Programma Educazione alla Pace presentato da Tindara Ignazzitto - Consulta per la Pace di Palermo

Programma di Educazione alla Pace - TPRF

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sabato 16 novembre 2013

18 novembre-11 dicembre, Palermo: Il cinema ungherese si presenta a Palermo

Tra il 18 novembre e l’11 dicembre 2013, presso i Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo verranno proiettati 4 film a ingresso gratuito.

Lunedì 18 novembre 2013
Ore 17.30 proiezione del film "L'eredità di Eszter" e successivo dibattito del regista József Sípos con gli allievi del II anno di corso del Centro Sperimentale di Cinematografia. 

Mercoledì 11 dicembre 2013
Ore 16.00 proiezione del film "Il Cavallo di Torino" e successivo incontro degli studenti del Centro Sperimentale di Cinematografia con il regista Béla Tarr.

La rassegna è stata organizzata dal Consolato Onorario di Ungheria in Palermo, in collaborazione con la città di Palermo, il Centro Sperimentale di Cinematografia – Scuola Nazionale di Cinema – sede Sicilia e con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri d’Ungheria, nell’ambito dell’Anno Culturale Ungheria-Italia 2013. 

Nell’ambito della rassegna verranno proiettati 4 film pluripremiati ai festival internazionali, che rappresentano la produzione cinematografica ungherese più recente. Tutti i film saranno proiettati in lingua originale, con sottotitoli in italiano (eccetto "L’Eredità di Eszter" in italiano).

Lunedì 18 novembre,alle ore 17.30 è in programma al CSC la proiezione di "L’Eredità" di Eszter di József Sípos (2008), basato sull’omonimo romanzo di Sándor Márai (tradotto in oltre 30 lingue ed edito in Italia da Adelphi). Il film racconta l'insolita storia di Eszter, alla vigilia della seconda guerra mondiale, che eredita la tenuta di famiglia, conquistando una breve serenità destinata a essere bruscamente interrotta quando, a distanza di 20 anni, torna l'unico uomo che abbia mai amato e che però l'ha sempre ingannata. Alla proiezione sarà presente il regista. 

Il Festival continua domenica 24 novembre, alle ore 18, con la proiezione alla sala Vittorio De Seta (sempre ai Cantieri) di "Kaméleon" di Krisztina Goda (2008) sulla storia di Zsolt Kovács, un truffatore professionista che sceglie come vittime soprattutto donne disilluse e che seduce per arrivare ai loro soldi. Capace di assumere le più svariate personalità, Zsolt inizia a lavorare in uno studio di psicologi. Lì incontra Hanna che sarebbe la vittima ideale se non ci si mettesse di mezzo l'amore.

Domenica 1 dicembre 2013, alle ore 18, verrà proiettato al De Seta il "Final cut – Ladies and Gentlemen di György Pálfi", un’opera di mash up visivo dedicata al cinema, che racconta la storia d’amore universale tra un uomo e una donna tramite gli spezzoni dei film con protagonisti Brad Pitt, Marcello Mastroianni, Woody Allen, Greta Garbo, Brigitte Bardot e Charlie Chaplin. L’effetto del film è come se tutti questi attori famosi recitassero insieme. L'eccentrico regista ungherese György Pálfi ha lavorato per più di tre anni al banco di montaggio.

La rassegna si chiude al CSC mercoledì 11 dicembre, alle ore 16 con la proiezione de "Il cavallo di Torino" di Béla Tarr, (2011, 149’) regista cinematografico ungherese (n. Pécs 1955), che fin dagli esordi ha conquistato l’interesse della critica internazionale per il suo stile volto a promuovere l’idea di un cinema specchio della crisi comunicativa che affligge l’umanità. Riflesso stilistico di un'insanabile solitudine, lenti carrelli e lunghi piani-sequenza osservano nei suoi film i protagonisti muoversi in un'estrema dilatazione temporale. Tarr, con questo suo ultimo film, sembra voler chiudere un percorso iniziato con il monumentale Sátántangó (1994) e proseguito con Werckmeister harmóniák; opera cupa e visionaria dove protagoniste sono figure esemplari di un’esistenza che scivola nell’oblio lentamente. Il film ha ottenuto l’Orso d’argento al Festival del cinema di Berlino. Alla proiezione sarà presente il regista. 

Il cinema ungherese ha visto una rinascita produttiva negli anni ‘90, dopo le difficoltà e l'ombrello sovietico della guerra fredda. La costituzione di nuove società di produzione, gli aiuti statali e il passaggio da un'economia pianificata a una società consumistica, hanno permesso una rinascita creativa con pochi eguali nell'Europa Centrale. Autori come Márta Mészáros, István Szabó, Béla Tarr o Miklós Jancsó, István Gaál hanno continuato a girare lasciando al contempo spazio ai giovani enfants terribles come György Pálfi, Benedek Fliegauf, Kornél Mundruczó, Szabolcs Hajdú e János Szász, che con il suo ultimo film The notebook ha vinto il Festival di Karlovy Vari e veleggia verso una probabile candidatura agli Oscar. Una cinematografia che riflette ancora molto sul suo recente passato, sapendo però cogliere sia le influenze del cinema occidentale, sia le contraddizioni sempre più pressanti della moderna società ungherese.


martedì 29 novembre 2011

2 dicembre, Palermo: Aperitivo Afro-Solidale


Carissimi sostenitori

abbiamo il piacere di invitarvi al nostro Aperitivo Afro-Solidale
che avrà luogo
Venerdì 2 Dicembre 2011
presso il Teatro delle Beffe
in via De Spuches n. 7 a Palermo

La serata prevede:

degustazione di pietanze africane
musica dal vivo con la "Famiglia del Sud"
presentazione dei progetti Asantesana 2012
presentazione del calendario Asantesana 2012
presentazione del cineforum 2012 e
del corso di Lingua e Cultura Swahili
mostra fotografica

Vi aspettiamo dalle ore 19,00 - INGRESSO LIBERO



giovedì 10 novembre 2011

15 novembre, Verona: Film-documentario "I nostri anni migliori"


Z a L a b
Presenta 

I nostri anni migliori 

 
15 novembre 2011 Festival di Cinema Africano di Verona
Ore 20.30 Teatro Camploy
un documentario di Matteo Calore e Stefano Collizzolli
prod. ZaLab e toniCorti (45’ – Italia 2011)
 
Che cosa resta di una rivoluzione nelle vite delle persone che l’hanno attraversata?
Tra febbraio e aprile 2011 ventitremila tunisini arrivano a Lampedusa.
Il governo italiano urla all’invasione, si parla di un’orda barbarica, di un esodo biblico, di uno tsunami umanitario. Non si parla invece della storia di queste persone.
Dai campi di prima accoglienza di Manduria, Mineo e Palazzo San Gervasio cinque di loro si raccontano. Un’intera vita soffocata sotto il regime di Ben Ali, la rivoluzione inaspettata e dirompente che l’ha messo in fuga. Poi la possibilità di partire, per alcuni a lungo sognata e per altri solo improvvisata.
Gli anni migliori sono i loro: quelli di una generazione cui per troppo tempo è stata negata la libertà, e che ora ha deciso di provare a prendersela fino in fondo.
 
Il film verrà presentato il 15 novembre al Festival di cinema africano di Verona, in concorso nella sezione Viaggiatori e Migranti.
 
Queste le date delle prime proiezioni:
14 novembre – Padova – Immaginafrica, 16.15. Saranno presenti gli autori e uno dei protagonisti del film. Alle 17.30 tavola rotonda coordinata da Gabriele Del Grande.
24 novembre – Roma – Apollo 11, 20.30. Al termine della proiezione un incontro con gli autori e Stefano Liberti, giornalista del Manifesto.
1 dicembre – Padova – PortoAstra.
Inoltre il film sarà presentato nella Library di Italian Doc Screenings – Firenze 16-19 novembre 2011.
 
Per ulteriori informazioni sul film: http://inostriannimigliori.wordpress.com
Per organizzare una proiezione scrivete a distribuzione@zalab.org


domenica 19 giugno 2011

Il Mediterraneo mistificato del Tao FilmFestival 2011

Doveva essere un CineFilmFestival all’insegna del dialogo interculturale nel Mediterraneo ma a Taormina, purtroppo, di dialogo mediterraneo si è visto assai poco. Modernamente “liquidi” gli enti locali titolari di quella che è stata per decenni una delle principali rassegne cinematografiche nazionali (la provincia di Messina e i comuni di Messina e Taormina), autorelegatisi a bancomat di distribuzione delle ingenti risorse finanziarie che tengono in vita la comatosa kermesse, ci ha pensato il main sponsor privato a imporre logo, ordini del giorno e contenuti alla 57^ edizione del festival in corso nella città siciliana.
 
La Fondazione Roma Mediterraneo del potente cavaliere-avvocato-professor Emmanuele Emanuele, sorta nel 2008 come costola della più nota Fondazione Roma (ex Fondazione Cassa di Risparmio di Roma, importante azionista Unicredit), dopo le sedi di rappresentanza a Palermo e Rabat e le nuove di Valencia e Istanbul, sembra essere intenzionata a mettere radici a Taormina. La fondazione ha istituito quest’anno il Premio Award allo sviluppo del dialogo interculturale ed all’affermazione di una specifica identità mediterranea che sarà consegnato a un cineasta nella serata finale del festival di Taormina. In ringraziamento, con un ignoto atto amministrativo, le è stata intitolata la principale sala conferenze del palazzaccio dei Congressi, cuore operativo della rassegna cinematografica. Palcoscenico e riflettori invece per il banchiere-finanziere Emanuele, ospite d’onore dell’incontro “L’arte e la cultura in una società senza valori” all’interno del Campus formativo del festival destinato a centinaia di studenti liceali e universitari siciliani e non, grazie al contributo del Ministero della Gioventù. Un incontro in cui si è discusso assai poco d’arte e di cultura e nulla di Mediterraneo ma invece tanto e male di mafia e antimafia, causa la contestuale partecipazione del critico-polemista e sindaco di Salemi (Trapani), Vittorio Sgarbi.
Un’amicizia quella tra Emanuele e Sgarbi coronata dalla collaborazione della Fondazione Roma ad alcuni “progetti culturali” avviati a Salemi dall’attuale sindaco e che oggi si alimenta della mutua collaborazione alla 54^ Biennale d’Arte di Venezia, dove l’avvocato-professore è presidente del Comitato degli intellettuali del Padiglione Italia su nomina del ministro per i beni culturali, mentre il critico Sgarbi è curatore della sezione espositiva italiana. Il lungo sproloquio di Vittorio Sgarbi ha lasciato attonita una parte del pubblico. Adirato dall’ispezione avviata dalla Prefettura di Trapani per verificare l’esistenza di possibili infiltrazioni mafiose nella vita amministrativa della città di Salemi, Sgarbi è andato pesante contro prefetti, questori, giudici e professionisti anti-mafia. “Sono loro i veri mafiosi perché la mafia in Sicilia non esiste ormai quasi più, è lo Stato la vera mafia e l’antimafia, che è assai peggio della mafia, continua ad alimentare la sua leggenda bloccando l’economia dell’isola…”. Il cronista registra, spera inutilmente in uno stop di Emanuele o della direttrice della rassegna e moderatrice dell’incontro, Deborah Young, poi sbotta con un “vergogna, basta parlare così agli studenti” e viene impietosamente tacciato da Sgarbi di “mafioso, mafioso, mafioso, gente come te è la vera mafia in Sicilia” ma finalmente il dibattito-sceneggiata viene dato per chiuso.
Non era certamente andata meglio prima la tavola rotonda sulle “rivoluzioni in nord Africa”. Per imprecisati “motivi tecnici”, gli organizzatori avevano modificato in extremis il programma, dividendo l’incontro in due diversi momenti. Il primo riservato ai giovani e brillanti cineasti Ibrahim El Batout, Habib Attia, Mourad Ben Cheikh, Leila Kilani e Soufia Issami, testimoni diretti del fermento sociale e culturale e dello spirito rivoluzionario che anima le nuove generazioni in Algeria, Tunisia, Marocco ed Egitto. Si è pensato bene però di concentrare l’attesissimo dialogo con il pubblico in poco meno di un’ora, per giunta dopo aver relegato la proiezione dei loro splendidi film (solo “tre e mezzo” le produzioni arabe in programma come amaramente sottolineato dal decano dei critici cinematografici siciliani, Citto Sajia) negli insostenibili orari del dopo pranzo. Il secondo appuntamento, invece, è stato di quasi due ore, una master class del finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar, socio di Silvio Berlusconi ed ex delegato ai rapporti istituzionali della Presidenza del consiglio con i capi di stato nordafricani (i “dittatori” Ben Ali e Moumar Gheddafi, tra gli altri). Al festival, tra l’altro, Ben Ammar è stato consegnato per la sua attività di produttore – caso più unico che raro nella storia delle rassegne internazionali - uno dei tre Taormina Arte Award.  Il suo intervento autocelebrativo ha ammaliato il pubblico in sala. Parole commoventi per i giovani nordafricani che sfidano il Mediterraneo per “esercitare il diritto alla libertà e consocere la cultura europea ma ingiustamente respinti dalle politiche migratorie dell’Unione”, lui che il 24 marzo 2011 aveva accompagnato i ministri Maroni e Frattini per stringere una nuova alleanza politico-militare con la Tunisia per ridare il via ai respingimenti in Africa dei migranti. Un’ovazione ha suscitato poi l’annuncio che presto prenderanno il via le riprese di un film interamente dedicato alla storia del venditore ambulante Mohamed Bouazizi che si è ucciso lo scorso dicembre dandosi fuoco e denunciare con il suo sacrificio le violenti repressioni della polizia e dell’esercito di Ben Ali. “Abbiamo il dovere che i nostri figli non dimentichino quanto è accaduto in questi mesi in Tunisia e nel mondo arabo e dello storico processo di affermazione dei valori di libertà e democrazia”, ha dichiarato Ben Ammar.
Un’ora prima i giovani registi nordafricani si erano detti però un po’ meno ottimisti sulla linearità dei processi rivoluzionari in atto.  “Il padrone è andato via ma i cani del padrone sono rimasti, abbaiano forte e cercano ancora di mordere”, ha spiegato il tunisino Mourad Ben Cheikh, autore del documentario Plus jamais peur  (Mai più paura) su quanto accaduto in Tunisia nelle tragiche giornate del gennaio 2011. Modi antitetici di intendere la storia, la libertà, la democrazia e il cinema, che hanno costretto il FilmFestival ad evitare che si sedessero allo stesso tavolo registi e produttori indipendenti arabi e il magnate franco-tunisino. “Sì, è vero, ho lavorato per decenni in Tunisa sotto il governo di Ben Alì, ma è stata una scelta di realpolitik tesa a salvaguardare i miei affari e i salari delle maestranze, gli oltre 750.000 tunisini che in tutti questi anni ho impiegato per le produzioni dei miei kolossal”, si è giustificato Ben Ammar. “La location n nord Africa delle produzioni europee e nordamericane consente di ridurre le spese e ridistribuire ricchezza”, spiega il finanziere, omettendo che proprio le delocalizzazioni e le politiche neoliberiste imposte dalla finanza transnazionale hanno spinto centinaia di migliaia di giovani arabi a lottare per le “rivoluzioni democratiche”, come magistralmente documentato dallo splendido film Sul la planche della regista marocchina Leila Kilani presentato a Taormina, con al centro la decomposizione del tessuto economico e sociale generata dalla grande zona franza di Tangeri  (una coproduzione Marocco-Francia-Germania).
Tarak Ben Ammar, a differenza del socio e amico Silvio Berlusconi, respinge l’idea di buttarsi nell’agone politico, scegliendo di governare il paese in odo sommerso, attarverso il controllo dei canali finanziari, dell’economia e soprattutto dei nuovi media “indipendenti”. “Sono un uomo di cultura, non amo la politica e escludo categoricamente di coinvolgere la mia persona e la mia vita nelle competizioni elettorali”, ha dichiarato Ben Ammar, “onorato” di poter lanciare proprio da Taormina il suo nuovo kolossal Black Gold (Oro Nero), incentrato sulla “scoperta” del petrolio nel regno di Arabia ma interamente girato in Tunisia dal regista Jean-Jacques Annaud e dall’attore Antonio Banderas. “Il cinema deve produrre denaro”, spiega Ben Ammar. “La Tv è la banca del cinema e sono le banche che finanziano le Tv e ciò spiega perché ho scelto di fare ingresso nel sistema bancario internazionale e divenire membo del consiglio di amministrazione di Mediobanca”. Se poi c’è spazio, ma senza disturbare i manovratori, può subentrare anche la “cultura”…
Si annuncia ancora più cinico e lacerante l’epilogo del FilmFestival del Mediterraneo negato, dimezzato e più volte mistificato da organizzatori e certi ospiti “di peso” della kermesse taorminese. Stasera, nello splendido scenario del teatro greco, la Fondazione Roma Mediterraneo di Emmanuele Emanuele consegnerà il suo Award al dialogo interculturale al regista palestinese Elia Suleiman, autore di importanti film di denuncia sulla condizione di un popolo oppresso da ormai 64 anni di occupazione israeliana. Riconoscimento meritato, peccato che tra i membri “d’onore” del comitato scientifico della fondazione per “la cooperazione culturale ed economica nel bacino mediterraneo” compaia l’ex ambasciatore d’Israele in Italia, Avi Pazner, portavoce per decenni dei più guerrafondai governi della storia nazionale e strenuo oppositore delle risoluzioni ONU che invocano il ritiro militare dai territori della Cisgiordania pre-1967. Le organizzazioni non governative che compongono il coordinamento italiano per il boicottaggio d’Israele hanno chiesto da Elia Suleiman di disertare il “tappeto rosso” di Taormina esprimendo ancora una volta il proprio sostegno alla lotta palestinese. Dall’area dello Stretto, con una lettera aperta, la Rete No Ponte ha chiesto al regista di rifiutare un “premio maledetto”. Un mese fa uno striscione in memoria del pacifista Vittorio Vik Arrigoni apriva a Messina il corteo nazionale contro il progetto di realizzazione del ponte sullo Stretto. “Restiamo umani”, si leggeva, come il titolo del suo blog che per lungo tempo ha testimoniato i crimini israeliani a Gaza. Come la recente operazione “Piombo fuso” o il sanguinoso assalto alla Gaza Flottilla che l’ex ambasciatore Avi Pazner ha rivendicato e giustificato di fronte alla stampa e alla diplomazia mondiale. Elia Suleiman non ha ancora risposto. A Taormina è atteso tra un paio di ore. Ma c’è ancora chi spera in un doveroso atto di obiezione, in nome dei diritti e della dignità umana e della pace giusta in Medio oriente.

lunedì 13 giugno 2011

Ogni martedì dal 14 giugno al 26 luglio, Palermo: CITTADINI DEL MONDO - Cinerassegna solidale antirazzista


Per i diritti e la libera circolazione di tutte/i!

a cura del Comitato Antirazzista Cobas

Ogni Martedì dalle ore 21.00

al Laboratorio Zeta

Via Arrigo Boito 7 (vicino Stazione Notarbartolo)

Ingresso LIBERO

Dalle 20.00 alle 21.00 e durante il break
chi volesse potrà gustare un APERITIVO light di benefit
il cui ricavato ci aiuterà a sostenere
le spese dello Sportello Migranti Cobas
operante presso lo Zetalab
che dal 2003 offre assistenza gratuita ai migranti

La programmazione di Giugno-Luglio

14 Giugno: Machan (U. Pasolini, Sri Lanka/Ita/Ger, 2008)

21 Giugno: Lamerica (G. Amelio, Italia, 1994)

28 Giugno: Nuovomondo (E. Crialese, Italia, 2006)

5 Luglio: Coverboy. L’ultima Rivoluzione (C. Amoroso, Italia, 2006)

12 Luglio: L’orchestra di piazza Vittorio (A. Ferrante, Italia, 2006)

19 Luglio: City of God – Cidade de Deus (F. Meirelles, Brasile/Fr/USA, 2002)

26 Luglio: Welcome (P.Loiret, Francia, 2009)