www.tprf.org: La tua arma segreta (words by Prem Rawat)

Programma di Educazione alla Pace - TPRF



Discorso di Prem Rawat alla Settimana della Pace e della Solidarietà di Mazara del Vallo - 27 maggio 2011 - Video


"Determination, understanding and clarity have to be the fundamental foundations on which peace will be built."


"Not exclusion, but inclusion."


"The day our measurements are based on our similarities and not our differences is the day we will begin to lay the foundation for peace in this world."
Prem Rawat
Watch A message of Peace by Prem Rawat

Il Peace Education Program (PEP) ha lo scopo di aiutare i partecipanti a scoprire le risorse interiori che sono loro proprie, strumenti innati per vivere, come la forza interiore, la capacità di scelta e la speranza, esplorando anche la possibilità della pace personale.
Si tratta di un programma educativo nuovo, con un piano di studi che consiste in 10 video, ciascuno incentrato su un argomento specifico, presentato e facilitato da volontari. Questi seminari, adattabili e interattivi, sono non religiosi e non settari. Il contenuto di ciascun argomento si basa su brani tratti da discorsi pronunciati da Prem Rawat in tutto il mondo.
Presentazione del PEP (in italiano)

"Uno degli aspetti meravigliosi del ridere, della felicità, della gioia e della pace, è che sono cose contagiose. Diffondete questo sentimento contagioso di pace, il bisogno di pace, in questo mondo. È di questo che abbiamo bisogno nella nostra vita. La pace è una necessità, non è un lusso." Prem Rawat


martedì 31 maggio 2011

Maxisbarco nel Ragusano: soccorsi oltre 900 migranti

Soccorso in nottata a Sud di Capo Passero dalle motovedette della Guardia di Finanza. I profughi, provenienti dalla Libia, sono stati accompagnati a Pozzallo
Un barcone con oltre 963 migranti, tra i quali numerosi bambini e donne, alcune in avanzato stato di gravidanza, è stato soccorso in nottata a sud di Capo Passero dalle motovedette della guardia di finanza. I profughi, provenienti dalla Libia e originari di paesi dell'area subsahariana, sono stati accompagnati a Pozzallo.

I migranti hanno viaggiato in condizioni al limite della sopravvivenza, stipati su un peschereccio di oltre 20 metri. Una cinquantina di loro è stato trasportata in ospedale. "Tutti erano stremati - raccontano i finanzieri che hanno accolto i migranti a Pozzallo - Una massa umana impressionante che aveva occupato ogni millimetro dell'imbarcazione. Tantissimi i bambini e le donne. Questa volta, infatti, sono partite famiglie intere".

FOTO Il barcone con i migranti subsahariani

I profughi hanno raccontato di essere partiti dalla Libia quattro giorni fa e di provenire dall'Africa subsahariana. L'imbarcazione è stata agganciata dai maltesi e la navigazione è stata fatta proseguire verso la Sicilia: i finanzieri l'hanno intercettata a 14 miglia da Pozzallo e sono immediatamente scattati i soccorsi. Alle operazioni di soccorso hanno partecipato anche alcune motovedette della Guardia costiera.

I profughi sono complessivamente 963, tra i quali circa 130 donne e una quarantina di minori. Dopo essere stati accompagnati nel centro di accoglienza temporanea di Pozzallo sono stati indirizzati verso altre strutture.

E rischia di scoppiare una nuova polemica con Malta. Gli immigrati hanno infatti riferito di essere stati avvicinati ieri pomeriggio dalle motovedette maltesi, che si sarebbero limitate a rifornirli di salvagente e a scortarli fino al limite delle acque di loro competenze per quanto riguarda le operazioni Sar di soccorso in mare nonostante i rischi evidenti per la presenza sul barcone di un così elevato numero di persone, tra cui donne e bambini.

Appena due giorni fa il ministro dell'Interno Roberto Maroni aveva accusato Malta di essersi lavata le mani "ancora una volta davanti a una nuova possibile tragedia", dopo il mancato aiuto a un barcone con 209 immigrati poi soccorso dalla motovedette italiane. Il responsabile del Viminale aveva anche sollecitato la Commissaria europea Cecilia Malstrom a "far rispettare la competenza e il dovere d'intervento nelle rispettive zone Sar da parte di tutti i Paesi membri, assicurando il corretto svolgimento delle operazioni di ricerca e salvataggio in mare".


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