la formazione in età adulta “Besta” di viale Aldo Moro. In aula una commissione di docenti a coordinare le prove e un funzionario della Prefettura a monitorare le operazioni. I 37 migranti sono entrati alle 9 e 30, poi man mano sono usciti una volta terminato l’esame che, come previsto dal Decreto del 4 giugno 2010, ha lo scopo di accertare una conoscenza dell’italiano di livello A2, un livello cioè che “consente di comprendere frasi ed espressioni di uso frequente in ambiti correnti”. I risultati sono previsti per lunedì pomeriggio. In caso di bocciatura i 37 potranno comunque ritentare ma tutti si sono detti fiduciosi. “Era facile“, è stata la frase più comune all’uscita.

Ad attenderli fuori dal CTP una trentina di attivisti e docenti della rete Scuole d’Italiano per Migranti (SIM) di Bologna che, con cartelli e adesivi, hanno protestato contro “Un’esistenza a punti”. “Fino ad oggi - ha spiegato un manifestante - sono stati i migranti a doversi arrangiare, studiare di sera o tra un turno di lavoro e un altro e perdere giornate di lavoro in code allo sportello immigrazione. Invece bisognerebbe fare di tutto per aiutarli ad inserirsi. La priorità deve essere l’insegnamento della lingua, non il test“.

Attualmente solo coloro che sostengono un corso di 4 mesi presso i CTP cittadini sono esentati dal test, ma il numero dei posti disponibili è largamente inferiore alla domanda.

“Il test è uno strumento di esclusione, che limita l’accesso al diritto di soggiorno e che rende ancora più faticoso l’inserimento dei migranti nella società”, ha detto Neva Cocchi dell’associazione Ya Basta.

Pubblicato il 12.02.2011



 
 
 

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