www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


lunedì 10 ottobre 2011

10 ottobre, Palermo: Assemblea Fortress Europe: dai CIE ai "Porti galera"

Lunedi 10 Ottobre alle ore 17.00

Viklab Occupato - Via Porta Mazzara, 5 - Palermo



Assistiamo oggi, a seguito delle instabili situazioni polito-sociali dei paesi nordafricani, ad un numero sempre maggiore di persone, costrette a sfidare la sorte, per poter giungere in Europa. Tutto ciò, dal governo italiano è affrontato come un "problema di ordine pubblico", tramite la detenzione all'interno di veri campi di prigionia chiamati CIE.
 
Le situazioni, all'interno dei CIE, sporcizia, violenze, abusi, mancanza di un adeguato servizio igienico, mancanza di cure infermieristiche adeguate, sono volutamente mantenute, così da innalzare il livello di disagio dei migranti fino a farli insorgere giustificando da parte dello stato un intervento repressivo.
 
In una prima fase si assiste ad una repressione brutale, selvaggia e omicida, che serva da monito; in un secondo momento si assite ad una velocizzazione dei rimpatri, fino al punto di rinchiudere i migranti, per velocizzare i tempi di rimpatrio e le precedure burocratiche, all'interno di normali navi adibite a uso civile, nelle quali vige la disciplina del terrore (tutto è ampiamente documentato con video e testimonianze).
 
Il fatto che degli uomini nel 2011 vengano richiusi su delle navi, come si usava fare nell'Inghilterra dell'800, la tratta degli schiavi, non desti scalpore, tranne che tra i soliti attivisti è anche indice di un imbarbarimento della nostra società ,che si abitua sempre di più, anzi vede normali dei trattamenti così brutali nei confronti di altri esseri umani, "colpevoli" di fuggire da guerre, miseria e fame.

Interveranno:
Fulvio Vassallo Paleologo Università di Palermo
Zaher Darwish CGIL Migranti Sicilia

Laboratorio Occupato "Vittorio Arrigoni"
Via Porta Mazzara, 5 - Palermo
 
 
 

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