www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 11 ottobre 2011

14 ottobre, Palermo: Un Brasile diverso. La letteratura urbana di Caio Fernando Abreu


Un Brasile diverso
La letteratura urbana di Caio Fernando Abreu (1948-1996)

Libreria Broadway
Venerdì 14 ottobre 2011
Ore 17,30

Presentazione della raccolta di racconti “I draghi non conoscono il paradiso” (Ediz. Quarup)
e del romanzo “Dov’è finita Dulce Veiga” (Ediz. La Nuova Frontiera)

Relatori:
Domenico Conoscenti, scrittore
Bruno Persico, traduttore

Lettura di testi a cura di Alessandra Frabetti
 
Caio Fernando Abreu (1948-1996) nasce a Santiago do Boqueirão, nel Rio Grande do Sul (Brasile), al confine con l’Argentina. Scrive i primi testi già all’età di 6 anni, e a 18 il primo romanzo, Limite Branco. Scrivere è per lui “un atto naturale, quasi un difetto di fabbricazione – l’impossibilità di vivere la vita senza inventarvi storie a margine”. Dopo aver abbandonato gli studi di lettere e arti drammatiche, nel 1968 si trasferisce a São Paulo e inizia a lavorare come reporter della rivista Veja. L’attività del giornalista si affiancherà sempre a quella dello scrittore, e gli permetterà di guadagnarsi da vivere. Dal 1971 passa a Rio de Janeiro. I suoi libri ricevono intanto premi e menzioni speciali nei concorsi letterari. Nel 1973 vive tra Stoccolma e Londra, e l’anno seguente torna in Brasile dove collabora nella stampa alternativa che si sottrae alla censura del regime. Nel 1982 pubblica Morangos Mofados, il libro che lo rese noto al grande pubblico, anche grazie all’omonima pièce teatrale. Negli anni seguenti vive tra Rio e São Paulo, collabora a quotidiani e riviste e scrive per il cinema e il teatro. E’ del 1988 la raccolta di racconti I draghi non conoscono il paradiso, insignita del premio Jabuti, che ne afferma l’indiscusso talento letterario. Due anni più tardi uscirà il secondo e ultimo romanzo, Dov’è finita Dulce Veiga?, un viaggio allucinato nella São Paulo underground alla ricerca di una misteriosa cantante scomparsa.
La vita di Abreu conosce una svolta nel 1994, quando inizia a manifestare i primi sintomi dell’Aids. Sceglie di non fare mistero della malattia, scrivendo articoli e rilasciando interviste sul tema. La malattia, il progressivo indebolimento e la percezione di essere prossimo alla fine determinano in lui un’ansia frenetica di scrittura, di riorganizzazione della propria opera e di riconciliazione con il passato: ritorna nella terra di origine, a Porto Alegre (che nelle lettere agli amici chiamerà con ironia Gay Port), rimette mano ad alcuni suoi libri, pubblica racconti inediti, partecipa a incontri e a mostre letterarie, conservando fino all’ultimo l’ironia e la dignità che lo avevano contraddistinto. Muore il 25 febbraio del 1996.

Abreu è lo scrittore che più di ogni altro suo conterraneo ha saputo interpretare e tradurre in letteratura le contraddizioni e le inquietudini di un paese moderno come il Brasile. Una realtà complessa e post-moderna, urbana e irredenta, i cui protagonisti, come i loro simili in Europa o nelle metropoli americane, vivono sulla propria pelle le fatiche della modernità. Le sue sono storie di incontri e disincontri, di solitudini, di illusioni infrante, di momenti epifanici, di emozioni colte nel nascere con uno stupore quasi devozionale, nelle quali l’uso di una prosa attenta alle armonie e alla musicalità si sposa con una dimensione ipertestuale che spazia dal cinema alla filosofia, dall’astrologia agli echi musicali, dallo spiritualismo di origine africana a un omoerotismo più allusivo che esplicito. Sono storie che racchiudono la testimonianza di un’intera generazione che dapprima ha conosciuto la rivoluzione sessuale e la repressione degli anni 70, e in seguito si è liberata dalle costrizioni sociali e morali per dare pieno sfogo alla propria immaginazione e individualità.

Della vasta produzione di Abreu sono stati pubblicati in Italia il romanzo “Dov’è finita Dulce Veiga?” (Ediz. La Nuova Frontiera, 2011, traduzione di Adelina Aletti), la raccolta di racconti “Molto lontano da Marienbad” (Ediz. Zanzibar, 1995, traduzione di Bruno Persico), e la raccolta di racconti I draghi non conoscono il paradiso (Edizioni Quarup, 2008, traduzione di Bruno Persico). Altri racconti, articoli e interviste inedite di Abreu sono pubblicati sui seguenti siti internet: www.sagarana.net (archivio: n. 3 2001) e www.musibrasil.net (numeri precedenti: n. 1 10/2001; n. 2 11/2001; n. 3 12/2001)



1 commento:

Noi parliamo italiano ha detto...

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