www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


giovedì 14 gennaio 2010

Primo marzo, lo “sciopero” prende corpo. Anche a Palermo


IMMIGRAZIONE

Primo marzo, lo “sciopero” prende corpo. Un nastro giallo per solidarietà

Da Milano a Palermo: 11 i comitati ufficialmente costituiti e altri in via di formazione per l'evento del 1 marzo 2010. Il 17 gennaio il lancio ufficiale. Un nastro giallo sarà il segno di riconoscimento

ROMA - Sul blog dell'iniziativa "Primo Marzo 2010 sciopero degli stranieri" è da poco comparsa una cartina d'Italia di Google Maps: serve per indicare i comitati locali dell'iniziativa sul territorio, che si stanno moltiplicando da nord a sud della penisola. Roma, Milano, Palermo, Genova, Brescia, Napoli, Perugia, Bologna, Prato, Bergamo e Ancona sono nati ufficialmente, mentre altri sono in fase di costituzione: Vicenza, Verona, Pordenone, Imola, Rimini, Massa, Varese e Reggio Emilia.

"La maggior parte degli aderenti sono italiani, ma questo riflette la proporzione della popolazione italiana", dice Stefania Ragusa presidente del coordinamento nazionale dell'iniziativa, che sarà lanciata con il manifesto ufficiale il 17 gennaio a Milano. All'evento sarà presente Nadia Lamarkbi, l'organizzatrice dello sciopero degli immigrati francese "La journée sans immigrés – 24h sans nous" cui quello italiano è gemellato. Come già il "NoBDay", cui l'iniziativa si è ispirata, relativamente alla diffusione tramite social network, anche "Primo Marzo 2010 sciopero degli stranieri" ha scelto un colore di riferimento che non rimanda ad alcun schieramento politico: gli aderenti sono invitati a portare un nastro giallo da oggi al 1 marzo.

Sul blog http://primomarzo2010.blogspot.com/ è indicato il nome di un referente locale e una mail per ogni gruppo territoriale nato ufficialmente e vi è una parte intitolata "Come creare un comitato", con precise istruzioni e principi organizzativi che prevedono: autonomia nell'organizzare iniziative e manifestazioni pur in accordo con il Coordinamento nazionale; presenza e visibilità di italiani e stranieri in modo da rendere evidente la non contrapposizione "tra noi e loro, tra autoctoni e immigrati"; fedeltà all'idea di un'iniziativa nata come espressione della società civile "in modo da poter abbracciare uno schieramento amplissimo". Sempre restando fedeli a questo spirito, ma con l'intenzione di dare maggior radicamento all'iniziativa, Ragusa annuncia che sono in corso contatti con i sindacati. (Ludovica Jona)


Sciopero degli stranieri: da facebook alla provincia italiana, si moltiplicano i comitati locali

Dal presidio per i fatti di Rosarno a Milano, a un muro con foto di immigrati al lavoro a Bologna, a coppie di stranieri e italiani davanti ai negozi palermitani: le iniziative dei comitati locali per "Primo marzo 2010, sciopero degli stranieri"

ROMA - "La prima delle iniziative previste da qui al 1 marzo, la stiamo organizzando assieme all'associazione di migranti Todo Cambia: sarà il 14 gennaio, un presidio davanti alla prefettura per protestare per i fatti di Rosarno": Francesca Terzani è la responsabile del comitato milanese, il primo a nascere, dell'evento "Primo Marzo 2010 sciopero degli stranieri". "Ad oggi abbiamo stretto rapporti con comunità latinoamericane e africane del territorio – dice - e stiamo avviando contatti con quelle filippine, indiane e bengalesi".

Il coinvolgimento di realtà attive nell'ambito dell'immigrazione, come Cgil e Comunità di Sant'Egidio, è l'obiettivo cui sta lavorando anche il gruppo di Roma: "Le iniziative devono ancora essere definite, ma pensiamo soprattutto a dare visibilità a questa idea attraverso manifesti da affiggere, per esempio nei negozi", dice il referente Sergio Gaudio.

"Domani ci sarà la prima riunione organizzativa fuori da facebook dove contiamo circa 300 membri e decideremo come muoverci": l'insegnante di italiano Tindara Ignazzitto e l'operatrice sociale di origini etiopi Yodith, sono le promotrici del comitato di Palermo. "Proprio perchè nella nostra città non c'è una vera ostilità verso lo straniero - dice Ignazzitto - lo spirito non sarà tanto quello di una protesta quanto quello di manifestarci come popolo meticcio, come persone che stanno bene insieme, italiani e stranieri". Tra le idee pensate per la giornata del 1 marzo, a Palermo si pensa a uno sciopero degli acquisti da parte degli immigrati dando però visibilità all'evento "mettendoci in coppie, italiani e stranieri, davanti a negozi di diverse parti della città".

Cecile Kienge Kashetu, prima migrante a far parte del direttivo regionale del Partito Democratico in Emilia Romagna, come responsabile delle politiche migratorie, coordina il comitato locale di Bologna:" Questo impegno va oltre il suo coinvolgimento politico", dice. In attesa di una riunione presto convocata per discutere insieme ai gruppi in formazione a Modena e Forlì l'idea dei promotori del gruppo bolognese è: "Chiedere a tutti gli immigrati di portare loro fotografie sul posto di lavoro", che il primo marzo saranno appese su un lungo pannello che "simboleggerà un muro virtuale che non divide ma unisce italiani e stranieri, come il lavoro". (Ludovica Jona)

Fonte: Redattore sociale


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