www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


lunedì 18 gennaio 2010

Catania, gli ambulanti senegalesi chiedono di essere regolarizzati

18/01/2010

Progetti d’integrazione, corsi di formazione nel settore agricolo e spazi autorizzati in strada e nei centri commerciali per vendere prodotti artigianali: Gli immigrati, regolari, protestano contro il trattamento dei vigili urbani.

PALERMO – La comunità di senegalesi che vive a Catania chiede al comune di regolarizzare la propria attività di ambulante. L’accoglienza che hanno ricevuto dai cittadini catanesi li ha spinti a richiedere all’amministrazione comunale la possibilità di uscire dallo stato di venditori abusivi per regolarizzare la loro attività. In particolare propongono la creazione all’interno del centro storico etneo di uno spazio mercatale dove possono vendere i loro prodotti artigianali e di avere un’area anche all’interno di alcuni centri commerciali.

In vista di questo sono tutti disposti a tassarsi per potere pagare l’affitto di un negozio che diventi la vetrina dei loro prodotti artigianali, tutti provenienti dall’Africa. Una strada dove tutti potrebbero essere identificati e identificabili e dove nessuno potrebbe vendere prodotti falsi, taroccati o contraffatti.

Inoltre chiedono anche di potere partecipare a dei corsi di formazione nel campo dell’agricoltura, delle tecnologie e dell’energia alternativa al fine di acquisire quelle competenze idonee a poterle mettere in pratica nel loro Paese d’origine dove in futuro pensano di ritornare. Il bisogno di regolarizzare la loro attività ambulante è nato anche dall’avere subito atteggiamenti molto aggressivi da parte di alcuni vigili urbani e delle forze dell’ordine. Atteggiamenti che la comunità senegalese ha segnalato al comune come “discriminatori e lesivi della loro dignità”. In particolare lamentano il fatto che in caso di fermo, i vigili urbani non tengano conto dei documenti in regola. Inoltre spiegano dal comune “è capitato con alcuni immigrati, muniti di permesso di soggiorno e scoperti a vendere merce contraffatta, che qualcuno abbia sequestrato la merce e i soldi ma non abbia fatto verbale e dunque non ne sia rimasta traccia formale. E che abbia argomentato che conveniva anche all’immigrato perché diversamente rischiava di non avere rinnovato il permesso di soggiorno”.

Per questo motivo adesso sono loro che chiedono alle istituzioni competenti maggiori controlli proprio sull’operato di chi è addetto all’ordine pubblico. Secondo il dossier Caritas/migrantes 2009 i senegalesi costituiscono il gruppo straniero da più lungo tempo presente in Italia, tra le comunità di una certa consistenza numerica sono quelle a più spiccata prevalenza maschile. (set)

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