www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


giovedì 25 giugno 2009

Martedì 30 giugno, MIGRAZIONI E CITTADINANZE - TRA STATO DI DIRITTO E DIRITTO DI POLIZIA






Università degli Studi di Palermo

Dipartimento Studi su Politica Diritto e Società
in collaborazione con
ASGI ( Associazione studi giuridici sull’immigrazione) e GD ( Giuristi democratici)


Martedì 30 giugno 2009 – Ore 15 – Piazza Bologni 8

MIGRAZIONI E CITTADINANZE
TRA STATO DI DIRITTO E DIRITTO DI POLIZIA


Partecipano : Salvatore Palidda dell’Università di Genova, Paolo Cuttitta, Marco Pirrone e Fulvio Vassallo Paleologo, dell’Università di Palermo, Pietro Milazzo della CGIL Sicilia.


Nel corso di questo incontro sarà presentata la ricerca
Razzismo democratico. La persecuzione degli stranieri in Europa
(a cura di Salvatore Palidda), 2009
Edizioni Agenzia X



Allo sbarramento delle frontiere esterne corrisponde l’inasprimento delle frontiere interne, con la introduzione del reato di immigrazione clandestina e con il prolungamento dei tempi della detenzione amministrativa. Per effetto di questi provvedimenti, che aumentano i ricatti subiti dagli immigrati privi di un permesso di soggiorno, il lavoro dei cd. “immigrati irregolari” si avvicina allo sfruttamento schiavistico e questo permette un abbattimento delle garanzie e dei diritti di tutti i lavoratori. Le pratiche di polizia rivolte nei confronti dei migranti si indirizzano anche verso i ceti più deboli e gli esponenti di un dissenso sociale sempre più ampio. La discrezionalità dei controlli amministrativi diventa strumento di contenimento del conflitto sociale e si estende a tutti quei soggetti che si oppongono al modello economico e politico dominante. Si tenta di impedire qualunque forma di solidarietà tra gli immigrati che rivendicano i loro diritti ed i diversi soggetti organizzati che difendono i diritti fondamentali delle persone ( lavoro, casa, salute, istruzione). Si incide sempre più spesso sulle libertà di associazione e di manifestazione. Recenti provvedimenti, in corso di approvazione da parte del parlamento, trasferiscono dalla magistratura inquirente alle autorità di polizia giudiziaria importanti prerogative nella acquisizione della ”notitia criminis” e nell’avvio dell’azione penale. In un paese nel quale il sistema elettorale nega la rappresentanza politica agli immigrati ed a milioni di cittadini insieme, si ripropone l’esigenza di individuare e praticare nuove prassi di difesa e di aggregazione sociale. In questa prospettiva va analizzata la utilizzazione del diritto penale e del diritto di polizia nel controllo del conflitto sociale, per contrastare gli abusi e per salvaguardare il principio della divisione dei poteri e le garanzie dello stato democratico previste dalla nostra Costituzione.

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