Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

sabato 18 giugno 2011

Rete Primo Marzo: Sui migranti il governo ha un approccio repressivo

RETE PRIMO MARZO – SCIOPERO DEGLI STRANIERI
18 GIUGNO 2011
COMUNICATO STAMPA

KYENGE KASHETU: “SUI MIGRANTI GOVERNO HA APPROCCIO REPRESSIVO”

Cécile Kyenge Kashetu, portavoce nazionale della Rete Primo Marzo
che organizza lo sciopero degli stranieri, in merito
al provvedimento del Governo Berlusconi, che estende
la permanenza nei CIE dei migranti a 18 mesi.


“Ciò che sta succedendo in Italia sulle politiche dell'immigrazione è vergognoso e da condannare, in quanto lede fortemente i diritti fondamentali della persona. Di fronte al fallimento della politica migratoria del centrodestra, gli ultimi provvedimenti confermano le difficoltà del governo a individuare soluzioni per l’accoglienza dei migranti. Perseverano con l'approccio repressivo, nel tentativo disperato di riconquistare il proprio elettorato”.

“L'ultimo provvedimento del governo di trattenere i migranti nei CIE fino a 18 mesi, approvato prima dell'appuntamento della Lega Nord a Pontida, ci conferma che sono i migranti a pagare per i giochi di potere della destra. La vita dei migranti è diventata merce di scambio: si alimenta la guerra tra poveri, in un clima di crescente precarietà, invece di ristabilire le condizioni basilari di una vera convivenza civile”.

“I CIE, come tutte le strutture che ledono i diritti fondamentali della persona, andrebbero chiusi. Così hanno chiesto e chiedono milioni di cittadini da decine di stati, richiesta contenuta nella “Carta Mondiale dei Migranti”, elaborata a Gorée nel mese di febbraio 2011”.

“Sulla base delle situazioni vissute dai migranti nel mondo, la nostra ambizione è di far valere il diritto per tutti di circolare e stabilire liberamente la propria residenza sul nostro pianeta e contribuire a costruire un mondo senza muri”.

“Sulla base di principi contenuti appunto nella “Carta Mondiale dei Migranti”, sosteniamo le iniziative sul territorio che promuovono i nuovi diritti, nell’ottica di costruire un’ampia alleanza tra migranti e autoctoni, e denunciando ogni forma di discriminazione e in particolar modo il razzismo istituzionalizzato (come tutti gli ultimi provvedimenti del governo che rendono ricattabili i migranti, indebolendo la cittadinanza di tutti e tutte)”.


venerdì 17 giugno 2011

Il 20 giugno 2011 si celebra la giornata mondiale del rifugiato. Appello di Melting Pot

Non sarà una giornata come le altre. Il nostro paese infatti è travolto da un’emergenza. Non per gli sbarchi, non per il numero dei migranti approdato sulle nostre coste. Si tratta invece di una emergenza democratica, una emergenza accoglienza, un’emergenza dignità e giustizia, creata da questo Governo con le sue scelte scellerate, ancora una volta, per giocare sulla pelle dei migranti la sua partita.

Hanno istituito CIE temporanei in cui le condizioni di vita sono invivibili. Stanno trattenendo illegalmente i migranti senza il rispetto dei principi costituzionali, senza garanzie di difesa, fuori da ogni protocollo, in deroga all’ordinamento giuridico nazionale ed alle direttive europee. Hanno oscurato agli occhi del Paese ciò che avviene all’interno dei CIE e dei CARA. Hanno costruito tendopoli disumane. Intorno all’emergenza finta hanno costruito anche l’accoglienza finta, mettendo all’angolo i circuiti del sistema SPRAR per dare corpo ad un sistema di distribuzione dei migranti che non prevede diritti e garanzie abbandonando i cosiddetti “profughi” ad un destino senza prospettive. Intanto le Commissioni tardano a procedere con l’esame delle domande. Hanno abbandonato ancora una volta l’Isola di Lampedusa creando lì e altrove tante piccole e grandi situazioni di ingiustizia e di conflitto, per alimentare la retorica dell’invasione. Alcune Regioni hanno scatenato un dibattito infuocato contro l’accoglienza pur avendo sottoscritto il Piano del Governo. Non esiste nessuna garanzia di ospitalità per i migranti tunisini titolari del permesso umanitario nonostante il Piano del governo lo preveda. Hanno rimpatriato e respinto, pattugliato e stretto accordi ed intanto nel mare che ci separa dall’altra sponda del Mediterraneo si muore. Negli ultimi 4 mesi un numero di morti senza precedenti nel mare più frequentato del mondo a causa della guerra contro Gheddafi.

Le rivolte ed i conflitti del Nordafrica si sono trasformati nell’ennesima occasione per ridisegnare la mappa del confinamento dei migranti in un Paese che invece aveva bisogno di nuove pratiche di accoglienza, di una spinta per la costruzione di un vero diritto d’asilo europeo, di una nuova normativa sull’immigrazione, di nuovi diritti di cittadinanza.

Per questo facciamo appello a tutti, perché il prossimo 20 giugno 2011 i tanti luoghi del confinamento presenti in questo paese, le strade, le piazze, siano attraversate da un vento diverso.

Per una giornata di mobilitazione contro il confinamento e per l’accoglienza degna.

RETE WELCOME
ARCI
BRIGATE DELLA SOLIDARIETA’ ATTIVA
RETE PER AUTORGANIZZAZIONE POPOLARE
RETE ANTIRAZZISTA CATANESE

per adesioni: redazione@meltingpot.org 

--

Nicola Grigion
Progetto Melting Pot Europa
Tel: 348 2483727


Immigrazione: Medici Senza Frontiere chiede la chiusura dei centri di accoglienza per migranti a Kinisia e Palazzo San Gervasio


- Comunicato Stampa di Medici Senza Frontiere - 
Immigrazione: Medici Senza Frontiere chiede la chiusura dei centri di accoglienza per migranti a Kinisia e Palazzo San Gervasio
 
Roma, 17 giugno 2011 – Medici Senza Frontiere (MSF) disapprova la decisione del governo italiano di prolungare a 18 mesi la durata massima della permanenza nei CIE dei migranti irregolari. MSF è preoccupata delle conseguenze di tale misura sulla salute fisica e mentale dei migranti e chiede la chiusura dei due centri dove ha riscontrato condizioni di detenzione intollerabili.

Il Consiglio dei Ministri italiano ha approvato, in data 16 giugno, un decreto legge che prevede, tra le altre misure, il prolungamento della durata massima di permanenza dei migranti irregolari nei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) fino a 18 mesi.

Nel corso delle scorse settimane, le équipe di MSF hanno avuto modo di visitare alcuni centri di accoglienza in Sicilia. “Nei centri di Kinisia e Palazzo San Gervasio, le condizioni di vita sono inaccettabili”, spiega Rolando Magnano, capo missione in Italia. “Le persone dormono dentro delle tende e i servizi medici sono largamente insufficienti. A Kinisia manca l’elettricità, le condizioni igieniche sono pessime e l’accesso all’acqua saltuario”.

Nei centri dove i servizi di base sono accessibili, il solo fatto di essere in stato di fermo prolungato per essere entrati irregolarmente nel territorio italiano, ha forti ripercussioni sulla salute mentale delle persone. “Sono passate attraverso esperienze molto difficili e vivono attualmente nell’incertezza più totale sul loro avvenire, a causa di procedure di identificazione troppo lunghe e lente”, dichiara Freya Raddi, coordinatrice delle operazioni. “Per queste ragioni è assolutamente irresponsabile prolungare la durata massima di permanenza a 18 mesi”. 

In due precedenti rapporti pubblicati nel 2004 e nel 2010, MSF aveva già denunciato le conseguenze disastrose sulla salute fisica e mentale delle condizioni di detenzione nei CIE in Italia e aveva chiesto la chiusura degli stessi.

“Ancora una volta, constatiamo che le conseguenze sulle persone della politica migratoria italiana non vengono considerate”, prosegue Freya Raddi. “Invece di concentrare i propri sforzi ad inasprire le misure di detenzione, espulsione e controllo alle frontiere, le autorità italiane dovrebbero avere come priorità le condizioni di accoglienza dei migranti”. 



Maroni: "Permanenza nei Cie fino a 18 mesi e possibilità di espulsione per i comunitari"

Prolungamento nei Cie fino a 18 mesi, espulsione di cittadini comunitari: il nuovo decreto Maroni anti-immigrati
 
di Redattore Sociale

 
 
 
 
 
 
ATTUALITA'. "Il decreto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri è importante perché dà attuazione a due direttive europee. Si trattava di un problema di interpretazione e noi - nel pieno rispetto della direttiva - abbiamo fornito questa interpretazione". E' quanto affermato oggi in Conferenza stampa a Palazzo Chigi dal ministro dell'Interno, Roberto Maroni.

Secondo il ministro, "L'interpretazione alla direttiva ci permette il prolungamento delle permanenze nei Cie dai 6 mesi attuali fino al termine massimo di 18 mesi, per consentire l'identificazione o l'effettiva espulsione".

Inoltre, secondo Maroni il decreto consente "di ripristinare l'espulsione coattiva immediata dei clandestini (la magistratura aveva previsto come unica possiblità per l'espulsione, il foglio di via, ndr). Espulsione - sottolinea - per i clandestini pericolosi per ordine pubblico e sicurezza, già espulsi o che violano misure di garanzie previste dal questore". "E introduciamo - ha proseguito - per la prima volta la possibilità di espulsione, in alcuni casi, anche per i cittadini comunitari".
 
16 giugno 2011



mercoledì 15 giugno 2011

Incontro promosso dal Forum per l’immigrazione di Palermo con l’Assessore Regionale all’immigrazione Andrea Piraino. Primo passo verso un’adeguata legislazione regionale: presto l’Osservatorio regionale per l’immigrazione

COMUNICATO STAMPA

Tenuto a Palermo l’incontro promosso dal Forum per l’immigrazione di Palermo con l’Assessore Regionale all’immigrazione, Prof. Andrea Piraino. Primo passo verso un’adeguata legislazione regionale: presto l’Osservatorio regionale per l’immigrazione.

Si è tenuto venerdì 10 giugno 2011 l’incontro promosso dal Forum per l’immigrazione di Palermo con l’Assessore Regionale all’immigrazione, Prof. Andrea Piraino, per un confronto sulle diverse priorità nel settore: superare l’emergenza, istituire la Consulta per l’integrazione degli immigrati, programmare l’integrazione grazie anche ad una legge regionale che rimetta la Sicilia al centro del Mediterraneo per la cooperazione, gli scambi, la pace in uno scenario in grande evoluzione.

L’incontro, svoltosi in un clima di grande cordialità, è stato aperto da Pippo Cipriani del coordinamento nazionale dell’Istituto Italiano Fernando Santi, il quale ha evidenziato che la Sicilia non può attendere ancora un’adeguata legislazione regionale per dare risposta ai problemi giornalieri e a quelli complessivi. La legge che auspica il Forum per l’immigrazione di Palermo – dice Pippo Cipriani – raccoglie le indicazioni di un lavoro preparatorio che le Associazioni nel tempo hanno sottoposto alle Istituzioni. La legge regionale dovrà contenere gli indirizzi regionali di una politica per tutelare i rifugiati, i richiedenti asilo, promuovere politiche di programmazione per l’accoglienza e l’integrazione, l’istituzione di un albo dei mediatori culturali, le indicazioni per il diritto all’abitazione, al lavoro, all’istruzione, anche universitaria, alla formazione professionale, alla promozione di attività autonome e imprenditoriali, l’accesso ai servizi socio-sanitari e assistenziali, adeguate politiche abitative e politiche alla partecipazione alla vita pubblica negli Enti Locali (Province, Comuni) e la costituzione della Consulta per l’integrazione degli immigrati.

Presenti al tavolo i diversi organismi aderenti al Forum per l’immigrazione tra i quali Giovanni Gambino in rappresentanza dell’O.N.I.P. (Osservatorio Nazionale Italiano di Psicologia) e dell’I.E.S.P. (Istituto Europeo di Studi Psicologici), Nadege Candeh mediatrice culturale dell’Associazione Extra in rappresentanza anche del mediatore culturale Reda Berradi dell’UMIP (Unione Mediatori Interculturali Professionisti), Gloria Cipolla del CISS (Cooperazione Internazionale Sud Sud), Delfina Nunes mediatrice culturale, Diletta Parisi in rappresentanza di No Colors s.c.s ONLUS socio del Consorzio Comunità Nuova Palermo, Rosario Filoramo della UISP Palermo, Marco Luciani dell’Istituto Regionale Siciliano Fernando Santi, Rajendra Bitrayya mediatore culturale dell’Associazione Multicultura, Laura Purpura responsabile tavolo tematico immigrazione legge 328 - Comune di Palermo, Abdoulaye Ba mediatore culturale, Fatima Chaif mediatrice culturale dell’Associazione Dra Al-Hikmma nonché gli altri componenti del Forum per l’immigrazione di Palermo che nella circostanza non hanno potuto essere presenti.

È intervenuta, tra gli altri, Anna Bucca, Presidente regionale ARCI Sicilia, la quale ha posto in evidenza l’insieme delle problematiche oggetto dell’incontro evidenziando inoltre che la legge regionale occorre anche per dare a tutti la possibilità di veder valutata e accolta la eventuale richiesta di asilo; inoltre Anna Bucca ha evidenziato che vanno rispettati i diritti dei minori e le richieste di ricongiungimento familiare.

Agata Arrostuto, della UISP Borgo Vecchio, ha esposto l’esperienza di lavoro quotidiano della UISP con i migranti offrendo attività ricreative, scolastiche e sportive ed evidenziando come sia necessario e utile confrontarsi quotidianamente con le tematiche legate al multiculturalismo e all’interculturale.

Samira Zalteni, mediatrice culturale di origine tunisina, è intervenuta raccontando la sua lunga esperienza nel campo nonostante la giovane età e di aver finalmente ricevuto la cittadinanza italiana dopo tanti anni in cui la richiesta era stata sollecitata.

Sirus Nikkhoo, mediatore culturale ed architetto di origine iraniana, già Presidente della Consulta degli immigrati del Comune di Palermo, ha posto in evidenza come sia davvero complesso il percorso verso una nuova legge che da anni si persegue; “è assolutamente necessario per la Sicilia dotarsi di tale strumento che consentirebbe un nuovo percorso per la cittadinanza, gli organismi e gli operatori coinvolti”.

Don Giovanni D’Andrea, Direttore dell’Opera Santa Chiara di Palermo - nell’occasione in rappresentanza anche della Caritas Diocesana di Palermo diretta da Mons. Benedetto Genualdi - si è dichiarato disponibile a discutere i punti cardini della nuova legge. Don Giovanni D’Andrea ha inoltre presentato all’Assessore Piraino il Centro di Accoglienza Santa Chiara che è il luogo ideale per guardare più da vicino una realtà spesso considerata marginale: “la nostra sensibilità missionaria si è rafforzata attraverso l’esperienza pratica vissuta tra gli immigrati e i loro bambini accolti in asilo e oratorio le cui attività sono supportate anche da volontari laici”.

L’Assessore Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, Prof. Andrea Piraino, ha mostrato grande apprezzamento per il qualificato lavoro svolto quotidianamente dai rappresentanti presenti evidenziando che tali organismi sono il volto migliore della solidarietà, della condivisione di un percorso che ha visto spesso l’associazionismo e i cittadini molto più avanti degli stessi governi nazionale e regionale. “Questo lavoro prezioso – dice l’Assessore Piraino – deve essere un elemento di riferimento nella costruzione delle politiche per l’immigrazione e bisogna ascoltare i suggerimenti e le proposte di chi conosce profondamente questa problematiche. L’Assessore ha confermato di lavorare ad una proposta di legge sui migranti che vuole capovolgere l’impostazione fin qui tenuta nelle politiche dirette ad affrontare “più il problema dell’immigrazione che non le risorse che questa comporta”. “L’immigrazione da sempre – ha detto l’Assessore – ha comportato un grande elemento di stimolo, rinnovamento e dinamismo per l’economia e la società. Noi vogliamo affrontare il tema allargando i diritti civili, la partecipazione dei cittadini immigrati a tutti i livelli della vita economica, politica e amministrativa. Le società sicure sono quelle accoglienti, inclusive, dove le sacche di emarginazione sono combattute quotidianamente con strumenti intelligenti e coordinati. Terremo conto nella proposta di legge di ciò che viene suggerito per combattere anche pregiudizi, luoghi comuni e vogliamo fare della Sicilia, in questo campo, un laboratorio che dia un segnale al resto del Paese”.

L’Assessore ha infine assunto l’impegno di istituire con apposito decreto un “Osservatorio regionale per l’immigrazione” partendo dall’esperienza del Forum e cioè di un organismo aperto a tutti i contributi delle Associazioni, degli organismi operanti nell’immigrazione, degli operatori e professionisti che lavorano per i cittadini e per gli immigrati.

Luciano Luciani, Presidente Istituto Italiano Fernando Santi e Consultore regionale dell’emigrazione e dell’immigrazione della Regione Siciliana, il quale con il suo intervento ha preceduto l’Assessore Piraino e sollecitato interventi concreti e immediati per affrontare le problematiche del settore, ha dichiarato: “esprimo un giudizio estremamente favorevole per la decisione assunta dall’Assessore Piraino di istituire un ‘Osservatorio regionale per l’immigrazione’ che può consentire un corretto confronto per la gestione degli interventi in materia, più specificamente quelli recentemente definiti con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nonché per un serrato confronto e la elaborazione di una legge in materia di interventi a favore delle Comunità immigrate in Sicilia, nonchè per la puntuale individuazione e delicata composizione degli organismi di rappresentanza (Consulta Regionale, organismi di partecipazione e confronto negli Enti Locali)”.

Ufficio Stampa IIFS ufficio.stampa@iifs.it


lunedì 13 giugno 2011

Ogni martedì dal 14 giugno al 26 luglio, Palermo: CITTADINI DEL MONDO - Cinerassegna solidale antirazzista


Per i diritti e la libera circolazione di tutte/i!

a cura del Comitato Antirazzista Cobas

Ogni Martedì dalle ore 21.00

al Laboratorio Zeta

Via Arrigo Boito 7 (vicino Stazione Notarbartolo)

Ingresso LIBERO

Dalle 20.00 alle 21.00 e durante il break
chi volesse potrà gustare un APERITIVO light di benefit
il cui ricavato ci aiuterà a sostenere
le spese dello Sportello Migranti Cobas
operante presso lo Zetalab
che dal 2003 offre assistenza gratuita ai migranti

La programmazione di Giugno-Luglio

14 Giugno: Machan (U. Pasolini, Sri Lanka/Ita/Ger, 2008)

21 Giugno: Lamerica (G. Amelio, Italia, 1994)

28 Giugno: Nuovomondo (E. Crialese, Italia, 2006)

5 Luglio: Coverboy. L’ultima Rivoluzione (C. Amoroso, Italia, 2006)

12 Luglio: L’orchestra di piazza Vittorio (A. Ferrante, Italia, 2006)

19 Luglio: City of God – Cidade de Deus (F. Meirelles, Brasile/Fr/USA, 2002)

26 Luglio: Welcome (P.Loiret, Francia, 2009)



venerdì 10 giugno 2011

Comunicato stampa: Colleggio difensivo tunisini CIE Andolfato, Santa Maria Capua Vetere

COMUNICATO STAMPA

COLLEGIO DIFENSIVO TUNISINI CIE ANDOLFATO

Dopo circa due mesi di udienze, ricorsi, esposti e denunce, la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere ha posto sotto sequestro il lager Caserma Andolfato.

Non abbiamo ancora avuto la possibilità di leggere le specifiche motivazioni con le quali il PM Bottino ha giustificato il sequestro ma certamente sono state riconosciute le ragioni della battaglia legale e umanitaria portata avanti da tutte le associazioni e i movimenti antirazzisti della Campania.

Sin dall’inizio, infatti, abbiamo denunciato lo stato di inadeguatezza della tendopoli, sorta da un giorno all’altro all’interno di una caserma militare, le condizioni inumane e degradanti in cui hanno vissuto i ragazzi tunisini per oltre 50 giorni, le illegittime violazioni dei diritti minimi fondamentali e la sistematica lesione del diritto di difesa.

Domani depositeremo un esposto alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, corredata, tra l’altro, di foto e video che rappresentano le tende di plastica bucate dai proiettili dei lacrimogeni, al fine di accertare l’origine e la dinamica dell’incendio, che saranno agevolmente verificate attraverso una perizia alla quale cercheremo di partecipare con i nostri tecnici. Dubbi sono sorti anche in relazione ai tempi e ai modi dell’intervento per domare l’incendio, tenuto conto che all’interno della Caserma soggiornavano mezzi dei Vigili del Fuoco che sarebbero potuti intervenire alle prime scintille e non dopo più di un’ora allorquando più della metà delle tende erano già distrutte dall’incendio e gran parte dei ragazzi intossicati.

Ma al di là delle specifiche responsabilità, l’incendio divampato nel campo conferma, senza alcuna possibilità di smentita, l’estrema pericolosità e la totale inadeguatezza del luogo in cui da un giorno all’altro è stato istituito il centro per il trattenimento coatto di centinaia di migranti.

Il sequestro del lager, però, non risolve la questione principale: che ne sarà dei ragazzi tunisini? Oggi abbiamo avuto conferma che sono stati trasferiti nei CARA di Foggia e Crotone, centri di accoglienza anch’essi non strutturati per una detenzione coatta.

Nei prossimi giorni saranno depositati i ricorsi in Cassazione contro i provvedimenti del giudice di Pace di Santa Maria Capua Vetere che ha convalidato l’illegittimo trattenimento, i ricorsi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo per il trattamento inumano e degradante e quelli avverso i dinieghi del riconoscimento della Protezione Internazionale emessi dalla Commissione di Caserta che ha rigettato tutti le richiesta (tranne una) e contro la quale sarà presentata un’esposto per omissione d’atti d’ufficio oltre che una segnalazione alla Commissione Nazionale per il Diritto d’Asilo.

In attesa degli ulteriori sviluppi, giudiziari e non, confidiamo nel sostegno di tutti quanti hanno lottato per la liberazione dei migranti illegittimamente trattenuti, affinchè si riaffermi lo stato di diritto contro le logiche dello stato di polizia e il ricorso a misure emergenziali che violano sistematicamente i diritti minimi fondamentali.



Studio legale Valle
Avv. Cristian Valle
Avv. Antonio Coppola
Avv. Francesca Viviani
Avv. Eliana Accetta


lunedì 6 giugno 2011

Mineo, i profughi bloccano la statale. Tunisini in rivolta a Pantelleria

resce la tensione in Sicilia per la gestione dei migranti. Sit-in sulla Catania-Gela nei pressi del villaggio della Solidarietà. Nell'isola del Trapanese i maghrebini ingoiano pezzi di vetro.

Circa cento migranti ospiti del Villaggio della solidarietà di Mineo hanno occupato le due carreggiate della strada statale Catania-Gela per protestare contro presunti ritardi nell'insediamento delle commissioni che dovranno stabilire lo status di rifugiato politico dei richiedenti asilo.

Il traffico è stato bloccato nelle due direzioni di marcia e si sono formate lunghe code di veicoli. Sul posto polizia e carabinieri. Il Villaggio della solidarietà di Mineo ospita circa 2.000 migranti, la maggior parte dei quali sono dei richiedenti asilo e diversi di questi ultimi contestano la lentezza con cui procede l'iter burocratico per la concessione dello status di rifugiato politico. Alcuni maghrebini sostengono che aspettano da mesi. Il soggetto attuatore è la Protezione civile regionale siciliana.

"Il fatto che sia arrivato un decreto di riconoscimento Cara, non significa che il ministero dell'Interno abbia attivato tutte le procedure in ordine alla gestione del Centro. In questo mese questo centro dovrebbe passare sotto l'egida della protezione civile nazionale, ma ciò non è ancora avvenuto". Lo ha detto il sindaco di Caltagirone Pippo Pignataro, a proposito della protesta dei migranti ospitati a Mineo. "La protezione civile nazionale - ha aggiunto Pignataro - dovrebbe decidere se gestire direttamente o avviare una procedura di gara per affidarlo a soggetti terzi che realizzino tutte quelle attività che sono previste nei protocolli per un Cara.

Parliamo di formazione, attività di animazione, collegamenti viari, ovvero, tutta una serie di servizi che in qualche modo rendano sostenibile la vita all'interno del villaggio". Pignataro ha espresso "massima solidarietà ai migranti che non solo non intravedono una stabilità della loro posizione a causa dei ritardi e delle lungaggini burocratiche, ma devono anche fare i conti con l'assoluta insensibilità di coloro che ne hanno la responsabilità in ordine a servizi che erano stati promessi e ad attività che non si sono mai svolte".

Principio di rivolta, con lanci di bottiglie e atti di autolesionismo, ieri sera all'ex caserma "Barone" di Pantelleria dove sono ospitati, in padiglioni diversi, circa sessanta migranti tunisini, tra cui una donna e una decina di minorenni. Sei adulti, poi trasferiti all'ospedale "Bernardo Nagar", hanno dato vita a gesti di autolesionismo e si sono feriti al torace e alle braccia con i cocci di bottiglia. Gli immigrati arrivati sull'isola tra il 27 e il 28 maggio scorsi, chiedono di essere trasferiti a Trapani. La protesta è stata subito sedata dai carabinieri e dai finanzieri attualmente in servizio di vigilanza sul posto. Cinque tunisini sabato erano stati arrestati dalla guardia di finanza perché a loro carico è risultato un decreto di espulsione dal territorio italiano non ottemperato.

E l'emergenza sbarchi non si ferma. Quattordici tunisini, fra i quali una donna, sono stati sorpresi all'alba, in via Re Umberto, sull'isola di Linosa. Gli immigrati si aggiravano per il centro urbano quando sono stati bloccati dai carabinieri. Per il gruppo previsto l'imbarco sul traghetto di linea per raggiungere Porto Empedocle.

(06 giugno 2011) © Riproduzione riservata

Fonte: Repubblica Palermo
 

11 giugno, Agrigento: Giornata di Studi e Incontri "Immigrazione, problema giudiziario o progetto sociale?"



Sabato 11 giugno 2011, dalle ore 9.30 alle 18 presso il Museo Archeologico Regionale di Agrigento, Contrada San Nicola, si terrà una giornata di studi e incontri dal titolo “Immigrazione, problema giudiziario o progetto sociale?”.

All’incontro, organizzato dal Centro Pio La Torre, hanno aderito e interverranno molte associazioni operanti nel settore tra le quali Amnesty, Caritas, Arci e Libera.

Tra gli interventi previsti quelli di Antonio Balsamo, magistrato della Corte di Cassazione, Rita Borsellino, europarlamentare, Renato Di Natale, procuratore di Agrigento, mons. Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento e Vito Lo Monaco, presidente del Centro Pio La Torre.

La manifestazione sarà trasmessa in streaming sul sito del centro Pio La Torre http://www.piolatorre.it/ e sul portale legalità dell’Ansa www.ansa.it/legalita



Alcuni passaggi della conferenza di Prem Rawat a Mazara del Vallo il 27 maggio 2011 tradotti in italiano

Alcuni passaggi della conferenza di Prem Rawat a Mazara del Vallo il 27 maggio 2011... Tradotti dall'inglese per i lettori del nostro Blog.

Per ascoltare il video integralmente cliccare qui.


Quando l'obbiettivo è comune e appare chiaro a tutti, ogni altra scusa svanisce. […] Oggi come oggi, l'obbiettivo comune non è chiaro. E perché? Sapete qual è il problema più grande di una persona? Io lo so qual è il mio problema più grande. Non sono gli altri. Io sono il mio problema più grande.

Ognuno di noi è il problema per sé stesso. […] Poi ci sono i cosidetti "leader mondiali". Naturalmente il termine leader [che in inglese deriva dal verbo condurre, ndt] non dice verso cosa conducano i grandi "leader mondiali". […] Ma noi li seguiamo e la nostra fede è cieca. E la prima cosa che fanno, i grandi "leader mondiali", è di metterci paura: Se non fai così, sarà la fine! Se fai questo, non soffrirai più! Se fai quello, succederà quest'altro… Prima ci mettono paura e poi ci dividono. Avanzano argomenti di qualsiasi tipo, argomenti insensati. E a noi cosa resta? Problemi, problemi, problemi…

Allora vi pongo una domanda: qual è la tendenza naturale dell'essere umano, di scegliere la pace o la guerra? […] Che cosa vuole veramente l'essere umano? Tutto quello che chiede è di avere uno spazio suo… non grande, piccolo... per realizzare ciò che più gli sta a cuore. […] Pregare, ad esempio, è qualcosa che fa star bene le persone, che quindi chiedono solo un piccolo spazio in cui poter pregare nella lingua e nel modo che più desiderano.

In secondo luogo, ciò che una persona desidera è l'opportunità, in qualsiasi parte essa si trovi, una strada, un sentiero, un cammino attraverso cui riuscire a migliorare la propria condizione, sia essa economica, mentale o fisica… […]

La pace non è impossibile. […] E io vi porto una buona notizia: quello che state cercando è dentro di voi. Congratulazioni! […]

Tutto quello che dovete fare è accendere una lampada. Non buttate via il buio dalla finestra con un secchio! Accendete una lampada, accendete la lampada della Conoscenza, la lampada della comprensione, della chiarezza, la lampada della bellezza, che esiste in ogni essere umano. La mia risposta a quella domanda è che se ci sono le condizioni adeguate, l'essere umano sceglierà la pace. Non se si è in una condizione di disagio, ma in condizioni "normali", sì… E quando ci troviamo in condizioni "normali", siamo esseri umani, cosa che non può avvenire quando ci troviamo in condizioni "animalesche". […]

Volete essere ricchi il più rapidamente possibile? […] Siate generosi. Volete essere forti e potenti il più rapidamente possibile? Siate gentili. E diventerete potenti. E sapete qual è il modo più rapido di trovare la pace? Guardare dentro di sè. […] È il primo passo.




 

sabato 4 giugno 2011

Lampedusa, ancora proteste, Altri dieci ingoiano lamette e vetro

Emergenza sull'isola per i tunisini che danno vita ad atti di autolesionismo per evitare il rimpatrio. Numerosi i ricoveri negli ospedali di Agrigento e Palermo.

E' diventata un'emergenza vera e propria la protesta attuata da molti immigrati tunisini ospiti del centro di accoglienza di Lampedusa. Dopo i dieci migranti trasferiti fino a ieri pomeriggio tra gli ospedali di Agrigento e Palermo per avere ingoiato lamette e pezzi di vetro per protestare contro il rimpatrio, anche nella tarda serata di ieri altri maghrebini hanno compiuto gli stessi atti di autolesionismo.

Altri dieci tunisini hanno ingoiato lamette e si sono procurati ferite. Alcuni di loro sono già stati dimessi dal poliambulatorio, mentre gli altri sono ancora ricoverati in osservazione e verranno certamente trasferiti oggi in elisoccorso fino all'ospedale "Cervello" di Palermo dove dovrebbero essere sottoposti ad intervento chirurgico.

I migranti tentano così l'ultima carta per evitare il rimpatrio ma rischiano la vita, come conferma anche il direttore del poliambulatorio, Pietro Bartolo. Finora i casi sono stati una trentina. "Sono sempre di più i migranti che arrivano al pronto soccorso con le lamette in gola. Alcuni, sapendo di rischiare la morte immediata, mettono dello scotch intorno alle lame che però rischia spesso di rompersi mettendo in pericolo la vita di queste persone".

(03 giugno 2011) © Riproduzione riservata

Fonte: Repubblica Palermo

venerdì 3 giugno 2011

Class action contro il Viminale per i diritti degli immigrati

Ostacoli burocratici, questure che prendono tempo, pratiche di rinnovo che si smarriscono o si perdono

ROMA. Novanta giorni di tempo al ministero dell’Interno per un intervento chiarificatore che faccia in modo che i tempi previsti dalla legge per l’ottenimento della cittadinanza italiana o dei ricongiungimenti familiari siano effettivamente rispettati. Sono i termini della diffida inviata dalla Cgil con il suo patronato Inca e Federconsumatori, al Viminale sotto forma di class action a tutela degli immigrati residenti in Italia.

L’obiettivo è quello di mutare la prassi attuale, con i cittadini stranieri costretti ad attendere oltre i termini previsti dalla legge per ottenere diritti che sulla carta sono sanciti ma nella pratica vengono ancora negati.

L'idea, presentata oggi in conferenza stampa, nasce dall’esperienza sul campo del sindacato e del patronato, entrati in contatto con decine di migliaia di immigrati che hanno avuto la necessità di assistenza e di tutela nei loro rapporti con la pubblica amministrazione, nelle pratiche di rinnovo o di rilascio del permesso di soggiorno, nelle procedure di regolarizzazione della posizione lavorativa, nelle richieste di ricongiungimento familiare. Già numerose azioni di tutela e vertenze individuali sono state svolte nel corso degli anni, ma ora viene messa in atto un’azione collettiva “per il ripristino della correttezza e dell’efficienza dei procedimenti amministrativi”. Il riferimento è soprattutto alla “sistematica e gravissima violazione dei termini massimi per la conclusione dei procedimenti amministrativi”: la legge prevede che le procedure di naturalizzazione debbano concludersi entro due anni dalla presentazione della domanda ma in concreto vi sono casi di attese di tre, quattro e più anni senza alcun cenno di riscontro da parte dell’Amministrazione.

Un disservizio, precisa la Cgil, ancor più grave alla luce del contributo di 200 euro che i richiedenti versano all’atto della domanda dal 2009, una vera e propria “tassa” senza alcun ritorno in termini di efficienza della procedura. La Cgil ha messo insieme 63 casi, fra i tanti segnalati, che costituiscono oggetto della class action insieme ad una decina di casi di rilascio del titolo di soggiorno permanente ai familiari. Si tratta, in questo caso, del diritto per i familiari (genitori e figli) di lungo soggiornanti, di ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno a carattere permanente: “Molte questure – denuncia la Cgil – si ostinano a procrastinare la concessione del titolo fino a che ciascuno dei familiari non abbia autonomamente maturato il requisito della presenza ultraquinquennale sul territorio italiano”.

Di fronte a questa realtà, Cgil, Inca e Federconsumatori hanno inviato diffida al ministero dell’Interno che è tenuto a fornire risposta entro 90 giorni dal ricevimento. In assenza di risposta o con risposta insoddisfacente, può essere promossa entro un anno una vera e propria azione di classe in sede giurisdizionale innanzi al Tar del Lazio, alla quale possono partecipare tutti coloro che versano nella situazione analizzata. Il Tar emette una sentenza che può accertare la violazione con un ordine di rimozione del disservizio. E proprio questo, immediatamente dal Viminale o successivamente attraverso il Tar, è l’obiettivo della Cgil: fare in modo che i tempi che la legge indica siano effettivamente rispettati. In seguito alla delibera del Tar, peraltro, potrà eventualmente essere svolta un’ulteriore azione per il risarcimento dei danni subiti: un’intenzione per il momento non prioritaria e che – viene assicurato – se il principio sarà riconosciuto, a suo tempo verrà realizzata.

di Redattore Sociale





L’esercito dei freelance. Il lavoro sta cambiando, è noto.

Nei paesi industrializzati si trasformano i lavori e i lavoratori, assumendo in modo sempre più dinamico nuove forme e identità, che non necessariamente però corrispondono a condizioni economiche e di vita migliori.

Quello che cresce, in particolare, è il lavoro autonomo legato all’economia della conoscenza, alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ma anche alla continua esternalizzazione dei servizi. È il cosiddetto “terziario avanzato di seconda generazione”, se con “prima generazione” si intende il lavoro delle professioni, degli albi e degli ordini.

Dal traduttore al webmaster, dal formatore all’organizzatore di eventi, dal giornalista al consulente informatico, sono tutti lavori necessariamente flessibili e ad alto contenuto intellettuale e creativo. Tutti parte, comunque, della grande famiglia dei freelance, che abbiamo la partita Iva o un contratto di collaborazione a progetto.

Si tratta di una categoria che le organizzazioni sindacali ancora fanno fatica a rappresentare, se non addirittura a comprendere nella rapida, costante evoluzione. D’altra parte, spesso si tratta di lavori che solo formalmente risultano autonomi e flessibili, perché di fatto sono dipendenti camuffati, pagati poco e con contratti precari. Si stima che questi ultimi, tra contratti a tempo determinato, cocopro e partite Iva, oggi siano circa 4 milioni in Italia.

In occasione del Primo Maggio, il linguista Noam Chomsky ha scritto sul sito Truthout un editoriale dal titolo L’attacco internazionale al lavoro: “Il termine “precarietà”, coniato dagli attivisti italiani, all’inizio si riferiva alla precarietà esistenziale dei lavoratori ai margini, come le donne, i giovani e gli immigrati”. In seguito, secondo Chomsky, l’applicazione del termine si è estesa a una condizione di precarietà crescente per la base della forza lavoro, che subisce progressivamente la desindcalizzazione, la flessibilizzazione e la deregolamentazione.

In ogni caso, la novità è che l’esercito dei nuovi professionisti comincia a sentire il bisogno di muoversi per “rivendicare collettivamente ” – tanto per usare un’espressione fordista – tutele e garanzie, quelle contrattuali così come quelle previdenziali, ad esempio. Sono per lo più giovani, molto qualificati ma con poca esperienza e con pochi contatti, anzi spesso isolati e in competizione tra loro, che però oggi sentono il bisogno – detto in chiave post-fordista – di creare coalizioni, di attivare reti.

Nascono così le prime associazioni e organizzazioni. Un buon esempio in Italia è Acta, Associazione consulenti terziario avanzato, che proprio oggi a Roma presenta il Manifesto. “È un nuovo programma per il riconoscimento del valore del lavoro professionale in Italia – si legge nella presentazione – e intende incentivare e rinforzare la coalizione tra chi non gode oggi di un’adeguata rappresentanza sociale”.

L’esperienza di Acta e delle altre associazioni nate in paesi ad alta intensità di lavoro autonomo – come Stati Uniti e Regno Unito – è illustrata nel saggio appena uscito “Vita da freelance” di Sergio Bologna e Dario Banfi, con una ben documentata analisi delle dinamiche che queste professioni stanno seguendo.

Dal testo emerge con chiarezza anche il ritardo della giurisprudenza italiana. “È necessario portare questi lavoratori nella maglie del diritto del lavoro, sottraendoli alla pura esposizione verso il diritto commerciale. I freelance non sono merce, sono sono imprenditori o capitalisti… sono lavoratori”, scrivono Bologna e Banfi. Dunque, aggiungiamo, hanno diritto a condizioni di lavoro dignitoso, per come lo intendono anche le norme internazionali.

In effetti, per quanto inedite nella forma, le condizioni di lavoro autonomo avanzato, specialmente quando questo è frutto di esternalizzazione, non sembrano poi tanto innovative nella sostanza.

“Nel cosiddetto lavoro a domicilio questo sfruttamento diventa più spudorato che nella manifattura, perché la capacità di resistenza degli operai diminuisce quando sono dispersi (…) perché cresce la irregolarità dell’occupazione e perché la concorrenza fra operai arriva di necessità al massimo”. Lo scriveva nel 1867 Karl Marx, nel libro I del Capitale.


Fonte: Lavoro Dignitoso di Vittorio Longhi



Rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro ILO: Migranti discriminati. La crisi aumenta la discriminazione sul lavoro e in genere favorisce il populismo

Migranti discriminati. La crisi aumenta la discriminazione sul lavoro e in genere favorisce il populismo.

È la conclusione a cui arriva, in estrema sintesi, il rapporto “Uguaglianza nel lavoro: una sfida continua”, diffuso lunedì dall’Organizzazione internazionale del Lavoro, ILO. I soggetti più colpiti sono quelli più deboli in tema di pari opportunità, come le donne e i giovani, ma anche le minoranze etniche e i lavoratori migranti.

Secondo il rapporto, “gli immigrati sono spesso discriminati nell’accesso all’impiego e nel lavoro, in molti paesi sono anche esclusi dai sistemi di protezione sociale”.

L’Italia aveva già ricevuto nel 2009 delle osservazioni critiche per le forme di discriminazione diretta e indiretta, contravvenendo proprio alla Convenzione internazionale 143 sui diritti dei migranti, ratificata nel 1981.

Sulla discriminazione diretta, quella che riguarda le condizioni di lavoro, sono state individuate alcune forme specifiche: il mancato riconoscimento del titolo di studio e delle esperienze pregresse; l’inquadramento contrattuale più basso e meno tutelato pur di ottenere e conservare un posto; il mancato pagamento degli straordinari e di alcune importanti indennità; la mancanza di formazione e sicurezza, elementi che aumentano notevolmente la probabilità di infortuni e di malattie professionali.

Inoltre, il fatto che il permesso di soggiorno dipenda esclusivamente dal contratto di lavoro oggi rende gli immigrati più precari e ricattabili, ma soprattutto li porta a una forma di “autodiscriminazione” spingendoli spesso ad accettare passivamente qualunque tipo di trattamento.

Sulla discriminazione indiretta, invece, si fa riferimento al clima generale di xenofobia e di razzismo, che pregiudica ogni possibilità di integrazione, di coesione sociale e di partecipazione attiva dei migranti alla società in cui vivono.

“La violenza contro gli immigrati non è certo un fenomeno nuovo – spiega l’ILO – ma sembra si sia esteso e sia sempre più evidente in un numero crescente di paesi. Gli abusi possono avvenire sia all’interno del contesto di lavoro sia fuori, dato che sono diverse le aggressioni subite dagli stranieri nelle proprie case e nelle proprie attività. Questo tipo di attacchi è andato avanti nonostante le politiche dei governi mirate a prevenirli e fermarli”.

Riguardo all’Italia, viene riportato il caso di Rosarno, di gennaio 2010: “Dopo due giorni di scontri 53 migranti sono rimasti feriti e oltre mille sono stati spediti ai centri di deportazione”, riferisce il rapporto, citando un comunicato dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati, Unhcr.


Fonte: Lavoro Dignitoso di Vittorio Longhi



giovedì 2 giugno 2011

27 maggio, Mazara del Vallo (Trapani): L'intervento di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà


Video degli interventi:

- del Sindaco Nicolò Cristaldi
- dell'On. Fouad Allam Khaled
- dell'On. Jean Leonard Touadì
- di Prem Rawat





5-12 giugno, Palermo: Mediterraneo Antirazzista


IL PROGRAMMA

Domenica 5 giugno Via S. Nicolò all’Albergheria (Palermo)

dalle ore 17.00: conferma iscrizione squadre e sorteggio gironi

ore 18.00 inaugurazione Piazza Mediterraneo

ore 18.00 - Incontro-dibattito: Il Mediterraneo come bene comune ***

ore 20.00: “100 metri antirazzisti” cena in strada preparata dalle trattorie del quartiere Ballarò

ore 21.30: festa di presentazione e consegna dei calendari dei tornei

Giovedì 9 giugno Diamante Fondo Patti (Palermo)

dalle ore 15.00 alle ore 22.00: partite dei tornei

Venerdì 10 giugno Diamante Fondo Patti (Palermo)

dalle ore 15.00 alle ore 22.00: partite dei tornei

Sabato 11 giugno Diamante Fondo Patti (Palermo)

dalle ore 09.00 alle ore 13.00: partite dei tornei – categorie pulcini ed esordienti

dalle ore 15.00 alle ore 20.00: partite dei tornei

Sabato 11 giugno Piazza Casa Professa (Palermo)

ore 21.30: FESTA ANTIRAZZISTA

Domenica 12 giugno Diamante Fondo Patti (Palermo)

ore 17.30: finali del tornei.

A seguire PARATA DI STRADA fino alla Piazza dello Zen 2, dove si tireranno i RIGORI. Premiazione e Festa di Chiusura in quartiere.

Comitato Organizzatore Mediterraneo Antirazzista 2011

Per info, adesioni e ospitalità:
3207768569 - 3206254974
o scrivere a info@mediterraneoantirazzista.org


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Quest'anno più che mai ci sembra importante che anche un'iniziativa festosa come il Mediterraneo Antirazzista possa essere un'occasione per discutere ed approfondire ragionamenti sulla situazione attuale del mediterraneo. In questo senso diamo molta importanza al dibattito:

Mediterraneo Bene Comune
domenica 5 giugno - 18.30
via S. Niccolò all’Albergheria

Intervengono:

Giacomo Sferlazzo - Ass. Askavusa (Lampedusa)
Alberto Biondo - Forum Antirazzista Palermo
Francesca Di Pasquale - Ricercatrice indipendente
Carmela Dachille - Albergueri(ll)a
Neji Khachnaoui - Giornalista
Mila Pernice - Coordinamento italiano Freedom Flotilla
Rabih Bouallegue - blogger

Coordina: Totò Cavaleri Zeta Lab

L'invito alla discussione:

Il Mediterraneo è un bene comune perché è la sua storia a dirlo. Scambi, attraversamenti, contaminazioni e conflitti: la storia del Mediterraneo è la storia della forza produttrice del meticciamento.

Il Mediterraneo è un bene comune perché non esistono frontiere e sistemi securitari in grado di mettere a freno la libertà dei popoli. La domanda che resta aperta allora è quale prezzo dovremo continuare a pagare per agire questa libertà di movimento. Per quanto tempo dovremo ancora sopportare di vedere i naufragi, i respingimenti e la detenzione di migranti?

Il Mediterraneo è un bene comune oggi più che mai. Perché è tutt'altro che lo scacchiere in cui governanti e dittatori possono giocare indisturbati le loro partite. Le rivolte ed i conflitti degli ultimi mesi hanno dimostrato ancora una volta che il futuro di quest'area dipende innanzitutto dalla volontà dei popoli di decidere del proprio futuro.

Il Mediterraneo è un bene comune, e la Sicilia lo deve sapere bene. Perché altrimenti della sua storia si capirebbe ben poco. Perché non c'è sud e non c'è nord, ne’ centro e periferia quando l'attraversamento e la contaminazione sono inarrestabili.

Il Mediterraneo è un bene comune, allora, perché il suo futuro è aperto, e lo costruiamo ogni giorno nelle nostre piazze, nelle nostre città, superando le frontiere visibili e invisibili. Perché se il Mediterraneo è un bene comune allora deve essere lo spazio dei diritti e della libertà, lo spazio al tempo stesso delle differenze e dell'uguaglianza: il MEDITERRANEO ANTIRAZZISTA.


Il testo della circolare ministeriale sull' "Accesso ai centri per immigrati"

01 June 2011

Cie: ecco il testo della circolare della censura



La stampa è un intralcio.

E allora meglio tenere lontani i giornalisti. Fora da i ball come abbiamo scritto più volte nel nostro appello. Attenzione alle parole. Perché sottendono punti di vista. E perché rendono tutto banale. Anche la censura.

Le parole sono quelle scritte su un documento ufficiale. Porta la firma di Maroni, si tratta della ormai famosa circolare 1305 del primo aprile 2011. La circolare che vieta l'ingresso alla stampa nei centri di identificazione e espulsione (Cie) e nei centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara) fino a nuova comunicazione.

Finalmente siamo in grado di mostrarvi il testo integrale del documento. Maroni ha scritto proprio così. Che la stampa deve stare fuori dai centri "al fine di non intralciare". Certo, perché se ci fosse un minimo contatto con l'esterno potrebbero esplodere rivolte e proteste. Come quella della settimana scorsa a Lampedusa che ha portato al pestaggio di Nizar, il marito di Winnie, la ragazza olandese, nel frattempo condannato a otto mesi per lesioni.

Qualcosa intorno però si muove. Dopo l'appello che abbiamo promosso con un primo gruppo di giornalisti, e dopo l'interrogazione parlamentare dei radicali Perduca e Poretti al Senato, adesso anche i parlamentari del Pd si sono schierati. Lo hanno annunciato ieri in conferenza stampa Touadi, Vita e Giulietti, impegnandosi a formalizzare quanto prima due interrogazioni parlamentari congiunte nei due rami del Parlamento, che chiedano a Maroni di abrogare la circolare.

Per una volta anche il sindacato dei giornalisti (Fnsi) sostiene questa campagna. E sono allo studio una serie di iniziative davanti ai Cie e alle Prefetture.

Intanto però, prima di tutto, leggetevi la circolare.


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Protocollo n. 1305

11050/110 (4)

Roma, 01.04.2011



Ai Signori Prefetti - loro sedi
Ai Signori Commissari del Governo per le Province di Trento - Bolzano

Oggetto: Accesso ai centri per immigrati

In considerazione del massiccio afflusso di immigrati provenienti dal Nord Africa e al fine di non intralciare le attività loro rivolte, l'accesso alle strutture presenti su tutto il territorio nazionale, di cui alla circolare n. 1305 del 24 aprile 2011, è consentito, fino a nuova disposizione, esclusivamente alle seguenti organizzazioni: Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), Orgaizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM), Croce Rossa Italiana (CRI), Amnesty International, Medici Senza Frontiere, Save The Children, Caritas, nonchè a tutte le Associazioni che hanno in corso con il Ministero dell'Interno progetti in fase di realizzazione nelle strutture di accoglienza, finanziati con i Fondi nazionali ed europei.

Roberto Maroni



30 giugno, Palermo: Scadenza termini di presentazione di un progetto di ricerca drammaturgica sul tema Clorofilla/Arte del mio respiro

Associazione Arlenika onlus

BORSA DI STUDIO

Per un’idea-progetto di ricerca drammaturgica sul tema


Clorofilla/ Arte del mio respiro


Tutti abbiamo bisogno dell’ossigeno.


Tutti ne siamo produttori attraverso l’arte e la cultura.


L’Associazione Arlenika Onlus e il Centro Amazzone di Palermo promuovono una borsa di studio di MILLE EURO a sostegno della ricerca drammaturgica originale nell’ambito del teatro, della danza e della performance, sul tema “Clorofilla/arte del mio respiro”.

La borsa si collega all’ attività 2011 del Centro Amazzone ispirata in senso metaforico e politico alla “Clorofilla”. Questa scelta nasce dalla necessità di lottare contro i sistemi di asfissia del corpo e del pensiero di cui oggi l’individuo è prigioniero, con gravi danni alla libertà della persona e all’ambiente.

A questa condizione il Centro Amazzone, fondato sulla interazione di Mito, Teatro e Scienza e su un approccio globale dell’uomo alla malattia, contrappone l’esempio dei meccanismi naturali indispensabili alla sopravvivenza ancora più a rischio in questi tempi di guerra e catastrofi nucleari.

La borsa di studio è riservata ai giovani di qualunque nazionalità che abbiano un’età compresa tra i 20 e i 35 anni.

Per partecipare bisogna presentare un’idea-progetto contenuta in un massimo di tre cartelle. L’elaborato va presentato entro il 30 giugno 2011 via email all’indirizzo info@progettoamazzone.it

Gli elaborati devono essere accompagnati da una richiesta di partecipazione completa dei dati personali e da un curriculum vitae. Una apposita commissione valuterà le proposte e farà una prima selezione di otto idee-progetto, a cui seguirà la scelta del vincitore entro il 10 settembre 2011.

Con la somma di Mille Euro verrà sostenuta una sola idea progettuale che esprima in maniera forte una vocazione alla ricerca. Il tema proposto ha carattere generale. All’interno di questo tema/territorio l’artista descrive le motivazioni personali e disegna il percorso drammaturgico di un progetto originale.

Al vincitore della borsa di studio viene data, alla fine di settembre, l’opportunità di sperimentare la propria idea progettuale usufruendo di quindici giorni di lavoro all’interno del laboratorio teatrale “Teatro Studio Attrice/Non” settore di ricerca teatrale del Centro Amazzone.

La commissione è presieduta da Anna Barbera ed è formata da:

Silvia Di Blasi

Gea Gambaro

Alessandra Luberti

Filippo Luna

Daniela Mangiacavallo

Lina Prosa

Miriam Palma

Patrizia Zappa Mulas

Coordinamento: Annalisa Arata


Info 0916124003 - info@progettoamazzone.it
 

8 giugno, Palermo: Giornata dell'Arte e della Creatività. Estemporanea di pittura Esposizioni Videoproiezioni Musica

Ritorna al San Saverio la

Giornata dell'arte e della creatività

Pensionato SAN SAVERIO

via G. di Cristina 7 Palermo

Le iscrizioni devono pervenire entro

il 6 giugno



Programma della manifestazione:

ORE 15,30:

- pittura su tela;

- esposizione fotografica;

- esposizione di quadri e creazioni artistiche varie;

- videoproiezione;

L'associazione metterà a dispozione tutto il materiale necessario (tele, colori acrilici, pennelli, videoproiettore, pannelli espositivi, etc...).

ORE 21,00:

LIVE MUSIC con:

RAKIJA TRIO

Trio composto da musicisti che suonano un repertorio basato sulla musica Klezmer e Balcanica con influenze mediterranee, d'ascolto e allo stesso tempo energico.

Ad un kolo serbo (danza nazionale in Serbia) segue un ritmo in 9/8 ed un klezmer festoso, un richiamo alle stravaganze di John Zorn, il tutto condito con una buona carica live ed un certo virtuosismo nell'esecuzione.

Il trio:

Daniele Tesauro (Fisarmonica) Giacomo Di Domenico (Tapan/Darbuka/Percussioni)

&Tommaso Quincy (Sassofono/clarinetto)"

PANORM BAND

Dall'improvvisazione artistica nata per caso su un palco d'estate, Eugenio Panòrm, unisce il suo inedito talento alle doti musicali di Pako Tosto, suo manager e batterista del progetto che li vede camminare insieme. La Panòrm band si è fatta strada con una valigia di storie che sanno di marinai perduti, di diseredati, di amori finiti male, galere, mercati, vicoli, treni e binari, notti solitarie, parole che si susseguono all'interno di ritmi dal sapore di paesi dell'Est. Le note balcaniche influenzate dal Blues, dal Bolero, dalla Rumba, dal Jazz e cantate da una voce sporca e graffiante, rauca intrisa di whisky e sigarette, accompagnano il viaggio di questa band che ruota attorno alle parole di Eugenio Panòrm in un mondo troppo reale e spesso crudo ma con la sottile ironia di una folle che ci ride su e butta giù un altro sorso di vita e di speranza.

Musicisti:

Eugenio Panòrm - voce e chitarre, testi e musiche.

Pako Tosto - batteria e percussioni.

Adriano Cristaldi - contrabbasso.

Giuseppe Fucile : clarinetto, sax tenore e soprano.

Influenze:

Goran Bregovic, Vladimir Visotosky, Django Reinhardt, Tom Waits



X INFO E ADESIONI contattare:

Antonio 329 7914570

Luisa 328 4567817

Roberto 327 7378842

Per partecipare alle varie attività è necessario confermare l'adesione