www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


sabato 6 febbraio 2010

Immigrazione, arriva il permesso di soggiorno a punti

5 febbraio 2010

Tra le prove più importanti, la conoscenza della lingua italiana, quella della Costituzione.
Reazioni contrarie da parte delle Acli: E' un percorso ad ostacoliPer ottenere il permesso di soggiorno gli stranieri immigrati in Italia dovranno superare una serie di prove. La decisone è stata presa dal ministro dell’Interno Roberto Maroni e quello del Welfare Maurizio Sacconi. Concretamente si dovranno raggiungere trenta punti nell’arco di due anni attraverso una serie di obblighi e di adempimenti. Tra le prove più importanti, la conoscenza della lingua italiana, quella della Costituzione e l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale al regolare contratto abitativo. La valutazione sarà effettuata da parte degli Sportelli unici per l'immigrazione. Se gli obiettivi saranno raggiunti verrà concesso il permesso di soggiorno, altrimenti ci sarà l'espulsione. insorge il mondo dell'associazionismo.
Già dai prossimi mesi i cittadini stranieri che vorranno ottenere il permesso di soggiorno dovranno superare delle prove ed ottenere dei crediti. E' questo il risultato dell'incontro tra il ministro dell’Interno Roberto Maroni e quello del Welfare Maurizio Sacconi.

Concretamente si dovranno raggiungere trenta punti nell’arco di due anni attraverso una serie di obblighi e di adempimenti. Tra le prove più importanti, la conoscenza della lingua italiana, quella della Costituzione e l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale al regolare contratto abitativo.

Come detto al superamento dei vari test corrisponderà un certo numero di crediti la cui perdita però significherà la revoca del permesso a cui seguirà l'espulsione. Il tempo massimo per ottenere i trenta punti richiesti sarà calcolato sull'arco di due anni più un altro anno scaduto il quale scatterà il provvedimento di espulsione.

Il permesso di soggiorno a punti «è già una legge ha detto Maroni -, perchè è nel pacchetto sicurezza approvato l'anno scorso: ora col ministro Sacconi abbiamo trovato un'intesa tecnica sulla sua attuazione e nei prossimi giorni sarà pubblicato il decreto attuativo, ossia un atto amministrativo che determina il regolamento».

Maroni ha poi spiegato che la valutazione sarà effettuata «da parte degli Sportelli unici per l'immigrazione. Se gli obiettivi sono stati raggiunti verrà concesso il permesso di soggiorno, altrimenti ci sarà l'espulsione. E’ un sistema - ha aggiunto - per garantire l'integrazione: io ti suggerisco le cose da fare per integrarti nella comunità. Se le fai ti do il permesso di soggiorno, se non le fai significa che non vuoi integrarti. Lo applicheremo solo ai nuovi permessi di soggiorno. Per gli eventuali corsi di lingua e altro, -ha concluso Maroni - non chiederemo soldi agli immigrati, faremo tutto noi, anche per garantire standard uniformi in tutte le province ed avere tutto sotto controllo. L'accordo tra i due ministeri sarà tra breve trasformato in un decreto».

Immediate le reazionio di contrarietà da parte del mondo dell'associazionismo cattolico. Per il presidente delle Acli Andrea Olivero si tratta di un percorso ad ostacoli per glli immigrati, «ancora una volta - afferma Olivero - prima ancora di attrezzarci per costruire un percorso di integrazione, stiamo provvedendo a porre i paletti di un percorso a ostacoli, che già oggi per i cittadini immigrati che vogliono risiedere regolarmente in Italia è sufficientemente tortuoso. Già ora, infatti, per ottenere il permesso di soggiorno gli stranieri debbono soddisfare alcuni requisiti stringenti che fanno riferimento al reddito, all'abitazione, al lavoro».

«Il permesso di soggiorno - aggiunge il presidente delle Acli - dovrebbe essere la prima tappa di un percorso di avvicinamento alla cittadinanza. Per questa sì che avrebbero senso i requisiti di conoscenza della lingua italiana e della nostra Costituzione. Ma chi accompagna oggi gli immigrati in questo percorso? Finora solo la Chiesa e il volontariato. Sono anni che chiediamo invano un piano organico e nazionale per l'insegnamento della lingua italiana In queste condizioni - conclude Olivero - il permesso a punti rischia di diventare l'ennesimo elemento di sofferenza e di vessazione psicologica e burocratica per le tante famiglie immigrate presenti nel nostro Paese».

C'è anche chi come l'Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) vede nel provvedimento del governo una causa di stress. Infatti l'immigrato «deve superare tanti esami. Questo gli farà perderà la tranquillità e serenità quotidiana, aumenterà il suo isolamento nella società italiana perchè verrà considerato sempre un cittadino di passaggio e sotto esame.»

I criteri del permesso di soggiorno a punti sono «molto importanti ma all'interno di un contesto di punti e sanzioni sicuramente non aiuta l'integrazione. Anzi, aumenta lo stato d'ansia e stress dell'immigrato che non si sente mai cittadino a tutti gli effetti». Lo afferma Foad Aodi, presidente dell'Amsi (Associazione medici di origine straniera in Italia) sull'iniziativa del governo. L'immigrato, infatti, «deve superare tanti esami. Questo gli farà perderà la tranquillità e serenità quotidiana, aumenterà il suo isolamento nella società italiana perchè verrà considerato sempre un cittadino di passaggio e sotto esame».

Fonte: AMI Agenzia Multimediale Italiana

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